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.:: Sobrio Subber Productions ::. Sottotitoli a cura di - Mac Guffin - per www.cinesuggestion.blogspot.it
E' uno spreco di tempo.
Non ti ascoltero' piu'.
Peter ci sentira' litigare, e non dovrebbe.
-Lascia che ci ascolti litigare. -Lui dovrebbe ascoltarci
mentre proviamo a instillargli dei valori,
perche' possa affrontare quello che dovra' fare nella vita.
-Ho detto che dovrebbe ascoltarmi.
Credo sia ora- -Ti sta ascoltando.
Ma credo che stia ascoltando da te le cose sbagliate.
-Mio Dio! Che vita e' questa!
Perche' devo sopportare questa cosa?
Devo andare a lavoro questa mattina.
Mi chiamo Peter.
Ho 23 anni,
e ho vissuto a casa per tutta la vita...
osservando i miei genitori detestarsi a vicenda.
Per un po', ho pensato che fosse una cosa piuttosto eccitante da fare.
Ma durante lo scorso anno,
tutto ha iniziato a darmi sui nervi.
Cosi' quello che sto facendo invece
e' spendere molto del mio tempo... fingendo.
Tanti Auguri A Te
Tanti Auguri A Te
Tanti Auguri Caro Peter
Tanti Auguri A Te
Peter: Ho capito molto tempo fa
che essere soli era piu' semplice se diventi... due persone.
Una parte di te sarebbe rimasta sempre la stessa, come un pubblico,
l'altra parte avrebbe assunto ruoli diversi,
piu' o meno come un attore.
Ora prima che cominciamo, vorrei far notare quelle videocamere.
filmeranno la nostra conversazione.
Dopo questo incontro, vorrei che ognuno di voi visionasse la cassetta,
in qualche momento della prossima settimana.
Ora, e' importante che la vediate da soli.
Usate una delle nostre stanze al nono piano.
Poi, quando ci reincontreremo,
potremo parlare delle vostre reazioni a quello che vedrete,
e quello che pensate del modo in cui vi state comportando.
Ok? Bene.
Quel sistema e' collegato ad un... generatore sincronizzato?
Si'. Ora... Bene.
Qualcuno puo' dirmi cosa vi ha portato qui?
In questo momento, il nostro grosso problema e' con Peter.
Non vuole fare niente di se' stesso.
E' vero, Peter?
Credo, si'.
Cosa fai tutto il giorno?
Lui finge.
E' corretto, Peter? Fingi?
A volte. Perche'?
Ti piace?
Credo, si'.
Hai molti amici?
Perche' no?
Io... trovo difficile comunicare a volte.
Sei solo?
Quanti anni hai? Ne ha 23.
L'ho chiesto a Peter.
E' vero? Hai 23 anni?
Si'.
Di solito tua madre risponde alle domande al posto tuo?
A volte.
Molte volte?
A che ora ti alzi al mattino?
Di solito dorme fino a tardi.
Resti alzato fino a tardi?
Allora perch� dormi cosi' tanto?
Sig.Foster, lei a che ora di solito si alza?
Oh, alle sei meno un quarto, alle sei.
Va a lavoro? Si'.
E' un buon lavoro? Oh, s!
E lei lavora duramente? S�.
Prova un certo orgoglio per quello che fa? Uh-huh.
Allora com'e' che ha cresciuto un figlio
che non vuole lavorare, che non ha orgoglio
e finge tutto il tempo di essere qualcun altro?
E'... E' necessario essere cosi' bruschi
riguardo tutto questo? Forse Peter sta cercando
di rifiutare i suoi valori. E' cosi', Peter?
Non vuoi essere come i tuoi genitori?
Oh, io non ho nulla contro di loro.
Li ami?
-Hmm.
Molto?
( Sente delle voci )
Peter: ripensando alle nostre sedute alla clinica familiare,
mi sono reso conto di una cosa:
Invidio i terapeuti.
Voglio dire, cosa puo' esserci di pi� eccitante di...
conoscere un'altra famiglia,
provare a risolvere i loro problemi?
Cosa puo' essere piu' soddisfacente di...
dare consigli sulla vita di altre persone?
Padre: Non sono obbligato a stare a sentire.
Devo andare a lavoro al mattino.
Si', devi, Gary, se vuoi che entriamo in contatto l'uno con l'altro...
e in contatto con nostro figlio. Questo e' uno spreco del mio tempo.
Allora come sta la tua famiglia? Non male.
E la tua? Cosi' cosi'... sai.
Come se la passa tua madre? Sta meglio.
E tua moglie?
Mi ha detto che ha passato il weedend con un altro uomo.
Stai scherzando. Poi ha tentato il suicidio.
Che mi dici di tuo marito? Oh, lui e' fantastico.
molto cooperativo, molto... aperto riguardo ai suoi sentimenti, sai.
Beh, questo e' un inizio. Si', suppongo.
Devo farti vedere la mia famiglia una volta.
Hai molte cassette su di loro? Sei ore.
A colori? Bianco e nero.
Ma l'ho girato nella stanza 304. Dunque sei contenta del-
Oh, le luci sono persino meglio di quanto sperassi.
E' cosi' difficile rendere i colori dell'incarnato.
Posso aiutarla? Si'. Sono qui per vedere una cassetta.
Quale? Foster.
Ecco a lei, Dottore.
Sei nuova qui, non e' vero?
Si'. Lavoro qui questa mattina.
La signorina Minuchin aveva una visita medica.
Nulla di serio, spero?
Doveva farsi sistemare un dente. Ah...
E qual'e' il suo nome? Liza.
Liza...
Io mi chiamo Ted, ma la maggior parte delle persone qui mi chiama Teddy.
Beh, io saro' qui solo stamattina.
Oh, chiamami Teddy mentre sei qui.
La stanza 153 e' libera. Grazie, Liza.
Prego... Teddy.
Madre: non vuole fare niente di se' stesso.
Terapeuta: Che cosa fai tutto il giorno?
Hai molti amici? Sei solo?
Quanti anni hai?
Di solito tua madre risponde alle domande al posto tuo?
Allora com'e' che ha cresciuto un figlio
che non vuole un lavoro, che non ha orgoglio,
e finge di essere qualcun'altro?
E' necessario essere cose' bruschi riguardo tutto questo?
Forse Peter sta cercando di rifiutare-
Peter: per 23 anni,
Sono stato cresciuto come l'orgoglio e la gioia dei miei genitori.
Questo deve cambiare.
Adesso voglio il controllo.
Ciao, Sarah.
Come vanne le cose la' fuori?
Questa e' una cassetta della sessione di cui ti ho parlato nella mia lettera.
Ho incluso un file sulla famiglia,
Che ti aiutera' a farti un'idea del loro background.
Come vedrete, c'e' un membro fantasma con il quale sto avendo a che fare qui:
un figlio che e' stato dato in adozione.
Sebbene la figura del figlio assente
inscriva uno stress nell'equilibrio familiare,
questa seduta si e' dimostrata piuttosto efficace
nel mitigare la tirannia del figlio scomparso.
Spero che lo trovera' utile.
Perche' crede che sua figlia se ne sia andata di casa?
-Perche' lei non mi rispetta, ecco perche'.
-Perche' crede che non la rispetti?
-Perche' si comporta come un pezzo grosso.
-In quale modo?
Il modo in cui si veste.
La guardi.
E' arrabbiato solo per questo, George? Per i suoi vestiti?
Si veste come una... come una puttana.
Pensa che sia una puttana?
Quando parlate, lei ascolta sua figlia?
Si'.
Lei invece pensa il contrario.
Lei non mi ascolta!
-Allora perche' la tratta come una bambina?
-Perch� mi fa arrabbiare.
-Come?
-Hum... e' che... lei... lo fa e basta.
-E' sicuro di non essere arrabbiato riguardo suo figlio, George?
Riguardo Bedros?
le spiace che lui non sia qui per migliorare le cose,
per seguire i suoi passi?
E' arrabbiato con Azah perche' lei rifiuta i valori
che lei crede suo figlio avrebbe accettato?
Lei ha dato via suo figlio quando � arrivato in questo paese.
-Non avevamo soldi. -Cosi' l'ha dato via.
Qualche anno dopo, lei ha avuto una figlia. L'ha tenuta.
Lei e' in questa stanza con noi adesso.
Questo la agita?
A cosa sta pensando, Sonya?
-Voglio che siamo felici.
-D'accordo. Facciamo un giochino.
Voglio che facciamo finta che io sono vostro figlio.
Che io sono Bedros.
Diciamo che sono appena entrato in questa stanza.
Ciao, Sonya.
Ciao, George.
Non mi abbracci?
Hai paura che neanch'io vorro' ascoltarti?
Pensate che vi trovi ignoranti?
Che saro' imbarazzato dal vostro accento?
Beh, io si'.
Siete solo degli schifosi stranieri, dei pidocchiosi contadini!
Non mi meraviglio che le persone non si fidino di voi... puzzate!
-George! George! -Non colpirlo, George!
Continua, colpisci tuo figlio quanto vuoi!
Dr. Sarah: Avete avuto tutti l'opportunit�
Di visionare la cassetta del nostro ultimo incontro?
Bene.
Allora, iniziamo con te, Peter.
Cos'hai pensato riguardo quello che hai visto?
-Beh, ho pensato che lei avesse fatto un ottimo lavoro.
-Cosa vuoi dire?
-Beh, a far notare quali erano i problemi.
Ha mostrato una grande sensibilita'. Molto raffinata.
-E quali pensi sia il problema?
-Oh, e' ovvio: sono solo annoiato.
-Ora Peter, non dire cosi'. -No. Non c'e' niente di sbagliato in me.
-Vuoi cambiare le cose? -Si'.
-Dunque cos'hai intenzione di fare?
-Beh, ho pensato di, sa, andarmene per un po'... stare solo.
Sentirmi responsabile.
-Credo sia un'ottima idea.
Siete disposti a finanziare tale viaggio?
-Beh, ora non saprei... -Si', certo.
-Bene.
Vorrei che tenessi un diario mentre sei via.
Ne hai mai tenuto uno? -No.
-Non dev'essere per forza scritto.
Puoi parlare usando un registratore.
Fai finta che stai parlando ad uno sconosciuto,
raccontando i tuoi pensieri a qualcuno che non conosci.
Poi, quando torni, possiamo ascoltare tutti la cassetta
e discuterne. Okay? -Certo.
-Hai pensato a dove ti piacerebbe andare?
-Mi chiamo Peter.
Ho 23 anni
e ho vissuto a casa per tutta la vita,
osservando i miei genitori detestarsi a vicenda.
Per un po', ho pensato che fosse una cosa piuttosto eccitante da fare.
Ma durante lo scorso anno,
tutto ha iniziato a darmi sui nervi.
Cosi' quello che sto facendo invece
e' spendere molto del mio tempo fingendo.
Solo per togliermi le cose dalla mente.
Anche se ultimamente, mia madre mi ha beccato un paio di volte mentre lo facevo.
Penso che le dia davvero fastidio.
Cosi' un giorno, siamo andati tutti da questo terapeuta familiare,
e con il suo incoraggiamento, ho deciso di farmi questo viaggetto.
Dunque eccomi qui.
Ripensando alle nostre sessioni alla clinica,
mi sono reso conto di una cosa:
Invidio i terapeuti.
Dev'essere davvero eccitante
entrare in relazione con un'altra famiglia,
provando a risolvere i loro problemi.
Cosa puo' essere piu' soddisfacente che
dare consigli sulla vita di altre persone?
Deve dare davvero l'impressione di avere uno scopo.
Per 23 anni,
sono stato cresciuto come l'orgoglio e la gioia dei miei genitori.
Ma questo deve finire.
Voglio il controllo ora.
Salve... e' la residenza dei Deryan?...
Si'. Uhm...
Questo le suonera' un po' come una sorpresa,
Ma... io sono suo figlio...
No, No. No, non sto scherzando...
Si', suo figlio...
Bedros?
Si'... beh, vorrei...
vorrei incontrarvi.
-Stiamo aspettando qualcuno.
-Lo so.
-Bedros! -Bedros!
Bedros. Bedros. -Bedros.
-I tuoi capelli erano piu' scuri. -Ah si'?
-Neri come qulli di tua madre.
-Sei cosi' magro. Mi riempivi le dita.
Magro come tuo nonno.
Non pensi, George, che assomigli a suo nonno?
-Piu' a suo zio.
Cosi' hai tenuto il tuo nome, hey, Bedros?
-Si'.
-Ne sei fiero. -Certo che ne va fiero.
-Si', ma alcuni cambiano i loro nomi. -Non nostro figlio.
-Bedros...
Sei felice di vederci? -Puoi scommetterci.
Ringraziamo per questo cibo
e per il ritorno di nostro figlio Bedros.
Dio, ha dato suo figlio Gesu' in remissione dei nostri peccati.
Amen.
-Amen.
-Sonya, Bedros...
Bedros, Benvenuto.
( Armeno )
-Era il tuo preferito.
-Non avevo denti all'epoca, vero?
-Lo riducevo in poltiglia. In poltiglia come il pudding.
Tu mangiavi tutto. Non hai mai fatto pasticci.
Eri un cosi' bravo bambino.
Non e' vero, George? -Eh? Eh.
-Non hai mai pianto.
Perfino quando eri spaventato o arrabbiato, non hai mai pianto.
-Perfino quando lo picchiavo, non ha mai pianto.
-Dunque... avete qualche altro bambino?
-Abbiamo una figlia.
-E avete dato via anche lei?
-Noi non ti abbiamo dato via.
Non avevamo scelta.
Niente soldi, niente dottore...
niente amici, niente casa.
Cosa volevi che facessimo?
Lasciarti morire di fame?
-Mi dispiace.
Non volevo dire questo.
-Era l'unica cosa da fare.
-Allora... dov'e' mia sorella?
-E' andata via di casa.
-Quando?
-Due mesi fa.
-Lei sa che sono qui?
Beh, mi piacerebbe incontrarla.
-Lei non tornera' piu' in questa casa!
( Ascoltando se stesso ) E' un po' strano, in effetti...
stare in una citta' strana come questa.
Mi hanno sempre detto che serve
un po' di tempo per abituarsi alle ferie.
Che all'inizio, ci si puo' sentire soli... avere nostalgia di casa.
Ma io non mi sento affatto solo.
Non che la cosa mi darebbe cos� fastidio.
Voglio dire, essendo figlio unico,
sono piu' o meno nato sentendomi cos�.
E ho scoperto molto tempo fa
che essere soli e' piu' facile se diventi due persone.
Una parte di te sarebbe rimasta sempre la stessa, come un pubblico,
l'altra parte avrebbe assunto ruoli diversi,
piu' o meno come un attore.
In questo modo, potevo provare un certo divertimento,
guardando me stesso interpretare questi diversi personaggi.
Ma ieri e' stata una vera rivelazione.
Perche' per la prima volta, quasi non riuscivo a distinguere
quale parte di me stesse assumendo l'altro ruolo.
E questo e' stato un po' allarmante all'inizio.
Ma sta iniziando a piacermi.
-Alcuni di questi tappeti hanno 100 anni.
-Sono bellissimi.
Devi essere fiero di venderli. -Certamente.
Forse anche tu, sarai fiero di venderli.
Bedros, diventerai il mio socio.
Padre e figlio.
-Beh, io... io devo pensarci su.
-Certo. Certo, vuoi pensarci su... nessuna fretta. No.
Bedros, lascia che ti dica una cosa...
Ho ereditato da mio padre...
Ho cosi' tanti soldi da non sapere cosa farne.
-E' per mia madre. Giuro che e' per mia madre!
-Vado a chiamare la polizia.
E lo sai cosa faranno? Ti metteranno in galera.
-Non lo faro' piu'. La prego, Signore!
-Ti tortureranno. Ti piacchieranno con i bastoni.
Hai capito? -Si'.
-Sicuro? -Si'.
-Mi prometti che non lo farai piu'? -Si'.
Si'. -Vai.
Se vuoi che se lo ricordino, devi spaventarli.
Bedros, ti diro' una cosa.
Io amo questo paese.
Sai perche'?
A casa, avevo due storie. Due.
Ho ereditato da mio padre.
Avevo cosi' tanti soldi da non sapere cosa farmene.
Sai come ho avuto quei soldi? Corrompendo.
Ho corrotto la polizia, ho corrotto il giudice... Tutti.
E' il modo tutto nuovo di sopravvivere qui.
Era come un incubo.
Non ero felice.
Un giorno, mi sono svegliato e ho visto che mi era stato portato via tutto.
La mia casa, i miei soldi, i miei negozi... Tutto.
I bastardi mi hanno fatto aspettare tre anni
per uscire da quell'inferno. Tre anni!
Sono venuto qui senza niente.
Niente soldi, niente casa... niente.
Cosi' ho lavorato.
Ho lavorato come lavapiatti,
tassista... qualunque cosa!
Finalmente, ho fatto qualche soldo e ho comprato questo negozio.
Lo so, il negozio e' piccolo paragonato a quello che avevo la'.
Ma tu pensi che io sia triste? Oh, No. No, sono molto felice.
Lo sai perche'? Perch� se inizi con niente,
tutto quello che guadagni ti riempie d'orgoglio.
Niente mazzette. Niente bugie. Nessuna paura.
Oh! Bedros, siamo in ritardo, Sonya ci aspetta!
Sonya, siamo a casa!
-Ciao.
-Sono tua sorella. -Azah...
Non pensavo di trovarti qui.
-Stai nella mia vecchia stanza?
-No. No... In Hotel.
-E' meglio cosi'.
-E' meglio... e' meglio...
Cosa e' meglio?
Parlo con te! Cos'e' meglio?
Perche' non rispondi?
Guarda, guarda come mi rispetta!
-Il pranzo e' quasi pronto.
-Perche' non mi rispondi?!
Perche' non mi rispondi?! -Torna a dormire, Pa'.
-Non voglio dormire. Non voglio dormire!
-Fa sempre cosi'. -Stai rendendo questo casa un manicomio.
-Guardami, Pa'. Sono perfettamente calma.
-Sono calmo anch'io. Sono calmo anch'io.
Bedros, chi e' quello calmo? Di' chi e' quello calmo.
-Se solo imparassi a controllarti...
-Ho il controllo. Se mi ascolti...
-Perche' dovrei ascoltarti? -Perche' sono tuo padre!
( Armeno )
-Sono tuo padre! Sono tuo padre!
-E' stato bello incontrarti. -Te ne vai?
-Perche' non ci incontriamo domani? -Okay.
-Sonya, ti prego, no. -Calmati, George, per favore.
Voleva incontrare suo fratello. -No. Per favore, Sonya.
Peter: Un altro giorno di scoperta.
Sono stato invitato a pranzo
nella casa di un'anziana coppia molto carina
che mi ha presentato alla loro figlia.
Sono una famiglia insolita.
Piuttosto diversa da quello cui ero abituato.
Mi piacerebbe passare piu' tempo con loro.
Imparare qualcosa sul loro...
modo di vivere.
Per come la vedo io,
non c'e' niente di sbagliato nel fingere...
finche' sei consapevole che e' quello che stai facendo.
E' molto piu' difficile dire quello che si pensa
piuttosto che dire, ''Si', pap�.''
A cosa pensi?
-Tutto cio' di cui abbiamo parlato da quando ci siamo incontrati riguarda papa' e me.
-Quindi?
-Ci sono altre cose.
-Ad esempio?
-Tu e i tuoi genitori.
-Cosa vuoi dire?
-Loro com'erano?
-Abbastanza ordinari, suppongo.
Classe medio-alta.
Una bella casa.
Non c'e' molto da dire su di loro, in realta'.
-Cosa facevano?
-Il solito. -E questo significa?
-Le solite cose che fa il loro genere di persone.
Cosa c'e' di cosi' divertente?
-Sembri molto orgoglioso di loro.
-Cosa vuole che dica?
-Gli vuoi bene?
-Suppongo di si'.
-Supponi?
-Gli voglio bene.
-Ma tutto questo riguarda il passato.
-Cosa intendi?
-Li hai respinti.
-Ho dovuto farlo. -Perche'?
-E' ovvio.
-Non proprio.
Voglio dire, se io avessi scoperto che pap� e mamma mi hanno adottato,
Non proverei a cercare i miei veri genitori.
-Questo non puoi dirlo. -Perche' no?
-Beh...
E' impossibile...
immaginare se stessi in quel genere di situazione.
Semplicemente non ha senso.
Tutto cio' che posso dire e' che ho deciso di trovarvi
perche' qualcosa dentro di me
ne sentiva il bisogno. Tutto qui.
-E cosi', eccoti qui. -S�.
-Felice?
Non proprio.
-Perche' no?
-Mi turba vedere te e George discutere tutto il tempo.
-Temo che non ci sia molto che tu possa fare a riguardo.
-Si', c'e'.
Rendero' le cose migliori.
-Mai? -Non credo.
-Allora te ne preparero' un po' stasera.
E il coniglio. Ti piace il coniglio? -Si'.
-Oh... Oh, va bene.
Tua madre era una brava cuoca?
-La mia madre adottiva.
Non brava quanto te.
-Ah, lo dici cosi' per dire.
-No. Dico sul serio.
-I tuoi genitori erano arrabbiati quando l'hanno scoperto?
-Scoperto cosa?
-Scoperto che tu ci stavi cercando.
-No.
Loro non erano cosi'... emotivi.
-Non sono come noi.
-Certamente non come te.
-Ti da' fastidio quando tuo papa' grida?
-Un po'.
Lui e Azah hanno litigato sempre cosi' tanto?
-No. Un tempo si amavano.
Scherzavano, e George portava con se' Azah dappertutto.
Ma ora...
Non lo so.
-Le cose miglioreranno.
-Hai... litigato con i tuoi genitori?
-No.
Ma non facevamo molto altro.
-Eri felice?
-Sono molto piu' felice qui. -Davvero?
Allora perche' non rimani con noi, nella vecchia stanza di Azah?
-Non credo sarebbe una buona idea per noi diventare...
troppo dipendenti. -Oh, capisco.
-Sono 7 dollari, per favore.
-Okay, pago io. -No, Sonya.
-Perche'? -E' un regalo.
Azah ha detto che portera' il vino, dunque lasciami comprare il coniglio.
-Questo vino sa di sudore!
-Devo andare.
-Non hai ancora mangiato nulla. -Ho una lezione alle sette.
-Azah... -E' importante, mamma.
-Ti preparo dei sandwich. -Perche'?
-Cosi' li porti con te. -Non importa, mamma.
-Azah... -No.
-Per favore, rimani.
-Ci vediamo domani.
Arrivederci, papa'.
-Bedros, vieni a guardare la tv con me.
-Qual'e' il problema?
-Non sopporto pi� questa cosa.
E' come se lei fosse il suo nemico.
-Hai provato a parlarne con lui?
-A che scopo? -Potrebbe essere d'aiuto.
-A volte, e' meglio starsene tranquilli.
Sarebbe meglio se tu fossi qui, Bedros.
Gli manchi.
Certe notti, lui non riesce a dormire...
perche' sta pensando a te.
Dove sei? Cosa stai facendo?
A volte,
pensa addirittura che tu sia in casa sua, a guardarlo.
Vuole cosi' tanto avere suo figlio.
Ha bisogno di qualcuno che lo ascolti.
-Sono qui ora.
-Bedros, sai cos'e' che mi manca di piu'?
-Cosa?
-Tenerti in braccio come un bambino.
-Puoi ancora farlo.
-Oh, mi romperesti le ossa.
-No, non lo faro'. Vieni.
Metti le tue braccia intorno a me.
-Beh, ecco qua. -E' enorme.
-Sto cercando qualcuno con cui dividerlo.
E' piuttosto economico. -Davvero?
-Ma non c'e' il riscaldamento. -Oh.
-Pensaci.
E questa e' la mia stanza.
-E queste sono tue? -Uh-huh.
-Sono belle. -Grazie.
Lo riconosci?
E' una delle poche cose che mamma ha tenuto.
Eravate migliori amici.
-Ahime'... povero Teddy.
-Lo conoscevi? -Piuttosto bene.
-Questo sei tu.
-Diresti che sono cambiato?
-Un po' piu' alto forse?
A parte quello, sei l'immagine sputata di papa'.
-E' un complimento?
Quand'e' l'ultima volta che avete parlato voi due?
-In terapia.
-In cosa?
-Siamo andati da un consulente.
-Stai scherzando. -No.
-Come hai convinto George ad andarci?
-Mamma l'ha convinto che era per un check-up.
-E lui le ha creduto?
-Lo fa sempre.
-E' stata d'aiuto?
-Cosa? -La terapia?
-Beh, il nostro consulente sembra pensarla cosi'...
Anche se potrebbe trattarsi del suo fondamento logico per essere stato picchiato.
-Da George?
-Come lo sai?
-Ho tirato a indovinare.
Il suo caratteraccio. -Oh.
Suppongo che tutto abbia raggiunto il culmine un giorno,
quando venne a prendermi a scuola.
Ero nel mezzo di una lezione d'arte
quando si e' presentato nello studio...
Immagina lo shock. Voglio dire, eccomi li', sua figlia,
di fronte ad un uomo nudo.
Ha strappato i disegni di tutti,
e poi ha minacciato di uccidere il modello.
Non e' stato divertente.
-Cos'e' successo?
-Mi ha detto di tornare a casa con lui.
Mi sono rifiutata. -Te ne sei andata di casa?
-Pochi mesi dopo, si'.
Starai qui.
-Hai meditato su cio' di cui abbiamo parlato ieri?
-Abbiamo parlato di un sacco di cose, ieri.
-Riguardo te e papa'. -Cosa c'� da meditare?
-Beh, ero curioso riguardo il commento che lui ha fatto.
-Quale?
-''Questo vino sa di sudore.''
Mi chiedevo cosa sarebbe successo se gli avessi dato ragione.
-Perche' avrei dovuto farlo? -Per compiacerlo.
-Compiacerlo?
Mi sarei sentita un bugiarda.
-Ma non avresti dovuto. -Certo che si'.
-Non puoi pensare a te stessa come a un attrice?
-Di cosa sta parlando?
-Beh...
Un bugiardo e' qualcuno che non dice la verita'.
Un attore lo fa, ma con la voce di qualcun altro.
-Non c'e' differenza. -Certo che c'e'.
Quando reciti, lo stai facendo per qualcuno.
Stai facendo loro un regalo.
-Mi sentirei male comunque.
-Non se realizzi perche' lo stavi facendo.
-E quale sarebbe il motivo?
-Per dimostrargli che gli vuoi bene.
George!
George!
George, andiamo!
George? -Si'?
-Quanto spesso vieni in questi posti?
-Una volta a settimana.
-Sempre di giovedi'? -Si'.
A volte di martedi'. E lunedi'.
-Li trovi...
eccitanti? -Cosa vuoi dire?
-Ti eccitano? -Chi?
-Le ballerine. -Pft!
-Ma allora, perche' ci vai? -Per rilassarmi.
-Ma non sembri rilassato. -Di certo mi sono rilassato.
-Allora perche' continui ad esaminarmi?
-Perche' fai queste domande?
-Non so se e' una cosi' buona idea
per te vedere una donna come quella, sul palco...
deve colpirti in qualche modo.
-Bedros, quello che vedo sul palco... lei non e' una donna.
E' una puttana.
Tua madre, e' una donna.
-E Azah? -Azah...
Azah, lei e' una ragazzina. -Perche' dici questa cosa?
-Perche' lei si comporta come una bambina piccola.
-Adesso sta lavorando,
si sta costruendo una vita.
-Quindi?
-Beh, che cosa faresti se entrassi nel club una notte,
e vedessi Azah ballare sul palco?
-Cosa?
Cosa stai dicendo?
-Lei e' libera di fare quello che vuole.
Non puoi piu' aspettarti di controllarla.
-Lei e' una puttana?
E' questo che volevi dire?
-Credi che vorrebbe esserlo? -Oh, No. No, No...
-Perche' no?
-Perche'... perche' e' una brava ragazza.
-Allora perche' non ti fidi di lei?
Perche'... continui...
a comportarti come se lei fosse ancora una bambina?
-Bedros, lei mi fa arrabbiare.
-Perche'?
Senti, George. Io sono tuo figlio, giusto?
-Certo che sei mio figlio.
-Io provo a seguire i valori in cui credi.
Ma se non riesco ad adattarli alla mia vita,
se non sento che sono giusti, allora devo rifiutarli.
Ora questo non significa che io non ti rispetto.
Forse ti rispetto ancora di piu' per aver mantenuto questi principi
in un mondo nel quale io non riesco ad applicarli.
-Lei mi vuole bene. Eh, Bedros?
-Si', George, te ne vuole.
Temo di non aver avuto l'occasione
di registrare i miei piensieri ieri.
Ma le cose sono state piuttosto frenetiche.
Ho imparato a conoscere la famiglia molto bene.
Sembra che non ci sia fine all'enorme disponibilita'
che sono disposti a rovesciarmi addosso.
Devo trovare un modo per ripagarli della loro gentilezza
nei due giorni che mi rimangono.
Penso a casa qualche volta.
Anche se non so dire se mi manchi davvero...
Le cose intorno a me si stanno muovendo cosi' veloci.
E' difficile sapere esattamente cosa provo.
Sono stato perlopiu' felice.
Anche se con il tempo, tutto e' diventato...
in qualche modo... opprimente.
A che ora stacca lei di solito?
-Alle quattro. Comunque controlliamo. A volte finisce prima.
Allora perch� non vuoi lasciarmeli vederli?
Per favore.
-Guarda le foto. -Okay. Okay.
( Armeno )
-Hey! Hey!
Hey! Hey!
Ladro! Ladro! Hey! Ladro! Hey!
Gesu' Cristo! -Pesce d'aprile!
-Hey! Piccolo Georgie! Ho appena beccato questo tizio fuori con questi vestiti.
Non e' che per caso sono tuoi, vero?
-George! George!
Qual'e' il problema?
George!
Oh, Mio Dio, George!
George.
-Azah. Azah.
-George. George.
-Dov'e'... Dov'e' Bedros?
-Sta chiamando un'ambulanza.
-Dov'e'... dov'e' tua madre?
-E' qui vicino a te.
-Ah, Sonya. Sonya. Non piangere, Sonya.
Azah. Azah... Di' a tua madre di non piangere.
-Non piangere, mamma.
-Oh, Azah.. ti voglio bene. Sai che ti voglio bene.
-Certo che lo so. -Si'. Posso morire in pace.
-Non morirai, papa'. -Azah...
Azah, fammi una promessa. -Cosa?
-Non svenderti.
Anche se non hai un centesimo.
Lavora come lavapiatti, cameriera...
Fai quello che vuoi, ma non perdere il rispetto di te stessa.
Promettimelo, Azah, promettilo.
-Prometti, Azah, ti prego! -Lo prometto.
-Cosi' va bene. Cosi' va bene... Bedros.
Bedros, scatta una foto. -Una foto?
-Si', Si', foto. -Adesso?
-Scatta una foto adesso. Non fare domande, scatta una foto.
Bedros, scatta una foto.
Scatta... Guarda.
Scatta adesso. Scatta. Scatta.
Bene.
-Dr. Thomas Crane. Dr. Thomas Crane.
( Armeno )
-Andiamo. Sto bene. Guardami.
-Cos'ha detto il dottore?
-Che non c'e' niente che non va.
E' tutto qui dentro.
Hey, perche' non abbracci il tuo pap�?
Pesce d'aprile.
Peter: quando inizi con niente,
tutto quello che guadagni ti riempie d'orgoglio.
E' tuo.
Niente mazzette.
Niente bugie.
Nessuna paura.
-Ehila'? Ehila'!
-Sorpresa!!!
Tanti Auguri A Te
Tanti Auguri A Te
Tanti Auguri Caro Bedros
Tanti Auguri A Te
-Devi spegnerle tutte con un unico soffio.
-Ma non ci sono candele. -Certo che ci sono.
Guarda piu' da vicino. Su. Dai...
-Dove? -Dai, dai...
-DERYAN! DERYAN & FIGLIO!
Sorridi. Sorridi. Sorridi. -Sto sorridendo.
-Discorso! Discorso! Discorso! Discorso...
-Beh, prima di tutto, vorrei dire
che questa e' stata una sorpresa totale.
Avevo completamente dimenticato che oggi era il mio compleanno.
Immagino che questo dimostri quanto sia stata eccitante
per me questa settimana.
Non so bene come dirlo,
ma ho imparato qualcosa di molto, molto importante
in questi ultimi giorni. Ed e' che...
in un certo senso, e' un peccato nascere in una famiglia.
Se vieni cresciuto con un gruppo,
sei obbligato ad amarli,
e questo ti nega davvero la possibilita'
di conoscerli come persone fuori da quel gruppo.
Ora... in un certo senso,
questo significa che non puoi mai amare davvero la tua famiglia.
E questo perche' ti viene negata la liberta'
che e' necessaria per quel genere di impegno,
immagino sia quello che chiamate la liberta' di scelta.
Ed infine, uh, vorrei...
-Sbrigati! -Shht!
-Ed infine, vorrei dire...
suggerisco di decidere...
di divertirci stanotte.
-E' stato un bel discorso.
-E' sembrato che a George piacesse. -Anche se l'unica cosa che ha capito
era la parte sul ''divertirsi.''
Mmm, e' un bel casino.
-Stai facendo un buon lavoro. -Cosa?
-Interpretare la figlia perfetta.
-Non e' facile.
Zio mi ha detto che le mie cose erano ''roba per bambini''.
-Beh, li hai convinti tutti.
-Anche tu.
-Cosa vuoi dire?
-Che tu sei il figlio perfetto.
Chiudi gli occhi. -Perche'?
-Chiudili e basta. E' una sorpresa.
-Non voglio piu' sorprese.
-L'ultima. E' un regalo. -Okay.
-Tadam!
Su. Sbrigati. -Okay. Okay...
Hey, non l'ho gia' visto da qualche parte?
-Ti piace?
-Buongiorno. -Buongiorno.
Buongiorno, bambini. Buongiorno.
Hai dei postumi?
-Mi sento come se fossi stato un sonnambulo.
-Ti piacciono i tuoi parenti?
-Sono splendidi.
-Loro pensano che tu assomigli a George.
-Ti ho sorpreso, eh, ieri?
Con la mia torta... Ti ho sorpreso?
-Sentite. Uh...
C'e' una cosa che devo dirvi. -Cosa?
-Devo andarmene.
-Perche'?
-I miei genitori hanno avuto un incidente.
-Quando?
-Ieri.
-Perche' non ce l'hai detto?
-Non volevo rovinare la festa.
-Quando devi lasciarci?
-Il piu' presto possibile.
C'� un volo questo pomeriggio.
-Devi proprio andare?
Perche'?
-Sono i miei genitori.
-E' stato un incidente mortale?
Allora perche' vuoi andarci?
( Ascoltando la voce di Peter ) -E' stata una settimana memorabile.
Non mi viene in mente nessun altro momento della mia vita
in cui sono stato cosi' felice.
E' con questa consapevolezza che ho deciso di restare qui.
Mi rendo conto che questo sara' uno shock per voi,
ma non dovete mai dubitare del mio amore.
Perche' voi sarete sempre i miei genitori, mamma e papa'.
Cosi' come io saro' sempre vostro figlio, Peter.
-Ora...
Vorrei che facessimo un gioco.
Voglio che facciate finta che io sono vostro figlio.
.:: Sobrio Subber Productions ::. Sottotitoli a cura di - Mac Guffin - per www.cinesuggestion.blogspot.it
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