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Original subtitles

Signorina?

Dove posso trovare "Criminalità femminile" di Stanislao Prévine?

Non saprei dirle l'editore.

Di che si tratta? Di un romanzo?

No, non è un romanzo, è un testo di sociologia.

"Criminalità femminile"? Non saprei... ora domando.

La signorina cerca un libro, "Criminalità femminile".

Ah, sì, "Criminalità femminile".

È un trattato di sociologia.

Ma mi risulta che non è stato stampato.

Eppure è annunciato nel vostro catalogo dell'anno scorso.

È vero, era aggiunto alle bozze.

"Criminalità femminile", di Stanislao Prévine.

Era tutto pronto per stamparlo.

Ma non saprei dirle... cos'è successo poi.

Non saprei davvero dirle cos'è successo.

Un anno prima...

- Buongiorno, signora. - Buongiorno, avvocato.

Le presento il mio amico Stanislao Prévine.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Professore di sociologia.

E sta svolgendo uno studio sulla criminalità femminile.

- La direzione ha dato il permesso. - Me l'hanno preannunciato.

Il professor Prévine avrebbe intenzione di incominciare con...

- Come si chiama? - Si tratta di Camilla Bliss.

Camilla Bliss?

È una sgualdrinella senza interesse.

Nell'istituto abbiamo dei casi più significativi.

Ricorda l'avvelenatrice che voleva aprire a tutti i costi un ristorante?

Troppo banale, credo che ci sia di meglio.

Allora, la donna che tagliava gli uomini a pezzi.

Per farci il sapone, usava una sega.

E la donna cannone che strangolò il marito?

- Con una mano sola, la sinistra. - E non era mancina.

Scusate... si tratta certo di casi molto interessanti,

ma preferisco cominciare dalla signora Bliss.

Beh, in fondo, contento tu...

un delinquente vale un altro!

Questo è il permesso per le visite che dovrai far vistare

ogni volta che verrai qui.

Buon lavoro, e fatti vedere.

Grazie di tutto, Marchal.

- Arrivederla, signora. - Arrivederla, avvocato.

È qua, professore.

Il direttore le ha fatto portare un tavolo.

Le occorre altro?

No, nient'altro, grazie, ho tutto con me.

E... devo farle chiamare proprio la Bliss?

Sì, è lei che vorrei per prima.

Lei è la signora Bliss?

S'accomodi, prego.

Mi chiamo Stanislao Prévine, le hanno detto chi sono, immagino.

Che è uno che scrive.

Beh, non direi proprio così, ecco,

io sto preparando un trattato di sociologia.

Socioloché? E che mai sarà?

La sociologia studia il comportamento degli uomini e i fenomeni sociali.

Ecco perché m'interesso a lei, a quello che ha fatto

e al perché lo ha fatto.

Ah, ma allora lei vuole scrivere un romanzo sulla mia vita!

Non esattamente: Il mio è un saggio, una documentazione scientifica.

- Facciamo una prova di voce, le dispiace? - Oh, sì!

Io sono quella che suona il banjo,

e quanto al resto più o meno mi arrangio!

I ragazzi me li mangio senza mai lasciare il mio banjo!

Io sono quella che suona il banjo,

e quanto al resto più o meno mi arrangio!

- I ragazzi me li man... - Mica male!

Dica, col libro quanto ci alza?

Non credo di guadagnarci, è il primo.

Bene.

Dobbiamo rispettare l'ordine cronologico, quindi...

la prima domanda riguarda la morte di suo padre.

Ah, vediamo.

Fino all'età di 9 anni

ho vissuto serenamene in una fattoria coi miei cari genitori.

...sei tutta come tua madre! - Chi, io?

E tua madre, allora, ha dato lo scolo a tutto il paese!

Zitta, puttanaccia!

- O ti faccio vedere io! - Ma che mi fai vedere?

Vatti a lustrare le corna!

Guarda che puttana! Tutte puttane, le donne. Eccetto mia madre, seppure.

La scala la presi perché volevo lavare i vetri,

per aiutare la mamma, che si crede?

E che ne sapevo, io, che il vecchio stava nel granaio?

Col cavolo che mi hanno creduta, e già, e così, come dicono i giornali,

ho sciupato il fiore della mia fanciullezza in riformatorio.

Eh, certo che il ricordo di questo dramma

e poi l'incomprensione di coloro con i quali lei venne in contatto

hanno creato le condizioni che spiegano le sue vicende da adulta

e in particolare i fatti di quel tragico evento per cui lei si trova qua.

Ehi, macchietta, ce l'hai una cicca, per caso?

No, grazie, non fumo.

Guarda che stronzo, ma non t'ho chiesto se vuoi fumare,

sono io che se non fumo mi vengono le convulsioni.

Insomma, ce l'hai una sigaretta?

Ah, sì, sì, ho capito, grazie, mi dispiace, ma non fumo, non fumo.

Andiamo avanti, allora.

Il rapporto tra l'incidente di mio padre

e il delitto che vogliono appiopparmi è evidente, no?

Se avessi avuto...

un'infanzia felice,

con tutti i giocarelli e i genitori che si fanno le coccole, non sarei qui,

ed è la società che ne ha tutta la colpa,

come dice quel coglione del mio avvocato.

Permetta, signora Bliss...

lei ha ucciso o no suo padre?

Scusi se le faccio brutalmente la domanda.

Non sei mica il primo a farmela.

Ma io ho fatto solo una scommessa.

- Scommessa? - Sì, una scommessa col destino.

Adesso ti spiego:

Il vecchio, ogni volta che gli rodevano le corna,

mi pigliava a calci in culo e non sbagliava mai.

E io cominciavo ad esserne un po' appallata

perché il culo ce l'ho delicato.

Allora, cos'è che faccio?

Gli levo la scala.

Ed ecco la scommessa:

Se lui se ne accorge, urla come un dannato,

qualcuno rimette la scala, lui scende e i calci

arrivano a coppia fino a quando diventano dispari:

Ho perso.

Ma se non la vede... bum! Vinco io!

E ho vinto, è terribile.

Ma è stato il destino a fare tutto.

Io sono stata solo lo strumento.

Adesso, perché ne parliamo?

Sono qui per un'altra cosa, caro scrittore.

Ti dispiace se mi allontano per 5 minuti?

Ah, che fessa! Tienimi la sigaretta.

Superiora!

Superiora!

Mi scappa.

Enormemente interessato

da questa strana interpretazione del concetto "sfida del destino",

mi propongo di trovarne il pieno significato.

Si tratta probabilmente di una filosofia,

un sistema di difesa col quale la signora Bliss

cerca di sopprimere i complessi di colpa derivati dai suoi atti,

respingendone la responsabilità.

Bene.

Eravamo arrivati alla morte di suo padre.

Poi c'è stata un'adolescenza piena di turbamenti,

un ricovero all'orfanotrofio...

e poi... qualche avventuretta che l'ha portata ad un Istituto di Rieducazione.

Non è mica così che si chiamava.

Sulla porta c'era scritto:

"Centro di osservazione per delinquenti minorenni";

ma non ci sono rimasta molto tempo,

ne sono uscita presto perché sapevo come comportarmi.

Perché non ti ciucci questo? È più grosso!

Ecco, è per te, qualcosa da mangiare.

Non avevi un dolce?

- Un dolce? - Sì!

Ci penso io al dolce.

Clovis!

Dove ti sei ficcato?

Mannaggia...

Sì, mamma, vengo subito.

Cercherò di tornare più tardi.

Vorranno benzina?

No, no, non mi pare.

Adesso ho sentito bene, vogliono benzina.

Ma no, sarà uno che passa.

È diventato aceto, lo butto via.

Non è mica una scusa per uscire, come al solito?

No-no, no-no.

Quel mandrillo era ansioso di frantumare il mio amore.

Perché, a quell'epoca lei era... come dire, era... ancora intatta?

Più o meno, più o meno.

Sai com'è, al centro ci impedivano di uscire,

ma non era vietata l'entrata al postino,

dico al postino così per dire perché c'era anche il fornaio e il dottore.

Quello che m'ha fatto la festa a me è stato proprio il dottore:

Quello sì che le sapeva fare, le iniezioni...

Clovis aveva paura della madre.

Sai quanto mi ha tenuta nascosta in quella piccionaia?

Tre settimane durante le quali mi ha sbattuta in tutte le maniere,

meno in una, che io non volevo.

Ma io avevo il mio programma.

E questa, chi è?

- Clovis, amore! - Ma che dice!

- Non lo so, mamma. - Come non lo sai?

Che razza di carogna sei?

Senta un po', signora,

sono tre settimane che mi tiene in quella piccionaia,

me l'ha fatto sentire pure nelle orecchie

e ora dice che non mi conosce,

ma adesso pianto un casino che vi faccio vedere a tutti e due!

Fuori dai piedi!

Dica un po', signora, lo sa che io sono minorenne,

che non voglio che mio figlio nasca sul sedile di una macchina?

Quale figlio?

Quello che mi farà fare lui, cara la mia nonnetta!

Oh, è così, eh?

Come quel porco di tuo padre,

a correre appresso alle sottane,

e pure il bastardo mi porti a casa! Che dirà nella tomba tuo padre,

che almeno in questo ci sapeva fare, lui!

Mamma, io non c'entro!

- Non c'entro! - Ah, lui non c'entra, dice!

Ci sei entrato, eccome!

Porco figlio di un cane, ti conosco bene io!

Il mese dopo ero sposata.

La vecchia Isabella aveva una tale strizza che andassi alla polizia,

che è stata lei stessa a garantire per la mia emancipazione,

a mettermi in regola con la giustizia e anche a fare le carte.

E il bambino?

Ma ti pare che io fossi tanto stronza da farmi mettere incinta?

Una volta sposata ho fatto la tonta,

ho detto che era stato un falso allarme, e non gli è dispiaciuto.

E come andavano i suoi rapporti con sua suocera?

La vecchia Isabella mi ha sempre avuta sulle palle.

E dire che le ripetevo sempre: Ma perché te la vuoi pigliare tanto,

non è vero che hai perduto un figlio, hai acquistato una figlia!

Ma perché te la vuoi pigliare tanto,

non è vero che hai perduto un figlio, hai acquistato una figlia!

Bene, ora le detto le mie considerazioni.

È chiaro che Camilla

cercava nella compagnia di Clovis Bliss

una compensazione

all'atmosfera ostile

della sua prima infanzia.

In altre parole, la sua infanzia infelice

l'aveva convinta di essere perseguitata dalla malasorte.

Eccome!

Con quell'assatanato di Clovis, che dopo aver avuto la mela,

adesso pretendeva anche la pera!

Che terribile volgarità, non potrebbe farla parlare più decentemente?

Lei vuole scherzare, il linguaggio è la migliore espressione della personalità!

Le raccomando di numerare accuratamente le bobine,

perché potrebbero servire per ritrovare degli elementi preziosi.

Per oggi basta.

Grazie.

Non so se ha già preso qualche impegno, vuole fermarsi a pranzo?

No-no, grazie, sono impaziente di leggere il dattiloscritto.

Ah, dimenticavo: Ho detto a mia zia che lavoravo per lei,

- le manda tanti saluti. - Ah, la ringrazi tanto, grazie.

Arrivederci.

Lei è quello che viene per Camilla, eh?

Bell'affare hanno fatto mettendola dentro.

Aspetti e vedrà,

sarà grasso che cola se non si frega pure le sbarre, prima di filarsela!

Se ho capito bene, lei ha già conosciuto la signora Bliss.

Se la conosco?

Ma lo sa che io e lei siamo paesani?

Ah, glielo posso dire io, è sempre stata una gran cocca.

5, 4, 3, 2, 1, 0.

Cucù! Se non indovini chi sono paghi pegno.

Che è successo di nuovo, da ieri?

Scusi, non l'avevo sentita venire. Buongiorno, signora.

- Cerca qualcosa? - La signora, qui non ne vedo!

Le ho portato le sigarette.

Che fino, le Camel! Ne prendo due, eh?

- No-no, le prenda tutte! - Oh, grazie.

Ah, questo è il tuo libro, lo hai già scritto?

Tutto a macchina, proprio per bene! Guarda-guarda!

Sei tu che scrivi così bene?

No-no, non sono io, è una ragazza, un'amica che mi aiuta.

Mi pareva, come le donne non batte nessuno.

Mi devi raccontare: Quanti anni ha, come sta a carrozzeria?

4, 3, 2, 1...

Eccomi qua.

Sai che dovresti fare se vuoi farmi un regalo?

Chiedi alla direzione che mi ridiano il mio banjo.

Banjo?

Il mio banjo!

Ah, sì!

Avevo creduto... che fosse una delle sue parolacce!

Devi sapere che quando ero piccola

avevo uno zio che mi ha insegnato a suonare il banjo,

e poi, quando mi sono messa con Sam Golden ho ricominciato.

Pensa un po' se ce l'avessi adesso,

potrei anche raccontare qualcosa della mia vita cantando!

Sai, sul genere della commedia musicale, la-la-la!

No, non penso che... preferisco che...

Ecco...

se le fa piacere, vuol dire che mi occuperò del suo banjo.

E dica... sinceramente, non c'è qualcos'altro che le farebbe piacere?

No, no.

Ah, sì, mi potresti portare qualche cosetta da sgranocchiare.

Lo sai per che cosa farei delle follie?

Roba come nocciole, fichi, mandorle e uva secca,

perché qui in bottega non hanno mica questa roba.

- Gliele porto domani. - Gira quell'affare...

Cominciamo subito.

Dunque... eravamo rimasti ai primi tempi del suo matrimonio.

Che cosa faceva al garage, serviva i clienti?

Io l'avrei anche fatto, ma la vecchia Isabella non me lo permetteva,

diceva che soltanto lei sapeva trattare con i clienti!

Allora si occupava della contabilità?

No-no,

non so come dire...

facevo delle piccole esplorazioni.

Non c'è nessuno alla pompa?

Vengo, vengo.

Allora, giovanotto, quanta ne mettiamo?

- Non so, facciamo un paio di litri. - Come ha detto? Un paio di litri...

Ma vada a fare in culo, ma guarda un po' che accattone...

vengono a rompere le palle per un paio di litri!

Ma spingetela a mano, quella carriola!

Dalle chiacchiere dei vicini avevo saputo che la madre di Clovis

era piena di grana fino agli occhi,

ma quel pidocchioso di mio marito non aveva mai un soldo.

Naturalmente avrebbe ereditato, ma campa cavallo!

La vecchia andava sempre a ravanare in un vecchio forno

dove diceva di tenere la marmellata e i sottaceti,

e io ero sicura che il malloppo stava là;

ma doveva averlo murato.

Avrei voluto demolire tutto, ma... non avevo il coraggio di farlo.

Non è che ti stanchi troppo, eh?

Beh, che vuoi? Mi arrangio.

Mi piaceva un sacco, la televisione.

Con quelle annunciatrici sempre eleganti,

anche quando pulivano il cesso col mestolo;

solo a vedere com'erano pettinate

mi giurai che non sarei rimasta a lungo in quel garage.

Aspetta!

Ma che, aspetta?

Il letto, che ce l'abbiamo a fare?

Beveva molto?

Clovis aveva solo due fisse nella zucca: Non tre, solo due.

Primo, scopare, secondo... capisci che voglio dire?

Era una cosa che non poteva durare;

una notte l'ho svegliato alle 4 del mattino e gli ho detto di seguirmi.

Dai.

Sbrigati, Clovis!

Avanti, avanti, di che hai paura?

Coraggio!

Non era proprio il malloppo, ma sempre un buon acconto.

Via, andiamo!

Vi faccio vedere io, figli di puttana!

V'impallino il culo!

Aspettate!

Tornate indietro!

Non vi ho presi!

Perché me l'hai fatto fare?

Quella pidocchiosa non ci aveva nemmeno fatto

- un regalo per il matrimonio! - Non è una buona ragione.

- Sì, invece, è un'ottima ragione! - E adesso dove andiamo?

A Parigi, a Parigi, a Parigi!

Col cavolo che ci siamo andati, la bagnarola si è messa a bollire.

Non ci capisco niente!

Come sarebbe a dire, frignone, fai il garagista o l'ortolano?

Vado a telefonare alla mamma.

Clovis, vaffanculo, te e tua madre: Dimmi che è successo.

Non lo so, va tutto a fuoco, io telefono alla mamma.

Chi scegli: Me o lei?

La mamma.

Salutamela.

Camilla...

Aspetta, Camilla!

Micetta!

E quel frignone di Clovis mi si riattacca alle gonne.

Il colpo di levarmelo dai piedi è andato male,

quando dietro alle sue spalle ti vedo una scritta tutta gialla;

Colt Saloon!

Fine bobina, cambio.

Camilla Bliss, seconda intervista.

Allora vado? Il coso gira?

Dove eravamo arrivati?

- Al Colt Saloon. - Ah, già!

Oh, piccolo Stanislao, lo sai che hai una cravatta che fa un po' schifo?

La cravatta, tira in ballo!

E io che me la piglio...

Guarda! Ci sono anche le noci... mi piacciono tanto, che meraviglia!

Oh, Stanislao, se non soffrissi troppo di timidezza ti bacerei!

Mi fai compagnia? Prendi una nocciolina?

Sì!

Adesso, però, dobbiamo continuare.

Dov'eravamo rimasti?

- Al Colt Saloon. - Ah, già.

Eccomi allora cameriera in quel locale lussuoso

dove brillava la stella di Sam Golden:

Che artistone che era quello là!

Sam Golden aveva capito subito che ero nata per la musica.

Clovis e io abitavamo in un buco di camera vicino al Colt Saloon,

e io passavo tutto il tempo libero davanti alla tivù

per vedere se mi salvavo.

Lui non faceva che pensare a una cosa. Porco mandrillo!

Ma non potresti pensare a qualcos'altro?

Perché non vieni?

Ma insomma, che vuoi?

Chiudi la televisione, ho voglia.

Fregati!

Senti, in casa comando io, e se dico spegni, spegni.

Ora vediamo.

Guarda che così mica allargo, stringo, sai?

Spegni la televisione.

Ma perché non te ne vai al cesso a menartelo da solo?

Ma guarda che stronzo! La mia televisione!

Faccia di merda, rotto in culo della malora! Ti faccio vedere io!

Ma guarda che bella idea, testa di cazzo, me l'hai fatta a fette, coglione!

Devo dire che sono stata una vera signora:

Proprio niente, gli ho detto,

ho sorvolato facendo finta che non fosse successo niente:

Mi sono alzata senza dire una parola

e sono uscita con la dignità della gran dama.

C'è classe!

Stronzo!

Ma non ha mai pensato

di discutere lealmente i suoi problemi con suo marito?

Mandarlo a farsi fottere, ecco il solo problema!

E poi aveva un'altra mania disgustosa:

Stava sempre con le mani fra le gambe, le sue, capisci?

Oh, questo non lo potevo sopportare.

A questo punto lei ha pensato al divorzio.

Ah, tutto quello che ho fatto è stato di andare di corsa da Sam Golden:

Era la sola persona che conoscessi

che aveva il nome scritto in grande sui cartelloni.

E mi sono detta che se riusciva lui potevo farlo anch'io:

Avevo presenza, senso artistico, potevo riuscire come lui!

Questo Sam Golden le appariva prestigioso?

Superiore agli altri uomini che conosceva?

Ah, sì, ho sempre avuto un sacco di rispetto

per quelli che arrivano ad avere il nome scritto sui muri.

L o dico che...

conoscono il sale della vita:

Non sei d'accordo tu?

Oh, Sam, amore mio, come sono contenta di averti trovato!

S enti un po', ho un sacco di cose da dirti, sono nella merda fino al collo,

quel cornuto di Clovis si è comprato un fucile, sai,

è completamente impazzito... oh, mi stai a sentire?

S ono viva per caso, mi tremano ancora le chiappe, oh!

- La porta. - C osa?

La porta!

Via questo, questo, tutto.

C ome vuoi tu...

Pensiero d'amore. D'amarti non cesserò!

Perch é...

perch é, bimba,

tu sai essere con me

così bambola.

Che te ne pare?

- L ncantevole. - E sai chi me l'ispira?

- No. - Tu.

C omponeva con la stessa facilità come se dicesse: Spalmami il burro.

E allora, visto che gli spalmavo il burro e che ero intonata,

i nostri rapporti sono diventati intimi.

M a suo marito, Clovis Bliss, non ha mai nutrito qualche sospetto?

Oh, sapendo com'era geloso ci siamo stati molto attenti.

E sai chi ha fatto scoprire il pan grattato?

Quel fottuto di Alfonso il muto, ci fidavamo, invece ha cantato.

Ciao.

Che diavolo vuoi?

Pezzo di figliola? C osa vuoi da me?

Camilla? Che cos'ha fatto?

C on quel buffone, con quel cane sciolto?

S copano tutti e due?

E pure insieme?

Aprite, carogne!

M a chi è?

Chi vuoi che sia, è Clovis, quel cornuto!

Aprite!

Fate passare! Fate passare la vedova!

Ah! Clovis, marito mio, l'hanno ucciso, l'hanno ucciso!

Clovis, tesoro della mia anima, che farò senza di te?

Non avevi mai fatto male a una mosca e ti hanno ammazzato!

Voglio morire anch'io, vengo con te!

Clovis, sempre insieme, nella vita e nella morte!

Sarebbe stato un bell'incidente mortale.

Ma lui figurariamoci se ne azzeccava una!

Di' un po', Stanislao, perché non ti fai crescere i capelli?

- Staresti molto meglio. - Eh, sì, forse...

- comunque l'ora è passata. - E il mio banjo,

non te lo scordi il mio banjo, eh?!

- E magari qualche altra nocciolina? - B eh, il resto è privo d'interesse.

Era la terza intervista. E adesso vorrei dettare alcune mie osservazioni.

Osservazioni relative alla terza intervista con Camilla Bliss.

Per prima cosa

Camilla Bliss richiede con frequenza dei regali.

Ciò indica un evidente bisogno di tangibili prove d'affetto.

Tra parentesi, il difetto di possesso può essere considerato

come uno stato parallelo alla mancanza d'amore.

Chiusa parentesi.

L n secondo luogo,

c'è da notare una possibile relazione tra musica e sessualità.

A capo.

Camilla Bliss considera il suo banjo come il suo bene più prezioso.

Considerando la forma suggestiva dello strumento,

possiamo identificare un esempio di sublimazione del pene.

Mancanza di affetto, pene sublimato...

non le pare di prenderla un po' larga?

Non le è venuto in mente

che Camilla possa essere puramente e semplicemente una sgualdrina?

Cara Hélène, questa è un'osservazione poco scientifica.

Sì, il signor direttore dà il permesso per il banjo,

ma la concessione del banjo non deve interferire

col lavoro di Camilla nel laboratorio.

Sia ben chiaro.

Oh, là-là, il mio banjo!

È tutto scordato, ma non fa niente.

Ma questa cravatta, sì che è di gran classe!

Anch'io ho un regalino.

Sono per me?

E per chi, allora, per il Papa? Fatti a mano da Camomilla.

Camomilla!

Sì, Camomilla,

è così che mi chiamava Sam Golden quando era di buon umore.

Oh, sono belli, e assai comodi.

Mettili via, mettili via!

Col pretesto di una carriera al music-hall,

lei voleva realizzare il desiderio

di ottenere tutto ciò che le era mancato durante l'infanzia:

Il consenso degli altri,

concretato dagli applausi del pubblico.

Ci hai proprio beccato.

Allora, dov'è che eravamo rimasti? Ah, sì, l'incidente di Clovis.

Beh, che c'è da dire? Mio marito stava all'ospedale,

io gli portavo la frutta e tutto quello che gli serviva.

E non voleva più divorziare?

Oh, sì, ma come si fa a divorziare da un coglione sfranto in quel modo?

È questione di stile, non è vero?

E poi, con lui all'ospedale, io mi occupavo della mia carriera artistica.

Agli inizi, il suo rapporto col cantante Sam Golden

è stato posto su basi professionali,

i rapporti personali sono venuti dopo, è così?

Beh, questo è un problema come quello dell'uovo e della gallina,

non si sa dove le cose cominciano e dove finiscono.

Si è talmente interessato sul rapporto personale con me

che della base professionale non se n'è parlato più.

Io sono quella che suona il banjo

e quanto al resto più o meno mi arrangio.

A me i ragazzi fan cose ardenti

- e li fa tutti contenti. - Dura a lungo questa lagna?

Ma che vuoi?

C'è una legge per caso che stabilisce che solo tu hai il diritto di cantare?

Lo sai a cosa penso?

È meglio che non ci pensi,

perché se vuoi saperlo mi sto facendo molto bella,

dato che mi porterai fuori a cena.

Te la do io la cena, adesso ti faccio fare una di quelle indigestioni...

Accio-accio, che effetto che ti faccio!

Non lo fai a me, lo fai a lui.

Sbrigati!

E piantala di belare, non lo sai che sto studiando, io?

Non rompermi le palle se non vuoi un occhio nero!

Ma vattelo a prendere nel...

Vacci tu, e di corsa!

- Caro, bussano alla porta! - E tu apri, sono occupato.

Ti avviso che se è ancora una di quelle sgallettate

che vuole l'autografo, glielo firmo sul culo a calci.

Il signor Sam Golden è a casa?

Mio marito non può riceverla. È impegnato.

Chi è quest'altra zoccola, Ruggero?

Chi? E che ne so, io?

Sono io la moglie di Sam Golden. Ruggero, vieni qui, vieni subito!

Hai fatto buon viaggio, cara Flo-Flo?

E questo?

- È di Ruggero questa? - Questo è mio.

E questo? È di Ruggero questo?

Questo è mio, signora.

E questo?

- È di Ruggero questo? - Questa è roba mia.

E questo?

Anche questo è mio, posso aiutarla, signora?

È di Ruggero questo? E questa schifezza di chi è?

Questa è la mia borsa!

Questa è casa mia, toh, prendi quello che è tuo, troia!

E piantala, puttana!

Puttana!

Smettila, puttana!

Fuori di qui.

Fuori!

Fuori!

Ma guarda un po', porcaccio mondo!

No, la prego, la supplico, metta in moto, metta in moto subito,

vada via di qui, è una questione di vita o di morte, dopo le spiego.

- Si sbrighi! - Sì, sì.

Allora ho dovuto raccontargli che ero una povera vittima della società,

che avevo i genitori alcolizzati, un fratello all'ospedale,

e che non mi restava che buttarmi dalla finestra.

Allora lui si è sciolto tutto, e continuava a ripetere:

Povero piccolo uccelletto, povero piccolo uccelletto,

povero piccolo uccelletto...

- Lei crede in Dio? - Oh, ma cosa dice?

E cosa fa per vivere?

La cantante, sì.

La cantante?

Beh, devo fare anche un disco!

Povero piccolo uccelletto...

Ma allora lei è ricca.

Ma no, ma va, quello della canzone è un ambientaccio,

non saprei come dire...

- Tentacolare! - L'ha detta giusta.

Deve pensare che quando hai finito di pagare il tuo impresario, i musicisti,

l'albergo, le imposte e tutto il resto,

troppe volte devi fare l'autostop per tornare a casa.

Lo capisco. Dove la porto?

A casa di mio fratello, abito con lui, ma adesso lui sta all'ospedale.

50. 000, le bastano?

Ma io non le ho mica chiesto dei soldi!

La prego proprio di accettarli senza falsi pudori, con suo fratello...

all'ospedale, sa, le medicine... prenda.

Sta bene.

Beh,

e che cosa devo fare?

Sorridere alla vita.

E cenare con me.

Cenare con lei?

Una cosa corretta.

Se è così, accetto.

Gliene darò degli altri.

Ma no!

Chi potrebbe impedirmelo?

Beh, a pensarci bene, nessuno.

Poiché è stata tanto gentile da accettare il mio invito a cena,

sarò fiero di svelarle tutti i segreti del mio mestiere:

Come si diventa derattizzatori.

Amare le bestie o amare gli uomini?

Amare le bestie o amare gli uomini?

O si ama le bestie, o si ama gli uomini!

È un dilemma, ma il resto me lo racconterà stasera a cena,

se no di che parliamo, e poi c'ho freddo,

e poi la casa di mio fratello è là. È là che abito!

Avrei dovuto capire che moriva di freddo,

- sono stato molto scortese. - Mi cambio e torno!

Desidera?

- La signora Bliss? - Sì.

I miei omaggi, signora. Sono Marcello Murene, avvocato.

Mi scuso di non aver preavvertito, ma la mia segretaria è malata, sì.

Dove potrei trovare suo marito?

- Che cos'ha fatto? - No, no, lui niente,

è a lui che hanno fatto, per il suo incidente, sa.

Ha già ricevuto un indennizzo?

Un bel cavolo di niente,

l'hanno raccolto, l'hanno messo in ambulanza e tanti saluti.

Quello che sospettavo!

E così si massacra la gente e chi s'è visto s'è visto, eh?

Me ne occupo io. Ma devo vedere il signor Bliss il più presto possibile.

C'è un mucchio di denaro da portare a casa.

Ma adesso lui non c'è, è all'ospedale.

Però dia i soldi a me, è la stessa cosa.

Oh, i soldi, lei vuole da me i soldi, cara signora.

E che, li fabbrico io, i soldi? No!

Bisogna fare il processo, attaccare, parlare, difendersi...

e altre cose di cui dovremmo parlare

con molta calma.

Senta, signore, se vuole entrare in casa è proprio qui, io torno subito:

Vado a dire a mia cognata che non vado da lei stasera.

Ehi, signor Arturo, mi apra!

Stasera non posso venire con lei, sa?

Ho trovato un avvocato formidabile

che vuole occuparsi dei guai di mio fratello.

È un tipo che quando sente puzza d'ingiustizia

mette il mondo sottosopra per proteggere vedove e orfani, capito?

Bravo, bravo!

Eccomi.

Scusi se per sedermi ho levato gli intimi suoi.

Non si preoccupi, ha fatto molto bene,

anzi, la prego di scusare questo disordine e la mia tuta,

ma ho dovuto uscir presto stamattina, per lavoro.

No, no, la prego, è me che deve scusare.

E d'altra parte qui è così carino, bello.

Beh, ci stiamo un po' stretti ma è una sistemazione provvisoria.

È un tipo di alloggio moderno, diciamo.

Dica, avvocato, non ha caldo per caso?

No-no, sto benissimo, la ringrazio.

Gradisce qualcosa da bere?

Ah, volentieri, un whiskettino con ghiaccio, sì.

Non ho whisky, solo vino rosso,

perché mio marito non beve altro per motivi di salute.

Ah, molto bene, sì.

Grazie.

Allora, col suo permesso, berrò alla salute di suo marito.

Già, proprio così, beviamo alla sua salute e che esca presto dall'ospedale.

Eh, già, deve sentirsi molto solo, eh...

all'ospedale.

E anche lei in questo periodo si sente molto sola, non è vero?

Beh, sì, le giornate ancora ancora passano, ma...

- le notti... - Eh, già.

Non me ne parli.

La solitudine è orribile.

Io la conosco.

Vede, ecco, posso anche confessarglielo.

Non ho mai incontrato qualcuno, voglio dire una donna, naturalmente,

con la quale sentirmi a mio agio, disteso,

capisce?

Per distendersi si è disteso, ed è stata una sdraiata di due ore

che c'era da dubitare che avesse la forza di tornare da solo a casa.

Non so perché, ma io agli uomini gli faccio quell'effetto lì.

Ma è una ninfomane, se li fa tutti!

- Pure il derattizzatore ci sarà passato. - Lei è completamente fuori strada.

Scriva!

Le relazioni maschili a ripetizione di Camilla Bliss

sono sintomi del suo stato d'insicurezza emotiva,

insicurezza da far risalire evidentemente alla sua infanzia infelice.

Si possono trovare sulle grondaie

delle gatte randagie affette da insicurezze emotive,

ma non come la sua Camilla Bliss.

Scusi, Stanislao,

capisco che m'intrometto in cose che non mi riguardano,

ma comincio ad avere paura, paura per lei.

Non corro alcun pericolo.

Lei non vede Camilla come essa è in verità.

Ecco, lei pretende di essere una cantante,

parla di comporre canzoni,

ma conosce almeno i rudimenti del solfeggio?

No, si limita a farsi solfeggiare da tutta l'orchestra!

Mi sembra che lei esageri.

E poi parla di un problema che non conosce affatto.

Qui non si deve giudicare, ma comprendere.

Scriva.

Camilla Bliss,

piombata direttamente

dalla campagna nel mondo bizzarro del music-hall

è stata la vittima di quest'ambiente stravagante.

Ma lei crede davvero in quello che dice?

Non è stata Camilla Bliss ad essere vittima dell'ambiente,

è sempre stato l'ambiente ad essere vittima di Camilla Bliss.

E quei ridicoli guanti, da dove vengono?

È stata...

la mia madrina che me li ha regalati!

Non sapevo che la sua madrina fosse una puttana!

Buongiorno, signora.

Oggi non può vedere Camilla Bliss, è punita.

Perché, che cos'ha fatto?

Ha rubato ad una compagna di cella un paio di guanti

che aveva fatto per suo marito,

portiere in una squadra di calcio.

Ieri è stata scoperta,

quindi è stata punita, esclusa dallo spaccio, dall'aria e dalle visite.

E non posso dirle fino a quando, provi a telefonare.

- Farò così, grazie, telefonerò. - Quando vuole.

Buongiorno, professore! Va già via?

Che cosa le piglia, a Camilla, non vuol più parlare in quell'accidente?

Sì-sì, ma oggi è in punizione.

Oh, in quanto a questo è il suo stato abituale.

È cominciato da quando suo padre è morto.

Potrei domandarle la sua opinione sulla morte del padre di Camilla?

Ah, ma non ci sono misteri,

la cara bambina ha tolto la scala

e la forza di gravità ha fatto il resto, capisce?

Tutti le diranno la stessa cosa, tutti.

Esiste la tesi secondo cui avrebbe tolto la scala per lavare i vetri.

Ma questa è proprio buona!

E quando mai a quella sfaticata

le sarebbe venuto in mente da sola di lavare i vetri?

Lo lasci dire a me,

dovunque è passata Camilla ha lasciato il suo ricordo a tutti,

soprattutto agli uomini,

perché le donne c'è anche il caso che le lasci stare,

ma degli uomini, non ne perde uno!

Vuol dire che gli uomini s'innamorano di lei?

Beh, la amano come si ama la società del gas e dell'elettricità:

Si soffre quando se ne viene privati!

Lei non penserà di paragonare Camilla ad un servizio pubblico?!

Ah, niente affatto, a una calamità pubblica!

Ma guardi un po' cos'è successo quando si è chiusa col giardiniere

nella cappella della prigione proprio là,

- guardi un po'... - Mi scusi, caro amico,

ho un appuntamento!

Voglia scusarmi.

Sono Stanislao Prévine.

Lei è il professore.

È a lei che ho parlato al telefono.

Dica un po', è un HB 35?

Ne è contento?

Cosa vuole?

Camilla Bliss mi ha molto parlato di lei.

Ah, capito.

Scommetto che vuole sputtanarmi con le sue frottole.

Niente affatto,

Camilla Bliss mi ha parlato di lei con rispetto e ammirazione.

Meno male! Io non le debbo proprio niente.

Sono stato a letto con lei, ma questo cosa vuol dire,

di donne ne ho quante ne voglio, e adesso cosa diavolo vuole da me, eh?

Dice che lei è uno dei più grandi musicisti e cantautori del Paese.

È una buona figliola.

Mi dispiace che adesso sia dentro.

Come cantante avrebbe anche potuto funzionare, ma solo mettendosi nuda.

Ecco, per l'appunto, le volevo chiedere:

Lei considera Camilla Bliss come un'artista d'avvenire,

una professionista?

Oh, una professionista sì, ma del materasso.

Ma per la voce... meglio le ranocchie.

Mi dica, come sta?

Sempre così allupata?

No, non è questo che importa.

Importa che se viene liberata sia in condizioni

di stabilire un rapporto affettuoso con la realtà.

È giusto.

Io la materassavo tre volte al giorno e sono pronto a ricominciare,

niente di meglio come contatto affettuoso.

Non è questo, mi ascolti bene, signor Golden.

Io dico che Camilla deve imparare

ad avere dei rapporti reali con delle persone reali in situazioni reali.

Forse non riesco ad esprimermi con sufficiente chiarezza, ma...

Ma se la prenda calma, professore.

Perché si arrabbia con me?

Non si ecciti, si rilassi.

Se viene liberata, so io cosa ci vuole per far star bene Camilla,

io le cose le capisco, anche se non sono professore...

- Signor Golden... - Oh, stia tranquillo,

io sono un uomo di mondo, vivi e lascia vivere.

Lei pure sbava per Camilla,

e ha paura di non riuscire ad inzuppare il biscotto, non è vero?

Ma niente affatto!

Camilla è per me un puro oggetto di studio,

il mio interesse è puramente professionale.

Ah, la metta in questo modo, ma mi creda,

con Camilla bisogna andare diritti allo scopo.

I metodi scivolosi non servono a niente con lei.

Ma lei pensa solo a sfruttare Camilla cinicamente,

senza alcun riguardo per il suo interesse.

Guardi che io non sono un pappone.

Io capisco il suo problema,

ma non vorrà che le serva Camilla su un piatto d'argento.

Senta, professore, parlare con lei è troppo faticoso,

le ho già dato retta per un bel pezzo.

Io parlo come mangio.

Ehi, guardi là.

Perché non va a sfogarsi con quella, mentre aspetta Camilla?

In che stato ha trovato suo marito all'ospedale, era cambiato?

No, era sempre il solito stronzo,

e per Clovis questo era lo stato abituale.

Non bastavano 17 fratture a cambiarlo.

Dopo aver ricevuto la visita di quell'avvocato

mi costrinse ad andarlo a trovare ogni giorno.

L'ospedale non era vicino, ma per fortuna c'era Arturo,

il terrore delle piattole, col suo camion: Era diventato il mio taxi!

Come sta suo fratello?

Oh, sta riprendendo un aspetto umano,

dovrebbe tornare a casa tra poco.

Il guaio è che non so dove metterlo a sedere,

perché ci vogliono le rotelle e anche i soldi per la sedia a rotelle,

e io i soldi per la sedia a rotelle non so dove trovarli.

Prenda, signorina Camilla.

- Non so proprio se devo... - Sì, sì che deve!

I problemi materiali non devono turbarla.

E poi a che servirebbe il denaro che guadagno

se non potessi nemmeno fare un piccolo regalo?

Cambiare una lacrima in un sorriso su un bel volto?

Dove la posso accompagnare?

Devo andare al Colt Saloon, sono in ritardo, ho le prove.

Mi spieghi una cosa, signor Arturo.

Così, tanto per chiacchierare, siccome ho sempre il cuore tenero,

feci la fesseria di chiedergli cos'è la derattizzazione:

È stato come spingere un bottone con su scritto "sfracellare i coglioni".

Roditori, moschini, scarafaggi, termiti...

quando io passo all'offensiva sono destinati alla distruzione.

Lei mi dirà: E i ragni?

Ebbene, io i ragni li risparmio. Perché?

Che ne so perché?

Glielo dirò francamente:

Le termiti, tanto per fare un esempio,

deteriorano quello che potremmo chiamare il midollo della dimora.

Se la termite vive, la dimora muore.

Allora io prevengo la sua domanda

e mi permetto di sorridere, non è che disprezzi le sue idee,

ma tenga presente che il millepiedi,

e dico il millepiedi come direi

- il pidocchio... - Scusi tanto, ma sono arrivata.

Signor Arturo, le dispiace di aspettare? Non ci metterò molto.

Il mio tempo le appartiene.

Chi è?

Sono io, Sam.

Ecco fatto.

Si è mai interessata di scienze paranormali?

Paranormali? Perché?

C'è un curioso fenomeno acustico qui.

Si odono le macchine molto tempo prima che arrivino.

- O forse, che so, dopo. - È molto interessante, Arturo,

ma devo andare dall'avvocato che si occupa dei guai di mio fratello

- ed è dall'altra parte della città. - Come no, subito!

Allora, questa signora mi dice:

«Ho visto dei rospi nella stireria, e non ci sono dubbi,

non sono mica pazza!».

E io le dico: «Signora, dove affaccia la finestra della stireria?»

E lei mi risponde: «Sullo stagno».

E io le dico: «Ci sono delle ninfee?»

«Sì, signore».

Allora io dico: «Non mi dica altro. Non mi dica altro!».

Torno subito, non ne avrò per molto, solo alcune carte da firmare.

Non si preoccupi, signora, i suoi affari sono in buone mani

e dedicheremo loro tutta l'attenzione che meritano.

- Buongiorno, avvocato. - Buongiorno, cara signora.

Si accomodi, prego, vengo subito.

Ah, rassicuri suo marito che farò tutto quello che posso per lei.

- Ne sono sicura, grazie. - Bene, signora.

- Arrivederla. - Arrivederla.

- Via le mutande! - Ma guarda che modi!

E che t'aspettavi, che mi rimettessi a farti la corte?

Con quello che ho da fare non ne ho il tempo!

Amiamoci selvaggiamente, ma in fretta.

Sono pieno di lavoro fino agli occhi, e la mia segretaria ha gli orecchioni.

Mi devi mettere una firmetta qui.

Là.

Brava. Là.

A che servono tutti questi fogli se non c'è scritto nulla?

Ma che cosa vuoi capire, è così che si fa.

E che, adesso t'interessi alla procedura legale, forse?

No! Aspetta che sia secca.

Ma dica un po', signora, le pare questa una bella cosa?

Ma di che sta parlando?

Esporre questa policromia oscena sotto gli occhi dei bambini!

Beh? Hai portato i soldi?

Come sarebbe? Ohi, dico, sei tu che me li dovresti dare i soldi.

Io? Ah, proprio qui t'aspettavo: Io non vivo d'aria, che ti credi?

Se tuo marito si fa acciaccare da un automobilastro che mi frega?

Cazzi suoi.

Poi vuol sfruttare la situazione: Tu mi chiami, io corro.

Ma mica faccio parte dell'esercito della salvezza, io.

Ma guarda un po' che pretese! Tua madre non t'ha detto niente?

Chi dice avvocato dice acconto, non lo sai?

E quanto dovrei darti?

Queste donne, questi seni all'aria,

queste cosce nude, è un vero scandalo,

è un'aggressione, è una vile aggressione contro l'integrità...

- Arturo! Andiamo. ...mentale e morale

dei bambini innocenti. Guarda, i bambini innocenti.

- Ma a me piacciono i giornaletti. - Sì, sì, lo so.

Ho torto di prendermela tanto per queste cose.

E come vanno gli affari di suo fratello?

L'avvocato ha dato prova di efficienza?

Oh, non me ne parli, sono a pezzi.

Ma fatti gli affari tuoi!

Che scandalo!

Dopo giornate così movimentate

non vedevo l'ora di restare sola per riflettere un po'.

Ne avevo quattro sulle braccia e non ne potevo trascurare nessuno.

Ma tra questi quattro uomini

ce n'era almeno uno che si comportava correttamente con lei.

Sto parlando di quell'Arturo.

Chi, il derattizzatore?

Ma non era diverso dagli altri, stava dietro alla stessa cosa,

solo che non sapeva bene che razza di sorga stava cacciando.

In genere i bambini non sanno quello che faranno da grandi.

Ma io, fin da quando avevo 9 anni ho deciso di diventare derattizzatore.

E lo sono diventato.

Guardi, signorina Camilla.

In questa casa solo il solaio è infestato.

Ma se non intervenissi io, tutta la casa andrebbe in malora!

Come un uomo col cancro al cervello.

Venga a vedere la crudeltà del mondo animale:

Due povere mosche prigioniere nella tela del ragno.

Ebbene, io domani farò giustizia. Venga a vedere!

Per contentarlo sono andata a vedere.

Solo che c'era un tappeto arrotolato,

non l'ho visto e così sono finita distesa lunga per terra.

Allora il mio ammazzatopi

si è messo a blaterare come se fossi finita sotto una locomotiva.

È tutta colpa mia. È colpa mia, non ho scuse, non potrà mai perdonarmi.

Aspetti, povero uccelletto, ora l'aiuto.

E mi è venuto addosso. ; pareva fatto solo di mani.

Da principio forse voleva proprio aiutarmi,

ma poi per caso mi ha preso per le cose, hai capito?

Allora mi sono detta che era il destino che entrava in ballo di nuovo,

e che forse era meglio dargli una mano.

Ho notato un divano in fondo al solaio,

allora ho acchiappato Arturo come se non potessi alzarmi da sola

e ho fatto in modo di trovarmi col viso sotto al suo. Proprio così!

Oh, Arturo, che cosa meravigliosa! Era da un pezzo che lo desideravo!

Ed è stato in quel modo, senza nemmeno arrivare al divano,

che Arturo ha avuto la rivelazione: Lo so che non mi crederai,

ma io sono stata la prima,

voglio dire che era la prima volta che l'assaggiava,

e posso dire che l'assaggio gli è piaciuto,

perché è stato come aprire una diga:

Sapessi quante ne ho visitate di case da disinfestare!

La cosa divertente è che ogni volta

ricominciava tutto come la prima volta,

perché entrasse in tiro doveva sembrare che accadesse per caso,

e così dai a inciampare nei gradini e nei tappeti e a scivolare sui pavimenti,

e poi dopo la ginnastica tornava a galla il baciapile.

Perdonami.

Non capisco cosa è successo.

Non capisco che cosa è successo.

Io... io ho ceduto alla tentazione.

La carne, la carne... la carne!

Ecco cos'ho fatto, ho tradito lo spirito,

e mi sono comportato come una bestia, senza freni.

Ma voglio riparare. Devo riparare!

Non mi dire di no.

Perché, mi vuoi dire di no?

Grazie.

Il fatto è che l'avvocato si pigliava tutti i miei soldi,

e siccome Arturo mi dava 50 sacchi per ogni peccato,

non avrei potuto rifiutare, se no, poverino, lo umiliavo!

Ma non poteva operare una scelta

tra gli uomini che frequentava in quell'epoca?

Oh, beh, no!

Il fatto è che li amavo tutti per le loro differenti qualità professionali.

Ma... non si rende conto che la base comune di questi suoi rapporti

era l'interesse?

Oh, ma che dice? È chiaro che avevo un motivo per andarci,

mica sono una prostituta!

E non si è mai pentita di alcuno di questi legami?

Assolutamente no. Rimpiangevo solo che il giorno è fatto di 24 ore:

E mettiti un po' al mio posto, ne avevo quattro da accontentare!

Come, quattro?

Già, quattro! Perché Clovis era uscito dall'ospedale

ed anche se era un po' rotto, mica rinunciava al suo vecchio progetto:

Voleva la pera, e io dovevo cercare di far contenti tutti.

E malgrado questo è scoppiata la cupa tragedia.

Com'è buio qua dentro.

Non potevate accendere?

Si è fatto tardi, l'ora è passata.

Ci scusi, ma parlando, parlando non ci siamo accorti che l'ora era passata.

Bene.

Appena esco di qui ci starò bene attenta

a non farmi più fregare dagli uomini come ho fatto finora,

ci puoi scommettere.

Salvo che con te.

Con te farei qualunque cosa.

5, 4, 3, 2, 1. Criminalità femminile, Camilla Bliss, sesta intervista.

Sentite, ragazzi.

C'è Clovis che si rompe sulla sedia a rotelle.

Dovreste giocare un po' a spingerlo in giro, eh?

Oh, che rottura.

Chissà quanto vi ci divertirete!

A me diverte più sputare.

- Lo sapevo che era lei. - Oh, mi lasci.

Vieni qua, è proprio a te che voglio parlare.

- E io no, ma va! - Zitta!

Di' un po': Lo sai quell'avvocato che si occupa di tuo marito?

È un gran figlio di puttana.

- Ti ha fatto firmare le carte. - Beh?

Lo sai cos'hai firmato?

- Ho firmato per Clovis. - Una confessione d'adulterio.

E adesso se Sam vuole divorziare mi paga a peso d'oro, lo sai?

E quello che so è che adesso ti spacco il grugno!

Ma di che t'impicci!

Sono stata a un pelo da fare un macello, ma prima sono corsa

a trovare il solo che avesse dimostrato sentimenti umani per me.

- Camilla! - No, non voglio che mi vedi piangere!

No, aspetta! Vengo subito! Aspettami!

Aspetta, Camilla!

Povera Camilla.

Io mi rattristo a vederti così infelice, ma

nello stesso tempo sono felice di vederti. Dimmi,

chi ha fatto piangere questi begli occhi?

Voglio andare a dirgliene quattro.

Ma perché non sei venuta prima da me?

Non hai più fiducia, forse?

Oh, sì, non è mica per questo.

Ti hanno impedito di venire da me?

È proprio così, si tratta di mio fratello che va sempre peggio.

Da quando è uscito dall'ospedale, non so cosa gli è preso

ma mi impedisce di vedere chiunque ed è pazzo di gelosia.

Gelosia?

Tuo fratello?

Avrebbe per caso dei pensieri... incestuosi?

Oh, per me io non ci penso,

- ma è lui che ci pensa! - L'incesto?

Non è mica tutto, eh? C'è di mezzo quel porcone di avvocato

che diceva di aiutare mio fratello e me!

Ah, sì? E che ha fatto lui?

Ti ha trascurato?

Magari l'avesse fatto...

Ti ha forse tormentato?

Non mi venire a dire che ha osato toccarti!

A un caro amico come te devo dire tutta la verità:

Proprio così, ha messo le sue zampacce addosso a me!

Ha fatto questo quel verme, ha fatto...

Allora non vale di più delle sporche bestiacce che stermino ogni giorno.

Ti devo chiedere una cosa se sei proprio amico mio.

Io sono più che un amico.

Allora ci penserai tu a sterminarlo, eh?

Quel porcone di avvocato, da quel pidocchio che è.

No-no-no-no!

Mia cara Camilla, per favore, dimmi che mi sbaglio.

Col tuo aspetto angelico non mi chiederai di uccidere un uomo!

Le vite umane sono come piccole luci

che Dio ha acceso, e Lui solo ha il potere di spegnerle.

Adesso vedrai cosa faccio per te.

Ma tienteli i tuoi soldi della malora!

I soldi non si devono disprezzare, con questi troverai un avvocato onesto

che ti difenderà lealmente: Ti prego, prendili.

Lo vedo, oh, lo vedo che sei delusa.

Lo vedo, lo vedo che sei delusa!

Ma che significa!

Ascolta, adesso finisco la preparazione,

chiudo bene la casa e ti accompagno in città.

Devo comprare le medicine per mio fratello malato.

Faccio in un momento.

Non posso aspettare.

Allora non vuoi più vedermi?

Pensala come ti pare!

È stato allora che mi è venuta l'idea

di fare una nuova scommessa col destino,

ma questa era la più importante di tutte e non potevo perderla!

- Sì? - L'avvocato Murene?

Sono Camilla.

Senti un po', mozzaorecchi del mio cuore, ho un sacco di cose da dirti.

Mi trovo in un posto tranquillo e solitario;

sai, il castello di Chirac, e come zuccherino i soldi dell'onorario.

I soldi?

Sì.

E dove sono questi soldi, paciocca?

Ah, sapessi dove li tengo...

Arrivo.

Zozzoni!

Clovis! Ma allora cammini!

Zitta, puttana.

Dov'è quell'ammazzatopi dei miei coglioni?

Ma... ma non lo vedi che sono sola?

Oh, sei sola? E chi ti crede!

- Ehi, ammazzacoglioni! - Ma se ti dico che sono sola,

- non c'è nessuno, controlla! - E allora cosa ci fai qui, eh?

Ci sono venuta per il tuo bene: Sono qui per aiutare te!

Al mercato mi hanno parlato di un guaritore fantastico che abita qui.

Ah! Sarebbe questo il guaritore, eh?

- Che cosa ci fa lei qui? - La prego...

- Che cosa vuole da mia moglie? - Lei si levi di torno.

No-no-no, io voglio una spiegazione, che cosa vuole lei, eh?

Ma che cavolo vuole qui?

Questo non è legale!

E adesso...

Stavano distesi vicini Clovis e l'avvocato porcone,

tranquilli e in pace; e allora io come Giovanna d'Arco

ho sentito una voce che mi mormorava all'orecchio:

Piglia e fuggi, m'ha detto il destino, muovi le chiappe e lasciali fottere!

Ma in quei momenti si rese conto di quello che aveva fatto?

Era una sfida col destino, due contro uno.

E poi ero completamente rimbambita, ho camminato lungo la strada:

Tutta la notte bevendo qualche bicchierino nelle stazioni di servizio

mentre aspettavo che il giorno portasse consiglio.

E quando ho deciso di rientrare, proprio allora ho ricevuto il terribile

colpo del destino.

Sali!

Arturo, te ne prego, lascia che ti spieghi!

Non c'è niente da spiegare.

Due uomini hanno rischiato di morire, e tu sai bene come.

Oh, Dio mio!

Ma che diavolo vuole, che è successo?

Non, lo so, non lo so, non lo so proprio! Sono il primo a stupirmene.

Faccia la respirazione a bocca a bocca a quell'altro.

Faccia presto, presto, presto!

Allora, Clovis! Si sente meglio?

Clovis? Ha detto Clovis?

Sì, Clovis Bliss.

Chi, il fratello? Lasci, a lui ci penso io.

Signor Bliss!

Forse non è il luogo e il momento adatto, ma

le chiedo il permesso di sposare sua sorella.

Sorella?

Tu sei una criminale, e io mi trovo invischiato nei tuoi delitti.

Questo fratello che è tuo marito...

questo avvocato che è il tuo amante...

questo incidente che è un assassinio.

E Dio che ci sta a guardare!

E va bene, che mi vuoi fare adesso, la predica?

Non ci scherzare, Camilla.

Voglio seguirti fino all'ultimo,

poiché tu ti compiaci nel peccato,

commettiamo insieme il peggiore di tutti!

Visto che mi hai trascinato nel peccato,

il suicidio è un peccato mortale.

Salta per prima, a meno che non preferisca che io ti butti e poi ti segua.

No, insieme, chiudiamo gli occhi.

Sì, giusto, così, chiudiamo gli occhi.

È stata una fortuna che è saltato per primo,

ma io ho fatto l'errore di scappare ed è quello che mi ha fatto accusare.

E quel che è peggio, ci sono stati quelli che stavano sotto

che dicono di avermi visto spingerlo,

ma ti giuro che non è vero, credimi, non l'ho buttato io!

Io le credo, Camilla, ma... ma deve capire...

per convincere la giustizia dovremmo trovare delle prove,

una prova materiale.

E non basta la mia parola d'onore?

Per me sì, Camilla, ma la giustizia vuole prove materiali.

Ascolti, non so, mentre andava alla cattedrale

non ha incontrato qualcuno... qualcuno che conosceva, non saprei...

Ma no, no, c'era un sacco di gente,

ma solo turisti con dei cappelli ridicoli,

- carichi di macchine e cineprese! - Cineprese?

Ha detto cineprese? Ah, ma questo è interessante.

Voglio proprio provarci;

ci vorrà un sacco di tempo, ma bisogna farlo,

bisogna farlo, Camilla, è la sola possibilità.

Stanislao, ti stavo cercando da un pezzo.

- È inutile, non ce la faremo mai. - Ma questa è la volta buona:

Ho avuto il nome di un cineamatore

che ha filmato la cattedrale lo stesso giorno dell'ammazzatopi.

Ho qui il suo nome, è il signor Farrell.

- E l'indirizzo? - Ho anche quello.

Buongiorno, signora, ci scusi, noi vorremmo parlare col signor Farrell.

Ma il signor Farrell è morto.

Ci scusi.

Ne siamo desolati.

Ci scusi, non... non immaginavamo che suo marito era morto.

Oh, ma non era mio marito.

Era mio figlio, era molto malato.

È stata una liberazione, per lui. Lo conoscevate?

In un certo senso. No, non lo conoscevamo,

ma sappiamo che faceva dei film a passo ridotto e...

Dovrebbe aver fatto un film sulla Cattedrale, e vorremmo vederlo.

Ma allora non è mio figlio, è il mio nipotino, Michou.

È un appassionato del cinema, ha preso anche un premio al concorso.

Lo volete vedere?

- Sì, grazie. - Permette, signora?

Avanti, avanti, adesso lo chiamo.

Michou! Sali, Michou!

Sei tu che hai fatto il film sulla Cattedrale, non è vero?

Sì, sono io che ho fatto il film sulla Cattedrale.

E potresti farcelo vedere?

Io no, non posso.

Perché?

Perché non è ancora finito, è in lavorazione.

Come sarebbe a dire?

Non è ancora finito il montaggio.

Mostracelo com'è, non fa niente.

Le ho detto che non è finito,

- e non mostro i miei film se non sono... - Non ha alcuna importanza,

non lo diciamo a nessuno.

Ce lo mostri, e noi ce ne dimentichiamo.

No, non voglio.

Stammi a sentire, Michou, una persona è morta.

E la libertà di un'altra persona è in gioco, bisogna che lo vediamo.

Ce lo fai vedere?

Quand'è così...

È un pochino flou.

Forse troppo, il fatto è che mi hanno spinto, e ho sbagliato.

Può andare.

È abbastanza a fuoco.

Può andare.

Attenti allo zoom!

Ci siamo!

Sono loro, guarda! Parlano. Lui la tira...

Ecco un'altra zoomata.

Lui le parla ancora.

Lui la lascia...

Lei arretra e lui avanza!

Lo vedi bene, che arretra, Hélène?

È la prova, Hélène, è la prova!

È innocente, ti voglio baciare, ti voglio baciare.

Bravo, Michou, bravo.

Sono molto, molto contento, sono fiero di te.

È grazie a te che un'ingiustizia verrà evitata, magnifico, magnifico,

le mie congratulazioni, Michou.

- Sono contento. - Io più di te.

L'innocenza di Camilla Bliss provata.

Camilla Bliss lascia oggi la prigione.

Camilla Bliss inizia la carriera di cantante.

Teatro esaurito ieri per il debutto di Camilla Bliss!

Ancora qui? Degli altri fiori?

Comprate Tramway!

Dramma di passione e gelosia!

Fatto di cronaca eccezionale!

L'assassino del marito della celebre Camilla Bliss è stato arrestato!

Si tratta di un giovane professore di sociologia! Comprate il Tramway!

Comprate il Tramway!

Comprate il Tramway!

Il Tramway!

Se non ti piaceva, professore, potevi darlo a me.

Ha ragione, mi scusi.

Ora le leggo la mia deposizione.

E lei mi dirà se è comprensibile, se è chiara.

Questa è la mia spontanea deposizione.

Per raccontare gli avvenimenti di quella catastrofica notte,

ho scelto il metodo più onesto e più semplice: La verità.

La storia cominciò al cabaret,

dove si esibiva la ragazza appena liberata dal carcere.

Ancora qui? Degli altri fiori?

Allora, ti sono piaciuta, questa sera?

Molto, molto, anche più di ieri.

Che bei fiori!

- Mi aiuti a levarmi le manette? - Certo.

Sai che facciamo adesso? Ci diamo allo champagne.

Oh, no, lo sa che non bevo alcolici.

Ma come dici, Stanislao, quando mai lo champagne è stato un alcolico:

Lo chiamano la gazzosa degli adulti! E tu adesso sei un adulto, no?

Guardi un po' che cosa ho portato.

Che cos'è?

Sono le bozze del mio trattato sulla criminalità femminile.

E com'è fatto? Sembra che sei tu a parlare o io?

E beh, tutti e due, ma soprattutto lei.

«Allora quel cornuto di Clovis voleva ancora suonarmi il tango,

è per questo che sono scappata a chiudermi nel cesso.

Ma lui è riuscito ad entrare lo stesso e mi ha sbattuta sul letto».

Che linguaggio di merda, com'è scritto male!

E io che credevo che tu fossi un professore!

Ma è proprio il suo linguaggio, Camilla, non lo riconosce?

È così personale come le impronte digitali.

Oh, bene, bene, queste cose le sai meglio di me.

Senta, Camilla, questa sera avrei pensato...

non potremmo andare a cena insieme?

Eh, no, capiti male, Stanislao, stasera ho un mal di testa da morire.

Ma mi faresti un piacere se mi riaccompagnassi a casa.

Ci finiamo questa bottiglia? Coraggio.

Dai che ti fa bene!

Così accompagnai Camilla nel suo appartamento,

e nello stato di eccitazione in cui mi trovavo aggravato dalle bevute,

pensai che Camilla fosse riuscita abilmente a farmi la proposta

senza per questo aver l'aria di compromettersi.

Considerando il suo mal di testa un'affascinante astuzia femminile,

non mi stupii quando mi propose di salire da lei.

Che ti succede, Stanisluccio!

Hai un'aria strana.

Non ti ha insegnato niente la tua ragazza?

Batte bene a macchina, magari,

ma in certe cose deve essere una frana.

Camilla...

Credo sinceramente

che al momento del primo contatto fisico,

caddi in deliquio.

«Camilla»

mormorai ancora una volta mentre le nostre labbra s'incontravano.

Ma nel momento stesso

in cui stavo per realizzare i miei desideri

scoppiò la tragedia.

Camilla!

Camilla, siamo ricchi, guarda!

Questo è quello che ti volevo dire al telefono,

guarda, la vecchia è crepata nella sua cantina

e ci ha lasciato tutto il malloppo: Questo è solo uno scampolo...

Chi è quel cornuto?

Il tuo compositore, eh?

Adesso te la suono io, la musica.

La porta è di qua, ti ci porto io. Compositore dei miei stivali.

Fuori, bastardo!

E suonala là, la tua musica.

E adesso vieni qua, cagna bastarda, ti faccio vedere io che musica ti suono!

Ah, sì? E provaci un po'!

No, no, Camilla! Camilla, quella no, Camilla!

Ci tengo a precisare

che in nessun modo io ho commesso adulterio con la signora Bliss,

anche se ho fatto di tutto per arrivarci.

E c'è una cosa di cui sono assolutamente certo:

In contrasto con le apparenze

io non ho sparato la revolverata che ha ucciso Clovis Bliss.

Ecco.

Allora, ha capito bene?

È abbastanza chiaro, le pare convincente?

Hai proprio ragione, al tuo posto avrei fatto lo stesso,

avrei sparato tutto il caricatore.

Ma allora non ha capito niente!

Io sono innocente!

Ma forse, forse ho letto troppo in fretta.

- Adesso ricomincio. - Ehi! Professore,

l'aspettano in parlatorio!

Chi, io?

Sì, in parlatorio.

Grazie di essere venuta.

Oh, conosco il mio dovere. Guarda cosa ti ho portato.

Camilla...

ho bisogno di te.

- Occorre che tu dica la verità. - La verità di cosa?

Io non ho ucciso Clovis.

Tu sei la sola che lo sa.

Forse non sei stata tu...

forse è stato un incidente,

io ne sono sicuro, ma anche tu devi dire che è stato un incidente,

che non è vero che non hai visto niente di quello che è successo,

perché eri svenuta.

Camilla, lo sai bene che ero io ad essere svenuto.

Oh, tu, io, cosa vuoi che mi ricordi, eh?

Ascoltami, Stanislao, non parliamo più di questa storia,

potrebbe solo farti del male e anche a me.

E poi vuoi che io vada a parlare ancora di un incidente?

La prima volta è stato per mio padre con la scala,

la seconda l'ammazzatopi,

e se parlo anche per Clovis potrebbero anche non credermi,

sono così malfidati!

E poi, Stanislao, bisogna bene che ogni tanto pensi un pochino a me,

anch'io ho diritto di vivere!

Già.

E tieni presente che non sempre tutto il male viene per nuocere.

Prova a guardare me, per esempio:

Ebbene, è grazie alla prigione che ho fatto carriera.

Tu invece potresti, non so, scrivere un libro,

magari sulle prigioni, no?

Belle le prigioni, vero?

C'è chi le conosce e c'è chi non le conosce affatto.

Non ti pare una bella idea?

Già.

Vorrei vedere il professor Prévine.

Ha un permesso di visita vistato dal signor giudice?

No, ma sono la segretaria del professor Prévine,

e poi conosco bene il suo difensore, l'avvocato Marchal.

L'avvocato in questo non c'entra,

ci vuole l'autorizzazione del signor giudice.

Non sapevo.

Sì, può ottenerla facilmente.

In cancelleria, visto che anche lei è di famiglia.

Voglio parlare col mio avvocato!

Me l'ha detto lei, me l'ha detto lei!

È stato nella terza intervista, mi ha detto...

mi ha detto che aveva sabotato lo sportello del forno

della vecchia Isabella.

E sai perché la vecchia Isabella si è rotta la testa molto tempo dopo?

È solo perché la trappola è scattata in ritardo!

Lo sai cosa facciamo, adesso?

No, dimmi.

Un magnifico ricatto.

O la ragazza si decide a rimangiarsi la deposizione

che t'ha messo nei pasticci,

o io organizzo una perquisizione in casa della suocera

e faccio vedere alla polizia come lei ha sabotato lo sportello.

La prova è ancora là.

Questo dirò alla signora Bliss.

È la sola possibilità di salvezza.

Nessuno mi vuole aiutare. Ci sei rimasto solo tu.

Non si tratta solo di amicizia

e di morale,

devo dire che provo una grande soddisfazione

all'idea di schiacciare quella strega.

Ormai consacrata alla gloria da una vendita di 300.000 dischi in un mese,

ecco Camilla Bliss

che si reca tra gli applausi e l'entusiasmo generale

nella strada più povera della sua città.

È qui che Camilla Bliss ha sofferto la fame,

è in questo garage che ha abitato in tristi momenti della sua vita.

Ora essa ha comprato tutto l'isolato.

Sì, poco fa ho comprato tutto l'isolato!

Signora Bliss, vuol dirci come le è venuta questa idea generosa?

Oh, se non fosse stato per quel signore non l'avrei avuta!

Avvocato, vieni!

È lui che è l'avvocato che ha avuto l'idea di trasformare il quartiere,

è allo stesso tempo il mio amico, il mio nuovo consigliere,

il mio impresario.

Vi spiegherà tutto meglio di me.

Tra poco non ci sarà più nulla al posto di queste catapecchie.

La signora Bliss

non deve cancellare soltanto ogni traccia di un ricordo penoso.

Abbiamo pensato

che i bambini del quartiere

non hanno mai avuto la possibilità di nuotare.

Ebbene, proprio qui,

e sotto i vostri occhi comincia la costruzione di una piscina comunale

di 33 metri.

Di 33 metri!

Ed ora, come tutte le domeniche,

la canzone del passato richiesta dagli ascoltatori.

Questa settimana la canzone è stata scelta su richiesta di Rolando...

Che la dedica a Patrizia.

- Di Clementina... - Che la dedica a Giovanni.

- Di Mariuccia... - Che la dedica a Claudio.

- Di Lucilla, Carmelina e Luisa... - Che la dedicano al caro zio...

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