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Original subtitles

Mi aspettavo che si facesse sentire, ma non così.

Non davanti a me.

Col cadavere del vecchio ancora caldo.

Gioia Tauro ha il porto.

Chi la vuole la piana con i maiali e le galline?

Da oggi dobbiamo essere più prudenti.

Cambiamo i percorsi, le sorveglianze.

Aumentiamo le protezioni.

Forse potremmo evitare lo scontro.

I Gargano vogliono solo una parte dei proventi.

Perché? Che diritto hanno?

Papà ha parlato chiaro.

Il porto è nostro.

Questa è gente che se gli allunghi la mano

domani ti strappa il braccio.

Vogliono la guerra? Siamo pronti.

Don Domenico Gargano era per la pace.

Ed è riuscito a mantenerla per vent'anni.

Ma io non sento la voce di don Domenico.

Sento la voce del figlio, che non gli somiglia proprio.

Proveranno ad attaccare il porto, i Gargano, gli Spallone.

Abbiamo bisogno di altri uomini.

Li troviamo.

Dobbiamo solo capire chi è con noi e chi è contro di noi.

L'importante è rimanere uniti, come una pigna.

Bisogna far sapere al Turco e a Boston che qui sulla piana non è cambiato niente.

Hai capito?

Non deve cambiare niente.

Ma che fai?

Niente, guardavo la foto.

Non le devi toccare.

Scusa.

Andiamo.

La piana.

Chilometri e chilometri di aranceti, uliveti.

Ma la vera ricchezza di questa terra è il porto.

E quello lo controlliamo noi.

Merci dalla Cina, dal Bangladesh.

E armi.

È tutto vostro?

E di nessun altro.

E le altre famiglie?

Gli Spallone si occupano di appalti e di agricoltura.

I Gargano di droga.

È successo qualcosa ieri, al funerale?

È successo che la democrazia è finita.

Gli accordi valgono finché qualcuno non li rompe.

Se tu con me, io mi incazzo e non ti lascio niente.

Manco le briciole.

E 'fanculo gli accordi.

- Vito Cortese è arrivato? - Sono tutti dentro.

Io penso che non l'avete fatto apposta.

Non potevate sapere a chi apparteneva la villa che avete rapinato.

Vito Cortese poteva chiamare la Polizia.

Però gli sbirri quand'è che vi trovavano? Mai.

Perciò si è rivolto a me.

Ora io cosa devo fare con voi?

Avete pestato a sangue lui, la moglie e la figlia.

Per cosa? Per quattro pidocchi del cazzo.

- Bestie siete. - Vi prego, signor Corona.

- Noi siamo... - Zitto.

Forse non ci siamo capiti.

Non è me che dovete pregare.

Io non vi faccio niente.

Non vi tocco.

È a lui che avete fatto torto.

E i torti ognuno se li ripara per conto suo.

Vito.

Sono preoccupato per Bruno.

Lo stai spingendo su una strada senza ritorno.

Nostro padre faceva lo stesso con me.

Bruno sa quello che c'è da fare.

È tale e quale a me.

Tu alla sua età avevi la testa a posto.

- Avevi moglie, comandavi. - Altri tempi.

Tutto è cambiato intorno a noi. Tutto cambia.

Perché credi che non ci sarà la guerra?

Perché la guerra non conviene a nessuno.

A noi no, ma a loro?

Fino ad oggi il porto l'hanno visto da lontano.

Adesso vogliono inzuppare.

Al posto loro che faresti?

Troverei un accordo.

Tutti insieme, intorno a un tavolo.

Ti è parso che al funerale volessero trovare un accordo?

Forse non li hai ascoltati abbastanza.

Io e te siamo diversi.

Ma lo siamo sempre stati.

Cos'è che non hai capito?

Dov'è che non sono stato chiaro?

Tu stasera non esci, punto e basta.

Che vuoi? Tu non sei mio padre.

È papà che ha deciso.

Non è il momento per andare in giro per bar e discoteche.

La finisci di fare di testa tua?

Ci sono delle regole e le devi rispettare pure tu.

Perché non posso fare come le mie amiche?

Perché non possiamo essere una famiglia normale?

Tu e papà mi state rovinando la vita.

Io a te prima o poi ti strozzo!

'Sta storta.

Mi farà impazzire.

Ah, Marco.

Senti, accompagna mia sorella in giro, così mio padre sta più tranquillo.

Sicuro? Magari posso essere più utile da qualche altra parte.

Marco, tu sei qua per fare quello che dico io.

Accompagnala, tieni gli occhi aperti. E la riporti entro mezzanotte.

Facciamo l'una.

- Dammi le chiavi, ti accompagno. - Che vuol dire, mi accompagni?

Ordini di Bruno. Se vuoi uscire, ti accompagno io.

Bravo soldatino.

Dammi le chiavi, su.

Vedi di non starmi addosso.

Ciao. Lui è con me.

Buon divertimento.

Bruno!

Hanno chiamato i ragazzi, sta andando a fuoco il supermercato.

- Ma che cazzo dici? - Avvisiamo tuo padre?

No. Andiamo noi.

Che cazzo ci fai qua? Ci sono duecento persone, c'è Agata Corona.

Lo so.

Abbiamo intercettato la segnalazione di un incendio vicino a Gioia Tauro.

È un'attività dei Corona.

Cazzo.

- Bruno Corona non ti ha chiamato? - No, cazzo. No.

Prima torni alla villa, meglio è.

Come cazzo faccio?

Che ore sono?

Le 11:45.

Stai attento.

- Andiamo a casa. - Che cazzo dici?

L'ho promesso a tuo fratello. Dai, andiamo a casa.

- E lasciami. - Lasciala.

Vai, vai, vai, che si sta incendiando tutto.

Sì, ora glielo dico. Sì.

Tre incendi fuori controllo, tutti fuori Gioia Tauro.

Uno a Rosarno, uno a Taurianova e pure alla tabaccheria di Palmi,

'sti figli di puttana. Muovetevi, dai!

Aspetta.

- Ma non ti pare strano? - Cosa?

Abbiamo roba che vale molto di più in paese, al porto.

Chi è rimasto a casa con mio padre?

Non lo so, siamo tutti fuori.

Cazzo. Sali in macchina e parti.

Cazzo.

Mio padre non risponde.

Potevi evitare.

- Ti stava dando fastidio. - Chi sei, mio padre?

Io a casa non ci torno.

Mi hai sentito? A casa non ci torno. Se non ti fermi, mi butto fuori.

E dai, buttati.

Guarda che lo faccio davvero, non ho paura.

Perché il cancello è aperto?

Dov'è Mimmo?

La guardia. Non c'è la guardia?

Resta qua.

Ah!

Finiscilo 'sto figlio di puttana.

Don Antonio.

Premete. Premete forte.

Papà. Papà, papà!

Lasciatemi. È mio padre, lasciatemi!

Bruno, Bruno.

- Non si può passare. - Lasciatemi entrare.

Lasciatemi entrare, è casa mia.

Ho detto lasciatemi entrare!

- Papà, papà! - Signor Corona, dobbiamo andare.

Stai calma. Si aggiusta tutto.

Che sta succedendo?

Neanche il tempo di seppellire il garante e già vi sparate addosso?

Ma che state dicendo?

E come spiega quello che è successo stasera?

Non lo so. Una rapina?

Può essere?

Qualcuno è entrato in casa e ha sparato a mio padre.

Qualche musulmano, qualche albanese.

Qualche marocchino. Che cazzo ne so? Ditemelo voi.

E ora, se l'interrogatorio è finito, devo andare in ospedale.

Te lo dico io chi è stato. I Gargano.

Ma quale Gargano?

Sarà stata una rapina, con tutti questi immigrati.

Un commando armato?

Questa è un'esecuzione.

Andiamo dentro e facciamo 'sti accertamenti.

Come sta?

Dove cazzo eri tu?

Lo sai, prima a Taurianova e poi a Rosarno.

Appena mi ha chiamato Santo mi sono precipitato qua.

Che dicono i dottori?

Ancora niente.

Siediti.

Battito regolare.

Marco.

Grazie.

L'intervento è terminato.

Adesso bisogna solo monitorare le reazioni di vostro padre.

La milza è stata severamente danneggiata.

Questo condiziona il sistema cardiocircolatorio in maniera pericolosa.

Per cui, le prossime ore sono decisive.

Lo voglio vedere.

Lo stiamo tenendo sotto controllo.

La cosa migliore è non sottoporlo a stress.

Io gli devo parlare.

Portami a casa.

Ora avete bisogno di cure.

Qua io muoio.

Chi è stato?

Li avete visti?

I Gargano.

Hanno ammazzato Mimmo

e poi Rosario.

Marco mi ha salvato la vita.

Bruno.

Sì, papà?

Portami a casa.

- Come sta? - Che ti ha detto?

Non me lo scordo.

Non me lo scordo.

Zu' Vince'.

Papà deve uscire subito da qua. Organizza il trasferimento.

Sono stati i Gargano.

Non mi dire più che si può trattare con gente così.

Hai saputo? Devi trovare chi è stato.

Sì, ho capito. E allora?

Aspettare? Ma che dobbiamo aspettare?

Papà deve tornare a casa, tutti devono vedere che sta bene.

Me ne fotto del medico!

Il medico fa quello gli diciamo noi.

Zu' Vince', a me la calma non serve.

- Hai incrociato qualcuno al porto? - Tutto tranquillo.

Senza fretta, Marco.

Apri 'sta cazzo di porta.

Apri la porta.

Andiamocene.

Vai, vai, vai.

Vai!

Bruno.

Come sapevi che stavano là?

Perché pago le persone giuste, Marco.

Vai a casa. Ma tieniti pronto.

Questo è solo l'inizio.

Dove vai?

Ehi.

Che vuoi?

È meglio se stai a casa. È pericoloso fuori.

Perché, dentro non è pericoloso? Cosa cambia dentro o fuori?

Non finirà mai questa cosa.

Non finirà mai.

Vai a casa.

Che ci fai qui?

Ho avuto paura ieri sera.

Credevo che...

Ho paura che ci sia qualcuno che gli passa le informazioni.

Secondo me è un poliziotto.

Come fai a dirlo?

Una sensazione, da come ne parla Bruno Corona.

Pensi sia uno della Questura di Gioia Tauro?

Non lo so.

Posso far partire un'indagine interna, ma rischio di bruciarti.

C'eri anche tu al bar dei Gargano?

Che è successo?

È meglio se te ne vai adesso.

La sparatoria nel bar è stata un errore.

Ora, oltre ai Gargano, ci troviamo tutti contro.

Hai già scordato come sta tuo fratello?

Vuoi fare un giro sopra, per vederlo? Così magari ti rinfreschi la memoria.

Lui ti direbbe le mie stesse cose. Lo sai.

Quando voglio sapere cosa pensa mio padre, vado a parlare con mio padre.

- Scusate. - No, resta, Marco.

Questa è una riunione di famiglia.

Marco è di famiglia.

Se non fosse stato per lui, a quest'ora piangeremmo un morto.

Ho fatto solo il mio dovere.

E ora tocca a noi chiudere la pratica coi Gargano.

Non ti è bastato il bordello che hai combinato?

Basta, gli hai dato la lezione che meritavano. Finiamola qui.

Quelli hanno solo eseguito un ordine.

A me serve chi quell'ordine l'ha dato.

Nuzzo Gargano.

Bruno, ti stai muovendo senza il permesso della Provincia.

La Provincia?

Della Provincia me ne strafotto!

Hanno sparato a mio padre. In casa nostra!

E nessuno ha mosso un dito!

Scatenare una guerra non serve a nessuno.

Noi dobbiamo pensare a portare avanti il nostro business.

Il tempo della diplomazia è finito.

Se lo capisci, bene, sennò la porta è là.

Finché mio fratello è vivo, io ordini da te non ne prendo.

La mia parola vale quanto la tua.

Che dovremmo fare secondo te? Sentiamo.

Devo cercare di ottenere una tregua.

E pensare ai nostri affari.

La facciamo la tregua.

Ma prima dobbiamo chiarire a tutti chi è che comanda.

Nuzzo e i suoi si stanno riorganizzando.

Non è a lui che puntiamo.

Ma a quello che ha di più caro.

Il sangue del suo sangue.

Il figlio.

Sei impazzito?

Ha solo dodici anni.

Ci vuoi mettere contro tutta la piana?

Allora vorrà dire che tutta la piana capirà cosa rischia

se si mette contro i Corona.

Santo, prepara il furgone.

Che di chiacchiere ne ho sentite abbastanza.

Marco, c'è un maneggio sulla provinciale per Cannavà.

Trova il modo di capire se il figlio di Nuzzo è ancora là.

- Adesso? - Sì, adesso.

Questa guerra non durerà un cazzo.

Non avranno manco il tempo di capire che saranno tutti sottoterra.

Noi ci prepariamo, tra mezz'ora siamo là.

Se il figlio di Nuzzo si sposta, ci chiami.

Ciao, amore mio.

Merda, merda, merda!

Un telefono.

- Un telefono. C'è un telefono? - È fuori.

Ci sarà una sparatoria al maneggio sulla provinciale per Cannavà.

Ci va di mezzo anche un bambino.

- Il ragazzino c'è? - Sì, c'è.

Andiamo.

È pieno di gente, secondo me facciamo una cazzata.

Vieni via.

Il bambino!

Pietro!

Pietro, vieni.

Pietro.

Via, via, via! Andiamo, ci sono gli sbirri.

Vai, vai.

Vai!

Come lo sapevano?

Come cazzo lo sapevano?

Dobbiamo parlare. Tra mezz'ora al solito posto.

Allora?

Quello che so è che siamo intervenuti per una telefonata anonima.

Anonima?

Che cazzo vuol dire, anonima?

Voglio sapere chi è stato!

Anonima.

C'erano due cazzo di volanti della Polizia attaccate al culo!

Che cazzo ti pago a fare? Eh?

Fammi sapere chi ha fatto quella telefonata.

Sennò stavolta mi incazzo veramente.

E finiscila di fumare queste sigarette da frocio.

Andiamo.

Mi basta sapere da dove è partita la telefonata.

Non posso, non è in linea con le procedure. Mi dispiace.

Senti.

È importante per l'indagine che sto facendo. Va bene?

Qui è scoppiata una guerra tra due famiglie.

Rischiamo di avere altri morti se perdiamo tutto questo tempo.

Lo vuoi capire? Dai, per cortesia. Su.

Allora, qui risulta che la chiamata è stata fatta da un telefono pubblico.

Mi prendi per il culo?

Guardi lei stesso. È uno degli ultimi.

Dammi l'indirizzo.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- C'è un telefono pubblico? - Sì, sul retro.

Vai avanti.

Ancora, vai, veloce.

Aspetta, l'orario è giusto.

Stop.

C'è un risultato, Domenico Romito.

- Ispettore alla Mobile di Gioia Tauro. - È lui.

Brava, è lui.

Avevi ragione.

Chiedo a Nardiello di mettere il suo telefono sotto controllo?

Come facciamo? È un poliziotto.

Senza prove non ce la passeranno mai.

E allora?

Che cazzo ne so?

Oh, cazzo.

Sono io.

Ho scoperto chi ha fatto la telefonata alla Polizia.

No.

Per il nome ci vogliono un bel po' di soldi.

Io lo so chi sei, figlio di puttana.

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