All language subtitles for Il Cacciatore - 02x04 - Terra bruciata

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Original subtitles

[rumore di passi]

Non ce la faccio più, Saverio!

- Ti prego, parlaci! - Che devo fare?

- Non ce la faccio! - Basta! Lasciami in pace!

[rumore di vetri infranti]

Dove vai, Giada? Aspetta! [porta che sbatte]

[pianto di Carlotta]

Il tempo delle attese era finito.

[sirene]

Sessanta lunghi giorni di sirene, sangue e manette.

In due parole: terra bruciata.

Nel gergo dei cacciatori significa che per cacciare non miri alla preda

ma bruci il bosco.

Arrestavo uomini d'onore, fiancheggiatori

semplici vivandieri... assassini di merda.

Anche amministratori compiacenti, imprenditori, politici...

altra gente di merda.

Giovanni Brusca doveva sentirsi braccato, isolato

doveva sentirsi solo, avere paura, sapere che stavo arrivando.

Bruciavo anni di indagini mie e dei miei colleghi.

Mi dicevano che ero pazzo, che avevo perso il controllo

ma non era vero.

[cigolio del letto]

Stavo solo facendo il mio lavoro.

[radio] ...contro la malavita organizzata.

[radio] Gli arresti che sono già oltre 250

sembrano riconducibili alla rete del narcotraffico di Brusca...

- che resta latitante... - Spegni 'sta cosa.

Oh, Totò! Stai attento.

Quando riprendono le esportazioni?

Per i viaggi ho già risolto

ma rimettere su una raffineria ora è un'impresa.

- Perdiamo tanto? - Duecento milioni a settimana.

La coca rimasta lì se la staranno pippando gli sbirri.

Provenzano vuole vedermi.

Vediamo se lui e Aglieri possono aiutarci.

Lascia stare quelli. Facciamo da soli, è meglio.

- Arrivi ora? - A Palermo c'è traffico.

Giovanni, ascoltami, non ci serve il loro aiuto.

Anche Don Luchino diceva...

Ancora con Don Luchino? Me ne frego di lui.

I corleonesi devono fare fronte comune.

- Lo faccio capire io a Provenzano. - Quando lo devi vedere?

Quando lo dobbiamo vedere. Vieni anche tu.

A Provenzano devi spiegare anche queste

perché a lui le bombe non piacciono più.

Come facciamo saltare la lingua agli spioni non lo giustifichiamo.

Questa è delicata e imprevedibile.

- Imprevedibile quanto? - Più che altro, danni.

- Poi se ci scappa il morto... - La consegna Enzo.

Stasera?

Dobbiamo riprenderci il territorio, Enzi'.

Vuoi responsabilità e io te le do. O vuoi scappare lontano da Palermo?

- Va bene, la porto io. - No, tranquillo, faccio io.

Per le undici sarà tutto a posto.

Abbiamo 250 fermi, le caserme piene.

Fermiamoci e vediamo se salta fuori la pista giusta.

Pezzo di merda!

Chi credi di essere? Lavori sul mio latitante senza dirmelo?

Cucuzza rientra nei nomi fatti da Monticciolo

e con il traffico di Brusca, ora è di mia competenza.

Competenze... Esiste anche il lavorare insieme.

Non solo fottere le indagini ai colleghi.

Mi dispiace, ma io lavoro con Mazza.

Bella coppia!

Hai ragione. In effetti, su Cucuzza ci lavori da mesi.

Quando lo prendiamo, vieni anche tu in conferenza stampa.

Barone, vaffanculo!

Cucuzza è la pista giusta.

"Se vuoi il capo, segui i soldi." Cucuzza è i soldi.

Brusca farà fatica a rinunciare ai piccioli della raffineria.

Potevi dirmelo. Così evitavo di farmi dare dello stronzo.

Va bene, scusami. Cerco di andare più veloce.

Io lavoro da anni con quelle persone e questo non è il mio modo di fare.

Ma tu non te ne stai andando?

Che ti frega di mantenere buoni rapporti?

Andiamo alle cose concrete. Andiamo al sodo. Al sodo.

Testa di cazzo.

La smetti di trattarmi come un traditore? Io sono ancora qua.

Ho fatto una scelta che non capisci perché sei egoista.

Io sono un egoista? Io?

Mettila come ti pare.

Giraci pure intorno, ma la verità è che mi stai abbandonando.

E' una promessa alla mia famiglia e voglio mantenerla.

Tu rispetta questa cosa.

Hai fatto anche a me una promessa. Ti ricordi? Eravamo qui.

Io ti ho detto: "Prendiamo tutti."

Tu mi hai stretto la mano, Carlo. E mi hai mentito.

Ti tratto così perché io resto solo.

Magari per cena passo da voi stasera, che dici?

- Hai sentito Giada? - Non risponde.

- Devi parlare con lei. - Certo.

Amunì.

[rintocchi di campane]

A via Sampolo e a via Cipressi.

Mi raccomando.

- A disposizione. - Bravi.

[Maria canta]

[autoradio] ♪ Adesso come stai? ♪

Non voglio mancare di rispetto, non mi sono mai rifiutato

ma davanti casa del sindaco...

♪ Restami dentro, amore.

♪ E nell'acqua che è già su, lottiamo. ♪

Via Cuba.

Non me ne fotte una minchia! La porti o non la porti?

Non posso rischiare.

♪ Ma dove cresce il mare, dove cresce il mare.

♪ Dove cresce il mare.

♪ Dove cresce il mare, dove cresce il mare. ♪

A posto, Tonino?

♪ Qui dove mi consumo

♪ sembra impossibile vivere.

♪ Prima di dormire ci guardiamo

♪ scriviamo solo canzoni d'amore. ♪

Hai visto che ce l'ho fatta?

Sono arrivato in tempo per portarti su Marte.

- Maria, Enzo! Dài, venite qua! - Sì, venite!

Beviamo un po' di tè.

Enzo, avevi detto che ci raccontavi quella cosa.

Racconta, racconta.

Allora, praticamente... in America c'è una donna.

Dice che è mezza aliena perché sua madre è stata con un grigio.

Dice che li vede spesso e le dicono che c'è un mondo diverso oltre qua.

Un mondo... che non si spiega.

Io ci credo, Enzo. Ma non mi sono mai venuti a cercare.

Non puoi saperlo, perché ti cancellano la memoria.

Se venissero, io vorrei ricordarlo.

Non si può. Sarebbe troppo per noi.

[esplosioni in lontananza]

- Che è successo? - Avete sentito il botto?

Dev'essere esploso qualcosa. Guarda che fumo.

- Vuoi che andiamo via? - No, perché?

Mi piace stare qui.

Mi piace stare con te.

[esplosioni, sirene]

Ma che hai fatto? Dài, adesso mangiamo.

- Le faccio un'altra cosa. - No, lo mangia sempre.

E' vero che lo mangi sempre?

Dovresti rispondergli al telefono.

- Ti ha detto qualcosa? - Che gli mancate.

Vuole solo parlarti, lascialo spiegare.

Saverio ha bisogno di aiuto e io posso solo tenere duro.

- Lo so, ma... - Puoi restare quanto tempo vuoi.

- L'appartamento di sopra è casa tua. - Certo, a me non lo daranno mai.

Almeno finché non mi sposo.

Secondo le dichiarazioni di Calvaruso e Monticciolo

lei, Leoluca Biagio Bagarella, in qualità di capo di Cosa Nostra

ordinò il sequestro di Giuseppe Di Matteo, 12 anni

figlio di Santino... una detenzione di 779 giorni.

[cigolio del letto] [rumore di catene]

[bussano alla porta]

Sono io. Mi apri?

- Ti prego, Giada. - Che hai deciso?

Che hai deciso?

Non ho bisogno di uno psicologo, ho bisogno di voi.

Torna da me.

- La piccola dorme? Fammela vedere. - Non posso, devi farti aiutare.

Avevi detto "a ogni costo". A ogni costo!

> Amunì, apri, dài.

> Giada.

[colpi alla porta]

- Giada! - Saverio.

- Non così. - Adesso mia moglie riapre.

- E' vero che riapri? - Non riapre, non riapre.

Ho un aereo domattina alle cinque.

I fari della tua blindata illuminano tutto il palazzo. Dài.

> Domattina hai l'udienza di Bagarella. Non così, dài.

Catturare criminali è metà del lavoro di un PM

poi ci sono i processi.

Udienza numero 18 del processo a Leoluca Biagio Bagarella +67.

Ben 68 imputati nelle gabbie, 80 avvocati difensori...

e 900 pagine di capi d'imputazione.

La resa dei conti.

Il momento dove tutti i tuoi sforzi, i sacrifici...

e le notti insonni diventano una parola sola...

giustizia.

Le stragi di Capaci e via d'Amelio, l'assassinio di Boris Giuliano

quello del giornalista Mario Francese

il rapimento di Giuseppe Di Matteo.

Oltre a essere stato il capo indiscusso di Cosa Nostra

tra il 1992 e il 1995.

Sono solo alcuni dei capi d'accusa contro di lei, Bagarella.

Sono tutte minchiate.

Bravo, Don Luchino!

[acclamazioni]

Per favore, signori! Silenzio!

Saranno anche minchiate, ma qui le minchiate diventano ergastoli.

[voci di dissenso]

Avvocati, richiamate i vostri assistiti

o faccio sgombrare l'aula.

Rispondo a tutti.

Bagarella in udienza e gli attentati dinamitardi.

Crede che siano collegati?

Francamente non lo so.

Cosa Nostra risponde con le bombe quando si sente debole e ha paura.

La mafia non esiste.

Bravo, diglielo a questo infame!

Hanno ragione ad avere paura.

Lei dichiara di non essere stato il reggente della Commissione

ma un cittadino comune.

Un viddano, come dite voi.

Nessuno le porta rispetto o scatta ai suoi ordini.

Una domanda, Bagarella.

Se Cosa Nostra non esiste, lei che cos'è?

Una nullità.

[fischi e voci di dissenso]

Silenzio! Silenzio!

Pubblico Ministero, non faccia provocazioni.

I mafiosi sono vigliacchi.

Fanno esplodere le bombe e ora se la prendono con i bambini

ma non hanno le palle di scontrarsi con una scorta armata.

Per ammazzare un solo uomo vanno in dieci, con i kalashnikov

e si fanno chiamare uomini d'onore.

[voci sovrapposte dalla TV]

Che fa questo cornuto? Gioca al computer?

- Cornuto! - Vergogna!

[TV] Teme atti di ritorsione? [TV] No, no.

Non sono io quello che deve avere paura.

[TV] Qualsiasi intenzione abbiano questi parassiti, non avranno tempo.

Arresti importanti sono imminenti.

Vi stiamo col fiato sul collo, vigliacchi!

[TV] Con permesso.

[squilli di cellulare]

Giada, meno male che hai risposto.

- Volevo sentire te e la piccola. - Per dirle che cosa?

Che suo padre sfida la mafia fottendosene di lei e sua madre?

Decidi tu per tutti.

Vuoi vederci morte? Vuoi questo?

Vaffanculo!

[cigolio del letto]

[con voce ovattata] Dottore.

Dottore!

E' inutile continuare a venire qui. Andiamo.

Deve esserci qualcosa che ci porti a Cucuzza.

Deve esserci per forza.

Abbiamo ricontrollato tutti i macchinari, nessuna impronta.

Nemmeno dalla seconda bonifica dell'ufficio è emerso nulla.

Robaccia cinese, prodotta su scala mondiale.

Impossibile risalire alla provenienza. Andiamo.

- Allora possiamo... - Andare a dormire.

Ricominciamo domani.

Zaza!

Senti, pensavo...

Perché non sali da me e beviamo qualcosa?

Stiamo insieme e diamo un occhio alle carte.

No, dottore.

Sei incazzato per la storia dei giornalisti?

No, non è per questo. Siamo praticamente operativi h24.

Sono saltati tutti i turni, i ragazzi non riposano mai.

Per stanotte basta così.

Però, seriamente, sei incazzato?

O no? Dimmelo.

Avresti ragione, io mi espongo e scelgo anche per voi.

Se hai solo un dubbio o qualcosa da dirmi, dimmela.

Non c'è un altro modo...

per fare quello che stiamo facendo?

Non lo so, Leonardo.

No, per ora no.

Lasciami in Procura e vai a riposare.

[cigolio del letto]

Questo Barone sta scassando la minchia.

Vuoi usare il lanciamissili?

Perché no? Farei saltare in aria lui e tutta la sua famiglia.

Non ce la fa proprio a tenerselo nelle mutande.

Senti chi parla!

Beati voi che vi fa ridere.

Nessuno può chiamarmi vigliacco, deve stare attento.

Buono, Vito. Adesso ci sono cose più importanti a cui pensare.

Eccoli. Fagli i fari.

- Sono loro? - Così pare.

- Non mi avevi detto dei Brusca. - Non lo sapevo.

Noi avevamo solo la staffetta. Oggi siamo tutti al completo.

- Quindi anche Provenzano. - Meglio.

- Se gli gira bene, lo incontri pure tu. - Sì.

- Buongiorno, Giovanni. - Buongiorno.

Giovanni.

- Quanto tempo! - Almeno due vite fa.

Tu e tuo fratello potete venire con me.

Vito ci può seguire con la vostra macchina.

Va bene, amunì.

Amico mio, vieni qua.

- Come stai? - Bene.

Minchia, come sei duro!

Ti alleni, da quella volta che ti ho battuto a braccio di ferro.

Io e te non abbiamo mai fatto a braccio di ferro.

E' normale, chi perde tende a dimenticare.

Visto che manca un po' di strada per incontrarlo...

lasciamo qui i nostri amici a parlare di affari

e tu vieni con me.

Voglio farti vedere una cosa.

Andiamo.

Giovanni!

- Buonasera. - Salutiamo.

[insieme] Buonasera.

- Tutto a posto? - Ciao, Totò.

Ci tocca restare fino alla fine.

- Dove vanno? - Non lo so.

Ma temo che per il tuo incontro non sia la giornata giusta.

- E questo? - Bello, eh?

Perché quella faccia da funerale? Mica hai paura di volare?

No.

"Il vuoto del cielo disarma la collera."

Di chi è questa? Non è tua, non sono mai tue.

Bravo, Giovanni. Questa è di Simone de Beauvoir.

Ah. Si vede che questo Simone non si è mai incazzato veramente.

E' una donna.

Forza.

Posso farti una domanda?

Tutte quelle bombe... erano davvero necessarie?

Non devo rendere conto a te.

Hai ragione.

Sai perché mi piace volare?

Perché da lassù vedi tutto più chiaramente.

Adesso come farai?

Adesso che hai rubato il traffico agli americani.

Hai trovato un posto sicuro dove stare?

Pensa a guidare.

Reggiti.

Andiamo.

Aspettami qua.

- Che c'è? - Niente.

Problemi?

Mi dispiace, ma l'incontro è saltato.

Che cazzo significa? Il viaggio, l'elicottero...

- Mi avete chiamato voi. - Hai ragione, ma devi capirlo.

Ti ha chiamato mesi fa

prima che avessi addosso la metà degli sbirri palermitani.

Parliamoci chiaro, i tuoi uomini ti vendono per un piatto di pasta.

Perciò doveva venire. Se c'è necessità ci vuole presenza.

Se vuoi essere aiutato, devi cambiare atteggiamento.

L'aria della tranquillità, pura e senza polvere da sparo

fa bene ai polmoni.

Parla più chiaro.

Il tempo di sparare è finito.

Soprattutto contro il corpo che dovresti abitare.

Ah.

Capisco perché Riina e Bagarella mi dicevano di starvi lontano.

Se parli così mi dispiace.

Loro non hanno mai capito che cosa stava succedendo.

Io e Provenzano abbiamo provato a spiegarglielo

a offrire il nostro aiuto

così come sto facendo con te, Giovanni, adesso.

Sentiamo... che cosa vi hanno risposto?

Ecco... Anche a me l'aria dello Stato fa schifo al cazzo.

Sono tutti in carcere, Giovanni!

Palermitani, corleonesi, viddani...

Forse non te ne sei accorto. Dove vai? Vieni qua!

Vedi che la strada è lunga.

"Meglio soli che male trasportati."

Giovanni Brusca. Segnatela.

Oggi poteva finire tutto.

Aglieri, Cucuzza, Provenzano...

C'era pure Brusca.

Tu facevi bingo e io uscivo da questa merda.

- Sono un coglione. - Nicola, guardami.

Ci sono giorni del cazzo in ogni indagine.

Puoi chiudere, ma non ci riesci.

- Ho avuto paura. - Sei tornato a casa da tua figlia.

La paura ti salva la vita.

Quando non sei una testa di cazzo dalla parte sbagliata.

Non mi crede nessuno, Sisca!

Ho trovato un modo per incontrare Provenzano. Non può rifiutare.

Che modo?

Ma tu devi correre, il giorno che ti chiamo.

Alleati con chi vuoi, chiama pure Gesù Cristo

perché quel giorno lo prenderai.

Mi servono i dettagli.

Tutto quello che ricordi di oggi.

Contrada Rifesi a Pietraperzia.

Contrada Rifesi a Pietraperzia...

[voce indistinta]

Procura?

Certo. Non vorrai deludere il comitato d'accoglienza.

Che stronzo... facevi fatica a informarmi di persona.

- Bentornato, Carlo. - Bentornato una minchia!

- Abbiamo molte cose di cui parlare. - Lo so, hai ragione.

Per farmi il culo mettiti in fila. Elia mi ha già fatto chiamare.

Non ti sembra di avere esagerato?

E' strategia.

- Strategia? - Sì.

Tutte quelle stronzate alla stampa fanno parte della tua strategia?

Se sei pronto per altri arresti imminenti, vorrei sapere quali.

Hai novità su Cucuzza o Brusca?

- No. - Ah.

[cigolio del letto]

Però...

Se mi dai ancora carta bianca

se mi affidi un altro nome, posso andare più veloce.

Non solo su Brusca. Molto di più, su Provenzano!

Scherzi? Ti chiamo per capire se sai che stai sconfinando

e tu mi chiedi altre indagini?

Dopo che ti sei preso Cucuzza? Dopo che ti ho protetto?

Gli altri non ti portano i miei risultati.

Saverio... non sei l'unico a tirare righe su questa agenda

ma fai finta di non saperlo.

Fai un giro in corridoio e stringi qualche mano.

Loro ci sono quando tu vinci, invece tu non ci sei mai per loro.

Ora puoi andare.

Giovanni, è tutto? Qui c'è ancora tanta roba.

Non mi serve altro. La macchina è a posto?

Giovanni, dimmi una cosa...

Te ne vai per Provenzano, Aglieri o per quella merda di magistrato?

Se è così, basta una tua parola e finiscono tutti sottoterra.

Enzo, dài, diglielo anche tu. Andarsene è una minchiata!

Finiscila! Lui resterebbe solo per Maria.

Vito, guardami.

Guardami. Mi servono informazioni.

Tutto quello che puoi.

Dove stanno Aglieri e Provenzano, che fanno.

Loro sanno tutto di noi e noi niente di loro.

Totò, il traffico deve ripartire.

Se hai problemi, chiama Baldinucci a New York.

Va bene.

Andiamo.

- Ti sei fatto l'autista? - Un bravo picciotto.

- Mi piacerebbe fartelo conoscere. - Magari un'altra volta.

Ti conosce la prossima volta, ora aveva fretta.

Sarebbe un onore.

[cigolio del letto]

Dài, mi distrai! [Giada ride]

Dài che muoio!

Sì, va bene, aspetto.

Ma lei è sicuro?

- Sì. - E' pronto a tavola.

Aspetto tutto il materiale domattina nel mio ufficio.

Va bene, grazie. Sì, grazie.

- Papà, andiamo. - Dammi prima un bacio.

Hai trovato qualcosa.

- Perché, scusa? - Sempre così.

- Quando trovi qualcosa vuoi baci. - Io ti bacio sempre.

- Mmh. - Mmh.

Col cavolo non c'è niente, Barone.

> Dài, papà, ti sbrighi? - Arrivo.

No, mai la TV accesa mentre si mangia.

Una volta mi hanno fregato.

[campanello ] Vado io.

Coalizzate per vedere quello col codino che fa urlare la gente.

"Come ti chiami? Che cosa canti? Un applauso!"

Non lo sopporta.

Lo so, lo so.

Entra, forza.

- Ti avrei chiamato io. - Ah, sì? Perché?

Un nome che vale tutto: Giovanni Zerbo.

L'azienda dove c'è la raffineria l'hanno presa da un fallimento

ma l'autorizzazione è falsa.

Il numero di registrazione e la data nell'atto pubblico non coincidono.

C'era un passaggio di proprietà in più

e dalla visura è uscito quel nome.

E di chi è il bar a Porta Nuova dove hanno visto Cucuzza?

- Zerbo. - No.

Di sua moglie. Non può essere una coincidenza.

Minchia, Carlo... Giovanni Zerbo.

> Chi era, Carlo?

- Andiamo. - No, vado via.

Ci penso io, non preoccuparti.

Scusate, colpa mia, l'ho invitato senza dire niente.

- Ciao, Saverio! - Buonasera.

Non ci siamo incrociati e dovevo dirgli una bella novità.

L'avevo detto che avevi trovato qualcosa.

Ho portato...

Mettilo in frigo e apparecchia per Saverio.

Tieni, Teresa.

- Grazie! - I fiori.

Questo... Vabbè.

Accomodati.

- Lì? - Sì.

- A tavola niente lavoro. - Già fatto.

Metto i fiori in un vaso.

- Ottima idea. - Ecco.

Teresa, due vasi! Abbiamo due mazzi.

Carlotta dorme?

Poi parliamo un po'?

Hai aggiustato la porta?

No... così tutti sanno che succede quando ti arrabbi.

Tutta piccola e minuta, ma picchi forte.

Ti fa ancora male la costola?

A me la mano sì.

Come ci siamo arrivati? Torna da me.

Sai bene come ci siamo arrivati.

Sì.

Non ho più guardato Carlotta per il videogioco.

Non è questo.

Mi sono chiuso in studio per ore a lavorare

senza uscire per mangiare, e poi l'intervista...

Non è questo.

So che non vuoi fare lo stronzo con me e Carlotta.

Non sei uno squilibrato che mette in pericolo la sua famiglia.

La morte di Giuseppe ti sta facendo impazzire

anche se non ne parli.

Io non so più che fare.

Tu...

hai bisogno di qualcuno che ti aiuti a liberarti un po' da questo peso.

Io non voglio liberarmi.

Ho bisogno di questo peso

per alzarmi la mattina e trovare la forza di andare avanti.

Cristo, Saverio...

Te ne stai lì sul divano...

Io sono di fianco a te e tu muovi la testa in quel modo e bisbigli.

Io ti sento bisbigliare e mi sento così impotente.

Ti prego... troviamo qualcuno.

Io non ho bisogno di qualcuno, ho bisogno di te.

- Magari con te riesco a parlare. - Ti prego, fallo per me.

Ci stavamo riuscendo.

Eravamo io, te e Carlotta

in equilibrio, con quel cazzo di cellulare che squilla sempre.

Anche quando tace spero che squilli.

Anche se so che ti porterà lontano da me...

poi tu sarai contento.

Ce la stavamo facendo.

Quel bambino non ce l'ha fatta.

Moriva mentre facevamo il bagno. Io mi sono distratto.

Vattene.

- Avevi detto "a ogni costo". - Non ci provare, okay?

Non farmi sentire in colpa perché non partecipo alla tua vendetta

mentre tu ti autodistruggi.

L'ho già fatto... per anni.

Ora non posso più vivere solo...

per pulirti la faccia dal sangue.

Mi dispiace.

Dottore, che fa ancora qui?

- Mi ha fatto preoccupare. - Scusa, scusami.

Avevo bisogno di un attimo.

- Tutto bene? - Sì.

Andiamo, la riaccompagno a casa.

No, no.

Perdonami, Carlo ha avuto una buona idea.

Scusati per me con i ragazzi. Andiamo in Procura.

Almeno ti rendi conto o no?

Non ha assistito all'incontro fra Brusca e Provenzano.

Te l'ho detto. Aglieri ha preso Brusca e si sono allontanati.

Scusa tanto allora.

Mi parli di un incontro che nessuno ha visto e ti innervosisci pure.

- Voglio delle prove. - Eccole.

Non voglio vedere questa roba.

Questa roba andrebbe formalizzata per iscritto in un documento.

- I ROS le giudicano irrilevanti. - Ma tu non le hai mai lette.

Lo fai, per favore?

Posso?

Ti scrive lui queste cose e tu le copi qui?

No.

Lui me le racconta e io le trascrivo.

Sono mesi di informazioni e le cose tornano.

C'è materiale per un'indagine.

Tu vuoi la tua indagine su Provenzano.

- Non posso farlo. - So che non puoi direttamente.

Dovrebbero arrivare a qualcuno. Aiutami a metterle nero su bianco.

Vuoi che metta delle sigle? Che firmi il tuo diario?

Questa roba non significa niente.

Perché a scriverla è una freelance dello SCO dalla parte sbagliata!

Ci sei finita da sola! Non è la prima volta che sbagli!

Serve un'idea, Enzi'.

Un'idea che si inculi pure la fortuna.

[urla]

Caffè?

Prego.

- Serata storta? - No.

- Beata te. - Come va con Brusca?

Io ti posso aiutare. Ti interessa?

Dipende da quello che sai.

Conosco uno che ieri l'ha incontrato.

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