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Lei è medico? Sì. No, è un attore. Ah, attore. Noi siamo molto conosciuti tra
gli attori. Lei che lavori ha fatto?
Vediamo, dunque, l'Amleto tempo fa, vero Liz? E ultimamente i commedianti. No,
scherza, era in Lutero e in Nessuno ama un albatro. Alla televisione fa anche
molta pubblicità. È così che si fanno i soldi, con la pubblicità. Si fa l'arte
soprattutto.
Settimo, Diego.
Erano tutti appartamenti grandi.
Ora che li hanno divisi, sono di 4 e 5 stanze. Il 7 e è di 4.
Faceva parte di uno dei più grandi.
Dove hanno fatto il soggiorno c'era la sala da pranzo.
La camera da letto è rimasta quella.
Di due stanze di servizio ne hanno fatta una abbastanza grande.
Voi avete bambini? No. Ne avevo.
Dà un po' d'olio a quel cancello, Diego.
Di qua, prego.
L'inquilina di prima, la signora Gardenia, è morta pochi giorni fa. Non è
stato ancora toccato niente.
Il figlio lascerebbe anche qualche mobile, se interessa. Li darebbe per
poco. È morta nell'appartamento.
Non che abbia molta importanza. No, no, no, in una clinica.
È stata in coma per parecchio tempo.
Dopo di voi, prego. Grazie.
Era molto vecchia e morta senza neanche accorgersene.
Speriamo di finire così quando verrà il momento.
Oh, no, no, non è morta davvero nell'appartamento.
Lei è stata in gamba fino all'ultimo. Era stata una delle prime donne a
boccato nello stato di New York. Vedo che amava molto le piante.
Era una donna eccezionale.
Guardi, guardi quanti armadi a muro.
E che splendida vista al parco, davvero splendida.
In questa stanza, ad esempio, si potrebbe fare la nursery.
Sì, la pezzetta di bianco e giallo diventerebbe molto più luminosa.
Che piante sono queste?
Tutte erbe aromatiche. Un bel bagno grande.
Menta, basilico.
Niente marijuana?
Questa è la camera da letto.
Bella. Ed eccoci di nuovo nell'ingresso.
Già,
ma bello.
Il caminetto funziona benissimo.
È uno splendido appartamento, mi piace. Sai che cosa vuol dire? Che lei dovrà
diminuire l'affitto.
È impossibile, dovrei aumentarlo invece.
È raro trovare appartamenti così.
Che strano.
C'era un ripostiglio in questo corridoio.
Deve essere dietro questo mobile.
Sì, sembra di sì.
L'hanno spostato, prima era là.
Mi vuol dare una mano?
Allora mi spiego perché è caduta in coma.
Non può averlo spostato da sola, ha 89 anni.
Vorrei aprirlo, crede che si possa?
Perché no se è nell'appartamento?
Bene, nemmeno l'ombra di un cadavere.
Forse questo stanzino non le serviva. Tanta fatica per chiuderci un
aspirapolvere e degli asciugamani.
Va a capire le persone.
Forse si era un po' rimbambita.
Volete vedere altro? Sì, senta, dov'è che si fa il bucato?
C'è più spazio che nell'altro.
Infatti, però costa anche di più.
Il punto è più bello.
Sì, di qui potrei arrivare a piedi a qualunque teatro. Oh, Guy, prendiamolo,
ti prego. Il soggiorno è bellissimo. Oh, prendiamolo, dai!
Va bene, tesoro, va bene. Prenderemo questo, se ti piace.
Stavo per scrivere all'amministrazione che eravate gente drogata e sporca.
Invece ho mentito e ho detto che siete inquilini meravigliosi. Sei un tesoro,
Hatch. Io non ve la consiglio quella casa.
Stai scherzando tesoro, lo sai? No, non scherzo affatto. L'aspetto è molto
appetitoso. Quella casa, il Branford, alla fine del secolo scorso non godeva
certo di una buona reputazione. E perché? Come mai?
È là che le sorelle Trench cucinavano i loro succulenti pranzetti. Kit Kennedy
vi dava i suoi trattenimenti e anche Adrian Marcato ha abitato lì, come pure
Peer Lance.
Chi erano le sorelle Trench? Chi era Adrian Marcato? Le sorelle Trench erano
due rispettabilissime signore vittoriane.
Cucinavano e mangiavano bimbetti in tenera età, compresa una nipotina.
Allegro. Adrian Marcato era un esperto di stregoneria.
fece molto scalpore negli anni 90, annunciando di aver evocato il diavolo
in persona.
A quanto pare molti lo presero sul serio, tanto che quasi lo fecero fuori,
nell'androne del Branford. Dai, piantala.
Poco dopo ci fu la storia di Keith Kennedy, così che nel 20 la casa era
quasi vuota.
Io sapevo di Keith Kennedy, ma non che ci avesse abitato anche... E la sorella
Trench. La casa fu riabitata solo durante la guerra.
È formidabile.
La casa?
No, l'arrosto.
La chiamavano la casa del diavolo.
Senti, Accio, cose sgradevoli succedono in ogni palazzo. Lì però capitano con
particolare frequenza.
Nel 59 trovarono in uno scantinato il cadaverino di un neonato.
Lo sai che mi stuzzichi l'appetito?
Bevici sopra.
Rom, portami della birra quando vieni.
Ehi, ci sono delle tavole.
Senti, facciamo l'amore.
Senti, sono le sorelle Trench che masticano.
Qui a Daytona in Florida si sta svolgendo la classica 100 miglia per le
250 cm3 con la Yamaha in testa al gruppo sulla direttura di arrivo e vince.
Così la Yamaha conquista 7 dei primi 10 posti. È il terzo anno consecutivo per
la Yamaha, un record senza precedenti.
Yamaha è la marca dei campioni e come vede abbiamo un modello per ogni tipo di
corsa. Dovrebbe proprio scoprire l'entusiasmante mondo della Yamaha.
Perché non prova a fare una corsa?
Avanti, coraggio.
Ok, molto volentieri.
Guarda.
Bravissima.
Mi scusi, io l'avevo presa per Vittoria West, l'attrice.
Mi scusi.
Si figuri, mi scambiano sempre per Vittoria. Non mi pare di somigliarmi.
La conosci?
No.
Mi chiamo Terry Gulliver. Lieta di conoscerla, Rosemary Woodhouse. Io...
siamo i nuovi inquilini.
Io abito dai Castavette, al settimo piano. Sto da loro come ospite, da
giugno. Sì, il nostro appartamento faceva parte del loro.
Ah, allora avete preso l'appartamento della vecchia, la signora... Sì, sì,
Gardegna. Gardegna, già. Sì, erano amici, aveva la mania delle erbe
aromatiche, le regalava sempre la signora. Sì, infatti ho visto le piante.
Ora la signora se le coltiva da sé.
Scusi un momento, devo mettere il candeggiante.
Suo marito che fa?
Fa l'attore.
Davvero? Come si chiama?
Guy Dudaus.
Era il Lutero e il Nessuno ama un albatro. Poi fa un sacco di radio,
televisione.
Cipicchia, vedo sempre la tv.
Scommetto che l'ho vista.
L'odio questo posto. E pure io.
Mi vengono i brividi.
Senta, perché non ci mettiamo d'accordo di venirci insieme per il bucato?
Ah, sì, è una buona idea.
Vedi questo portafortuna? Farà comodo a tutte e due.
Quanto è carino.
Sì, è vero.
Me l'ha dato la signora Castavette.
Forte fortuna, almeno così dicono. C'è qualcosa dentro.
Certo non si può dire che profumi, ma se funzionasse... Però quanto è strano, io
non ne ho mai visti in giro.
È europeo.
I Castavette sono brava gente, simpatici. Mi hanno raccolto dal
marciapiede, letteralmente.
Era malata?
Ero drogata, affamata e tante altre cose del genere.
Non hanno avuto figli e così mi hanno preso volentieri.
Nel principio la cosa mi era sembrata poco chiara, ma poi sono stati come un
padre e una madre.
Beh, meno male che al mondo c'è ancora gente così. Si dice che ormai nessuno
vuole esporsi, compromettersi, e invece... Sarei morta se non era per
loro, questo è poco ma sicuro.
Morta o in carcere. Ma come mai si era ridotta così? Non ha parenti?
Un fratello in marina.
Se vuoi la mia opinione, ti dico che non è assolutamente possibile.
Per ora è molto meglio non dirle niente, credi a me.
E di là dal trameggio?
Il settee faceva parte, originariamente, di uno dei più grandi.
Come vede, c'è un armadio a muro là e un altro armadio là.
Indietro, state indietro, state indietro signori.
Indietro. Per favore, indietro. Santo cielo.
Indietro. La conosco.
Come si chiamava?
Terry. Terry e poi?
Oh, sai il cognome Terry e poi?
No, non ricordo. Il cognome non lo ricordo.
Abitava in casa dei signori Castavette, 7E.
Grazie, questo lo sappiamo già.
Sappiamo anche il nome. Ha incollato questo foglio sul vetro della finestra.
Teresa Gulliver.
Circolare.
La conosceva?
No, solo di vista. Andiamo via, no?
Oh, ecco lì.
Siete voi Castaved del settimo piano?
Esatto. Una giovane donna, una certa Teresa Gulliver, abitava con voi.
Sì, certo. Che è stato?
Le è successo qualcosa?
Senta, purtroppo devo darle una cattiva notizia. È morta.
Si è buttata dalla finestra. Non è possibile, non posso crederci.
Artie, voglio un po' dare un'occhiata a questi signori.
Devo dire che me l'aspettavo.
Andava soggetta a frequenti crisi depressive. Io lo feci notare a mia
moglie, ma non mi prese sul serio.
Ma può darsi che sia stata una disgrazia, era una ragazza serena.
Perché avrebbe dovuto suicidarsi?
Forse pulendo i vetri sarà scivolata. Ma non poteva pulire i vetri a mezzanotte?
Perché no? Che ne sappiamo noi?
È la sua calligrafia?
Sì. Sì, è la sua, senza dubbio. Grazie. Quando avremo finito ve lo consegneremo.
Non è possibile, non riesco a crederci. Era così serena.
Aveva parenti? No, ma che era solo al mondo.
Non aveva che noi.
Mi parlò di un fratello.
Ah, sì?
Mi disse che era in Marina.
Ma io non ne sapevo niente. E non sai in che base si trovi? No, questo no.
Quando me ne parlò non mi disse dov'era.
Sono Rosemary Woodhouse.
Beh, abitiamo al 7E.
Capisco il suo stato d'animo, signora Castavette.
Sembrava davvero così serena.
Mi parlò tanto bene di lei e di suo marito. Era piena di riconoscenze.
Grazie. Di questo fratello non sa altro se non che era in Marina?
Solo questo. Sarà facile ritracciarlo.
Andiamo, Rob. Che cosa terribile, sono sconvolta. È terribile. Vi ringrazio.
Io spesso mi domando come hai fatto a ottenere quel premio.
Non ripetermi quello che ha detto Laura Louise perché non mi interessa.
Se mi avessi dato ascolto non saremmo a questo punto.
Avremmo tutto pronto adesso e invece dobbiamo ricominciare tutto da capo.
Ti avevo detto di non parlarle prima del tempo. Lo sapevo che era di mentalità
ristretta.
Ho detto a Sor Veronica delle finestre, così ha ritirato la scuola dalla gara,
altrimenti avremmo...
Salve, come va? Bene, posso entrare un momento? Ma certo, prego.
Volevo ringraziarla di quello che ha detto sul nostro conto l'altra sera. Oh,
per carità. Povera Terry, forse involontariamente abbiamo mancato in
qualcosa, benché il suo biglietto dimostri chiaramente il contrario.
Le sue parole, cara, ci sono state di grande aiuto. Le sono molto grate, anche
Roman, sa?
Roman è mio marito.
Oh, ma si figuri, non ho detto che la verità... Già, beh... È stata cremata
ieri, a noi non resta che tirare avanti. Non sarà facile, però siamo rimasti
soli. Avete i bambini?
Per ora no. Oh, c'è tempo, ne avrete.
Oh, quanto è bello. Il tavolo messo così è proprio originale. L'ho visto su una
rivista. Oh, ma che bel colore. Le piace?
E lì che c'è? Ci avete messo letti voi?
Solo per il momento, poi ci faremo la nursery.
Ah, incinta!
No, ancora no. Aspettiamo di esserci sistemati.
Giovane e sana come avrà un sacco di bambini.
Ne vogliamo almeno tre.
Mi faccia vedere come ha sistemato il resto.
L'inquilina di prima era una mia cara amica. Lo so, Terry me l'ha detta.
Davvero? Avete chiacchierato molto fra un bucato e l'altro, eh? Solo una volta.
Incredibile! Oh, com'è luminoso adesso!
Bella, quanto era pagata questa sedia?
Ma non ricordo bene, ma credo sia costata a gara.
Cosa fa suo marito?
Fa l'attore.
Lo dicevo, io ne parlavo con Romanieri, che uomo affascinante. Quale film ha
fatto?
No, film no, ha recitato in teatro, in Lutero, e in Nessuno ama un albatro, e
poi ha fatto molta televisione e radio.
Senta Rosemary, ho messo una bella bistecca di lombo a scongelare proprio
cinque minuti fa, perché? Non venite tutte e due a cena da noi, eh? Che mi
dici? Ma no, non è il caso.
Perché no?
No, davvero, molto gentile da parte sua, ma... Ci fareste un gran regalo, sa? È
la prima sera che siamo solida.
Ma è sicura che non disturberemo troppo?
Ma tesoro, se ci disturbaste non gliel'avrei chiesto. D'accordo, credo
che verremo senz'altro. Ne devo parlare con Guy, però, eh? Va bene, gliene parli
malaverto che se rifiuto mi offendo.
La sua posta!
Reclamo. Grazie.
Hanno dato la parte a Donald Baumgart.
Era una brutta commedia, consolati. Sì, la commedia era brutta, ma la parte era
molto importante.
È venuta la signora Castavette.
Ci voleva ringraziare per ieri sera.
È la persona più curiosa che abbia mai conosciuto. Ma lo sai che mi ha persino
chiesto il prezzo dei mobili? Non mi dire.
Ci hai invitato a cena stasera.
Le ho detto che ne avrei parlato con te, ma che quasi sicuramente saremmo andati.
No, tesoro, non vorrei mica andarci davvero, no?
Ma sono così soli.
Appunto, se cominciamo a frequentarli non ce ne liberiamo più. Ce li abbiamo
qui a parete.
Ma come si fa?
Le ho detto di sì.
Beh, non ci fare una tragedia.
Nessuna tragedia, solo che per una volta mi pareva... Eh, va bene, andiamo.
No, se non ti va... No, mi va, mi va. Ma no, non dobbiamo mica andarci per forza.
Davvero, tesoro, lo dico sul serio, credimi.
Sarà la buona azione quotidiana.
Ok, ma sai cosa ti dico, tesoro? Gli faremo capire che è soltanto per questa
sera e che poi ognuno se ne starà a casa sua, eh? Oh, che puntualità!
Accomodatevi, Roman sta preparando i cocktail. Come sono contenta di vederla,
Guy! Potrò dire a tutti di averla conosciuta quando non era ancora famoso.
Sentite, la cena non è ancora pronta. Accomodatevi un momento.
Dove volete? Là sul divano? Fate come se foste a casa vostra. Vi ho fatti un po'
troppo pieni questi bicchieri.
No, no, no, state comodi.
Di solito sono bravissimo, è la mia specialità, vero, Minnie?
Mi raccomando il tappeto.
Ma stasera temo di aver esagerato un po'. Ecco qua, spero che mi scuserete.
No, no, no, comoda, comoda.
A lei, signora Woodhouse.
Grazie. Signora Woodhouse.
Vodka Blash?
Sì, grazie. Non mi dica che non lo conosce? No, io no.
Deve essere squisito. Minnie, è di moda in Australia.
Allora, ai nostri ospiti, siate i benvenuti.
Grazie. Salute.
Il tappeto!
Mi dispiace. Il mio bel tappeto nuovo.
Che pasticcione quest'uomo.
Loro sono australiani?
Oh, no, no. Sono nato proprio qui, in New York City.
Ci sono stato, però.
Sono stato dappertutto, senza scherzi.
Non me ne un posto e io ci sono stato.
Coraggio, nomine un posto. Fairbanks, Alaska.
Ci sono stato, ho visitato tutta l'Alaska, sì.
Fairbanks, Juneau, Anchorage, Noom, Sitka, Seward. Ci sono stato nel 38 per
quattro mesi. E voi altri di dove siete? Ecco, io sono di Omaha, Guy di
Baltimore. Omaha è una bella città, è anche Baltimore.
Viaggia sempre per affari?
Sì, per affari e per svago. Ho 79 anni e vado in giro per il mondo dall'età di 10
anni. Nominate un posto e io ci sono stato.
La bistecca è pronta, ma bevete pure con calma.
Roma, prendi la pasticca.
Io dico che il Papa non metterà piede in città finché c'è lo sciopero dei
giornali. Vedrai che rimanderà il viaggio quando lo sciopero sarà finito.
Beh, è buona politica.
Sono cose che non digerisco.
Tutti quei costumi, quei riti, qualsiasi religione.
Ah, ma forse stiamo mettendo in imbarazzo Rosemary.
No, no. Non sarà mica religiosa, vero mia cara? Beh, io ho avuto un'educazione
cattolica, ma ora non so più. Però mi è sembrata a disagio.
Beh, in fondo è sempre il Papa.
Andiamo, credo che lei si lasci impressionare da tutta quella messa in
scena. Ecco che cos'è, ha indovinato proprio.
Se pensi a quello che spendono per tutte quelle palandrane.
Un quadro efficace dell'ipocrisia che si cela dietro la religione organizzata era
in Lutero.
Lei ha mai capitato di fare quella parte, Guy?
No.
Non era lei il sostituto di Albert Finney?
No.
Molto strano.
Ricordo che mi colpì molto un gesto che lei faceva, tanto che cercai il suo nome
nel programma.
Non capisco com'era. Ma ecco, adesso non le saprei dire, era piuttosto una
reazione. Ah sì, facevo un movimento con le braccia quando l'utero stava per
cadere, un gesto come per trattenerlo. Esatto, esatto, era un movimento
autentico, spontaneo. Andiamo via.
No, no, sul serio.
Mio padre era impresario teatrale.
La giovane ho conosciuto molto bene, la famosa Miss Fisch, Forbes Robertson,
Bogesca. Guy?
Sì, grazie.
Lei ha veramente un autentico grande talento, Guy.
Anche quando recita la televisione, si nota. Ha molta strada, glielo dico io.
E ci vuole naturalmente la buona occasione.
Cosa sta preparando di bello in questo momento?
Ecco, io sono in lizza per un paio di parti.
Bene, io sono sicuro che le otterrà.
Io mica tanto.
Quanto mi piacerebbe avere un orto.
In fondo sono una ragazza di campagna.
Viene da una famiglia numerosa?
Tre fratelli e due sorelle. Le sorelle sono sposate?
E hanno bambini?
Una ne ha due, l'altra quattro.
Ma allora vedrà che anche lei ne avrà tanti. Ah, in famiglia siamo prolifici.
Sa che ho in tutto sedici nipotini.
Mamma mia!
Lasci che lavi un po' io, lei può asciugare intanto.
Oh no, non importa cara.
Insomma Roma, vuoi smetterla di annoiare Guy con tutte quelle storie sulla
moggesca? Non vedi che ti ascolta solo per cortesia? No, no, no, mi interessa
molto signora Castavetti. Lo vedi? Minnie e Roman, diamoci del tu, ok?
Va bene.
Va bene.
Buonanotte, è stata una serata splendida, veramente splendida.
Buonanotte, cara, buonanotte. Grazie per la bella serata. È stata veramente
deliziosa, grazie a voi. Minnie! Minnie!
Bravo, così va bene.
Dio, che la bistecca. Sì, e la torta. Ma com'hai fatto? Ne hai mangiato in due
fette, era atroce. Per educazione, ecco come ho fatto. Sono educato io.
Hai visto? Tutti i piatti erano scompagnati.
E poi quella meravigliosa, stupenda argenteria. Se saremo buoni ce la
lasceranno in eredità.
Davvero.
Indovina che cos'hanno nel bagno.
Il bidet.
Barzellette da gabinetto. No. Sì, un libro appeso a un chiodo accanto alla
tazza.
Roman racconta delle cose veramente interessanti, però. Sa un sacco di
aneddoti su Forbes Robertson.
Domani sera ci torno e mi faccio raccontare qualche altra cosa.
Ci torni?
Sì, mi ha invitato. Mi dai una mano, per favore?
Ma domani non dovevamo stare con John e Dick? Era già fissato? Beh no, ma quasi.
Ci vedremo un altro giorno.
Se non te la senti puoi anche non venire, puoi rimanere a casa.
Sì, se non ti spiace farò così.
Ha conosciuto Harry Irving anche, ma ti dico io, è formidabile.
Perché avranno tolto i quadri dal muro?
Quali quadri?
I quadri, li hanno tolti tutti.
C'erano i chiodi e le sagome sul muro. L'unico rimasto attaccato non era al suo
posto. Non ci ho fatto caso.
Salve, cara. Non ti disturbiamo, vero? La mia cara amica Laura, Louise McBurr,
abita al dodicesimo. E questa, cara, è la moglie di Guy, Rosemary.
Salve, Rosemary. Benvenuta al drama. Ha conosciuto Guy ieri e voleva conoscere
anche te.
Possiamo entrare?
Sì, certo.
Coraggio, entra.
Guarda che gioiello è diventato questo appartamento.
Ma è proprio una bellezza.
L'hanno portato stamani. Ti senti bene, cara? Sembra un po' stanca. No, sto
bene. È il primo giorno del mio periodo e... E stai in piedi a trafficare. Io il
primo giorno avevo dei dolori tali da non potermi muovere. Non mangiavo
neanche.
Dan mi dava del zinco alla cannucera, l'unica cosa.
Oggi le ragazze sono molto più disinvolte. Sono molto più robuste di
noi. Grazie anche alle vitamine e ai progressi della medicina. Che cosa sono
quelle là? Fodere per il divano?
No, sono per i sedili sotto la finestra.
Senti, prima che me lo dimentichi, questo è per te da parte mia di Roman.
Per me?
È soltanto un pensierino, un regalo di benvenuto. Non c'è motivo. È molto
antico, ha più di 300 anni.
È delizioso.
Dentro c'è radice di tannis, è un'erba portafortuna.
È molto bello, ma io non lo posso accettare. L'ho già accettato.
Mettilo avanti.
Non ti preoccupare per l'odore, ci si abitua. Su, coraggio.
Ecco, brava.
Che ti ha raccontato? Altre storie interessanti?
Sì. E tu che cosa hai fatto?
No, niente.
Ho avuto un regalo.
Era di Terry.
È carino, è una cosa divertente.
Non lo vuoi portare?
Puzza. C'è dentro una radice di tannis, una delle sue erbacce.
Beh, non puzza tanto.
Nessuna vuole tannis.
Senti, se l'hai accettato, devi portarlo.
Pronto?
Sì, sono io.
Non si è ancora saputo com'è successo?
Oh mio Dio, è terribile, una cosa atroce.
Ma sì, certo.
Sì, sì, d'accordo.
Mi dispiace ottenerla in questo modo.
Ah, per questo dovete mettervi in contatto con il mio agente.
Alan Stone.
Sono sicuro che non ci saranno problemi, almeno per quanto mi riguarda.
Grazie a lei, signor Weiss.
Guy.
Che cosa c'è?
Donald Baumgart è diventato cieco.
Così all'improvviso, ieri mattina.
Oh no!
Adesso la parte è mia.
In che modo l'ho avuta.
Senti, io esco, vado a fare due passi. Sì, ti capisco, va pure.
Bomkart, Donald Bomkart.
La parte è importantissima, questa è l'occasione buona.
Gli hanno anche offerto una serie di originali televisivi.
Tutto un tratto, lo vogliono tutti.
Ora capisco perché sei così raggiante. Questo è un momento difficile per lui, è
una specie di banco di prova.
Hai ragione.
Tu sai come sono gli attori, sono tutti un po' egocentrici. Scommetto che
persino Lorenzo Oliver, evanesio e egocentrico.
La parte è difficile, dovrà camminare con le stampelle. E naturalmente è
preoccupato, è così... Insomma, è preoccupato.
Ho letto che avete avuto un altro suicidio nel vostro nido felice.
Ah, non te l'avevo detto.
No, chi era?
Quella ragazza di cui ti ho parlato, quella che si erano prese in casa i
nostri vicini, i Castavette. Ma sono sicura di avertelo detto, no? A quanto
pare non si è trovata tanto bene con loro.
Che carogna che sono.
Lo sai che sotto sotto mi preoccupavo che Baumgart recuperasse la vista? Non
te la prendere, è logico che tu ti senta combattuto.
Anche se devo restare mister Yamaka per tutta la vita, ti giuro che la pianto di
trascurarti così.
Non mi hai trascurato. Ma sì, invece, non ho fatto che pensare alla mia
carriera.
Facciamo un figlio, d'accordo?
Anzi, tre figli, una alla volta, si intende?
Un figlio, ci pensi?
Mamma, papà, pupù, che dici? Sul serio, Gai? Ma certo, sul serio, come no? Ho
calcolato anche quale sarà il momento buono, guarda.
Non stai mica scherzando, vero?
No, no, sono serissimo.
Oh, tesoro, per l'amor del cielo, non piangere. No, non piango, non piango.
Funzionerà?
Il fumo, il fumo.
Senti.
Stasera giuro che nessuno ha il caminetto acceso.
Non è meraviglioso?
Spero che avremo l'inverno più freddo del secolo.
Ah, Minnie.
Come va?
No, stasera no, non farla entrare. Ah, grazie.
La mia specialità. E stasera mi è venuta particolarmente buona.
Grazie, sono commosso. Come stai, Rosemary?
Eh, non c'è male.
Buonasera, eh.
Buonasera e grazie di nuovo, eh.
Bravo.
Bravo. Per stasera gliela abbiamo fatta. Visto?
Madame, Monsieur, sono serviti il dessert mousse au chocolat. O come dice
Minnie... La moscia al cioccolato.
Avevo paura che si piazzasse qui per tutta la sera. No, solo un pensierino
gentile. Dovete assaggiarla però, è la mia specialità.
È sempre piena di premure, non dovremmo prenderla in giro. Sì, hai ragione, hai
ragione.
È buona.
Ha uno strano sapore.
Sa come di gesso.
No, non mi pare.
È un'idea, tesoro, nessun sapore strano.
Invece sì.
Oh, andiamo. Quella povera vecchia ce l'ha messa tutta. Non mi piace.
Ma sei squisita.
Tieni, finisci anche la mia.
Beh, non la mangiare. Però non te ne va bene una, eh?
Ah, senti, Guy, se devi proprio farne una tragedia... Nessuna tragedia. Se non
ti va, lasciala. Mmm, è buonissima.
Ha un sapore delizioso.
Ti dispiace voltare il disco, per favore?
Ecco papà, me la merito una medaglia. Ne meriti due.
Scusa se ho fatto il prepotente. Ti perdono.
Sta facendo il giro completo dello... C'è il Papa allo Yankee Stadium!
Ora si avvicina al baldacchino in mezzo al campo.
Accidenti che follo! Ascoltate gli urli della folla. In tutti i posti che il
Papa ha visitato ha ricevuto un tipo di accogliente.
Come ha detto una suora oggi pomeriggio, forse abbiamo esagerato un po', ma è una
giornata eccezionale. È vero, è una giornata eccezionale.
Lì dovrebbero girare la pubblicità della Yamaha.
Ora vediamo un breve riassunto degli storici avvenimenti odierni. Paolo VI è
giunto stamattina alle 9.27 all'aeroporto.
Che ti succede?
La testa.
Troppo vino, eh?
E magari eri completamente a stomaco vuoto, vero?
Che bello. Ora devi fare una bella dormita fino a domattina.
Ma dobbiamo fare il bambino. Ma certo.
Sì, lo faremo domani. Ora cerca di dormire.
Sì, solo un po'.
Perché me lo vuoi togliere? Così stai più comoda.
Sto comoda, sto... Dormi, su.
Perché Hatch non viene con noi?
Solo i cattolici. Io preferirei non tener conto di certi pregiudizi, ma
purtroppo...
Piano, piano.
L'avete messa troppo in alto.
Il tifone!
Il tifone!
Ha ucciso 55 persone a Londra! Ora viene verso di noi!
È meglio che lei scenda da basso.
E sveglia, ci vede? No, non vede, ha mangiato la moscia, non vede, non sente,
com'è morta, ora canta.
Ho saputo che non sta bene, mi dispiace.
È stato per via di quel sapore.
Sarebbe meglio farsi legare le gambe, in caso di convulsioni.
Sì, forse è meglio.
Forse, forse è l'avvelenata.
Se le dà fastidio la musica, lo dica. Possiamo toglierla.
Oh, no, no.
Per favore, non cambiate programma per colpa mia.
Cerchi di dormire.
Noi aspettiamo di sopra, sul posto. Conte.
Questo non è un sogno. Io non sto dormendo.
Ho saputo che siete stata morsa da un topo.
Sì, ed è per questo che non sono potuta venire dalla... Sì, capisco. L
'importante è che ora siate guarita.
Sono perdonata, padre.
Ma certo.
Sono le nove passate.
Cinque minuti. Devo essere da Alan alle dieci.
Mangia fuori. Nemmeno per sogno.
Che ore sono?
Le nove e dieci.
A che ora mi sono addormentata? Non ti sei addormentata, sei svenuta.
Cerca di fare attenzione a quello che bevi, o cocktails o vino d'ora in poi.
Che sogno ho fatto.
Non ti arrabbiare, me le sono già tagliate.
Vuoi dire che... Lo volevamo il bambino, no?
Avevo le unghie un po' lunghe. Mentre ero svenuta.
Beh, è un po' macabro, ma abbastanza divertente.
Nel sogno qualcuno mi violentava, ma non un uomo, un essere non umano. Ah,
ti ringrazio.
Ma che ti prende?
Nulla.
Dovevamo farlo assolutamente stanotte. Ma perché proprio stanotte?
Stamattina o stasera era lo stesso, non era mica una questione di ore. Beh, ti
dirò, avevo un po' bevuto anch'io.
Oh, salve, cara. Mi è piaciuta?
Sì. Non ci avevo messo un po' troppo crema di cacao, vero? No, no, no, era
squisita. Anzi, dovresti darmi la ricetta.
Sì, certo.
Ah, senti, vai a fare la spesa. Mi fareste un piacerino, cara? Comprami sei
uova, un pacchetto di caffè e poi ti darò i soldi. D'accordo. Ciao, cara.
Credo che dovremmo parlare un po' noi due.
Di che cosa?
Ma ti rendi conto che non mi guardi nemmeno più?
Ma che stupidaggini dici? Certo che ti guardo.
E invece no.
E invece sì.
Avanti, che cosa c'è che non va?
Niente, lascia perdere. No, no, parliamone, che cosa c'è?
Niente.
Senti tesoro, forse sono stato un po' troppo preso dalla parte, è molto
importante, tutto qui.
Ma io ti amo, lo sai.
Dovevano venirti venerdì.
Dici?
Beh, sarà stanotte o domani. Vuoi scommettere?
Certo. Un dollaro? Ok.
Tanto perderai. E piantala per piacere, che già sono nervosa. Per due giorni di
ritardo.
Quando lo saprò?
Appena avrò i risultati le telefonerò.
Comunque è meglio fare una visita generale.
Per ogni evenienza.
È stata Alice Dunstan a farmi il suo nome, dottore. Ah sì? Come sta? Sta
bene. I bambini sono splendidi. L'ha sempre assistita lei?
No, solo per l'ultimo.
Prepari un emocromo. Sì, dottore.
Siamo stati a vedere gli spaziali. Ah, davvero?
Lei è piaciuto? Sì.
Bene.
Pronto? Signora Goudaus?
Il dottor Hill?
Congratulazioni. Sul serio?
Sul serio.
Pronto, signora?
Sì. Che cosa devo fare?
Niente di speciale. Si faccia vedere il mese prossimo. Intanto prenda le pillole
che le ho dato, una al giorno. Il modulo per la clinica l'avrà per costa.
Quando nascerà?
Grosso modo intorno al 28 di giugno.
Mi sembra così lontano.
Infatti. Già. Ah, un'altra cosa signora, dovremmo fare un altro prelievo. Sì,
certo.
Perché? L'ipermiera non ne ha preso abbastanza, può passare in qualsiasi
momento. Ma che sono incinta è sicuro? Ma certo, è soltanto perché vorrei farle
la glicemia, per maggior sicurezza, ma è incinta, sia tranquilla.
D'accordo, allora passerò a lunedì. Benissimo.
Mi raccomando le pillole. Sì, non dubbi. Arrivederci, signora. Arrivederci,
dottor Hill.
Analisi del sangue.
Che cos'è?
Oh!
Formidabile, è splendido.
Papà.
Mammina.
Guy, Guy, ascolta, da oggi ricominciamo tutto da capo, vuoi?
Dobbiamo essere più leali, più aperti. Finora non lo siamo stati abbastanza.
È vero, sono stato maledettamente egoista. Di guaio è tutto qui.
Ma Turco, lo sai che ti amo, vero?
Ti amo, giuro su Dio che ti amo, e d'ora in poi io non... Un po' è stata pure
colpa mia. No, è solo mia. Tu cerca di sopportarmi e io farò il possibile,
capito? Oh, Guy.
Che c'è?
Bel modo di comportarsi per due genitori.
Ehi, lo sai che cosa faccio adesso?
Cosa? Lo dico a Minnie e a Roman.
Ah, beh, lo so, lo so, che... Dovrebbe essere un nostro dolcissimo segreto,
ma... Tanto glielo ho detto, che ci eravamo decisi.
Erano così contenti.
Diglielo.
Vado al porno, eh?
Un altro prelievo di sangue.
Questa sì che è una buona notizia.
Oh, tesoro, congratulazioni.
Grazie.
Tanti cari auguri, Rosemary. Grazie infinito. Non puoi immaginare quanto
siamo felici. Non avevamo champagne a casa, ma credo che questo vada bene lo
stesso. Io quando all'evento, cara.
Ah, verso la fine di giugno. Non vedo l'ora che arrivi. Senti, cara, hai un
buon ostetrico? Sì, veramente bravo. Uno veramente eccellente, un nostro
carissimo amico, Hebb Saperstein.
È di casa nella migliore società. Hebb Saperstein, ah, non c'è dubbio, è uno
dei migliori del paese. Non teneva una rubrica alla televisione un paio d'anni
fa? Esatto.
Pro?
Ma come faccio con il dottor Hill? Non ti preoccupare, gli inventerò qualcosa
io. Mi conosci, no?
Non ti permetteremo di metterti mano a un dottor Hill qualsiasi. Per queste
cose bisogna puntare al meglio. Cara, dove avete il telefono, eh? Di là, in
camera da letto. È un uomo brillante, molto sensibile.
Ro, siediti, siediti, siediti. Sto benissimo.
Eve? Sono Minnie.
Bene, grazie.
Senti, Eve, una nostra cara amica ha saputo oggi di essere in attesa.
Sì, appunto, sono da lei adesso, certo, certo. E le ho detto che tu l'avresti
vista volentieri, naturalmente venendo all'incontro sull'onorario.
Aspetta un momento.
Rosemary, domattina alle 11, puoi? Va bene.
Benissimo. Sì, alle 11 va bene.
Sì, ti ringrazio.
No, no, no, no, niente affatto.
Speriamo bene.
Arrivederci.
Bene, ecco... Sei un tesoro, Minnie.
Davvero, non so proprio come ringraziarti. Pensa solo ad avere un bel
bambino e nient'altro.
Io corro subito a dirlo a Laura Louise.
Per favore, non ditelo a nessun altro per il momento. Ha ragione, ci sarà
tanto tempo.
Allora, che sia sano, forte e bello.
Evviva! Evviva!
Andy.
Susa!
E soprattutto non legga libri. Non se ne ricava niente di utile, è solo teoria
quella dei libri.
E non dia ascolto alle amiche.
Non esistono due gravidanze uguali.
Il dottor Hill mi aveva prescritto delle vitamine. Niente pillole.
Minnie Castaveta ha un erbario.
Le dirò io come prepararle ogni giorno qualcosa che sarà molto più sano e ricco
di vitamine di qualsiasi pillola in commercio.
Per qualsiasi dubbio sono a sua disposizione.
Telefoni a me, non a sua zia. Io sono qui per questo.
Che c'è dentro?
Bottoni, chioccioli e code di lucerte.
Ottimo, ma se volessimo una femmina? Vuoi una femmina?
No, mi piacerebbe che il primo fosse un maschio. Beh, allora bevilo.
No, su serio, che c'è messo?
Rosso d'uovo, gelatina e erbe.
E radice di tannis? Solo un pochino, assieme all'altra roba.
Non fare il violento, Harry.
Se vuoi fare lo stupido, sia uno stupido tranquillo.
Bastatele per conto tuo.
Lascia in pace tua moglie.
Io sono un povero paralitico.
Chi hai fatto?
Sono stata Davide Al Sasson.
Che capolavoro, ti è costato molto?
Guy, ho un dolore.
Dove?
Qui. E quando ti è venuto?
È da lunedì.
Un dolore acuto.
Gliel'hai detto a Saperstein?
No, ci deve andare mercoledì. Ma è assurdo, perché non si è andata subito
da Saperstein? Perché non gli hai telefonato? Tanto lo devo vedere
mercoledì.
È una reazione dovuta all'assestamento del bacino, con l'aspirina le passerà.
Avevo tanta paura che fosse una gravidanza extrauterina.
Extrauterina? Le avevo raccomandato di mettere da parte i libri. L'ho letto
mentre ero dal parrucchiere, sai. E si è subito agitata.
Mi raccomando che non succeda più, promesso? Va bene, promesso. In un paio
di giorni starà benissimo.
Gravidanza extrauterina.
Come mi sento brutta.
Ma che vai dicendo?
Stai benissimo.
È quella pettinatura che ti sta male.
Vuoi che ti dica la verità?
Questa volta hai proprio sbagliato.
Mio Dio.
È di Vidal Sasson. Va molto ore. Cosa c'è che non va?
Mi trovi molto giù.
Torribilmente. Non farei mica una di quelle orribili diete zen?
No. E allora che c'è? Sei stata da un dottore?
Ah, tanto vale che te lo dica. Sono incinta.
Oh, sciocchezze. Le donne incinte ingrassano, non dimagrano.
Ma sai, soffro di insonnia.
Ho le articolazioni un po' rigide, quindi ho dei dolori. Ma niente di
grave.
Beh, congratulazioni.
Sarei contenta, immagino. Ah, sì, molto.
E anche Guy.
E chi è il tuo ostetrico?
Abraham Sapirstein.
Ah, ha assistito due volte mia figlia. È uno dei migliori ostetrici. Quando ti ha
visto l'ultima volta?
Ieri. Che ha detto?
Ha detto che va tutto bene.
Quanto sei dimagrita?
Cerca un chilo e mezzo. Non ci credo, sei dimagrita molto di più.
Ma è normale dimagrire un po' all'inizio. Più in là ingresserò.
Sarà.
Certo, il dottor Sapistein saprà quello che dice. Almeno dovrebbe, dato l
'onorario. Ma a me fa un prezzo speciale, sai. È molto amico dei nostri
vicini. Vado io. No, no, no, sta comodo. Mi fa bene muovermi un po'.
Ah, stavo proprio parlando di voi.
Spero in modo positivo.
Hai bisogno di niente, sto uscendo. No, grazie comunque.
Gai è tornato? No, non tornerà prima delle sei.
C'è un nostro amico di là.
Entra un momento, te lo presento. No, lascia perdere, non vorrei disturbare.
No, no, ti pare, entra.
Questo è Roman Castavet, Edward Hutchins. Come sta?
Molto lieto di conoscerti. Stavo dicendo ad Hatch che siete stati tu e Minnie a
mandarmi dal dottor Sapirstein. Ah, così Rosemary le ha dato la buona notizia,
eh? Sì, infatti. Ora deve stare attenta e riguardarsi bene.
A me sembra troppo dimagrita, non le pare?
Sì, forse un po', ma direi che è una cosa normale nei primi mesi. Avrà tutto
il tempo di ingrassare, magari anche troppo. Lo dice? Prego, accomodatevi.
La signora Castavette mi fa bere ogni giorno un decotto preparato con le sue
erbe. Sempre secondo le prescrizioni del dottor Saperstein.
Le dirò che lui è molto scettico sull'efficacia dei prodotti vitaminici
che sono in commercio. E come mai? Tutti i prodotti in commercio devono essere
rigorosamente controllati. Anche questo è vero. Purtroppo i medicinali restano
per mesi in una farmacia e perdono gran parte della loro efficacia originaria.
Non ci avevo pensato. E poi è sempre meglio servirsi dei prodotti naturali.
Del resto, quando non c'erano le vitamine, scommetto che le donne
masticavano tutte radice di tannis.
Radice di tannis? Sì, è una delle erbe che mette nel decotto.
Credo sia una radice o un'erba, non so. Ma sei sicura? Non vorrei dire radice di
iris. No, no, tannis.
È qui dentro.
Porta anche fortuna.
No, quel poco che si vede non pare una radice. Piuttosto una muffa, una specie
di fungo.
Non ha per caso qualche altro nome? Non ho che io sappia, no.
Tannis, voglio guardare sull'enciclopedia.
Questo comunque è un bellissimo ciottolo. Vero, me l'hanno regalato
loro. Lei e sua moglie, a quanto pare, hanno un'infinità di premure per
Rosemary. Ci siamo subito affezionati a lei e al suo marito. Ora, scusatemi, ma
devo andare.
Mia moglie mi sta aspettando. Lieto di averla conosciuta. Oh, non ti
disturbare, Rosemary.
Noi ci rivedremo, ne sono sicuro.
Mi sono accorta soltanto ora che ha le orecchie forate.
Orecchie perforate e occhi perforanti.
La moglie com'è?
È curiosa, buffa.
Gai ci ha fatto subito amicizia. Chissà, forse perché ha sempre sentito la
mancanza dei parenti.
E tu?
Io? Io non so. A volte la loro eccessiva premura mi disturba.
Ehi, ma che sorpresa! Come stai? Che piacere vederti. Sei tu la sorpresa, hai
già finito? No, cambiano il testo, hanno interrotto la prova.
Stai comodo, non ti muovere.
Lo vuoi anche tu il caffè? Magari.
Ecco qui.
Così ti devo fare le congratulazioni. Hai sentito che bella notizia? E quando
dovrebbe nascere? È alla fine di giugno.
Ma lo sai che il dottor Sapirstein ha assistito anche la figlia di Hatch?
Davvero? Ho conosciuto il vicino.
Roman Castavet. Che te ne pare? Un po' stravagante, hai visto?
Guy, ti eri mai accorto che ha le orecchie bucate? Vuoi scherzare? No, sul
serio, l'ho vista.
Ma lo sai che è un secolo che non ci siamo visti, Hatch? E che io con le
prove, Rosemary nel suo stato...
Non vediamo più nessuno. Perché non ceniamo insieme a una di queste sede?
Già te ne vai?
Grazie del caffè, mia cara.
Grazie a te della visita.
No, questo non è mio, deve essere il tuo.
Ah sì, infatti è il mio.
Avete già pensato al nome o è troppo presto? Andrew o Douglas se è maschio,
Belinda o Sara se è femmina. Sara? Che fine ha fatto Susan?
Ne ho solo uno, guarda se trovi l'altro.
Non lo vedo, Hatch. No, qui non c'è.
L'avrò lasciato al city center.
Adesso ci faccio un salto.
Allora, siamo d'accordo per la cena? Certo. In settimana.
Arrivederci. Arrivederci.
Ciao. Arrivederci.
Bella sorpresa.
Sai che cosa ha detto?
Cosa? Che sono molto giù.
Il caro vecchio Accio porta allegria dovunque va.
Scendo a prendere il giornale.
È un menagrammo di professione.
Ma no, che menagrammo di professione? Va bene, un ottimo dilettante se
preferisci.
Pronto?
No, non si sente... si sente poco bene.
Beh, credo stia già dormendo.
Però non vorrei... Beh, forse sì. Non si sentiva bene.
D'accordo. Vuoi aspettare un momento?
E Hatch ti vuole parlare.
Gli ho detto che stava riposando, ma ha insistito.
Senti, cara, quando è che potrei vederti?
Beh, non so, quando vuoi, Hatch, perché?
Preferirei vederti fuori, domattina alle 11 davanti al Time Life, ti va?
Sì, come vuoi tu.
Ma non puoi dirmi di che si tratta?
No, ne parliamo a voce, possiamo pranzare insieme se vuoi.
Sì, con molto piacere. Bene, allora alle 11. Ok.
Ah, l'hai trovato poi il guanto?
No, non l'ho trovato.
Buonanotte, Rosemary, dormi bene. Anche tu, buonanotte.
Che voleva?
Non so, mi vuol parlare.
Di che cosa?
Non lo so, non ha voluto dirmelo.
Da quando scrive libri di avventure gli ha dato di volta il cervello.
Dove dovete vedervi?
Davanti al Time Life, domani mattina alle 11.
Sai che ti dico, tu sei incinta e le voglie vengono a me. Vado a prendermi un
gelato, tu lo vuoi?
Grazie, portamelo.
Vaniglia? Ok.
Ok.
Ciao, Minnie, senti, sto uscendo, non posso prendere la bibita alle 11. Oh,
non importa, cara, la prendi dopo. Mi suoni quando torni, eh?
Per favore, dolore, vattene, non voglio più saperne di te.
Sì? Vorrei parlare con Edward Hutchins. Chi parla, prego?
Sono Rosemary Woodhouse. Avevo un appuntamento col signor Hutchins. È in
casa?
Pronto? È all'ospedale da stamattina.
All'ospedale?
Sì, proprio così.
È in coma all'ospedale St. Vincent.
È terribile. Io gli avevo parlato appena ieri sera, verso le dieci e mezza. Con
me ha parlato alle undici.
Lei chi è?
Sono Grace Cardiff, un'amica di Hachi. Ma a lei hanno detto di che si tratta? I
medici non si pronunciano. Non ha ancora ripreso conoscenza.
Oh mio Dio.
Vado adesso all'ospedale.
Se posso fare qualcosa... No, grazie.
Auguri. Arrivederci.
Oh, cara, sai, mi sono detta, mentre Rosemary è fuori, approfitto di uscire
anch'io e faccio qualche spesuccia per Natale. E guarda chi vado a incontrare,
non è straordinario?
Oh, tesoro, ma che cos'hai, non ti senti bene?
Oh, povera piccola, sai che ti dico? Sarà meglio tornarcene a casa, non
credi, cara?
No, no, tu devi fare le tue commissioni. Oh, sciocchezze, mancano due settimane.
Le passerà prestissimo.
Dottore, è come una morsa che mi stringe ogni giorno di più.
Generalmente questi disturbi capitano alle donne anziane per mancanza di
elasticità. Ma non me la sento più nemmeno di uscire. Non ne ha bisogno.
Manca un minuto solo!
Rosemary, cara, ti presento il dottor Shand. È stato un famoso dentista. La
catena del tuo amuleto l'ha fatta lui. Ah, molto lieto.
Su, andiamo tesoro. Mettiti questo.
Ecco, stai benissimo. Vieni, vieni con me. Mini, mini. Grazie, caro. Buon anno.
Buon anno. Buon anno e auguri. Buon anno.
Allora, al 1966,
all'anno 1.
Che diavolo stai facendo?
Preparo il menu.
Voglio dare una festa quest'altra settimana.
Per i nostri vecchi amici, cioè i nostri giovani amici, Minnie e Louise non sono
invitati. E neanche Laura Louise, né il dottor Saperstein.
Per partecipare alla festa bisogna avere meno di 60 anni.
Per un momento ho creduto di non essere invitato. Oh, certo che lo sei, e come.
Avremo anche un barman.
Ah, bene.
Ma credi che sia una buona idea?
Credo che sia la più bella che abbia mai avuto.
Non ti pare che dovresti consultarti col dottor Saperstein prima?
Perché? Io voglio solo dare una festa, non voglio mica attraversare la manica.
E quel tuo dolore?
Non hai sentito il dottore?
Scomparirà fra un giorno o due.
Oh, che stai facendo di bello?
Ho invitato degli amici sabato prossimo. Ah, brava, ma te lo senti? Sì, certo,
sono vecchi amici che non vedo da tanto tempo.
Devo ancora dargli la bella notizia. Eh, allora conta pure su di me, ti darò una
mano per i rinfreschi. No, ti ringrazio, mini, ce la farò da sola. Sai, preparerò
un buffet freddo e ci sarà un barman, quindi... Ah, allora non hai proprio
bisogno di me?
No, sul serio, tu fai già tanto per me, anche troppo.
Oh, se cambi idea fammelo sapere. Bevi adesso, su.
Preferirei di no.
Non in questo momento.
La prenderò fra un po'. Vada che se aspetti troppo si sciupa. No, no, sta
tranquilla. Ma tu va adesso, poi il bicchiere te lo riporterò io. No,
aspetta, perché vuoi disturbarti? No, vai, ti prego. Se qualcuno mi osserva
mentre cucino mi innervosisco.
A casa ora, via. Mi raccomando, non tenerla troppo lì, eh. Si sciupa. Sì.
Pagliacca sorgnona, congratulazioni. Grazie.
Congratulazioni. Grazie. Ehi, Rosy.
Cosa? Bobby e Lee sono incastrati a un'altra festa, cara, ma verranno senz
'altro. Ah, va bene.
Rosy, che fortuna, è una casa favolosa.
Sì, vero.
Che belle.
Sei magra come una ciuva.
Ti fanno patire la fame, eh?
Adrian Marcato, ha abitato qui? Sì, e anche le sorelle Trench. Le sorelle
Trent? Trench, quelle che mangiavano i ragazzini.
Sì, è vero, se li pappavano proprio i ragazzini.
I primi li faccio forti, per mettere allegria, poi li alleggerisco, eh?
Rosy, ti senti bene?
Hai l'aria un po' stanca.
Grazie per l'eufemismo.
Come ti sei trovata con Hill, non è straordinario?
Ma sai, veramente non ci sono andata più.
E perché?
Adesso sono in cura dal dottor Saperstein, mi trovo bene.
Ah, congratulazioni papà. Grazie, roba da ragazzi. Però porto questi, va bene?
Sì, per favore. Hai visto che bei fiori? Sì.
Elise, mi daresti una mano?
Ah sì, aspetta.
Ehi, se hai saputo più niente di quel poveretto, è ancora cieco. Donald
Bonger? Ehi, non lo sapete chi è? Quel ragazzo che sta con Zoe Piper. Ah, è
quello? Già, sta scrivendo una commedia. Ma è ancora cieco, poverino. Scusatemi,
sta passando le pene dell'inferno. Cerca di abituarsi. Eh sì, lui detta e Zoe
scrive. Ma ci pensate al coraggio di quell'uomo?
Sono appena pochi mesi che è cieco.
Ti senti bene?
Sì.
Mi è preso come un crampo per un attimo. Non fare così. Non è niente, le fa bene.
Lasciatela piangere.
Sfogati, è meglio, non è niente.
Siediti, tesoro.
Ehi, lasciatemi entrare.
Voglio parlare con Rosemary. Non puoi adesso, ha da fare.
Devo lavare questi bicchieri.
Su, va nel bagno.
Ho paura che succeda qualcosa al bambino. E tanto che hai questi dolori?
Da novembre. Da novembre? Cosa? Ma come? Stai male
da novembre e il tuo medico non ti ha dato niente?
Ha detto che passerà.
Scusa, ma perché non senti un altro medico? No, perché è bravo.
Devo avere fiducia.
A sentire te, francamente, direi che è un pazzo.
Rosemary... È chiaro che se hai questi dolori da novembre, qualcosa non va.
Torna dal dottor Hill.
O senti qualcun altro oltre quel pazzo.
Non puoi continuare a soffrire così.
Io non voglio, non voglio abortire. Ma nessuno ti dice che devi abortire.
Consulta solo un altro dottore, è tutto qui.
Su, cominciamo a mettere in ordine.
Gai. Sì?
Io torno da dottor Hill lunedì mattina.
Il dottor Sapiestain o mi racconta frottole oppure... oppure, non so, è
impazzito.
Tutto va bene e io invece continuo a avere i dolori. Rosemary.
E non ditemi più di bere quell'intruglio di Minnie.
Voglio vitamine in pillole, come tutti gli altri.
Io non l'ho più bevuto da tre giorni. L'ho buttato via.
Che hai fatto?
Sì, mi sono fatta da bere io.
Questo ti dicevano quelle puttane delle tue amiche?
Erano questi i loro consigli?
Non chiamarle puttane. Ma sono un bando di luride puttane, idiote. E vorrei
tanto che si facessero i fatti loro.
Mi hanno detto soltanto di sentire qualcun altro.
Sapristain è il migliore ostetrico di New York. Sai chi è il dottor Healy
invece? È un illustre sconosciuto, una nullità.
Sono stufa di sentir magnificare Sapristain. Adesso basta.
Così dovremmo pagare Sapistan e dovremmo pagare Hill. Abbiamo i soldi da buttare
noi. Ma chi, chi vuole cambiare? Sarò libera di sentire l'opinione del dottor
Hill oppure no?
No, non sei libera, no.
Voglio dire, non sarebbe leale verso Sapistan.
Non è leale?
Soltanto questo sai dire? Non ti preoccupi di quello che è il mio bene.
Se vuoi l'opinione di un altro...
Dillo a Safestan e lascia che lui ti consigli. No, no, io voglio il dottor
Hill. Ma scusa, cara, ci vuole un po' di... Se tu non puoi pagarlo, guarda che
io... Prova.
Rosemary, che c'è?
È passato.
Cosa?
Quel dolore, tutto un tratto. È passato? Sparito.
Che ci hai messo in quello che hai bevuto?
Uova, latte, zucchero.
Che altro?
Che altro?
Rosemary, per amor di Dio, dimmi che cos'altro ci hai messo.
È vivo.
Gai, si muove.
È vivo, sta bene.
Senti.
Sì, sì, lo sento.
Non aver paura, non guardi lì. È magnifico, è magnifico.
E quanti calci tira.
È vivo, sapete.
Io, io faccio un po' di ripulistico.
Attenzione ai muri, eh?
No, nulla.
In centro.
Ok, ragazzi, tenete, alla salute del bambino. Grazie mille. Grazie.
Salve. Salve.
E quella che è?
È la valigia per la clinica.
Ma tesoro, mancano tre settimane.
Sì?
Pronto, signora Cardi?
Oh mio Dio.
Oh mio Dio.
Certo, verrò senz'altro.
Adge è morto.
Ho tanto rimorso, ci eravamo dimenticati di lui.
Arrivederci. Ci vediamo.
Grazie.
Arrivederci. Chiedo scusa, sono la signora Woodhouse.
Conoscevo suo padre. Oh, lei è Rosemary.
Sono tanto addolorata. La ringrazio. Questa è mia sorella Edna. Molto lieta.
Molto lieta. E questo è mio marito. Molto piacere. Sono arrivata un po'
tardi. Mi scusi. Sì?
Sono Grace Cardiff. Oh, speravo tanto di incontrarla. Grazie per la telefonata.
Volevo mandaglielo per posta, poi ho pensato che l'avrei vista. Che cos'è? Un
libro.
Hatch verso la fine ha ripreso conoscenza e ha parlato di lei.
Si rammaricava per l'appuntamento. Ah, sì?
Si è raccomandato tanto al dottore di consegnarle il libro che era sulla sua
scrivania. Grazie.
Ha detto di avvertirla che il nome è un anagramma. Il titolo del libro?
Non saprei.
Nel delirio era molto difficile capirlo.
Ti ha sentita entrare, non è stata una cosa lunga? Ho fatto tardi, non ho
trovato un taxi. Oh, che peccato.
Oh, è già arrivata la posta?
Me l'hanno regalato.
Da, te la reggo io.
Un libro?
Oh, ma io lo conosco questo indirizzo, ci abitavano in Gilmore.
Eh sì?
Sì. Oh, ci sono stato un sacco di volte.
Grace, che bel nome, mi piace molto.
Già. Sì.
Hai bisogno di nulla? Di nulla, grazie. Va a fare un pisolino? Sì, adesso ci
vado. Brava, riposati.
Nato a Glasgow nel 1946,
si trasferì presto a New York e visse per molti anni negli Stati Uniti. Fu
assalito dalla folla davanti al Pram.
Davanti, non nell'androne.
Ma queste cose non esistono, non sono vere.
Non è una nagra.
Non vuol dire proprio niente.
Povero Mac.
Perché hai chiuso?
Cosa c'è?
Ti senti male?
No, sto bene.
Grazie. Sei stata al funerale?
Certo. Ho comprato quella camicia che ti avevo detto.
Sai, quella reclame sul New Yorker.
Bravissimo.
Lo sai chi è veramente Roman? Come sarebbe?
È il figlio di Adrian Marcato. Ma che dici?
Vieni qui, voglio farti vedere una cosa.
Roman Castavet e Steven Marcato, un anagramma.
Me lo ha mandato Hatch.
Ecco.
Guarda qui.
È lui quando aveva 13 anni.
Vedi gli occhi?
Una coincidenza. Nella stessa casa.
E senti, senti qui.
Poco tempo dopo, nell'agosto del 1886, nacque il figlio Stephen.
1886, quindi avrebbe 79 anni ora.
Non è una coincidenza.
No, forse no.
Però Stephen è marcato, e con questo...
Povero vecchio, con un padre pazzo come quello non mi meraviglio che si sia
cambiato nome.
Tu non credi che sia come il padre?
Per le arti magiche?
Stai scherzando, non dire sciocchezze tesoro.
Il padre è un martire per loro.
Lo sai com'è morto? Ma amore, siamo nel 1966.
Questo, questo è stato pubblicato nel 1933.
C'erano delle congreghe in Europa. È così che le chiamano le loro adunanze.
Congreghe in Europa, in America e in Australia.
E ce n'è una anche qui. Quelli che conosciamo. Ora capisco il senso di
quelle serate. Quel flauto, quelle cantilene. Sono sabba e treggenda.
Tesoro, non fare l'isterica, eh? Leggi, leggi quello che fanno, Gai.
Usano il sangue per i loro riti. E il sangue che ha più potere è quello di
bambini. E non usano soltanto il sangue, sai, usano anche la loro carne. No,
Simeri, per l'amor di Dio.
Non ci metteranno più piede in casa mia. E il bambino, il bambino non lo vedranno
neppure da lontano, lo giuro. Sono poveri vecchi, con un gruppo di amici
centrati. Quel dottor Schande suona il flauto qualche volta e loro... Comunque
io non voglio correre rischi per il bambino. Facciamo le valigie e ce ne
andiamo.
Neanche per solito. Invece sì.
Ne riparleremo dopo.
Smetti di leggere quella roba, per favore.
Ma non adesso, tesoro.
Guarda come ti tremano le mani. Su, dallo a me, non finirei domani. Gai!
Dammelo, ho detto.
Su, dammelo.
Fantastico, è veramente fantastico, come ha detto Machado.
Marcato. Fantastico. Una volta mi disse che il padre era importatore di caffè. A
Guy ha detto che faceva l'impresario. Averlo come vicino di casa non deve
essere piacevole per lei.
Non voglio più avere niente a che fare con lui, né con Minnie. Non voglio
correre il minimo rischio per quello che riguarda la sicurezza dei bambini.
Assolutamente, ogni madre lo penserebbe così.
Lei non pensa che Minnie abbia potuto mettere qualcosa di nocivo in quelle
bevande che mi preparava?
No, Rosemary, stia tranquilla, me ne sarei accorto. Non accetterò più niente
da lei. Non sarà necessario.
Le darò delle vitamine in pillole per queste ultime settimane.
Questo, in un certo senso, farà comodo anche a Minnie e a Roman.
Che intende dire?
Roman è malato.
Anzi, in confidenza le dirò che le sue condizioni sono disperate.
Non ne avevo idea.
Desiderava tanto rivedere le città che gli sono più care, ma non voleva
offenderla partendo prima della nascita del bambino.
Mi dispiace sentire che Roman non sta bene. È meglio che non sappia quello che
lei ha scoperto.
Facciamo così. Le consiglierò di partire domenica. Dirò che ho parlato con lei e
che lei capisce.
Ma lei è proprio sicuro che partiranno?
Se fidi di me.
Ovunque saremo, il nostro pensiero sarà sempre accanto a te, mia cara.
E quando torneremo ti ritroveremo felice e snella con il tuo maschietto o la tua
femminuccia fra le braccia.
Grazie, vi ringrazio di tutto. Di a Guy che ci mandi subito tutte le fotografie,
capito? Tranquilla.
Non ti faccio gli auguri perché non ne hai bisogno.
Sarà tutto bene e sarai molto felice.
Fate buon viaggio e tornate presto. A presto, Minnie.
Ma chissà, chissà che non resti a Lubrovnik o a Pescara o forse a
Mallorca. Non so ancora, poi vedremo. Ciao, Gaia. Ciao, Minnie.
Ciao, Guy.
E ciao, Roman. Fate buon viaggio, scriveteci. Ciao, Guy, ciao.
Aeroporto Kennedy, linea EKLM.
Ciao. Arrivederci.
Ciao. Arrivederci.
Oh, finalmente.
Dov'è il mio libro?
Ah, l'ho buttato via, tesoro.
Che hai fatto?
Era assurdo che tu continuassi a montarti la testa.
Che hai?
Me lo aveva lasciato Hatch, era un ricordo per me.
Scusami, non ci ho pensato. È molto brutto quello che hai fatto. Mi
dispiace, ma non ho proprio pensato ad Hatch.
Ehi, stia attenta, signore!
Da allora è stato stabilito che la forza mentale combinata di tutta la congrega
poteva accecare, far diventare sorda e infine uccidere la vittima prescelta.
Secondo la tradizione si riteneva fosse necessario il rapporto diretto con la
vittima e il maleficio veniva realizzato tramite un oggetto personale della
vittima stessa.
Sì?
Parlo con Donald Baumgart. Sono io.
Sono Rosemary Woodhouse, la moglie di Guy Woodhouse. Oh, sì.
Io volevo... Eh, dico, lei deve essere una donna piuttosto felice, eh?
Appartamento al Bramskere di la Key. Senta, volevo sapere come stava. Ha
avuto qualche miglioramento? Oh, che Dio la benedica.
La moglie di Guy Woodhouse, eh? Ma sto benissimo.
Ho rotto solo sei bicchieri oggi.
Io... Io e Guy non ci sappiamo rassegnare all'idea di dover...
La nostra fortuna ha la sua disgrazia.
Ah, al diavolo.
La vita è questa, non è parecchio. Mi spiace di non essere venuta anch'io
quando Guy venne a trovarla.
A... a trovarmi?
No, no... Lei vuole dire quando mi invitò a cena, eh? Sì, proprio quel
giorno. Già.
A proposito, Guy deve restituirle qualcosa, lo sa?
Non capisco.
Non...
Non ricorda? No.
Ma non ha perduto qualcosa quel giorno?
Ma... non vorrà... non vorrà mica dire la mia cravatta?
Sì.
Beh, sì, lui prese la mia e io la sua.
Ve la restituirò, se vuole. Sì, figuri. Tanto ormai mi è indifferente il colore
delle cravatte.
Non riuscivo a capire perché Gai avesse una sua cravatta.
Gliel'ho detto, facciamo a cambia.
Pensava che me l'avesse rubata.
Ora la devo lasciare. Volevo... volevo soltanto sapere se c'era stato qualche
miglioramento. No, nessun miglioramento.
Auguri. La ringrazio.
Non sono mica cominciate le doglie? No, ma devo vedere il dottore, è molto
importante. Beh, deve andare via alle 5, c'è prima la signora Byron.
Ma riceverà anche lei, si siede.
Grazie.
Fa caldo fuori?
Terribile, 35.
Grazie, dottore. Ci vediamo la settimana prossima, prenda un appuntamento.
È questione di giorni ormai per lei? Forse è martedì.
Beata lei che finirà prima di agosto.
Signora Byron, signora, dopo tocca a lei.
Grazie.
Vediamo, il 10 luglio?
A che ora?
Alle quattro. Bene, d'accordo.
Arrivederci.
Arrivederci e auguri.
Grazie.
Che buon profumo. Che cos'è?
Si chiama Dejima. Mi piace.
E' meglio di quello che porta di solito.
Ma quello non era profumo, era un ciondolo portafortuna. L'ho buttato via.
Brava.
Speriamo che anche il dottore segua il suo esempio.
Il dottor Sabristain?
Lui dice che è il dopo barba, ma non è vero invece.
Lui non ha nessun ciondolo.
Comunque ogni tanto ha quello stesso odore e quando glielo sento addosso,
mamma mia, mi viene voglia di scappare.
Lei non ci ha fatto caso?
No.
Forse non lo avvertiva perché era uguale al suo.
Che roba è? Una sostanza chimica?
Per favore, vuole scusarmi un momento?
Mio marito mi sta aspettando fuori. Devo andare a dirgli una cosa. Torno tra un
minuto.
Il dottor Hill, per favore. Il servizio di segreteria, vuole lasciare un
messaggio?
Sì.
Sì, mi chiamo Rosemary Woodhouse.
Woodhouse.
Vuol dirgli di chiamarmi subito, appena può.
Il mio numero è 4752598.
È molto urgente, sono a un telefono pubblico. D'accordo.
Presto, ti prego, dottor Hill, chiamami.
Oh, davvero?
Ti ha proprio detto così?
Oh, no, no, no, non sarà vero. Che altro ti ha detto?
Oh, magnifico, è proprio, proprio meraviglioso.
Sì, dottor Hill? Ho capito bene il suo nome, ha detto Rosemary Woodhouse? Sì.
Ma lei è in cura del dottor Hill?
No, cioè sì, mi ha visto una volta.
Senta, senta, la prego, la prego, gli dica che gli devo parlare assolutamente.
Gli dica di chiamarmi, eh? Sta bene. Grazie.
Sono d'accordo, tutti quanti, sono tutti d'accordo, tutti quanti
dannati stregoni.
Ma sta tranquillo, piccolo Andy o Jenny, io li uccido prima che riescano a
toccarti.
Sì, dottore? È lei, signora Boudreaux? Sì, grazie, grazie di aver chiamato.
Credevo fosse in California.
No, no, io sono stata da un altro medico, ma non mi fido più, dottor Hill,
non mi fido più. Mi aiuti, lei, la prego, ho tanta paura, mi ha fatto
prendere delle strane cose e...
Il bambino dovrebbe nascere martedì. Si ricorda? Mi disse alla fine di giugno.
Bene, voglio che mi assista lei. Signora Woodhouse.
No, per favore, mi lasci parlare. Lasci che le spieghi a voce che cosa sta
succedendo. Io non posso più trattenermi qui. Loro verranno a cercarmi.
Dottor Hill, è un complotto.
Lo so, lo so che lei non mi crede, che lei magari sta pensando, mio Dio, questa
ragazza è proprio impazzita, ma io non sono pazza, dottor Hill, glielo giuro,
io non sono pazza. Tramano tutti contro di me, mi creda.
Sì, sì, la credo, signora.
C'è un complotto contro di me e il mio bambino.
Venga al mio studio domani, dopo le cinque, ne parliamo.
No, subito.
Signora, non sono in studio, sono a casa. Ho operato fino a questo momento
e... La prego.
La prego, è proprio urgente.
Venga in studio alle otto. Oh, grazie, grazie. L'aspetto. Ah, aspetta, dottore,
dottor Hill. Sì.
Mio marito potrebbe telefonarle, per favore non gli dica... Sì, tranquilla
signora, stacco il telefono adesso.
Grazie.
Tenga il resto.
Senta, per favore, le dispiacerebbe aspettare qui un momento finché non sono
entrata?
Mio marito le ha mentito. Non siamo mai stati a Hollywood.
E la cosa peggiore è che anche lui è d'accordo con loro.
Ora dorme col pigiama, cosa che prima non faceva. Credo per nascondermi il
marchio. Lo sa che agli adepti si imprime un marchio?
Questo fa parte del rito. Si tengono dei sabba laggiù. Io li sento sempre cantare
attraverso il muro. Gai, mio marito Gai, dice che è il dottor Shand che qualche
volta si diverte a suonare il flauto.
Ora dico, come fa a sapere che è il dottor Shand se non c'è stato anche lui?
Sono tutti molto furbi, hanno organizzato tutto fin dal principio.
Io credo che abbiano fatto una specie di patto con Guy. Gli hanno garantito il
successo e lui gli ha promesso il nostro bambino da usare nei loro riti.
Lo so, le sembrerà assurdo, ma ci sono anche dei libri. Guardi, ecco, guardi.
A un attore, a un collega di mio marito, Donald Baumgart, gli hanno fatto una
fattura. Un incantesimo, così lui è diventato cieco. E tutto questo perché
Guy avesse la parte.
Guardi, ecco, guardi.
Io avevo un amico, Edward Hutchins. Forse ne avrà sentito parlare, uno
scrittore. Scriveva racconti per ragazzi. Insomma, era un mio carissimo
amico fin da quando venne a New York.
Posso tenerlo?
Sì, certo.
E, sa, una volta Edward Hutchins venne a trovarmi.
Venne a trovarmi. Era quando avevo quel terribile dolore continuo.
Stavo tanto male, non puoi immaginare, dottore, quanto soffrivo. E nessuno di
loro voleva aiutarmi. Mi davano da bere della roba fatta con radice di tannis.
Solo loro sanno cos'è quella roba.
Accia, appena mi vide, si accorse subito che qualcosa non andava. Lui, lui aveva
letto quei libri di magia.
A un tratto Guy piombò a casa, col cerone ancora sul viso. Non l'aveva mai
fatto. Scommetto che lo avevano avvertito di impossessarsi di un oggetto
appartenente ad Hatch. E lui lo fece, gli prese un guanto. Così fecero la
fattura anche a lui.
Cade subito in coma e tre mesi dopo era morto.
Vede, forse sono tutte coincidenze, ma una cosa è certa. Sono una setta di
demoni e vogliono mio figlio.
Vedremo cosa si può fare.
Avevo paura che lei non volesse credermi.
Infatti non credo alla stregoneria, ma ci sono un sacco di pazzi invasati in
questa città.
Il dottore si chiama Shanda, ha detto?
No, no, no, il dottor Shanda è uno dei loro amici. Il nome dell'ostetrico è
Sapirstein.
Abraham Sapirstein?
Sì.
Lo conosce? L'ho visto un paio di volte.
A guardarlo non si direbbe proprio. No, infatti, nemmeno lontanamente.
Vuole entrare alla clinica Mount Sinai, adesso, subito?
Sì, non vedo l'ora, crede che sarà possibile.
Beh, non è facile, ma ci proveremo.
Ora si stenda e cerchi di riposare.
Andrà bene ovunque, per me, anche in un ripostiglio. Speriamo di trovare
qualcosa di meglio.
Vedremo cosa si può fare. Più tardi la visiterò.
Devo spogliarmi? No, aspetti, prima mi faccia telefonare in clinica. Lei
intanto cerchi di rilassarsi.
Va bene?
Va bene.
Dio benedica il dottor Hill.
Vedrai che andrà tutto bene ora, Andy o Jenny.
Ce ne andremo in una bella clinica pulita e nessuno ci troverà.
Mostri.
Stavo dormendo.
Avanti, vieni via con noi, Rosemary.
Da brava, senza discutere. Perché se ti azzardi a parlare ancora di streghe e di
magia, saremo costretti a rinchiuderti in un manicomio.
Vogliamo arrivare a questo?
Su, infilati le scarpe.
Ti voglio solo portare a casa.
Nessuno ti farà del male.
Sta tranquilla.
Mettiti le scarpe.
Sta meglio ora. La metteremo a letto e farà un bel sonno.
Ne ha bisogno.
Grazie dell'interessamento, dottore Era il minimo che potessi fare Ma perché hai
fatto una cosa simile?
Buona sera, signora Woodhouse.
Signora Woodhouse!
Signora Woodhouse!
Tesoro, nessuno vuol farti del male. Mi hai promesso nostro figlio. Ma che dici?
Vattene! No, non ho promesso niente a nessuno, apri.
Rosemary, sia ragionevole. Anche lei se ne vada.
Elisa? No, la signora Dunstan è fuori. Con chi parlo? Sono la Babysitter. Dove
potrei trovarla?
Sono andati al cinema.
Sono Rosemary.
Senta, per favore, dica alla signora di chiamarmi appena torna a casa. È molto
urgente. Non se ne dimentichi, eh? Stia tranquilla, glielo dirò. Grazie.
Nessuno vuol farti del male.
Ti vogliamo bene, Rosemary.
Non devi aver paura di niente, Rosemary, parola mia non c'è ragione. Questo ti
farà bene, è solo un leggero... Non permetterei a nessuno di...
Sembra proprio che ci siamo.
Sì, qui.
Tesoro, andrà tutto benissimo, ti prego, non hai paura. Giuro che andrà tutto
bene. Vado a andare in remini con Stetica, voglio medici, l'infermiera.
Tutto ben stabilito.
No, ronunceri, se le dico che mi hai chiamato.
Eh, sta bene.
Sì.
Dov'è?
Oh, mamma mia!
Oh, cara, che paura mi hai fatto prendere. Povera me.
Il bambino, dov'è?
Aspetta, aspetta un momento.
Dov'è il mio bambino?
Vado a chiamare il dottore. Tu abbi pazienza.
Dov'è il bambino?
Dov'è?
Tesoro... Devi farti coraggio, non c'è niente che possa impedire altre
gravidanze.
Allora è... Morto. Sono sopravvenute delle complicazioni. In
ospedale avrei potuto tentare qualcosa, ma qui... Tesoro, ne avremo altre appena
starei meglio, te lo prometto.
Certo. Fra qualche mese sarà già possibile. Ora pensa a rimetterti.
Io non vi credo. Mentite, tutte e due. Non vi credo! Non è morto, lo avete voi!
L'avete nascosto!
Siete dei maledetti! Non vi credo! Me lo avete portato via!
Ebb dice che si chiama Prepartum, se ho capito bene è una specie di attacco
isterico.
Però eri veramente KO, avevi perso la testa.
Senti, capisco che ti fossero venuti sospetti su Mini e Roman, ma... ma che
addirittura io e Ebb fossimo d'accordo con loro...
Diciamo proprio la verità, è ripartita, isterica.
Con un po' di buona volontà vedrai che tutto andrà a posto.
È una batosta che ti è capitata.
Ma d'ora in avanti andrà tutto a gonfia vele. La Paramount ha accettato le mie
proposte, ora anche la Universal mi vorrebbe.
Ce ne andremo via di qui e prenderemo una bella villa a Beverly Hills, con
piscina, parco, tennis e tutto il resto, e avremo un figlio, tanti figli.
Hai sentito che ha detto, Ebb?
Beh, io ora devo scappare, torno presto.
Fammi vedere la spalla.
Fammi vedere la spalla.
Ma che dici?
La spalla sinistra.
Va bene, tutto quello che vuoi.
Di solito lo spogliarello lo faccio con la musica.
Spalla a sinistra.
Spalla a destra.
Questo è il limite massimo senza la luce azzurra.
L'area di alta pressione che vedete qui ha causato l'ondata di caldo eccessivo e
di umidità che purtroppo si protrarrà per tutto il resto della settimana.
Sono previsti annovolamenti anche a nord dello stato di New York, con possibilità
di precipitazioni temporalesche fra stasera e domani, ma con generali
schiarite verso domani sera.
Si prevede che tutti i gitanti che abbandoneranno le città per i weekend...
Hai sentito un bambino che piange?
No, non mi pare, cara.
Su, da brava, mettiti a letto ora. Devi prendere la pillola.
Hai spento tu l'aria condizionata?
Non capisco perché, cara.
Si muore letteralmente di caldo.
Che ne fai del latte che mi togli?
Beh, lo butto via.
La pillola, Rosemary.
Salve, ragazze.
35 gradi.
Ho visto i nostri nuovi inquilini.
È vero che hanno un bambino?
Come fai a saperlo?
L'ho sentito piangere.
Aspetta un attimo.
Oh, no!
Ma che fai?
Perché?
Niente, così, niente.
grazie
Mostri, siete tutti mostri.
Si sta ancora aspettando l'aereo, è evidente che non c'è.
Pianto.
Pianto mi fai perdere la pazienza. Mi stai prendendo in giro in un modo
vergognoso.
Rosemary, torna a letto. Lo sai che non devi assolutamente alzarti.
Questa è la madre? Sì, Rosemary.
Rosemary. Sta zitto, tu sei a Dubrovnik, io non ti sento.
Che cosa gli avete fatto?
Agli occhi di suo padre, Rosemary.
Che cosa stai dicendo? Non è vero, non è vero!
Che cosa volete farne, brutti mostri?
Vuo figlio appartiene a Satana.
Gai gliel'ha donato, in cambio avete avuto il successo.
Ave Satana! Ave Satana!
Satana gli darà potenza, il suo nome sarà Edrian.
distruggerà i potenti e rovescerà i loro templi, redimerà tutti i disprezzati e
farà vendetta in nome dei dannati e dei torturati. Ave Edrian !
Sei stata fortunata, Rosemary. Pensa, fra tutti proprio tuo figlio ha scelto.
Ora è in suo potere e come tale agirà in suo nome sulla terra. La sua energia
sovvertirà il mondo.
Ave Satana! E durerà più a lungo della vita. Ave Satana!
No!
No, non è possibile!
No!
Guardalo negli occhi. Che luce!
Perché non vuoi aiutarci, Rosemary?
Fa da madre a Adrian. Non occorre che ci unisca a noi, se non vuoi.
Allattalo tu.
Pensaci bene, Rosemary.
Oddio! E piantala con il tuo dio o ti facciamo fuori, latto non latte!
Piantala tu, Rosemary è la madre e devi rispettarla.
Buonasera.
Vieni, vieni amico mio, vieni a vederlo, vieni a vedere il bambino.
Avevano promesso che non ti facevano del male e non te ne hanno fatto, no?
Pensa se durante il parto l'avessi perduto.
Non sarebbe stato uguale?
E ci hanno dato fama e ricchezza.
Oh, Guy!
Lascia che ti presenti al Giron Stavropoulos.
Devi essere molto fiero, Guy.
Quella è la madre?
Sì, è quella.
Tieni, bevi questo. Ti sentirai meglio. Che cosa ci hai messo? Quello orribile?
No, stavolta no. È soltanto normalissimo a te. Bevilo.
Roman? Non così, non così svelto. Siediti.
Lei non deve stare qui, non è questo il suo posto. Ma no, fai troppo in fretta,
per questo piange. Fatti gli affari tuoi. Lascialo cullare a Rosemary.
Avanti, va a sedere con gli altri. Lascialo a Rosemary. Ma lei potrebbe...
Siediti con gli altri, Laura e Luis.
Volete convincermi a fargli da madre?
Tu sei sua madre.
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