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Original subtitles

Indocina, 1945

Il popolo vietnamita si oppone al colonialismo francese.

Il luogotenente di Ho Chi Minh, Vo Binh Yen, guida l'insurrezione.

Il Giappone, in guerra con la Cina, occupa il nord del Paese.

9 marzo 1945

Salve.

Mi chiamo Robert Tassen, sono un soldato.

Sono stato ferito durante l'attacco giapponese, il 9 marzo.

Dove?

Guarnigione Camille Chautemps.

Mi pare strano, sono morti tutti.

Be', io sono vivo.

Voglio unirmi a un reggimento.

Però questo è un bordello.

Hai un documento militare?

No.

- La piastrina? - Non ce l'ho.

Bene

Aspettami qui.

Vuoi mangiare?

Non ho soldi.

Grazie.

Sono arrivato il giorno prima del massacro.

Dovevo raggiungere mio fratello e sua moglie.

Non ho nessun Robert Tassen.

Ho un Henri Tassen.

Non era a Chautemps ma a Chaubon, vicino a Haiphong.

È impossibile. Li ho raggiunti a Chautemps.

Questo è il 5° Reggimento Fanteria. Non ho tutti i registri.

Dov'era prima di arrivare?

2° Divisione Corazzata Nord-sur-Seine.

Che iella.

La guerra finisce in Francia, lei arriva qui e ricomincia.

7.000 uomini massacrati, qui.

Senza considerare le donne e i bambini.

Non abbiamo avuto tempo di contarli.

Voglio combattere contro Vo Binh Yen.

Per ora dobbiamo proteggere il popolo indocinese.

Di certo non lo farà Ho Chi Minh, ancor meno i suoi luogotenenti.

La guerriglia si è diffusa in tutto il territorio.

I giapponesi hanno lasciato il caos. I vietnamiti si sparano tra di loro.

Dopo ciò che ha passato, non è una vergogna tornare in Francia.

Per fare che?

Mio fratello e sua moglie sono stati assassinati da Vo Binh.

Pensavo fossero stati i giapponesi.

È la stessa cosa.

Vo Binh ha assistito al massacro e ha lasciato fare.

E lei?

Lei dov'era?

Nel cortile.

Ferito.

Hanno costretto mio fratello a guardare mentre sventravano la moglie.

Hanno tirato fuori il bambino e glielo hanno cucito sul petto.

Poi lo hanno fatto inginocchiare e gli hanno tagliato la testa.

Vo Binh era là,

guardava,

sorrideva.

Tassen?

Robert Tassen?

Che c'è?

Vuole una sigaretta?

I CONFINI DEL MONDO

Di dove sei?

Mayenne.

Nella Mayenne ci sono solo contadini. Sei un bifolco?

Se vuoi.

Ti lasci dare del bifolco, così?

C'è qualcosa laggiù.

Va' a vedere.

È un cadavere.

Cazzo.

Li avete lasciati fare!

Vigliacchi!

Dovrei fucilarvi tutti.

Razza di maiali!

Avete tradito due volte.

Il vostro amico padre François, e me.

Non mi fido più di voi.

Il capitano Sirbon ve la farà pagare.

Avete 10 minuti per andarvene, poi appicchiamo il fuoco.

Dove pensa di essere, Tassen?

È un posto di frontiera, non una stalla.

Un'ora di più e diventava disertore.

Sa cosa facciamo ai disertori?

Li impicchiamo.

Vuole finire impiccato, è così?

Comunque, meglio la carne di cavallo che di gatto.

Cos'è quel sangue?

Niente.

La prossima volta che esce, avverta Maussier.

Bevi qualcosa?

- Non ho tempo. - Non hai tempo?

Non mi piace.

Sei frocio?

Ti ho chiesto se sei frocio.

La ragazza non beve alcol.

Com'è che ti chiami?

Dove andiamo?

Ti ho chiesto una cosa.

Cazzo.

Lo hai portato tu?

Hanno tagliato la testa anche a mio fratello.

Dobbiamo seppellirlo.

Su Radio Hanoi c'è sempre la fisarmonica?

Non ne ho idea. E poi la fisarmonica mi fa piangere.

Ti piace la fisarmonica?

La fisarmonica, ti piace?

No.

La fai finita, per favore?

Oh, cazzo! La smetti?

LUGLIO

Ci sono 10 uomini laggiù.

Sulla collina.

Tassen!

Tassen!

Cavagna!

Meno male che non sanno tirare, i bastardi.

Come si mangia nell'esercito?

Cosa?

Come si mangia nell'esercito?

Che cazzo te ne frega?

Vi pagano per combattere?

Perché, vuoi cambiare campo?

Ti interessa?

Vuoi diventare francese?

Sì, voglio essere francese.

Conosci Vo Binh Yen?

Mi riconosce?

Sì.

Si può dire che lei è nato sotto una buona stella.

Ah, sì?

C'è mancato poco.

Che ci fa qui?

Glielo spiegherò un'altra volta.

Devo andare.

Le Confessioni di Sant'Agostino

"Chi ci indicherà il bene?

"E se ci sentissero dire..."

Sta bene. Stamattina cammina.

Sì.

Insomma...

Per quanto tempo ha vissuto in quella capanna?

Un mese.

Quella ragazzina le ha salvato la vita.

È stata lei a trovarmi.

Ora le deve una vita.

Non devo niente a nessuno.

Lo conosceva bene il comandante della guarnigione?

Era un amico.

Un brav'uomo, per essere un soldato.

Molto onesto.

Sarà nel suo libro?

Forse sì.

Hanno decapitato anche lui.

La decapitazione è una tradizione francese.

Cos'è quel libro che mi ha lasciato?

Ce lo ha lei? Pensavo di averlo perso.

Lo rivuole?

No, un'altra volta.

Ha ancora una famiglia in Francia?

Sì, la mia madre adottiva.

È orfano?

No, mia madre non poteva tenerci.

La vede?

È morta tre anni fa.

E l'altra?

Vuole bene a quella adottiva?

Certo.

Bene.

La rivedrà.

Non credo.

Voglio rivedere Vo Binh.

Torni a casa.

Si faccia una famiglia.

È troppo giovane per sprecare la vita.

È stato ferito due volte. Non sfidi il destino.

Chiederò al capitano Sirbon di farla rientrare.

Tassen, non stai qui.

Ora sei caporale. Hai una stanza doppia.

E una pistola.

Chi c'è nell'altro letto?

Khiet, un indocinese arrivato la settimana scorsa.

È sergente.

Pensavo che fossi rientrato in Francia.

Chi è?

Rigot. È morto.

Anh è saltato su una mina. Impossibile trasportarlo.

Vieni?

Dove?

Al Perroquet, voglio ubriacarmi.

Parlano solo di pacificazione. Ma che significa?

Che la popolazione deve stare con noi.

Liberi un villaggio e i Viet se lo riprendono.

Dobbiamo fare come loro: nasconderci, attaccare di notte.

Siamo troppi. Troppo visibili, troppo francesi.

Troppo francesi? Che cazzata!

Dobbiamo creare un commando.

Li prendiamo di sorpresa, li distruggiamo e ci ritiriamo.

Questo è da vietminh.

Che intendi con "commando"?

Reclutiamo i prigionieri.

Come Phong.

Vuoi che ci mischiamo con gli ex Viet?

Sì. Perché no?

Adesso sono francese.

Volete ballare?

Ci sono delle belle ragazze.

- Quanto? - 20 piastre.

- Per fare cosa? - Ballare, parlare.

- Volevi un pompino? - Non parlo con gli animali.

Volevo venire a trovarti all'ospedale, ma era complicato.

Hai fatto amicizia?

No, ero stordito.

Stordito? Povero piccolo.

- Ma che vuole? - Lascia stare, è ubriaco.

Non lo sono, stronzo!

Fottiti.

Ah, sì?

Già.

È buffo,

invitano le più brutte.

Una è pure sdentata.

È perché li tingono di nero.

Ai legionari piace.

La Legione è piena di nazi. Bisogna fucilarli, come i Viet.

I francesi sono troppo gentili. Non sanno combattere.

Phong, sta' zitto.

O ti faccio saltare i denti.

Guarda la piccoletta in blu. Carina, vero?

Hei, Tassen. Hai visto la piccoletta in blu?

Ci serve un nome per il commando.

Non ce l'ho.

Che ne dite di "Le Tigri Gialle"?

Che nome del cazzo!

Alle Tigri Gialle!

Phong ha ragione.

Dobbiamo formare un commando con i disertori.

Un biglietto?

Qui si parla francese!

Non mi riconosci?

No.

Una volta mi hai offerto una zuppa. Non ti ricordi?

Sei sicura?

Sì.

Come ti chiami?

Robert.

E tu?

Maï.

Hai una sigaretta, Robert?

Sicura che non ti ricordi di me?

Sì.

Vuoi ballare?

Non so.

Non so ballare.

Allora cosa vuoi?

È qui.

Lavori sempre a casa?

No, ma è tardi. Volevo rientrare.

Non ti piaccio?

Sì.

Spogliati.

Be', io vado.

Sono 100 piastre.

Giusto.

Scusa.

Ci rivediamo?

Se vuoi.

Non sei morto?

No, Khiet. Non vedi?

Sei fortunato.

Lavorano tutte per i Viet.

Li conosco.

Minacciano le famiglie e...

Ti è piaciuto?

Cosa?

Con la ragazza.

Sì.

Partiamo tra poco per Suntay.

Hanno fatto saltare un ponte.

SETTEMBRE

Che cazzo è?

Una collana.

È una mania di Dao.

È disgustosa.

Certo, è disgustosa.

Ci sono dei limiti. Non si può arrivare a tanto.

Invece dobbiamo farlo.

So della sua caccia a Vo Binh.

Chi gliel'ha detto?

È qui per servire la Francia, non per vendicarsi.

Io servo la Francia.

Per questo mi servono i vietminh.

I vietminh?

I prigionieri nei campi.

Ha già convertito Phong.

Non le basta?

No. Me ne servono una decina.

Le taglieranno la gola.

No, se li sfamiamo. Se li paghiamo un po', come noi.

È insieme a loro che vinceremo.

Mi hanno promesso una decina di francesi.

È un mese che li aspettiamo.

Non voglio più sentir parlare di Vo Binh, chiaro?

- Tissier è morto. - Gli hai tirato una bomba?

Dove sono gli altri?

Vieni a vedere.

- Cosa? - Vieni.

È Pingoët.

- Che ha? - Una sanguisuga sul cazzo.

Fa' vedere.

Merda.

Puoi camminare?

Non me lo taglieranno, vero?

Per quello che ci fai...

Che ha Phong?

Khiet non vuole portarlo dalla madre.

Che ha sua madre?

Dice che è malata.

Abbiamo ancora cibo?

- È lontano il villaggio di Phong? - Una decina di chilometri.

Perché non lo accompagna?

Hanno visto uomini di Vo Binh. Troppo rischioso.

C'era anche Vo Binh?

Non lo so.

Posso entrare?

Perché?

- Sei con qualcuno? - No, ma bisogna avvertire.

Non puoi venire qui. Non mi è permesso.

Bisogna pagare la Taipan.

Vieni stasera al Perroquet.

Stasera non posso.

Partiamo per un villaggio.

Allora domani.

Forse domani non ci sarò più.

Non venire dentro.

Da' qua.

L'hai rivista?

Chi?

La ragazza con la tigre gialla. L'hai rivista?

Sì.

E allora?

E allora che?

Cos'ha di speciale?

Niente.

Come no! Ti si legge in faccia.

È come la sanguisuga di Pingoët, ma tu ancora non lo sai.

Ti divorerà da dentro.

- Hai finito? - Lo stesso farà Phong.

È un bastardo, lo sento.

- Mi hai stancato. - E allora?

Vedrai, ce lo metterà dritto nel culo.

Come la ragazza.

Sappiamo chi è?

No.

Un francese.

Figli di troia!

I prigionieri vietminh, dove li tenete?

Oltre il fiume.

Mi spiace per il vostro amico, l'ospedale è bruciato.

Dove lo porteranno?

A Bai c'è un chirurgo, ma non so se regge fin là.

È ora.

Signori.

Come sceglierai i prigionieri?

Chiederò i più magri.

Sono pronti a tutto pur di mangiare.

Phong vuole andare dalla madre, stanotte.

Lo hai detto a Sirbon?

No, perché?

Vi piace chiacchierare.

Che vuoi dire?

Non sono scemo. Glielo hai detto tu di Vo Binh.

Dov'è il problema?

Phong non può andare solo.

- Cioè? - Bisogna accompagnarlo.

Certo, Vo Binh ti aspetta.

Le Tigri Gialle, ma fammi il piacere!

Come la tua troietta.

Ero a Saigon. Lì era tutta una festa.

Che decadenza.

L'Europa è un campo di rovine e i francesi festeggiano.

È tornato per dirmi questo?

No.

No.

Ero a Chautemps il giorno del massacro, come lei.

Ma sono partito prima.

In un certo senso, siamo della stessa famiglia.

Dei sopravvissuti.

Perché non me l'ha detto?

La sindrome del sopravvissuto.

Quando ho sentito la sua storia,

mi sono sentito meno solo, meno colpevole.

Colpevole di che?

Di essere vivo.

Lei no?

Che ci faceva laggiù?

Volevo vedere l'uomo che ha preso il controllo del Delta.

Vo Binh Yen, in carne e ossa.

Ha ucciso mio fratello.

Davvero?

Ha ucciso suo fratello?

Lo ha permesso, è la stessa cosa.

Non credo.

Sapeva cosa sarebbe successo?

No.

Vo Binh mi ha consigliato di andarmene.

Allora se n'è andato, così.

Sì, me ne sono andato.

Sono partito. Che dovevo fare?

Restare?

Ma da che parte sta, lei?

Da nessuna.

Forse è per questo che sono partito.

Non è la mia guerra.

Amo questo paese e la sua gente.

Lei è proprio una brava persona, ama tutti.

No.

Non amavo molto suo fratello, ad esempio.

Cosa le ha fatto mio fratello?

Non è il momento giusto per parlarne.

Perché, pensa che ci rivedremo?

Era un caro amico di mio figlio.

Pensavo che suo fratello avesse una buona influenza.

Non gli ha impedito di andare a combattere in Francia.

Mio figlio è andato a farsi ammazzare dai tedeschi.

Non l'ha costretto.

No.

Lo ha solo incoraggiato.

Ha ragione.

Attaccarsi a me non lo farà tornare.

Ci sono nemici contro i quali non possiamo lottare.

Non parlo di Vo Binh Yen.

Parlo di lei.

Del suo nemico interiore.

Pensi al suo e mi lasci in pace.

Non posso aiutarla.

Chi era?

Uno scrittore.

Che ti ha detto?

Che voleva?

Niente.

Conosceva mio fratello.

Non mi piace.

Ha una brutta faccia.

A te non piace nessuno.

Sembra un demonio.

- Che c'è? - Vaffanculo.

- Dove vai? - Sparisci.

Non accompagnare Phong. È pieno di spie e di trappole.

- Non ci vado. - So che vuoi Vo Binh.

- Leva quella mano. - Sennò?

Tutto qui?

Meni come una ragazza.

Ti basta?

Ti sei calmato?

Pensavo che non saresti tornato.

Perché?

Ci sono altre ragazze.

Io non sono così.

Sì.

Sì, cosa?

Buongiorno.

Che vuoi?

Non posso salutare?

Non vedi che stiamo mangiando?

Spogliati.

Stavo per farlo.

Non discutere.

Non va bene.

Cosa?

Come mi parli.

Come dovrei parlarti?

Parlo così perché sei una che si fa scopare dai soldati.

Allarga le gambe.

È il tuo lavoro allargare le gambe, no?

Come ti prendono gli altri?

Da dietro? Gli piace così?

Sì, a volte.

Non ne hai abbastanza?

Io al tuo posto mi sarei stufato.

Perché non vuoi dire che ti ricordi di me?

Vattene.

Sì.

Hai da accendere?

Puoi tenerli.

Non le sei venuto dentro, spero?

Non mi va di inzupparlo nel tuo sperma.

Che c'è?

Che ho detto?

Dove vanno?

In quell'edificio. Lo abbiamo ripulito.

- Quando sono arrivati? - Due ore fa.

Non potevate avvertirmi?

Phong ha disertato.

- Che cazzo dici? - All'appello non c'era.

- È vero? - Ma certo.

È andato dalla madre.

Come no.

Non è colpa mia.

Sono stato via solo due ore!

Chi ti ha detto niente?

Fanculo tutti!

NOVEMBRE

Ho voglia di prendere la metro.

Dammene una.

Ho voglia di cambiare a Nation.

Non dici niente?

Ah, Cavagna...

Cosa, "Cavagna"?

Cavagna ti dice vaffanculo.

Vuoi continuare a giocare a fare il capo e a romperci le palle?

Chi ti credi di essere?

Pensi di avercelo più grosso degli altri?

Torna a casa.

"Torna a casa."

Lo sai bene che non è così facile.

Qualcuno ti aspetta?

Dove?

Alla stazione Nation. Qualcuno ti aspetta?

Non mi aspetta nessuno, lo sai.

Allora perché vuoi tornare?

Tu non ci hai mai pensato?

Io non voglio crepare qui.

Ti rode che non voglio crepare?

No. Non voglio che ti ammazzino.

Ah, no?

Certo che no. Non fare domande cretine.

Siamo troppo giovani per morire.

Non vuoi avere dei figli?

Portami le reclute.

Non sono pronti.

Li voglio qui.

Non reggeranno.

- Tu con chi vai? - Con te.

No. Sei sergente.

Sei il nostro capo.

Io comando i miei. Non posso comandare te.

Khiet è morto. L'hanno colpito al cuore.

Lo so.

- Colpa tua, dovevi aspettarci. - Cosa?

Sei un coglione. Dovevamo attaccare insieme.

- Lo sai chi sono? - Mi piacerebbe saperlo.

Ne riparliamo dopo.

Quando vuoi.

Allora adesso.

No.

- Che dice? - Non capisco.

Vo Binh?

- Cosa? - Non ne parla?

Non lo so.

- Allora? - È in codice.

Muovetevi. Ripulite il villaggio e raggiungeteci.

- Gli uomini hanno la dissenteria. - Anch'io.

Stanno male sul serio. Quando ci ritiriamo?

Non ci ritiriamo.

Ma che dici? Non sono questi gli ordini.

Restiamo.

Cazzo, Tassen...

Puoi andare con Maussier, se vuoi.

Sei proprio un coglione.

Anche io ne ho voglia.

Di che?

Di avere dei figli.

Me ne parli perché hai appena cacato?

Per avere figli bisogna amare una donna.

Quando tutto questo sarà finito, lo faremo.

Certo.

Non c'è più siero?

Se l'è preso Maussier.

Solo l'oppio ferma la dissenteria.

Ne hai?

Allora, ne hai?

Passala, non mi fa niente.

Lo sentite?

Cosa?

Non si sente più niente.

Rilassati, pensa ad altro.

Alla metro?

Piantala.

È completamente andato.

Oh cazzo, sta salendo.

Sei tu?

Vieni.

Vieni.

Non ci lasceremo più.

No, mai più.

Oh, cazzo.

Frugate, frugate dappertutto!

Dao, traduci, cazzo!

Muovete il culo!

Li abbiamo trovati lassù.

Sei stato tu a sparare? È stato lui?

Dice che vive solo con la figlia.

Ha una figlia alla sua età?

È suo?

Tieni, guarda.

Dove sono gli altri?

Dice che non lo sa, che non vuole morire.

Ah, sì?

Oh, cazzo. Adesso basta.

No, è troppo bello.

Un sotterraneo.

Quanti sono là dentro?

Tre.

- Ci tiro una bomba? - Li voglio vivi.

Non ci passiamo, è troppo piccolo.

È una tana di ratti.

È una cazzo di tana di ratti!

Che altro c'è?

Quante uscite ha il sotterraneo?

Abbiamo quello che ha sparato?

Sono stato io.

Bravo, sei coraggioso.

Allontana gli altri.

Tu no.

Dove hai preso il fucile?

Conosci Vo Binh?

Era qui?

Vo Binh non si nasconde. È ovunque.

Come no.

Che bottino! Due ragazzi e una cieca.

- Una cieca? - È mia sorella.

Mi servono soldati come te.

E poi parli francese.

Vieni con noi e tua sorella è salva.

Non sono un traditore come lui.

Che gli hai detto?

Dov'è la cieca?

Di' a Vo Binh che mi chiamo Robert Tassen

e che non lo mollerò.

Tassen. Capito?

Vo Binh è stato ucciso un mese fa.

Pugnalato alle spalle da uno dei suoi.

Dovresti essere contento.

Questo è di Maussier.

Ti riguarda.

Dice che l'hai insultato.

Ha ragione.

E che non sei un buon francese. Ti piacciono troppo gli indocinesi.

Com'è un buon francese?

Uno che si lascia occupare?

Che ci faccio con questo rapporto?

Maussier è un tipo strano.

Se la prende per niente.

D'ora in avanti, non sei più sotto di lui.

Che vuol dire?

Hai carta bianca. Fa' come vuoi coi tuoi musi gialli.

Ma lo fai già, no?

Non sarò mai come vuoi tu.

Ci saranno sempre altri uomini.

Io sono come loro?

No.

Loro non fanno tante storie.

Vieni.

L'altra notte, nella giungla, ho visto una stella cadente.

È esplosa.

Non era una stella.

È la guerra.

Stai con loro?

Io sono libera.

Stavo quasi per prenderlo.

- Chi? - Vo Binh.

Non devi ucciderlo.

È un eroe.

Un eroe?

Sì, è la libertà.

Non voglio più venire dopo gli altri.

Non sono la donna di nessuno.

Pagherò.

Non hai abbastanza soldi.

Non esiste altro per te? Solo i soldi?

Eccoti i soldi.

Contenta?

Non li voglio.

Che vuoi, che ti scopi senza pagare?

- Vattene. - No, ho pagato.

Posso scopare adesso?

Sparisci.

Invece ti scopo.

Lasciami!

Fermati!

Non ti amo!

Ridillo.

Ridillo.

- Ancora! - Non ti amo!

Non ti amerò mai!

- Dillo che mi odi! - Ti odio!

DICEMBRE

Periodo un po' moscio, non trovi?

Sì.

Faccio un giro al Perroquet, stasera. Vieni?

No.

Hai saputo di Pingoët?

Gliel'hanno tagliato.

È la terza volta che riscrivo questo capitolo. Forse lo elimino.

E forse grazie a lei.

Ha fatto bene a passare perché, in questo momento,

non ho molta compagnia.

Be'...

ho il cognac.

Allora?

A che devo l'onore?

A niente. Ero nei paraggi.

Ha pensato:

"Perché non passare a scusarmi?" È così?

Scusarmi per cosa?

Per avermi dato del vigliacco.

Non l'ho mai detto.

Ma lo ha pensato abbastanza forte da farsi sentire.

Pensa che io stia dalla parte sbagliata?

Credo che sia meglio che me ne vada.

Non avrà fatto tutta questa strada per andarsene via?

Domani devo partire per una missione.

Ah, è vero.

Allora, cosa mi voleva dire?

Faccia con comodo.

Verrà da sé.

Il tempo decide per noi.

Ha sempre l'ultima parola.

Si tratta di una ragazza.

Fa la puttana al Perroquet.

Ha qualcosa contro le prostitute?

No.

Allora cos'è quella faccia? È fortunato.

Non riesco a pensare ad altro.

Confondo le due cose.

Le ha fatto dimenticare la sua vendetta?

Sì.

L'amore ha bisogno di spazio.

Ma non è lo spazio giusto.

E dove vuole metterla la sua vendetta?

Non è l'unico a innamorarsi, sa?

Di una prostituta?

E che cosa cambia?

L'amore è meraviglioso.

Farsi scopare dai soldati le pare meraviglioso?

È inutile parlare, lei è ubriaco.

Come si fa ad amare il dolore?

Scusi?

Amare significa non conoscere il dolore,

o amare fino ad amare il dolore.

Non le dice niente?

Cosa crede?

Che io lo ami, il mio dolore?

Ogni giorno cerco di farne qualcosa.

Gli parlo.

Gli dico di calmarsi.

Ma non ne verrò mai a capo.

Bisogna conviverci.

- Non voglio. - Non ha scelta.

Siamo entrambi dei sopravvissuti.

E la sopravvivenza è forse la cosa più interessante.

È terribile e immensa.

Niente è regalato.

Bisogna cercare.

Non troverò.

Come si chiama?

Sono giornalisti, fanno un reportage.

Il caporale Tassen. Testardo come un mulo.

- Sénéchal, Paris Match. - Piacere.

Kuscaz, il mio fotografo.

Era davanti al campo.

Ha chiesto di vederti.

Dice che è stato Vo Binh.

Sa dov'è.

Come è arrivato qui?

Ce l'hanno portato.

Sirbon lo sa?

No.

Non glielo dire.

Ci penso io.

Non fotografarmi.

Allora, andiamo?

Dammi il rullino.

- Problemi? - Non vuole essere fotografato.

Il rullino.

- Stanno lavorando, Tassen. - Tu, zitto.

Me lo dai o devo prendermelo?

Cavagna non è ancora tornato?

No.

- Conosci Hoang Ty? - È oltre le montagne.

Che pensi del ragazzino?

Vo Binh è crudele. Ne sarebbe capace.

Pensi che sia una trappola?

Sì.

Fai una partita?

No, devo prendere aria.

Avete visto Cavagna?

Prima era qui.

È andato via da molto?

Credo sia andato con una ragazza.

Bevi qualcosa?

No.

- C'è Maï? - No, ma ci sono altre ragazze.

Vattene.

Hei, soldato.

Vuoi fumare?

Vieni.

Tassen.

Siediti. Mi fai girare la testa.

Piano.

Piano.

Allora?

Cosa?

Ti sei scopato Maï?

Cazzo, Robert.

Te la sei scopata o no?

No.

Non è vero.

Ok.

Allora l'ho scopata.

Contento?

Non dire che l'hai fatto solo per farmi smettere di parlare.

Sta' zitto.

Domani partiamo per Hoang Ty.

Sì.

Si sta bene qui.

Sotterreremo tutte le teste tagliate.

E anche i cazzi.

Che schifo.

Lo prenderemo.

Perché non funziona questa pipa?

Hoang Ty...

Ci mancava solo Hoang Ty.

Robert!

Parto.

Domani.

Quando torni?

Non tornerò.

Che stai facendo?

Aspettami.

Non posso. Devo parlargli.

Dobbiamo fermarci. Il ragazzino è sfinito.

Hei, Robert!

Ti odio, cazzo.

Davvero vuoi infilarti in quel casino?

Ci sono delle tracce a 100 metri.

Due uomini.

Lasciagli una bomba.

Aspetta.

Mi tieni ancora il muso?

Non ti tengo il muso.

Non me la sono scopata la tua Viet.

E nemmeno lo farei.

Non capisci proprio niente, eh?

Mi piacciono gli uomini, coglione.

Sono frocio.

Un succhiacazzi.

- Tutto ok? - Un serpente!

Stai bene?

Mi ha morso.

Fa' vedere.

Oh, merda.

È troppo assurdo.

Non mi lasciare. Sta' con me.

Cazzo, la metro...

Mi sarei perso.

Non sono mai stato a Parigi.

Sono rimasti solo i gialli.

Ci sono io.

No, tu sei uno di noi.

Il ragazzino è scomparso.

E adesso che facciamo?

Andiamo comunque?

Hai finito le candele?

Aspetta.

Posso leggerti qualche riga?

"Dopo la tesi,

"mio padre decise di riposarsi lontano da Parigi.

"Pensò di andare a Bordeaux,

"ma l'idea di soggiornare nella culla della tratta degli schiavi

"era per lui assolutamente inaccettabile.

"Allora scelse una destinazione meno caotica: Lille.

"Fu la decisione giusta, perché nella capitale delle Fiandre

"incontrò mia madre.

"L'incontro causò un colpo di fulmine che sarebbe durato 50 anni.

"Solo il lutto poté interromperlo.

"E proprio qui, in Indocina, trovò la fine.

"Qualche anno dopo, anche io ho incontrato

"una donna di cui mi sono perdutamente innamorato.

"Una donna che è morta a 50 anni,

"ma non prima di avermi dato un figlio

"che ha perso la vita a 25."

Il lutto è una strana prova.

Un giorno pensiamo di esserne usciti, ma no...

È ancora lì,

attaccato a noi, con la sua rabbia.

Va' a letto.

La direzione dell'ospedale di Hanoi è un'altra cosa.

Sa, il professor Gramet di Rouen,

mi ha parlato di pazienti completamente muti

che all'improvviso

hanno ritrovato l'uso della parola.

Se Maï non vuole parlare,

qui nessuno la forzerà.

Non intendevo dire di forzare le cose.

L'afasia traumatica non va presa alla leggera.

Forzare le cose è la soluzione peggiore.

Posso rivolgerle una domanda?

Non mi aspetto una risposta ora, ma la prego di pensarci.

Sarà possibile, un giorno...

Io non ho fretta,

ma comunque...

Sarà possibile, un giorno,

chiedere la sua mano?

A presto.

Faccia buon viaggio.

Adattamento: Valentina Pasquali

Sottotitoli TITRAFILM

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