All language subtitles for S03E04 Blanca Il Genovese - Parte Due (2025) WEBRip 1080p x264 EAC3 ITA - Lullozzo

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Original subtitles

No darling ain't got super powers, just me and my dog, don't be scared, don't

you worry, I'm surrounded by problems I'm trying to resolve, but this world is

so rotten, it needs someone powerful to turn it upside down, to turn it black,

to win a statue, square my splinter, and life may be bitter, but I'm back and I'm

better, and I know that's just set up.

How does it feel when the world is black?

Ciao!

Non lo so.

È sparito senza dirmi niente. È strano.

Siete amici, sei l'unico che andava in carcere a trovarlo. Gli hai dato una

casa, un lavoro.

Forse gli hai trovato un posto sicuro per nascondersi. Un posto sicuro Enea se

lo trova da solo.

E anche se sapessi dov'è, non ve lo direi.

Proprio perché sono suo amico.

Cosa vogliono, papà? Tranquillo, tesoro.

Non ce l'hanno con noi.

Cercano lo zio Enea.

Ma mi hai detto che non ha fatto niente.

Non è così se è scappato.

Se è scappato è perché sapeva che tra lui e Guarco avreste fottuto lui.

Se chiama, fallo ragionare.

Per il suo bene.

È il cellulare della vittima.

Stava nel doppio fondo dello zaino di Nea Cavo.

Presenza sulla scena del crimine, impronte sull'arma del delitto e ora il

cellulare. Ma è certo che ci avevi visto giusto con sto genovese.

In sto periodo sei fuori, più del solito.

E finalmente ho capito il perché.

Ti hanno sbagliato il taglio dei capelli.

Anche mia moglie quando succede si stranisce per una settimana.

Lei ci capisce proprio di donne.

Vero? Per una volta ha ragione.

Usalo come suoneria. Il capo ha sempre ragione. Il capo ha sempre ragione. Il

capo ha sempre ragione.

Carità, il cellulare della vittima?

La scientifica lo sta analizzando, ci vorrà un po' di tempo.

Tanto che aspettiamo, troviamo il genovese! Dai ragazzi, dai!

Ti prego, ti prego, almeno il caffè stamattina, ti prego, esci!

Ieri Bacigalupo ci è andato giù pesante con te.

Anche tu pensi che sono rintronata?

Io penso che chi nasce tondo non può morire quadrato.

Il bugiardo continuerà a mentire per sempre.

Non mi sembra che tu stia parlando di Enea.

Ho indagato su Falena.

Eravamo d'accordo. La mia vita non ti riguarda. Non ho indagato su di te, ma

su Domenico.

Come poliziotto.

Sono riuscito a ricostruire i suoi movimenti in Ucraina.

Mentre era lì si è spostato da Odessa alla città di Valia, a Dovorsalapa.

E mi sembra che questo ce l'abbia detto.

Sì, ma non c'è stato solo una volta. C'è rimasto anche a lungo.

Ci possono essere vari motivi. Sì, non fosse per il fatto che durante uno dei

suoi soggiorni c'è stato il funerale del marito di Vali e sai chi ha pagato le

spese del funerale?

Falena.

Sapeva che Vali era sposata.

E aveva una relazione con lei prima della morte del marito.

Ascolta, non ti fidare di quell'uomo.

Dove vai adesso?

Vai da lui, vero?

Blanca ti mentirà ancora.

E se mentirà lo capirò.

Come con Enea?

Tu lo sapevi che Vale era sposata?

Dimmi la verità.

Se mi dici una cazzata ti giuro è l'ultima.

Lo sapevo che Vale era sposata.

Perché non me l'hai detto? Perché mi sentivo una merda.

Perché ha messo incinta una donna sposata mentre suo marito era in guerra?

Anche. Ma soprattutto perché quando è rimasta incinta l'ho lasciata sola.

Credevo fosse una bugia che mi stesse mentendo.

E comunque anche se ci fosse stato il bambino io non lo volevo.

Così ho interrotto ogni contatto.

Finché qualche tempo dopo gli hanno detto che il marito era morto al fronte.

E hai pensato bene di rimediare pagandogli il funerale.

Avrei dovuto fare di più.

E invece me ne sono andato.

Finché non eri apparsa a Genova, dove l'ho incontrata la notte prima che

venisse uccisa.

Basta, Blanca.

Sei un bugiardo, un manipolatore. Un vigliacco, dillo. Un vigliacco.

Solo che adesso so qual è il mio dovere. Non è giusto che il bambino paghi per i

miei sbagli.

Lo troverò. E quando lo trovi che ci fai con tuo figlio?

Lo porterò dalla sorella di Valia.

Al sicuro.

Ed io tornerò alla mia vita e cercherò di dimenticare il mio errore.

Perché un bambino è un errore?

Se non lo hai voluto, sì.

Ed io non lo volevo.

Non lo volevo prima e non lo voglio adesso.

Bene.

Grazie. Non ho bisogno di leccatine.

Oddio, voglio solmerare qualcuno.

Credevo di rivederti tra sei mesi.

Che succede?

È che stavo pensando a te, papà.

E mi è venuta la nausea.

Papà è un uomo buono.

Non mente mai.

È il padre migliore del mondo.

E tu che fai?

Lo lasci?

Lo abbandoni con due ragazzine?

Lo sai che uno come lui non si trova su un'velle?

Sei una stronza ingrato.

Sei incinta.

Certe cose le madri le capiscono.

Anche le madri i peggiori.

E ho capito che un padre non c'è.

Vuoi sapere cosa penso?

Che se potessi tornare indietro non vi avrei fatto nascere.

Metterevi al mondo ha procurato un sacco di sofferenza. A me, a tuo padre, a voi.

Tua sorella è morta, tu sei diventata cieca.

Se avessi abortito avrei evitato tutto questo dolore.

Ma tu non sei me.

Tu sei più forte di me.

Sei coraggiosa.

Tu sei blanca e sei in grado di portare avanti un figlio.

Anche se sei cieca.

Anche se non c'è un padre.

È facile per te dare consigli.

Ma tu non ci sarai quando partorerò.

Sarai qui perché hai scelto un criminale a me.

Che cosa... Che me ne faccio dei tuoi saggi consigli io?

Lo so perché vuoi che tenga questo bambino.

Per lavarti la coscienza.

Vaffanculo, Nadia.

Signorina, mi scusi. Sì? Sono Don Luigi, mi hanno detto che l'avrei trovata qui.

Ho bisogno di parlarle.

Di Enea.

E che cosa ci dobbiamo dire?

Ha fregato me e lei per Serena. Davvero?

Ma devo confessarle una cosa che mi pesa.

Serena ne aveva uno uguale.

Non mi sorprende, li fabbricano dei suoi amici che hanno fatto una donazione al

carcere. E li hanno regalati alla nostra biblioteca come gadget in ricordo del

gesto di carità.

Il gadget della carità che Enea ha usato per uccidere Serena.

Enea ci giocherelava spesso quando era nervoso.

Che voleva dirmi? Me l'avverto, io non sono tenuta al segreto confessionale.

Serena aveva trovato qualcosa di strano nella cronologia di uno di questi

computer.

Qualcosa che le aveva fatto pensare che Enea stesse organizzando una nuova

rapina.

E perché non l'ha denunciato? Per colpa mia.

Sono stato io a dirle di parlare con Enea, di dargli un'ultima possibilità.

Quindi... Non avevano litigato per questioni sentimentali. La gelosia con

Guarco non c'entrava niente. Se le avessi detto di avvertire il direttore,

forse ora sarebbe diva.

Anche mi sembra così assurdo, capisci?

Cosa? Che l'artista della rapina non riuscisse a smettere? Era cambiato

grazie a Serena. Si amavano.

Non forse sono io che sono un ingenuo.

Troppo fiducioso dell'animo umano.

Lei deve esserlo per l'abito che indossa.

No, io faccio un altro mestiere.

Aspetti.

Dai, ascolti questo.

Che cos'è? È il podcast che Serena e Aenea avevano iniziato a registrare. È

una specie di biografia. Sì, l'hanno già pubblicato sui giornali. Quelli sono

soltanto degli estratti tendenziosi.

Lo ascolti tutto.

Lo prego.

Arrivederci.

Grazie.

Allora non se ne fa niente.

Niente rapina.

Bruno. Oh.

Sono io.

Sono io, Pelin.

Ci conosciamo da ragazzini. Sempre insieme, sempre insieme. Mi molli

adesso. Adesso che la mia morte è troppo pericolosa, dovresti ripensarci anche

te. Non facciamo l'errore dell'ultima volta.

Proprio perché è morta che non ci rinuncio.

E poi comunque darebbero sempre la colpa a me.

Mi chiamano l'artista della rapina e hanno ragione.

Organizzo rapine da quando ho 12 anni, da quando ho svaleggiato una sala

giochi.

Rapina fa rima con adrenalina, una droga di cui non posso fare a meno.

Buongiorno, signore e signori!

Questa non è una festa di carnevale, ma è una rapina vera! Al muro!

Ho detto a mettermi al muro!

Quando punto la pistola su quella gente con la faccia per terra, io mi sento un

dio. Giù per terra, metti le mani sulla testa. Bravi così che ce ne torniamo a

casa felici e contenti.

Sbrigati, oh!

Sbrigati! Giù per terra! Giù per terra, metti le mani sulla testa, ho detto!

Giù per terra, metti le mani sulla testa. Ora so che non c'è niente di

artistico in una rapina.

Ma solo terrore.

E questo l'ho capito grazie a esse.

La psicologa del carcere.

All'inizio, lo ammetto.

Andavo alle sue sedute perché speravo che mi aiutasse a parlare col giudice

per ottenere uno sconto di pena.

Quindi ti sentivi un eroe?

Rubavi ai ricchi per dare a te stesso?

Le banche hanno l'assicurazione contro le rapine.

Quindi rubavo ai ricchi, non ai clienti.

E poi mi andavo a spendere tutto.

Locali, auto, donne.

Rimettevo il denaro in circo.

Un piccolo contributo per l'economia. E poi non ho mai ferito nessuno.

Mai una vittima.

Con la gente che mettevi faccia a terra, come la chiami?

Non ho mai fatto male a nessuno, io.

Ehi, tutto bene?

Ma ci ti giù? Hai paura?

Fermo! Dammi quella cazzo di radio!

Muoviti! Quei nessuno si portano il trauma addosso per anni.

Non dormono la notte.

Non riescono più a uscire di casa.

Per te non sono vittime.

Parlami di tua madre.

È l'unica persona che mi ha veramente voluto bene.

È morta mentre eri l'attitante?

Soffriva di cuore.

Gli attacchi mi sono iniziati dopo che mi hanno arrestato la prima volta, da

ragazzina. Pensi ci sia una qualche connessione?

Sei andata al suo funerale.

Che domanda è per lei? Ero l'attitante, l'ho detto anche lei.

E mentre la seppellivano dov'eri?

Rapinare un ufficio postale.

Ho ripensato alla disperazione.

Dopo la morte di mia madre, soltanto un'altra volta mi sono sentito così.

Nell'ultima rapina, giusto?

Com'è andata?

Lo so cos'è una batteria.

Un gruppo di delinquenti che stabilisce un patto. Una banda.

Di più.

Io e BM eravamo come fratelli.

Facevamo rapine sin da ragazzini.

Ci chiamavano i gigli.

Come la canzone di De Andrè. Se non son gigli, son pur sempre figli.

Vittime di questo mondo.

Vi autocommiseravate.

Perché eravamo vittime.

Ci sentivamo invincibili.

Ho finito, andiamo!

Fermi, butta la pistola!

Fin'all'ultima rapina.

E poi nemmeno dovevamo farla quella rapina. Buttala!

Lì aveva fatto un incidente con la moto e si era rotto delle costole.

Premme e insistite. Non fare cazzate e butta con la pistola!

Spara. Butta la pistola, t'ho detto.

Andiamo, dai.

Cazzo.

Dopo la morte di M mi è passata la voglia di vivere.

Ho pensato spesso a farla finita.

Ma poi ho incontrato S.

E ho ricominciato a sperare.

Ok. Per oggi basta.

Il resto alla prossima puntata.

Chi è B?

Quella che è morta sappiamo chi è.

M sta per Maragovi, la conoscevi?

Eri tu il terzo della batteria?

No, ma lo avrei voluto.

Se sei nato in un quartiere come questo, hai solo due scelte. O sgobbi come un

mulo, o fai delinquente. E io non avevo le palle, ma i miei amici sì.

E non li tradisco.

Ascolta, qui non c'è nessuno da tradire.

Mara è morte.

E B prima o poi scopriremo chi è.

Vista per Bruno, torre.

Mi faceva l'apertura. Rosso com'era faceva paura solo a vederlo.

Che cos'è un'apertura? Quando entri in banca e dici questa è una rapina e fai

aprire le porte ai complici e quelli armati.

Bruno era il braccio e Nea la mente.

Sceglieva la banca e concepiva il piano.

Come mai avevano scelto Mara come autista quel giorno?

Mara guidava da Dio e Nea e Bruno se ne erano innamorati fin da bambini.

Ma tra i due delinquenti...

Ma ha scelto il muro.

È così che è nato Matteo.

A quell'ultima rapina non ci doveva andare.

Ma Bruno l'aveva convinta. Avevamo bisogno di soldi.

Matteo era nato con una malattia alle ossa. E io... Io non guadagnavo

abbastanza.

Credi che ne abbia contattato Bruno per una nuova rapina?

Bruno non so dove sia finito.

Dopo quel maledetto giorno.

Per il momento basta così. Tieniti a disposizione.

Bruno Torre. Si è fatto sei anni tra rapine, furti e resistenza pubblico

ufficiale. Ah, un bel curriculum pure lui.

Sì, ma manca la rapina dove è morta Mara.

Aveva il volto coperto ed è scappato.

Aspetta.

Cosa?

È tornato a Genova un mese fa.

C'è anche l'indirizzo.

E dai.

Mi state agitando troppo.

La rapina dove è morta Mara è caduta in prescrizione.

Non sei mica qui per quella rapina.

Ma per quella che stai organizzando con Enea.

Non so di cosa parlate.

E sei tornato a Genova un mese fa.

Serena Zohardi scopre che Enea sta organizzando una nuova rapina, vuole

fermarlo e tu.

Io chi sia questa Zohardi l'ho scoperto dai giornali.

Enea è un fratello per me. Io per lui ammazzerei e mi farei ammazzare.

Ma di certo non toccherei mai la sua donna.

È comunque un alibi.

Ero a Sanremo a giocare al casino.

Enea farebbe una rapina senza suo fratello?

Sono qua, no?

Immagino che mi terrete d'occhio. Sono bruciato.

Ma Inea può farlo anche da solo, perché lui è il migliore.

Di certo non lo fermerete voi due.

Voglio ogni uomo disponibile a sorvegliare banche, gioiellerie, poste.

Avvertite tutti che Genovese sta preparando un'altra rapina.

Massima attenzione, non correte rischi. Ma è sicuro?

E finché non spari tu, sì.

Piuttosto, se vuoi renderti utile, riesamina le dichiarazioni dei vicini

della Zoardi. Se, come dici tu, discuteva con Cavo del suo futuro colpo,

forse c'è qualche indizio.

Dai, dai, dai!

Mi scusi, posso chiedere a lei? È una cosa importante.

Sì, mi dica.

Io sono la mamma di questo bambino, Ivan.

Io e mio marito lo abbiamo adottato tramite la New Hope.

Ci avevano detto che era tutto a posto e invece ora arriva quel tizio e dice che

Ivan è suo e che ce lo vuole togliere. Non si preoccupi, conosco il caso. Venga

con me.

Ma lei è... Giaca?

Sì, prego.

Si accomodi.

Ci sa fare.

Ha figli?

Sì, una.

Si chiama Lucia.

L'ho presa in affido che era già grande.

Anche lei non può avere bambini?

Sì, sì, posso averne.

Decisamente.

E allora perché si è sottoposta a quel calvario di burocrazia? Le attese?

I colloqui con gli assistenti sociali. In realtà è stato un caso.

Era una ragazzina piena di casini, un'emergenza. Non che volessi figli.

Io invece ne ho persi tre.

Ogni volta dicevano che ce l'avrei fatta.

Invece... avevo paura che non sarei mai diventata una mamma.

Ma poi è arrivato Ivan ed è stato come una resurrezione.

Sono tornata a sorridere, a essere felice.

E non permetterò a nessuno di togliermelo.

Senta, se vuole puoi sporgere denuncia contro Faleno all'accompagno dell

'ispettore. No, mi ha portato con me tutti i documenti che attestano la

perfetta regolarità dell'adozione.

Ivan è mio figlio.

Non l'abbiamo né rubato né comprato.

E nessuno ce lo porterà via.

Che c'è?

Vai.

Papà, sei tu?

Sei incinta?

Quell'inusile audiolibro.

Sì, sono incinta.

Beh, di qualcosa, no?

Sei felice?

Non lo so.

Tu?

Sì.

Sì, molto.

Ma? Vieni qua, vieni qua.

E il padre?

Ecco, il padre, vabbè, facciamo finta che non c'è.

Papà, io lo so che cosa pensi.

Che sono blanca, che posso fare tutto.

Se posso lavorare con la polizia, allora posso anche avere un figlio da sola, no?

Non devo avere paura.

Ma anch'io ho paura.

Per te, per lui, lei.

Un bambino è una cosa bellissima.

Ma io sono tuo padre e morirò prima di te, come è giusto e naturale.

E ti lascerò da sola.

Tutti i genitori hanno paura di questo, ma io di più.

Ti ho insegnato a cavartela da sola, sono felice che tu sia diventata una

donna forte, indipendente.

Ma io dormo tutte le notti col telefono acceso.

E tu come farai quando quel telefono non ci sarà più?

Che devo fare?

Tu sei un cane per ciechi, non per una mamma cieca.

Come faccio a insegnare i primi passi a mio figlio se già con te sbatto ovunque?

E se quando andiamo al parco si allontana, non me ne accorgo, finisce

sotto una macchina? Fine.

Sentiamo l'esperto.

I vostri cari saranno fondamentali, soprattutto vostra madre. Chi meglio di

lei, che è già stata mamma, vi può aiutare?

Sì, dalla galera.

Sai cosa?

Lavoriamo che è meglio.

Riproduci informazioni sommarie dei vicini della vittima.

Signor Sarti, mi conferma le sue generalità?

Sarti Antonio, residente ad Alvaro.

Quell'uomo è la vittima.

Su... su cosa litigavano di preciso?

Questioni di cuore, credo. Ho sentito che parlavano di un lui. Lei diceva di

averlo lasciato, ma all'altro non bastava.

Era arrabbiato, la voce era profonda, calda, da baritono.

Aveva una voce stridula, sembrava piagnucolare.

Le dico che piagnucolava e diceva che aveva fatto colpo. E Serena gli ha

risposto che era un mona.

Ha sentito male. La Zohardi non era veneta.

Non ha detto Mona.

Monet.

Chiama Liguori.

Il pello dei traslocchi che butti tutto quello che non serve più.

Che c'è?

Non c'è nessuno.

Va bene?

Cosa?

Non c'è nessuno. C'è qualcuno?

Salve? C'è qualcuno? Non c'è nessuno. Pensa, io neanche ci vedo.

Guarda che domani mattina vengono a caricare.

Lo so che ti mancherà tutto questo.

Lo so che ti mancherà soprattutto Blanca.

Dai, facciamo così.

Devo lavorare.

Grazie. Il cane pazzo mi hanno dato.

Andarla a prendere ogni mattina.

Indagare insieme.

Proteggerò dai pericoli.

Poi Blanca è divertente, prevedibile.

E cieca.

Bisognosa.

Lo capisco, ti sei abituato a lei.

Ma non confondere un'abitudine per altro.

È solo un vizio.

Se uno deve smettere di fumare, smette e basta.

Hai ragione.

Blanca è un vizio.

E io non voglio smettere.

Vedi, lei non è solo una sigaretta.

Blanca è tutto il pacchetto.

Io voglio che non finisca mai.

Liguori, ma che fine hai fatto?

Vabbè, niente, devo dirti una cosa importantissima che ho scoperto su cavo.

So dove farai il colpo.

Il colpo si fa.

Stanotte.

Senza Bruno sei tu che ci ha proposto il colpo.

Sì, tu la metti. Lo faccio a me e a te.

Ma io non mi resisto.

E la poliziotta?

Lei non è più un problema.

Io un tempo ci passava l'acqua per riempire la cisterna di Villa Quarco.

Siamo dentro al palazzo.

Basta salire da lì.

Brighiamoci. Abbiamo mezz'ora prima che i vigilantes entrino a fare la ronda.

Qui il sistema d'allarme è quello per entrare, giusto? Sì. Si attiva di notte

e si disattiva solo di giorno.

Mentre pulivo, piste salare la centralina.

Ce l'abbiamo fatta.

Quello è mio.

Che cazzo stai facendo, Belli?

Hai sentito bene.

Il quadro.

Lo prendo io.

E grazie per avermi fatto d'apertura.

Appunto, io voto l'idea del colpo.

I soldi mi servono per curare Matteo.

E poi me lo devi.

Mara è morta per colpa tua.

Io non ti devo niente.

I conti sono pari.

Dopo quello che hai fatto a Serena.

E cosa stai dicendo? Dico che sei stato tu.

Che quella sera mi hai seguito.

Hai aspettato che uscissi.

Sei entrato.

E l'hai ammazzata.

E tu sapevi che avrebbero dato la colpa a me.

Come ti è venuto in mente il relato?

Ti è venuto in mente? Ci conosciamo da bambini.

È andata così.

Ah, no?

E com'è andata allora?

Era venuto a casa mia il giorno prima che tu uscissi.

Aveva capito tutto.

La ditta di polizia dove lavori si occupa anche di Villa Guarco, vero?

Dove verrà esibito Mone.

Ho controllato i turni. Nelle ultime settimane è lavorato lì.

E guarda caso, Enea ha fatto ricerche proprio su quel quadro.

E sui sotterrani di Palazzo Quarco.

E cosa c'entro io?

Magari, come ha detto lei, è un caso.

Io penso invece che hai proposto ad Enea un colpo.

Ma non è cambiato, per merito suo.

Perché mai avrebbe dovuto dirmi sì? Perché a te non può dire di no.

Si sente in colpa per la morte di Mara.

E tu lo sai.

Ma tutte mosse.

Vedremo cosa ne pensa la polizia.

Se lei ci denuncia,

Mi ho perduto il lavoro, mi tolgono Matteo e ne ho tornato in galera.

Non dica niente, Enea. Ci parlo io.

Chi dirò che ho cambiato idea è che è meglio se la rapina non si fa.

Per il bene di tutti.

Ti do fino a domani per dirglielo.

Poi ti denuncio.

Ho registrato tutto.

Per la polizia queste non saranno musse.

Lei si è fidata di te.

Tu invece hai preso tempo.

Per ucciderla.

Per incastrarmi. No, non volevo.

Era andato da lei per supplicarla di non denunciarci.

Ma lei mi ha risposto che mi aveva già dato la possibilità di ripensarci.

E che non le rimaneva altro che andare dalla polizia. Te l'ho già dato la

possibilità. Allora ho preso quel fermacarte.

E l'ho colpita.

E l'hai lasciata morire.

Sono andato nel panico. Come sempre. Come il vigliacco che sei, sin da

bambino.

E non hai voluto chiamare le palle per chiamare i soccorsi per serena.

Non li ho chiamati perché volevo che morisse.

Cosa dovevo fare?

Rinunciare al colpo perché ti eri innamorato?

Avrei dovuto guardarti mentre tu facevi la bella vita con lei.

Mentre io andavo in galera e Matteo finiva sulla sedia a rotelle.

Papà! Vai tu!

C'è papà?

Papà?

C'è la polizia?

Sei tu il vigliaco che hai sparato a quella guardia quel giorno in banca e

hai lasciato che Mara morisse!

Oggi sparerò. Tu lo farai. Tu non l'hai mai fatto.

Le persone camminano.

Serena lo diceva sempre.

Servo Enea!

Metti giù quell'arma.

Enea, non farlo!

Non buttare via tutto. Farlo per Serena.

Ve l'ho detto. Io

non sparo nessuno.

Su ricordarti, Cidra.

Dimmi che non sapevi nulla di questa storia.

Dimmi che non hai organizzato un'operazione sotto copertura con un

pregiudicato, senza l'autorizzazione del giudice, senza dirlo a me.

Assolutamente no.

Tu non lo sapevi?

No, non sapeva niente.

È arrivato quando l'ho chiamato a cose fatte.

Però ho messo tutto alla responsabilità dell'operazione. Ci sono gli estremi per

farti un bel disciplinare. E a te ti faccio sbattere fuori dalla polizia?

Se fossi una poliziotta, ma sono solo una consulente, quindi...

Comunque basterà dire al giudice che ho avuto una soffiata anonima.

E mi vuole sbattere fuori? Sa cosa?

Faccia pure.

Già mi immagino i titoli dei giornali.

Consulente cieca della polizia risolve caso Zoardi e viene licenziata

sorrettezziamente.

Fuori dalle palle.

Buonanotte.

Grazie, Blanca, per aver risolto anche questo caso. Si figuri ca... È un

piacere.

Blanca ha ragione. Il giudice capirà.

Questa è l'ultima volta che la difendi.

Ora che te ne vai, che ci metto a fare da cane guida?

Carità!

Non mi trasferisco più.

Hai stigato con la fidanzata?

Ex.

E Blanca lo sa?

Eh, non ancora.

Magari stavolta ti attiro la mossa.

Con permesso.

Ma secondo te ho le gambe gonfie perché sono stata in piedi tutta la notte o

perché sono incinta?

E vabbè, ci sono quelle che hanno le coccole dei mariti.

Io te.

È solo un tuono.

Non è che se continui ad abbaiare smette. Dai, vieni qua.

È normale.

Hai paura di quello che non conosci.

E tu, fagiolino?

Hai paura anche tu?

C'è tanto buio là dentro, vero?

E non vedi niente.

Come me.

Non devi avere paura.

Perché quel buio sono io.

E se vuoi, se vuoi, io ti insegnerò a ballare sotto

la pioggia.

Pensavo che la vita fosse una sfida continua, come un percorso ad ostacoli

da superare con coraggio, una serie di banche da rapinare e poi scappare via

dalle sirene, dalla responsabilità.

Ma poi un giorno una persona mi ha detto che quello che credevo coraggio era

paura.

Paura di una vita normale.

Che nel quartiere dove sono nato neanche credevo che c'era.

E questa persona era Serena.

E adesso che non c'è più, questa vita la devo affrontare da solo.

E lo devo a me stesso.

E lo devo a Serena.

Per dimostrare a tutti che aveva ragione.

Che tutti possono cambiare nella vita.

Anche i peggiori.

Grazie di essere venuta.

Figurati.

Bel discorso.

No, fare discorsi non è proprio il mio.

Sbaglio, si sono commossi tutti.

Spero sia servito a qualcosa.

Mi dispiace, ma ti tocca ancora un po' di carcere.

Magari vado un'altra volta.

Non ti conviene.

Scherzo. Non ci voglio più tornare qui dentro.

E poi adesso qualcuno a cui badare.

Il direttore ha concesso a un mattone incontrare il padre.

Con te.

E allora cin cin. Cin cin.

Sta diventando un'abitudine venirmi a trovare.

È più facile adesso che hai un indirizzo fisso.

Sei venuta su un termine nuovo?

No.

Sono venuta a dirti che ho deciso di tenerlo.

Non perché me l'hai detto tu, ovvio. Ti ha convinto tuo padre?

Pensa, lui era contrario.

E allora perché?

Tu hai avuto paura di me.

Di Bea.

Avevi paura di quello che non conoscevi.

Mi sei scappata, ma va bene così.

Tu sei tu.

Ma io non sono te.

Comunque tranquilla, te lo farò conoscere. O te la farò conoscere.

Verrò ogni sei mesi.

Non voglio toglierti il piacere di fare la nonna.

Oltre che la mamma.

E quindi avrò un nipotino.

Beh, non ci speravo più, eh. Guarda che questi non funzionano. Tutto il resto è

a posto.

Sono troppo felice.

Ma? Eh, ho ancora paura.

Quando non ci sarò più. Papà, non ti devi preoccupare.

E al padre glielo dirai?

Blanca.

Devo andare.

Augurami buona fortuna. Buona fortuna.

Ma per cosa?

Blanca!

Ciao.

Ciao. Ehi, ciao.

Almeno il cane non ce l'ha con me.

E tu?

Tutti possono avere una seconda occasione.

Perfino tu.

Stai meglio dell'altra volta?

Sì, sto molto meglio.

Ho preso una decisione per cui sicuramente mi pentirò.

Ma ci voglio credere.

C'entro anch'io con questa decisione?

Assolutamente sì.

E ho deciso che voglio fidarmi di te.

Ma anche tu devi fare lo stesso.

Lo so che è difficile, per il lavoro che fai è impossibile fidarsi degli altri.

Sei sempre in guerra.

Ma anche io sono sempre in guerra. Tutti i cazzo di giorni, contro il buio,

contro il giudizio degli altri.

Ma per tua fortuna...

Ho capito che in guerra c'è bisogno di alleati.

Alleati per cosa?

La ONLUS.

Hanno controllato. Sono in regola.

Te l'avevo detto che era tutto un equivoco.

Ah, dottor Gardi. Scusate.

Volevo ringraziarla.

Senza il suo lavoro pro bono non sapremmo davvero come fare.

E anche la coppia che stai seguendo. Hanno adottato il bambino regolarmente.

Quello non è tuo figlio.

Dobbiamo indagare altrove.

Dobbiamo? Sì, dobbiamo. Se non fai lo stronzo.

Allora?

Alleati?

Alleati.

Allora possiamo prendere un appuntamento per martedì. Salve, buongiorno.

Buongiorno, dottore.

Buongiorno. Buongiorno.

Ditemi.

Siamo qui per il pagamento. L'ultima rata.

Non era necessario.

Così siamo a posto, no?

Non ci dovrebbero essere più problemi, vero?

Sì, ve l'ho detto.

Il bambino è vostro.

Nessuno ve lo porterà via.

Lose your mind One of these

days

Just be there right on time And I'll find

you If only I could see

All this world around

Can't find what you're looking for?
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