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David...
Dove sei stato ieri sera?
In giro...
Che ti prende?
Il nonno è in ospedale.
Hai fame?
No.
Tu non capisci il portoghese.
Ma si droga o cosa?
Ieri, non appena è arrivata, ha chiesto notizie del nonno.
E tu cos'hai detto?
Che è andato in Siberia.
- Crede a ogni cosa. - Non più.
Perché non pulisci 'sta casa?
Quanto rimani?
Solo alcuni giorni, finché il nonno non migliora.
La sua macchina è ancora rotta?
Di solito va in giro in auto coi suoi vecchi amici.
- Frequenta ancora il Bingo? - Non lo so, non esco con lui.
- Tu dove stai? - Qui in casa o fuori.
E cosa fai?
Le solite cose.
Hai notizie del nonno?
No, sig.ra Augusta, niente.
- C'è tua madre? - È arrivata ieri.
Puoi portare questi fiori a tuo nonno?
È stata la giraffa.
Poi...
- ... la scimmia! - Ema, non urlare.
È stata la volpe.
- Signorina? - Sì.
Suo padre è sveglio.
Ema...
Rimani qui con David.
Dopo potrai venire.
Io mi appoggio lì, qui è troppo affollato.
Adesso mi sdraio e conterò fino a nove.
Partirò da nove. Otto...
Con questa gamba più altre due... due, una...
- Ema, resta qui. - D'accordo.
Allora...?
Come sta il nonno?
Andiamo.
Ma sta bene?
Dimmelo.
Sapeva di essere già malato e non ha parlato.
Ti ha detto qualcosa?
- Ma stai piangendo? - No.
Andiamo a casa.
Non voglio.
Il nonno viene con noi?
Non ancora.
Vuoi entrare?
Non lo so.
Tieni.
Più in fretta!
Ci hanno beccato.
- Che cosa? - Ci hanno visto!
Continua così. Forza!
Avanti!
Rafa.
Ehi, Rafa!
- Mi stai ascoltando? - Che c'è, bello?
Hai detto a qualcuno che avremmo rubato lo scooter?
- Tu cosa dici? - Quei tizi erano della mia scuola.
Dai, nessuno ti conosce. Non vai neanche a scuola.
Ieri ho visto tua madre. È stato un po' strano.
Io le ho detto: "Monica, come va?"
Ma lei non ha risposto, è rimasta ferma come una statua.
Beh, che ti aspettavi?
? Fratello mio, finito nella malavita
? Fai parte della criminalità
? Hai perso tuo figlio durante un'incursione
? Ucciso in una strada rovinata
? Aveva solo 13 anni
? 13 in tutto
? Solo 13 anni di età
? E la famiglia non potè fare nient'altro...
? Nient'altro che piangere e provare rabbia ??
C'è Paulinha di sotto.
Chi?
Paulinha!
Paulinha...
Vuoi venire?
Mi ascolti?
Mi hai sentito?
Prendi le chiavi!
È la migliore del tuo quartiere.
Sono tutte vecchie dove vivo io.
Tienilo.
Vieni qui.
Eccolo qua.
È forte.
Dammene un sorso.
Torna dal tuo padrone. Dai un'occhiata. Tieni.
Voi due non ci sapete fare.
- Ah, non siamo bravi? - È il mio gatto.
Sono pieno di graffi.
David, passami quel libro.
L'hai preso dal cassonetto?
Prendi.
Ora ti dirò chi sarà la tua fidanzata.
È un libro sui mostri.
Giusto per la cronaca, è una tipa sexy.
Cosa c'è lì?
- Vediamo. - Guarda!
Che figo!
Sembra quello con cui stavi l'altro giorno. Il baffone...
- Aveva una faccia stramba. - Il tizio pelato.
- Ed è anche grasso. - Ha tre tette.
Avrà avuto fortuna a essere nato così.
Potrebbe allattare tre figli alla volta.
Sì, potrebbe. Sul serio!
Paulinha, guarda qui.
Ora fumi anche tu?
Allora? Non dici niente?
- Sei tutto sudato. - Ti dà fastidio?
- Dove sei stata? - Perché me lo chiedi?
Così, senza motivo.
Come mai Gustavo sa già che sei tornata?
Sei stata con lui?
No... ma vuole vedere Ema.
- David. - Sì?
Vorrei che venissi a Londra.
Potresti tornare con me.
- Devo cambiare dei soldi. - E dove vai?
Hai per caso delle...
Aspetta un attimo, Ema.
- Questo esce fuori? - Sì, dopo lo tolgo.
Scendo al prossimo semaforo.
Ci vediamo.
Ciao.
Paulinha, vuoi entrare in macchina?
Nella tua auto? Non saprei.
No? Quella non funziona.
Occhio, guarda che arrivo.
Togliti dai piedi!
L'hai vista?
No.
Non è mai in casa.
Paulinha fa sempre così. Sai, sparisce.
M'hai spaccato il naso.
Ce li hai ancora dei soldi?
Mi ascolti?
David?
No.
Non ho più niente.
Hai fame?
- No. - Vieni a sederti.
Perché?
C'è del pollo di Jorge, siediti.
- Cosa fai? - Niente.
- Perché non mangi? - Non ho fame.
Devi mangiare. Sei in fase di crescita.
Le ragazze non amano i tipi smilzi.
Perché sei venuto qui?
Hai mai visto giocare Eusebio? Gran giocatore. Ammira!
Guarda, guarda...
- La pantera! - Hai tu le mie scarpe da ginnastica?
Perché non sei venuto a prenderle?
L'ultima volta avevi detto che avresti preso le tue cose.
Hai dimenticato la strada?
David, dimmi, hai dei problemi?
- No. - Allora che ti passa?
Niente.
Che succede?
Gustavo?
Come te la passi?
Sono venuto per tua sorella e lei neanche si ricorda di me.
Mi ha chiamato "paparino".
Mi chiedo a chi si riferisse.
Uno di questi giorni parlerà solo più in inglese.
Adesso tu sei "David" con un accento britannico?
Senti...
Se tua madre frequentasse qualcuno, me lo diresti o no?
David, così non sei d'aiuto.
Allora, David. Adesso fumi?
Perché?
T'ho chiesto se fumi.
Prendi una sigaretta.
Non la voglio.
Non la vuoi o non fumi?
Puoi fumare di fronte a me.
E perché dovrei farlo?
Senti, come sta tuo nonno?
Ma che vuoi dire?
Sei andato a trovarlo in ospedale?
E tua madre?
Ti ha chiamato ultimamente?
Non farmi questi discorsi.
"Questi discorsi"? Ho solo chiesto. Siamo amici.
Te lo chiedo perché ci tengo. Perché fai così?
Lasciami stare, Gustavo.
Domando in buona fede. Sai se ha un fidanzato?
- Lasciami in pace. - Sta con qualcuno?
- Non lo so. - Perché non mi guardi?
Perché eviti il mio sguardo quando ti parlo?
Ce l'hai con me? Facciamo la pace, David.
- Abbracciami. - Lasciami stare.
- Dammi un abbraccio. - Mollami.
- Dai, solo uno. - Lasciami!
- Perché l'hai fatto entrare? - È sbucato fuori dal nulla.
Gustavo è uno stronzo.
È venuto per vedere Ema.
Puoi badare a tua sorella?
Io lo riaccompagno a casa.
Hai un altro compagno, vero?
No.
Piangerà tutta la notte.
Nonno?
Vieni qui!
Nonno, vieni!
Sono io, Ema.
Va' a dormire.
- Cattivo. - Tu lo sei.
- Sei perfido. - Ha parlato!
No, lo sei tu. Altrimenti ti faccio questo.
Piantala.
- Non vai a dormire? - No.
Guarda, una gomma.
È a forma di dinosauro. Serve per cancellare.
Vieni qui.
Ema!
- Ma non sei stufa, Paulinha? - Solo un attimo, David.
Vuoi fare due passi?
Non lo so.
Non sai mai niente.
- Ha vinto il tizio cinese. - Cosa?
Ha vinto ancora il cinese.
Sei proprio strana, Paulinha. Come mai fai così?
Ti conosco da quando hai 9 anni, non voglio stare al tuo gioco.
Guarda, è il papà di Marcelo.
No, non è suo padre.
È il papà di Marcelo. Un anno fa è saltato da qui.
Non è lui. Controlla la foto!
Conosco il padre di Marcelo. Guarda questa sua foto.
- No, osserva bene il viso. - È davvero lui.
Lascia stare. Appartiene ai morti.
"Ricordiamo con tenerezza un ottimo marito e fiero padre."
"Fiero padre"...?
Ma se litigavano sempre! Lo odiava pure suo padre.
Gerson era molto peggio.
Già, Gerson!
Ricordo ancora la sua faccia quando si buttò.
Non gliene è mai importato, eh?
Era l'unico a tuffarsi sempre dritto nella cava.
Ma dopo un po' dissi a Victor:
"Bello, ci mette degli anni! Avrà il piede incastrato."
Gerson afferrò Victor quando saltò
e rimasero entrambi lì. Non facemmo niente di che,
- sembravamo bollicine in acqua. - Nessun altro saltò?
No, eravamo come delle statue a mollo. Calma piatta.
Poco tempo fa, vicino a casa mia...
non ricordo quale edificio fosse con esattezza,
del resto si assomigliano, no?
Beh, c'era una donna...
di un palazzo a otto piani ma non successe proprio lì.
In pratica si gettò dal tetto ed era incinta.
- La conoscevi? - No.
Hai assistito alla scena?
No, beh, ho visto il corpo a terra.
Suppongo...
che fossero circa le sei di sera
e vidi il corpo a terra verso le 19.
Io stavo passando di lì e c'erano un sacco di sbirri.
Mi urlavano contro: "Non puoi passare di qui!"
L'hai sentita cadere?
Non fare lo scemo! Come avrei potuto?
Se fossi stato lì, te ne saresti accorto.
Nei film a volte si sente... un tonfo.
- A volte è come se... - Sei un coglione!
Vaffanculo! Dicono che si senta...
Ma che ti prende?
Sei un cazzone. Piantala!
- Il suono della caduta. - Fa rumore!
Cadendo, avrebbe fatto...
o forse...
avrebbe potuto...
Che cos'hai?
Sei davvero tonto.
Ti sembra una domanda strana?
Tu che dici?
Sei proprio stupido. Vaffanculo!
Chiudi la bocca.
Quello è il bus 96?
- È il 96? - No, è il 36!
Che cosa vuole?
Non ti vedo da un po'.
- Ho avuto dei problemi. - Davvero?
Sì.
Sei stato in vacanza per tutto l'anno, eh?
Che mi dici di tua madre? È tornata?
Ho un messaggio da parte sua.
"Dal genitore al tutor di classe."
"Con la presente comunico che non ho potuto presenziare"
"all'incontro con David"
"poiché mio padre si trova in ospedale."
- "Grazie per la comprensione." - È opera tua, vero?
"Grazie per la comprensione. Cordiali saluti, Monica Morais."
Chi l'ha scritto?
Mia mamma.
Non mi prendi più in giro, David.
Se vuole crederci, faccia pure.
Altrimenti è uguale. L'ha scritto lei.
È difficile crederti se menti sempre.
Io non dico bugie.
Questa è la terza scuola che ti accoglie ma è sempre finita male.
Mi stai ascoltando?
Sì.
Il problema sei tu o la scuola?
Non lo so.
Non lo sai...
Allora?
Non mi piace la scuola.
Non voglio più stare in un'aula con un insegnante che parla.
A volte non sanno neanche ciò che dicono.
Non mi sento bene quando sono qui.
- Sai perché ti ho chiamato? - Credo di sì.
Hai di nuovo perso l'anno.
Non ti preoccupa?
E cosa le importa? Non ha i suoi problemi?
Tutti li hanno ma io so risolvere i miei.
Chi vorresti diventare in futuro?
Non ci ho mai pensato.
Dove vedi te stesso tra 10 o 20 anni?
20 anni da adesso?
Finché c'è del cibo sul tavolo...
Sì, ma per avere cibo in casa, qualcuno deve lavorare.
E da quanto ne so, nessuno fa qualcosa in casa tua.
Come fa a sapere che nessuno lavora?
Come fa a dirlo?
Si faccia gli affari suoi.
Le ho chiesto chi cucina e chi no in casa sua?
- Guarda che non sono tua madre. - E io non sono suo figlio.
Sono stufo della gente che mi dà alla testa.
David.
David, non abbiamo finito.
Siediti.
Ti hanno visto rubare uno scooter dalla scuola.
- Non vuoi restituirlo? - Quale scooter?
Se la polizia chiederà il tuo indirizzo, sarò costretta a darlo.
Costretta a darlo?! Io non ho fatto niente.
Cribbio! Non ho fatto nulla e vengo accusato?!
Mi sono rotto le palle.
- Chi è? - Dica a Rafael di scendere.
- Che cosa? - Dica a Rafael di scendere.
- Ma chi sei? - David.
Che succede?
Rafa, dobbiamo parlare. Scendi.
È un casino. Dobbiamo recuperare il motorino dalla piscina.
- Non fare lo scemo. - Non lo sto facendo.
Sei tu il tipo di cui parlano a scuola? Quello che accusano?
- Ti hanno chiesto di me? - E perché avrebbero dovuto?
Di cosa hai paura? Ti ho mai fregato?
Chi dice che ho paura?
- Ma hai fifa, vero? - Non è così.
Non ti deluderò. Senti, ti ho mai tradito?
Ti ho mai fregato?
- Puzza di sigaretta? - No.
- Il nonno non lo noterà. - No?
- Lo dimettono oggi? - Sì.
Andiamo.
Mio padre è pronto?
- Lei è la figlia del sig. Alberto? - Sì.
Deve tornare a casa oggi dopo cena.
Controllo coi medici. Si trova al piano inferiore.
Andrò a parlargli, va bene?
Mi hanno detto che sarebbe uscito oggi.
- Solo un attimo, OK? - Che sta succedendo?
Si trova lì dentro?
Non riesce a respirare.
È attaccato a una macchina.
Sì.
E adesso?
Hai fame?
Non lo dimettono oggi?
Non fumare qui. È un ospedale, ragazzino.
"È un ospedale, ragazzino."
Che ore sono?
Le undici e mezza.
- Vuoi andare a casa? - No.
Aspettiamo.
Tra un po' andrò di nuovo a parlare coi dottori.
Ha detto che non sapeva niente.
Sei preoccupato?
David?
Voglio solo uscire di qui.
Vuoi rimanere tutta la notte?
Aspetta un po' con me, poi ce ne andremo.
C'è qualcuno in casa?
No.
Non stavi guardando questo? È davvero bello?
Mi aiuta a dormire.
Rafa?
Stai ridendo?
Rafa?
Occhio, bello. Sposta il piede.
Tu dormi qui?
Perché?
Se sì, io vado in camera tua.
Forse Paulinha rimane.
Domani mi vedrò con Alice.
E chi sarebbe?
La tipa della festa.
Ah, sì?
Credevo che ce l'avessi con me e Paulinha.
Sul serio?
Sì, avevi una faccia da cadavere...
- David, credo di piacerle. - Ne sei certo?
Lo capisco quando sta con me.
Allora, come va con Rafael?
Andate d'accordo.
Siamo amici, come noi due.
A volte sembrate più che amici.
Credi che ti vedrai ancora con Alice?
Perché parli così tanto di lei?
Sono solo curiosa.
Non mi dispiacerebbe vederla di nuovo.
Che cos'hai?
Non riesco a dormire.
Neanch'io.
Io vado a casa.
Paulinha...
Non ho nessuno a parte te.
Sei tutto ciò che ho.
Non dire così.
Resta con me.
Devo andare.
Ti ho portato le scarpe da ginnastica.
Non mi vanno più bene.
- Ema è tornata da suo padre? - Sì.
Cosa c'è?
Non avevano chiamato stamane dall'ospedale?
Non mi pare.
Ieri sono andata a trovare tuo nonno.
David...
- Credo che sia molto debole. - Com'è possibile?
Prima di andare in ospedale, cucinava sempre,
faceva lavori di casa e prendeva il bus da solo.
Cos'è andato a fare in ospedale?
Non lo so. Penso fosse per dei test.
Non ti sei accorto di niente?
E come avrei potuto? Era normale.
Paulinha è a casa di Cris?
Penso di sì.
Sei andato a letto con lei?
Si è addormentata accanto a me.
Voglio sbarazzarmi dello scooter, mi hai sentito?
No, non lo farai.
Gira a destra qui.
Getteremo il motorino sotto a un treno.
Ho già detto che non voglio buttarlo via.
Potremmo nasconderlo qui.
Non mi va. Basta con 'sto rottame.
- Sono stanco di ascoltarti. - Sono stufo delle tue stronzate.
Ma che problema hai?
Lo scooter può restare in quella buca.
- Dammi le chiavi. - Leva le mani di dosso. Sei pazzo!
- Dammi le chiavi! - No!
- Togli quelle mani! - Molla 'ste chiavi!
- Vuoi le chiavi? - Dammele.
Lasciami, vaffanculo!
Mollami!
Lasciami stare, coglione!
- Mollami! - Dammi le chiavi!
- Lasciami in pace! - Vai a prenderle!
Invece no! Togliti di dosso!
Lasciami, stronzo! Levati di mezzo!
Lasciami stare!
Bugiardo di merda!
Contaballe!
Non puoi aspettare che finisca?
Non mi metti in imbarazzo.
Non mi piace stare in bagno con altra gente.
Mi faccio una doccia e usciamo.
Usciamo...?
Sì.
Andiamo in ospedale.
A fare cosa? Ad aspettare?
Non ti stanchi mai, eh?
Anch'io ho paura.
Chi ha detto che ho paura?
Non vuoi vederlo oggi?
Che stai cercando di dire?
Dimmelo! Cosa vuoi dire?!
Cris.
Cris.
Sei Cris?
Tu chi sei?
David.
Posso parlare con Paulinha?
Se n'è andata.
Mi hanno detto che stava con te.
E quindi?
Ma ritornerà?
Oggi brucerò 'sto posto.
Nessuno dormirà più qui.
Mi dai una mano, bello?
- Quanti anni hai? - Quasi 15.
Li compirò entro fine mese.
Cris!
Cris, vieni qui.
Sei ancora vivo?
No.
- Non ci riesco. - Vuoi un accendino?
Accendi la luce.
44, 43...
42, 41...
40, 39, 38...
37, 36, 35...
Che cos'hai?
Non voglio andare a casa.
Non ti va di dormire?
Oggi dormo qui. Mi dai una coperta?
- Che ti passa? - Sei ubriaco.
6, 5, 4...
... 3, 2, 1.
Sì.
È mio nonno.
Lei non è in casa.
Tornerà più tardi.
Perché?
Sì.
Sei stata lì?
Mamma?
Che ore sono?
È ancora presto.
Dormi.
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