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Grazie a tutti.
How does it feel when the world is mine?
How do you feel when you...
Dio, scusami.
No, no, tranquilla. Anzi, io mi approfitto per andare.
Stella. Ti chiamo dopo.
Stella.
Ciao.
Ciao. Stella.
Ehi? Oi Blac, ci ha messo un sacco a rispondere. Tutto a posto? Mi hai fatto
preoccupare? Sì, no, scusami, non trovavo il telefono.
Ma hai dormito bene? Vuoi che passi da te più tardi?
Sì, no, in realtà ho dormito bene.
Molto bene.
Sto meglio.
Tu? Come stai?
Bene. Mi ha chiamato Carità.
Sei seria?
Sì, è stato galante, simpatico, gentile, ha anche detto cose interessanti.
Non ho capito, stiamo parlando dello stesso Carità?
Evidentemente non lo conosci bene.
No, fammi capire. Vuoi dire che è sorprendente, incredibilmente morbido?
Esatto, come quel biscotto. Infatti è una cosa che sicuramente non sai.
No, guarda, non ci tengo. Va bene, non vuole sapere niente.
Ciao. Ciao, ciao.
Allora? Com'è andata?
Ho saputo che sei stato da Blanca stanotte. Per sicurezza.
Carità, chi te l'ha detto?
Stella. Sto chattando con lei.
Scusa.
Sì? Sì, sono io.
Cosa?
Arrivo subito.
Era davanti alla casa dei Fochetti.
Il farmacista.
Fochetti adesso dov'è?
Ha lasciato Genova.
È partito stanotte.
Forse sarebbe meglio di riscappato.
Troviamolo e convochiamolo.
Ha subito un trauma cranico, ora è in coma farmacologico. E come sta adesso?
È sedato in ospedale, sta riposando.
L'hanno investito sotto casa del farmacista.
I testimoni hanno visto un'auto grigia col fanale rotto.
Ma perché bacica lui parola di notte? Bella domanda.
Senti, lo sai che abbiamo bisogno di te, vero?
Non voglio metterti fretta, ma se torni sono contento.
Intanto ti tengo informata.
Ok. Ciao.
Stai bene?
Il mio capo ha avuto un incidente.
Mi dispiace.
Scusami, stavi dicendo?
Ho controllato la lista delle famiglie, ma è stato inutile.
Però io voglio continuare.
Cioè? Torniamo da Cardi.
Quel dottore della clinica.
Cerchiamo di entrare nel suo ufficio. No, Domenico, stai usando il plurale.
Io e te ci somigliamo.
In che senso?
Come hai detto quella notte, cretini senza speranza dal cuore frantumato.
Guerrieri di battaglie perse.
Lottatori nel fango della vita.
Che memoria.
Me la ricordo molto bene quella notte.
Anch'io.
Scusa. È territoriale. Sì. Ci sta? Sì.
Te lo posso chiedere un favore?
Dimmi.
Voglio uscire.
Ho bisogno di andare in un posto. Mi accompagni?
Certo. Ok. Mi cambio e arrivo.
Cane tre e non rompere!
Ti
aspetto
fuori. Grazie.
Scusa. Non volevo disturbare.
No, no, nessun disturbo.
Volevo solo vedere come stava.
Sei sua figlia?
No.
Una collega.
La sua preferita.
Blanca, piacere.
Anita Pastori.
Come sta?
L'hanno sedato per farlo dormire.
Poi chiedo che cos'è, perché così è più simpatico.
È un uomo gentile.
È la prima volta che esco di casa dopo due giorni.
Mi ci sono chiusa dentro, per paura di quello che c'è fuori.
Perché sei uscita?
Per lui.
Per sapere come sta.
Per te è un uomo gentile, per me è un capo stronzo, però se muore mi dispiace.
A volte sono gli altri a darci il coraggio di cambiare.
Anita!
Ti ho cercato ovunque.
Dai, basta adesso, andiamo.
Mi hai fatto spaventare. Scusami.
Arrivederci.
E dunque siamo io e lei.
Poi quando si sveglia me lo spiega perché con lei è così gentile e con me
stronzo.
Perché si sveglia, vero?
Buongiorno. Buongiorno.
Cos'è questo odore?
Iris?
Sì, è il mio profumo.
Non pensavo fosse così forte.
Io ci vedo.
Ci vedo.
Venga qui.
Venga.
È il note di Paciuli.
Ci vedo.
Si sente bene?
Benissimo.
Blanca.
Tutto bene? Tutto bene.
Aspetta. Tieni il bici.
Andiamo ad aggarvi. Senti, lo so che è una cosa importante e voglio aiutarti.
Ma adesso non posso.
Dove vai?
Torno a lavorare.
Ci vedo.
Scusi. Mi spiace.
Permesso. Salve. Ciao.
Ciao. Permesso.
Ho una nave che parte per il Qatar domani.
Ho bisogno di te.
Questo è un lavoro che può fare chiunque.
Perché io?
Pensavo ti facesse piacere partire.
Non sei stacco di stare a Genova?
E poi ti ho raddoppiato la paga. 10.000.
O c'è qualcosa che ti trattiene qui?
Vuoi dirmi qualcosa?
Riguarda tuo figlio, vero?
Ho trovato una lista di nomi delle famiglie che potrebbero averlo preso con
loro.
Non è pericoloso.
Non pericolo che facciamo ogni giorno.
Se vuoi io posso aiutarti.
Ho chiesto a Blanca.
Quella lavora per la polizia.
Potrebbe fregarti.
Ma no, al contrario.
Può aiutare.
Può aiutare.
Blanca non è così.
Ti stai innamorando di lei?
Questa storia ti sta ossessionando.
E lei non ti aiuta.
Tu meriti un po' di pace.
Partire ti farà bene.
Idati.
Ispettore. Prego.
Abbiamo fermato Ventimiglia.
Stava andando in Francia.
Ottimo lavoro.
Io non ho fatto niente a quel poliziotto.
Nel caso è stato lui ad aggredire me.
E delle piane che cosa ha fatto? Controllate la mia macchina.
Non sono stato io ad investire il vostro collega.
Però sai chi è stato?
Forse voi non avete capito di cosa è capace questa gente.
Due mesi fa ha cominciato a venire gente strana in farmacia.
Non compravano niente. Si facevano il giro degli scaffali e... Beh, un giorno
mi hanno aspettato fuori.
E gli hanno proposto un accordo.
Dovevo scansionare le ricette e dare loro i farmaci senza fare domande. E mi
avrebbero dato dei soldi per farmi stare zitto.
E lei così ha fatto? Beh, non avevo molta scelta.
Poi, quei soldi potevano anche aiutarmi, quindi... E delle piane?
Non lo so.
Non lo so.
Non so nemmeno che faccia avesse.
Però so che fanno così.
Vanno negli studi medici, minacciano i dottori e se loro si rifiutano... Un mio
collega ci è finito in coma.
Ho bisogno di nomi.
Lei forse non ha capito.
Quella gente è venuta sotto casa mia per me.
Vorrà dire che si farà 30 anni per spaccio e per l'omicidio di Delegane. Mi
dispiace.
Io non l'ho ucciso.
Come cazzo glielo devo dire?
Guardi, io le credo davvero.
Però lì fuori qualcuno potrebbe pensare che lei è complice nel traffico di
farmaci.
L'unico complice.
Solo un complice.
Solo un sospettato.
A meno che non sia coinvolto qualcun altro.
I nomi.
Conosci Destiny?
Eccolo. Te lo chiamo.
Fermo!
Fermo!
Lascia! Fermo!
Faccia il muro!
Faccia il muro!
Fermo!
Butta il coltello!
Con calma.
Bravo.
Anche tu.
Te la senti di venire anche tu, allora?
Sì. Li avete presi? Com'è andata?
Insomma, uno di loro ha cercato di uccidere Carità con un macete.
Delin, dove stai?
Bene. Solo che quelli sono matti veri. Se non la prendo uguale, mi tagliavano
la testa.
Allora te la sai cavare anche da solo.
Perché non torni?
Mi manchi.
Come mai sei qui? Stai meglio?
Decisamente. Quindi tutto è tornato come prima?
Non ho idea di come possa essere successo, lo devo ancora capire.
Però l'importante è che sono qui e che sto bene.
Ma quindi questi che avete preso sono quelli che hanno investito Bacicalupo?
Sì, il farmacista ha confessato, ci ha raccontato tutto.
Procurava dei farmaci per degli spacciatori legati alla mafia nigeriana.
Bene.
Che aspettiamo? Ci andiamo a parlare? Sì.
Lascio la giacca.
Io vado.
No,
no, no, no, no, no, no. Di qua, di qua, di qua.
Allora?
Lui lo conoscete, vero?
L'avete minacciato per usare i suoi ricettari. Per farvi prescrivere i
farmaci.
Solo che ha cambiato idea e voi cosa avete fatto?
Avete pensato bene di ammazzarlo.
Poi siete andati dal vostro amico, il farmacista, per mettergli paura, ma ci
avete trovato lui.
E avete provato a zittire un po' di ziotto.
Quando troveremo l'auto che avete usato per investirlo, perché la troveremo, voi
siete fottuti.
Carità avverte il magistrato.
Scortiamolo in carcere.
Quelli non hanno paura di niente. Intanto li abbiamo fermati per il
tentato omicidio di Bacigalupo.
Dobbiamo solo scoprire se sono stati loro ad uscire dalle tre piane.
Delle piane è stato ucciso con un'iniezione. Questa invece è gente che
spara, picchia, investe. Quindi secondo te non sono stati loro?
No.
Allora dobbiamo ripartire da Anita Pastori.
Se solo Bacigalupo non si fosse fissato che è innocente.
Ma Bacigalupo secondo me ha ragione.
L'ho conosciuta Anita.
Non mi sembra una capace di uccidere.
Né di spingermi a terra e di lasciarmi lì.
Quando l'hai conosciuta?
In ospedale.
Sono andata a trovare Bacigalupo.
Sei andata a trovare il capo?
Che carina.
Sì, volevo sapere come stava.
Guarda che in fondo in fondo sono una tenerona io.
Ah lo so, è uno dei tuoi lati che mi piace di più.
Tenerona.
Dunque, Anita era con un uomo.
Sarà stato il suo avvocato?
No, non era la sua voce, quella che mi ha fatto sentire nella registrazione.
Era una voce diversa.
Quindi? Era l'avvocato?
No.
Decisamente no.
Che ho detto io?
Però aspetta.
Fuori dalla clinica c'è un secondo uomo che li aspettava. Chiedo a carità di
controllare. Ok.
Bacicalupo, sveglio.
Sei già tornata, finita la festa, eh?
Anche lei mi è mancato.
Quindi, questi due spacciatori di farmaci mi hanno tirato sotto, ma non
sappiamo se hanno ucciso delle piane.
Cos'è questo?
Anita Pastori è venuta a trovarla.
E poi è andata via con questi due.
E allora?
E forse sono amici, cos'è? Ora non può avere neanche degli amici. Dottore,
abbiamo fatto dei controlli.
Sono dei buttavori, ma hanno dei precedenti. Gente poco raccomandabile.
Vabbè. E convocateli, parlateci. Cosa, perdete tempo qui con me?
Dai, dai. Vieni.
Domiano Piccolomini, Riccardo Anceschi.
Precedenti per furto, spaccio, bel curriculum.
Quello è il passato.
Ora siamo due anessi responsabili della sicurezza.
Ah sì?
E cosa ci fanno due come voi con Anita Pastore?
Anita è una nostra amica.
E com'è che vi siete conosciuti?
Un giro.
Sapete cosa penso?
Anita non sta bene.
Ha bisogno di aiuto.
Ma litiga col dottore delle piane.
Anzi, forse vuole fargli del male. Ma da sola non ce la fa.
E quindi chiama i suoi due amici, gli onesti, responsabili della sicurezza.
Al museo le telecamere di sorveglianza.
Qualcuno le ha messe fuori gioco.
Qualcuno che voleva aiutare Anita.
Non abbiamo fatto niente e non avete in mano nulla.
Quindi ci avete convocato perché siamo amici di una donna?
Un po' poco, non credete?
Che dici?
Non lo so.
Mi domando solo come può una ragazza che li ha richiusi in casa da anni a
diventare amica di due delinquenti come quelli.
Magari se scopriamo come si sono conosciuti capiamo che cosa li lega. E
che cosa li lega a delle piane.
Cosa? Hai sorriso?
No. Sì, certo, lo conosco quel versetto che c'è.
Sono solo contento che sei tornata.
Allora? Ci hanno chiesto come conosciamo Anita.
Che lo avete detto?
Pensi che siamo scemi?
Ok. Ok.
Rimane solo una cosa da fare.
Raccontare tutto prima che lo scopra la polizia.
Sei impazzito?
Processualmente potrebbe essere un vantaggio per avere dei latimanti.
La polizia ha già dei colpevoli e non siamo noi. Solo così salviamo Anita. O
salvi te stesso.
Che vuoi dire?
Che se raccontiamo tutto, mica sospetteranno di te, ma di due stronzi
come noi. E tu sarai salvo. Ma pensi che vi voglia fottere? Eh?
Oh, sì!
Oh! Perché sei stato tu!
Fermi! Fermi!
Dobbiamo pensare ad Anita.
Questa storia la sta uccidendo.
Questa storia ha ucciso tutti noi.
Prego. Oh, grazie.
Grazie del passaggio.
Hai bisogno di qualcosa?
Vuoi che ti aiuto a sedere a casa?
Se vuoi dormire con me anche stanotte basta dirlo.
Cerca di riposare un po'. Domani torno a Bacigalupo.
È finita la pacchia.
Già.
Perché sei qui tu?
Blanca bisogna stare tranquilla.
Pensi che io non la faccio stare tranquilla?
So che la vuoi coinvolgere nei tuoi casini. Lascia stare.
Tu sei geloso.
La voglio proteggere.
E anche tu dovresti farlo.
Fidati.
Mi stai minacciando.
Eva, dimmi. Allora, sei pronto?
La nave parte domani mattina all'alba. Non posso partire.
Adesso ho bisogno di restare qui.
Nati in anni diversi, in quartieri diversi e hanno anche frequentato scuole
diverse.
Anche negli ultimi anni non ci sono collegamenti.
Anita prima di chiudersi in casa ha frequentato l'università e l'ospedale.
Piccolomini e Anceschi invece non hanno neanche finito il liceo.
Forse Anita le ha detto qualcosa che potrebbe esserci utile. Mi ha detto che
ogni volta che i suoi genitori venivano arrestati, lei e suo fratello vivevano
in casa famiglia.
Le hanno girate un po' tutte.
Li avrà conosciuti lì.
Controlliamo subito. Delle piane lavorava nel caso famiglia. Me l'hai
detto tu, no?
Sì. Case famiglie, istituti minorili.
Poi si è trasferiti in America.
Come siete belli.
Facciamo un controllo incrociato.
Ecco, qui c'è Anita, questo deve essere suo fratello Giulio, e dietro ci sono
piccolomini e Anceschi.
E questo è il giovane delle piane.
Sì, ma abbiamo scoperto anche un'altra cosa.
Lui. E chi è?
È l'avvocato di Anita, Pietro Valli.
Conoscevano tutti delle piane. E forse il movente di Anita sta proprio là, nel
suo passato.
Che cos'è questa storia? Perché avete convocato la mia assistita qua?
Che succede?
Voi vi conoscete tutti, vero?
Eravate nella stessa casa famiglia da ragazzini.
Avete conosciuto lì delle piane?
Voglio andare via.
Abbiamo riaperto il fascicolo sulla morte di tuo fratello Giulio.
Non è morto per un incidente.
Voglio andare via, portatemi via.
Secondo il fascicolo, tuo fratello una sera è uscito dall'istituto e si è
buttato dall'acquedotto.
Si è trattato di suicidio.
E l'autopsia ha trovato una dose di LSD nel suo sangue. Giulio non era un
drogato. Lo sappiamo.
Usava l'LSD per curarsi.
Gli erudava delle piane.
Era stato assunto dall'istituto per questo.
Per sperimentare farmaci come l'LSD.
Aveva l'autorizzazione dell'università, dell'istituto.
E i pazienti perfetti.
Voi.
Per questo tuo fratello è morto?
Morto.
Senza un colpevole.
Perché quello che faceva delle piane era legale.
E legalmente non era responsabile di niente.
Quando il tuo ex psichiatra ti ha indirizzato a delle piane tu l'hai
riconosciuto? Così hai chiamato i tuoi amici.
Per farvi giustizia da soli.
Per Giulio.
Anita, tu sapevi che Dele Piane veniva qui ogni sabato mattina.
Quindi siete arrivati qui, avete manomesso le telecamere, vi siete
procurati il propofol, poi uno di voi è entrato e l'ha ucciso.
E la vera domanda è... Sì.
Perché non avrete delle prove e non potrete sostenere nessuna accusa.
Delle piane vi ha rovinato la vita, e lo capisco.
Perché se non fosse mai entrato nelle vostre vite, Giulio non sarebbe mai
morto. Giulio non è morto!
È stato ammazzato!
Anita. Quel bastardo l'ha ucciso con le sue sperimentazioni.
Quando mi ha vista non mi hanno nemmeno riconosciuto.
Mio fratello? Sono Anita Pastori.
Gli ho parlato di Giulio.
E lui non ricordava niente.
Per lui non eravamo niente. Anita, basta. Andiamo via, dai.
Aiutatemi. Delle piene ci usati come cavia.
Per lui era solo lavoro.
E noi?
Che cosa restava di noi?
Lui se n'è andato in America, si è fatto una carriera. Per colpa sua mio fratello
non c'è più.
E la nostra vita è andata in pezzi.
Volevo che morisse.
Così li ho chiamati.
Delle piene ci ha rovinato la vita.
E questa cosa dovevamo farla insieme.
Abbiamo organizzato tutto.
Eravamo pronti.
Ma poi ci abbiamo ripensato.
Perché noi non siamo come lui.
E non volevamo esserlo.
E quindi ci siamo tirati indietro.
Non lo abbiamo ucciso noi.
Che cosa hai fatto?
Ho detto la verità.
Non siamo stati noi.
Cosa fate?
Non siamo stati noi. Con quello che hai detto non ho sufficienti elementi per
arrestarti.
Anita, guardami.
Tranquilla. Adesso risolviamo tutto, ok?
Respira.
Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per Anita Pastori fino alla
fine del processo.
Nemmeno non è in carcere. Da sola è al buio. Ma se la condannano ci finisce.
Che c'è?
Qualcosa non ti torna?
Secondo me non è stata lei.
Adesso ti ci metti anche tu.
Anita era sincera.
E poi ha paura del buio.
Ce la vedi a mettersi un visore notturno a entrare in un museo completamente al
buio e ammazzare un uomo?
Forse l'ha fatto uno dei suoi amici per lei.
E a maggior ragione avremmo arrestato la persona sbagliata.
Dottore.
E lei che ne pensa?
Vado a farmi un giro.
Cosa vuole ancora?
Voglio capire se veramente mi sono sbagliato a crederti fino ad adesso.
Mi sta chiedendo se l'ho davvero ucciso io.
Sì.
Volevo ucciderlo.
Perché mio fratello era il mio gigante.
E lui l'ha reso piccolo e indifeso.
Non avevo detto la verità.
Non siamo stati noi.
Ci abbiamo ripensato.
Ma quel bastardo meritava di morire.
E sono davvero contenta che qualcuno l'abbia ucciso.
Dopo la morte di mia
sorella ho dato la colpa a chiunque.
I dottori, il fidanzato, gli amici, persino i miei genitori.
Sai, il destino, Dio.
Cercavo un colpevole ovunque.
Mi serviva un colpevole.
Mia sorella era come te.
Aveva paura di tutto.
Aveva paura di vivere.
La mente è veramente un mistero.
E forse non era colpa di nessuno se mia sorella non ce l'ha più.
Perché mi dice questo?
Vendetta, giustizia, buio, luce.
Niente basta, Anita.
Manca sempre un pezzo.
Tutti pensano che...
Piano piano il dolore diventerà più piccolo.
Ti dicono di avere pazienza, di dare tempo al dolore di rimpicciolire, di
fare meno paura.
Ma non funziona così.
Il dolore rimane sempre lo stesso.
Il buio rimane sempre.
Però, però, se non ci fosse il buio,
Non potremo vedere le stelle, no?
Mi sta dicendo che devo uscire di casa.
Anche se fuori fa buio.
Ti sto dicendo che, se vuoi, ti posso aiutare ad affrontarlo.
È tutta la vita che ho paura.
non sei stanca
Capo, pensavo che tornando al lavoro sarei stata più utile.
Eh sì, senza di te siamo persi.
L'ho conosciuta Anita.
E anche secondo me non sarebbe mai stata in grado di fare una roba del genere.
Tu stai meglio?
Senta...
Sono incinta.
È uno scherzo.
Scusi, che razza di scherzo sarebbe?
È uno di tuoi, di quelli che non fanno ridere.
A parte che io faccio ridere, tipo, tantissimo.
No, non è uno scherzo.
Sono davvero incinta.
Di chi?
Guarda, lascia stare. Non me lo dire, non mi interessa.
C'è che è incinta. Ma cosa ho fatto di male?
Che le devo dire?
Sei felice? Stai bene?
Ho paura.
Ho paura di
non sapere come prendermene cura, di sapere come proteggerlo.
Anche io quando è andata mia figlia avevo paura.
Eh, che le somigliasse?
Scusi.
Quando me l'hanno messo in braccia per la rata, tremavo.
E adesso cosa ci faccio con sta cosa?
Era minuscola, mi ci stava in una mano, guarda.
Tremava, aveva gli occhi mezzi chiusi.
E poi mi ha ferrato un dito.
E' una cosa che raccontano tutti e ho sempre pensato fosse una mezza belirata.
E invece... E invece la paura si è fermata.
Siamo noi che abbiamo bisogno dei figli.
Per essere più coraggiosi, per essere migliori.
La forza che ti serve te la darà lui.
E forse te la sta già tanto.
Posso abbracciarla?
Preferirei di no.
No, infatti.
Perché?
Che
fai?
Sono gli effetti personali di delle piane.
Quelli che abbiamo trovato nel suo studio.
Così Carità li può riconsegnare.
Scusi. Cos'è questo odore?
Lo sentite?
Che roba è?
Fa vedere?
L'agenda di delle piane.
È armica?
Eh sì, è proprio una fortuna che tu sia tornata al lavoro.
Comunque no, non sento nessun odore io.
Lei lo sa che cos'è l'iperosmia gravidica?
Illuminami. Ho scoperto che nel primo trimestre di gravidanza le donne hanno
un maggiore sviluppo olfattivo.
Non bastava cadere da tartufo, con i superpoteri della gravidanza. Comunque
bene, adesso sappiamo che delle piane usava l'arnica. Grazie, arrivederci. No,
non delle piane.
Il suo assassino. Questo odore ce l'aveva addosso la stessa persona che mi
ha fatto cadere al museo.
Salve. Quello che hai sul collo è un cerotto all'arnica, è vero?
Lo usi per la cervicale.
L'hai detto tu.
Studi tanto, forse anche troppo.
Tutto il giorno sui libri e poi ti viene male al collo.
Sì, sì, è vero.
Studio troppo.
Ve l'ho detto, a casa mia c'è poco spazio.
Studio dove capita.
Ma che c'entra?
Questa era l'agenda del dottor Dallepiani?
Prendevi tu i suoi appuntamenti, giusto?
Sì, sì, sì, certo, è il mio lavoro.
Allora?
Sull'agenda c'è odore di arnica.
Lo stesso odore che aveva addosso chi mi ha spinta al museo del buio.
E' il giorno prima che Dallepiani morisse ucciso.
Hai comprato un visore notturno.
È con questo che l'hai ammazzato, al buio.
Vero?
Se vuoi possiamo aspettare insieme le immagini delle telecamere di sicurezza
della strada che va dal polistudio al museo. Quelle del giorno dell'omicidio.
Sono sicuro che ci saranno almeno dieci telecamere che ti hanno ripresa.
Non avevo altra scelta.
Un sabato mattina ero in ufficio e stavo studiando.
Sono arrivati due uomini.
Volevano che aprissi gli studi dei medici. Volevano i loro ricettari.
Mi hanno minacciata.
Hanno minacciato la mia famiglia.
Una volta li ho visti fuori dalla scuola di mio fratello.
Cos'hai rubato i ricettari? E li hai dati a loro?
Solo che poi delle piane si è accorto che mancavano.
Ho provato a tranquillizzarlo. Gli ho detto che...
Che magari ne aveva presi qualche altro dottore.
Può capitare.
Ma lui non si è tranquillizzato?
No.
Non lo smetteva con questa storia.
Voleva andare alla polizia.
Così ho avvisato quegli uomini.
Speravo che mi aiutassero. Invece mi hanno detto che dovevo risolvere da sola
il problema.
Altrimenti sarebbero intervenuti loro.
Con delle piane.
Eccomi.
O delle piane, o te.
Avete visto di cosa sono capaci quelli?
Quando hai saputo che Anita Pastori con i suoi amici avevano organizzato tutto e
ci avevano ripensato, hai deciso di sfruttare il loro piano.
Non è così?
Ero al museo per prenotare le visite guidate per Telepiane e ho visto la
Pastori.
Grazie. Ecco.
Grazie. Buongiorno.
Grazie.
Telepiane merita di morire. Ha forse ragioni Pietro.
Dobbiamo fermarci.
Lo so che è tutto pronto, sono appena stata al museo.
Ma non possiamo farlo.
Lo so.
Era perfetto.
Usare il loro stesso piano.
Per poi sperare che la colpa cadesse su Anita, però.
Quello sabato ho aspettato che il dottore uscisse, come sempre.
Poi sono andata al museo.
Sono anni che faccio le iniezioni a mia madre e sono diventata brava.
È stato facile.
E la cosa più assurda è che mi è sembrato anche giusto.
Era l'unico modo che avevo per proteggere la mia famiglia.
E poi si è entrata nello studio di delle piane.
Di nascosto, dopo la sua morte.
Sì, volevo far sparire tutti i ricettari rimasti. Non potevo rischiare che voi
scopriste tutto.
Mi avrebbero uccisa.
È tutta la vita che faccio la brava.
La grande di casa, la figlia perfetta. Mi sono iscritta a medicina per aiutare
gli altri.
Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto per proteggere mia madre e i miei
fratelli.
Sacrificando Rita Pastore e i suoi amici al posto tuo.
Bella roba.
Io sono provata a salvarmi.
Grazie.
Lasci perdere la tisana, era barbaro.
Mi hanno detto che fa schifo. Che ci fai qui?
Stai bene?
Volevo chiederle se mi accompagna in un posto.
Ci venivamo sempre a giocare tutti insieme, prima che mio fratello morisse.
Vieni.
Dentro! Che pippa! Ah sì?
Vediamo se tu sei più brava.
Vai!
No! No!
No!
Mamma mia! Questa si chiama botta di... Riproviamo!
Ok, riprova tu.
No!
Oh, ti ho impedito.
No,
vado io.
Anitta!
Anitta!
Che tipo era sua sorella?
Era bellissima.
Simpaticissima.
Avrei voluto salvarla.
Ma non ci sono riuscito.
Però lei ha salvato me.
Non fare cazzate.
Lo sparo.
When the world is blind It feels
you're alone Lost inside your mind
How does it feel When the world is
blind How do you feel
When you
Lose your mind One of these days
I'm gonna find a way Just be
there in time And I'll find you
If only I could see
All this world around
Oh!
Can't find what you're looking for?
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