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Chiamate immediatamente la centrale, due ambulanze, è urgente.
La signora ci ha telefonato giusto in tempo.
Sì, la signora M. Moffat ha chiamato mezz'ora fa per delle rivelazioni
urgenti e pericolosissime, ma non pensavamo fino a questo punto.
Non si muova, la prego.
Per questo aveva lasciato il letto.
Mi aveva lasciato solo.
Che cosa ha detto, signore?
Questa storia era cominciata molti mesi fa e avrebbe dovuto concludersi come
un'opera perfetta.
Un'opera perfetta.
Buongiorno Mary.
Buongiorno. Ci sono loro?
No, sono in giro per una cavalcata.
Se vuole possiamo entrare in casa, dottore. No, grazie, si sta così bene
qui fuori.
Come vanno le cose?
Come al solito, anche ieri sera uno show.
Una lite di un'ora.
Lei diceva che neanche ci pensa a farsi ricoverare di nuovo nella sua clinica.
La trova bella, confortevole, elegante, eccetera, eccetera. Però dice che è
sempre un manicomio. È una casa di cura.
Un centro psichiatrico di elevato e noto prestigio.
Non discute su questo, la signora.
Dice soltanto che non ne ha bisogno. Ne ha bisogno e subito, prima che sia
troppo tardi. E com'è finito lo show?
Oh, ecco, vede, il signor Larry ha proposto un improvviso break e lei ha
accettato. Mossa geniale.
Infatti si è calmata all'istante. I suoi nervi hanno raggiunto una fragilità
preoccupante. Quella mancata maternità l'ha sconvolta.
Sapeva quanto il marito tenesse a quel figlio.
Ma è già una storia di due anni fa, non è così?
Potrebbero sempre riprovarci.
In lei c'è un mostro inaguato, il timore di fallire nuovamente.
Ma sotto cielo, che le è successo adesso? Ma Larry non era con lei? Certo.
Ann, che è successo? Per l'amor di Dio, calmati. L'hanno ucciso qualcuno. Chi?
Che stai dicendo? L'ho ucciso.
Ann!
In macchina c'è la mia borsa, la prenda per favore.
Vuole che le prepari un tè?
No, grazie.
Per ora le ho fatto un'iniezione.
Dormirà tranquilla per un po'. Ma sarà vero che il signor Larry, come dice lei,
è stato ucciso?
Beh, non credo.
Comunque andrò a cercarlo.
Lei dice di averlo visto nella piccola scuderia, quella vicino al maneggio.
Ma forse hanno litigato un'altra volta e a questo punto potrebbe... Averlo
ucciso. Han?
Se non è capace di uccidere un insetto.
Volevo dire soltanto che potrebbe esserselo immaginato a più tardi. D
'accordo.
Mary, c'è una così bella serata fuori e una luna incantevole.
Cosa diavolo sta facendo qui e al buio?
Pensavo.
Stavo cercando di concentrarmi.
Non ha trovato il suo cadavere, vero?
No.
Ma io ho trovato questa.
È per noi due.
Non ce la faccio più a sopportare questa vita d'inferno.
Quindi me ne vado.
Starò via per un po', o forse a lungo, o forse per sempre.
Non cercate di rintracciarmi. E per favore, abbiate cura di lei.
Voi sapete benissimo che ne ha più bisogno di me.
L'ho trovata nello studio del signor Lerri, sulla scrivania.
Sì.
Questa è proprio la scrittura di Lerri. La conosco bene.
E anche la sua firma.
Ecco perché non l'ho trovato da nessuna parte.
D'altronde chi poteva ucciderlo?
Un'altra idea bislacca della signora.
Questa lettera ci spiega tutto.
No, ci spiega solo perché l'ha ucciso.
E allora dov'è il suo corpo?
Io vado via domattina.
Ma che dice? Le pare il momento più adatto questo?
Non mi sembra leale.
Verso chi?
La casa resterebbe abbandonata e la signora Moffat sola.
Lo ha voluto lei.
Finora lei si è comportata come beh, sa bene come. Con i suoi modi ha fatto il
vuoto. Ha allontanato la domestica, la cuoca, il giardiniere.
Sono rimasta solo io in questa villa, la segretaria del signor Larry, ma non la
sua serva.
Io sono stufa di lei.
E so anche che mi odia.
È gelosa.
Da tempo avrei dovuto andarmene via da qui.
Ma c'era il signor Larry che me lo impediva. Ciò è il suo libro.
Ma so che il suo stipendio è triplicato.
Larry paga bene la sua pazienza, no?
Il signor Larry non c'è più, è fuori gioco.
Io non ci credo, su, andiamo.
Comunque ora dobbiamo decidere cosa fare.
Vogliamo avvertire la polizia?
Non so.
Non so se sia il caso.
La polizia lo cercherebbe meglio di quanto potremmo fare noi.
Però se Larry sia soltanto allontanato, come quella lettera ci fa credere, non
ci perdonerebbe mai di aver sollevato uno scandalo.
Larry è uno scrittore abbastanza famoso.
Una storia del genere farebbe molto chiasso, senz'altro.
Sì, è vero.
Ma allora, che cosa possiamo fare?
Credo niente per il momento.
Non può andarsene proprio ora.
Ma resterebbe qua attorno solo, lo stalliere. E lei potrebbe prendersi le
chiavi della casa.
Io le ho già le chiavi.
Me le ha date Larry per ogni evenienza.
Domani porterò Anne nella mia clinica.
Voglio fare ciò che Larry ha lasciato scritto.
E mi prenderò cura di lei.
Quando starà meglio la riporterò qui.
E cercheremo la verità, se ce n'è una da trovare.
Larry voleva finire il suo libro, non può essersene andato. La prego non dica
altro.
Larry è il mio migliore amico.
Decideremo poi cosa fare per lui.
Ma crede che la signora sarà disposta a venire nella sua clinica?
No, io non mi muovo da qui.
Accada pure quello che deve accadere.
Grazie a voi.
E tu chi sei?
Beh, fatti da parte, lasciami passare.
Ti serve qualcosa, Tania?
Che c'è, Tania?
Ma che cosa vuoi?
Che
cosa
vuoi?
Ciao, Anne.
Chi è lei? Che cosa vuole?
Anne, stai scherzando, vero?
La prego, mi dica chi è lei o la faccio mettere alla porta immediatamente.
Anne, ma sono Larry, tuo marito.
Se ne vada via da qui.
Anne, per l'amor del cielo. Se ne vada!
Va bene, ti capisco, amore.
Vuoi punirmi?
Per averti abbandonato.
Per essere sparito per quasi un anno.
Ma Anne, tu mi stavi rendendo la vita insopportabile.
Con la tua possessività, le tue deliranti gelosie, i tuoi pianti di
autocompassione, ignorando del tutto me e il mio lavoro.
Avevo bisogno di staccarmi da te, almeno per un po'. Volevo ritrovare il Larry di
un tempo, l'uomo.
E non essere più l'angelo protettore di una moglie malata e capricciosa che non
voleva neanche curarsi.
Cerca di capirmi.
Vada via.
Vada via da qui o mi metto a gridare.
Glielo dico per l'ultima volta. Se ne vada.
Mio marito è morto.
E il suo macabro scherzo è inqualificabile.
Ben, io sono stanco, stanco e deluso.
Ora forse io ho bisogno di te.
Quel giorno in cui tentasti di uccidermi nella piccola scuderia,
io capì che anche tu non potevi più resistere e ho avuto paura di te e di
me. Forse avrei dovuto parlartene subito invece di scappare.
Io tentai che cosa?
Ma che cosa sta dicendo?
Allora chiama pure la polizia se vuoi. Ora sono tornato a casa e non intendo
più andarlene.
Ho bisogno di un punto.
Ho bisogno di te.
No! No!
No! No!
No! No!
Signora Moffat.
Signor Larry.
Mary, meno male che è ancora qui.
No.
No.
No.
Tu cosa fai qui?
Va da soli.
Vattene.
Qui, clinica Duvivier, sì?
Il professor Marc Duvivier. Attenda, prego.
Sì?
Sì, me la passi.
Pronto, Anna.
Cosa c'è? Stai calma.
Stai scherzando?
No, aspetta un momento, Ann. Non fare niente, vengo subito.
Ann, ti prego, stai calma.
Ora arrivo.
Sì, professore? Per favore, chiami subito la dottoressa Alfonsi. Le dica di
lasciare il reparto, usciamo. Subito, professore.
Eh sì, ormai il mio compito qui è solo quello di aprire la porta, cucinare e
riordinare la casa.
Non sono più la segretaria del signor Larry, ma sono a tempo pieno la
governante della signora.
E poi con quella ragazzina in giro dappertutto. Dice la figlia di Solly?
Lo stagliere, ma è proprio sua figlia. Così almeno ce l'ha fatta accettare.
E Anne riesce a sopportarla? È stata proprio lei che l'ha fatta accettare
anche a me. Così gliel'hai imposta anche qui in casa.
Perché? Da un po' di tempo.
Solly ha un certo potere su di lei.
Ma ora che è tornato Larry rimetterà le cose a posto lui.
Perché è tornato Larry, no?
Sì, Larry è qua.
No, Larry non è tornato.
Preparo tè o caffè? Caffè, grazie.
Quello che mi hai detto al telefono è molto strano.
È strano, ma non l'ho sognato. E non ho avuto, come spesso dite voi, un
'allucinazione. Quell'uomo che dice di essere Larry, in camera di Larry, puoi
andare a controllare.
Vai a vedere, ti prego.
Ha detto di essere molto stanco e che voleva riposare.
Se eri sicura che quell'uomo non era tuo marito, perché non hai chiamato la
polizia, invece di offrirgli la camera di Larry?
Ma io non gli ho offerto proprio niente. Quel tipo ha fatto tutto da sé, se l'è
presa, come se fosse il padrone di casa.
Se è come dici tu, dovevi chiamare la polizia. Ha ragione Mirella. No, non
voglio fare uno scandalo.
Tu hai sempre cercato di evitarlo lo scandalo, no?
Adesso andrò a vedere quest'impostore, poi chiamerò la polizia io stesso.
Perché sei venuta qui? È per una ragione che mi riguarda o perché speravi di
rivedere il tuo Larry?
Larry è tuo, carina. L'hai sottratto a me, sposandotelo. O forse i tuoi soldi
me l'hanno portato via.
Fu Larry a fare una scelta.
Una scelta che tu non avevi perdonato a me.
Comunque ora Larry è morto.
Il nostro antagonismo non ha più ragione di essere.
Però se fosse realmente tornato... Lui non è tornato.
È morto.
L'ho veduto io con quella sua faccia.
Quella sua faccia. Ma non è stato mai trovato il suo corpo?
E poi perché quest'uomo che dice di essere Larry dovrebbe mentire? Non lo
so.
Però lo sta facendo.
Sei venuta per convincermi di rientrare in clinica, non è così?
No, solo perché l'ha voluto Mark.
Tu sei stato un caso che abbiamo studiato in due, se ben ricordi.
Comunque, ne è passato di tempo.
Purtroppo Larry è morto e prima o poi ritroverò il suo corpo.
Anne, non ci sono dubbi, sai?
Quell'uomo è Larry, tuo marito.
Sta dormendo, a me sembra molto stanco. E soprattutto dimagrito.
Forse è malato, non so, dovrei... Ann!
Grazie.
Fai un essere schifoso.
Ma come? Quella non è tua figlia.
Da domani tu la mandi via, chiaro? Non la voglio più qua attorno.
No, aspetta un momento signora.
Tu spegni quell'affare.
È questa che non deve stare più a casa mia se la porti via.
Me l'ha fatta tenere qui più di quanto avessimo patuito, no?
Non lo riboglio indietro.
Te l'avevo regalata, no? Ma ci sono le iniziali, le sue iniziali.
È compromettente che me la tenga qui, non le pare?
E poi, dico io, non posso, non posso neanche venderla, sarebbe pericoloso.
Dovrei senz'altro denunciare come e dove è stata trovata.
Beh, allora falla sparire.
Facile, eh?
Come sbarazzarsi di lei, vero?
Allora, tienilo pure qui.
Dice della pistola o di mia figlia?
Ma lo è o no tua figlia?
Rispondi, dai.
Perché? Cambierebbe qualcosa, signora?
A proposito...
Potrebbe tenerla un po' di più a casa sua e farle imparare l'educazione. E
magari insegnarle a portare le scarpe o a indossare qualche
vestito. Dico di quelli suoi, magari di quelli un po' vecchi.
Sì, di quelli che lei scarta. Ero venuta qui solo per farmi sellare il mio
cavallo. Sì, obbedisco. Lo faccio immediatamente.
No, grazie.
Ecco qui, io ho ribattuto fino al capitolo ottavo. Ho visto che ci sono
degli spazi vuoti nel terzo, ma non mi ricordo perché.
Forse è un punto che lei voleva rivedere o farci delle correzioni.
È meglio che mi rilegga tutto adesso.
Non ricordo quasi più nulla di quello che ho scritto.
Beh, quando vuole riprendere io...
Mark e Mirella però avrebbero potuto aspettarla.
Poi credo che neanche mi vada più di riprendere quel tema, era un giallaccio
alla fin fine.
No, non è vero invece.
È solo il suo stile che è un po' trascurato.
Con una buona revisione capitolo per capitolo è godibilissimo, mi credo.
Ma... Anne!
Dove sei stata finora? Ci hai fatto stare in pensiero.
Vuole cose, Naldo?
Ci lasci soli, se ne vada. Dicevo soltanto che se le serve qualcosa io
potrei... Se ne vada.
E così è ancora qua lei.
Anna, ti prego.
Se lei dice ancora di essere mio marito, la prima cosa che faccio è andare a
denunciarla. No.
Anzi, le faccio una proposta.
Io sono ancora abbastanza ricca, anche se qualcuno ha fatto manbassa sul mio
conto in banca.
Comunque mi dica pure quanto vuole per togliersi dai piedi.
Per l'amor del cielo, adesso basta.
Tu non puoi trattarmi in questa maniera.
Hai capito?
Forse potrei giocare davvero il suo sporco gioco, ma attento, potrebbe
diventare troppo pericoloso, ma per lei...
E che tu l'hai voluto. Ann, mi senti?
Ann! Ann!
Ann!
Cos'è successo? Il telefono.
Il telefono?
Il telefono è squillato, eh.
No, l'avrei sentito. La suoneria è in tutte le stanze. Ma era Larry.
Sono rientrato da poco. Ho visto la luce. Ti serve qualcosa?
No, grazie.
Procavo fra i ricordi.
Parliamone, Anne.
Non ora, per favore. Sono molto stanca.
Anne... A domani.
Domani sarà tutto diverso.
Ok.
Beh, era ora che questo caffè arrivasse. Sei lodevole. Ora vattene.
Ho detto di andartene!
Via!
Grazie.
Ah, finalmente!
Ciao Mark, Mary, Larry, scusate ho ritardato, ma
una bella cavalcata mi ha rimesso veramente a posto. Lo vedo, sei davvero
in forma.
Noi invece siamo un po' sconvolti dalle tue inaspettate telefonate. Che è
successo? Che devi dirci questa volta?
Che siete stati davvero molto bravi, tutti voi.
Siete riusciti a farmi dubitare anche di me stessa, per un momento.
Dai, arriva il sodo, Anne, che cosa... No, ti prego, Larry.
Dunque, allora?
Ah, niente.
Soltanto che il vostro macabro scherzo l'avevate preparato con ogni cura,
certo.
Bravi.
Le fotografie cambiate dappertutto, perfetti fotomontaggi, un buon copione.
Che devo dire? Avete ben recitato. Però purtroppo vi è sfuggito un piccolissimo
dettaglio.
Questo.
E quindi non meritate alcun applauso.
Io davvero non ti capisco.
Ah no?
Ieri sera, in questo medaglione, c'era la foto di Larry, il
vero Larry, mio marito.
Anne, ti prego non continuare con questi deliri. Sembra che ti ci compiaccia.
Smettila, Mark.
Ma tu che cosa vuoi da me?
Che io mi rassegni a considerarmi, a ritenermi una pazza?
È questo quello che vuoi?
Anne, ecco, noi vogliamo solo aiutare te e Larry.
A riprendere quel rapporto che avevate un tempo.
Dottore, è inutile.
Siamo alle solite, non lo vede?
Anna, io ti voglio bene, lo sai.
Non puoi dubitare della mia devozione che è... Ammirevole.
Ma voi, tu, che cosa volete da me?
Se mi vuoi bene, allora perché vuoi che io partecipi a questa vostra commedia?
Dammi una vera ragione.
E io potrei anche farlo.
Ecco, tu rifiuti di riconoscere lui il tuo Larry perché inconsciamente lo hai
sempre accusato della tua forzata sterilità.
Ma non sei pazza affatto.
È solo uno stato confusionale. Vorrei tanto che fosse vero quello che stai
dicendo. Comunque proverò a seguire il tuo consiglio, Mark.
Cercherò di ritrovare in questo uomo il mio Larry, va bene?
Che c'è adesso, Mark?
Sei geloso? Ma di me o di Larry?
Ed ora, se non vi dispiace, vi pregherei di lasciarci soli.
È quasi un anno che noi non... non facciamo... come dire... l'amore,
ecco. Va bene.
Adesso ti hanno tolto il copione dalle mani, amico.
Vediamo come sei recitata a soggetto.
La mia camera e il mio letto sono molto più confortevoli.
Puoi venire da me stasera.
Sei coraggio, sfrontatezza e un robusto sesso, come lo aveva il
mio Larry.
Buongiorno. Buongiorno, dove va?
A fare una cavalcata, ne ho bisogno, lei no?
Ma la colazione è quasi pronta.
Ho già preso un buon caffè e mi basta.
Ecco, questi sono gli altri fogli che ho scritto stamani, ma non ho finito il
capitolo, mi dispiace.
Questa sera mi sono addormentato profondamente, come se avessi preso
chissà quante sedatine.
Si sieda o no? Ho bisogno di allontanarmi un po' da qui, altrimenti
finirò il tiltanchino. Non tema, rientrerò presto, non scappo.
Forse è meglio che questa mattina non lasci la signora da sola.
Invece è proprio meglio che io non rimanga con lei.
Almeno stamattina.
Ehi tu, vuoi parlare con la signora Moffat?
E perché?
C'è qualcosa che le devi dire?
Ma è difficile che lei ti capisca, lo sai.
Prova con me.
Che cosa nascondi là dietro?
Fa vedere.
Non fare storia.
Dove l'hai preso?
L'hai trovato?
Dove?
Che cosa c'è? Cosa avevi da dirmi?
L'orologio.
L'orologio? Hai perso l'orologio? No, no. L'orologio.
Capitolo decimo.
Ma... è la caligrafia di Larry.
No.
No.
Allora ti rifiuti di dirmi dove quella ragazzina ha trovato questo orologio?
Gliel'ho già detto.
Non lo so.
Neanche a me l'aveva fatto vedere, mi creda.
Se figuri, neanche mi aveva detto di averlo trovato.
No, non ci credo. Mi dispiace, tanto peggio per lei.
Allora quanto vuoi.
Potrei farmelo dire se lei fosse disposta a... Beh, te ne
pentirai, tu.
E quella tua sbaldrinella.
Sì?
Ah, ma è sicuro che sia il suo orologio?
Va bene, va bene, calma.
No, oggi no.
Non posso neanche in serata. Ho degli impegni.
Ma certo, domani mattina.
Sì, sarò lì domani mattina.
Comunque che non si dica niente a nessuno.
Sì, chiaro.
Ok, ciao.
Ti dirò che ho un po' legato stamani questo brocco. Beh, succede.
Meglio che non lo monti, però, sai?
Non ci penso per niente. Se dormi... Ciao, Mark!
Salve, dottore!
Ciao, Mary!
Oh, chi si vede? Ehi, Brigitte, che fai da queste parti? Cavalco un po'. Ma
stamane il terreno è un po' un pantano.
Ma è che sono qui perché sto girando un film in una villa acqua attorno.
Ah, sempre sulla breccia.
Permetti che ti presenti Larry Moffat, l'attrice Brigitte Garay. L'avrai vista
in chissà quanti film. Larry Moffat?
Il piacere è mio.
Larry è un mio vecchio amico e anche il marito della proprietaria di questo
maneggio. Vive in quella villa, vedi?
Vieni a trovarci se hai tempo.
Ok. Ciao, Diva.
Ciao, Mark.
Ciao, Larry Moffat.
Salve, brutta giornata oggi.
Salve.
Che cosa state facendo? Siamo della IMCO, stiamo facendo dei rilievi per
iniziare dei lavori di costruzione di alcune ville.
La signora Moffat costruisce delle ville?
No, la signora Moffat ha venduto questo terreno ad una società, è tutto qui.
Mi scusi. Buon lavoro.
Grazie.
No, non sono d'accordo. Con questo finale il tuo libro diventa
completamente un'altra cosa da quella di cui mi parlavi un anno fa.
Così a me non piace.
Consolante. Com'era prima questo finale?
Io non so niente, a me non l'ha mai detto.
Non ricordo bene la meccanica della soluzione del giallo, so soltanto che...
Sì, finiva diversamente, infatti.
Ecco, non c'era il colpo di scena, la situazione era quella che era, sì. Però
vorrei che parlasse Larry.
Avanti Larry, dila tu come finiva prima la storia.
Beh, è passato più di un anno.
Spesso si concepisce una situazione e poi magari il tempo te la cambia.
Un anno a volte è lunghissimo.
Vedi, si cambia, succede.
I miei personaggi sono psicologicamente diversi oggi. Come vuole chiamare questo
fumetto super romantico, allora?
Sì, perché mi sembra che la trasformazione prenda questo indirizzo.
L'assassino cambia registro mentale e la sua vittima predestinata sopravvive
felice e contenta.
Giusto, se un assassino è un assassino costituzionale, secondo me non c'è
assolutamente alcun dubbio.
È logico che vada fino in fondo.
I fatti del libro ora faccio passare del tempo, che plasma, modifica, matura.
Stiamo andando troppo sul difficile.
Stia attento, signor Larry.
Attento?
Potrebbe annoiare il lettore.
Forse ha ragione.
Ma lasci dire, Mary. A volte un finale imprevedibile può essere anche...
Pericoloso.
Il lettore ama la prevedibilità.
Perché vi partecipa sentendo...
Molto ben lusingata la sua intuizione. Questo è anche vero. E allora?
Ci penserò su.
Vogliamo ballare, Anna?
Ballare? Sì, perché no?
Ma io non so ballare, lo sai.
Comincerai a imparare da stasera.
Su, bevi e buttati, dai.
E va bene, buttiamoci.
Il digestivo.
A proposito, oggi ho visto della gente nei pressi della piccola scuderia.
Mi hanno detto che hai venduto quel terreno.
Sì, è che quel posto non mi piace più.
Ne ho un brutto ricordo.
E poi, quel terreno non mi rende assolutamente niente.
E qui le spese sono tante. Dio, come si fa?
Scusami, il conto in banca si è molto assottigliato.
Lo sai, no?
No.
No, dico davvero, no.
Come no?
Un anno fa, prima di scomparire, hai fatto in banca una bella spolverata dei
miei soldi.
Non ti ricordi più?
Ah, sì, ma certo.
Se vuoi ti ricordo anche la cifra in caso l'avessi dimenticata.
Quando venne l'estratto conto, mi meravigliai, quasi svenni.
Perché non mi hai detto di quel prelievo?
600.000 dollari sono un po' tantini per non parlarne.
Cosa dovevi farci?
Cioè, che cosa ci hai fatto?
600.000 dollari? Eh sì, caro.
600.000 dollari.
In contanti.
Prelevati da un colpo.
E prelevati da te.
Anche il direttore della banca si sorprese, ma il nostro conto era in
firma comune.
E allora non potei sollevare alcuna obiezione. Ma non ti ricordi, amore?
Santo cielo!
Bella!
Che succede?
Tu l'hai drogata, vero? È solo un sedativo. E dormirà.
Senta qua.
Trovato orologio di suo marito vicino piccola scuderia.
Attenzione alla signora Nere.
Firmato Solle.
Gliel'ha mandato stasera da quella puttanella.
Brigitte!
Brigitte! Finalmente ci si rivede, Larry.
Si può sapere che cosa ci fai tu qui?
Ti cercavo.
Volevo vedere più da vicino il marito di Anne Moffat, che un anno fa mi ha
mollato facendomi fuori una cifra considerevole e qualche gioiello.
Ti droghi ancora?
No, molte cose sono cambiate da allora.
Tu non puoi venire qui, poi ti spiegherò.
Non devi spiegarmi nulla qui. Puoi venire all'hotel Claridge, stanza 16.
Stasera ti aspetto.
No. Allora lascia che parli alla signora Moffat di quella cifra e di quei
gioielli.
Di che cosa ti preoccupi?
Sei suo marito o no, Larry?
Se soltanto ci provi io... Tu prova a non venire da me stasera.
Adesso che ti ho ritrovato non pensare che ti molli. Ciao.
Questo è l'ostivale del signore.
A me piace così.
Anne, dove sei stata?
Li hanno uccisi, li hanno uccisi.
Ti prego, ma cosa stai dicendo?
Solle e la ragazzina li hanno trucidati. Anne, ma che cosa ti stai inventando?
Vattene, vattene via, assassino. Per l'amor di Dio. Che diavolo sta
succedendo?
Anne.
Non lo so, non capisco.
Dice che hanno ucciso Solle e la sua ragazzina.
Beh, a questo punto io chiamo la polizia. No, fermo.
Chiami prima il dottore e il signor Mark.
Magari poi ci pensano.
Larry, che è accaduto?
Oh, no, no, Ann.
E che ci faceva lei nella piccola scuderia in piena notte?
Sì, chiamo io la polizia. No, non preoccuparti.
Tu pensa ad Ann, vi raggiungo subito.
Che è successo? Anna ha detto di aver trovato Solly e la ragazza uccisi nella
scuderia.
Lei era là perché voleva prendere un cavallo, almeno così dice.
Voleva cavalcare in piena notte. Che ha detto la polizia?
Così a prima vista dicono delitto passionale.
Un delitto passionale?
Delitto passionale e suicidio.
Solly aveva la pistola ancora in mano.
Deve aver sorpreso la ragazzina con qualcuno e le ha sparato.
Poi magari si è reso conto di quello che aveva fatto e si è sparato anche lui.
La polizia ha detto questo.
Ma perché si è mutilato in quel modo?
Per punirsi forse.
Certo potrebbe reggere come ipotesi.
La ragazzina era una ninfomane e lui ne era vittima.
Ha chiuso in quel modo una vicenda torbida.
Una storia molto squallida.
Erano due bestie, Solly e quella ragazzina, come la chiamate voi.
Stavano bene nel loro trogolo.
Poi magari era anche per davvero sua figlia.
Ah, che storia.
Dov'è Anna?
È andata in camera sua?
Sì, e si è pure chiusa ai chiave.
E allora?
Ehi, sto dicendo a te.
Che vuoi sapere da me?
Sai qual è stata la vera colpa di Solly?
Ritrovare quell'orologio.
L'orologio di Larry.
Io non l'avevo detto a nessuno, ma Anne deve avermi spiato e ascoltato quando ho
telefonato a lei.
E allora?
Allora lo ha ucciso, come ha fatto con suo marito.
Sembra impossibile, ma è una dissociata, lo sappiamo bene.
Io... non posso dimenticare cosa ha fatto per me Larry.
Io dico il vero Larry.
Ah sì?
Ma il vero Larry aveva dimenticato quello che tu avevi fatto per lui.
Non è così?
Aveva dimenticato quella sporca sauna che frequentava abitualmente e dalla
quale tu l'avevi tirato fuori.
Aveva dimenticato che l'avevi mantenuto, fatto studiare e diventare uno
scrittore. Così si era sposato e ti aveva mollato.
E poi si era pentito?
Ora non parlare male di Larry.
Ti ha sempre appoggiato, difeso e ben più di una volta.
Quando ti cacciavano da ogni compagnia teatrale perché ti drogavi, era lui a
darti una mano.
Sei tu che ti sei allontanato da lui, gli dovevi troppo.
Anche con me, quando io ti ho guarito, diciamo.
Ti sei comportato da ingrato anche con me.
Sei sparito prima da lui, poi da me.
Sei riapparso soltanto ora perché avevi bisogno di me.
Forse Anna era gelosa di tutto questo e per questo motivo l'ha ucciso.
Lo vedi? Cominci a convincerti anche tu.
Ma no, non del tutto almeno.
Perché non vedo come abbia fatto ad uccidere Solly e l'altra con una pistola
di quel tipo, con un silenziatore poi.
Troppo complicata quell'arma in mano ad una pazza. E poi Solly... Sì, Solly le
era, come dire... Le era devoto, mi pare, no?
Ma Solly poteva tradirla in qualsiasi momento.
Su questo non c'è alcun dubbio. Aspetta Mary, scusa un attimo.
Tu pensi a quell'orologio che Solly aveva trovato?
L'orologio poteva non essere importante, ma il luogo dove l'aveva trovato sì.
Avete sempre parlato della piccola scuderia come possibile zona del
delitto.
E allora perché...
Perché Ann avrebbe venduto quel terreno lì intorno? Con i lavori che ci faranno,
se c'è qualcosa nascosto lì sotto, verrebbe fuori.
No, Mary, ci sono molte cose che non quadrano in questa faccenda.
E poi, perché tu e Mark avete organizzato questa lugubre farsa? Per
farla confessare e vendicare Larry o per farla diventare pazza e basta?
Potevate parlare dei vostri sospetti alla polizia, no?
Io non voglio, non voglio più ascoltarti.
Non una parola di più.
Perché... Perché se non trovo una ragione, tutto quello
che ho fatto finora è solo una follia.
Pronto? Sì, sono Brigitte Garret.
Sono un'amica di Larry, diciamo il signor Larry Moffat.
Lei è la signora Anne Moffat?
Sì, sono io.
Vorrei incontrarla, parlare con lei di Larry, di Larry Moffat. Quando potrei
vederla? Stasera, se possibile?
Stasera alle dieci, va bene? Ok, ma non vorrei venire in casa.
Scenda lei in giardino. D'accordo.
Arrivederci.
Ecco.
La ringrazio.
Sì, me la passi.
Brigitte Garay vuole parlare con Andy Larry.
Quale Larry? Forse lei conosceva il vero Larry, non immischiarti.
Già fatto, le ho detto di essere io.
Viene qui alle 10. Io devo vedere anche Mirella. Mirella? Ma che diavolo stai
combinando? Che c'entra lei? Poi ti spiegherò.
Ora tu chiama Brigitte.
Dille... Dille che sto male.
Non voglio vederla. Ti prego.
Ma allora che si alleria vedersela con Brigitte?
Sarebbe la cosa più giusta. Ma non mi fido di lui.
E perché? Per me si è messo d'accordo con lei.
Sta tramando qualcosa contro di noi.
Beh... Poi ne parleremo. Spero di vederti presto. Ciao.
Noi due dobbiamo parlare, soprattutto per trovare la verità.
Quale verità?
Quella che volete tu, Mark, Mary?
Non temere, non voglio ucciderti.
Me l'aveva regalata Larry per una circostanza.
Solly la trovò ai piedi di Larry morto.
La nascuse e la conservò per ridarmela.
Voleva scagionarmi dalla situazione in cui mi trovavo.
Aveva pensato che io avessi ucciso Larry.
Ma non la vogli.
E' di paura in quel momento.
Gliela lasciai.
E lui per un po' non ha fatto altro che approfittarsi di questa mia paura.
No, no, nessun ricatto.
Ma... voleva tenere con sé quella sua ragazzina.
Ultimamente, in questi ultimi giorni, aveva avuto un'illuminazione, forse dopo
aver trovato quell'orologio.
Ricordò improvvisamente che lo sparo sentito, che aveva ucciso Larry, non era
lo stesso di questa pistola.
Sì, proprio così, lui era uno che conosceva molto bene le armi e me la
rimandò indietro.
Poi mi mandò anche un biglietto.
Ecco, leggi.
Proprio quest'arma la scagione, la tenga pure.
Poi se vuole spiego tutto.
E giorni fa mi ha spiegato.
Avrebbe mandato via anche quella ragazza, se io avessi voluto.
Povero Solli.
Io sono un attore, un povero attore. È un ex drogato.
Mi chiamo... Silenzio.
Potrebbe essere pericoloso.
Dobbiamo fidarci l'uno dell'altro.
Ho paura.
Per te e per me.
Hai un'idea di chi possa essere l'assassino?
No, non lo so.
So solo che finiranno...
Per incolpare me ne sono più che sicura.
Usciremo da quest'incubo, puoi contarci.
Sì, lo spero, Larry.
Ti ringrazio.
Io non mi chiamo Larry.
Ma sei sicura di quello che stai dicendo?
Assolutamente. È proprio per questo che volevo vederti prima di partire.
Doveva coprire i suoi debiti con quella cifra, ma avrebbe dovuto anche
restituirla. E poi, scusa, ho avuto la conferma dalla sua banca.
Il direttore è mio amico da tempo.
Larry preleva tutto, svuota anche il conto di Annie e poi sparisce, i debiti
non si pagano più.
Ma allora Larry...
Mi fa paura quello che mi hai detto. L'inganno a volte è talmente ben fatto
che può coinvolgere chiunque.
Quindi anche Ann, qui siamo tutti in pericolo.
Oh mio Dio.
Ora che sai tutto, posso darti un consiglio?
Devi fare come faccio io.
Vattene via, subito.
E così adesso la situazione si è rovesciata.
Siamo in trappola.
Beh, ora io scappo.
Perché sai, chi sa troppo di solito paga.
Aiutami.
Ma che cosa le hai fatto bere?
Un narcotico che la farà dormire un po'. Quando si sveglierà,
tutti voi sarete morti.
Si troverà con questa pistola in mano e... crederà di aver ucciso anche te.
E diventerà completamente pazza.
Come io avevo già stabilito, d'altronde.
Chi potrà più crederle ormai?
Io stesso avvalorerò il suo stato, ovvio. Un caso di schizofrenia.
E finirà il resto dei suoi giorni in un provvidenziale istituto criminale.
Ma la odi così tanto, è mai possibile?
Sì. Ed è per questa ragione che hai ucciso Larry.
E allora?
Una ragione dovresti pure averla avuta.
La mia clinica era in un disesto finanziario pauroso.
Chiesi a Larry di aiutarmi.
Mi dette del danaro, poi dell'altro e altro ancora.
Finché prosciugò anche il conto che aveva insieme a Dan.
Gli avevo detto che stavo per vendere dei terreni e che gli avrei restituito
quella somma.
Ma io non avevo terreni da vendere.
E lui premeva per farmi restituire quel danaro.
Non aveva parlato di quel prestito ad Ann per non trovarsi in imbarazzo.
Gli avevo dato appuntamento quella mattina alla piccola scuderia.
Ann non lo lasciava un momento.
Lui trovò una scusa per allontanarsi da lei.
Tu non venire dentro!
Se la giumenta sta ancora male dovrò farla fuori. No.
Lo devo fare, Anne. Anche il veterinario lo ha consigliato.
Fratture simili si rimarginano difficilmente.
E come la ucciderai se dovrei farlo?
Già, dammi la tua pistola. E la tua? L'ho dimenticata.
Ah, bravo. E poi dovevamo andare per trappole.
Fai presto, su.
Buongiorno, Larry. Ah, ciao.
Come vedi, sono puntuale. Oh, eccoti l'assegno.
600.000 dollari.
Ho firmato il contratto di vendita ieri sera.
Larry?
Larry, che cosa fai?
Larry?
Rispondi! Larry?
Non muoverti.
Volevo soltanto bere una cosa.
Ma quella lettera di Larry, quella in cui diceva che se n'era andato.
È stato facile.
Conoscevo bene la sua calligrafia.
Larry scriveva i suoi romanzi a mano.
Spesso mi faceva leggere i suoi manoscritti prima di farli battere.
Fui io che gli procurai la povera Mary ed ero io a passarli a lei a volte.
Devo dire che ho avuto tempo per studiare la sua calligrafia.
Come lo hai avuto tu d'altronde.
Sì, certo.
Per mandare avanti il suo romanzo nulla di sangue. Quindi, come vedi, Tu sei...
Siamo
alla fine del gioco, amico.
Tu sei l'ultima pedina.
Anche se per me la più preziosa.
Non posso permettergli di lasciare nulla al caso.
Tutto. Tutto è già stato perfettamente programmato.
Ma Anne potrebbe dire come stanno le cose?
La psicopatica?
Pensi che qualcuno le crederà?
La troveranno con tre cadaveri attorno e la sua pistola in mano.
Per anni ho stilato certificati medici che la dichiaravano schizofrenica. E io
sono stimato e rispettato come uomo e come dottore.
Quindi ti posso uccidere tranquillamente, proprio come tutti gli
altri.
La mia opera è perfetta.
Basta, dottore!
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