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LA VITA ALL'IMPROVVISO
E' la sorella di Marsha?
Come dobbiamo chiamarla?
Zia Jean.
Sembra piu' gentile di Marsha.
E' cosi'.
Ehi.
- Ciao, Libby. - Ciao.
Grazie per l'ospitalita'.
Oh, siete sempre i benvenuti.
Grazie.
Chi sono queste due meraviglie?
Allora, il piccolo e' Tank
e la grande e' Abby.
Ciao, piacere di conoscervi.
Sono bacchette magiche?
Perche' non provate a trasformare quella capra in un'oca?
- Potrebbe funzionare. - Va bene.
Andate.
State attenti.
Le capre non mordono, vero?
Certo che si', sono capre.
Attenti alle dita!
E' cosi' morbida.
Wow.
Quello e' uno dei miei pezzi preferiti.
Frank si considerava un artista
e lo pensavo anch'io, immagino.
- Quello l'ha fatto lui. - Ah, si'?
Chi e' Frank?
Frank era mio marito.
Anche se non ci siamo mai sposati.
E' mancato 10 anni fa.
Mi dispiace.
Ha fatto anche quello lassu'.
Oh wow, e'...
e' davvero...
rustico. Hai finito?
Frank era un fan delle imperfezioni.
Si', lo vedo.
Ehi, sei sazio?
Zia Jean, dov'e' la lavastoviglie?
La stai guardando, piccola.
Non hai la lavastoviglie?
Niente lavastoviglie, ne' asciugatrice, ne' microonde.
La TV?
No, niente TV.
Be', ehm...
spero tu abbia la vasca,
perche' per loro e' ora di andare a letto.
No, perche' non lavi tu i piatti e io li porto su?
Oh, no, no, no.
Ah, noi abbiamo la nostra routine.
Va tutto bene.
Andiamo.
Va bene.
Ehi.
Fate i bravi.
Il detersivo potrebbe essere dove te lo aspetti.
Ok.
Bella cicatrice.
Me la sono fatta nell'incidente con papa'.
Ecco, questa e' la mia preferita.
Sembra una luna crescente.
La mia sembra un fiume.
Si', il possente Mississippi.
Su, andiamo.
Ora di dormire.
Grazie.
- Ho pensato potesse piacerti. - Oh, si'.
Ecco qui.
Fa freddo.
Ecco dov'erano. Grazie.
Sai, non sara' per sempre, solo finche' non ci rimettiamo in piedi.
E so che e' impegnativo con i bambini.
E' che dopo Danny e' come se mi fosse sfuggito tutto.
Ed e' dura perdere chi ami e tutta la tua vita in un anno.
Apprezzo molto che tu ci abbia invitati a restare.
Credo sara' un po' strano, all'inizio.
Tu non sai di che pasta sono fatta e...
scommetto che tua madre ti ha riempito la testa di stronzate su di me.
Be'...
Conosci Marsha, ha molto da dire su un sacco di cose.
Pero' io mi ricordo di te, ricordo...
di averti vista al funerale del nonno.
Tu e la mamma litigavate.
Oh, si'.
Io era una strana...
e tua madre e' sempre stata una stronza galattica.
Ma...
non parliamo di cose
che fanno venire voglia di prendere a pugni il muro.
Hai molti animali domestici.
- Non sono domestici. - Oh.
In una fattoria, sono solo animali.
E ognuno ha il proprio compito.
Le galline depongono le uova,
i gatti cacciano i topi,
i cani proteggono i polli dai coyote
e le capre fanno il latte.
Qual e' il suo compito?
Il Giorno del Ringraziamento.
Si'?
In caso avessi freddo.
Grazie.
Felice anno nuovo.
Gia', felice anno nuovo.
State facendo un ottimo lavoro.
- E' buonissimo. - E' buonissimo.
Grazie.
- Grazie. - Non c'e' di che.
Eccola qui.
La zia Jean ha fatto i pancake
e io ho sognato d'essere una bella capretta rosa.
Tutte le capre sono belle, rosa o no.
Assaggia la marmellata, mamma, l'ha fatta Jean.
Fragole e mirtilli dal campo qui dietro.
Jean ha detto che le possiamo raccogliere, quest'estate.
E questa era la maialina Wiggy.
E' buonissima.
Era una brava maialina.
Come lo vuoi l'espresso?
Aspetta,
non hai la lavastoviglie, ma hai questo?
Quando si tratta di caffe', io non scherzo.
Lui e' James O'Connor, il manager della fattoria.
Non chiamarmi cosi'.
Sembra che abbia una scrivania nel fienile.
Tu devi essere... la nipote ritrovata.
Si', sono io.
Piacere.
Questa bella ragazza e' Abby
e questo alto, misterioso e affascinante e' Tank.
Come va? E' solo grasso.
Dove vivi?
Dove vivo? Vivo li' di fronte in quel proiettile argentato.
Sembri un lupo mannaro.
- Abby. - Io...
Sempro un lupo... o magari sono un lupo mannaro.
Non ti preoccupare, Abby, e' umano.
O'Connor insegnera' alla mamma come gestire la fattoria.
- Cosa? - Cosa, scusa cosa?
- Cosa? - Mi serve aiuto,
a te serve un lavoro, e lui non sara' qui per sempre.
Oh, fidati, so che mi serve un lavoro,
ma non credo di essere il tipo da fattoria.
Si', concordo in pieno.
- Non mi conosci. - Be', l'hai detto tu.
Be', io... si capisce.
Si capisce cosa?
Sai che c'e', io non... Il punto e' che non e' una buona idea.
Certo che si'.
Bevi, vestiti e vai fuori.
Oggi?
E' vacanza.
Non c'e' vacanza in fattoria.
Stamane ti ho lasciata dormire, ma domani sara' un'altra storia.
Andiamo, bambini.
Andiamo da Russ al negozio di mangimi.
- Ciao, mamma. - Aspetta.
- Ti voglio bene. - Aspetta.
A dopo.
Andiamo, andiamo.
State attenti.
Bene, tra due minuti nel fienile.
Dove?
E'... e' la grossa struttura rossa sul retro.
Ehi,
ehi, oh.
Ecco qui.
Ok.
- Che roba e'? - Cosa?
Non hai la giacca.
L'ho lasciata da mia madre.
Allora, queste sono galline,
e queste sono capre.
Mi ha detto di iniziare da zero ed e' cio' che faro'.
Questa qui, e' Liz Taylor.
Quella li' e' Katy Perry
e quella li' dietro che non sta con nessuno, e' Susan Sontag.
Queste sono nubiane,
quelle con le orecchie lunghe.
Non abbiamo alpine, ma abbiano un paio di Lamancha
e non le facciamo uscire.
Le mungiamo e basta.
- Hanno tutte un nome? - Si'.
Hanno tutte un nome, ma io le chiamo "capra".
E perche' la chiami "Zia Jean"? Siete parenti?
Ah, no, no. Ma e' come di famiglia.
Sto bene.
Vieni dentro.
Bene, prima bisogna immobilizzarla.
Intendo dappertutto.
Da davanti a dietro, non da dietro a davanti.
Bene, ecco qui.
Mi passi quelle pompe laggiu'?
Quelle, si'.
Bisogna attaccarle.
Dove?
Proprio dove pensi che vadano: alle mammelle.
Va bene, piano e con attenzione qui.
Devi cantare per loro.
Scherzi.
No.
Non canto per le capre.
Non canto per le capre.
Si', brava.
Si', vedi?
Prima le scaldi un po',
cosi' queste ragazze ti danno il meglio.
Non e' vero?
Bene, premi "play".
Proprio cosi'.
Io... io... Io pensavo che l'avremmo fatto a mano,
sai?
Be', abbiamo 30 cape e 4 mani.
Ha costruito tutto Frank.
Si', lo devo sistemare.
E ha installato l'enorme frigo che c'e' qui.
Il progetto era di entrare nel business del formaggio,
ma poi si e' ammalato, quindi...
Di cosa?
Parkinson.
Ora Jean ha l'artrite,
il che credo ti renda la prossima in linea di successione.
Io non saprei.
Gia', e lo dici a me.
Questo e' il frigo.
E' tutto formaggio di capra?
- E' buono? - Si', si'.
Che freddo.
Sai, Jean potrebbe proprio aprire un bel negozietto di formaggi.
No, risparmia le idee su un negozio alternativo per il tuo...
il tuo diario. Non voglio proprio sentire.
Non penso stessi dicendo quello, ma... va bene.
Ok, a me... a me pareva volessi impiantare un'attivita' alternativa.
Comunque non importa, questo conclude il nostro tour
del frigo, per oggi.
Regole per i cancelli:
lasciali sempre come li hai trovati.
Se li trovi aperti lasciali aperti, e se sono chiusi...
- Fammi indovinare: li lascio chiusi. - Giusto. Benissimo.
Devi semplicemente girarlo cosi' e aprirlo in questo modo, ok?
Prova tu, ora.
Giralo.
- Giralo. Devi girarlo, giralo. - Lo sto girando.
Devi girarlo, girarlo, girarlo, girarlo...
- Oh, lo sto girando! - Giralo, giralo, giralo.
Ok, be', magari questo lo devo aggiustare.
Devo seguirti?
Si'.
Su...
Si'.
Aspetta un po', devo sistemarmi la scarpa.
E' bello, eh?
Oh, e' viva.
Mi ero solo seduta sul bordo del letto e mi sono addormentata.
- Sei in ritardo. - No, ho appena sentito il gallo.
Dooby.
E' previsto. E' un gallo!
I galli non dicono l'ora.
Mmm, okay, io, mmm... verro'. Sveglio i ragazzi e...
Gia' fatto! Si stanno lavando fuori.
Cosa?
Si', ho insegnato loro come usare il barile dell'acqua piovana.
Si'. Mungeremo le capre.
Ti mando in citta' a prendere provviste. Prendi il mio furgone.
Ok, ok. Faccio solo una doccia veloce e poi verro'...
Perche'? Non ti serve fare una doccia,
il concorso di bellezza non c'e' fino a sabato.
Cioe', alle capre non interessa che odore hai.
Giusto?
- Mi lavero' i denti. - Va bene.
Si', probabilmente quella e' una buona idea.
Dobbiamo assumere qualcuno capace.
Imparera'.
Okay.
Okay.
Eccomi.
- Oh. - Ciao!
Ciao.
Solo questi.
- Si'. - Bene.
Okay.
Sei sposata?
Oh, lo ero.
Mmm... divorziata, allora?
No.
Misterioso! Che e' successo?
Se n'e' andato.
Andato dove?
Quanto ti devo?
Sarebbero... 48.25.
60.
Andato nel senso... di morto?
Aspetta! Il tuo resto.
Eccoti qui. Faremo la prima lezione di produzione formaggio.
Ehi, Jean, mi serve solo...
Mi serve solo un momento; sono 3 giorni che
non mi faccio una doccia e sono sfinita.
- Solo un momento. - Va bene.
- Bene - Vai.
Fatti la doccia, ti rivoglio qui tra 10 minuti.
- Ti senti meglio? - Si'.
Oh, e grazie per... le tute.
E ti vanno bene.
Inizi ad avere un aspetto adeguato.
L'apparenza inganna. Che stai facendo?
il lavoro di Dio.
Facciamo formaggio di capra.
Dai.
- Sembra difficile. - Non lo e'. Ecco.
Metti il latte in questa tinozza.
Allora... ecco.
- Pesa. - Metticelo tutto.
Si', cosi'. Bene.
Bene. Questi sono caglio e batteri.
Mettine... due o tre gocce e io mettero' tutto questo qui dentro.
- Aiutera' a far coagulare il latte. - Mi sento la testa coagulata.
Ora mescola. Mescola bene.
Mmm... ehi, Jean, io...
senti, voglio ringraziarti per averci fatto restare.
Cioe', sai, sei stata davvero splendida.
e ovviamente ai ragazzi qui piace...
Non mi devi piu' ringraziare. Tu ora lavori qui.
Be', e'... e' quello di cui ti vorrei parlare, appunto.
Non sono certa d'esserci tagliata.
Ora prendi questi
e mettili su questa carta pergamena, con delicatezza.
Forza, tirali su a mani nude. Avanti.
- Io... - Bene, vai avanti. Forza.
Continua pure, ti ascolto.
Be', non... non so per quanto staremo qui,
e non voglio tu faccia affidamento su di me,
sai, se poi non funzionera'.
E... te ne sono molto grata.
- Va bene, capisco. - Okay?
Resterai quanto vorrai e mi stara' bene.
Ecco.
Bene, mettine un po' nelle mani e salali un po', e abbiamo finito.
Io...
Solo un cucchiaino da te', come se lo mettessi sul cibo senza scuoterlo.
- Ci sei. - Bene.
Si', puoi farcela, a spizzichi.
Ci sei portata.
Be', Bartley, parrebbe proprio che abbiamo la casa piena.
Che hai nello zaino? Oh, vabbe'. Adiamo. Veloci, per favore.
Dai, Abby, non voglio far tardi.
Su, forza.
Bene.
Pulce, stai davvero facendo un buon lavoro.
Non e' carino il bicchiere del latte, mamma?
Graziosissimo.
Sai chi altro e' grazioso?
Tu.
- Avremo compagnia per cena. - Si'?
- Meglio che ti dia una ripulita. - Sissignora.
Puoi prendere il pane?
Non lo strappare.
Tank ed io abbiamo visto...
Buonasera a tutti quanti.
Oh, sento odore d'amore, qui, Jean.
Libby, lui e' il mio compagno, Russ.
Ciao.
Abbracciami, che voglio abbracciarti.
E questa e' la sua bella nipote Sunshine.
Ciao, come va?
Ciao.
Quelli sono per te.
Per me? Perche'?
Be', sei la nipote della donna che amo.
- E' una mazzetta. - Non ascoltarla.
Mi serve tutto l'aiuto possibile con questa qua.
Vorrei mi reggessi il gioco.
Vedi, lei e' una di quei liberali hippy e io sono un avvocato conservatore.
- Pensavo dirigessi un emporio. - Be', sono anche imprenditore.
Dimmi, non sarai anche tu una di quegli hippy liberali, eh?
Non saprei cio' che sono.
E' indecisa, quindi e' una liberale.
E' una dei miei.
Cosa?
Oh, dai, adesso, non e' giusto.
Scusa, Russ.
Jean, come ti senti?
Be', in queste mattine
ho le dita un po' gonfie, doloranti, sai.
- No, no, no, Jean. - Cose cosi'.
Cioe', come ti senti?
Non lo so.
Preoccupata.
Speranzosa.
Come dovrei sentirmi?
- Be', sai cio' che dico sempre. - Si', lo so.
Allora immagino che non dovrei dirtelo.
No.
Non devi.
Mi sa che te lo devo dire comunque.
Cosa farai? Mani in alto. Oh, il plesso solare. Bello.
Fallo seguire da una gomitata.
Tu.
Whoa!
Bene, Abby, se quel ragazzino pianta ancora grane, sai che fare.
- Andate a letto. - Buonanotte, O'Connor.
- Buonanotte, ragazzi. - Buonanotte, O'Connor.
Dove vai?
- Di sopra, mamma. - Okay.
Si', i piatti sono puliti.
Capisci cosa intendo?
Grazie di nulla, Dooby.
Cavolo.
- E' stato piacevole. - Cosa?
- Una cena fatta in casa. - Si', capisco quel che intendi.
Ehi.
Mmm... volevo solo dire
che mi spiace davvero d'averti spaventata, in negozio.
Non fa nulla.
Dammi la mano.
Si', probabile che la terrorizzerai di nuovo.
Si', no, va bene, va bene. Sto bene.
Io... dai, la leggero'.
- Okay. - Oh, non devi, tu...
- Fammi fare. - Va bene.
Vai.
Allora... dice che hai una linea della vita molto lunga.
Oh, che originalita'.
Ignoralo.
Cavolo, e dice che il tuo passato e il tuo presente
stanno per fondersi.
La tua linea del cuore dice che hai un sacco d'amore
nella tua vita e ah...
due anelli nuziali.
E che significherebbe?
Che hai due famiglie.
E che la tua vita...
sta per cambiare... completamente.
Notiziona: mi sa che gia' lo e'.
Ok, con una tale rivelazione, io...
io alzerei i tacchi. Ah, Jean, grazie della cena.
- Buonanotte a tutti. - Buonanotte, James.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Tuo marito.
Hai detto che se n'e' andato.
Ma non se n'e' andato veramente.
Ok...
A dire il vero ora mi inizi a inquietare.
Si prende un giorno libero?
Non e' un giorno libero, se e' malato.
- Non mi sento bene. - Buongiorno, splendida famiglia.
- Ehi, tesoro. - Sta a casa, oggi?
Puoi portare Abby a scuola? Tank scotta, lo porto dal dottore.
Si', si', mi dispiace, campione. Abby, esco fra 5 minuti.
- Pronta? - Si'.
- Vai in banca oggi, giusto? - Lascio giu' Abby...
- Non sto bene. - ... sistemo il nuovo accordo,
- poi vado subito dritto in banca. - La retta scolastica.
Ti preoccupi troppo. Andra' tutto bene.
Ti amo.
Danny.
Danny! Accadra' una cosa orribile.
Ci penso io.
Parola di scout.
Smettila di preoccuparti. Ti amo!
- Danny? - Domanda seria.
- Preferisci me o la mamma? - Danny!
- Non ricominciare. - Si', certo, dai.
Danny!
Danny!
Danny!
Danny!
Oh, cos'e'? Uno scherzo?
No, no, no, no, no, no!
No!
Cosa c'e'?
Vuoi la notizia cattiva o quella cattiva?
La notizia cattiva.
La serratura... e' rotta. Ero qui per cercare di ripararla.
Nessuno verra' prima di 5 ore per aprire questa dannata porta.
Cosa? Ma va...
Cinque ore!
- E' bloccata. - Gia'.
Perche' non chiami Jean?
Il mio telefono e' fuori dalla porta.
- Hai il telefono? - No, non ce l'ho.
Ovviamente.
- Qual e' l'altra cattiva notizia? - Fra poco qui fara' molto freddo.
- E se urlassimo? Forse ci sente! - E' una cella frigorifera.
E' isolata. No, be'... Puoi sempre provarci.
Non hai del fil di ferro o magari un cacciavite,
con cui forzarla o una cosa del genere? Oppure...
Oh, e' una buona idea. Io...
Un pacchetto di gomme, una lima per unghie e un calzino
e in 45 secondi apro la porta prima che esploda la bomba.
Grazie.
Questo ti terra' caldo.
- Cos'ho detto di porte e cancelli? - Non farmi la predica.
- Lasciale come le trovi. - Non farmi la predica!
Se una porta e' aperta, la lasci aperta.
Se una porta e' chiusa, la lasci chiusa.
E' stato un gran gennaio per Patsy Cline.
Assaggialo.
E' davvero buono.
E se dovessi fare la pipi'?
Oh, non farai la pipi' qua dentro.
- Te la tieni. - E se non ci riesco?
Siamo all'asilo?
Devi...
Devi tenertela.
- Devi fare la pipi' adesso? - No.
Allora di che... Perche' ne stiamo parlando?
Perche' potrei doverci andare fra un po'.
Comunque, perche' ti sei trasferita?
Dovevo andarmene da casa di mia mamma.
Davvero?
Si', mio marito e' morto e poi ho perso la nostra casa.
Quindi era gia' un fantastico anno e...
mi sono trasferita da mia mamma e Marsha non e' una persona facile.
Perche' vivi qui?
Per lo piu' per comodita'.
La mia ex ha preso la casa.
- La tua ex moglie? - No, ex marito.
Ma non mi dire.
- Sul serio? - No. Ex moglie.
Da quanto avete divorziato?
Sai, io... a dire il vero preferirei parlare di Marsha.
Marsha.
E' molto bella.
Lo e' ancora...
molto bella.
Agente di viaggi, si e' sposata quattro volte.
E' un capolavoro.
Credo che... avro' avuto 6 anni,
quando decise che non avevo piu' bisogno della babysitter.
Ricordo che avevo cosi' tanta paura quando se ne andava!
Me ne... Me ne stavo nel mio armadio con quei...
Sai quei cavallini?
Quelle specie di bastoni con la testa di cavallo sopra.
Me ne stavo seduta nel mio armadio con quello.
E a volte mi svegliavo li' dentro, perche' credo si dimenticasse
di venire a controllare.
Be', e' uno schifo.
Gia', ma non... non era cosi' male.
Ehi, vieni a sederti.
Appoggiatici sopra.
Grazie.
Si'.
Oddio.
Oh, questo coso puzza.
Volevate fare un campeggio all'aria fresca voi due?
Oh, Dio! Oh!
Grazie!
Oddio! Faceva cosi' freddo!
Questa qui ci ha chiuso dentro.
Chi ripara una porta a notte fonda?
Chi sa fare il proprio lavoro, ecco chi.
Be', questo ha una risposta per tutto, vero?
Esattamente come tu hai una risposta per tutto.
Scuola Elementare Lua C. Lyall
Oh, si'!
- Ci vediamo domani! - Ciao!
Dove hai preso quella maglietta, ragazza nuova?
Sei cosi' brutta da far scappare un avvoltoio da un carro di budella.
Cosa vuoi fare?
Zoppicare?
- Signora Moran? - Si'.
Salve.
Sicura che sia colpa di Abby? Perche' lei... davvero...
Non e' manesca. Non ha mai picchiato nessuno in vita sua.
Be', non e' mai facile ambientarsi in una scuola nuova.
Ma qui non viene assolutamente accettato ogni tipo di violenza.
Abby dovra' usare le parole invece delle mosse di karate,
- quando viene presa in giro. - Presa in giro per cosa?
Signora Moran, Abby non e' la prima
e certamente non sara' l'ultima ragazzina goffa.
Lei... zoppica a causa di un incidente stradale.
E' l'incidente in cui e' morto suo padre e mia figlia conosce bene
- il dolore e il duro lavoro... - Signora Moran.
Non e' il modo di iniziare una nuova scuola.
Ci sono le basi per sospenderla.
Cos'e' successo? Voglio dire...
Non e' da te!
- Mi ha dato della zoppa! - Ok.
Quel ragazzino e' un cretino,
ma non puoi andartene in giro a picchiare la gente.
Devi usare le parole, ok?
E poi dove hai imparato le mosse di karate?
O'Connor.
Cosa?
Chi e'?
- Sono Libby. - Mamma.
Ehi. Oh, ciao, Abby!
Le hai insegnato a fare a botte?
- Si', un paio di mosse. - Be', grazie,
perche' mia figlia e' stata sospesa per una settimana!
- Le hai date a quel Jimmy? - L'ho colpito in pieno petto.
- Bravissima. - No!
No! Non bravissima!
Come fa a sapere di Jimmy?
Dovevi dirmelo, sono tua madre!
- Avresti dato di matto. - Cosa? Non do di matto!
- Mamma, dai di matto ora! - Abby, sto bene!
Posso occuparmene io, sto bene!
Avresti potuto dirmelo.
Devi andare in camera tua.
- Vai in camera. - Si'.
Non...
- Vai in camera tua. E tu! - E non farlo mai piu'!
- Ce l'hai con lei? - No.
- Si'. - No!
L'hanno presa di mira dal primo momento.
Ce l'ho con te.
Non te l'ha detto perche'...
vuole proteggerti.
Cosa? Proteggermi da cosa?
Spero che gli abbia fatto il culo.
Ehi.
Sai, quello che ha detto quel ragazzino e' orribile
e probabilmente ha avuto cio' che si meritava.
E sono cosi' fiera di te per esserti fatta rispettare!
Mi manca papa'.
Si', lo so.
Lo so.
Manca anche a me.
Mi piace qui alla fattoria.
Resteremo qui, mamma?
Non lo so.
Ma sai cosa so?
Che qualsiasi cosa accada,
andra' tutto bene.
- Me lo prometti? - Oh...
Promesso.
Posso dormire qui stanotte?
Si'.
Ho i piedi freddissimi.
- E' troppo sale? - Si', mettine poco.
Quello sembra buono.
- Costa otto dollari, e' fatto a mano. - Otto?
E' fatto a mano. Possiamo venderlo al negozio o...
Non puo' permettersi questo formaggio.
Ora piu' in alto.
Piu' in alto.
"... un lungo grembiule bianco.
E lui la informo' con precisione,
che aveva preparato cu... curry..."
- Oh. - Come si dice quella parola?
- Curry. Gamberi al curry. - Curry.
Non ti piacerebbero. Troppo piccanti.
Bene.
- Cosa piantiamo? - Niente di eccezionale,
- solo cio' che possiamo mangiare. - Non piantero' un altro...
strato di carciofi, senza un buon motivo.
E' molto bello qui.
Sapevo ti sarebbe piaciuto.
Ehi Jean, posso...
- farti una domanda? - Certo.
- Quanto ci hai messo? - A piantare tutto?
- Non molto. - Mm-mm, sai, per ehm...
Per...
Per... dimenticare Frank.
Inizialmente, non lo avrei mai dimenticato.
Mi rifugiavo nella mia tristezza,
e rifiutavo di uscire per prendere aria.
Poi...
lentamente...
sono tornata a vivere.
La vita va avanti,
che ci piaccia o no.
A volte,
mi sembra di annegare, sai?
Questo tipo di perdita e di dolore,
ti apre in due.
Ma siamo fatti di magia e resilienza, Libby.
Perdere qualcuno che ami,
sara' per sempre una brutta cicatrice.
Ma guarira'.
Me lo prometti?
Posso parlare per esperienza.
E' troppo vicino?
Si', va bene. Ora prosegui per di la'.
Il mercato biologico e' facile, non... non so perche' Jean
- abbia aspettato per mostrartelo. - Io si'.
Vivevo a Houston, non sono piu' tornata da quando siamo partiti.
Tornerai a casa?
Non so. Mi serve un lavoro vero, non posso gestire una fattoria,
- Ho bisogno di soldi. - Scusa?
- Mungere non e' un lavoro? - Sai che intendo,
- devo mandare i miei figli al college. - Non per forza.
- I miei figli ci andranno. - Perche'?
Per avere una bella vita. Per...
Ok.
- Tu ci sei andato? - Si'.
- Hai una bella vita? - Non grazie al college.
- E tu? - Si'.
Gia', e come ti sta andando?
Be', la mia vita non e' proprio come volevo.
- Vale per quasi tutti, Libby. - Sei contro l'istruzione superiore?
Si', e' un imbroglio.
Il mondo va comunque a rotoli. Senti, ai tuoi figli dovresti mostrare
come accendere un'auto, come cacciare,
come pescare, come difendersi. Questo...
gli sara' utile quando arrivera' l'apocalisse.
Ti rendi conto che sembri pazzo?
Forse lo sono.
Gia'.
Tank e Abby staranno sicuramente bene,
sono entrambi sopravvissuti.
Un Doris e due Angelina Jolie, grazie.
Ottima scelta.
Anche mio figlio ama Angelina Jolie.
Sa farsi amare da tutti i bambini del mondo.
Capita?
Ok.
Smettila, Libby, non e' divertente.
Oh mio Dio.
Libby Moran?
Ragazze,
- e' Libby. - Oh mio Dio!
- Ciao! - E' Libby!
Ciao.
Ma guardati!
L... Libby.
Ciao.
- Dio, non ti vediamo dal funerale. - Gia'.
Oh, Danny mi manca cosi' tanto. Come stai davvero?
Come... ti senti?
Io... sto bene. Io... Io...
- Sai, i figli sono davvero... - Produci formaggio?
- Ehm... do' una mano, e lo vendo. - Lo prendiamo ogni settimana.
- E' cosi' carino. - Lo adoriamo.
Ooh ehm... oh be', ehm...
prendo un...
un Rosie, e ehm, un...
un Doris.
Ok, ehm...
Rosie,
Doris.
Ok.
Ok, fanno... dieci dollari.
- Tieni il resto. - Oh no, non prendiamo mance.
Oh be', si', in realta'... parla per te. In realta'...
- accettiamo le mance. - Credo che accettiamo le mance.
Vado, vado a prendere il sidro.
Accettiamo le mance.
Ok, lavori con il contadino sexy?
Chi?
- Oh, e' cosi' che lo chiamiamo. - Lui?
- E' il motivo per cui veniamo. - Mhmm, e' sexy.
- Tremendamente sexy. - Wooh.
Gia'.
- Si', lui e', si'. - Ok, aspetta un attimo.
Voi due... voi due... producete formaggio...
insieme?
- No. - Voglio dire,
che c'e'?
- Si'? Andiamo. - No. Dio.
- Puoi dircelo. Puoi dircelo. - Non voglio dire niente.
Abbiamo fatto del formaggio insieme.
- A volte. - Wow!
Be', buon per te. Hai voltato decisamente pagina.
Oh, ma Danny non era il piu' dolce del mondo?
- Semplicemente squisito. - Ugh, un diamante grezzo.
Io...
potete darmi solo un...
Ehi, torno subito.
Grazie dell'informazione!
Salve.
Salve.
- Arrivederci. - Andiamo.
- Alla prossima settimana. - Si'.
E' stato cosi' triste.
Ugh, che cos'ha di...
cosi' irritante?
- E' solo una di quelle persone... - Ehi sapete, mi dispiace per lei.
Il marito mori' in un incidente, lasciandoli al verde.
- Andai all'asta della casa. - Dai, non l'hai fatto.
Certo che si'. Avevamo lo stesso servizio di porcellana.
Non giudicate, ma l'ho comprato... fino all'ultimo pezzo.
Ora ho piatti per 24 persone.
- E' grandioso. - Fortuna che sono popolare.
Ok, non ci credo che va a letto con il contadino sexy.
- Credi menta? - Fammi il piacere.
Sembra indossi un vestito di Halloween. Sembra una taglialegna.
Sembra una camionista.
- Per voi ho bisogno del botox? - Oh, cosa?
- Qui. - Sei bellissima, no.
- Stai ancora bene dall'ultima volta. - Grazie.
- Andiamo. - Lo adoro. Lo faro' anche io.
Va bene.
Grazie. Si', alla prossima settimana.
Ehi, dobbiamo andare.
- Cosa? - Devo... devo andare.
- Aspetta, aspetta, piano. Che succede? - Dobbiamo andare.
Le donne che erano qui, mi odiano. Pensano che tu sia sexy.
Potrei avergli detto che abbiamo fatto il formaggio insieme, e, e...
e sono persone orribili. Voglio solo andare a casa,
e credono io sia vestita come uno spaventapasseri, percio'...
Non ti vol...
Odio...
le persone orribili.
Be', e' cosi'.
- Be', disgustoso. - Andiamo?
- Si'. - Si'!
- Si', lo penso davvero. - Stai andando abbastanza bene.
Mi piace.
Pronto.
Quando?
Va bene, arrivo.
Arrivo subito.
Ok.
Che c'e'?
E'... Aaron.
- Mi spiace, devo... devo andare. - Oh.
Ok, vai, qui ci penso io.
- Mi piace il tuo. Anche il tuo. - A me il tuo.
- Possiamo smettere, ricordi... - Si', smettiamo.
- Ragazzi siete... - Ciao, mamma.
- Mamma, abbiamo fatto dei cappelli. - Oh, mio Dio!
La stagnola fa andare il cervello piu' veloce.
Be', chi e' che non lo vuole.
Ma guardati.
Siete pronti?
Ok, perche' non andate di sopra e vi lavate quei dentoni sporchi?
Cos'hai sul naso?
E ehm, dopo vengo a leggervi una storia. Ok?
- Si'. - Ottimo.
Forza!
- 'Notte. - 'Notte.
- 'Notte, zia Jean. - Buonanotte.
- Non e' dolce? - E' adorabile.
- Com'e' andato il mercato? - Ehm...
Meglio del previsto.
O'Connor e' dovuto scappare. E' successo qualcosa ad Aaron.
Oh, Santo cielo!
Devo chiamarlo e sentire se va tutto bene.
- Chi e' Aaron? - La sua ex moglie.
- Ha avuto un infarto. - Quanti anni ha?
La sua stessa eta'.
Un'infermiera se ne prende cura, ma lui ci va sempre.
E' orribile.
Chi sara' mai?
- Non conosco nessuno che bussa. - Nessuno bussa cosi' pacatamente.
No.
A quanto pare hanno liberato il Kraken.
Sono qui per vedere mia figlia e i miei nipoti.
Cosa fai qui?
Be'...
Faccio il formaggio.
Formaggio di capra. E poi...
No, tesoro, intendo cosa fai...
Cosa ci fai qui?
Puoi tornare a casa ora, puoi farlo.
Ti perdono.
- Mi perdoni per cosa? - Per essertene andata.
Be', hai detto abbastanza chiaramente che...
era giunta l'ora che levassimo le tende.
Avete dormito sul mio divano per 6 mesi.
- Stavo passando un brutto periodo. - Lo so e cercavo di spronarti,
perche' non ti ho cresciuto per fare la vittima.
Non puoi sprecare la tua vita se...
Marsha!
Questi due bambini devono andare a letto,
- quindi diamo la buonanotte... - Ma non ho neanche...
Buonanotte, Marsha.
Buonanotte.
Buonanotte, bambini miei.
Ehi, Abigail.
Si', sei diventata piu' alta.
L'ho notato.
E' una bella cosa, tesoro.
Quindi stai dritta con la schiena.
Forza. Fammi vedere.
Cosi'.
Io davvero non mi capacito di quanto tu sia irriconoscente.
Ti ho dato tutto.
Ti ho dato un'istruzione.
Ti ho dato tutti quegli splendidi vestiti,
ti ho fatto fare vacanze fantastiche.
Mamma, siamo...
Mi lasciavi nelle camere d'hotel, quindi...
- Erano hotel molto belli. - Si', va bene.
D'accordo.
E' solo che... io...
Non vuoi questo.
Restero' qui per il momento. Ok?
Perche'?
Questa non sei tu, Libby!
- Questa non sei tu. - E come sono io?
Dimmi tu come sono.
Non sei fatta per una piccola citta' ne' per una fattoria, e'...
Mamma, per cosa sono fatta? Perche' io non lo so.
Be', possiamo scoprirlo se tornerai a casa.
Non ce l'ho una casa!
Non ce l'ho una casa!
Dove vado?
Questo e' tutto cio' che ho, quindi restero' qui. Va bene?
- E' tutto cio' che ho. - Puoi tornare da me.
Prenderemo una casa piu' grande.
Non voglio parlarne ora, davvero. Devo mettere i bambini a letto.
Va bene. D'accordo.
- Arrenditi. - Mamma, non voglio parlarne ora.
No, certo. Tu... Decidi tu quando parlarne.
Ok, sai che c'e'? Grazie mille per averci fatto stare a casa tua.
Va bene cosi'? Grazie davvero
e ti auguro buon viaggio di ritorno. Va bene?
Ecco fatto.
Libby?
Stupida...
Sembri stanca, Jean.
Stavo per dire la stessa cosa di te.
So che stai cercando di metterla contro di me.
Gliel'hai gia' detto?
Non ancora.
Sara' arrabbiata con te tanto quanto lo e' con me.
- Forse. - Be', la conosco.
E tornera' da me.
Dio, odio questo posto.
Questa gente.
E' tutto cosi'... piccolo!
Per nostra fortuna non vivi piu' qui.
Gia'.
E poi perche' vivi qui quando potresti vivere laggiu'?
Non voglio piu' vivere in quella casa.
Perche' sei testarda, come papa'.
Sei sempre stata gelosa di me.
Ma se neanche ci penso a te.
Brava, andiamo. Forza, di qua.
Ehi.
Ehi!
Ehi...
Mi spiace, credo di essere il nuovo O'Connor.
Oh!
Si', Jean mi ha chiesto di darti una mano con...
Hai mai fatto questo tipo di cose prima?
Quanto puo' essere difficile?
- Belle scarpe. - Oh, grazie.
- Sono nuove. - Si'.
Non per molto.
- Prendi il mangime. - Ok.
Veloce.
Quelle con le orecchie lunghe che pecore sono?
- Nubiane? - Si'!
E quella laggiu' con le orecchie corte?
- Lamancha? - LaMancha!
- Si', ce l'ho fatta. - Ce l'hai fatta.
Ti viene naturale.
- E' divertente, no? - Si', solo che c'e' da sporcarsi.
Si', mi ricorda un po' quando ero a Los Angeles.
Io ho fatto la cameriera per un paio di anni
e alla fine di ogni singolo turno
ero un completo disastro. Avevo cibo ovunque.
Quanto hai vissuto li'?
Un paio d'anni.
Ero una... cantante.
Mmm... Una cantautrice.
In che senso eri? Non canti piu'?
No.
A dire il vero no.
Non ho sfondato,
sai...
e poi...
la mia casa discografica mi ha scaricato e...
avevo una relazione alquanto tossica con la vodka.
E... a un certo punto tutto e' andato storto.
Io...
mi sono persa.
E la ragione per cui ero andata li' in principio...
Ero andata li' per diventare qualcuno e poi...
Sai, non pensavo che avrei ritrovato me stessa qui,
facendo questo.
Be', se puo' esserti di consolazione,
sei la cosa che brilla di piu' in questa citta'.
Cosa vuoi fare da grande, la contadina?
Oh santo cielo, non so cosa faro' quando saro' grande.
- Ho un po' perso la bussola. - In che senso?
Sono successe delle cose con mio marito e io... io...
io... gliene avrei dovuto parlare.
Voglio dire, la verita' e' che eravamo al verde
e non so perche' non ne abbia parlato con lui, sono...
sono stata cosi' stupida!
Ho un'idea.
Cosa fai stasera?
Dai, anche se perdi qualcuno,
non vuol dire che tu debba smettere di parlarci.
Vengo sempre qui per parlare con mia nonna.
Mi sembra un'idea terribile.
Sara' meraviglioso, fidati di me.
Questo posto mi...
e' cosi' familiare.
C'era un vialetto qui?
Non lo so.
Jean e' cresciuta qui.
Nessuno ci vive da anni.
Si', tutti la chiamano la casa di Halloween.
Andiamo.
Ehi!
Se vuoi perdere la verginita'
o parlare con i morti,
questo e' il posto giusto.
Vieni!
Va bene,
e' questo il posto in cui lo faremo.
Non riesco davvero a credere che mi abbia convinta, perche'...
non credo a questo genere di cose.
Chiudi gli occhi.
E fai un bel respiro.
Insieme.
Ancora di piu'.
Stiamo... liberando il cerchio per fare spazio all'altro livello.
L'altro cosa?
- Tieni gli occhi chiusi. - Sono chiusi.
Bene.
Speriamo cosi' di ricevere un segno della tua presenza.
Danny,
se sei con noi,
ti preghiamo di unirti a noi, quando sarai pronto.
Come facciamo a vedere un segno se abbiamo gli occhi chiusi?
Mi sembra che tu non la stia prendendo sul serio.
Scusa.
Posso fare un tentativo?
Si', certo, fai pure.
Danny?
Puoi sentirmi?
Mi manchi.
Mi manchi davvero.
Perche' non te ne ho parlato?
Perche' non capivamo che cio' che avevamo era abbastanza?
Tu eri abbastanza. Non avevamo bisogno di altro.
Perche' sono arrabbiata con te per essere morto e averci lasciato?
Sai, dovevo portare io Abby a scuola quel giorno.
Sono stata io a cambiare i piani.
E mi sembra proprio che sia colpa mia.
E mi dispiace davvero. Davvero mi...
dispiace.
E ti amo.
E anche i bambini ti vogliono bene e...
non so cos'altro dire.
Spero solo che tu stia bene, ovunque tu sia.
Non credo che abbia funzionato sul serio.
Sei stata bravissima.
Tu
ce l'hai fatta!
Non farmene uno. Non mangio pane.
Jean, perche' non mi hai detto di quella casa?
E' stupenda, potrebbe essere bellissima.
Sei andata li'?
Ieri sera con Sunshine. E' stato pazzesco.
Mi ha convinto a fare una specie di...
cosa... con un cerchio e tutte le candele e... e...
Una seduta spiritica?
Si'.
Non so, e'...
Ha funzionato?
Mi sento meglio.
Perche' hai abbandonato quella casa?
Dev'essere stato un bel posto in cui crescere. Voglio davvero...
tutto questo per Abby e Tank. Abbs, Tank, forza, andiamo! Faremo tardi.
- Arriviamo! - Capisci...
come una casa... come una vera casa.
Sai, con Marsha... ci siamo appena trasferiti...
da una citta' all'altra e...
da marito a marito. Non e' mai riuscita a mettere le radici.
Non voglio finire cosi'.
Bene, bene, bene, guarda un po' cos'ha portato il gatto.
- Jeanie, Jeanie. - 'giorno.
- Ehi, tesoro. - Abby dice che alla festa si ballera'.
- Ma io non so farlo. - E' facile. Andiamo.
Fai finta.
O'Connor verra' alla festa?
- Dita incrociate. - Jeanie.
Che c'e'?
Certo che voglio un regalo. E' il mio compleanno, per l'amor di Dio.
Ma ho una sola regola, nessuno e' autorizzato a comprarmene uno.
- Dobbiamo rubarli? - No!
- Ma che dici? - No,
- devi farli tu, sciocco. - Sei matto!
- Guarda la tua faccia, ladruncolo. - Ciao, zia Jean.
- Ciao. - Ciao, zia Jean.
Ciao.
Libby.
Si', signora.
Non sei come tua mamma.
Dita incrociate.
Ehi.
Ehi, Libby.
- Sembri stanco. - Oh, grazie.
Come ti senti?
Stanco.
- Come sta Aaron? - Ehm... be', sai...
considerate le circostanze, se la sta cavando.
Tutto puo' succedere.
- Mi spiace, e' dura. - No.
Ci vedremo alla festa di Jean questo fine settimana, giusto?
Gia', non... non lo so se saro' in vena di festa.
- Ha senso. - Gia', capisci.
- E' stato bello vederti. Stammi bene. - Anche per me.
Ehi, Libby.
Si'?
La fattoria ha un aspetto terribile.
Ho avuto un maestro terribile.
Libby, ha chiamato la scuola, Abby e' ferita.
Cosa?
Guido io.
- Stai bene? - Si'.
La testa sanguina ancora, ecco perche' i vestiti sono sporchi.
- La ferita e' superficiale. - Gia', a me non sembra.
Pulce, che e' successo? Puoi dirmelo.
Jimmy Grevoski mi ha spinto nella recinzione.
Ti da' ancora fastidio?
Si'. Gliele ho cantate e lui mi ha spinto.
Sfortunatamente, non hai scelto le parole migliori.
Be', che parole hai usato?
Gli ho detto di levarsi dai coglioni.
Fantastico.
Signora Moran,
posso parlarle nel mio ufficio?
Certo.
- Grazie. - Non ho...
Gentile da parte tua, grazie.
Lo hai detto davvero?
Starai bene.
- Credo che avra' un'altra sospensione. - Mi prende in giro, per una parolaccia?
Quel bambino l'ha spinta e sta sanguinando.
- Anche Jimmy verra' sospeso. - Incredibile. Sa che c'e'?
Non credo che lei... stia facendo il suo lavoro.
Mia figlia dovrebbe essere al sicuro a scuola,
come ha detto lei, l'ha detto a parole sue,
e ora la vuole sospendere di nuovo solo per una parolaccia?
Che razza di scuola gestisce? E' stata bullizzata ogni giorno
e lei non l'ha impedito!
Signora Moran, abbiamo un sistema.
Be', signora Weeks, il suo sistema non funziona.
Si'.
Ti levero' quel sangue di dosso.
Ok, andiamo.
E' lui.
- Cos'e' successo prima con Abby? - Stavamo solo giocando.
Gia',
vuoi che giochi anche io cosi' con te?
No, signore.
Toccala di nuovo, e ti trovero'.
- Hai capito bene? - Si', signore.
Ok.
- Mamma, siamo pronti. - Ok, mettetevi le scarpe.
Saro' giu' tra 10 minuti, ok?
Ok.
Libby, tutti ricevono un regalo per il mio compleanno. Con amore, Jean.
Guarda, ballano.
Sei bravo.
Ehi, dove pensate che sia?
- Andate a prendete la festeggiata. - Ma guardati!
- Auguri, zia Jeanie. - Ti sei rimessa a nuovo.
Anche tu.
Be', non ho bisogno di un motivo per indossare il mio abito della domenica.
Jean, io, io, non so che dire.
Io... grazie per questo.
E'...
A volte serve solo un vestito nuovo e qualcuno che lo indossi.
Buon compleanno. E' bellissimo, lo adoro.
- Fame? - Oh si'.
Andiamo.
Amo queste costolette, zia Jeanie, le mangerei sempre.
Mi fa tanto piacere, tesoro.
E queste sono particolarmente buone perche' vengono dal Mary Oak 71.
C'e' il pienone.
Be', ho molti amici a cui piace mangiare gratis.
Hai molti amici a cui piaci perche' sei gentile, generosa,
clemente, coraggiosa,
e bellissima come me.
Sei pazzo.
Bene, andiamo, e' l'ora dei ferri di cavallo.
E questa volta ti battero', non importa se e' il tuo compleanno.
Questo lo vedremo.
E tu...
prenditi da bere e trovati un compagno per ballare.
Ehi,
ehm...
- prendo una bibita. - Subito.
Ecco a lei.
Ehi, signorina.
Ciao.
- Ma guardati, stai benissimo. - Grazie.
Io... be'...
hai idea dell'impatto che avremmo sul mondo
se non passassimo ore a farci i capelli.
Ormai avremmo una dannata cura per tutto.
- Amen. - Si'.
- Va bene, balliamo. - Davvero?
Si'. Ti guido io.
- Oh mio Dio. - Si'. Fidati di me e basta.
Ciao.
Alla fine hai deciso di venire.
Gia'.
- Posso sedermi? - Si', certo.
Festa, bene.
Stai benissimo.
Ti va di ballare?
Non lo so, mi va?
- Sembri sapere tutto? - Di tutto, giusto?
Oh mio Dio!
Senti, io...
Mi sento perso come chiunque altro, fidati.
Che c'e'?
Sento che vuoi chiedermi qualcosa.
Riguarda Aaron?
Ah, insomma...
solo...
se tu vuoi parlarne.
Non voglio parlarne.
Non...
voglio mai parlarne, ma...
sembra non portarmi da nessuna parte.
- Be', quanto siete stati insieme? - Cinque anni.
Ci trasferimmo in una proprieta'...
che mi lasciarono i miei genitori da questa parte della citta'.
Dovevamo allevare Jerseys e Herefords.
Sono bovini.
E poi ha incontrato qualcuno ad Austin.
Lavorava la' un paio di giorni a settimana.
Voleva il divorzio, e gliel'ho dato.
Tu lo volevi il divorzio?
No.
No.
Be', qualche mese dopo, ha avuto... un infarto.
Ha un difetto cardiaco congenito.
Puoi mangiare tutto il cibo salutare e finire comunque su una sedia a rotelle
EV senza un buon motivo. Insomma...
senza motivo. Insomma e'...
L'ironia della cosa, sai cosa intendo?
E il suo bello?
Ha tagliato la corda, se n'e' andato. Insomma,
non era tipo da "nel bene o nel male", temo.
E i genitori di lei? Sono...
sono stati d'aiuto? Hanno...
I suoi genitori stanno a El Paso.
Presto ce la porteranno.
Almeno e' quello che penso faranno.
- E' tosta. - Gia'.
Gia'.
Pesante.
Su.
Aspetta, un attimo, un attimo, aspetta un attimo
Grazie.
Pronto.
Ti prego, non farlo.
Jean,
che cos'e'?
Che cos'e'?
- Tu e Frank siete i miei genitori? - No.
Non e' cosi'.
Allora cosa?
Temo che se te lo dicessi, ti perderei di nuovo.
Temi? Che cosa... io...
io non...
io...
non capisco piu' niente. Perche' conosco quella casa?
Penso sia meglio se ci sediamo.
Il motivo per cui quella casa ti e' familiare
e' perche' ci sei vissuta fino a quando avevi 4 anni.
Marsha abitava in quella casa?
No.
Solo tu.
Dov'era mia madre?
Sei vissuta i primi due mesi con tua madre e tuo padre.
Io e Frank comparimmo quando nostra madre si ammalo'.
- Ma dov'era mia madre? - Eri come un dono.
Eri la bambina che non potevo avere.
Dov'era mia madre?
Ti aveva abbandonata, tesoro.
Ti ha lasciata a noi, ma andava bene, perche' eravamo una famiglia.
No. No, no, no.
No.
Perche' non me lo ricordo?
Ma torno' a prendermi?
Torno' a prenderti.
Nostra madre mori' e venne al funerale.
Vide quanto eravamo felici e ti rivolle indietro.
Mi abbandono' per 4...
anni e hai lasciato... che mi portasse via?
Non c'era nulla che potessi fare per impedirle di riprenderti.
- Dovevi insistere. - Hai ragione,
avrei dovuto dirle che era pazza.
Avrei dovuto mentire. Avrei dovuto insistere di piu' per te,
ma era tua madre, non potevamo fare niente.
L'hai sempre saputo.
Sono stata qui per mesi, perche' non me l'hai detto?
Quando tuo nonno mori', tua madre voleva vendere quella casa.
Contiene tutti i miei piu' bei ricordi.
Ho sperato a lungo che tornassi a casa.
Dovrei sentirmi meglio, Jean?
Sei proprio come lei.
Non son...
Be', hai la pelle secca.
Possiamo sistemarla.
Vieni.
Ecco qua.
Scusa, tesoro, chi aspetto a pranzo sara' qui fra poco.
Si tratta di Jerry ed e' la persona giusta.
Lavora nel settore energetico, l'ho conosciuto
a un aperitivo del circolo locale.
Sembra promettende.
Forse. Vedremo.
Direi che e' un sollievo sapere
finalmente perche' non c'erano mie foto da piccola.
Pensavo che fosse perche'...
non ero abbastanza bella o che i miei vestiti non andassero bene.
Ok, be', te l'ha detto.
- Si', me l'ha detto. - E adesso ce l'hai con me.
Io non...
non ce l'ho...
- con te. - Be', non dovresti,
perche' ero una bambina con una bambina.
Chiunque mi conoscesse a 18 anni sapeva che
assolutamente non ero pronta ad accudire una figlia.
Non mi era naturale essere madre, non come a te.
- Pero' sono tornata. - No, sei tornata per il funerale.
Non fare la martire, Libby.
Mi sembri Jean, santa Jean.
Non si tratta di Jean, si tratta di me e te
- e del fatto che non mi volevi. - Non e' vero.
Sembra solo che volessi quello che aveva Jean.
Wow.
Be', questo e' ridicolo.
Voglio che mi ascolti.
Devi sapere che ero un disastro.
Ero un disastro e ti dovevo accudire.
Ok?
Poi, quando nostra madre e' morta, sono tornata per te,
perche' avevo fatto la cosa giusta,
perche' sei mia.
Sei sangue del mio sangue...
e...
ho fatto in modo che non dovessi crescere in quel posto.
Stavi meglio via con me.
Davvero? Non ne sono cosi' sicura.
E non so se ti posso perdonare
per avermi portata via da la',
perche' ero felice e penso che lo sapessi.
- Ma e' assurdo. Libby, ero... - Mamma, per favore...
Basta.
Basta.
Ti devi preparare.
- Sei davvero bellissima. - Oh, suvvia.
Frank, prendila.
Ok.
Ciao, piccola.
Mi spiace.
Basta segreti.
Non ce ne sono piu'.
Promesso?
E' la verita'.
Voglio vivere qui, in questa casa con Abby e Tank.
Portero' avanti la tua fattoria e paghero' la parte superiore.
Ok.
Questa e' casa mia.
Oh, guarda, lassu' c'e' un nido d'uccello.
Mi chiedo se ci sia dentro qualche ovetto.
Ehi.
Tieni. Ehi, cosa stai guardando?
Era la domenica di Pasqua, quel giorno perdesti un dente.
Fu una bella giornata.
Il tuo vestito era blu?
Si'.
Me lo ricordo.
Guarda com'eri piccola.
Lo sai? Non ricordo cosa facevamo, mentre ti tenevo
e ti sporcavi tutta.
Cosa?
Non ricordo cosa facevamo e non riesco a immaginarmelo.
Sei capace di riparare anche quelli?
- Quando e' successo? - Oh, questo?
Un paio di giorni fa,
quando sono tornato da El Paso.
Come e' andata?
Per il meglio, credo.
Quindi sei di nuovo sul libro paga?
Si'.
I bambini impazziranno.
- Si'? - Gli sei mancato tanto.
Davvero?
Si', davvero.
E tu? Ti sono mancato?
- No, non molto. - Oh, che peccato.
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