All language subtitles for Restiamo amici (2019) [BluRay Rip 1080p ITA DTS-AC3 SUBS] [M@HD]

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Original subtitles

Piano, piano.

Ok.

Eccoci, fatto !

Vediamo un po' se sei fortunata. Quale vuoi ?

Quale vuoi ?

- Questo ? - Sì. - Ah !

Vai.

Alessandro, bambina con dolori addominali e nausea.

No, lrene, io ho finito da un pezzo. Testoni dov'è ?

Non è ancora arrivato e ha il cellulare staccato.

Vabbè, ragazzi, però i turni si rispettano.

Ognuno ha la sua vita qui.

Ciao.

(Giacomo) Sei in ritardo.

Ce le hanno portate mezz'ora fa, dovrebbero essere ancora commestibili.

Sei carina col grembiulino.

Giacomo, la tazza !

Quante volte ti ho detto che devi alzare la tavoletta ?

- (Giacomo) È pronto. - "E pronto" ?

Hai capito cos'ho detto o no ?

Sì, certo, io dove lo trovo il tempo ? lo devo preparare l'esame di maturità.

Che cosa ? L'esame di maturità ? Basta con le cavolate.

Domani io lavoro e tu fai la donnina di casa.

Veramente la donnina di casa la fai tu domani.

Un po' di rispetto per tuo padre.

Ahia, ahia ! Fermo, fermo ! Ahi, ahi, ahi ! Fermo !

(SQUlLLl Dl CELLULARE) Ops, il telefono.

Chi è ? La biondina ?

- Sì ? - Chi è la biondina ?

(sottovoce) La fidanzatina ? Com'è ? Dille se ha un'amica.

Sì, sto andando in camera.

(Clara) Ale, scusa se te lo chiedo, ma come fai a vivere così ?

Così come ?

La situazione igienico-sanitaria di un appartamento

dovrebbe essere almeno un gradino sopra l'allarme umanitario.

- Lo dico anche per Giacomo. - Ti devi voler bene, Ale.

lo mi voglio bene.

Taglia i capelli, leva la barba, datti una rinfrescata.

Butta quell'eskimo anni '60 che sembri uno scappato di casa, dai !

Che c'entra l'eskimo ?

Leo, tu sei snob dentro, lo eri allora e lo sei rimasto.

Beh, su questo ha ragione.

Venivi alle gite scolastiche con la giacca e la pochette nel taschino.

Dovevo bilanciare voi che eravate così sciatti.

Tu e quel cazzaro di Gigi andavate in giro come animali.

L'hai sentito più ?

L'ultima volta che l'ho sentito

diceva che voleva partire e andare fuori dall'ltalia.

- Lo diceva sempre. - Dagli torto.

- Mi manca, sai ? Ci penso spesso. - Già.

- Che tempi, eh ? - Belli.

Dai.

(SQUlLLl Dl CELLULARE)

- Pronto ? - Alessandro Colonna ?

Sì, chi parla ?

Sono la fidanzata del tuo amico italiano Gigi.

Gigi ? Ma come sta ?

Gigi è qui con me in Brasile.

- Come è malato ?

- Come è malato ? Che cos'ha ? - Provo a passartelo, un attimo.

- (Gigi) Ale. - Gigi... Gigi...

- Come stai ?

mi restano pochi giorni di vita.

Male, cosa ? Che vuol dire ? Che cos'hai ?

(Gigi) Senti, Ale, ho bisogno di un tuo ultimo aiuto.

(Gigi) Un ultimo grande favore.

(Gigi) Devo riuscire a vederti il prima possibile, prima che sia tardi.

(Alessandro) No, non mi dire, è il solito scherzo del cazzo, eh ?

(Gigi) No, stavolta niente scherzi, purtroppo.

(Gigi) Domani ti farò avere un biglietto aereo per Natal.

(Alessandro) Gigi, stai parlando sul serio ?

- (Alessandro) Non posso. - (Gigi) Sono le mie ultime volontà.

(Gigi) Mi raccomando, non lo dire a nessuno.

- Fatima ? - Sì.

- Alessandro. - Vieni.

Vi lascio soli.

Gigi.

- Come stai ? - Come sto ? Come sto ?

- Come uno che se ne sta per andare. - Siediti.

Che è successo ?

È successo che è toccato a me, Ale.

Ho vissuto una vita al massimo e ora ne pago le conseguenze.

(TOSSlSCE)

- Ti prendo un bicchiere d'acqua ? - No.

Al telefono eri tutto misterioso.

Mi hai detto di partire di corsa, senza dire niente a nessuno, perché ?

- Mi posso sempre fidare di te, no ? - Certo.

- lo e te siamo come fratelli. - Sì.

Ale, c'è la possibilità di prendere 3 milioni di euro.

- 3 milioni ? - Sì.

- Sì. - Come ?

Quella testa di cazzo di mio padre

mi ha lasciato 3 milioni di euro nel testamento, ma vincolati,

a una sola condizione.

Li ha lasciati al nipote, non direttamente a me.

- Allora ? - lo non ho figli.

lo che c'entro, scusa ?

Tu sei la soluzione ai miei problemi.

- lo ? - Sì, anzi, per l'esattezza Giacomo.

Che c'entra Giacomo ?

Facciamo apparire Giacomo come mio unico erede naturale.

l 3 milioni vanno a voi e poi ce li dividiamo.

Uno a voi e due a me.

Gigi, Gigi, ma che cazzo dici ?

Mi chiedi di far credere a tutti

che Maria, la mia Maria, ha concepito mio figlio con te ?

Mi hai fatto fare nove ore di aereo per propormi questa truffa ?

ln ltalia questa si chiama truffa.

Non è una truffa.

Quelli sono soldi miei e stanno marcendo in Svizzera.

Sai che faccio ?

Me li vado a riprendere prima di marcire io.

Guarda, guarda, Gigi...

Senti, io ti ringrazio per i biglietti, è stato bello rivedersi,

ma io questa cosa non me la sento di farla, va bene ?

Poi non me la sento di coinvolgere Giacomo.

(Ragazzo) Vai ! Forza !

- (Ragazzo) Dai ! Dai ! - (Ragazza) Basta !

Li volete fermare che si ammazzano questi ?

Giacomo ! Oh !

- Basta ! - Margherita !

Fermo ! Fermo !

Giacomo, che cazzo...

Che fai ? Lo ammazzi così ! Sei impazzito ?

- (Giacomo) È uno stronzo ! - Cos'è successo ?

È successo che è uno stronzo.

Bianca Trizzardi, sono la mamma di Margherita.

Cos'è successo ?

Alessandro Colonna, il papà del pugile.

Allora, spiegami un po', cos'è successo ?

- Niente. - Come niente ?

Ti vengo a prendere e ti trovo che fai a botte con uno il doppio di te.

È un fighetto che pensa di ottenere ciò che vuole.

Lui gli ha dato una lezione.

Sta sempre a romperle le palle ! Dovrò pur difenderla, è la mia ragazza.

Deve difendere la famiglia, il "picciotto".

lo non ci trovo niente di divertente.

O vogliamo reintrodurre il delitto d'onore adesso ?

Arrivederci.

Margherita, andiamo.

(Bianca) Per favore ! Stasera parlo con tuo padre.

- Acidella tua suocera. - Vabbè, te la sei cercata.

(SQUlLLl Dl CELLULARE) Pronto, Leo ? Ciao, come stai ?

Non... Non bene.

Ma quando ?

(Alessandro) lo...

lo Gigi...

Lo conosco fin dalle elementari.

Gigi era irrequieto.

È sempre stato un tipo dinamico.

Pieno di gioia.

Gli perdonavi tutto a Gigi.

Gli perdonavi gli scherzi che faceva, sempre cattivi.

Gli perdonavi le figuracce che ti faceva fare

e le sue follie.

Bastava che sorridesse e tu gli perdonavi tutto.

Questa cosa di essersene andato così in fretta...

lo non riesco a perdonarlo.

L'ultima volta che l'ho visto,

mi aveva proposto di seguirlo in una delle sue follie.

lo rifiutai

e oggi me ne pento.

Se potessi tornare indietro, caro Gigi,

giuro che lo farei.

Ma non è possibile.

Oh ! Marta Rossi !

- Hai fatto un bellissimo discorso. - Grazie, Marta.

(Giacomo) lo vado con loro.

Vai, vai.

(COLPl Dl TOSSE) Scusi.

Scusi...

- Già. - Oh, mio Dio !

- Gigi, ma tu che cazzo ci fai qui ? - Stai calmo, stai calmo.

Riflettici, non potevo perdermi il mio funerale, no ?

Grazie, bellissime parole, un bel discorso.

Gigi, tu sei morto, ma che si muore così ?

Tecnicamente non ancora, ma manca poco.

Ti abbiamo seppellito, chi abbiamo seppellito al posto tuo ?

Certe cose è meglio non saperle, fidati.

Oddio, oddio... (TOSSlSCE)

Fino a cinque minuti fa, eravamo lì che ti piangevamo.

Commovente.

Perché hai messo su questa pagliacciata ?

Perché voglio lasciare dei soldi a Fatima e solo tu mi puoi aiutare.

Ale, 3 milioni, di cui uno va a te.

- Quanto guadagni all'ospedale ? - Poco, molto poco.

- Ma sono guadagnati onestamente. - Non ti sto dicendo di rubare in chiesa.

Quelli sono soldi miei che si terrà la banca,

perché non posso avere figli, perché sto morendo, lo capisci ?

Mi dispiace, Gigi, ma io non so come aiutarti.

Lo senti, Maria ? Gli dispiace ! lo sto morendo e a lui gli dispiace !

Prima in chiesa, bellissime parole...

- Eri morto, dovevo essere carino. - Certo.

Non è cambiato poi così tanto, eh, Maria ?

Ti ricordi come lo chiamavamo ?

Come mi chiamavate ?

Sono cose tra me e Maria.

Tu mi avresti aiutato, eh ?

Ti saresti fatta una gran bella risata

e ti saresti buttata in questa avventura con me.

Tu sì che non avresti avuto paura.

Ciao, Maria, ci vedremo molto presto.

(sottovoce) Che cosa dovrei fare ? Che cosa dovrei fare ?

Che cosa dovrei fare ?

(Gigi) Devi andare a Lugano, dal notaio Brenner.

(Gigi) Gli porti un po' dei miei capelli, ma gli dici che sono di Giacomo.

(BUSSANO) ll dottor Colonna.

Prego.

Notaio, buongiorno.

- Colonna, buongiorno. Si accomodi. - Sì.

- Allora... - Allora...

Come le ho anticipato per telefono,

ho sempre avuto il sospetto che Giacomo fosse il figlio di Gigi,

del signor Natali.

Quando si è ammalato,

il signor Natali ha confermato questi miei sospetti

e mi ha informato di questo fondo ereditario.

Quindi eccomi qua.

- Ha portato la documentazione ? - Sì.

Qui ci sono l'atto di nascita, un campione di capelli,

che mi hanno detto essere sufficienti per la comparazione del DNA.

Per qualunque altra cosa abbia bisogno, io sono a sua completa disposizione.

Signor Colonna, a questo punto avrei bisogno solo di 24 ore

per verificare che tutto sia in regola.

Noi abbiamo un campione del DNA del padre del signor...

- Natali. - Natali.

ln un nostro laboratorio di fiducia,

faremo l'esame per vedere se c'è differenza tra i due DNA.

Possiamo vederci domattina alla stessa ora ?

Va bene.

- Arrivederci. - Arrivederci.

A me questo Brenner mi è sembrato un tipo a posto.

È cordiale e poi non ha fatto troppe domande.

- Com'è la stanza ? - Bella, sì, sì, sì.

L'albergo è molto bello, c'è una vista pazzesca.

Potevo pensarci io, non c'era bisogno che...

Figurati, è il minimo.

Scusami.

(BUSSANO) Hanno bussato.

Ah, vai, vai, divertiti.

ln che senso ? Gigi, pronto ? Divertiti, in che senso ?

Gigi ?

(BUSSANO)

- Ciao, sono Monique. - Salve.

- Servizio in camera. - lo non ho ordinato nulla.

Ha fatto tutto un suo amico per lei.

lmmagino che quel mio amico si chiami Gigi.

Ha chiamato dall'ltalia ?

Non ha più importanza, no ?

Ormai siamo qui io e lei.

- Posso darti del tu ? - Sì, deve... Devi.

È che quel mio amico, Gigi, è...

Lui è molto... Siamo...

È molto abituato a...

Magari lui normalmente queste cose...

Lui è esperto, io...

- Per me, invece... - Tu no, eh ? - No.

lo...

- No, no, no, in bocca no. - Ok.

Aspetta, aspetta, aspetti, aspetti, aspetti.

C'è qualcosa che non va ?

Beh...

- Non ti piaccio ? - No, no, sì, sì.

Mi piaci moltissimo, è bellissima.

È che io...

È che io in queste situazioni non ce la faccio.

Penso a mia moglie.

- È una cosa bellissima. - Sì, già.

È morta sette anni fa.

- Capisco. - Eh, già.

- Che stupido, eh ? - No, no, no, anzi...

Monique, magari lei adesso è venuta pensando che...

Gigi le avrà detto che...

Che io da...

È da quando è morta che non sono più stato con nessuna.

Ci provo, eh ? Cioè, io ci provo...

Poi quando...

Non ce la faccio.

È stupendo.

Eh, sì.

Buongiorno.

- Mi sono addormentato. - Eh, sì.

- Scusa per stanotte. - Non c'è nulla di cui ti debba scusare.

Già.

lmmagino che tu sia già stata pagata.

Certo.

No, no, non volevo offenderti.

Volevo dire che non ci hai rimesso, non hai sprecato tempo con me.

Ne sarebbe comunque valsa la pena.

Perché ?

Mi hai raccontato una bellissima storia d'amore.

Tieni.

Ti lascio il mio numero.

Se capiti da queste parti e ti va di fare due chiacchiere...

- Grazie. - Ciao.

Ciao.

Signor Colonna, la sua documentazione è ineccepibile,

il problema è che abbiamo già un erede.

- C'è già un erede ? - Sì.

È emerso questo nuovo erede.

Si tratta di un ragazzo più grande di Giacomo di qualche mese.

Secondo le volontà testamentarie, sarà lui a ereditare tutto.

No, scusi, mi faccia capire, sta dicendo che Gigi ha già un figlio ?

Esatto, un altro figlio naturale.

Questo Gigi, un vero birbante !

La madre mi ha già contattato in una e-mail.

Mi ha inviato il test del DNA che prova senza alcun dubbio

che il suo amico defunto era già padre di questo ragazzo.

Ma lei è sicuro ?

Giacomo è più giovane di qualche mese rispetto a questo ragazzo.

Lei sa che il trust è indivisibile, spetta solo al primogenito.

Si può avere qualche informazione su questo ragazzo ?

Signor Colonna, devo tutelare la privacy dell'interessato.

- ll nome della madre ? - Non insista.

Non sono tenuto a darle queste informazioni.

Vede, è strano, molto strano.

lo e Gigi ci conosciamo da tanti anni, siamo amici da...

Eravamo amici da tantissimi anni

e lui non mi ha mai parlato di nessun figlio.

È vero, quanti segreti abbiamo tutti, vero ?

lmmagino, per esempio, che anche lei non avesse mai saputo

che il suo amico se la faceva con sua moglie.

Notaio, la prego di non mancare mai di rispetto nei confronti di mia moglie.

Per carità.

Arrivederci, signor Colonna.

Arrivederci.

Senti, Ale, non ho mai avuto figli, perché dovrei dirti una bugia ?

Gigi, fosse la prima volta che lo fai.

Che senso avrebbe ? l miei soldi così andrebbero a un'altra persona.

Va bene, allora facciamo due conti.

Dov'eri 18 anni fa ?

A New York, all'università, oltretutto mai finita.

All'università ? Tu ? A New York ?

È chiaro, sarà stata qualche studentessa americana.

Tu a New York ? Figuriamoci !

No, non è possibile.

No.

Mi vuoi far credere che tra il 2000 e il 2001 non hai scopato con nessuno ?

A New York ?

- No, ho scopato copiosamente. - Eh !

Però secondo me non è una ragazza americana.

Perché ?

Ale, ci ho riflettuto.

La donna che si è fatta avanti doveva conoscere il trust.

ln qualche modo doveva far parte del mio passato

o comunque sapere cosa c'era nel testamento di mio padre.

Allora chi è ?

ll problema è questo, chi è ? lo non lo so, non ne ho proprio idea.

Giacomino ! Giacomino, sveglia !

- Giacomino, è tardi. - (Giacomo) Non mi chiamare Giacomino.

(Alessandro) Va bene, Giacomino, non ti chiamo Giacomino, svegliati.

(Alessandro) l nonni ci aspettano, Giacomino. Ahia !

- (Giacomo) Basta. - Dai, devi andare a fare una doccia.

Oh ! Dai, ci aspettano i nonni.

Forza, Giacomino, oggi c'è il sole ed è una bella giornata.

Stai, bevi il caffè, ci metto due minuti.

Grazie.

- Hai visto la partita ieri ? - Sì, sì.

- Salve ! - Oh, guarda chi c'è.

Prego, prego, accomodatevi. Giacomo è di là, ti aspetta.

- Come va ? - Bene, grazie.

- Posso offrirti un caffè ? - No, no.

- Sono venuta solo a portare Margherita. - Un caffè.

Davvero, vado.

Mi faccio perdonare della figuraccia dell'altro giorno.

- Dai, ti prego. - Va bene.

Ti presento i miei suoceri, Antonio ed Evelina.

- Lei è Bianca, la mamma di Margherita. - Piacere. - Ciao.

Evelina.

Prego.

- È caldo. - (Bianca) Grazie.

- (Antonio) La aiuto. - Sì.

- (Alessandro) Come va ? - (Bianca) Bene, grazie.

Mi scuso per l'altro giorno.

- Di che ? - Non sono stata proprio simpatica.

No, sono io che devo scusarmi.

Volevo fare il simpatico e invece mi è uscita male, scusa.

Ho visto quel ragazzo steso a terra e mi sono spaventata.

Eh, sì, poi Giacomo non è mai stato così.

È sempre stato un tipo pacifico.

Bah, strano.

Comunque...

Margherita mi ha detto di sua moglie, mi dispiace.

Già. Beh...

Devo dire che dalla disgrazia

io e Giacomo abbiamo recuperato un bellissimo rapporto.

Siamo diventati molto amici.

Pensa che è successa la stessa cosa a me e a Margherita,

dopo la separazione, intendo.

Oramai sono passati quasi cinque anni, però è stata tosta.

Adesso io vado, perché ho un sacco di giri da fare.

- Non vuoi restare a cena ? - No, assolutamente no.

(Alessandro) Ah, ma...

- Non mi sembra il caso. - (Alessandro) Va bene.

Allora sarà per un'altra volta, un'altra cena da qualche altra parte.

Per un'altra volta.

Ciao.

- (Alessandro) Come stai, Leo ? - Mediamente una merda, grazie.

- ll negozio come va ? - ll negozio completamente una merda.

Certe volte penso che se non ci fossi tu con cui parlare e sfogarmi,

finirei per ammazzarmi.

(SQUlLLl Dl CELLULARE) Scusa.

Questa è Clara, "Con chi sei ?"

Ah, no. Pronto ?

Ciao, amore.

No, sono con...

No, no, sono con un amico. Non posso parlare, ti chiamo dopo.

Anch'io, anch'io, ciao, ciao.

Com'è quella storia che parliamo di tutto, ci diciamo tutto ?

Mi è sfuggito qualcosa.

- Di che cosa ? - Chi era al telefono ?

- Chi... - Clara non era.

- Clara no. - Non era Clara.

- No. - Chi era al telefono ?

Hai presente, vicino alla boutique, la profumeria ?

Quella ragazzina, quel gioiello di donna ?

- La bambina ? - È maggiorenne.

Ti arrestano, Leo.

- Ti arrestano. - Come donna è estremamente matura.

Poi, non farmi la predica, perché se mi vuoi bene...

Pensare che io da più di 20 anni faccio ancora l'amore con Clara,

sarei da andare in galera.

Ricordi come diceva Gigi ?

"Chiunque passi tutta la vita sempre e solo con la stessa donna,"

"è da reato penale."

- Ti ricordi ? - Mi ricordo, mi ricordo.

- Gigi se l'è fatte tutte. - Tutte.

- Tutte se l'è fatte. - Tutte.

ln classe nostra le ha castigate tutte.

Tutte proprio no.

La mia Maria non se l'è fatta, Marta Rossi men che meno,

l'avremmo saputo.

Maria sicuramente no, ma Marta Rossi sì.

Marta Rossi no, ma quando ?

A New York, me l'ha detto lei.

- Marta Rossi è stata a New York ? - Sì, mille anni fa, per uno stage.

Era incredibile Gigi.

Ricordi che diceva ? "È brutta, non si può guardare."

La chiamava la ranocchietta.

Però aveva un bel culo e si è sentito in dovere di castigarla.

Marta Rossi è sposata, no ?

- No, mi pare di no. - Marta Rossi ha un figlio ?

- Ha un figlio. - Sì, sì.

- Quanti anni ha ? - Non lo so.

- Avrà più o meno l'età di Giacomo. - Ha l'età di Giacomo.

Perché ? Che è quest'interrogatorio ?

lncredibile Gigi.

Eh.

Con Marta Rossi non ci sono mai andato a letto,

al massimo ci siamo tocchicchiati un po' da ubriachi.

Perché va dicendo in giro che siete stati insieme ?

Non lo so, ma suo figlio non è il mio.

Gigi, Marta Rossi è stata da Brenner, come fa a sapere dell'eredità ?

Lo capisci che è una truffa ? Ci stanno truffando.

Chi ci sta truffando ? Chi ?

Che fai ? Dove vai ?

Vado a scoprire se il figlio di Marta ha il mio stesso DNA.

Guarda là.

- Fai il bravo. - Sì.

ln effetti, non sembra tuo figlio.

- (Gigi) Vai, vai, vai ! - Sta' calmo, ce l'ho.

- Dove lo fermo qui ? - (Gigi) Aspetta.

(Gigi) Va, vai, vai ! Adesso ! (CLACSON)

(Gigi) Vai ! Vai !

Fermo ! Fermo, Polizia, controllo antidroga !

Senti che puzza di droga c'è qui dentro.

- Sento proprio puzza di stupefacente. - (Alessandro) Eh, sì.

- Non ho niente. - Se la troviamo noi, è peggio, avanti !

Vieni fuori, apri ! Come si apre ?

- Su, dai ! Non scherziamo ! - Dove ce l'hai ?

(Alessandro) Quanti spinelli ti sei fumato stamattina ?

- Quelli come te ce l'hanno nelle mutande la droga. - Ah !

- Ti teniamo d'occhio. - (Gigi) Siamo stati buoni.

- Vai ! - La prossima volta ti controlliamo meglio.

Anche dentro la macchina.

Ti controlliamo, eh !

- Quanti ne hai presi ? - Gli ho fatto lo scalpo. - Guarda qui.

(Alessandro) Bianca ! Bianca !

Ti serve un passaggio ? Vuoi un passaggio ?

Grazie.

Dovevo prendere due cose, ho fatto la spesa per tutta la settimana.

(Alessandro) Non lo so, avevo dimenticato la chiave.

Ero nudo.

- Stavi in mutande, dai. - Vabbè, in mutande, sì.

Non sapevo come fare

per andare alla reception a chiedere un'altra chiave.

Comunque si è fatto tardi adesso.

- Ho anche un po' fame, veramente. - Anch'io.

(Bianca) Senti, io qua ho di tutto.

Facciamoci un aperitivo in macchina.

(Alessandro) Giusto !

- (Bianca) Va bene la bresaola ? - (Alessandro) Va benissimo.

(Alessandro) Beh, no male come ristorantino,

con poche pretese, ma si mangiava bene.

(Bianca) Compagnia piacevole.

Eccoci.

Va bene.

Allora, buona serata.

- Buona serata a te. - Grazie.

- Forse non dovevamo. - Perché ?

Ti sei dimenticato che i nostri figli stanno insieme ?

- Sì, però... - Ma sì, dai.

Alla fine è stato solo un bacio.

Eh.

- Ciao, buonanotte. - Ciao.

Perché non me l'hai detto ?

- Che cosa ? - Lo sai benissimo cosa.

Perché ? L'hai già saputo ?

L'ho scoperto, sì.

lo, Giacomo...

Non si può avere un piccolo segreto in questa città

che dopo un minuto lo sanno tutti ?

- Un piccolo segreto ? - Eh.

Guarda che non è successo niente.

- Ah, no ? - No.

Dai, Giacomo, è un piccolo bacio, era insignificante.

Di cosa stai parlando ? Quale bacio ?

lnfatti, di che cosa stiamo parlando ?

Stiamo parlando di me, papà, di quello che c'è scritto qua dentro,

che non sono tuo figlio.

No, è un malinteso questo, ti posso spiegare tutto.

Ci sono le prove del DNA, quale malinteso ?

È uno scherzo, mettiamoci seduti e ti racconto tutto.

Come hai potuto tenermelo nascosto ?

- (Alessandro) Dove vai ? Giacomo ! - Via.

Giacomo ! Giacomo !

Salve.

Sei un vecchio, non ti vergogni ?

Che dice ? Si sbaglia, cerco mio figlio, è urgente.

Tutti la stessa scusa, vai, vai.

Giacomo dov'è ?

Ci siamo lasciati ieri, non so dov'è.

Niente di interessante ?

Troppo vecchie ?

(SEGNALE ACUSTlCO Dl SMS)

- Ciao. - Ciao.

Mi ha detto di non dirti nulla, ma era talmente sconvolto, quindi...

- Ho fatto... - Hai fatto bene.

- Dov'è adesso ? - Adesso è su.

- Vieni. - Grazie, Antonio, poi ti racconto tutto.

Giacomo.

Giacomo, ti ho cercato dappertutto.

Ero preoccupato.

Guarda che posso spiegarti.

Quei documenti che hai visto sono falsi.

Gigi...

La sua famiglia gli ha lasciato tanti soldi,

soldi che però possono essere incassati solo da un figlio naturale di Gigi.

Lui non ne ha.

lnsieme avevamo pensato

che potevamo far credere a tutti

che quel figlio fossi tu.

Ma che stai dicendo ?

Sto dicendo che papà ha cercato di aiutare un suo amico a recuperare dei soldi.

Gigi non era morto ?

No, Gigi non è morto.

Non ancora.

Tu mi stai dicendo solo cazzate.

Non ti sto dicendo cazzate, ti sto dicendo la verità.

Ah, sì ? Allora portami da Gigi.

Me lo faccio spiegare da lui cos'è successo.

- Adesso ? - Sì.

Adesso è tardi, guarda che Gigi sta male.

Certo, certo.

Va bene, dai, andiamo.

Andiamo, te lo faccio dire da lui.

È irraggiungibile, avrà staccato il telefono.

(DONNA RlDE)

(MUSlCA)

Che cos'hai fatto ? Una festa ?

Hai fatto una festa con Gigi in queste condizioni ?

Ma sei... Che persona sei ?

Molto malato ?

- Su le mani ! - (insieme) Uh !

Gigi ! lo ti ammazzo !

Mi hai preso per il culo tutto 'sto tempo !

- Eri malato ! Dici che eri malato ! - Lasciami !

Ti ammazzo ! lo ti ammazzo ! Lasciatemi ! Lasciatemi !

Era l'unico modo per convincerti.

Scusa, Ale, mi dispiace davvero.

Lo sai che cosa sei, Gigi ?

Tu sei una bruttissima persona.

Sei una gigantesca mastodontica testa di cazzo.

Ecco che cosa sei.

lo non voglio più avere niente a che fare con te.

Non farti più vedere.

Andiamo, Giacomo.

(Giacomo) Perché l'hai fatto ?

Mi hai preso per il culo, stavi anche per fare una truffa.

Eh, una truffa...

La cosa più grave sai qual è ?

Hai infangato la memoria di mamma e questo non te lo perdono, papà.

Alessandro, tieni. ll test comparativo DNA.

Grazie, Carlo, soprattutto per la discrezione.

Figurati ! Poi mi dici a che ti serviva.

- Va bene, ciao. - Ciao.

lrene, ciao.

Senti, così, per curiosità,

se io e te dovessimo uscire una sera insieme

e mi presentassi vestito così,

che cosa penseresti ?

Preferirei uscire col mio ex, che vorrei vedere morto.

- Buonanotte. - Buonanotte.

- Va bene ? - Sei bellissimo.

Provati pure i pantaloni, così vediamo se mettere un punto d'orlo.

- Sì. - Vai.

(PORTA CHE Sl APRE)

- (Claudio) Ciao, Leo. - Ciao, Claudio, buongiorno.

- Ciao. - Lascia stare i convenevoli.

- Dimmi. - "Dimmi" ? No, dimmi tu.

Mi dici: "Ti pago, aspetta un mese, aspetta un altro mese, un altro ancora."

Ora basta, mica sono un cretino.

Se non mi paghi la merce, ti faccio un decreto ingiuntivo, chiaro ?

Un decreto ingiuntivo ? Dai, non esagerare.

Ti ho sempre pagato, lo sai, abbi solo un po' di pazienza.

Allora non sono stato chiaro.

La pazienza è finita, è da tempo che la pazienza è finita.

Se tu non mi paghi entro venerdì

i 10.000 euro te li faccio chiedere dal giudice, chiaro ?

(Leo) Va benissimo.

"Va benissimo".

Mi dice: "Dimmi" !

Arrivederci, signore, è stato un piacere.

Com'è ?

Oh ! Un altro uomo ! Guardati ! Guarda quanto sei bello !

Forse c'è giusto da mettere un puntino per riprendere qua.

- Metti bene. - Sì.

Chiudi.

- Chi era quello ? - Chi ?

Hai sentito ? Ma niente ! È un cafone, un creditore fiscale.

Solo il primo bottone, ti ho detto.

Beh, 10.000 euro non sono pochi.

È normale, qui succede tutti i giorni, entrano più creditori che clienti.

È una fase di transizione, Ale, sta' tranquillo.

Guardati allo specchio, goditi questo momento.

Un uomo nuovo, finalmente non uno zotico.

- Zotico è un po' troppo, dai. - Ci vuole la pochette, te lo dico.

- La pochette ? - La pochette.

- (Margherita) Tu non vuoi capire ! - (Giacomo) lo non voglio capire ?

- Giacomo ? - (Giacomo) Sei ridicola.

(Margherita) E tu sei un immaturo, cresci !

- Buonasera. - Tu che ci fai qui ?

lo ?

Beh, passavo per caso e ho pensato

che poteva essere carino fare un saluto.

Un saluto ? Vestito così ?

Eh.

Ma andate a fare in culo tutti !

- (Bianca) Che posto è questo ? - Uno dei miei posti preferiti.

È rimasto più o meno com'era prima, il jukebox, il biliardino.

- Non è messo bene, però vuoi mettere ? - (Bianca) Che bello !

Davvero non c'eri mai stata ?

- (Bianca) No. - Strano.

È incredibile.

Ora non ci viene più nessuno, però una volta era sempre pieno di gente,

di ragazzini per lo più.

- Venivamo a fare i tornei di biliardino. - Grazie.

- Alla nostra. - A noi.

Porco Giuda ! Lo sapevo !

- Aspetta. - Ci ho messo un giorno per scegliere il vestito.

- Aspetta che ti do una mano. - Leo mi ammazza.

Che bella che sei.

- Non ci sto capendo più niente. - Neanch'io.

Vorrei chiederti una cosa per me fondamentale.

- Cosa ? - La sincerità.

- Beh... - Col padre di Margherita ci ho sofferto troppo.

La sincerità.

- Me lo prometti ? - Promesso.

(Gigi) All in.

- Tris di Kappa. - Buono !

Solo che ho un full, quindi è tutto mio, è tutto dello zio Gigi.

(Alessandro) Ciao, Giacomo.

Che ci fai qui ?

Oh, mi devi 20 euro.

Che cos'è che vuoi ancora ?

Sono venuto in pace, sono venuto a chiederti scusa.

Non sto tranquillo se sei incazzato con me.

Chi se ne frega, Gigi !

Non sei curioso di sapere se il figlio di Marta Rossi è mio o no ?

No, non solo non me ne frega niente,

ma io voglio restare fuori da questa storia.

Questo è il DNA, adesso puoi anche andare.

- Che cazzo fai ? Fai bere mio figlio ? - Ormai è un uomo.

- Lo fai giocare a poker ? - E un uomo.

Mi stai rovinando la vita, mi stai rovinando la vita, Gigi.

Mio figlio non mi parla più, la mia casa è diventata una bisca.

Lo sapevo ! Non è mio ! Non è mio ! Che ti avevo detto ? Non è il mio !

Complimenti.

- Sai che vuol dire questo ? - No.

Marta Rossi ci sta fregando e noi dobbiamo fare qualcosa.

Gigi, se non la pianti, sarà la Polizia a fare qualcosa.

Se ti becca ti arresta, ci arresta, se ci becca.

Ragiona, come fa la Polizia a sapere le cose nostre ?

(SQUlLLl Dl CELLULARE) Come fa a beccarci ? Come fa ?

Pronto ?

(Agente) Buonasera, è la Polizia, parlo col signor Colonna ?

Cristo, Gigi, è la Polizia !

- Come ? - Come cazzo hanno fatto ?

Sì, pronto ? Sono io.

(Agente) Conosce il signor Leonardo De Pascalis ?

- Leo ? Sì, certo, perché ? - Che c'entra Leo ?

(Agente) ll signor De Pascalis stanotte ha tentato il suicidio

e ora è in ospedale.

- (Agente) Dovrebbe venire subito. - Va bene, arrivo subito.

Leo ha tentato il suicidio.

Lo vuoi capire che sei morto e non puoi farti vedere in giro ?

Scherzi ? Stiamo parlando di Leo e io ci devo essere.

- (lnfermiera) Buonasera, dottore. - Ehilà ! - Gigi !

Che c'è ?

- (Mario) Dottor Colonna. - Ciao, Mario.

- Ciao. - Come sta ?

Sta bene. Solita lavanda gastrica, tanta paura.

È lì che dorme.

Ma tu che dici ?

- lo dico che... Vuoi la mia ? - Mmh.

Secondo me, ha fatto finta.

- (Alessandro) Ha fatto finta ? - Sai come lo so ?

- ll dottore avrà conosciuto la moglie. - Esatto.

Una grandissima rompicoglioni internazionale !

Ultimamente non l'hai vista, è una cosa terribile !

Vabbè, ragazzi, è una tragedia, su. Dov'è adesso Clara ?

- Clara è di là. - Ok.

- Ciao. - Ciao.

Ciao, Clara, come va ?

Ciao, proprio te stavo aspettando.

Hai un amico talmente imbecille che non è riuscito nemmeno a suicidarsi !

- È un bene, dai. - Benissimo !

Guarda, ti ha scritto una bella letterina, la lettera del suicidio !

Non l'ha scritta a sua moglie, l'ha scritta al suo amichetto !

- Che cosa avrà scritto ? Su ! - Ciao, Clara.

- Ah ! - Ti ho detto di aspettare.

Non ho resistito.

(Clara) Eravate tutti d'accordo, era tutta una messinscena !

Mi fai schifo !

Dall'epoca della scuola, sei sempre stato uno stronzo !

- Sì. - Un grandissimo stronzo !

Hai ragione, è vero, è stato uno stronzo.

- Però ora ci calmiamo, ci sediamo e parliamo un po', eh ? - No.

Vabbè, al netto delle cose non è andata male.

Ci siamo tolti Clara dai coglioni, non è poco.

Al netto delle cose sì.

Vediamo adesso cosa dice il papiro.

"Per Alessandro Colonna, a Gigi lo dirò ora che lo rivedrò."

(Gigi) Leo.

Leo.

- Benvenuto, ti stavamo aspettando. - Che posto è ? Dove sono ?

Lo sai dove sei.

Gigi ?

Com'è possibile ?

Sì, finalmente, ci siamo ricongiunti.

Volevi morire, no ?

lo no, no, no, no.

Beh, Leo, ci sei riuscito.

Che dici, Gigi ?

Shh, non avere paura, Leo. Qui si sta bene.

A volte è un po' noioso.

Lo sai, non ci sono donne.

- No ? - Potremmo amarci, io e te, liberamente.

- Eh ? ln che senso ? - Spogliati, Leo.

Leva 'ste mani ! Vai via !

Guarda che faccia !

- Che cazzo succede ? - Succede che non sei morto.

Succede che sei il solito coglione, Leo.

- E tu, allora ? Pure tu sei vivo ? - Sì, è una lunga storia, ma sono vivo.

Siete due merde, mi avete messo pure nella camera mortuaria.

Devo dire che questa è una splendida idea del dottor Colonna.

Vieni qua, cazzone, mi sei mancato.

- (Leo) Ho fatto un casino. - (Gigi) Dai, sistemiamo tutto.

Che sistemiamo ? Che sistemiamo ?

ll matrimonio era già finito e l'ho finito di distruggere,

però il negozio era di papà e prima ancora di nonno.

lo che cazzo faccio ? Non ho un soldo.

Non ho un lavoro, che mi invento a 40 anni, adesso ?

(Leo) Dove vado a finire ?

(Leo) A chiedere l'elemosina alla stazione, questo vado a fare.

Tu lo sai che c'è un modo per aiutare il nostro Leo, vero ?

Un milione a te, un milione a me, un milione a lui.

- No. - Va bene.

Posso capire che non vuoi farlo per te e Giacomo,

che non vuoi farlo per me,

ma per il nostro Leo ?

Una volta noi tre eravamo amici, no ?

Lo siamo ancora ?

- Leo. - Eh ?

(Alessandro) Senti.

Forse una soluzione per i tuoi problemi economici c'è.

Ti ricompri il negozio e magari anche due.

- Sì, è un altro scherzo. - No.

Dobbiamo spiegarti un po' di cose, ma tu hai il numero di Marta Rossi ?

Perché ?

Dovresti farle una telefonata.

- Pronto ? Ciao. - (Bianca) Ciao.

Visto che oggi non hai il turno in ospedale,

magari possiamo vederci nel pomeriggio.

Non so, una cenetta.

(Alessandro) Eh, sì...

Oggi pomeriggio avrei una scocciatura,

un convegno di pediatria fuori città.

(Alessandro) Non so a che ora finisco.

Ho capito, faremo la prossima volta allora.

Ciao.

- Anche tu qui ? - (Alessandro) Ciao.

- Come stai ? - Bene, tu ?

Bene, grazie.

Leo ha chiamato anche me,

dicendo che al funerale non c'è stato modo di salutarsi per bene,

ognuno ha preso la propria strada, ma è un peccato.

- Ho molte cose da fare, devo andare. - No, aspetta un attimo.

Leo sta arrivando, voleva farti salutare da un amico che non vedi da molto.

- (Leo) Ecco Leo. - Eccolo.

Ciao, ranocchietta, come sta nostro figlio ?

Spiegami una cosa.

lo e te, questo figlio, dove e quando l'avremmo concepito ?

Quando venni a New York per il master, venni per stare con te.

Quando uscimmo quella sera,

prima mi facesti credere che mi volevi, che mi desideravi,

poi mi trattasti come una stupida, una che non valeva niente.

lo ero talmente incazzata, ma talmente incazzata,

che presi il primo tipo e me lo portai a letto.

Rimasi incinta.

- Vabbè, quindi il figlio non è di Gigi. - Eh, non è di Gigi.

Non è di Gigi.

C'è una cosa però che non capisco.

Come facevi a sapere del fondo, del trust, del testamento ?

- (Gigi) Chi te l'ha detto ? - Del testamento lo sapevano tutti.

Mi bastò incontrare tuo padre, farlo sfogare e mi raccontò tutto.

Va bene, adesso che cosa vuoi fare ?

Tra meno di due settimane, Tommy, mio figlio,

compirà 18 anni

e gli verranno accreditati 3 milioni tondi tondi, tre.

- No, non prenderai nemmeno un centesimo di quei soldi ! - Shh ! Gigi !

- (Gigi) Quelli sono soldi miei ! - Stai calmo.

Lo sai adesso che succede ?

ll morto resuscita e dice a tutti che quello là non è figlio mio !

Dovrai uscire allo scoperto.

Dovrai dire a tutti che hai inventato la tua morte.

(Alessandro) No, stiamo calmi.

Significa confessare la truffa, perché di truffa stiamo parlando.

Qui si finisce in galera.

Stiamo calmi, dai, non andiamo nel panico.

Una soluzione la troviamo, no ? ln nome dei bei vecchi tempi.

Troviamo una soluzione, avanti.

(VOCE NON UDlBlLE)

No, non se ne parla proprio, no.

(VOCE NON UDlBlLE)

- Eh. - Va bene.

Gigi.

(Gigi) Facciamo così.

Tu prendi 500.000.

- (Gigi) ll resto va a noi. - Urca ! 500 sono tanti, Marta.

(Alessandro) Sono tanti, prendili.

Prendili, Marta.

D'accordo.

Bene, tutto è bene quel che finisce bene.

(SEGNALE ACUSTlCO SMS) Scusate.

(Alessandro) Ma...

- Che succede ? - Niente, arrivo subito.

Arrivo subito.

Dai.

- Bianca, posso spiegarti ? - Non mi devi spiegare niente.

Guarda che non è come credi.

Se mia figlia non fosse capitata lì per caso e non ti avesse riconosciuto,

io starei ancora qui a credere alle tue stronzate.

Ho detto una bugia, ma non è come credi.

- Quella lì... - Ascolta, io sono stanca.

Ti avevo chiesto una cosa, la sincerità.

L'unica cosa di cui avevo bisogno era un uomo di cui fidarmi,

ma evidentemente quell'uomo non sei tu.

Anzi, la cretina sono io che continuo a cascarci.

Fammi la cortesia, non mi cercare più.

(insieme) Buongiorno.

Vorremmo parlare con il notaio Brenner.

l signori Rossi e Colonna.

Signor Colonna, che ci fa qui ?

(Brenner) Vedo che si è dato fare e alla fine ha trovato la signora.

Ha visto ?

- (Brenner) Prego, si accomodi. - (Marta) Buongiorno, come sta ?

(Brenner) Colonna.

- Non mi passi nessuna telefonata. - Certamente, notaio.

Sì, sì, va bene.

La ringrazio, direttore, arrivederci.

Tutto molto bene.

ll direttore della nostra banca di fiducia mi ha appena confermato

che il bonifico da 3 milioni è arrivato.

La signora può andare a ritirarlo quando vuole, anche subito.

La banca è qui, dietro l'angolo.

Mi servono però due firme, una qui, per esteso.

Un'altra lì sotto, leggibile.

Grazie.

- Signora, buona fortuna. - (Marta) Grazie mille.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Colonna.

- Arrivederci. - Arrivederci.

- Prego. - Grazie.

Pronto ?

- No ! No ! - No ! No ! No !

No ! No !

Hanno preso i soldi ! Come cazzo facevano a saperlo ?

Non lo so. È stata lei.

Sei stata tu, vero ? Era tutto organizzato !

Che cavolo dici ?

l soldi li hanno presi a me ! Che cavolo stai dicendo ?

(Marta) l soldi li hanno presi a me ! Cavolo !

(Marta) Che cavolo dici ? Ma sei matto ?

(Marta) lo non c'entro niente ! Che dici ? Sei matto ?

- Ti rendi conto ? - Reggila ! Non farla andare via !

(Marta) Ti rendi conto ?

- Oh ! - Dove sono i soldi ?

- Che soldi ? Non so di che parla ! - Molla questa cazzo di borsa !

- Lascia ! - Vabbè ! Si accomodi.

Contento ?

- Hanno rubato i soldi a Marta Rossi. - Ah.

Mi dispiace per la signora, ma non sono affari miei.

(Brenner) Arrivederci.

(Anna) Signor Colonna.

(Anna) Signor Colonna, sono di qua.

Hanno già portato via i soldi, vero ?

- Sì. - Lo sapevo.

Cos'è che sapeva ?

Brenner e Rossi si conoscono da tanti anni, sa ?

Brenner curava gli affari del papà del suo amico Gigi.

È lì che è iniziata la loro relazione.

Quella sapeva tutto,

sapeva anche che l'avrebbe derubata qua sotto.

Ora che faccio ?

Un modo per recuperare i soldi ci sarebbe.

Quale ?

Brenner ha un pied-à-terre qui vicino. Secondo me, ha nascosto lì i soldi.

Se vuole la accompagno.

Perché farebbe tutto questo per me ?

Perché ? Perché quella troia me l'ha rubato !

Ha capito bene, sono l'ex di Brenner io.

Pezzo di merda ! Me la deve pagare.

Sono anni che aspetto questo momento.

Crede che voglia che si spenda tutti i soldi con quella ?

Che fa ? Non viene ?

Te l'ho detto, non è colpa mia.

Come no ? Dovevi fare una cosa, dovevi tenerla ferma !

L'hai vista quella lì ? Era una bestia, era piena di...

Vabbè.

Ci siamo.

Dove ?

Chi ci assicura che i soldi sono qui dentro ?

Mi ha chiesto di non far venire la donna delle pulizie tutto il giorno.

- Se Brenner arriva ? - Tranquillo, l'ho sentito al telefono.

Aveva un appuntamento dall'altra parte della città.

Le banche sono chiuse e, se lo conosco, avrà prima messo i soldi al sicuro.

Va bene.

Qual è l'appartamento ?

- L'1 1B. - Con le chiavi come facciamo ?

Le chiavi le ho io, ma quella è una cerbera.

- (Alessandro) Quella chi ? - (Anna) La portinaia.

C'è anche la portinaia ? Come facciamo ?

Tu pensi che io mi faccio spaventare da una portinaia svizzera ? Le chiavi.

- Che vuoi fare ? - (Anna) Faccia attenzione.

(VOCl NON UDlBlLl)

- (Anna) Ci sa fare il suo amico, eh ? - Eh, sì.

Adesso aspettiamo.

Quanto ci mette ?

Oh, eccolo ! Eccolo !

(Anna) Adesso come facciamo a farlo passare ?

Ce l'ha il numero della portineria ?

- Sì, certo. - La chiami.

- Mi riconosce. - Parlo io.

Salve, signora,

io sono alla ricerca di un appartamento da comprare o affittare lì in zona.

Volevo sapere se lì da voi c'era la disponibilità di qualcosa.

(Gigi, sottovoce) Vai, vai, vai.

Va bene, grazie, signora.

Vabbè, cercherò, grazie.

- (Alessandro) Uh ! - (Gigi) Sì !

Guarda quanto sono belli ! Guarda !

Ora bisogna aspettare l'apertura delle banche di domani.

Bisogna trovare un posto sicuro dove passare la notte.

Non da me, ve lo dico,

non voglio avere niente a che fare con questa storia.

Ci serve un posto dove andare. Un albergo ?

Brenner è un uomo molto potente, qui lo conoscono tutti.

lo non mi fiderei.

Forse ce l'ho io una persona che può darci una mano.

(CAMPANELLO)

- (Alessandro) Lei è Monique. - Ciao.

- Ciao. - Ciao, meraviglia !

Entrate.

(Alessandro) Bianca, mi rispondi ?

Mi rispondi, per favore ?

Ti prego, chiamami.

Chiamami, per favore.

- (Gigi) Pepe ? - Arriva.

- (Monique) Eccolo. - Grazie.

Senti, con lei non hai mai avuto attacchi di panico ?

No, con lei mi sento a mio agio, questo è il problema.

Ora l'ho persa, non mi risponde nemmeno al telefono.

Cos'è che hai perso ? Non hai perso proprio nulla.

Se ti fai trovare fuori la porta di casa, sullo zerbino,

ti fai calpestare quattro volte di seguito e tutto si aggiusta.

(Alessandro) A tornarci a casa prima.

Brenner avrà messo a ferro e fuoco mezza Lugano a quest'ora.

Vabbè, eccoci qua.

Pasta alla Monique.

- Perché con il mio nome ? - Perché "l'è bona" come te.

Sei patetico.

- Dai, mangiamo ? - Sì, sì.

Ho fame.

Sono qui sotto.

Come sono qui sotto ?

Come ci hanno trovato ?

Cazzo !

Ecco come ci hanno trovato.

Ci hanno fregati, Ale.

Ci hanno fregati.

- Che facciamo ? - Non lo so.

- A questo punto chiamiamo la Polizia. - Sì.

Ma che Polizia ? Arrestano anche noi.

Dobbiamo farci venire un'idea.

- Ci sono banche qui vicino ? - Sì, ce ne sono due.

Nel quartiere più a nord ce ne sono quante ne vogliamo.

Eccoli ! Sono loro ! Forza ! Dai ! Dai ! Dai !

(Brenner) Per di là ! Forza !

(Marta) Corri !

Ahi ! Ahi !

Divertiti, ranocchietta.

Mi dia i soldi.

Quali soldi, notaio ? lo non ho soldi.

Ho già parlato coi miei amici, solo lei può avere i soldi.

Mi dia la borsa e non se lo faccia ripetere.

Non so di che cosa parla, notaio.

Diciamo, Colonna, che ha voluto giocare a tutti i costi con me e ha perso.

Gliel'avevo detto, notaio, io non ho soldi.

Allora dove sono i soldi ? Dove cazzo sono ?

- (Direttore) Prego, si accomodi. - Sì.

Apriamo subito il conto.

Sei un bastardo.

Non credere che sia finita qua.

lo invece dico che è finita qua, notaio.

A meno che non voglia far sottoporre la sua amichetta, Marta Rossi,

a un nuovo test del DNA, dal quale emergerebbe chiaramente

che il padre naturale di Tommy non è Gigi, ma è lei.

Che cazzo stai dicendo ?

Ti stai inventando tutto, eh ?

Va bene.

Allora andiamo a denunciare.

Non credo che la magistratura sarà contenta di sapere

come ha potuto fregare il figlio di un suo vecchio cliente.

Gran figlio di puttana !

(SEGNALE ACUSTlCO SMS)

L'uccellino è atterrato nel nido.

- Che intendi ? - Sono arrivati i soldi.

(Gigi) Facciamo passare qualche giorno, facciamo calmare le acque

e poi andiamo a ritirare.

Bene.

- Non essere troppo allegro, eh ? - No, sono contento.

Non ti ha ancora risposto, vero ?

No.

Dalle un po' di tempo.

(Gigi) Nel frattempo direi di andare a festeggiare.

- No. - Buono.

lo torno a casa, voi festeggiate, però.

Domani ho il turno in ospedale, ho Giacomo, la scuola.

Ci vediamo fra tre giorni, va bene ?

Ciao.

Stavo...

- Come va ? - Bene.

- Che hai ? - Niente.

- Niente ? - Levati la mia maglietta.

(SUONA lL CAMPANELLO)

Si può sapere che vuoi ancora da me ?

Non sono venuto qui per te, tranquilla.

- Vorrei vedere tua madre. - Ah.

- C'è ? - Sì, c'è.

Entra.

Allora, che volevi dirmi ?

Non lo so.

Cioè, niente di particolare.

- È che... - Che ?

Quel coglione è il padre migliore del mondo.

Solo questo volevo dirti.

lo non lo so

tra voi che c'è stato.

Però quella cosa che c'è stata,

io non vorrei che finisse lì.

Quando stava con te, era felice.

Con mamma era sempre...

Era contento.

Spensierato.

Mi è sembrato un mezzo miracolo quando l'ho rivisto di nuovo così.

Papà con me è sempre stato generoso,

altruista

e corretto.

Ti giuro che lo è sempre stato anche con mamma prima...

Prima che morisse.

Scusa, Bianca.

- Posso ? - Certo.

Come stai ?

Mi è venuto a trovare Giacomo.

- E ? - E...

Continuo a pensare che mia figlia non capisce niente.

- Poi mi ha detto un po' di cose di te. - Guarda...

Cose che non sapevo.

Allora, Bianca, io ti avrei detto tutto, però non potevo.

Gigi è un compagno di liceo, non lo vedo da anni.

Mi chiama in Brasile, mi dice che sta male,

poi muore, poi risorge, quando risorge, è guarito.

- Capisci che... - Che stai dicendo ?

Ti sto...

Che ti ha detto Giacomo ?

- Ultimamente mi odia, quindi racconta... - No, aspetta.

Giacomo non ti odia per niente.

Anzi, è pazzo di suo padre.

Lo sono anch'io.

Dopo il prelievo, vorreste estinguere il conto ?

- Sì. - Sì, sì.

Mi raccomando, non pianga.

Sei stupido !

(Direttore) Sul vostro conto sono rimasti esattamente 3 euro.

- Quanto ? - (Gigi) Cosa cazzo sta dicendo ?

Ci devono essere 3 milioni, tre !

Abbiamo versato 3 milioni, li ha versati il signore l'altro giorno.

Mi dispiace, ma non è così.

Se volete controllare voi stessi.

l soldi che abbiamo versato che fine hanno fatto ?

Mi risulta che siano stati effettuati dei regolari giroconti

e che il conto corrente sia stato svuotato.

Questa volta ci rimango davvero.

Cosa ? Giroconti ?

Ho solo io la chiave elettronica e i codici di accesso.

Li ho visti ieri i 3 milioni.

- (Gigi) Ci hanno fregati, Leo. - Chi ? Come ?

Hanno hackerato il conto, la schermata che vedevi era falsa.

(Gigi) l soldi li vedevi,

ma non c'erano.

Non è possibile.

Non si può fare una cosa del genere in una banca come questa, con questi PC !

- Non è possibile. - O no ?

Quella grandissima puttana.

Quella grandissima stronza ! l soldi sono miei !

- Qui ci sono i miei 3 milioni di euro ! - Lascia il PC.

(Gigi) Sono miei i 3 milioni di euro ! Sono miei !

Sono miei quei soldi !

Stronza, i soldi sono miei !

- Che fai ? Piangi ? - No.

- No ? - No.

Che esagerazione è ? Dai !

- Perché mi hai dato una pizza ? - Oh, abbassa 'ste mani.

- Oh ! - Cazzo !

(Gigi) Ahia ! Ahia !

Ahia ! Ahia !

(CANZONE: RESTlAMO AMlCl" Dl SAMUELE CAVALLO)

Quanto costerà un biglietto per il Brasile ?

Bastano 3 euro ?

Non ce lo possiamo permettere, Leo.

Che ci andresti a fare poi ? Quella, tanto, non la trovi.

Secondo me, la troviamo.

Vi fidate di me ?

(insieme) No.

(CANZONE: RESTlAMO AMlCl" Dl SAMUELE CAVALLO)

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