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Zulu
Dai, basta, basta. Vai, vai.
TV: Inizia oggi il processo Cusani, che molti hanno definito
il processo alla Prima Repubblica.
(VOCI SOVRAPPOSTE)
UOMO: Dal Tribunale di Milano, un vero ciclone giudiziario
che ha colpito il sistema dei partiti...
DONNA: Presiede il giudice Giuseppe Tarantola,
che ha dovuto fare i conti con le necessità di giornalisti,
operatori e fotografi.
Data la grande affluenza, si sono allestiti due megaschermi TV
per la messa in onda del processo.
Cusani, come ha ribadito il suo avvocato Spazzali,
non sarà presente, ma non saranno deluse le attese
di chi aspetta di vedere sfilare i VIP della Prima Repubblica
in un aula di giustizia.
Procuratore Capo!
Una domanda soltanto, una dichiarazione!
Ha qualche dichiarazione da fare?
E' un momento importante per Mani Pulite.
- Perché Cusani non si presenta in aula? - Signori, per favore.
Per favore, signori. Buon lavoro.
Buon lavoro a tutti. Grazie. Buon Lavoro.
Una domanda soltanto! Per favore!
UOMO: Quello che voglio dire è: consapevolezza.
Prendete consapevolezza di questa situazione.
Io vorrei lanciare la palla sull'altra sponda.
A chi farà politica domani.
Chi ha scheletri nell'armadio o vergogna del passato,
insomma, apra l'armadio e si faccia da parte.
Quelli che si vogliono candidare si guardino dentro.
Se sono puliti, vadano avanti tranquilli.
Consapevolezza. Lo scriva.
Sì. Grazie, Rachele.
TV: Ai margini dell'inaugurazione di un centro commerciale
a Casalecchio di Reno, provincia di Bologna,
la dichiarazione di Berlusconi
sta creando scompiglio nel mondo politico.
- Cavaliere, una domanda. - Dica.
Se lei fosse a Roma il 5 di dicembre,
chi sceglierebbe come sindaco tra Rutelli e Fini?
Io credo che lei la risposta la conosca già.
Certamente Gianfranco Fini.
Non avrei un secondo di esitazione.
Perché è l'esponente che raggruppa quell'aria moderata
che, se unita, può garantire un futuro a questo Paese.
- La ringrazio. - A voi, a voi.
Questo inaspettato appoggio ai post-fascisti
è la prima vera presa di posizione politica da parte del Cavaliere.
E già da più parti si elevano voci preoccupate
e si scatenano polemiche.
- Aiuto! - Comunisti di merda!
Via, via!
Coi fascisti no, però, cazzo.
Ma ormai non sono più fascisti.
Certo, c'è qualche nostalgico,
ma il gruppo dirigente non vede l'ora di ripulirsi.
- E poi, perché rinunciare al loro voto? - Ma come, perché?
Quelli sono per la Patria, la Nazione, l'Italia.
La Lega è per il federalismo, non possono stare insieme.
E se perdi la Lega, perdi il Nord, e perdi le elezioni.
In teoria.
Ma, in pratica, abbiamo trovato una soluzione.
Quale?
Una coalizione con due alleanze distinte.
Il Polo del Buon Governo al sud con l'MSI,
e il Polo della Libertà al nord con la Lega.
E' un genio, cazzo.
Ah...
E' sempre un piacere rivederti.
Me l'hai portato finalmente?
Il libro non deve più uscire.
No, tesoro, il libro esce, eccome.
Con il primo numero del nuovo anno.
Guarda, è già pronto il lancio.
Che meraviglia. Guarda.
Non è fantastico?
E sbrigati a portarmi il manoscritto.
La mia non è una richiesta.
E allora vorrà dire che gli italiani si divertiranno molto
a vedere un vecchio che ti scopa da dietro.
Per me è un classico.
- Lo vogliamo rivedere insieme? - No, no.
Lascia stare. Quella è vecchia.
Vediamocene un'altra.
(CANZONE: "MMM MMM MMM MMM" DI CRASH TEST DUMMIES)
Sono sicura che anche tua moglie apprezzerà.
E' sua la casa editrice, no?
Tu stai qui finché lo vuole lei.
Il libro non esce.
(CANZONE: "MMM MMM MMM MMM" DI CRASH TEST DUMMIES)
(CANZONE: "MMM MMM MMM MMM" DI CRASH TEST DUMMIES)
Pastore è arrivato il giorno che abbiamo preso Chiesa.
Ha battezzato Mani Pulite.
Destino.
E non ti dico la prima cosa che gli ho fatto fare...
Mi ha rimboccato le maniche e mi ha fatto ripescare
una tangente dal water, a mani nude.
- Lei di dov'è? Non è di Milano, vero? - Di Genova.
E ci torna ogni tanto o mio marito la tiene inchiodato al lavoro?
No. I miei non ci sono più.
Non ho più nessuno lì.
Mi dispiace.
E' passato tanto tempo.
PASTORE: Mi curo meglio che posso. Vitamine...
...prodotti naturali.
Delle case farmaceutiche non mi fido molto, ecco.
Non fumo quasi mai.
- I dottori che dicono? - Che è un miracolo se sono ancora vivo.
Sai qual è il mio primo ricordo?
Avevo 4 anni. A casa gli spazi erano pochi.
Io e la mia sorella gemella dormivamo insieme.
Sempre abbracciati.
Una mattina, mi sono svegliato perché la sentivo fredda.
In faccia c'aveva un colore strano.
Non capivo.
Allora ho cominciato a dargli pizzicotti.
Mi piaceva fargli i dispetti.
Ma lei niente, non reagiva.
Quella è la prima immagine che ho stampata in testa.
Angiolina morta nel letto con me.
Da quel giorno ho sempre pensato che potevo essere io quello
che dei due non si svegliava.
Quello che veniva portato via in un fagotto.
Pure io mi sento un miracolato.
Vabbuò...
Te ne vuoi andare dalla Procura tu, eh?
Sento di aver fatto quello che dovevo.
C'è ancora tanto da fa', Pasto'.
Io l'ho capito ai funerali di Falcone parlando con Borsellino.
Le tangenti al Nord e la mafia al Sud
sono due facce della stessa medaglia.
Noi dobbiamo scavare per capire gli interessi che mettono insieme
imprenditori e crimine organizzato.
Solo così andiamo all'origine di tutto lo schifo di 'sto Paese.
Io lo so che tu lo vuoi fare.
Sei come me, tu.
L'ennesima volta che passo la giornata vicino al suo letto.
L'ennesima volta che parlavo col medico...
...che mi dice: "Sua madre è una donna forte,
potrebbe vivere ancora sei mesi.
Oppure un anno".
Ero da sola. Tu non c'eri. Non c'era nessuno.
Sei venuta fin qui per farmi sentire in colpa? Ancora?
No.
Sono venuta a dirti com'è andata veramente, quand'è morta.
Cioè?
Quando il dottore è andato via...
le ho dato da mangiare.
E un boccone le è andato di traverso.
Ero molto stanca.
L'hai lasciata soffocare?
E' stato un attimo.
Io non dormivo più. Non capivo più un cazzo.
Mi avevano appena presa al giornale.
Io volevo soltanto lavorare.
E io che ho passato tutta la vita a sentirmi un colpa.
Ma almeno non ho ucciso nessuno.
E' vero. Non hai ucciso nessuno, tu.
Dai, alla fine le hai fatto un favore.
Mamma stava malissimo. Non ce la faceva più.
Sarebbe morta lo stesso, di lì a poco.
Non ci pensare più.
Posso restare qua questa notte?
Certo.
Grazie.
Naturalmente la notizia che una Mussolini si candidasse
come Sindaco di Napoli ha subito trovato grande eco
nella stampa internazionale.
Ma la politica non è stata la prima scelta della nipote del Duce.
La sua prima passione è stata il mondo dello spettacolo,
come sua zia Sofia Loren.
(CANTANO UNA CANZONE ITALIANA)
A 14 anni Alessandra ha recitato insieme alla zia
in "Una giornata particolare" di Ettore Scola,
mentre nell'81-'82 ha condotto "Domenica In" con Pippo Baudo.
BAUDO: Brava, brava.
Allora...
Simuleremo un dibattito.
Ora, non abbiate paura di attaccarvi,
ma, mi raccomando, non accavallatevi, chiaro?
Bene, iniziamo.
Calà?
Bisogna ridimensionare il ruolo dello Stato.
Bisogna dire basta al consociativismo
che per decenni ha distrutto l'Italia.
E ridimensionare il peso dei partiti.
Ma non dovrebbe nemmeno più esistere la parola "partito".
Al solo sentirlo, mi viene da vomitare.
Noi i partiti li dobbiamo buttare giù tutti!
Io vorrei qualcuno che taglia le tasse.
Perché... la pressione fiscale
in questa nazione sta soffocando l'economia.
RACHELE: Va bene.
E lei, Castello.
Lei che leader vorrebbe?
Io...
Quando parlano i politici, non capisco mai cosa dicono,
mi fanno sentire stupida.
Vorrei uno che parla chiaro,
uno che mi dice le cose come stanno,
non che si nasconde dietro i paroloni.
Penso che, se ci fosse un leader così,
potrei sentire che la politica parla anche a me.
Mi farebbe sentire parte di qualcosa.
Come in una famiglia.
RACHELE: Non male, no?
Grazie!
Sei qui.
Non riuscivo a dormire.
- Incubi? - Sì.
Tornavo a casa ed era piena di topi.
Stavano mangiando tutto...
- Ma tu davvero vuoi venire con me? - Sì.
A me non m'importa di dove viviamo, che vita facciamo.
A me importa di te.
Vorrei che papà ci avesse visto insieme.
Anche a me sarebbe piaciuto.
Chissà che cazzo direbbe di quello che stiamo per fare?
Direbbe che sei coraggioso.
Stai rinunciando a tutto per punire chi l'ha ucciso.
Certo, peccato.
In questa casa ci sono tutte le tue cose, i tuoi ricordi...
Questo era il tuo regno.
Non lo è mai stato davvero.
Tu meriti di vivere la vita che vuoi.
Solo a questo devi pensare.
Che cosa desideri? Che cosa vuoi davvero?
A lei ci penso io.
Dai, alzati, non è il momento di fare la fighetta.
Ma che cazzo dici? E' morta, è colpa mia.
Ti ho detto che ci penso io.
Adesso l'unica cosa che devi fare è sparire. Vattene.
Io non ti ho mai visto, non ci conosciamo.
Sparisci da Bologna, e non tornare mai più.
Ah, qui ci sono le tue impronte.
La tengo io, in caso ti venga voglia di raccontare
quello che abbiamo fatto io e te.
E io che cazzo faccio? Dove vado?
Rifatti una vita.
Venturi. Ho bisogno di una mano. C'è da ripulire una casa.
(COLPI ALLA PORTA)
Ce l'hai fatta.
No.
Fermo, no. No, no, aspetta.
Che c'è?
Mi sono ricordata la faccia che avevi quando ti hanno arrestato.
Tu te l'aspettavi.
Arianna, dai. Ne abbiamo già parlato.
Sei stato tu?
O me lo dici adesso, o a me non mi rivedi più.
Non avevo altra scelta.
Perché?
Voleva togliermi tutto.
- Ma che uomo di merda sei? - L'hai sempre saputo.
E ti piaceva.
Vaffanculo!
(PORTA SBATTE)
UOMO: Pronto?
- Ma chi è? - Ue', pa'... Ciao.
Come va? Tutto bene?
"Bene" è una parola grossa. Ma cos'è successo?
No, niente. Ti volevo sentire.
Eh. Sono qua.
Senti, magari sto via per un po'.
Eh, sicuro che è tutto a posto?
Sì, è tutto a posto.
Ti devo lasciare, dai. Ciao.
Sei strano te.
E chissà da chi ho preso?
- BOSCO: No comment. - Eccolo! - E' arrivato!
Patelli! Patelli!
- Patelli! - Onorevole, qual è l'accusa?
- Ha deciso di collaborare? - No, non ho niente da dire.
- La Lega lo sa del suo arresto? - Non sa niente nessuno.
- Patelli? - Bosco. - Ma cos'è successo? - Lascia stare.
La tangente era per la Lega o per lei?
E' vero che ha preso 200 milioni dal Gruppo Ferruzzi?
Duecento milioni?
Buongiorno.
Una seconda occasione è il regalo più bello
che la vita possa offrirti.
Servirebbe anche all'Italia, ma finora...
seconda occasione e Seconda Repubblica
non mi pare che combacino granché.
E in un frangente come questo, un uomo come lei farebbe molto comodo.
Comodo a chi?
Da quando ci siamo aiutati a vicenda,
io ho seguito sempre con attenzione il suo lavoro.
E lei ha ottenuto ottimi risultati.
Anche giocando oltre le regole.
Sempre con classe, glielo riconosco.
E siccome il mio talento, in fondo, è...
scoprire il talento degli altri,
ho parlato di lei con certe mie conoscenze
che fanno parte di un ramo, come dire...
particolare delle forze dell'ordine.
Mi sta offrendo di entrare nei Servizi?
Lei ha il profilo giusto.
Motivato, incorruttibile.
Senza niente da perdere né paura di morire.
Come l'ha scoperto che sono malato?
Eh, be'...
Be', allora sa che potrebbe restarmi poco tempo.
Poco, tanto... Ma lei come vuole usarlo?
Vuole continuare con Di Pietro a giocare ai cowboy e agli indiani,
o fare la differenza per davvero?
Vede, Pastore, in certi momenti la Legge non basta.
Anzi diventa un freno.
Ma questo lei l'ha capito da tempo, vero?
Sei sparita.
Ah, te ne sei accorto.
T'ho cercata dappertutto.
Dovevo chiedere scusa a un po' di persone.
Scappavo sempre.
Ogni volta mi ritrovavano, e io scappavo di nuovo.
Tornavo a rubare...
- A rubare? - Sì.
Guardavo le finestre delle case con le luci accese dentro...
La vita di quelle famiglie.
Aspettavo che uscissero ed entravo.
Aprivo il frigo e mi mettevo a mangiare...
Facevo come se fossi a casa mia.
E rubavo qualcosa.
E poi? Non t'hanno mai scoperto?
Sì. Una volta.
Ispettore Andrea Giuliani.
Si chiamava così quello che m'ha portato in questura.
M'ha fatto un culo così.
"Che cosa diranno i tuoi genitori?"
Io gli ho riso in faccia e gli ho detto: "E chi li conosce?"
Allora lui mi guarda e mi fa:
"O ti rimetti in riga adesso, o finisci al riformatorio.
Scegli".
E tu?
Per tutto il resto del tempo che ho passato in orfanotrofio,
Giuliani è sempre venuto a trovarmi.
Mi ha preso a cuore.
E' grazie a lui se sono entrato in Accademia.
Che vite di merda, tra tutti e due.
Ce lo meritiamo un pezzetto di vita felice, mh?
Andiamo a Panama.
Io ero pronto. Volevo venire con te.
Sei tu che sei sparita.
Ma io adesso sono qui.
Non lo so.
Non lo sai? E cosa devi sapere?
E' che alla fine ho fatto un sacco di cose buone, qui.
Forse dovrei restare ancora un po'.
E allora restaci.
Questo qua è per te.
Se cambi idea.
E Berlusconi! Berlusconi io non...
Credevo che fosse un uomo straordinario,
ma fa delle cose che non si capisce...
Che va in quelle cliniche per dimagrire,
gli fanno la liposuzione,
e devono avergli "liposucchiato" una parte del cervello!
Alleato coi fascisti...
Gliel'hanno "liposucchiato" davvero, il cervello!
Ha spaventato i moderati.
I giornali l'han già fatto a pezzi.
Un avversario così è una manna dal cielo, te lo dico io.
Beviamoci su.
- Pietà! - Due Negroni!
E ha fatto la prima cappella: quella di fidarsi dei giornalisti.
E' andato lì: "Una preferenza", lui ha detto: "Quello là".
Titoloni, ed è rimasto vittima
di un giornalismo che ha creato anche lui,
perché è un uomo, che è questo qua, che sta facendo...
tra un po' farà un botto pazzesco.
E' un uomo che è Cavaliere del Lavoro,
ma dovrebbe essere chiamato "Cavaliere dell'Apocalisse", perché
c'ha 4.000 miliardi di debiti.
Ma come fa uno a fare 4.000 miliardi di debiti?
Io dovevo trecentomila lire a uno,
mi dormiva sul pianerottolo se non glieli davo!
E questi sono...
Be', ma allora? Perché m'hai chiamato?
Ho visto quel pezzo di merda di Rivalta.
- Dove? - In TV, con Berlusconi.
Tutto ripulito.
Dovevi ammazzarlo 16 anni fa.
E sì, eh...
Che poi c'è una cosa che non ho mai capito bene.
Ma come hai fatto a uscire?
Pensavo avessi fatto il mio nome.
La pistola te l'avevo data io.
Ma da me non sono mai venuti.
- C'ho la faccia di uno che parla? - Be', un pochino.
Bastardo!
Io sono come Primo Greganti.
- Al Compagno G! - Al Compagno G!
Che, se parlava, veniva giù tutto il Partito, no?
- C'è andata di culo, va' là. - Eh, sì.
Oh, ma adesso, quello che ha detto Sama?
Che Gardini ha portato i soldi della tangente Enimont
a Botteghe Oscure?
A chi li ha portati?
Bel mistero.
- Sì, ma nei corridoi cosa si dice? - Nei corridoi, niente.
Ma...?
Ma...
Tu lo sai.
Tu lo sai, cazzo.
Lo tiro giù anch'io, il Partito, se mi gira.
E senza scomodare Greganti.
- Adesso mi racconti tutto, eh? - No, no.
Oh, Beppe... Me lo devi.
Buongiorno.
- C'è il Professore? - Prego.
Ecco.
Professore, lei crede in Dio?
Mah...
Ci credo in un modo meno complicato dei cattolici.
Certo, non posso credere alla storia di un Dio provvidenziale,
che interviene.
Dio, se c'è, è indifferente.
Io credo nelle opportunità.
Non so se è Dio o se è il destino...
So solo che, quando arrivano, bisogna prenderle.
- Il Congresso. - Eh.
Sa, non ho mai dimenticato le cose che mi ha detto quella sera.
E allora?
Cos'ha deciso di fare?
Vede...
io mi son messo a far politica con lo stesso animo
di uno scienziato in laboratorio.
Volevo verificare le mie teorie.
Non sono mai stato fautore di una vita alla bersagliera.
La mia esistenza è stata tutta programmata,
fino al minimo dettaglio.
Vede, di là in cucina ci sono 15 scatole di biscotti,
nel caso nevicasse e non potessimo uscire.
Lei ha 75 anni.
Se veramente vuol fare qualcosa, la deve fare adesso.
Non c'è un domani.
Al Congresso deve picchiare duro sulla Secessione!
Al Bossi non gliene frega niente. Pensa solo al potere.
Sta per vendersi a Berlusconi. Lo sapeva?
Mossa sciagurata...
Così la causa del Nord non la difenderà più nessuno.
Io parlo a nome di tanti.
Lei dev'essere il nostro faro.
Deve andare in guerra contro Bossi.
E' il suo momento professore.
Lasci perdere i biscotti.
BEPPE: Lo tiro giù anch'io, il Partito, se mi gira.
E senza scomodare Greganti.
- NOTTE: Oh, Beppe, adesso mi racconti tutto, eh? - No, no.
- BERLUSCONI: Pronto? - Dottore, come sta?
Come sto? Sto che è arrivato il momento di decidere.
Ho qualcosa di nuovo da dirle. Dovremmo vederci.
Sono giorni difficili, Notte, non lo so.
Si fidi. E' importante.
Se lo dice lei.
Le assicuro che non se ne pentirà.
Mi lasci pensare un attimo. Facciamo così:
se proprio vuole, il 19 dicembre, all'Hotel Jolly
ci saremo un po' tutti.
Il 19 dicembre? Va bene, ci sarò.
Arrivederci.
- Pronto? - Rachele? Buongiorno, sono Veronica.
- Veronica Castello. - Ah. Buongiorno.
Scusa il disturbo, ma... volevo solo sapere se ci sono novità.
- Avete già deciso qualcosa? - Sì.
No, guarda... è piaciuto un po' a tutti...
Ma...? (CAMPANELLO PORTA)
Ma la tua immagine televisiva, be', un po' spaventa, questo sì.
Forse non è proprio la scelta immediata.
Comunque lo devono ancora vedere ai piani alti,
quindi non so dirti di più, per il momento.
Ma la mia popolarità non potrebbe essere utile?
- La gente mi ama. - Be', sì, certo.
Ma l'ultima parola ce l'ha sempre Berlusconi.
Ho capito. Mi fate sapere qualcosa voi?
- Sì, quando abbiamo deciso. - Grazie. Ciao.
Scusami.
Volevo solo vedere che faccia avevi.
- Ma noi ci conosciamo? - No.
Ma Davide Corsi lo conosci.
Oddio...
- Ecco, ha capito. - Senti, io non lo sapevo.
Se sapevo che gli piacevano quelle come te, mi risparmiavo 5 anni.
Ho detto che non lo sapevo. Quelle come me, cosa? Manco mi conosci.
E invece sì.
A me in 5 anni non m'ha scritto nemmeno una lettera.
TV: Si tiene oggi il secondo Congresso Nazionale
della Lega Nord, scossa dallo scandalo della tangente
ricevuta dal tesoriere Patelli...
- Si assume le sue responsabilità? - Ha parlato con Patelli?
- La Lega è contro Mani Pulite? - Sapeva della tangente?
Adesso i ladri siete voi?
- Chiarirà la sua posizione al Congresso? - Sapevate tutto?
Scusate! Un attimo, per favore.
Un attimo solo.
- Scendi. - Per favore, un attimo.
'Sta roba qua la dico adesso che siamo tutti qua o non la dico più!
- Per favore! - Ma cosa fa quel cretino?
Perché non facciamo una colletta e diamo a Di Pietro
i soldi che secondo lui ci siamo intascati?
Così la smettono di romperci i maroni!
Noi della Lega siamo gente onesta! Siamo mica ladri!
Bravo!
Andiamo a testa alta! Facciamogliela vedere, cazzo!
Ecco!
- Bravo! - Ecco.
Bravo! Bravo, Bosco!
- Ci metto tutti quelli che ho! - Bravo!
(APPLAUSO)
Toh, fallo girare!
Non fate i tirchi, va' che poi li conto!
D'Alberti, tira fuori il grano!
Viva la gente onesta!
Abbasso i ladri!
Forza Lega!
FOLLA: Bosco! Bosco! Bosco!
Salvetti.
Bosco, bella l'idea della colletta.
Le posso parlare un attimo?
- Cosa c'è? - E' una sorpresa.
Te lo dico davanti a un caffè. Andiamo. Scusate, eh.
A dopo.
- Ciao. - Ciao.
- Scusa per Marta, non volevo. L'hai letto? - Che cos'è questo?
Mentre lavoravo sulla tua biografia,
mi sono detto che poteva diventare un romanzo.
- L'hai letto o no? - E' "Pretty Woman".
- Cosa? - Lei è una troia, lui le insegna a stare al mondo.
Ho lasciato Marta.
Bravo.
Bella mossa.
Non è una mossa.
E' solo che mi sono innamorato di te.
Solo che te questa cosa proprio non la reggi.
Ti terrorizza.
Perché, in fondo, ti fai schifo da sola.
Quindi non immagini che qualcuno possa vedere del buono in te.
Però c'è.
Sai cosa? Non è "Pretty Woman".
Lui non è un miliardario fichissimo, è solo uno scrittore.
Segretario...
- Ci dai un minuto? - Perché?
Cosa sono 'ste facce?
Miglio ti vuole tradire.
- Cosa? - M'ero messo a disposizione del Professore, no?
Ho organizzato qualche cenetta con lui e i ragazzi,
per il bene della Lega.
'Sto qua continuava a parlar male di te.
Ma è vera 'sta roba?
Dai, diglielo.
Non aver paura.
All'inizio, credevamo fosse una cosa senza importanza.
BOSCO: Ce l'ha con te.
Ma se Miglio vuole farti la guerra, io so da che parte stare.
Anzi noi sappiamo da che parte stare.
Noi siamo con il nostro Segretario.
Andiamo.
Sei un gran pezzo di merda te, eh?
Ma va'.
Ti ho fatto un favore.
MIGLIO: L'Italia che ho descritto nel Decalogo di Assago
sarà quindi divisa in tre macroregioni:
Repubblica del Nord,
Repubblica dell'Etruria e Repubblica del Sud.
La Secessione non sarà più soltanto una parola
da pronunciare con timidezza,
come un sogno che il partito si prepara ad abbandonare.
Perché è proprio questo che la dirigenza sta facendo adesso,
sta svendendo il sogno della nostra indipendenza
nel suk della politica romana.
La Secessione deve tornare a essere la stella polare
che guida il percorso della nostra Lega.
(APPLAUSI)
GIULIA: Eravamo tutti cronisti di giudiziaria,
giovani e sostituibili.
Ci avevano spedito lì per seguire un caso locale,
la tangente di Mario Chiesa,
e ci siamo ritrovati per le mani l'inchiesta del secolo.
Ogni giorno arrestano qualcuno.
E più gente arrestano, più sei contento.
E se qualcuno s'ammazza, è meglio, perché c'è più roba da scrivere.
Ecco, io... mi sono messa a fare una mia inchiesta.
Ho iniziato a scavare nel caso Enimont,
e mi sono convinta che ci fosse un complotto,
dietro tutti quei suicidi.
Poi, mi sono resa conto che non stavo facendo il mio mestiere,
perché stavo mettendo le risposte davanti alle domande.
E allora ho ripreso in mano il mio libro e l'ho riscritto daccapo.
Anche perché io le risposte non le ho.
Non lo so se i suicidi del caso Enimont sono collegati.
Anzi credo di no. Ci sono diversi punti controversi, questo sì.
E io mi sono limitata a mostrarli al lettore.
Grazie.
(APPLAUSI)
Con Berlusconi facciamo un patto.
Lui ci dà spazio sulle sue TV,
e noi lo difendiamo dal PDS che gliele vuole fregare.
Ci aiutiamo a vicenda.
Ma siamo noi a guadagnarci,
perché noi siamo la sua sola salvezza!
Grazie, Segretario. Sempre illuminante.
Ma se davvero pensi di allearti con Berlusconi
e rinunciare alla Secessione,
sappi che io non starò zitto.
Ma ci senti?
Quello che ho detto è che il Berlusca
sarà solo uno strumento nelle mani della Lega.
Lo usiamo per andare al Governo e prenderci il Nord.
Mah...
Luca, sono Bibi. Devo vederti, incontriamoci.
Mi fido solo di te.
Io e Zeno vogliamo costituirci.
Come funziona? Con chi dobbiamo parlare?
Vi porto da Di Pietro.
E' proprio quello che sta cercando.
- Stai facendo la cosa giusta. - Per una volta.
Non devi dire niente a nessuno. Ci vediamo qui domani.
Portatevi le valigie.
Dove andiamo?
Meno sai, e meglio è.
Ci pensi se la vita fosse tutta così?
Come questo momento?
Bibi...
Sta' attenta.
DI PIETRO: Sembra una questione di lana caprina, ma non lo è,
perché si tratta di credibilità.
Stiamo parlando di due persone che sono al Parlamento
a rappresentarci.
lei e l'onorevole Senatore Citaristi.
E benedetto il Signore, dobbiamo capire chi ci dice il falso, eh!
Non c'è stato mai un riferimento puntuale
del segretario amministrativo
in ordine a finanziamenti
che non fossero regolarmente registrati.
Punto. Domanda:
ha mai saputo che in natura,
così come esistono gli alberi e le foglie,
esisteva un illecito finanziamento al partito
da parte degli imprenditori?
Lo leggo anche in questi giorni continuamente.
Quindi lei, fino a quando non è scoppiata questa inchiesta,
non ne sapeva nulla?
Non sapevo di contributi che fossero venuti
al nostro Partito e...
non registrati a norma della Legge del Finanziamento Pubblico.
Quindi allora non lo sapeva.
Non sapevo e non so che siano venuti finanziamenti
al Partito non regolarmente registrati.
Ma io sono sempre stato al corrente
della natura non regolare dei finanziamenti ai partiti
e al mio Partito.
L'ho cominciato a capire quando portavo i pantaloni alla zuava.
E c'è qualcuno prima di lei
che in questa mattina lo ha saputo qualche giorno fa.
Vede, in Italia il sistema di finanziamento ai partiti,
e alle attività politiche in generale...
contiene delle irregolarità e delle illegalità...
io credo, a partire dall'inizio della storia repubblicana.
CRAXI: Questo è un capitolo che possiamo anche definire oscuro
della storia della democrazia repubblicana,
ma da decenni il sistema politico aveva una parte, non tutto,
una parte del suo finanziamento, che era un finanziamento,
diciamo, di natura irregolare o illegale.
E non lo vedeva solo chi non lo voleva vedere.
Qualcuno era più consapevole e faceva finta di non vedere.
Non lo vedeva chi non lo voleva vedere.
S'immagini, scusi.
I partiti erano tenuti a presentare dei bilanci in Parlamento,
i bilanci erano sistematicamente dei bilanci falsi...
Tutti lo sapevano, ivi compreso coloro i quali avrebbero dovuto
esercitare funzioni di controllo,
nominati dal Presidente della Camera.
Ma agli atti parlamentari non risulta
che sia mai stata fatta una questione importante
relativa alla veridicità dei bilanci dei partiti.
Ehi!
Ma come, stai qua?
Dentro c'è il processo del secolo.
Ci stanno giornalisti pure dal Giappone, e tu sei qua?
Andiamo a farci due passi, va'.
Mi sa che oggi è finita la Prima Repubblica.
Eh, e già mi manca.
Ma non è che la rimpiangeremo, 'sta Prima Repubblica?
Vieni un po' qua, va'.
Che?
Andiamo al cinema! Oggi c'è "Jurassic Park".
VIOLA: "Il Biscione è uscito allo scoperto.
Si allea coi fascisti e rende chiara la sua vera natura.
Altro che moderato!
Se, come ormai sembra evidente, Berlusconi si candiderà
in prima persona, il rischio è che gli argini della democrazia
non reggano la forza d'urto di un potere mediatico
che non conosce contro misure.
Quando l'elettore diventa telespettatore,
bisogna aspettarsi il peggio."
Troppo trombone?
Certo che lo odi, eh!
No, no, non lui.
Odio quello che rappresenta.
Non sopporto quell'edonismo piacione, sbracato...
Spiegaglielo tu, Leo.
Tuo padre ci ha sguazzato molto tempo, in quel mondo,
prima di rinsavire.
E' meglio che andiamo.
Io devo tornare a Milano.
Ok.
- Ciao, Viola. - Ciao.
Ci vediamo a Natale?
Vediamo, magari sì.
Ah, Viola, mi aspetti un attimo giù per favore?
Devo dire una cosa ad Alberto.
Be'? Cos'hai da dirmi di tanto importante
che Viola non possa sentire?
Non te la sarai mica presa.
Lo sai cosa c'è qui dentro?
La fine della vostra superiorità morale.
La prova che anche voi, i buoni, i giusti, i superiori,
avete preso i soldi esattamente come tutti gli altri.
Io me la inculo la vostra superiorità morale.
- Era dunque tutta una recita, la tua. - Perché, la tua no?
Hai fatto l'amico di famiglia per 40 anni. Ma di che cazzo parli?
- La vuoi portare ai magistrati? - No.
Hai detto che ti aspetti il peggio.
Fai bene. Il peggio è arrivato.
Ciao, papà.
Zeno.
Vi aspetto là.
(SPARO)
(SPARI)
(SPARO)
Cosa le avete fatto?
(SPARO)
(CANZONE: "LONELY PLANET" DI THE THE)
(CANZONE: "LONELY PLANET" DI THE THE)
PASTORE: Le ho mentito molte volte, mentre lavoravo per lei.
Ho fatto tante cose sbagliate.
Ma l'Italia è malata e qualcuno dovrebbe guarirla.
La domanda è: come? Qual è il modo giusto?
Credere nella Giustizia?
E' lei, dottor Di Pietro, la persona che può guarire l'Italia?
Oppure le guerre si vincono solo giocando sporco?
Ma la risposta forse è un'altra ancora.
Sono troppo pochi quelli che vogliono cambiare le cose,
e sono sempre destinati a perdere contro quelli
che sono pronti a tutto per una briciola di potere.
(CANZONE: "LONELY PLANET" DI THE THE)
- All'aeroporto. - PASTORE: E allora io mollo.
Non sentirà più parlare di me. Vado in un posto lontano.
Ma non ci vado da solo, ho una persona con cui fare il viaggio.
Grazie, Antonio, di tutto.
(CANZONE: "LONELY PLANET" DI THE THE)
(CANTANO L'INNO DI FORZA ITALIA)
(APPLAUSI)
ARIANNA: Leo.
Arianna.
Ci ho pensato.
[In una mitica terra, in un'epoca dominata dalla magia,
il destino di un grande regno poggia sulle spalle di un giovane,
il suo nome... Merlino.]
LEON: Quando ha toccato le mie labbra,
ho sentito la vita tornare in me.
UTHER: Cenred è un nemico, non può mettere le mani
- sulla Coppa della Vita. - Perché Uther la teme?
La coppa può essere usata per il male oltre che per il bene.
Non è un bene che ce l'abbia Cenred.
- È peggio di quanto immagini. - MORGAUSE: Con la coppa
in nostro possesso Camelot sarà alla nostra mercé.
CENRED: Marcerete con l'arma più potente,
l'immortalità.
Vi sono sempre stata fedele.
MORGAUSE: Non credo che ne avrete più bisogno.
- Non hai nessun diritto al trono! - MORGANA: No, lei non ne ha,
ma io sì, perché sono tua figlia.
(MUSICA DRAMMATICA IN SOTTOFONDO)
MORGANA: Ser Leon, ti è piaciuta la prima settimana del mio regno?
Su, parla.
Tu e gli altri cavalieri siete pronti a servirmi?
Piuttosto morirei.
Non è una cattiva idea.
La mia fedeltà è al re e al principe Artù
e voi non potete fare niente per cambiarlo.
Questo è da vedere.
(MUSICA DI TENSIONE)
(RESPIRO AFFANNOSO)
- ELYAN: Ne prendo altra. - Troppo pericoloso.
- Che è successo? - MERLINO: Niente.
Che cosa facciamo? Gli uomini di Morgana sono ovunque.
Vi darò un'altra possibilità per giurare fedeltà a me.
(MUSICA TRISTE IN SOTTOFONDO)
- Lunga vita al re! - Lunga vita al re!
Questo vi aiuterà a cambiare idea.
(SIBILO DELLE FRECCE; URLA)
No!
- Padre. - Perché fai questo?
Andiamo, tu più degli altri dovresti capire.
- Certe misure sono necessarie. - Quelle persone sono innocenti.
Come tante che tu hai messo a morte.
Se devi uccidere qualcuno, uccidi me.
Sarai accontentato, ma non ora.
Voglio farti soffrire come ho sofferto io.
Capirai che si prova ad essere soli e impauriti.
Sentirai disgusto per quello che sei.
Mi odi davvero a tal punto?
Non te lo puoi neanche lontanamente immaginare.
È ratto!
Oh, credetemi, avete mangiato di peggio.
Vi ho servito cose che non avrei mai toccato,
- ma le avete divorate. - Merlino, per una volta,
lasciami in pace, per favore.
Io vi capisco.
Vostro padre vi ha mentito riguardo a Morgana.
Non so perché l'abbia fatto, ma ora non c'è tempo per questo.
È sempre vostro padre, ha bisogno di voi.
Camelot ha bisogno di voi.
Conosco Morgana da sempre. Come ha potuto fare questo?
Non lo so, ma avete un dovere con vostro padre,
con il vostro popolo. Non potete arrendervi adesso.
Come si sconfigge un esercito immortale?
Non lo sapremo finché non proviamo.
(CAMPANE SUONANO)
Vedo le difficoltà che devo affrontare.
Essere regina non è facile, Gwen.
- State andando bene, maestà. - Davvero?
I cavalieri non la pensano come te.
Non vi conoscono.
Mi serve la loro fedeltà
o il popolo non si sottometterà a me.
Mia madre lavorava per la famiglia di ser Leon.
Siamo cresciuti insieme. Gli potrei parlare.
Farlo ragionare.
- Lo faresti per me? - Uther ha ucciso mio padre.
Sì, io dimenticavo che hai sofferto.
Fatemi vedere ser Leon.
Sì, certamente.
Grazie, maestà.
Dobbiamo agire prima che Morgana diventi più forte.
Hai già avvertito Lancillotto, vero?
Ho spedito una lettera a Haldor giorni fa.
- Forse l'ha ignorata. - Dagli tempo.
- Non abbiamo tempo, dobbiamo agire. - Lo so, ma come?
È già stato sconfitto un esercito immortale.
La Coppa della Vita fu svuotata del sangue che conteneva.
Una volta fatto questo, l'incantesimo fu eliminato.
- È ciò che dovrò fare. - Sono immortali, Merlino.
Non hai abbastanza potere per sconfiggere un'armata.
- Ginevra. - Non ho altro.
Non capisco, che ci fai qui?
Mi manda Morgana per parlarti, farti ragionare.
- Ti prego, ascolta. - Preferisco morire. Guardie!
Ti aiuterò a scappare.
Tutto bene. Mi serve dell'acqua.
La regina mi ha ordinato di fargli portare cibo e acqua.
- Se dovessero scoprirti... - Dobbiamo trovare Artù.
- Forse so dove si nasconde. - Allora devo farti uscire.
Come? È impossibile, Gwen.
Sono un fidato membro della corte.
Morgause tiene le chiavi delle prigioni nelle sue stanze.
È come sospettavamo. L'ha fatto per tradirmi.
- La farò giustiziare all'alba. - No.
Aspetta. Questo è un bene.
Lasciala andare dal suo amato principe.
Ci condurrà direttamente a lui.
Non sospetterà di niente.
Merlino, che stai facendo?
- Cerco una cosa. - Cosa?
Questa. Me l'ha data il Re Pescatore.
Mi ha detto che quando tutto sembrerà perduto
mi avrebbe indicato la strada.
Sì, ma in che modo?
È quello che devo scoprire.
- Hai parlato con ser Leon? - Sì.
- E farà ciò che gli ho chiesto? - Ci vorrà un po' di tempo,
- ma so che si convincerà. - Gwen!
Questo merita un brindisi.
Vostra maestà...
- All'amicizia e alla lealtà. - All'amicizia e alla lealtà.
Gerihtljc me.
Fultumie me.
GWEN: Mia signora?
Morgause?
Geondlihte gesweorce min.
(SUSSULTA; VETRO SI ROMPE)
GALVANO: Scusa, la natura chiama.
Oh no!
- Freya? - Mi sei mancato.
- Tu sei... - Merlino, non abbiamo tempo.
Sei davvero tu?
FREYA: Ho giurato che mi sarei sdebitata con te.
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