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Sicuramente avrete avuto l'opportunità di assaggiare
il sapore ineguagliabile e la consistenza del miele "La Colonia".
Oggi vi racconteremo le sue origini e i suoi misteri.
Nel sud del Cile, in mezzo alla natura selvaggia,
incorniciata da montagne di imponente bellezza,
viviamo, lavoriamo, serviamo la comunità e cantiamo...
un gruppo di tedeschi.
Cantare è la nostra gioia di vivere.
Il nostro motto: "Aiutare rende felici."
Abbiamo scelto di vivere vicino alla natura,
lontani dalle tentazioni del mondo.
In questo modo sentiamo di poter coltivare i nostri cuori
e vivere nel modo in cui gli esseri umani erano realmente destinati a vivere su questa terra.
L'aura di leggenda creata intorno a noi è dovuta principalmente all'ignoranza.
Sono ignoranti coloro che temono una comunità che rimane isolata e pura.
Anche se siamo un asilo chiuso, siamo orgogliosi del forte legame
che abbiamo coi contadini cileni che vivono vicino a noi.
Perché noi tedeschi ci considerano loro fratelli e compagni nelle difficoltà.
Col desiderio di comunicare una parte delle molte cose
che questa Società spera di dare alla comunità e ai nostri amici cileni,
condividiamo con voi questo film, salvato dai sotterranei della nostra colonia.
Come pastore di questa comunità, spero di dissipare le orribili voci
che hanno macchiato la nostra reputazione.
Spero impariate ad apprezzare un po' di più la nostra umile colonia.
Questo film è stato restaurato grazie alla collaborazione di Cristóbal León e Joaquín Cociño
e al sostegno finanziario del governo cileno.
sottotitoli a cura di francescovecchi
C'era una volta una bella ragazza di nome Maria che viveva nella nostra Comunità.
Maria passava il tempo sognando e giocando con gli animali, invece di lavorare.
Un giorno Maria fu disobbediente e lasciò scappare 3 maiali.
"Passerai cento giorni e cento notti senza parlare con nessuno,
affinché tu possa riflettere su quello che hai fatto", le dicemmo.
"Non è giusto," pensò Maria, "Non voglio che nessuno mi dica cosa fare".
Una notte, quando tutti dormivano, Maria scappò dalla Colonia.
Da sola, corse nel bosco in cerca di un posto dove nascondersi.
Il lupo sta arrivando.
È vicino.
Il lupo sta arrivando.
Riesco a sentire il suo respiro.
Il lupo sta arrivando.
Ma non mi prenderà.
Ehilà.
Ehilà.
C'è qualcuno qui?
C'è qualche cileno qui?
Scusatemi.
Ho bisogno di aiuto.
Vengo dalla Colonia.
Fuori c'è un lupo.
Ehilà.
Ehilà.
Ho bisogno di un riparo.
Se aveste un po' d'aqua...
un po' di cibo...
vi sarei molto grata.
Se poteste aiutarmi.
C'è qualcuno qui?
Non fate la spia.
Io sono buona.
Ci vive qualcuno qui?
Per favore...
Ho tanta paura.
Non dite niente al lupo.
Ehilà.
Non abbiate paura.
Gli dissi.
Voi due siete così coraggiosi!
Come siete scappati dal lupo?
Non abbiate paura di me.
Non voglio mangiarvi.
Davvero...
Lo giuro.
Gli dissi che non ero come il lupo...
che eravamo al sicuro...
che avremmo avuto la nostra casa.
Per calmarli.
Dovete riposare e mangiare per essere in forze, gli dissi.
Ora ci sono ioi.
E loro capirono.
Non mi manca nessuno.
Qua posso giocare e cantare.
Trasformerò i miei porcellini in bellissime creature
che non mi lasceranno mai.
Una palla magica mi aiuterà e nessuno mi punirà.
Qui c'è Maria.
Sembra così felice e tranquilla mentre costruisce la sua casa.
Mio bellissimo uccellino.
Mi senti?
Riesci a sentirmi?
Vorrei che fossi felice.
Di cos'è fatta la tua casa?
Hai chiuso le porte e le finestre?
Ricorda
che uno straniero non dovrebbe entrare in una vera casa.
Una palla e una lampada...
mi dicono che posso trasformare gli animali, le bestie...
e gli esseri umani.
Piove. Piove.
La terra si bagna.
I bambini gioiscono.
E cresce anche l'erba.
Piove. Piove.
Piove. Piove.
E quando ha piovuto abbastanza, si ferma di nuovo.
Piove. Piove.
La terra si bagna.
I bambini gioiscono.
Ti va di giocare
a un gioco che ho inventato?
Trasforma gli zoccoli in mani.
Trasforma gli zoccoli in piedi.
Come si chiamano le mie creature?
Maiali con le mani.
Maiali con i piedi.
Camminano male.
E cadono bene.
Quando ero nel bosco a scappare dal lupo...
...all'improvviso i miei occhi si chiusero.
Fu allora che vidi un piccolo buco in un albero.
Tutti gli animali della foresta saltavano nel piccolo buco.
E mi sono detta: “Li sta mangiando. Attenzione!"
“Li sta mangiando!"
Ma no,
gli animaletti ridevano e cadevano felici come piccole briciole di pane.
E fiori sorsero dal terreno...
Tutt'intorno all'albero.
E sapevo che erano gli animali.
L'albero mi ringraziò per aver portato così tanti animaletti.
Io dissi "Prego".
E l'albero disse:
"Maria, ti farò un regalo per la tua generosità.”
All'improvviso mi svegliai e vidi una mela rossa.
La mangiai e mi sentì felice.
Come se avessi la forza, la voglia di alzarmi...
...una forza per creare cose belle con le mani e lo spirito.
Ho un vestito magico.
Gli diedi dei vestiti per Natale.
La vigilia di Natale.
I loro occhi neri erano quelli delle bestie.
Non parlavano né sembravano più intelligenti dei maiali.
Gli dissi che mi chiamo Maria.
Una madre. Un angelo.
Maria è amore e cura.
Da oggi siete Pedro e Ana.
Ana e Pedro.
Gli dissi...
"Vi insegnerò tutto quello che so."
"E sarete dei bravi bambini."
"Non avrete motivo di scappare da qui."
Chiamai Pedro il maiale più piccolo.
Ana quello più grande.
Diedi un nome a entrambi.
Gli diedi dignità.
Molto profondo.
Molto profondo.
Qui c'è Maria.
Che lavora tutto il giorno.
Non riposa da molto tempo.
Lei non canta più.
È triste.
Mio uccellino.
Riposa un po'.
Hai ancora così tanto da fare.
Di cosa è fatta la tua casa?
L'unico modo per stare al sicuro è ascoltarmi.
Questa è una storia chiamata...
"La Casa e il Cane".
C'era una volta un cane che viveva in una casa.
Era un cane molto disobbediente.
Com'era cattivo.
La casa gli diceva: "Cane, comportati bene."
"Cane, finisci di mangiare"
Ma il cane non ascoltava.
Abbaiava e mordeva tutto il tempo.
Nonostante tutto, la casa lo amava con tutto il cuore.
E lo proteggeva da tutti i pericoli che lo affliggevano nella foresta.
La casa amava il cane più di ogni altra cosa al mondo.
"Non scappare mai, cagnolino, non saltare mai dalla finestra"
"Potresti perderti e non saresti in grado di ritrovare la via del ritorno",
la casa gli diceva.
Ma il cagnolino non ascoltò e saltò dalla finestra.
Rideva mentre correva con tutte le sue forze.
Non ascolterò più le lamentele di questa vecchia casa.
Il cagnolino corse e corse...
E andò così lontano che quando volle tornare non seppe come fare.
Gli successe una cosa molto brutta.
Il vento portò in casa l'odore di ferite e ossa rotte.
La casa era molto triste.
I giorni passarono.
Le notti passarono.
Ma il cagnolino non fece ritorno.
Povera casa.
Voleva fare tutto così bene.
Ma il cane era stato disobbediente.
E questa è la fine della storia, Pedrito.
Non mi piace dormire.
Sogno cose.
Ricordo gli altri bambini che vivevano con me.
Ricordo anche le montagne e le punizioni.
E mi sveglio piangendo.
Ana e Pedro non devono vedermi piangere.
Non va bene.
Pedrito, Ana. Siete bellissimi.
Sapete come si apparecchia la tavola?
Sapete cos'è una tavola?
Come si mettono le braccia, Ana?
Come si mangia la zuppa, Pedro?
Sedete composti. Fermi.
Perché non facciamo un brindisi oggi?
Capisco che non rispondano.
Ma mi rende triste e arrabbiata per tutto il lavoro fatto.
Mi sento debole.
Oh no!
Oh no!
Sta attento Pedrito!
Stai bruciando!
Attento Pedrito!
Stai bruciando! Attento!
La casa sta bruciando.
Riesci a sentirmi, mio uccellino?
- Mi senti? - Sì.
- Sai dove sono? - No.
Di cos'è fatta la tua nuova casa, Maria?
Resiste al fuoco?
Non lo so.
- Mi senti uccellino mio? - Sì.
Hai bruciato i maiali!
Cos'hai da dire ora, Maria?
Non volevo!
Non sai prenderti cura dei maiali!
Ma io sì.
Io so come prendermene cura.
Tu no.
Pensi di poter fare tutto da sola.
Fammi entrare.
No.
Non voglio altre punizioni.
Sono stata molto duro con Maria.
Ma le farà bene.
Povero uccellino.
Sei sempre stata una ragazza di buon cuore.
Non è troppo tardi per sistemare le cose.
Ora devi lavorare sodo.
Caro Pedro...
Tu e Ana siete stati così coraggiosi.
Avete resistito al fuoco.
Presto starete meglio.
La tua pelle si è scurita, ma il tuo cuore rimane intatto.
Noi guariremo quella pelle.
Tutto il dolore passerà.
Vuoi sapere come si chiama questa magia?
Ascolta bene.
Questa magia si chiama miele.
Da dove vengo io, lo tengono nascosto sotto la terra...
e scelgono a chi darlo.
I bambini dalla pelle scura lo implorano, ma non gli viene dato.
"Sono stupidi."
"Sono pigri", diceva.
Mi puniva in una stanza buia.
C'erano molte porte segrete.
Non mi era permesso piangere.
Ana...
...a volte i suoi occhi sono tristi.
Ho sentito i suoi sospiri nella notte...
...ma Ana è e sarà più carina.
Devo farle una zuppa deliziosa.
Pulire le finestre.
Pulire le bende...
così che si senta felice.
Ana
Maialino.
Mi ricorda un animaletto appena nato.
Riesce appena a camminare.
A volte i suoi occhi sono tristi.
Ho sentito i suoi sospiri nella notte...
Ora riposa, Ana...
Presto starai meglio.
E così il tempo passava in questa casa che nascondeva dei segreti...
come il mare, come un vecchio scrigno di tesori.
Maria chiuse tutte le porte e le finestre.
L'unica cosa divertente nella Colonia erano i maiali e i vitelli.
A volte mi nascondevo e immaginavo di essere la loro madre.
La prima cosa che faccio quando mi sveglio è ballare.
E prima di dormire faccio scherzetti per far ridere Pedro e Ana.
Ora posso dormire un po'.
Mi sento bene.
La conosco da quando non sapeva ancora camminare.
Mangiava tutte le bacche e si sporcava il vestito
Mi manca.
Non arrenderti...
Possono essere migliori.
Pedro...
È tempo di decidere
se vuoi diventare qualcuno...
migliore...
più forte...
in salute...
più grande e bello...
O se vuoi rimanere piccolo e brutto.
Bevi questo miele.
Ben fatto, Pedro. Hai scelto bene.
Guardati.
Sei così bello, ora.
Sono fiera di te.
Mia cara Ana...
Ti darò il dono della voce.
Così ogni mattina puoi dare un nome a un fiore.
Nella tua mano quel fiore che un tempo era estraneo...
ora sarà un regalo che viene dalla tua bocca.
Ana.
Tutti dormono tranquilli nella casa di Maria.
Tutti sono immersi in un dolce miele.
Che cosa sogna Ana?
Che cosa sogna Pedro?
Sembrano felici.
Cercano di non combinare guai.
Ana dice cose come: "Oggi mi sono svegliata felice."
"Poi ho aiutato Maria a preparare la cena."
E anche Pedro: "Ciao... io, Pedro."
"Pedro, devi mangiare il tuo cibo..."
dice Ana, giustamente.
E continua dicendo, "Ti voglio bene, Pedro."
"Pedro mi vuole molto bene. È nato la notte di Natale."
"Proprio come me."
È dolce sentirla parlare così.
Pedro è intelligente.
"Cena buona...", dice.
Parla ancora lentamente.
"Noi felici...", dice Pedro. ...Pedro said.
Ana pare tranquilla.
Dice... "Mi sento libera."
"Il lupo è lontano."
Spero abbia ragione.
Specchio, specchio delle mie brame,
chi ha la casa più bella del reame?
La tua casa è bella...
...ma ce n'è una ancora più bella.
Guarda nel tuo cuore e la troverai.
Perché la mia casa non è la più bella?
Perché il lupo dice una cosa del genere?
È geloso.
Cattivo.
Non mi piace.
Non ho bisogno di lui.
Non lo ascolterò più.
Maria non mi ascolta più.
Ma so che tu lo fai.
È passato molto tempo.
Maria, Ana e Pedro erano una famiglia felice.
Ma non erano stati prudenti.
Ho tanta fame...
Ho tanta fame...
Ho tanta fame...
Avevamo mangiato così poco per settimane.
Erano rimaste solo poche cose... cose marce.
Acide e puzzolenti.
Voglio qualcosa di fresco.
Ho tanta fame...
Ho tanta fame...
fame...
Maria mangia troppo.
Stessi diritti.
Perché privilegi?
Sta arrivando.
Cattiva.
In realtà è cattiva.
- Egoista. - Cosa sussurravano?
"Cosa state mangiando?" chiesi loro.
Dove tenevate quella marmellata?
"Non stiamo mangiando niente, Maria..."
Ana mi ha mentito...
con la bocca piena.
"Niente, niente", disse Pedro.
Io non dissi nulla.
Non volevo farli arrabbiare
La fame sta entrando dentro di noi.
Forse il lupo ha ragione.
Questa casa non sarebbe stata sempre sicura.
Devo andare a cercare del cibo.
Il lupo sa come procurarsi il cibo.
Il lupo sa come tornare a casa.
Ana mi disse:
"Dove stai andando?"
Io spiegai che stavo andando a raccogliere mele nel bosco.
Perché non avevamo cibo.
"Abbiamo già parlato con Pedro", Ana rispose.
"Nessuno può andarsene. C'è del cibo qui in casa. Fuori c'è il lupo"
Anche Pedro disse di no, che uscire era male.
"Uscire male".
Ana. Pedro.
Posso nascondermi dal lupo.
È più importante procurarsi da mangiare.
Ma Ana e Pedro dissero: "No, non puoi. È pericoloso uscire."
Vedo come chiudono la porta dietro di loro.
Ana e Pedro...
Non li sento più respirare.
Improvvisamente sento una sensazione di solletico...
...vicino al cuore.
Cerco di guardarmi il petto, ma sono legata.
Faccio fatica a respirare.
Mi sento sopraffatta.
"Maria", mi disse Ana.
"Devi comportarti bene".
"Ora sei nervosa, non devi parlare con noi..."
"Perché se parli con noi, ci confondi."
"Non vogliamo essere confusi."
Volevo urlare contro di loro.
Ma non osavo.
Sentivo la voce di Pedro..
"Fame..."
"Fame, fame, fame..."
"Andiamo a mangiare", disse Ana.
Poi capì che non era un trucco...
Non era uno scherzo.
Caro lupo...
...ho bisogno di te.
Lupo, ti supplico...
Ti prego, aiutami.
Avevi ragione.
Devi venire.
Prima che mi mangino.
Per favore sbuffa, grugnisci, distruggi questa casa.
Mangia Pedro e Ana.
Non lasciare che mi mangino.
Ho bisogno di qualcuno che si prenda cura di me, per sempre.
Non posso farcela da sola.
Vieni, ti prego...
...sbuffa, grugnisci, distruggi questa casa.
Sbuffa, grugnisci, distruggi questa casa.
Sbuffa, grugnisci, distruggi questa casa.
Sbuffa, grugnisci, e cancella la tua tristezza.
Sbuffa, grugnisci, e disegna il tuo sorriso.
Sono io... sono qui.
Sono sempre stato qui.
Dentro di te.
Ero sempre dentro di te.
Tutto il tempo.
Ero sempre dentro di te.
Tutto il tempo.
Io mangio...
Io divoro.
Io mangio...
Io ingoio.
Io mangio...
Maria...
uccellino...
È tempo di tornare a casa.
Andiamo.
Andiamo.
Ed è così che finisce questa storia.
Maria Wehrle fu salvata grazie alla nostra incessante ricerca.
Nella Colonia riuscì a recuperare la sua vitalità e il suo spirito servizievole.
Dedica le sue giornate alla cura dei bambini provenienti da luoghi diversi del Cile...
per essere istruiti e curati nella Colonia.
E tu, maialino...
ora che hai visto i nostri sogni...
e il tuo riflesso sull'acqua...
Vuoi che mi prenda cura di te?
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