All language subtitles for J-accuse (2019)2

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Original subtitles

Soldati!

Presentat arm!

Che si cominci!

"In nome del popolo francese.

Il primo consiglio di guerra del governo militare di Parigi

nel giorno 22 dicembre 1894 ha riconosciuto Dreyfus Alfred,

capitano del XIV reggimento di Artiglieria,

tirocinante allo Stato Maggiore, colpevole di alto tradimento.

Pertanto lo condanna alla deportazione in luogo fortificato

e alla degradazione militare."

Alfred Dreyfus, non siete più degno di portare le armi.

In nome del popolo francese, vi degradiamo.

Soldati!

Degradano un innocente!

Disonorano un innocente! Viva la Francia!

- Viva l'esercito! - A morte!

- A morte! - Traditore!

- A morte! - A morte l'ebreo!

Sei un traditore!

Picquart, che faccia fa?

Quella di un sarto ebreo

- che piange per l'oro che ha perduto. - A morte!

A morte il traditore!

A morte!

- Vigliacco! - A morte!

Maledetto!

- A morte! - Maledetto traditore!

- A morte! - Traditore!

Sono innocente!

I Romani lasciavano i cristiani ai leoni, noi gli ebrei. Progrediamo.

Che clima c'era a fine cerimonia?

Come se un corpo sano fosse stato purgato da una pestilenza

e la vita riprendesse il suo corso.

Peccato, il ministro della Guerra non può assistere a questi eventi.

- Sono stato citato? - No, ministro.

Non importa. Avete fatto un buon lavoro.

Siamo rimasti colpiti da come vi siete comportato. Vero, Boisdeffre?

Certo. ll colonnello Sandherr ha potuto assistere alla cerimonia?

- Era lì, generale. - l suoi tremori?

Riusciva a controllarli.

La sua condizione non migliorerà.

Lo sostituirete voi.

Con tutto il rispetto, non ho esperienza nei servizi segreti.

Dovrete acquisirla.

La punizione data a Dreyfus mostrerà al mondo come trattiamo i traditori.

Voglio mandarlo in un luogo dove non abbia nessuno con cui parlare.

- La colonia penale di Cayenne? - No, meglio ancora.

Uno scoglio deserto dove sarà solo, l'isola del Diavolo.

Parlano ancora di quel dannato ebreo?

Picquart. Voi lo conoscevate, vero?

- Scusate. Chi - Dreyfus.

È stato mio allievo alla Scuola di Guerra.

- Lo trattano così perché è ebreo? - Sì. Sono un avvocato.

Dico che un ufficiale cattolico avrebbe avuto processo regolare.

Siete d'accordo, Picquart?

Gli è stato negato processo regolare per questioni di sicurezza nazionale

che non potevano essere divulgate, ma le prove contro di lui non mancavano.

Dimenticavo!

Con Philippe ho scoperto un ristorante alsaziano in Rue Marbeuf.

- Meraviglioso. - Ottimo ristorante.

- Lo proverò.

- Maggiore! - Capitano.

Maggiore, ho fatto qualcosa che vi ha offeso?

No.

Siete l'unico professore ad avermi dato un brutto voto.

Forse non stimo le vostre competenze quanto voi.

Non perché sono ebreo?

Sto attento che i sentimenti non influenzino il mio giudizio.

Se dovete fare attenzione, è un'ipotesi plausibile.

Se mi state chiedendo se apprezzo gli ebrei, la mia risposta è no.

Se insinuate che ho un atteggiamento discriminante sul piano professionale

vi assicuro di no.

Mai.

È stata una bellissima giornata. Sei stanca?

Un po', ma mi sono divertita tanto.

- Georges, vi aiuto. - Vieni, tesoro.

Andrà a Bruxelles mercoledì.

- Puoi venire? - Sì.

Ti senti mai in colpa?

- Non è mio marito. - Sai che intendo.

Perché in colpa? Stavi con me prima che arrivasse.

Non capisco perché tu lo abbia sposato.

Lui me lo ha chiesto.

Tu no.

Credi che sappia di noi?

No.

- Perché? - Se lo sapesse, mi ucciderebbe.

BUSSANO ALLA PORTA

- Sicura che sia a Bruxelles? - Così ha detto.

BUSSANO ALLA PORTA

- Chi è? - Telegramma.

- Maggiore Picquart? - Sì.

Grazie.

- È del generale Gonse. - Chi è?

È il capo dei servizi segreti.

- Vuole vedermi domani mattina. - Caro! Sei nei guai?

Ho pregato che questo giorno non arrivasse mai.

Il colonnello Sandherr non può più dirigere la sezione di Statistica.

Mi duole saperlo.

A partire da ora prenderete il suo posto.

Sarete promosso tenente colonnello.

Questo fa di voi il più giovane colonnello dell'esercito.

- Congratulazioni. - Grazie.

Tenetemi sempre al corrente di tutto.

Capito, giovanotto? Detesto le brutte sorprese.

Il maggiore Henry vi mostrerà gli uffici.

Lui si aspettava di ottenere questo incarico?

Mio Dio, no! È troppo rozzo. ll padre della moglie fa l'oste, credo.

- Voi non siete sposato. - No, generale.

- C'è un motivo? - No.

C'è qualcosa che possa esporvi a ricatti?

No.

Sono costretto a chiederlo, lo capite.

Maggiore Henry, entrate.

- Generale. - ll colonnello Picquart

dirigerà la sezione di Statistica.

- Dategli il benvenuto. - Certamente, generale.

Colonnello.

Eccoci.

- Credevo che fosse disabitato. - Qui nessuno ci disturba.

Non ne dubito.

Bachir!

Buongiorno, maggiore.

Il colonnello Picquart prende il comando della sezione.

Bachir conosce ogni segreto qui.

- È vero? - Sì.

RISATE

Che è questo baccano? Vi si sente dalla strada.

Smettetela!

Agenti di polizia, informatori. Sono utili.

Il colonnello Sandherr li faceva restare qui per controllarli.

- Che è questo odore? - Non me ne parlate, le fogne.

Tutto il quartiere puzza.

Vi presento i capitani Junck e Valdant.

- Che fanno? - Controllano la corrispondenza.

Valdant usa il metodo a secco, Junck il vapore.

- Sono lettere private? - Ora non più.

Riposo, capitano.

Ricorderete il capitano Lauth dell'affare Dreyfus.

Il colonnello Picquart è il nuovo capo.

Voi che fate?

Ve lo dirò dopo.

Ricorderete anche Gribelin, l'archivista.

Il colonnello Picquart sostituisce Sandherr.

Ne avete di cose archiviate!

Bene, continuate.

Qui c'è il telefono e qui c'è il mio ufficio.

Niente segretarie, il colonnello non si fidava di loro.

Questo era il suo ufficio.

- Quindi ora è il mio. - Dovremo abituarci.

Ecco le vostre chiavi. lngresso, ufficio, cassetto, cassaforte.

Grazie. A che cosa lavorava Lauth?

Ricomponeva la corrispondenza dell'addetto militare tedesco.

- Il colonnello Schwartzkoppen. - Lettere private?

Sì.

- Il ministro è al corrente? - Certo.

Seguiamo con piacere le sue storie. Ha una relazione da anni.

- È così strano? - Sì.

Ce l'ha con l'addetto militare italiano, il maggiore Panizzardi.

Bontà divina!

Come ci procuriamo le sue lettere?

Suvvia, sono il capo della sezione.

La donna delle pulizie della ambasciata tedesca, Marie Bastian.

Ogni settimana ci consegna il contenuto del cestino.

Sono documenti importanti, non biglietti svenevoli di un invertito.

Ricordate questo?

- Il "bordereau" di Dreyfus. - Era in sei pezzi.

Lauth li ha incollati e ha cancellato i segni degli strappi.

Così non si capisce da dove viene. Senza questo non lo avremmo preso.

Ottimo lavoro.

L'abbiamo incorniciato per Sandherr quando hanno degradato il traditore.

Bene. Vi ringrazio, maggiore.

- Penso che andremo d'accordo. - Grazie, colonnello. Lo spero.

"Vi trasmetto alcune informazioni interessanti.

Una nota sul freno idraulico del 120 e il funzionamento della parte.

Una nota sulle truppe di copertura.

Una sulle modifiche alle unità di artiglieria.

Il manuale di tiro dell'artiglieria da campo. Marzo 1894."

Posso?

L'abbiamo recuperato una settimana fa all'ambasciata tedesca.

- Dove sono i documenti che menziona? - Probabilmente a Berlino.

Chi è la spia?

Che dice il bordereau?

È un ufficiale di artiglieria.

Ha servito in tutti e quattro i reparti dello Stato Maggiore.

I soli ad averlo fatto sono i vostri allievi della Scuola di Guerra.

- Mi stupisce che ci sia un traditore. - Uno lo è.

Vorremmo un campione della calligrafia di ogni ufficiale

- che abbia effettuato questa rotazione. - Certo.

Gli artiglieri che hanno servito nei quattro reparti.

"Souriau." "Gaston. Corbin."

"Dreyfus. Etienne." Dreyfus!

- L'ebreo? - È l'unico ebreo tra loro.

Potrebbe essere lui?

Può benissimo essere lui. È meglio mostrarlo a Du Paty.

Il maggiore Du Paty? Si occupa di questo?

Sì, il maggiore Du Paty è un investigatore appassionato.

Picquart, farete entrare Dreyfus da lì.

Henry, vi nasconderete dietro la cartina.

Io fingerò di essermi ferito il dito.

Gli chiederò di scrivere una lettera che gli detterò.

Cochefert... Voi e il vostro collega sarete seduti. Prendete la sedia.

Sarete seduti qui per procedere all'arresto.

Gribelin, prenderete appunti.

Poi...

Quando avrà confessato...

Gli proporrò di accettare l'unica soluzione onorevole.

- È all'ingresso. - Picquart, andate.

Mettetevi in posizione. Buona fortuna.

- Buongiorno, maggiore. - Capitano.

Perdonate l'abbigliamento.

Sono convocato a una riunione di ufficiali dello Stato Maggiore.

- "In abiti borghesi." - Esatto.

Che sollievo!

- Avevo pensato a uno scherzo. - Non è uno scherzo. Vi accompagno.

- Non vi disturbate. - lnsisto.

C'è troppo silenzio, non vi pare?

Bene. Ora devo salutarvi.

Arrivederci, maggiore.

Avanti.

- La signora Sandherr? - Sì.

Sono il colonnello Picquart, successore di vostro marito.

Avete il suo posto. Che volete?

- Lasciateci in pace. - Chi è?

- Picquart. - L'ho convocato io, fallo entrare.

- Buongiorno, colonnello. - Avvicinatevi, Picquart.

Ho alcune cose che vi saranno utili.

Nel secrétaire, là in basso.

C'è una cosa che dovete avere voi.

In basso.

La borsa, apritela.

Sono fondi segreti, 48.000 franchi. Ora sono vostri.

Nella scrivania, nel... cassetto al centro c'è una cartellina.

La vedete?

Sì, eccola.

- Chi sono? - Persone sospettate di tradimento.

Gente da arrestare in caso di guerra.

- Tutte? - Sì, 2500 nomi.

Gribelin ha la lista principale.

- Centomila stranieri da arrestare.

- Bontà divina! - Non è tutto, mancano gli ebrei.

Per mia moglie è vergognoso che sia stato mandato in pensione.

Invece io sono felice di essere dimenticato.

Quando intorno a me vedo tanti stranieri

mi accorgo della degenerazione dei nostri valori morali e artistici.

Allora mi rendo conto di non riconoscere la Francia.

- Cercherò di proteggere il Paese. - Fate pure, per quel che ne resta!

Colonnello.

Buongiorno, Bachir.

- Buongiorno, colonnello. - Scusa il disturbo.

Maggiore Henry! Una parola, se permettete.

Colonnello. Siete mattiniero.

- Sarà necessario fare alcuni cambiamenti. - Cambiamenti?

Non voglio più quei tipi loschi qui dentro. lstituiremo i lasciapassare.

- Poi Bachir è esasperante. - Vi sbarazzate di Bachir?

Avrà un altro incarico. lntanto mettiamo un campanello.

- Bene, colonnello. - Che c'è nella borsa?

L'ultima consegna di Marie Bastian.

- Di quando è? - leri sera.

La lascia in una chiesa vicino casa mia.

- La portate a casa? - Siamo solo mia moglie e io.

Non è per questo. Documenti del genere vanno portati subito qui.

Li terrò in cassaforte.

Io deciderò quali piste seguire e a chi affidare il compito.

Sandherr era contento del mio lavoro.

Sandherr è consumato dalla sifilide.

Ha una paralisi generale e danni cerebrali.

È tutto.

Bene, colonnello.

Un'ultima cosa. La prossima consegna della Bastian la ritirerò io stesso.

- Allora? - È un telegramma.

"Attendo spiegazione più dettagliata

di quella che mi avete dato l'altro giorno sulla questione in sospeso.

Vi prego di darmela per iscritto per capire se posso continuare le mie..."

- Le mie? - "Le mie relazioni.

Le mie relazioni con la casa di R."

Non l'ha inviato. C'è l'indirizzo dietro.

"Signor maggiore Esterhazy. Rue de la Bienfaisance.

Walsin Esterhazy, 74esimo reggimento Fanteria di stanza a Rouen."

Rouen.

"La casa di R." C'è un altro traditore?

Voglio una lista degli ispettori più fidati, qualcuno discreto.

- Chiederò al maggiore Henry. - No.

Rimarrà tra noi. Per adesso non ne parleremo con nessuno.

- Il colonnello Picquart? - Sì.

- Jean Alfred Desvernine della sicurezza. - Perfetto.

Ho un incarico per voi, un caso delicato.

C'è un nome all'interno.

Voglio sapere tutto di lui. Come vive, chi frequenta.

In particolare se ha rapporti con l'ambasciata tedesca.

È una questione delicata. Non venite al ministero.

- Quanto tempo vi occorrerà? - Datemi una settimana.

- "Apollo." È greco? - No, è una copia romana.

- L'originale è perduto. - lntendete che è un falso.

No, è una copia. È differente.

- Avrei preferito dirvelo io. - Non importa.

Avevo chiesto a Lauth di non dirlo a nessuno.

- Forse non mi ritiene nessuno. - Chi dice il contrario?

- Posso darvi un consiglio? - Certo.

I nuovi del mestiere pensano che il primo individuo sospetto

che incontrano sia una grande spia.

Esterhazy è bloccato a Rouen, non ha accesso a materiale confidenziale.

È un pesce piccolo.

A giudicare da questo anche Schwartzkoppen non lo considera.

Tenetelo d'occhio, ma non perdeteci troppo tempo.

Grazie del consiglio.

Eccolo là.

- Presumo che non sia la moglie. - No.

Marguerite Pays, prostituta, ventisei anni.

- È nota come "Margherita Quattro Dita". - Scherzate?

No.

L'ha sistemata in un appartamento a Montmartre.

Credevo che fosse di stanza a Rouen.

- Non ci va mai. - Mai?

Un dettaglio curioso. Si iscrive sempre ai corsi di artiglieria.

Ma non è nell'artiglieria.

È meglio andare.

Qual è la prossima mossa?

Davanti all'ambasciata tedesca c'è un palazzo.

C'è un appartamento vuoto in affitto.

I tedeschi usano il pianterreno come mensa per gli ufficiali.

Dovremmo portare lì del materiale. Sarà rischioso e costoso.

- Non basta fare pedinare Esterhazy? - Lo avete visto, è scaltro.

Se ne accorgerebbe subito.

- Affittate l'appartamento. - Sì.

- Buongiorno. - Colonnello.

Schwartzkoppen è con Panizzardi, l'addetto militare italiano.

Arrivate proprio al momento giusto.

GEMITl Dl PIACERE

Qui c'è Schwartzkoppen.

Qui c'è Panizzardi Alessandro. È un bel giovanotto.

L'ambasciatore, il conte Munster...

e diplomatici e ufficiali che non abbiamo ancora identificato.

- Non c'è Esterhazy? - No.

Colonnello, vanno via.

Mio Dio! Sono innamorati.

Signori, ciò che state per vedere è segreto.

I nostri cannoni sparavano due colpi al minuto.

Oggi vi presento il cannone 75.

Ha un freno idropneumatico che assorbe l'energia del tiro.

Evita di ricalcolare la mira dopo il colpo.

- Così la cadenza di tiro è decuplicata. - Cannonieri, ai posti!

Per un tiro da dodici colpi. Caricate.

- Caricatore pronto. - Tiratore pronto.

Fuoco!

Se i tedeschi torneranno a trovarci, avranno un'accoglienza calorosa.

- Al 75! (insieme) Al 75!

Colonnello Picquart?

- Sì. - Colonnello Foucault.

Sono l'addetto militare a Berlino. Mi concedete un istante?

Sì.

- Avrà un ruolo decisivo in battaglia. - Ne sono convinto.

Sapete dell'infiltrato nei servizi segreti tedeschi?

- Cuers? - Cuers.

Dice che i tedeschi hanno una spia nel nostro esercito.

- Ha detto il nome? - Non lo conosce.

Ha 50 anni e comanda un battaglione.

Da due anni passa informazioni di secondo ordine

soprattutto riguardo l'artiglieria.

Ho voluto mettervi al corrente.

Grazie, me ne occuperò.

È il caso di fare un brindisi.

- Alla salute! - Alla nostra.

Allora? Che c'è di tanto urgente?

- Interessante. - È interessante quello che tiene in mano.

- Un bastone? - No. Questa.

- Quanto è passato tra le due foto? - Dodici minuti.

- Non prende precauzioni. - Se ne infischia.

Santo cielo, che si fa al giorno d'oggi!

- Che dice il generale Gonse? - Non gliene ho ancora parlato.

- Perché? - Volevo circoscriverla

a una cerchia limitata di persone.

- Vorrei informare il ministro. - Perché?

Il ministro della Guerra Billot ha chiesto di avvertirlo di tutto ciò

- che possa creare problemi politici. - D'accordo, potete parlargliene.

Ma siate discreto. Non voglio un altro scandalo Dreyfus.

Esterhazy... Esterhazy...

Questo nome mi è familiare.

Lo avete conosciuto?

Evoca dei ricordi nella mia vecchia testa.

Ministro.

Consultate i registri a proposito di... Qual è il nome?

Marie Charles Ferdinand Walsin Esterhazy, 74esimo Fanteria.

- Come procederete? - Non è facile.

A parte le foto, abbiamo un telegramma non inviato

e chiacchiere di un agente a Berlino inutilizzabili.

Allora... Dovete trovare le prove.

- Apriamo un'inchiesta? - Certo.

Boisdeffre non vuole altri scandali Dreyfus.

Lo scandalo è non punirlo.

Ministro, Esterhazy ha scritto due volte questa estate.

Ma guarda!

"Chiedo il trasferimento da Rouen allo Stato Maggiore di Parigi."

- Che impudente! - Vuole scoprire dei segreti

- e farci parecchi soldi. Le potrei avere? - Sì.

Grazie.

Nome e professione.

Alphonse Bertillon, capo del servizio identità giudiziaria.

Siete un grafologo.

Avete confrontato la nota indirizzata all'ambasciata straniera

- con la grafia dell'imputato. - Sì.

Non avete dubbi che sono scritte dalla stessa persona.

Non ho dubbi.

Ci sono similitudini, ma anche molte differenze. Le O, la doppia S.

- Lo dite voi stesso. - Sì, tuttavia sono intenzionali.

È un'operazione di autofalsificazione.

Il bordereau è stato scritto su un foglio estremamente sottile.

Come questo. Non si scrivono lettere su fogli così. Questo permette...

Perdonate. Posso? Permette di avere una trasparenza perfetta.

Quindi di usare un modello sotto per poterlo copiare.

C'è una parola in particolare.

Ovvero la parola "interesse".

L'ho riprodotta con un reticolato di cinque millimetri

e una sagoma di dodici millimetri e mezzo. Notate l'embricatura.

È una sovrapposizione delle lettere di un millimetro e un quarto.

Qui vediamo un ingrandimento ancora più dettagliato della parola.

Che cosa notate? Ogni volta si vede uno scarto.

Lo scarto è di un millimetro e un quarto.

È impossibile per una mano

che esegue una scrittura naturale riprodurre un tracciato identico.

È un caso su un milione.

Perciò dico che Dreyfus ha falsificato la propria calligrafia

in caso fosse stato scoperto.

Avevate detto che sono colpevole perché la calligrafia è mia.

Sì.

Ma sono ugualmente colpevole anche se la calligrafia non è mia.

Sì.

Maggiore, che direte al ministro?

Le probabilità di condanna non superano il 50%.

Perché?

Che movente può avere? Non può essere il denaro.

Le sue risorse personali sono venti volte la paga di un capitano.

Non avete trovato un movente.

Dovreste vedere le prove che abbiamo contro quell'ebreo.

In una lettera un ufficiale lo definisce "quella canaglia di D".

- "Canaglia di D." Allora usatela. - Tradiamo la nostra fonte segreta?

- Le udienze sono a porte chiuse. - Ci sono Dreyfus e il suo avvocato!

Se descrivessi il contenuto dei nostri dossier alla Corte?

Avete già reso la deposizione.

- Se parlaste col presidente della Corte? - Con tutto il rispetto.

Io sono qui per osservare, non per intervenire.

Allora ci penserò io.

La Corte è stata informata che la vostra deposizione non era completa.

Non volevo rivelare informazioni segrete.

- Ora potete rivelarle. - Se la Corte insiste, lo farò.

A marzo una persona molto stimabile...

Una persona estremamente stimabile ci ha informati di un traditore

che trasmetteva segreti a una potenza straniera.

A giugno ha ribadito la segnalazione in modo più preciso.

Continuate, maggiore.

Il traditore che ha nominato è quell'uomo.

State calmo.

- Giurate che è vero? - Giuro.

L'affermazione non ha valore senza il testimone.

Potete dire il nome?

- Impossibile. - Qui i segreti sono ben custoditi.

Un ufficiale ha segreti che neanche il suo chepì sa.

Il maggiore Henry ha concluso così la deposizione.

È stata decisiva?

- Di certo è stata spettacolare. - Ma non decisiva.

Parlava per sentito dire.

Alla sezione di Statistica hanno un dossier con le prove contro Dreyfus.

Secondo loro, i giudici dovrebbero vederlo.

Sono d'accordo.

Di certo Dreyfus e il suo avvocato non possono vederlo.

- Sarà riservato ai giudici. - È una violazione della procedura.

Teoricamente sì, ma è vitale che i giudici lo vedano.

Questo in nome della verità e della giustizia.

Lo capite, maggiore Picquart.

Signor ministro.

Colonnello.

"In nome del popolo francese.

Il primo consiglio di guerra del governo militare di Parigi

ha emesso la seguente sentenza.

Oggi, 22 dicembre 1894, il primo consiglio di guerra di Parigi

udite requisitorie e conclusioni del commissario di Governo,

dichiara l'imputato Dreyfus Alfred,

capitano del XIV reggimento di Artiglieria,

tirocinante presso lo Stato Maggiore, colpevole all'unanimità.

Nel 1894 ha trasmesso agli agenti di una potenza straniera

documenti segreti o confidenziali riguardanti la difesa nazionale.

Inoltre, ha intrattenuto uno scambio di informazioni con questa potenza

per procurare a tale potenza i mezzi per compiere atti ostili..."

Pensavo che mi avessi dimenticata.

- Perché mi hai dimenticata. - Assolutamente no.

Philippe non tornerà stasera.

- Ricordi? - Certo, mia cara.

Ci penso da settimane.

- Ti preparo la cena. - Sei gentile.

"Che incubo orribile sto vivendo da quasi due anni, mia cara Lucie.

Le guardie hanno il divieto di rivolgermi la parola.

I giorni passano senza che io parli con nessuno.

L'isolamento è tale che mi sembra di essere stato sepolto vivo.

Se fosse solo per me, mi sarei già lasciato scivolare nella tomba.

Ma non si tratta più solo della mia vita, ma del mio onore,

dell'onore di noi tutti, della vita dei nostri figli.

Di recente mi mettono ai ferri ogni sera. Non conosco il motivo.

Non è una misura di precauzione.

È una forma di odio.

È una sorta... di tortura."

Georges!

Scusa, non riuscivo a dormire.

- Da quanto sei là? - Da un bel po'.

Sono delle lettere? Lettere d'amore?

Non importa. Proprio io non posso sperare nella fedeltà.

Non è nulla, ti assicuro.

- È solo lavoro? - Sì, è solo lavoro.

Sbrigatevi.

Quindici e otto.

Signore.

- Colonnello Picquart. - Bertillon.

Ho sostituito Sandherr alla sezione di Statistica.

Lo so.

Che posso fare per voi?

Ho questi documenti. Vorrei sapere che ne pensate.

- Non do mai un parere immediato. - Forse in questo caso sì.

Sì, sembra uguale.

Sì.

Ma sì!

È la stessa. Sì.

Ebbene?

Sono uguali?

La calligrafia è identica al bordereau di Dreyfus.

Sareste disposto ad affermarlo per iscritto?

Certo, se lo desiderate.

Se vi dicessi che non sono scritte da Dreyfus?

Direi che gli ebrei hanno insegnato a qualcuno a scrivere

con la calligrafia di Dreyfus.

Voglio vedere il dossier di Dreyfus.

- Lo ha il maggiore Henry. - ll maggiore è in licenza.

Sì.

Allora datemelo.

Non aspettate il ritorno del maggiore?

Perché contestate i miei ordini? Trovate il dossier.

- È tutto qui? - Sì.

Non è stato più toccato dal consiglio di guerra.

"Mio caro amico...

Accludo dodici piani direttivi di Nizza

che quella canaglia di D mi ha dato per te.

Ha detto che farà del suo meglio per accontentarti. Alexandrine?

Non scopare troppo."

Vorrei parlare con voi.

- È urgente? - Se non disturbo.

Lasciateci.

- Grazie per il vostro tempo. - È sempre un piacere, Picquart.

Ma sono occupato con i preparativi per la visita dello zar.

Che c'è di tanto urgente?

Il caso di cui vi ho parlato giorni fa.

Il maggiore Esterhazy.

Esterhazy?

- Posso fare spazio?

- Certo. - Grazie.

Queste le conoscete già.

Bontà divina! Che è tutto questo?

Abbiamo un grave problema, generale. Prima lo risolviamo, meglio sarà.

Esterhazy ha scritto per farsi trasferire. Le ho avute dal ministro.

Ho notato la somiglianza della calligrafia con il documento

che ha sancito la colpevolezza di Dreyfus.

Li ho mostrati a Bertillon, il grafologo.

- Ricordate? - Sì.

Conferma che la calligrafia è identica.

Ho riesaminato il dossier segreto delle prove fornite ai giudici

che presiedevano la Corte marziale.

No, aspettate.

- Il dossier segreto esiste ancora? - Certo, eccolo.

Sono rimasto sorpreso dalla fragilità di queste prove.

Solo una lettera allude a Dreyfus e anche in quel caso usa l'iniziale D.

Tutto questo avrebbe dovuto essere distrutto.

Mercier aveva detto a Sandherr di sbarazzarsene dopo il processo.

Non lo ha fatto.

Ma forse il problema principale non è l'esistenza del dossier.

Che volete dire?

È il bordereau, la calligrafia.

Dreyfus è innocente.

Andate dal generale Gonse.

Lui è a capo dei servizi segreti.

Avreste dovuto rivolgervi a lui fin dall'inizio.

Certo, generale.

Ma nell'interesse dell'esercito dobbiamo agire subito.

So qual è l'interesse dell'esercito. lnformate il generale Gonse.

È nella sua casa di campagna in licenza.

Generale.

Capitano!

Credevo di essere stato chiaro.

Non voglio un altro affare Dreyfus.

Non è un altro affare Dreyfus, è lo stesso.

Picquart!

- Benvenuto in campagna. - Generale.

Qual buon vento?

Venite. Andiamo?

Quindi non abbiamo arrestato il vero colpevole.

Temo di no.

Il bordereau poteva essere scritto solo da un ufficiale di artiglieria

che conosce i quattro reparti. Non può essere Esterhazy.

È Dreyfus.

È stato questo il nostro errore in partenza.

Se osservate attentamente, vi accorgerete che erano solo note.

Una sul cannone, una sulle truppe di copertura e una sul Madagascar.

Non erano documenti ufficiali. No, grazie.

Era un mucchio di dicerie racimolate da uno uomo assetato di denaro.

Non è Dreyfus, è Esterhazy.

Posso darvi un suggerimento, caro Picquart?

Certo.

Dimenticate il bordereau.

- Chiedo scusa? - lndagate su Esterhazy, se volete.

- Ma lasciate fuori il bordereau. - È la prova contro Esterhazy.

Un consiglio di guerra ha deciso chi lo ha scritto. ll caso è chiuso.

Se scoprissimo che Esterhazy è il traditore?

Non lo scopriremo.

Il caso è chiuso per la ragione che ho detto.

Noi lo vogliamo chiuso.

Ma la famiglia Dreyfus non lo accetta.

Una fuga di notizie e accuseranno l'esercito di avere celato la verità.

Che cosa proponete?

- Fare un altro processo a Dreyfus. - Un altro processo?

- Siete pazzo? - È inconcepibile?

Certo. Tutti si chiederebbero perché è stato commesso un tale errore!

Arriverebbero al dossier segreto. È impensabile.

Perché?

Ci metterebbe in imbarazzo!

Io non vi capisco. Conosciamo la vostra opinione sulla razza eletta.

Che vi importa se un ebreo è recluso su un'isola?

È innocente.

Quanto siete sentimentale!

Agnellini, gattini appena nati e Dreyfus. Sono tutti innocenti.

Parlate come se provassi affetto per lui, ma non è così.

Preferirei che fosse colpevole, ma il traditore è Esterhazy.

Forse è Esterhazy o forse no.

Se non dite niente, nessuno lo saprà mai.

È un consiglio abominevole.

Dovrei portarmi questo segreto nella tomba?

Certo!

È questa l'essenza della nostra professione.

Non ho altro da aggiungere sulla questione.

Non tirate in ballo Dreyfus. È un ordine.

BUSSANO ALLA PORTA

Avanti.

- Colonnello, io vado via. - Buonanotte.

- Dovrei chiudere le porte. - Lasciate le chiavi, lo farò io.

- Se volete, posso restare. - Non c'è bisogno. Lasciate le chiavi.

"La richiesta...

Mi sono procurato una cartuccia del fucile Lebel. Dubois.

Mio caro sodomita, stamani ho visto il signor Dubois.

Dobbiamo vederci oggi."

Trovato qualcosa di interessante?

- Chi è Dubois? - Jacques Dubois.

Lavora in una tipografia al servizio del ministero della Guerra.

Quindi la nota di Schwartzkoppen che avete detto fare allusione a Dreyfus

"accludo 12 piani direttivi di Nizza

che quella canaglia di D mi ha dato per te"...

in realtà allude a Dubois?

- Può darsi. - Come "può darsi"?

Chi può fornire meglio i piani di Nizza?

Dreyfus o Dubois che conosce gli addetti militari tedesco e italiano?

Questa? È la vostra calligrafia.

Qui dichiarate ai giudici che un addetto militare spagnolo vi ha detto

che c'era un traditore nello Stato Maggiore.

Esatto.

"I tedeschi hanno un ufficiale che li informa.

Trovatelo, Henry. Se conoscessi il nome, ve lo direi."

Ma insomma! Come può uscire dalla bocca di un marchese spagnolo?

Ho parafrasato.

Quindi se chiedessi al marchese se vi ha detto queste cose,

- confermerebbe? - No, mentirebbe come fanno tutti.

Smettetela, questo dossier è falso!

Ne avete parlato al generale Gonse?

- Gli ho detto che Dreyfus è innocente. - Che vi ha detto?

- Ha detto di lasciare perdere. - Allora lasciate perdere.

Loro sono i capi. Noi eseguiamo gli ordini o non siamo nulla.

Non so se Dreyfus sia innocente e me ne infischio.

Se ordinate di uccidere, lo faccio.

Se poi mi dite che avete sbagliato persona, mi addolora.

Ma non è colpa mia, è l'esercito.

Forse è il vostro esercito, ma non è il mio.

Buonanotte, maggiore.

Buonanotte.

Colonnello.

- Ottima idea. - Faccio il possibile.

- Non compromettete la fonte. - Non sapranno nulla.

Ne avete messo di tempo!

- Avevamo un appuntamento? - No, non lo avevamo.

- Sono passato. - Non lo avete mai fatto prima.

Avrei dovuto farlo più spesso.

È una sezione piccola e molto tranquilla.

- Dov'è il dossier su Dreyfus? - ln cassaforte.

Siate gentile, datemelo.

Grazie. D'ora in poi se non avete obiezioni, me ne occuperò io.

- Posso sapere perché? - No.

- È tutto qui? - Certamente.

- Avete delle copie? - No.

Bene.

Il maggiore Henry consegnerà a me il materiale della signora Bastian.

Potete cambiare procedura, non i fatti.

È normale che sia consegnato al capo dei servizi segreti.

- Arrivederci. - Generale.

Siete incantevole. Dov'è Philippe?

Una crisi al ministero. Verrà per la seconda parte.

Che ti è successo? Da tanto non ti vedevamo.

Il colonnello non vede più nessuno di noi.

- Frequenta altre sfere. - No.

Niente champagne? Allora è grave.

- Che avete, Georges? - C'è vostro marito.

Perdonatemi per il ritardo, ma era un affare di Stato.

Picquart, sono lieto di vedervi.

Immagino che non abbiate ancora letto il giornale.

Guardate, il facsimile del bordereau di Dreyfus.

Finalmente possiamo vederlo. Dannati giornalisti!

- È importante? - Sì.

Qualche testa cadrà di sicuro.

"La prova. ll facsimile del bordereau scritto da Dreyfus."

Colonnello, voi comandate una nave che fa acqua dappertutto.

Avete ragione, è una violazione scandalosa del segreto di Stato.

Non finisce qui.

Abbiamo una lettera anonima.

Ci avvertono che Esterhazy sarà denunciato alla Camera dei deputati

come complice di Dreyfus. Che ne pensate?

Sono costernato, ma... Qualcuno sta tentando di sabotare la mia indagine.

- Picquart! - Controllatevi.

È un'accusa intollerabile!

Siete ossessionato dall'idea di sostituire Esterhazy a Dreyfus!

Nulla vi fermerà. Dovrei farvi arrestare per grave negligenza!

È una brutta situazione, Picquart. Mi deludete.

Non ho detto a nessuno dell'indagine e non sono ossessionato.

Ho una pista che mi conduce Esterhazy.

Che fareste se aveste una prova certa che Dreyfus era una spia?

Se fosse certa, l'accetterei. Ma non c'è una tale prova.

Abbiamo intercettato una lettera recente del maggiore Panizzardi

al colonnello Schwartzkoppen.

Ecco il passaggio che ci interessa.

"Ho letto che un deputato presenterà un'interpellanza su Dreyfus.

Se a Roma dovessero chiedermi spiegazioni, dirò

che non ho mai avuto alcun rapporto con quell'ebreo, naturalmente.

Se chiederanno a te, dirai lo stesso.

Nessuno dovrà mai venire a sapere ciò che è successo con lui.

Ecco. Che ne dite?

- Posso vederla? - No.

Quando è arrivata?

L'ha ricevuta il maggiore Henry due settimane fa.

Spero che non dubitiate dell'integrità del maggiore Henry.

Se siete certo che quel documento è autentico, non lo farò.

- Ammettete che Dreyfus è colpevole? - Se il documento è autentico, sì.

Visto il vostro stato di servizio

non prenderemo provvedimenti disciplinari contro di voi.

Tuttavia esigiamo

che affidiate a noi i documenti della vostra indagine su Esterhazy.

Lascerete Parigi e comincerete un giro di ispezione

delle misure di sicurezza nelle guarnigioni dell'Est.

- Mi state allontanando per sempre? - No, starete via solo pochi giorni.

Signore! Chi cercate?

- L'avvocato Leblois. - lo vi ho già visto.

Siete il colonnello Picquart.

Con permesso.

Scatto di serratura

- Georges! - Buongiorno, Martha.

Dài, entra.

Non mangiate nell'esercito?

In Africa la cosa peggiore è il cibo. La cucina francese mi è mancata.

Era delizioso. Grazie.

- Vuoi restare qui? - Se posso. Solo una notte.

Non hai più l'appartamento?

- Non voglio andarci. - Perché?

- Temo che sia sorvegliato. - Da chi?

Vedi quei due? Sono poliziotti in borghese.

Come lo sai?

Lavoravano per me.

I generali hanno capito che non avrei taciuto.

Allora mi hanno spedito a fare una ispezione nella Somme, poi a Nizza.

Dopo a Marsiglia, Algeri e Tunisia.

Non ho avuto nemmeno il tempo di passare a casa.

- Sono finito in un reggimento africano. - Potevi dircelo.

Intercettano la mia corrispondenza e mi pedinano.

La settimana scorsa volevano mandarmi a Tripoli. Una missione suicida.

Mio Dio!

Perciò ho capito che dovevo tornare a Parigi a qualunque costo.

- Puoi provare tutto questo? - Certo.

Devi renderlo pubblico.

È dura per me, lo sai.

Da quando ho 18 anni, l'esercito è la mia vita.

- Vorrei evitare uno scandalo. - Ma è già uno scandalo.

- Una domanda! - Secondo voi, Dreyfus è innocente?

Il maggiore Esterhazy dice che lavorate per gli ebrei.

Sono il generale de Pellieux, comando il dipartimento della Senna.

Mi hanno incaricato di condurre una indagine sulle prove da voi raccolte

riguardo il maggiore Esterhazy.

- Avete capito? - Sì, generale.

- Riconoscete questo? - Sì.

È il telegramma scritto a Esterhazy da Schwartzkoppen mai inviato.

Chi l'ha dato al capitano Lauth per ricomporlo?

Lo.

Non c'è prova che venga dall'ambasciata.

- Potreste averlo aggiunto ai documenti. - Sì, ma non l'ho fatto.

Sapevate che è stato falsificato?

Hanno cancellato l'indirizzo e aggiunto il nome di Esterhazy.

È successo dopo la mia partenza.

- Lo avete falsificato voi. - Perché lo avrei fatto?

Lavorate per un sindacato ebreo che vuole Dreyfus libero.

Avete fabbricato le prove per incolpare Esterhazy.

Non serviva.

Il bordereau è la prova della sua colpevolezza.

Sì, il bordereau!

Sono lieto che lo menzioniate.

- Avete inviato voi una copia a "Le Matin"? - No.

- Avete dato informazioni alla stampa? - No.

Avete parlato a Leblois dell'indagine su Esterhazy?

- Sì, ma posso spiegare. - Non serve.

Divulgare informazioni confidenziali è un crimine.

Leblois ne ha parlato a un membro del Senato che ha riferito al Governo.

- Non so come sia arrivato alla stampa. - Non ne avete idea!

Quante informazioni avete rivelato alla signora Monnier?

La Monnier?

La moglie di Philippe Monnier degli Affari Esteri.

- Lei non c'entra. - Non sta a voi giudicare.

Le riconoscete?

Sono lettere personali sottratte da casa mia!

- Provano il legame con la signora. - Avete perquisito l'appartamento!

Esterhazy ha visto dei documenti della vostra indagine su di lui.

Li conservate in casa. Li ha avuti da una donna che portava la veletta.

- Secondo noi, è la signora Monnier. - Portava la veletta?

- Non c'è nulla da ridere. - È un melodramma di basso livello.

- Parleremo dei fatti essenziali? - Non siate impertinente.

La grafia di Esterhazy è identica a quella del bordereau.

Indaghiamo su di voi!

Il dossier di Dreyfus conteneva prove false.

Non è attinente.

- Sono in arresto? - Non ancora.

Perdonatemi, ma la vostra indagine è una farsa e non voglio farne parte.

Sedetevi.

Non abbiamo finito.

Colonnello. Colonnello!

Grazie.

BUSSANO ALLA PORTA

Tieni, bevi.

Lo hanno detto a Philippe.

Sapevo che avrebbe reagito con violenza se lo avesse saputo.

Dopo quel generale...

- Pellieux? - Sì, lui.

Quando ha finito di interrogarmi, mi hanno riaccompagnata in carrozza.

Philippe mi aspettava.

Ha mandato le bambine da sua sorella.

Ha detto che non sono degna di essere madre.

Non me le lascerà vedere dopo il divorzio. Può farlo davvero?

No, certo che no.

Ti serve un avvocato. Chiederemo a Leblois.

Poi lascerai Parigi per un po'.

- Perché? - Per evitare la stampa.

Hai un posto dove andare?

Posso andare da mia sorella, a Tolone.

Bene.

Tu?

Io me la caverò.

- Siamo arrivati. - Sì, grazie.

- Buonasera, signore. - Buonasera.

Bene arrivato.

- Il nostro ospite, il signor Charpentier. - Lieto di conoscervi.

- È il più grande editore di Parigi. - Mi lusingate.

- Grazie per questo incontro. - È un onore. Prego.

Andiamo.

Signori, ecco il colonnello Picquart.

Colonnello.

- Vi presento il senatore Arthur Ranc. - Piacere.

- Joseph Reinach. - Piacere.

Membro della Camera dei deputati.

Loro coordinano la campagna politica.

Georges Clémenceau, editorialista de "L'Aurore".

Colonnello.

Mathieu Dreyfus.

Da tre anni si batte per ottenere giustizia per suo fratello.

La mia famiglia e io vi siamo enormemente riconoscenti.

Non dovete ringraziarmi, ho solo ascoltato la mia coscienza.

Infine ho l'onore di presentarvi Emile Zola.

Sono un vostro grande ammiratore, colonnello.

Io delle vostre opere.

Lo Stato Maggiore si è messo nella posizione di proteggere il colpevole

Marie Charles Ferdinand Esterhazy, per tenere Dreyfus in prigione.

Per questo io sono stato la mente di una cospirazione contro Esterhazy.

- Pertanto devo essere punito. - Che vi accadrà?

Sarò arrestato, signor Clémenceau.

Arrestato e forse cacciato dall'esercito.

L'esercito si mostra così ottuso!

È l'unico modo per tenere Dreyfus sull'isola.

È sbalorditivo!

- C'è da vergognarsi di essere francesi. - Come possiamo aiutarvi?

Bisogna raccontare questa storia, la gente deve capire.

Come ufficiale in servizio non posso dire niente a riguardo.

Voi no.

Ma io sì.

Forse finirò all'isola del Diavolo.

- Dreyfus sarà contento di avere compagnia. - Come puoi scherzare?

Non sopporto l'idea di saperti da solo in una cella.

Non importa. È una fortezza, non una prigione.

Mi dedicherò alla lettura.

Mi dispiace di averti coinvolta.

Mi sono coinvolta da sola.

BUSSANO ALLA PORTA

Colonnello Picquart.

Ho un mandato di arresto del ministro della Guerra.

Posso avere l'arma?

Comprate "L'Aurore"!

La lettera di Emile Zola! Dreyfus difeso da Zola!

La lettera di Emile Zola al presidente!

Comprate "L'Aurore"!

Ragazzo!

Ragazzo, vieni. Possiamo fermarci?

Che cosa dice?

"Assistiamo a questo spettacolo infame.

Si proclama l'innocenza di individui carichi di debiti e reati

e si colpisce un uomo dalla vita integerrima.

Quando una società arriva a tanto, si decompone.

Non si pubblicano certe cose!

("Accuso il tenente colonnello Du Paty de Clam)

(di essere stato l'artefice di questo errore giudiziario.")

("Accuso il generale Mercier di essersi reso complice)

(di una delle peggiori iniquità del secolo.")

("Accuso il generale Billot di avere avuto)

(le prove dell'innocenza di Dreyfus e di averle soffocate.)

(Si è reso colpevole di lesa umanità e lesa giustizia)

(a fini politici e per salvare lo Stato Maggiore compromesso.")

("Accuso il generale de Pellieux e il maggiore Ravary)

(di avere condotto un'inchiesta dominata da parzialità mostruosa.)

(Nel rapporto del secondo abbiamo un monumento di ingenua audacia.")

("Accuso gli esperti calligrafi di aver fatto rapporti fraudolenti)

(a meno che non siano affetti da malattie di vista e giudizio.")

"Accuso i generali Boisdeffre e Gonse dello stesso delitto.

Uno per fanatismo clericale, l'altro per spirito di corpo

che fa del ministero della Guerra l'arca santa e inattaccabile..."

"Accuso il primo consiglio di guerra di avere condannato un accusato

in base a un documento segreto.

Accuso il secondo consiglio di guerra di aver coperto l'illegalità

commettendo il delitto di assolvere scientemente un colpevole.

"Nel muovere queste accuse

so di incorrere negli articoli 30 e 31 della legge sulla stampa

che punisce i reati di diffamazione e vi incorro per mia volontà."

- Traditore! - A morte!

Traditore!

- Traditore! - Emile Zola, a morte!

- A morte! - Devi morire!

- Mio caro Georges. - Louis!

- Stai bene? - Sì.

- Bene. - Dammelo.

Caspita!

- Che luogo incantevole! - Vero?

- Accomodati. - Grazie.

Zola è stato denunciato.

- Dall'esercito? - No, dal Governo.

- Quando sarà giudicato? - Presto, tra due settimane.

Due settimane.

Zola e Clémenceau ti vorrebbero come testimone.

- Sì, certo. - Bene.

Hanno l'avvocato più aggressivo di Parigi, Fernand Labori.

Labori.

- Lo conosci? - No.

- Lo chiamano "il Vichingo". No? - No.

Bastardo!

- Picquart, sei un bastardo! - Traditore!

Bastardo!

Giurate di parlare senza odio e timore e di dire tutta la verità?

Lo giuro.

- Il vostro nome? - Marie Georges Picquart.

Luogo di residenza?

Fortezza di Mont-Valérien, ala della prigione.

Avvocato Labori.

Può dire alla Corte che sa dell'affare Esterhazy?

Nella primavera 1896 trovai i frammenti di un telegramma.

Era dell'addetto militare di un Paese straniero per il maggiore Esterhazy.

Rivelava che Esterhazy gli trasmetteva delle informazioni.

Pertanto feci sorvegliare Esterhazy.

Quattro mesi dopo scrisse per un incarico allo Stato Maggiore.

Ben due volte!

La calligrafia corrispondeva a quella del documento noto come bordereau

attribuito al maggiore Dreyfus.

Lo confermò il primo esperto incaricato dal Governo.

Informaste i vostri superiori di questa notizia?

- Certo. - Che cosa dissero?

Dissero di tenere i due casi separati.

Maggiore Lauth, potete avvicinarvi?

Avete dichiarato di ritenere

che il colonnello Picquart abbia aggiunto il telegramma

ai documenti segreti non ancora esaminati.

- È ciò che credo. - Colonnello Picquart.

Questo non ne fa una verità.

Colonnello Henry, avvicinatevi.

Grazie, maggiore Lauth.

Voi avete dichiarato di avere visto

il colonnello Picquart mostrare il dossier all'avvocato Leblois.

Sì. Era nel suo ufficio. Gli ha mostrato il documento

in cui si definisce Dreyfus "quella canaglia di D".

- Sbaglia. Non l'ho mostrato a nessuno. - lo l'ho visto.

- Non posso dire altro. - Posso fare una domanda?

Fin dove siete entrato?

Avevo la testa nello spiraglio della porta.

- Come avete potuto distinguerlo? - L'ho visto bene.

La calligrafia non è chiara da vicino, figurarsi da quella distanza.

Conosco quel documento meglio di chiunque e l'ho visto.

Volete sia fatta luce? E sia! Dirò come stanno le cose.

- Il colonnello Picquart mente! - Signor presidente!

Avete sentito il colonnello Henry darmi del bugiardo

e il maggiore Lauth insinuare che io ho fabbricato il telegramma.

Sapete per quale motivo? Tutti gli artefici del caso Dreyfus...

- Colonnello! - Henry, Gribelin, Lauth

su ordine del generale Gonse

coprono gli errori del colonnello Sandherr, un uomo malato.

- Sedetevi! - Sapete qual è il mio crimine?

Credere che l'onore non si difenda con la cieca obbedienza.

Basta!

Forse sarò cacciato dall'esercito che io amo e a cui ho dato 25 anni.

Ebbene così sia.

Credo ancora che fosse mio dovere cercare verità e giustizia.

In questo modo dovremmo servire l'esercito.

- Basta! - Onestamente.

- Bravo! - La pagherete per questo insulto.

Silenzio!

Generale Pellieux, venite alla sbarra.

- Vi ascoltiamo. - Non si è detto nulla dell'affare Dreyfus.

È "res iudicata", cosa giudicata, ma visto come lo è stata...

Come dice il colonnello Henry, "Vogliono sia fatta luce? E sia."

Nel novembre 1896 è giunta al ministero della Guerra

la prova certa della colpevolezza di Dreyfus. lo l'ho vista.

È la lettera di un addetto militare straniero a un altro. Dice così.

"Sorgono domande sull'affare Dreyfus.

Non ammettere mai le relazioni che abbiamo avuto con quell'ebreo."

- Chiedo la parola. - Perdonatemi! Ho io la parola.

- Chiedo che il documento sia prodotto. - Avvocato Labori!

Generale Gonse, avvicinatevi.

L'esercito non teme nulla.

Ma documenti di tale natura restano confidenziali.

Convocate il generale Boisdeffre.

- Lui confermerà. - Allora convocatelo.

- Bravo! - Viva la Repubblica!

Viva l'esercito!

Viva la Repubblica!

- Viva il generale! - Bravo!

Viva la Francia!

Viva la Repubblica!

Bravo!

Silenzio.

Silenzio!

Vi ascoltiamo.

Ho saputo della deposizione del generale Pellieux.

Confermo tutti i punti. È precisa, riflette la verità.

Non ho altro da dire.

Ma signori...

Permettetemi di aggiungere una cosa.

Voi siete la giuria.

Voi siete la nazione.

Se la nazione non ha più fiducia nei capi del suo esercito

in chi ha la responsabilità della difesa nazionale

lasciamo ad altri questa incombenza.

- Bravo! - È un colpo di Stato.

Si dimettono se non hanno il verdetto che esigono?

- Non avete la parola. Generale, grazie. - Ho delle domande per lui.

Non avete la parola.

Il colonnello Picquart vuole dire qualcosa.

Colonnello, avvicinatevi.

Se i generali Pellieux e Boisdeffre non ne avessero rivelato l'esistenza

non ne avrei parlato.

Ora sono dispensato dal giuramento di segretezza.

La lettera di cui parlano, questa prova inconfutabile è un falso.

- Vile e bugiardo! - Buffone!

- È una menzogna! - Silenzio!

Silenzio!

La domanda è la seguente. Emile Zola ha fatto pubblicare delle menzogne

concepite per compromettere l'onore e la reputazione dell'esercito?

Signori membri della giuria, qual è il vostro verdetto?

Sul mio onore e la mia coscienza

il verdetto della giuria è... Sì, l'accusato è colpevole.

Bravo!

In virtù di ciò la Corte vi condanna a un anno di reclusione

- e a una ammenda di tremila franchi. - Sì!

Bravo.

- Viva la Francia. - Bravo!

- Viva la Francia! - È giusto!

È giusto!

Signori. Se uno di voi sarà ferito, il duello verrà interrotto.

Dopo l'ispezione della ferita, se il ferito vuole, il duello riprenderà.

In guardia!

A voi!

Signor arbitro, è ridicolo!

Fermi!

Dottore! Esaminate la ferita.

Non è nulla, vi ha mancato per un pelo.

- Quell'uomo è pazzo. - No, è disperato.

Sto bene!

Non è niente!

Sono pronto.

In guardia!

A voi!

Fermi!

No! Posso continuare.

Datemi un minuto!

Visita.

- Chi siete? - Labori.

Allora? Com'è la vita alla Santé?

Mont-Valérien era meglio.

Ho un regalo per voi.

"Oggi il colonnello Henry ha ammesso di essere l'autore della lettera

dell'ottobre 1896 in cui veniva nominato Dreyfus.

Il ministro della Guerra ha ordinato l'arresto di Henry.

Ora è a Mont-Valérien."

- Perché ha confessato? - Non aveva scelta.

La sua lettera era fatta male.

Ha incollato dei pezzi che non combaciavano.

Povero imbecille!

Dovranno rifare il processo e rimpatriare Dreyfus.

Chiamerò Henry alla sbarra. Faremo cadere il Governo.

Eccolo, è Picquart!

- Colonnello! - Una domanda!

- Signori, un momento. - Silenzio!

Sono soddisfatto.

Dopo un anno di carcere il Governo ha fatto cadere le accuse contro di me.

Inoltre ha deciso di riesaminare la condanna del capitano Dreyfus.

- Chiedo che sia arrestato Esterhazy. - Esterhazy vi ha sfidato a duello.

Che farete?

È un criminale, la giustizia si occuperà di lui.

È lui.

Ti ucciderò, lurido codardo!

- Avrò soddisfazione! - Cercala dalle tue puttane.

Vigliacco! Traditore! Sporco ebreo!

TUONO

- Nome. - Alfred Dreyfus.

Parlate più forte.

Alfred Dreyfus.

- Età? - Trentanove anni.

- Luogo di nascita? - Mulhouse.

- Grado? - Capitano, diplomato allo Stato Maggiore.

Siete accusato di alto tradimento.

- Come vi dichiarate? - Sono...

Sono... Sono innocente.

Per l'ennesima volta, sull'onore del mio nome e sui miei figli.

Colonnello, lo giuro. Sono innocente.

Dietro front!

Pied'arm!

La parola al generale Mercier.

Ordinai di consegnare un dossier di prove ai giudici.

Era un documento segreto e doveva restarlo.

Aggiungo una cosa. Sono un uomo onesto figlio di uomo onesto.

Se avessi un dubbio, lo ammetterei.

Direi al capitano Dreyfus che ho commesso un errore.

Allora ditelo!

Ma non è così. Dal 1894 nulla ha fatto vacillare la mia convinzione.

È stata rafforzata dagli sforzi penosi per provare la sua innocenza.

Senza parlare dei milioni spesi per lui dall'internazionale ebrea.

Signor presidente, posso interrogare il testimone?

Vista l'ora, continueremo domani l'ascolto del testimone.

- Ma come? - La seduta è tolta.

Potete andare, generale.

SUONO DELLA SVEGLIA

Georges!

- Sei pronto? - Sì, arrivo!

Picquart! Gast!

Buongiorno, Labori.

- Sei pronto per la battaglia? - Prontissimo.

Faremo saltare il generale Mercier con l'arsenale che mi avete fornito.

Mio Dio!

- Accorrete! Aiuto! - Resta con lui!

- Gli hanno sparato! - Aiutatemi!

Aiuto!

Fermatelo! Assassino! Fermatelo!

"In nome del popolo francese.

Oggi, 9 settembre 1899,

il consiglio di guerra della X Legione del Corpo d'armata

dichiara l'imputato Dreyfus Alfred,

capitano del XIV reggimento di Artiglieria,

con cinque voti contro due, colpevole di alto tradimento."

Viva la Francia!

INSIEME: Buuu!

"Con la stessa maggioranza vengono date le circostanti attenuanti.

Pertanto la Corte commuta la pena in dieci anni di carcere."

Circostanze attenuanti!

Vegliate su mia moglie.

Certo.

Scusa se ti ho fatto attendere.

Stavo uscendo di casa ed è arrivato Mathieu Dreyfus.

Che voleva?

Hanno offerto la grazia al fratello.

- Voleva un consiglio. - Meraviglioso!

- Che gli hai detto? - Non deve accettare.

- Ma così sarà libero. - Libero, ma tecnicamente colpevole.

- Non vede i figli da cinque anni! - Deve resistere. Vinceremo.

Se resta in prigione, faremo prima.

- Cameriere! Un cognac. - Subito.

Ora che il tuo divorzio è ufficiale,

- magari potremmo sposarci. - Potremmo.

Pensi che dovremmo farlo?

- Vuoi che ti chieda la mano? - Non particolarmente.

Perché?

Tesoro, se me lo chiedi in questo modo, non ha molto senso.

Non pensi?

Perdonami.

Mi vuoi sposare?

No.

Sul serio? Rifiuti?

Tu non sei tipo da matrimonio e in fondo neanche io lo sono.

Continuiamo come prima.

Signor ministro, il maggiore Dreyfus è qui.

Fatelo entrare.

Generale.

Maggiore.

Prego.

Accomodatevi.

- Siete già stato qui? - No, signor ministro.

Allora.

- Di che volevate discutere? - Del mio grado.

La mia promozione a maggiore non tiene conto degli anni di prigionia.

I vostri otto anni fuori dall'esercito sono considerati

come se li aveste trascorsi in servizio. È ingiusto.

Lo ritengo un pregiudizio.

Capisco. Che dovrei fare a riguardo?

Promuovermi al rango che mi spetta.

- Quale sarebbe? - Tenente colonnello.

- Questo richiede una legge speciale. - Andrebbe fatto, sarebbe giusto.

- Non è possibile. - Perché?

La legge non passerebbe. ll clima politico è cambiato.

È già difficile lavorare con coloro che erano nostri nemici.

- Perché riaprire la questione? - Perché è la cosa giusta.

Mi dispiace, non è possibile.

- Se è tutto... - Sì, è tutto.

Mi rincresce che in questi anni non abbiamo potuto parlare in privato.

No, infatti. Non dalla mattina del mio arresto.

Sì. Chiedo scusa per il ruolo che ho avuto in questa triste farsa.

Avete recuperato egregiamente.

È bello avere fatto tutto questo e infine essere eletto nel Governo.

Eppure è strano a dirsi, ma...

- Non sarei qui senza di voi. - No, generale.

Siete qui per avere fatto il vostro dovere.

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