All language subtitles for Tutta.Colpa.Di.Freud.S01E02.iTALiAN.720p.WEB.H264-NTROPiC_Subtitles01.ITA

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional) Download
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian Download
ia Interlingua
ga Irish
it Italian Download
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal) Download
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

- Signora Cozzi, come è stata la sua settimana ? - Angosciante.

Ho fatto un sogno terrificante e la sensazione mi è rimasta addosso.

RUMORE DI TRAPANO Ah !

- Se va dal dentista, che fa ? - Come ? - No... Un sogno angosciante.

Mi descriva il sogno. Perché era angosciante ?

- C'erano quelli che... - Chi sono quelli ? - Uomini. - Uomini.

Arrivano sempre in casa. Riesce a immaginare l'angoscia ?

Questi malviventi venivano su dalla grondaia e arrivavano sul mio terrazzo.

Ma pensa !

- Guardi, è su tutti i giornali. - Che cosa ?

Queste persone si arrampicano lungo le grondaie.

Poi ti piombano in casa, come cimici.

RUMORE DI TRAPANO Ah !

Mi prendi la vite, Marta ?

- Marta ! - Eh ?

- Mi prendi la vite ? - Sara, come ti va di bucare i muri la mattina !

- Io non lo so. - Ho visto la tua faccia e sono salita quassù per farla finita.

Poi ho deciso di attaccare un quadro.

Come sto ? Com'è ?

Tu no, hai troppa gioia nel cuore. Sara ? Sincera, che poi lo vedo.

- Sennò questo. - Meglio i jeans. - Vedi chi ? Quello dell'aeroporto ?

Ha una delle migliori agenzie di web marketing in Italia.

Ha ragione Marta. Quello che indossi è troppo promozionale.

NOTIFICA DAL CELLULARE

- Chi è ? - Fatevi gli affari vostri. - Hai lo sguardo da cerbiatto ? - Ettore ?

- Perché non pensate a voi ? - Perché siamo di nuovo una famiglia.

È quando il frigo è occupato dalla spesa compulsiva della sorella depressa.

- Il terzo ripiano è mio. - Emma, che c'entra ? - C'entra !

- Tu occupi il bagno per ore ! - Emma, pensa a te.

Guarda come sei vestita. Non vai a una festa. Hai un colloquio di lavoro.

Dovresti fare valere altre abilità oltre a essere carina.

- Se vedi Ettore, hai perso. - Lei con le sue storielle da una settimana.

- Stai fuori dalla mia vita. - Voi potete invadere quella mia e di papà ? - Sì.

- Ha avuto gli attacchi di panico per i vostri casini. - No. - Ferma.

Non cadiamo nella trappola. Papà ha bandito la categoria della colpa da qui.

Sì, ma non per lei. Lo rigira come vuole.

Ci siamo dette abbastanza.

Però sono contenta che siamo tutti insieme.

- Dobbiamo solo riabituarci al fatto che sei stronza. (Emma) È vero.

Ah !

Ritengo che sia comprensibile una paura nei confronti dello sconosciuto.

CAMPANELLO

Lei si sente invasa ? CAMPANELLO

- No, così non ce la faccio. - Ha ragione. Perché dovrebbe... Posso ?

- Vada. - Arrivo subito. Mi perdoni.

Era una seduta, poi dicono che sono agitata.

- Ecco la sua spesa. - Suoni al portone accanto. Questo è uno studio.

- Lei non è Taramelli ? - Sì, ma mia figlia ha fatto l'ordine.

- Nella busta bianca ci sono le cose da "freezare". - Prego ? - Da congelare.

- Certo, le metto in freezer. - Un momento, dove va ? - A freezare.

- Sono 82,50. - Io ?

Sì, aspetti un attimo.

Scusi. Devo freezare... Mi scusi un attimo.

- Dottore. - Sì. - Che succede ? - Niente, un attimo solo.

- Cerco... Poi recuperiamo. - Io mi sto agitando.

Non si agiti, devo solo... Aspetti.

- Torna adesso ? Riprendiamo ? - Sì. Devo...

Lei pensi alla cimici. È una bella immagine.

- Sono 85. Tenga il resto. - Non dimentichi... - Tranquilla.

Non mancherò. "Freezare", mi mancava.

Signora Cozzi, ancora un momento. Arrivo subito.

Figurati !

- Sei qui. Dov'eri ? - In camera. - Non hai sentito suonare ?

- Sì, sono arrivata. - Dopo un'ora. Aiutami. Ho un paziente, sto lavorando.

- Chi ha ordinato questa roba ? - Secondo te ? - Marta.

- Perché non ha aperto lei ? - Si sta cambiando. Questa è una notizia. - Certo.

- Ricorda che qui c'è roba da freezare. - Eh ?

- Dai, più smart. Mettere in freezer. - Okay, se c'è posto.

- Di' a quella che trapanava di fare meno rumore. - Visto ? È vestita da maschio.

- Allora ? - È vestita da maschio.

- Non so quanto reggo. - Dai a me. - Non la scatola ! Devi essere smart.

Non so quanto reggo, perché stavamo tanto bene io e te.

Tu non dici niente, soffri in silenzio.

Ma è difficile trovarsi con una figlia lesbica che sta per sposarsi...

..e una depressa mollata dal tipo con famiglia.

- Non per rubarti il lavoro. - C'è anche una certa Emma che... - Ciao.

La Cozzi !

- Dottore. - Ah ! Scusi.

- È una giornata particolare. Il trapano, la consegna... - Non si preoccupi.

- Tra una cosa è l'altra il tempo è volato. - Recuperiamo. - Però, dottore...

- Stia attento. - A che cosa ? - A quelli che consegnano la spesa.

- Perché ? - Sono i peggiori.

- Certo. - Si intrufolano. - Sì ? - Come cimici.

- Certo. - Cimici. - Tutte cimici.

- Allora la settimana prossima ? - Sì. - Arrivederci. - Non pensi alle cimici.

- No, ma stia attento. - Sì, sto attento.

- Queste sono da freezare. - Mettile. - Mettile tu, sei vicina al frigo.

- Non riesco a lasciare solo papà. - Già, gli attacchi di panico sono subdoli.

(Sara) Oddio, c'è una salma.

- Marta, butti la roba scaduta ? - Quale scaduta ?

- È buonissimo ! - Allora portatelo via. - Senti. - Che schifo !

Se punti sulla guarigione di papà per avere casa libera, ciao.

- C'è anche lei e il suo casino con Ettore. - Sto cercando di risolvere.

Perciò ti sei vestita carina. Com'è quel tuo discorso sulle abilità ?

- È diverso, si tratta di cinque anni di relazione. - Cinque anni ? - Quanti ?

Tu non hai un quasi marito, una casa dove tornare ? Perché sei ancora qui ?

Volevo un po' di distanza da Filippo prima di sposarmi. Non è così strano.

- Si usa. - Dopo quello che hai fatto... - Sapete che papà ci sta ascoltando.

- In che senso ? - Lo ha sempre fatto. Lo avete dimenticato ?

- È vero. - Ragazze ! - Eccolo. - Mai più questo rumore quando ho i pazienti.

Spero che la vostra rumorosa mattinata sia stata fruttuosa.

- Lo è stata ? - Papà, sì. - Non siamo più delle ragazzine.

Senti, vieni un attimo qua. Mi spieghi a che serve questa voragine ?

- Volevo attaccare il quadretto. - Bastava un chiodino. - Ho sbagliato.

Forse scaricavi la tua frustrazione su un oggetto inanimato per paura...

- C'è aria di seduta collettiva. Vado a cambiarmi. - Io volevo...

- Vengo anch'io. - A te non ho detto ancora niente... - Ciao.

- Marta, tu non vai via ? - Non abbandono nel momento del bisogno.

- Pensate che sia messo così male ? - Papà, a me non costa starti vicino.

Ti ringrazio, ma io non ho bisogno di qualcuno che mi guardi a vista.

- Anzi. - Vabbè, scusa se ci preoccupiamo per te. Cioè...

- Ma tu chi sei ? - In che senso ?

- Non ti riconosco. - Sono Marta, papà ! - Non ti vedo.

- Come non mi vedi ? - Vedo nero. - Vedi nero ?

- Non sento. - Perché barcolli ? Respira.

Non stai bene ? Sara ! Emma ! Chiamo un dottore ?

CAMPANELLO Hanno suonato. Vado io.

- Vedi che non sono rincoglionito ? - No, sei stronzo.

- Ti ho fregato. - Ma tu guarda !

Sempre io vado ad aprire. Prima o poi, anche voi. Siamo in quattro.

- Chi è ? - Apri sempre tu ? - Lo so, non me lo dire.

- Che hai ? Sei pallido. Ti senti bene ? - Perché ?

- Sto scherzando ! Sei messo male. - A forza di dirmelo, mi convincerete.

Ieri ho conosciuto due tipe che convincono chiunque di qualsiasi cosa.

- Sei inquietante, ossessivo, predatorio. - In che senso ?

- Consideri le donne come oggetti. - Tu le consideri come oggetti.

Invece sono pantere, sono vive. Da quanto non ti mischi ? Vai a mischiarti.

- Esci, fai, vivi. - Ciao, sexy predatore. - Si è sparsa la voce. - Ciao.

- Dove vai ? - Mi controlli a vista ? - Che autorevolezza hai ! Bravo.

- Hai preso il caffè ? - No, lo prendo volentieri. - Anch'io.

- Ecco, si vede che sono tornate. - Noti tutto.

Hai scoperto il mistero delle sorelle Taramelli ? Perché Emma non è partita...

- Che è questa puzza ? Un topo morto ? Che è ? - Un pensiero di Marta per te.

Per me, eh ? Porca miseria. Pattumiera, c'è un pensierino per te.

- Ecco fatto. - Chiedevi di Emma ? - Eh.

È strana. Si aggira per casa come un fantasma invisibile.

- Quando è così, c'è qualcosa sotto. - Io ci pensavo ieri sera.

- Mentre eri con le tipe ? - Prima, no dopo. - Spero non durante. - Durante...

- Non voglio sapere. - Una mano qua, una là. - Dai !

Pensavo che possono essere due i motivi per un comportamento del genere.

Il primo è che ha conosciuto qualcuno in aeroporto, sennò non si spiega.

Il secondo...

- Il secondo ? - Non ricordo. Fatto sta che queste sono di nuovo tutte qui.

- Sei proprio stupido. - Che cazzo ! - Non volevi il caffè ? - In bocca.

- Non sui jeans. - La moka va fatta così.

Sono le mie figlie prima di tutto, poi è un fatto transitorio.

- Sono di passaggio. - Tu dici transitorio. - Sì. - Dici transitorio.

- Che fai ? - È transitorio questo frigorifero ?

Quando mai hai avuto petti di pollo, formaggio, yogurt bianco.

Lo yogurt bianco non si vedeva da anni ! Verdure varie. È transitorio ?

Deve esserci un motivo se sono tornate tutte insieme. Riflettici, dammi retta.

Sei un fiore. Ti ho ordinato una tarte tatin.

Marta, mi dispiace. Scusami.

- Il mio comportamento è stato inqualificabile. - Sì, lo è stato.

Ettore, tu sei... Sì, sei inqualificabile.

Però a mia discolpa c'è che non posso vivere senza di te.

- Vorrei lasciare mia moglie. - Dai, è la manfrina che fai da cinque anni !

- Tu non vuoi lasciarla. - Non posso. Non adesso, non ancora.

"Evoluzione artistica del capitello romano nella villa patrizia."

È una copia rarissima. Appena l'ho visto, l'ho comprato perché...

Volevo rivedere questa espressione di gioia nei tuoi occhi.

- Ma noi ? - Ti chiedo ancora molto.

Fiducia e tempo.

- Tarte tatin con panna acida. - Grazie.

- Vorrei che tornassi all'università. Ti va ? - Sì.

Anche oggi. La porta della mia stanza è sempre aperta per te.

- Va bene. Però le cose devono cambiare tra noi. - Cambieranno.

- Offro sempre io il caffè. - Hai problemi con la moka. - Tu con il caffè del bar.

Vuoi mettere il caffè del bar con quello della moka ? Siamo nel XXI secolo !

- Io ho i problemi. Il tuo collo è ancora incriccato dopo la notte brava ? - Sì.

- Oggi ho il giorno libero. Faccio Tai Chi e mi rimetto a nuovo. - Fai Tai Chi ?

- Faccio Tai Chi. - Da quando ? - L'ho visto su Internet e mi sono appassionato.

Poi una cliente si è scordata il libro in macchina.

Dai ! Vieni a farlo con me, ti fa bene. Ti rinfranca.

- Io Tai Chi con te ? A farci ridere dietro da tutti ? Dai ! - Sei retrogrado.

Stai nel Medioevo ! Sei chiuso, sei...

- I latini dicevano "mens sano in corpore sano." - "Mens sana."

- Ti te li sei giocati tutti e due. - Ha parlato Adone. - Chi è ?

- È il padre di Adino. - Sì, la lampada di "Aladone". Vieni a casa con me ?

No, vado al bar a ripassare. Ti farò fare queste cose, ti tonificano.

- Vado a studiare. - Sì, ma basta caffè che ti viene l'infarto. - Sei fissato.

- Vado al bar, mi concentro di più. - Fai vedere una mossa di Tai Chi.

In tantissimi mi avete chiesto perché non sono partita.

Spero di potervelo raccontare presto.

- Eccola ! - Ti ho riportato questa. - No, puoi tenere il malloppo.

Vieni, ti faccio vedere dove lavoriamo. Entra che fa freddo !

- Ragazzi, salutate. Lei è Emma. - Ciao.

- È una ladruncola sorpresa in aeroporto. - Non sei carino. - Lo so, ma l'hai fatto.

- Ciao. - Ciao. - Lui è Elio. Lei è il mio braccio destro, Chloe.

- Piacere. - Emma. - Vuoi un caffè ? - No, grazie.

- Tu ? - No. - Poi dobbiamo parlare. - Bene. Vado un attimo in ufficio. Vieni.

- Che vogliamo fare ? - Non so, sei tu il capo.

- Un buon capo deve ascoltare i suoi collaboratori o aspiranti tali. - Bene.

Ho fatto tante visualizzazioni con il video dove ti rubavo la carta d'imbarco.

- Non è stato un caso. - Però potrebbe. - Ma non lo è stato. - Ho capito.

Sai di essere brava. Io credo che tu abbia talento per le storie.

- È quello di cui abbiamo bisogno. - Perfetto, è il lavoro per me. - Aspetta.

Oltre ad altre "skills" e a una preparazione a livello di marketing.

- Io non ce l'ho. - Quindi non posso assumerti. Però sei brava.

Ti chiamerò per delle collaborazioni. Sei ancora poco qualificata.

Quindi trova un corso universitario, studia e poi ne riparliamo.

- Dimmi. - Il tuo "speech" di stasera è confermato. - Vorrei Elia, Massimo, Irene.

- Siamo già in lista. - Ora io mi preparo per lo speech e Chloe ti accompagna.

- Però non sparire. - No.

Okay.

(Chloe) Quanti anni hai ? (Emma) Diciannove. - Sei giovane. - Già.

- Grazie. - Prego.

- Mi piacerebbe vedere lo speech di Claudio. - È al completo.

- Devi aspettare la prossima volta, anche se Claudio non ne fa molti. - Ci credo.

- Ma il posto è piccolo e non entra tanta gente o... - Okay, te lo dico.

Lo facciamo al Lost and Found. Non dire a Claudio che te l'ho detto.

- Conosco il Lost and Found, bello. Provo a telefonare. - Mi dispiace.

- È un evento blindato, è impossibile farti entrare. Adesso vado. - Okay.

- Sono sicura che ci vedremo presto. - Anch'io. - Ciao, Emma. - Ciao.

- Chi porta le fedi e chi legge la prima lettura ? - Mio padre pensa alle fedi.

- Per la lettura... - Chiediamo a mamma. Figurati se perde questa occasione.

Ottima idea. Però io sono maniacale. Sua madre può passare prima ?

(Filippo) Sì, anche oggi. - Così le dico come leggerla. - D'accordo.

Amore. Sara !

Lei è Mariangela. Sta preparando i fiori per il matrimonio di stasera.

Ehi ! Sei tesa ?

- No, sono emozionata. - È normale.

- Allora, siamo d'accordo. - Grazie. - Grazie, Sara. - Don Fulvio.

- Grazie. Le faccio sapere a che ora viene mamma. - Mi raccomando la mamma.

- Arrivederci. - Arrivederci, grazie di nuovo. - Grazie.

- Perché non torni a casa ? - Papà è ancora strano.

Poi Marta ha i soliti casini con Ettore.

- Mi manchi. - Anche tu. - Torna a casa. - Dai, una settimana passa veloce.

Okay.

Forse non mi sono spiegata. Devo essere al meeting entro un'ora, trovami qualcuno.

- Dottoressa, il caffè per lei. - Grazie. Mi dà un bicchiere d'acqua ? - Certo.

Taxi e mezzi pubblici scioperano lo stesso giorno.

- Non si trova un NCC. - Il signor De Tommasi, quello lì fuori, è un NCC.

Viene qua quando ha il giorno libero. Secondo me, per lei fa un'eccezione.

- Il signor De Tommasi ? - In carne e ossa. Lei chi è ? - Chiara Leonardi.

Sono una cliente del bar.

Cercavo un NCC e il cameriere mi ha indicato lei.

(sottovoce) "Mortacci" suoi ! - Come ? - No, abbia pazienza.

Oggi è il mio giorno libero. Grazie per la fiducia, ma...

- C'è sciopero di taxi e mezzi pubblici. - Lo so, ma è il mio giorno libero.

- Non vorrà perdere una cliente. - Senta, signora... - Chiara Leonardi.

- Signora Chiara Leonardi... - Meglio "dottoressa". - Signora dottoressa.

Nel mio giorno libero mi dedico alle cose che mi piacciono.

- In questo caso il Tai Chi. - Non vorrà fare lo sfaticato romano...

..che sta al bar mentre l'intera città ruota a destra e a sinistra.

Siete tutti uguali voi milanesi, sempre con gli stessi cliché.

- Mi ricorda qualcuno con questa frase. - Spero che sia carina. - È un uomo.

È pure pelato. Poi scusi, come fa a sape' che so' romano ?

Si sente ?

Senta.

Se lei mi accompagna, pago la corsa doppia e le faccio un'esclusiva di sei mesi.

Lei è abituata a comprare tutto, vero ?

Salgo un attimo a casa. Tra venti minuti Via Larga, sette.

- Grazie. - Ammazza ! Come sono risoluto.

Quando è no, è no.

Mortacci tuoi ! Le dici che sono qui e sono un NCC.

- È il mio giorno libero. - Chiara è un pezzo grosso. Conosce tanta gente.

- Ti fa pubblicità. Certo, ha un caratterino... - Sì, eh ?

Allora, vediamo qua. Lo accorciamo un pochino.

Faccia così con i pollici. Mani giù. Okay, anche qua.

Il cavallo. Allora... Di solito lei dove lo porta ?

- Che cosa ? - Lo straccetto che voi uomini avete in mezzo alle gambe.

- Non so, lo chiama in qualche modo ? - No.

- Adesso è a destra. - Pensi, come gli arabi.

- Non sapevo che lo portassero a destra. - Sì. - Forse non c'è bisogno di...

- Con me non corre pericoli, dovrebbe saperlo. - Sì.

- Senta, Niki. - Sì ?

Nel mio lavoro io entro in punta di piedi nelle questioni private delle persone.

- L'altro giorno chi ha iniziato ? - Per fortuna ci va in punta di piedi !

Chi ha cominciato prima non è molto bello, non è professionale.

- Sembra una rissa. Dovrebbe cambiare. - Volevo sapere... - È stata Sara.

- Lei mi ha fatto capire che potevamo andare a casa sua, volendo. - Capisco.

- È soddisfatto ? - Insomma.

- Intendevo dei pantaloni. - Sì. < Buongiorno.

- Filippo ! C'è Filippo. - Francesco. Così non vale.

Il padre della sposa è più fico di me. Non oso immaginare come sarà Sara.

È bellissima. Volevo dire, sarà bellissima.

- Che dici ? La invitiamo al matrimonio ? - Ah ! - Scusi.

- Ho sbagliato. Di solito io non vado ai matrimoni. - Dai, è ufficiale.

- Sei sulla lista degli invitati. - No, non lo faccio mai. - Ci fa piacere.

- Farà piacere anche a Sara. Vieni con il tuo fidanzato. - Ahi ! - Scusi.

- Io non sono fidanzata. - Non è fidanzata e ha tanto da lavorare.

- Non è professionale. - Basta !

Ho deciso. Il matrimonio è mio, io sono lo sposo e tu sei invitata. Va bene ?

- Contento tu. - Grazie.

- Alla fine anche i romani lavorano. - Giusto alla fine.

Ha tenuto il look in borghese. No, eh ?

(sottovoce) Ringrazia Dio che sono venuto. Prego. - Passi per oggi.

- La prossima volta, riscaldamento acceso. - Certo.

- I clienti vanno coccolati. - Giusto. Poi dice che non trova gli NCC. - Come ?

Niente, una cosa mia. Ammazza !

Lei sempre con il telefonino in mano. Mi ricorda mia nipote.

- Fa quel lavoro che dice dove andare a mangiare... - Influencer ? - Sì.

- La ringrazio per il complimento, ma loro hanno meno di trent'anni. - Sì ?

- Io gliene davo di meno. - Grazie ! - Prego.

- Quindi che fa ? - "Headhunter." - In milanese ? - Cacciatrice di teste.

(Marta) Emma, hai fatto ? - No, aspetta.

C'è un errore. Controllate di nuovo ? La mia conferma può essere finita nello spam.

(vivavoce) EmmaTara01 hai detto ? (Emma) Sì. - Emma !

- Apri la porta o la butto giù ! - Marta.

Puoi aspettare un momento, per favore ?

Hai messo il profumo ? Quindi ci sei ricascata con Ettore.

(vivavoce) Niente, non la trovo. Ti sto mandando il QR dell'accredito.

Okay, vi ringrazio per la disponibilità.

- Sono un genio ! - Sì, Emma, sei un genio del male.

- Posso entrare ? - Marta, aspetta !

- Emma ! (Sara) Shh ! Emma, falla entrare.

Ti sei messa il profumo ?

Sì, ho visto Ettore.

Probabilmente lo rivedo se mi fanno entrare in bagno. Devo fare la ceretta !

- Piano, papà ha i pazienti a quest'ora. - Per fortuna ho disdetto. Che succede ?

Niente. Posso usare il tuo bagno che poi devo fare una cosa di lavoro ?

- Usa pure. Quale lavoro ? - Scusa, devo andare anch'io. - Tranquille.

- Mi sacrifico io. Vuoi parlare a me, giusto ? - Sì. - Ci vediamo in studio.

Non sederti dove si siedono i pazienti.

- Non vuoi psicanalizzarmi perché ho baciato una ? - Per me non è un problema.

- È già successo con quella... Come si chiamava ? - Silvia. - Silvia.

Tu hai detto che eventuali esperienze omosessuali...

..fanno parte del percorso di...

L'ho detto e lo ribadisco, ma non a pochi giorni dal matrimonio.

Riesci a vedere la differenza ?

Adesso perché sei qui e non con il tuo futuro marito ? Domandatelo.

Non pensi che abbia a che fare con quello che hai combinato l'altra sera ?

Io me lo sto chiedendo, dovresti farlo anche tu.

Guarda, non riesci a stare ferma ! Sposarsi è una cosa importantissima.

Era solo uno sfizio. È come una festa di addio al celibato, come...

Con una donna non vale neanche come un tradimento.

Non fare la faccia dello psicanalista scettico, non la sopporto.

Lo psicanalista scettico ! Comunque dovresti parlarne con Filippo.

- Spiegagli quello che provi. - Papà, non dirmi mai più che cosa devo fare.

Mai più.

- Scusa. - Scusa.

Vabbè, abbiamo finito.

VIBRAZIONE DEL CELLULARE

Chi è ?

Sì ? Sono io.

Ricoverata ?

- Quindi tu dovresti cercare quelli che vogliono lavorare. - Diciamo di sì.

- Un lavoro difficile. - Non in tempo di crisi.

- È difficile trovare i profili giusti. - Devi leggere nella mente delle persone.

Esatto, infatti molti di noi sono psicologi. Io no, però.

- Meglio così. - Come ? - Lascia perdere, è una cosa mia.

- Il tempo di arrivare e già ci diamo del tu ? - Oddio, scusi.

Per questa cosa delle teste mi sono distratto.

- Torniamo al lei, non si preoccupi. - Non è necessario, ci vedremo ancora.

- Ti faccio mandare il contratto come ti ho detto. - Perfetto.

Posso darti un consiglio ? "Smollati" un po', con tutto il rispetto.

Smollati, con rispetto.

- Scusa. - Meglio che vado a lavorare.

SUONERIA DI CELLULARE Chi è ?

Eccolo.

Allora ? Come stai ancora in ospedale ?

Ah ! Mi hai fatto prendere un colpo. Sì, arrivo.

Ho appena portato una headhunter. Head...

Ti spiego quando arrivo. Sì, ciao.

Era in un supermercato che vuotava le borse dei clienti.

- Gridava che le avevano rubato i soldi. - Strano, stavamo lavorando su questo.

Non pensavo che tornasse in una fase così acuta.

- È stata indotta dall'assunzione di benzodiazepine. - Chi gliele ha date ?

Taramelli, buongiorno.

L'ho fatta chiamare io, venga.

- La Cozzi dice che ha preso il farmaco da lei. - Ma no !

Conosce gli effetti delle benzodiazepine sui pazienti con sindromi maniacali.

- Certo. - Lei sa che non è abilitato alla somministrazione dei farmaci.

Senta, io non ho dato niente alla signora Cozzi.

- Crede al delirio di una persona in stato confusionale ? - Dottor Taramelli...

Io mi fiderei più di lei se non negasse a se stesso quello che le sta succedendo.

Un professionista come lei non può sottovalutare certi segnali.

La crisi dell'altro giorno, quello che è successo oggi...

La ringrazio dell'interessamento. Grazie.

Quello che è successo oggi non ha a che fare con l'altro giorno.

La mia crisi di panico è stato solo un episodio sporadico.

- Chiaro ? - Certo. Chiarissimo.

Meno male che era il giorno libero. Si può sapere che è successo ?

- Che hai da ridere ? - Se perdi colpi sul lavoro, siamo rovinati.

Non infierire pure tu ! Sono sicuro di non avere niente a che fare con l'accaduto.

- Se lo dici tu ! Che fai ? - Tolgo i peletti. - I peletti ?

- Tu non lo fai ? - Non dopo pranzo. - Perché ?

- È pericoloso, si "sfragne" la faccia. - Che fa ? - Si sfrangono i capillari.

- Dopo pranzo, la digestione. - Io non ti capisco.

- A me rilassa anche dopo pranzo. - Fai come vuoi. - A te che cosa rilassa ?

Io "trombo".

- "De gustibus". - Che ? - De gustibus. - Io non ti capisco.

- Non ci capiamo. - Non ci capiamo.

Tu dimmi nel casino che ha lasciato Emma, dov'è il mio rasoio. Non si trova.

- È stata qui dieci minuti ed è esplosa... - Un attimo, guarda.

- Guarda Emma che aveva tra le cose sue. - Frughi nelle sue cose ? - Guarda.

Non ho frugato, era qua.

No, è di Claudio Malesci.

Prima classe, executive.

- Chi è Claudio Malesci ? - Come chi è ? Quanto sei ingenuo !

- È il motivo per cui Emma è rimasta qua e non è partita. Dici ? - Dico ?

Ti avevo detto che era per un uomo. Era lampante.

Si sono conosciuti all'aeroporto, è scoccata qualcosa...

Magari era già scoccata. All'ultimo ha deciso di non partire per restare con lui.

È chiaro, lampante.

- Dico ! - Perché ridi ?

- Questo... Come si chiama ? - Claudio Malesci.

Viaggia in executive, non è un ragazzino. Magari è più vecchio di noi messi insieme.

- Se va bene. - Se va male ?

Se va male, è una mummia.

- Perché la butti sempre a ridere ? - Anche se fosse, che male c'è ?

Non so se è così. Ho già i miei pensieri, per favore.

Siamo nel bagno di una casa privata. Mi aspetti fuori ?

- Devo farmi la barba, se trovo il rasoio. Devo sfragnermi. - Sfragniti. - Vai.

- Prima vuole parlare, poi... - Claudio Malesci.

- Chi è ? - Sono io. - Amore mio.

- Che fai qui ? - Spero di non avere rovinato qualcosa. - Che cosa ?

- Magari non sei solo. - In effetti, no.

Che fai su in camera ?

- È una sorpresa, lo saprai quando sarai mia moglie. Vieni, non si può. - Senti.

- Stare separati non ha molto senso, secondo me. - Neanche secondo me.

Però ormai lo abbiamo fatto. Stai rendendo tutto più romantico e bello.

- Ora ho da fare, quindi devi andartene. - Sì, però... - Però, amore.

Ti amo tanto. Ti sogno tutte le notti, non vedo l'ora di essere tuo marito.

Ciao. Vai da sola ?

Ciao.

NOTIFICA DAL CELLULARE

Amore della mia vita, te ne vai ?

- Sì, vado. - Ciao.

- Ciao, Marta. Sei stata male ? - Un po' di influenza. Il professore è arrivato ?

Ancora no, forse ha da fare con la famiglia.

Se vuoi prendere una copia, è una donazione. Non sappiamo che farne.

Ce l'ho, grazie. NOTIFICA DAL CELLULARE

È lui, vedi ?

(nota vocale) Stasera mi sono liberato. Stiamo insieme?

Pensavo all'alberghetto in centro dove andavamo le prime volte.

Fammi sapere.

Certo, tesoro, ti aspetto lì. Spero senza moglie e figli.

- Ciao. - Ciao.

- Posso parlarti ? Ciao. - Certo.

Voglio essere chiara con te.

Quello che c'è stato tra noi non ha significato nulla per me. Io amo Filippo.

- Okay ? - Okay. Va bene, è chiaro.

- Poi non c'è stato niente, non abbiamo avuto il tempo. - No e nulla ci sarà.

- A posto ? - A posto, va bene. - Bene.

Questo sei venuta a dirmi ?

- Mi hai mandato un messaggio. - Era per il vestito.

Potevi rispondere con un SMS, non c'era bisogno di scomodarsi.

Invece hai preferito venire qui.

Forse è meglio se ti chiarisci le idee. Non parlo solo del ricamo.

Okay. Grazie.

Ciao.

Emma !

Emma ?

Emma !

- Emma. - Non c'è. - Sai dov'è ?

- No, non le faccio da balia. - Calma, ho solo chiesto dov'è Emma. - Sono incazzata.

Ho i miei problemi e non chiedermi quali sono perché non voglio dirtelo.

Liberissima. Non pensavo che fossi tornata solo per avere un posto dove dormire.

- Sono tornata anche per te, ma vado via. Non è un problema. - Scusa.

- Però dobbiamo parlare di questa cosa. - No !

Le ho messe là sopra.

Le ho messe qua, non possono essere sparite.

Cazzo, dai...

(Angelica) Io so che ce l'hai con me.

< Ma la cosa che devo fare è molto, molto importante per me.

Ci sono delle situazioni in cui bisogna prendere delle decisioni.

A volte queste decisioni possono fare male, ma bisogna fare queste scelte.

Bisogna avere la forza di cercare la propria felicità.

Se non combatti per la tua felicità, si crea solo odio e tensione...

..e non voglio questo per te e le tue sorelle.

Ma rimarrò sempre la tua mamma...

..anche quando toccherà a te prendere delle decisioni.

Ciao, mamma. Sono Sara.

Volevo dirti che mi sposo.

- Se era vero che volevi stare un po' con me, dovevi sederti davanti. - Beccata.

- Comunque oggi c'è sciopero, zio. - Lo so.

È anche il mio giorno libero e se lo scopre tuo padre, sono guai.

Parla con quel poveraccio, sennò si agita e si sente male.

Di' a zietto tuo, dove vai stasera ?

- Va bene qui. - Già siamo arrivati ? - Qua va benissimo. - Qua.

- Grazie. - Guarda questi. Scusate !

- C'è una festa in maschera stasera ? - Matteo, per favore ! Scusate.

Ora sono Matteo. Mi raccomando, non fare casini. Quando finisci, chiamami.

- Chiamo un taxi. Grazie. - C'è lo sciopero.

- Quando ho finito, sarà finito lo sciopero. Ciao, zio. - Sono tornato zio.

Che pazienza ci vuole ! "Barbun !" Ma chi sono questi ?

Buonasera. Whisky liscio, per favore.

Io sono arrivato. Sei già in camera ?

Sì, ti aspetto qua.

Può segnare alla 222 ? Grazie.

Signore e signori, buonasera. Siamo tutti qui per lo stesso motivo...

..una persona che non ha bisogno di presentazioni.

Io lo ritengo il mio mentore e sono felice di lavorare per lui da tanti anni.

Un grande applauso a Claudio Malesci.

Grazie di essere venuti. Abbiamo fatto sold out.

Ma basta aprire qualsiasi social network per capire quanto sia importante...

..il self marketing.

- Taramelli, mi cercava ? - Sì, volevo chiederle scusa.

- Aveva ragione lei, ma non me ne sono accorto. - Permesso ? - Prego.

Non ho pensato che una mia paziente potesse rubarmi gli ansiolitici.

È un periodo strano. Le tre figlie sono tornate a casa...

..proprio quando pensavo di restare solo.

C'è una gran confusione.

- Un po' di compagnia per qualche giorno non le farà male. - Speriamo. - Certo.

- Vuole che gliene prescriva degli altri ? - Forse sì.

- Ho avuto un altro episodio. - Questa roba cura il sintomo e non la causa. - Sì.

Venga, glieli segno.

Scusi, un professionista come lei non ha un supervisore di fiducia ?

Io lavoro da tanti anni e da parecchio non ho un supervisore.

Mi chiedevo se lei avesse tempo e voglia di aiutarmi a capire le cause.

- Vuole venire in terapia da me ? - Se non lo ritiene sconveniente, sì.

È un sì ?

Io non ho paura del tempo che passa...

..ma ho paura di invecchiare qui e di invecchiare qui.

L'unico modo per cui questo non succeda è essere curiosi.

Per cui siate curiosi, siatelo sempre e siatelo disperatamente.

Grazie. APPLAUSO

Eccomi ! Chi è ?

- Chi è ? Che ti suoni ? - Che urli ?

- Sei ancora in vestaglia ? Ti ho invitato a cena. - Arrivo. - In vestaglia ?

Viviamo a due metri di distanza. Devo mettermi in ghingheri ?

- Attraversi così ? - Chi mi vede ? - Se arriva un'auto con gli abbaglianti ?

È catarifrangente ? Arrivo. Dammi il tempo di sistemare l'allarme che è nuovo.

- L'allarme nuovo ? - L'altro l'hanno rubato. - Che scemi ! Rubano l'allarme ?

Costava seimila euro. Non erano scemi. Arrivo.

(Claudio) Dimmi come hai fatto a entrare. - No, ma giuro che non ho rubato niente.

- Volevi sentire il mio intervento ? - Ciao. - Ciao. Buonanotte.

Volevo farti vedere che quando voglio una cosa, la ottengo e voglio lavorare per te.

- Su questo siamo d'accordo. - Non rinuncio a un anno all'estero...

..lontana dalle rotture di palle di mio padre per collaborazioni occasionali.

- Vuoi un contratto ? - Voglio che punti su di me.

- Voglio lavorare per te ogni giorno e diventare una professionista. - Va bene.

- Facciamo così. Trovo un progetto e ti metto alla prova. - Okay.

Okay, allora buonanotte.

Buonanotte.

Tu devi spiegarmi una cosa. Siamo amici ?

Facciamo che siamo amici... Cioè, lo siamo.

- Rispondi, io ti parlo ! - Siamo amici. - Di' sì, fai un cenno che esisti.

Tu devi dirmi... L'ho fatto con tanto amore, mangia un po' di tiramisù.

- Da quanti anni mi conosci ? - Troppi, come si dice in gergo. Io...

- Quante gocce hai preso ? - Sei allergico al mascarpone. - Quante gocce ? - Poche.

- Vedi che faccia hai ? - Che faccia ho ? - Fa l'effetto tipo "cannone" ? - No.

- È un farmaco... - Hai gli occhi di fuori.

Che antagonizza i recettori per la dopamina.

Uno dice "della dopamina", no.

Hai capito che ho detto ? Ripeti.

- Antagonizza i recettori della... - No, "per". - Vabbè, ho capito.

- Per farti capire... - Quante ne hai prese ? - C'è il contagocce.

- Chiedilo al contagocce. - Come ti senti ?

- Vedi che non articoli ? - Articolo ?

- Sono lucidissimo, rifletto di luce propria. - Rifletti per altri motivi.

- È una battuta sulla mia calvizie ? - Lascia stare. - Fatta da uno...

- Tu hai visto "er" ciuffo che hai qua ? - Sono uscito da casa com'ero.

- Devo farmi bello ? Sei la fidanzata mia ? Devo prepararmi ? - Però fa ridere.

- Quante ne hai prese ? - Sembri Pappagone. Te lo ricordi ? - Sì.

- Sei bianco. - Per farti capire che cosa...

Io vedo Marta, vedo Sara, vedo Emma.

- Sono le mie figlie. - Ma va ! - Le ho dette in ordine... - Decrescente.

Sì. Pensavi che... Le dico in ordine alfabetico ?

- Marta... Emma... - Non ci stai con la testa. - È per dire.

- Dillo a me, quante ne hai prese ? - Basta con questa storia delle gocce.

Segui il ragionamento, sennò lo perdo. Io vedo Marta, vedo Sara...

Già l'ho detto. Anche una sola, non vado in ansia. Fa questo effetto.

- Tipo miracolo. - Sai che mi sei simpatico ?

(Matteo) Che serata di merda !

Sottotitoli: Laser S. Film s.r.l. - Roma

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.