Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Ciao Isacco, ti sei già svegliato? Sì.
Ho fatto anche la valigia.
Bravo, ho quasi finito anch'io.
Mamma, vuoi che ti aiuti?
Dai, vatti a preparare. Oggi la colazione la facciamo al bar.
Pronto?
Ciao papà, ho già fatto la valigia.
Quasi tutto.
Anche lei.
Bene.
Va bene.
Sì. Ciao papà.
Mamma, posso portare anche Alberto?
Chi era al telefono?
Papà.
Grazie.
Hai visto, Isacco, quanti bambini della tua età?
Ecco, Isacco, siamo arrivati a casa.
Sono tutte congelate.
Ci poteva regalare un ghiacciolo.
Dai, Berto, che siamo arrivati.
Bello.
stanza. Ti piace?
Non lo sapevo che non c'era.
Ma dai, mettiamo una libreria. No, io voglio la mia cama.
Stanotte dormiamo insieme?
No, io voglio la mia cama.
scolastico nella speranza che risulti proficuo per tutti.
Passiamo ora a chiamare le classi che saliranno alle aule. La signora Rota
con la quinta.
Piano, piano.
Un attimo d'attenzione, prego.
La signora Dossi con la terza.
Bye, bye!
Aliverti. Presente.
Vai. Presente.
Baruffaldi. Ci sono.
Per favore. Capitani.
Presente.
Carlini. Presente.
Avete visto ragazzi che quest'anno avete un nuovo compagno di scuola?
Sì.
Clerici. Presente.
Cozzi. Presente.
Taresini. Presente.
Maestra. Non ho le matite.
Come mai?
Perché era il primo giorno di scuola.
Chi non ha i colori si siede accanto a chi ce li ha e se li fa prestare.
Un prezzo secondo colore. Sì, ma sta' attento a non rompere la punta.
Che bello!
Di chi è questo?
Sei stato in vacanza a Venezia?
No, io sono di Venezia, mi sono trasferito qui da poco.
Chi si prende l'impegno di far conoscere Caciago al nuovo compagno?
Ciao capitano. Ciao.
Ecco i quattro panini con la salsiccia. Ha detto la mamma di segnarlo sul conto.
Va bene.
Saluta la mamma e il papà.
In che cosa posso servirla?
Due etti di prosciutto crudo.
Questo è di Parma.
Ma lo mando, mi raccomando.
E anche una fettina di ham.
Va bene.
Buono questo pane e salsiccia.
Buono, sì.
Grazie, capitano.
Vi presento mio figlio. Ah, Isacco, finalmente.
Ma sei un ometto.
Cos'hai fatto di bello oggi?
Dove sei andato?
Ho fatto un giro per il paese.
L'hai mangiato?
Sì, ho lavato anche i piatti. Oh, che bambino responsabile. Bravo.
Sì, sì, è proprio bravo.
Vatti a sedere, io ho quasi finito.
Vado a cercarti una caramella, eh.
Per quel vestito, quando vuole, la accompagna Varese da Maconi, così le
faccio avere lo sconto.
Ah, grazie.
Ma suo marito che lavoro fa?
Era impiegato alle poste, poi ha cambiato lavoro.
Agente di commercio per un'industria alimentare.
Siete separati da molto?
No, no, non da molto.
Il bambino ha sofferto?
Ma no, spero che sia abbastanza grande.
Lo mando a giocare con mio figlio.
Si divertono, possono fare anche i compiti insieme.
Sì, sì, certo. Grazie, signora.
Ciao, mamma.
Ciao, mamma.
Buonasera. Buonasera.
Buonasera.
Sei pronta? Sì, arrivo subito, eh. È finito? Finito, arrivo.
Siamo stati dai nonni. C'erano anche i cugini.
Per prima cosa ci vediamo settimana prossima, va bene? Sì, in corso. Che
bella la mia mogliettina!
Bambini, forza fuori che ho finito. Buonasera.
Allora Isacco, ti aspettiamo a casa nostra a giocare con Gabriele, eh? Così
almeno lascia in pace le sue sorelline.
Mentre aspettiamo il fratellino che deve ancora nascere.
Complimenti. Grazie.
Buonasera. Buonasera. Ciao.
Buonasera. Buonasera.
Buonasera.
Vai a lavarti i denti che andiamo a dormire.
Mamma, posso dormire nel tuo letto?
Va bene, ma che non diventi un abitudine.
Dai, vai tu per stare.
Buonanotte.
Buonanotte.
Bambini, ecco l'eclissi.
Come mai non si vede il filo nel cielo?
Elvio, il filo è solo nell'esperimento.
Dopo la Terra cosa c'è? Il nostro sistema solare con tutti i pianeti e i
loro satelliti. E dopo il sistema solare che cosa c'è? L'universo con milioni di
stelle che noi non conosciamo.
Che non conosciamo? Che non conosciamo?
Ma padre ha detto che è grandissimo. Certo, infinito. Come infinito?
Che non finisce mai.
Che cosa diavolo succede qui?
Scusi signora maestra, sarà disturbo, ma è successo ancora.
Ma ne è sicuro? Ma certo che ne sono sicuro, ne ha messo uno nuovo
stamattina. Ma bambini, qualcuno di voi fa collezioni di saponette?
No!
I miei no.
Anche le altre dicono che i loro no, ma qualcuno deve pure essere.
Ai banchi.
Qualcuno di Roi ruba il sapone che di tutti.
Ho fatto male?
Sì.
Non sogno più castelli rovinati, decrepite ville abbandonate, palazzi
provinciali disabitati, dalle porte misteriose. Non solitarie vie,
infinite, polverose, dove sfogare le mie malinconie.
Io sogno tutt'altre cose.
Io sogno una casina di cristallo, proprio nel mezzo della città.
Nel folto dell'abitato una casina semplice, modesta, piccolina, piccolina.
Tre stanzette e una cucina. Una casina come qualunque mortale può possedere.
Che è straordinaria ma abbia niente. Ma che sia tutto
trasparente.
L'antico solitario nascosto non nasconderà mai più
niente. Alla gente.
Mi vedrete mangiare. Mi potrete vedere quando sono a dormire.
Sorprendere i miei sogni vi accorgerete dalla mia sera di come va la mia arte.
Mi vedrete chino sulle carte dalla mattina alla sera.
Passando mi potrete salutare.
Augurare il buongiorno e la buonanotte.
E io vi risponderò. Bravo.
Da capo.
Ti piacerebbe abitare in quella casina?
No davvero, no davvero.
Vivere a quel modo in Berlina. Due camere, un salotto e una cucina.
Riso e cavolo per desinare. Deve essere in bolletta. Mangia la minestra con la
forchetta. Che razza d'animale!
Guarda, guarda, va il cassettone. Oh no, cosa andrà a fare?
Se butti un po' sul letto, sarà stanco poveretto.
tutti in casa di cristallo faranno meno porcherie o almeno si vedranno
pescare. Dai salta!
Bravo!
Vieni che ti devo dire una cosa.
Ce l'hai la bicicletta? No.
Isacco!
Isacco vieni aiutami che te lo faccio più.
Bella da corsa!
Dai!
Ma da bambino.
Eh, ce l'avevo tre anni fa.
Dai, dai, che ti ho portato anche gli stivali.
Andiamo che è l'ora migliore.
Dai, sbrigati.
E vedala.
Pronto di muoverti.
Tu prendi questo, basta a me.
Va bene così?
Eh, insomma... L'amo, l'ho fatto
io. È un chiodo. Un chiodo?
Prendo il richiamo.
Tu te ne intendi?
Sì, me l'ha insegnato mio padre.
E tuo padre che lavoro fa?
Il muratore.
E pensa che ha costruito tutte le case di questo paese. Anche la mia?
Tutte, anche la tua.
Vedrei che stasera con mio papà ci faremo una bella cenetta con le trope
Ma
c'è pesce?
Certo, ma ci vuole molta pazienza Ma che cos'è questa?
È la chiave di casa mia Siccome mia madre di giorno non c'è, allora sono a
casa da sola.
E tuo padre?
Mio padre abita a Venezia. A Venezia?
Che non hai fratelli?
No.
E tu?
Un fratello e una sorella. Più grandi o più piccoli? Più grandi.
Anche a me piacerebbe avere un fratello più grande.
Tu ma abbiamo ancora giovani.
Sì. Allora te lo può fare un fratellino.
Sei mai stato a Venezia?
No.
È bella.
Certo che tu non hai chiesto niente.
Tu faresti il lavativo per tutta la vita. Adesso non basta che ti fai venire
un impatto. Stai zitto per piacere.
Piuttosto avresti dovuto insegnargli come si sta a vivere. E ancora un
ragazzo, cosa pretendi? Anche tu alla sua età... Alla sua età io lavoravo già
da un pezzo.
Aiutavo la famiglia.
Non sono mai stato un lavativo come quello.
Alla sua età io mi sarei vergognato di farmi mantenere da un pezzo. Stai zitto
che non hai capito niente.
Domani tutti i presenti... No, io la ieri non ci vado e basta.
Cosa fai lì? Vai in camera.
Questa non è vita Non
ce la faccio più Io
me ne vado
Fiorelli, io salto al flosso.
Che fai?
Mamma, me lo correggi? Sì.
Sì. Giusto.
Ci hai ricordato il sale?
No, il tiro e il sale.
Ne facciamo due in più così domani te le scavi.
Buon appetito, bambini.
Tranquilli, sono stanco.
Valentina, metti il tuo valiolo a non sporcarti.
Sergio, questo pesce non mi sembra fresco.
Sembra buonissimo.
Eppure ha un cattivo odore. Non mi fido di darle ai bambini.
Questa è la casa.
La roba da mangiare?
Non ci spreca. Sì.
Mangio io?
Bambini, mangiate l'insalata che intanto vi preparo un po' di carne, eh?
Sì, mangiate l'insalata, bambini, mangiate l'insalata, bambini.
Certe volte mi sembra di aver trovato una moglie scena!
Stronzo. Bambini?
Gabriele?
Senti, prendi il libro di Zanna Bianca, così ne leggiamo un pochino, eh?
Stasera stiamo stanchi, preferiamo andare a letto.
Buonanotte. Buonanotte.
Adesso in poi non devi fare rumore, neanche per respirare.
Adesso puoi andare.
quest'anno c'è poca roba ti ricordi l'anno scorso col franco quanto ne
abbiamo preso?
perché non è venuto il franco?
ha detto che era stanco
Saranno quasi le quattro.
Sei stanco?
Io ho un po' freddo.
Adesso andiamo.
Abbiamo preso solo un garganello.
La prossima volta ci ripassiamo.
Dai.
Farsi stanco? No.
Guarda.
Li prendiamo?
Sono belli.
Bellissimi.
Lorenzo e Jaco, vi porto a casa io quando torno.
fare l'ecografia per vedere com'è stato Maso.
Ciao. Ciao.
Gabriele gioca con i tuoi compagni e mi raccomando restate fuori in giardino.
23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32,
33, 34, 35
Chi è?
Sono Lorenza.
Vai via, qui ci sono già io.
Adesso che non ci vede nessuno ti do un bacio.
Correte! E lo nascosti assieme.
L'hai baciato, l'hai baciato, l'hai baciato.
Sei innamorata come una pera. Come una pera cotta.
Lo ami?
Lo ami veramente?
Sì, tantissimo. Davvero lo vuoi sposare?
A tutti i costi. Quando ti sposi? Ma perché ti sposi?
Hai un matrimonio, eh? Sì.
Ma guarda che il gioco è finito da mezz'ora!
Guardi, signore direttrice, sono tutte da buttare via. Non capisco cosa ne
fanno. Li gettano?
Li gettano tutti dalla finestra del bagno. E chissà quante ce ne sono.
Bambini, chi mi sa dire qualcosa?
Chi vuol fare un bel gesto, visto che siamo vicini a Natale?
Allora...
Senta! Cosa stai a fare? Siediti!
Per me?
Vieni!
Dai, vieni qui!
Dai, aprilo! Guarda cosa c'è dentro!
Che bello!
Ho fatto da sola.
Ecco dove sono finite tutte le mollette.
Le rubavo io.
Sei stato proprio bravo.
Stamattina ha telefonato il papà.
Ha detto che gli piacerebbe passare le vacanze di Natale con te.
Se a te fa piacere io non ho niente in contrario.
Ci vuoi andare?
Se niente tu... Dai, Sacco, non fare lo stupido. Lo sai che io e papà non
andiamo più d'accordo?
Perché?
Lo sai perché?
Quanti giorni?
Quanto vuoi.
Allora?
Cosa gli dico?
O preferisci chiamarlo tu?
Così magari lo saluti.
Ciao. Ciao papà.
Vuoi darmi la borsa?
No, è leggera.
Hai fame?
No. Sicuro? No, grazie.
Vuoi qualcosa da bere, qualcosa di caldo?
Ti piace il pesce?
Ma lo sai che i bambini devono mangiare il pesce ogni tanto?
La mamma ti fa mai il pesce, Akashago?
Dile che te lo faccia qualche volta.
Guarda, vuoi portarlo tu?
Dammi la borsa.
E allora, sei contento che domani è Natale?
Non sai che bevo un montacuagno di miei denti?
Raccontami della scuola, sei brava?
Sono, ma sarò il terzo o il quarto.
A pomeriggio cosa fai?
Una volta sono andata a pescare.
Ah, hai un amico? Come fai a saperlo?
Perché io avevo un amico che mi portava sempre a pesca.
E come si chiamava?
Piero. E il mio fiorello Baruffaldi.
Cosa facevate?
Facevamo tante cose, giocavamo, facevamo le corse in bicicletta.
Le corse in bicicletta? Anch'io!
E vinci o perni?
Ma certe volte vinco, certe volte perdo.
A Natale vuoi che andiamo a trovare il nonno?
Per felice che lo facciamo da soli io e te.
Sì, sì.
Adesso ti preparo il pesce.
Buonanotte, Giacco.
Buonanotte, papà.
Papà, buon Natale. Buon Natale.
Valentina.
E questo?
Di chi è? Per Marta. Dove l'hai comprata?
Da Maconi.
Oh, no, dai, muoviti!
E ci vuoi?
Dai che non riuscite ad andare, dai, muoviti!
È impossibile, però, eh, dai!
E cercate di non litigare, almeno il giorno prima tanto!
Spattila! E rompila questa maniera!
Non hai ancora capito che le cose costano?
Non ti preoccupare che te lo insegno io.
E questa?
Ti piace il fricotto?
Sì, papà, ma preferisco questa.
Sì, guida tu, allora.
Guarda bene.
Spara.
Spazi qua.
Prova tu.
Ok. Vieni qua.
Sorridi. Pronto?
Ancora? No, basta.
Mi spiace che vai a casa.
Ti sei divertito?
Sì.
Sei contento di tornare a mamma adesso?
Sì.
Oggi vi voglio raccontare la storia di Sant'Agostino, perché questo grande
santo è stato anche a Casciago, il nostro paese.
Sant'Agostino un giorno, camminando sulla riva del mare, dove spesso andava
a cercare ispirazione per i suoi libri, si accorse di non essere solo.
Cosa fai, bambino?
Voglio mettere il mare nella buca.
Ma è impossibile!
Ma è più facile che io riesca a mettere tutta l'acqua nella mia buca piuttosto
che tu per spiegare nei tuoi libri i misteri della vita.
Agostino, che allora era un uomo ateo, fu colto da una crisi mistica e fuggì in
una grotta per meditare.
Era una grotta nascosta nel profondo di un bosco posto vicino ad un piccolo
paese che si chiamava Cassiciacum. E Cassiciacum è il nome proprio più antico
del nostro paese, Casciago.
Vado!
Adesso tocca a me a tirare!
Ragazzi, avete sentito che Sant'Agostino viveva in una grotta?
È per quello che era un santo.
Una volta sono andato a caccia con mio papà e ho visto una grotta nascosta.
Mi sa che tornerà a controllare.
Dai, dai!
Bello! Sette!
Bravo, capitani!
Ma mi è venuta una fame.
A te piace pane e salsiccia? A me sì.
Stiamo fuori, eh.
Ha detto mia mamma se mi può fare tre panini con la salsiccia.
Bello sto giacone? L'ha regalato mio papà.
Guardate!
L'avrei chiamato per il sapone.
Ma l'altro lo dobbiamo prendere noi.
Sì, facciamo degli appostamenti. Con i turni.
Capitani, sono qui in cima.
Ma cosa fai?
Appostamento. La maestra ha detto di tornare subito in classe.
Ma di corsa che arrabbiata, eh?
È freddo? No.
A Venezia in questo periodo c'era più umido.
Ti ricordi?
Boh. Isacco, pensi spesso a Venezia?
Non so.
Alla scuola vecchia, ai tuoi compagni.
Mi ricordo Ernesto e il vecchio.
È vero, erano più simpatici.
E a casa nostra?
Quando stavamo col papà?
Beh, certo, l'anno scorso.
Isacco, io sento... Senti mamma, è già iniziato!
E ora, belle signore e gentili signori, il nostro spettacolo provvederebbe un
numero di alta acrobazia, eseguito dalla mia signora, che si è già esibita con
grande successo nelle arene di Parigi, Berlino, Torino ed Avellino.
Come potete vedere con i vostri occhi, non esagerate però, è come dire
indisposta, spero per merito mio.
Mi dispiace per voi, ma ne valeva la pena.
E quindi ancora un numero di Dolores e Massimino!
Vai Fiorello, apri!
Signore e signori, la mia signora è l'unica domatrice in grado di eseguire
alte acrobazie in gompa ad un leone. Ma, purtroppo, per evidenti motivi, ciò non
sarà possibile.
Per cui, il leone si esibirà da solo.
Dai, salvi!
Vai tu a chiamarlo, è meglio che io sto qua con la mia sorellina.
Andiamo insieme?
Ehi, voi tre, dove andate?
Cerchiamo Fiorello. È dentro.
Fiorello, cosa fai?
Fiorello!
Ma cosa fai?
Lavoro nel circo.
Ma fai uno spettacolo?
No, per ora solo l'assistente. Ma ti pagano?
Ma no!
Però ti hanno dato la divisa.
No, il grembiule me l'ha dato mia mamma.
Però ha dato da mangiare al leone.
Venite a vedere.
Madonna, come è grosso. È enorme.
Ciao, Charlie.
Fiorello, ma non hai paura? No, è come un cane, mangia polli.
È enorme.
Chissà quanta carne mangerà.
Cavoli, è gigante.
Penso sia io.
vieni qui subito.
Una cosa così da te non me la sarei mai aspettata.
Una volta potrei capirlo, ma sta storia va avanti da mesi.
Ho pagato un conto di quasi 100.000 lire di pane e salsiccia.
Perché non hai detto niente?
Sono così vergognata che ho fatto finta di niente e ho pagato tutto.
Ma stasera col papà ne riparliamo.
Buongiorno signora capitani, cosa desidera?
Avanti Gabriele, parla tu.
Dovrei ritirare le centomila lire.
Cosa ti vuoi comprare di bello?
Devo pagare un debito, altro che bello.
Era enorme, sarà stato almeno lungo 4-5 metri, forse 6.
Sì, ti faccio un bel disegno, ma quando lo vieni a prendere?
E dici sempre così, ma dopo non vieni mai.
Sì, va bene, te la passo.
Sì, sì, sì, davvero?
C'erano anche i pompieri.
Sì, sì.
Adesso arriva! Uè, la caccia è finita! Sciula! Finita da mezz'ora!
Chi l'ha trovato? La polizia? Ma che polizia? L'ha trovato il Carlini!
Il Carlini?
Non c'è cosa sua!
Sciula!
Non si dice triceratopo.
Triceratopo.
Buongiorno. Bambini, attenti.
Seduti. State lavorando? Stavamo parlando della gita di classe. Abbiamo
deciso di andare a Milano.
È proprio di quello che vi volevo parlare.
Purtroppo la faccenda delle saponette va avanti da mesi. E allora abbiamo deciso
che quest'anno nessuna classe farà la gita.
Finché non salterà fuori il nome di chi butta il sapone dal gabinetto.
È un vero peccato che per colpa di un solo bambino ci vada di mezzo tutta la
classe.
Sono io.
Filo del dottor Capitani. Questo bambino è incredibile.
Gabriele, vieni qui.
Apprezzo molto la tua generosità, ma non è giusto addossarsi le colpe degli
altri, anche se il tuo è stato un gesto molto nobile.
Bravo.
Mi hanno detto che ti sta nascendo un fratellino, è vero?
Sì, mia mamma è entrata all'ospedale stamattina.
Portali i miei saluti e dille che le telefonerò, bambini.
Ringraziate il vostro compagno.
Ma questo segreto non puoi dircelo qui.
No, me lo devo dire in un posto che ho scoperto io.
Dai, di là.
Ma che segreto è?
Ve lo posso dire solo in quel posto.
Siamo arrivati.
Adesso ve lo posso dire.
Nella grotta di Sant'Agostino. Ma questa è la grotta di Sant'Agostino? Ma sei
sicuro? Eh, c'è anche la prova.
L'ho nascosta io.
La scarpa di un santo.
Dobbiamo dirlo alla maestra.
No! Non lo dovete dire a nessuno finché io non torno.
Perché? Dove vanno?
Ecco il segreto.
Salti il fosso. Quale fosso?
Domani, all'alba.
Sono d'accordo col padrone. Parto col circo.
Ma i tuoi genitori lo sanno.
Ma sei scemo.
Lo sapete solo voi.
Partiamo domani all'alba.
Germano, senta Agostino!
La maestra ha detto che è vissuto più di mille anni fa!
Scappiamo! I santi non muoiono mai!
Ha detto mia mamma se mi può fare tre panini con la salsiccia.
Mi hanno imbrogliato.
Te lo trovo io.
Ma più veloce il treno o il camion? Il treno.
Allora li raggiungo.
Con chi?
Tommaso! Natalia, è una bambina, la tua sorellina.
Siediti.
Dai, siediti che mi aiuti.
Guarda.
Ecco, finito.
Tienila tu.
Le fai fare il ruttino.
Torno subito, eh?
Cosa fai in piedi a quest'ora?
Fiorello, io me ne vado.
Perché qui non ce la faccio più. È la cosa migliore che possa fare.
Ho trovato un lavoro.
Tu fai il bravo bambino, eh.
Dì alla mamma di non preoccuparsi.
Resta con lei. Mi farò vivo io.
Ciao, Fio.
Grazie.
Esacco! Papà!
Cosa fai qua?
Ma papà!
Volevo farti io una sorpresa, invece me l'hai fatta tu.
Beh, mi porti a casa?
Certo.
Ma come hai fatto a sapere che arrivavo stamattina?
Te l'ha detto la mamma, eh? Di la verità.
Agli autoscolti ce li ricordi?
Certo che me lo ricordo.
E le parti da scopa?
Sì, mi ricordo tutto.
Ah, finalmente sento anch'io qualcosa.
Lo sai che non mi aveva raccontato niente di Venezia? Eh sì.
E mia borba dov'è?
Di sopra.
Mamma, è bellissimo!
È bellissimo! Alza il braccio, così.
È stupendo!
Così, chiudi qua.
È stupendo!
Benissimo!
Che paura, aiuto! Che paura!
Mamma, sono io!
Meromale! Fatti vedere!
Buonissimo! Stupendo!
Sembra un leone vero!
Me lo ha regalato papà! Vieni!
E'
il tuo regalo!
Domani lo porto a scuola! Bravo, così lo mostri ai tuoi amici!
Dai, adesso andiamo!
Buonanotte!
Papà, domani resti ancora?
Sì!
Buonanotte! Buonanotte!
Mamma, prestiti su che mi fanno male il tormento.
Va bene.
Grazie
Grazie
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.