All language subtitles for S03E03 Blanca Il Genovese - Parte Uno (2025) WEBRip 1080p x264 EAC3 ITA - Lullozzo

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Original subtitles

Ciao. C'è papà?

Papà! C'è la polizia!

Buonasera, controllo.

Dov'è Nea Cavo?

Ehm... Ancora arrivato.

Male. Sono le dieci e mezza passate. Lo aspettavamo in commissariato.

Ma gente, è la sua prima sera fuori dopo otto anni di carcere.

Proprio per questo deve rispettare le decisioni del giudice. Scusate.

Scusate il ritardo, eh.

Scusate.

Mi perdoni, agente, eh?

Perché in carcere non passa mai.

Ma da libero stasera ne è volata via.

Adesso è stata contenta la fidanzata.

Firme.

Arrivederci.

Grazie.

No, darling, ain't got superpowers, just me and my dad, don't be scared, don't

you worry. I'm surrounded by problems I'm trying to resolve, but this world is

so rotten, it needs someone powerful to turn it upside down, to turn it black,

to win a statue, squirm a splinter, and life may be bitter, but I'm back and I'm

better, and I know that's just set up.

How does it feel when the world is flying?

It feels... Grazie.

Ma dici che si vede?

Sei incinta da tre settimane. Cosa vuoi che si veda? Ma io mi sento gonfia.

Non riesco a dormire e continuo a vomitare. Sì, ma hai la pelle luminosa,

i capelli splendidi, le tette sode. La gravidanza è la migliore estetista.

Quindi si vede?

Oddio, io già mi immagino baci da lupo.

Blanca, non solo cieca, pure incinta. In pensione. Tra tutte le persone che

potrebbero accorgersene, tu ti preoccupi del tuo capo?

Ma nessuno se ne deve accorgere finché non ho deciso.

È più un sì o più un no?

È più un no, Stella.

Sono cieca.

E sola.

Ci mancava solo lui?

Che vuoi?

Che cosa ti importa?

A me niente, ma a base di lupo sì. Sono le 10.

Come le 10?

Ti sto venendo a prendere.

Stella, sono le 10! C'entro io.

Senti, però forse al padre dovresti dirlo. Forse capirà, forse... Forse,

forse. E poi domenica è partito.

Non so neanche dove sia.

Le 10.

Dov'è che stiamo andando?

Ad Albaro.

Tra i ricconi? Esatto. Hanno trovata morta la figlia di un armatore.

Quasi che Lupe è furibondo. Dovevamo essere lì già mezz'ora fa.

Ottimo giorno per arrivare in ritardo.

Sì.

Non è la prima volta.

E non è da te.

Ti abito ai tempi di Roma?

Chissà se Veronica è pronta ad aspettare la metro che non arriva mai, mai.

Ah, scusa, lei prende il taxi.

Era una psicologa penitenziaria che lavorava nel carcere di Marassi.

Serena Zoardi. Il cognome parla da solo qui a Genova.

Forse è stata colpita da questa specie di fermacarte.

Era vicino al corpo.

Un cuscinetto a sfere? Sì, speriamo che ci sia qualche impronta.

Che vorrà un po'.

Grazie. Il colpo forse ha provocato un'emorragia interna.

Scusate, l'odore è un po' troppo forte.

Respira. Dai, Blanca, respira.

Ma che ha?

C'è poco salvo. Di solito non si impressiona così.

Può contaminare la sciatica con il vomito.

Blanca, tutto bene?

Sì, sì, tutto bene.

Nessun segno di affrazione.

La vittima deve aver aperto la porta al suo assassino.

Quindi lo conosceva?

Probabile. Sì, c'era un uomo. Non so che ora fosse arrivato. Poi li ho sentiti

che discutevano. Sapreste riconoscerlo?

Ma no, era buio. Hanno rubato qualcosa?

Sembra tutto a posto.

Gioielli, portafoglio. Manca solo il cellulare della vittima.

Io l'ho visto arrivare, eh. E l'ho guardato bene.

Perché la signorina Zoardi, pace all'anima sua, non riceveva mai visite.

Specie di uomini.

Insomma l'ha riconosciuto o no?

Ma certo.

Era quello che rapinava le banche. Non lo prendevano mai. Chi ha?

Il genovese.

Cos'ha fatto, mozionea?

Niente, questa volta non ha fatto niente, lo zio.

Vedrai che tornerà presto a casa.

Vabbè, ieri sera eri lì.

Tutto questo casino per un'ora di ritardo al controllo.

E vogliamo sapere che cosa hai fatto prima.

Per affari miei sono un uomo libero ora.

Ti hanno visto entrare in casa di Serena Zoardi.

Che ci faceva un pregiudicato come te in casa dalla fide di un armatore. Cos'è,

volevi rubare qualcosa in cambusa?

Che c'è di strano?

Serena è una psicologa penitenziaria che mi ha aiutato nel mio percorso.

Fino alla libertà vigilata.

Sono andato lì per ringraziarla.

Hai capito?

Voleva ringraziare.

È così che l'hai ringraziata?

Non è possibile.

Era viva quando sono andato via.

Il medico legale ha detto che è morta tra le 21 e le 23.

Ecco il motivo di quell'ora di ritardo.

Era

viva

quando sono andato via. Era viva quando sono andato via.

Fare il pappagallo non ti levarà altri trent'anni di galera.

Oh!

Visto che non vuoi parlare, ti riportiamo a casa.

Sei stato di fermo. Ora puoi chiamare i tuoi avvocati.

Secondo me non è stato lui.

Figurati, ma l'hai visto?

No che non l'ho visto, ma l'ho sentito. E ha cambiato tono. Era sotto shock.

Ci credo, perché se l'è fatta sotto.

La sua storia parla chiaro. A 16 anni era prima alla pila. A 17 era già in

riformatoria. Appena uscita ha dato subito a fare un'altra alla pila e non

si è più fermato.

Banche, uffici postali, gioiellerie. Dai.

Aveva anche un sacco di ammiratrici che gli scrivevano mentre era in carcere.

Qui c'è scritto che una volta ha ottenuto un permesso per sposare una

delle sue fan.

Lei lo aspettava all'altare mentre lui svuotava un capo. E qui è tutto chiaro.

Sto genovese è cresciuto a pasta al pesto e a rapire.

Ma non ha mai ucciso nessuno, no?

C'è sempre una prima volta, no? Ma perché avrebbe dovuto uccidere la donna

che l'ha aiutato a riottenere la libertà?

Domani andate in carcere e scopritelo.

Capo... Scusi.

Che si festeggia?

I linguoni che porta via il Benino! Hip hip hurra!

Hip hip hurra!

A lei, ecco qua. Ma non dovevate davvero?

Esprimo un desiderio, ispettore. Carità, non è il mio compleanno, vi sto solo

trasferendo. Vabbè, è il primo anno di una nuova vita.

Allora che facciamo, la sprechiamo questa candelina?

Genovesi, sì, mi mancherete.

Evviva!

Poi basta con questa belenata dalla tircheria di noi genovesi. Guarda, ti ho

fatto anche un bel regalo.

Bellissimo, dottore. Grazie. Anche noi abbiamo un pensiero.

A nome di tutti noi.

Grazie.

A tutti.

Tu non bevi?

Sono in servizio.

Che scusa.

Beve il tuo capo, puoi bere anche tu. Vieni.

E che cosa brindo?

Ah, la tua nuova vita con sua altezza.

Dovresti essere contenta, no? Non dovrai più lavorare con... Aspetta, come mi hai

chiamato in quel messaggio?

Ah, stupido.

Bigliacco.

Scommetto che il tuo prossimo partner sarà migliore.

Te le segni proprio tutte, eh? Sei tu che sei strana, Blanca.

Sei distratta, arrivi tardi al lavoro, passi la notte al bar e poi a casa con

chissà chi. Ne abbiamo già parlato di questa cosa.

Quello che faccio io sono affari miei. Siamo solo colleghi.

Anzi, quando andrei a vivere con Veronica a Roma non saremo neanche più

quello.

Dove vai?

Io non ci vedo ma tu non ci senti. Sono cazzi miei!

Gli ho già detto, non sono tenuta a darle informazioni sui miei agenti.

E poi lei non è nemmeno una poliziotta, giusto?

No, ma sono la loro consulente.

Sto cercando informazioni sul figlio della donna che frequentava Domenico

Falena.

Forse è ancora vivo.

E Falena è suo padre.

Se Domenico è partito, evidentemente non gli importa molto di questo bambino.

Ora scusi, ma ho molto da fare.

Ti avevo detto di partire.

Non fare cazzate, ti ho già coperto una volta.

Tranquilla, so quello che faccio.

Serve un

passaggio? Dio,

continua a seguirmi.

Se continua ad indagare senza diremi niente, sì.

Blanca ha due certificati di morte identici. Sono sospetti.

Ma sono stati emessi in Ucraina. E non sono sufficienti per aprire un'indagine

più da noi. Se il bambino che è morto non è quello di Valia, vuol dire che suo

figlio è ancora qua da qualche parte.

È per questo che Valia è venuta a Genova.

E non è possibile che Domenico se ne sia andato fregandosene di tutto.

Gliel'hai detto?

Certo che gliel'ho detto, Liguori.

È suo padre.

E deve saperlo se suo figlio forse è vivo.

Ciao.

Scusi, lei chi è?

Cosa vuole?

Ha un figlio bellissimo.

Però gli occhi sono diversi dai suoi.

Lascialo perdere quello stronzo.

L'unica a preoccuparsi di questo bambino sei rimasta tu.

Lo so che sono sola.

Grazie per avermelo ricordato.

Dai, sali. Sì, sali. Salita. Salita.

Avevo capito che era di uguali che si trasferiva, lo fai anche tu?

Ma neanche se me lo chiedesse in ginocchio, sui ceci.

Non sono vestiti per me, devo andare in carcere per un caso.

Ah, e vai a trovare tua mamma?

Già, che ci sono le porto qualche cambio, così.

Oddio, cos'è questo odore?

Cardamomo.

Oddio.

È proprio vero.

Cosa? È che le donne quando sono incinte hanno bisogno della propria mamma.

Io non ho nessun bisogno di Nadia. Le sto solo portando qualche cambio, punto.

Certo, certo.

E poi che consigli potrà mai darti una come lei, no?

Appunto. Fine del discorso.

Papà? Papà?

Papà? Papà?

Gioia, non mi chiami da due settimane.

Che hai? Che succede?

Niente, che...

Che deve succedere? Sono occupata con il lavoro. Dove sei?

Sto per uscire con la barca, ma torno presto.

Però mi sembri strana.

Ma sei pallida?

Ma no, ma sarà Stella che avrà sbagliato il fondotinto.

Ciao Leone!

Ciao Stella, ma che succede?

Ho letto dei rumori strani.

Sta bene Blanca? No, no, tutto bene. Ha mangiato un gamberetto guasto.

Ma va tutto bene.

Ti faccio richiamare, ok?

Fammi richiamare però, eh. Ciao, ciao, ciao.

Com'era?

La provvidenza è la migliore estetista.

Eh sì, era così.

Dai. E questo chi è? Si chiama Canetre.

Pensa, rendi ai buoni e scodin solo agli stronzi.

Quindi Linneo... Non c'è più.

Mi dispiace.

Quando sei venuta qui l'ultima volta sei mesi fa era ancora viva.

Se sei qui vuol dire che c'è qualcosa di importante.

Molto più della morte di Linneo.

Che c'è, vuoi rimproverarmi il fatto che non vengo qui a raccontarti delle

tragedie della mia vita? Non sono nella posizione di rimproverarti nulla, lo so

benissimo.

Ma se hai bisogno di dirmi qualcosa...

Sono

venuta a portarti la biancheria.

Sicura, Blanca?

Sicurissima? Devo andare.

Ci vediamo tra sei mesi.

Forse.

Come è andata?

Lascia stare.

Andiamo.

Aule studio, biblioteche, campi da calcio. Da noi il detenuto ha

davvero l'opportunità di cambiare.

Anche a me, cavo?

Quello che è successo a Serena è terribile. Non l'avrei mai immaginato.

Direttore, lei perché era d'accordo alla libertà vigilata per cavo?

Come mai?

Mi sono fidato del giudizio di Serena. Mi ho fatto male.

Ah, quindi è colpa di Serena se è morta.

Non ho detto questo.

La dottoressa Zuardi credeva nel suo lavoro.

La considerava una missione. La mia missione verrà un'altra.

Mantenere in ordine questo carcere.

Avere sempre una cella libera. Anche se non ce n'è solo.

E se una mia collaboratrice mi dice che un detenuto può uscire, io l'ascolto.

Il direttore fa quello che può.

Come tutti.

Vi presento Don Luigi, un altro sostenitore delle cause perse.

Lavorava a stretto contatto con la dottoressa Zuardi.

Lui saprà dirvi di più.

Arrivederci. Grazie.

Venite. Mettiamoci qui.

Perdonatemi, io non ci posso credere che Nea l'abbia uccisa.

Perché?

Quando è arrivato qui Enea era un criminale convinto.

Faceva le rapine come io dico le messe.

Ma poi Serena ci aveva lavorato con pazienza giorno dopo giorno, seduta dopo

seduta e lui era cambiato.

Ecco, qui noi facciamo il giornale del carcere.

Enea si è meritato un posto come redattore e non ha neanche la terza

media.

Mani in alto, la storia di un rapinatore viene a capo.

Questo è il metodo che usava Serena per aiutare i criminali a prendere coscienza

di quello che avevano fatto.

Cioè gli faceva descrivere i loro crimini? Esatto.

E con Enè avevano iniziato anche a registrare un podcast.

Pur di uscire il genovese avrebbe scritto anche un romanzo.

Con tutto il rispetto, ma la dottoressa Zuardi non aveva ben capito con chi

aveva a che fare.

Cioè? Cioè il genovese se l'è intortata.

Il bello e dannato che recita la parte del redento.

Finché non ha tenuto dalla povera ingenua quello che voleva.

Ovvero il parere positivo per convincere il giudice ad ottenere la libertà

condizionale. La dottoressa Zoardi era una professionista, sapeva benissimo

quello che faceva. Scusi se insisto, ma... la dottoressa era molto

comprensiva con questi delinquenti. Anche troppo. E cavolo, quelle donne ci

sa fare.

Signorita, le sue illusioni se le tenga per sé, grazie. Ma io non arrudo.

Le ho viste, proprio lì.

Mentre si baciavano.

Ho mangiato ieri.

Vedo che hai perso l'appetito.

Ma è meglio che ritrovi la lingua se non vuoi dar gastolo.

Ti hanno visto baciare Serena.

L'hai usata per i tuoi interessi.

E non sarebbe neanche la prima volta che freghi una donna.

Solo che una volta fuori Serena ti ridò il trucco.

L'avete litigato e tu l'hai colpita.

Come vuoi.

Ci passerà la vita qua dentro.

Possiamo andare.

Abbiamo finito.

Addosso hai un profumo da donna.

È di Serena, vero?

Non te lo vuoi levare di dosso?

E non parli da quando hai visto la foto del suo corpo.

Ho sentito il tuo dolore.

Ti sei pentito di averla uccisa?

Non l'ho uccisa.

E non l'ho illusa.

Io amavo Serena.

E lei amava me.

All'inizio non mi voleva le sedute.

Credeva che andassi in terapia perché volevo più permessi.

E aveva ragione.

Poi un giorno ho detto di sì e ho capito che quello finito in trappola ero io.

Incontro dopo incontro ho iniziato a farmi tante domande, a capire tante

cose.

Mi sbaglia.

Io non vedevo l'ora di rivederla, di stare con lei.

E poi ho capito che anche per Serena non ero più un normale paziente.

Era spaventata.

Non potevamo essere nemmeno amici.

Oramai eravamo qualcosa di più.

E poi che cosa è successo?

Niente, a parte quel bacio.

Si era pentita.

Era una professionista, sapeva le regole. A differenza tua.

Io sono cambiato, voglio una vita diversa.

E la volevo con lei.

E il patto era aspettare che uscissi da qui.

E così quella sera sono andato a casa sua.

Per stare finalmente insieme, lontano da tutti.

Dalle guardie, dalle telecamere.

E se è così, perché avete litigato?

Per colpa del suo fidanzato.

Uno noto bene.

Un certo Maurizio Guarco.

Guarco.

È una famiglia di armatori, come il padre di Serena. Sì, si dovevano

sposare.

Però lei gli aveva detto di noi.

Era confusa.

E lui non poteva accettare che stesse con uno come me.

Però anche io non potevo più aspettare.

E quella sera l'ho messa di fronte ad una scelta.

O lui o me.

E poi me ne sono andato sbattendo via la porta.

E sono andato in spiaggia a smaltire la rabbia.

E poi sono tornato a casa.

Se fossi rimasto sarebbe ancora via.

Tutte musse!

Quello sta provando ad intortare pure te. A differenza tua, la Zuhardi aveva

capito di essere stata presa per il culo, si è ribellata e lui l'ha

ammazzata. Ma cavo, era sincero quando parlava di Serena.

E allora perché non ce l'ha detto prima? Forse perché era sotto shock.

Ecco. No, non sto dicendo che cavo sia innocente.

Ma era sincero quando diceva di amare Serena. Oh, che temero. Vabbè, ma è

comunque colpevole. Cambia solo il movente, la gelosia. Quella si è presa

una sbandata per lui finché era in galera.

Poi quando se le hai ritrovate in casa ci hai ripensato. Perché rinunciare a un

guarco per un pregiudicato?

Un guarco? Che cos'è? Una specie rara?

Rarissima. Che si nutre solo di gamberi rossi a portofilo sul suo ioto insieme

ad assessori, senatori. Sempre la stessa.

Se viene fuori che la figlia di Zuardi aveva una tesca con un galeotto, guarda.

Ci vuole massima discrezione.

Scusate, i giornali.

Che c'è scritto?

Che siamo nella merda.

Secondo alcune fonti, la vittima aveva una relazione con l'assassino. E ne è a

capo.

Mi chiamano l'artista del rapino e hanno ragione.

Faccio colpi da quando ho 12 anni, quando ho svaliggiato una sala giochi.

Allora la pistola non l'avevo, è bastato un coltello da cucina. Ci ho preso gusto

e sono passato agli uffici postali, poi alle banche. Non è solo una questione di

soldi. Rapina fa rima con adrenalina, una droga di cui non riesco a fare a

meno.

Quando punto la pistola su quella gente con la faccia a terra mi sento un dio.

A me sembra più un esaltato di uno che si è pentito.

Crede ancora che Serena l'abbia cambiato?

Il giudice non ha convalidato il fermo di cavo. Il genovese rimane in libertà

vigilata.

Beh, che fate gli impalati? Andate dai vizuardi a rassicurarli che l'assassino

della figlia tornerà presto in carcere. E questa volta per sempre.

Ci sta chiedendo di leccare il culo?

No.

Vi sto chiedendo di andare a salvare il nostro di culo.

Che soggetto.

Ci sei proprio affezionato a questo posto.

Non vuoi uscire?

Che fai?

Niente.

Controllavo il podcast che ho registrato con Serena.

Qualcuno deve averlo dato in passe giornali.

Enea, c'è qualcosa che devi dirmi?

No.

Oddio da Luigi.

Mi scusi.

Ma direi che l'affidamento preadottivo è andato ottimamente.

Ora, il prossimo step è il provvedimento del tribunale.

E poi il piccolo Ivan sarà ufficialmente vostro figlio. Speriamo.

Stavolta andrà bene, vedrai.

Mi scusi davvero, non sono riuscita a fermarlo, scusi. Ma che cosa ci fa lei?

Lo conosci?

Scusi, lei chi è?

Costantin Rousseau.

Il padre di Ivan.

Crediamo che fosse morto adesso e invece lo ritrova a Genova. Ma che cosa sta

dicendo? Sto dicendo che rapite i bambini.

Tutto bene?

Sei pallida.

Devo aver mangiato un cabaretto guasto.

Sì.

No, martedì no.

È troppo presto. Non hanno ancora autorizzato l'innovazione.

Farei sabato anche per avere più gente.

I genitori sono distorti, capisce? C'è bisogno di tutta la fetta della città.

Va bene, sul prezzo siamo d'accordo.

I signori Zoardi vi aspettano.

Le avevo detto di lasciar perdere con quei carcerati.

Poteva tranquillamente lavorare nell'azienda di famiglia, invece no.

Niente.

Diceva che preferiva riparare le persone piuttosto che le navi, diceva così.

Ma certa gente non si ripara, certa gente non cambia mai.

E la morte di mia figlia è una prova.

Verrà fatta giustizia, lo prometto. Bravi.

Mentre voi promettete, questi buttano fango sulla memoria di mia figlia.

Serena era una ribelle, un idealista, un idealista.

Non si sarebbe mai legata a un criminale, mai.

Non sei così sicuro?

Stavamo per sposarci.

Avevamo già scelto la chiesa per il matrimonio.

E ora mi ritrovo a prenotarla per il suo funerale.

La cerimonia è pronta.

Appena ci ridaranno Serena, provvederò io all'onorario e a tutto.

Grazie Maurizio, ma ci pensiamo noi al funerale di nostra figlia.

Vuoi andare?

Il fidanzato di sua figlia non le sta molto simpatico.

Maurizio sembrava perfetto.

E poi cos'è successo?

C'entra Enea Cavo.

Sì.

Maurizio non sopportava l'idea che Serena si fosse, come dire, invaghita di

quel detenuto.

Quindi Serena si era confidata con lei?

Era preoccupata dalla reazione di Maurizio.

Una settimana fa mi ha mandato questi messaggi.

Ci vedi con il tuo avanzo di galera?

Stai attenta a quello che fai.

E l'altro?

Vedo il giorno prima della morte di Serena. So che domani esce. Se lo vedi è

finita.

Gli avevo detto di denunciarlo. Dovevo insistere.

Ma Serena era fatta così. Vedeva solo il bene delle persone.

Attenta a quello che fai.

Sono sotto casa, non me ne vado finché non esci. Se lo vedi è finita.

Se è stato Guarco spiegherebbe la scomparsa del cellulare. Non voleva

farci trovare i messaggi.

Sì, vabbè, ma questo non fa di lui un assassino.

Dottore, doveva sentirlo, faceva venire i brividi. È passato dalle nozze al

funerale con una freddezza. Si vede che non sei stata sposata, scusa. Sì, ma c'è

dell'altro.

Guarco ha ricevuto una telefonata di Serena intorno alle 22, poco prima che

morisse. Poi subito dopo l'ha richiamata.

Vabbè, ma cosa c'è di strano se l'ha chiamata? Era la sua fidanzata.

Dottore, mi crede, ce n'è abbastanza per convocarlo.

Scusate, ci hanno portato Domenico Fallena. Lo faccio entrare?

Quindi è rimasta a Genova?

Sì, guarda, hai poco da essere contenta. Il tuo amico ha fatto un bel casino.

Sei entrato in una Holosk sotto falsa identità con il nome di Costantin Russo.

Perché? Già, perché?

Lei ha figli? Le domande le facciamo noi.

E allora saprà benissimo che per un figlio si fa una cosa stupida.

Soprattutto se credi che sia morto e poi qualcuno ti viene a dire che invece è

ancora vivo.

Baglia aveva ragione. Il bambino è stato rubato.

Aveva soltanto sbagliato a cercarlo nel convento. Non sapeva che le suere di San

Fabrizio hanno anche aperto una onlus.

La New Hope.

che si occupa di adozione internazionale. Sì, ma hanno agito in

autonomia, le sue ore non c'entrano. È infatti la New Hope che ruba i bambini e

che poi le dà un'adozione.

Ma adesso dopo il casino che ho fatto saranno costretti a tirare fuori le

carte dell'adozione di Ivan.

Potevi venire da noi, denunciarli.

Potevi venire da me.

Non mi sono fidato.

Non puoi mettere su un'organizzazione internazionale di traffico di neonati

senza avere complici ovunque. Ancora una parola e ti sbatto dentro!

O preferisco sbatterti fuori così non ti rivedo più?

Mi spiace per tuo figlio, ma non ci sono prove per aprire un'indagine.

E i certificati di morte?

Ci sono due bambini morti, a distanza di pochi giorni uno dall'altro, nello

stesso ospedale, per la stessa malformazione al cuore.

Strane coincidenze, no?

O forse è un metodo.

Fanno credere che siano morti e invece sono ancora vivi.

Pronti ad essere rivenduti a chi li paga bene.

Lo hai detto. Non sono prove, ma coincidenze. Per quanto strane, non sono

sufficienti per aprire un'indagine internazionale.

Faremo accertamenti, ma tu rimani a disposizione.

Posso andare?

Vedo che ti stai affezionando. Magari tra un po' gli darai anche un nome.

E chissà, col tempo si abituerà anche a me.

Beh, come non detto.

Sai qual è la differenza tra Falena e Canetré? Che Falena non fa pipì ovunque

e si pettina meglio?

No, è che entrambi non si fidano.

Però Canetré accetta una mano tesa.

Vero? Sì. Brava.

Soprattutto se sa di focaccia.

Falena non vuole il tuo aiuto.

C'è invece chi ha bisogno di te.

Enea.

Quindi non sono l'unica ad avere dei dubbi. Non so se Enea sia innocente,

però so che dobbiamo indagare su Guarco.

Sì, certo.

Ma Cicalupo ci scotenna.

Forse.

Hai già un'idea? Ti conosco.

Il giornale dice che Guarco inaugurerà presto una nuova sala espositiva.

Ma lo faceva l'armatore?

Almeno in questo aveva qualcosa in comune con Serena.

Ad entrambi stava stretta l'azienda di famiglia. Però lui con l'arte ha trovato

il modo di guadagnarci.

Invece Serena lavorava in carcere per due soldi.

Vuoi andare all'inaugurazione?

Perché?

Per stanare il lupo nella sua tana.

Quando meno se l'aspetta.

Dovrei tirare fuori l'abito elegante.

Tu invece vedi di non venire in tuta.

Emergenza, vestito, chiama Stella.

Ciao, non ci sono fino a tardi. Se sei blanca, ricorda, non puoi raccogliere la

sacca finché non torno. Perché non ci sei mai quando servi?

Mi cuori?

Finalmente.

Sì.

Sei pazzesca Blanca, bellissima. Ti fa cagare. Vado a cambiare. Sono un po'

surreale. Mi vado a cambiare, surreale. Siamo un po' impressionisti.

Vieni.

Ma sei bellissima.

Sono sincero.

Andiamo. Vamonos.

Sembra che tutta la Genova bene sia questa sera.

Sono tutti in lutto per Serena. Il nostro uomo ancora non c'è.

Si starà facendo desiderare?

Grazie. Vabbè.

Che facciamo?

Guardiamo i quadri.

Ecco, qui.

Questo qui davanti a noi, mi piace.

Com'è?

È colorato.

Come te.

Il prossimo?

Di qua.

Qui invece vedo delle rovine, antichità, tanta polvere.

Ma non mi sembra un granché.

Già.

Vieni.

Michele! Raffaella.

Bella Roma, eh?

Sì. Veronica mi ha detto che vi trasferite lì. Sì.

Ti presento Blanca, è una mia collega.

Piacere.

Complimenti per il vestito.

Salutami Veronica.

Certo.

Stronza.

Valeria.

Ha pensato che siamo amanti comunque.

In fondo un bacio ce lo siamo dati, no? Due.

Signori, un attimo di attenzione.

Vi ringrazio.

È arrivato il momento che tutti aspettavate e che il direttore della mia

banca temeva di più.

Signori e signore, il mio Monet.

Vedo che si è consolato presto dal mito.

Come vivo la perdita della mia fidanzata non vi riguarda? Certo che ci riguarda,

per come la trattava.

Mi vedi con il tuo avanzo di galera?

Stai attenta a quello che fai.

So che domani esce. Se vi vedete è finita.

In che senso? Voleva lasciarla o peggio?

Non è così.

Quel bastardo me l'aveva allontanata. E me lo sono ritrovato pure a lavorare con

la ditta di polizia qui in villa.

Ah, quindi era stata Serena a lasciare lui.

Ma questo lei non ce l'ha detto.

Perché per lei è insopportabile il fatto che Serena l'abbia lasciato per un

avanzo di galera. Serena aveva il vizio di voler salvare tutti.

Specie quelli non nati bene come noi, così diceva.

Come se fosse una colpa più che un merito.

Perché Serena l'ha chiamata poco prima di morire?

Se volete parlare con me, lo farete solo in presenza del mio avvocato.

Ora è di qui.

Andiamo.

Sì.

Buona serata.

Signori, torniamo a noi e a questa magnifica opera.

Un brindisi.

Se ha perso il controllo davanti a tutti in quel modo, figuriamoci quando Serena

l'ha lasciato.

Soprattutto ci ha mentito.

Altro che organizzare le nozze.

Poi ci deve spiegare quella telefonata alle 10 di sera.

Giusto. Direi che ne abbiamo abbastanza per convincere Bacigalupo a convocarlo.

Mi mancherà indagare con te.

C'è qualcuno che ti aspetta.

Ma chi è?

Domenico? Proprio lui.

Che vuole?

Certo, le indagini sono una cosa, ma la tua vita privata mi riguarda, giusto?

Tusce.

Grazie.

Buonanotte.

Che vuoi?

Volevo chiederti scusa.

Non mi andava di parlarti davanti a tutti gli altri.

E che sei rimasta a Genova?

Neanche questo volevi dirmi.

Ho capito che non ti fidi di nessuno. Ma io, sono stata io a dirti che forse tuo

figlio è vivo.

Sto solo cercando di tenerti lontano da questa brutta storia.

Spostati.

Ci sono già dentro questa storia.

Non fare il mio stesso errore, Blanca.

Quale dei tanti? Non farti ossessionare dal bambino.

Io lo devo a Valia, l'ho abbandonata.

Il nome falso che ha usato, Costantin Rusol.

Era il marito di Valia, vero?

Sei molto brava.

Te lo ripeto, stanno fuori.

Cos'è? L'hai fatto scappare col vestito da goblin?

Quando mi serve non ci sei mai.

Senti, ti ho fatto un regalo.

È un audiolibro.

Gravidanza per i povedenti.

Sei contenta?

Eh, sentiamo un po'. Lo sentiamo subito. Sei pronta? Vai.

Primo capitolo. Il padre ci vede?

Scusa.

Il padre ci vede benissimo.

Sono io che non riesco a vederlo.

Che uomo è?

Là non importa che uomo è.

Porta quello che vuoi tu.

Ehi.

Dovevo aspettarmi sveglia.

Com'è andata la festa?

Non sono andato ad una festa, te l'ho detto, era un servizio. Com'è andata?

Bene.

E Blanca?

È l'ultimo caso che seguite insieme? Blanca se la caverà benissimo da sola.

Andiamo a dormire.

Prima... Ci sarebbe da firmare una cosa.

Cos'è?

Contratto per la casa di Romo.

Per intestarla tutte e due serve anche la tua fila.

È la nostra prima casa.

Senti, Bla, le ferie che ho preso per stare con te sono finite, devo tornare a

lavorare. Tranquilla, io non me la cavo come al solito.

Vedi? Ho anche una nuova assistente personale.

Perfetto.

Senti, comunque, prima o poi avremo un centro estetico tutto mio a Genova, così

sto sempre con te.

Per quel giorno tu avrai già tre figli.

Non nemmeno uno.

Oh, ciao comunque, ciao.

Che giorno è oggi?

Il giorno dell'umido. Blai, è il nostro anniversario. Ti ricordo, se posso, che

è un anno che mi hai preso in affido.

Scusa, mi me la sono dimenticata.

So che sei veramente una pessima madre.

Grazie.

Ciao.

Ma che è Stella?

Che ci fa lì con te Stella? Non poteva vivere senza i miei consigli di vita.

Cioè, è venuta fino a Genova.

Eh, sì, non riesce a stare da sola.

Ne manco.

Dai, ti chiamo più tardi, va bene?

No, no, no, no, dopo no che c'ho lezione, infatti devo cominciare. Ti

richiamo domani, ciao.

Ricordati di me qualche volta, ricordati, ciao.

Scusate ragazzi, scusate.

Forse a lei dovresti dirglielo.

Se decido di non tenerlo, che glielo dico a fare?

Hai deciso?

Stella, non riesco a fare la mamma a distanza.

Figuriamoci come un bambino in presenza.

La vuoi che rimanga?

No. E allora tre cose. Primo, basta piangersi addosso. Secondo, basta

vomitare. Terzo, ascolta l'audiolibro.

Guarda, piuttosto lavoro.

Sempre meglio che piangersi addosso.

Alla buon'ora.

Ancora non ti sei abituato a meritarli?

Hai parlato con Bacigalupo?

Ancora no.

Aspettavo te.

Cos'è successo?

A domenico non ti ha svegliata stamattina? Tu devi andare da un Torino

bravo. O devo essere più esplicita?

La tua occasione l'hai già avuta.

Adesso non sono più a fare i tuoi.

Percivuto.

Ora sbrigati che dobbiamo andare da Bacigalupo.

Mi dà.

Che c'è?

È arrivato il lupo con tutto il branco.

Ha inviato i suoi colleghi ad un evento privato di interrogare surrettiziamente

il nostro assistito.

La cosa non resterà senza conseguenze.

I miei colleghi saranno stati forse inopportuni, ma il suo assistito ha

detto un sacco di bugie. Si tratta solo di banali omissioni che non hanno alcun

valore in sede legale. Senza polemiche, il nostro assistito è qui di sua

spontanea volontà per collaborare alle indagini.

È vero.

La notte dell'omicidio ho ricevuto una chiamata da Serena. Ma la voce non era

la sua.

Era quella di un uomo.

Mi ha detto vieni qui.

E poi ha riagganciato.

Sì, però poi una richiamata, no? Sì, ma il telefono era spento.

Così mi sono preoccupato. Sapevo che quel rapinatore era uscito di galera.

E sono andato.

Quindi lei era a casa della vittima quella notte?

Sì.

Sono arrivato dopo le 23.

Quando sono entrato in casa, Serena era già morta.

E lei non ha fatto nulla.

No? Sono andato nel panico.

Ho capito che quella chiamata era stata fatta apposta per incastrarmi.

E sono scappato.

Ammesso che stia dicendo la verità.

Lei saprebbe riconoscere la voce dell'uomo che l'ha chiamata?

Era quella di cavo.

Ora posso andare?

Prego.

Bene!

Adesso abbiamo due sospettati, entrambi presenti sul luogo del delitto e

entrambi gelosi della vittima. L'unica differenza è che Guarco ci ha mentito.

Sì, perché invece il genovese è il santo patrone di chi non mente mai.

Ma perché doveva ammazzare Serena se finalmente potevano vivere insieme?

Dottore, abbiamo scoperto che Serena aveva lasciato Guarco.

Forse perché lei aveva capito che Cavo non l'amava davvero. Si era accorta che

lui l'aveva fregata, lui l'ha ammazzata per poi incastrare il fidanzato lì. Cavo

è un criminale esperto. Eh, appunto. E quindi?

Quindi perché fare quella chiamata per incastrare Guarco? Poteva farci trovare

il cellulare con i messaggi. L'hai detto tu stessa, qui c'è solo un criminale,

cavo!

Cavo, c'è una persona che ti cerca.

Pure sul lavoro venite.

Ho da fare, mi hanno lasciato un bel casino qui. Ah, mi spiace, non posso

vederlo.

Però posso immaginarlo?

Ero qua ieri sera.

Una cieca di una mostra d'arte, bene.

Lo devo dire non vedente, come le persone che parlano bene.

No, no, cieca va benissimo.

Ma non ero qua per i quadri, ma per Guarco.

Stiamo indagando anche su di lui.

Quindi lei mi crede?

Io credo a Serena.

E Serena si fidava di te.

Dicono che era un ingenuo.

Ma non era vero.

Era... Era una tosta, non faceva sconti, sì. Ma ti dava un'opportunità.

E a me l'ha data.

E mi manca... Mi manca da morire.

Se vuoi il mio aiuto, devo potermi fidare di te.

Dammi la mano.

La notte del delitto, tu e Serena avete litigato per colpa di Guarco.

Sì. E quella stessa notte tu hai chiamato Guarco col cellulare di Serena.

No.

Scusa. Liguori,

che c'è?

Vieni subito in commissariato.

Perché? Che succede?

Sono arrivate le analisi della scientifica. Hanno trovato le impronte

sull'arma del delitto. Sono di capo.

Arrivo subito.

Brutte notizie.

Devo andare.

Gli impronti digitali sono nel cerchio interno del cuscinetto a sfera.

Evidentemente Cavo ha pulito solo l'esterno.

Un errore da dilettante. Più da guarco che da Enea.

Ora lo chiami anche per nome. Siete diventati amici?

Lì ci sono solo le sue impronte, quella è la prova che ci mancava. I cuscinetti

a sfera sono antistress.

Magari il cavo se lo stava rigirando tra le mani mentre discuteva con Serena.

Rassegnati, Blanca.

È stato il genovese. Basta!

Andiamo ad arrestarlo.

Dov'è Nea Cavo?

Non lo so, era qui.

L'ho visto uscire.

È scappato.

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