All language subtitles for La Paranza dei Bambini (2019) Ita

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Original subtitles

(Biscottino, in napoletano) Grosso quest'albero.

Quelli dei Quartieri!

(Nicola) Vai a chiamare tutti.

(Ragazzo) Scendi da lassù!

- (Ragazzo) Scendi! - (Ragazzo 2) Pezzo di merda, scendi!

- (Ragazzo) L'albero è nostro, scendi. - (Ragazzo 2) Pezzo di merda!

Più forte, ragazzi!

Lo facciamo cadere a terra, questo pezzo di merda. Tirate.

(Nicola) Siete quattro scemi. L'albero è nostro.

(VERSI DI ESULTANZA)

- Scappiamo. - (Tucano) Andiamocene.

(Ragazzo) Il sanguinaccio!

(Tucano) Danne un po' anche a me.

(APPLAUSI, VOCI CONCITATE)

(Ragazzo) Vai, Nicola!

(VERSI DI INCORAGGIAMENTO)

(insieme) Quartierano primo nemico!

(insieme) Quartierano primo nemico!

(insieme) Quartierano primo nemico!

(insieme) Quartierano primo nemico!

Fammi bere.

(Tucano) Fai bere anche me.

(insieme) Quartierano primo nemico!

(insieme) Quartierano primo nemico!

(insieme) Quartierano primo nemico!

(CANZONE NEOMELODICA IN SOTTOFONDO)

Passami il profumo.

Mettitelo tu.

Ma che fai?

Sei tutto scemo. Mi levi la canna dalla mano?

(Tucano) Giuro su mia madre, sei tutto scemo.

Vieni un attimo qua.

Ma che mi hai fatto qua?

Ma che hai fatto? Guarda questa riga, è tutta storta.

Guarda qua.

Ma quando mai, che stai dicendo? Sono uguali.

È vero, sta bene. Non scherzare.

Non ti fissare.

Stai bene.

Fammi passare.

Non te la tirare troppo.

Stai attento che ti cachi sotto.

Dobbiamo spassarcela stasera.

- Vado a prendere un po' di soldi. - (Biscottino) Però fai presto.

- Ciao, mamma. - Ciao, amore.

- Tutto a posto? - Tutto a posto.

Dai, mi sono appena sistemato i capelli.

Ma il mio giacchettino?

È dentro, appeso. Te l'ho anche stirato.

Grazie.

- (Carminiello) Buonasera. - (Vittoria) Buonasera.

(Carminiello) Signora, siamo venuti per quella cosa.

Come faccio a darvi tutti questi soldi a settimana?

- Questo è un problema vostro. - Qui c'è poco lavoro.

Dovete pagare anche voi come tutti.

Prendetevi anche le chiavi del negozio, così vi mettete voi a lavorare qui dentro.

- (Carminiello) State calma, non è il caso. - Ma che state facendo?

(Stefanone) Al posto delle chiavi, mi prendo questo giubbino.

- (Vittoria) Ma è di un cliente. - E adesso è mio.

- Come mi sta? - (Carminiello) Stai bene.

- È la mia misura, vero? - (Carminiello) Sì.

- Cos'è, non si saluta? - (Nicola) Buonasera.

- Buonasera. - Arrivederci.

- Un po' di soldi per andare a ballare. - Non ti preoccupare.

- Non vai più? - No. Vado a farmi un giro.

Va bene? Ci vediamo dopo.

Eccoli là. Quei pezzi di merda.

(Tucano) Andiamocene.

- No, io non vengo stasera. - Ma come non vieni?

(Nicola) Mamma ha i soldi interi.

Me la vedo io, pago io.

Fosse questo il problema! Andiamo.

- Andiamo la prossima volta. - Macché, stasera è la prossima volta.

(Nicola) Dai, la prossima volta.

Oh, guarda là.

(COLPI RIPETUTI DI CLACSON)

Ehi, bella!

Cucciole!

- Mamma mia. - Che belle.

Dove state andando?

- Come sei bella. - Vi serve una mano?

- No, niente. - (Lollipop) Siete troppo belle.

- (Teresa) Adesso chiamo i miei amici. - Che bei capelli.

Hai degli occhi spettacolari.

- (Briatore) Sei fidanzata? - (Teresa) Ma perché non ve ne andate?

- È vero, ragazzi, andatevene. - Stiamo scherzando.

Sul serio, si stanno spaventando.

- Lollipop, anche tu, dai. - Che c'è? Non possiamo festeggiare?

- Amore, ci sei su Instagram? - No.

Quanto sei cattiva.

- Stai chiamando? - Non rispondono.

Sul serio, se vi serve una mano noi siamo bravi ragazzi.

(Letizia) Ho detto che non ci serve niente.

- Siete sicure? - Vai, non gli serve niente.

(Nicola) Allora me ne vado.

- Allora? - Non risponde nessuno.

Ehi, scusa!

Senti, siamo senza benzina.

- State senza benzina? - Sì.

- Dove dovete andare? - Al "Joia".

Al "Joia"?

E salite tutte e due.

Teresa, vieni! E il motorino?

Tu vai a prendere il motorino.

Ragazzi, andate a prendere il motorino delle ragazze.

- Posso salire? - Sì, sali.

Andate a prendere il motorino delle ragazze.

- Fatti più avanti, amore. - Amore, vieni.

Ce la fai, amore.

Vai, vai. Ci sei?

- Ce l'abbiamo fatta. - Grazie a Dio.

- Amore, dammi il telefono. - Tieni.

Quant'è grosso questo locale.

- Quanta gente! - Tutti i venerdì è così.

- Davvero? - E la prima volta che vieni?

- Dove state? - Non ci sono mai venuto.

Sì, stiamo venendo.

Ma qual è la fila nostra?

Ma non vedi? Questo è ingresso tavoli.

- Comunque grazie. - Di niente.

Buonasera.

- Ci vediamo dentro? - Sì, ci vediamo.

Ciao, buonasera.

- Prego. - Dobbiamo entrare.

L'ingresso è di là.

- Ma io sto'con le ragazze. - E vero.

Siete minorenni e non potete entrare.

Chi te l'ha detto che siamo minorenni?

Qua siamo tutti maggiorenni.

- Serve il documento. Lo avete? - Siamo in questura?

- Ma quale documento? - Chi sei, un poliziotto?

- Volete entrare? - Sì.

Per entrare serve il tavolo.

- E quanto costa questo tavolo? - 500 euro.

- Quanto? - 500 euro?

Sono arrivato fino qui e devo entrare, non me ne importa niente.

Siamo tutti bravi ragazzi, non facciamo male a nessuno.

Spendo 500 euro per un tavolo?

(VOCI SOVRAPPOSTE)

Quant'era bella quella ragazza, Io giuro su mia madre.

Venerdì voglio entrare là, dobbiamo prendere il tavolo da 500 euro.

- Ma dove li troviamo 500 euro? - Li troviamo.

- E come li troviamo? - (Nicola) Li troviamo, io voglio entrare.

- E come facciamo? - (Nicola) Non lo so, poi vediamo.

(Tucano) Guarda chi c'è là.

(Nicola) I fratelli Striano?

(Biscottino) Quelli non contano un cazzo. Il padre è pentito, Io zio è morto.

Non farti sentire.

- Ma chi è quella ragazza? - Non lo so.

Giulio, chi fai mangiare qui dentro? La gente di merda?

- Ragazzi, ve ne dovete andare. - Stiamo solo mangiando un panino.

- Tu sei uno Striano? - Ma che c'entra?

- E te ne devi andare da qui. - Dai, uscite fuori.

Vai, vai.

Ragazzina.

(Zazà) Sei lesbica, che stai insieme a due femminucce?

(Zazà) Se vuoi gli uomini, stanno qui. (RISATE)

(Zazà) Tu non ridere, non è cosa per te.

(Zazà) Giulio, a me sempre il solito. Wùrstel e patatine, e voi?

Hamburger e insalata.

Te la posso dire una cosa?

- Dimmi. - Non dare retta a queste merde.

Era meglio quando c'era la vostra famiglia nel quartiere.

Ma chi sei? Chi è questo?

- Tu sei il figlio della Iavandaia? - Sì. Piacere, Nicola.

Piacere, Agostino.

Io abito proprio vicino a te.

- Tu abiti sopra la Stella? - Sì.

- E io abito proprio lì vicino. - Davvero?

- Questi sono i miei amici. - Buonasera.

Te la vuoi fumare una canna con questi qua?

- Volete fumare? - Ce l'avete?

- Come no. - Seguiteci. - Andiamo.

Ragazzi, cercate di non fare chiasso.

Bellissimo.

(Tucano) Hai anche la palestra?

(Biscottino) Quant'è bello questo pianoforte.

Posso usare il coso per i pettorali?

(Agostino) Certo. Ma stai attento al peso.

Non ti preoccupare, ce la faccio.

(NOTE DI PIANOFORTE)

(Agostino) Cerca di non fare casino.

- Dove Io metto il giubbino? - Dallo a me.

Questo coso Io posso vedere?

Sì, Io sai accendere?

- Come si fa? - Qua, guarda.

Questa è buona per te.

Guarda questo leone quant'è bello.

Hai visto che occhi che ha?

- Stupendo! - E bello.

- Tutto d'oro. - Bellissimo, vero?

Quant'è grande questa televisione.

Che casa che hai, te Io giuro.

3 Ti piace? - E bellissima.

Vieni con me, ti faccio vedere una cosa.

- Dove dobbiamo andare? - Vieni con me.

E questa è la casa di zio Tonino.

Che casa...

Guarda questo lampadario.

(Nicola) Com'è grande!

Questa è la sua camera.

Questo è il suo letto?

Sì, questo è il letto sul quale diceva sempre le poesie.

- Che faceva? - Diceva le poesie.

- Davvero? - Ne vuoi sentire una?

Dimmela.

"Per il rispetto e per l'onore, ne ho persi di amici."

"Quando scendo per strada, loro a fianco a me stanno."

"Mario, Oreste e Pasqualino."

"Fratelli miei, fratelli di condanna."

"E quando porto questa pistola, tengo i nomi vostri in canna."

(Nicola) Tonino Striano.

(Nicola) Chi è questo?

Questo era il suo braccio destro.

- Davvero? - Stavano sempre insieme.

Com'è bella questa foto.

Prenditela, te la regalo.

- Davvero me la regali? - Prenditela, te la voglio regalare.

Grazie.

- Ci facciamo una foto? - E facciamocela.

Dove sei stato?

- Se te Io dico non ci credi. - E dimmi.

Al palazzo Striano.

- Quello qua dietro? - Sì. - Davvero?

E che palazzo, mamma mia.

Comi

Ti dico solo che era dieci volte questa casa.

Beato te che sei stato là.

- Vuoi vedere una cosa? - Fammi vedere.

- Guarda qua. - Chi è questo?

- Come, non sai chi è questo? - No.

Questo è Tonino Striano, uno dei boss più forti di Napoli.

Questo metteva paura a un sacco di gente.

Però, quando comandava lui nel quartiere,

gli volevano tutti bene.

Perché?

Perché lui è stato l'unico che non ha mai chiesto soldi nei negozi.

- Capito. - Non ha mai chiesto niente.

E faceva pure lavorare i ragazzi disoccupati.

Che fine ha fatto?

Lo hanno ucciso.

Peccato.

Questa è quella che ho visto in foto.

Questa è la Nike nuova.

180 euro?

- Questa? - Anche questa 180 euro.

- Ma è originale? - Secondo te è falsa? Per chi ci hai preso?

- Bel negozio. - Belle magliette.

(Briatore) Nico'...

- Ti piace? - E bellissima questa camicia.

Ma quanto costa?

- Scendi da qui, che sei a casa tua? - Ma stai fuori?

Biscotti', oh... Guarda com'è bella questa maglietta.

(Commesso) Non toccate tutto.

- Bella. - Quanto costa?

- Questa costa 200 euro. - 200 euro?

(Commesso) Dove la metti questa cosa?

Ma che stai facendo?

Ti piace?

Andate fuori. Tutti fuori!

Non abbiamo fatto niente.

Nico'... Guarda questi orologi.

Come sono belli.

Questo è il Daytona. L'ultimo modello.

- Quanto costa? - Costa 15.600.

- E quell'altro là, blu? - Quello è il Datejust.

Quadrante blu con i diamanti dentro.

- Quanto costa quello? - 5.000 euro.

- Dici davvero? - Mamma mia.

Com'è forte!

Questo è sempre il Daytona solo che è tutto d'oro.

Tutto d'oro, questo fa paura.

Ma io faccio il Vip con questo, credimi.

- Sai quanto costa questo? - Quanto?

- 22.000 euro. - Niente di meno.

- Ma tu parli solo. - Come parlo solo?

Ce le avresti le palle per entrare qua dentro?

- Io entro pure in una banca. - Ma in quale banca!

Perché tu le hai le palle per entrare qua dentro?

- Tu ti cachi sotto a entrare. - Macché mi caco sotto.

Scemo, leva questa cosa!

- Sembra vera. - Quant'è bella però.

Ma con questo tappo davanti non fai paura a nessuno, scemo.

Dammi il tempo.

Ciro e la sorella.

- Dove stanno?

Così è già un'altra cosa.

Ciro.

Allora?

Le ho parlato, ha detto che vuole farlo.

Voglio farlo, però devi farmi andare a ballare e darmi i soldi.

- Ma quali soldi? - Mi metto nei guai per te?

Va bene, poi vediamo. Andiamocene.

Tieni.

Sali.

Apri la vetrina. Quella là.

Prendi le collane.

Quella.

Prendi gli orologi. Muoviti.

Andiamocene.

Dove vai tu?

- Vai. - C'è mia sorella.

- Lascia perdere. - C'è mia sorella!

Andiamocene!

Dove vai?

State qua, mocciosi.

Posate tutto e non vi permettete più di fare queste stronzate nel quartiere.

Ci dovete scusare.

- C'è tutto. - Questo Io dici tu.

- Questo è il telefono mio. - Stai zitto.

Mica hai qualche altro orologio in tasca?

Hai controllato? C'è tutto?

C'è tutto.

- Grazie. - Ciao.

Vi posso dire una cosa?

Noi abbiamo bisogno di soldi. Dobbiamo lavorare.

(Zazà) Guarda questo con chi ha la foto.

Sei amico di Striano? Quelli sono infami.

Abitano vicino a me.

(Copacabana) No, ragazzi. Fermi. Lasciateli stare.

(Copacabana) Quindi volete lavorare?

- (Copacabana) Avete altri amici? - Sì.

(Copacabana) Fammi vedere quelle cose.

Venite qua.

Le vedi?

Questo è tutto vostro?

Sono piante d'erba?

Sono le piantagioni che abbiamo in Brasile.

- In Brasile? - Vi piacciono? - Belle.

Se fate i bravi,

e soprattutto, se state lontano dagli Striano, quegli infami,

vi faccio vendere il fumo davanti all'università.

- Davvero? - Vi faccio fare i soldi.

Però se fate le merde,

vi faccio rompere la testa, anche se siete ragazzi.

- Nor] vi preoccupate. - E chiaro? - Sì.

E adesso andatevene, non ci rompete il cazzo.

Tieni.

- E tu chi sei? - C'è Agostino?

- E chi sei? - Sono un suo amico.

Sta dormendo.

- Non Io potete svegliare un attimo? - Ma non ti conosco, scusa.

Sono un suo amico.

Sta dormendo mio figlio.

- Non lo posso svegliare. - E una cosa importante, veramente.

Ma non ti conosco, non ti ho mai visto.

- Mamma, fallo entrare. - Devo farlo entrare?

- Buongiorno. - Buongiorno.

Ciao, Agostino.

Ascoltami.

In un modo o in un altro devo lavorare.

Non posso stare così.

Che vorresti fare, il ragazzino di quelli? Diventare uno di loro?

Allora fammi lavorare con te.

- Con te e la tua famiglia. - La mia famiglia?

La mia famiglia non conta più niente, non siamo più nessuno.

E io che ci posso fare? Non posso fare niente.

Io non ho scelta.

Tu non hai scelta?

- No. - Allora è meglio che te ne vai.

Stai facendo sul serio?

È meglio che te ne vai.

Non mi guardare. Te ne devi andare.

Hai capito o no? Vattene. Muoviti.

- (Donna) Ragazzi, tutto a posto? - Tutto a posto.

Sono tre palline, portale al bar Nazionale e fatti pagare.

Si lavora, vero?

- Gesù, se non Io dici tu. - Beata voi.

Sono 3.000 euro.

Facciamo presto.

Tutto a posto.

Ciao.

- Tutto a posto? - Tutto a posto.

Questi sono i soldi della mia quota.

Tutto a posto.

- Loro chi sono, i ragazzi? - Sì. Buonasera.

Entrate.

Questo è un panetto di 100 grammi. Si taglia così, guardate.

Vedete? Devono essere tutti uguali a questo.

Sono 3 grammi. Controllate.

Taglio il fumo da trent'anni. Guardate che callo che ho.

Toccate.

- (Nicola) È duro. - (Tucano) Fa senso.

Che schifo.

Da qua devono uscire 30 pezzi da 3 grammi l'uno.

All'inizio li dobbiamo dare precisi. Poi man mano si fanno da 2,7, 2,8.

E invece di 30 ne escono 34, 35.

- (Alvaro) Avete capito? - Come no.

- Ma che ha detto? - Stai zitto, te Io dico dopo.

Vi ho portato dal migliore di Napoli.

(Nicola) Non ti preoccupare.

Adesso fatemi il pezzo da 3 grammi. Fatemi vedere quanto siete bravi.

Uno alla volta. Taglia prima tu.

(Alvaro) Pesalo.

No, è 3,87 grammi.

È grande, un grammo in più. Deve essere di 3 grammi. Prova tu.

-'È 3,27 grammi. - (Alvaro) E sempre grande, ragazzi.

Dovete fare le cose per bene.

Adesso avete in mano la piazza dell'Orientale.

È una piazza piena di studenti.

Lo sapete come gira la voce. Studente porta studente.

Ragazzi... Se succede qualcosa, me la prendo con te.

Non ti preoccupare. Ti posso dire una cosa?

Visto che adesso lavoriamo per voi,

potreste evitare di prendere I'estorsione da mamma?

Facciamo passare questo mese e vediamo come va.

Poi il mese prossimo ne parliamo.

Va bene, grazie.

- (Alvaro) Avete mai tirato cocaina? - No.

Fatemi vedere quanto siete bravi.

(Biscottino) Chi va per primo?

(Briatore) Comincia tu, Lollipop.

- (Lollipop) Comincia tu, Lollipop. - (Lollipop) Vai, Biscottino.

(RISATINE)

(Alvaro) Ragazzi, non ridete.

(Nicola) Com'è?

- È amara. - (Briatore) Nicola, vacci piano.

- (Nicola) Me la faccio tutta? - E dai.

Basta.

Oh! Oh!

Guarda il naso.

(Tucano) Che ti ridi?

Guarda quella ragazza quant'è bella.

- Quella? - Quella seduta là in mezzo, la vedi?

Bella, vero? È da sposare.

- Biscottino, ti piace quella ragazza? - Sì, è bella.

Mi dai 20 di fumo?

Ti ho portato un amico, fammi un regalo.

- Non ti preoccupare, tutto a posto? - Tutto a posto.

Tieni, ti ho fatto anche un regalo. Ciao.

Vieni qua, Biscottino.

- Dai i soldi a Biscottino. - Cosa c'è?

Dai i soldi a Biscottino.

Lo vedi quel ragazzo? Scopri se sta vendendo qualcosa.

Vai, vai. Tu non ti muovere da qua, stai attento.

Aspettiamo qua.

(Tucano) Sta spacciando. Sto scemo di merda.

(Auceluzzo) Ma tu chi sei?

- Che ci fai qua? - Sto lavorando, tu chi sei?

Lavoro io qua.

Io sono di Ponticelli, appartengo a don Vittorio.

Appartiene a don Vittorio.

Don Vittorio prima era qualcuno, ora è uno scemo.

- Non è più nessuno qua. - Non si può manco comprare le mutande.

- Ma vi mette sempre il cazzo in bocca. - Stronzo, a chi mette il cazzo in bocca?

Questo scemo di merda.

- Io ti uccido. - Non fare casino.

Mettiti su questo motorino e vattene. Io qua non ti voglio vedere più.

- Vattene, scemo. - Muoviti.

- Pezzo di merda. - Questo scemo di merda.

Mette il cazzo in bocca...

- Questa c'è nera? - Sì.

- C'è il 43? - Come no.

Scusa, a me questa mi serve S.

Ma i soldi li avete, o perdiamo tempo?

- Guarda. - Stiamo carichi.

Amore, stai sbagliando.

- Che fisicaccio! - Vita mia.

Ragazzi, guardate questo cobra.

-' Com'è bello. - E bello proprio.

Scusa ma la maglietta con le piume? Quella che ho visto l'altra volta, nera.

- Questa qua, bravo. - Sì, che taglia? - Una M.

- Eccola. - A posto. - Te la metto in cassa.

A me sono tre magliette, un giubbino della Iuter e un paio di scarpe.

500 tutto.

Io 450 allora. 1, 2, 3, 4 e 50, tieni.

È proprio bello questo negozio, avete bei vestiti.

- Mi fai il conto? - Tu 500.

Questo profumo quanto costa?

Questo jeans Paura e le Nike rosse.

Mi devi dare 350 tu.

- Buonasera. - Ciao, ragazzi.

- Vogliamo un tavolo. - I soldi li avete?

- Guarda qua. Siamo pieni di soldi. - Qual è il problema?

Rimettili in tasca.

Voglio pure le bottiglie, però.

Voglio un sacco di bottiglie.

Buonasera.

- Com'è bella questa ragazza. - Che schiena.

- Vai, vai ragazzi. - Che ridi a fare tu?

Sei ancora senza peli.

- Com'è bella questa ragazza. - Buonasera.

(VOCI SOVRAPPOSTE, MUSICA DALL'INTERNO)

(Biscottino) Sento la musica.

(Lollipop) Ma che succede qua? C'è una sfilata.

Dove dobbiamo andare?

- (Briatore) Ma stasera non si balla? - Che ne so io, ragazzi.

La numero 11, Letizia Russo. 16 anni, Quartieri Spagnoli.

Questa è la ragazza dell'altra volta!

Hai visto?

(O' russo) Sei tutto eccitato.

(Tucano) Hai visto la Madonna?

- Dopo diglielo: vuoi uscire con me? - Io dopo ci vado a parlare.

Te Io giuro, ci vado a parlare.

- Ma che fai tu? - Te Io giuro.

- Guarda questa. - Guarda questa com'è bella.

Amici, è arrivato il momento di scoprire chi sarà la vincitrice di stasera,

quindi chi si aggiudicherà la tappa di Miss Vesuvio 2018.

scopriamo le tre finaliste.

- Biscottino, chi ti piace?

(APPLAUSI)

La 11,oh!

- (Tucano) La numero 9 vince. - (Nicola) No, vince Letizia.

Ragazzi, veramente? Guarda la numero 9.

Ha un bel viso, il fisico. Ha tutto, è completa.

è la vincitrice di questa sera.

Ed è proprio la numero...

...5! Dafne Corvino.

- (Biscottino) Non ci posso credere. - Guarda chi ha vinto, la più brutta.

Com'è, alla giuria piacciono i cessi?

Non hanno scelto Letizia e hanno scelto questa che è un cesso?

Ci sono degli imbrogli qui. Questa è raccomandata, secondo me.

(Tucano) Anziché scegliere la più bella hanno scelto la più brutta.

È uno spettacolo Letizia, guarda là.

- (Padre) Te l'ho detto che era truccato. - (Letizia) Fa niente.

Fa niente? Saluta i tuoi amici.

- Ti aspetto fuori. - Va bene.

Ciao, zia. Ciao zio, grazie.

- Ciao. - Ciao.

Dovevi vincere tu questa sfilata.

Ma quando mai, figurati. Lo faccio per papà.

No davvero. Secondo me quella ragazza era raccomandata

perché sei 10.000 volte più bella.

- Adesso che fai? - Mi cambio, devo andare a casa.

Te ne vai?

Venerdì non sei più venuto?

No, perché non hanno fatto entrare il mio amico più piccolo.

- E sei rimasto fuori? - Cosa devo farci.

- Mi vado a cambiare. - Te ne vai?

- Ci vediamo. - Ci vediamo. Ciao.

Mi vado a cambiare.

Ciao. Hai visto che ha vinto questo scopino del cesso?

- Che hai detto? - Scopino del cesso.

E dovevi vincere tu, con questa faccia da scimmia?

Toglile le mani di dosso.

Togliti di mezzo.

Ma che fai? Stai zitto e vattene.

Fai uscire tutti quanti.

(Tucano) Sciacquati la faccia.

(Tucano) Questa merda.

Quella è la trattoria del padre.

- Qual è, quella? - Sì.

- Ma sei sicuro? - Sì, ho domandato. C'è pure il motorino.

È vero, quello è il suo motorino. Sei un mostro.

('Con voce alterata dall'elio) E tutto innamorato, Nicola.

(con voce alterata) Ha proprio gli occhi a cuoricino.

È vero.

(con voce alterata) Sei tutto "I love you".

(con voce alterata) Lasciatelo stare, è innamorato.

Andatevene, ragazzi.

Biscottino, vai a chiamare Letizia.

Scusa, puoi uscire un attimo?

Esci un attimo. Vieni un attimo qua.

Vieni un attimo.

Ti piace il motorino così?

Adesso prende il volo.

Senti, ma tu che vuoi da me?

- Io voglio stare con te. - Ma io e te non ci conosciamo.

Appunto ti voglio conoscere meglio.

E che vuoi fare?

Venerdì voglio uscire con te.

E dove mi porti?

Questa è una sorpresa.

- Non Io puoi sapere. - Allora poi vediamo.

- Cosa? - Se non ho impegni.

Impegni?

- E che impegni hai? - Non lo so, poi vedo.

- Devi uscire? Che devi fare? - Non lo so.

Tu hai solo un impegno.

Devi venire con me e basta.

- Tieni. - Che devo fare?

Fallo volare.

- Ci sei mai stata qua? - No, tu?

Mai.

Tocca qui.

- Com'è morbido, vero? - Bello.

(SUONO DI STRUMENTI)

(ARIA LIRICA)

- Zio! - Tutto a posto?

Sì, tutto a posto.

- Salve. - Salve.

Sono venuto con il ragazzo.

- Buonasera. - Ciao.

(Copacabana) Che dice il ragazzo?

(Sarto) Va un po' stretto di pancia, Io dovremmo allargare un po'.

In effetti gli va un po' stretto. Il ragazzo ha un po' di pancia.

Allora?

Sono 1.600.

Tieni, conta.

- A posto, dove li devo mettere? - Mettili sul comò.

(Carminiello) Li ho messi lì.

- Ce ne andiamo? - Adesso ce ne andiamo.

(Copacabana) Mi devi dire qualcosa?

L'altra volta avevate detto che se ci comportavamo bene,

non avreste più cercato i soldi da mia madre.

- Carmine, abbiamo detto così? - Sì.

(Copacabana) È venuta un po' stretta di spalle. Me la devi allargare.

Va bene, visto che vi state comportando bene,

dalla mamma non ci passiamo più.

- (Carminiello) Va bene. - Devi fare una cosa per me. - Come no.

Devi avvisare i tuoi amici che venite con me e vi porto in un bel ristorante.

Un ristorante?

E vi faccio anche mettere un bel vestito.

- Sei contento? - Come no!

- Ora vattene. - Grazie.

- Arrivederci. - Statemi bene.

(Nicola) Guarda chi c'è là: il Puma.

(Tucano) C'è anche il Cinese con la moglie, Immacolata.

(Nicola) Guarda laggiù, vieni qua.

- (Nicola) Enzuccio Bum Bum. - (Tucano) Ho visto.

- (Tucano) Anche l'Americano. - (Nicola) Dove?

- (Tuqano) Eccolo là. - (Nicola) E forte, I'Americano.

(Tucano) Guarda il chiattone.

- (Nicola) Chi è il chiattone? - (Tucano) Il Ciclone Io chiamano.

(Nicola) È Il Ciclone? È lui?

(Nicola) Quello è... Quello è Tonino il selvaggio.

(Tucano) Totore il selvaggio.

Che faccia da infame che ha.

Stanno tutti quanti qua stasera.

Mamma mia.

(Uomo) Ci siamo, stanno per fare il loro ingresso in sala.

(MARCIA NUZIALE)

(Uomo) Più forte con le mani, dai.

questa volta a tutto Io staff

che ci delizierà con queste buonissime portate.

una bellissima giornata.

e ancora auguri agli sposi.

- (Copacabana) Grazie.

Mi rallegra il cuore.

Infatti siamo qui per festeggiare mia nipote Gioia e Marco...

(APPLAUSI) Ci sta, ci sta.

Due ragazzi che hanno deciso finalmente di realizzare il loro sogno d'amore.

Devo dire anche che ci manca qualcuno.

Qualcuno che oggi non poteva stare in mezzo a noi.

Ma presto ci sarà. E noi Io aspettiamo a braccia aperte.

(APPLAUSI E ACCLAMAZIONI)

perché questa è la nostra festa.

alla faccia di chi ci vuole male.

Buonasera a tutti.

Auguri agli sposi, ai testimoni, ai genitori, a tutti.

Su le mani.

Già che ci siamo, ci fate compagnia? Ballate?

Su le mani.

(MUSICA DAL RITMO LATINO-AMERICANA)

#Intensamente ancora dentro me#

#Sei tutto quello che sento#

#Se mi guardi il sole splende tra le nuvole#

#Fermarsi non ha più senso se mi cerchi oramai#

Venite al centro. Fate compagnia agli sposi.

(CANTA IN NAPOLETANO)

#L'amore è bello se...#

#Lo vivo insieme a te...#

Bravi, su le mani.

(sottovoce) Guardate.

(CONTINUANO A CANTARE)

(Ispettore) Ferma la musica.

Tutti ai propri posti, è solo un controllo.

Anche voi, state fermi. Ognuno ai propri posti.

State calmi. (VOCI SOVRAPPOSTE)

State calmi. Ognuno ai propri posti.

State calmi, state calmi.

Venite con noi.

State calmi. Calmi!

(Copacabana) Non vi preoccupate. State calmi, continuate a divertirvi.

(VOCI CONCITATE E SOVRAPPOSTE)

Battete le mani all'ispettore.

Domani vuole uscire su tutti i giornali.

(FUOCHI D'ARTIFICIO E VOCI CONCITATE)

Li hanno arrestati!

Mamma, vieni a festeggiare.

Alla faccia vostra.

Hai preparato quella cosa, Arturo?

Bravo.

Voi andate alle altre bancarelle.

- Quanto ci devono dare? - 20 euro.

20 euro per il posto.

20 euro per il posto.

20 euro per il posto.

Non ho niente perché non ho venduto oggi.

- Lo so... - Non ho preso neanche una busta.

Non volete pagare?

Voglio pagare, ma non ho guadagnato niente.

Devi andare via con la bancarella.

Qua si libera un posto, chi lo vuole?

Hai visto che succede?

E dai, su.

Ho solo questo, prendi.

Voi continuate con le altre bancarelle, tutti quanti vi devono dare i soldi.

20 euro per il posto.

Tu che vuoi, qui?

- Che vuoi? - Ti devo parlare.

Dimmi.

Saliamo un attimo?

Cammina davanti.

Nel quartiere sono rimasti tre scemi.

Questo già Io so.

Seduto.

Quindi scendiamo io e te.

Prendiamocelo noi.

Tanto basta sparare un colpo a terra e scappano.

Per prenderci questo quartiere servono le armi.

Io e te dove andiamo, che non abbiamo niente?

Che ci vuole a procurare una pistola? Non ci vuole niente.

Ci mettiamo due secondi.

Dici sul serio?

Dico sul serio. Non hai capito chi è rimasto qui?

Quello magro magro, col naso storto. Il grassone, quella palla di merda.

E il bassino, con gli occhi storti. Io e te insieme ce li mangiamo.

Sono qua.

Stai fermo.

Germano, Germano!

(VOCI SOVRAPPOSTE DALL'INTERNO)

Ragazzi! Andatevene, dai.

- Facci finire la partita. - Portateli via, la finisci là la partita.

Andate a giocare da un'altra parte.

Andiamocene, basta.

Chi spara per primo?

- Spara prima tu. - Prima io?

- Cos'è, non funziona? - La sicura, vuoi toglierla?

(SPARO)

Ma che fai?

- Dai, fai tu. - Dammi qua.

(SPARO)

- Per poco. - Fammi provare.

(SPARO)

(SPARO)

Che stai facendo?

- Guarda qua. - Bella.

(Nicola) Ma che fai? Stai attento, scemo.

Fammela vedere un po'.

- Vuoi vedere come funziona? - Fammi vedere.

Allora...

Questo è il caricatore.

- Qua ci sono i proiettili dentro. - Bello.

Da qua si carica.

- E da qua si spara. - Bellissimo.

Che ci devi fare adesso con questa?

- Io con questa ci devo lavorare. - Posso venire anch'io?

A lavorare con me?

- Ma non stai bene. - E dai.

- Sei ancora piccolo. - E dai.

Buonanotte.

Quant'è bello questo divano.

Piano!

Facciamoci una foto.

Sposta la testa.

- Mamma mia, siamo forti. - Fammi vedere.

Queste sono le chiavi, spartitevele.

Fammela vedere.

Me la fai vedere?

Ragazzi, fate piano.

- Passa qua. - Fammi vedere.

Adesso cacciamo questi tre scemi che sono rimasti.

Tu già l'hai vista, falla vedere a me.

Donna Concetta, proteggici.

Carminiello!

(Nicola) Si è inceppata. Scappa!

Allora?

Abbiamo fatto le figure di merda.

- Perché, cos'è successo? - Che si è inceppata, questa pistola.

Ma che stai dicendo?

Questi adesso ci uccidono.

- Dobbiamo solo chiedere scusa. - Ma quale scusa.

Ma che scuse vuoi chiedere?

Che volevi fare con una pistola, cacciare quelli?

Tu che ti immischi...

che stavi su questo divano a guardarti la televisione. Che parli a fare?

- Dobbiamo stare calmi. - Macché calmi.

Sì, calmi.

Dammi questa felpa.

Dove vai?

(CRONACA MOTO GP DALLA TV)

Fermati, ti devo parlare!

Ti devo parlare.

Non ti voglio fare niente, ti devo solo parlare.

Mi devi fare un piacere, mi devi portare da don Vittorio.

- Perché ti dovrei fare questo favore? - Mi devi portare a basta.

Sennò te la vedi con noi.

Ma si è addormentato?

Guarda, stava proprio dormendo.

Ciao, Auceluzzo.

- Buonasera, don Vitto'. - Buonasera, don Vitto'.

(Don Vittorio) Buonasera.

(CRONACA DEL MOTO GP DALLA TV)

- Spogliati. - Come sarebbe?

Non farci perdere tempo, dai spogliati.

Non avere paura, non prendi la bronchite.

- Va bene? - Nudo.

Sono venuto qua perché abbiamo gli stessi nemici.

Ci vogliamo prendere tutta la Sanità in mano.

Stai giocando a Monopoli?

Ma quale Monopoli, il paese è dei paesani.

Li dobbiamo cacciare. Se ne devono andare.

Ti sei seduto.

- Stai comodo? Ti piace la poltrona? - Come no. - E parla.

Parliamoci chiaro.

State ai domiciliari e non vi potete muovere.

Io sto fuori.

Voi avete le armi, ma non avete gli uomini.

Io gli uomini ce l'ho, ma non ho le armi.

Ce le dovete dare voi.

Mi ero dimenticato che voi avete gli uomini.

E perché dovrei mettere le armi nelle vostre mani?

Così potete lavorare anche nella nostra zona.

Non ci sono problemi.

La fica in mano ai bambini?

Vestiti e vattene.

- Siete sicuro... - (grida) Vattene!

Don Vittorio, me ne vado.

Ma ricordatevi che se non ci date le armi, avrete otto morti sulla coscienza.

- Quanti anni hai? - 15 anni.

Ma perché non impari a giocare a pallone? Quelli fanno un sacco di soldi.

Non ho mai saputo giocare a pallone.

Arrivederci.

Ragazzo.

Vi do quello che vi serve.

- Però non fate stronzate. - Grazie.

- Ma che cazzo fai? - Scusate.

Troppo bello.

- Guarda questo. - Fammi vedere.

- Ma\mma mia. - E I'M12?

- Perché, questo non ti piace? - Mamma mia.

Fa paura questo coso.

(VOCI E COLPI DA UN VIDEO SUL CELLULARE)

Dammi il caricatore.

Non ci vuole niente.

Guarda questo quant'è forte.

A Posto?

(Nicola) Accendi.

Carminiello, non ti vogliamo vedere più qua.

Vattene!

Mettiti in ginocchio.

- Non mi uccidere. - Muoviti!

Pezzo di merda.

Questo è il quartiere nostro.

- Dammi questa giacca. - Pezzo di infame.

Questo scemo.

Adesso qua stiamo noi.

Se ti vedo un'altra volta nel nostro quartiere, ti uccido.

Eccolo lì.

Buongiorno, Alva'.

Che volete?

Vi devo dire una cosa.

- Da oggi in poi dovete pagare noi. - Devo pagare voi?

Ma perché, il sistema sta in mano ai bambini adesso?

Che parlate a fare così?

Appena tornano quelli, vi fanno un culo così.

Ci devi pagare e basta.

Vattene a casa tua.

- Ma che stai facendo? - (Donna) Ma che sta succedendo?

A posto, abbiamo capito.

A posto? Con la pistola a casa mia?

- Davanti ai miei figli la pistola? - (Donna) Ma che è stato?

Siete saliti qui su con la pistola addosso.

Apri il cancello.

Falli uscire.

Che devi avere tu? Dagli un pezzo da 20.

Andiamocene.

Ma quanto durate nel Sistema? Mezz'ora durate nel Sistema.

Mezz'ora durate. Perché puzzate ancora di latte.

Farete tutti una brutta fine. Tutti quanti.

Ma se torna tuo padre?

È presto.

- Sei sicura? - Chiudono verso le undici, mezzanotte.

Che stai facendo?

Quanti peli che hai. Sembri una scimmia.

Adesso te li levo.

Te li levo.

Sì sì, come no.

Dai, levati.

- Dai, fai sul serio? - Certo.

- Ma fa male? - No.

Non fa niente.

Madonna mia.

(VERSO DI DOLORE)

- Mi hai ucciso. - Fammi finire.

- Che stai facendo? - Butta queste cose.

Fammi finire.

Abbiamo appena iniziato, mica posso lasciarti così.

Faccio da solo. Prendimi una lametta.

Mi hai ucciso, guarda qua.

- Tieni, anche il sapone. - Brava.

Domani andiamo al concerto.

- Domani? - Ti sei dimenticato?

Alla rotonda di Arzano.

Non posso venire domani.

- Come non puoi? - Sì, non posso domani.

Ci hanno regalato il biglietto e ora non puoi venire?

Ci sono diecimila concerti di Tony Colombo, no?

Che fa? Andiamo a un altro.

- Volevo andare domani con te. - Lo so, vai con Teresa.

Ci andiamo la prossima volta io e te.

Non fa niente.

Siamo qua.

Dammi i soldi.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Tieni.

- Dove li teneva tutti questi soldi? - Non mi sento più le dita.

Questi tutti a puttane.

(RIDONO)

(MUSICA E VOCI DALL'INTERNO)

Eccoli!

- Questo è il tavolo. - Porta le bottiglie.

- Lo vedi quel tavolo? È del rione Traiano. - Davvero?

E quello è il tavolo di Ponticelli.

- C'è anche Scampia. - Quello centrale?

- Guarda là chi c'è, i Quartieri Spagnoli. - Eccoli i quartierani infami.

Vai, Biscottino.

Vacci piano, scemo. Non esagerare.

Passami un bicchiere.

Piano, aspetta.

- Stasera offro io queste due bottiglie. - Ehi, vai, Limone!

Vai, sei il numero uno!

- Facciamo un brindisi. - Alla faccia degli infami.

- Alla nostra salute. - Alla nostra salute.

(Agostino) Facciamoci vedere!

Vieni, Nicola!

(Nicola) Dove state?

(Agostino) Guarda che morti di fame. Alla faccia vostra. Fateci un bocchino.

(Limone) Vai, Nico', vai! Siamo i più forti.

(Limone) Questi quattro morti di fame. Guarda come sono invidiosi.

(Nicola) Ballate, dai!

Come ci guardano questi quattro scemi.

Celi mangiamo.

(Limone) Facciamoci sentire.

Siamo i più forti.

- Buongiorno, don Artu'. - Buongiorno, è successo qualcosa?

- Non è successo niente. - Prima pagavate a quelli là?

Adesso ci siamo noi qua. Non pagate più a nessuno.

- Sì? Buono. Ma Io posso dire a tutti? - Come no. Devi dirlo a tutti.

- Sicuro? - Come no.

Va bene, grazie. Ti posso offrire qualcosa?

- No, non vi preoccupate. - Questo mi piace.

Posalo. Se ti piace, te Io vieni a comprare.

- Arrivederci. - Statt' buon'.

- Buongiorno, zio. - Buongiorno.

Togliete le mani dalla tasca, non ci dovete pagare più.

- Davvero? - Adesso ci siamo noi qua.

- Capito? Non ci dovete pagare più. - Nico'?

- Che sta succedendo? - Niente.

- Buongiorno, signora. - Buongiorno.

Ci vediamo dopo.

- Tutto bene, signora? - Tutto a posto.

Da oggi in poi non ci dovete pagare più.

- R.S.! ' Ti piace?

- Grazie. - Grazie.

Rione Sanità!

- Grazie! - Grazie!

Non passare davanti al campetto.

Vi piacciono le magliette?

Sono troppo belle.

Dalla anche a me.

A te ho dato il numero 10.

Va bene?

Raffaele!

A Posto?

Su, ragazzi.

Non hai capito che è juventino questo scemo.

- Che stai facendo qua? - Vuole stare con noi.

Tu stai zitto. Vai a giocare a pallone con i tuoi amici.

- Fammi stare un po'. - Vai a giocare a pallone.

Devi ascoltare tuo fratello.

E fai un goal.

(Giocatore) Vai, buttala dentro!

Mamma mia.

- Cos'è questo? - (Commessa) Un contrabbasso portaliquori.

- Solo di questo colore? - No, anche in avorio.

Guarda che bella questa parete fiorata.

Questo è nell'altro colore. Questo è bellissimo.

- Questo Io voglio. - Ma a casa nostra?

Sì, a casa nostra.

Pure questo armadio.

Ma ci entra?

- Nella camera da letto penso di sì. - Qua c'è Io specchio.

La televisione davanti.

Bellissimo, abbiamo fatto anche la camera da letto.

- Ma sei sicuro? - Sono sicuro, non ti preoccupare.

Chissà quanto costa.

Tu non ti preoccupare, ci penso io.

Guarda questo specchio.

Guarda che bella luce che ha.

Tutto lungo il corridoio sta un amore.

Come sei bella.

Sono 12.000 e bisogna lasciare un acconto del 30%, quindi 3.600 euro.

(Nicola) Pago io.

- Cos'è questa faccia? - Niente.

Abbiamo comprato i mobili nuovi.

- (Lollipop) Solleva. - Ce la fai?

-(Nicola) Ma che fai? Stai attento. -(Agostino) Non sia mai si rompe.

(SUONA IL CAMPANELLO)

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Buongiorno, don Vitto'. - Buongiorno.

- (Nicola) Vi abbiamo fatto un regalo. - (Don Vittorio) Ma cos'è?

- La bomba. - La bomba, andate.

Eccolo lì.

(Nicola) Adesso fate da solo.

(Uomo) Questo è perché non sa giocare!

(Nicola) Un'altra bomba, bravo. Sempre bombe.

- (Don Vittorio) Pezzo di merda. - (Nicola) L'avete ucciso.

Pezzo di merda.

Dove sei?

Ho finito le munizioni.

- Vi servono i proiettili? - Sì.

Li andiamo a prendere subito.

Così gli arresti domiciliari li passate bene.

Passano subito.

Che ci fai ancora sveglia?

Ti stavo aspettando.

Sono arrivati i mobili nuovi.

Hai visto? Ha già cambiato aspetto.

- Cos'è successo qua? - Non gridare, si sveglia Cristian.

- Che avete fatto? - Stai zitto.

Ho pensato che visto che torni sempre tardi,

qua stai più tranquillo.

Ti ho già sistemato tutti i vestiti.

Sopra stanno i giubbini. E sotto sta tutta la roba estiva.

- Ma perché? - Non ti preoccupare.

L'avevo preso apposta per te il letto, anche l'armadio.

Io sto bene là. Stai zitto.

- Buonanotte. - Sei bella. Buonanotte, ma'.

- Cristian? - (Cristian) Che c'è?

- Ti sei mangiato di nuovo le crostatine. - Non ho mangiato niente.

Dice pure che non ha fatto niente. E chi se l'è mangiate allora? Mamma?

Che sta succedendo? Cos'è questo chiasso?

Dice che mi sono mangiato le crostatine.

E litigate per un pacco di merendine? Le ho comprate.

Lo fa per dispetto.

Ma che ti ridi? Non ti permettere più.

Buongiorno.

Buongiorno.

- Vi piace il 300 nuovo? - Quant'è bello.

- Vola! - Ho paura.

Si sta mettendo paura.

- Amore, lasciami qua. - Qua?

Babbo sta incazzato.

Ciao, ragazzi.

Dammi una mano a portare questa roba dentro.

Io e te parliamo stasera.

- Buonasera. - Buonasera.

- Serve una mano? - No, grazie.

- Vi do una mano. - No grazie, non mi serve niente.

Vattene.

Ti ho detto che non mi serve niente, grazie.

- Non vi serve il mio aiuto? - Non mi serve niente, grazie Io stesso.

Dove vai? Che stai facendo?

Tutto a posto, sono venuto a prendere la ragazza.

Tutto a posto il cazzo, vattene nella Sanità.

- Attento a come parli. - Sei tu che devi stare attento.

Tu stai fermo, sennò ti spacco la faccia.

Questa è l'ultima volta che vi avvisiamo. Capito?

Di' ai tuoi ragazzi di fare i bravi.

Capito o no? Hai capito o no? Sì o no?

Qui spacciamo. Non dovete passare più.

Andatevene. Fateli passare.

Non guardare. Cammina.

E vattene.

Pure tu.

Chi cazzo sono questi scemi?

Una paranza dei Quartieri Spagnoli.

Hanno fatto una cosa che non si fa.

Hanno cacciato la pistola davanti al fratello piccolo.

Ma non ascoltate? Spegnete questa cosa.

- Ma che vuoi? Stiamo ascoltando. - Abbiamo messo in pausa.

Comunque adesso scendiamo e andiamo a sparare nel quartiere loro.

- Ci prendiamo anche i soldi della loro piazza. - Bravo.

- Andiamo a prendere le armi. - Aspettate.

- Io ho Letizia là. - Questo è un tuo problema.

Perché è un mio problema, non si può sistemare questa cosa?

(Tucano) Ma che vuoi sistemare!

(Agostino) Non si può sistemare.

che ci siamo cacati sotto.

Io nel tuo quartiere non posso più entrare.

- E adesso che facciamo? - Vieni a vivere con me.

Ci prendiamo una casa nella Sanità.

Me ne devo andare di casa?

Le cose stanno COSÌ.

- Glielo dici tu a babbo? - Glielo dico io.

Posso anche andare alla trattoria a dirglielo.

Ma tanto ti dice no.

Mi dice no?

E tu vieni Io stesso. Non ascoltare tuo padre.

Ma ti rendi conto di quello che mi stai chiedendo?

Allora se è così lasciamo stare.

Non ha più senso.

A te sta bene?

A me sta bene.

Ehi, Nico'. Sei venuto.

Sono contento che stai qua.

Adesso ti faccio passare la nostalgia.

(MUSICA) Guardate chi è venuto!

Vai, Nico'.

Fatti una pippata.

- Ciao. - Ciao.

(Limone) Biscottino, guarda che regalo che ti ho fatto.

(Ragazza) Ciao, amore mio.

Tra un po' gli esce la barba a questo.

Che stai dicendo? Guarda qua.

Vieni con me.

- Devo andare a casa, ho fatto tardi. - Dopo te ne vai.

Devo andare sennò mia moglie mi spara.

Guardate chi vi ho portato.

- Buonasera. - Buonasera a tutti.

Stasera vi voglio offrire una bella serenata.

Devi fare una bella serenata stasera.

Siediti qua.

#È mezzanotte con questa bella luna#

#Nessuno sa qual è la mia intenzione#

#La sa solo chi si deve affacciare#

#La sa solo chi vuole bene a me#

#Non ti affacciare se senti la voce mia#

#Non ti affacciare se senti la serenata#

#Ora non canto più per te, canto per un'altra#

#Che non si affaccia se ti affacci tu#

- Buonanotte, don Artu'. - Buongiorno.

Che c'è, avete dormito male?

No, io ho dormito bene.

Solo che pensavo tu fossi un ragazzo serio.

- Che volete dire? - Che voglio dire?

L'altra volta ci dicesti che non avremmo dovuto pagare più.

- È così. - No, non è così.

Qua stiamo pagando tutti.

Non è cambiato assolutamente niente.

Ma a chi state pagando?

Al biondo, Limone. Il ragazzo degli Striano.

Viene qua e si prende tutti i soldi, come sempre.

Sul serio?

Dico sul serio, mica mi metto a scherzare su queste cose.

Facciamo abbassare la testa ai Quartieri.

- Dammi qua. - Ma che fai?

- Questa è mia. - L'ho presa prima io.

Lascia, questa piace a me.

- La vuoi finire di fare Io scemo? - Questa piace a me.

- Dagliela a lui, l'ha presa per primo. - Adesso me la prendo io.

- Tieni. - Ma dammi qua.

Hai rotto il cazzo!

Ma che cazzo stai facendo?

Lo sai che fa tuo fratello?

- Voi lo sapete? - No.

Chiede ancora soldi ai negozi, questo pezzo di merda.

- Che me ne frega dei negozi. - Così ci fai fare solo figure di merda.

- Stai calmo. - Macché calmo.

Io ho perso la vita mia per questa storia.

Chi sarebbe la vita tua, quella? Sì?

Non voglio litigare con te.

Nemmeno io.

Devi cacciare tuo fratello.

Ora.

Non mi puoi chiedere questo.

Ah no?

Vattene.

(Lollipop) Che dobbiamo fare?

possono tornare.

gli Striano ce li abbiamo contro.

(Ragazzo) Bello? Vieni un po' qua.

- Che c'è? - Ma chi è questo scemo?

- Avresti una sigaretta? - No, non fumo.

Vi state facendo le canne e non avete una sigaretta?

Non ne ho.

- Chiediglielo ai tuoi amici. - Di nuovo? Ti ho detto che non ne ho.

- Ma che ti serve? - Ho chiesto solo una sigaretta.

Non ne ha. Stai zitto e vattene.

Ma chi è questo, tuo padre?

(VOCI SOVRAPPOSTE E CONCITATE)

Scusa.

- Andiamocene. - Sali! Presto!

Guarda qua, siamo usciti sul giornale.

"Spari all'uscita dalla discoteca, giovane ucciso a Sant'Antimo."

Ma che stai dicendo?

Ha fatto bene.

Ma che ha fatto bene!

Fai sparire questa pistola.

Ma che sta succedendo?

Andatevene.

- Ci vediamo domani. - Ciao, Nicola.

Ci vediamo.

- State attenti. - (Briatore) Non ti preoccupare.

- Che stai facendo qua? - Niente, ti stavo aspettando.

Andiamo a dormire.

(MUSICA NEOMELODICA)

#Amo', ti aspetto all'altare...#

#Appena arrivi...#

No, no...

E dai, Letizia...

(BACI)

- Hai perso. - No.

- Dammi un bacio. - No.

- Dammi un bacio. - Togliti.

Tanto perdi con me.

Qua dobbiamo andare.

Guarda qua, questa è vita.

- Dov'è? - In Puglia, a Gallipoli.

Quando andiamo?

- Adesso. - Adesso?

Adesso voglio partire, subito.

Come partiamo? Non ho vestiti.

Compriamo tutto là, vestiti, costumi, occhiali. Tutto.

Quanto ci mettiamo?

5-6 ore, andiamo col taxi.

- Col taxi? - Sì.

Lo chiamiamo tra dieci minuti.

- E quanto restiamo? - Tutto il tempo che vuoi tu.

Una settimana, due settimane, un mese, anche tutta l'estate.

- È pieno di gente là. - Davvero c'è tutta questa gente?

Ci vuoi andare perché ci sono le cubiste?

Ci sono anche i maschi palestrati.

- È bellissimo. - Stupendo.

Dopo la pizza chiamiamo un taxi, 10 minuti e ce ne andiamo.

Però ci vogliono 5-6 ore per arrivare.

- Che c'è? - Andiamocene! Andiamo!

Andiamocene!

(S PARI) (Letizia) Aiuto!

- Grazie. - Buonanotte.

(CELLULARE VIBRA)

È babbo.

(RIFIUTA LA CHIAMATA)

Ma che hai fatto qua?

Non è niente.

- Domani ce ne andiamo? - Sì.

Domani ce ne andiamo in Puglia.

Ci compriamo i vestiti, i costumi, ce ne andiamo al mare.

La sera ce ne andiamo a ballare, va bene?

Leva questa roba da qui.

Vieni qua. Dammi una mano.

Guarda qua.

Quanta roba!

Quant'è grande!

Cos'è, Natale?

La Befana.

Quant'è bella.

Andiamo a sparare con questo, il mitra.

Posalo, non lo sappiamo usare.

Questa è carica.

I proiettili, eccoli.

Dove spariamo?

- Ai Quartieri Spagnoli. - Ai Quartieri Spagnoli?

Vedete questo posto?

Qua hanno fermato me e mio fratello e ci hanno puntato la pistola in faccia.

- E dai, cacciala. - Vai, vai.

Vai, vai.

(SPARO)

- Vai, Cristiano. - Mira bene.

(SPARO)

Fai sparare anche me.

Vai tu!

Andiamocene.

(COLPI DI CLACSON)

(SPARI)

(VERSI DI DOLORE)

- Mi hanno colpito. - Come? Ti hanno colpito?

Mi hanno colpito.

(VIBRAZIONE DEL CELLULARE)

Pronto?

Che è successo?

Come una cosa grave? Spiega.

E dimmi.

Ma che fai?

Rimani qua.

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