Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Grazie a
tutti
Ehi,
ancora!
Grazie.
Non so se questo film non mi è piaciuto perché... Sì, un po' di cose, un po' di
vero, ma non è delettante.
E poi di film di queste che fanno l'autostop ne hanno fatti tanti. Una
roba passata, vedi?
Porca puttana, Carlo, guarda qua che roba. Come?
Oh, cavolo che queste sventole fanno l'autostop. Sì, stai fresco.
Per rimorchiare una di quelle ci vorrebbe almeno un Rolls Royce. E che
vuol dire?
Non ci avremo un Rolls Royce, ma almeno uno stretch di Mercedes se ce l'abbiamo.
E il cottage di tuo zio dove lo metti? Non è che ci metti niente, non abbiamo
mica l'area dei morti di Fano, no?
Sì, ti saluto.
Ragionando così sono tre o quattro weekend, direi. Mi diamo certi scopi e
mi sgallettate se è giusto per non perdere la battuta.
Di che?
Quarto e terzo.
Dove? Là, con l'autostop.
E allora, Fiora, chi dà?
Rimarciata.
Vuole un passaggio?
Prego.
Prego, venga, si è comoda.
Un'operata più luminosa, eh?
Dov'è diretta?
Scusi, possiamo chiederle come si chiama?
Ha scritto l'oro.
Ha scritto l'oro?
Ma che fa, non parla?
Ha scritto l'oro.
Sì, muta. È muta, assolutamente muta.
Forza miseria che sono.
Se è muta, chi ce ne prega? Già, e a noi chi ce ne prega?
Non dobbiamo mica fare una discussione filosofica.
Eh già.
Sta comoda così.
Carlo, ma questa mi tocca la mano, ci sta. Hai da tutto fare, no?
Certo che ci provo.
Michele, ma questa non è una donna, è un uomo. Ma che fai? Rompi proprio adesso.
Tu, è un travestito.
Ma che schifo, ferma, ferma, buttalo fuori.
Stifoso di merda, stifoso di merda.
Stifoso di merda, stifoso di
merda. Ma
non lo sapete che c'è l'Unifex illetterati?
Ma tu guarda... Hai capito perché non parlava il piccolino?
Porca puttana. Propriamente. Eh già.
Ehi, ehi, mi è venuta un'idea.
Sì, va bene.
Vieni, vieni.
Grazie. Grazie per avermi seguito.
Sono molto grata per avermi seguito.
È stato molto difficile.
È stato molto pericoloso. Oh, sì, sì.
America? No, è un paese bello. È un paese bello.
È un paese bello.
È un paese bello.
I'm not afraid to go around all alone.
Oh no, no.
Ma insomma, si può sapere che cazzetto fate dicendo?
Ha detto che non ha paura ad andare in giro da sola, capito?
Ah, bravissima, very coraggiosa.
Oh, it's very warm in this car, molto calore.
Eh sì, non badiamo a pesi noi.
May I change my dress?
What? Do I drive in this dress?
I haven't the opportunity to change before.
Oh, sì, possono farlo, se vogliono, possono farlo.
Grazie.
No, very well, I see better.
Mi scappa la pipì. Come?
Vuoi fermarti, per favore, ciccio?
Che? Ho detto che mi scappa la pipì.
Eh? Non posso mica farla qui in macchina, stupidone. Eh?
Ah, capito.
Adesso vedrai, troviamo un posto per fare la pipì.
Presto, presto, non resti.
Sì, abbi attenzione.
Ora giriamo a destra e lo vediamo.
Ora ricordalo.
Sì.
Stamman commissary?
Oh, yes.
Vabbè, allora vi accompagno.
Non usate mai.
Ma che squallido.
Che volete?
Certo, bisogna arrangiarsi. Questo è il reparto uomini, di là per la signora.
Prego, accomodatevi, prego.
Ecco.
Ci sono delle comodità, perlomeno siamo al coperto. Al di fuori degli occhi
indiscreti.
Ecco.
Allora, tu caro, va pure al reparto uomini, dai. Sì, sì, sì. E vai.
Io non piaccio l'acqua, è dolce. Ok.
Non lo fai?
Oh, sì.
Che c'è, cara?
Ma tu sei...
Guarda! Guarda!
Guarda!
Guarda! Guarda!
Guarda!
Ciao piccola!
E
salutami
la sveglia!
Questa settimana mi è sembrata più lunga adesso.
Porca puttana, non passava mai.
Mica male, lo avete fatto nell'ultimo oggetto, eh?
Mica male.
Piccolina, ma pastosa.
Chissà che gli avrà raccontato il fidanzato quando è arrivato a Milano.
Oh, eh?
Guarda un po' laggiù.
Però non c'è bene quel punto.
Guarda, quella cos'è? Guarda.
Allora, allora.
Dai, dai, perdiamoci.
Diamoci agli amori aggressi.
Ma che si fa per Santa Caterina? Non è facile, signor. Bisogna
arrivare via e poi io vado presto. Non è mica tanto facile, signor. Non ci sono
capace di niente a spiegarlo.
E allora come si fa?
Tu per caso non vai da quella parte?
Sì, vado lì vicino. Allora vieni via.
Vieni, vieni, se ti diamo un passaggio.
Ecco qui.
Ora diamo a mio marito, ti fa il saluto. Eccomi tua casa.
Sì, sali, sali.
Ecco, bravo.
Monsignor, se tu giri alla prossima strada che vedo qua, diamo la scorsa d
'ora e arriviamo prima.
Quanti anni hai? 17 e non compiuti.
Ma che belli che sono. Ma che stai facendo tutti?
Ma fra donne, scusa, stiamo a guardare a tutte cose.
Ma che belle cosciotte. Oh, signor.
Oh, come sono lisce. Ma sono meglio fatta la testa. No, figlio.
Voglio scendere. Hai sentito la bambina? Vuole scendere. E fermati, figlio,
fermati.
Voglio scendere. Ferma, ferma.
Ma che volete fare?
buona, buona
Grazie a tutti.
con lei signore. Grazie.
Arrivederci.
No, sono sicuro che è frusto, non sempre con la cucina, più con la contadina.
Questo è quello che mi hanno dato, a me che benefica.
Ma io lo devo mangiare, non vedo l'ora che si riapra la stagione della caccia.
Non ne posso più di questo pesce, mi rimane sullo stomaco, ecco.
Anche su questo c'è il fosforo. Eh, ci faccio i pianiferi col fosforo.
Ah, sei arrivato.
Ci vediamo in ufficio domani.
E buon pesce!
Te lo dico io dove te lo devi mettere il pesce. Ciao, ciao.
Come sei salito a forza.
Adagio, cosa aspettate? Prendetelo!
Ciao, amore. Ma che fai?
Togliti subito gli stivali che mi rovini la mochezza.
E' arrivato il pescatore.
Stivali, grazie.
Prego.
Ciao, Pietro.
Da quando è che ti interessi alla tv dei ragazzi? Da quando quell'angelo di tua
moglie mi censura le domine sfogliate e i film porcografici, voglio dire, quelli
personali. In questa casa finché vivo io, certo perché io non le voglio
vedere. E tu come al solito sei in ritardo, eh?
Hai testato qualche cosa perlomeno? Sì, sì, ecco.
Sarà stupo come tutte le altre volte.
Senti l'odore.
Ehi pescatore, senti l'odore. Che c'è dietro?
Non ci porti a puttare un giorno.
Ma sì, è alla tua età, l'infarto.
Guarda che mi fuggono ancora tutto, sai.
Guarda che io ti diseruto e il contagio in campagna è che ti stai a godere, te
lo scordi. Ne riparleremo, per adesso guardati la televisione, fai il bravo.
Brutta e fraccia.
Ti hai detto?
Ho detto che mi affaccio.
E questa dove l'hanno trattata? In un bosco fuori mano sulla pinta, vogliono
un research.
Chiama Giorgio, il cuore Santini.
Lavoro nel batteriologico, è lunedì. Allora telefona la dottoressa Mori, sono
affari di donne, sì o no?
Pronto, chi parla?
Chi è?
Ma io sono di riposo questa sera.
Va bene, arrivo.
Adesso basta.
Senti. Ma io non ho finito.
Tante volte non ho finito io.
Ma tu questo mica puoi farlo, eh? Posso, posso.
Altro che se posso.
Quando voglio posso farlo.
Ridimensionati, caro mio.
Già, ridimensionato e senza speranza.
Bruzzo affare. L'hanno contata proprio male.
Comunque l'abbiamo rimettita.
Dovevano essere dei bruti.
Già. Purtroppo questi fatti sono in continuo aumento.
E la maggioranza non li denuncia nemmeno.
Questo era uguale.
Qualche razza di bestie assetate di sesso sono questi delinquenti.
Scemo che lei si faccia un quadro sbagliato della situazione.
L'intercettualità.
Può originare la violenza, ma le radici dell'atto, a mio avviso, sono da
ricercarsi al loro.
Dove in particolare?
Nell'insoddisfazione, ad esempio.
Molti individui, per ragioni diverse, non riescono a realizzare pienamente il
loro ego e rivestono in conseguenza all'esterno quel desiderio di
autodistruzione che non riescono a scaricare sulla loro stessa esistenza.
Sbagliati.
I fattori esterni sono molto importanti. Essi vengono condizionati da tutto quell
'insieme di elementi che compongono la vita di un individuo. La natita, l
'ambiente in cui si vive e in cui si sviluppa il carattere.
Sì, tutto questo può essere giusto, però io non trovo giusto che... Essi non sono
dei mostri, così come la gente comune tende a raffigurarli. Al contrario, essi
possono apparire persino normalissimi per quasi tutta la totalità del loro
tempo.
Lui riduce tutto a un caso clinico.
Secondo le sue teorie, anche Hitler avrebbe potuto essere considerato niente
di più che un semplice malato.
Non è, infatti, e con questo?
Con questo preferisco assumere un atteggiamento nonotettico.
Per me si tratta di criminali e basta.
Non c'è punizione sufficiente per i delitti da loro commessi. Il vero guaio
nell'insufficienza delle leggi che abbiamo, violentare una donna... È un
peccato veniale.
Va davanti. Da secoli noi giochiamo al ruolo delle contatrici, delle
corruttrici. Che altro avrebbe potuto fare un povero indifeso uomo contro le
subdule arpi ammaliatrici di una bella donna? Gli stessi giudici, in quanto
uomini, sono portati a comprendere, in qualche modo a giustificare.
cosiddetto attimo di follia erotica. Chi ci fa la figura della puttana è sempre
quella disgraziata che ha subito la violenza, senza contare l'automatico
rigetto dell'opinione pubblica, che idolatra ancora la verginità ad ogni
costo. Penso a volte che se fossi un giudice... Che cosa farebbe? Non lo so,
ma qualche volta la legge del taglione, mi creda, non è poi così sbagliata.
Ah, mi scusi, dottorista.
Mi chiamo Giorgio Anselmo. Ma che fa lei qui? Questo è il reparto operatorio, lei
non può stare qui. Sono del giornale del mattino, ho saputo che c'è stato un caso
di stupro e allora... Per partecipare è troppo tardi, il fatto è già stato
consumato.
Apprezzo il suo umorismo, ma posso vedere la ragazza un momento?
Impossibile, è stato di shock.
Ah, un solo istante, due o tre domande, via.
Le ho detto che non è possibile, la prego di non insistere.
Il reparto di polizia interno ha già ricevuto le informazioni necessarie alla
denuncia d'ufficio.
perché stanotte non può essere disturbata.
Guardi, lei è responsabile della mia carriera. Sarò licenziato in tronco se
torno senza questa notizia. Sono molto spiacente, ma gli apprendisti non mi
interessano. Buonanotte.
Avanti.
Permesso? Ancora lei? Ma che tipo vuole?
Mi sono tagliato la vena.
Vedi? È solo un piccolo e insignificante graffio. Non sono molto pratico di
suicidi, ma una volta o l'altra ti riuscirò a vedrà. Mi curi? È un suo
preciso dovere.
Senta, vada al diavolo.
Ma che razza di medico è, si può sapere? Si rifiuta di darmi informazioni, si
rifiuta di salvarmi la vita. Lei è una donna insicura.
Che cosa sono io?
No, forse non lo è, ma sicuramente ha dei complessi.
Finirò davvero per averli, se non se ne va.
Ma tu non vuoi aiutarmi?
Lei ha operato la ragazza, sicuramente le ha parlato.
Che cosa le costa darmi qualche piccola informazione?
Io faccio il giornalista, lei fa il medico. Abbiamo diritto di vivere tutti
e due.
Che cosa vuol sapere?
Le piacciono le bistecche alla braccia?
Oh, senta, si lavi di turno.
Oh, mi creda, non sto scherzando. Ero al giornale quando mi hanno avvertito. Sono
più di 13 ore che non mangio. Perché non andiamo a sedersi in qualche posto a
mandare giù un boccone? Non sarà mica un fatiro, spero.
Ma... L'ho preso. Su.
Ma lo sai che cos'è lei?
No.
Meno di... Sono curioso, sai?
L'impudente, invadente rompiscato non ti abbia mai conosciuto.
Ah, vabbè, adesso stai esagerando.
Scusi. La bifetta era ottima. Io sono tutt'altro che antipatico.
Che cosa aveva di meglio in progetto per la serata?
Dormire. Ah, proprio una bella idea.
La solitudine, ecco cosa aveva davanti, lo spettro della solitudine.
Ti tranquillizzi, sono autosufficiente.
Crede di esserlo, tutte le donne lo credono, a parte del bagaglio
rivoluzionario del femminile romano.
Non attacchi, il vostro è un rapporto ancestrale di subitanza all'uomo. Siamo
su un piano del tutto paritopico.
Ma no, si è mai sentito di una donna che abbia stuprato un uomo?
Mai. Non siamo sullo stesso piano.
Da come si esprime nessun racconto di argomentazioni, lei.
Comunque ha avuto le informazioni che voleva.
È tardi.
Tomeriere? Che cosa fa?
Intende pagare il mio... Dite, signora.
Oh, ma su, andiamo.
Oh, non cambio idea per una dissecca.
Ma non era questa la mia intenzione.
Mi spiace, signora, la cassa è chiusa e io non ho l'idea. Ma tu l'ha presa. E io
che voglio?
Ha visto? Che le dicevo?
Intendo rimborsarle la mia parte.
Non ti preoccupi, provvederò io a ricordarle il debito.
Va bene.
Eh,
Paolo.
Dammio un giro in viva.
Bentornata.
Grazie, ben trovato.
Che fai ancora là sotto?
Ti stavo aspettando.
In quelle condizioni?
Avevamo cominciato un discorso due ore fa. Volevo concluderlo.
Per quanto mi riguarda è già concluso.
Rivestiti.
Non ti sembra di essere un po' eccessiva?
Non sono un oggetto che si può prendere la scala.
Una questione assolutamente bilaterale.
Neanch'io sono un oggetto. E ora che anche tu lo capisca, una buona volta.
Per fare l'amore bisogna essere in due.
E io adesso non me la sento.
Sono stanca, ho sonno, voglio dormire sola.
Qualche obiezione? Parecchie, ma... ho idee che non servirebbero a granché.
O sbaglio?
Non sbagli.
È la prima volta che mi dai ragione. È già qualcosa.
Devo considerarmi soddisfatto.
Sono felice per te.
Lascia il campo, generale.
Sogni d'oro.
Grazie. Ti chiamerò io un giorno o l'altro.
Ciao,
amore. Bentornato.
Ciao, Pietro.
Poi me lo racconti, eh?
straordinaria possiamo cominciare subito
Grazie
grazie a tutti
Eh, levati dalle palle, neanche qui vi lasci in pace.
E vai all'altro bagno, no?
Non capisco,
va bene, vengono.
Pronti palle.
... ... ... ...
Do you like the horse?
Yes.
Oh.
Go back.
Vengo, mamma.
Apri, sono io.
Un momento, mamma, arrivo. Non apri.
Mamma, che è?
Ecco, mamma, vengo.
Oh, finalmente.
Non capisco perché ti devi chiudere dentro ogni volta che sei a casa. Sono
tua madre, non dovresti avere segreti per me o nascondermi qualcosa.
No, mio figlio non ha segreti.
Lui non ha segreti, ha senso d'intimità, figuriamoci.
Non c'è niente di strano nel chiudere una porta.
A che servirebbero le spiagge?
A che servirebbero ad impedire che i ladri entrino nelle case delle persone
per bene. Hai capito cosa servono, caro? Ma cosa vuoi che si rubino a noi, mamma?
Basta, non contraddirmi.
Ora c'è la trasmissione, non devi perdere questa puntata.
Trasmettiamo Bianchi Pascoli, conversazione eucaristica di Padre
Cardillo.
Che cosa ci fanno qui?
Si volti subito.
Chi l'ha fatto entrare?
Nessuno, ho seguito il mio fiuto, ho sentito che era qui e sono entrato.
Il soffitto avrebbe dovuto imporle di notificare bussando la sua presenza.
Il concetto è discutibile, ne riparleremo. Comunque io chiudo gli
occhi, magari solo un po'. E poi, di che cosa si preoccupa? Non c'è differenza
tra uomini e donne, lo ha detto lei.
E allora cosa vuole?
Ricordarle un seguito.
Non accetto conversioni di tipo commettente.
Pranzo contro pranzo.
Sono un gioco d'uomo.
Assersione ancora stessa da dimostrare.
Sono a tua disposizione.
Bene, la invito a cena.
Ah, siamo proprio sfortunati.
Bene, anche lo sciopero.
Preferisco rinunciare, non ce la faccio qui.
Ah, ma io ho fame.
Potrei invitarla da me, qualcosa nel frigo dovrebbe esserci, sempre che
questa conversione del dedito le vada bene.
Sì, questa conversione è possibile, accettami.
Pochi secondi e saranno a puntino.
Beh, di secche come queste non le hai mai mangiate.
Bene, la tavola è pronta.
Anche le bistecche, pronte.
Dove interate a cucinare?
Eh, ho avuto un'ottima maestra, la necessità.
Sono scapolo e il mio stipendio ancora non mi permette aiuti mercenari.
A mio avviso tutti gli uomini dovrebbero imparare a cavarsela da soli. Voglio
dire senza l'aiuto della mammina.
Freud dice che noi ritroviamo nostra madre in tutte le donne che incontriamo.
E questo secondo te giustifica il fatto che il mio sesso venga condannato alla
cura degli orfani? No, certo.
I bambini devono essere autosufficienti. Io lo so.
Posso chiamarti mamma?
Perché?
Tendenza a ritornare nell'utero materno, mi sembra ovvio. A me non troppo.
Mangia la tua bistecca ora.
E considera che ho saldato il mio debito nei tuoi confronti.
Come preferisci.
Alla salute della Pierudina. Alla salute di Eva.
Salve.
Ma che cosa c'è in un supermercato?
Oh, io soltanto ho portato un po' di soccorsi alimentari. L'altra sera le
riserve del frigo non sono sembrate troppo brillanti.
Faccio parte del comitato speciale di assistenza ai medici in crisi.
Ma c'è chi si trova proprio in crisi?
Io, perché non saprei dove mettere tutta questa roba.
Allora entrasi.
Andiamo.
Vieni.
Beh, questa volta hai mangiato con molto appetito.
Devo considerarlo un auspicio favorevole. Favorevole a cosa?
Al proseguimento della serata.
Ascoltami, Giorgio, odio ogni forma esistente di ipocrisia. Non sono una
puritana, perciò vivo e mi comporto di conseguenza.
E che vuol dire con la massima libertà? Se ho in mente qualcosa, la esprimo
chiaramente e faccio sempre ciò che decido.
E ora, per favore, vuoi dirmi qual è il tuo piano?
Ma io non ho nessun piano.
Sta soltanto passando una serata deliziosa.
Ma smettila.
E te?
Vuoi scopare, vero? Ma veramente mi stai mettendo in un garazzo? Io non avrei
mai... Sii sincero e rispondi.
Vuoi fare l'amore con me?
Scusami, scusami. Non ero preparato a questo.
Ma... Se lo vuoi sapere, sì, lo desidero. E, ad essere del tutto
sincero, forse ti ho anche fatto un pensiero sopra venendo chiesto. È la
cosa più naturale del mondo, dal momento che tu mi piaci.
Ma adesso, vedi, ho cambiato idea.
Me ne torno al giornale.
Perché la mia macchina da scrivere, in fondo, è molto più umana di te.
Scusami, ho sbagliato.
Allora, che cominciamo da quanto?
Vuoi dallare?
Ecco, così va bene.
La vedi, dottore? Non voglio neanche essere una donna.
Dunque, vediamo. Tra poco accoggerai la tua guanza dentro la mia e poi cercherai
di farmi bere un po', no?
No, neanche te regala.
No.
E che cosa farai, allora?
Fa' quel che vuoi! No!
No, lasciami!
Ma che ti prende? Non vuoi fare l'amore?
Non in questo modo. La violenza mi ripugna, è bestiale.
Senti, Daniela, non intendevo fare il brutto. E se tu mi imbarazzi, non posso
essere ipocrita. Non posso essere ipocrita quando sento qualcosa.
E io ti desidero.
Sì, anch'io.
Ma questa non è una buona ragione per dimenticare le buone maniere, la
dolcezza, il calore.
Per chi è?
Dov'è che è?
Questo è un'altra.
Vediamo.
Grazie.
Grazie a
tutti.
Grazie.
Hanno deciso di venire con noi. Mi sembra che lo zio abbia bisogno di
respirare un po' d'aria ossigenata.
Vero, zio? È una magnifica idea.
E poi voglio rivedere il contagio mio che vi fate a godere voi due.
E tu, Maria, sei contenta? Certo.
Contentissima, amore mio.
Siamo tutti contenti.
Zio, la vedi?
Guarda l'autostatista.
Bella, no?
E che stai dicendo?
Che sventola! Quella era una mignotta.
E poi non ti vergogna la tua età?
No, no, io sono uomo, uomo vero, moschio rostante e mi funziona tutto, sai?
E non ti eccita tanto che ti casca la dentiera?
Ma il coppaggio mio è di teaglia!
Grazie Michele, tu si che sei un bravo figliolo, idrogeno, ossigeno,
abbrotto, rinfresca tutto, rinfresca i polmoni e i coglioni,
guardate che panorama, hai visto, per poco mi sgamava le perrucche, si sei
proprio un bravo figliolo, guardate.
Porca puttana, ma proprio oggi dovevano venire questi due rompipalle.
Maria, amore?
Sì? Quanto tempo pensi ci voglia per mangiare?
Ma io penso fra un'oretta sarà pronto, perché?
Perché mi chiede Dio, abbiamo pensato di fare un po' di footing nel bosco, va
bene amore?
Ciao, ciao.
Non stancarti troppo che poi non mangi, ciao. E tu vieni dentro che l'aria ti fa
male, hai capito?
Il maggiore spante, te lo faccio vedere io a te vecchio ricoglionito.
Che ceda che ceda che ceda che ceda che ceda che ceda che ceda che
ceda
che ceda
Grazie
Brutto sopporto!
Ma che sei matta!
Affanculo pure tu, brutto affione!
Che cosa?
Brutte mignotte! E tu? Vieni qua! Vieni qua subito, t'ho detto! Vieni qua!
Vieni qua subito, maledetto! Fai il tuo dovere, guardone della malora! Non ce la
faccio.
Lascia perdere, amore, domani, te lo prometto. Adesso non ce la faccio. E poi
con la botta in testa che mi hai dato oggi, che un altro po' mi ammazzi, non
ce la posso fare, no?
Oggi sembravi un montone infuriato.
Che cos'hanno quelle puttanelle che non abbia io?
Ti prego, Maria, su, andiamo.
I santi si pregano. Io voglio essere trattata come una donna, come una di
quelle puttanelle nel bosco.
Sono tua moglie? È un mio diritto, sai?
È una parola.
Ah, così è una parola, eh?
Adesso ti faccio vedere. Ma come me lo fai ad alzare con le chiacchiere?
Aspettiamo qualche giorno, Maria.
Manno, cerca di essere seria. Non mi fai male, ne ho tutti i diritti. Ma vedi, ma
vedi, ma vedi, ma vedi, ma vedi, ma vedi, ma vedi, ma vedi, ma vedi, ma
vedi.
Smettila, smettila!
Smettila che mi faccio lì, mi faccio lì!
Maria, smettila!
Ma voi smettila per favore!
Non serve a niente, come te lo devo dire? Non serve a niente, te lo faccio
vedere io se non serve a niente!
Fai il tuo dovere, fai il tuo dovere!
Dai!
Va bene così!
Vedi che non si male.
Maria San...
Fissime con maschione di sveglia.
Non mi hai mai amata così.
Sì? Salve, meraviglia del creato. Dormivi? No, ero sotto la doccia. Ah,
magnifico. Non dire nulla.
Lascia che immagini la tua pelle morbida, rigata da piccole gocce
iridescenti.
Invitati per il weekend.
Comunque un posticino romantico pieno di tutte le cose che ti disgustano.
Come il soft music e il chiaro di luna.
Orribile, ma sono veramente desolata di non poter venire. Ho promesso a mia
madre di andarla a trovare.
E sai, sei in campagna?
Ho molte altre occasioni di venire. Durante la settimana. Sarà per un'altra
volta. Peccato.
Come non detto.
Divertiti, se puoi.
Ti ama quando torni.
Certo, tesoro, certo.
Nel frattempo penserò a te ogni ora, ogni minuto.
Beh, adesso non esagerare, per favore.
Sei il dottore più sexy che abbia mai incontrato a questo mondo.
Tu nobiliti la categoria, tesoro.
succede? Possiamo darle una mano? Deve essere il radiatore.
Accidenti i disastri signorina.
Dio come si è sporcata, sembra un minatore del gallo. Ma cosa dire Ciccia?
Venga con noi, non può stare qui in queste condizioni.
Abitiamo qui vicino.
Ma non posso lasciare la macchina qui in mezzo alla strada.
Ma non la socca nessuno, tanto non cammina.
Ci vuole un meccanico col carroattrezzi. Dov'è un telefono qui vicino?
C'è un motel a una decina di chilometri da qui, ma noi non ci passiamo. Giriamo
a destra al prossimo video.
Potresti telefonare da casa nostra, non credi? Ah sì, hai ragione. Abbiamo un
cottage oltre la collina, nell'interno.
Potrai chiamare da lì e nel frattempo rendersi più presentabile.
Sì, non ho alternativa. Oh, su, venga con noi.
Va bene, prendo la borsa.
Brutto tempo oggi, ma scommetto che al di là della colina ci sarebbe.
Scusi, ebbe il fuoco, per favore.
Eh? Eh, fuoco.
Fuoco a volontà.
Posso considerarmi infortunata di avervi incontrato. Beh, mia moglie ed io per
abitudine rientriamo sempre a quelli che restano per la strada. Non è vero, cara?
Sì, sì.
Veramente fortunata.
Questo è il nostro titolo.
Faccio tre.
Che ne dici? È uscito il sole, hai visto?
Sì, ma fa ancora freddino.
Ma dentro è caldo.
Ha
visto
che chiave?
Ecco, questo è l'ingresso.
Sopra ci sono le camere da letto.
Prego, da questa parte.
E questo è il salone.
Che gliene pare?
Molto carino. Apro le finestre.
Cosa ne dite?
Delizioso. Arredato con gusto.
Complimenti. Lo arredato io.
Prego, si accomodi.
Scusi. Dov'è il telefono? Non vorrei disturbare. Ah, sì, qui, vado subito.
Ecco qua.
Prego, faccio qui.
Intanto vado a prendere i bagagli.
Pronto mamma, sono Daniela, mi senti?
Non ti sento bene.
Ah, tu mi senti bene?
Meno male, allora ascoltami.
Sì, mi si è bloccata la macchina sulla provinciale. Ora sono con una simpatica
coppia che mi ha aiutato.
Comunque non preoccuparti, proviamo a chiamare un meccanico. Sì, spero che la
rifari subito. Eventualmente ti richiamo più tardi, eh? Stai tranquilla, non
preoccuparti. Ciao mamma.
Eccomi qua.
Tutto a posto? Sì, grazie. Ho dovuto tranquillizzare mia madre. Mi ha detto
di aver avuto un contrattento.
E per il meccanico come bisogna fare? Ah, ci penso io.
Lasci fare a me, è un mio amico.
Pronto? Anselmo, mi senti?
Questa linea è sempre di trovare.
C'è la macchina di una nostra amica, il radiatore, mi senti?
Allora, guarda, non ti muovere, vengo io e ti spiego tutto.
Aspettami, eh.
Arrivo fra dieci minuti. Sì, fra dieci minuti sono lì.
Va bene, non ti muovere.
Ciao. Ciao.
Tutto a posto.
Ma è meglio che vada io. Gli potrò spiegare di cosa si tratta e seguire il
lavoro. Non si preoccupi. A più tardi.
Ah, le chiavi della macchina.
Ecco. Nel frattempo le consiglio di prendere un bel bagno. La rimetterai in
setto. Lola penserà a tutto.
Vero? A più tardi.
Credo che tuo marito abbia ragione. Farò un bagno. Oh, sì.
Lana? Lana?
Lana?
Ma si può sapere che è successo?
Oh, niente. Quel povero vestito stava per raggiungere il generale Lamar.
Allora, per la macchina?
Ah, sì, la macchina. Non si preoccupi, tutto a posto. Domani la porteranno qui.
Comunque lei sarà naturalmente nostra ospite. Di vivere ne abbiamo in
quantità. Se vuole usare il telefono, faccia pure.
Bene. A proposito, i miei vestiti che fine hanno fatto?
Oh, ad asciugare. Mi sono permesso di rimetterli un po' in ordine. Ma domani
mattina saranno pronti.
Lola provvederà a procurarle qualcosa di suo, sicuramente le andrà bene. Infatti
noi ci preoccuperemo di preparare un bel francesco. Ah, va bene, ma se volete
posso darvi una mano anche in cucina.
Non si è mai detto, è un ospite. Si riposi pure nel frattempo, seguita il
suo agio, cara. Noi la chiameremo per il pranzo, eh?
Grazie. A più tardi.
Grazie mille.
Prego.
Grazie ancora per il magnifico pranzo.
Era squisito.
Lola ha le mani di tata in cucina.
Grazie, tesoro.
Buongiorno, io non ho mai ballato con una donna, oggigiorno non è che ci
faccia più caso queste cose, non penso che lei sia così formalista, che
differenza fa poi?
Nessuna penso.
Perché sei fermata?
Mi gira la testa.
Sono molto stanca, preferisco andare a riposare. E perché?
Sono appena le 11, è presto.
Vi prego, ho detto che voglio ritirarmi.
Sì, dante.
Che cosa volete?
La risposta è superflua.
Siete dei malati, dei poveri malati. Dovreste curarvi, farvi ricoverare in
una clinica. Tu credi? La cura migliore? La conosciamo noi.
Se tu non fossi stesa, saremmo saliti noi.
Vero, caro? Ma certo.
Dai. Vieni qui. Non permetto che nessuno mi usi violenza.
Mettetelo bene in testa, chiaro?
Hai sentito la bambina? Non vuole violenza.
Povera piccola. Ma noi non abbiamo intenzione di violentare. Vieni qui,
dai, con tutti e due.
Dai, che poi ti piace.
Salutatemi i vostri padroni.
Pronto, polizia?
Sono la dottoressa Mauri dell'ospedale civile.
Ho reso innocui due porci.
Credo di essere nel bosco che costeggia la provinciale.
Comunque potrete rilevare l'indirizzo di questo telefono.
Sono a vostra disposizione.
No!
No!
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.