Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
(SIMONA RESPIRA PROFONDAMENTE)
(VERSO DI DOLORE DI SIMONA)
(SIMONA RESPIRA PROFONDAMENTE)
(VERSO DI DOLORE DI SIMONA)
(Filippo, sottovoce) Mamma, spingi!
(VERSO DI DOLORE DI SIMONA) (Filippo, sottovoce) Più forte!
(VERSI DI DOLORE DI SIMONA)
(Filippo, sottovoce) Più forte!
(SIMONA URLA FORTISSIMO)
Cucù!
(FILIPPO E SIMONA RIDONO)
- Oh, è nato! - Mamma!
Oh, il mio piccolino. Così piccolo e già parla!
- Ok, andiamoci a preparare, dai! - No, tocca a me! - Cosa?! Filippo, è tardi!
Va be', dai, un parto veloce. Dai, veloce, veloce, dai. Vai giù. AIlora...
- Mettiamo lei, ok? - Va bene. AIlora...
Spinga! (FILIPPO URLA)
Più forte! (FILIPPO URLA)
Fortissimo! (FILIPPO URLA FORTE)
Un ultimo sforzo! (FILIPPO URLA)
È nata! Ciao! La mia nipotina...
Va be'... Dai, adesso andiamo a prepararci. Dai, su, Filippo, è tardissimo.
(Simona) Dobbiamo fare un sacco di cose. Dai, su, è tardi!
Mamma, 108 notifiche!
(SEGNALE ACUSITICO DI UN MESSAGGIO) Oh, 109. Su, su, che è tardi, dai!
(MUSICA ALLEGRA E SEGNALI ACUSTICI DI MESSAGGI)
(MUSICA ALLEGRA)
Filippo, ma stai ancora facendo colazione? Dai che è tardi! Su!
Metti questo coso. Dai, vai da solo. Dai, fai da solo che sei grande, dai!
(TV) È l'incantesimo definitivo.
(TV) - Significa che le Winx... - Non avranno alcuna speranza contro le Trix.
(Simona) Filippo! Ti prego siamo in ritardo!
(Filippo) Ogni mattina è così.
Filippo! AIlora?
(Filippo) Mia mamma ha fretta. Corre, mi chiama, dice che va via senza aspettarmi.
(Simona) Io vado, tu arrangiati!
(Filippo) E poi non lo fa.
(MUSICA DI "LA BUSA NOEVA" DI WALTER VALDI)
# In la mia strada gh'è ona busa noeuva... #
# ..'na busa noeuva che ier la gh'era nò. #
# L'ho minga vista, porca d'una Eva, quella busa noeuva e, pamm, son borla già! #
# Tutt incazza, ho di: "Voo in del sindich..".
Le furette non è che rientrano nel mio ambito d'azione, io curo animali diversi.
(Filippo) Mia mamma fa la veterinaria e cura tutti gli animali più strani.
(Filippo) Infatti anche lei è strana. Oggi più del solito, perché domani è il mio compleanno.
(Filippo) Non lo dice mai nessuno, ma le feste sono una cosa veramente stressante.
(MUSICA DI "LA BUSA NOEVA" DI WALTER VALDI)
(Filippo) Gaia, è una mia compagna di classe e sua mamma è la più elegante di tutte.
Si vede che ci pensa prima di vestirsi. Si cambia tutti i giorni, anche le unghie.
Mia mamma le unghie se le mangia.
Sole parla poco come me. Sua mamma parla tanto come la mia.
Ha moltissime idee sulle cose giuste e sulle cose sbagliate.
(URLA)
(Filippo) Da loro sono vietati: i giochi a batteria, il latte di mucca e la TV.
Insomma sono: ecologisti, puristi e naturisti.
(MUSICA DI "LA BUSA NOEVA" DI WALTER VALDI)
(Filippo) Dennis è un disperato. Sua madre è una disperata.
Anche perché io vorrei capire. Non è che lo debba tenere Dennis solo io.
(Filippo) Suo padre forse anche. Ma non lo so, perché non c'è mai, come il mio.
E questa è l'unica cosa che abbiamo in comune.
(Mamma di Dennis) Quindi neanche domani ci sei? Ho capito... No, guarda, non mi interrompere!
(Filippo) Sofia forse mi piace, si veste sempre di rosa.
Suo papà gioca sempre anche quando guida la moto.
E questa è una cosa che secondo me non va bene.
(MUSICA ALLEGRA)
(Filippo) Viola è un caso particolare, ha due mamme.
Cioè una mamma che è anche un papà.
(Filippo) Si chiama "famiglia arcobaleno".
L'arcobaleno, se ci penso, è una cosa che mi piace moltissimo.
(Giorgia) ("Cazzo! Mi sono dimenticata la merenda.)
# Passava on ghisa, gh'hoo ditt: "Che 'l senta!", l'ha minga vista e gh'è andaa denter fin chì. #
(Filippo) Comunque, anche se sono strane, a me piacciono tutte le mamme.
Ciao, amore, buona giornata! Ciao!
(MUSICA DI "LA BUSA NOEVA" DI WALTER VALDI)
(Maestra) In una città lontana, virgola...
...venne al mondo...
...un bambino trasparente.
Punto.
(Maestra) Attraverso le sue membra...
...attraverso... le sue... membra...
...si... poteva... vedere...
(bisbigliando) "Se ti vuoi fidanzare con me..."
"..vai a temperare la matita... al cestino."
(Maestra) Era di carne e ossa.
(Maestra) E pareva...
...di vetro.
(Uomo) Ma come per quale motivo?! Quelli sono soldi miei, che guadagno io!
Io non ti sto dicendo che non te li do, però tu mi devi dire che devi prendere dei soldi.
- (Uomo) E io ti dico: "Prendili" o "Non prenderli". - (Donna) Ma non ho avuto la possibilità!
(PICCHIETTA SUL FINESTRINO)
(Uomo) Ma basta! Ma allora che cazzo vuoi?
- Ma è una regola... - Ma vai a cagare, vai!
Ma che cazzo vuoi?
(Donna) Tu sei un asino psicopatico!
(MUSICA TRIBALE)
(DENNIS URLA)
(MUSICA TRIBALE)
(DENNIS URLA)
(MUSICA TRIBALE)
Grazie.
(MUSICA TRIBALE)
Ehi, ehi, ehi...
(Simona) Palloncini...
(Simona) (E adesso quale scelgo?)
(Simona) (Gialli. Giallo è un bel colore.)
Bianco! Bianco è un non colore! È neutro!
(Simona) (Per quanto... rossi...)
(Simona) (Rosso è un colore con grande personalità, eh.)
(Simona) Metto a posto tutto io, scusi.
(MUSICA TRIBALE)
Un, due, tre, stella!
Ciao, Filippo. Ciao, Filippo, ciao! Ciao, amore.
Ciao. Buongiorno. Ciao.
(VOCIARE INDISTINTO)
No, no, no! Scusate, ma la situazione qui dentro sta un po' degenerando.
Dei bambini di 8 anni, soltanto 8 anni, che si baciano in classe durante la lezione?
- (Donna) Ditemi dov'erano le maestre. Ditemelo voi. - Ma con la lingua? - Ma... No!
Che poi, in teoria, sarebbe anche una cosa bella, no?
- No, qui roba che scotta... - Cioè? - Sesso. - Oh... Oddio!
- Senti, io lo dico. - No, dai, ti prego.
- Sì, sì. - No! - Ehm, scusate...
Io penso che dovremmo organizzare un corso sull'educazione sessuale dei bambini.
Brava! Giusto!
- Tu sei? - L'altra mamma di Viola. - Ah, siete...
Io credo che intendesse un corso sull'affettività.
No, chiamiamolo col suo nome. L'ha detto, un corso di sesso.
- Affettività. - No, no, no... Ehm, sessualità.
Ho portato gli inviti per la festa di Filippo di domani, se magari mi aiuti a distribuirli.
Guarda che belli. Ci sarà anche I'animatrice, tra I'altro, sarà una festa molto bella.
- Me l'hai già detto, non posso venire. - Ah, va be'... Mi aiuti?
Sarebbe perfetto per aprire il confronto con i bambini...
...perché comunque il confronto con loro su questo è importante.
Ma, guardate che i bambini hanno già le loro idee sul sesso, perché non li ascoltiamo?
- (Mamma) Vediamo cosa dicono e diamo le risposte giuste. - È la festa di Filippo. - Grazie, sì.
Signori, scusate. Secondo me certi temi andrebbero affidati alle famiglie.
Sinceramente io della maestra non fido.
- L'educazione affettiva. - Sì, va bene, è uguale, non concentriamoci adesso sulle parole...
(VOCIARE INDISTINTO)
- Comunque sarebbero seguiti da un esperto. - (Uomo) Scusa, quindi a pagamento?
E chi non se lo può permettere? La scuola è pubblica, dovrebbe essere gratis.
Glielo paghi tu, ad esempio alla signora, al figlio, la scuola natura? Non lo so...
Però questo è un atteggiamento razzista.
Non voleva essere un gesto razzista nei suoi confronti!
Io e mio marito lavoriamo.
Scusate, ma se invece facciamo una bella giornata bosco in città, eh? E la chiudiamo lì.
- Li porto io. - Oggi I'assemblea, domani la festa... Se sopravvivo accendo un cero.
- Be', sei atea, vedi tu. - Lo accendo lo stesso.
Io volevo approfittare di questa riunione...
...per farci un applauso per il bel lavoro che abbiamo fatto con le torte di beneficenza.
Ce lo facciamo adesso? Ce lo meritiamo!
Per tutti! Per tutti!
(MUSICA LIETA)
(MUSICA DI "KOBRA" DI DONATELLA RETTORE)
# Il cobra non è un serpente, ma un pensiero frequente... #
- (Simona) Cosa stai guardando? - #.. che diventa indecente. #
- (Simona) Puoi cambiare per favore? - Perché? A me piace.
- # Quando vedo te... Quando vedo te... # - Adesso invece tu cambi.
(MUSICA DI "KOBRA" DI DONATELLA RETTORE)
(Filippo) Però giochi un po' con me?
Come faccio a giocare con te, Filippo? Abbi pazienza. Devo apparecchiare, cucinare...
AIlora ordiniamo una pizza.
La pizza non si può. Lo sai che a cena non la digerisco, mi fa male. Sto male, lo sai.
# Il cobra col sale... se lo mangi fa male... #
(IMITA IL RUMORE DELLE MACCHININE)
AIlora... Chiamare animatrice.
Fare lista giochi nel caso in cui I'animatrice non venga.
Poi, sistemare il bagno.
Uno, due...
- Pagare... questo però Io devo attaccare... (Filippo) Mamma! - Filippo, un attimo!
E... la scritta sulla torta!
Posso prender le bombe da bagno?
- Mamma! - (Simona) Arrivo!
Bello, no, che domani organizziamo questa festa?
(Simona) Mm?
- Non sei contento? - Sì...
È un sì che suona come un no.
Ma non sono tutti miei amici.
Che vuol dire? Lo diventeranno!
Sono anche contenta di passare un po' di tempo con i loro genitori.
Penso che sia importante.
- (Simona) Ti devi ancora provare il tuo costume. - A me non piacciono gli indiani.
Ma, perché, scusa? Poi abbiamo detto che è una festa in maschera quindi bisogna mascherarsi.
- Ma la gente in maschera tu la odi. - Eh, che parola! La odio!
(Filippo) L'hai detto tu!
Si può sempre cambiare idea! È da persone intelligenti cambiare idea, ricordatelo.
Sai, oggi...
sono stata tutto il giorno a scegliere le cose per la festa, ho comprato tutto, tutto, tutto.
Così domani preparo...
Sistemiamo insieme, allestiamo la casa. La riempiamo tutta di palloncini rossi.
- Ma io li volevo rosa. - Perché rosa? - Certo, rosa, il tuo colore preferito!
- Rosa? Ma se il rosa lo odio! - Hai un sacco di vestiti rosa!
Io ho impiegato parte della mattinata a scegliere il colore dei palloncini e li ho comprati rossi.
Dei palloncini rossi. Ma poi, scusa, che cos'è quest'idea?
- Un'idea che mi è venuta! - È un'idea sbagliata, amore, scusami.
- È così importante adesso prendere questi palloncini rosa? Dimmelo, è importante? - No.
No, perfetto, allora i palloncini non saranno rosa, fine del discorso!
- Quindi non cambi idea? - No!
- AIlora non sei tanto intelligente! - Filippo, per favore, finiscila!
(MUSICA DRAMMATICA)
(MUSICA DI "GIRLS JUST WANNA HAVE FUN" DI CINDY LAUPER)
(SIMONA PIANGE)
(MUSICA DI "GIRLS JUST WANNA HAVE FUN" DI CINDY LAUPER)
(VERSO DI RABBIA)
(MUSICA DI "GIRLS JUST WANNA HAVE FUN" DI CINDY LAUPER)
(GOCCIOLIO)
No!
(MUSICA TRIBALE)
Non ci sono... Va be', non fa niente. Non fa niente.
(MUSICA TRIBALE)
Ma porca troia!
Ok, ora mi trucco...
Troppo. Non mi piace. Togliamo.
Poco.
Troppo.
- (Ilaria) Quali sono le regole della festa? - Comportarmi bene e non dire parolacce. - Brava.
- E poi giocare con? - Tutti.
- Oh, ma allora questa bambina è proprio Sole di nome e di... - (Aldo) fatto.
- Lascialo dire a lei, no? - Scusa.
- Hai suonato? - Sì. - Oh, ciao! - Ciao, ciao.
- (Ilaria) Permesso! - (Simona) Come sei bella! - (Ilaria) Permesso. - Accomodatevi.
- Ciao. - (Aldo) Come stai? - Bene, bene, grazie!
(Cesare) Ecco... Di qua, di qua, di qua...
Eccoci. Di qua.
- Sei pronta? - Sì. - (Simona) L'ultima porta a destra.
- Eccoci! - Ciao! - Ciao! - Ma che bella spagnola!
- Ciao! - Ciao. - AIlora? - Bene, tutto a posto, grazie.
- AIlora, in fondo a destra potete lasciare i cappotti. - (Cesare) Va bene.
Scusa, penso che sia arrivato qualcuno. Arrivo.
(SABRINA URLA) - (Simona) Ciao! - (Gaia) Ciao! - Come sei...
- Hai visto? - Bella! - Com'è divertente!
Mi devi chiudere le porte se no le persone non possono salire.
Vieni, amore. Entra, entra pure. Scusa, è che ho le mani occupate.
- (Sabrina) Tesoro, il forcone usalo, eh! - Potete lasciare le vostre cose in fondo a destra.
- (Ilaria) Che bella casa, è tua? - Sì, l'ho ereditata dalla mia nonna paterna.
- Ti piace? Sono contenta! - Sì, è grandissima. Questi colori pastello mettono una calma...
- L'appoggio qua? - Sì, metti lì, grazie. - Filippo, amore, gioca con Sole, divertiti, eh?
- È una sciocchezza, I'abbiamo fatta stamattina. - Grazie, guarda ma non dovevate!
- Ma no, va be', lo facciamo anche per noi. - Perché noi non mangiamo derivati da animali.
- Non lo sapevo! - Quando andiamo in trasferta portiamo le nostre cose anche per non disturbare.
(Simona) Se I'avessi saputo avrei preparato qualcosa di specifico per voi.
(Ilaria) Ma no, ma non tutti lo sanno fare. - Ah, no? Perché che cosa c'è dentro?
AIlora, la base è semplicissima: farina di farro.
- Però macinata a pietra, in un casale di un mio amico in Umbria. - Bello! - Sì.
E poi olio di semi, insomma. Però poco.
- E poi? - (insieme) Basta.
- Non c'è latte, uova, zucchero. - (insieme) No, no, no. - No!
- È proprio una torta all'acqua. - Dev'essere squisita!
Ilaria esprime un'energia particolare in cucina, sai?
Poi noi siamo quello che mangiamo, no?
Infatti vi somiglia.
- In che senso? - Nel senso buono!
È una torta sana. Voi mi sembrate delle persone sane, unite. Una bella coppia equilibrata...
Hanno suonato alla porta. Vado ad aprire. - La taglio a fette, ti dispiace? - Devi!
- Divertitevi, bimbi! - Così i bambini magari I'assaggiano.
(DENNIS URLA)
Ciao, io sono Alessandro, il papà di Dennis. Scusalo. Fa sempre casino.
- Ciao, io sono Simona, la mamma di Filippo. - Sì, immaginavo. - Ah, certo.
- Posso...? - Sì. Ma Francesca? Non doveva venire lei?
- Ehm, oggi... sono venuto io. - Ah, bene.
- Ti ho preso una bottiglia. - Grazie, ma non dovevi.
Oh! 14 gradi, questa picchia in testa!
No, perché io di solito bevo ma non...
- Nel senso, non che bevo di solito, bevo ogni tanto un bicchiere a cena... e basta. - Sì, sì...
- Posso? - Ah, certo, prego. Scusami, eh? - Figurati.
- Puoi andare a posare le cose lì in fondo. - Grazie. - Grazie a te.
(VOCIARE INDISTINTO DEI BAMBINI)
- (Bambina) Cos'è? - È un'estate. - (Bambina) Bello!
- (Bambina): Sembra più una primavera che un'estate. - È una coroncina quella? - Sì.
- (Bambina) Dai, si capisce che cosa è lui. - (Bambina) Sì. - Un lupo. Un lupo mannaro.
- (Bambino) Che bello quel costume! - (Sole) È doppio questo? - Sì, è doppio.
- Grazie mille, non dovevi. - Figurati.
- Se vuoi mangiare qualcosa, bere, lì c'è il buffet. - Grazie. - A te.
(VOCIARE INDISTINTO DEI BAMBINI)
- (Aldo) Ciao. - Ciao. Piacere. Alessandro.
- Tutto a posto? - Sì, sì... - Sei qui con tuo figlio? - Sì.
Ehi, ti pare il modo di salutare le persone, Dennis?
- No, lascia, evidentemente ha bisogno di esprimere I'energia. - Sì, in un altro modo, però.
- No... - Spero non ti abbia fatto male. - No, assolutamente.
(VOCIARE INDISTINTO)
Che meraviglia, eh?
- Loro sono i nostri veri maestri. - Sì, sì, lo penso anch'io.
Quando guardo Filippo, che è diventato già così grande, non riesco a crederci.
Noi crediamo di insegnargli la vita e in realtà sono loro che la insegnano a noi.
Lo penso anch'io, sono d'accordo con te.
Ogni volta che li guardo penso a Truffaut. "I 400 colpi", "Il ragazzo selvaggio"...
Io quando li guardo penso che più loro crescono e più io invecchio.
(VOCIARE INDISTINTO DEI BAMBINI)
Ma che succede, Sole?
- Le altre bambine hanno il vestito più bello del mio. - Ma questo non è assolutamente vero, Sole.
È un vestito bellissimo! E poi I'abbiamo fatto insieme, no?
Ma, guarda, è pieno di fiorellini, di cose, hai le farfalline in testa... che sono i...?
- I pensieri. - Ecco, infatti, bravissima
Vai con gli altri bambini? Guarda, gli altri bambini sono tutti a giocare!
- Anche tu sei sola, vero? - Sì, siamo io e Filippo, da soli.
- Non... non lo vedi mai? - No.
No, no. Praticamente se n'è andato subito, ma va benissimo così.
No, infatti. Meglio.
Il mio, ci siamo separati, è sempre intorno a rompermi i coglioni.
Ma magari è una fase quella, no?
- Cioè? - Un po' come in "Maladie d'amour" di Jacques Deray.
(SUONO DEL CAMPANELLO) Scusate, la porta.
"Maladie d'amour".
Maladie...
(Alessandro) Dennis!
- Ma sei impazzito o...? Oh! Vuoi che andiamo a casa? - Porca miseria!
Scusate... scusate. Se fai così, andiamo a casa subito.
(DENNIS GLI FA IL VERSO)
- Oh, mamma mia, scusatemi. - Dennis! - Dammi la giacca, ti aiuto.
Sei contenta di essere venuta? Filippo sarà felicissimo.
Puoi andare a giocare con gli altri bimbi. Vai, vai.
Grazie! Grazie davvero. E Sara?
- Sara ti saluta tanto! - No, dico, non è venuta? - No, non poteva venire.
Ok, d'accordo.
- Mi piace molto come sei vestita. - Io? - Sì. - Ah, grazie.
- Sì, ti sta molto bene, sei molto elegante. - Anche tu.
- Bello questo colore! - È ottanio! - Quello no, però. - No, carta da zucchero.
- Vado a posare le cose di Ià. - C'è qualcosa da bere? - Lì sul tavolo. È c'è anche da mangiare.
Per contenere I'agitazione c'è bisogno di fermezza ma anche di calma...
...altrimenti, non so come dire, non... non li disinneschi, capito?
Va bene, beata te che hai le idee così chiare. Comunque grazie del consiglio.
- Alessandro. - Ilaria, scusami.
- Ti do una mano perché qua è successo un po' un pastrocchio. - Non ti preoccupare.
- (Bambina) E come ti volevi vestire? - Ehm, con i miei vestiti.
(Bambina) Ah, i tuoi vestiti normali! - (Sofia) Però è una festa in maschera.
Non ti saresti sentito un pochino escluso, visto che saresti stato I'unico con i vestiti normali?
(Bambino) Fai una figuraccia però, eh!
E quindi alla fine ho dovuto fare un parto cesareo perché Filippo è stato podalico tutto il tempo.
- Ah, beata te! - Io, in realtà, l'ho vissuta proprio male.
Avrei voluto con tutta me stessa fare un parto naturale. L'ho vissuta un po' come una sconfitta.
In Italia c'è un'ospedalizzazione esagerata.
Abbiamo il triplo dei cesarei che nel resto d'Europa.
Abbiamo paura del dolore, In realtà andrebbe vissuto come un regalo, no?
(ridendo) Ma stai scherzando?
Io avrei fatto qualsiasi cosa per fare il cesareo!
Solo che è andato tutto troppo in fretta, otto punti lì sotto.
Ho pianto, ho bestemmiato... Cacca, pipì, tutto insieme!
Poi mi hanno chiesto se volevo salutare la placenta.
(TUTTI RIDONO) (Sabrina) ma cosa vuol dire?
Non lo so, per me sono state delle esperienze bellissime.
Poi io quando sono incinta mi sento proprio invincibile.
Certo il dolore nel parto c'è, questo senza dubbio, bisogna attraversarlo proprio come un'onda.
Pensate che con il piccolino abbiamo fatto il parto col canto tantrico.
- Che cos'è? - Praticamente devi vocalizzare e seguire la contrazione.
Non devi contrastarla, perché in questo modo I'energia si incanala, no? E quindi...
(EMETTE DEI VOCALIZZI)
(EMETTE DEGLI URLI)
- Ha anche avuto un orgasmo con I'espulsione. - (Sabrina) Cosa?!
(ILARIA RIDE) - Che meraviglia! - Sì, bellissimo. - Brava!
Grazie!
- Incredibile! - Giorgia, hai partorito tu Viola?
Sì, sì, alla fine sì.
Sara avrebbe tanto voluto farlo, ma la fecondazione non andava a buon fine e...
Stava diventando un po' frustrante, gli ormoni...
Insomma, alla fine ho provato io e sono rimasta incinta... subito.
- Quindi... parto naturale? - No. No, no.
È stato un parto... cesareo, programmato.
Era già tutto abbastanza complicato così, per cui...
- Però, poi, l'hai allattata tu. - (Giorgia) No, no.
Abbiamo scelto di usare il biberon in modo tale che I'esperienza fosse condivisa con Sara.
Peccato perché è I'allattamento è veramente una relazione molto importante, no?
- È un contatto... - Ricordo le fitte di dolore quando Gaia si attaccava ai capezzoli.
Però in quel periodo ho guadagnato due taglie di reggiseno in più.
Va be', io quando allattavo ho dovuto proprio ingaggiare una lotta, una guerra, perché...
No, non puoi mica mollare la spugna alla prima ragade che sanguina, e no!
Ti ricordi, amore? Tisana della mamma e copri capezzoli d'argento.
Abbiamo fatto perché è importante, anche per il rapporto col bambino, no?
Per esempio, una definizione che si dà è quella di amore liquido, nell'allattamento.
- C'è un business spaventoso sul latte artificiale. - (Simona) Sì, questo lo so anch'io.
- Ma, invece, che corsi fate fare ai bambini quest'anno? - Pietà! I corsi!
Non ho mai tempo neanche per fare la spesa, ho il frigo pieno di cose surgelate...
Con Sofia stiamo facendo un corso bellissimo di musica.
Stiamo lavorando sul ritmo, su... C'è un esercizio bellissimo su...
Scusate, devo fare una telefonata, mi sono ricordata adesso.
# Paperina, paperina! #
# Plin-plin-plin, paperina... #
Luisa, ciao. Sono Simona la mamma di Filippo. Senti, la festa è già iniziata, quando arrivi?
- Ma, soprattutto, stai arrivando? Stai arrivando, sì?
- È in ritardo. - No. - È in ritardo!
- No, sta arrivando, mi ha mandato lei un messaggio vocale... - Dille di non venire.
- È una brava animatrice, me I'hanno consigliata in tanti. - Conosco un paio di giochi incredibili!
- No, lei è incredibile. - Svoltiamo la situazione. - Io ti ringrazio ma non puoi farlo tu! - Io vado.
- Sta arrivando! Ma dove vai? - Ciao, ciao. - Dove vai, Cesare? Dove...
Bambini! Chi si sta annoiando?
- (Bambini, insieme) Io! - Ecco, allora chi vuole fare il gioco dei mimi?
- (Bambini, insieme) Io! - Venite, venite!
- (Aldo) Fil... - (Ilaria) Aspetta, piano, piano.
- (Giorgia) Bella questa scritta. - (Aldo) Sta venendo bene. - (Ilaria) Sì, continua.
Voi è tanto che state insieme?
- Da una vita! - Anche di più. - (Ilaria) Sì. - (Aldo) Anni di studio.
(insieme) Menin aiede, thea, Peleiadeo Achileos...
- Avete fatto il liceo insieme. - Il classico, sì.
AIlora, piano piano, così cola.
Io non la saprei mai fare quella roba lì.
Ma scherzi? Ma no, ti prego, vieni a provare! AI falle spazio, dai!
- (Aldo) Ma certo! Vieni! - No, no, no, veramente! - (Aldo) Dai, è un'esperienza.
(Cesare) Dai, vieni a giocare! Dennis, dai!
Vieni? Dai, vieni!
Finisci... Finisci di bere.
Dai, dai, dai! Batti il cinque!
(DENNIS EMETTE UN RUTTO E I BAMBINI RIDONO)
- (Bambina) Era un rutto! - (Cesare) Ok! Ok, allora!
- Con continuità e delicatezza. - Sì.
- Perfetto, così. Bravissima. - (Giorgia) Mm-mm.
Posso, scusa? Ecco. Così, spalle morbide. Brava, delicata.
(GIORGIA RIDE FORZATAMENTE) - (Aldo) Respira. - Bene. Sta venendo molto bene.
- (Giorgia) Ecco. - Sai una cosa? Se rinasco, voglio essere lesbica.
(GIORGIA E ALDO RIDONO FORZATAMENTE) - (Ilaria) Attenta! - (Giorgia) Oddio, scusa!
- Scusate, ma cosa state facendo? - Eh, la scritta, mancava!
- Io i gay e le lesbiche li adoro! - Scusate, ma questa è la torta di mio figlio.
- Va be', ma se non ci aiutiamo fra di noi... - Comunque a me piacciono gli uomini.
- Cioè, li preferisco. Preferisco il... - (Ilaria) Sì, guarda, sei stata chiarissima.
Comunque non è una cosa brutta! Per me a letto ognuno può fare quello che vuole!
- Uomini, donne... Due, tre, quattro... Vero, Giorgia? - (Giorgia) Certo, figurati.
Però io ho bisogno dell'uomo!
- (Ilaria) È chiaro. - Ho detto qualcosa di male?
No, no, è che... questa cosa del sesso è del tutto sopravvalutata.
C'è una specie di accanimento sociale. Ci sono tante cose importanti in una relazione di coppia.
- Vero, AI? - La gestione della famiglia, parlare, condividere, viaggiare...
- Grazie, faccio io. - (Aldo) In ogni caso questa idea del maschio alfa è... è molto occidentale.
Ah, dici?
Vogliamo ringraziare Simona per la festa che ha organizzato che ci permette di stare insieme?
- Grazie a voi! Io sono contenta, Filippo è contento, siamo... - E noi siamo contenti!
- (Aldo) Siamo tutti contenti! - (Giorgia) Grazie. - Grazie a voi.
(SEGNALE ACUSTICO DA UN CELLULARE) Oh, scusate!
(sottovoce) - Secondo me se I'è presa. - Di cosa? - Per la scritta.
(sottovoce) L'abbiamo fatta male? La "P" era fatta male?
(sottovoce) - AI, che I'abbiamo fatta noi, dai! - Ah, sì.
- (Filippo) Pinguino. - (Bambina) Pinguino? Sì. Ma perché era molto semplice, ok?
Era molto semplice e ora cerco di... di... AIlora, questo è più complicato.
Una foca che cammina con due zampe!
- (Filippo) Un pazzo maniaco! - Eh?!
Giorgia, scusa se te lo chiedo.
Ma a te chi te l'ha fatto fare di fare un figlio?
No, voglio dire, visto che avevi la scusa che non potevi.
Perché lo desideravamo.
Ah!
Sì, insomma, siamo una coppia, ci amiamo, e volevamo una famiglia.
Tutto qua.
Non so, perché per me non è proprio andata così. Sei fortunata.
Ah, ma sapete di cosa vi volevo parlare? Stiamo facendo un'iniziativa proprio carina.
- (Ilaria) Un orto nel giardino condominiale. - Che bella idea!
(Aldo) Ah, sì, sì, guarda è un'iniziativa molto bella.
- Noi viviamo in questo condominio dove c'è un cortile in cemento, ahimè. - Sì.
Dove però c'è una piccola aiuola, di fronte al garage.
- Sì, sta diventando un gioiellino! Abbiamo piantato le fragoline... - L'insalata.
- (Ilaria) I fagiolini... - È proprio bello! - (Aldo) I rapanelli. - (Ilaria) Sì!
L'obiettivo è che la terra diventi il filtro e la soluzione dei vari problemi condominiali.
- (Aldo) Quando si tratta della divisione... - Wow! - ..in millesimi.
- (Aldo) L'installazione di nuovi citofoni. - Sabato diamo una festa per farci conoscere dal quartiere.
Ho fatto anche le spille, e mi piacerebbe tantissimo che veniste.
- Io ci vengo volentieri, a me piacciono i party. - (Ilaria) Sì. Soprattutto tu, Giorgia.
- Eh? - Perché soprattutto Giorgia?
Perché sarebbe proprio un onore avere una mamma lesbica.
Ah, ok! Sì, magari...
Guarda, se non lavoro... Se non lavoro, magari vengo.
- Sì! - È difficile perché quasi sicuramente lavoro. Anzi, sicuramente lavoro di sabato.
Ma sai perché? Perché secondo me con la tua sensibilità di lesbica apprezzeresti il contesto.
- È che c'è proprio un problema di... turni. - Sai cosa? Scusa se mi permetto, eh, Giorgia?
Però secondo me anche a tua figlia servirebbe, perché è importante, no?
- Sentirsi parte della vita di quartiere... - Anche a mia figlia farebbe molto piacere, eh.
Va be', anche a Filippo, se è per questo. Io non sono lesbica, però non è che...
(Ilaria) Ma certo, siamo aperti a tutti, ci mancherebbe! Capito, Giorgia?
(Ilaria) Anzi, ti dico di più. Sarebbe bello se tu facessi un discorso al microfono?
- AI microfono? - (Ilaria) Sì!
Ma che bello! Che idea che ho avuto! Sì!
- (Ilaria) Dai, dai, dai, ti prego! - E va bene, se ci tieni così tanto, allora... dai, ci provo.
- Perché sarebbe... - Ci provo! - Mi dai una notizia bellissima!
AIlora lo scrivo nella chat dell'orto. Scrivo: "Abbiamo una mamma speciale".
Perché a me non va di bollarti, poi magari Io racconti tu al microfono che sei lesbica.
Va bene?
- È carina Ilaria. - Tanto.
(Cesare) Meduse! Esatto! Meduse, molto bravo.
- Ora voglio fare io! Io! - No, prima lo faccio io e poi lo fate voi, ok? - Ora lo voglio fare io.
Eh, lo so, lo vogliono fare tutti. (CAMPANELLO DELLA PORTA)
- L'animatrice! - Ciao. Dov'è il bagno?
- Di Ià. - Grazie.
Ok, allora... Mi fai male, Gaia.
- Gaia, scusa... Gaia! - Pungilo! - (insieme) Pungilo! - No, ma che gioco è?
- Stavamo giocando... - Pungilo! - Aspetta, guarda! Guarda I'animale, Gaia!
- Pungilo! - (Cesare) Questo è bellissimo!
(Cesare) Lo riconoscete? Eh?
No, eh? Dove andate?
- Oh! - È stata Viola. - Ti ho preso! - E io prendo te!
(Luisa) "IIlustrazione, impugnatura." Ok... "Urinare".
AIlora...
(MUSICA DRAMMATICA)
- (Simona) Luisa? - Sì!
- (Simona) Tutto bene? - Sì, tutto bene! Sì...
(RUMORE DELLO SCIACQUONE)
(SCHIAMAZZI DEI BAMBINI) (Cesare) Ok, ok! AIlora facciamo così!
(Cesare) Giochiamo ad "Acchiappa la molletta", ok? Sì, perfetto!
- (Cesare) Prendiamo le mollette, va bene? - (Dennis) Quel gioco fa schifo! - Come fa schifo?
Aspetta! Dennis, ti ho già detto che non si dicono queste cose, capito?
(Dennis) Vaffanculo! (SCHIAMAZZI DEI BAMBINI)
(SCHIAMAZZI DEI BAMBINI) (Cesare) Sofia, digli qualcosa, però!
(MUSICA HOUSE DALLO STEREO)
(MUSICA HOUSE DALLO STEREO E URLA DI ENTUSIASMO DEI BAMBINI)
Amore? Sì!
No... Sì, guarda, ci stiamo divertendo tantissimo! Sì, sì, con i bambini.
(MUSICA HOUSE DALLO STEREO E URLA DI ENTUSIASMO DEI BAMBINI)
(Ilaria) Condividere è importante, no?
AIlora, è chiaro che erano meglio le piazze di una volta, per carità, però bisogna adattarsi.
- La modernità ci offre questo. - Ed è uno strumento, no?
Esatto, è uno strumento! AIlora che facciamo? Ci diamo delle regole, no?
Quindici minuti mi dedico al gruppo, e poi, però, per due ore però stacco.
(Aldo) Sì, però non è che tu ci riesci tanto, eh?
- (Ilaria) Perché dici così? - Perché anche tu ci stai inutilmente al cellulare.
Mi dispiace che dici così.
- Perché io scrivo nella chat solo quando bisogna prendere decisioni importanti. - Va be', scusami.
- Scusami, eh! - No, no, va bene. Probabilmente ho frainteso io.
Ehm... dico, I'importante è che non diventiamo noi stessi lo strumento di questo strumento.
- (Ilaria) Ecco! - Così è più semplice.
Io quando ho voglia di messaggiare, messaggio!
Io, invece, penso di essere Io strumento dello strumento...
...perché, in effetti, quando ricevo il messaggio mi viene I'ansia da prestazione...
...come se dovessi per forza rispondere qualcosa di intelligente ma non sempre riesco...
...e allora "metto faccette a cazzo".
- Non vi capita? - Giorgia, senti, mi spieghi perché non rispondi mai alla chat di classe?
Oddio, no, lo so, ehm...
- Hai ragione. Lo so, condividere è importante, lo dicevi tu? - No, l'ho detto io.
Ah, scusa, tu! Non riesco a stare dietro a tutte queste notifiche.
In effetti abbiamo toccato anche punte di 109 messaggi in 9 minuti...
Ma qui si tratta di avere una risposta quando c'è una decisione importante da prendere.
Come per esempio il regalo di classe della maestra.
(Sabrina) Io mi sono sbattuta per darvi le due proposte!
C'era da scegliere tra il ciondolo orsetto e la cornice a forma di cuore!
- (Sabrina) Potevi mandare un messaggio. - Ok, ma non posso tenere il telefono acceso quando lavoro.
E che lavoro fai che non puoi prenderti un momento?!
Curo tumori!
Wow! Scusami, io...
Che coraggio!
(Sabrina) Io non riesco neanche a pronunciarla quella parola! Tum... Tum...
- Tumori, tumori! Guarda, lo puoi dire perché tanto non nasce mentre la pronunci. - Spumante?
- (Ilaria) Sì, grazie! - Beviamo un pochino. - Voglio andare a vedere cosa stanno facendo.
(Simona) Questa animatrice mi hanno detto che è pazzesca, e i bambini saranno molto divertiti!
- (Simona) Io vado a controllare, eh! - Non è biologico? - No, AI, ti prego.
(Ilaria) Vengo anch'io, va bene? Aspetta!
(SABRINA SBUFFA)
(MUSICA LIETA)
C'era una volta il paese perfetto dei mostri perfetti.
(Luisa) Tutto era perfetto.
(Luisa) Le strade, le auto, le scuole, i teatri...
(Luisa) I mostri perfetti avevano stilato un protocollo dei comportamenti perfetti.
E così ognuno sapeva sempre qual era la cosa perfetta da fare.
C'erano: mamma perfetti, papà perfetti, mostriciattolo, mostrina junior.
E il loro inseparabile cagnolino... (LUISA IMITA L'ABBAIARE DEL CANE)
...Monsterpoppy!
(Luisa) E poi c'era: mamma perfini, papà perfini...
...mostra bella, nonna mostrina e poi c'era lui.
(Luisa) Tutti lo consideravano così imperfetto che non aveva neanche un nome.
Tutti lo chiamavano "Tu"!
Ma, un giorno, nel paese perfetto dei mostri perfetti...
...accadde qualcosa di terribilmente imperfetto!
(MUSICA DRAMMATICA)
Lei ha preso i bambini, e ogni tanto facciamo i turni.
Mi hanno detto che è stata piuttosto accesa, scottante...
Mamma mia, quante storie per due bambini che si baciano.
(Sabrina) Io a otto anni già baciavo.
- A otto anni? - (Sabrina) Sì. Non con la lingua, però avevo già iniziato a darmi da fare.
No io... Io ancora no.
Ti dico una cosa.
Io mi mettevo a guardare "Quark" nel pomeriggio...
...e mi toccavo guardando i predatori al rallenty.
(SABRINA RIDE)
Sì, no... Io invece no, è successo tutto più tardi.
E comunque non con i predatori.
Più che altro è stata la scoperta del cinema francese.
Resnais, Chabrol, Les cahiers du cinéma, la Nouvelle vague, Truffaut.
Cosso!
- Eh? - Pierre Cosso, "Il tempo delle mele".
Sì, non esattamente ma... ma poi è arrivata tutta la fase del cinema orientale.
Anche quella ha contribuito...
La sensualità, la passione è vissuta in maniera molto più... più lenta...
...molto meno occidentale.
Ma quanto dobbiamo al cinema di Nagisa Oshima?
Tanto?
(ALDO EMETTE UN RUMORE CON LA BOCCA)
Ma lo sai che è troppo divertente questa cosa che fai con la bocca?
- Quale? - (Sabrina) Eh!
(SABRINA EMETTE DEI RUMORI CON LA BOCCA)
Va bene...
(LUISA IMITA L'ABBAIARE DI UN CANE)
(Luisa) Mostriciattolo, ma perché Monsterpoppy abbaia così?
(Luisa) Non lo so, mamma, forse sta per succedere qualcosa.
(Luisa) È impossibile, non succede mai niente nel paese perfetto dei mostri perfetti.
(Luisa) Uh! Ma perdincibacco, e questo cos'è?
(Luisa) Be', io non ho mai visto niente di simile in tutta la mia vita.
(Luisa) Forse dovremmo aprirlo... Nonna, ma cosa dici?!
(Luisa) Oh, svengo! Calmatevi! Calmatevi tutti!
(Luisa) Se la nonna dice di aprirlo... apriamolo!
(MUSICA SUSPENSE)
(RUMORE DELLO SCIACQUONE)
(ALDO EMETTE UN RUMORE CON LA BOCCA)
(ALDO EMETTE UN RUMORE CON LA BOCCA)
(ALDO EMETTE DEI RUMORI CON LA BOCCA)
- (Cesare) Ehi. - Ehi!
- Dennis... - (Alessandro) Sì.
Mi ha appena mandato a 'fanculo.
- (Alessandro) Mio figlio? - Sì. - Oddio! Mi dispiace, scusa!
(Cesare) Ti diverte? No, è che...
No è... Va be', è un po' vivace.
No, no, ma che vivace, è un rompicoglioni.
- L'hai detto tu, eh! - (Alessandro) Lo dico io, lo so!
Io quando è nata Gaia me lo sono detta: "Io non mi sfascerò"!
Io non andrò in giro con le scarpe da tennis e il moccio di mia figlia sulla maglietta e piena di peli.
- Ma voi vi depilate, sì? - Sì.
Io da anni ho scelto la brasiliana. Una bella pista di atterraggio e via, però...
- (Cesare) Invece tua moglie? - Francesca. - (Cesare) Sì, Francesca.
- Sì. - State ins... No? - (Alessandro) No, siamo separati da qualche mese.
(Cesare) L'hai lasciata tu o ti ha lasciato lei?
Ehm... lei. Diciamo lei, sì.
- Pesante. - (Alessandro) Eh, va be'...
Pesante. Be', il bambino dà di matto, ne risente.
- (Cesare) Comunque ne risente. - Insomma, no, è tutto recuperabile ancora... Sono qui apposta.
Poi, se uno vuole, ci sono un sacco di possibilità creative!
Una mia amica che frequenta la palestra mi ha chiesto di fargliela a forma di freccia.
- Ah, raffinatissima! - (Sabrina) Sì. Poi, per esempio, non lo so...
Si può fare: alla mohicana, a coppa di Martini... Ci sono tante possibilità!
- Tu, Ilaria, come ce l'hai? - Classica.
(Sabrina) Classica va benissimo! Benissimo!
Bella rigogliosa! Però, almeno, che sia curata.
- Vuoi che ti do un'aggiustatina? - No, no, grazie, sono a posto così.
Va be', ma mica qui, eh! No, venite al mio centro.
Vi faccio una bella consulenza gratuita con proposta di pacchetto promozionale.
- (Simona) Grazie! - (Sabrina) Eh?
- Io comincerei con un pacchetto emergency. - Ah!
L'ABC.
(SCHIOCCHI DI BACI)
Ma a me tu piaci così, anche se non sei perfetto!
E forse per essere perfetti basta essere così come siamo!
(FRAGORE DI UNA ESPLOSIONE)
(Bambini) - Brava! - Brava! - Brava!
(RUMORE DI UNO SCOPPIO) (Alessandro) Dennis!
(Alessandro) Mamma mia...
Scusami, non ti voglio insegnare niente...
...però, va bene I'espressività, ma dovresti riprendere in mano la situazione.
Sei la seconda persona che me lo dice.
È che io guarda non riesco ad avere un dialogo con mio figlio.
Lavoro sempre, non ho tempo.
(RUMORE DELLO SCOPPIO DI UN PALLONCINO) Dennis...
È la qualità del tempo.
La qualità del tempo è importante se hai tempo. Io non è ho proprio.
Il lavoro... a volte diventa una scusa, no?
- Tu riesci a lavorare e avere anche tempo libero? - Be', ehm...
Mi organizzo e... metto insieme i pezzi.
Che lavoro fai?
- Adesso dici? - Adesso, sì.
Be', ecco, faccio delle... delle cose.
- Aldo! - Eccoci qua! - Hai notato? È sempre in mezzo alle donne.
Ma mi dici che lavoro fai tu? Perché son curioso a questo punto...
- Diciamo che scrivo. - Ah!
- Scrivo. - Mi ricordavo che eri ragioniere.
Mm... l'ho fatto. Ma ora mi sto ricollocando.
- E cosa scrivi di bello? - (Cesare) Guarda, ora lavoro su più progetti.
- Addirittura! - Principalmente narrativa.
Sto scrivendo una saga familiare che mi riguarda perché è la storia della mia famiglia.
- Come ti chiami di cognome? - Lanucci.
- Lanucci! Mi hai incuriosito. - (Aldo) Passa tutto per... - Ah, tutto...
- (Cesare) Guarda che... - (Aldo) È uno strumento. - (Alessandro) Lanucci scrittore. - Non credo che...
No, Lanucci scrittore non mi dà nulla. Ma con chi pubblichi?
Sono in parola con una casa editrice che... Be', è giovane ma si muove bene e...
Diciamo che sei tecnicamente disoccupato.
(RIDONO FORZATAMENTE)
Nel senso... - No, va be', è un parolone disoccupato.
- Più che altro usa il tempo in un altro modo e... - (Cesare) Eh, appunto.
Sì, diciamo che fai il mammo.
Be', faccio il papà. Sono il papà di Sofia.
- (Aldo) Ed è una cosa... - Sì. - Perché è una cosa importante, perché gli anni con loro non tornano.
- In questo momento mia moglie sta lavorando di più, e io ho scelto di dedicarmi a Sofia. - Sì.
A parte che, scusate, le donne sono quelle che si lamentano...
...ma se tu stai sempre a casa a lavare i piatti a letto non ci vengo più!
- Non è vero. - (Alessandro) No, no, fidati! - Io con mia moglie i miei tempi me li prendo.
Ma figurati, è la tua vita, se lo dici tu ci credo, però non dirmi che essere disoccupati è una scelta.
- Ma non ho detto questo! - No, è mezz'ora che mi dici... - No, ho detto un'altra cosa!
A me sembra che, in modi diversi, state dicendo la stessa cosa.
Ma che cazzo dici? No! Stiamo dicendo I'opposto, eh, scusa!
È mezz'ora che mi fa la morale.
Parla di fare delle scelte e poi è disoccupato. Così sono capace anch'io.
(MUSICA MALINCONICA)
Bel modo di lavorare, sì.
(MUSICA MALINCONICA)
AIlora? Stai sopravvivendo?
Sì! Sì, sì, abbastanza. Tu?
Mi sono posta un obiettivo: non morire entro stasera!
Però mi sembra che la festa stia andando bene, va sempre meglio, no?
- Va benissimo. La festa è bella, i bambini si divertono... - Sì.
E anche la casa è bella, è colorata. Ti... ti somiglia.
Sì, sì, è carina. Cioè, non volevo dirmi da sola che sono carina!
Nemmeno brutta, però...
Tu non sei carina... sei decisamente bella.
- Vivi da sola con Filippo, no? - Siamo io e lui da soli.
Siamo io e lui da soli ma stiamo bene, io sto bene.
- (ridendo) Magari adesso non si direbbe, però... - Ma no, che dici?
- Anch'io sono separato da qualche mese. - Ah, bene! - Sì...
Cioè, volevo dire che ti capisco. (SEGNALE ACUSTICO DAL CELLULARE)
- Oddio, è già ora. - Devi andare? No, perché anche in questo caso ti capisco.
No, no. È che in realtà devo fare una video call piuttosto importante.
- Infatti volevo chiederti un favore - Dimmi.
Se c'è in casa un posto tranquillo dove posso stare un attimo con il computer. Scusami.
Oddio, un posto tranquillo...
- Lo troviamo! - Lo troviamo? - Sì! - Prendo... - Ci sarà un posto tranquillo!
(MUSICA HOUSE) Questo colore è bello, eh!
(MUSICA HOUSE) Ma tu sei una fata?
(MUSICA HOUSE) Sì.
Non è un obbligo, ma se tutti facessimo come vogliamo saremmo come dei cavalli selvatici, no?
- Se uno riceve un invito... Capito? - (Aldo) Sì, sì, infatti. Dicevi, quindi?
- Ma che hai fatto agli occhi? - Eh?
- Ti si è sbavato il trucco. - Eh, mi sono lavata la faccia. - Scusa, vieni qui.
- Ti devo togliere un paio di sopracciglia, scusa. - Avete visto da qualche parte le candeline?
- Scusa, io non me le tolgo mai le sopracciglia. - (Sabrina) No, no, non puoi andare in giro così.
- Io ho un problema con le sopracciglia. - Il papà di Dennis è in balia del figlio! L'avete notato?
Io ho capito qual è il problema; a quel bambino proprio sta esplodendo I'ormone.
Aldo, ha otto anni! Ma no, è pieno di rabbia!
- Sicuramente sta attraversando una fase un po' particolare. - No, è un rompicoglioni, si può dire?
- No, non si può dire questa parola di nessun bambino. - Anch'io intendevo che era una fase.
(Simona) Tra I'altro penso che abbia preso anche di mira Filippo.
Io non so se parlarne con i genitori o con le maestre o lasciare che se la sbrighino fra di loro.
È che la cosa base, Simona, sono le regole. Regole, regole, regole...
- Sì, solo che penso che Dennis abbia bisogno... - Sicuramente, però anche Filippo...
Perché a me sembra che sia un bambino che ha qualche problema... a socializzare.
Basta, basta. Grazie.
- (Ilaria) Hai visto che sono venuti pochi bimbi alla festa. - Ma no, è che mi sono mossa tardi io.
Non è colpa di Filippo, è colpa mia.
Sì, no... nel senso, ehm... Che peccato! Che peccato... No, Aldo?
- Eh? Altroché, sì, lo facciamo. - (Cesare) Scusate... ma povera Simona, ok?
È sola, non ha un uomo, una figura maschile di riferimento...
- (Sabrina e Giorgia, insieme) Scusa?! - (Aldo) Intendi I'importanza del maschio?
È fondamentale all'interno della coppia, che comunque deve essere intercambiabile...
Aldo, ma cosa dici? Cioè, scusami, ma cosa dici?
Parliamo, facciamo, diciamo ma le cose pratiche le faccio io. Cioè, intercambiabilità mi pare troppo.
Esattamente! Bisogna dedicare il tempo ai nostri figli, o no?
- Tu quanto tempo ci stai con tua figlia? - Be', non molto, lavoro e tutto quanto, ma...
Comunque a un certo punto ognuno deve avere la sua vita.
- Ma no, proprio per niente! No! - (Giorgia) No?
Ma no! AIlora, è una scelta. Una volta che fai un figlio, non è che torni indietro.
Non puoi ragionare come ragionavi prima.
Va be', il problema è che io credo che poi noi ci dimentichiamo di noi stessi.
Voi stessi? Ma che dite?
Ma perché fate i figli se poi non ci volete stare?
Ma come ti permetti?! Ma guarda che tu non hai capito niente!
Gaia è la cosa più bella della mia vita. Però io esisto ancora, cazzo!
E per correre dietro a lei, correre dietro al lavoro, a un certo punto mi manca I'aria.
Quando lei dorme, chiudo a chiave la porta...
...prendo la macchina e vado a fare un giro perché mi manca I'aria!
Io vado sulla circonvallazione e guido più veloce che posso, e quando torno a casa mi sento meglio!
Almeno mi sento viva!
Ma cosa...
Ti ho mandato ottanta messaggi, perché non mi rispondi?
Ho capito che stai lavorando, anche io sto lavorando, ma non me ne frega un cazzo!
Andrea...
(piangendo) Sì, ho capito, però non mi puoi lasciare da sola in questa cosa.
(piangendo) Andrea... non mi lasciare da sola!
(MUSICA MALINCONICA)
- (Gaia) Mi piacciono i tuoi giochi. - Guarda, lei è mia figlia.
Tu lo sai come si fanno i figli?
No.
Il mio papà ha detto qualcosa sui cavoli.
- Lo facciamo? - Ok.
- (Cesare) È un'infiltrazione - Lo so.
Vedi? Gli angoli...
No, è che di fronte a questi problemi non è che puoi far finta di niente, eh?
- No, bisogna fare qualcosa subito. Da quanto tempo c'è questa macchia? - Non lo so.
- Ma che stai facendo? - AIlora, qui dobbiamo carteggiare un po', stuccare...
Ora però prendo qualcosa che macchia... Mi passi un attimo la...
Ecco, vedi? No... Ecco.
Perché bisognerebbe capire al piano di sopra...
Io sono già stata al piano di sopra. È la prima cosa che ho fatto, ma non c'è nessuno.
- Va be', non ti preoccupare, ci siamo qua noi. - Ma noi chi? Noi chi?!
Noi... Noi genitori!
- Oddio, la torta. - La torta... Vai, non ti preoccupare che qui ci penso io.
(Simona) Luisa!
(Alessandro, in inglese) Come vi ho detto prima, producono vino italiano di ottima qualità.
(in inglese) Esportano già in Europa e Stati Uniti.
Luisa! È il momento della torta, chiama tutti i bambini a raccolta, per favore.
Filippo!
- Mi aiutate, mi aiutate? - (Ilaria) Sì, certo. Aldo? Spegni...
- (Simona) Qualcuno spenga la luce, per favore. - (Ilaria) Sì, ci pensa Aldo. - Grazie.
(Aldo) Eccoli, eccoli!
- Filippo, vieni a spegnere le candeline! - (Bambini, insieme) Filippo!
- (Sabrina) Che bella questa torta! - Luisa! Filippo, vieni, è il momento della torta!
(MUSICA DI "KOBRA" DI DONATELLA RETTORE)
- (Simona) Che succede? - Oh, ma guarda!
(MUSICA DI "KOBRA" DI DONATELLA RETTORE DALLO STEREO)
(Donatella Rettore) # Il cobra non è un serpente... #
# ..ma un pensiero frequente che diventa indecente, quando vedo te. #
(Donatella Rettore) # Quando vedo te! Quando vedo te! Quando vedo te! #
(MUSICA DI "KOBRA" DI DONATELLA RETTORE DALLO STEREO)
(Donatella Rettore) # Il cobra non è una biscia... #
# ..ma un vapore che striscia, con la traccia che lascia, dove passi tu. #
(Donatella Rettore) # Dove passi tu! Dove passi tu! Dove passi tu!
(Donatella Rettore) # Il cobra col sale, se lo mangi fa male... #
(Donatella Rettore) # Perché non si usa così. #
(Donatella Rettore) # Il cobra è un blasone, di pietra ed ottone. #
(Donatella Rettore) # È un nobile servo che vive in prigione! #
(MUSICA DI "KOBRA" DI DONATELLA RETTORE DALLO STEREO)
# Il cobra si snoda, si gira, mi inchioda... #
# ..mi chiude la bocca, mi stringe, mi tocca... #
(Donatella Rettore) # Wow, wow, il cobra, ah! #
(MUSICA DI "KOBRA" DI DONATELLA RETTORE DALLO STEREO)
(Donatella Rettore) # Wow, wow, il cobra, ah! #
(MUSICA DI "KOBRA" DI DONATELLA RETTORE DALLO STEREO)
(Donatella Rettore) # Wow, wow, il cobra, ah! #
(Sabrina) Wow, bravo!
(MUSICA DI "KOBRA" DI DONATELLA RETTORE DALLO STEREO)
(Ilaria) Che bravo! (URLA DI ENTUSIASMO)
- Bravo! - Bravo! - Bravo!
- (Giorgia) Bravissimo! - (Simona) Vieni, Filippo. Vieni.
(Ilaria) È stato veramente...
Veramente, è stato molto...
Amore mio, ma cosa ti è venuto in mente? Eh?
E quando hai avuto l'idea di fare questa cosa?
Faccio io.
Vai.
(VOCIARE INDISTINTO)
- (Sabrina) Ma quanto è dolce Filippo! - (Giorgia) È stato bravissimo. Bravissimo!
- Ma con niente ha fatto uno show! - Si esercita tanto!
- Mah, non lo so... - Ma cosa c'entra? Scusa, è stato bravissimo, è stato emozionante.
Simona, noi siamo mamme di due talenti!
Quel bambino è un Dioniso che squarcia l'ordine costituito.
Be', comunque io non me lo aspettavo. (SABRINA RIDE FORZATAMENTE)
- Infatti era una sorpresa. - No, ma guarda che lui sta dicendo un'altra cosa.
Scusa, che cosa non ti aspettavi, Cesare? Di' un po'.
- (Cesare) No, dico... - Dillo, che cosa non ti aspettavi?
Proprio così, ehm...
Simona, senti, in ogni caso tuo figlio è un bambino normale, va bene?
Anche se dovesse, caso mai, dico... Siamo d'accordo che la diversità è un valore, Giorgia?
Be', non saprei, io mi sento normale. Poi non so come mi vedete voi.
- (Giorgia) Io mi sento normale. - Va be', c'è un vinello qui che...
- È un regalo! - Io ho un sacco di amici gay, li adoro!
La vita non è esattamente come Facebook. Non è mi piace, non mi piace, Sabrina, capito?
- Cuoricino, faccina che... - Ma basta! Dobbiamo ancora parlare di questa cosa? Basta!
Ci sono esempi di sessualità particolari anche nel regno animale.
- I macachi, i gibboni... - Stai paragonando suo figlio alle scimmie?
No, stiamo dicendo che I'omosessualità è una cosa molto naturale. Stiamo dicendo questo.
(SCHIAMAZZI DEI BAMBINI)
- Ridammelo! Dennis! Dammelo, Dennis! - (Luisa) Piano!
No! Piano! Fai piano!
- (Gaia) Torta! Torta! - (Bambini, insieme) Torta! Torta! Torta!
(Bambini, insieme) Torta! Torta! Torta!
(Bambini, insieme) Torta! Torta! Torta!
- Sì, andiamo a mangiare la torta. - (Bambini, insieme) Torta! Torta! Torta!
(Bambini, insieme) Torta! Torta! Torta!
Adesso mangiamo la torta! Mi dai una mano a sistemarli per la torta?
- (Cesare) Vieni qui! - Scusami, eh! Dai, su! Filippo, Filippo, amore mio...
(VOCIARE INDISTINTO)
(in inglese) Il prezzo per I'esportazione è di 6,40 euro per ogni bottiglia.
(GLI UOMINI PARLANO IN CINESE)
(in inglese) Possiamo acquistarne due.
(in inglese) - Due?! - Sì, due.
(insieme) # Tanti auguri a te... #
(insieme) # Tanti auguri a te... #
(insieme) # Tanti auguri a Filippo... #
(insieme) # Tanti auguri a te! #
(Sole) Frocio!
Chi è stato?
- È stato lui. - Eh! - No, non sono stato io!
- No, sei stato tu! - No, non sono stato io! - Ti ho sentito. E poi sei sempre agitato.
- Dice le parolacce! L'avete sentito tutti. - Non importa, non fa niente. - A me sembrava tranquillo.
Se per te questo è un bambino tranquillo, abbiamo due concetti molto diversi della tranquillità.
- Non importa, davvero! - Otto anni e mi ha mandato a 'fanculo.
Ti pare il caso di dire le parolacce davanti a dei bambini? Non fa niente, Cesare, è un bambino!
Non importa!
- (Dennis) Non sono stato io! - Ah, no? E allora chi è stato?
È stata lei!
Ma che dici? Eh? Cos'è che dici?
Guarda che io e mio marito queste cose non le insegniamo a nostra figlia.
- (Dennis) Non sono stato io! - Sì, sei stato...
- Aldo! - Dennis! - Dov'è? - (Simona) Cosa state combinando?
Pensa ai bambini per favore, Luisa. - Sì. - Dennis!
Adesso facciamo una cosa bellissima!
(in inglese) Magari possiamo fare tre. Tre euro.
(Dennis) Papà! Papà! Papà! Papà! Papà! Papà! Papà!
(sottovoce) Ahia! Ma che cazzo fai? (PARLANO IN CINESE)
Non è colpa del bambino, davvero. Dennis non ha fatto niente!
(Simona) Dennis!
(PARLANO IN CINESE)
(in inglese) Mi dispiace.
Sono desolato, mi dispiace.
- Dennis! - Dennis, vieni qui! Non importa, davvero! - Eccolo, guarda.
- Alessandro, guarda che Dennis ha insultato il figlio di Simona. - Non è detto che sia stato lui.
- (Ilaria) Gli ha dato della checca! - (Simona) No, ma che dici? Non importa!
Calma, calma, calma! Ci parlo. Dennis, perché l'hai fatto? Chiedigli scusa.
- Chiedi scusa a Filippo. - Alessandro, vuoi intervenire almeno una volta?
- Non sono stato io! - Gli sto parlando. È un bambino, devo ucciderlo?
- Tu puoi farti un pochino di cazzi tuoi? - No, no, no!
- Sta' di più con tuo figlio! Hai cresciuto un disadattato! - Oh, Signore! - Vaffanculo!
Ehi, tu! Basta! - Ma sei pazzo? - Ma perché fai così, Dennis?
Scusa, scusa, scusa, scusa...
Senti, scusa, ehm...
Non è stato lui.
(Giorgia) È stata Sole.
Ma cosa dici?!
- Tieni! - (dal telefono) # Tanti auguri a te! #
(Sole) Frocio!
(GEMITI DI PIACERE DI ALDO E SABRINA)
- (Sabrina) Dimmelo ancora! - Nagisa Oshima
- Ancora! - Takeshi Kitano.
- Un altro! Un altro! - Hayao Miyazaki.
Oh, dillo ancora! Ancora!
Hirokazu Kore'eda.
(GEMITI DI PIACERE)
(I BAMBINI RIDONO)
(VOCIARE INDISTINTO DEI BAMBINI)
(Bambini) Caramelle! Caramelle! Caramelle!
(GEMITI DI PIACERE)
(Ilaria) Aldo!
No! No!
Aspetta.
A me è piaciuto.
- (Ilaria) Aldo! - Ma io ti piaccio?
(Ilaria) Aldo! Dove sei, Aldo?
Guarda, prova lì in camera da letto, magari...
(Ilaria) È successa una cosa terribile. Aldo dove sei?
(Ilaria) Ma dov'è finito?
(sottovoce) - Non si apre la maniglia. Non si apre la porta. - Stai calmo!
Aldo, sei qui? Eh? Aldo.
- È caduta la maniglia, aspetta. - No, aspetta, è rotta. - Aldo!
(MUSICA DRAMMATICA)
Cosa state facendo?
Eh?!
Aldo.
(Ilaria) Come hai potuto fare una cosa del genere?
- Non l'ho fatto apposta. - Sì, va be', gli è cascato dentro per sbaglio.
Mi viene da vomitare. Mi sento male. Mi sento male!
(sottovoce) Testa di cazzo.
(Ilaria, sottovoce) Testa di cazzo!
- (Ilaria) Cioè qui, così... Ma è impossibile, no... - Scusate, scusate.
No, Aldo, non è possibile. Non ci credo non è, non so...
Non è possibile, da quant'è che fate... questa cosa voi due? Da quant'è che va avanti?
- Non è mai iniziata. - Certo. AIlora perché non iniziare scopando, no?
(Ilaria) NEL BAGNO! A UNA FESTA DI COMPLEANNO DI BAMBINI!
(Ilaria) CON SOLE DI LA'! EH? STRONZO!
STRONZO! STRONZO DI MERDA!
- (Gaia) Perché stanno litigando? - Non lo so.
- Ecco la torta! - (Bambini, insieme) La torta!
Questa è per Filippo e per Dennis...
AI liceo le versioni di greco te le passavo io.
Se non era per mio padre, col cazzo che trovavi un lavoro decente.
(Ilaria) Tre figli mi hai fatto fare! Perché uno magari veniva viziato, vero?
Certo, due va bene, ma tre è il numero perfetto!
Perché tre è il numero pitagorico che unisce dispari e pari... Che cazzate, Aldo!
(Luisa) E questa è per voi.
- Ma perché stanno litigando? Cosa succede? - Niente, non ti devi preoccupare.
Hanno fatto poco sesso?
(Ilaria) TESTA DI CAZZO!
(SEGNALE ACUSTICO DA UN CELLULARE)
Ma avete postato il video? (SEGNALE ACUSTICO DAI CELLULARI)
(SEGNALE ACUSTICO DAI CELLULARI) Ma chi è stato?
- (Giorgia) Ehm... sono stata io. - Cosa?
Volevo mandarlo a Sara perché mi è piaciuto quello che ha fatto Filippo...
...ma ho sbagliato e l'ho mandata in questa chat di merda!
A forza di dire: "Condividi, condividi, condividi", cazzo, ho condiviso.
- Hai visto cosa hanno scritto? Hai fatto una cazzata! - Ma tu che cazzo di problema hai?
Mi dite che cazzo di problema avete tutti quanti?
Cos'ha fatto questo ragazzino? Me lo dite cos'ha fatto?
(Giorgia) Si è divertito!
Ha ballato, cazzo! Chi se ne frega se è gay o non è gay!
È un bambino! Ha 8 anni! Cos'è tutta questa voglia di definirlo?
Tu non mi piaci.
- (Ilaria) Mi fai schifo, Aldo! - (Simona) Oddio...
(SEGNALI ACUSTICI DAL CELLULARE) (Ilaria) Tu lo sai che cosa vuol dire?
Avere le endorfine e gli estrogeni impazziti? Lo sai come ci si sente? Come si va fuori di testa?
Non toccarmi, stronzo!
(sottovoce) Pezzo di merda!
Scusate, ma adesso ve ne dovete proprio andare.
Andate via, per favore.
(Sabrina) Non ne posso più.
Gaia! Gaia, andiamo via! Gaia!
Ma dove vai tu, stronza! (SABRINA URLA)
Ti è piaciuto, eh? Ti è piaciuto, puttana!
Ma mi hai tolto la coda! Sei una stronza! Mi hai staccato i capelli!
(SABRINA PIANGE) (Ilaria) Io ti ammazzo!
Io ti ammazzo. (MUSICA DRAMMATICA)
- Oh, mamma! Fa' qualcosa! - (Ilaria) Ti è piaciuto? eh?
Fai qualcosa!
(VERSI SOFFOCATI DI SABRINA)
(Ilaria) Stronza!
Oddio!
(Simona) Basta! (MUSICA DRAMMATICA)
(Simona) Ma la smettete?
(Simona) Basta, cazzo!
(MUSICA DRAMMATICA)
(MUSICA DI "L'ORO DEL RENO" DI RICHARD WAGNER)
(SCROSCIARE DELL'ACQUA)
Io... vorrei dirvi qualcosa.
(Luisa) Io pensavo...
Io pensavo di non essere in grado di fare il genitore.
Sono giovane, ho un lavoro precario... Praticamente non ho un lavoro.
Il mio fidanzato mi ha appena lasciata...
...e sono incinta.
Però, stando con voi, guardandovi...
...io ho capito che sarà molto difficile...
...fare peggio di quello che avete fatto voi con i vostri figli.
(Luisa) Ho capito che...
...posso essere una buona madre, io.
E quindi vi ringrazio.
(Luisa) Grazie.
Ehm... Simona, il bonifico, mi raccomando.
Tra nove mesi partorisco.
(MUSICA MALINCONICA)
(Simona) Buongiorno, amore mio.
(MUSICA MALINCONICA)
(Simona) Voglio darti il mio regalo di compleanno.
(MUSICA MALINCONICA)
Vestiti, dai! (SCHIOCCARE DEI BACI)
- Andiamo? - (Filippo) Sì.
(MUSICA MALINCONICA)
(MUSICA R&B)
(DIALOGO NON UDIBILE)
(MUSICA R&B)
(IL RAGAZZO SPEGNE LO STEREO)
(MUSICA DI "KOBRA" DALLO STEREO)
(Donna) # Il cobra non è un serpente... #
# ..ma un pensiero frequente che diventa indecente, quando vedo te. #
(Donna) # Quando vedo te! Quando vedo te! Quando vedo te! #
(Donna) # Il cobra non è una biscia... #
# ..ma un vapore che striscia, con la traccia che lascia, dove passi tu. #
(Donna) # Dove passi tu! Dove passi tu! Dove passi tu!
(Donna) # Il cobra è un blasone, di pietra ed ottone. #
(Donna) # È un nobile servo che vive in prigione! #
(MUSICA DI "KOBRA")
# Il cobra non è un vampiro ma una lama, un sospiro, che diventa un impero. #
(Donna) # Quando vedo te! Quando vedo te! Quando vedo te! Quando vedo te! #
(MUSICA DI "KOBRA")
(Donna) # Il cobra non è un serpente... #
# ..ma un pensiero frequente che diventa indecente, quando vedo te. #
(Donna) # Quando vedo te! Quando vedo te! Quando vedo te! #
(Donna) # Quando amo te! #
(MUSICA DI "KOBRA")
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.