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Cremlino - Mosca 26 marzo 1974
Verbale del colloquio tra:
Ieri sera, quando sono tornato a casa,
mia moglie mi ha fatto vedere una foto sul giornale.
Mi ha detto: "Il dottor Kissinger è dimagrito."
Io le ho risposto: "Ma no!
"È solo l'effetto della foto."
Tua moglie sì che sa essere diplomatica.
La cerimonia della firma dell'Atto finale inizierà a breve.
I leader di 35 Paesi sono disposti attorno a questo grande tavolo,
qui alla Finlandia Hall.
Il primo è Helmut Schmidt,
cancelliere della Repubblica Federale di Germania.
Erich Honecker, leader della Germania Est.
Il presidente Ford si appresta a firmare il documento.
Ora il documento verrà consegnato
al segretario generale del Partito Comunista sovietico, Leonid Brežnev.
Fermo il nastro proprio qui,
per dirvi che quest'uomo sta per commettere un errore enorme.
Lui non lo sa e non vivrà abbastanza a lungo
per assistere alle conseguenze della sua firma.
Ovviamente non è l'unico a non saperlo.
In effetti, nessuno in questa stanza si rende conto
della portata rivoluzionaria di quanto sta accadendo proprio in questo momento.
E anch'io non ne sapevo assolutamente nulla
fino a poco tempo fa, così ho deciso di approfondire la questione,
nell'unico modo che conosco: guardando le immagini d'archivio.
Nel 1975, la mia città, il mio Paese sono stati sotto gli occhi del mondo
per circa cinque minuti.
La grande conferenza internazionale che si è tenuta a Helsinki.
La conferenza del secolo, un evento senza precedenti nella storia mondiale.
Per la prima volta in questo secolo,
i leader di 8 Paesi socialisti e 27 Paesi capitalisti
si sono riuniti a Helsinki per una conferenza unica nel suo genere.
Pensavo che realizzare questo film sarebbe stato facile.
I grandi protagonisti della scena geopolitica dell'epoca,
tutti riuniti a Helsinki per mettere fine alla Guerra fredda.
E una quantità enorme di filmati tra cui scegliere.
Gli storici sostengono persino che questa enorme messinscena diplomatica
avrebbe avuto, in seguito, un peso enorme per il futuro del mondo.
Che cosa poteva mai andare storto?
Forse il fatto che è tutto incredibilmente noioso.
Anche per chi vi prese parte.
In più, è difficilissimo capire che cosa fosse successo davvero
Nemmeno i miei compatrioti ne sapevano molto.
Posso disturbarla un momento? Va di fretta?
- Di che si tratta? - CSCE. Che cos'è la CSCE?
CSCE...
È una specie di conferenza, o qualcosa del genere.
Per un bel po' ho fatto fatica a venirne a capo.
Sembrava una cosa importante.
Ma come renderla interessante?
Questo è un film diviso in 12 capitoli sull'arte della diplomazia lenta.
Su una conferenza apparentemente inutile che ha cambiato tutto
e su quanto sia facile sbagliarsi.
Spero che vi piaccia.
Capitolo 1 Tutto ciò che vogliono i sovietici
Non è male. Molto carino.
Un diplomatico è una creatura singolare.
Vigile. Cortese. Paziente. Spietata.
Per risolvere i conflitti ed evitare di ricorrere alla forza, si dice,
bisogna negoziare.
Siamo qui riuniti per discutere di un tema quanto mai attuale:
la sicurezza in Europa.
Negoziare richiede la volontà di scendere a compromessi
e di fare concessioni.
In parole povere, sicurezza significa vivere senza guerre.
Cooperazione è qualcosa di più:
significa che i Paesi intrattengono rapporti tra loro.
Avevo nove anni quando cadde il Muro di Berlino
e cominciò la liberazione dell'Europa orientale.
Quegli eventi non c'entrano con la mia posa in questa foto,
perché, a dire il vero, non ne sapevo granché.
E non sapevo nemmeno che legame ci fosse tra tutto questo
e qualcosa che era accaduto 15 anni prima, in quel grande edificio bianco,
a soli due chilometri da dove sono cresciuto.
Quando guardo dall'altra parte della baia, verso la Finlandia Hall,
sembra tutto tranquillo,
come in una qualsiasi bella giornata di fine luglio.
Nella teoria del caos, l'effetto farfalla è
la dipendenza sensibile dalle condizioni iniziali,
per cui una piccola variazione
in un sistema non lineare e deterministico
può produrre differenze enormi nel suo sviluppo successivo.
La cerimonia di apertura della fase finale
della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa
inizierà tra poco, qui alla Finlandia Hall.
Prima dell'inizio della conferenza,
vi presento i protagonisti di questa storia.
Segretario generale dell'Unione Sovietica
Segretario di Stato degli Stati Uniti
11 giugno 1974
Il mio problema con la Conferenza sulla sicurezza è
che l'argomento mi annoia a morte.
Capisco la sensazione.
Non ho studiato niente di tutto ciò.
Ma questa non è la vera voce di Henry Kissinger.
Le parole, però, sono le sue,
fedelmente trascritte dagli stenografi del Dipartimento di Stato,
e ricreate con l'aiuto della tecnologia di simulazione vocale basata sull'IA.
18 giugno, 1974
In fondo, non abbiamo mai voluto questa conferenza.
Mosca, 26 marzo 1974
Se non vogliono che la Conferenza europea
porti a dei risultati concreti,
perché non lo dicono apertamente?
Così al posto della sicurezza, il risultato sarà...
insicurezza.
Anche questa non è la vera voce di Leonid Brežnev.
Per quanto ne so, non sapeva nemmeno parlare inglese.
Ma le trascrizioni sono disponibili solo in inglese,
quindi gli perdonerete questo buffo accento russo.
Questi memorandum, ora declassificati, ci offrono uno sguardo inedito
sugli scambi affascinanti e bizzarri
avvenuti a porte chiuse durante questa conferenza e nelle sue varie fasi,
da una parte e dall'altra della Cortina di ferro.
Ho quindi deciso di includerli in questo film.
Quest'uomo, il pezzo grosso della Finlandia,
è un altro dei protagonisti di tutta questa vicenda.
Ma di lui parleremo più avanti.
Mai prima d'ora
così tanti statisti, capi di Stato e capi di governo
si erano riuniti sotto lo stesso tetto e attorno allo stesso tavolo.
Pronto, Praga?
Pronto, Praga?
Possiamo risentire la prima parte?
Di nuovo la parte in diretta.
Non tutti sono convinti
che l'accordo firmato alla Conferenza sulla Sicurezza
cambierà i rapporti tra i Paesi.
I sovietici ottengono sempre quello che vogliono.
In Finlandia, per necessità politica, è questo il motto.
Leonid Brežnev voleva una Conferenza europea
sulla sicurezza ben organizzata e ben gestita, qui a Helsinki,
e i suoi amici finlandesi lo hanno accontentato.
A nome del governo e del popolo finlandese,
ho il grande onore di dichiarare aperta
la terza fase della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa.
Perché i comunisti...
Perché l'Unione Sovietica e Brežnev volevano tanto questa conferenza,
se alla fine non cambierà molto?
Che cosa vedono i russi che a noi invece sfugge?
Beh, credo
sia una questione di legittimazione.
Forse dovremmo sentire l'uomo che
si è giocato la propria reputazione e il suo posto nella storia.
(Parla!)
Il segretario generale Leonid Brežnev, pezzo grosso dell'Unione Sovietica,
e un'icona della moda da spiaggia.
Qual è la sua idea di sicurezza europea?
La questione centrale della sicurezza europea
è l'inviolabilità dei suoi confini,
così come sono stati definiti dalla Seconda guerra mondiale.
Capisco. E cosa propone di fare al riguardo?
Sarà fondamentale convocare
un'apposita conferenza internazionale con questo obiettivo
e cancellare definitivamente ogni residuo della Seconda guerra mondiale.
Vediamo se ho capito bene.
Teme che qualcuno possa rimettere in discussione i confini europei?
Sì!
Capitolo 2 L'interminabile compito della Finlandia
La Finlandia, Paese ospitante, si trova in una posizione delicata
tra l'Europa orientale e l'Occidente.
Ho ricevuto la stessa famosa istruzione finlandese,
di questi bambini.
Ma non per questo so riassumere facilmente
la posizione geopolitica della Finlandia di quegli anni.
Quindi lascerò la parola a quest'uomo.
Pronto?
Il dottor Henry Kissinger.
Consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti
Criminale di guerra e grande appassionato di politica estera.
A te la parola, Henry.
Un confine di 1.270 chilometri separa 4,7 milioni di finlandesi
da 239 milioni di russi.
Fino a poco tempo fa, la Finlandia contava poco o nulla.
Oggi non si può fare a meno di ammirare questa piccola nazione tenace.
È noto che la Finlandia ha lottato contro gli invasori
per il diritto a esistere.
Meno nota è la lotta secolare
contro un suolo sterile e un clima spietato.
Nel corso della loro storia,
i finlandesi sono stati sconfitti dalla Russia in 42 guerre,
ma hanno sempre dimostrato un coraggio straordinario.
La Russia ha attaccato la Finlandia.
E come influisce tutto ciò sulla politica della mia coraggiosa nazione?
Questi fattori pesano molto
su ogni aspetto della politica interna ed estera della Finlandia.
Sanno che, per restare indipendenti,
devono rassicurare i sovietici che le loro azioni
non minacceranno mai la sicurezza dell'URSS.
Rassicurare i sovietici è un compito senza fine per i finlandesi.
Un brindisi alla nostra amicizia.
La Finlandia è davvero indipendente, secondo lei?
No, non direi. Siamo controllati.
Ci sono segnali dappertutto, anche se non si conoscono
i tortuosi retroscena della politica finlandese.
Basta seguire un po' la situazione per rendersene conto.
Sembra stressante.
Per fortuna, però, c'era quest'uomo al comando.
Il presidente Urho Kekkonen.
Leader supremo, padre della patria
e praticamente una divinità.
- Henry? - Sì?
Sentiamo la tua analisi.
Signore e signori...
il presidente Kekkonen domina la politica interna finlandese
e i rapporti con l'estero dal 1956.
Si considera l'unico finlandese
capace di creare con i sovietici un legame abbastanza stretto
da conservarne la fiducia.
È una convinzione errata.
23 novembre 1974
Sai, Kekkonen beve una quantità incredibile caffè.
Naturalmente, devo tenergli compagnia,
ma dentro di me prego Dio che mi dia del tè.
Capitolo 3 Acronimi
Passare in rassegna le centinaia di ore di filmati della conferenza
è un'esperienza quasi meditativa, ma richiede tantissimo tempo.
La polizia ha iniziato a sgomberare i senzatetto
dalle strade.
Non sempre so cosa sto cercando finché non mi capita davanti.
Santo Padre, benedici e illumina i leader e i capi di Stato
che si riuniranno nel nostro Paese questa settimana.
Jürgen, ho un'idea.
Questo filmato di Brežnev ha attirato la mia attenzione.
Lui e il presidente Ford si sono appena incontrati a Helsinki.
Il signor Brežnev ha orchestrato tutto questo
nel corso di nove anni di trattative.
Per lui è il culmine della sua carriera.
Guardate la faccia di Brežnev.
Il linguaggio del corpo.
Sembra così felice.
Più approfondisco la ricerca, più spero di capire perché.
Ma Brežnev non è solo un tipo buffo con le sopracciglia folte,
che intrattiene i giornalisti sotto il sole di Helsinki.
Forse non è il mostro che era Stalin,
né un folle con la bomba atomica in mano,
come Chruščëv.
Ma si stima che nei primi anni '70 ci fossero ancora
200.000 prigionieri politici nell'Unione Sovietica.
Anche se nei filmati dell'epoca che abbiamo a disposizione
tutti sembrano sempre felicissimi,
sotto la superficie la realtà era probabilmente ben più cupa.
E niente lasciava presagire che le cose sarebbero cambiate.
Ma la natura trova sempre una via.
Da un piccolo seme cominciano a crescere le piante.
Questo meraviglioso processo richiede condizioni interne ed esterne ottimali.
Acqua, ossigeno, luce e la giusta temperatura.
E a proposito di temperatura...
- La Guerra fredda? - Sì.
È tensione. Tanta tensione.
Guerra fredda significa litigare senza arrivare alle armi.
Il matrimonio è come una Guerra fredda.
Si chiama Guerra fredda perché le forze armate,
pur usate come minaccia, raramente entrano in azione.
La Seconda guerra mondiale è finita senza un trattato di pace.
Poco dopo iniziò la Guerra fredda, che divise l'Europa in blocchi.
Questa è la Cortina di ferro.
Un muro di cemento, ferro e acciaio
che separa il mondo libero dai Paesi sottomessi al Cremlino.
Crediamo in molte cose,
ma la convinzione che l'uomo sia un essere responsabile delle sue azioni
è ciò che ci distingue come nazione.
La visione opposta in questo conflitto
si basa su un'idea dell'uomo radicalmente diversa.
La politica è tutta un "Io, io, io". Tutti vogliono essere i più grandi.
L'uomo non è niente, ma il dito di Dio è ovunque.
Qualcosa doveva cambiare.
Serviva un nuovo approccio,
che fu chiamato...
Détente.
- Détente. - Détente.
- Détente. - Détente.
- Détente. - Détente.
- Détente. - Détente.
Détente, sostantivo femminile: allentamento delle tensioni
o miglioramento dei rapporti tra nazioni.
La Détente era più un mood, una vibe,
ed era definita da una serie di sigle, come...
S.A.L.T: Trattato per la limitazione delle armi strategiche
M.B.F.R: Riduzione reciproca ed equilibrata delle forze armate
A.B.M.T: Trattato sui missili antibalistici
Ma la sigla più affascinante, quella che le batteva tutte,
era di certo...
C.S.C.E: Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa
L'incontro di tre giorni a Helsinki, nell'estate del 1975,
era la terza e ultima fase della conferenza,
durante la quale 35 leader avrebbero tenuto dei discorsi per poi firmare
l'Atto finale di Helsinki.
Capitolo 4 Vogliamo un documento
Momo? Momo?
Belgrado?
Belgrado?
Sto chiamando Belgrado proprio ora.
Cominceremo tra poco,
ma prima devo mettermi in contatto con Belgrado.
Momo deve mandare la sigla.
Momo, mi senti?
Momo, non ti sentiamo.
E ora il primo intervento della conferenza:
il primo ministro britannico Harold Wilson.
Signor Presidente,
come primo oratore di questa conferenza,
vorrei esprimere, a nome di tutti noi, la speranza che,
che negli anni a venire
i cittadini d'Europa e del Nord America
ricordino questo incontro
come una svolta nella nostra storia.
Non fingerò che i documenti che stiamo per approvare
possano, da soli, attenuare le tensioni e l'insicurezza
che, dalla fine della guerra, hanno segnato la vita dei popoli
e dei governi europei.
Ma sono ben più che semplici buone intenzioni.
Sono ben più del desiderio di migliorare i nostri rapporti.
Sono un impegno morale che ignoriamo a nostro rischio e pericolo.
Segnano l'inizio di un nuovo capitolo nella storia dell'Europa.
Dunque, che cosa vogliamo ottenere da questa conferenza?
E soprattutto, quale risultato vogliamo che la storia ci riconosca?
Sono domande giuste, signor Wilson.
Ma credo mi serva un po' di contesto per districarmi in questo ginepraio.
Helsinki Luglio 1975
Budapest Marzo 1969
Nel marzo del 1969,
i leader dei Paesi del Patto di Varsavia
si riunirono a Budapest per uno dei loro ritrovi socialisti.
Al termine dell'incontro,
pubblicarono il cosiddetto Appello di Budapest.
Dottor Kissinger.
Che c'è?
Nell'Appello di Budapest,
i sovietici propongono una conferenza sulla sicurezza europea.
Che cosa ne pensa?
Non so bene cosa sperano di ottenere
da una conferenza sulla sicurezza europea.
A quanto pare, vogliono il riconoscimento dei confini del dopoguerra.
Nessuno mette in discussione i confini attuali.
Un momento, ho Brežnev sull'altra linea.
Signor segretario generale,
Kissinger dice che lei non ha nulla da temere
per quanto riguarda i confini.
Un documento! Vogliamo un documento!
Henry, credo che voglia una conferma scritta.
Perché pensa che sia così importante per loro?
Per il profondo senso di insicurezza di Mosca.
Ho capito.
Solo cinque settimane dopo l'Appello di Budapest,
scendiamo in campo noi finlandesi.
Eravamo costretti a rispondere in qualche modo all'Appello di Budapest.
Decidemmo quindi di elaborare una proposta dettagliata
per organizzare a Helsinki una conferenza sulla sicurezza.
Riassumendo:
ora abbiamo un appello del Patto di Varsavia per una conferenza
e una proposta del governo finlandese
per ospitarla a Helsinki.
Ma a quanto pare, la strada è ancora lunga.
E ora, alcuni cinici malintenzionati accusano scandalosamente la Finlandia
di fare da galoppino all'Unione Sovietica.
Signor Presidente,
come commenta le reazioni
alla proposta della Finlandia di ospitare la conferenza?
In Europa e altrove.
La diceria più assurda è che la Finlandia abbia negoziato
con l'Unione Sovietica sulla proposta della conferenza
per quattro settimane,
che i sovietici ci abbiano fatto forti pressioni,
e che noi abbiamo ceduto solo dopo aver ottenuto il permesso
di estendere l'invito
agli Stati Uniti e al Canada.
Ci hanno riferito questa accusa, che, a quanto pare,
qualcuno ha formulato seriamente.
È una diceria assurda. Non è successo niente del genere.
Io voglio credergli.
Ma poi c'è questo.
Praga Febbraio 1973
La Finlandia è già nelle nostre mani.
Dobbiamo provarci anche altrove.
Credo che due cose possano essere vere allo stesso tempo.
Forse Kekkonen e la Finlandia hanno fatto un favore ai sovietici,
sostenendo l'idea della conferenza
e offrendosi di ospitarla,
ma al tempo stesso hanno rafforzato la nostra posizione di Paese neutrale
nel braccio di ferro tra Est e Ovest.
Qual è il principale ostacolo alla realizzazione della conferenza?
A quanto pare, portare la Germania Ovest e quella Est,
al tavolo delle trattative.
Nello stesso momento, allo stesso tavolo.
Per discutere delle stesse questioni.
La situazione di Berlino era ancora una ferita aperta
e, per molti versi, la principale fonte di tensione in Europa.
Per il momento, questo problema ostacolava la Conferenza sulla Sicurezza
e il successo della stessa Détente.
Capitolo 5 Ci stiamo facendo risucchiare
Berlino 1969
Helsinki Luglio 1975
Per tanti motivi, oggi il leader sovietico Leonid Brežnev
è stato al centro dell'attenzione alla conferenza.
Ieri sera Brežnev ha lasciato in anticipo la cena ufficiale,
scatenando voci e speculazioni.
I sovietici hanno dato tre versioni diverse e contraddittorie:
sta male, ha mal di denti e deve preparare il discorso.
Non sappiamo il vero motivo per cui se n'è andato così presto...
Ricomincio.
L'ondata di caldo nella Finlandia centro - sud
dura ormai da due settimane.
Il caldo può essere pericoloso per chi soffre di malattie cardiovascolari.
Brežnev chiaramente non sta bene.
Non solo la sua ideologia autoritaria sta perdendo colpi.
Anche il suo corpo lo sta tradendo.
Ha fretta di lasciare il segno nella storia, prima che sia troppo tardi.
Ma ci mancano ancora alcuni tasselli del puzzle.
Devo fare altre telefonate.
Chi le ha dato questo numero?
Henry, cosa servirebbe all'amministrazione americana
per andare avanti con questa conferenza?
Quali sono le condizioni?
L'esito positivo dei negoziati su Berlino.
Oggi gli ambasciatori delle quattro potenze alleate in guerra
hanno firmato un accordo a Berlino.
Si spera sia un passo avanti verso la normalizzazione dei rapporti.
Fatto. E poi?
L'avvio dei negoziati sulla riduzione reciproca delle forze armate in Europa.
L'URSS ha fatto sapere che
i negoziati per la riduzione equilibrata delle forze
tra la NATO e i Paesi del Patto di Varsavia
potrebbero iniziare l'anno prossimo.
Fatto. Sei in gran forma, Henry.
Sì!
"L'abbiamo sacrificata [la Conferenza] per raggiungere l'accordo su Berlino,
"e l'abbiamo fatto di nuovo per l'avvio alla MBFR
"(riduzione reciproca ed equilibrata delle forze)"
Cercando le trascrizioni delle conversazioni
su quel preciso momento,
mi sono imbattuto in uno scambio interessante e piuttosto scioccante
tra Nixon e Henry Kissinger.
19 aprile 1972
Verbale di colloquio tra:
Per quanto riguarda le questioni di sicurezza europea,
credo che ci stiamo facendo risucchiare un po' troppo.
Siamo già abbastanza coinvolti.
Lo so. Fidati: quando si parla di sicurezza europea,
la NATO te la puoi quasi scordare.
Di questo sono convinto anch'io.
Ma sono anche piuttosto convinto che la NATO sia ormai finita...
ma questo resta tra noi.
Colloqui preparatori Novembre 1972, Finlandia
La strada verso un'Europa più sicura
fa oggi un altro passo avanti.
I rappresentanti di 34 governi
si riuniscono qui a Espoo, alle porte di Helsinki,
per preparare la Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa.
Questa parte sarebbe terribilmente noiosa da guardare e da cercare di capire,
quindi ve la riassumo.
Decisero che la conferenza si sarebbe svolta in tre fasi.
Fase 1 Vertice dei ministri degli Esteri
Fase 2 Redazione dei documenti
Fase 3 Firma dell'Atto finale
I vari temi furono infine suddivisi
in quelli che chiamarono Canestri.
Cosa c'è in questi Canestri?
Primo Canestro.
Questioni relative alla sicurezza in Europa
Secondo Canestro.
Cooperazione nei settori dell'economia,
della scienza, della tecnologia e dell'ambiente
Il Terzo Canestro è probabilmente il più noto e controverso.
Terzo Canestro.
Cooperazione in campo umanitario
e in altri settori
Questo Canestro era
il modo in cui i Paesi democratici occidentali dicevano:
"Non si dà niente per niente."
Se volete il Primo Canestro, con le garanzie
che tutti i confini sono ormai definitivi e inviolabili,
dovrete concedere qualcosa in cambio.
Impegnarvi a garantire
la libera circolazione di persone,
informazioni e idee oltre i confini europei.
Il Terzo Canestro nasceva perché,
ogni volta che a est della Cortina di ferro
si notava un segnale di progresso,
i sovietici mandavano i carri armati.
Ungheria 1956
Cecoslovacchia 1968
I sovietici hanno odiato il Terzo Canestro fin dal primo giorno,
come Brežnev fece chiaramente capire a Kissinger.
25 marzo 1974
Chi spera di poter interferire
nei nostri affari interni attraverso la Conferenza,
si sbaglia di grosso. Ve lo posso assicurare.
Capitolo 6 15 o 20 è uguale
Helsinki Primavera 1973
Helsinki Luglio 1975
Quanti giornalisti vi aspettate?
Fino a 1.500 persone, Il che sarebbe...
uno dei più grandi concentramenti di giornalisti in Europa.
Delegati e giornalisti
possono fare chiamate internazionali da queste cabine telefoniche.
In questo edificio ci sono 58 cabine in tutto.
Ci sono anche altrettante telescriventi,
a disposizione di delegati e giornalisti.
L'emittente pubblica finlandese
ha 14 troupe al lavoro durante la conferenza.
L'intera conferenza va filmata e registrata,
perché è un evento storico.
Tutto il materiale girato dovrà essere raccolto e archiviato.
E di materiale ce n'è in abbondanza.
Per fortuna, ogni tanto mi imbatto in una clip
che mi ripaga di tutta la fatica.
Qui Brežnev e Ford stanno per incontrarsi,
il primo giorno della fase finale della Conferenza di Helsinki.
Ma, a differenza
dei cameramen, costretti ad andarsene dopo 2 minuti,
noi, 50 anni dopo, possiamo restare ad ascoltare di nascosto,
grazie alle trascrizioni.
Ambasciata USA - Helsinki 30 luglio 1975
Verbale del colloquio tra:
Hai perso peso.
Anche tu sembri in forma.
Mi sono stabilizzato.
Ti vedo in ottima forma.
Peso circa 78 chili.
Oscillo tra i 78,9 e gli 80, a volte,
ma resto entro quel limite.
Ormai mi mantengo stabile su questo peso.
Io sono stabile in una fascia di dieci chili.
[Risate]
Sono venuto qui, Segretario generale,
nonostante le critiche negli U.S.
perché credo nella Détente.
"Per me è una farsa, una messinscena."
"Un viaggio inutile e inconcludente."
"Jerry, non andare."
E apprezzo moltissimo che tu sia venuto fin qui.
A questo punto, signor Presidente, voglio dirle in via confidenziale
e con la massima franchezza
che noi, ai vertici dell'Unione Sovietica,
siamo favorevoli alla sua rielezione.
E faremo tutto il possibile perché ciò avvenga.
La ringrazio per questo.
Conto di essere rieletto.
Eppure, in pubblico parlate di noi, l'Unione Sovietica,
come degli avversari.
Invece nei colloqui con noi
dite che abbiamo obiettivi comuni.
Dobbiamo pur dire qualcosa alla stampa.
Possiamo parlare di un clima costruttivo?
Diremo che abbiamo litigato tutto il tempo!
[Risate]
Quali risultati si aspetta per il mondo da questa conferenza?
E lei che cosa vorrebbe che ottenesse per il mondo?
La domanda l'ho fatta a lei, non perché mi rigirasse la frittata.
Voglio che in Europa regnino la pace e la tranquillità.
Voglio che tutte le nazioni europee vivano in pace tra loro,
senza interferire negli affari interni delle altre.
La sovranità di ogni nazione europea è garantita.
Le sembra un risultato da poco?
Parigi, stiamo registrando?
Ah! Ah! Un momento.
L'immagine è brutta?
Sì.
Come?
La maggior parte delle riprese di Helsinki sono discorsi noiosissimi.
Ma non sono l'unico a pensarla così.
Ginevra, 10 luglio 1975, tre settimana prima di Helsinki
Verbale del colloquio tra:
Una delle nostre preoccupazioni, ministro, è la durata della Conferenza.
Se 35 capi di Stato parlano mezz'ora ciascuno, sono 17 ore.
Esatto! Sarà un susseguirsi interminabile di discorsi.
Ci sarà da impazzire.
Sua Eccellenza il signor Helmut Schmidt.
Presidente, signore e signori.
Sua Eccellenza il signor Erich Honecker.
Signore e signori.
Sua Eccellenza il signor Aldo Moro.
Signor Presidente.
Sua Eccellenza il signor Pierre Graber.
Grazie, signor Presidente.
Mettiamo che durino 20 minuti ciascuno.
Ci vorrebbero due giorni e mezzo.
Non so come farò a sopravvivere a due giorni e mezzo di discorsi.
Non possiamo ridurli a 15 minuti?
Per noi, 15 o 20 minuti è uguale.
Il discorso del presidente francese Valéry Giscard d'Estaing
durò 16 minuti e 19 secondi.
Edward Gierek, dalla Polonia, parlò per 17 minuti e 36 secondi.
El Jefe, Urho Kekkonen, rimase abbastanza vicino alla soglia dei 20 minuti.
Il preferito di tutti fu Walter Kieber, del Liechtenstein,
che con i suoi nove minuti e dieci secondi
tenne il discorso più breve della conferenza.
Ma il segretario generale rumeno Nicolae Ceaușescu
fu di un'altra categoria:
andò avanti a blaterare per 35 minuti e 23 secondi.
Poco più di dieci anni dopo, il mondo avrebbe scoperto
che Ceaușescu aveva rubato molto più del tempo della gente.
Capitolo 7 Una piacevole novità
Helsinki, luglio 1975
Helsinki, luglio 1973
CSCE - Prima fase Helsinki, luglio 1973
Nel luglio del 1973 si tenne la prima fase della conferenza.
Una riunione di quattro giorni tra i ministri degli Esteri di 35 paesi,
poté finalmente svolgersi, al Finlandia Hall di Helsinki.
Qual è la telecamera migliore?
Questa è la migliore.
Perché è la più grande.
- Sono tutte uguali. - Sono tutte uguali.
Venerdì 6 Luglio alle 16 Sessione chiusa
Non è molto appassionante da guardare, quindi vi risparmio la visione
e passo direttamente alla fine.
Signori,
la prima fase della conferenza è conclusa.
Direi che è andata bene.
Siamo soddisfatti.
Quali saranno, secondo lei, le maggiori difficoltà della seconda fase?
Le maggiori difficoltà saranno probabilmente le questioni relative
al cosiddetto Terzo Canestro,
ovvero la creazione di condizioni migliori per i contatti tra le persone,
lo scambio di informazioni e ogni forma di comunicazione.
Grazie mille.
Il ministro degli Esteri della Germania Ovest ha ragione.
Risolvere le questioni del Terzo Canestro non sarebbe stato facile.
Ma di questo parleremo più avanti.
Facciamo di nuovo un salto in avanti, tornando all'estate del 1975.
Mentre studiavo le trascrizioni degli incontri di Helsinki
tra il presidente Ford e il segretario generale Brežnev,
mi sono imbattuto in questa dichiarazione di Ford.
È interessante vedere che
l'unica disputa emersa durante la conferenza
non è stata tra Stati Uniti e l'Unione Sovietica,
ma tra Turchia, Grecia e Cipro.
Che piacevole novità.
Ma di cosa sta parlando?
Dovevo scoprirlo. Guardiamo.
Il prossimo è
l'arcivescovo Makarios, presidente di Cipro.
Qui la faccenda potrebbe farsi interessante.
Signor Presidente,
in questi giorni gli occhi del mondo sono puntati su Helsinki,
nella speranza
che la Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa
ponga solide basi
per un futuro più pacifico e felice per l'umanità.
Non è però possibile per me
non denunciare le continue aggressioni contro il mio Paese,
in contrasto con i principi di questa conferenza.
Un anno fa la Turchia ha invaso Cipro.
Il premier turco Demirel e la sua delegazione hanno lasciato l'aula
per tutta la durata del discorso di Makarios.
Le truppe turche hanno occupato gran parte del territorio cipriota
e costretto ad abbandonare le proprie case
a circa 200.000 ciprioti,
migliaia dei quali sono morti, per lo più uccisi a sangue freddo.
Migliaia di persone scomparse, migliaia di profughi.
Distruzione e macerie.
La ringrazio, signor presidente.
Dopo le dure accuse rivolte alla Turchia dall'arcivescovo Makarios,
qui al Finlandia Hall tutti si pongono la stessa domanda:
come reagirà la Turchia?
Signor presidente,
sono qui, alla conferenza con l'intenzione di evitare
di parlare delle ingiustizie e dei soprusi
commessi a Cipro contro la comunità turca,
e dei tentativi di distruggere l'indipendenza dello Stato cipriota,
per preservare lo spirito di Détente.
Ma sono profondamente deluso nel constatare, ancora una volta,
che la buona volontà del mio Paese è stata strumentalizzata.
I miei collaboratori più vicini, sentendo quei discorsi,
pensavano che ci sarebbe stata una rissa.
In quel caso, Demirel, dal punto di vista fisico, sembrava più forte.
C'era anche un rappresentante di Dio, con una pesante croce al collo!
Non mi sorprende
che i grandi potenti del mondo
abbiano un macabro senso dell'umorismo.
Ma per me, la situazione a Cipro
solleva una questione fondamentale.
Se un conflitto tra due Paesi europei è ancora in corso
mentre si tiene questa conferenza,
quali concrete possibilità ci sono di garantire sicurezza e cooperazione?
O forse il fatto che
i Paesi coinvolti scelgano comunque di partecipare
a questo tentativo diplomatico dimostra che c'è ancora speranza di pace.
Capitolo 8 Forse dovremmo avere pazienza
Helsinki, luglio 1975
Ginevra, settembre 1973
Torniamo al 1973.
La seconda fase della conferenza,
che avrebbe dato il via a estenuanti 600 giorni di trattative,
è appena iniziata a Ginevra.
In questa conferenza, le decisioni vengono prese con un metodo nuovo,
chiamato "consenso".
Non si vota e non si decide a maggioranza.
In caso di disaccordo, non si ricorre alla maggioranza.
Le divergenze vengono discusse
finché tutte le parti non trovano un accordo.
Questa conferenza non è un treno ad alta velocità.
Somiglia piuttosto a un lento treno merci che trasporta un carico prezioso.
Ma mentre il lento convoglio della diplomazia
procede verso Ginevra,
in Unione Sovietica incombe un disastro diplomatico.
Un autore di fama mondiale è nei guai.
Cremlino - Mosca 7 gennaio 1974
Riunione del Politburo del PCUS
A quanto risulta, il libro di Solženicyn
Arcipelago Gulag, verrà pubblicato
in Francia e negli USA.
Oggi dobbiamo discutere sul da farsi.
Questa straordinaria trascrizione del KGB,
trafugata dall'Unione Sovietica nei primi anni '90,
ci offre uno sguardo raro sul modo di ragionare del Politburo
e su come la Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa
influenzi le sue decisioni.
Non riesco a trovare la versione originale in russo,
quindi, purtroppo, le voci generate dall'IA
saranno anche qui in inglese.
Compagni, è dal 1965 che sollevo la questione Solženicyn.
Ora le sue attività ostili hanno raggiunto un nuovo livello.
Dobbiamo processare Solženicyn,
poi potremo mandarlo a Verchojansk a scontare la pena.
Non ci andrà nessun corrispondente straniero: fa troppo freddo.
Non avremo nessuna pietà dei nostri nemici.
Forse dovremmo avere ancora un po' di pazienza,
finché la conferenza europea è ancora in corso?
La questione Solženicyn, naturalmente,
non è semplice, ma molto complessa.
Lo scrittore dissidente russo Aleksandr Solženicyn
è stato arrestato a Mosca.
Ora sembra possibile che venga processato...
A Ginevra, i diplomatici trattengono il fiato.
La prossima mossa dei sovietici potrebbe vanificare tutto il loro lavoro
e far finire la conferenza nel dimenticatoio della storia.
Non ho dubbi che quei simpaticoni del Politburo
avrebbero voluto tagliare la testa a questo piantagrane
o rispedirlo in uno dei loro famigerati "centri benessere" dei Gulag.
Ma la decisione che presero forse ci dice qualcosa
su quanto i sovietici tenessero alla Conferenza sulla Sicurezza.
Un documento! Vogliamo un documento!
Ci hanno appena comunicato
che Aleksandr Solženicyn è atterrato sano e salvo nella Germania Ovest.
Si può dire che la CSCE abbia salvato la vita allo scrittore premio Nobel.
Il che è ironico, perché Solženicyn, trasferitosi negli Stati Uniti,
divenne il più accanito critico della conferenza.
"Cosa dovrebbe essere un accordo del genere?
"L'accordo proposto è il funerale dell'Europa orientale.
"Significa che l'Europa occidentale potrebbe, una volta per tutte,
"abbandonare l'Europa orientale,
"dichiarandosi perfettamente disposta a vederla schiacciata.
Capitolo 9 Possono anche scriverlo in swahili
La Finlandia ha fatto da ponte, promuovendo
la Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa.
Come e perché la Finlandia ha assunto un ruolo così attivo?
Il motivo principale è la nostra stessa sicurezza.
È per questo che abbiamo iniziato a promuovere l'iniziativa.
È stato possibile perché la Guerra fredda stava finendo
e la Détente stava prendendo piede.
Mentre il nostro amato leader controlla gli appunti sul tavolo,
per assicurarsi di non dire
nulla di inopportuno che faccia infuriare i sovietici,
mi fermo un momento per chiarire un punto di ciò che ha appena detto.
All'inizio degli anni '70, con la Détente al suo apice
e la Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa
che procedeva lentamente,
c'era chi credeva davvero che la Guerra fredda fosse finita.
Certo, Brežnev lo aveva detto chiaro
in un discorso a Washington nel 1973.
"L'umanità si è ormai liberata dalla rigida corazza
"della Guerra fredda che un tempo era costretta a indossare."
Ma attenzione, spoiler!
La Guerra fredda non era finita,
e neanche la CSCE sarebbe riuscita a cambiarlo.
Ma le tensioni tra Est e Ovest erano diminuite e restavano sotto controllo
per il momento.
E la conferenza aiutava concretamente a mantenerle tali.
Ogni nuova iniziativa di questo tipo comporta sempre dei rischi.
Sono questioni delicate.
Se si fallisce, la gente se ne ricorda per sempre
e te lo rinfaccia.
Se si riesce, invece, lo si dimentica in fretta.
Ma io credo, anzi, ne sono convinto
che questa conferenza sarà un successo.
Dobbiamo solo assicurarci
che contribuisca il più possibile alla nostra sicurezza.
Il nostro presidente è ottimista,
ma sa bene che un fallimento potrebbe macchiare la sua eredità politica.
E a proposito di eredità...
Alla fine dell'estate del 1974,
lo scandalo Watergate costringe Richard Nixon a dimettersi
dalla presidenza degli Stati Uniti.
"Nixon si dimette!"
A raccoglierne il testimone è il suo vicepresidente, Gerald Ford.
Casa Bianca - Washington D.C 15 e 28 agosto 1974
Verbale del colloquio tra:
Fammi dedicare cinque minuti alla CSCE.
All'inizio eravamo contrari,
poi abbiamo cambiato gradualmente idea, perché tutti i leader europei insistevano.
Comprende principi fondamentali, la libera circolazione
e l'inviolabilità delle frontiere.
Il vero nodo è la libertà di circolazione.
Quali sono i tempi previsti?
Forse il prossimo marzo. L'URSS vorrebbe entro l'anno, ma è impossibile.
Kissinger.
Sono di nuovo io, Henry.
- Sono occupato. - Certo, lo so.
Volevo solo annotare la tua opinione.
Che ne pensi
della Conferenza sulla Sicurezza europea?
Non potrebbe importarmene di meno di quello che faranno.
Per quanto mi riguarda, potrebbero scrivere tutto in swahili.
Da quella conferenza non uscirà mai un documento significativo.
O mi sbaglio?
Beh, questa è la domanda da un milione di dollari, no?
Forse qualche bella parola del primo ministro svedese
scalderà il tuo cuore, Henry.
Non ci conterei.
A mio avviso, il processo di Détente
dovrebbe offrire maggiori opportunità di confronto aperto e libero
sulle questioni politiche e ideologiche fondamentali.
Questo, naturalmente, non significa voler alimentare lo scontro politico,
ma riconoscere il valore del dialogo
tra chi sostiene idee diverse e ha concezioni differenti
della politica e della società.
È fondamentale che il dialogo resti vivo
e che i cittadini del nostro Paese lo considerino sempre più
un elemento naturale della politica estera nazionale.
Penso che questa sia una conferenza molto importante,
destinata a dare nuova linfa al processo di Détente.
Mi auguro che le decisioni prese in questa sede
siano attuate con serietà e durino nel tempo.
Devono continuare a parlare.
Più parlano, meno si spara.
Sarebbe bello
se i Paesi europei riuscissero a trovare un accordo
che impedisse loro di risolvere le controversie ammazzandosi a vicenda.
Credo che tutte le strade portino alla pace.
Non so se sia stato il discorso di Palme,
la speranza negli occhi della gente comune,
o il fatto che abbia passato tanto tempo a osservare e cercare di capire
che cos'è la diplomazia e cosa si prova a praticarla.
In ogni caso, comincia lentamente a conquistarmi.
Certo, servono decisioni concrete che migliorino la vita delle persone.
Ma anche la diplomazia in sé, fine a se stessa, ha un suo valore.
E in questo processo
c'è ancora tanta diplomazia da fare.
Helsinki, luglio 1975
Mosca, marzo 1974
25 marzo 1974
Siamo nel 1974
e la Conferenza non è ancora finita.
Se continuerà ad andare avanti per anni e anni,
la gente perderà interesse.
Segretario generale, dobbiamo fare i conti con una Conferenza che riunisce 35 paesi.
Ma è da tre anni che la tirano per le lunghe.
Ma che modo è questo di condurre una trattativa?
CSCE - Fase 2 Ginevra, ottobre 1974
La partita di basket settimanale della CSCE riunisce
i rappresentanti dei vari Paesi, tutti pronti a fare il tifo.
Mi scusi se la disturbo ancora, segretario generale.
Fai in fretta!
Ho un'ideologia di cui occuparmi!
Certo.
Vorrei solo conoscere la sua opinione sui negoziati di Ginevra.
Sono stufo dei continui ritardi,
per chiudere la Conferenza.
Quando si passa agli aspetti pratici,
bisogna concentrarsi sempre più sui dettagli.
E ogni volta che si chiude una porta, se ne apre un'altra.
Inizialmente si pensava di concludere tutto nel 1972.
Poi nel 1973.
Poi nel 1974.
E ora siamo arrivati al 1975?
Il lato positivo, direi, è che abbiamo approfondito
la questione in ogni suo aspetto.
Non ci accontentiamo di risultati superficiali e affrettati.
I negoziati di Vienna sulla riduzione delle forze armate
hanno dato pochi risultati.
L'unica cosa che i diplomatici hanno ottenuto è una raccolta di canzoni.
Anche a Ginevra ne hanno una?
L'anno scorso siamo persino riusciti a scrivere insieme una poesia di Natale!
Capitolo 10 Un caso disperato
Ginevra Novembre 1974
Helsinki Luglio 1975
Il signor Russell è pregato di recarsi ai telefoni pubblici.
Il presidente Tito ha aperto la sessione di mezzogiorno
del vertice europeo.
A presiedere la seduta è il presidente del Consiglio italiano, Aldo Moro.
Il discorso del presidente jugoslavo,
il capo di Stato con la maggiore esperienza...
Non ce la faccio, quella signora continua a urlare.
Fermiamoci.
Ricomincio da capo.
Il signor Russell è pregato di recarsi ai telefoni.
Al diavolo il signor Russell!
Noi che cosa dovremmo fare con questo signor Russell...
Mi pare che stiamo riscaldando
sempre la solita minestra.
I russi continueranno a fare quello che vogliono,
e anche noi di conseguenza.
In fondo, è solo una messinscena per il pubblico.
Non ci scommetterei.
I critici dell'accordo sulla Conferenza,
che verrà firmato venerdì, sostengono
che Helsinki sia la città perfetta per la firma.
La Finlandia è l'esempio ideale
di ciò che accade a un Paese democratico
che vive all'ombra del potere e dell'influenza sovietica.
Ahi!
Quelle parole sono per noi come un pugnale arrugginito nello stomaco.
Ma che sia un'accusa ingiusta verso di noi oppure no, una cosa è certa.
Gli accordi di Helsinki furono duramente criticati in Occidente.
"La strada per Helsinki è lastricata di buone intenzioni."
"Sono contrario, e credo che tutti gli americani dovrebbero esserlo!"
"Niente di ciò che è stato firmato a Helsinki potrà salvare
"i coraggiosi pensatori liberi dell'impero sovietico."
Una delle principali obiezioni mosse all'intera faccenda
era che l'accordo, a differenza di un trattato di pace,
non era vincolante.
In poche parole,
la Dichiarazione di Helsinki era poco più di una promessa col mignolo.
Si è detto che questo accordo fosse in gran parte privo di significato,
che l'Occidente non ne ricavasse nulla,
che i sovietici facessero promesse che forse avrebbero mantenuto, forse no,
e che l'Est, invece...
E che l'Occidente si limitasse a riconoscere
la realtà politica internazionale così com'era.
Lei... Come giudica questo accordo?
Beh, naturalmente, dopo averci lavorato così a lungo,
non posso essere affatto d'accordo.
Credo che ci siano stati
diversi aspetti della Conferenza che sono stati fraintesi.
Non credo di essere eccessivamente ottimista.
Penso di aver trascorso abbastanza tempo
nell'Europa orientale da essere, a volte, piuttosto cinico.
Ma in questo caso specifico, credo che la gente comune,
ed è proprio a loro che pensavamo
mentre lavoravamo a Ginevra,
cosa ne ricaveranno?
Ne ricaveranno moltissimo dal cosiddetto Terzo Canestro.
Helsinki Luglio 1975
Ginevra Aprile 1975
Ok, se non vi siete addormentati finora,
tanto vale che restiate con me fino alla fine,
perché adesso cercherò di chiarire
il vero significato degli accordi di Helsinki,
il succo di questo circo che sembra non finire mai.
I due nodi centrali dei negoziati di Ginevra erano:
la clausola di inviolabilità del Primo Canestro
e più libertà di circolazione di persone e di informazioni nel Terzo Canestro.
Ai sovietici interessava davvero solo l'inviolabilità dei confini,
cioè che, da quel momento in poi, tutti gli Stati
si impegnassero a non tentare di modificare i confini esistenti.
"Gli Stati partecipanti considerano inviolabili le frontiere reciproche..."
Ma la Repubblica Federale Tedesca non poteva accettarlo,
perché voleva lasciare una porta aperta alla riunificazione,
con la Germania Est, e gli americani erano d'accordo.
Come possiamo conciliarlo con il principio di inviolabilità?
Accetteremo tutto ciò che accetteranno i tedeschi.
Dopo qualche esitazione iniziale, i sovietici accettarono un'eccezione.
... si possono modificare le frontiere, conformemente al diritto internazionale
con mezzi pacifici e di comune accordo.
Se entrambe le parti negoziano in buona fede,
una soluzione si può sempre trovare.
Il Terzo Canestro si rivelò più complicato.
Per gli alleati occidentali, l'obiettivo principale della Conferenza
era ottenere concessioni significative dai sovietici su questo punto.
I sovietici, dal canto loro, non erano molto entusiasti dell'idea di libertà,
così, per quasi due anni, si opposero ai Paesi occidentali
su ogni proposta, parola e virgola del Terzo Canestro.
Novembre 1974
Secondo lei, cosa si dovrebbe fare
per portare la Conferenza a una conclusione positiva?
Il problema è il cosiddetto Terzo Canestro.
Sistemiamo quel Canestro e risolveremo tutto.
Ma l'Occidente non voleva saperne niente di cambiare il Terzo Canestro.
Sapevano che Brežnev aveva fretta,
perché voleva chiudere la questione
prima dell'imminente XXV Congresso del Partito Comunista
dell'Unione Sovietica.
Così, in sostanza, dissero:
"Siete stati voi, Unione Sovietica, a volere questo accordo,
"questa Conferenza. Per noi, non è così importante.
"Quindi, se volete l'inviolabilità dei confini,
"dovrete concedere, almeno sulla carta,
"un po' più di libertà ai vostri cittadini."
Il tempo stringeva per Brežnev,
così, nell'estate del 1975, i sovietici cedettero.
Un documento! Vogliamo un documento!
I delegati applaudirono, sollevati ed entusiasti.
La delegazione sovietica era la più felice.
Brežnev avrebbe finalmente avuto il suo summit.
Ora ricordate cosa vi ho detto
di quanto fosse felice Brežnev a Helsinki?
La definizione dei confini del dopoguerra
fu una grande vittoria propagandistica per Brežnev e Mosca.
Ma a cosa rinunciarono davvero in cambio?
Nel Terzo Canestro, tutti si impegnarono
ad agevolare la libera circolazione oltre le frontiere,
a consentire e favorire il ricongiungimento delle famiglie,
a promuovere
una diffusione più libera e capillare delle informazioni di ogni genere,
garantendo così l'accesso a giornali, libri e televisione,
oltre a migliori condizioni di lavoro per i giornalisti stranieri.
Capitolo 11 La promessa da mantenere
Henry.
Persino tu dovresti essere colpito dal fatto
che l'URSS stia firmando un documento che prevede concessioni così rivoluzionarie.
L'Unione Sovietica non cadrà sotto i nostri occhi.
E di certo non per cose come una maggiore diffusione dei giornali.
Sei proprio un cinico.
No, sono realista.
La seconda fase dei negoziati di Ginevra è finalmente conclusa.
La copia ufficiale dell'Atto finale è arrivata a Helsinki da Zurigo,
stasera in aereo, per essere firmata dai 35 leader mondiali.
A Helsinki, il segretario di Stato USA
ha dovuto rispondere alle accuse della stampa:
secondo cui la Conferenza aveva dato ai sovietici ciò che volevano:
il riconoscimento dei confini del dopoguerra.
Da parte nostra,
non abbiamo riconosciuto nulla che non fosse già stato riconosciuto
e contestato da qualcuno.
Si dà fin troppo peso al riconoscimento dei confini.
Chi mette in discussione oggi i confini europei?
I discorsi più importanti a Helsinki
furono, naturalmente, quelli di Brežnev e Ford.
L'esito di questi lunghi negoziati
è tale che non ci sono
né vincitori né vinti,
né vincitori né perdenti.
È stata una vittoria della ragione.
La storia giudicherà questa conferenza
non per ciò che diciamo oggi,
ma per ciò che faremo domani.
Non per le promesse che facciamo,
ma per quelle che manterremo.
La ringrazio, signor presidente.
Dopo l'uscita di scena dei due protagonisti,
era finalmente arrivato il momento di firmare.
La cerimonia della firma dell'Atto finale sta per iniziare.
Henry, ti do
un'ultima possibilità di dire qualcosa di positivo su tutto questo.
Sarei sorpreso se, almeno dieci persone avessero capito il documento
mezz'ora dopo la firma.
Invito ora il segretario esecutivo a presentare
l'Atto finale per la firma.
L'1 agosto 1975, poco dopo le cinque del pomeriggio,
i leader di 33 paesi europei, più Stati Uniti e Canada,
uno dopo l'altro, firmarono l'accordo.
Erano trascorsi 10.925 giorni dalla fine
della Seconda guerra mondiale.
2.321 giorni
dall'Appello di Budapest del 1969.
E 672 giorni dall'inizio dei negoziati di Ginevra.
E ora il segretario generale Leonid Brežnev appone la sua firma.
Dichiaro ufficialmente conclusa la terza fase
della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa.
Non è facile stabilire con assoluta certezza
l'importanza degli Accordi di Helsinki per l'Europa.
Ma una cosa si può dire con certezza:
gli scettici, i critici e i cinici si sbagliavano.
E il segretario generale Leonid Brežnev?
Beh, il suo ambasciatore negli Stati Uniti
lo spiega al meglio nelle sue memorie.
"[Brežnev] pensava che questo non avrebbe creato
"grandi problemi nel nostro Paese. Ma si sbagliava."
Perché negli anni successivi cominciò ad accadere qualcosa di strano.
In tutta l'Europa orientale nacquero gruppi di dissidenti.
Cominciarono a chiedere ai propri governi di rispettare
l'accordo che avevano firmato.
La gente vide negli Accordi di Helsinki
un nuovo riferimento per la libertà.
I cosiddetti gruppi di Helsinki per la difesa dei diritti,
grazie a un attivismo tenace e determinato,
e forti degli articoli del Terzo Canestro,
furono decisivi
nel crollo dei regimi autoritari comunisti in Europa.
Qualche storico arguto lo definì "L'effetto Helsinki".
"Considero l'Atto finale di Helsinki una delle svolte più importanti
"dell'ultimo quarto del '900. Helsinki ha dato coraggio alla gente."
"La CSCE fu forse una delle prime tappe fondamentali
"dei profondi cambiamenti all'interno dell'impero sovietico."
"Divenne gradualmente il manifesto del movimento dissidente e liberale,
"uno sviluppo del tutto impensabile per i vertici sovietici."
Ultimo capitolo Datemene ancora
- Grazie. - Grazie.
Grazie mille, studio.
Grazie.
Bene, chiudo il collegamento.
Henry, sei ancora lì?
Sì.
Potresti farmi un favore e leggere
questo passaggio dal tuo libro del 1994, Diplomacy?
"Col senno di poi, la CSCE è stata giudicata
"un importante successo diplomatico occidentale.
"La Conferenza sulla Sicurezza europea svolse un duplice ruolo:
"durante i preparativi moderò la condotta sovietica in Europa;
"in seguito, accelerò il crollo dell'impero sovietico."
Allora, sei pronto ad ammettere che su tutta questa storia ti sbagliavi?
Ho imparato qualcosa girando questo film?
Forse ho capito che, nonostante la diplomazia sia uno strumento imperfetto,
a volte estremamente noioso e frustrante,
in fondo la trovo anche bella.
Anzi, datemi altre conferenze noiose.
Altri estenuanti negoziati diplomatici.
Datemi aerei che atterrano, ingorghi, strette di mano e imbarazzanti convenevoli.
Il clic incessante delle macchine fotografiche,
il ticchettio dei giornalisti alle macchine da scrivere.
Discorsi interminabili ed estenuanti, discussioni sulle virgole,
pagine e pagine di paragrafi incomprensibili
e partite di pallacanestro tra diplomatici.
Tutto questo è sempre meglio dell'alternativa.
Si è detto che, firmando il principio dell'inviolabilità delle frontiere,
abbiamo abbandonato al loro destino
i paesi dell'Europa orientale.
Non è vero. Il cambiamento pacifico è possibile.
Per esempio, è possibile un cambiamento pacifico in Germania.
È possibile un cambiamento pacifico nei Paesi Baltici.
È possibile un cambiamento pacifico
che un giorno potrebbe portare i nove Paesi della CEE
a unirsi in un'unica entità.
I documenti lo consentono.
Nel 1994, la CSCE cambiò nome in OSCE.
È la più grande organizzazione regionale per la sicurezza al mondo
e promuove stabilità, pace e democrazia per oltre un miliardo di persone.
Nel gennaio 2023, il Ministero della Giustizia della Russia di Putin
ha sciolto il Gruppo Helsinki di Mosca.
Traduzione di Giuliana Scolaro SudTitles
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