All language subtitles for 1976 Le Impiegate Stradali vo 4.7 - M.Landi, F.Benussi, M.Merlini, D.Giardano

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Original subtitles

Grazie a tutti.

Libertà, fraternità, egalità e prostituzione.

Un amicizio con la Germania non potrà mai vivere.

Non potrà mai vivere con la Germania.

Non

potrà

mai vivere con la Germania.

Dunque ragazzi, riassumendo quanto detto sull'argomento, non possiamo che

evidenziare la causa prima e basilare del fenomeno della prostituzione. Una

donna fa del suo corpo un oggetto di vendita soltanto per trarne lucro.

Professoressa, mio padre dice sempre che le pu... Mi scusi, che le prostitute se

non esistessero bisognerebbe inventarle.

Anche mio padre, professoressa.

Complesso di inferiorità nei confronti dell'altro sesso.

Non esiste nulla di più falso, di più squallido, di un rapporto a pagamento. E

per di più tra coppie che non si conoscono.

Però lavorano bene, sono certe sventole.

Questo è un discorso serio, ragazzi. Non è una buffonata.

Certi commenti li tenga per lei. Però nella storia ci sono molti esempi di

cortigiane che hanno avuto ruoli importanti, addirittura come

consigliere. Non è assolutamente vero. La definirei deformazione ottica

maschile. Gli uomini, questi famosi amatori, tendono ad esaltare la loro

virilità, supervalutando le mercenarie dell'amore.

Professoressa, accidente come parla difficile.

Qui da noi un primo passo è stato compiuto con l'abolizione delle case

chiuse. Ora speriamo che la prostituzione venga finalmente estirpata

all'origine con nuove ed efficaci strutture sociali. Per me sono utili

perché i nostri genitori ci costringono vergini al matrimonio ed è bene che nell

'attesa i nostri fidanzati si facciano un'esperienza.

Anche questo è un errore, una mentalità vecchia superata.

Ecco perché oggi in un'aula scolastica si parla, come fra amici, di un problema

una volta ritenuto tabù.

Prostituzione come piaga sociale.

Loro di ginestra, guarda che tocca appena a finestra, ti

parlerò da... Ma già

è così, tagliati con te che ti passa la paura.

Avucci, stasera mi giro storto. C'è un croppo qui che mi dice vattene a casa

che è meglio.

Non è mica torto?

Stasera non si vede proprio nessuno. Ma quando vedi qualcuno, tu non ci sbologni

da un metro di distanza?

Ma perché ti metti gli occhiali? Già, gli occhiali. Ma te ne vedi lavorare con

quelli? E poi lo sai benissimo che mi stanno anche male. Eh, già.

E beh, qualche volta mi confondo, no?

Eh, come no? Qui siamo tutte confuse.

Ti parlerò d'amor e ti darò una rosa.

Verata magra bella mia.

C'è nessuno che vuole Irene lasciandola qui.

Io non capisco perché ti ostini a insegnare. Ma per me è come una

missione. Lo sai cosa penso, Marisa?

Che sei imbottita fino al collo di quelle idee strane dei tuoi colleghi che

posano a fare gli intellettuali.

Roba da matti. Insulti i miei colleghi adesso, belli tuoi amici. Sai cosa sono?

Cadaveri imbalsamati, roba da museo delle cere.

Così distintini farebbero un'ottima figura.

Insomma, io non voglio che la mia futura moglie lavori. Ma che bisogno c'è dal

momento che posso mantenerti più che decorosamente?

Grazie del pensiero, ma io non voglio fare la mantenuta.

Soprattutto con denaro che non odora troppo di pulito.

Adesso esageri, mio padre i suoi soldi se li ha guadagnati con il sudore della

fronte. Degli altri.

Bene, se insisti tanto sai che cosa ti dico? O me o la scuola.

Non ho dubbi mio caro, adesso ho da fare. Ciao.

Ciao.

Lui, padre, la matrigna e tutti i suoi antenati.

Ehi, bellona, sei libera stasera?

Guardi che c'è un equivoco.

Sto aspettando mia madre. Ah, sì?

Porta pure lei, se tanto mi dà tanto. La perdona non deve essere mica da buttar

via. Mi lasci.

Beh, e che ti prende? Fai la difficile adesso.

La madama!

La madama!

Chiara di Genziana, questo succede a chi fa la buzzana.

Autista, al grande tel, per favore. E senza sbattimenti, eh?

Leva me le mani di tosse.

Forza, per favore.

Avanti. Forza, sto qui.

E va bene, va bene.

Forza, miseria tua, non ci mettete.

Io sono la professoressa Marisa Cosi. Ah, sì, io sono il ministro della

pubblica istruzione. Va bene, va bene, forza, forza. Intanto ti porto al

prismo, eh? Per favore.

E' la solita storia.

E va bene, rieccoci qua, la travo se in guardina.

E che la chiede? Mandala in città.

Qua se non ci mettono un freno andiamo tutte quante per stracci, questi

forestieri che si infilano dappertutto. Hai detto bene, hai detto proprio

giusto.

Allora ce l'hai la voce? Beh, chiedo scusa, ma io non sono una

professionista, ero lì per caso.

Buona cocca, stavi lì aspettando che passasse la processione del divino

amore.

Su, su, avanti, che il commissario sta aspettando.

Vedrei che ragazze in piedi. E spieghiamo al dottore che stavamo pure

noi nel parco a aspettare la processione del divino amore.

Avanti, avanti, avanti, avanti.

Contessa, questo vale anche per lei, sa? Se non l'hai di troppo disturbo. Sì, sì,

certo. Su, su, avanti, insieme alle altre. Subito.

Brigadiere, prenda le loro generalità. Le faccia perquisire bene, dappertutto.

Controlli se hanno della roba addosso.

Verifichi i loro documenti e poi le sbatte in guardia.

Queste sono le nuove disposizioni. Dobbiamo essere meticolosi. Ogni meandro

deve essere controllato. Le vie della droga sono infinite.

Meandro? E che è sta novità? Io voglio parlare con l'avvocato mio. Sei giusto?

Mi dispiace, ma queste sono le formalità.

Ma che vi succede?

Mi mettete a fare le vergognose proprio adesso? Le porti via. E se protestano le

arresti per oltraci.

Credo di essere stato chiaro, no?

Lei è proprio un gran signore. Su, su, svelte ragazze, svelte!

Beh, non mi hai sentito? Che fai, sei sorda per caso?

Devi andare con il brigadiere.

Veramente, signor commissario?

Sì, lo so, conosco la solfa. Vuoi dirmi che hai un bambino di otto mesi che

aspetta la sua mammina, che è solo in casa, senti come non attacca.

Guardi, che io non sono una prostituta.

Sono la professoressa Marisa Colli. Sono stata fermata per un equivoco.

Ah, ho capito.

Abbiamo a che fare con una professoressa. Tutte le mie scuse,

signora. Chi poteva supporlo, eh?

Adesso basta.

Brigadiere, dia ordine che sia trattata con ogni riguardo. Abbiamo un'arca di

scienza che batte in marcia a piede. Chissà come devono essere interessanti

le sue lezioni private.

Via, fila!

Vado, vado.

Hai capito.

Abbiamo anche le puttane laureate adesso.

Quasi quasi mi iscrivo all'università anch'io.

Io sono quasi pronta. Quasi, quasi gli racconto che c'ho l'artrosi. Oh, ma che

ti vergogni? Ma non è quella roba ridotta? Sono un po' timida. Se vuoi

levarti questa gente, scegliti una panga. È proprio tonda questa qui.

Oh, scusi tanto. Ma figurati.

Parto, parto.

Ancora non siete pronte?

Mi raccomando, le visite a fondo, eh? Senta, devo proprio spogliarmi anch'io?

No, adesso le mando la cameriera ad aiutarla, principessa.

Avanti, che cosa aspetti?

Sbrigati!

È questione di un momento, cara.

Ma, ma cosa fa? Su, lascia fare a me.

Tazzazzona.

Cosa hai detto?

Io? Proprio niente, signora.

Sì? Entri pure, intanto siamo tutte vestite.

Ah, da qua va. Ma che ne?

Ammazza quanto scotta sta roba. Vediamo un po' che ci ha portato.

Beh, la frutta è sotto gli spaghetti.

Oh, mica avrei presi l'arbuglia caro per risparmiare.

Ma guarda questa, oltre che gli ho fatto il favore, offenne pure.

La prossima volta, mannace tu nonna. Manco un galera se può scherzare, ma

torna al tuo posto, secondino.

Ehi ragazze, ce n'è per tutte? Bene, mi gola fame.

Per dovere d'ospitalità, il primo alla forestiera.

Sì, magna.

Offerta speciale del Zaira. Grazie. Ma come ha fatto ad averli?

Eh, non ti preoccupare. È tutta una questione di relazioni.

Io sono molto conosciuta in questo ambiente.

Loro te lo possono confermare.

Dai, magna, va, su, magna.

Ah, vedi, è venuto l'appetito pure a lei.

Papù, papù, sai che ti dico?

Questa non batte, te lo dico io.

Questa sta qui per sbaglio.

Pronto signorina, è tutta la notte che formo il numero e non risponde nessuno.

Controlli per favore. L'abbonata è Marisa Colli.

E che vuole che faccia fuori casa a quest'ora?

Caffona!

Sai, mi diceva...

questi li metto da parte per i mobili a proposito mettete quell'abito nero con

la rosa sul petto che sei la meglio del mazzo e quest'altro diceva so per l

'anticipo dell'appartamento e poi mi ripeteva sempre ma date da fa come qua

Gertrude che becca 30.000 lire a botta e questi li teniamo per l'abito da sposa

perché devi sembrare un angelo del paradiso e poi?

un giorno poi gli ho chiesto di farmi vedere il beretto di risparmio e lui mi

ha massacrato le botte

Io gli ho richiesto un'altra volta e lui mi ha rimenato. E poi è sparito.

È sparito? Già, è ritornato a Foggia. C'aveva moglie e nove figli, sto moro

ammazzato. I soldi si erano giocati alle corse, hai capito?

Fino all'ultima lira.

Sto boiaccio.

Cose che capitano.

Ora c'è un altro.

Questo però mi dà il mio stipendio.

Almeno sono sicura che non mi frega.

E l'altro?

Eh, anche io l'ho visto più.

Deve essere emigrato.

Però, se mi dovesse capitare di incontrarlo... Perché non l'hai

denunciato? Denunciarlo?

Ah, per andare a finire il cimitero?

Ah, vedi questa, oh! Ma dove vivi via mia te?

Beh, il mio diceva sempre che una ragazza come me era sprecata per questo

mestiere. Che con il mio faccino avrei dovuto fare l'attrice e che ero stata

fortunata a mettermi con lui.

Conoscevo un sacco di produttori, anche quelli americani.

Buono quello con quell'aria da signorino, va!

Proprio lui.

Diceva che per lançarmi mi bastava rimediare un po' di sghei e che io non

dovevo preoccuparmi.

Però se per trovarli avessi continuato a far la batona, mi avrebbe amassato.

Allora era un bravo ragazzo.

Altro che... Già, infatti mi mandò all'ospedale.

Nove giorni, salvo complicazioni, eh?

Diceva che io avevo capito male, che lui intendeva dire che se non avessi fatto

la battona, ma avaria ammassato. Ma voi non potete continuare in questo modo.

Vedete la vita attraverso un diaframma psicologico avverrante, lo capite?

Ammazzate come parli difficile, sapete che hai studiato, eh?

Però, dammeretta cocca mia, da che monne e monno, i papponi sono sempre esistiti.

Certo. E' sempre andata così. Però, non è giusto.

Finché rimarrete sole, senza una guida, senza un aiuto, sarà sempre così.

Voi dovete reagire, ribellarvi, creare un'associazione, un sindacato magari.

Ma che aspettate?

Siete pronte, damigelle?

Il commissario vi chiede scusa per il disturbo e vi rimanda a casa.

Siete libere, è stato tutto un equivoco. Siete tutte signorine per bene, di

giorno.

Andiamo ragazze, andiamo!

Ehi! Ehi! Ehi!

Ehi! Ehi!

Ehi! Ehi! Ehi!

Ehi!

Ehi!

Invece ci rivedremo.

Telefonatemi, eh?

Voglio parlarvi del padre di Stefano. E chi è Stefano? Il mio fidanzato.

Suo padre è un uomo importante.

È un onorevole.

Spero che vorrà occuparsi di voi.

Eccoli là, puntuali come due orologi svizzeri. Bene, dritto così.

Dritto, nuori.

Prena, oh!

Mi sembrano un po' nervosi, eh? Capirai, stanotte gli hanno chiuso la fabbrica.

Eh, ciao. Ehi, senti, ti telefoniamo?

Sì, certamente, quando volete. A presto. Ciao, ti telefono, eh?

Andamola! Ciao, ciao. A belli!

Carletto! Non si apre la sportella, le signore?

Mi hai fatto morire stanotte.

L'angoscia mortale, manco ho mangiato.

Fuoretto. Te credo. E i soldi se no chi ti dava?

Povero cocco. Quello non ha mai capito che tipo so io. Io sono un tipo

romantico.

Ma che ti succede? Ma manco una parola mi dici? Io non parlo, agisco.

Non lascia perdere, andiamo anche, se no qui famo notte.

Marisa!

Finalmente!

Ma dove ti eri cacciata?

Ho passato la notte a fare il giro degli ospedali. A casa tua non rispondeva

nessuno.

Ci sono anche i commissariati, non lo sapevi?

Vuoi salire o preferisci che venga da te?

Naturalmente il prezzo cambia.

Non capisco di che prezzo parli.

Io ero venuto per chiederti scusa. Sì, sì, scuse accettate.

Comunque sai di chi è la colpa?

Dei papponi.

Papponi? Ma ti senti bene?

Non sono mai stata meglio in vita mia.

Comunque anche il modo di camminare serve per arraffare un Vincenzo.

Scusa, ma non ci arrivo. Chi sarebbe questo Vincenzo e poi che cosa c'entra

il modo di camminare?

Semplicissimo, Vincenzo è quello che deve scucire la grana e l'ancheggiamento

è il modo per agganciarlo. Hai capito adesso tutto chiaro? Se lo dici tu, ma

di un po' dove sei stata stanotte?

In un albergo gestito dallo Stato.

C'era una grande festa.

Ci siamo molto divertite.

A proposito, avrei bisogno di parlare con tuo padre per una faccenda che mi

interessa molto. L'onorevole genitore dovrebbe adoperarsi a favore di alcune

amiche mie.

Sono colleghe?

Per ora ancora no.

Sono delle prostitute.

Mignotte. Battoni, insomma. Ma sei impazzita? Io no. E tu?

Io che cosa? Spiegati.

Allora ascolta bene.

Io voglio che tuo padre si interessi della loro condizione, che le aiuti.

Neanche parlarne, non credevo che ti interessassi di certe sudicerie.

Scusami, non intendevo urtare il tuo senso della decenza.

In ogni modo pensaci e parlane al paparino. Marisa, ma tutto questo è

assurdo. Che cosa ti sei messa in testa? Lo vedrai.

Intanto salutami le tue amiche, le virtuose damigelle.

Pronto?

Sì, sono io. Chi parla?

So, so Zahira.

Scusami tanto se ti disturbo a casa, ma volevo sapere se il padre del tuo

ragazzo poteva fare qualche cosa per noi.

Purtroppo no.

Sai, ho perfino litigato con Stefano per questa faccenda.

Ah, me l'immaginavo. Non ti preoccupare.

Grazie lo stesso.

No, io non mi arrendo, sai. Dove ti trovi adesso?

Vorrei parlarti.

Io sto al posteggio del pomeriggio. Con la macchina?

Ma che hai capito?

Al posteggio del pomeriggio, dove aspetto i clienti, alla luce del sole.

Sì, sto qui dal Buiaccaro. E dov'è questo Buiaccaro? Via Clementini 18.

Ti raggiungo subito. Ciao.

Ma hai visto che stacca? Deve essere una nuova.

Permesso? Che cerchi me, bellezza?

Siete qua?

Marisa, che piacere rivederti.

Ciao, Fucchi, come stai?

Marisa, come ti sta?

Senti, bella, quando è che passiamo un'altra nottata in guardina?

Ma che stai a dire? Ma te vuoi stare zitta? Che sono questi i discorsi da

farsi?

Anacleto, portaci da bere.

Va bene.

Purtroppo finora ho potuto fare ben poco.

Il mio fidanzato è un debole. In quanto a suo padre, ho paura che neanche ne

vuole sentire parlare. Ci vorrebbe qualcuno importante che ci consigliasse.

Forse io ce l'avrebbe.

E chi sei? Parla.

Sai, conosco una che sta in politica.

Sì, conosce tutti i pezzi grossi, tutti i capoccioni.

È un tipo un po' particolare, eh?

Potremmo andare da lei. Ha una certa simpatia per me. Può essere che una mano

ci ha da.

È una specie di ricatto. Ma come si dice, la guerra è guerra.

Ci andiamo domani. Ce l'hai l'indirizzo?

Come no, figurate.

Mi ha dato pure il numero del parrucchiere. E pure quello del

veterinario che gli cura il cane.

Aspetta sempre che gli delego. E allora cerchiamolo. D'accordo.

Prendi.

Ragazze al nostro futuro. Salute.

Non lo vai.

C'è la signora Badiali? Mi scusi, chi devo annunciare, prego? Gli dica Zaira.

Zaira basta e avanza. Dottoressa?

Sì? C'è una certa Zaira che le vuole parlare.

Zaira ha detto?

Sì, ha detto che basta e avanza.

La faccio entrare subito. Anzi, la accompagnerei. E non passi per l

'anticamera. Va bene, dottoressa.

Prego, si accomodi. Sì, grazie. Ma loro...

No, non si preoccupi delle signorine, Gocco, sì, noi siamo come le sorelle

siamesi, dove va una va l'altra.

Accompagnaci, bello, va, andiamo.

La signora... Vada, vada.

Ciao, tesoro.

Ma come ti è saltato in mente di venirmi a trovare in ufficio e in buona

compagnia, vede? Ma come?

Ma hai sempre detto delle cose carine, che io e te eravamo due anime gemelle,

che per me te saresti buttata nel fuoco.

E mo che fai, d'incavoli? No, è che in anticamera ho un sacco di gente

importante, sono molto occupata.

Più importante di me? Oh mio Dio, come sono caduta in basso.

Queste sono Marisa e Pucci, amiche mie di infanzia per così dire. Ciao. E c

'avevo bisogno di un piacere da te. Un favore?

Non so se posso, questo è un momento difficile.

Comunque di che si tratta?

Oh, stiamo a sentire Maliarda.

Se tu credi che cerchiamo soldi e te butti avanti per un casca indietro, ti

sbagli proprio di grosso. Noi non siamo abituati a chiede senza da, capito? E

poi tu lo dovresti sapere.

Ma io non intendevo dire, insomma, cerca di capirmi. Ma se è così?

Vedi signora, è che noi, cioè loro, sono stufe di essere quello che sono.

Loro vogliono unirsi, vogliono organizzarsi, avere un sindacato che le

protegga. Ma Benedetto e figliole, non possiamo trattare questi problemi così a

digiuno di prima mattina. Perché non ci vediamo stasera a casa mia? Ne potremmo

parlare a cena.

Bene! Eh?

Sarebbe mica una cattiva idea?

Eh no, care amiche! Non c'è tempo da perdere! La cosa ci preme troppo! E va

risolta subito!

Seduta stante!

O si decida ad aiutarci o noi armiamo un casino.

Ma un casino che quelli della morte a confronto diventano ridiri spirituali.

Quindi signora, o prendere o lasciare. Ma questo è un ricatto.

Non lo so e non me ne frega niente. E allora?

Beh, vediamo che cosa si può fare. Vediamo, vediamo.

È chiaro che cedo per amicizia e non per violenza.

Assassina. Referendum. Ci vogliono 500.000 firme per cominciare. Dovete

raccoglierle ovunque.

Poi la pubblicità, le assemblee, i discorsi, i comizi. Per il canale giusto

poi vedrò io quello che si può fare. Siamo intese? Me lo giuri? Hai la mia

parola d'onore. Pucci, vai col numero, vai!

Ma questo dò meriti proprio.

Vai Pucci, fatte vedere, guarda che te lo... Ma che cosa fa?

Signorina, si rivesta.

Se dovesse entrare qualcuno... Ma per giungere a una società nella quale la

donna sia considerata come persona e non come oggetto di consumo, dovranno

necessariamente trascorrere anni.

Vino a quel momento, tuttavia, noi non tollereremo che il mondo consumistico

perseveri nell'ignoranza dei vostri diritti o, peggio, nello sfruttamento

del vostro lavoro.

Brava! Questo è un discorso!

Non tollereremo più prepotenza noi!

Brava! Unitevi! Le firme che da ogni parte d'Italia...

stanno affluendo alla nostra organizzazione in numero sempre più

crescente, non solo testimoniano la piena validità dell'iniziativa, ma ci

permettono di presentarci alla ribalta politica come una realtà viva, una forza

da non sottovalutare. E questa nostra forza sta nella convinzione della

legittimità dei nostri diritti.

Combatteremo ogni forma di sfruttamento, ogni tentativo di costruzione da parte

di chiunque, con la fierezza, la volontà e la determinazione che sapremo

dimostrare. E che la nostra voce sia una sola. Firmate, firmate, firmate.

Brava, brava, brava.

Brava.

Puttane di tutto il mondo, unitevi a Marisa. Ha ragione, forza puttane.

Onorevoli colleghi rappresentanti del centro e del nord. Se le nostre protette

intendono riunirsi in un sindacato, noi la vimmastemmo.

Quelle femmine ci fecero un grave sgabbo.

Se fosse per me... E va bene, stai infoderato. Se fosse per me ci facesse

un bel vestito di cemento armato a tutte quante, piccole e grandi come sono.

Voi altri siete d'accordo con me?

E voi altri?

Giusto, giusto, ha ragione. Bravo Tiberio. Un momento, cari amici.

Tiberio ha ragione quando sostiene che quella lì deve essere senz'altro

eliminata. Però non sono d'accordo sui sistemi da adottare.

Non è con la violenza che raggiungeremo i nostri obiettivi.

Noi rappresentiamo una forza sindacale e la nostra materia prima sta nel cavallo

di pantaloni. Non dimenticatelo!

È solo in virtù di questo privilegio che noi da secoli riusciamo a tenere

soggette le nostre donne.

Contro lo sciopero non c'è che la serrata.

Se ognuno di noi...

si comporterà nei confronti delle nostre protette, con fermezza e severità,

avremo vinto la nostra battaglia e tutto tornerà normale.

Nessuno c'è!

Un momento, un momento.

Amici, romani, confratelli. Carli, sei Ermei. Vabbè, vabbè.

Amici, romani, confratelli. Carli, sei sempre Ermei.

Ma Digri, fammi parlare, se no qui famo notte, eh?

Dunque il discorso è semplice. Loro si stanno organizzando per la raccolta

delle firme.

Ora noi per vincere la nostra battaglia dobbiamo fare due cose.

Primo, dal momento che loro si appoggeranno a un tizio perché mandi

avanti la raccolta delle firme, sapete che faccio?

Rimettiamo un po' di grana per darlo allo stesso tizio perché rimandi tutto

indietro.

Secondo, bisogna menaglie perché le donne capiscono solo questo.

Perciò... Andiamo, anzi un momento, un momento, andate e fatevi lecchissimo,

forza, cercatevi, venatevi, gonfiatevi. Scappate, sono arrivati, tagliamo la

corda. Oddio, forza ragazze, oddio, vengono, amari, amari, non ti

preoccupare, non ti preoccupare, questi sozzoni se ne insavano, avunci, ma non

te li metterò, ti posso ammazzare. Andate, andate a combattere, a

combattere, a combattere, e te ne vado per il destino della categoria, forza.

Torna sul campo di battaglia, cammina!

Andiamo avanti e per oggi abbiamo menato abbastanza.

Eccone uno.

Signore, signore, una firma per il sindacato delle prostitute?

Se ci fosse stato trent'anni fa, oggi non sarei figlio di ignoti. Ciao.

Quello deve essere figlio di mia nonna.

Andiamola.

Ciao, nonno, vuoi mettere una firma per il referendum?

E per l'uccellagione?

Sì, proprio per questo.

Allora va bene.

Ferma qui.

Ferma, ferma!

Senta, per favore, vuole mettere una firmetta qui, è per un referendum.

A che serve?

È per la costituzione di un sindacato nazionale delle prostitute, è un

sindacato molto importante, sa? È una cosa molto, molto importante. Ho già

scritto la CGL. Eh, perdone!

Ferma!

Una firma per il referendum sul sindacato delle prostitute.

Grazie.

Senta!

Una firma per il referendum... Un momento, prego, un attimo.

Ehi,

ferma!

Senti, e vuoi firmare il referendum per il sindacato delle prostitute? Io

firmare per la concorrenza, giammai.

Titti, per questo firmi te? E che dè, il foglio di presenza? Non ti interessare a

fare i nostri, questi qua.

Andiamo, Reveretti, vuoi decidere?

Mi sa che firmo. Ma non che si muove da qui.

E va bene, firmo tutto quello che volete.

Basta che ve ne andiate prima che cominci la funzione, che satano di

pulmini!

Prego. È il locale che preferisco.

Ci mettiamo lì? Sì, certo.

Per noi è una serata importante.

Suggeriamo un patto di tregua. Guarda che farbaruffa sei sempre tu.

Bene.

Cosa posso servire?

Whisky con ghiaccio, per tutti.

Bene. Per te va bene? Delizioso questo posto, non trovare? Ah, incantevole.

Sono stanco morto. Oggi la telescrivente sembrava impazzita. Non teniamo più.

Crolliamo dappertutto.

Niente paura, ragazzi.

Un biglietto d'aereo e via in Australia. Oggi, vivere in Italia è una follia, un

hobby per matti. Beato te che ci ridi. Mio padre non ci dorme la notte. Deve

essere il rimorso. Del resto, la colpa di questa situazione è tutta loro,

interamente loro.

Dunque... Avete saputo? Quella cretina di Maria Teresa, giorno e si sposa, e

sapete con chi? Con il Marchese Simonelli, più miliardi che capelli.

Peggio per lei, fa un cattivo affare.

I soldi sono niente, di fronte all'onore, di fronte ai problemi seri

della vita.

Ma ci pensi alle puttane tu? Cosa?

Siamo al Torpiloghe, vieni. Eh, beato.

Balliamo su.

Balliamo.

Io ti adoro, Maria Teresa.

Non voglio perderti, ti amo con tutte le mie forze.

Anche io, e tu lo sai.

Beato te Carlo, che gaggierà tanto e conosce tutti i posti.

Ma qua ragazza che balla, non te pare Marisa? Dove, dove, dove?

Vado a chiedere a questa che non c'è sbologna manco per lei.

Marisa! Isacore mio, ma sei proprio tu!

Bella! Che gioia rivederti!

Guarda, Mucci!

Ciao, Maria!

Quella riunione di famiglia che hanno fatto, eh?

Sembrano i tre grazie.

Devono essere i genitori degli allievi di Maria. Ah, vedo, vedo!

I signori desiderano un tavolo? Certo, garzò! Noi ci accomodiamo qui, eh?

Ma perché?

Unitevi ai miei amici. Ah, sì? No, per carità. Ma finì che scoppia la guerra.

Tiè, guarda che faccia da limone che ci hanno quelli. Beh, voglio presentarveli.

Non farlo sarebbe una sportesia.

Arasotera, ti piace questo locale? Questo è tutto di prima categoria.

Vi presento Zaira e Pucci. Quelli sono Tiberio e Carlo.

Piacere. Il piacere è tutto nostro.

Salve.

Voi ci venite spesso in questo locale? Noi quasi mai di solito andiamo al Baton

Garden.

Tango!

Fucci, vieni!

Come ai vecchi tempiali!

Mi permettono!

Adibè, taglieno, su!

E lavede sto scopoletta che danzio una signora!

Dai, dai, e vai a tempo, manco tempo.

Casche!

Sono due scrittrici, cara.

Va bene, che ciò d'artrosi, no?

Passo da te.

Casche!

Così, là.

Ma chi sono?

Sono solo due prostitute con i rispettivi protettori.

Senti, Marisa, tu devi essere impazzita. Ma si può sapere dove hai conosciuto

quei tipi? All'opera. Andiamo.

Il conto. Ma cosa fate? Scappate. Non sono dei pezzenti, miei amici. No, sono

finanzieri della Siti.

Vengono da loro.

Fate schifo. Voi e il vostro ipocrita perbenismo.

C'è più umanità in quella gente che in cento di voi.

Marisa, stai veramente passando ogni mese. Non credi di dover chiedere scusa?

E di che?

Anzi, è divertente questo entusiasmo di Marisa per quelle signore. Ti lascio in

buona compagnia. Ciao. Ciao. Ci vediamo. Ciao. Ciao, Stefano.

Hai visto che bel guaio che hai combinato? Adesso sarai soddisfatta di

aver guestato la sera. Ah, Mari, non te preoccupare, non vale la pena. Pensa al

tuo ragazzo e lascia perdere qua la gente, va. Ti telefono? Vai con il capo.

Marisa, scusami, ti prego, ma io non desidero altro che aiutarti. Aiuta i

tuoi cari amici.

A me non occorre niente.

Proprio niente, te lo assicuro.

Bello, sei proprio bello.

Sando Khan, Sando Khan, Marianna, parla di la buenne, abbiamo vinto.

L'odiato Brooks e gli inglesi sono stati sconfitti.

Ed ora la bandiera di Mombrace sventola sul pennone della loro nave.

Sul pennone della tua nave che cos'è che sventola? Donna di poca fede.

Ricordati che la speranza non muore mai.

Eh già, però è morta qualche altra cosa.

Beh, ci vuole un po' di pazienza. Non riesce mai alla prima botta, eh? Un po'

di rodaggio.

Dai, ricominciamo da capo, forza.

Sandoca, sandoca.

Marianna, perla di la buenne.

L'ho odiato a Bruxelles e gli inglesi?

Sì, sì.

L'odiato Brooke e gli inglesi sono stati sconfitti e così adesso la bandiera di

Montprachem sventola sul pennone della loro nave.

Ah, e mo che fai? Te metti a recita la parte mia e così ambusci l'atmosfera,

eh? E va bene, Carlo, scusami tanto.

Mattis, è troppo complicato. Ogni volta che vuoi fare l'amore ti devi travestire

da personaggio famoso. Io non riesco mica a seguirti, non ce l'ho la

vocazione dell'attrice.

Ignorante! Io sono un cerebrale, non faccio l'amore come tutti gli altri.

Lo sai come mi chiamavano?

Beethoven. Perché?

Perché riuscivo a fare sempre la nonna. Eh sì, una volta.

Apucci, eh!

E così non riusciamo a far manco la prima. Dai, ricominciamo.

Sandoca!

Sando... Oh, che totati a me sta barba mi dà un prurito che mi smuccia tutto.

Ce la prendiamo comoda stasera, eh?

Il cliente migliore se la pappa non le alza e a terra sta la mondezza.

Ma che vuoi di ad appo?

A magna panna a tradimento.

Io non sono una macchina, sono una donna.

Ma che ti credi di darmi l'intera rifa?

Stasera non mi va.

E faccia tu al posto mio. Può essere che rimandi di più.

E faccia vedere quanto sei bravo, va. Ma io veramente... E poi, levi questa

scopola, perché stai davanti a una signora.

Zaira, non capisco perché te incavole.

Ma tu chi sei?

Ma che conti?

Che ti credi che sto con te? Perché c'ho paura o perché sei bello?

Ma va, va, te ne mattese mai guardato allo specchio?

Mi pari Calimero, mi pari? Ma va.

E chi è questo Calimero, un rivale?

Non ti preoccupare, io sono tanto stronzo, a tavolette bene.

E tu? E tu fai il geloso perché ti fa gioco, perché non vuoi perdere la posta.

Poi vanno su vecchia, un carciunculo e via.

Zaire, io sono un uomo d'onore.

Non te lascerò mai.

Che hai fatto?

Ti sei rimessa la scopoletta?

Mi pare un uccelletto raffreddato.

Ti sei messo paura, eh?

Non ti preoccupare, a te ci penso io adesso e dopo.

Beh, non parli.

E dillo agli amici quando fate l'assemblea che tu sei un dominatore,

uno tutto ad un pezzo.

E tieni, rimetto dalla scopoletta che qua nessuno te la tocca.

Guarda che tipo che sei, ti faccio ammazzare.

Mi scusi. Oh, finalmente!

Onorevole Dica. Dica, Dica, un accidente, Dica, porca vacca! Cos'è

questa roba che mi hai messo sul tavolo?

Una richiesta di referendum, onorevole. Questo lo vedo anch'io, ma da parte di

chi? Da parte della FIGI appoggiata dalla signora Badiali. Come ha detto?

Federazione Italiana Giochi Amorosi.

Giornali porno?

No, non precisamente.

Credo si tratti di tutt'altra cosa onorevole.

Si tratta di prostitute, se me lo consente. Prostitute?

Ma che si sono messe in testa? Accidenti a loro e alla dottoressa Badiali.

Un milione. Un altro milione.

Un altro milione. Un altro milione. Un altro milione.

Bene, basta così.

Ragazzi, il momento fatidico è arrivato.

Le nostre care signore hanno fatto recapitare la loro raccolta di firme a

quella persona affinché spinga avanti la faccenda.

E noi sapete che famo? Gli mandiamo sta bustarella tipo Lockett affinché freni.

Bravo, Carletto!

Bravo, Picciotto! Mi pare Paolo Navamano non l'ha stancata.

Ma che c'è va?

Ce n'è solo uno qui che può fare sto lavoro di terzino.

Sa la nostra fiducia e poi conosce l'uomo. Bene, io mi sacrifico

volentieri, amici. È un compito difficile.

potrei anche andare a finire il gabbio per tentare la corruzione, ma il tigre è

un uomo che non si tira mai indietro.

Guarda che sono tanto. Lo so, ma quando una decisione è presa bisogna arrivare

fino in fondo. Io vado.

Il tigre ragazzi è l'unico di cui ci si può fidare,

tra un'ora i sordi saranno in mano all'onorevole.

Allora andammo, dall'onorevole... Svizzera, cretino!

No, Stefano, t'ho detto di no.

Sono venuta a casa tua soltanto per la faccenda che mi interessa. Se non te ne

vuoi occupare, amici come prima.

Dai, Marisa, ti prego. T'ho già chiesto scusa mille volte. No, ho detto, ma cosa

ti sei messo in testa?

Avanti, a me lo puoi dire, non ci credo che non ne abbiate parlato. No, il

nostro, è un partito serio. Già, di prostitute comunque.

Quando due donne parlano fra di loro, ci puoi giurare che l'argomento principale

è il sesso.

Figuriamoci voi, che siete addirittura un esercito. Stefano, lasciami andare.

Ma neanche per idea.

Fammi vedere tutto quello che hai imparato o io non ti sposo più.

È un ricatto?

Sì.

Il telefono? Non me ne importa niente, ti decidi? Sta suonando.

È il telefono rosso, deve essere mio padre.

Pronto, papà?

Sì, sì, certo che lo so. Ho trovato il tuo biglietto che mi avvertiva che vi

siete trasferiti in villa.

Sono rimasto qui a concentrarmi un po'. Sai, la solitudine della casa aiuta

molto la meditazione.

Meditazione? Ma cos'è questa novità?

Io credevo di... Aspetta, aspetta un momento.

Pronto, pronto, pronto, pronto, pronto.

Oh, finalmente, Andreucci, ma dove diavolo si era cacciato?

Eh, la sottocommissione è un cavolo.

Qui stiamo andando tutti a ramengo.

Gli americani ci hanno bloccato il prestito e quei cruchi dei tedeschi

rivolgono il loro malloppo entro la settimana. Andreucci, che cosa gli diamo

ai tedeschi? La luna?

Ma che aranci, cretino! La verità è che stiamo sprofondando nella merda.

Sì, in Svizzera un corno.

Almeno in Polinesia dovremmo squagliarcela.

Ma neanche per sogno.

Trovali tutti, hai capito?

Dobbiamo riunirci e discuterne insieme prima che i giornali lo sappiano.

Non c'è tempo da perdere, ho detto tutti!

Hai capito?

Ah, sì, di alquilinare. Magari con i corazzieri in testa. Nella mia villa,

razza di cretino, qui non ci trovano neanche i cani poliziotto.

Sì, sì, va bene papà, ho capito. Non ti preoccupare.

Certo, certo.

Vi raggiungo stanotte, ciao.

Dove vai?

Alla villa.

Mio padre è già lì. Vieni con me? Non lo so, forse.

Ci penserò.

Spirito, non sento il tuo flusso.

Spirito, dove sei?

Avanti, spirito guida, parla il tuo linguaggio astrale.

Dallo spazio infinito le tue parole giungano a questa magica sfera e

attraverso me si rivelino.

Spirito guida, spirito guida.

Mi hai messo paura, accidenti!

Hai infranto il flusso cosmico. Ma se ho solamente acceso la luce? Non avresti

dovuto. Come farò adesso a rientrare in contatto con i miei vettori?

Senti, Priscilla, tu sai che ho avuto sempre il massimo rispetto per le tue

palle, ma questo non è il momento!

No! Dobbiamo dare il tempo alla servitù di preparare la villa.

Domani arriveranno i miei onorevoli colleghi. Ti ho già spiegato, mia cara,

che questa riunione è della massima importanza! D'accordo.

Vuol dire che il tuo futuro non ti interessa. Il mio futuro?

È quello che il flusso astrale mi stava comunicando quando mi ha interrotta. E

che cosa diceva?

Che l'arrivo di tre donne in questa casa darà una svolta alla tua vita. Tre

donne? Ma se sono cinque onorevoli!

A meno che... a meno che tre di loro... A dire la verità, ho sempre avuto il

sospetto che... Lo spirito ha detto tre donne.

Proprio tre donne.

Signora, può venire un momento?

Che c'è? C'è la signorina Marisa con due persone.

Due persone? Di che genere?

Guardi lei.

Eccole.

Amari, che aspettiamo? Entriamo?

Su, andiamo?

Guarda, Arturo.

Tre donne, che cosa ti dicevo, il plus astrale non mente mai.

Ammazzali che villa che si ritrova, no? Ci hanno proprio ragione quelli che

dicono che dietro ogni facciata c'è stato un significato politico. Ci hanno

proprio ragione, ci hanno.

Te lo dico io, te lo dico.

Marisa, Marisa.

Che gradita sorpresa.

Stefano sarà felice di trovarti qui al suo ritorno.

Peccato che in questo momento non è in villa.

Sai, è dovuto uscire, forse non ti aspettava così presto. Forse non mi

aspettava affatto. Ho deciso di fargli una sorpresa. Oh, è stata un'ottima

idea.

Brava, Marisa.

E allora, cara, che cosa aspetti?

Presentami le tue simpatiche amiche. Molto lieta. Salve.

Ah, Maria, chi è quello che c'è lassù? Oh, ma è mio marito, Artura Sorbelli.

Oddio mio, e sarebbe lui che dovrebbe... Ammazzalo quanto è brutto, mi mette una

certa soggezione.

Mi pare il dottor Jackie, mi pare.

Chi sono?

Sono due simpatiche amiche di Marisa e di Stefano. Vieni giù, caro, così te le

presento. Oh, non ricordo i nomi. Pucci e Zaira.

Beh, io sono Zaira e questo è Pucci.

Sta lì lassù sulla scala, sta granda.

Sì,

molto lieta. Beh, a dove è che è lieta?

Io invece ho certi cavoli per la testa che... E tu, Priscilla, si può sapere

cosa ci fai con quella barra in mano? Ma il flusso, il flusso!

Buongiorno.

Buongiorno, onorevole.

Onorevole? E me coglioni!

Fammelo vedere bene, sto onorevole.

Sapeste quante volte in vita mia, pure senza conoscere l'onorevole, ho

mannato... Beh, sì, insomma, volevo dire, gli ho mannato l'auguri. L'auguri

per le elezioni, ecco.

Forse... forse noi...

Abbiamo scelto un momento poco opportuno per... Infatti! Ma che dite, vi

aspettavo e Arturo lo sa!

Dovete assolutamente restare con noi.

Stefano non mi perdonerebbe mai se vi lasciassi andare via. Ehi, Priscilla, ma

la casa è occupata... Lo so benissimo, Arturo, ma c'è la dipendenza nel parco.

Potranno sistemarsi lì, così nessuno le disturberà. Ah,

è un'ottima idea. Non vi daremo nessun fastidio. E tre donne da sole sanno

arrangiarsi, non è vero, Zaira? Fregna!

Mi perdono.

E qui?

Porca puttana, se la so squagliata.

E Pucci ha portato via pure i costumi.

Allora o no, ciò masco lo c'è.

E lascia perdere, raso te.

Qui non si tratta più di noi due.

Qui ci stanno un ballo gli interessi di tutta la nostra categoria. Sai che ti

dico? Che quelli stanno preparando un colpo grosso, ma proprio grosso.

Che se gli riesce...

E' la fine della nostra onorata professione. Qui casa Colli. Sono

momentaneamente assente. Lasciare messaggio, prego.

Che te dicevo?

Stanno con qua professoressa del cavolo.

Ma dove starà?

Ci sono! Dove sono?

Ambecille, ma che hai capito? Io ci sono!

Stamma a sentire.

Loro stanno con Marisa.

Marisa sta con Stefano. Stefano sta col padre. E il padre dove che stia di bene.

Alla villa!

Vuoi scommettere che le troviamo tutte là?

E noi che facciamo? Ma come che facciamo? Piamo armi e bagaglie e si

trasferiamo lì pure noi, no?

Ammazzami che mente che ho!

Sembra un vulcano! Vulcano sta mica!

Questo è ciò po' pericoloso! Rischiamo di prendere un acciafragatore!

Arasotera! Quello del tigre è stato un importunio! Una pugnalata alla schiena!

Ricordate che coccarlo i nemici non passano!

Su, andiamo, sbrigiamoci!

Marisa? Ah, è arrivato Stefano.

Marisa, si può sapere che cos'è questa storia? Oh, ma che c'è?

Perché te le sei portate dietro? Come?

Oh, a sorcoso, che vorresti insinuà? Che te famo schifo?

Chissà che cosa mi succede, mi scappa di far pipì ogni cinque minuti. Sarà il

cambiamento d'aria, Zaira?

Pucci, guarda che c'è Stefano, il fidanzato di Marisa.

Eh?

Ah, come sta?

Ben rivisto, signor Stefano. Si ricorda di me?

Pucci.

Cosa che?

Le mutande.

Beh, cosa che hanno le mie mutande? Niente, solo che incellai.

State a sentire, domani papà ha una riunione importantissima alla villa,

dovete... Ma io da qui non mi muovo niente! Ma non potete restare! Perché

no? Che fastidio danno! Anche loro hanno diritto a un po' di riposo, no? Che

razza di democratico sei? Io non sono un democratico, sono il figlio di un

ministro democratico, è diverso.

Mmm, megoioni!

Sarà come ti pare, ma noi da qui non ce ne andiamo. Però se preferisci andare da

tuo padre e dirgli che la tua fidanzata è amica di due puttane, fallo pure,

niente in contrario.

D'accordo!

Porca troia!

Chiedo scusa, non volevo alludere.

Vediamo.

Oddio.

Che brivido, non è possibile.

Che cosa non è possibile?

E cos'è che ci fai a quest'ora in soffitta? Arturo, sono emozionata. Sta

per succedere il finimondo. Perché c'è bisogno che te lo dicano le carte?

Non li leggi i giornali?

Arturo, non capisci?

Guarda il matto e il bagatto. Uno accanto all'altro. E con questo?

Significa che ci saranno altri amici. Questo lo so, domattina, i miei

onorevoli colleghi. No, non loro.

Si tratta di altri due uomini.

Due, capisci? E collegati con le tre regine. Ma di che regine stai parlando?

Fammi il piacere, andiamo a dormire, vuoi?

Svelta! Ma le regine... Ho letto, ho detto, ho letto! Sì, no!

Bene, avanti, così, attenta la coppa, eh? Si, attenta, va bene, così.

Moccia dritto, devi andare dritto. Lo sai che vuol dire?

Dritto, dritto così.

Attento, dritto.

Adesso attento, attento.

Fermati, così.

Fermi.

Dai, raso te.

Quella deve essere la villa e quell'altra la dependenza.

A una villa c'è qualcuno, c'è la luce accesa.

Che dici, ci saranno cane?

Nella dependenza non c'è nessuno, è tutto buio. E' meglio sfoderare. E che

ne so io.

Arasole, ma che stai a fare? Qui noi ci troviamo nascosti, hai capito?

Non vuoi dire che fra un po' è giorno?

Lo sai che fa? Ma andiamo per la dependenza che non c'è nessuno, hai

capito? Andiamo, corri.

Dai, cammina come i guai.

Fammi come i guai, dai, giù.

Così, così, come i guai.

Io vado a piena boccata d'aria, qui si soffoca.

Che fai, vieni con me?

No.

Ma che c'è? Ma che ti senti male?

Ma c'è la nostalgia, io senza il mio Carlo non ci so stare.

Quello impotente, ma tu senti cosa sento io? Carlo, non sei impotente. Sì, l

'allero? Deve solo travestirsi per eccitarsi, ecco. E come no, ti pare?

Per me è normalissimo. Contenta te, se vediamo, ciao.

Ma chi c'è di là?

Ma chi vuoi che ci sia? Marisese è fuori con Stefano.

Vado a vedere.

Carlo.

Ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah,

ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah,

ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah,

ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah,

ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah,

ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah E' stata una combinazione, sai.

Passavamo di qui e abbiamo detto, andiamo a fare una visita.

Ecco. Bucci, è arrivato il gatto e la volpe.

Azzai, permetti un attimo. Prego, prego.

Bucci, amore mio.

Carlo. Vieni qua, andiamo a fare una visita.

Amore, ho portato la valigia con i costumi, sai. Bucci, eh? Sì.

E andiamo a recitare. Andiamo.

A porta, a porta.

Allora, se può sapere che siete venuti a fa'? Non te trovai e mi ha chiappato la

gelosia, chiaro? Che bei pensierini che c'hai.

Guarda che non mi incanti, sa'. Qui sono e qui rimango.

E' contento di... Che hai detto?

C'ho un poco d'appetito.

Che hai detto?

Ho fame.

Ah sì?

Allora mo vado in cucina e ti preparo un bel patè di foie gras con due belle

pernici ripiene per contorno, eh? Vabbè?

Ma dove vai che trovo da mangiare a quest'ora?

Tu hai il dovere di onorare il mascolo, chiaro?

Ma di be', e molla! E ora dove vai?

Ma come dove vado?

Mi ha detto che c'ha fame.

E me vado a rimediare qualche cosa in villa, no?

Che c'è nella villa?

Il terzo granatieri.

Andiamo, e vedi di piantarla.

Te do dieci minuti di tempo.

Viaggio sono a Tottarini. Sì, buonasera.

Lama fatosa, vienesce una volta.

Allora, scimione mio, sei pronto per il balzo fulmineo?

Eh?

Uffa!

Un po' di pazienza, cara, ci vuole concentrazione.

Ma che urli, sei pazzo?

Non sono io, io è Carlo.

Questo perché sta qua?

E' venuto a trovare Zahira e Carlo Pucci.

E che ci fanno qui? Non lo so, che ci fate?

Questione sentimentale di carattere approvato.

Senti, Marisa, mi hai già combinato un guaio portando le tue amiche. E adesso

ci si mettono anche i pappa.

Il titolo è esatto, non mi considero offeso.

Noi siamo qua per impedire che le nostre donne facciano delle fesserie.

Non è così, Carlo.

Carlo!

Arasote, ma che cavolo c'hai da strillare?

Non sai che ho l'equilibrio delicato e basta un nonnula che messa a muscia la

concentrazione, eh?

Adesso pure Tarzan ci mancava. Non lo sai che domani arrivano quasi tutti i

ministri in carica? E se qualcuno scopre che questa villa è diventata una specie

di residenza di prostitute e di papponi, lo sai che cosa succede? Un casino col

governo. E beh, e che ci trovi di strano? Il governo nostro è il casinato

fisso.

Oh, caro!

Scusami, sai, avevo un weekend.

È proprio tanto grave la situazione da convocarci tu. No, carissimo, non è

affatto grave. È gravissima!

Allora... Marisa, quanti ne contà fino ad

ora? Per adesso quattro.

Con questi.

Scusate il ritardo, ma c'era un tale traffico sull'autostrada... Prego,

accomodatevi. Ma non avevamo aumentato il prezzo della benzina.

Consumo immutato.

Io questa gente mica la capisco. Ma di che si lamentano? Signori, vi prego.

Supero i preamboli, data la ragione che ci ha spinti a riunirci oggi tutti qui.

Signori, io mi sono rifatto bene tutti i conti.

Prima tagliamo la corda e meglio è. Scusami, caro amico. Non c'era bisogno

che ti dessi alla matematica per arrivare a simile conclusione. Vorrei

prima sentire...

Cosa ha da dirci? Il nostro collega degli interni. Gli avevamo affidato un

compito, mi sembra.

Io ho fatto tutto quello che ho potuto. Ho parlato con i nostri colleghi dell

'estrema destra e li ho convinti ad accollare la responsabilità della

situazione all'estrema sinistra. E allora?

I nostri cari colleghi dell'estrema sinistra non sono d'accordo. Hanno detto

che preferiscono allearsi con noi e accollare la responsabilità della

situazione all'estrema destra. Insomma, com'è finita?

Che si sono accordati tra loro per accollare tutta la responsabilità di

questa situazione a noi.

Bel risultato del cavolo!

Volevo vedere te al mio posto. Perché non ci parli tu con quei marchioni, eh?

Sì, perché non ci parli tu?

Calma, signori, calma!

Non serve a niente litigare.

Giusto. È soltanto nella concordia e nell'armonia che si forgiano i destini

immarcessibili. Stop. Che cosa hai detto?

Io? Eh.

Ah, non mi ricordo.

Eh.

Ripeto, non serve a niente litigare.

Perché io credo di aver trovato la soluzione.

Sì, signori, proprio così ve l'assicuro. Dici davvero? Sì, chiaro. Dai, non è il

momento di scherzare questo.

Non scherzo affatto.

Confermo quello che ho detto.

E quale sarebbe questa soluzione?

Lo sceicco Abdul Rabdi.

Lo sceicco? Ma sei impazzito?

Ma è stato più lucido in vita mia. Ho avuto tre colloqui telefonici con lui,

già. È disposto a concederci l'esclusiva mondiale per la distribuzione del

petrolio grezzo.

L'esclusiva per tutto il mondo, hai detto? Ma se questo fosse vero, la lira

andrebbe alle stelle e noi saremmo salvi.

No, non posso crederci, sarebbe un sogno. Molto vicino alla realtà.

Lo sceicco mi ha assicurato che sarà qui entro 24 ore. Che Dio sia lodato, il

paese è salvo.

Noi siamo salvi. Se quell'uomo firma, e firmerà, dovessi costringerlo a mettere

la croce con queste mie mani sul contratto. Ma come fa a mettere la

croce? Sei musulmano?

Questa me la voglio segnare, questa è buona, che ne dici?

Ma guarda che bella mucchiata di idioti.

Non ho idea di che cosa abbiano in testa, ma dal momento che gli interessi

di mio padre e i miei coincidono con i vostri, stanotte non dobbiamo mollarle.

Per me non esistono problemi.

La piazza dice da lei.

Mi domando che vorranno farci con queste, perché l'hanno nascosta in

questo scantinato? Ah, non lo so. Prima per sicurezza ho scaricato tutti i flash

e ho tolto tutte le pellicole.

Allora mi raccomando, io farò in modo che Marisa passi la notte con me e voi

occupatevi delle altre.

Sta tranquillo che con me quelle non passeranno.

E chi è pure tedesco parla?

Ammazza di che ignorante che sei.

Ladino è!

Vuol dire... Non prevalebunt. Maggia mia.

Possiamo dormire tranquilli.

Le guardie del corpo sono appostate intorno alla villa.

Pensate a riposarvi. Bene.

E a distendervi i nervi, signore. È piuttosto tardi. Senti, mio caro, ma sei

proprio sicuro che questa faccenda andrà in porto? Dormi e lascia fare a me. Vai

a letto, va.

Va. Buonanotte. Buonanotte.

Mi fa sempre un certo effetto dormire da solo in una stanza sconosciuta. E senti,

ti dispiacerebbe se venissi da te più tardi? Ma non ci penso neppure. Non sei

mica carino, vero? E non sono neanche un finocchio, però. Buonanotte.

Ci vediamo domani. Sugni d'oro.

E caro mio, è una parola.

Comunque vadano le cose, amici.

Un solo augurio scaturisce dal mio cuore che al di sopra degli interessi

individuali e partitici sia tenuto alto il prestigio.

Bella nazione. Ma va al diavolo.

Se la pensi così, come l'ho detto.

Buonanotte.

Questo qui non ha proprio capito un cavolo.

Lascerò aperta la porticina sul reto.

Tu conosci la mia stanza? Sì, certo.

Ti aspetto a mezzanotte in punto.

Intesi?

A più tardi. Ciao.

Puoi contarci.

Grazie.

Grazie

No, te prego, Antonio, lassame, se Cesare lo venisse a sapere. Non lo

saprà, e se anche fosse, sono pronto a marciare con le mie legioni contro di

lui. Tu faria questo per me?

Certo mia, Cleopatra. E allora prendeme subito.

Subito che?

Sì, devi aspettare il momento buono.

Uffa, che roba.

E non fa così, te lo dico io quando che ora.

Stai andando.

Do me pare, ma che te frega. Sono geloso.

Ma smamma, va.

Venite.

Il tuo fascino esotico mi disturba. Buon soldato di Roma!

Rinunciare al suo onore per una donna può un legionario spogliarsi del suo

orgoglio e della sua dignità di uomo e giacere nel vizio con

una femmina.

Tu che ne dici, può?

No, non può.

Dove scefio se n'è andata?

Venite.

Sapete già quello che dovete fare?

Spirito guida, percorri le vie astrali e vieni a me.

La tua umile serva ti chiama.

Sai cosa ti dico?

No.

Che mime, sono stufata, ecco, tornatene da Giulio Cesare, hai capito?

Pucci mia, non mi abbandonare proprio in questo momento, eh?

Un corno! Pucci, viva Pucci!

Pucci! Pucci tua!

Pucci! Dove stai? Pucci!

Eccomi! Sono qui!

Aspettami!

Vengo da te!

Aspettami!

Aspettami! Sono qui!

Aspettami!

Aspettami! Dove sei?

So che sei vicino a me, ma non ti vedo.

Aspettami, dove sei?

Anima mia!

Oddio, il mio spirito guida.

Anima mia!

Ecco, le stanze sono su questo piano.

Mi raccomando, fate silenzio. Stai tranquillamente.

Eccomi.

Sono tua.

Oddio, una donna! Che schifo! Che schifo, bussa via!

via dai non ne ando e sta a prendere l'ha dimesso è un golpe

è un golpe aiuto aiuto

mi scusi avevo beccato

voglio il finito guida

No, no, no, io stavo a cercare... Ma dove vai? Non so nessuno stile, signora.

Mani in alto, fermi!

Ehi, tu, metti giù quella macchina.

Io finisco subito.

Che cos'è questo casino?

E lei lasci stare immediatamente mia moglie, se no la licenzio.

Anzi, si ritenga licenziato.

Mascalzone!

adesso dovete ascoltarmi tutti avrei preferito rivolgermi a voi in un modo

più consono senza infrangere le regole ma non mi è stato possibile perché le

circostanze non me lo hanno consentito parlo a nome di 3 milioni di

professioniste del sesso e di un numero imprecisato e non certo inferiore di

dilettanti non schedate è una realtà incontrovertibile che a parte ogni

considerazione morale

Le prostitute rappresentano una forza sociale che lo Stato non può ignorare.

Avete tentato di ricattarmi.

Ascoltate, chiediamo solo di essere considerate degli esseri umani.

Chiamiamolo a buon costo.

Tutti fuori di qui, fuori.

Lasciatemi parlare, non potete farlo. Vi appello alla convenzione di Ginevra.

E io a quella di Fresca. Un momento, non ho finito, lasciatemi parlare. Ma che

razza di modi.

Via ! Lasciatemi parlare ! Marisa, Marisa ! Vuoi a te se ti rivedo con

quella donnaccia ? Andiamo, andiamo ! Lascia perdere, tanto non c'è niente da

fare ! Andiamo, se ne cammina ! Una volta per tutte ! La vergogna !

Anche la macchina mi sequasciarono.

Che abuso ! Quella era buona giusta o s'fascia che roccia ?

Se riuscissi a sapere chi ha manomesso quei flash, finirebbe al cimitero.

E chi può che sia stato?

Nessuno poteva sapere che le macchinette erano guattate dentro la baracca.

Senti un po', ma te chi ti ha detto che erano guattate in qua la baracca? L

'uccellino?

E chi mi ha detto?

E mica mi ricordo chi mi ha detto. Ah, ecco, adesso mi ricordo bene chi mi ha

detto, come mi ricordo.

Mi ha detto tu, mi ha detto, no? No, no, mi ricordo.

Guardate là!

Dove sei?

Vedi che maglia!

E chi sarà Rocchefelleri?

Che Allah sia con voi!

E quello chi è?

Aspettate un momento, mi viene un'idea. Tu fate affare tua, per favore.

Buongiorno!

Scusi, è per caso diretto alla villa dell'Onorevole? Sì, certo.

Lei conosce Onorevole?

Sì, lo conosco.

Fortunato lui che conosce donna così graziosa.

Mi tolga una curiosità. Lei non è per caso lo sceicco Abdul Rabdi?

Sì, allora ha visto la mia foto sui giornali.

Vado a controllare perché sceicchi tutto mangelo sono.

Non te muoio, te infilo, sa. Non mi farà ridere, va.

E chi sono quelle belle ragazze, sue amiche?

Diciamo, sorelle.

Sorelle? Sì, mi sembra strano.

Sorelle, essere tutte buone queste sorelle.

Che cosa c'è da ridere?

Non capisco.

Dovrebbe già essere qui. Quello ci ha dato una bidonata, ve lo dico io. E non

portare sempre Iella, tu.

Eccolo. Sta arrivando. Meno male.

In questo fatidico momento i destini della nazione... Sta zianto.

Eccellenza.

Sottopetrolio. Ma dove va? Il greco!

Il greco!

Mi sembra che si diriga verso la dipendenza.

Ma insomma, che cosa ne so? Volete startiti un momento? Adesso ci penso io.

Che cosa fate lì in palati? Muovetevi!

Andiamo.

Grazie. Prego.

I ministri attendono davanti alla villa mio signore padrone.

Arribicari bicuri, dirindicari iuri, arindicari... De rindicari cori, cari

bicari, fara di babona, anti cari e chi se ne frega.

Demo, demo.

Fuori, fuori, fuori.

Dai. Ma io che c'è? Non ho fatto niente.

Sì, sì, vado, vado. Ma faccia come mi è andata a fare.

Non l'arabo che mi cosa dire.

Presto, via, presto.

Un po' di calma.

Fermi, hanno in mano lo sceico.

Attenzione, signori onorevoli.

Questo è un rapimento a scopo politico. Lo sceicco è nelle nostre mani.

Se cercherete di usare la forza, lo uccideremo senza pietà.

Rientrate nella villa al massimo entro due minuti. E aspettate le nostre

istruzioni. Questo è tutto.

Ma ci deghi, ma quelle fanno sul serio. Ho proprio paura di sì.

Rientriamo. Prima che ce lo ammazzino. Ma no, non ne avranno il coraggio.

Se non rientrate subito, insieme ai vostri gorilla, apriamo il fuoco.

Meno cinque, quattro, tre, due, uno.

Via.

Ecco qua, dentro c'è tutto.

Sì, ma perché proprio noi due? Poche ghiacchiere, spogliatevi.

Ma è necessario, signore. Capire, tu mi dire. Tu spogliate. Sì, sì, sì, basta

parlare chiaro.

Spogliate, dai.

Spogliate.

Spogliate, lo sapete.

Dai, fa presso.

Che freddo.

Questo è il colmo.

Inaudito, inaccettabile. Ci faremo ridere appresso da tutta la nazione.

Lascia che ridano, risata più, risata meno, ormai vi dico che non firmeremo

mai una simile assurdità.

Signori, scusate, ma io credo che non sia necessario firmare.

E che vuoi? Che gentri tu? Fallo parlare, no? Siamo in una nazione

democratica in fondo, anche loro rappresentano il popolo italiano.

Senti, hai ragione.

Cosa intendevi dicendo che non è necessario firmare?

Che potremmo strappare lo scicco dalle mani di quelle donne e mandare a monte

il loro progetto.

Tu hai qualcosa in mente?

Eh?

Perché lo faresti?

Sei un loro amico tu?

E io faccio il pappa e se quelle ci mollano io non pappo più. È un

ragionamento ineccepibile, fuori il piano.

Mi sono spiegato. Io sono pronto.

Siete sicuri che è la soluzione migliore?

Certo, vedrai, alla fine Marisa ti ringrazierà.

Vedava. Bene, andiamo. Mi raccomando, rapidi e silenziosi.

Dicciato del rispetto, sei.

Vedete niente voi? No.

Che Dio ci ha mandato in volo. Niente, questo silenzio non mi piace. Staranno

sicuramente tramando qualche cosa.

C'hai ragione, c'è troppa calma.

Ma...

Sono

svelti, seguitemi.

Attenzione, adesso.

Via, via, via.

Stefano, tu sei pronto?

Sì, aspetto il segnale.

Ma tu l'hai capito il piano? Io no.

Zitti, qui sono in ballo i destini della patria. Come?

Cesimo.

Tutto a posto? Sì, sì. Allora, azione.

Pronti voi.

Marisa, sono Stefano.

Marisa!

Vattene, levati di mezzo.

Vi hanno teso un agguato, sono venuto per avvisarvi.

Accidenti, questo non ci voleva. Non capisci che sono in pericolo, apri.

Fammi entrare.

Dai.

Stefano, Stefano. Tenetevi pronti per l'irruzione.

Io avanzo, seguitemi.

Stefano. Uno tenga d'occhio la ragazza.

Assassini ! L'avete ucciso ! Ciao, Maryse !

Ti ho fatto un bello scherzo, eh ? Farabutto ! Fermo ! Fermo !

Stai buona ! Stai buona ! Sta bene, eccellenza ! Mai stato meglio di così,

mio illustre e onorevole !

Comunque, eccellenza, le forze dell'ordine alle nostre dipendenze hanno

sgominato gli abominevoli rapitori, certamente operanti in nome di oscuri

gruppi eversivi. Spero che vorrà dimenticare questo spiacevole incidente

e accettare le più ampie scuse del governo tutto... Oddio, che succede? Chi

c'è? Sei tu!

Quanto ai colpevoli, saranno tutti puniti!

no mio caro amico non sono d'accordo non conosco leggi di vostro paese e non

voglio interferire in affari vostri interni questo però vi posso dire

agite secondo giustizia e coscienza per quanto riguarda le scuse

sono comunque accettate purtroppo per quanto riguarda il

nostro accordo Sono spiacente di doverle comunicare che ho cambiato idea.

Ma eccellenza, lei non vorrà... A meno che... A meno che? A meno che non vi

impegnate a fornire al mio sceiccato una partita annua, diciamo di almeno, almeno

diciamo, duemila puttane.

Duemila prostitute?

No, no, puttane, puttane.

Proprio puttane.

Ma non è tecnicamente possibile.

Uno stato civile non può esercitare la tratta delle bianche. È illegale, è

antidemocratico. Beh, in tal caso non mi resta che augurarvi buona fortuna.

Farò disporre la mia macchina per un'immediata partenza.

Allà vi proteggo.

Mandrillo. Una proposta.

Voi varate la legge contro i papponi?

E io mi impegno insieme alle mie amiche a far cambiare idea allo sceicco.

Soltanto una legge contro i papponi? Certo. D'accordo, concesso.

Evviva ragazzi, abbiamo vinto la nostra battaglia. Brava, brava.

Che brava, mi sa che sei stata grande.

Roma.

È stata varata una legge contro i cosiddetti sfruttatori delle prostitute.

Chiunque venga sorpresa ad esercitare una tale attività o anche solamente

sospettato rischia dai 20 ai 25 anni di reclusione.

È chiara l'importanza sociale di una simile legge che affranca dalla

schiavitù un'intera categoria di donne.

Contemporaneamente è stata promulgata una nuova disposizione destinata a

suscitare echi e commenti nel mondo intero.

Ancora una volta la nostra nazione si è dimostrata una degna...

vessillifera del progresso sociale dell'umanità. Il problema della

prostituzione che affligge il mondo dai primordi della civiltà è stato

finalmente risolto.

Il governo ha deciso, e le Camere hanno approvato all'unanimità, di

nazionalizzare tutte le procacciatrici dell'amore professioniste o meno, le

quali per effetto della nuova legge saranno da considerarsi automaticamente

inserite nella vasta struttura dello Stato.

I cittadini che di conseguenza usufruiranno delle prestazioni di tali

lavoratrici statali saranno tenuti ad osservare le norme contenute negli

appositi formulari, che dovranno essere debitamente riempiti all'atto della

prestazione ricevuta, mentre gli addetti al settore amministrativo cureranno l

'emissione delle relative quietanze comprensive dell'IVA e dei contributi

previsti dalla legge.

Gli effetti delle nuove disposizioni governative hanno avuto immediato

riscontro nella situazione economica del paese. La forte richiesta di mano d

'opera italiana da parte di molte nazioni estere ha già aperto nuove

strade al professionismo nazionale.

Migliaia e migliaia di lavoratrici sono già in partenza per le varie

destinazioni. Ed altre migliaia si prevede partiranno durante i prossimi

mesi.

Scusate. Sì?

Va bene.

Ci giunge in questo momento una importante comunicazione. Su proposta

del ministro dell'educazione nazionale, il termine puttana è stato

definitivamente cancellato dal vocabolario della lingua italiana.

e sostituito con quello di impiegata del sesso. Gli eventuali trasgressori

verranno di conseguenza perseguiti a norma di legge. La nuova legge sulla

prostituzione, le lavoratrici del sesso inquadrate nella burocrazia statale,

ultima edizione.

a me quello che non va giù è la faccenda di lei capirai l'ottanto per cento io

dico che è una vergogna una vergogna dai

un seccone mio

aspettami ce la fa solo un minuto fai pure Zaira

Niente, via Miss Day, mi raccomando, perché a me le lacrime mi fanno

piangere. Ti auguro buona fortuna, te lo meriti. Ciao.

Benedetta la notte che t'ho incontrato.

Te lo ricordi? Sì, tempi duri, eh?

Ciao, Dave.

Tanti auguri e buon viaggio.

Anch'io vorrei salutare i miei amici, ti dispiace?

Partenza aereo già annunciata.

Ma ci metto solo un momentino.

Grazie.

Ciao, Stefano.

Ciao, Marisa.

Ma te io metto occhiali una volta.

Scusami. Non ci dimenticare. No, non vi dimenticherò mai.

Andiamo.

Prego.

Ciao. E uno chi? Andiamo.

Carlo, come ti senti?

Io mi sento più leggero. E tu, Alassodè? Mi sento meno mascolo.

La bella pregatura del cazzo.

Ciao,

ciao, ciao!

Ciao, ciao, ciao!

Andiamo.

grazie

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