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Credi di essere migliore degli altri?
Perché saresti così speciale?
Le tue mani!
Dammi le tue bellissime mani bianche!
Fermati!
Tuo padre mi ha quasi ingannato.
Questo è merito suo.
Andiamo! O saremo nei guai!
Non posso. Non ora. Lasciami tentare un'ultima volta.
Lo farò calmare, poi ti raggiungo.
Ci vediamo quando sarà tutto finito. Ha tentato di uccidermi.
Buona sera. È una festa di famiglia.
Gli invitati sono un po'... esagitati.
Quale scherzo del destino mi ha portata fin qui?
Non può essere per uno sconosciuto.
Non può essere per alcun motivo.
Sarebbe una truffa.
Non potrebbe essere vero.
"Attorno a me gli angeli perdono le loro ali
E mi portano
Come portano i malati
Come li portano in cielo
In un anno o due tornerò allo stesso punto
Per confondere luoghi e tempi
Per confondere te, e me."
Che fai?
Tengo nascosta la posta.
Non le spedirai?
No, perché non arriverebbero oggi.
Niente più oggi per loro.
Le ha scritte la sig.na Jelinek, vero?
Malina...
Animale...
Melaniè, animus, anima...
Ivan, naïf...
Qui e ora.
Ciò che è qui è utile.
Rassicurante. Prova la mia esistenza.
Hai bisogno di questo per sapere di esistere?
Dovremmo parlare.
Se ti dico che le magnolie stanno sbocciando,
tu mi dici di comprare un nuovo nastro per la macchina da scrivere.
Smettila.
Sembra che tu ci sia sempre stato nella mia vita.
Persino prima di conoscerti.
In un posto che solo tu potevi colmare. Così che io ne sono stata cacciata.
Scrivere mi rende amaramente cosciente di tutto ciò.
Nella tua prossima intervista, di' che non esisti.
Taglierà le nostre spese.
Almeno non ti ho incontrato troppo presto.
Ti ho salvata dallo sbattere la testa sui fornelli accesi,
affogare nella vasca e perdere cose in continuazione.
Grazie, Malina...
Andiamo. Faremo tardi.
Perché ti guardi così?
Ho sempre trovato scandaloso ciò che disse D'Annunzio:
la donna desidera solo essere bella per l'uomo.
Le donne sentono di peggio.
Lo specchio mi fa esistere!
Ti dico che esisti, anche se sei uno specimen.
Come se non esistessi.
Ho sempre bisogno di averne conferma,
persino da uno specchio.
Perché sei così pallida? Dovresti uscire di più.
Non indossi mai il tuo abito a fasce.
È perché te l'ho regalato io?
Buongiorno.
Buongiorno signora.
Vorrei dei fiori.
Certo. Cosa cerca?
Sì? Ci conosciamo?
Innanzitutto devo andare all'ufficio postale.
Trasferimenti? Francobolli? Pacchi?
Costumi da bagno? Conti di risparmio?
Spiacente, ma le nostre strade si dividono qui.
Si metta in fila!
Che sfacciataggine!
Potresti curarmi. Lasciami spiegare.
Non c'è bisogno di spiegazioni...
Niente affatto...
Spiegare cosa?
Non sono affari di nessuno.
Non spiegare nulla.
Sono felice.
Un virus che dovrebbe infettare tutti.
Un'epidemia del genere curerebbe i mali del mondo.
Di cosa parli? Quale virus?
Un virus che non causa malattie.
Cos'è allora?
Non lo so.
Prima ero disperata. Ma ora mi sento rinata.
Ti rivesti di già?
Te l'avevo detto.
Stasera dovrò mostrare la città ad alcune persone
Grazie.
Non riesco a trovare l'ultima pagina, ma...
Cercherò di terminare a memoria.
Sul silenzio di Wittgenstein circa l'estetica:
ho discusso per un'ora di ciò che lui dice non possa esser detto,
ciò che va lasciato non detto.
Chi parla dei limiti del linguaggio, li infrange.
Il tentativo di definire tali limiti
è esso stesso una trasgressione di tali limiti...
L'atto basta a violarli inevitabilmente.
Nessuna parola può essere giustificata del tutto.
Per concludere, come si può distinguere
la "parola che conta" da ciò che Heidegger definisce "chiacchiericcio"
quando non vi è un'autorità all'interno della lingua per giustificarla?
Azzarderei a dire:
la coscienza... E l'ammissione della sua arbitrarietà.
Vi ringrazio.
Abbiamo prenotato un tavolo per pranzo.
Va con il tuo amico o viene in macchina con me?
Io non la conosco!
La macchina è vicina.
Ma pensavo... Lei ha detto...
Ero al funerale di tua sorella.
Prima venivo considerato un genio. Non è durato molto.
L'ho letto.
Secondo la stampa, il fratello di una famosa attrice deve essere un genio.
Ciò che scrivo è lì dove dovrebbe essere: seppellito!
Di' che mi verrai a cercare nell'altra stanza. Non sono qui.
Pronto?
Sei tu?
Ora?
Sta andando via comunque.
Immediatamente, ti dico!
Da quando ha trovato un uomo va sempre via.
Vieni, certo.
Solo tè e whisky.
Va bene.
Battila a macchina e invia le lettere al sig. Richter.
Non ci sono più lettere da battere a macchina.
Allora scrivine delle altre!
Lunedì sono impegnata.
Devo andare ora.
Lunedì mi sposo.
L'hai scritto tu?
Ovvio che no.
Sai che scrivo solo romanzi rosa,
e un paio di cose sui dottori.
Ma è la tua calligrafia.
Cosa significa?
"Stili di morte", "Tre killer",
"Il terzo uomo"? L'hai scritto tu?
Devono essere della sig.na Jellinek. Si cimenta con la poesia.
"Le tenebre d'Egitto".
Per il resto, tutto bene?
Chi leggerà questi libri?
Perché scrivere libri del genere?
Gli altri sono già stati scritti.
Credi sia divertente? L'umanità ha dei problemi.
Hai dimenticato il burro.
Devo soffrire perché l'umanità ha fame?
Cerca di concentrarti un po'.
Il tuo spogliarello non sarà d'aiuto.
Devi fare in modo che io ti attacchi. Capisci?
Sono in territorio nemico e tu devi attaccarmi.
Non sarebbe più un gioco.
Perché so già che vincerò.
Ieri avremmo potuto pareggiare.
Mai!
Che c'è? Non voglio farti male.
Nessuno lo vuole. Perché hai sempre paura?
Non lo so.
Venivi picchiata da bambina?
No, mai.
Come mi sta questo?
Come si indossa?
Ecco come la gente dovrebbe vederci.
Si è così eleganti solo una volta nella vita.
No, così non va...
Come direbbe Malina: "Chiamiamo rinforzi."
Ora, guardami!
L'ho vista in TV, signora.
Potrei... Chiederle... Un autografo?
Certamente.
Mi perdoni, mi sono dovuta allontanare un secondo.
Ernest, che ci fai qui? Mi scusi.
Vai giù! Ora!
Mi dispiace. Lo aggiusto io.
Ma l'ho distrutto. Dovrò comprarlo.
Non è distrutto.
Un paio di cuciture e le starà a meraviglia.
A meraviglia...
Perché sorridi?
Un uomo chiamato Lajos ti ha telefonato. È urgente.
Dove ti sei dileguato?
Gelosa?
Intendiamoci bene: non amo nessuno, se non i bambini.
Mi merito un gelato.
Porta anche delle sigarette, le fumeremo insieme.
È troppo tardi per un gelato.
Sarà per un'altra volta.
Devo tornare a casa ora, è tardi.
Ti ho raccontato della mia laurea?
Conoscendoti, sarà stata una tragedia.
Al contrario.
Ho visto dei tizzoni accesi sul pavimento, vicino ai fornelli.
Ho preso una scodella e una pala. Non un'anima in giro.
Il fumo e la cenere erano terribili.
Ne ho sentito l'odore per giorni. Le mie scarpe erano distrutte.
Non è successo nulla.
E così hai salvato l'Istituto di Filosofia di Vienna. E tu?
Non sono andata in fumo, purtroppo. Sono rimasta.
Cosa hai detto?
Niente.
Ti ascolto.
Più tardi.
Cosa, più tardi?
Non te lo dirò mai.
Cosa hai detto?
Odio urlare così.
"Gentile sig. Schonthal...
Attivamente...
E piena di angoscia...
Per anni
sono stata incapace...
...a volte per settimane...
La donna che pensava di conoscere
non esiste!"
Sono semplicemente morta.
Niente di speciale... Lettere.
Vado subito a letto. Sono stanca morta.
Dormirò quanto voglio.
Anche tu, vai a letto presto per una volta.
Sì, sono esausta.
Stanca morta. Morta!
Non sono ancora a letto. Sono solo stanca.
Tutto qui, esausta.
Tu sarai persino più stanco.
Ora?
Hai detto di venire subito, no?
Esatto. Se non ora, quando?
15 minuti ancora...
Hai detto qualcosa prima...
Devo pisciare.
...una cosa che mi ha fatto sentire salva.
Ma una frase non può tranquillizzare chi ha perso tutto.
Un vero e proprio diluvio!
Non so perché piango.
Piangi quanto vuoi. Ti farà bene!
Ti assicuro che mi passerà.
Ma una settimana senza di te...
Non è mai durato una settimana.
Non te ne rendi conto.
Piangi di già?
Forse hai motivo di piangere anticipatamente.
Perché forse dopo non ci sarà nulla per cui piangere.
Una settimana senza di te è inconcepibile per me.
Non puoi capire cosa significhi.
Forza, piangi.
58 sigarette, 59 sigarette, 60 sigarette.
Vado a letto.
Davvero?
Malina, lo capisci
che una donna che vive sola e lavora
all'improvviso comincia a dipendere da qualcun altro?
Vai a letto.
No, devo dirtelo oggi.
Come può una semplice telefonata a una persona
diventare un disastro per un'altra?
Non mi dire nulla... Nulla!
Sembri stanca.
Spengo le luci?
No, lasciane una accesa.
Le spegnerò tutte per una volta. Ti farà bene.
Vai a dormire. Sii felice.
Sono felice.
Perché se non sei felice...
Allora?
Allora...
Non scriverai o farai nulla di buono!
Malina!
Malina!
Malina, mi merito ancora qualcosa?
Puoi avere tutto di me,
tranne ciò che non ho.
Quello, non posso dartelo.
Che c'è ora?
Per quanto durerà questa storia?
È troppo presto per chiederlo.
Per ora non è un problema.
Presto, forse... Un giorno.
Voglio che tu venga subito.
Voglio che tu venga subito.
Perché mi guardi come se avessi visto un fantasma?
Eventi banali possono causare un'esplosione in qualsiasi momento.
Spero che questa calamità abbia risparmiato la tua auto.
Me la presti per stasera?
La mia è dal meccanico.
Ho davvero bisogno di un'auto.
È per via della mano di Bela: bruciata, slogata o qualcosa del genere.
Certo, ti darò le chiavi.
Eccole!
Grazie.
Voglio che vieni subito.
"Se sei a conoscenza di qualcosa, non rivelarlo!"
Ero a letto.
Sono stanca morta.
Come sta Bela?
Le sua mano non è slogata, rotta o ferita.
Solo una piccola ustione.
Mia madre ha esagerato, come sempre.
Ora... Sono io che vorrei essere malato.
Quella luce non è buona per lavorare.
Fa male agli occhi.
Scusami, ma vado di corsa.
Non sono Gesù, non posso salvarti.
Gli assomigli.
Ivan!
Se non puoi salvarmi, proteggimi dal fuoco.
Scommetto che ci ha già pensato Malina.
"Gentile sig. Schonthal, per anni...
Non sono stata in grado di aprire la porta,
rispondere al telefono o chiamare per settimane.
Non ci riesco. Ma non so come uscirne."
La lettera per il sig. Schonthal deve essere recapitata immediatamente.
La richiesta risale a un anno fa.
Questa lettera non va bene.
Non conosco quest'uomo.
È una Gräf & Stift, berlina 4 porte,
4 cilindri, alesaggio da 115 mm,
numero motore: 287, 42 PS.
Mi senti?
L'unico elemento femminile nel tuo museo
sono le rampe per cavalli nelle scene di battaglia.
Il retro è stato danneggiato da un bombardamento terrorista.
Puoi vederne i segni.
Non mi credi e hai ragione,
ma un giorno... Potrei cominciare...
Comincia, dunque.
...a consacrarmi a te, a ciò che fai, pensi, senti.
Lascia che riposi, mescola, batti, impasta, mescola, mescola...
Segui queste ricette attentamente e finirai in ospedale.
Ce l'hai scritto in faccia
quando qualcosa non va.
Ma ora va tutto bene.
Perché non lo dici che vuoi tornare a casa mia?
Smettila, Ivan!
Ti sto lasciando al tuo gioco.
Non sto giocando.
Ho smesso di giocare tempo fa.
Ecco. Senza giochi va tutto male.
"Morirò. Ma la mia morte mi vendicherà.
Non morirò sola. Qualcuno mi seguirà."
Non capisco... Per le cerimonie del Giubileo?
Un'epoca gloriosa, prima della mia nascita.
Non so davvero cosa pensare.
Non che debba farlo...
Ma sa, come dice il detto:
la storia impartisce lezioni, ma non ha studenti.
Cosa stavo dicendo? Cercherò di essere più chiara,
attenermi ai fatti. La giustizia...
La giustizia una volontà pia,
una speranza per l'inaccessibile.
Quando ci tocca così da vicino,
la chiamiamo ingiustizia.
I veri responsabili sono ancora vivi...
L'incendio al Tribunale... Quell'incendio permanente...
Fuoco... C'è sempre del fuoco...
Sta cancellando il nastro? Perché? Cancella tutto?
Cosa stavo dicendo?
Leggo molto.
Ma vedo orrore e shock ovunque...
Parole su un segnale, nomi su un poster, titoli di libri,
un nome in un elenco telefonico,
un epitaffio in sloveno su una lapide,
un cartello, una riga su una pagina...
A volte, questi frammenti insistono per avere la parola.
"Con la mia mano ustionata, scrivo sul fuoco."
La lingua è una punizione:
tutto vi è contenuto e attraverso di essa Tutto svanisce.
Tutto svanisce!
Tramite un medium così fragile,
il nostro secolo ha infiammato alcune menti,
in una combustione che ha permesso di ottenere luce.
Gettati nelle fiamme! Per poi risalire dai camini!
Bela avrebbe dovuto riprendervi tempo fa.
Eri a casa:
ho visto la luce dalla tua finestra.
Volevo dirti...
Perché non mi hai chiamata? Anch'io ero occupata.
Non fai altro che giustificarti!
Dovresti attaccarmi. Forza, attaccami!
Lo faccio in continuazione. Ma non te ne accorgi.
Dammi la mano.
Non così, il dorso.
Le mani di una donna ne rivelano l'età.
Me ne accorgo subito.
Non ci si può sbagliare con le donne.
Guarda:
queste macchie marroni...
Lasciami!
Ti devo mettere in guardia.
Ti salvo dal soffocamento,
e sei tu ad avvertirmi?
Non sono la persona che credi io sia.
Non ti rendi conto che sono doppia.
Doppia!
Sono anche la creatura di Malina. Non te ne rendi conto.
Non ti ha insegnato granché, il tuo Malina!
Capisci?
Sono anch'io Malina e Malina sono io.
Sei un uomo bellissimo, Malina.
Scrivo semplicemente:
"Non mi lasci altra scelta se non difendere il mio nascondiglio.
Non lo descriverò.
Lo conoscevi bene."
Firmalo semplicemente con:
"Una sconosciuta".
La posta per te è come una granata detonata.
Cosa volevi?
Limitare i tuoi impulsi caritatevoli.
Altrimenti...
niente parrucchiera per un anno.
Cerca qualcuno, signora?
Un signore bulgaro da Israele
che legge l'Express.
Ci sono 20 uomini che leggono l'Express, signora.
Sono la bionda col soprabito celeste.
E dopo questo incontro non potrò permettermene uno nuovo.
Mi scusi, signora?
Spero non abbia bisogno di milioni...
È lei?
È venuta... Stupendo!
Ha incontrato i miei amici in Israele?
Non credo.
Non ero in Israele. Sono bulgaro.
Ho trovato il suo nome nell'elenco telefonico.
Lei è la mia unica speranza.
Viene da Sofia?
Le ho portato una cosa.
Dovrei leggerlo ora?
Tutto, immediatamente!
Lo leggerò a casa.
Legga tutto, ora!
La prego, ora!
Ebbene?
Ascolti, non posso leggere tutto ora!
Ascolti, la prego...
Ho bisogno di soldi per raggiungere Itzehoe.
Dove?
Deve andare a Itzehoe?
Vogliono amputarmi le gambe lì.
Le amputeranno le gambe?
E non ha soldi?
Ha degli spiccioli?
Grazie.
Grazie al cielo hai risposto! Devi aiutarmi!
Sta arrivando uno straniero.
Compragli un biglietto in 1° classe per Itzehoe.
Solo andata.
E dagli 2.000 scellini in contanti.
Devo andare. Ha una penna?
Lo dia a quell'uomo quando sarò uscita.
Subito, signora.
Non ora! Quando sarò andata via!
Devo rispondere a tutte queste lettere?
Riportale alla posta.
Questi gatti devono sparire!
Ce ne sbarazzeremo entro la fine del mese.
L'hai detto il mese scorso! Non mi piacciono!
Appartengono a due bambini.
Grazie per avergli dato da mangiare ieri! Pensi a tutto.
Signora! Perché non spostare il mobile oggi?
Perché oggi, Lina?
È tutto l'anno che me lo chiede.
Perché non ora?
Abbiamo aspettato fino ad ora, cosa cambierà una settimana?
Chiameremo degli uomini per farlo.
Uomini, signora?
Non abbiamo bisogno di uomini per spostare qualche rametto.
Non guardare me! Non sono un uomo!
Ho un'idea!
Troveremo due uomini e daremo loro una mancia e una birra!
Dia a me la mancia, signora.
Possiamo farlo da noi.
È per me.
È per me!
Sparisca!
È per me.
Non risponde nessuno.
Che sta facendo?
Lasci! Devo rimanere qui!
Devo aspettare prima di poter entrare in casa.
Dovrei chiamare qualcuno per venire a prenderla?
No, devo rimanere qui... Devo aspettare prima di rientrare...
Devo aspettare...
...finché potrò passare di lì... 9 Ungargasse.
Devo rimanere qui...
Perché...
Comprende?
Lui è Andras e lei è Bela! I miei unici discendenti!
Ciao zia!
Il dentista vi ha fatto male?
Il mio dente faceva male, ma lui l'ha tirato!
E io... Io...
Avevi solo due piccole carie!
Non ti credo. Fammi vedere!
A me hanno tirato il dente del giudizio. Io ce li ho, tu no!
Bugiarda!
Ti disprezzo, figlio di un cane del Califfo.
Io, Cashmir il mago, ti deporrò.
Mizrah, figlio mio,
tu sarai il nuovo califfo di Baghdad!
Questa polvere magica mi sarà d'aiuto!
Le creature si tormentavano sotto l'incantesimo.
Non sapevano come porre fine ai loro tormenti,
come sbarazzarsi dei corpi di cicogna.
Chi avrebbe creduto alla loro storia?
Una cicogna che dice di essere un califfo!
Quindi volarono verso Medina
e qui trovarono rifugio per la notte
tra vecchie rovine.
Il califfo aprì la porta col suo becco
e si arrestò sorpreso.
Benvenute, cicogne!
Mio padre è il Re dell'India, ed io sono la sua unica, infelice figlia.
Mi chiamo Lusa.
Il mago Cashmir mi ha fatto un incantesimo.
Un giorno chiese la mia mano a mio padre
per darmi in sposa a suo figlio.
Mio padre lo cacciò via.
La sua vendetta fu questo incantesimo.
Mi trascinò qui.
E mi disse con rabbia:
"Rimarrai qui, respinta da tutti
fino alla fine dei tuoi giorni, o finché qualcun altro
ti prenderà in sposa nonostante il tuo aspetto!"
So come sciogliere l'incantesimo.
Se uno di voi mi prenderà in sposa,
lo aiuterò a cercare la formula magica per spezza l'incantesimo.
Sii paziente. Lo sai che ci rincontreremo.
Lo so.
Ma dove? Quando?
In una città...
E in questa città ci sarà una strada.
Perderò i miei occhi.
Sarà domenica nello specchio.
Raccogli la stella dal mio occhio prima che scintilli.
Tira l'erba dal mio sopracciglio prima che appassisca.
Chiudi la porta alle nuvole prima che io precipiti.
Battuto un'altra volta!
Giochi a comando.
Attacchi tutto ciò che mi appartiene
e ignori tutto il resto.
Battuto!
Ti muovi di sotterfugio vicino alla mia porta,
anche quando l'appartamento è vuoto.
Anche quando sono sola.
Lo so... Come se non ci fossero porte...
Preferiresti che io sia sospettoso?
Devi essere tu a prendere l'iniziativa.
Non farmi dire cose stupide.
Non è questo il mio ruolo.
Cosa volevi?
Niente.
Sta diventando più semplice stare lontani.
Non me ne sono accorto.
Ora posso trascorrere ore senza pensare...
A te.
Un giorno la terra si aprirà ai tuoi piedi.
Non fai che gridare "Al lupo!".
Sai, quando mi lascio andare...
È più facile festeggiare!
Visto? So lasciarti.
Ma ritorni immediatamente!
Cinque secondi in meno dell'ultima volta.
Ma dovresti smettere di bere. L'avevi promesso.
Mi hai presa alla sprovvista! Ero vicina all'immortalità!
Indossa il vestito a fasce.
Nemmeno morta.
Solo se fumi mentre ti cambi!
Sono appena rientrata.
Una passeggiata.
Da casa tua? No? Ti richiamo.
Ok, ti chiamo domani.
"Riattaccare è come...
...aprire una diga! Come tenere la testa a galla?"
"Arriverà il giorno..."
Cosa hai cancellato?
L'hai visto.
Smettila di prendere quelle pillole!
Pensavo a quel giorno a Klagenfurt.
Il mio primo vero dolore.
Vive ancora in me.
Di nuovo la storia della tua festa di laurea!
Passeggiavo lungo il fiume.
Avevo 13 anni. Un ragazzo angelico mi disse:
"Ho una cosa per te."
Come fai a saperlo?
"Ho una cosa per te."
Ma quando mi sono avvicinata,
mi ha dato un pugno in faccia
dicendomi: "Questo è per te!"
Fu il mio primo incontro con il dolore
E con la gioia della violenza.
Succede solo a te!
A te non succede mai nulla!
Faccia a faccia con la morte...
Non provi nulla?
Nemmeno disgusto?
Hai l'ossessione di dover discutere sempre di tutto.
Perché mi disprezzi, Ivan?
Non ti basta vedermi tornare sempre da te?
Questo è ciò che volevo sapere.
È tutto ciò che chiedo.
Malina.
Due persone possono essere separate da uno sconosciuto?
Non parlo di noi, ovviamente.
Nulla può separarci.
Perché non noi?
Perché noi siamo un'entità o non siamo nulla!
Ti spezzeranno le dita quando sarai morta!
Cosa vuoi dire?
Non riconosci una battuta?
Non era una battuta!
Non hai scritto l'indirizzo.
Quella lettera non ha bisogno di un indirizzo.
Non sei una bambina!
"Un altro brandy?" Zia Gabrielle ne prese un altro.
Si sedette. Il poliziotto disse:
"Che razza di artista è lei?"
Zia Gabrielle ci pensò attentamente
e rispose:
"Sono una bambina che canta in un coro."
Li terrei sempre con me.
Scommetto sei felice che ce ne andiamo.
Ivan, per Venezia... Non fa niente.
Non fa niente.
Ti farebbe bene.
Potremmo...
Te l'ho già spiegato.
Mia madre ha scelto il Tirolo. Andremo al lago di Mondsee.
Quando?
Tra due giorni. Non ho potuto dirtelo prima.
Tempismo perfetto.
Gli Altenwyl mi hanno invitata al Lago di Wolfgang.
Ho disdetto due volte, se non ci vado ne saranno dispiaciuti.
Vai! Ti farà bene cambiare aria.
Ho bisogno di un principe che mi venga a salvare.
Ti ho difesa, principessa. Ora ti salverò.
Chi sei? Mostrami il tuo volto.
Vieni. Non abbandonarmi.
La mia gente è più anziana delle altre, sparsa ai quattro venti.
Succederà in 20 secoli. Parliamo come esseri umani...
Io parlerò come una donna...
E tu come un uomo.
Ma...
Non rispondere alla lettera del 31 maggio, non citarne la data.
Queste possono aspettare!
Pensavo...
Vai! Per Dio, vai!
Stai balbettando. Perché? Non posso immaginarlo!
Sono impegnata oggi, quindi non ci incontreremo di nuovo.
Domani?
Non c'è bisogno che tu venga in stazione.
Vado davvero di fretta!
A domani.
Che fai?
Temi che io getti i tuoi lavori postumi mentre sei via?
Non voglio lasciare Vienna.
Vieni.
In estate, tutta la gente perbene
deve presentarsi sulle rive del Lago di Wolfgang.
Peccato...
Capisco.
Mandami una cartolina firmata dai bambini!
Non posso parlare ora. Devo chiamare un taxi.
Ciao. Sei arrivata finalmente.
Ho sentito strane voci su di te.
Mi hai promesso tranquillità.
Non ti preoccupare.
Andrà tutto bene. Siamo in famiglia.
Quante persone ci sono nella famiglia?
Non puoi rimanere chiusa in te stessa. Devi tornare in contatto con l'umanità.
Signora, una lettera per lei.
La cena è servita.
Gentili invitati, benvenuti a questa cena rustica.
Sento di dover ricordare
il legame tra questa casa e la caccia.
Avrete già visto tutti i trofei
e vi sarete chiesti perché si trovano qui.
La caccia è una tradizione di famiglia tramandata per generazioni.
I trofei che vedete
sono stati raccolti dai miei antenati nel corso dei secoli.
Probabilmente non ve ne piaceranno alcuni... O tutti.
Perché si tratta di cose morte.
Ma la tradizione di famiglia vuole che vengano conservati in questa casa.
Ho desiderato rispettare questa tradizione...
Signora!
Per questo sono conservati qui.
Mi sento crudelmente derubata dei miei giorni.
Mi dispero a vederli scomparire così
mentre la vita è al lago di Mondsee.
È irreversibile.
"Ho visto frasi sotto le stelle della notte,
sospese tra i rami degli alberi,
a galleggiare nelle fognature,
stampate dalle auto nell'asfalto incandescente."
Servizio telegrafico.
Ho urgentemente bisogno di un telegramma
per tornare urgentemente a Vienna.
Grazie, Malina.
Non riesco a respirare!
Torna da lavoro prima, ti prego. Sono prigioniera qui.
No.
Non fa niente.
D'accordo.
Sì.
Non sono io a renderla difficile.
"Attorno a me, gli angeli perdono le loro ali
E mi portano
Come si portano i malati
Come li portano in cielo.
In un anno o due
Tornerò nello stesso punto
per confondere luoghi e tempi
Per confondere te, e me."
Un libro sulla guerra!
Mamma!
Chi è tuo padre?
Sei davvero qui.
Perché ripeti "Padre"?
Coprimi, per favore.
Non so chi sia mio padre.
Non sai chi sia?
Basta! Finalmente parli di lui: chi è?
Non lo so!
Giura di non saperlo!
No, non giuro mai.
Allora te lo dirò.
Te lo dirò.
No... Non me lo dirai mai.
Non me lo dirai mai.
Portami un asciugamano per la testa, fa male.
Me lo dirai! Ne sono certo!
Fai uno sforzo! Sollevati!
Cammina un po'!
Desidero la pace!
Sei tu stessa ad essere una guerra!
Voglio che la guerra finisse...
Respira!
Non più odio!
Respira!
Stai già meglio.
Ti reggo io!
Andremo alla finestra.
Tranquilla...
Non dire nulla.
Almeno bevi del tè.
Le uova sono pronte.
Come è possibile sia andato a male in due giorni? Era in frigo.
Perdonami, Malina.
Per cosa?
Vestiti.
Non piace parlare così presto.
Calmati!
Passerà.
Ho freddo.
È la placca di ferro. Ricordi l'incidente?
Tutti dovrebbero avere un pezzetto di ferro o plastica
nelle parti del corpo più sollecitate di altre.
Per te, per esempio, si tratta delle spalle.
Non perdere la ragione così!
Vieni, ti imploro!
Non implorarmi!
Vieni!
Non implorarmi!
Ti imploro, Ivan non deve sapere. Promettilo!
Finché posso, sarò io a parlargliene. Non dirglielo!
A chi?
Non una parola. A nessuno. Promettilo!
Raccontami qualcosa. Com'è stata la cena dai Fleissner?
Parlami. Di' qualcosa! Qualsiasi cosa.
Accendi le candele, le luci... Ho bisogno di luce!
So di aver bisogno di luce,
Basta!
Accendi tutte le luci. In tutte le stanze. Sempre.
Anzi, Malina...
Che c'è? Vai a dormire! Devi dormire!
Per caso, ho detto un nome prima... Il nome di un uomo?
No.
Lascia la luce accesa, non ti preoccupare per me.
Quell'uomo è ancora vivo. Mi ha chiamato.
Se chiama...
Digli...
Digli... No, non fa nulla.
Non dirgli nulla.
Digli di non richiamare.
Cosa posso fare per te?
Cosa potresti fare?
Gettarmi sotto un'auto o nel Danubio. E tu, come stai?
Molto lavoro... Nulla di speciale. I bambini si sono abituati.
Ti ho mai detto che una volta ho lavorato per un'agenzia di stampa?
Manipolano davvero le notizie!
Non fanno che manomettere tutto quello che gli viene riferito.
Perfetto per te!
Ti prende e ti gela il sangue.
Sono due anni che non leggo un giornale.
Non posso bere whisky di sera.
Hai qualcosa da dirmi?
Posso interpretare quei sogni...
Perché ridi?
Non sto ridendo.
Dovresti cercare di dormire!
Comincio a comprendere.
Ho sempre distorto le parole.
Al posto di "modo di essere",
leggevo "morte dell'essere".
Riuscirai a svegliarti presto domani mattina?
Sono stanco morto.
Se per una volta riuscissi a cucinare perfettamente un uovo,
né troppo, né troppo poco cotto,
te ne sarei grato.
Le acque del Danubio e del Neva devono inzupparli,
così che diventino statue di ghiaccio!
Prima bisogna uccidere gli sventurati, no?
Certo che no!
Se lo facessi, le espressioni sacre delle leggi della natura di questa coppia,
sparirebbero completamente!
No, li innaffierò da vivi.
Li ucciderai comunque.
Certo che no!
I loro movimenti naturali,
espressioni delle leggi di natura,
sparirebbero!
Continuerò ad annaffiarli da vivi.
- Li ucciderai! - Certo che no!
Lo sai che non ho più una sorella chiamata Eleonore.
Eravamo legate da piccole.
A scuola a Vienna, andavamo ai concerti domenicali.
A volte uscivamo con lo stesso uomo.
Eri gelosa?
No.
Un giorno mi inviò una lettera triste. Non era da lei.
Cosa le è successo?
Non lo so...
Deceduta all'estero.
"Ciò che rende queste immagini così importanti
sono i pensieri, soprattutto cupi, che evocano.
Se qualche sprovveduto
tentasse di soddisfare una curiosità malsana,
lo avverto gentilmente:
non troverà nulla capace di eccitare un'immaginazione malata.
Troverà solo un vizio inevitabile:
gli occhi di un demone imboscato nell'oscurità."
Animus...
Chi è lei?
È il 26 gennaio!
Tutto lavato via dalla pioggia.
L'aria è pesante qui. Vieni alla finestra.
Quei sogni...
Vieni!
Quei sogni...
I tuoi ricordi?
A volte sono confusa.
Una persona non può essere tutto per un'altra.
Esattamente.
Nessuno è mai stato tutto per me.
È per questo che è così triste.
Allora, devi fare una cosa:
dissolvi tutti in una sola persona.
Ma li ho già dissolti.
Vero.
Devi conviverci.
Oppure no.
Padre! Questa volta mi ascolterai!
Non hai niente da dire?
So chi sei!
Non è mio padre,
è il mio assassino!
Perché continui a ripetere "Padre"?
È sempre una guerra!
Una guerra infinita.
Firmi qui. Ecco la sua lettera.
Preferisco le lettere...
Che non mi recapita!
Ma la sua posta deve essere piacevole.
Faccio del mio meglio.
Vedremo. La posta può diventare un fardello.
Aspetti, quasi dimenticavo...
Ecco!
Ha un bel umorismo!
Ci si può sentire legati a qualcuno che si conosce appena. Succede con lei.
Quante lettere hai scritto ma non hai inviato?
10.000 negli ultimi cinque anni.
Cosa hai fatto ai tuoi abiti?
Ho rotto con me stessa.
Non possiamo uscire così!
Guardati!
Dio, guardati!
E se andassimo a vivere in un'altra casa?
Non puoi andare avanti così! Guarda!
Dici che questa casa puzza di urina di gatto.
Non ti capisco più.
Tieni!
Non ti mettere a piangere!
E se rimanessimo qui?
Non vuoi uscire
No!
Rimarrò qui. È meglio.
Tu?
Sorpreso?
Devi avvertirmi!
Sono venuta per ascoltare la radio! Ho bisogno di notizie!
Molto elegante!
- Acquisto recente? - Recentissimo!
Mi dispiace, devo buttarti fuori!
Sbattimi fuori, certo!
Ivan...
Ti va di bere qualcosa?
È successo qualcosa. Sembri stato colpito da un tornado.
Ci sono ancora dentro.
Hai qualcosa da dirmi?
Io? Niente. Solo "Ivan".
Hai detto qualcosa in più.
Ivan... Vita mia.
Tu sei gioia, sei vita.
Credere in te è la via per la vita eterna.
Cosa hai detto?
Niente. Da quanto mi accorci la vita?
Quando sono morta?
Mia dolce folle,
tornerai alla vita un giorno.
Un giorno ti dirò una cosa. Una volta per tutte.
Non oggi. Ma lo farò.
Hai finito le sigarette?
Esatto, ho finito le sigarette.
Scusami, devo andare. Non sto bene.
Ho dimenticato una cosa.
Ho dimenticato di spegnere...
...il fornello col caffè... Voglio dire...
Ti dispiace?
Certo che no.
Certo che non ti dispiace!
Bisogna fare un po' d'ordine.
Cosa vuoi dire?
Il tuo lavoro postumo va ricordato...
"Stili di morte"...
Aspetta, non è più così.
Aspetta... Ecco! Ora è così. Leggi!
"Morti differenti"...
Ci provo, ma non ti capisco.
Ricordi quella notte in cui non hai voluto collegare la corrente
e siamo rimasti tutta la notte al buio?
Ero spesso al buio mentre tu eri nella luce!
Mi fai male!
Ti ho appena toccata!
Sì, ma fa male!
La mia borsa...
- Rossetto? - Sì.
Ora non ho più segreti per te.
Indosserò il vestito nero e la cintura nuova.
Metti lo scialle colorato... Dato che non indossi mai l'abito a fasce.
Lo indosserò un giorno.
Almeno non l'hai distrutto. Grazie per averlo risparmiato.
Anche tu mi hai risparmiato, Malina.
O forse dovrei dire: abbandonata.
Idiozie!
Mi hai lasciata viva... Ecco tutto!
Cosa significa la parola "vivo"?
Ciò che è non è vivibile!
Hai dimenticato da tempo che esisto al tuo fianco.
Io? Dimenticarti?
- Andiamo! - No.
No! Vai prima tu, ti raggiungerò.
No, sono sola.
Sì, ti richiamo io.
Buonasera.
Vieni, Ivan?
Non posso!
Non lo vedi che qualcun altro si è già seduto qui?
Mi dispiace. Devi essere affamato. Torniamo dentro.
Ora mangerò. Non riuscivo a sopportarlo all'inizio.
- Possiamo tornare a casa. - No!
Odiavo il pensiero che un'altra coppia come noi
si sarebbe seduta lì a un certo punto.
Non c'è bisogno di tornare.
Ma lo farò. Per il mio ultimo pasto.
So come ci si sente ad essere decapitati.
La prego... Potrebbe...
Potrebbe...
Cosa?
Un secondo...
Mi dica...
Potrebbe aiutarmi, per favore?
Aspetti...
Io...
Non so dove sono.
Mi sono persa... Dov'è la Ungargasse?
Non ci sarà un domani... La gente non sarà...
Non sarà mai... Sarà la fine.
Non guardarmi così! È il mio!
Sollevati!
Tempo fa ho incontrato una persona stupenda.
È questo che ti ha devastata?
Al contrario!
Come può una persona così stupenda,
farti sognare più di chiunque altro sulla terra?
La bellezza non è nulla!
Lo so...
Per te non conta nulla, ma è vitale, io l'ho vista.
Non sono mai stata felice, ma ho incontrato la bellezza!
Sollevati!
Sforzati, dannazione! Non lasciarti andare!
Lasciarmi andare? O lasciarti andare?
Parlo di te!
Mi alzerò, solo per te!
Come mangio: solo per te.
Uccidilo!
Hai detto qualcosa?
Uccidilo!
Non posso, è impossibile.
È la mia vita!
Uccidilo!
Il principe diventerà una rana.
Almeno non farò del male a nessuno.
Sei pallida come la morte. Stai male?
Hai bisogno di riposo.
No, sono in buona salute.
Ci telefoneremo.
Sì.
Ti ho detto che ci telefoneremo di tanto in tanto.
Capisco. Ci telefoneremo.
A che servirebbe?
Perché gridi? Ci telefoneremo.
Ho molto da fare.
Ora ci chiameremo di tanto in tanto.
Cosa fai?
Se nessuno telefona, questo muro deve aprirsi!
Deve cedere!
Non riesci a controllarti?
No, non ci riesco!
Presto nulla ecciterà i miei ricordi.
Stenditi, ti prego!
Deve cedere!
Deve cedere!
Nulla cadrà solo perché lo vuoi.
Ho perso l'unico profumo che mi faceva dormire in pace.
Se ami qualcuno, questo qualcuno non dovrebbe più esistere.
Mai più.
Devi andare ora.
- Hai tutto ciò che ti serve? - Certo!
- Starai bene da sola? - Certo.
Scusa per la vestaglia.
Ho una voglia folle di indossarlo oggi.
Oggi sono dell'umore per indossarlo.
Come fai sempre a indovinare la mia taglia?
Posso disdire...
- No, vai! - Posso disdire...
No, vai!
Grazie per il vestito.
Devo parlarti oggi.
Devo dirtelo ora.
Ne hai già prese tre.
Basta così!
No, una e mezza!
Non vedi che una è a metà?
Le ho contate stamattina. Ne mancano tre.
Due e mezzo, massimo. E le metà non contano.
Dormi bene.
Non capisci niente!
Hai detto qualcosa?
Ti prego, un'altra. Ne ho bisogno!
Non ce la faccio. Ti prego!
Non una di più!
Ti prego!
Andiamo a dormire.
Solo un'altra! Ti prego!
La mia ultima volontà.
Ecco cosa vorrei preservare della mia vita:
la bella voce di Malina,
ma nessuna delle mie parole migliori in attacchi di dolce eccitamento.
Non ingoierò 40 pillole,
solo per Ivan,
Così che lui non si colpevole.
A Sua Eccellenza Malina
non causerò alcun dolore,
solo perché non voglio ferire Ivan.
Ivan non è colpevole.
Da quanto tempo il muro è crepato?
Quando l'hai notato?
Quando sono apparse queste ombre sui termosifoni?
Deve pur esserci qualcosa sulle pareti.
Dato che non appendiamo quadri.
Ho bisogno di pareti bianche,
pareti intatte. Odio le pareti ferite.
È l'unica cosa che puoi indossare?
Perché indossi sempre la mia vecchia vestaglia?
Non mi è rimasto più niente da indossare.
Qualcosa deve essere andato storto.
Un uomo, una donna...
È una strana follia.
Quali parole? Quale errore?
Non sono d'accordo.
Ma è qui e ora?
Sì, certo...
Devi tenermi con te, Malina.
Come dovrei comportarmi con te?
Ti odio!
Hai detto qualcosa?
Devi tenermi con te, Malina.
Non è vero.
Ciò che ti ho detto.
Non crederò mai più a una tua parola.
Mai più.
Che fai?
Vieni a sederti.
Niente più lettere.
Hai finito?
Che fai? Prepara un caffè.
Se vuoi, vado subito.
Il mio regno!
Il mio regno incredibile, sorretto con le mie mani mortali!
Il mio regno...
Il mio regno incredibile, sorretto con le mie mani immortali.
Il mio regno. Ora non più grande di questa fiamma.
Non bruciare!
Non devo bruciare!
Malina...
Sì?
Malina, se mi lasci ora, è omicidio.
Omicidio?
Sì.
Quello che non avrai commesso.
Ha sbagliato numero.
Dovrei ripeterle il numero?
71-33-44
No, non c'è nessuna donna qui.
No, si sbaglia.
Qui non ha mai vissuto una donna con quel nome.
Il mio nome?
È stato un omicidio.
Sottotitoli: Marianna Silvano
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