All language subtitles for Peccato.S01E05.Tu.forse.non.essenzialmente.tu.2160p.HMAX.WEB-DL.DDP5.1.H.265-MeM.GP_track3_[ita]

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Vediamo.

Vediamo.

Vediamo...

Che cosa c'è qua? Che cosa c'è qua?

- Sei tu! Eccola! - Ecco papà!

- Ecco papà! - Ecco Roberta!

Amore!

Guardatela!

Cantiamola in inglese!

Ecco qua.

Arriva il regalo di mamma.

Sei emozionata? Speriamo di aver indovinato

perché sbaglio tutto ultimamente.

Vieni! Vieni!

"Come otterrò il rispetto del mondo se la erre moscia non mi appartiene?"

- Sono io. - È lui Roberto.

- Scusa... - È bellissimo questo movimento!

Lo puoi condividere con i tuoi amici.

Pensavate di aver visto tutto?

Pensava di aver sentito tutto?

Sì.

Cominciamo.

Ripeteva "Tullio, Tullio!" Io le dicevo: "È morto."

- Vabbè, ma è lo shock. - Sono arrivati i figli.

- Ah, anche i figli. - No, vabbè...

Senti qua! A un certo punto io sono andato al bagno.

Sono tornato, c'erano i figli distrutti,

poi è arrivata una signora.

Una bella donna, di una certa età, tutta imbellettata, ingioiellata.

La moglie la vede e urla:

"Puttana! Tu qui non ci devi mettere piede!"

- No, non posso crederci. - Una roba, una situazione

- di uno squallore. - Ma?

Maestro, però i pannelli solari costano un sacco, dai!

- Come ti chiami? - Giulio.

Senti, Giulio, stai dicendo...

Questa è ignoranza.

Scusate, sto un po' in ritardo.

- Figurati. - Scusami, il bagno.

Il bagno. Allora, guarda.

Il bagno è qua a destra, vai un po', trovi due corridoi,

uno a destra e uno a sinistra. Prendi quello di sinistra.

Cammini un po', passi un muretto, poi non è... una, due, tre,

non la terza, non la quinta, la quarta porta a sinistra c'è il bagno.

Ho capito tutto. Grazie, torno subito.

Occhio, questo ti incula i posacenere.

- È bello qui. - No, non è quello il bagno.

- Giulio! - Eccomi!

- Vieni un attimo. - Non è il bagno.

Stai scherzando? Qua è un sogno! Vieni, corri!

Ma guarda dove stavano i premi! Li avevano messi qua.

- Non li ho lasciati a Roma. - Non li hai lasciati a Roma.

Fino a Benevento siete andati?

Ah, sì, sì! Pensa, sì.

- Guarda, c'è la foto di Striscia. - Sì, là stavo con Paola.

Stringi, anche sulla scritta.

Qua c'è la sceneggiatura di "C'è ancora domani".

- Sì. - Stringi lì.

È un bel ricordo.

La bambola di "Pasticciona in amore"! Mi commuovo, guardala!

- Qua ci sono i due David che hai vinto. - Sì.

Quello è il secondo per "C'è ancora domani".

Riprendi tutto.

- Non si vede un cazzo. - Ancora.

Basta! Basta! Basta!

Basta!

- Seguila subito, seguila. - Basta!

- Non si può neanche nominare? - Seguila, vai, vai, vai.

Incredibile, incredibile!

Non si può neanche nominare.

Una roba che non ci si crede!

Neanche la parola si può sentire!

- Lo ha rifatto, lo ha rifatto! - Calmati...

Ma che mi calmo! No, per piacere, non riprendere.

- Che riprendi? - La spengo subito.

- Dai, per favore. - Non ho capito che succede.

- Io del secondo David non voglio parlare. - Che c'entra il David?

Non voglio parlarne perché da quel giorno la mia vita è cambiata da così a così

perché c'è una persona che non me l'ha perdonata mai

- e che non sta bene con la testa. - Emanuela...

È una cosa che non ci si crede, un'ossessione del...

- Ti levi, per piacere? - Con chi ce l'hai?

- Non mi va di parlare di questa cosa. - Voglio capire.

Oh, ti ho detto, per piacere!

- Una cortesia vi ho chiesto! - È spenta.

Da quel giorno per me è cambiato tutto.

- Quale giorno? - Sempre, da quel giorno

di questo maledetto secondo David ho avuto problemi con la corrente.

Fili staccati, contatori, conguagli che non mi sono mai quadrati.

- Perdonami. - Vengo in Svizzera, qualcosa cambierà.

No, fino a qua arriva. Fino a qua è arrivata!

- Una follia! - Emanuela...

- Stavo per cascare. - Rasserenati un secondo.

Che c'entrano il David e la Svizzera?

- Dai, hai capito. - Non ho capito niente.

Hai capito di chi parlo. Sei giornalista, hai capito.

- No, fammi capire. - Non mi va di dire il nome.

- Non voglio nominarla. - Non capisco, aiutami a capire.

Di chi stai parlando? Il David, questa persona.

Chi è questa persona?

- Hai presente Ingrid Bergman? - Certo.

La figlia.

- Migliore attrice non protagonista... - Guarda.

- Guarda adesso. - Emanuela Fanelli.

Hai visto?

Guarda come fa! Vendicativa, minacciosa. L'hai vista?

No, mi sembra che tu sbagli, sorride.

Sono matta io? Questo stai dicendo?

- Non dico questo. - Dici che sorride. Certo, è un'attrice.

- Ora sorrido, ma non sono allegra. - Calmati.

- Io non capisco la velocità! - Oggi strilla.

Alla sua età! Scatta come una lince!

- È una cosa incredibile! - Questa è matta.

Questa è una cosa riservatissima, privatissima.

- Va tutto tagliato, io di questa cosa... - Va bene.

È importante. Io di questa storia non parlo e ho mai parlato con nessuno.

Punto.

Dice che la Rossellini le sta facendo un sacco di dispetti.

Mi era arrivata questa voce, ma...

Sì, lo aveva detto anche a me quando ancora ci sentivamo.

Chi non reputa plausibile che la signora Rossellini,

ripeto, la signora Rossellini Isabella...

Dice ancora che la Rossellini le taglia la luce?

Svariate volte al mese prenda un taxi da casa sua, in America...

Peraltro abita in campagna, è anche una spesa di taxi importante,

ma comunque...

Sì, certo, come no?

Prende un taxi fino all'aeroporto JFK di New York,

fa la fila ai controlli, anzi no,

prima imbarca il bagaglio, poi fa la fila ai controlli...

Di che parliamo, su!

Si mette sull'aereo, fa un volo di sette ore e mezza,

atterra a Milano Malpensa.

Fa la fila per ritirare il bagaglio, sperando che non lo abbiano perso,

poi dovrà noleggiare un'auto per raggiungere questo paesino.

Isabella Rossellini, sicuramente.

Si lancia come una furia sulla A5.

A questo punto mangerà una cosa questa persona

che va in giro dalle cinque della mattina.

Le avevo detto di mettere le telecamere, ma il marito non vuole.

Un icaro, un camogli, una rustichella.

Dopodiché arriva in un bed and breakfast,

si dà una sciacquata dopo questa traversata infinita...

È una cosa incredibile.

Esce e va a tagliare i fili della corrente

a Emanuela.

Poi torna a casa sua.

In America, dall'altra parte dell'Atlantico.

Tesoro mio, qui facciamo un documentario a parte.

Rifacendo a ritroso tutto il percorso.

Riprendi la macchina, i bagagli, rustichella, una sciacquata.

Atterraggio, fattoria. Tutto, tutto.

Qui non è una questione che la Rossellini le stacca la luce.

Se la Fanelli avesse avuto i pannelli solari a casa sua,

non succedeva niente.

Dopo l'imbarazzante sfuriata di qualche minuto fa,

Emanuela si è calmata ed è tornato il sereno.

Per lei oggi è un giorno molto importante.

Andiamo.

Sei emozionata, amore?

Sì, un pochetto.

Sei bravissima.

Sono tante battute, sono un po' fuori allenamento.

Vabbè, qualcosa mi invento.

Il fallimento di "Pasticciona in amore" la serie convinse la Fanelli

ad abbandonare momentaneamente il cinema e a tornare al suo primo amore.

Sì, proprio lui, monsieur teatro.

Roma, Teatro Garbatella.

Il 20 settembre ha debuttato e sarà in scena fino al 18 ottobre

"Sette spose per sette Fanelli", di e con, inutile dirlo,

Emanuela Fanelli. Come mai questo titolo?

Beh, innanzitutto perché è molto bello.

Se nel mondo esistesse un po' di bene

e ognuno si considerasse il suo fratello...

Di che parla?

Vedi, Pierluigi, è sempre difficile raccontare un testo così.

Ve possino!

Pensa che l'ho scritto tutto in una notte, di getto.

Infatti, Emanuela, il suo spettacolo

- è a tutti gli effetti un one woman show. - Sì.

No!

È un vero e proprio viaggio di tre ore e passa.

È un testo di cui,

in questo momento storico, avvertivo l'esigenza.

- Buongiorno, signora. - Buongiorno.

- Sono Marica, l'assistente di produzione. - Emanuela.

Per qualsiasi cosa sono qui. Intanto andiamo al trucco.

Sì.

- Sei grande! - Buongiorno.

Sei grande! Aspetta, guarda.

- Guarda qua. - "L'amore..." No, vabbè.

"L'amore è come una barca a vela.

Sorridi, goditela finché il vento è a favore.

Tieni la barra dritta quando arriva la tempesta."

- È stato of mind. - Sono onorata.

- Onorato sono io, sei grande. - Grazie.

- Complimenti! - Grazie, ciao, buona giornata.

- A te. - Ciao.

Però il teatro non dà da mangiare.

In quel momento Emanuela aveva bisogno di liquidità.

"Pasticciona in amore" la serie non fu soltanto un fallimento artistico,

ma anche un fallimento economico.

Infatti aveva investito in questo progetto

un importante capitale personale.

Si è dovuta vendere la casa a Lido dei Pini.

Era un sogno!

Maiolicata, aveva un portico che non finiva mai.

Piscine, palme.

Fino ad allora era attenta ai progetti da scegliere e diceva molti no.

Prima aveva rifiutato progetti come "Elisa Mazzitelli",

"Che faccio? Lascio?", ma soprattutto "Mare profumo di mare".

- Si chiamava "Profumo di mare". - L'ho detto, "Mare profumo di mare".

- No, "Profumo di mare" e basta. - Ho sbagliato.

Comunque in quel momento si trovava in un buco nero.

È riuscita a portare delle piantagioni dall'estero

che hanno attecchito. Nel parco aveva dei fiori...

Un conto, parliamoci chiaro, è venire da "scarpe, scarpe, scarpe".

Scarpe, scarpe, scarpe!

Lì io alzo le mani e sto zitta.

Ringrazia Dio che hai trovato qualcuno che ti ha comprato la casa.

Chissà come sta.

Io penso che se tu...

non hai una credibilità artistica vera,

per un po' puoi anche fingere di averne una.

Vedi "Pasticciona in amore", il film impegnato, va bene.

Però quando sei in difficoltà, non fai più la pura. Come mai?

Sono tutti bravi a fare gli amici quando sei il primo.

Quando ti premiano, ti chiamano tutti, si complimentano.

Quando non hai più niente, si vede chi ti vuole bene veramente.

Senti, a bruciapelo, faresti un reality?

No, mai.

Mai, mai.

Io ho sempre voluto bene a Emanuela.

Mi sono accordata anche per quella ammazzata che ci siamo fatte.

- Dio! - Non mi tirare quando corri.

Io devo appoggiarmi a qualcuno.

Allora...

- Avezzano è da quella parte. - No, dobbiamo andare là.

Da quella parte andiamo a Sulmona.

Santo Dio...

Non vedi il cartello?

No, là c'è Pizzo Fava. Non dobbiamo andare lì.

- Pizzo? - Fava. Non dobbiamo andare lì.

Che cazzo di nome è Pizzo Fava? Che carta hai?

No, è giù. Corri, corri, corri.

Mi hanno ammazzato quei due mesi.

Forestieri, è passato un mese dall'inizio di "Gran Sasso".

Avete dormito in giacigli di fortuna,

avete partecipato a una gara di bramiti

e soprattutto avete anteposto il punteggio alla vostra igiene personale,

però siete le coppie rimaste in gara, dunque fatevi un applauso.

Io sento già odore di complotto e di raccomandazione.

Antonio, fai silenzio, non farti sentire

da questa intelligenza acuta.

Falla finita, che a Gioia Marzia... Come cavolo si chiamava quel locale,

- quel posto, quell'altopiano? - È un paese, Gioia dei Marzi.

Hai cambiato i cartelli dell'indicazione. Vero?

Ma il disagio! Io non lo so.

Guarda, lasciamo perdere.

Forestieri, ai vostri posti!

Tre, due, uno...

Via!

Andiamo, vieni.

Mano sui vassoi, Sally e Spectra.

- Dai, sei lento. - Ancora non partiamo e già sono lento?

Dai, corri!

- Patrizia, di qua! - Sì!

Oddio, chi è?

- Corri, attenta! - Dov'è l'orso?

- Veloci. - Attenta agli arrosticini!

- Vai! - No!

Corri!

Sono caduti tutti gli arrosticini!

Gli arrosticini!

Permesso, dobbiamo suonare il campanaccio.

Continua, continua, che ci frega?

Emanuela!

Che cazzo però, pure tu!

Dai, guarda!

Oddio!

- Sono scivolata! - Si finisce sempre così.

- No, ma tu non solo... - Levami da torno questo.

Non lo sopporto più.

Oh, guarda!

- Che è? - Vedi quella? È asparagina.

A proposito!

A Patrizia e Angela tu dai troppa confidenza.

Occhio, quelle fanno "pici, pici, pici"

- e poi... Tu ricorda queste parole! - Sei tu che gli parli.

- L'ululato! - Porca miseria! Vai!

Ammazza, sei salita storta!

Lei era in coppia con zia Sabrina.

Era divertente quando si sentivano gli ululati

e loro dovevano correre verso la base con mamma che teneva sulla schiena zia.

Però...

- Porca miseria! - L'ululato!

- Che palle, non ci posso credere! - L'ululato!

- Vai! - Oddio!

Corri, Emanuela!

Io più di così non vado. È inutile che ti arrabbi.

- Corri, Emanuela, corri! - È una parola!

Piano!

Senti qua, le sabbie mobili.

Finiranno queste prove, io non ce la faccio.

Sembri un ciocco di legno.

Meno male che te l'ho detto. Meno male che te l'ho anche detto.

Ti ho detto: "Chiedi se posso mettere le mie cose?"

"No, hanno tutto loro." "Ti fai mandare le foto?"

"Sì, le ho viste, tutto bene." Ma guarda, veramente.

Io posso mettermi quelle cose? Quanti anni ho io?

Sono cose che io posso mettermi? Dai, Teo, per favore.

Sei tanto buono, ma pure tu. Ti chiedo una cortesia...

No, scusate, per favore.

Mi lasciate un attimo per concentrarmi? Grazie.

Chiedo scusa.

È un po' nervosa oggi. È tanto che non recita.

Abbiate pazienza, grazie.

Però sono difficili da montare. Io sono negato con le mani.

È una cosa proprio... non è il mio.

- Mi incazzo, sto due ore... - Giulio.

- Giulio, no? - Sì.

Aspetta, ti faccio vedere.

- Sono quelli di suo cognato? - Vedi?

Questo, vedi?

- Come si apre. - Forse dall'altro... lato.

- Eh? - Forse di là.

- Ho visto che si muoveva. - Questo!

Sì, ecco.

Guarda, è semplicissimo.

No, una situazione proprio...

Mai avrei pensato

che quel mese mi pesasse così tanto...

sulla salute.

Sono stanca.

Madonna! Mi fa male il ginocchio, guarda.

Ho capito, Sabrina, però pure tu hai un carattere!

Mi ha pizzicato anche un animale, spero di non morire per shock anafilattico!

Io sono stata una settimana allo Spallanzani.

Al reparto malattie infettive non sono riusciti a capire

quello che avevo.

- Non ti hanno pizzicato nella tenda. - Mi hanno pizzicato mentre dormivo.

- Ti sei fissata. - Mi hanno maciullato una coscia!

Non entrano!

Avevo una gamba rovinata

dai pizzichi dei pappataci.

- Perché non alzi la gamba? - Ce l'ho mangiata dai pappataci!

"Pappataci", dice,

ma non era sicuro perché...

Mi hanno mangiato la gamba sinistra perché dormo sulla destra.

Dormendo su un fianco, dalla parte di questa coscia

mozzica oggi, mozzica domani, mozzica dopodomani.

- Vedi? Sta all'aria? - Ma che ragionamento è?

Mi hanno dato tante di quelle creme, tante di quelle medicine, flebo.

Ho la gamba mangiata dai pappataci!

Sono andata allo Spallanzani perché c'è il reparto

per queste cose infettive, esotiche.

- Spero che non mi venga la febbre. - Vabbè...

- Erano mozzichi estremi. - Ma che ci sarà mai in Abruzzo?

Mi hanno preso per il culo

perché mi era successo sul Gran Sasso che non ha niente di esotico.

- È un pappatacio. - Un pappatacio.

Sì, tipo ammazzasomaro, una cosa del genere.

Anche lì ci sono animali che magari non sono stati catalogati.

Guarda come va a finire. Dovranno vedermi anche i medici.

Aggancia questo qua. Vedi?

Ecco, qua.

Pensavate di aver visto tutto? Pensavate di aver sentito tutto?

No, no! No, no, no, no, no, no!

Ho fatto una cosa così. Che è?

È un regalino per il pubblico, beh?

- Con chi ce l'avevi? - Lascia stare.

Io sono contro la demonizzazione dei reality.

Secondo me...

Mamma mia! Mamma mia! Mamma mia!

Forestieri!

Stiamo per scoprire chi vincerà

questa terza edizione di "Gran Sasso". Grazie, orso.

È arrivato con la busta il verdetto del televoto

che sveleremo qui in diretta

per voi.

La coppia che vince

la terza edizione di "Gran Sasso" è...

- È? - Sally e Spectra!

Beh, io... A distanza di tanto tempo, penso di poterlo dire adesso.

Io comprai due,

anzi, tre call center a Tirana per farle vincere.

Comunque, Sabrina...

- Dai, chiama Sabrina! - No, sono contenta per loro, applauso,

però mi rode il culo, dai! Abbiamo fatto...

Ma sai...

Dopo una Via Crucis del genere, mi avrebbe fatto piacere vincere,

ma... alla fine non è importante vincere.

La cosa importante è una,

il compenso che ti danno ed Emanuela è stata pagata.

A proposito di Abruzzo, tra Castel di Ieri e Rocca di Mezzo

vissero gli avi di una delle autrici

più rappresentative e importanti del Novecento, Elsa Morante.

A ricostruire quel pezzo di storia è stato Maurilio Di Giangregorio nel libro...

Dai, prepariamoci a girare.

Vabbè, niente, non si riesce a finire un discorso.

Ieri sera sono andata a teatro a vedere Maurizio Battista

e oggi sono rincoglionita dal sonno.

È finito a mezzanotte e un quarto.

Poi c'è stato Dado, Emanuela Villa

e per ultimo il ventriloquo Samuel.

Ragazzi, una cosa eccezionale. Era davvero bravo.

Non è italiano perché era un po'...

Non lo so... Io non ci capisco niente.

Era tipo egiziano...

Insomma, arabo... Insomma di quelle...

Ragazzi, piano con quei Telegatti! Piano!

Di quelle parti là, in Medio Oriente, secondo me.

Mamma e papà si sono conosciuti mentre registravano "Gran Sasso".

Ogni coppia ha un vassoio con trenta...

Papà era il cameraman.

Si chiamava Ricky Zangari.

Emanuela...

- Mi dai una mano? - Arrivo! Un secondo.

- Sembra leggera, però... - Immagino.

Fu un vero e proprio colpo di fulmine. Papà mi raccontava

che quando... finivano di girare

le riprese giornaliere,

loro si ritrovavano insieme a ridere, a chiacchierare tantissimo.

- Sì, all'Alberone. - All'Alberone?

- Emanuela! - Arrivo, un secondo!

- Non ce la faccio a montarla da sola! - Aspettami, un secondo!

- Non ti lascia un minuto... - No, lei è splendida, però è nervosa

perché dice che l'hanno pizzicata certi animali, non ho capito.

Stavano bene insieme.

Non mi è mai piaciuto.

No.

No, perché...

Troppa arrivista.

Troppo furbo, troppo meschino.

A pelle non mi è mai piaciuto.

Mamma non parla volentieri di papà.

Però...

Al di là di quello che è successo dopo,

dei soldi, del processo, io...

Cioè, secondo me, il loro è stato un grande amore.

Veramente un grande amore.

Conosciamo questo ristorante. Siamo stati qui a cercare Emanuela.

- Hanno detto che ci andate spesso, vero? - Sì, da Giuseppe.

Andiamo spesso a mangiare da loro. Conosciamo anche la moglie, Anna Maria.

- Si chiama Anna Maria? - Sì, Anna Maria.

Io mi trovo bene con Teo.

È...

È buono.

Vogliamo fermarci a mangiare una cosa? Tutti insieme?

Che dite?

Sarebbe bello se Emanuela fa un piccolo sforzo,

se ce la fa, ma senza costrizioni.

Ama moltissimo mamma, questa è la cosa importante.

Soprattutto le è stato tanto vicino.

È uno dei pochi che sa prenderla

quando lei ha i suoi momentini.

Però io credo che...

nella vita ci sia un solo vero grande amore.

Secondo mamma dico così perché sono troppo giovane,

che la vita è molto più complicata di così.

Ma dice anche che è bello che io lo pensi. Io mi ricordo come mamma guardava papà.

Secondo me, anche lei sotto sotto è d'accordo con me, solo che non...

Non so, non riesce ad ammetterlo neanche a se stessa.

Giulio, vieni a cantare pure tu, dai! Vieni, Giulio.

Me la tieni un attimo?

Tu

Forse non essenzialmente tu

Un'altra

Ma è meglio fossi tu

Io

Che ho bisogno di raccontare io

La necessità di vivere

Rimane in me

E sono ormai convinto da molte lune

Dell'inutilità irreversibile del tempo

Mi sveglio alle nove e sei decisamente tu

E non si ha il tempo di vedere la mamma e si è già nati

E i minuti rincorrersi senza convivenza

Mi svegli e sei

Decisamente tu

Forse non essenzialmente tu

Nella notte confidenzialmente blu

Cercare l'anima.

Viviana 4100 è la poltrona relax di cui hai bisogno.

Sì, ha lo schienale reclinabile

che massaggia la colonna vertebrale con quattro programmi diversi.

Sì, ha il poggiapiedi allungabile, alleato della tua circolazione.

Ebbene, sì, al relax completo del corpo

in ogni momento della tua giornata.

Da oltre 30 anni la nostra azienda è sinonimo

di qualità e ricerca.

Scopri le soluzioni che fanno al caso tuo

e goditi i vantaggi della terza età.

Viviana 4100.

Il vero lusso è il riposo.

Sottotitoli: Audio Laser Service s.r.l.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.