All language subtitles for 1994 - 01x01 - Episodio 01.HDTVRip-NovaRip.Italian.HI.C.orig.Addic7ed.com

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Original subtitles

(SI SCHIARISCE LA VOCE)

L'Italia è il Paese che amo.

Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti.

PELLEGRINI: Leo! Leo! Leo!

Leo! E' a Piazza Venezia. Fra due minuti è qui, dai!

DONNA: ...svuotare il conto estero che aveva insospettito i magistrati

e di avere ancora oltre 20 miliardi in una banca svizzera.

Una grana enorme per gli avvocati di Craxi

che chiedono tempo per il controinterrogatorio

che avverrà per volere del tribunale il 12 ottobre.

Ci colleghiamo ora con gli studi Mediaset a Roma,

con l'inviata Laura Addonizio.

ADDONIZIO: Dopo tre mesi di campagna elettorale

è arrivato il momento tanto atteso, il primo faccia a faccia televisivo

tra il candidato premier di centrosinistra Achille Occhetto

e l'uomo nuovo della politica Silvio Berlusconi.

("A TRATTI" DEI CSI IN SOTTOFONDO)

- LEO: Onorevole. - Buonasera.

Ma non eri morto tu?

Ti piacerebbe.

- Mi scusi. - DONNA: Uno, due, tre, quattro.

Arrivo.

- Buonasera. - Buonasera.

- Buonasera. - Buonasera.

(VOCI INDISTINTE)

UOMO: Grande, Silvio!

(ACCLAMAZIONI)

Dottore.

- Occhetto? E' arrivato? - L'ho incrociato poco fa.

- BERLUSCONI: E? - LEO: Si è tagliato i capelli.

- BERLUSCONI: E come sta? - Gli hanno fonato il ciuffo.

Perché le parrucchiere votano Forza Italia.

- Baffi? - Si è spuntato anche quelli.

Peccato! Speravo nel baffone stalinista.

- Vestito? - Fresco lana blu, cravatta rossa.

- Questo grigio non mi convince. - RAGAZZA: Permesso.

- E' autorevole. - Autorevole?

Le dà un'aria istituzionale.

Dottore.

Dobbiamo proprio farlo questo confronto?

E' tardi per tirarsi indietro. Andiamo a ripassare, piuttosto.

Ma prima...

(LEO TOSSISCE)

- Notte, non mi muoia di nuovo, qui mi serve. - Non muoio, giuro.

- Come sta? Sembra ancora un po'... - Benissimo.

Sarebbe un brutto danno d'immagine.

Il ministro delle Telecomunicazioni si dimette per problemi di salute.

- Sta dicendo che ha pensato a me? - PELLEGRINI: Dottore, benarrivato.

L'aspettano giù per la prova dell'inquadratura.

Le sto chiedendo come sta, veramente.

Bene, veramente.

Andiamo a fare 'sta tarantella.

PELLEGRINI: Prego, da questa parte.

Dove devo guardare?

- Oh, via quel bicchiere! - Sono un essere umano, bevo.

Mi raccomando le luci, ricordatevi chi è il padrone della baracca qui.

- Veramente sarei io. - Lei è in comodato d'uso.

- Dammi il piano su di lui. - UOMO: Stringi su Berlusconi.

- Perfetto, no? - Perfetto.

PELLEGRINI: Lo sbrilluccichio è fantastico.

Tre round, per ogni domanda un minuto e mezzo a testa.

Può correggere Occhetto, ma non interromperlo.

Ho capito! Le so queste cose, le abbiamo ripetute 100 volte.

Violante si è appena dimesso, Mentana aprirà su quello.

- Il primo round ce lo facciamo sul velluto. - Gran bella notizia!

Mi raccomando, dottore, mai vittima, mai in difesa.

- Attaccare, attaccare sempre. - Dottore, l'aspettano al trucco.

Sono già truccato. Non mi faccio truccare dalla prima che passa.

- RACHELE: Giusto, come vuole. - Un ritocchino? Per il lucido?

- Ma sì! - Andiamo.

Il nostro programma non è affatto di tipo statalista.

- Ne ho parlato... - RAGAZZA: Mi scusi.

- E ora? - Dove troviamo un altro vestito?

Guarda in sartoria, corri.

Calma, però, è solamente un vestito.

Preferenze sul colore?

La mia amica Donatella Raffai suggeriva sempre il grigio.

- Va bene, ripetiamo le domande. - Grigio. - Ripassiamo, dai.

- Allora, il nostro programma... - Signori, silenzio! Tre...

Buonasera, mancano quattro giorni al voto

e l'attesa era forte per la trasmissione

a cui dovevano partecipare i leader dei due schieramenti antagonisti

di questa tornata elettorale.

In effetti, sono qui.

Allargando l'inquadratura, li potete vedere.

Secondo i canoni della politica,

- alla mia destra c'è Silvio Berlusconi. - Buonasera.

Alla mia sinistra, Achille Occhetto,

- del Partito Democratico della Sinistra. - Buonasera.

- Cosa si è messo? - Questo marrone è bellissimo.

- Sì, è così triste. - Sovietico.

Prima di passare alle domande, facciamo i giornalisti.

Oggi non è stata una giornata qualunque, è successo di tutto.

RACHELE: Guarda come brilla.

I fotografi lo chiamano effetto "incanta burini".

- Be', a incantare incanta. - LEO: Guarda bene, fa una croce.

(sottovoce) La croce della scheda elettorale.

La Digos è entrata nelle sedi di Forza Italia

per acquisire l'elenco dei candidati e degli iscritti.

Subito Berlusconi ha reagito con un appello

e una richiesta d'incontro con il Presidente Scalfaro

che avverrà...

Sì, dopo la registrazione sono atteso dal Capo dello Stato...

(CELLULARE VIBRA)

LEO: Sì?

DELL'UTRI: Venga su.

Cosa ci fa qui? Con tutti i giornalisti che ci sono?

MENTANA: E' notizia di poco fa che il Presidente dell'Antimafia,

Luciano Violante, si è dimesso.

- LEO: Dottore. Credevo non venisse. - DELL'UTRI: Abbiamo un problema.

Domani esce su "L'Unità" un pezzo molto diffamatorio.

- Di cosa lo accusano ancora? - Questa volta accusano lei.

- Me? - Si domandano come mai uno degli uomini del Cavaliere

abbia subìto un tentato omicidio

davanti al primo summit di Forza Italia.

Che c'entra Forza Italia?

La mafia l'avrebbe sparata per colpire Berlusconi,

- per ricordargli di mantenere le promesse. - E' ridicolo!

Lo so, ma quando i cazzi suoi rimangono suoi, va bene.

Quando li usano per colpire lui, è tutta un'altra cosa.

Chi le ha sparato?

Non me lo ricordo, gliel'ho detto, a lei, alla Polizia, a tutti!

Le ho chiesto un'altra cosa.

- Non ricordo nulla, glielo giuro. - Certo, dimenticavo, lo shock.

Notte, se lei non chiarisce l'incidente,

darà spazio a qualsiasi tipo di illazione

e non possono esserci ombre su un uomo di governo.

Ha due ore prima che stampino il giornale.

Chiami la Polizia, denunci il colpevole,

o il posto che le è stato promesso sarà di qualcun altro,

qualcuno senza scheletri nell'armadio.

Proprio lei viene a dirmelo?

Con tutti i giornali che la chiamano mafioso?

Le risulta che avrò incarichi di governo?

Avrei i titoli per farlo. Più di lei, credo.

(CELLULARE SQUILLA)

Faccia quel nome.

MENTANA: La parola ad Achille Occhetto.

OCCHETTO: Ieri Berlusconi ha chiesto

con che faccia mi sarei presentato oggi a quest'incontro,

dal momento che sarei il mandante di un complotto

contro Forza Italia.

Eccomi qua, con questa faccia.

La faccia di una persona onesta.

OCCHETTO: La smentita di Berlusconi viene presa per buona...

- Di chi sono queste? - Non devi fumare.

OCCHETTO: ...come Violante contro la mafia, non è stata considerata.

Temo che si voglia aprire un processo all'Antimafia,

invece che alla mafia.

Il mio timore è un ribaltamento del sistema dei valori del Paese...

(LEO TOSSISCE)

- Sai che quello che gli fa orrore sono le malattie. - Sto benissimo.

Ti sono cadute queste prima.

E' solo un antidolorifico.

"Effetti collaterali: confusione, sonnolenza,

tremori, ansia, sogni e pensieri anormali."

Senza sogni e pensieri anormali non eravamo qui.

- Queste non le hai mai viste. - Vacci piano, però.

Se i tuoi sondaggi sono giusti, fra poco guideremo il Paese.

Ti rendi conto? Girano voci che ci sia una poltrona per te.

OCCHETTO: Non faccio l'avvoltoio.

Così si comportano gli avversari seri e cavallereschi.

Guardalo, si pone come forza di governo.

LEO: Calmo, superiore.

RACHELE: Meno male che era la parte facile!

Perché lui non reagisce? Perché non attacca?

OCCHETTO: Il magistrato Columbo...

Giusto... attaccare sempre.

OCCHETTO: ...ha firmato la perquisizione di Botteghe Oscure.

Ricorderete i titoli dei giornali,

ma non siamo mai andati dal Presidente della Repubblica.

- Cosa ne sai dell'articolo contro di me? - Ah, hai saputo.

- Io vi querelo. - Per cosa? Sono solo domande.

E' giusto che gli elettori se le facciano.

Poi ti preoccupi per un articolo,

quando noi lo tiriamo fuori adesso, qua, davanti a milioni di italiani.

- Che cazzo dici? - Così impari a fare il doppio gioco.

E tu, invece? Non eri l'uomo di D'Alema?

Che ci fai con Occhetto che è suo nemico?

D'Alema non ha voglia di vincere, ha voglia che gli altri perdano.

Io, invece, sono fedele al partito.

Vediamo se il partito sarà ancora fedele a te,

se sapranno che mi hai detto della tangente Enimont a Botteghe Oscure.

Ma che cazzo dici?

Non ti ho detto proprio niente, te lo stai inventando.

"Faccio crollare il partito, se mi gira." Ti ricordi?

- E' la tua parola contro la mia. - Eh, no.

Ho registrato tutto.

Se... Certo!

Non volevo usarlo,

ma se mi costringi.

(SEGNALE DI LINEA LIBERA)

- Viola? - VIOLA: Sì, papà?

Nel cassetto del mio comodino c'è un registratore.

Qualunque cosa tu stia facendo, molla tutto e portamelo qui, ora.

Se non arriva entro la pausa, Occhetto parlerà di te.

- Vediamo se c'è questo nastro. - Vediamo.

Vediamo.

Dovevamo patire certe cose sulla nostra pelle pur di avviare

quella grande opera di rigenerazione che era Tangentopoli.

Berlusconi, a lei.

Questa mattina la Polizia ha perquisito le nostre sedi,

cosa mai successa in 50 anni di vita democratica del Paese.

Non voglio interromperla, ma da noi sono venuti più volte.

Intanto lo interrompe. Non può.

"Non a quattro giorni dalle elezioni." Dai!

Non sono venuti da voi quattro giorni prima

di una scadenza elettorale così importante.

- Bravo, attacca, cazzo! - Asteniamoci da tali iniziative.

Io non credo che si possa parlare di normalità...

quando dopo la mia discesa in campo

hanno insinuato di tutto su di me e i miei collaboratori...

(VOCE OVATTATA)

ARIANNA: Leo.

BERLUSCONI: Non è normale che un'azienda venga perquisita

centinaia di volte negli ultimi mesi.

Non è assolutamente una cosa normale.

- Dove vai? - Ci fa il culo, bisogna inventarsi qualcosa.

Viola? Dove cazzo sei? Sbrigati.

(COMPONE UN NUMERO)

(CELLULARE SQUILLA)

LEO: Buonasera, onorevole, sono Leonardo Notte.

- Credo si ricordi di me. - Come si permette di chiamarmi?

Lo so, non abbiamo buoni trascorsi,

ma ora abbiamo un nemico in comune, il che ci rende amici, no?

- Qualcosa da usare contro Occhetto nel confronto TV.

Lei è davvero un uomo senza vergogna.

Voglio la vittoria di Berlusconi quanto lei la sconfitta di Occhetto.

Così lui si dimette e il posto da segretario è suo.

Torno da una campagna elettorale bella e stancante,

non ho tempo per le sue trame da cortigiano di bassa lega.

- La saluto. - Ci pensi.

Il confronto dura ancora un'ora.

Onorevole.

Onorevole, c'è ancora?

Lei è nel torto, lo sa?

Io voglio ardentemente la sconfitta di Berlusconi.

Vada a rivedere quello che ho detto nel mio comizio di ieri a Gallipoli.

Ho usato parole molto dure, feroci.

BERLUSCONI: Violante non ha usato questo potere contro la mafia...

Il comizio di D'Alema ieri a Gallipoli.

Trovami tutto quello che ha detto contro Berlusconi. Veloce!

- OCCHETTO: ...la lotta alla mafia. - BERLUSCONI: Noi la facciamo.

- Nel programma è al primo punto. - Sì, nel programma.

Vi abbiamo dedicato un capitolo, voi solo quattro righe.

- Dottor Notte. - Sì.

- Al piano di sopra una persona chiede di lei. - E' mia figlia.

Adesso arrivi? Ormai è iniziato. Il massaggio gli serviva prima.

La baby-sitter non arrivava, perdonami.

- Come sta andando? - Insomma, è un po' ingessato.

Nella pausa gli farò un decontratturante.

Comunque, ciao.

Ciao.

Madonna, sei tesissimo. Ne avresti bisogno anche tu.

Che c'è? Sei preoccupato?

Arianna. Giusto?

- Buonasera. - Buonasera.

- Io l'aspetto in camerino, ok? - Sì.

- Dov'è? - Più avanti, a destra.

Allora... Le è tornata la memoria, sì?

MENTANA: Una breve pausa.

BERLUSCONI: Mi consenta, gli attacchi personali che fate

- e il modo con cui li conducete... - OCCHETTO: Anche noi li subiamo.

Un suo giornale mi ha messo su una barca con dei mafiosi.

- Non posso più andare in barca. - Io non prendo mai vacanze.

Meglio meditare ogni tanto.

MENTANA: Sono pronto per la pubblicità.

Spero ne avrà modo in futuro, non avendo incarichi di governo.

MENTANA: Pubblicità.

Ora cambiamo strategia. Batta sulle proposte economiche.

Come mi rilasso con questo che mi parla sempre di lavoro?

Ma che ansia, scusi!

Ha ragione, la lascio in pace.

Non vi eravate lasciati voi due?

- LEO: Lei mi aveva lasciato. - BERLUSCONI: Ah, sì?

ARIANNA: In un modo un po' brusco.

- BERLUSCONI: Chissà cosa aveva fatto 'sto disgraziato! - Eh.

- Poi si è pentita? - ARIANNA: Sì.

Gli avevo fatto troppo male.

Chi lo ammazza questo!

Lei, Notte? Se l'è ripresa? Neanche un po' d'orgoglio?

- Avevo anch'io le mie colpe. - BERLUSCONI: Il senso di colpa.

Il più grande collante in una relazione.

Non lo sapevate?

La lascio in pace.

Tre minuti, mi raccomando.

E adesso? E' felice?

Molto.

Abbiamo passato così tante cose che siamo diventati invincibili.

Vorrei che anche mia moglie sorridesse così quando parla di me.

LEO: Santissima Viola!

Non ti ho mai visto così felice di vedermi.

Grazie, mi hai salvato.

- Che ci devi fare? - Aspetta.

BEPPE: Non ho mai capito una cosa.

Come hai fatto a uscire? Pensavo avessi fatto il mio nome.

La pistola te l'avevo data io, ma da me non sono venuti.

LEO: Ti sembro uno che parla? Io sono come Primo Greganti!

-BEPPE: Al compagno G.! -LEO: Se parlava il partito finiva.

- UOMO: Caro Leonardo... - Chi è?

UOMO: Ora sei in ospedale, non si sa se vivo o morto.

- Personalmente non m'importa. - Alberto?

Mi importa solo di questo nastro.

Tua figlia è stata tanto gentile da mostrarmi le tue cose.

Che cazzo hai fatto? L'hai dato ad Alberto?

Che ne so! E' venuto in ospedale, tu stavi morendo!

ALBERTO: Questa prova avrebbe distrutto la sinistra.

E invece, sorpresa, la prova non c'è più!

VIOLA: Scusa.

Scusa cosa? Ti sei fidata di quel pezzo di merda?

Mi hai portato a cena da lui e mi hai detto che era mio nonno.

Che cazzo faccio adesso?

- Lasciami solo. - (con voce ovattata) Mi dispiace.

(ANSIMA)

(PORTA SI CHIUDE)

BERLUSCONI: L'Italia è il Paese che amo.

Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti.

Qui ho imparato da mio padre e dalla vita l'amore per la libertà.

Se ho deciso di scendere in campo

è perché sogno a occhi aperti una società libera,

dove non ci sia la paura,

dove al posto dell'invidia e dell'odio

stiano la generosità, la tolleranza, il rispetto per la vita.

Dove si combatta con la massima determinazione

la corruzione,

la criminalità,

la droga.

(BATTITO CARDIACO ASSENTE)

Le avevo promesso un posto e io mantengo sempre.

Non è stato facile, mi creda, perché qua è tutto pieno.

BERLUSCONI: Il senso di colpa...

Che brutta cosa, eh?

BERLUSCONI: Vorrei che nessuno debba scusarsi per quello che è.

E' così difficile?

Sa come si fa ad avere la coscienza pulita?

Basta non usarla.

Mai.

LEO: Non voglio morire.

Bene, non muoia, qui ci serve.

A proposito, bel discorso.

Quale discorso?

BERLUSCONI: Vi dico che si può realizzare un sogno,

quello di un'Italia più giusta.

Vi dico che possiamo

e dobbiamo costruire insieme per noi e per i nostri figli

un nuovo miracolo italiano.

(BATTITO CARDIACO ASSENTE)

- Dove sono? - Non si preoccupi, ha perso i sensi.

Deve venire con me per un controllo, sarà una cosa veloce.

- Come stai? - Provi a mettersi seduto.

ARIANNA: Ce la fai ad andare con il dottore?

- Tra quanto inizia il secondo blocco? - Sta finendo.

- Vai con lui, tranquillo. - Ha parlato di me?

- Ma chi? - Occhetto, ha parlato di me?

- Che dici? - LEO: Devo andare.

Attento.

OCCHETTO: Ci sono state lamentele su alcuni comportamenti,

ma dire che la fazione dei giudici anti-Forza Italia

ha raggiunto livelli insostenibili è esagerato.

BEPPE: Come hai fatto a uscire? Pensavo avessi fatto il mio nome.

La pistola te l'avevo data io, ma da me non sono venuti.

LEO: Ti sembro uno che parla? Io sono come Primo Greganti!

BEPPE: Al compagno G.!

Ora ci credi?

Il mio nome non esce, né qui né sul giornale,

altrimenti facciamo uscire anche questo.

Per la trasmissione posso accontentarti,

ma come blocco l'articolo?

E' il giornale di partito o no?

Su, Beppe! Devo insegnartelo io?

OCCHETTO: Sbaglia e porta al disastro.

Non credo che si può presentare una soluzione demagogica.

Il discorso di D'Alema. Guarda un po' cosa ho trovato.

OCCHETTO: Io parlo agli elettori e intanto voglio dire...

(VOCE NON UDIBILE)

OCCHETTO: I leader di sinistra sono uomini di alto spessore morale.

BERLUSCONI: Occhetto si presenta con la faccia rassicurante,

ma io non posso stare molto tranquillo,

visto che il numero due del PDS, l'onorevole D'Alema,

ha dichiarato che se loro vincono, io dovrò riparare all'estero.

Ha raccontato a qualcuno che se dovesse vincere il PDS,

io verrei incarcerato perché ho dei contatti con la mafia.

("WHAT'S THE FREQUENCY, KENNETH?" DEI R.E.M. IN SOTTOFONDO)

BERLUSCONI: Vi querelerò nelle sedi opportune.

- Parlo dei programmi. - Reagisco quando parlano di me...

A stabilirlo deve essere chi indaga, come per qualunque cittadino.

TV, pubblicità, comunicazione...

In pochissimo tempo ha avuto un consenso straordinario.

Un errore Occhetto e uno Berlusconi.

Non cito errori, perché molti coinvolgerebbero

- dei miei collaboratori. - L'ha detto davvero?

Auspico che vinca uno schieramento. Non dico quale perché si sa già.

Nonostante il politichese, l'ho capito anch'io.

Se l'ha capito lei, sono stato chiaro.

- Ahia! - Questo ha rotto il cazzo.

Dobbiamo fare la rivoluzione senza guardare altrove.

Posso parlarti un momento?

Abbiamo stupito il mondo con quello che è stato chiamato

"miracolo italiano".

Voglio sentire il nastro, tutto.

Mi sono già fatto prendere per il culo da te.

Tu blocca l'articolo e lo puoi ascoltare all'infinito.

Ho evitato che Occhetto ti smerdasse davanti a tutti.

Non mi basta.

Se devo sputtanarmi con un giornalista come Montebello,

voglio vedere cos'hai in mano.

Stai attento, Beppe, è un attimo che lo do a Berlusconi.

Io ti conosco da 20 anni

e so due cose.

Sei un pezzo di merda, ma non un infame.

Quando potevi fare il mio nome per salvarti, non l'hai fatto.

Anche se hai registrato quello che ti ho detto quella sera,

non credo che lo userai mai contro di me.

Sbaglio?

Montebello hai detto?

- E' in studio, l'ho visto prima. - Vuoi andare a parlarci tu?

Perché io non ci vado.

BERLUSCONI: Quando ho lasciato i miei manager

hanno avuto incarico di procedere a ulteriori alienazioni.

E' un impegno che non posso più prendere.

Il Paese giudicherà il mio operato che sarà alla luce del sole...

DELL'UTRI: Non c'è più tempo.

Se denuncia adesso, faccio uscire un'Ansa al volo

e dovranno ritirare il pezzo perché non avrà più fondamento.

Non so chi sta coprendo, ma ne deve valere davvero la pena.

(BATTITO CARDIACO)

(SEGNALE ACUSTICO)

Se non ti svegliavi, mi ammazzavo.

(piangendo) Perdonami.

Perdonami! Perdonami!

(PORTA SI APRE)

Ah, bene. Si è svegliato.

Ce la fa a parlare?

(COLPI ALLA PORTA) - DI LULLO: Permesso? Dottor Notte.

Ha subìto un intervento importante, non vorremmo affaticarla.

Ricorda chi le ha sparato?

- E' meglio se io vado. - DI LULLO: No, rimanga.

Aveva un accento particolare?

Hanno chiesto soldi o tentato di rapinarla?

Non lo so, non mi ricordo niente.

Ho capito. Quando sta meglio, venga a trovarmi.

Commissario Di Lullo.

ARIANNA: Cosa c'è che non va?

Che voleva Dell'Utri? Sei così angosciato.

Niente.

Vuoi che vado a casa o ti aspetto?

Rimani.

MENTANA: Adesso c'è la pubblicità, ci fermiamo un momento solo.

Scusami.

Adesso si rompe un riflettore come a Marsiglia,

arriva Galliani e interrompe la partita.

Sa perché non sta andando come vuole?

Perché non ha ancora capito cosa essere.

Il conquistatore o lo statista. E' bloccato nel mezzo.

Non lo mando in onda.

La TV è mia, faccio come mi pare. Porto via il pallone.

- Bella mossa quella su D'Alema. - Occhetto quasi cade dalla sedia.

- E' vero che si è rovesciato il caffè addosso? - Così dicono.

- Questi si danno la zappa sui piedi da soli. - Già.

Ecco, sorrida un po' di più.

Allora, Notte...

Conquistatore o statista?

"Fai accadere quello che c'è in te e sarai salvo,

o quello che non avrai fatto accadere ti ucciderà."

Un Vangelo, mi pare.

Sa solo lei che uomo vuole essere.

Quanta saggezza!

Lei sa che uomo vuole essere?

Posso sapere cosa sta succedendo? Che cos'ha Leo?

- Sono un po' preoccupata. - Ci tiene molto a lui?

- Certo che ci tengo. - E anche al suo futuro?

Vede, Silvio ha grandi progetti per Notte.

Vuole farlo addirittura ministro.

Però lui deve fare assolutamente una cosa.

Cosa?

Deve denunciare chi gli ha sparato.

Perché non prova a convincerlo?

ARIANNA: Ho saputo che ci sono grandi novità, ministro Notte.

Scusa, Ari, è un momentaccio.

Ma ti ci vedi dietro una scrivania a dare e a prendere ordini?

Cioè?

Quanti ministri ci sono in un governo? Dieci, 15?

Perché mi dici queste cose?

Perché penso che magari te ne penti.

Sei sicuro che è quello che vuoi?

BERLUSCONI: E' vero, onorevole Occhetto, è così.

Non ritengo che un'amicizia...

- DONNA: Commissariato Sempione. - Cerco il commissario Di Lullo.

Attenda in linea.

Non rinnego l'amicizia personale, non l'ho mai fatto,

non l'ho fatto in altre occasioni e non lo faccio ora.

La storia deciderà cosa ha fatto di bene e di male Craxi.

- OCCHETTO: Metta a verbale. - DI LULLO: Sì? Pronto?

- BERLUSCONI: Mettiamola. - DI LULLO: Pronto?

OCCHETTO: Mi piace la sua risposta, forse è la più bella di stasera.

Montebello.

Vuoi sapere la verità?

Se io sono davvero quello che dici nel tuo articolo,

basta fare una telefonata

per scoprire dove lavora tua moglie, dove va a scuola tua nipote

e dire una mezza frase ai miei amici.

"Quel Montebello ha rotto il cazzo."

Al resto ci pensano loro.

Non si scompongono davanti al pianto di una bambina, anzi, ci godono.

Ma come si permette?

Non credo che tu voglia sperimentare la fine del mondo

solo per conoscere una cosa ingenua e inutile come la verità.

O sbaglio?

BERLUSCONI: I vecchi politici vogliono cambiare i vecchi partiti.

Io dico e ripeto ancora una volta che Forza Italia...

- Non dirò mai chi mi ha sparato. - Bene.

- Si prepari a farsi distruggere dall'articolo. - E se non esce?

- Lei è pieno di risorse. - Appunto.

Sono sprecato per il posto che mi offrite.

LEO: Stasera ha parlato di lei tre volte senza nominarla,

ma so che non la fa incazzare.

Anzi, perché lui brilli qualcuno deve prendersi l'ombra.

Noi siamo il suo lato oscuro.

Noi...

Se vinciamo, voglio una stanza a Palazzo Chigi,

accanto a quella di Silvio.

- Con quale carica? - Nessuna. Ufficialmente non devo esistere.

Rifiuta un posto in prima linea.

Non mi frega un cazzo di fare il ministro.

Io voglio decidere i ministri.

MENTANA: Berlusconi, un appello finale.

BERLUSCONI: Be', è molto semplice, io...

E' un programma...

di cui non si può dire che sia miracoloso.

- E' un programma basato... - Cosa le ha detto Leo?

Niente, non parla.

Mi dispiace, io ho provato a convincerlo.

Leonardo è un uomo che ha la sua moralità

e questo lo apprezzo molto.

E' un uomo di cui ci si può fidare.

BEPPE: Danne una anche a me, va'.

Non ce la facevo più a stare lì dentro.

- Ma è l'ultima. - Tanto non devo fumare.

E' stato bravo Occhetto.

Ho paura che non basti.

Montebello ha detto che l'articolo è campato in aria, non lo pubblica.

Cos'è? Hai minacciato querele?

Una specie.

Tutti indenni, dunque.

Avevi ragione tu, sai?

Nel nastro non c'è niente.

Non sono un infame.

Ciao, Beppe. Che vinca il migliore.

Abbiamo terminato le altre puntate di questo programma

con la stretta di mano tra i due protagonisti.

Questa è la più attesa. In effetti, la state facendo.

Do appuntamento ai telespettatori lunedì sera alle 22,

quando scopriremo chi avrà vinto questo scontro.

- MENTANA: Dove sarà Berlusconi? - BERLUSCONI: Spero a casa.

- MENTANA: E Occhetto? - Anch'io. - Spero che non sarà a casa mia.

(RISATE)

Buonasera.

Bravo, dottore.

Signori, siamo arrivati alla fine.

Qui abbiamo fatto zero a zero, non è stata una bella partita.

Ma non è oggi che conta.

In tre mesi avete fatto un lavoro incredibile.

Chiedo perdono alle vostre famiglie per avervi sequestrato così a lungo,

tranne a quella di Pellegrini che invece mi ha ringraziato.

Va bene, adesso tornate dai vostri cari,

stringetevi a loro e se qualcuno non vota per me il 27 e il 28,

chiudetelo in cantina.

Ci vediamo lunedì sera da me.

- Grazie ancora. - (insieme) Grazie, Presidente.

Grazie a voi.

- Andiamo a casa? - No.

Hai ancora da fare?

No.

E allora?

Non ho voglia di sentirmi in colpa tutta la vita. Tu sì?

Ma che dici?

Non vedi che stiamo insieme solo per punirci a vicenda?

Non ho capito, mi stai lasciando?

So che hai rinunciato a quello che volevi per me.

Tu mi ami, non puoi lasciarmi.

Ti ho salvata.

Basta, Arianna.

RAGAZZA: Lo so, è difficile. Mi piaceva più l'altra coreografia.

- RAGAZZA 2: A me non dispiace. - RAGAZZA 3: Neanche a me.

Sono stata brava, eh? Col caffè.

Bravissima.

- Mi dai una sigaretta? - Certo.

Grazie.

Che bella macchina!

Non mi dai un passaggio?

- Quanti anni hai? - 18.

- Compiuti o da fare? - E' importante?

("THE DAY I TRIED TO LIVE" DEI SOUNDGARDEN IN SOTTOFONDO)

(CLACSON)

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