All language subtitles for Night.Stalker.The.Hunt.For.A.Serial.Killer.S01E04.720p.NF.WEB-DL.DDP5.1.H.264-3cTWeB

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Original subtitles

Era il ragazzino perennemente disadattato.

Richard è sempre stato un ladruncolo.

"Richie cinque dita".

Ci sono storie orribili su come sia stato trattato

dai membri della sua famiglia.

Suo padre lo puniva legandolo a una croce nel cimitero di notte.

Aveva avuto un sacco di cattivi esempi.

Suo cugino aveva ucciso la moglie sotto i suoi occhi.

Gli raccontava storie terribili su quello che avevano fatto

mentre combattevano in Vietnam.

Per non parlare di cocaina, eroina e altre dipendenze.

Qualsiasi trauma possa vivere un bambino lui l'aveva vissuto.

UNA DOCUSERIE ORIGINALE NETFLIX

Negli anni '80, al bancone in biblioteca c'era sempre la fila.

Gli utenti si susseguivano senza sosta.

I telefoni a ghiera squillavano.

Tante facce diverse, tante persone interessanti.

Ma anche tante che non avresti più voluto rivedere.

Un giorno alzai la testa e vidi questo tizio un po' smunto,

dall'aria dimessa,

maglietta nera sporca con la scritta "Jack Daniels".

Capelli sporchi.

Denti marci disgustosi.

Emanava un fortissimo odore, simile a una capra,

e aveva la morte negli occhi.

Sembrava un animale che stava per attaccarti.

Voleva sapere dove si trovassero i libri su oroscopo e tortura.

Fortunatamente per me, erano entrambi in un altro reparto.

30 AGOSTO 1985 GIORNO 166

Tornammo in ufficio.

Venne il capitano e ci disse:

"Abbiamo un nome".

"Come, abbiamo un nome?"

E disse: "San Francisco ha tirato fuori il nome Richard Ramirez ".

Se avevamo un nome, potevamo confrontarlo

con quell'impronta dello specchietto dell'auto usata a Orange County.

C'erano otto Richard Ramirez.

Quell'impronta fu confrontata manualmente con quelle di diversi Richard Ramirez.

Trovammo una corrispondenza.

Aveva piccoli precedenti penali.

Taccheggio, un furto d'auto, ma nessun tipo di violenza.

Trovarono anche una foto segnaletica.

Quel venerdì 30 agosto presero quella foto

e la portarono all'informatore.

Lui la guardò e disse: "È lui".

Fu così che venne identificato il vero Richard Ramirez,

che in realtà era il Night Stalker.

Avevamo un nome, un'identità, una foto,

sapevamo in quale zona viveva e le cose cominciavano a mettersi bene.

La sera di venerdì 30 agosto,

lo sceriffo Block,

Brad Gates di Orange County,

e Daryl Gates della polizia di L.A. si incontrarono

e fecero una teleconferenza col capo della polizia di San Francisco

per decidere se rivelare l'identità di Richard quel giorno stesso

o aspettare fino all'arresto.

Avevamo un mandato

per Richard Ramirez, il Night Stalker,

per l'omicidio di Peter Pan,

e il tentato omicidio di sua moglie.

Il mio capo mise bene in chiaro che stavamo procedendo

a rivelare all'intera comunità l'identità di Richard Ramirez.

Noi chiedemmo di darci 24 ore e lo avremmo preso.

Lo avremmo arrestato.

Aspettare?

Con un mandato di arresto per omicidio?

Lo abbiamo identificato noi questo assassino.

Dissi: "Vi immaginate se la stampa lo scoprisse,

e lo scoprirà,

che avevamo un mandato di arresto, noi non abbiamo fatto nulla…

e questo weekend viene ucciso qualcun altro?

I colpevoli saremmo noi".

Capisco perché non fossero d'accordo,

ma se avesse saputo di essere ricercato, sarebbe scappato

e sarebbe stata dura trovarlo.

Notiziari delle 10 e delle 11.

Los Angeles, San Francisco.

Facemmo una campagna mediatica.

Eravamo incazzati.

Inutile girarci intorno. Perché lo volevamo prendere.

Abbiamo chiesto un incontro con la stampa stasera.

SCERIFFO DELLA CONTEA DI L.A.

Siamo in grado di poter comunicare…

…l'identità del Night Stalker.

- Un uomo dal nome di Richard Ramirez. - Richard Ramirez.

Questa foto è stata scattata circa otto mesi fa

proprio qui a Los Angeles.

Ed eccola lì, la sua faccia.

Non sapevamo dove fosse Richard Ramirez,

ma avevamo una foto e un nome.

31 AGOSTO 1985 GIORNO 167

Il sabato mattina andavamo allo Yorkshire Grill

a fare colazione tutti insieme coi colleghi della biblioteca.

Così presi una copia dell'Herald,

guardai la prima pagina e vidi la foto di quell'uomo

che avevo visto in biblioteca

e diceva "Night Stalker".

Sentii la temperatura del sangue che cambiava.

Vedere che faccia avesse fu uno dei momenti più difficili.

Ricordo di aver pianto tanto in modo incontrollabile,

pensando che era stata l'ultima faccia che aveva visto mia nonna.

Ci aspettavamo

che avrebbe lasciato Los Angeles una volta rivelata questa informazione.

A quel punto, quello che sapevamo

era che Richard Ramirez usava la stazione dei pullman.

La usava per viaggiare, aveva un armadietto.

Chiedemmo all'Unità Investigativa Speciale dell'LAPD di occuparsi della sorveglianza.

Era una cosa in cui erano esperti.

Di solito pedinavano i criminali

che avevano commesso crimini violenti

e quando intervenivano

spesso aveva luogo

una sparatoria in cui il criminale veniva ucciso.

Se non fosse stato collaborativo

allora sarebbero servite la maniere forti.

Per questo scegliemmo quella squadra.

Speravo tirasse fuori la pistola, così sarebbe morto e festa finita.

Ma un'altra parte di me voleva conoscerlo e interrogarlo.

Dopo il tempo passato sul caso,

volevo l'opportunità di parlargli, di incontrare il nemico.

31 AGOSTO 1985 GIORNO 167 - 8:15

Organizzammo la sorveglianza vicino alla stazione degli autobus.

Ma il caso volle

che Ramirez fosse fuori città, in Arizona.

Era andato lì a trovare il fratello.

Il venerdì sera partì dall'Arizona

per tornare a Los Angeles.

Ci aspettavamo che Richard arrivasse dall'esterno,

ma invece entrò dalla porta posteriore, da dove entrano i passeggeri.

Riconobbe subito i poliziotti

perché anche quando portano vestiti sciatti e sporchi

hanno denti e capelli puliti, e non sono maleodoranti.

Non sapeva che erano lì per lui, ma li riconobbe.

Così prese l'uscita sulla strada,

continuò a camminare ed entrò in un negozio di liquori.

Sulla prima pagina di tutti i giornali…

c'era la sua foto.

Sì, ha guardato la foto del giornale.

Sembrava molto spaventato.

La vide e andò nel panico.

Uscì di fretta, salì su un autobus

che andò giù per la Olympic.

Doveva fare solo 13 km fino a East Los Angeles

dove viveva suo fratello.

Un passeggero sull'autobus aveva il giornale in mano,

si girò a guardarlo, strabuzzò gli occhi, posò il giornale e suonò il campanello.

C'era una cabina telefonica e Richard lo vide fare il numero.

Ramirez sapeva che era finita.

La gente iniziò a guardarsi intorno, puntare il dito e parlare.

"È lui!" Così scese dall'autobus…

Quello che non sapeva era che l'uomo che aveva telefonato

aveva fermato un camionista di una società del gas.

"Su quell'autobus c'è l'assassino." E partì l'inseguimento.

La gente chiamava perché lo rintracciassimo.

Corse fino all'autostrada I5.

E attraversò tutte le corsie dell'autostrada.

Continuò a correre verso nordest fino alla Indiana.

Cercò di rubare l'auto di un uomo.

Faustino Pinon ha lottato con Ramirez che cercava di rubargli l'auto.

L'ho preso e abbiamo lottato dentro e fuori dall'auto.

- Non ci riuscì. - Ha attraversato la strada.

Poi svoltò a destra su Hubbard Street.

Diceva: "Dammi le chiavi!"

"L'ho guardato in faccia, ho visto gli occhi

ed era il tizio che uccideva la gente."

"Mi ha urlato che se non gli davo le chiavi mi uccideva."

È allora che è intervenuto Manuel De La Torre, correndo…

Ha preso una spranga dal cancello e lo ha colpito.

Gli ho dato un colpo, è caduto.

È scappato, l'ho inseguito e l'ho colpito di nuovo.

Tutti che lo inseguivano per strada.

Mi sono detta: "Oddio, è quel tizio".

Il tizio con la spranga diceva alla moglie di prendere una pistola per spararmi.

Non me ne fregava più un cazzo perché ero distrutto.

Guardai verso la strada

e vidi una pattuglia dello Sceriffo.

Arrivò una chiamata.

Codice 22-415. Possibile lotta, possibile uomo con pistola.

Vedevo tre o quattro persone da un lato della strada.

Più mi avvicinavo

e più le vedevo muoversi

urlare, fare cenno, sbraitare,

e una persona seduta sul marciapiede.

Ha detto qualcosa in spagnolo, tipo…

"Sono fortunato che arrivino gli sbirri", perché sapeva che lo avremmo linciato.

L'intero vicinato lo ha steso.

C'era un tizio che lo teneva a bada con una spranga.

Si vedeva che era stato colpito.

Lo hanno trattenuto e colpito.

Aveva sangue sulla testa, sulle mani, sulla camicia.

Era stanco di correre, distrutto.

Gli dissi di alzarsi, lui si alzò e lo ammanettai,

lo misi nell'auto della polizia.

E lo portò dentro.

La folla si faceva sempre più rumorosa.

Si avvicinavano sempre di più

e mostravano un giornale, li sentivo che dicevano:

"Eses el maton, l'assassino. Prendiamolo".

Così pensai: "Oddio, questa cosa va gestita".

Ero molto incazzato per come si erano messe le cose.

Mi avevano arrestato.

Mi girai verso tutta quella gente intorno a me,

gli sputai addosso e gli mostrai la lingua.

La mettevo dentro e fuori, come un serpente.

Se avessi avuto una pistola, avrei fatto disperdere la folla.

Così la smettevano di fare i coraggiosi.

Per cosa sei stato arrestato? Sei già stato arrestato?

Danny? Dov'è la tua auto?

Tirati su. Quanto tempo fa?

Sono io. Sono io, ok?

Come ti chiami?

- Richard Ramirez. - Come?

Indietreggiate e allontanatevi. Sul marciapiede.

Mi dissero che l'avevano arrestato.

Ero al settimo cielo. Arrivammo sul posto volando.

Arrivammo alla centrale di Hollenbeck ed era pieno di gente.

L'intera centrale di polizia di Hollenbeck era circondata da persone.

Ero in laboratorio che lavoravo.

Ci chiamarono per chiederci di andare alla Polizia di Los Angeles

per prendere le impronte e identificare

un sospettato che credevano fosse l'assassino.

Ricordo il momento in cui ha varcato la soglia.

Era alto e magro.

Aveva questi occhi scuri.

Si guardava intorno, lentamente,

per ambientarsi

e poi ti guardava dritto negli occhi.

E lì ho pensato che quegli occhi fossero agghiaccianti.

In quell'uomo c'era il male, si sentiva.

La mia collega, Hannah Woods, saltò su e disse: "Prendo io le impronte",

perché sapeva che io non volevo farlo.

Entrammo in una sala interrogatori

e lui era seduto lì.

Era esattamente come lo avevano descritto i testimoni.

I capelli, i denti, il modo in cui parlava.

Dissi: "Sono il sergente Frank Salerno",

e gli stavo presentando Gil, ma lui disse: "Lo so chi siete".

Mi prese alla sprovvista

perché non me lo avevano mai detto durante un interrogatorio per omicidio.

Sapeva tutto di Frank Salerno,

al punto da chiamarlo "Signor Salerno".

Lo chiamava così perché era il signor Salerno dello Strangolatore.

Era sbalordito, per lui era un eroe.

Mentre io non ero altro che un messicano qualunque.

Ammise di aver letto di vari casi.

Aveva letto dello Strangolatore di Hillside, di Bundy.

Era uno che studiava.

Salerno gli recitò i suoi diritti costituzionali.

Lui si avvalse della facoltà di non rispondere.

Dicemmo: "Tu non parli, noi andiamo".

E lui: "Ho io delle domande".

Così ci sedemmo e fui io il primo a parlare con Richard.

Vengo dalla strada, sono ispanico.

Sapevo che anche lui veniva dalla strada, e parlammo in gergo.

"Órale. Come va, Rich?"

Órale è un modo per dire "Ciao. Come va?"

Chiunque lo dica ha un passato di strada,

è ispanico.

Un momento c'è stato in cui ho avuto paura.

Parlavo con lui e arrivammo a una parte dell'interrogatorio

dal tema molto delicato.

Mentre gli parlavo della sua famiglia,

aveva appoggiato la testa sul tavolo

e teneva le mani così.

Mi ascoltava, ma…

All'improvviso iniziò a respirare affannosamente

giungendo quasi all'iperventilazione.

Nel frattempo cominciò a sollevare le mani dal tavolo.

E in testa mia, per un millisecondo,

stavo lì e pensavo:

"Se inizia a galleggiare per la stanza, io scappo.

Sono andato allo scontro prima d'ora, mi hanno pugnalato e sparato,

ma nessuno ha mai galleggiato nell'aria

e se questo inizia a levitare io me la faccio sotto".

Liberate la strada. Andate sui marciapiedi.

Uscimmo e Hollenbeck sembrava uno zoo.

Era pieno di gente.

Sembrava ci fosse un linciaggio.

Ci dissero che qualcuno voleva ucciderlo mentre usciva.

In una sparatoria.

Indietro! Indietro! State indietro!

Salerno era seduto sul sedile posteriore con Richard

e io sul sedile anteriore.

Il Men's Central Jail era a pochi chilometri.

Partimmo, girammo a destra e c'era un camion

con una donna in piedi sul veicolo.

Mentre passavamo, si aprì la camicetta e cominciò a sventolare il seno.

Di certo non per me.

Dissi: "Guarda, Rich. Lo sta facendo per te".

Avevamo gli elicotteri.

Avevamo auto e moto della polizia davanti a noi,

e auto e moto della polizia dietro di noi.

Sembrava un corteo.

La gente cantava, saltava, urlava.

Erano felici.

C'erano centinaia di persone,

tutti urlavano, sembrava avessimo vinto il campionato di baseball.

Eravamo da McDonald's con i bambini.

Tutti in quel ristorante

applaudivano e urlavano, e dico tutti.

Dicevano: "Hanno preso il Night Stalker"!

E noi urlammo.

Eravamo elettrizzati.

Siamo lieti di annunciare che la persona che abbiamo in custodia

è Richard Ramirez, il Night Stalker.

Sembrava di sentire un sospiro di sollievo collettivo

in tutta la California del sud.

Quanto avevo lavorato alla vicenda?

Sa dov'era quando l'hanno arrestato?

Ero a tagliarmi i capelli. Non lo dimenticherò mai.

Richard Ramirez arrestato con l'aiuto di una folla inferocita.

La polizia di Los Angeles ha arrestato l'uomo che credono il Night Stalker.

…l'uomo che potrebbe essere il Night Stalker.

I californiani dormiranno sonni più tranquilli.

Mio padre era al settimo cielo.

Era felice di come fosse andata,

che fossero stati gli stessi abitanti del quartiere

che avevano visto la foto e avevano fatto di tutto per non farlo scappare.

Sono fiero di loro.

Non ho parole per descrivere l'orgoglio di tutti noi

per la gente di questa comunità.

Ha fatto male a venire qui.

È il sospettato che cercavamo,

e adesso comincia il lavoro

di collegamento a tutti gli altri casi che abbiamo sotto mano.

La voce sulla cattura si è diffusa rapidamente tra i cittadini.

La reazione di molti: "Grazie al Dio".

Una volta al carcere gli dissi che avrebbe avuto una cella speciale.

Gli dissi: "Ti daremo la stessa cella dello Strangolatore di Hillside,

Kenneth Bianchi".

Si vedeva che era elettrizzato.

Richard si agitò tutto, era emozionato.

Giocavamo la nostra carta. Sapevamo che era interessato

agli omicidi seriali.

Era una sorta di cella delle celebrità.

L'avremmo giocata e lo avremmo messo nella stessa cella

per dargli importanza,

fargli credere che contava qualcosa.

Magari a un certo punto avrebbe detto alla guardia:

"Di' a quelli della Omicidi che voglio parlare con loro".

E così lo lasciammo lì,

nella vecchia cella di Kenneth Bianchi alla Central Jail.

Quella sera verso le 20.30 avevo finito, e così andai via.

Quel giorno si sposava un mio cugino.

Così andai all'Hilton,

entrai nella hall dell'albergo e vidi una delle mie sorelle minori.

Che di solito non è molto affettuosa.

Mi corse incontro, mi prese sotto braccio

e mi disse: "Entro con te".

"Perché?" "Perché sei l'uomo del giorno."

Sentivo la gente che diceva: "È lui. Sì, è lui".

Tutti mi guardavano, e io con lo sguardo cercavo la mia famiglia.

Mia madre e le mie sorelle

mi corsero incontro, ci abbracciammo e tutti piangevano.

Ci sedemmo tutti abbracciati e dissi: "È tutto a posto. È finita.

Stanno tutti bene, è finita. L'abbiamo arrestato".

Dissi: "Dov'è mia moglie? Voglio mia moglie".

Andai da lui ed ero così felice di vederlo.

Venne da me, ci abbracciammo e dissi: "È finita. Puoi tornare a casa".

Aveva detto che non sarebbe tornata finché non fosse finita.

Le dissi: "Tornate a casa, tu e i bambini".

Dopo l'arresto di Ramirez

organizzammo un confronto.

La sera del confronto, portarono dentro una bambina di sei anni.

Per avere sei anni, era incredibile.

Si sedette con gli altri potenziali testimoni.

Ripeti questa frase a voce alta: "Zitta, stronza".

Zitta, stronza.

- "Dove sono i soldi?" - Dove sono i soldi?

- "I gioielli?" - I gioielli?

Sapevo che non poteva vedermi

e quindi non avevo…

nessuna paura.

Dissi: "Qualcuno ha domande?"

Vidi una manina alzata. Dissi: "Che c'è, tesoro?"

Lei disse: "'Il 'due' a lettere o numero?"

Ramirez verrà accusato di omicidio questa settimana.

L'accusa intende chiedere la pena di morte.

Il procuratore assegnatario era Phil Halpin, e io ero il secondo.

Ricordo bene il dramma in aula.

SOSTITUTO PROCURATORE

Era dai tempi di Charlie Manson che non si vedeva un circo del genere.

Ramirez cercava di attirare l'attenzione del pubblico.

Poi arrivarono Daniel e Arturo Hernandez

e lì cominciò il circo.

Praticavamo da circa un paio d'anni.

Avevamo seguito sei casi di omicidio, nessuna pena di morte.

Ci chiamarono gli avvocati dei suoi genitori da El Paso.

Erano persone che conoscevo perché sono cresciuto a El Paso.

e ho frequentato lì la University of Texas

e molti dei miei amici erano avvocati.

Mi chiamarono mentre erano in vivavoce.

Sentii la voce: "Señor Hernandez,

sono Ricardo Ramirez, il padre di Richard, può aiutarci?"

Parlammo e gli dissi: "Ok, va bene".

Il giudice Soper ritiene che la difesa non avrebbe l'esperienza necessaria.

Non ci è sembrato molto giusto,

ma ce lo butteremo alle spalle e ci concentreremo sul caso.

Uno dei problemi che incontrammo fu che tutti ci consideravano

incapaci, poco qualificati.

Non avevano mai gestito un caso di questa portata.

C'è differenza tra difendere un imputato per furto o rapina

o per omicidio plurimo, un caso da pena di morte.

Figuriamoci un caso con 13 o 14 vittime.

I signori di fronte al signor Ramirez non sono abbastanza qualificati.

Lo sono per me.

Temevamo l'errore, non sapevamo se il procuratore ce l'avrebbe fatta.

La corte è ancora in seduta.

Se il signor Halpin continuerà col suo teatrino

davanti alla corte e alle telecamere

lo porterò fuori e gli darò una lezione.

Solo un minuto.

Fu incredibile.

Le celebrità chiamavano noi celebrità.

Eravamo tra i grandi, e non potevamo sbagliare.

Dovevamo cercare di non fare disastri.

Niente fallimenti, vi prego.

Ventiquattro ottobre 1985.

Richard Ramirez ammutolisce un'aula di tribunale.

L'uomo accusato di 14 omicidi che hanno terrorizzato la California

mostra al mondo il palmo della sua mano.

Una stella a cinque punte racchiusa in un cerchio, un pentacolo.

Per alcuni, è il segno del diavolo.

Dopo la dichiarazione di non colpevole, la corte si è ritirata.

Ramirez ha avuto l'ultima parola.

Ave, Satana!

Sono certo che per generazioni ricorderemo

l'immagine del suo palmo col pentacolo

e il suono della sua voce che dice "Ave, Satana".

Era abbastanza chiaro, già allora, che ne avremmo viste delle belle

quando saremmo andati in aula.

Ramirez aveva parecchie fan,

tanta gente che pensava che fosse un grande.

La notorietà genera attrazione.

FOTO INVIATE A RAMIREZ

È come la sindrome di Hollywood.

Esatto, le donne volevano scoparsi Richard Ramirez perché era famoso.

TESORO, SPERO TI PIACCIA LA MIA FOTO

LORI

Se molti presenti all'udienza preliminare

sono convinti della colpevolezza di Richard Ramirez,

le sue ammiratrici, giovani donne in nero,

gli scrivono lettere, compongono poesie su di lui

e credono sia colpa della società se Ramirez adesso si trova nei guai.

Ce n'erano tantissime di queste donne.

In tutti i miei anni di processi a L.A.

non ho mai visto un sex appeal come quello di Ramirez.

Immagino fosse la sindrome del ragazzo cattivo

alla massima potenza.

Aveva questo magnetismo animalesco,

un carisma che le donne trovavano attraente.

Penso che fossero le sciacquette più stupide mai esistite.

Non capisco.

Di solito si sta alla larga da chi ti fa male o fa male ad altre persone,

ma queste non facevano che girargli intorno.

Cosa totalmente incomprensibile.

Allucinante. Perché Richard Ramirez non ricambiava.

Le considerava solo… prede.

Oltre a questi omicidi violenti e brutali,

Ramirez è stato anche accusato di violenza su minori.

Prima dell'udienza preliminare,

il procuratore Phil Halpin, il sergente Salerno e io stesso

andammo a casa della vittima di sei anni.

La mamma le teneva la mano e lei bisbigliò qualcosa.

La mamma mi guardò e mi disse: "Si ricorda di lei

perché le ricorda il suo orsacchiotto". Proprio io.

E disse: "Andrò a testimoniare se significa mandarlo in prigione,

così non farà male ad altre bambine come me".

Mi iniziarono a scendere le lacrime, così mi scusai e me ne andai.

Era davvero troppo.

Ho un debole.

Ovviamente ho un debole per i bambini.

Dopo 30 secondi anche Salerno mi raggiunse in cucina.

Phil Halpin forse resistette un minuto e poi venne anche lui

e ci disse: "Che dite, ragazzi?

Chiudiamo tutti i casi dei bambini?"

Phil scelse di non procedere con quelle accuse.

Per risparmiare tutto questo ai bambini,

dato che Ramirez andava incontro alla pena di morte per 13 altre accuse.

31 GENNAIO 1986

31 GENNAIO 1989

Ramirez è arrivato in catene al suo processo,

iniziato finalmente a tre anni e mezzo dall'arresto.

È accusato di 43 crimini, 13 omicidi, molti casi di rapina,

stupro e altro ancora.

La sua reputazione ha reso necessarie misure di sicurezza extra

nonché attirato curiosi sopravvenuti per guardare in faccia un serial killer.

È stato tutto un incubo. Un'esperienza dolorosa che non finiva.

Dopo una serie di ritardi,

il processo è finalmente iniziato e non si prevede che duri poco.

L'accusa chiamerà alla sbarra 140 testimoni.

Maria Hernandez è andata in aula.

È una delle sopravvissute al Night Stalker.

Agghiaccianti le testimonianze dei sopravvissuti.

Una giovane pakistana ha detto nel silenzio dell'aula…

Mi disse: "Stronza. Figlia di…, non urlare.

Zitta o ti ammazzo.

E ammazzo i tuoi figli nella culla e anche tuo figlio.

Dissi: "Giuro che non lo faccio, non urlo. Lo giuro su Dio".

Mi dette un altro schiaffo e disse: "Giuralo su Satana".

E io: "Lo giuro su Satana. Non urlerò".

Lo strazio emotivo…

non ti lascia mai, te lo senti addosso.

In tutti i processi si assiste

a ulteriori dettagli sulla barbarie

e sull'orrenda natura dei crimini,

e lei non ne ha perso uno.

E so che questa è una cosa che la affligge tuttora.

Ho un gatto.

A volte, di notte, mi cammina sopra la testa,

e io apro gli occhi, il gatto mi fissa

e io capisco come deve essere la vita di topi e uccelli.

Mi sono immaginata di essere una sua vittima,

di averlo sopra di me,

con una pistola puntata

alla gola,

o un coltello.

Scoppiando in lacrime,

la donna ha detto che Richard Ramirez è l'uomo armato

che ha sodomizzato il figlio di otto anni e sparato in testa al marito.

Era una sensazione inquietante

essere nella stessa stanza con lui

perché sapevi di essere in presenza del male.

Lo sentivi.

Penso di esserci rimasta 30 minuti,

e poi aver sentito che era troppo e che dovevo uscire.

Andai fuori all'aula, c'era un corridoio

con una panchina.

Mi sedetti lì con altre persone

che non avevano trovato posto in aula ed erano restate fuori.

Provavo a fare dei respiri profondi

e a riprendermi,

e accanto a me c'era un ragazzo

non tanto più grande di me, forse aveva 19 o 20 anni

e ricordo di aver pensato che cosa ci facesse lì.

Sarà un parente di una vittima?

Ricordo che a un certo punto tirò su le maniche del giubbotto,

e quando girò la mano, vidi che aveva tatuato un pentacolo.

Così mi resi conto di essere seduta accanto a una persona

che ammirava l'individuo che aveva ucciso mia nonna.

Anche se mi trovavo fuori dall'aula

avevo questa sensazione

di non riuscire a scappare

da questa oscurità.

Questa sensazione di essere…

circondata dal male.

La sento ancora che urla mentre sparava, e i pianti:

"Mamma, ti prego, non morire,"

mentre continuavo a perdere sangue.

"Vostro Onore, l'avvocato della difesa

ha parlato della pietà dimostrata dall'assassino di mia madre,

ha detto che Richard Ramirez ha lasciato vivere delle vittime.

Vorrei parlare dell'altro lato della pietà di Richard Ramirez.

Ha colpito mia madre alla testa con un oggetto pesante.

La ferita ha fatto sì che mia madre perdesse sangue,

poi lavato via da me e mio fratello.

Poi ha strangolato mia madre.

Questa è la vera natura della pietà di Richard Ramirez.

Grazie, signore."

E il giudice risponde: "Grazie".

20 SETTEMBRE 1989

GIUDICE

La giuria giudica l'imputato Richard Ramirez,

colpevole di omicidio.

Dopo quel momento, diventò tutto confuso.

Cominciarono a leggere i verdetti

ed era un "Colpevole" dopo l'altro.

Quarantatré.

Musica per le mie orecchie.

Questa sfilza ininterrotta di "Colpevole".

Ero passato da un periodo in cui

tutti pensavano che fossi un pivello che si metteva in mostra,

ma io ci avevo creduto, e avevo lottato

ed eravamo arrivati alla condanna.

Quando lessero il primo "Colpevole" sapevo che gli altri sarebbero arrivati.

Fui sopraffatto dai sentimenti.

Tornai a casa,

mi misi a letto e iniziai a piangere come un bambino.

Non mi disse perché piangeva,

ma io dentro di me lo sapevo.

Avrei voluto che mio padre fosse lì con me.

Avrei voluto che fosse fiero

condividere questo con lui,

ma purtroppo…

se n'era già andato.

Mia moglie mi venne vicino e mi disse: "È tutto a posto.

Lui c'era".

Gli dissi: "Gil, tuo padre è con te".

7 NOVEMBRE 1989

Oggi, un giudice di L.A. ha condannato Richard Ramirez,

l'assassino e stupratore detto Night Stalker,

a morte in camera a gas.

La condanna a morte di Ramirez era attesa,

quindi nessuna sorpresa finché Ramirez non ha deciso di parlare.

Non mi servono le razionalizzazioni della società.

Le ho già sentite, e il fatto rimane. Quel che è stato è stato.

Voi non mi capite, e non me lo aspetto. Non siete in grado di farlo.

Vado oltre la vostra esperienza, oltre il bene e il male.

Per la leggi della California, la condanna andrà in appello alla Corte Suprema.

Bel problema. La morte fa parte del gioco.

Ci vediamo a Disneyland.

Quel pomeriggio

io e Gil andammo alla prigione della contea, nella sua cella,

e lui ce lo chiese subito,

venne da noi e ci disse: "Gil,

ci verrai alla mia esecuzione?"

E Gil disse: "Non lo so".

"E tu, Frank?", e io risposi: "Sì, io ci sarò".

Volevo scrivere la parola fine su questo caso, nella mia mente,

e andandoci ci sarei riuscito.

Assassino in carcere, assassino morto.

Fine.

Nel 1989,

quando Richard Ramirez

era in partenza per San Quentin,

mi guardò

e mi fece un gran sorriso.

Fu molto inquietante e surreale.

Mi disse: "Ehi, Falzon.

Vorresti sapere delle due vecchiette di Telegraph Hill, vero?"

Io e Carl Klotz avevamo lavorato a un omicidio

di due anziane a Telegraph Hill.

Una scena del crimine davvero tremenda.

E rideva con quella sua risata diabolica.

Mi disse: "Sono stato io".

Non ho alcun dubbio

che abbia fatto altre vittime a San Francisco.

Le impronte collegano Ramirez all'omicidio di una settantanovenne

nel giugno del 1984.

Da giugno a marzo.

È difficile credere che si sia trattenuto per così tanto tempo

e poi sia partito per la tangente per i successivi quattro o cinque mesi.

Una furia omicida.

È molto probabile che abbia commesso altri delitti.

Quello che ho imparato da lui,

è che non era la prima volta,

quell'anno.

Sono fermamente convinto

che ci siano stati altri crimini mai venuti fuori.

PRIGIONE DI STATO DI SAN QUENTIN

NEL 1994 RICHARD RAMIREZ RILASCIÒ UN'INTERVISTA ALLO SCRITTORE PHILIP CARLO.

Si può essere erba cattiva fin dalla nascita?

Quindi serial killer

si nasce o si diventa?

Se sta registrando, si assicuri

di distruggere i nastri subito dopo.

Non voglio nastri delle mie conversazioni.

Non mi farai mica fare brutta figura?

7 GIUGNO 2013

Richard Ramirez, il serial killer noto come The Night Stalker, è morto.

Il Dipartimento penitenziario ha detto che Ramirez è morto per cause naturali,

in ospedale, dopo aver passato più di vent'anni nel braccio della morte.

IL CANCRO HA UCCISO IL SERIAL KILLER RICHARD RAMIREZ

Cancro.

Che morte strana.

Invece di rimanere rinchiuso

per decenni e decenni,

ci è rimasto per relativamente poco tempo.

Un atto di misericordia.

Che lui negava alle sue vittime.

Non lo perdonerò mai.

Perché non dimentico, ci devo convivere.

FIGLIA DI MAX E LELA KNEIDING

La religione ci ha insegnato a guardare ai ricordi felici.

Parliamo della nonna

ai nipoti e ai pronipoti che non l'hanno mai conosciuta,

ma sanno tutto di lei.

Sì, insomma, sono stata rapita e mi hanno fatto cose orribili,

a sei anni, quando ero molto impressionabile.

Insomma, sto bene.

Sono cresciuta, ho studiato, mi sono sposata, ho una famiglia.

Insomma, non lascerò che quell'evento mi trasformi

in una come lui.

Cosa fa sì che una persona faccia quello che fa?

Non penso proprio che si sappia. Io non lo so.

Credo che il diavolo e il male esistano.

E…

la sera prego.

Santa Maria, madre di Dio,

prega per noi peccatori, ora e nell'ora della nostra morte. Amen.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Come era in principio, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Padre, ti offro queste preghiere.

E poi continuo dando nomi di persone…

e…

l'ultimo di questi nomi…

è Ramirez.

Sottotitoli: Rachele Agnusdei

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