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Original subtitles

"La Società mi ha dotato di sette belle cose.

L'umiltà, per essere umile con i miei compagni.

La fedeltà, per essere fedele con i miei compagni.

La politica, per parlare con i miei compagni.

La falsa politica, da usare con gli sbirri

e con gli indegni, riservando il nostro onore.

Un coltello per difendere la mia persona

e tutta la mia Società.

Uno specchio, per guardami le spalle.

Un rasoio, per sfregiare gli infami e gli indegni."

"Picciotto, che cosa rappresenti?"

"Una farfalla d'umiltà che gira e rigira.

E ogni 24 ore porta novità all'intera Società."

"Con chi sto parlando?"

"Con una statua di marmo."

"Una statua di marmo non ha orecchie per sentire

né occhi per vedere, né bocca per parlare.

Quindi, per la prima e la seconda volta,

con chi sto parlando?"

"Con una statua di marmo."

"Vi chiedo per la prima, per la seconda

e per la terza volta,

sui nostri antenati cavalieri spagnoli,

fatemi grazia di dirmi con chi sto parlando."

"Ed io a chi ho l'onore di rispondere?"

"A chi tu rappresenti, picciotto."

Abbiamo perso il segnale.

Abbiamo sentito abbastanza.

Nessuno era mai arrivato così dentro a una famiglia.

Avverto Nardiello.

Rimani qua.

Ora sei uno di noi.

Capisci quello che stiamo facendo per te?

Lo capisco, don Antonio.

E vi ringrazio.

E allora, datti da fare.

Con noi e per noi.

Agata ti vuole bene.

Sarà un grande matrimonio.

Sei stato bravissimo.

Ti devo dire una cosa.

Dimmi.

Antonio Corona vuole che sposi sua figlia.

Sicuramente è un modo per controllarmi.

Perché tu?

Non lo so, prima mi ha affiliato e ora mi pensa come uno della famiglia.

Senti, è una follia, Barbara, lo so.

Fai quello che devi fare.

Ehi. Ehi, ma...

- Don Vincenzo, scusate, posso parlarvi? - Dimmi.

Scusate se mi permetto, ma cosa sta succedendo nella vostra famiglia?

Questo matrimonio, la Santa che è stata concessa con tutta questa fretta.

Non sono cose che ti riguardano.

Don Vincenzo, voi mi conosce da quando sono nato.

Io la Santa l'ho avuta solo due anni fa.

A me personalmente 'sto Marco non mi piace proprio.

Ma chi è?

Ne parliamo un'altra volta, eh?

Ammazza prima quelli più grandi. Valgono più punti.

E se ammazzo prima tutti?

- Non sprecare colpi. - Vabbé, è la stessa cosa.

Ah, alla buon'ora.

Ho fatto più in fretta che ho potuto.

Che è successo? Dimmi tutto.

Ma che vuol dire "dimmi tutto"?

Don Vincenzo, ma voi vi siete completamente rincoglionito?

Io ho intenzione di rispettare la volontà di mio padre.

Ma voi mi dovete portare qualcosa.

Capisci?

Mio cugino me l'hanno ammazzato come un cane.

- Lo capisco. - Non capisci niente!

Per ognuno ammazzato ne voglio cinque.

Cinque!

E gli voglio sparare in testa a tutti quanti questi bastardi.

Era di tua madre.

Che c'è? Non ti piace?

Perché me lo stai facendo vedere?

Perché vorrei che tu lo mettessi nel giorno del tuo matrimonio.

- Marco ha chiesto la tua mano. - Che cosa?

Sì. Sarà una festa grandiosa.

È una tua idea, vero?

Non è quello che volete?

Come ti viene in mente di fare una cosa del genere?

Agata, io non voglio importi nulla.

Voglio solo il tuo bene.

Ma che ne sai tu del mio bene?

Non ti permettere.

Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto per difendere questa famiglia.

Io la odio questa famiglia.

Ehi.

No. No, non sta con me.

Va bene, arrivo.

Finiranno, prima o poi, 'ste firme?

È da stamattina che firmo.

Bruno?

- È tornata? - No.

Quella ha la testa dura come un sasso.

E ha pure spento il telefono.

È successo qualcosa?

Ha avuto da ridire con papà.

E se n'è andata un paio d'ore fa.

Ha saputo del matrimonio?

Può darsi.

Fammi un favore, trovala. Non può stare in giro così. È pericoloso.

Mi sono stancato.

E non firmo più.

- Signor Felice. - Ehi, Pasquale.

Allora, a che punto siamo con 'sti contenitori?

Hanno passato tranquillamente i controlli.

Se volete, vi mostro quelli da stoccare stanotte.

Dai, forza, sbrighiamoci. Voglio andare a casa.

Che poi, è tutta la vita che mangio gamberetti.

E ora ti è successo così, all'improvviso?

All'improvviso.

Ma ti dico, mi scoppiavano gli occhi, la faccia, la lingua.

- E poi, mi hanno dato il corti. - Il cortisone.

Il cortisone.

- Ferma! - A terra!

Non ti muovere o ti ammazzo!

Fermo e zitto! Fermati!

Dai, dai, muoviti! Accendi il motore!

Di' a Bruno Corona che è arrivato il momento di piangere i morti.

Messaggio gratuito. Il cliente da lei chiamato...

Me lo sentivo. Mi fischiavano le orecchie.

Nuzzo Gargano lo voglio morto.

E che ti aspettavi?

Gli hai ammazzato il cugino come un cane.

E dopo il cugino, tocca a lui, zu' Vincenzo.

Perché è questo quello che si meritano.

Ma come potevano sapere che c'erano le nostre armi lì?

Un infame di merda! Al porto!

Dobbiamo deviare i nostri carichi a Reggio.

Finché la situazione non si risolve.

Forse, è come dici tu.

L'infame che ci ha fottuto lavora giù al porto.

O forse no.

Forse le cose non stanno così.

Dobbiamo ragionare senza farci prendere dalla rabbia.

Non deviamo nessun carico, nessun contenitore.

Il porto di Gioia rimane attivo.

Se qualcuno ha cantato, allora ha già un piede nella fossa perché lo scopriremo.

E Nuzzo Gargano?

Per prima cosa, dobbiamo trasferire le nostre armi.

Le voglio qua, a casa.

Con tutto il rispetto, Nuzzo Gargano viene a fare il padrone a casa nostra

e noi non facciamo niente? Fermi, a guardare?

Basta discussioni.

Si fa quello che dico io.

Vedi che sta andando tutto come ti avevo detto?

- A Bruno gli bolliva il sangue. - E don Antonio?

Non ti preoccupare, lo conosco come le mie tasche.

Giuro che se mi stai prendendo per il culo,

quant'è vera la Madonna, sarai il primo che ammazzo, capito?

Nuzzo, hai la mia parola.

Bruno sta andando alla vecchia masseria.

E ora datti una mossa e non mi rompere il cazzo.

Non mi cacare il cazzo, Antonio.

Prendete il furgone.

Ci vediamo dopo.

Ma quale dopo, zu' Vincenzo?

Tu vieni con noi. Andiamo a fare 'sta perdita di tempo.

- Che ci vengo a fare io? - Ma che cazzo dici?

L'ultimo carico l'hai piazzato tu.

Io manco lo so dove sono i borsoni degli ucraini.

No, è che non mi sento molto bene.

E vuol dire che stai invecchiando. Cammina.

Marco, hai trovato mia sorella?

Ancora no. L'ho cercata dappertutto.

Va bene, ci pensiamo dopo. Ora andiamo a prendere

- delle cose a casa di mia madre. - Ok.

Ci vediamo alla masseria del Ponte Vecchio,

all'incrocio con la statale.

- Non sono lontano, arrivo. - Va bene.

Ti devo aprire lo sportello, zu' Vincenzo?

- Agata, è un pezzo che ti cerco. - Che ci fai qui?

- Tuo fratello mi ha detto di venire. - Per cercare me?

- No, per prendere delle cose. - Che cosa?

Questa è la tenuta di mia madre.

Andate, vi raggiungo.

- Ah, tu sei qua? - Che sei venuto a fare?

No, tu che sei venuta a fare. Ora te ne torni a casa, subito.

- Cosa dovete prendere qui? - Non ti riguarda.

- Che dovete fare? - Senti, Agata, finiscila.

Qua non puoi stare. Avanti, portala a casa, Marco.

Andiamo, dai.

Vai. Andiamo.

Cazzo, arriva qualcuno.

I Gargano, via! Via!

Via!

Quanti sono?

Sei!

- C'è Nuzzo? - Sì.

Cornuto.

Datemi un fucile e preparatevi.

Ah!

Ammazzate 'sti pidocchi!

Santo! Copri dietro! Copri dietro, Santo!

Bruno, porta via Agata! Via, veloci! Di là!

Resta di copertura!

Marco.

Merda!

Marco!

Stai bene?

Dammi 'sto cazzo di mitra.

Bruno Corona!

Scappa, scappa!

È l'unica cosa che sai fare!

Ti ha chiesto mio padre di cercarmi?

Io lavoro per la tua famiglia.

Devo fare ciò che dicono loro.

Diglielo a tuo padre che sei scappato come un topo!

Vigliacco, sono qua! Vieni fuori!

Sono qua! Vieni!

Vieni, Bruno Corona!

Senti, non puoi farcela da sola.

Andiamoci a prendere le armi di 'sti quattro zingari.

Io non so che significa crescere in una famiglia come la tua.

Ma so che vuol dire sentirsi soli.

Per me va bene, l'ho scelto io.

Ma tu hai bisogno di qualcos'altro.

Che cosa?

Essere sposata con uno che lavora per mio padre e mio fratello?

Lo capisci che vuole costringermi a tutto questo per farmi restare qua?

Neanche mi conosci.

E tra pochi giorni, sarai mio marito.

Ti rendi conto dell'assurdità di questa cosa?

Avresti dovuto rifiutare la sua proposta.

Avresti dovuto lasciarmi libera.

Io nemmeno lo so chi sei.

Cos'è che vuoi?

Dimmi cos'è che vuoi.

- Voglio andare via da qui. - Ti ci porto io via.

Ti porto via io.

Vado a vedere se se ne sono andati.

Pa', mi dovete stare a sentire.

I Gargano vanno eliminati.

È una guerra che non ci possiamo permettere.

Abbiamo subìto due colpi in un solo giorno.

Io ho rischiato di perdere te e tua sorella.

La situazione è difficile.

E dobbiamo trasformarla a nostro vantaggio.

Ma quale vantaggio?

Se non reagiamo, che figura ci facciamo con le famiglie?

La figura di quelli che pensano al business invece di ammazzarci come cani.

Per questo,

la cosa migliore da fare

è proporre una tregua.

Non credo che Nuzzo Gargano sia molto disponibile.

E tu che ne sai?

Da quando è morto il cugino Antonello, ha perso la ragione.

Ma non era lui che voleva mettere le mani sul porto?

Allora, noi gliene daremo una parte.

A lui e alle altre famiglie.

Che cosa?

Ma che state dicendo?

I Gargano hanno tre raffinerie sulla Piana che lavorano da cinque anni.

Con il loro aiuto, noi non faremo più da ponte.

Raffineremo l'eroina qui, a Gioia.

Vuoi un incontro con Nuzzo Gargano?

Nessun incontro ufficiale.

Il matrimonio di Agata.

Non vedo occasione migliore per scambiarci un segno di pace.

Che dite?

Sono belli.

Forse vanno accorciati un po'.

No, no, non c'è tempo, dai. Vanno bene così.

La signorina ha ragione. Gli diamo una sistemata.

Vabbé, magari metto una cintura, me li tiro su. Vanno bene, dai.

Come dite voi.

- No, no, ma che fai? - Niente.

No, dai, ma perché, scusa?

Ho deciso così.

- Posso, signora? - Sì.

Grazie.

Ok. Un attimino, mi mette una firma.

- Ma sei sicura? - Sì.

È il mio regalo.

Mi metti in imbarazzo così.

Grazie.

- Grazie. - Arrivederci.

Che c'è?

Che guardi?

Guardo te.

È arrivato un messaggio.

È la carta di credito di Agata.

Una banca canadese.

La usano per intestarle i conti della famiglia.

Possiamo risalire ai movimenti bancari?

Ci proviamo subito.

- Ecco il vostro caffè. - Grazie.

O sei stupido o mi vuoi fare incazzare.

- Bruno Corona è ancora vivo. - Ed è meglio così.

Io non capisco perché mi hai chiamato.

Non capisco perché stiamo parlando. Che vuoi?

Mio fratello Antonio ti vuole invitare al matrimonio di sua figlia Agata.

Vuole trattare.

Hai vinto tu, Nuzzo. Vuole trattare.

Ha in ballo un grosso affare con gli americani.

E ha bisogno delle tue raffinerie per tagliare la roba direttamente.

Ovviamente, a garanzia, Antonio ti darà una parte dei proventi del porto.

È un affare che ci cambia la vita.

Accetta l'invito.

Il vecchio ha cominciato a ragionare.

Va bene, accetto l'invito.

Ma a due condizioni.

Che il posto lo decido io.

E dovrà essere sorvegliato dai miei uomini.

- Vieni, entra. - Che c'è? Che succede?

È una sorpresa.

Come si dice: "Chi non muore, si rivede".

- Non ci credo. - Ah! No!

Scusami.

Nessun rancore.

Hai fatto quello che dovevi.

Meno male che ha una buona mira.

Che farai adesso?

Mi hanno assegnato ad Aosta.

Mi ci vorrà un po' per ambientarmi.

Voglio che tu sappia una cosa, Marco.

Se i Corona scopriranno chi sei,

la tua identità,

non ci sarà un posto al mondo dove potrai nasconderti.

Sta' attento.

Non fare che tutto questo sia stato inutile.

C'è qualcuno.

- È l'uomo dei Corona. - Merda.

Fermati! Accosta!

Accosta!

Vaffanculo, cazzo!

Cazzo!

Perché ti stava pedinando?

Secondo te, era un ordine dei Corona?

Ehi.

No, non credo.

Da quando ho sparato a Sasso, nemmeno Vincenzo sospetta più.

E allora, perché?

Secondo me, è un'iniziativa personale.

Bruno non ne sa niente.

A meno che Santo non sia riuscito a chiamarlo.

No.

Ma come cazzo ha fatto? Poveraccio. Correva come un pazzo.

L'avrai visto, no?

Sì, Dottore.

Ok, d'accordo.

Era Nardiello.

Riuscirà a sistemare le cose. Figurerà come un incidente.

Dobbiamo stare tranquilli, ragazzi.

Poi, finché c'è tutta questa tensione tra le famiglie,

nessuno si concentrerà su quello che è successo.

Io vado.

- Ti amo. - Anch'io.

Al rapporto ci penso io.

Proprio non capisco perché ci dobbiamo accordare coi Gargano.

Questi sono i momenti in cui si decide il destino di una famiglia.

Qualunque sia la mia decisione, tu stai con me?

Certo.

Sempre.

L'accordo si farà. E sarà definitivo.

Ditemi che devo fare e lo farò.

Stammi vicino, figlio mio.

Solo con il tuo aiuto posso preparare un matrimonio come si deve.

Favorisci?

Ti piace la tua ultima sera da uomo libero?

Eh.

Alla nostra salute.

Al futuro e pure a mia sorella.

Bruno, ti voglio chiedere una cosa.

Tutto mi puoi chiedere tu.

Mi piacerebbe che tu mi facessi da testimone.

Sarà un onore per me. Veramente.

Beh, ma allora? Questo che cos'è, un mortorio o un addio al celibato?

Ragazze, forza, avvicinatevi. Non fate le timide.

Sicura che non ti va di mangiare niente?

No, non ho fame.

Tutto bene?

Non pensi sia il caso di dirglielo?

Non posso dargli un peso così adesso.

E se non fosse un peso?

L'auto si è ribaltata lungo la strada che fiancheggia il porto.

Santo è morto nell'incidente.

Ma quando è successo?

- Ieri pomeriggio. - Merda.

- È stato un incidente? - Ma che cazzo è, una domanda?

Non lo so.

Mi pare strano che il povero Santo abbia perso il controllo della macchina.

Vincenzo, noi abbiamo ottenuto una tregua con le altre famiglie.

Non c'è niente di strano. A Santo piaceva correre.

E questa volta è andata male.

Com'è potuto succedere?

Lo conoscevo da una vita.

È carino qua, però, eh?

C'è una cosa.

Una cosa scema.

Stamattina sono andata al Comune a prendere i documenti per il matrimonio.

E il tuo nome non figura.

Ma certo, dovevo accompagnarti, cazzo.

È che Pacifici era il cognome di mia madre.

Io uso quello, ma il mio è Sarti.

Mio padre si chiama Sarti.

Vieni qua, tranquilla.

Felice, sei qua? Come stai?

È tutto così strano.

Don Vincenzo.

Ma, secondo voi, c'entrano i Gargano con la morte di mio figlio?

Non devi avere 'sti pensieri.

Devo parlare con don Antonio.

Lasciamo passare 'sto matrimonio.

E poi, gli parliamo insieme.

Vai da tua moglie. Ha bisogno di te, ora.

Davanti alla villa c'è un palazzo in costruzione.

Noi staremo lì, all'ultimo piano.

Finché state fuori, possiamo vederti.

Una volta dentro, durante il ricevimento, non c'è modo per noi per poterti seguire.

Abbiamo provato

ad installare dei microfoni, ma la zona è off limits.

Scusate.

Sì, Capo? Sì.

Sei pronto?

E tu?

Beh, per essere una che vede il suo uomo sposare un'altra, me la cavo.

Vieni qua.

Ma come mai tutta questa fretta di sposarsi?

Non dirlo a me.

Quando mio padre decide una cosa, è inutile opporsi.

Avanti!

- Si può? - Vieni.

Sei bellissima.

Oggi me lo regali un sorriso?

Sei emozionata?

Un po'.

Anch'io.

Forza, sbrighiamoci. Dobbiamo andare.

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