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Buonasera, signora Struyck. Sono il commissario Carola Visser.
Indaghiamo sull'incidente di Hanneke Lemstra.
Se ho capito bene, possiamo parlare indisturbati.
Ok.
Siamo pronti.
È pronta?
IL GUSTO AMARO DEL TRADIMENTO
Scusi per l'ora tarda. Faremo in fretta.
Merda.
Ciao, questa è la segreteria di Simon.
Al momento non posso rispondere,
ma lasciate un messaggio e vi richiamerò il prima possibile.
Ciao, sono io. Io…
Ho mentito alla polizia.
Ho detto che sono rimasta a casa con Babette tutta la sera.
Non so cosa dirà lei.
Ma credo sappia che ero con te.
Chiamami.
Che cosa vuole sapere?
Vorremmo sapere dove si trovava ieri sera.
A casa.
Insomma, ero qui.
Pensano che sia stato uno di noi. È assurdo.
La vicina dice che Hanneke ha litigato con qualcuno prima di cadere.
Ma ha aperto lei la porta, quindi conosceva questa persona.
- Non te l'hanno detto? - No.
Maledizione, cazzo. Scusa.
Hai sentito cos'ha detto Hanneke? Di Simon e dei…
Dei soldi della droga?
- E che usava la palestra. - Pensi che sia stato lui?
Cosa?
- A spingere Hanneke? - Certo che no.
Ne sarebbe capace. Se truffi in quel modo, ne sei capace.
Non è stato Simon.
Patricia ha detto che erano nella casa sulla spiaggia.
E chi c'era con Hanneke? Babette?
Sei stata con lei tutta la sera, giusto?
È uscita? Ci vuole mezzora ad andare e tornare.
Siamo state qui tutta la sera.
Sì?
Caffè.
Fantastico.
Grazie.
Sì.
È una grande fonte di supporto.
Avere i miei amici vicino.
Tenete la schiena dritta
e continuate a respirare.
Ed espirate.
Ora incliniamoci dall'altra parte.
E ritorno.
Portate le mani davanti al cuore in anjali mudra.
E ringraziate voi stesse per essere state qui oggi,
per aver trovato il tempo…
di essere pienamente…
presenti.
Ottima lezione. Buona giornata.
- Ciao. - Ciao.
Come stai?
Bene.
Non ti vedevo dalla recita di Natale.
Stai bene?
E i ragazzi?
Sì.
Ti ho chiamata e ti ho scritto…
Scusa, io…
Non so come gestire la cosa.
Già, con…
Fra te e Simon.
Ehi, ragazze. Com'è andato lo yoga?
- Ehi, Ief. Sei già tornato? - Sì.
Ti trovo bene. Sei in forma.
È stato un errore. Sul serio, io…
Ho chiuso, è finita.
Davvero?
Sì.
Ma l'hai detto a qualcuno?
No. È il tuo matrimonio.
Ehi, Ka.
Sei andata a yoga?
Ehi. Sì.
Ti ho chiamata. Potevo passare a prenderti.
Beh, sei qui.
- Disturbo? - No.
Saremo in imbarazzo ogni volta che ci vedremo?
Io non ho problemi.
Di cosa stavate parlando?
Di Evert.
Gli mancano i ragazzi.
E a loro manca lui. Non vedono l'ora che torni a casa.
Suo marito ha scelto Hanneke
come persona di fiducia in terapia.
È così che la chiamano?
"Buddy".
Sì.
Come l'ha fatta sentire?
- Ridammelo. Dai. - No.
- No. - Luuk, dammelo.
- Ti pizzico. - Ahi!
Hai preso il mio cellulare dalla borsa?
Volevo solo controllare l'ora.
Ridammelo. Basta bugie. Volevi giocare.
- Papà me lo fa fare. - Ah, buono a sapersi.
Vieni, Luuk.
Ti ha fatto male?
- Scimmiette. - Papà.
- Mi siete mancati. - Mangiamo la pizza?
Certo che mangiamo la pizza. Tanta.
Sei in ritardo Li riporto a casa domani alle dieci.
- Quale casa? - La nostra.
Ok.
Scusa, ma trovo la situazione un po' difficile.
Già…
- Andiamo di sopra. - Posso venire?
Sono curiosa.
Meglio di no.
Ok, tesoro. Hai sentito papà.
Non è il momento, ma vedrò la tua stanza un'altra volta.
Papà, per favore?
IL PASSATO È UNA LEZIONE, NON UNA CONDANNA.
"Devi cambiare solo una cosa:
tutto."
Funziona?
Per me sì.
E le chiacchierate di gruppo? Di cosa parlate?
Come va la palestra?
Non devi preoccupartene ora.
Certo, sì.
Dimenticavo. Non devo preoccuparmi.
Non succede niente. Ci vado ogni giorno.
La palestra è anche mia.
Mi dispiace.
Mi dispiace.
Non mi fido di Simon.
Lo sogno persino.
La palestra va a fuoco e Simon ride.
Ehi.
Dev'essere la terapia
che ti smuove qualcosa dentro.
Ehi.
Ti trovo bene.
Sto imparando molto.
Su di me.
Su di noi.
Papà? Stai meglio?
La mamma ha detto che tornerai a casa quando starai meglio.
Sì.
Dai questo a tuo fratello. Andiamo al cinema.
Ok.
Non fargli promesse.
Che dovrei dire? Tu non dici niente.
Ehi.
Voglio starti vicino.
Sta arrivando Hanneke.
Viene al cinema con noi. Bambini.
Avete finito di bere? Mettetevi le scarpe.
È arrivata Hanneke. Andiamo al cinema.
Ciao, ragazzi.
- Ciao, come va? - Bene.
Evert non voleva parlare con me, ma parlava con lei.
Mi rendeva insicura.
Credeva che Evert e Hanneke avessero una relazione?
Signora Struyck, pensava che suo marito la tradisse con Hanneke?
Lei ama qualcuno?
Non mi sembra pertinente.
Si è vulnerabili quando si ama.
È andata al cinema con loro.
È stato orribile. Sembravano una famiglia.
Tesoro, Evert ti ama, ne sono sicura.
- Non avrei dovuto mostrare quel video. - Sei stata coraggiosa.
Anche ora che è sobrio, è sempre così…
manipolativo.
Come usa Hanneke…
È un narcisista.
Gesù…
Perché non hai detto ad Hanneke di te e Simon?
Non ti fidi di lei?
Sì, mi fido.
Capisco. Lei giudica molto.
Non l'avrei detto neanche a te
se tu non…
- Non voglio che si sappia in giro. - Ehi.
Non preoccuparti. Non lo dirò a nessuno, neanche ad Hanneke.
Neanche tu dirai a nessuno quello che ti racconto, vero?
No.
Certo che no.
Perché piange?
- Voglio bene ad Hanneke. - Come?
Voglio bene ad Hanneke.
Non riesco ancora a capire.
Cosa intende?
Beh, solo…
Che tipo di persona è nei momenti difficili?
Io…
Io ho sempre pensato di essere una persona onesta.
Ma quando ho iniziato a mentire…
non riuscivo più a fermarmi.
Wow.
Cosa abbiamo in programma?
È bellissimo. È per il tuo amante segreto?
Magari fosse così eccitante.
Sì.
Ho un incontro con l'avvocato.
- Beato lui. - Lei.
È per il tuo ritorno al lavoro?
Non credo che potrò tornare, Mich.
Ehi, che ne dici se vengo a prenderti oggi pomeriggio?
Potremmo pranzare in città
con vino e brandy e…
Non male.
L'incontro sarà lungo.
Poi devo andare a prendere Sophie.
Non hai una riunione anche tu?
Sì, con Simon. Ma ha appena annullato.
C'è sempre qualcosa con lui.
Vaffanculo.
No, è troppo fredda.
Dai.
- Dai. - Vaffanculo.
Ti fa bene.
Così.
Non posso continuare così.
Non mi riconosco più.
Ehi, Han.
Sì.
No, io… Arrivo. Scusa.
Che c'è?
Soph.
- Ciao. Scusate. - Ciao.
- Vuoi anche tu un toast al formaggio? - No, grazie.
Ehi.
Ciao, tesoro.
- Cosa stai facendo? - Ti sei dimenticata.
No, ho solo fatto molto tardi.
Gli avvocati sono sempre prolissi.
Bu!
Ti sei spaventata.
L'ha fatta tua figlia.
- Bella, vero? - Sì.
- È già finita? - No.
No?
Questo non è l'ufficio di Simon?
È anche il mio.
Da quando?
Hai messo i blokart fuori? Vuoi che ti dia un altro compito?
Ridammi la mia roba.
Ridammela.
Ehi, calmatevi.
- Ha iniziato lui. - Sì, calmati.
- Wolf. - Lo ammazzo.
Cazzo di idiota.
Ehi, che fai?
Che ti ho appena detto? Smettila.
Ehi.
- Ti distruggo, pezzo di merda. - Wolf.
Qualcuno chiami la polizia. Chiamatela.
Wolf.
Cazzo.
Sta arrivando un agente. Deve farti qualche domanda.
- E… - Cazzo.
Ehi…
calmati un po'.
Cos'è successo esattamente?
Senti.
Non puoi minacciare la gente con un coltello così.
Non vorrei denunciare la cosa, ma ti hanno visto tutti.
Quel coglione ha rubato la mia roba dall'armadietto.
La tua roba?
Che roba? Droga?
- Vai in giro con della droga? - Steroidi.
Vendi steroidi?
Wolf?
Nella nostra palestra?
Sei impazzito?
Pensi di poter fare quello che vuoi perché Evert non c'è?
Se Simon lo scoprisse, ti ucciderebbe.
- Chi chiami? - Simon.
No, non farlo.
È roba sua.
La vendo per Simon.
- Ti stava rubando le scarpe. - Cosa?
Quel tipo ti stava rubando le scarpe nuove. Puoi dire questo?
- Buon pomeriggio. - Salve.
- Babette. - Pieter.
- Buongiorno. - Wolf.
Che cos'ha detto?
Il tuo avvocato.
Ah, sì, beh…
Che i reclami sono stati ritirati.
Non pubblicheranno una rettifica?
No.
- Ciao. - Dove stai andando?
Al negozio. Problemi con le consegne.
- Ciao. - Ciao.
Ciao.
- Come sta Evert? - Lo vedo spesso e…
quella relazione…
Ora che c'è distanza, vede le cose con lucidità.
- È sobrio, ovviamente. - Cosa?
Tipo il morso alla mano. Pensavate fosse Beau, ma è stata Babette.
Cosa?
Ecco perché era furioso in quel video. Lei è pazza.
Controlla tutto: le sue email, il suo telefono.
Credo sia bipolare o narcisista.
Han, stai esagerando.
Lui è terrorizzato da lei.
- Ogni storia ha due versioni. - So cosa ho sentito.
Sì, quello che ti ha detto Evert.
Ha registrato quelle conversazioni.
Gliel'ha consigliato il suo avvocato.
Le cose che gli urla sono piuttosto forti.
- Avvocato? - Registra le loro conversazioni?
E allora? Anche lei lo filma.
Ma dovete tenervelo per voi.
Se lo scopre, gli porterà via i bambini.
Allora non dovevi dirmelo, Han.
Gesù.
- Non voglio mentire a Babette. - Ci credo.
Wolf?
- Cos'è successo? - Niente di grave.
Qualcuno ha rubato dal suo armadietto.
Stai bene?
Cosa ti ha rubato?
Le scarpe nuove.
- Le scarpe? - Sì, la cosa è degenerata.
Non faremo denuncia.
Abbiamo parlato.
Wolf ha promesso di scusarsi.
Sì…
Vai in macchina e pensa a come dirlo a tua madre.
Non essere troppo severo. Sta già passando un brutto momento.
Ha parlato dei problemi tra te e Hanneke.
I figli sentono tutto.
Già.
Sai, Evert è solo.
E Hanneke…
Beh…
Evert cerca conforto in lei.
Sì…
Hanneke era innamorata di Evert.
Lui non ricambiava.
Non era un segreto che Ivo non le desse abbastanza.
E Wolf è sempre arrabbiato con sua madre.
Forse perché non ha conosciuto il padre.
Forse era troppo per lei.
In che senso?
Hanneke era depressa.
Poteva essere molto dura,
soprattutto con se stessa.
Cosa sta insinuando di preciso?
Io…
Ciao, questa è la segreteria di Simon.
- Ciao, questa è la segreteria… - Rispondi, stronzo.
PUOI CHIAMARMI? PERCHÉ NON RISPONDI?
DOBBIAMO PARLARE ORA.
Sono un coglione, Karen. Mi dispiace.
Tutto quello che Hanneke ha detto di Simon è vero.
E…
io l'ho aiutato.
L'ho aiutato a riciclare i suoi soldi.
Ho messo la mia firma su…
Se lo scoprissero, perderemmo tutto.
Non lavorerei mai più.
E se dovessi finire in prigione?
Vi amo tantissimo, te e Sophie.
Non voglio stare senza di voi.
Possiamo tornare in città? Ti prego.
Noi tre?
Dovresti dormire un po'.
Ok?
Karen?
Mi dispiace tanto.
Niente più segreti. Ok?
Mamma?
Sei preoccupata per Hanneke?
Te l'ha detto papà?
Posso vederla?
All'ospedale?
È in coma.
Lo so.
- Chi è? - È la polizia.
Va tutto bene. Vogliono farci delle domande. Dai.
Vai a letto e dormi bene, ok? Buonanotte.
Non posso dire nulla, ma vi aggiornerò quando avremo notizie.
Karen e Michel sono…
- Sono a letto. - Davvero?
Grazie.
Forza e coraggio.
Kaar?
Ehi, stai tremando.
Cosa…
Cosa gli hai detto?
Che sono stata qui,
con te, per tutta la sera.
Tesoro.
Tesoro.
Ho mentito alla polizia.
Anch'io.
Per te.
Ehi…
Pensi che Patricia sappia di te e Simon?
- Non lo so. - Sono arrivati insieme all'ospedale.
E lei ha detto che hanno passato la serata insieme.
No, l'ha detto Simon.
Allora si sono messi d'accordo.
Perché dovrebbe mentire per lui?
O lui mente per lei.
Forse c'era Patricia con Hanneke.
È il suo appartamento. Ha le chiavi.
Perché Patricia dovrebbe fare del male ad Hanneke?
No.
Hanneke era depressa da un po'.
Cosa?
No.
No, Hanneke non lo farebbe mai.
Ha dei figli.
Anche Evert.
Ragazzi, è arrivato papà.
- Ciao. - Ciao.
Siediti.
Sei a casa tua, sai?
Ho preparato il pranzo.
Vuoi mangiare? O scappi?
Ha un profumo delizioso.
Ho saputo che…
Wolf è stato coinvolto in una rissa in palestra.
Un coglione ha cercato di rubargli le scarpe.
I ragazzi sono incredibili.
Perché non me l'hai detto?
Te lo sto dicendo ora.
Se succede qualcosa in palestra, vorrei saperlo.
Ok.
- Me lo ricorderò. - Ok.
Hai paura che ti nasconda delle cose?
- Come hai fatto tu? - Dove sono i ragazzi?
Su Hanneke e il vero motivo per cui sei in quella casa?
Basta. Non sto con Hanneke.
Lei lo sa? Non credo sia d'accordo.
Hanneke è l'unica che ti difende.
Dice: "Fate terapia, magari funziona".
Che sollievo che Hanneke pensi che potrebbe funzionare.
- Papà. - Papà.
Ehi, ragazzi. Ciao, tesoro.
Prendete le vostre cose. Andiamo in auto.
Forza, baciate la mamma.
- Ciao. - Ciao, mamma.
Eef.
Ti avrei parlato di Wolf. Non volevo disturbarti.
Ehi.
Mi dispiace.
Mi dispiace.
Ehi…
Affronteremo tutto insieme.
Giusto?
Torna a casa.
Faremo terapia.
Ehi.
Tesoro.
Ti prego.
Papà?
Sì, tesoro?
Mamma.
No.
È il mio telefono.
Gesù, che ti prende?
Sophie…
BABETTE: È TUTTO UNO SCHIFO. È FINITA.
NON CE LA FACCIO PIÙ.
Questa è la segreteria di Babette. Lasciate un messaggio dopo il segnale.
Questa è la segreteria di Babette. Lasciate un messaggio dopo il segnale.
Babette?
Babette?
- Ciao, tesoro. - Kaar.
Oh, tesoro. Ehi.
Hanneke…
Lui non tornerà mai più.
Lei ha rovinato tutto.
È andato via.
Credo che stiano insieme.
Cos'hai detto a Evert?
Che stai facendo? Ha una famiglia.
Sono un'amica. Lo sto aiutando.
- E dovete andare al cinema insieme? - Sì.
Con i suoi figli?
È naturale che Babette… che lei pensi…
Che pensi cosa?
Che abbiamo una relazione? Sul serio? Che scopiamo?
Ok. Ci siamo baciati una volta. È vero.
O almeno ci ho provato. Lui non ha voluto.
Potevi chiedermelo.
Ti piacerebbe se venissi a casa tua a urlare di Simon?
Hanneke mi ha visto dentro.
Non ce l'ho fatta.
L'ho delusa.
Proprio quando aveva bisogno di me.
Avrei dovuto esserci per lei,
ma io pensavo solo a Simon.
PERCHÉ STAI MENTENDO? SIMON?
SONO DAVANTI A CASA TUA, ESCI FUORI O SUONO IL CAMPANELLO.
ARRIVO SUBITO!
Ma che… No.
Gesù.
No.
Patrice!
Ehi!
Patrice! Che…
Ma che cazzo fai? Sei impazzita?
Potevi morire, tesoro.
Hanneke aveva ragione.
Anche Evert.
Simon usava la palestra per riciclare denaro.
Come lo sai?
Michel era coinvolto.
Michel?
Dobbiamo andare dalla polizia.
Se Patricia le avesse fatto qualcosa, non me lo perdonerei mai.
E se non fosse stata lei?
Se vai dalla polizia,
verrà fuori tutto, anche di te e Simon.
Giusto? Pensa a Sophie.
Voglio dire, pensa a Michel.
Potresti perdere tutto.
Io potrei perdere la palestra.
Dobbiamo aspettare che Hanneke si svegli,
così ce lo dirà lei.
Ehi.
Hai dormito?
Sto per andare all'ospedale.
- A trovare Hanneke, con Sophie. - Sì.
Prendo la tua auto, ok?
Posso? La mia non parte.
Ok.
- Io… Sì. - Io… Sì.
Soph?
Sì, arrivo.
Anche il rosso è bello, perché è il suo colore preferito.
- Compriamo anche il palloncino. - Ciao.
Sali in macchina. Arrivo subito.
Scusa, non volevo…
Ciao, Isis.
- Tieni. - Che gentile.
Sì.
- Scusa. Avrei dovuto chiamare. - No.
Sei la prima dell'ufficio a venire qui.
Non sapevo di essere così impopolare.
Bram ha detto che non tornerai.
No.
Ma i reclami sono stati ritirati.
Sì, però la fiducia è svanita.
Non è possibile tornare indietro?
Dopo tutto quello che hanno detto su di me?
Già.
Tu sai chi è stato.
Sì, sono stata io.
Sbagliavo sempre tutto.
Mi impegnavo davvero tanto.
Ma potevo sempre fare di meglio e tu davi i miei lavori ad altri.
Mi criticavi sempre.
Si chiama feedback.
Avresti potuto parlarne con me.
Ci ho provato.
- Ti arrabbi sempre. - E tu parli con il giornale.
No, non sono stata io.
Davvero.
Ho presentato un reclamo alle Risorse Umane.
Non sono l'unica in redazione a pensare che tu sia… complicata.
Hanno contattato loro il giornale.
Io non ero d'accordo.
La cosa è sfuggita di mano.
Sfuggita di mano?
La mia carriera è finita, la mia vita, il mio matrimonio.
Mia figlia è vittima di bullismo a scuola.
Perché quella signora piangeva?
L'hai fatta piangere tu?
Quella signora piangeva perché ha mentito.
E lo sapeva.
Ma non ha avuto il coraggio di dire la verità.
Ha pensato solo a se stessa.
Ecco perché piangeva.
- Mamma? - Vai dentro.
Devo fare una cosa.
Va bene.
Ciao.
Ciao.
- Ehi. - Papà.
Signora van der Made?
Allora…
Cosa voleva dirci?
Tutto.
ISPIRATA A "IL GUSTO AMARO DEL TRADIMENTO"
Sottotitoli: Silvia Gallico
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