All language subtitles for Adamo.ed.Eva.1983

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Original subtitles

(Rombi)

(Rumore sordo)

(Tuoni e scroscio di pioggia)

(Fruscio del vento)

(Tuono)

(Pioggia)

(Cinguettio)

- Ah!

- Ah!

(Musica rilassante)

(Tuoni)

(Pioggia)

(Musica di sottofondo)

- Basta.

(Voce fuori campo)

- Eva.

Perch� non assaggi il frutto pi� buono

del paradiso?

� una mela.

Assaggiala.

- No, non toccarla.

- Perch�? - � proibito.

- Tieni, questo � pi� bello.

- Non dargli retta.

- Io ho fame.

- Non puoi mangiare i frutti di quell'albero.

- Mangia questo.

(Serpente)

- La mela � pi� buona.

Ecco perch� � proibita.

- Non ascoltarlo.

Andiamo.

(Serpente)

- La mela � rossa, dolce,

saporita.

(Cinguettii)

(Serpente)

- Eva.

Vieni a mangiare la mela.

Adamo, non pu� vederti.

Cosa aspetti?

Assaggia il frutto proibito.

Ti piacer�.

Deciditi.

- Il frutto proibito.

Da chi?

Tu come lo sai?

Se � proibito

perch� continui a dirmi di mangiarlo?

Lasciami.

Stavo solo guardando.

Non posso neppure guardarlo il frutto proibito?

Rispondi.

� anche proibito guardare?

Dimmelo.

- No. - Allora io guardo.

- Se la mangerai la tua vita cambier�.

- Adesso basta.

Andiamo. - Dove?

A fare un altro bagno?

A guardare un altro tramonto?

Dopo?

- Dopo cosa? Non ti capisco.

- Non so dirti cosa.

Qui tutti i giorni sono uguali.

Non succede mai niente.

- Cosa dovrebbe succedere?

- Non lo so.

Qualcosa di diverso,

di pi� eccitante.

Non ne senti il bisogno?

- Io sto bene cos�.

- Io invece no.

- Eva.

- Non mangiarla.

- � soltanto una mela.

- No, non mangiarla.

- Assaggiala, � dolce.

- Se la mangerai

la tua vita cambier�.

(Musica di sottofondo)

- Che sta succedendo?

- Non lo so.

- Ah!

Aiuto!

- Eccomi.

- Aiuto.

- Dammi la mano.

Forza.

Cos�.

Non ti fermare.

(Rombo)

- Che cos'�?

- Scappiamo.

- Corri.

- Salta!

- Tutto bene?

- Dove siamo finiti?

Come faremo ad uscire?

Rispondimi.

- Seguimi.

- Aspetta.

- Non mi guardare.

Ti ho detto di non guardarmi.

- Non c'� pi� niente.

- Sono stanca.

Quando ci fermiamo?

- Non lo so.

- Fermiamoci, ho freddo.

Perch� il sole non scalda?

- Lo abbiamo perduto.

Per colpa tua non sentiremo pi�

il suo calore.

- Senza sole non ci saranno pi� alberi,

non troveremo pi� frutta.

- Meglio per te se non troveremo pi� frutta.

Muoviti, dobbiamo trovare un rifugio per la notte,

altrimenti moriremo.

- Perch�? Non siamo gi� morti?

- Questa non � la morte.

� la punizione.

- Allora finir�,

potremo tornare lass�.

Ti giuro che sar� buona e ubbidiente

come vuoi tu.

Non te ne andare, fermati, aspettami.

Aspettami!

Non essere sempre arrabbiato.

Aspettami.

- Questi?

Ehi!

Guarda cosa ho trovato.

- Attenta.

Ah!

- Vieni a mangiare.

- Non possiamo.

- Gli animali lo fanno.

(Rumori)

- Che c'�?

- C'� qualcuno.

- Dove?

- Dietro quelle rocce.

- Probabilmente sar� un animale.

- Non era un animale.

- Cosa vuoi che sia?

- Era un uomo.

- Cosa dici?

- Ti dico che non era un animale.

- Ci siamo solo noi qui.

Andiamo.

- C'eravamo solo noi.

- Da dove sbucano?

- Te lo avevo detto che c'era qualcuno.

- Cerca di scappare.

- Dove?

Sono tanti.

- Tu provaci lo stesso.

Vai.

- Cos'hai da guardare?

- Ci stanno venendo addosso.

Che cosa volete?

- Non ci capiscono, fai qualcosa,

non voglio che mi tocchino.

Lasciatemi stare, non mi toccate.

- Come stai?

- Non lo vedi come sto?

- Ti avevo detto di scappare.

- Non fai altro che criticarmi.

Mai una cosa carina.

- Ti amo.

- Finalmente, ma ti sembra questo il momento?

- Sono pronto a perdonarti tutto.

A morire per te,

a vivere insieme a te per sempre.

- Come?

Insieme, per sempre?

Chi comander�?

- Chi vuoi che comandi?

Lo naturalmente.

- Credi che vogliano mangiarci?

Forse non sono cos� cattivi come immaginiamo.

- Finitela di toccarmi.

- Toglietemi la mani di dosso.

- Mi vogliono uccidere.

- Vogliono solo vedere come sei fatta.

- No.

- Ah!

(Ruggito)

- Guarda, scappano.

- Adesso hanno paura di noi.

- Andiamocene.

- Voglio fermarmi.

- Dobbiamo arrivare al mare.

- Perch� proprio al mare?

- Perch� al mare inizia la vita.

Noi dobbiamo ricominciare da capo.

- Forse il mare qui non c'�.

Forse esisteva soltanto lass�.

Hai sentito cosa ho detto?

Non mi ascolti.

- No, che cosa hai detto?

- Non mi stai mai a sentire.

Ho detto che qui il mare non c'�.

Non esiste.

- Deve esistere.

Saranno gli uccelli a portarci al mare.

- Tu come lo sai?

- Lo so.

- Come il sole che non c'� pi�,

la terra disabitata.

- Dove vorresti andare?

- In un posto bello e tranquillo.

N� troppo freddo, n� troppo caldo.

Dove ci sono alberi, dove c'� frutta da mangiare

e gli animali sono buoni.

- C'eravamo in un posto cos�.

Per colpa tua... - Ancora?

Avevi detto che mi perdonavi.

- Ti ho perdonato.

Non ho mai perdonato me stesso

per essermi lasciato convincere a seguirti.

Ho sbagliato.

Adesso sei tu che devi seguire me.

- Io invece con te non ci vengo.

- Altri uccelli, vanno tutti nella stessa direzione.

Vanno verso la foresta, verso il deserto.

- Pu� darsi, ma dopo averli passati

troveremo il mare.

- Passando di qua gli alberi

ci ripareranno dal sole.

- Questa � la strada che dobbiamo prendere.

Il mare � l�.

- Sei il solito testardo.

- Vai pure di l�,

io resto qui.

- Dove stai andando?

Torna qui.

- Voglio vedere se riesco a scoprire qualcosa da qua.

- Scendi subito di l�.

- Invece no. - Ti farai male.

- Segui pure i tuoi uccelli,

io non vengo.

- Se non scendi gi� immediatamente

io me ne vado.

- Posso fare a meno di te.

- Questo lo vedremo.

Me ne vado.

(Musica di sottofondo)

- Ah!

(Musica di sottofondo)

(Tamburi)

- Lasciami andare.

Chi sei?

(Tamburi e flauti)

- Cosa vuoi da me?

- Lasciami.

Non mi toccare.

(Musica di sottofondo)

(Tamburi e flauti)

- Ah!

(Parla in lingua sconosciuta)

(Voci)

- No!

Aiutami, uomo verde!

- Finalmente l'acqua.

Cos� posso levarmi questa orribile cosa verde.

Perch� non ti lavi anche tu?

L'acqua porta via tutto.

Fai come me.

Dopo sarai molto pi� bello.

Buttati.

(Lingua sconosciuta)

(Tamburi)

- Ah!

- Ah!

- Ah!

- Ah!

- No!

- Lasciatemi.

(Tamburi)

- Ah!

(Tamburi)

- Ah!

- Non la toccare.

Non toccarla.

- No!

- Lasciami.

(Musica di sottofondo)

- Sei stanco?

Sei arrabbiato.

Io sono felice.

Molto felice.

Perch� adesso so che tu mi ami.

Sei tornato indietro per me.

Ti sei battuto per me.

Sei stato meraviglioso.

- Tu che cosa hai fatto

in questo tempo?

- Ho capito che ti amo.

- Chi te lo ha fatto capire? Quell'altro?

- Lui non conta niente.

Niente di niente.

- � per me quel bastone?

- Forse.

- Devo imparare ad usarlo.

Hai visto come ha ucciso l'orso?

(Musica di sottofondo)

- Voglio stare con te,

ma anche con gli altri.

- Gli altri?

- Li ho visti insieme.

Si aiutano, si difendono.

- Quando ti ho vista con l'altro

sono stato male.

- Male come?

- Male dentro.

- Geloso?

- S�.

Avrei desiderato che tu morissi.

Poi invece sono venuto a salvarti.

- Che ti succede?

- Va tutto bene.

- Vogliamo andare?

- Che stai facendo?

- Sto preparando un bastone.

- Un altro?

- S�, l'ho perduto.

Questo � anche meglio.

Tu che fai?

- Sto facendo un cucciolo.

- Un cucciolo?

Come gli animali?

- Certo, come gli animali.

- Non � possibile.

- Perch� non mi vuoi credere?

- Muoviti donna, si sta facendo tardi.

- Peggio per te se non mi credi.

- Addio.

- No, ancora?

- Dove pensi di andare?

Torna indietro.

- Mi rifiuto di venire ancora con te

se non la smetti di trattarmi come il tuo bastone.

- Che cosa dici?

Torna qui.

- Per una volta che provo a fare una cosa da sola

non mi credi.

- Non riesco a capire che cosa vuoi.

- In questo modo � inutile stare insieme.

- Stai attenta a dove cammini,

potresti cadere.

- So bene dove metto i piedi.

- Te l'avevo detto.

- � tutta colpa tua.

- Ho freddo, sono stanca, sto facendo un cucciolo.

- Che specie di cucciolo?

- Un cucciolo che assomiglia a te.

- A me? - O a me.

- Veramente?

Un cucciolo come me?

- Svegliati.

Vieni.

- Dove?

- Vieni.

- Ho trovato un passaggio.

- Che passaggio?

- Dovremmo sbucare dall'altra parte della montagna.

Forse questa volta troveremo il mare.

- Dove siamo?

Come facciamo?

- Non lo so.

- Via.

(Ringhia)

(Pianto)

- � finita.

Calmati, � finita.

- � questo il tuo mare?

- Non posso pi� andare avanti.

Non ce la faccio pi�.

- Devi alzarti. Dobbiamo costruirci un riparo.

Vieni.

- Non ho trovato niente.

- Io ho fame.

Non capisci che ho fame?

- Dobbiamo avere fiducia.

Non ci possiamo arrendere adesso,

dopo tutto quello che abbiamo passato.

- Ma quale fiducia?

� finita.

(Musica di sottofondo)

- Non devi fare cos�, hai ragione tu.

Non possiamo fermarci.

Noi dobbiamo andare avanti.

Su alzati.

- No. - Andiamo.

- No.

Dobbiamo fermarci qui.

- Perch�?

- Non so dirti perch�.

Sento che il nostro viaggio � finito.

- E il mare? - Il mare � qui.

Sotto di noi.

Bisogna aspettare.

Il freddo finir�.

I ghiacci si scioglieranno.

- Come faremo a sopravvivere?

- Non lo so.

Qualcosa accadr�.

Dobbiamo avere fiducia.

(Rumore sordo)

- Ah!

(Musica di sottofondo)

(Lingua sconosciuta)

(Gemiti)

- Ti senti male?

- S�.

- Purtroppo devi soffrire.

- Perch�?

- Perch� devi.

- Io non voglio.

(Voci fuori campo)

- Dobbiamo arrivare al mare.

- Perch� proprio al mare?

- Perch� al mare inizia la vita.

Noi dobbiamo ricominciare da capo.

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