Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Subtitles by sub.Trader subscene.com
Avanti, spara!
Ho detto spara! Forza, spara!
Si tratta di trovare gli strumenti per iniziare una nuova vita.
E questo, come ogni cosa, richiede tempo.
Adinah...
vuoi raccontare al gruppo la situazione in cui ti sei trovata di recente?
Sì, è un'ottima cosa.
Aspetta.
Sì. Vado al lavoro in metropolitana
e si avvicina quest'uomo in un modo... Capito?
E fa dei commenti insulsi sulla mia gonna.
Era ovvio cosa volesse.
E avrei voluto dirgli:
- Non fare l'idiota. - Ci stava provando.
A me non capita mai.
Sì, ma questo tizio pareva uno uscito dalla TV,
con una mascella così perfetta, come uno...
Insomma voglio dire che non sembrava un malintenzionato.
È sempre così. Vedono una acqua e sapone ed è più forte di loro, capito?
È la loro cultura.
- Avete presente? - Sì,
- è brutale. - È diverso.
Esatto, la vita è diversa là fuori, è come...
questo è esattamente ciò da cui il Rabbino cerca di proteggerci, ecco.
Non è proteggerci, è tenerci lontano.
Io però dico che
forse è giusto starne lontano, no?
Sì, da un vecchio grassone sdentato non ebreo.
Magari anche ubriaco.
Allora,
dicci.
Com'è andato poi
il colloquio di lavoro?
Ecco, non mi hanno preso.
Mi spiace tanto. Yacov, vuoi parlarne?
Ho fatto il colloquio,
pensavo fosse andato bene.
Mi hanno anche chiesto di portargli il curriculum e io allora...
l'ho scritto su un pezzetto di carta a mano.
È quello che dico sempre, dovremmo fare dei corsi per questo.
- Di vita pratica. - Sì.
E l'affitto?
Direi che sto lottando. Sì.
Non so che dire,
i soldi non bastano mai.
Quindi devo scegliere tra
le medicine e i pasti.
Non è per niente facile.
Il nostro è un viaggio.
Essere qui a lottare come stai facendo,
non è che una tappa di questo viaggio.
Se ci perdiamo e consideriamo questa una destinazione non c'è speranza.
Io vorrei essere normale.
E lo sforzo più grande è lasciar andare via il dolore.
Il trauma che tiene bloccati.
L'importante è muoversi. Giusto?
No.
- L'importante è poter andare avanti. - Sì.
È così.
Certo, stammi bene.
Ancora lui.
Tutto ok?
Sì.
Sì, sto bene.
Usciamo a prenderci un caffè?
Non bevo caffè.
Un tè?
- Una cioccolata calda? - Ora?
No. Anche domani o...
Ok.
- Sì? - Sì.
Sicuro?
Sì, certo.
Bene.
Ti lascio il mio numero?
Prendi il numero.
È 917...
Scusa ce l'ho da poco.
Tranquillo. Sul verde, sì e poi i contatti.
No. Posso?
Per favore, sì.
È l'ultimo modello, cercavo in rete ed è stata un'illuminazione. Lo preferisco.
Quel che trovi puoi subito averlo, incredibile.
- Sai usare i messaggi? - Sì.
Bene, allora.
Mandami un messaggio, così riprendiamo il discorso.
Ok.
- Chiamami. - Ti chiamo.
Ok.
- Bene. - Perfetto, d'accordo.
- Scusa, sto ancora imparando le regole. - Tutti stiamo imparando.
- Bene. - Ciao.
- Ciao. - Alla prossima.
Sembra tutto così naturale.
Sì.
È ritornato?
Mi scusi!
Mi scusi!
Forse non ha capito: se viene qui e molesta
i nostri membri chiamo di nuovo la polizia!
Non fa nulla Lane, tranquillo.
- Voglio solo parlargli. - Se vuole parlargli sa dove trovarlo.
Tutto a posto, vai pure Lane.
Voglio solo parlarci.
Yacov, chiamami se la cosa dovesse diventare sgradevole.
- Grazie Lane. È stato bello stasera. - Già.
Ci vediamo, chiamami.
Sì.
Dimmi.
Come stai?
- Sembri un po' stanco. - No, sto bene.
Come va con il tuo nuovo stile di vita?
Molto bene. Ho fatto una scelta, mi pare chiaro, no?
Ho i miei motivi per mollare, sai.
Senti, guarda che io
comunque non volevo che andassi via.
Non sto cercando di intromettermi o di farmi gli affari tuoi.
È che ti penso spesso.
Mi capisci?
Ma che cosa volevi chiedermi?
Voglio che mi fai da Shomer.
- Stanotte. - No.
Ma ti pagherò.
No.
No, non mi va.
Ti farebbero comodo i soldi, no?
- So che hai avuto problemi con l'affitto. - Come lo sai?
Che ne sai tu?
Che importa? Ti do 200$ in contanti.
E subito.
Per quanto tempo?
Cinque ore.
Fino al mattino. A cominciare da ora.
Vedi, il fatto è che c'era uno Shomer,
ma ha cambiato idea e se n'è andato all'improvviso.
Duecento?
Ne voglio cinquecento.
Trecento.
Sei venuto tu da me.
- Giusto? - Sì.
Chi ha bisogno sei tu, non sono io!
- Giusto? - Sì.
Ok, allora cinquecento.
Lo faccio da sempre.
Per tutta la gente della nostra comunità che non ha famiglia né amici.
Tocca a me allora, lo veglierò io!
Te ne do quattrocento, non uno di più.
- Ok. - D'accordo?
D'accordo, affare fatto.
Comunque io ero sicuro che avresti accettato il lavoro.
- So che è per i soldi. - Sì.
Non c'è da vergognarsene. Però...
onestamente te l'ho voluto chiedere perché
fare una veglia ti riavvicina alla comunità.
Questo è
è davvero un disegno divino.
Scusami,
è che la veglia è una cosa sacra,
e può riportarti con noi,
perché ora sei giù di morale.
È anche un'occasione per chiarire, stanotte può esserci d'aiuto.
Dimmi Shulem, chi è il defunto?
Si chiama Rubin Litvak, lo conoscevi?
No.
Era un brav'uomo, forse un po' strano.
Vittima dell'Olocausto, scampato alla guerra
però ha perso tutta la sua famiglia.
Dopo la guerra si è fatto una nuova famiglia qui,
ma è diventato un eremita,
si è separato da figli e nipoti.
- Non usciva da anni, storia triste. - Mai visto in giro.
Diceva che quando usciva di casa
si sentiva prostrato, in stato di totale agonia.
- Perché è andato via l'altro Shomer? - È scappato.
Era di famiglia, ma aveva troppa paura.
- Paura? - Così ha detto.
Paura di che?
La moglie di Litvak soffre di Alzheimer ed è molto debole. Povera donna.
Probabilmente dormirà tutta la notte.
Andrà tutto bene.
Ci siamo.
Sig.ra Litvak?
Reb?
Sig.ra Litvak, sono addolorato per la sua perdita. Che sia benedetto.
Chi è quest'uomo?
Hai detto che chiamavi uno Shomer.
- Sarà lui lo Shomer stanotte. - No.
È uno Shomer esperto, ha vegliato Moshe Kellner, Chaim Sturman...
Non ci riuscirà.
Lo so che ha avuto una giornata dura e traumatica,
- ma andrà tutto bene. - Deve andarsene, ora!
Devi andartene ora.
- Si addormenterà, stai tranquillo. - Sì, certo.
Verranno a prenderlo all'alba.
Ti imploro, o Signore ascoltami. Ascolta la mia preghiera.
Se ci punirai chi potrà mai sussistere? Il tuo timore ci guiderà.
Io spero nel Signore. L'anima mia attende il Signore.
Che Israele attenda il Signore. Ed Israele dalle colpe sarà redenta.
Quelli delle pompe funebri arriveranno tra
cinque ore.
Per qualsiasi problema, abito qui vicino.
Non ci saranno problemi.
Ma se ce ne fossero, abito vicino e puoi unirti a noi per le preghiere del mattino.
Rebie, sono qui perché ho bisogno di soldi, ok?
Ho accettato, ma lasciamo tutto com'è.
Non voglio costringerti, ma potrebbe essere difficile stare qui tutta la notte,
se più tardi ti va di parlarne, vieni in sinagoga.
Ok, speriamo vada tutto bene.
Ok?
- Ok. - Va bene.
- Ok. - Ok.
A più tardi.
Ok.
Sig.ra Litvak?
C'è qualcuno?
C'è qualcuno?
Mazzik, 27 luglio 1979
Hai detto che Lieb sapeva fare le magie.
- Ma non sapeva fare nulla! - Mai detto che sapesse farle davvero!
Sì, l'hai detto!
No, sono solo trucchi. Un giorno ti farò vedere.
Me lo prometti?
Se Dio vorrà.
Ometto!
Un piccolo ebreo!
Che imbecilli.
Che fai mi ignori, amico? Ti ho fatto una domanda.
Fermati.
Che cos'è?
Sig.ra Litvak?
Sig.ra Litvak
è qui?
Cancellato.
Ora cerca di calmarti.
Vado fuori di testa.
Sto impazzendo.
Salve, avete chiamato il dottor Mavin Kohlberg.
Non posso rispondere ora, lasciate un messaggio con nome e numero di telefono
e vi richiamerò appena possibile.
Se è un'emergenza medica, per favore chiamate il 9-1-1.
Grazie.
Salve dottor Kohlberg, sono Yacov Ronen e
mi dispiace di chiamarla nel cuore della notte, non volevo disturbarla, ma io
sto avendo qualche problema al momento.
Vedo delle cose e sento anche delle cose
ed è molto peggio del solito, e...
Ho quasi finito le pillole.
Perciò speravo di poterle parlare.
Non credo di dover tornare in ospedale.
Ma
vorrei parlarle appena possibile, se potesse richiamarmi le sarei grato.
Grazie.
Non sono incubi.
Sono ricordi,
non i suoi ricordi, ma...
Mi dispiace di questo disordine sig.ra Litvak, pulisco immediatamente.
Perché è venuto qui?
Sono Yacov, sig.ra Litvak, lo Shomer.
Sono qui a proteggere l'anima di suo marito.
Proteggerla da che cosa?
Qualunque cosa chiedi a casa la troverai non temer, resta in silenzio.
Conosce i miei figli?
Li ho fatti andare via io da qui.
Credono di averlo fatto
di propria volontà.
Che lo abbiano scelto loro.
Ma li ho allontanati io da qui.
Sono io
che li ho portati via.
E sa perché
li ho fatti partire?
Non è un posto adatto ai bambini.
Questo era un bunker.
Un posto dove è possibile solo entrare ma poi
non si ritorna più indietro.
Lei conosceva mio marito?
Lui era devastato dai suoi ricordi.
I ricordi che lei ha rivisto ora.
Ti mordono.
Mordono e non mollano più la presa.
Era disperato, non sapeva cosa fare.
Sig.ra Litvak mi dispiace di averla svegliata.
Adesso dovrebbe tornare a dormire.
Sig.ra Litvak apra la mano!
Permetta che l'aiuti, sanguina, la prego.
No.
No.
Aspetti sig.ra Litvak,
posso aiutarla.
...sono nati durante i giorni della creazione.
Hanno ricevuto la vita,
ma non un'anima e neanche una forma.
Non si tratta di esseri
nel senso proprio del termine.
Non hanno una volontà,
un collegamento con il potere sommo,
ma sono animaleschi.
Questi demoni
sono solo dei parassiti.
Nei libri sacri
e nel Talmud
i Mazzikim possono scambiarsi con gli Shedim
ma io ho trascorso
gli ultimi cinque decenni
a studiare quello che ha seguito me
fino dai tempi di Buchenwald.
Io non so da dove provenga ma a giudicare da ciò che mi ha mostrato è molto
molto antico.
Immagino che sia rimasto in agguato,
ibernandosi a modo suo nella foresta.
Addormentato
finché il mio dolore
non lo ha risvegliato.
Il Mazzik
si manifesta come una figura con la testa all'indietro
in modo che lui
possa compiere un intero giro.
È condannato a guardare indietro
e a contemplare il passato.
Questo demone
mi ha mostrato cose terrificanti.
Dieci anni fa
ho trovato un'iscrizione in un testo
di Moses ben Shem Tov.
C'è scritto
che l'unico modo per sfuggire a un Mazzik
è bruciare il suo vero volto,
la prima notte che appare.
Ma se non lo si fa entro l'alba,
non ci abbandonerà mai.
Per me
quel momento è passato, ormai.
Quando sarò morto,
il Mazzik troverà
un'altra persona disperata.
Qualcun altro rimasto incatenato a un terribile dolore che non può superare.
Quando troverà la sua prossima vittima
consumerà lentamente la sua anima.
Proprio come ha fatto con me
masticando,
rosicchiando nelle pieghe dello spirito,
nelle cinque essenze di cui siamo fatti.
Si farà strada strisciando, scaverà
sempre più in profondità.
E alla fine prenderà la sua anima.
Il legame che porta
all'Hashem.
È alle tue spalle.
L'ho inciso su questi nastri,
l'ho scritto ovunque,
l'ho appeso sulle mura,
l'ho spiegato
nella speranza che il prossimo che incontrerà il Mazzik
non sia condannato
e consumato
com'è accaduto a me.
Pronto?
Yacov,
sono il dottor Kohlberg.
Dottor Kohlberg,
Dio la benedica.
Io non mi sento molto bene.
Perché?
Che c'è che non va?
Sto vedendo delle cose
e poi sento...
tante cose,
tante cose e
ho preso una pillola,
una pillola di ansiolitico poco tempo fa, ma...
Ma chi vedi Yacov,
chi è che vedi?
Non lo so.
Dove ti trovi ora?
Sono a Boro Park.
Sto lavorando
come Shomer
per una notte,
è Reb Shulem che mi paga, così...
Sei al sicuro?
Non lo so, credo di sì.
Le cose che stai vedendo,
credi che siano reali?
No, non può essere.
Dottor Kohlberg
l'uomo che viveva qui e
sua moglie, credo che
siano impazziti insieme, vivendo in questa casa.
La donna ha una brutta demenza senile.
Ed è molto triste
e lui
era ossessionato dai demoni.
Dai demoni?
Qualcosa che chiamava Mazzik.
Ed è questo che credi di aver visto?
Un demone?
Ombre, solo ombre.
Yacov, abbiamo parlato di cosa è successo al tuo fratellino,
del tuo stress post-traumatico e della paura.
Lo so.
Dimmi Yacov,
hai il cuore che batte all'impazzata,
come se dovesse esplodere nelle costole?
Sì.
E stai sudando?
Stai tremando?
Sto cercando di calmarmi.
Yacov dimmi esattamente cosa vedi.
Hai detto che è una persona.
Un'ombra, è come qualcuno nell'ombra.
La persona che vedi,
che si muoverebbe nell'ombra.
Pensi che sia davvero lì e che ti guardi?
No, certo che no. Non è così.
Ottimo, va bene così.
Ora Yacov, voglio che fai con calma e che ci pensi bene.
Puoi descrivermi questa persona?
È sfocato.
È...
È sempre...
Io non...
È sfocato.
Capisco va bene.
E la sua testa è rivolta all'indietro?
Me lo sai dire?
Cosa?
Ha la testa rivolta all'indietro, Yacov?
Yacov, che cosa vedi?
Yacov, che cosa vedi?
Dottor Kohlberg, resti in linea per favore.
- Pronto? - Yacov, sono il dottor Kohlberg,
ho ricevuto il messaggio ma non potevo richiamarti subito,
spero vada tutto bene.
Yacov?
Dottor Kohlberg, resti un momento in linea per favore.
Pronto?
Yacov.
Chi è?
Lascialo andare.
Devi lasciarmi in pace!
Perché mi hai lasciato morire?
Sig.ra Litvak.
Sig.ra Litvak.
Sig.ra Litvak!
Le va un po' di tè?
Non la lascerà andare via.
Dobbiamo andarcene. Ora.
Sono andata via spesso.
Ma dov'è che posso andare?
Io ho un debito con la mia casa,
il mio Rubin.
Io posso soffrire.
Il mio dolore era diverso dal suo.
Sig.ra Litvak,
che cosa non mi lascerebbe andare via?
Il Mazzik.
Sta giocando con lei,
come il gatto gioca con il topo.
Vuole il suo dolore.
E le farà vedere delle cose.
Cose terribili.
Io non sono abbastanza per lui.
Lui vuole la sua agonia.
Noi ce ne andremo.
Dobbiamo andarcene, adesso.
C'è qualcosa di molto cattivo qui.
Se andasse fuori,
il Mazzik la farebbe strisciare indietro.
Andiamo, si muova!
Lei è già stato in questa casa
troppo a lungo.
Adesso chiamo subito Reb Shulem, ok?
Così torneremo indietro a riprenderla.
Mi dia cinque minuti, arrivo subito.
Che problema hai? Ti sto solo facendo una domanda!
- Smettila di fare lo stronzo! - Rilassati!
Qui c'è un vero duro, guarda, che paura!
Guardate questa bambolina ebrea!
Tagliamoli le treccine, dai.
Tienilo fermo, ci penso io.
Rilassati, moccioso.
Dai, così, bravo.
Burech!
Ho permesso che ti facessero del male.
Non potevo muovermi.
Ero come paralizzato.
Non sono riuscito a fare niente.
Ho permesso che ti facessero del male.
Ma certo.
Ciao, sono Sarah Feldman, ora non posso rispondervi.
Lasciate un messaggio.
Mi dispiace se ti ho svegliato, devi scusarmi.
Ma che ore sono?
Le quattro e mezza.
Dove sei, Yacov?
Sarah, io...
C'è qualcosa di maligno in questa casa.
Quella cosa seguiva il sig. Litvak e
si stava nutrendo di lui.
Cosa?
Io...
Ed ora vuole me.
Hai provato ad andartene?
Sì. Io...
- Dalla casa, hai provato ad andartene? - Sì, ma non mi permette di andarmene.
Devi andare di sopra, Yacov.
Che cosa?
Ho detto devi andare di sopra, Yacov.
Non ha alcun senso che tu cerchi di combatterlo.
Sarah?
Hai visto tuo fratello urlare.
Lo guardavi mentre ti implorava.
E non hai fatto nulla per salvarlo.
Sei rimasto immobile a guardarlo mentre moriva!
Sarah.
Sei rimasto a guardarlo morire!
Sarah!
Yacov.
Yacov.
Perché mi hai lasciato morire?
È vero.
È vero.
Avevo troppa paura.
Non ero così forte da combattere, ero perso nella mia debolezza.
Ti prego, perdonami.
Ti prego,
mi dispiace, Burech.
Ti prego perdonami,
ti prego perdonami,
Ti ho abbandonato.
Io...
Io ero...
Io ero...
ero così spaventato.
Sig.ra Litvak,
grazie per la fasciatura.
Non sono stata io.
È stato il mio Rubin.
Sig.ra Litvak, dov'è suo marito ora?
È giù in salone.
Aspetti un attimo.
Tenga.
La aiuterà.
Nel 1919
mio nonno vide i suoi
genitori uccisi a Kiev.
I suoi vicini lo avevano tradito.
Io amavo mio nonno.
Ricordo che recitava ogni giorno
svegliandosi all'alba.
Tutti i giorni.
Solo allora era davvero
a suo agio con sé stesso e il mondo.
Se trovasse il mio Rubin...
In nome del Signore di Israele...
In nome del Signore di Israele. Io ti ordino di tornare all'inferno!
Nell' angoscia ho invocato il Signore.
Ed egli mi ha risposto...
Signore libera la mia anima dalle bugie.
Dalla lingua ingannatrice...
Il mio aiuto viene dal Signore...
Sparale!
Su, spara!
Ho detto spara!
Avanti, spara!
Egli non permetterà che il piede vacilli
il Signore è la tua ombra e dal male ti preserverà.
Lascialo andare.
Lascialo andare!
L'anima nostra è scampata come un uccello al laccio dei cacciatori.
Lascialo andare!
Lascialo andare!
Lascialo andare!
Lascialo andare!
Il laccio è stato spezzato e noi siamo scampati.
Quelli che confidano nel Signore sono come il monte di Sion.
Che non può vacillare ma sta saldo in eterno.
Quelli che seminano con lacrime mieteranno con canti di gioia.
E non saranno confusi quando i nemici saranno alla porta...
Si sente bene?
Il mio povero Rubin.
Spesso mi chiedo che cosa sarebbe diventato.
Il padre
che sarebbe stato.
Se la sua vita fosse andata diversamente.
Mio caro.
Quanto mi manchi.
Ora uscirò alla luce del sole.
Com'è andata la notte?
Hai avuto problemi, è successo niente?
Sicuro?
Certo.
Bene, ora ti darò quanto ho promesso.
E la sig.ra Litvak?
È andata a passeggiare.
Ok.
Come ti ho detto ieri, io ho pensato che
questa esperienza ti desse una nuova spinta
e speravo che potessimo parlarne.
Vieni con me alle preghiere del mattino.
Vieni alle preghiere?
Shulem,
So che hai buone intenzioni.
Ok?
Sono sicuro.
Ma non oggi.
Subtitles by sub.Trader subscene.com
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.