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Original subtitles

(Francesco) Tu e il Tai Chi come vi siete incontrati ?

(Matteo) Tu credi ai segni ? Io sì.

Una cliente ha scordato in macchina il manuale di Tai Chi e io l'ho imparato.

- Se era il manuale dell'idraulico ? - Lo lasciavo là. Cominciamo.

- È un quarto d'ora che parliamo. - Scusa. - Dai.

- Che è ? La prima posizione ? - Che prima ? Dammi una mano.

Mi fai perdere tempo a parlare e mi hai fatto "incriccare". Dai, forza !

- Ahi ! - Non è meglio avere un maestro ? Rischiamo di farci male.

Lo so a memoria. Sono meglio di "leva la cera, metti la cera".

- Come si chiamava ? - Karate Kid. - Quello lì.

- Forza. - Che facciamo ? - Facciamo la posizione della gru bianca.

- Poi quella della coda del passero. Afferra... - Scusa.

Il Tai Chi è una cosa seria. Non scherzare con il passero, la gru.

- È vero ! - Il passero ? - Certo. - Non c'è scritto "passero" !

- A pagina 21 c'è. - È scritto in cinese. Come si dice "passero" in cinese ?

Ora non possiamo chiederlo a un cinese, ma controlla.

- Il peso a sinistra. Ci sei ? - Non vedo la mano.

- La mano ? Così. - Ci sei ? - Sì.

- Peso ? Stai sbirciando ? - No. - Hai buttato l'occhio. - Per essere sicuro.

- Hai detto che sai tutto. - Dai ! - Chiudo il libro. - Fai come vuoi.

Mi fai perdere un sacco di tempo. Respira profondamente.

Butta fuori tutte le energie negative.

Marta che ti è rimasta sul groppone.

Emma che non si sa che combina. Sara che sta per sposarsi.

- Così non mi concentro, mi metti ansia. - Volevo elencare...

- Per fortuna ho tre figlie. Se erano otto, andavi avanti. - Così butti fuori.

- Cominciamo. - Tu ti muovevi ?

Tu stai lì. Io mi muovo per scaldarmi. Poi facciamo una cosa più difficile.

Parliamo del matrimonio ? Quando ho visto il costo delle fedi, mi ha preso un colpo.

- Potevi farti aiutare. - Parliamo o facciamo Tai Chi.

- Parliamo. - No, facciamo Tai Chi.

Io ho un amico di Roma che vive a Milano.

- Farebbe due fedi al prezzo di una. - È orafo ? - No, ma è come se lo fosse.

- Un artigiano ? - È un ricettatore.

A mia figlia e al futuro marito regalo due fedi di provenienza illecita ?

- Oh ! - Un ricettatore... - Buono, ci sentono tutti.

- Ti sto aiutando. Invece di dare i soldi a un estraneo. - Maurizio è un amico.

- Ha fatto le fedi per me e Angelica. - Porta "zella". - Porta ? - Iella.

- Come la chiami ? - Sfortuna.

Il Tai Chi dovrebbe rilassare e mi ha agitato.

- Devo andare in studio. Vado a fare la doccia. - No, butti tutto via ?

- Non si fa la doccia dopo il Tai Chi. - Lo dici tu ai miei pazienti.

- Il cinese mangia e va in ufficio. La posizione del passero ? - Mi metti ansia.

Stavo attraversando la strada.

Nel bel mezzo dell'incrocio mi sono messo a dirigere il traffico.

- Il vigile. - La settimana scorsa...

..senza motivo, ho detto all'edicolante che ero professore alla Bocconi.

- L'edicolante ? - Ci ha creduto. - Vede, Riccardo ?

Il fatto che lei abbia preso coscienza...

..di questo suo bisogno di escursioni fantastiche è un fatto molto positivo.

- Sa ? - Lei dice ? - Assolutamente sì.

Le permette di osservare il suo bisogno di sognare entità alternative...

..per cercare di essere se stesso.

Anche perché se va avanti così, qualcuno la gonfia.

Mi riferisco anche ai rapporti con le donne. Lei...

Deve presentarsi così, com'è.

Che cosa potrebbe trovare una donna in me ?

A parte essere... bello.

- Lo dicono i suoi genitori, giusto ? - Fin da quando ero piccolo.

Loro, i miei fratelli. Pure mio nonno.

Lei è cresciuto in una famiglia dove ciascuno è eccellenza in qualcosa.

- Ma questo non significa che lei... - Dottore, non ho nemmeno finito Legge.

Senta, Riccardo. Per oggi abbiamo finito.

Io ritengo che stiamo facendo un buon lavoro.

- Andrei avanti con un paio di sedute a settimana. Lei che dice ? - Certo.

(Sara) Posso dirti una cosa ? (Marta) Eh. - Datti una sistemata.

- Una sistemata per chi ? - Per te.

SUONERIA DI CELLULARE No, il telefono ! È nella tasca.

Dai, è nella tasca. Chi è ?

- Ettore ! Che faccio ? Lo mando affanculo o ignoro ? - Ignora.

- Lo metto qua. - Sì, ma piano !

- Andiamo. Ci sei ? - Io sì, tu ? - Sì.

Non ce la faccio più ! Oddio !

(Riccardo) Che botta ! - Sì. - Scusi. - Tutto bene ?

- Scusi ! (Riccardo) No, no. - Mi dispiace.

Anche questo.

- Ne è rimasto... Che palle ! - Vabbè.

- Qua si è rovesciato tutto ! Oddio ! - Grazie. - Di che ?

(Marta) Io lo ignoro finché non trovo un avvocato del lavoro...

..che mi rimette in mano il mio progetto.

- Mi erano cadute le chiavi. - Grazie. - Non c'è problema.

- Avevo la scarpa slacciata. - Grazie mille.

- Vi accompagno? - No, grazie. Ci sei ? Andiamo.

- Grazie e scusa. - Di che ? - Ciao, grazie.

(Sara) Hai visto ? (Marta) Che ? - È un fico della Madonna !

(Sara) Come ti guardava ? - Come mi guardava ? - Come ti guardava ? - Ma va !

(Sara) Non te ne sei accorta. - No !

- Marta, per te ci vorrebbe una storia chiodo scaccia chiodo. (Marta) Vabbè.

Dove hai messo il computer ?

Hai fatto i tavoli ? Belli i nomi ! Marte, Plutone, Venere, Sole.

Io e Emma siamo al Sole.

- Hai invitato mamma ? - Sì.

- Mi hai messo al tavolo con lei ? - Okay, ti sposto. - Non è questo il problema.

- A papà hai detto che viene pure lei ? - Ancora no.

- Non facile da dire. - No, non è facile da dire.

Devi dirlo pure a Emma ! Ti sta organizzando l'addio al nubilato.

- Non l'ho chiesto io. - Che vuol dire ? Fa una cosa carina per te.

Sinceramente dubito fortemente...

..che prenderà bene questo invito. Lei si sente abbandonata da mamma.

Non ha abbandonato solo lei, basta con questa storia.

Ma Emma era piccolissima, è un po'...

Sarà un'occasione per riparlarle.

Comincia a parlare tu.

Se pensi di farle una sorpresa, quella ti manda all'aria il matrimonio.

- Sarebbe capace... - Se non lo fai prima tu.

- Che fai ? Stai qui di guardia ? - No, stavo uscendo. - Tu esci seduto ?

- No, di solito mi alzo. - Niente pazienti oggi ? - Ho finito prima.

Emma, io e te dobbiamo parlare.

Giusto il tempo di sapere che cosa facevi con questa.

- Rovisti nelle mie cose ? - Non ci provare.

L'ho trovata per terra nel mio bagno dove tu hai lasciato un casino.

Questa persona ha a che fare con la tua decisione di non andare a Londra ?

Sì. L'ho conosciuto in aeroporto, è il mio capo.

L'hai conosciuto in aeroporto. Quindi ti ha assunto a prima vista.

Diciamo che mi ha notata.

- Papà, Claudio è una persona speciale. - Lo chiami già Claudio.

- I tuoi rapporti con questa persona sono di tipo... - Professionale. - Certo.

Non mi interessano i legami. Lui ha un'agenzia di "branded content".

- Io sono brava con i social. - Fammi capire.

- Questo lavoro ha qualcosa a che fare con quella roba lì ? - Papà.

Sembri più vecchio di quello che sei, quando dici così.

Mi piace quello che faccio. Devi fidarti, sarai fiero di me.

- Fossi in te, mi preoccuperei di altro. - Tipo ?

- Hai presente la trentenne che gira per casa in tutona e ciabattone ? - Marta ?

Non ha il coraggio di prendere i vestiti a casa dello stronzo.

- Trova una scusa per farla uscire. Io e Sara le abbiamo finite. - Dov'è ?

In camera sua, sul letto e non si alza.

- Posso andare ? - Dove vai ?

- Da Claudio Malesci. - Cretina.

- Marta ! - Aaah ! Sei pazzo ? - Tu sei scema, mi hai spaventato.

Si urla così ? Mi hai fatto prendere un colpo.

- Era uno scherzo che ti facevo da bambina. - Perciò sto così. - Si è rotta ?

- No, si è staccata. - Vabbè.

Volevo chiederti una cosa. Sei andata a prendere la tua roba ?

- Nella casa vecchia, dico. - Ehm...

- Se vuoi, lo faccio io, volentieri. - No, non serve.

- Vai pure, se devi andare. Non preoccuparti. - Non mi preoccupo.

Però sì, sono di corsa.

- Mi servono cinque o sei raccoglitori per dei documenti. - Okay.

- Che devi fare ? - Una cosa burocratica, una rogna.

- Di che colore ? - La rogna ? - I raccoglitori.

Cioè... Ma no, fai tu.

- Neri ? - No ! Che neri ?

- Vari. - Grigi ? - Non grigi.

- Fumé ? - No, colorati. Ti dico colore per colore ? No.

- Okay. - Vabbè, decidi tu. - Vabbè, okay.

- Okay. - Vado ? Tutto okay ?

- Ciao. - Ciao.

- Marta ! - Aaah ! - Vaffanculo !

Buongiorno.

- Prego, si accomodi. - Grazie. - Immagino che sappia come funziona.

Mi siedo qui. Eh ?

- È uno studio condiviso con altri medici. Prego. - Immagino. - Sì ?

Lo userò anch'io con i miei pazienti per metterli a proprio agio.

- Chiudo la porta. - Sì.

- Mi metto dove voglio ? - Lo ha già fatto. - Era uno scherzo.

Eccoci qua.

Cominciamo ?

- Già vuole andare via ? - No, ma ho lasciato mia figlia Marta per venire qui.

L'ho convinta con una scusa a uscire.

Lei non uscirebbe, è nella sua tipica depressione post delusione sentimentale.

Lei insegna all'università e si è messa con un suo professore sposato.

- Ovviamente è finita male. - Ha paura che si senta abbandonata anche da lei ?

Questo non può succedere. Io non la lascerò mai.

Non pensa che a volte investiamo in legami...

..per carità, importanti, ma sacrificando qualche aspetto della nostra esistenza ?

Ho capito dove vuole arrivare, ma io non mi sono sacrificato per le mie figlie.

Dopo che la loro madre è andata via, qualcuno doveva occuparsi di loro.

Lo ha lasciato ? Cioè sua moglie ha lasciato lei ?

Sì. Quanto tempo fa è successo ?

Parecchio, almeno dieci anni.

Ha avuto altre relazioni dopo sua moglie ?

Terapia d'urto.

Diciamo che è parecchio tempo che non mi concedo un'escursione nella vita.

- È un'immagine poetica, se vuole scriverla. - Sesso ?

Bah, poco.

Senta, non capisco che cosa c'entri questo con le mie crisi di panico.

Da qualche parte dobbiamo cominciare.

(Claudio) Mi interessano le soluzioni. (Chloe) Abbiamo soluzioni, ragazzi ?

(Chloe) Potete dire qualcosa ? Tirate fuori le idee. Qualcuno ha idee ?

Buongiorno. Ho portato le cose che mi avete chiesto.

- Tesoro, scusa, ma è un momentaccio. - Scusatemi voi.

- Non è giornata. - Perché ? - Abbiamo perso le testimonial per il videoclip.

- Di Junior G ? - Sì. - Perché ? - Vogliono qualcosa di più autentico.

- Proviamo qualcosa di diverso, magari mi viene un'idea. - Ci stiamo pensando noi.

Adesso vado da Claudio che non è giornata.

- Dimmi. - Sono arrivati i costumi per il videoclip di Junior G.

- Mandali indietro, non servono più. - Sono in regalo. - Allora regalali.

Non mi sentivo così emozionata dal giorno del mio matrimonio.

- Manca ancora qualche giorno. - Sì, lo so.

Andrà tutto bene, sarai bellissima. Sarà il giorno più bello della tua vita.

- Poi dovrai sopportare il mio Filippo. - A quello sono abituata.

È vero. Ho proprio la testa fra le nuvole, scusa.

Buongiorno. Bene arrivate. Come posso aiutarvi ?

- Abbiamo una prenotazione per stanotte. Savalli. - Sì.

- Grazie. - La suite special. - Allora.

Ecco a voi. Quinto piano, suite 512.

- La ringrazio. - Buon soggiorno. A dopo.

Almeno una volta avevano il pudore di non chiedere la camera matrimoniale.

- In che senso ? - Magari sono anche sposate legalmente.

Che male c'è ?

Niente, figurati ! Ormai abbiamo sdoganato tutto.

(Marta) Come va ? - Bene, grazie. - Prendo dei faldoni. - Prego.

- Oddio ! Porca miseria, scusi ! - Non è niente.

Grazie.

- Ma non ci siamo già... - Mi hai tirato addosso la spesa.

- Già. - Sono cose che capitano. - Sì, poi oggi non è giornata.

È un casino dopo l'altro.

Un casino è ben altro, si fidi.

- Se mi prende anche l'ultimo, vado perché devo portarli a mio padre. - Sì.

- Grazie. - Vado pure io, sì.

- Questi non sono mai abbastanza in uno studio legale. - Lei è avvocato ?

- Eh ? - Magari può aiutarmi, vorrei intentare una causa di lavoro.

- Di lavoro ? - Sì, ma magari non è il suo campo. - Come no !

- Mi dica pure. - Non mi sono neanche presentata, Marta. - Marta.

- Taramelli. - Taramelli ?

- Che culo ! - Riccardo Della Martire. - Non volevo dire "che culo", mi dispiace.

- Però incontrare proprio oggi un avvocato del lavoro... - È strano. - Sì.

- Le apro la porta. Prego, venga. - Non paga ?

Certo !

Se posso, le anticipo due cosine.

- La mia situazione è un po' complicata. - Anche la mia.

- Era ora ! - Che c'è ? - Mi hai fatto venire qua, ho attraversato tutta Milano.

- Manco sul navigatore sta. - Ho una cosa urgente da fare, perciò ti ho disturbato.

- Che posto è questo ? - È una ASL. - Una ASL ? - Parla piano.

- Azienda Sanitaria Locale. - Hai fatto una visita ? È grave ?

- Quel bisonte è tuo ? - È gagliardo. - Dove l'hai trovato ? - È di un collega.

Tutto quello che va su quattro ruote con me sta in banca.

- Vorrei sapere se stai per morire. - Sono scemo, penso che tu sia sano di mente.

- È il tuo lavoro. - Ho fatto una visita, ma non sono in pericolo di vita.

- Meglio così. - Non più del solito.

- Allora è grave. - È normale per un analista andare in analisi.

- Fa ridere. - L'analisi dell'analista analizzato, questo fa ridere.

- Dio ! - Hai preso gli scatoloni ? - Sì, ma che ci devi fare ?

- Vorrei prendere le cose di Marta dalla sua vecchia casa. - Le prendi tu ?

No, noi.

Vedi che c'è la fregatura ? Mi sembrava strano. La psichiatra sa questa cosa ?

- Che cosa ? - Che tratti le tue figlie come ragazzine.

- Volevo risparmiarle questo trauma. - Fai male.

Scusa se te lo dico, anche se tu sei l'analista e io non dovrei intervenire...

..mio padre mi avrebbe mandato da solo a calci in culo.

- Avrebbe fatto male, guarda il risultato. - Bravo, dillo forte.

- Guarda il risultato ! - Un uomo di quasi 60 anni portati non bene... - Male.

- Benissimo. - Malissimo.

Io, oltre alla professione e al successo con le donne...

..indipendenza e autonomia, due cose che le tue figlie non avranno mai.

Senti, indipendenza e autonomia... Sai che hai sfiorato quel furgone ?

- Se avessi fatto la scorciatoia, saremmo arrivati. - Che ne so io !

- Fai le stradine. - Non faccio stradine. - Tu sei affezionato...

- Prima di tutto, non chiamarmi più. Secondo... - Fermo, ci sono i vigili.

- I "ghisa" diciamo a Milano. - Eh ? - Ghisa, il vigile. - Che ne so io !

Se guidi a Milano, dovresti sapere che vigile si dice "ghisa". Sai perché ?

- Una volta erano... - La, la, la !

Voi dite "pizzardoni". La pedana del vigile è di ghisa.

- Quindi il ghisa è sopra la ghisa. - Allora il pizzardone è sopra la pizza.

- Non lo so. - Fai pure lo psichiatra.

RUMORE DI PORTA Bella scusa andare a fare benzina.

- Almeno aiutami a portare gli ultimi. - Lei chi è ?

Che fa in casa mia ?

Sono Francesco Taramelli.

Quel Francesco Taramelli. Sto prendendo le cose di Marta.

- Manda il padre, che maturità. - Non osi giudicare la maturità di mia figlia.

Aspetto un amico che mi venga ad aiutare e vado via. Stia tranquillo.

Senta, da giorni Marta ignora i miei messaggi.

Adesso parlo all'analista, non al padre.

Non crede che sia il caso che lei venga qui a parlarmi di persona ?

Uno, l'analista è fuori servizio.

Due, non c'è niente da chiarire.

Ha ferito mia figlia professionalmente e sentimentalmente.

- Sua moglie le ha dato pure una sberla. - La situazione è complicata. - No.

È semplicissima.

Lei ha usato il suo ruolo per approfittare di una giovane ricercatrice.

- Visti i tempi, io non dormirei sonni tranquilli. - Ha ragione, ho sbagliato.

- Però io tengo veramente a Marta. - Sa qual è il suo problema, secondo me ?

Lei soffre di un grave disturbo narcisistico della personalità.

Per oggi la diagnosi è gratuita, la offre la ditta.

- Chiara, come va ? Sempre a caccia di teste ? - Grazie, bene.

Scusa, ho poco tempo. Sto organizzando una festa all'Urbex. Lo conosci ?

- Ci vivo, praticamente. - Bene. Non hai impegni.

- Assolutamente no. - Dovresti andare a prendere una coppia di ospiti...

..che arriva a Malpensa alle 18 da Parigi e portarli alla festa entro le 20,30.

- Va bene. - Poi dovresti riportare tutti a casa, dopo la festa.

Amica mia, io sono il re degli NCC.

Gli amici tuoi milanesi mi spicciano casa.

Ti faccio mandare i dettagli dall'assistente.

Mi raccomando, puntualità.

Magari non vestirti in borghese, per favore.

- Tengo molto a questa festa. Grazie. - A dopo.

Non si fida. Allora, come faccio qua ? Hanno cambiato tutto.

Benzina fatta ! Scusa, il distributore era lontanissimo.

- Ti serve una mano ? - Secondo te ? - Potevi farti aiutare dal portiere.

(Matteo) Ridi. - Ci sono anche questi tre. - Quelli dopo.

- Prendi. - Ho questo. - Quello è leggero.

- Hai la bilancia ? - Non hai fatto niente ! - La figlia è tua.

- Hai visto la faccia di quello ? - È un "cassamortaro".

Devo cercare di capire la tendenza di mia figlia a seguire gli stronzi.

Non è che ha problemi con la figura paterna ?

- Come pesa ! Stavolta mi viene il colpo della strega. - Non fare scherzi.

- Stasera c'è una festa. - Io che c'entro ? - C'entri.

Non fare come al solito. Vieni, bello tonico.

- Magari incontri pure una "pischella". - Quando impari a parlare come un adulto ?

- Bella pischella ! - Gli adulti non possono dirlo ? Lo dicono tutti.

Attento che chiudo.

- Sei pronta, sorella che si sposa ? - Sì, ti vedo in forma. - Sì, in forma.

- Chissà che ci ha preparato. - Ecco la matta. - La pazza. (Emma) Alleluia !

- Sei già ubriaca ? - Non ancora. Questo è tuo e questo è tuo. - Oddio !

- È un perizoma ? - Io mi gelo con questo. - No, ti ho portato questo.

- Wow ! - Questo è per te.

- Non credevo che avrei messo questa roba. - Sarà divertente scatenarci.

- Te la senti ? - Me la sento. - Dai !

Vieni.

(canta) Non ho più niente da dire. Oggi mi hanno dato due lire.

La passione che bolle in me.

Copro il tallone d'Achille. Spinge 'sta macchina a mille.

Ora di tipe ne ho mille.

Ho cominciato da sedici. Vedevo babbo che pitturava.

Che ne dite ? Non è una figata totale ?

Con gli occhioni dolci, la faccia fina. Sì, ma il dovere che lo chiamava.

Babbo la bacia in fronte con le mani sporche. Le dice fra poco mamma torna.

Allora prepara cena.

- Che posto è ? - Terme Milano. Stanno girando il video di Junior G.

Ora prepara cena...

..che ho fame.

- Non è il solito addio al nubilato. - No, non lo è affatto.

Cucina quello che vuoi tanto mangio tutto quanto.

Cucina quello che vuoi tanto mangio tutti quanti.

Cucina quello che vuoi.

- Noi andiamo a cambiarci. - Arrivo subito.

Claudio, ho risolto il tuo problema. Controlla il mio profilo. A dopo.

Io che non avevo niente. Mio fratello cucina un uovo sodo perché avevo fame.

- Perché avevo fame. (regista) Stop !

È questo qua.

(Angelica) Stiamo facendo tardi. Andrà tutto bene, non preoccuparti.

Dici ?

- È la prima volta che le lasciamo sole. - È solo una cena.

Emma è così piccola !

Noi non usciamo da anni.

Se la baby-sitter fosse una sociopatica ?

Non è una sociopatica, hai fatto un casting accuratissimo.

- Se facesse entrare qualcuno ? - Mi preoccuperei più per loro che per Emma.

È una despota, grazie al suo papà.

- Tu mi rilassi. - Tu mi stressi.

Dai, abbiamo il tavolo prenotato.

(Angelica) Sbrigati ! - Sì, metto a posto la cravatta.

NOTIFICA DAL CELLULARE

Deficiente.

Ma si può ?

Le mie sorelle sono gnocche incredibili, delle strafighe.

- Emma. - È l'addio al nubilato di una di loro.

(Sara) Stai lavorando ? - Certo. - Che paracula !

Ragazze...

- Scusa. - No, vabbè. Dai !

- Scusate, sono dieci minuti... - Ciao, Marta.

- Sono dieci minuti che quel tizio mi tocca il culo. - Quale ? - Quello.

Quello ? Zuma.

Figo.

NOTIFICA DAL CELLULARE

Bel culo, eh ? Riprendi quello.

- Ci risiamo con lo stronzo ? - Mi dispiace per voi, ma non è Ettore.

Vedere, vedere.

Non posso crederci ! È quel pezzo di figo di stamattina ? Hai capito ?

- Faceva tanto la precisa. - Figo Riccardo !

- Riccardino. - È solo un avvocato. L'ho incontrato oggi.

- Mi aiuta nella causa che voglio fare a Ettore. - Sì, ti aiuta. - Sì.

- Ci siamo solo scambiati l'amicizia. - Te lo devi scopare. - Come parli !

- Scegli tu le parole, ma fattelo. - Almeno dai uno schiaffo morale a Ettore.

Sennò c'è sempre quell'altro.

Le mie sorelle sono gnocche incredibili, ed è l'addio al nubilato di una di loro.

Ho parlato con lo sponsor del video di Junior G.

- Il video ha un sacco di visualizzazioni. - Ma lo "shooting" è stato annullato.

- Le modelle non si sono presentate. - Invece se ne sono presentate tre.

- Non ci credo. Come hai fatto ? - Come ha fatto.

Emma ha invitato le sorelle sul set, hanno indossato i costumi dello sponsor...

..e adesso stanno festeggiando l'addio al nubilato di una delle tre.

- È veramente senza scrupoli. - Sì, però ha un bel talento.

- Anche molta ambizione. - Se ho inquadrato il tipo, non è solo ambiziosa.

Credo che ci stupirà ancora.

(Sara) Allora. A Emma !

- Aspettate. - Chi è ? - Aspettatemi, arrivo.

(Sara) Con calma. - Sto correndo, non si vede ?

Eccomi.

(Sara) Ho sempre pensato che tu fossi quella con la marcia in più. - Grazie.

Visto che bell'addio al nubilato ha organizzato la tua sorellina ?

Sei stata un tesoro.

Forse potresti aggiungere qualcosa.

- Lascia perdere, Marta. - Che cosa ?

- Una cosa sugli invitati al matrimonio. - Hai invitato la tipa dell'altro giorno.

No, acqua.

- Dimmi, dimmi, dimmi. - Dai, dillo ! - Ho invitato la mamma.

Volevo dirtelo con più calma, non mentre stavi lavorando.

No, Sara, non sto lavorando.

Volevo solo divertirmi con le mie sorelle.

Emma !

(Emma) Ho finito, vi aspetto in macchina.

Grazie, Marta.

NOTIFICA DAL CELLULARE

È Riccardo ?

Non aspettare che ti aiuti.

(Matteo) Era ora, meno male !

- Adesso arrivi ? Quanto ci hai messo ? - Quanto serviva.

- Hai il vestito della Cresima ? - Porta bene. - Negli anni '80 portava bene.

- Perché non potevi venirmi a prendere ? - Dovevo lavorare. - Lavorare !

- Dovevo portare dei francesi qua. - Tu i francesi ?

Dicevi che la tua policy aziendale non prevede francesi perché...

- Non li reggo, ma ho fatto un'eccezione. - Perché ? - Per Chiara, una cliente.

- Te ne ho parlato. - Chi è ? - L'headhunter, mi ha fatto l'esclusiva.

- Non l'hai detto. - Volevo lavorarmela. Ma tu perché fai lo psicologo ?

- Non ascolti ! - Non me l'hai detto.

- Fammela conoscere, così la ringrazio dell'invito. - A proposito. - Che c'è ?

- A proposito dell'invito, la serata... - Non è a inviti ? - È informale.

- È a inviti ? - Sì, ma è un discorso a parte.

- Non li abbiamo ? - No. - Mi hai fatto venire per imbucarmi ! - Zitto.

Non facciamoci riconoscere. Se la trovo, vedi come dimentica che sono imbucato.

- Almeno un cartoncino che sembri l'invito. - Fai il cartolaio. Divertiti !

- Se mi fermano ? - Se ti fermano...

- Dico che sono amico tuo. - Prendi due fusaie dal cinese.

Distinto. Così, con le fusaie in mano...

- Guarda te o me ? - Sta controllando tutta la cucina. Non preoccuparti.

Guarda che meraviglia. Cerca di conoscere. Non farmi fare brutte figure.

- Ti ho fatto fare brutte figure ? - Lascia stare. - Quando ? - Ricordi ?

- Quella che si è buttata di sotto. - Ma... - Due volte le hai parlato. Buono.

Guarda queste. Fai finta di niente.

- Guarda. - Pensavo la stessa cosa.

- Lo sapevo. - Che c'è ? - Questo è come un repellente.

- Manco le pischelle ti guardano. - Che mi frega di loro ? - Di che ti frega ?

Niente, al limite una donna. Perché io non ho paura del confronto.

- Che vuol dire ? - Lo so io.

Francesco, nella palude sopravvive solo il coccodrillo.

- Lo diceva pure il maestro dell'amore e del sesso. - Chi ? - Franco Califano.

Adesso ci dividiamo e tu mi fai il favore di ignorarmi.

- Perché mi hai invitato ? - Sono un amico e ho speranza, nonostante...

Pensi che con questo vestito non riuscirei a socializzare ?

- A fare pubbliche relazioni ? - A fare ? - Pubbliche relazioni. - Tu.

Ti do fiducia nonostante il vestito.

Adesso vai di là. Ti rilassi, conosci, socializzi.

- Io vado a fare il mio dovere. - Dove vai ? Matteo.

Matteo.

(Matteo) Buonasera. (Chiara) Perché sei qui ? - Mi sono imbucato.

Inviato ?

- Gli ho detto che va bene, ma non me la sento. - Smettila.

- Adesso torniamo a casa, ti aiuto a prepararti e vai tranquilla. - Okay.

- Vado a parlarle. - Sì, anche se... - Smettila, hai fatto già abbastanza.

Okay.

Ehi.

Mi dispiace, ho sbagliato.

Non faccio altro in questi giorni !

Questa cosa della mamma io non sapevo come...

- Non sapevo come dirtela. - Non dovevi dirmelo, dovevi chiedermelo.

Hai ragione.

No, per favore.

Che palle !

(Marta) Sara, tutto okay?

- Non parte. - No !

Ho lasciato i power bank in carica.

RISATE No, dai !

- Adesso come facciamo ? - Bene. - Io ho anche un appuntamento.

- Con chi ? - Indovina. - No, non ci credo !

- Cerco qualcuno che ci dia una mano. - Sì.

- Ti sei imbucato come un ragazzino ? - Mi sono imbucato come un uomo.

- Perché ? Bastava dirmelo, magari ti invitavo. - Mi avresti invitato ? - No.

- Non sono venuto solo, sto con un amico. - Pure ? - È un tipo elegante, carino.

- È particolare. - Vado via, non reggo più questa festa.

- Che c'è ? - Ti presento Chiara. - Chiara...

- Scusi, Francesco Taramelli. - Chiara Leonardi. - Sono amico di...

Non esco mai, mi ha invitato lui.

- Poi ho scoperto che ci siamo imbucati. - Mi dispiace che non sia a suo agio.

Vi lascio soli.

Mi hai rovinato la serata !

- Tu dimmi che è Chiara. - Che ti dico ?

- Con questo vestito mi guardano tutti. - Il vestito !

- Ridono, guarda. - Chi ti guarda ! - Quella è la dottoressa.

- Hai visto ? - Che devo vedere ?

Non ti senti bene ? Slaccia la cravatta, siediti.

- Mettiti seduto. Stai bene ? Devo preoccuparmi ? - Visto ? - Siediti.

Chi c'è ? Nessuno. Pensano tutti a te ? Forza.

- Come ti senti ? Chiamo un dottore ? - Tutto bene ? - No, chiami un dottore.

- L'amico mio si sente male. - No. - Veloce, forza ! - No !

- Piano. - Lascia, mi strozzi ! (cameriere) C'è un medico ? - Fate aria.

Scusate. Grazie, sono un medico.

Dottor Taramelli.

- Oh ! - Che fa ? (Anna) Stia su ! Mi sente ?

- Il mio amico Matteo. La dottoressa Cafini, la mia psichiatra. - Condoglianze.

- Sta prendendo le gocce ? - Sì, l'altra sera era ribaltato sul divano.

Io vado a chiedere scusa a Chiara per questa figura pietosa.

- Che fa qui ? Conosce Chiara ? - No. Sì, è un'amica di Matteo. Una cliente.

Che caso assurdo ! Io e Chiara abbiamo un'amica in comune, una collega.

È una che va a caccia di teste invece di curarle.

- Hanno ragione loro, però. - Chissà.

Io non voglio bombardarla di domande.

- Mi dica solo se sta meglio. - Sto meglio.

Ero in una festa dove non conoscevo nessuno, il mio amico era andato via.

- Mi sembrava che mi guardassero tutti per questo vestito un po' brutto. - No.

Però non riesco a parlare in questa situazione. Forse non è la situazione...

Sì, in effetti è, come dire... Anticonvenzionale.

Decisamente non è convenzionale. Quindi vado via.

Ci vediamo in studio. Grazie, scusi.

- Dove vai ? - Non pretendo che tu capisca, ma non posso stare qui con lei.

- Perché ? È carina e le piaci. - Smettila ! - Te lo dico io.

- Di che parli ? - Senti... SQUILLO DI CELLULARE

Dopo la figura di merda, non ti offendi se ti porta a casa un collega ?

Me la sono sempre cavata da solo. Dimmi.

Come alle Terme ? Certo, arrivo.

Alle ragazze si è fermata la macchina. Hai i cavetti ?

Non è una famiglia, è un'associazione a delinquere !

Papà, meno male che ci sei !

No, meno male che ci sono io.

- Che fate qua ? - C'è stata una festa.

Questa è morta. Per fortuna ho i cavetti.

- Tu dov'eri ? Sei vestito come alla mia Cresima. (Matteo) Che ti dicevo ?

- Che c'entra ? Posso vestirmi come mi pare ? - Sì.

- Avrò diritto a... - Papà, Sara ha invitato la mamma al matrimonio.

Davvero ?

L'ho... L'ho deciso un po' all'ultimo.

Vabbè, sarà una bella festa.

- Dove va ? - Papà. - Papà, che fai ?

- Papà ? - Che cosa fai ? Papà ?

- Papà ! - Papà ?

Papà, fermo. Sei vestito !

(Marta) Ma è morto ?

- Papà. - Eh ? - Non ti cambi ?

- Sei tutto bagnato. - Vado in studio a fare una cosa, poi mi cambio.

- Andate, poi vado a dormire. Faccio una boule. - Bravo. - Faccio la boule.

- Cos'è la boule ? - La borsa dell'acqua calda.

- Secondo voi, sta bene ? - Potevi evitare di dirglielo. - Buonanotte.

- Anch'io ho sonno, vado su. - Okay.

- Tu preparati, ti copro io con papà. - Okay.

- Dai, Marta ! Non ti preoccupare. - Sì. - Sta qui con noi. - Sì, infatti.

Marta. Guardami.

Ripeti con me. Me lo devo fare, me lo devo fare.

Me lo devo fare, me lo devo fare, me lo devo fare.

Okay.

- Me lo devo fare. - Ecco. - Me lo devo fare. - Più volte.

- Marta. - Eh ? - Andiamo. - Sì.

(Marta) Te lo devi fare. Cioè, io. Vabbè.

- Quante ? - Più volte.

- Chi ha recuperato le mie cose da Ettore ? (Sara) Papà. (Emma) Papà.

- Ciao ! - Ciao. Ti accompagno. - Sì, grazie.

- È casa mia. - Certo.

- Buonasera. - Buonasera.

- Tutto bene ? - Sì.

Dunque.

Esiste già una giurisprudenza sul tuo caso.

Questa è una sentenza.

Io ho qualche idea per impostare la causa. Ovviamente dobbiamo stare attenti.

Hai un approccio serio al lavoro.

- Scusami ! Oddio, scusami. - No. - Tutto okay ? - Certo.

Scusami. Riprovo.

Sottotitoli: Laser S. Film s.r.l. - Roma

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