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Marco Polo, uno dei più grandi esploratori al mondo.
Nel XIII secolo partì per un viaggio epico da Venezia alla Cina
che durò più di tre anni.
Ora, Ricky Gervais manda il suo amico Karl Pilkington sulle sue tracce.
Ma questa volta, avrà compagnia.
Puoi smettere di sbuffare e ansimare così?
Oh, cielo.
Sembrano i saldi da Primark!
Ha detto che se doveva rifarlo, voleva compagnia.
Intendeva me, ma ho mandato qualcun altro.
Aggrappati, non ci vedo.
Sono agli opposti. Karl si lagna di continuo.
Mi manda fuori di testa. Si crede in vacanza.
Dice che non vuole l'avventura, non vuole stress.
- Non sono un buon nuotatore. - Una volta dentro, è ok.
Warwick non dice mai di no, accetta le sfide.
Gioca con la cinepresa. Ora fai un po' come in Oliver. Bene!
Non è la sera giusta, vero?
Non ho mai avuto un aquilone.
Vivranno l'avventura della loro vita.
Che gli piaccia o no!
Wow.
Tutto bene?
Grazie per aver accettato una nuova avventura.
Stai per intraprendere la rotta di Marco Polo.
È uno dei più famosi esploratori della storia.
Partendo da Venezia, ha attraversato l'Europa e l'Asia.
Tu arriverai fino in Cina.
Ricordo di averti detto che Dick Whittington camminava per Londra
con il suo gatto. Tu mi hai chiesto: "Perché un gatto?"
Ecco il tuo piccolo compagno.
Ti ho chiesto un compagno, non un piccolo compagno.
Qualcuno che ti possa aiutare, che porti qualcosa.
- Aspetta... - Sì?
Stai dicendo che verrò alla festa a mani vuote?
Non ho mai visto un nano che gira il mondo in un programma televisivo.
Quando Ranulph Fiennes ha scalato l'Everest,
non ha detto: "Ecco il mio piccolo compagno".
Se devo essere sincero...
- Perché quello che... - Cosa c'entra la sua altezza?
- Penso che saresti d'intralcio. - No, questo non va bene.
In passato ho dovuto preoccuparmi soltanto di me stesso.
- Già. - Non ho molti compagni.
Non credo di averne bisogno. Quello che mi preoccupa
è che tu possa aggrapparti a me come una cozza, rallentandomi.
- La vedo così. - Una cozza?
Beh, qualcosa che non molla la presa, una sanguisuga.
- Dal mio punto di vista... - Una cozza è offensivo.
- La sanguisuga può andare. - Una sanguisuga
che succhia il sangue, consuma energie: "Mi porti questo?",
"Prendi quell'altro?". - Andrà bene.
Non andrà bene. Dovrei registrarti mentre ripeti: "Andrà bene!",
così, quando te la sarai fatta addosso, ti dirò: "Ricordi?"
"Andrà bene!". Lui non se ne rende conto, non sarà una passeggiata.
- Andrà bene, davvero! - Andrà tutto bene.
Venezia, Italia.
È da qui che veniva Marco Polo, è da qui che è cominciato tutto.
- Pensa quanto è antica. - Dopo un po' ti verrebbe la nausea.
Questa città è fatta per le sirene.
Capisci cosa intendo... è una seccatura!
Se vivi qui non è una seccatura, fa parte della tua vita,
sai che se devi andare da qui a lì devi salire su una gondola
o prendere un ponte e attraversare.
Credo che abbiamo superato l'era in cui camminavamo nell'acqua,
abbiamo smesso di nuotare milioni di anni fa. Eravamo pesci, no?
- Non eravamo pesci... - Eravamo una sorta di verme acquatico,
ma ci siamo evoluti e siamo diventati persone.
Non so quanti anni abbia questo posto, ma ci riporta molto indietro nel tempo.
- Non si può vivere così. - Sì che si può!
- Vivere così è una rottura di palle! - Questa città
è così da secoli!
- Dove stiamo andando? - Tu vai dritto.
Non ho altra scelta... Come Pac-Man.
È come dopo un allarme antincendio, sono tutti in attesa.
Sono venuti per questo, per vedere piazza San Marco. È bellissima!
- Mai sentita. - È del 1600,
era il centro della cultura e della vita mondana europea.
Se ne percepisce l'energia.
È interessante vedere come erano rappresentati i corpi umani.
Il corpo non è cambiato da allora.
Erano un po' più abbronzati perché andavano in giro con i gioielli scoperti.
Se te ne vai sempre in giro senza nulla addosso,
per lo meno devi avere la tartaruga. Io metto una maglietta e via.
- Nessuno ha con sé un animale. - Perché credi che ci debbano essere?
Tanto per rallegrare. Un grosso gatto arancione nell'angolo
avrebbe alleviato le pene dei bastonati a morte.
- È la materia di cui sono fatti i sogni. - Oh mio...
- Aspetta... - Cristo!
Te lo dico, mi farà girare le palle se continua con queste menate turistiche.
Crede di essere in vacanza. Marco Polo non faceva così,
non si fermava ogni cinque minuti a sfamare i piccioni. Era un esploratore!
È andato a comprare gelati e cartoline e mi ha lasciato la sua borsa.
Fottuto gelato! Ci metteremo un'eternità
per arrivare in Cina.
Ti ho preso un gelato.
Si è sciolto un po' lungo la strada. Ti piace la vaniglia?
Sì, mi piace la vaniglia.
Non possiamo continuare così.
- Cosa? - Andare in giro a fare foto
- non fa per me. - Sto cercando di aprirti gli occhi.
È per apprezzare ciò che siamo e quello che stiamo facendo.
Per questo sfamiamo i piccioni, mangiamo il gelato italiano...
Che vuol dire? Non ho mai sentito
che si va a Venezia per i piccioni.
Stanno anche a Trafalgar Square.
Comincio a pensare di essere qui con la persona sbagliata.
- Non mi lamento di proposito. - No, certo.
Non potevi sapere che non mi piacciono queste cose.
Che ci fa lì quel leone con le ali?
A farlo oggi si direbbe: "Cos'è quella merda?"
- È perfetta. - Grazie.
È una stanza incantevole!
È come quando vai fuori con la tua ragazza per la prima volta, di colpo
è così,
stai con lei tutto il tempo.
Così, ti accorgi di come è lei veramente,
i piccoli difetti, le cose che ti irritano.
Ogni cosa è amplificata.
La luna di miele non dovrebbe essere dopo il matrimonio,
ma prima, per conoscersi meglio entrambi.
Ciao!
Sono Ricky, volevo sentirvi.
Volevo assicurarmi che vi stiate ambientando.
Se avete bisogno, chiamate. E fammi sapere se quel cretino
si lamenta troppo o se non si lamenta affatto,
perché è proprio quello il bello.
Se non si lagna, dobbiamo cambiare qualcosa.
Va bene, ci sentiamo presto. Ciao!
- Hai programmi per oggi? - Sì!
Alcune cose divertenti che vorrei fare.
Vorrei far conoscere a Karl
il ballo in maschera.
È una lunga tradizione, che offre alle persone l'anonimato,
così che possano tirar fuori i loro alter ego.
Anche i preti e le monache partecipavano.
Potevano sfuggire a cose di cui di solito non potevano liberarsi.
Quindi, credo che sia piuttosto interessante.
Eccoci qui.
- Costumi? - Ci sei quasi.
- Travestimenti. - Maschere. Scegli il tuo personaggio.
- Odio queste cose. - Perché?
- È divertimento forzato. - Il concetto è...
Per alcuni era difficile mantenere l'anonimato,
mentre con la maschera potevano diventare qualcun altro.
- Un'altra persona. - Lo facevano tutti?
Erano tutti coinvolti.
Che dici, il cappello mi dona?
Onestamente, non credo che quello faccia per te.
Aspetta, sapevano che saresti venuto.
Questo sì che è divertente! Sei tu che devi vestirti, non io.
Con quella sei proprio un'altra persona.
Vorrei trovare quella del dottore della peste. Ha un naso enorme.
Il dottore potrebbe vestirsi così?
- Già. - Lui arriva
per farti un controllo, conciato così!
- Non so se... - Signor Davis,
ascolti.
Lei ha un tumore alle palle.
Non voglio avere brutte notizie da uno così.
È divertente, non è affatto male.
- Salve, buongiorno! - Negozio adorabile!
- Grazie. - Dobbiamo andare a un ballo in maschera.
Abbiamo bisogno dell'abito giusto.
Certo. Abbiamo questo, un po' più semplice.
Anche questo è carino, da pagliaccio.
- Questo è meraviglioso! - Sì!
Vediamo come ti sta.
Non indossarlo come un vestito elegante, devi entrare nel personaggio.
- Non la stai prendendo dal verso giusto. - Con questo sto bene.
Non si tratta di starci bene, è un personaggio.
Parli come se tu avessi messo in scena Shakespeare.
Hai fatto l'orso in Guerre Stellari.
E uno gnomo verde in qualcos'altro, di cui parli sempre.
Ok, prendiamo l'orso di Guerre Stellari. Era una specie di farsa.
Nascosto lì dentro, ho potuto esplorare a fondo il carattere di un Ewok.
È qui che diventa ridicolo. La giacca mi piaceva.
Per quanto mi riguarda, questo lo rovina.
Sembro uno spermatozoo.
- Preferisci Pierrot? - Quale maschera dovrei indossare?
- Quella bianca e nera. - E cosa dice alla gente?
Il messaggio è: "Sono un sognatore".
Sognare? Mi si addice di più.
- Sì? - Sì, fa per me!
Sembri un po' triste.
- Ti sto guardando, può bastare. - Ah...
Risparmia la simpatia per le signore.
- Porca puttana! - Non dire così...
- Cristo...puttanate! - Sei noioso.
- Cerca di essere simpaticamente triste. - Sono triste.
Ecco, piega un po' la testa.
- Tu chi sarai? - Casanova.
- Casanova? - Già.
- Tu? Ok. - Già.
È pericolosa, vedo a fatica. Sono in una città fatta dal 90% di acqua.
Sono in un canale.
Ok.
Ecco qua.
E il capello.
Hai intenzione di andare in giro così tutta la notte?
Fatti da parte, plebeo!
Non ci riesco, mi hai già fatto uscire fuori di testa
camminando su e giù in questo modo, giuro!
- Non passerò la notte così! - Come fai a saperlo?
- Lo so, guardati! - Madame, mi concede questo ballo?
Assolutamente no!
Sei pronto per la festa?
In verità,
se devo essere sincero, no.
Per nulla.
È un desiderio di Warwick.
Per ora, pare proprio che quello che Warwick vuole
Warwick ottiene. È già abbastanza per scaldarsi.
Non voglio essere qualcun altro. Sono me stesso da 39 anni.
A che serve? Sono contento di essere me. Warwick è un attore.
Lo fa di mestiere. Chi è il vero Warwick?
Com'è lui veramente?
Ha fatto l'orso in Guerre Stellari, un folletto in non so cos'altro.
Il giorno dopo si chiamava "Willow".
Potresti giurare che si trattava di una specie di troll sotto un ponte.
Non so se era anche nel cast di Guida galattica per autostoppisti.
Ha sempre l'atteggiamento di chi pensa: "La gente mi riconosce".
Non lo so, non so cosa abbia fatto.
Anche se la sua faccia non si vede mai, lui si atteggia a vero attore.
Oliver Reed non si è mai vestito da folletto.
Mangiamo, facciamo due chiacchiere
e andiamo via.
- Sei mai stato a una festa in maschera? - No.
Ci manca un addio al celibato sulla prossima nave.
Cos'è? Cosa hai fatto alle scarpe?
Nessuno mi guarderà i piedi.
Certo che lo faranno! Rovinano il look!
Perché dovrebbero guardarmi i piedi?
- Si notano. - Non è vero!
- Non è così. - Non sono quelle autentiche.
Ricorda: dignità!
Karl, dacci una mano!
Grazie.
Non ci posso credere...
Grazie mille.
Non rovinare tutto con il tuo atteggiamento.
- I nostri ospiti... - Eccoci qui.
- Fate come a casa vostra. - Lui è Warwick.
- Madame...Non dire il mio vero nome. - Manuela.
Piacere!
Sono un tessitore di sogni.
Vi vestite spesso così?
Non devi chiederlo così.
Parla come parlerebbe il personaggio.
- Siete molto diversi da così? - No.
Parla della stanza, del cibo,
dell'esperienza.
I veneziani amano travestirsi e fare dei giochi
- per sedurre le loro vittime. - Casanova!
Esatto, proprio come te!
Non so cosa stia succedendo.
È orribile, sembra di essere a Come dine with me.
Loro ridono e si divertono.
Troverò qualcosa che io voglio fare e che lui detesta.
Gli dirò: "Ricordi quando mi sono vestito da cretino per te? Mi devi un favore".
- Se fosse una monaca, potresti! - Non sono una monaca!
È per questo che non ce l'hai.
No, sto bene, ho mangiato della pasta, mi sento quasi pieno.
Sto bene così.
Salute!
Prendo un drink e poi vado via, mi devo alzare presto.
Lui forse resta, ma io scappo via.
- Pronto? - Ciao.
- Come va? - Mi sta facendo impazzire.
- Cosa fa? - È esattamente come avevo detto.
L'ha presa per una vacanza. Si è messo una di quelle parrucche da giudice...
Abbiamo oltre 7.000 km da percorrere e lui è seduto a mangiare tartine.
Cosa si è messo? Ridimmelo, come si è vestito?
Non lo so, non so cosa sia, non so che significa.
Non l'ho mai visto, non so da cosa sia vestito.
Descrivimelo... un piccolo giudice con la parrucca.
Una giacca di velluto rossa, coi bottoni. Tipo Adam Ant.
Immagina Adam Ant da piccolo.
Dovresti vedere come lo guardano. Dalla gondola,
la gente guardava i palazzi e si chiedeva: "Cosa succede lì?"
"Cosa sta succedendo laggiù?"
Penseranno che sei un uomo d'affari con una strana fissa, come in Pretty Woman.
- Pretty Woman? - Oh mio Dio!
Potremmo fare un gioco.
- Un antico gioco veneziano... - Certamente.
Casanova lo faceva.
- La macchina del piacere. - È una specie
di Monopoli? - Chi è il primo?
Beh, è una sua idea, quindi...
- Lui è voluto venire alla festa. - Già.
Pertanto, Warwick, tocca a te.
- Posso avere da bere o da mangiare? - Vieni.
Andiamo dentro tutti e due. Stiamo viaggiando insieme, sperimentiamo
insieme la macchina del piacere. - Sì.
È una cosa strana.
Dai, ti prego, andiamo insieme.
Metti la benda.
Mi vedi?
- No. - Ok.
Dammi la mano, gira verso di me.
- Niente paura. - Deprivazione sensoriale.
Entriamo entrambi nella macchina del piacere. Non è una macchina,
ma uno spogliatoio, coperto da una tenda.
- Chiudi. - La macchina è partita.
- Aspetta... - No!
È il mio cappello!
I giochi di società sono stati inventati da persone
che non si conoscevano e che non avevano nulla di cui parlare.
È come il gioco dei mimi. Giocare ti tira fuori dai pasticci,
tiri fuori i giochi quando la festa non sta riuscendo.
C'era puzza di aglio e formaggio.
Un estraneo maleodorante mi ha alitato in faccia.
La macchina del piacere... Pensavo: "Dove sta il piacere?"
Vuoi andare?
Credo che dobbiamo proprio andare.
Non lo voglio, non mi piace.
L'ho provato.
Che intenzioni hai?
Non so a cosa stesse giocando, che tipo di piacere provasse,
ma non aveva affatto fretta di andar via.
Rilassati...
- Sono rilassato. - È un bene.
- Ora ne ho abbastanza. - Tocca.
Non so cosa mi chiedete di toccare.
- È la mia mano. - Occupati di lui.
- No. - Ci vediamo dopo.
Karl?
Fottuta macchina! Solo un sacco di stupidaggini!
Cos'è?
Ci sono un sacco di mani. Cristo!
Oggi avrò la mia porzione di divertimento.
- Warwick ha fatto ciò che voleva. - Aspetta...
Le carezze e tutto il resto
erano un suo desiderio. Quindi oggi farò un giro su uno di quei
jet pack. L'ho visto su internet, si mette sulla schiena.
Sfrecci sull'acqua, puoi usarlo per spingerti in aria.
È come un super potere, la cosa più vicina al volo.
Il problema di Venezia è che è ancorata al passato, è antica: l'arte, i palazzi.
Invece, un jet pack è l'ideale.
Non capisco perché non lo usano, continuano a perdere tempo in gondola.
Non è pratico. È di questo che si tratta:
mostrare il futuro ai ragazzi che ci seguono da casa.
Guardalo!
Sembra James Bond!
È lì che ti imbracheranno, per volare alto sulla laguna.
Non è come pensavo...
È davvero fico, adesso sì che sono eccitato!
- Pronto? - Come va?
Ah, Ricky! Va molto bene, grazie.
Oggi è una giornata diversa. Tra tante cose da fare a Venezia,
siamo venuti a fare un giro con un jet pack.
- Ah, ok. - Pensa che sia il futuro.
Questo aggeggio, in effetti, ha un aspetto futuristico,
ma quando lo indossa lui, perde tutto.
- Di che parla? - Stupendo...
Credo che se ne sia pentito, sembra terrorizzato.
Sì, è probabile che lo stia facendo soltanto perché è una sua idea,
vorrebbe divertirsi più di te, ma la cosa gli si ritorce contro.
Non preoccuparti.
- Ci vediamo!
- Ci siamo detti tutto. - Attacca!
Premi il pulsante.
Ok, divertitevi, ci sentiamo presto.
Ok, saluti Ricky. Grazie, ciao.
D'accordo.
Più lentamente!
Qualcosa mi trascina indietro.
Più in basso.
Credevo bastasse stare nell'acqua e farlo partire.
Non sono un buon nuotatore e mi ritrovo con un'impalcatura sulla schiena.
Doveva essere il futuro!
- Stai bene? - Non tanto, non voglio farlo.
Pensavo che fosse più facile.
Andrà tutto bene. Devi solo buttarti.
Non riesco a respirare con questo fottuto collo alto.
Preferiresti morire di freddo?
- Ti piacerà. - No.
Preferirei non farlo.
- Sei stato tu a prenotarlo. - Lo so!
- Non mi fare innervosire. - Soltanto un passo.
Pesa!
Fatemi riposare un momento.
Dove preferiresti stare, qui o dietro la tenda del piacere?
- Sdraiati e rilassati. - Ok.
- È così increscioso. - Più lentamente.
Karl, come ti senti? Sei emozionato?
- Devi tirarti su in questo modo. - In piedi?
- Già, dritto, su e giù. - Le mie gambe sono piene d'aria.
- Chinati in avanti. - Ci sto provando.
Mi piace l'idea che si sia dato la zappa sui piedi da solo.
Non riesco a mettere giù le gambe.
Chinati in avanti.
No.
- Ok. - Rilassati.
- Sei calmo? - Ok.
Sei pronto, allora?
Premi il pulsante.
Ora cerca di tenerti in equilibrio e ruota sulla pancia.
Cristo!
- Aiuto! - Girati!
- Stai bene? - No, non riesco a controllarlo.
Devi spostare il peso all'indietro e girarti.
- Scordatelo! - Vengo con te, se vuoi.
Non ne vale la pena, non mi sento pronto. Cristo!
- Eccitante, no? - Come lo hanno concepito?
A Dragon's Den ho visto gente portare cose più utili di questo fottuto coso!
Vogliono mandarti all'altro mondo.
Oh, geniale!
Sorridi, Karl. Ti faccio una foto con lo sfondo di Venezia.
Cosa stai facendo?
- Sono quasi morto. - Non è vero.
- Sono quasi morto. - È tutto ok.
- Tira il filo. - Il tappo?
Tira il filo e togli il jet pack.
- Lui ha capito il tappo. - Non funziona.
- Tiralo! - È geniale!
Te l'ho detto, non viene via, butta questa merda nella spazzatura!
- Tira la fune gialla. - La sto tirando.
- No, quella gialla! - Ce n'è solo una!
Ok.
Aspetta un secondo.
Fottute alghe!
Ok, aspetta solo un secondo.
In questo momento, sembra uno scarafaggio che lotta per non morire.
Lo vedi, siamo alle solite. Non so cosa voglio dalla vita.
È colpa mia, non posso prendermela con nessuno.
Non sono un buon nuotatore, non riuscivo a uscire da quel coso.
Mi è passata tutta la vita davanti.
Cosa hai visto?
Alghe.
È stato imbarazzante, vero?
Almeno ci ho provato.
- Mentre tu te ne stavi seduto. - Ci hai provato? Non saprei...
Mentre eravamo lì, non ho mai creduto che il motore sarebbe partito.
Ok, ragazzo. Ho saputo del jet pack. Patetico!
D'accordo, è tempo di andare. So che sei impaziente,
quindi ho trovato un'alternativa alla rotta di Marco Polo.
Taglierete attraverso la Macedonia, nell'Europa dell'Est.
Questo non è il vero percorso fatto da Marco Polo.
Perché copiare qualcun altro? Ci sono altre strade, altri percorsi.
Per andare a Tesco non fai mica sempre la stessa strada?
Skopje, Macedonia
Lì c'è la più grande comunità nomade dell'Europa dell'Est.
Si prenderanno cura di voi stanotte, sarà una specie di vacanza in roulotte.
Sarete come a casa, d'accordo? A dopo, ciao.
Essere un nomade, bah! Qualcosa mi dice che mi piacerà,
ma non saprei, non mi piace cambiare.
Il modo in cui vivono è un quotidiano cambiamento.
Non si sono mai adattati all'ambiente circostante. Come una vacanza.
I primissimi giorni la cosa ti sciocca un po'.
- Dove vai a prendere il latte? - Non c'è nulla.
Non capisco come facciano le persone nel nostro paese a chiamarsi "nomadi".
Non girano coi carretti, stanno nelle roulotte, piantate sul cemento.
Non vanno da nessuna parte. Non sono viaggiatori, stanno sui mattoni.
Grazie.
- Torta di mele? - Ottima!
È deliziosa, grazie.
Grazie, è buona.
- Dormiamo qui stanotte? - Qui.
Karl, c'è un buco sul tetto.
- Mettiamoci quel telo di plastica. - Mettiamo la plastica all'esterno.
- In cima? - Già.
Karl, prenderesti la mia borsa prima che si bagni?
C'è un buco.
Aspetta, ho bisogno di più spazio, guarda com'è piccola.
Piantala di lagnarti!
- Guarda qui. - Non c'è niente che non va.
Tutti si lamentano di stare in spazi troppo ristretti, non sei l'unico.
Mai vista una cosa del genere. Mai sentito di qualcuno
che suona una capra. Mai visto.
È fatta bene, non sembra neanche un animale morto.
Ha un'aria allegra. Suppongo che tutti gli animali
diano una mano, in qualche modo. È il problema dei panda,
non hanno un compito. Si estinguono nell'indifferenza.
Invece se hai un animale che contribuisce...Vedi i cani,
per esempio i cani per ciechi, gli Huskie. È lavoro in più per la capra,
il latte, il formaggio,
strumenti musicali!
È bello. Abbiamo ballato.
Ha dato ritmo. Sembravano tutti contenti che ballassi con loro.
Warwick, invece, sembrava un po' stufo.
Che c'è?
Già...
Non so se lui conosce questa storia
tra me e i nomadi. A loro piace toccarmi per scaramanzia.
A quanto pare, la mia testa è il punto più fortunato, il resto del corpo meno.
Dice che lo toccavano con l'inganno, trovando scuse come: "Hai una mosca lì".
Lo fanno per toccargli la testa, in cambio di fortuna.
- Già, la fortuna! - Sono un mucchio di stronzate,
sono stato un po' con lui. Mi fa girare le palle.
Carino, grazie!
È stata dura, Warwick è stato un po' fastidioso quando siamo arrivati.
Mi sono fatto il culo là fuori,
a ballare, a farli divertire. E lui lì seduto a non fare un cazzo.
A un certo punto,
hanno mostrato un po' di interesse per lui, per Hollywood,
per la sua famiglia. Ha tirato fuori il suo album.
Questi sono i nostri figli, qui siamo a Hollywood.
- Hollywood? - Film.
Harrison, Sam, mia moglie...
Eravamo in vacanza.
Voi andate in vacanza?
- Siete sempre in vacanza. - Questa è un'auto.
Questa è una bandiera. E questo è un piccione, bruttino, vero?
Di Suzanne non ho una foto, ma del piccione sì.
- Come è andata la notte? - Ho dormito.
Ho dormito abbastanza bene, dopotutto.
Ci siamo coperti con la plastica. Credo che anche lui abbia dormito,
era avvolto, sigillato,
come un samosa.
A modo suo, è tagliato per queste cose. Ho sempre detto
che non è all'altezza, ma se si deve dormire in un buco,
in una fessura,
lui è perfetto.
- Salve! - Buongiorno.
Piantala di sbuffare e di ansimare in quel modo.
Non voglio respirare profondamente.
Puzza di merda di capra ovunque.
Sulla guida turistica ho trovato qualcosa che potrebbe piacerti.
Il sufismo, una religione molto popolare da queste parti.
Praticano esercizi mistici per raggiungere uno stato di trance spirituale.
- Forse hai bisogno di trovare te stesso. - No, non è affatto un problema.
Tutto qui?
Cosa ne sai tu di spiritualità? Dimmi.
Una volta sono stato ipnotizzato da Paul McKenna.
- Ciao. - Salve!
- Come va? - Io sono Warwick.
- Karl. - Murtezau.
- Murtezau. - Esatto.
- Vieni qui tutti i giorni? - Sì, io vivo qui.
Allora...
- Cosa sono quelli? - È un uomo
in questo posto.
- Non è per i pomodori, sono bare. - Esatto.
Questo è mio nonno. Era un professore di scuola.
- Faceva il professore a scuola. - Sì.
- C'è un posto destinato a te? - Questo è il mio posto.
- Questo? - Sì, quando morirò.
Ti piace? Sei contento di questo spazio?
Sì!
Proprio sotto la lampadina.
Non dà l'impressione di essere un cimitero, sembra più...
- Sì che sembra un cimitero. - Sembra più maestoso.
È da pazzi. Vorrei ricordare i morti per quello che erano,
non ficcarli in un seminterrato.
Sono ammucchiati come in una sala espositiva.
Non me lo sarei immaginato, non lo permetterebbero nel nostro paese.
Devi chiedere il permesso per una serra.
Perché non dovremmo accettarlo? Non capisco cosa ci sia di strano.
Come lo spiegheresti? La gente viene e dice: "Oh, bello!"
Ti chiedono: "Cosa conservi lì sotto?" E tu: "Oh, questa è la zia Jane".
Non riesci ad accettare le cose per quello che sono.
Vuoi sempre cambiare tutto. Qui è così da 150 anni.
È meglio se non ti rispondo, sul serio.
- Karl, questo è per te. - Ok.
Ora sei un derviscio.
Era carino all'inizio, ci stavamo divertendo,
tutti seduti in cerchio, a ballare, pregare, a fare il... come si chiama.
All'improvviso, mentre facevano queste cose
e mi dicevo: "Interessante"... Pam! In faccia.
Mi ha lasciato di stucco.
Uno dei membri mi ha fatto vedere tutte le cicatrici,
una qui, una lì. Poi si trafigge. Sembrava Kerplunk, il gioco!
Continua a conficcarsi quei cosi. Mi fa ridere che a casa,
quando prendo uno stuzzicadenti, Sue dice di non fare cose pericolose.
Aspetta che lo veda. Se mi rimprovera di nuovo,
le faccio vedere questo.
- Vuoi provarci? - No!
Santo cielo!
Warwick ha avuto la nausea.
Ho guardato in basso e mi è sembrato che stesse vomitando nel cappello.
Era scioccante, dovete ammetterlo.
E lui: "Sarà meglio portarlo fuori o vomiterà sul tappeto".
Non stavo male.
- Lui ha detto che stava bene. - C'è stato un momento che stava...
Ero preoccupato, tutti quei tappeti...
Se avesse vomitato, tutti in lavanderia!
Non lo avevo mai visto, neanche in TV. Era noioso, sembrava Songs of Praise.
Che spettacolo! Anziani che ballano in cerchio
per il loro Dio, ficcandosi coltelli in testa.
Questo cambia qualcosa? Significa che loro credono in qualcosa di più grande
perché fanno queste cose?
- Come va? - Bene.
Siamo in Macedonia. Ieri siamo stati a un rito religioso.
- Sì, me l'hanno detto. - È stato intenso.
Karl se ne sta seduto con gli auricolari, senza parlare.
Gli piacerà quello che ho in serbo per lui.
Ho trovato qualcosa che gli darà una spinta.
Era una cosa che volevo fare da tempo: farlo volare con un pallone all'elio.
All'inizio impazzirà, ma, una volta sopra,
lo adorerà. D'accordo? A dopo.
- Ti saluto. - Ciao!
- È sicuro? - Certo, c'è una corda...
E fili elettrici dappertutto.
Che cazzata! Dovevamo seguire la rotta di Marco Polo.
Fico! Sarà come se tu non avessi peso.
Era da un po' che ci pensava.
Diceva che voleva attaccarmi a dei palloncini
e mandarmi in aria. Quale amico non lo vorrebbe?
Warwick, tieni l'altro capo. Fai qualcosa, sei qui!
Non ti ho visto fare nulla finora.
Ho fatto le foto.
Salta!
- Oh, sì! - Fottute ortiche!
Porca troia, fa male alle parti basse!
- È stupendo, molto colorato. - Mi serve un culo nuovo.
Bella televisione!
Mi siedo qui.
Ok, va meglio.
Stronzo! Meglio allontanarsi dalla collina?
Per il record... Vai!
Che corsa ridicola.
Avanti!
Non male.
- Warwick, devi farlo anche tu. - Non lo farò.
- Avanti, Warwick! - No.
- Perché no? - Non credo che dovrei, noi...
È stata la tua risposta per tutto finora: "Non mi va".
Essendo piccolo, capisci, non amo molto l'altezza.
Non fare storie.
- Non sto... - Fallo per loro.
- Lo portiamo sù? - Sì!
Falli contenti. Dai, non li deludere.
- Non voglio deluderli. - Lo stai facendo per loro.
Dai, piccolo orso!
Non ci siamo, non è vero?
No, è troppo grande!
- Portatelo via. - Non funzionerà con me.
- Sarà splendido! - I palloni sono troppi...
È ridicolo!
Non così in alto!
L'altro giorno nessuno si preoccupava mentre io affogavo.
Abbiamo un nano sui palloni, non c'è pericolo.
- Dondola su e giù. - Non importa.
Come mai non eri tanto preoccupato per me?
- Lo ero. - Non è vero.
È stato un fallimento. Così mi sto rifacendo.
È divertente da laggiù, non è vero?
Non ho mai avuto un aquilone.
Guarda come vanno.
Credo che questo ci avvicinerà.
- Pronto? - Sì?
- Sei salito sui palloni? - No, non l'ho fatto.
Non c'erano abbastanza palloni per sollevarmi, ho incastrato Warwick.
- Cosa intendi? - È andato Warwick, era contento.
- Non lo ero. - Lo era. È stato bello.
Piantala, l'ho sentito, ha detto che non era contento.
- Era contento. - Non lo ero.
Aspetta un attimo. Perché se lo faccio io va bene,
mentre lui si trascina senza fare niente?
Non so se vada bene, può sembrare che stai facendo il bullo con Warwick.
Ricky, non scherzare. Ho già visto gente volare con i palloni,
ma mai un piccoletto.
Lui si è divertito, non c'è alcun problema.
- Passami Warwick. - Cristo!
- Sono qui. - Warwick, va tutto bene?
Sì, non mi è piaciuto però.
Era ridicolo, i bambini del posto erano la sicurezza.
Reggevano loro le corde. Poteva succedere di tutto.
- C'era vento. - Un gran giorno per loro.
E se lo avessero lasciato andare?
Cosa avresti fatto?
- Sarebbe salito un po'. - Già...
Sarebbe stato lo stesso per me.
Quando Dick Whittington passeggiava per Londra con il suo gatto,
se ne prendeva cura, non lo esponeva ai pericoli
solo per divertimento. Il gatto gli faceva compagnia,
- erano in simbiosi. - Se mi avessi offerto un gatto
avrei fatto volentieri cambio.
Nel prossimo episodio di An Idiot Abroad....
È tempo di rimettersi in viaggio. Proseguirete attraverso l'India.
Adoro già l'atmosfera, puoi sentire
l'energia!
Splendido, Warwick. Portali qui, sarà meglio avere compagnia.
- Cosa rappresenta questo look? - Molto affascinante.
Ora fai un po' come in Oliver.
Così, bene!
Quello che vedrai ora non lo rivedrai mai più.
Non voglio uno di quei programmi fatti di pura strumentalizzazione.
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