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Original subtitles

È stata trovata vicino all'appartamento di Patricia.

- Da una vicina che passeggiava col cane. - No.

Ehi.

Cazzo.

Cos'è successo?

Non lo so.

Io ero in spiaggia con Patrice.

Ci hanno chiamati e…

- Perché era nell'appartamento? - Non ne ho idea. Non lo so.

- Cosa ha detto il dottore? - Che è stata fortunata.

È in coma, in condizioni critiche. È un miracolo che sia ancora viva.

- Ma cos'è successo? - È caduta…

- dal balcone del vostro appartamento. - Cosa?

La squadra mobile sta venendo qui per parlare con voi.

Cosa? Anche con noi?

C'è una stanza dove potete aspettare.

Seguitemi, per favore.

- Andiamo. - Sì.

IL GUSTO AMARO DEL TRADIMENTO

Questa è Patricia de Jager. È dietro la porta, subito a destra.

Suo marito è accanto a lei. È lì che è avvenuto l'incidente…

Sì.

Buonasera. Sono il commissario Carola Visser.

Questo è il mio collega, Koos van Zwieten.

Lo conoscete dall'incendio.

Sì, è stata una tragedia. E ora questo, dopo così poco tempo.

Scusate l'attesa, ma vorremmo parlarvi separatamente.

Lei per prima, signora De Jager.

Apprezzeremmo se non parlaste tra di voi.

Non possiamo parlarci? Che…

Bene. Signora De Jager.

De Jager e Visser, la cacciatrice e la pescatrice.

Siamo una bella coppia.

Bene. Grazie.

Ok…

Quindi pensate che l'abbiano uccisa?

Per ora, non pensiamo niente.

Quello che sappiamo è che la signora Lemstra

era nell'appartamento intestato a lei, prima che la trovassero.

Io non sapevo che fosse lì.

Non l'ha fatta entrare lei?

Ha una chiave.

Si è occupata dell'arredamento.

Cosa pensi che abbia Babette?

Cosa intendi? La rissa a scuola?

Non è stata solo Babette.

Hai sentito cos'ha detto a Beau?

"Mi metti sempre in imbarazzo." Non si parla così a un bambino.

Soprattutto a Beau. È vulnerabile.

Aveva un mattone in mano. Se Evert non l'avesse fermato…

Ma ha solo dieci anni.

Beh, Wolf ne ha 17, e non sa ancora pensare con la sua testa.

Ok, ma…

Che cosa pensi?

- Mi dispiace per Beau. - No, dell'appartamento.

Ah, quello? Sì. È molto bello.

Posso lavorarci.

Mi dai carta bianca?

Sì, sbizzarrisciti, tesoro.

Han? Vieni qui. Questa è la parte migliore.

Guarda.

Già.

Puoi prendere il sole nuda. Non ti vede nessuno.

Sì, fantastico.

E l'appartamento è un regalo di suo padre?

Un regalo di compleanno. Sì.

Che lavoro fa suo padre?

- È un imprenditore. - In che settore?

Fa tante cose: commercio, ospitalità,

immobiliare.

Suo padre ha investito molti soldi nella palestra, giusto?

Sì. È illegale?

Ho detto che è un imprenditore.

La scuola inizia alle 8:30, quindi dovrebbe arrivare presto.

Niente caffè?

Da quando li porta a scuola Simon?

Non lo fai tu?

O quella… polacca?

Beh, è sloveniana.

Slovenica. Slovena?

Perché una ragazza vive con voi?

È un'idea di Simon e anch'io sono impegnata.

Voglio affittare l'appartamento il prima possibile.

È venuto bene?

Sì, è venuto benissimo.

Ok.

Perché vuoi parlare con Simon?

Resterai in macchina per sempre?

Beh, per sempre è un po' troppo, ma…

fino al liceo?

SIMON: CAFFÈ?

Mamma, cosa mi dici sempre?

Vai avanti a testa alta.

Già.

Se qualcuno dice qualcosa, lo picchio.

Sì, ho notato.

- Ehi. - Ciao.

Ehi, Soph, un bacio.

- Ciao. - Ciao.

Karen? Karen.

- Ciao. - Come va?

Dopo la… brutta pubblicità, per così dire?

E l'orribile incidente durante San Giorgio e il drago.

Sì.

Ho scoperto che ha scosso parecchio bambini e genitori,

quindi forse sarebbe meglio chiarire.

Potremmo parlarne?

- Con i bambini e gli adulti. - Sì, nessun problema.

Bene. Organizzerò un incontro e ci sentiremo presto.

- Sì, va bene. - Ok.

Ciao.

Buongiorno a te.

Gesù.

- Non hai risposto ai miei messaggi. - Che tipo.

Senti.

Non dovremmo parlare?

Sì…

Cazzo.

Che fai? La mia auto è parcheggiata qui.

Papà…

- Aringhe a colazione? - Sì.

Non riesco ad abituarmici. Che schifo.

Che succede con Simon?

Ho sentito dire che quel tipo, il socio di Simon, lui…

- Com'è già che si chiama? - Evert.

Fa domande sulla contabilità.

Come lo sai?

Me l'ha detto Brian.

Ho investito molto nella palestra.

È un'azienda di famiglia, quindi è normale.

Ma non voglio problemi.

- Evert sarà un problema? - No.

Simon ha tutto sotto controllo.

Lo spero, perché questa storia deve finire.

Sono contento che tu sia qui.

Possiamo controllare tutto per bene.

Dovevo farlo prima.

È per le docce? Costa una fortuna, no?

Sì.

Che casino infernale.

Babette sognava un'attività tutta sua, non io.

Per me, tutto questo è…

Spese, personale… È una seccatura, non fa per me.

Quando Simon è diventato mio socio, ero felice e sollevato.

Finalmente qualcuno si sarebbe occupato degli affari.

Senti.

Ho controllato i conti.

Il costo della ristrutturazione è basso.

Molto basso. Capisci?

Sì, a volte le spese vengono addebitate a un altro trimestre.

E anche l'amministrazione dei soci è un disastro.

- Non abbiamo molti soci. - Sì…

Quando gli chiedo, è evasivo o dice che mi richiama.

C'è sempre qualcosa.

Lo chiamo. Dovrebbe essere già qui. Ok? Andrà tutto bene.

Porto i bambini a scuola.

Solo per vederti.

Sì.

Sei arrabbiata?

- Con te? - Sì.

No.

Con me stessa.

Prima che tu dica: "Eravamo ubriachi…"

Io non ero ubriaco.

- Beh… - Sì, ok. Beh, io non…

Io non me ne pento.

Non sarebbe dovuto succedere.

Michel era a letto al piano di sopra.

Cavolo…

A quanto pare, sono una svergognata.

Non dici niente?

Cosa vuoi che dica?

Che è stato un errore.

Che non lo fai mai, che non succederà più.

Ok.

È stato un errore.

E…

non lo faccio mai e…

Non succederà mai più.

Devo pensarci su un po'.

Ok, questa conversazione è inutile.

Evert.

Ehi. Simon è con te?

No, perché?

Sono qui con Mich, e Simon non si è ancora fatto vivo.

- Patrice? - Io…

Non lo so. Ha portato i bambini a scuola.

Ok, grazie.

Ciao, questa è la segreteria di Simon.

Al momento non posso rispondere,

ma lasciate un messaggio e…

Che c'è?

Niente.

Ammiro la tua ferrea autodisciplina.

No.

Cazzo.

Questa storia deve finire qui.

Sì, sei davvero bellissima. Guarda.

Maria era molto povera.

- Chi lo dice? - La Bibbia.

La Bibbia è stata scritta da dei vecchi frustrati.

Ehi, sei bellissima.

Dove stai andando? A una festa?

Sono iniziate le prove per lo spettacolo di Natale

e questa superstar farà Maria.

Wow.

Aspetta. Questa sarebbe Maria?

Non indossava un velo? O un foulard?

Non questa Maria. Questa Maria mostra i capelli.

Se agli uomini non piace, possono impiccarsi.

Ok.

Mi dispiace.

- Posso toglierlo? - Sì.

Dov'eri stamattina?

La tua auto era a scuola senza di te.

E non eri neanche con Evert al cantiere.

Ci ho messo più del previsto.

Perché? Ti sei offerto come mamma lettrice?

No, ero con David. Farà un incontro per parlare della rissa,

con tutti quelli che erano presenti.

Quindi…

- Papà ti ha cercato. - Cosa?

È preoccupato per Evert.

Che se ne va in giro a fare domande di ogni tipo.

Perché ti parla dei miei affari?

"I miei affari". Sul serio?

Avevi tempo tra parrucchiere e manicure e hai pensato:

"Interferirò negli affari di Simon".

Non fare la vittima.

Io non m'intrometto.

Siamo una squadra, no?

Sì, se significa che io guadagno e tu spendi,

allora siamo una squadra.

Evert deve smetterla, o mio padre interverrà.

- Davvero? L'ha detto lui? - Sì.

Ok, ci penserò io.

L'ho chiesto a Michel.

- Michel è il tuo nuovo commercialista? - Sì.

- Cosa gli hai detto? - Niente.

Sa cosa ci aspettiamo da lui ed è disposto a farlo.

Michel si caga addosso se passa col rosso in bici.

Se non ci aveste affibbiato tuo fratello,

Evert non avrebbe fatto domande e non sarebbe successo niente.

Io non m'intrometto negli affari di mio marito.

"Siete tutti bugiardi."

Hanneke l'ha detto prima di andarsene dal funerale.

Perché?

Niente?

Non ne ha idea?

Beh…

Forse…

Non era così strano, giusto?

Che fosse arrabbiata dopo che Karen l'aveva colpita?

Ci tratterrete qui tutta la notte?

Trattenervi? Non vi stiamo trattenendo.

Siete liberi di andare via.

Ma non gli piacerebbe.

Posso chiamare Babette? Non sa che siamo qui.

È stata avvisata.

Vorrei solo togliermi un dubbio.

- Che cosa volete sapere? - Vi faranno delle domande.

Ok, siamo sospettati di qualcosa?

Io sono stato con Ivo tutta la sera.

Abbiamo aspettato Hanneke. C'era anche Wolf.

Karen è rimasta a casa con Babette e i bambini.

Michel, siediti, per favore.

- Sì, sono curioso anch'io. - Simon…

Ti chiameranno tra poco. Sei il prossimo.

Karen, tu sarai l'ultima.

Karen era spesso aggressiva.

Dicono che fosse una specie di mostro al lavoro.

È uscito un articolo sul giornale.

Siete amiche, giusto?

Con Karen.

Mi è dispiaciuto per lei.

Stava passando un brutto periodo.

- Non risponde. - Forse si è dimenticata.

Già, oppure si sta nascondendo.

Io la capisco. Dopo l'articolo e il trambusto a scuola.

- Dovete andare a un incontro? - Sì.

Grazie a Simon, che ha deciso di picchiare qualcuno.

- Stronzo. - Sì.

- Stai bene? - Sì, perché?

Sembri un po' ostile.

- È il tono che uso per parlare di Simon. - È vero.

Ha fatto qualcosa?

Perché lo chiedi?

Così.

Scusa.

- Credo che mi tradisca. - No.

Cosa?

- Perché lo pensi? - Tesoro.

È sempre attaccato al telefono e…

è molto distratto.

Riconosco i segnali.

Ma non sai con chi? O…

Credi che sia qualcuno della palestra?

O qualcuno del paese?

Non lo so.

Non voglio essere una donna tradita, quindi…

Non è lui a decidere. Decidi tu chi vuoi essere.

E se è vero, gli tagliamo le palle.

E anche a quella troia.

Sul serio.

Sì.

Oddio.

Morirò per questo.

Sei troppo giovane, ma che bella morte sarebbe.

Morto in battaglia.

Sì.

- No. - No…

Hanneke.

Cosa vuole?

Vuole sapere cosa sto facendo.

Dovresti dirle che te la fai con Simon.

- Che fai? - Andiamo. Dobbiamo andare.

Cos'ha Hanneke che io non ho?

Le tette.

Senti…

E se qualcuno lo sapesse?

Aspetta un attimo. Cosa?

- Hai detto… - No.

No, mi chiedevo cosa faresti.

Cosa farei io?

Preoccupati di cosa farebbe Patrice.

- Sii serio. - Sono serio.

- Non l'hai detto a nessuno? - No.

No.

Certo che no.

Bene. È bello vedervi tutti qui. Avete tutti trovato posto, vedo.

Ehm…

La rissa ha avuto delle conseguenze.

I bambini sono più sovraeccitabili.

Anche noi.

Ne abbiamo parlato apertamente in classe. Giusto, Inge?

Certo. Ne abbiamo parlato e abbiamo appena finito la formazione.

Mi è sembrata un'ottima idea, ci è sembrata,

far condividere ai bambini come gestiscono situazioni del genere.

Borre, vuoi cominciare tu?

Ho preso in giro Sophie per l'articolo su sua madre.

Ma a Sophie non è piaciuto, quindi ho smesso di prenderla in giro.

Sì.

A volte non ho voglia di parlare o giocare con gli altri,

perché sono introversa.

Per questo motivo Borre ha pensato che non mi dispiacesse.

- Ma ora metto dei limiti. - Brava.

Mi sembra che la colpa venga data soprattutto a Borre.

Non diamo la colpa a nessuno per ora.

Non stiamo trascurando il fatto

che è stata Sophie a riempirlo di botte per prima?

- "Riempirlo di botte"? - È semplice, no?

I bambini hanno litigato tra loro. Non c'è niente di male.

Tu mi hai dato qualche pugno.

Non importa. È acqua passata.

In ogni caso,

tanti ragazzi sognano di fare la lotta con una bella ragazza.

Giusto?

Borre è stato minacciato con un mattone.

Poteva morire.

Ok…

Forse è un bene che ne stiamo parlando.

Beau mi ha giurato che non aveva un mattone. Vero, Beau?

Cosa?

Non è vero. C'erano tutti.

- L'avete visto tutti. Sta mentendo. - Ricordati che ha solo dieci anni.

Parla con tuo figlio prima…

- Dovresti educare tuo figlio. - Babette. No.

Beh…

Tesoro, chiedi scusa, così andiamo a casa.

Ma non avevo un mattone.

- Chiedi scusa. - Non avevo un mattone.

- L'hanno visto tutti. - Non avevo un mattone.

- Chiedi scusa, Beau. - Non avevo un mattone.

Beau.

Chiedi scusa. Ora, al gruppo.

No, perché loro…

Se menti, fallo bene, dannazione.

Beau.

Beau, tesoro.

Resta… Beau, vieni qui.

È un bambino così complicato.

Non so proprio cosa fare.

Mi è sembrato che Evert avesse

il segno di un morso sulla mano.

Un morso?

Sì.

È stato Beau?

Potrebbe essere.

Forse è ora di parlare con qualcuno.

Sì.

Cosa?

- Io? - Perché no? Parla con qualcuno.

Uno psicologo o uno psichiatra.

Questo comportamento ha un motivo. È una reazione a qualcosa.

A me?

Non lo so.

Può darsi.

Secondo me hai reagito in modo esagerato.

- Sì, e non è la prima volta. - Ok.

Merda.

Tesoro, che c'è? Amore…

Perché sei così arrabbiato?

Non voglio parlare.

Cazzo.

- Sì. Un mostro. - Rifletti.

- Stupida… - I bambini, tesoro.

I bambini? Che c'è? Che si sveglino.

Succede spesso?

Non ho voglia di parlarne.

Quando è sobrio, lui…

è davvero dolce, ma…

quando beve…

è molto negativo su di me,

sui bambini, su di voi, su Simon, perché non si fida di lui, e…

Beh, c'è sempre qualcosa.

Non voglio che nessuno lo sappia.

È il mio matrimonio, la mia famiglia.

Non si alzano le mani sulla propria moglie e sui figli.

Scusa, non capisco.

Perché non ci si può fidare di lui?

Evert sta perdendo la testa. È completamente imprevedibile.

- Cosa vuoi che faccia? - Pensa a qualcosa.

Se non fai qualcosa tu, lo farà papà.

Hai parlato con Evert?

È andato a casa con Beau.

Hai parlato con Babette?

"Sono introversa." Dove credi che l'abbia sentito dire?

Ehi…

Hai mantenuto la calma, mi pare.

- Quindi è innocente? - Le denunce sono state ritirate.

A quanto pare, i querelanti non erano sicuri.

Beh…

Chi erano?

E cosa hanno detto?

"In realtà non ha fatto niente"?

Non lo so, Karen. Se ne occupa il consulente.

- Il giornale rettificherà? - Sì, ne parleremo.

Ma non possiamo costringerli.

Non ci sono state sentenze.

Quindi sarò colpevole per sempre.

Bram, questo significa che Karen può tornare al lavoro?

Sì, ne parleremo sicuramente.

Abbiamo molta stima di te.

Non abbassarli del tutto. Fino a qui e su.

Scendi lentamente. E su…

- Eef, hai un momento? - Certo.

Ok, fai una pausa. Va bene?

Stai andando bene.

Incliniamoci verso il mare. Toccatevi la mano.

Continuate così.

È possibile.

- Ehi. - Ehi.

Siediti, per favore.

Che succede?

Vogliamo parlarti.

Ok. Parla.

Sono contenta che tu sia qui. Devi esserci anche tu.

Sono preoccupata, Eef. Bevi troppo.

Che stai facendo?

- Dovresti farti aiutare. - Stai scherzando?

- Ti amiamo… - Non scherzi?

…ma non me lo perdonerei mai se non intervenissimo.

Non stai bene, e nemmeno Babette e i ragazzi.

Patrice, non puoi fare questo.

Beviamo tutti ogni tanto.

Ma non ci rende aggressivi.

Cosa le hai detto?

- Non ne so niente. - Cosa ti ha detto? Sta mentendo.

Ho visto un video, Evert.

Quale video?

Un video in cui distruggi la cucina mentre sei ubriaco

e Babette è lì che piange. Quel video.

Mi hai filmato?

Mi hai filmato?

- Mi hai filmato? - Se non riesci a controllarti,

i nostri clienti non sono al sicuro.

"I nostri clienti"? Simon, "i nostri clienti"?

Devi fare qualcosa. Ci sono programmi che possono aiutarti.

Se non vuoi una clinica, puoi usare il nostro appartamento al mare.

Per riprenderti completamente.

Mi dispiace, tesoro.

Cazzo.

Fallo per Luuk e Beau.

Mi dispiace, tesoro. È stato solo…

Ok.

Ok.

- Ma glielo dirò io. - Cosa intendi?

- No. - Cazzo.

No. Eef!

Eef, no, non andartene. Mi dispiace.

Mi dispiace. Non voglio questo. Eef.

Babette.

Vieni qui. Dai, alzati.

Non voglio questo.

Qualcuno doveva intervenire.

Non so. Forse l'intervento di Patricia è stato positivo.

Ma è stato molto intenso.

Non è stata una mia idea.

Non avrebbe mai dovuto farlo.

Cosa avrei dovuto fare?

Niente?

Aspettare che le cose peggiorassero?

Per Evert sono peggiorate.

Non è normale, è stato un intervento vero e proprio.

- Già. - Tu lo sapevi?

- Del piano di Patricia? - Sì?

No.

E si basa tutto su un video ambiguo. Sul serio.

Beh, il video era chiaro.

Perché? Non sai cos'è successo.

Babette potrebbe aver detto cose orribili. Non lo sappiamo.

Ma non va bene lo stesso. Era pura aggressività.

Diretta a un mobile della cucina, non a lei.

Cosa dici? I bambini erano in casa.

Sì…

- Sì? - Sì.

- Ciao. - Ciao.

Ciao, tesoro.

È bellissimo, bravo.

Ehi. Va tutto bene?

- Non vuole parlarmi. - Cambierà idea.

Sei soddisfatta?

Non ha mai notato niente di Evert?

Che fosse in difficoltà?

Evert aveva un problema.

Era evidente.

Non proprio, no. Credo.

Troppo tardi.

Ce ne siamo accorti tardi.

Lo sapevamo tutti.

- Ciao. - Ehi.

- Ehi. - Ehi.

- Questo è… - Per i ragazzi? Lo prendo io.

- Tesoro. - Ehi, tesoro. Ehi.

Beh…

- Ciao. - Ehi.

- Che profumino. - È solo una zuppa.

Wow. Cavolo.

- Sei sicura? - È di Wolf. Se n'è dimenticato.

Che carino.

Zuppa, gente.

- Buona. - Buona.

Per i ragazzi? Dammelo.

Ehi, Mich.

Simon vuole sbarazzarsi di me? Sii sincero.

No, certo che no.

Vogliono che tu stia bene, perché hanno bisogno di te.

Ehi.

Era una cosa temporanea.

Evert non stava bene mentalmente.

Ma ha dato la colpa a noi.

E…

anche a Babette.

- Ciao, papà. Sei già qui. - Ciao.

- Mi dispiace. - No, non importa.

Samantha, sei più bella della vera Maria.

Il nonno lo sa. La conosceva all'epoca.

Bella battuta.

- Vai in classe. A dopo. - A dopo.

A dopo, tesoro.

Ok, facciamo di te una vera Maria.

Togliti i tacchi. Non esistevano nella Giudea antica.

Pungi.

Sarai bravissima, tesoro. Ne sono sicura. Buona fortuna.

Tieni i tacchi, sono bellissimi. Cerca di divertirti.

Vai al tuo posto. Cari amici…

- Quella è la moglie di Evert, vero? - Sì.

- Bella donna. Bellissima. - Sì.

Se la caverà senza il marito, secondo me.

La mia bambina ha risolto.

- Dove andiamo? - All'auditorium.

Allez, all'auditorium.

Cosa dobbiamo fare lì?

Come hai potuto essere così subdola?

È stato lui a chiedertelo?

Evert era un problema, e tu non hai fatto nulla.

Gesù Cristo.

Sei come tuo padre. È genetico.

Senza mio padre saresti ancora per strada.

Evert è mio amico.

Avresti dovuto pensarci prima.

- Ciao. - Ciao.

Avrei dovuto lasciarti.

Beh…

i bambini sentiranno la tua mancanza.

Ehi.

Io so tutto, ricordi? Di te e della tua famiglia.

Allora sai anche che non dovresti dire cose del genere.

Mi dispiace per Simon, sai?

A lei importa solo dei soldi. È tutta apparenza.

È naturale che la tradisca.

Cosa?

Si sono trasferiti qui perché l'ha tradita con la maestra di Samantha.

Credeva che qui l'avrebbe tenuto sotto controllo, ma…

il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

Benedici il nostro arrivo

E la nostra dipartita, Signore

Benedici le nostre vicissitudini

Il nostro pane quotidiano

E tutta la vita

Miei buoni compagni cantori, radunatevi nella cittadella.

Vicini vicini, come pesciolini in padella.

Nato a Betlemme

In una stalla

Un bimbo il cui regno non avrà fine

Rallegriamoci quest'anno, Gerusalemme Sì, Cristo nostro Signore, cantiamo a Lui

Lodiamo la sua madre pura Col suo piccolo bambino

Cristo nostro Signore, Lo lodiamo con il nostro canto di gioia

Con il nostro canto di gioia

Il volgere dell'anno ha luogo a Betlemme

In una piccola mangiatoia

Il suo regno non avrà fine

A Betlemme, come dicono le Scritture

Giace in una stalla

Una mangiatoia è la sua dimora

Ma è un re

Il re supremo in ogni luogo…

Sono stata con Simon tutta la sera.

Forse dovreste chiedere a Karen dov'era.

Hanneke ha litigato prima di cadere,

con qualcuno che conosceva

e che ha fatto entrare in casa. La gente ha sentito delle voci.

Lei ha colpito Hanneke alla cremazione.

Forse è andata da lei

per chiarire?

Ero a casa,

con Babette e i bambini.

I bambini erano a letto?

Sì.

Non ricordo esattamente…

a che ora, ma…

forse Babette se lo ricorda.

Bene.

Per ora è tutto.

Grazie per il suo tempo.

Le diamo un passaggio.

Così parleremo anche con Babette Struyck.

SONO STATA A CASA TUTTA LA SERA.

A: BABETTE SONO STATA A CASA TUTTA LA SERA.

Ehi.

Signora Struyck?

Dobbiamo farle qualche domanda.

ISPIRATA A "IL GUSTO AMARO DEL TRADIMENTO"

Sottotitoli: Silvia Gallico

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