All language subtitles for La prima volta sull'erba (1974) (VO)

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Original subtitles

Il giornale del mio padre?

Mi scusi, ma c'è un po' di confusione. Si può aspettare?

Juan Francesco Giuseppe Ferroviele.

Ah, ecco, ecco.

Venga.

Grazie. Prego.

La mia carrozza mi sta aspettando.

Va pure avanti, io verrò a piedi.

Ma è lontano, signora.

Si stancherà.

È proprio quello che voglio.

Stordirmi, ubriacarmi di aria fresca. Così finalmente dormirò.

Come non ho mai fatto tutto l'inverno. Su, Joseph, andiamo noi. Lei verrà dopo.

Allora, vecchio mio, che ne dici?

Niente male.

Ho seguito le tue istruzioni al millesimo.

C'è solo da pregare che non ci scoppi fra le mani. Però le creme sono

formidabili.

Contento? Ci vediamo più tardi.

A dopo.

Funzionerà. Dove si sarà applicato l'oro?

Dovevo aiutarmi? Chissà se è cambiato dall'anno scorso.

Ormai è un giovanotto.

Quando lo vedrà, è più alto di me.

Davvero?

Lotte! Sei arrivata, finalmente!

Quando ho saputo che saresti venuta anche quest'anno, mi sono sentita

rinascere. Sono contenta di rivederti. Ci siete tutti?

Oh, siamo aumentati di numero, vedrai.

Nonne, cugini, zii?

No, non li indovinerai mai.

Non mi rovinare la sorpresa. Vado un attimo a rinfrescarmi e ci vediamo a

cena, scusami.

Non la riconosco più.

È cambiato tutto.

Oh, questo è niente.

Si ricorda quella camera vecchia?

Venga a vedere.

Guardi.

Una vasca da bagno.

È il quadro della mamma, ma è ancora qui.

Non gliel'ho fatta toccare, eh?

Non sapevo se sua madre... Ha fatto benissimo. Mia madre ne sarà contenta.

Venga, venga a vederla più da vicino. Non è bella forse?

Ci sono voluti più di otto mesi per averla.

Tocchi, tocchi, valeva la pena.

E questo?

Pensi che miracolo. Si apre qui, esce l'acqua calda.

Provi subito, si faccia un bagno. No, grazie.

Aspetto mia madre, sarà stanca. Lo farà lei il bagno.

Sono contento che siate qui.

Veramente contento.

Le bestie hanno fame, devo andare via.

Arrivederla, signorina.

Arrivederci.

Lotte, sono qua. Sì, mamma.

Devo darti una cattiva notizia. Abbiamo una vasca da bagno anche qui. E anche l

'acqua calda. Sì, lo vedo. Non me l'aspettavo.

Ho visto Ella, te la ricordi? Le sono spariti tutti i foruncoli.

Hai fatto una bella passeggiata?

Sì, però... Non posso dirti niente, ho giurato di non parlarne. L'hai giurato?

Come sarebbe a dire l'hai giurato? E a chi? Mi rincresce tanto, cara, ma un

segreto è un segreto.

Ha incontrato un vampiro.

Ecco, come hai fatto a capirlo?

Ti ha baciata?

Lo giuro.

Come sei bugiarda.

Ah, non ci credi, eh?

Guarda cosa mi hanno dato per te.

Oddio, che lamponi enormi. Il sangue del vampiro.

Fresco di giornata.

Ma cosa hanno fatto qui, eh? È tutto cambiato.

Povera mamma, che delusione ti hanno dato. Il tuo grande capolavoro è andato

a finire in una stanza da bagno. Che c'è di male? Come a Pompei, no? Ma ti piace

ancora?

In vacanza mi deve piacere tutto, ho deciso.

Perfino questo?

Perché no?

Infondolo. No, no, stai ferma. Sono tutti sporchi di terra, bisogna prima

lavarli. Avanti. Che mi imposta. No, stai buona, cara. Ho penato un sacco per

raccoglierli, adesso tu... Dai, dammi...

Non voglio farti un bagno a lamponi ora.

Comunque adesso sono puliti, no?

Già, vuoi sapere che cosa faccio io invece?

Eh? Tieni! No!

No, non scappare! Ho una gran voglia di mangiarti cruda!

con una torta. Una torta?

Posso andarla a vedere?

No.

Vorremmo avere il piacere di offrire da bere a tutti. Oggi mio figlio Franz

compie gli anni.

È arrivato Johann, tutto vestito a nuovo.

Johann!

A nome del... della... A nome della cittadinanza di questo paese,

sei la benvenuta a Imerse.

Grazie. Ecco la cena per te. Grazie.

Ti sei fatto uomo, sai.

Che tipo buffo è io, eh?

Perché?

Non buffo, strano.

Che cosa ci trovi di strano?

Ma tu non lo vedi quanto è ridicolo?

Perché lo trovi ridicolo?

A me sembra abbastanza commovente, invece.

Beh, per farla breve, quando uno non si accorge della gente che gli ride alle

spalle... Non credo che gli rimporti molto, sai, Franz.

Non è possibile essere innamorati senza sembrare tanto ridicoli.

Come puoi dirlo tu che non sei mai stato innamorato? Vedere le cose in questo

modo è superficiale.

Una persona che ama non è mai ridicola, credimi.

Mi sarei divertito molto a vederti innamorato.

Vediamo, come ti vestivi?

Le scarpe come le portavi? Bianche? E i capelli? Pomate?

Brillantina? Ti mettevi la cipria?

Scommetto che ti sbizzarrivi coi cappelli. Sì, erano di feltro? Cappelli

a cupola? Di paglia? Di seta?

A becco, a gronda, a rocchetto, a molla? La papalina o il cilindro?

Oppure a pan di zucchero?

Non solo, per amore o pianto.

Dai, professore, a letto.

Domenica, 2 agosto.

Importantissimo.

Oggi ho deciso.

Non ci sarà posto per l'amore nella mia vita.

L'arte ha bisogno di questo estremo sacrificio.

Solo a questo prezzo.

È possibile sollevarsi dalla palude oscura in cui gli umani si dibattono.

Solo l'arte vive eternamente e questa non me la strapperanno dal cuore.

Mi odio, non ho più dubbi.

Affondano giorno dopo giorno nei loro corpi, come nel fango che inghiotte ogni

alito di vita.

E l'anima?

Quale posto può avere più l'anima nella loro vita?

È l'arte. La mia vera madre.

Dal suo seno succherò il latte che mi renderà immortale.

Torno subito, non vada via, professore. Un momento solo.

Johan!

Johan!

Ma cosa fai lì dentro?

Che roba è?

Ora le faccio vedere!

Ma dove vai?

Questa è la prima volta che è venuta.

Aveva cinque anni.

Un suo dentino. Era bellissima. Aveva una finestrella qui.

Fischiava più forte di me.

Guardi che bello.

Mi chiamava Alibaba.

E questa... è dell'anno scorso.

Gli altri anni ho preso quello che ho potuto, ma quest'anno so quello che

voglio. Cioè?

Ma forse è troppo.

E parla. Cos'è?

Vorrei tanto una sua fotografia.

Tutto qui? Nient'altro?

Mi aiuterà, professore.

Beh, devi finirla di fare collezione di feticci. E cosa?

Tutta questa roba.

Sei grande, sei cresciuto adesso.

Le fai vedere questa cassettina e le dici ti amo una volta per tutte.

E se mi dice di no?

Devi essere ottimista. Se ti dice di no, tu insisti, devi lottare.

Ma se la risposta è no sul serio, avrai almeno il coraggio di buttare via queste

cianfrusate. Sì, sì, glielo prometto. Però mi aiuterà a fare questa

fotografia. La mia vita vera è cessata nel momento in cui ho accettato di

vivere con te. E lui, lo vedo, Elida.

Giù, via giù, se no ci vedono. Non posso scattarla, è troppo lontano.

Adesso, tra qualche minuto sarà qui quello che ho tradito e a cui avrei

dovuto essere fedele per l'eternità.

Ma chi si vede?

Buongiorno, Ella.

Salve, che bella sorpresa.

Se sono qui è per fare un piacere a un amico.

Conosci Fran? Ci siamo incontrati alla stazione.

Chi è questo amico di cui parli?

Vuole restare in incognito. È un ammiratore di Lotte.

E mi ha chiesto di farti una fotografia.

Davvero? E perché non è venuto lui di persona?

Beh, sai, è molto timido.

Ma certo, è Johann.

Timido? Ma non è timido, è stupido.

Sei ingiusta, Ella. È un caro ragazzo, invece.

È molto semplice, così genuino.

Insomma, scarpe grosse e cervello fino per voi, eh? Se fossi John vi spaccherei

la faccia a pugni.

Ma chi vi credete di essere?

Ma cosa le ha prese?

Niente, recita.

Scusa, ma non dovevi farmi una fotografia? Oh sì, subito.

Dammi qui la macchina.

Sì, ma per favore non le dica che sono qua.

Sta tranquillo.

Perché ucciderlo?

È così carino, così elegante. In fondo mi fa pena, a te no.

Pensa alla paura che ha adesso davanti a due giganti come noi.

Cos'è questo potere che mi attira, mi tenta, mi chiama verso l'ignoto?

Tutta la forza del mare è concentrata in esso, ma i miei...

Simmer è tremendo.

Se va avanti così, diventa sci.

Andiamo, corremo. Perché sono scappati così di corsa? C'era qualcuno che si

muoveva.

Dici? Con torcimenti oscuri del sesso.

L'estate bisognerebbe andare nudi, come i selvaggi. E ne avresti il coraggio?

Ma non è un'impresa eroica.

Che coraggio ci vuole?

Se nasciamo nudi, perché non restare nudi?

Se tu parli così, significa che te ne fai un problema.

Io non ho di questi stupidi problemi.

Nemmeno io a pensarci bene.

Vogliamo farci un bagno nudi?

Ah, per me?

Davanti a tua madre?

I ragazzi del collegio. Mi stavano spiando.

Si guardavano le gambe.

Questo è Franz.

Ah, salve.

Molto lieto.

Come va?

È un po' scomodo.

Grazie.

Come hai detto che ti chiami?

Franz Schmidt.

Come Hans Schmidt?

Eh sì, è mio padre.

Io mi faccio il bagno.

E anche Fran. Cosa?

Ma e poi come ti asciugo?

Mi basterà la tua coperta.

Vieni qua, mettiti più vicino.

E che cosa ci fa qui a Immensee, un medico tanto famoso?

Deve essere difficile per un uomo come lui trovare il tempo per una vacanza.

Perché proprio qui a Immensee?

Ce l'ho portato io.

Ma perché?

Studio tradizioni popolari.

Ah, bravo, è interessante.

Voglio scrivere un libro.

Lothen mi ha detto che vivete a Parigi.

Sì, infatti, un po' di tempo. Ma cosa aspetti a spogliarti? Su, sbrigati!

Non ho sentito.

Mi scusi.

Ti serve qualcosa?

Ma non dovevi anche tu fare il bagno? E il tuo coraggio?

Sto parlando con tua madre. Avrai tutto il tempo per parlare. Dai, vieni.

Devo andare.

Niente, niente.

Non ho sentito.

Cosa hai detto?

Che si scivola su questi sassi. Dammi la mano, ti guido io.

Vedrai che la riprenderò.

Perché l'hai fatta scappare? Ho reciso le sue catene e le ho restituito la

libertà. Ma è possibile che nessuno mi capisca? Sei pazza, pazza!

Calmati, ti prego.

E tu ritirati in camera tua.

Vi odio, vi odio!

Eh, la signorina Ella l'ha fatta scappare. Ha reciso le sue catene.

Vieni qua, bestiaccia, rognosa, puzzolente.

Attento, stupido, la coda non si rompe, così le fai male. Dai, buttala giù.

Attenzione, sei fatta male?

Dove ti sei fatta male? Non è niente, non grazie.

Lo faccia vedere al dottore. Sei tutta spaventata, vero?

È passato?

Sì, sì, la ringrazio.

Mio padre, la signora Margherita, la madre di Lotte. Piacere. Hans Schmidt.

Se ti fossi asciugato subito dopo il bagno non avresti preso il raffreddore,

ti pare?

Hai fatto delle nuove conoscenze, vero?

Sembrano simpatiche.

Sì, straordinarie.

Lotte e io abbiamo fatto il bagno insieme, quasi nudi.

In mutande?

Sì, davanti alla madre.

Capisco. E capisco perché sei così contento. E non immagini come sia

contento anch'io.

Non indovini cosa ho provato.

Preferisco saperlo da te.

Non ho provato niente. Cosa vuol dire niente? Niente di morboso.

Ah, bene.

Quando Lott e io ci stavamo avvicinando a quel ruscello, c'erano dei collegiali

che si masturbavano dietro a dei cespugli, mentre guardavano le gambe

della signora Margherita.

Vuoi dire che tu non hai sentito niente del genere, invece?

È una prova che ha fatto bene a non mandarti in collegio.

Sì, questo è vero, ma... ma c'è un'altra cosa che è molto più importante.

La cosa più importante è parlare liberamente, come facciamo noi due.

No, volevo dire che... che non c'è contraddizione tra i miei pensieri e le

mie azioni. Ho incontrato due persone che si comportano e che...

che agiscono come noi, che la pensano come noi.

Sono sicuro che anche loro si parlano molto.

Infatti, sono molto amiche.

E che altro hai scoperto?

Beh, che i principi che sento dentro di me han preso forme reali, li ho vissuti,

capisci? Fino a ora mi rendo conto che ne avevo solo parlato, senza mai

riuscire a metterli alla prova.

Finalmente stai diventando adulto e presto mi lascerai solo.

Tu parli, parli, parli, parli sempre, papà.

Hai voglia di diventare vecchio. Anche tu parli troppo e non sapremo mai se hai

la febbre. Coraggio.

Il braccio si è un po' arrossato.

Che giornata, eh?

Sai che hai avuto un bel coraggio a sfogliarti davanti a quel giovane.

È stato un bello strappo a tutte le convenzioni. Non so come ce l'hai fatta.

Perché? Non è questione di coraggio.

O mi ritieni inferiore agli eroi dei tuoi quadri? Ma i miei quadri sono dei

sogni.

E io non posso sognare?

Mi sembra anche gonfio.

Bisogna stare attenti che non si venga un'infezione. Potrebbe farsi avvenire

una cancrena.

E in questo caso il braccio viene amputato. Oh mio Dio, no!

In un romanzo di avventura ho letto la storia di un cacciatore morso da un

insetto. Tanto fu il dolore che si accorciò come un malo.

Papà, papà, hai sentito? Forse è meglio se dai un'occhiata.

Se vuoi, ma non credo si tratti di una cosa seria.

Vado a vedere come sta.

Chi vai a vedere come sta?

La madre.

Perché?

Forse per prudenza è meglio fare un'iniezione.

Anch'io pensavo la stessa cosa.

E Franz?

Eh, su, gli ho consigliato di rimanere a letto.

Mi dispiace, in fondo sono stata io a incoraggiarlo a fare il bagno. Sì, lo

so, ma non è niente.

Non abbiamo quella pomata.

Ah, sì, è un'idea.

Vedrai, miracolosa.

Ne sono sicuro.

Un modo di ricambiare.

Non vuole accomodarsi, professore.

Volentieri, grazie.

Evidentemente non gli bastava la scimmia per fare danni, hanno inventato anche il

violino.

Smarrita.

Una mosca smarrita che batte, batte e batte le ali.

Perché si rifiuta di morire.

E il suo minuscolo cuore deve battere come un muro.

Non grida nemmeno più.

Perché ha capito che non c'è più speranza.

Le sue zampette affondano nella colla, si appiccicano una all'altra.

Si incollano sulle ali.

Le ali si incollano alle ali.

Le ali con la colla.

E adesso è come un bambino che dorme.

Prova a girarsi su un fianco e non può.

Perché sta morendo.

Piano, piano.

Muore lentamente.

Muore.

Chiude gli occhi come l'ha segnata.

Chiude gli occhi come per addormentarsi.

Sono stanca, ho sonno, dice.

Ma non è vero.

Sta morendo.

Muore.

se no la svegliate, andate a dormire.

Vieni, vieni.

Di qua, cara, sono sempre fra i piedi quelli.

Il sonnambulismo è una manifestazione dell'isteria.

Tu non sei mai caduta dal letto dormendo?

Forse, da piccola.

Beh, è una forma di sonnambulismo anche qui.

Bella, non di qua, c'è il fiume di qua.

Ma quello di Ella è proprio il caso classico. Il rischio maggiore per lei

sarebbe di essere svegliata durante la crisi. Ma non è mai successo niente, la

conosco da tanto tempo.

Volevo solo spiegarti la natura di questo fenomeno.

Sì, ma... ma non è questo che volevo sapere.

E cosa allora?

Non capisco.

Hai ragione, è giusto.

Io non so nulla del sonnambulismo.

Ma mi interessava sapere di più.

Qualcosa di più tuo.

Scusa, ma non so cosa vuoi dire.

Insomma, io, quando mi sono affacciata alla finestra, ho avuto un po' paura.

Ho visto Ella, che era così bianca.

Poi, mi sono ricordata di un quadro che ho visto a Londra.

Il cielo era azzurro.

Così, proprio come questo.

Il colore era così compatto.

E c'era una donna che scendeva agli scalini di una torre.

Mentre dal mare avanzava bellissimo un uomo su un serpente bianco.

Sì, va bene.

Ma non capisco.

Dove vuoi arrivare?

Non puoi... Non puoi parlare sempre come se dovessi rispondere ad un esame.

A che cosa serve spogliarsi allora?

Se poi dentro restiamo vestiti.

Sto parlando con suo padre.

Sta dormendo, mi sembra un po' difficile.

Provi lei.

Papà, un caso interessante.

Il signor Grass vorrebbe che... Cosa?

Qualcuno non sta male?

Ella, è sonnambula.

Sonnambula? Digli che la vedrò domani mattina.

Ha detto che la vedrà domani mattina. Lo preghi, mia figlia... Non si preoccupi,

domani mattina. Ora, se vuole scusarmi, io ho sonno. Buonanotte.

16 e 17, di prima scelta. Sì, sì, grazie.

Buona pesca.

Tieni, ma ora vattene, non è il momento questo.

Adesso rilassati e parliamo tranquillamente.

Allora, dimmi quello che hai pensato che io ti chiedessi.

Niente. Come niente?

Pensavo che mi guardasse nell'occhio.

E poi?

Pensavo che mi facesse stendere come all'ospedale.

Stenditi.

Dove? Lì, lì dove sei.

Ma perché hai tanto paura?

Pensi che non sia una visita?

Se è per farti piacere, posso dire ai tuoi che hai una malattia gravissima.

Io non sono tuo padre, con me puoi parlare.

La mamma ha cominciato a pasticciare. Buongiorno, signore.

Ma com'è brava, signore. Quando li vedrà mia sorella? Non si sposerà più.

Oppure sarà costretta a sposarsi un cinese.

Che assurdità.

Una festa noziale tirolesi con i lampioncini cinesi.

Una violenza a ogni logica.

Il nostro grande esperto si è scandalizzato. Lui è un purista.

Professore, quando in futuro troveranno fra i ruderi di Immense uno di questi

lampioncini, penseranno che un'orda cinese sia passata di qui per mangiare

salsicce e crauti. Ma l'importante è fare una bella festa adesso.

Tu che ne dici? Non è così?

Sì, sì, proprio così.

Vado a chiamare mia sorella così l'aiuta. Sì, è meglio.

Io credo è quello che mi hai detto.

Però...

Sono curioso di sapere perché fai finta di essere sonnambula.

Non vogliono mandarmi a Vienna a studiare arte drammatica.

E allora io volevo convincerli che sono strana, così loro non mi vogliono più

bene e mi lasciano andare.

Non hai pensato che così otterrai l'effetto opposto?

Devi cercare di risolverli più direttamente i tuoi problemi.

Perché vuoi fare l'attrice?

Una zingara mi ha predetto una breve ma intensa carriera.

E tutto comincerà dopo il giorno del pianto.

E delle viole.

Lei non ha mai portato Franza da una gringa?

No, veramente.

Senti, ora ti darò delle gocce.

E acqua, semplice acqua. Giusto per fare contento tuo padre.

Io non gli dirò niente.

Però tu devi cercare di stare tranquilla.

D'accordo?

Ho una reputazione da difendere, non trovi?

Non è niente di preoccupante. Cinque gocce prima di andare a dormire e non

accadrà più. Grazie, grazie tante.

E questa sarebbe una visita? Così, mentre fa colazione?

La verità è la solita.

Nessuno ti tiene in considerazione perché sei una nullità.

Sei rimasto un contadino.

Un altro.

Ora tu.

Stanno bene insieme.

Non ti ha aiutato poi Franz?

Ti ha detto la fotografia? Senti, vai via che tu sei una matta! Matta!

Mi aspetti un attimo, torno subito.

Papà, hai bisogno di qualcosa?

Volevo solo sapere di elle.

Sai cos'è?

Proprio niente. Fa finta di essere sonnambula.

Ma questo è il meno.

Visto i genitori che ha sulle spalle, poveretta.

Come l'hai capito?

L'ho esperienza.

Che ci fai qua?

Te li puoi riprendere, sai?

Sei arrabbiato con me, vero?

No, no, non potrò mai essere arrabbiato.

Che ti amo.

Sta calmo.

Parliamo, vuoi?

Io amo più di Fiamma, più di Gesù bambino.

Ti rompo la faccia, Ione!

Vieni qui, sei un raggio, vieni!

Comportati da uomo, non scappare! Non sei un uomo, sei un porco!

Figlia, fai la pecora, ma sei un maiale!

Vieni qui, che ti...

Stia attento, professore!

Porta qui dell'acqua. Sì signora, subito.

Dimentica tutto, ti prego.

Ecco l'acqua.

Non è niente.

Mi dispiace.

Lascia andare, restiamo amici come prima.

E voi che ci fate lassù?

Lo spettacolo è finito, potete andar via.

Non esistono colpevoli, esistono errori.

Lotte ne ha commesso uno, Franz un altro. Perché invece della ragione ha

usato gli schiaffi.

Mentre io ne è stato rinchiuso nel pollaio.

Noi invece ce ne stiamo qui tranquillamente.

E parlando risolviamo ogni problema.

Ragionare serve sempre.

Se non altro, a mangiare con appetito.

Avevo pensato di non dire niente.

Ma perché nasconderlo?

Lotte ha pianto per delle ore, come non aveva mai fatto prima.

Sarà stato solo per amore?

Sicuramente no.

Sono tante le cose che debbono capire.

Perciò dico che hanno ancora bisogno di noi.

E aiutandoli invecchiamo silenziosamente dietro di loro.

Ma questo non è vero, voi sembrate due sorelle, Lotte e Margherita.

Sì, ma io chi sono? Quella brutta e acida? La bella?

Ma non l'ho chiesto a te.

A noi nessuno ci scambia per fratelli. Io sono la chioccia e Franzi il pulcino

innamorato. Che metterai in testa? La feluca? Lo zucchetto?

O perché no, il pan di zucchero?

Io voglio fare l'amore con te.

Perché paure, Americanita? Sono paure nostre.

Sei sicura?

Ma di che cosa?

Fare l'amore.

Ma io ti piaccio.

Ma certo, che sciocchezza. Fisicamente dico.

Mi piaci molto.

Che senti più forte?

L'amore o l'attrazione?

Credi che si possa fare l'amore in barca?

Josefina, una ragazza che avevamo tempo fa, il suo più grande amore l'ha avuto

con un barcaiolo.

E mi raccontava sempre dei suoi dolci ricordi in barca.

È stata con noi cinque anni.

L'avevamo presa nella casa nuova subito dopo la morte di papà.

Mi ero affezionata molto a lei.

Era come una sorella per me.

Penso che ho fatto male a raccontare tutto a mia madre.

Da ora in poi voglio parlare solo con te.

E anche tu parlerai solo con me.

Giura.

Sì, lo giuro.

Avremo pure diritto ai nostri segreti. Non lo pensi anche tu, non ha ragione.

Sì, certo.

Il remo!

Un bel guaio. Oh, che stupido.

Dovevo stare più attento. Non te la prendere, sono cose che succedono.

Cerco di recuperarlo.

E così non ce la faremo mai.

Non lo avremmo mai fatto, vero? No.

Credo anch'io di no.

Come si può così, a freddo?

Maledetta barca.

Sono cose che devono venire da sole.

Hai ragione.

Ne abbiamo parlato troppo.

Beh, ci è mancato l'incantesimo, sì, l'incantesimo. Come se qualcuno ci

avesse obbligati.

Sei un pessimo marinaio, Franz.

Beh, non siamo affondati.

No, è tanto umido qui. Metti questa.

Se devo dirlo, mi sento più emozionata di lotta.

Per lei è stata la prima volta, capisci? Lo immaginavo, anche per Franz.

Quando è successo a me... Non ho voluto vedere un uomo per più di tre anni. Per

loro è stato diverso.

Hai ragione.

Hai visto con che trasporto si baciavano?

Confesso che li invidio un pochino. Dai papà, più forte!

Raggiungiamoli, forza!

Ancora un metro e sarei crollato.

Sono felice.

Marlene, cosa posso fare?

Ha chiesto al professore. È uscito poco fa.

Sì, ma dice che di queste cose non capisce niente. E poi non mi sta neanche

a sentire. Beh, cerchi di dormire.

Buonanotte.

Buonanotte. Buongiorno.

Mi hanno fatto chiudere gli occhi e ha pure il coraggio di dirmi buonanotte.

Almeno crepassi.

Io dovevo morire invece di partorire te.

Povera la mia bambina.

E la bua che se ne va.

Prendi le gocce del professore, forse ti faranno dormire. Non voglio niente, non

prendo niente.

Voglio solo che quella maledetta bestia muoia. Ti prego, amore santo.

Almeno tu, ti fanno bene.

Almeno tu.

Va bene.

Però adesso me ne vado. Sì, come vuoi tu, come vuoi tu.

E non torno nemmeno a pranzo. D'accordo, ma bevi.

E nemmeno a cena. Sì, certo, ma bevi tutto, eh.

Ho una fame da lungo. È l'aria.

Eccoci qua.

Abbiamo portato il gelato.

Passami quel piatto, per favore.

Ecco qua.

Scusa, ora ti faccio vedere io. Prima si stende il lenzuolo. Dai la testa.

Sei insopportabile certe volte, eh?

E va bene, prova tu. Prima si stende il lenzuolo.

No,

no!

Tu metti di qui.

Come si abano, vero?

Sono solo due corpi.

Il resto non conta.

Come?

Perché dici questo?

Perché vuoi ridurre tutto a due semplici corpi?

È poco.

Due mammiferi restituiti all'ambiente naturale.

all'istinto primordiale.

Sì, anche te, perché no?

No, non fare così, ti prego.

Lasciami in pace.

Se non ti amo non posso... non posso sentire niente.

Io non sono fatta come pensi tu. Ti sbagli.

Non ho intenzione di soddisfare i tuoi bassi istinti.

Quello è il vero amore che non ho mai avuto.

Ho incontrato soltanto uomini senza dolcezza, senza tenerezza, proprio come

te.

Tu parlavi e io ti ho creduto diverso. Ero lì e pesa le tue labbra.

E io invece mi diverto. E smettila, su, dammene un goccio. No,

no.

che questa camera vi piace di più, ve la regaliamo tutta. Voi dormite qui e noi

andiamo nell'altra stanza.

Sei felice, amore. Anch'io.

Ma adesso copriti, cara. Se vi svegliate prima di noi, il caffè sta di là, eh?

Hai bisogno di alcol per riscaldarti?

Ha ragione, fa freddo.

Buonanotte, ragazzi.

Franz, ne vuoi un po'? Ti sei fatta male?

No, è la testa che gira. Ho bevuto troppo. Tieni, bevi.

Sono contento che siano insieme.

Sono una bella con te.

Hai visto come si sono abbracciati?

Sembrano due ragazzini.

Devo dire che non me l'aspettavo. Tu l'immaginavi?

Non mi ero accorta di niente. L'hai vista prima quando mi ha chiesto se ero

felice?

Beh, comunque, sono contenta per lei, sai, tanto.

Adesso faranno l'amore, non hanno problemi loro.

Pensa, se si sposano diventiamo fratello e sorella. E così non dovremo più fare l

'amore.

Amore, amore, amore.

Anch'io ti amo.

Oh, come mi piaci.

Lotte.

Venerdì 18 agosto.

È morta la scimmia.

La odiavo, è vero.

La odiavo con tutta me stessa.

Ma non l'ho uccisa io.

Perché non mi credono?

Nessuno ha mai creduto in me.

Non saranno i loro chiavistelli a soffocare il mio anelito di libertà. I

miei pensieri.

Tutti gli ardenti desideri del cuore non li potranno legare.

Questi voleranno via, verso quel mondo ignoto dal quale vogliono escluderlo.

Questa è l'ultima pagina del mio diario.

Il giorno del pianto e delle viole è arrivato.

Addio. Addio a tutti voi.

Io correrò.

Correrò lontano.

Non vi spaventate.

Hai un paio di scarpe? Dove vai?

A Vienna.

E quando sarai a Vienna?

Non lo so.

Tieni.

Forse da mia zia.

Dipende. Dipende da cosa?

Dalla libertà.

E come farai a vivere senza tuo padre e tua madre?

Come ho vissuto fino a ora, penso.

Ma in più sarò libera.

Diventerò un'attrice.

Girerò tutti i teatri della capitale.

E allora qualcuno mi ascolterà.

Non sono molti.

Grazie.

Me lo ricorderò.

Come siete fortunati voi.

Avete due genitori splendidi.

Dormite nella stessa camera.

State sempre insieme.

Beh, io me ne vado.

E grazie ancora di tutto.

Addio.

Scusate, il professore è partito insieme alla signora Margherita e mi ha lasciato

detto che torneranno domani mattina.

Non sa dove sono andati?

Non saprei neanche. Li ho portati col carro in paese e poi non so più niente.

Grazie. Prego, prego.

Forse ho un po' di febbre.

È possibile.

Hai gli occhi lucidi.

Due giovani sposi? Sì.

Non turbiamo gli uccellini nel nido. Un momento solo.

Va bene.

Va pieno.

C'è solo Franzi. E Lotte?

Nella nostra stanza.

Sì, è qua.

Forse avranno litigato. Che tenerezza mi fanno.

È successo qualcosa?

Che cos'altro c'è? Mi scusi, professore, sono nelle sue mani. Mia figlia è

scappata. Franz, non ha per caso una sua fotografia? Un momento.

Ella è scappata.

Mi farà morire di crepacuore, che vergogna. Franz non ha nessuna

fotografia?

Ma perché chiamare i gendarmi? Non mi sembra davvero il modo migliore per

ritrovarla, credetemi.

Buonanotte.

Io avrei giurato che... Ci siamo ingannati.

Non hanno mai fatto l'amore.

Non riesco a capire.

Eppure si amano.

Non ne sono più tanto sicura. Non sono più sicura di niente. Non drammatizzare.

Ci penseremo domani.

Con calma cercheremo di capire.

Perché domani, Hans? Parliamone subito, invece.

Perché ora siamo troppo...

Troppo agitati per capire o per risolvere qualcosa.

Sì, hai ragione.

Domani tutto si risolverà.

Ci ho pensato tutta la notte e tutta la mattina. È chiaro che regali non ne

accettate.

Quello che Margherita e io non abbiamo avuto alla vostra età e che vi offriamo,

voi lo rifiutate.

Mi sono domandato perché, ma non ho saputo darvi una risposta.

Sapreste darmela voi ora?

No.

Sei ancora innamorata di Franz?

Però non vuoi più stare con lui?

No.

Scusate, non mi sento molto bene.

Ne parliamo stasera.

Dobbiamo separarci noi.

Ma perché?

Perché la colpa è solo nostra.

Mi rifiuto di pensarlo, non abbiamo fatto niente che abbia potuto

danneggiare. Ma li hai visti?

Ah, avranno i loro motivi, noi non c'entriamo.

Non voglio correre il rischio di far soffrire Lotte.

Non voglio sentirmi responsabile.

Ti basta?

Vuoi far compagnia ai santi e ai martiri del calendario?

Ma cerca di capire.

Se faccio uno sbaglio con Lotte, tutto il resto allora è sbagliato. Ma che cos

'è tutto il resto?

Ma è pazzesco, è sciocco. Lo credi?

Tu sei sciocco.

Margherita. Ti prego.

Se vuoi puoi rimanere.

Io preferisco partire prima.

Ti dispiace?

E la signora Margherita?

Sono fatti che non ti riguardano.

Dimmi tu quello che vuoi fare.

Perché non me lo dici tu?

Non posso decidere io per te.

Vengo anch'io a Vienna.

altri è pieno di lamponi e sono sicura.

Qui, me lo ricordo benissimo.

Sono tutti spariti, come per una magia.

Li avrà raccolti qualcun altro?

No, erano qui, capisci, ero...

Laggiù,

proprio laggiù li ho visti, con Hans.

So, frilotta, e quando stai male anch'io sto male. Ma io sto bene.

No, non è vero.

Se è per Franz che tu pensi così, ti sbagli.

Qualche incomprensione, forse.

Ma non è il caso di farne un dramma.

Io sto bene.

Tu piuttosto, mamma.

Dimmi che cos'hai.

Strano, mi è ritornato il mio vecchio mal di testa. Beh, qui è umido, lo sai,

e a te dà fastidio.

Succede sempre così.

Sì, sarà.

È meglio che torniamo alla pensione ora. Ti spiace se vado avanti?

Franza! Sì?

Vai, vattene ora, corri. E non preoccuparti più. Grazie.

Hai visto come corre? Cosa gli è successo? Che ne so io, capisci?

E il professore? Lui è partito, quella è scappata, questa qua l'ha matta. E come

se non bastasse, Johan è più scemo del solito.

Hai visto Fran? L'ha ben accompagnato alla stazione. Alla stazione?

Ma come, non lo sapevi? Sono partiti per tornare a Viena. Accompagnami, forse

facciamo in tempo.

Cosa ti è successo all'occhio?

È stato mio padre.

E perché?

Perché avevo messo un topo morto dentro il letto della signora Grass.

Ma come ti è stato in mente?

Quando ho saputo che voi due dormivate nella stessa camera, hanno detto che sei

una porcellina.

Dovevo vendicarti.

Non puoi andare un po' più forte?

Ti piace il mio nome?

Johan? Sì.

Moltissimo.

Se farete un figlio, gli metterete il nome Johan?

Johann Schmitt, è bello, no?

Si diventano tutti quanti.

Andiamo a ballare?

Sì, sì, grazie.

Non parli più adesso.

Il professore ha perso la favela.

E quando ti sarà passata la sbornia, che farai? Le prenderai un'altra?

Tutta colpa tua e della tua presunzione.

Siamo tutti libri aperti, perché? Ma questo gioco non mi piace più.

Lotte ora viene via con me.

Mi farà solo quello che dico io, a costo di tenerla al guinzaglio come la

scimmia.

Se vuoi rischiare la vita di tuo figlio, sei tu il padrone.

Ma lotta è mia, a lei ci penso io.

Si amano, non si amano, è troppo difficile per me.

Anzi, ho deciso.

Loro non si amano. Non si amano!

Perciò finiamola con questa pagliacciata.

Da oggi pensiamo ad altro.

Finiscila con quel pettine!

Un'altro anno non venite più qua, andate a fare le vacanze al mare.

Aspetta, un momento.

So che quello che hai fatto non apprezzo, Giovanni, ma non ti prego,

accetta questi.

Me ne vado a dormire.

Grazie

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