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Buongiorno, reverendo, desidera? Vorrei parlare col padre rettore. Ma il padre
rettore non riceve a quest'ora. Io vengo da Roma, devo assolutamente vederlo.
Beh, allora sia comodo.
Grazie.
Prego, per di qua.
Il padre rettore verrà subito.
Grazie.
Fabrizio. Papà. Ma cosa fai qui, Fabrizio?
Papà, sei qui.
Ora va via e non dirà a nessuno che mi hai visto.
Sì. Hai capito? Sì.
Giacomo!
Con chi ho il piacere? Ma come, Giacomo, non mi riconosci?
Io sono Riccardo.
Riccardo Torre.
È venuto per vedere il bambino?
Sì.
Ma forse è meglio che non lo veda in queste condizioni.
Esattamente. Penso anch'io lo stesso.
E allora?
Credevo di ritrovare un vecchio compagno di collegio qui.
Devo passare di là, in Francia.
Capisco. Sono atteso, ma con questo abito... È bene?
Eh sì, con questo abito do troppo nell'occhio. È impossibile, bisogna
assolutamente che io mi cambi.
Va bene, venga con me.
Mi consta che lei si sarebbe allontanato con altro mezzo. Sì, effettivamente.
L'aeroplano è caduto. Caduto?
Sì, sai, cattivo tempo.
Stavamo già sulle montagne per passare il confine e siamo dovuti tornare
indietro. Ah, capisco. Lei ha corso un grave rischio.
L'apparecchio si è incendiato, il pilota è morto e la Providenza invece ha voluto
che... Forse...
Forse ho un abito che le andrà bene.
Sa, al momento del disastro non avevo denaro con me.
Contavo su una certa somma da riscuotere a Parigi, presso un amico.
Se lei volesse favorirmi un prestito. Un prestito?
Temo che in questo momento la nostra cassa... Ma io avevo fatto versare un
deposito a nome di mio figlio.
È una cifra abbastanza... abbastanza alta.
Ma fa pochi giorni io restituirei scrupolosamente... Ora vedo se è
possibile.
Penso che le servirà moneta francese piuttosto che italiana, vero?
Grazie, Giacomo.
Grazie, padre.
Questo non lo dimenticherò. Non è che un prelievo sulla somma accreditata al suo
ragazzo. Somma che naturalmente diminuisce di altrettanto.
Basta!
Basta!
Torre!
È la seconda volta in due giorni che vi vedo attaccare briga. Mi provocano
sempre, padre.
Ebbene, ora sarete tutti e due castigati al silenzio. Lei dove si trova? E lei a
studio. Vado.
Raggiungerà Greno? Sì, c'è molta gente che passa il confine oggi.
Si fermerà a Dulce, immagino.
Sì. Conosco abbastanza bene la zona e non credo sia molto cambiata.
A luglio 1943.
Esattamente. L'anno che portai qui Fabrizio.
Potrei farmi la barba?
Mi dispiace, ho pochi minuti di tempo.
Ma credo che una sciarpa basterebbe.
La ricreazione è finita.
Sempre la stessa campanella come allora.
Quanti anni sono passati?
1912, 1913, ti ricordi?
Quando suonava, io e te ci rifugiavamo in palestra per non tornare allo studio.
Alla scherma eri più forte di me.
Allora a nessuno dei due piaceva il collegio, eh?
E avevamo sempre il pensiero di scappare.
Ti ricordi, Giacomo, i nostri progetti di fuga?
No, non ricordo.
Se le può servire questa. Ah, grazie.
Partirà subito, non è vero?
Sì, subito.
Meglio che non esca più dal portone grande.
L'accompagno io.
la fuga di Riccardo Torre, la taglia di un milione, stampa sera, la fuga
del criminale di guerra Riccardo Torre, giornali della sera, la...
con tutti i particolari della fuga di Torre.
Scusi, non c'è un posteggio di taxi qui?
No, signore, non l'hanno ancora rimesso, ma c'è l'autobus che va fino a Porta
Nuova. Ah, grazie.
Allora, mille lire da cambiare, non è così?
No, non vanno più domani, madame.
I giornali della sera, stampa, gazzetta.
Oh, Tota. Oh, madama. Tu ti lavatori?
Sì, vado più da stese, non ve le stessero proprio niente. Non mi sa
niente di prese, l'ha vista cosa sono i prezzi in quei? Oh, l'ho vista, l'ho
vista.
Papà. Che vuoi qui, Fabrizio?
Torna subito indietro. No, voglio restare con te.
Lo so che tu parti.
Scendi e torna subito indietro. No.
Capito? Subito al collegio. No, non voglio. Non posso più vivere lì dentro.
Al collegio ti dico, subito.
No. E adesso vada.
Vado.
Io voglio venire via con te.
Oh, poverino, ma perché lo tratta così?
Oh, signor, ma guarda un po' che mi ha effecuito.
Brava, l'ha ragione.
Non posso lasciarti venire con me. Scendi.
Sì che puoi, non ti darò fastidio. Sta zitto, scendi, ora via, scendi.
Aspetta, Fabrizio.
Aspetta. Vieni, caro, vieni. Vieni a sederti qua vicino a me.
Mamma mia!
Vieni, ti prego.
Allora, due porte nuove.
Sei contento adesso?
Sì, papà. Sei contento?
Perché non lo fai salire, papà? Perché è proibito col treno in movimento. Per
fare che a Ups c'è chi va in villeggiatura. C'è già una volta, adesso
ci passano soltanto quelli come voi.
Ehi là, che gente!
Quello non va mica in villeggiatura.
Dai, non te lo sei mai rotto ancora?
Questo è niente, è piuttosto scendere dal treno in corso, non mica salire.
La vita è un blu.
Ma c'è ne ancora che passano il confine.
Sì, sì, tutti i giorni. Non è difficile allora? No, non è difficile. Basta non
darmi a rocche le guardie. Se non è che state in piedi, mi lasciano passare. Ma
non c'è un paese senza guardie.
Ci andiamo un'altra volta, eh?
E non fare quella falsa.
In fondo noi vogliamo soltanto lavorare.
È colpa nostra se in questo paese non se ne trova più.
Cosa fai? Ho un po' di fame.
Cos'è?
Cosa stai leggendo? I figli del capitano Grant. È molto bello. L'hai mai letto
tu?
Chi te la dà? È il premio per il corso di francese. L'ho vinto quest'anno a
luglio. Non è bello?
Bellissimo. Sì, sì, bellissimo.
Ah, c'è anche la delica.
D'ora in poi ti chiami
Fabrizio De Rossi, capito?
Sì, papà.
De Rossi, ripeti.
Fabrizio De Rossi.
E questo dove l'hai vinto?
Non l'ho vinto. Questo l'ho comprato alla fiera di Moncaglieri tempo fa.
È un coltello da campeggio. È utile nelle gite.
C'è tutto.
Attento a non farti male, eh?
No, ci sono già abituato.
E adesso ti è me il posto, Fabrizio. Torno subito, caro. Sì, papà.
Avete letto l'altro giorno il fatto di Rochefort? Permesso? Come ha detto?
L'altro giorno a Rochefort sono morte quattro persone e ne hanno portate due
indietro con i piedi congelati.
Accidenti, è roba da matti.
In
ogni
caso, regola generale.
Meglio non fidarsi dalle guide. Eh, già.
Basta aprire l'occhio, trovare qualcuno che ha già fatto quel viaggio. Io l'ho
già fatto, per esempio.
E mica come adesso.
Allora, le guardie sparavano. Al mio paese mi chiamano il tunisino, perché
sono stato tre anni a Tunisi.
Conosco la Francia come le mie tasche. Sapete il francese voi?
Mi si attenta.
Ma, petite, c'è un gru, il potre d'etre bien riche, ma je m'en
fiche, ma je m'en fiche, ma je m'en fiche.
Je n'paye rien, tout au contraire, mais à la guerre comme à la guerre.
Prego, biglietti, signori, biglietti.
Grazie.
Lavoriscono i documenti, prego.
Documenti.
Grazie.
Documenti, prego.
De Rossi?
De Rossi, ingegnere De Rossi.
Ma qui manca il visto della questura. No, ci deve essere.
Ah, ecco. E dove scende lei? A Wilkes.
Che ragioni di lavoro?
Sì, sono un ingegnere della società idroelettrica.
Vuoi vedere che devo pagare il biglietto due volte? Sì, due volte.
La questione è noi, i soldi. No, capito, i soldi. L'avevo qui, me l'hanno già
forato. Va bene, va bene, io intanto verbalizzo la penalità prescritta.
Sì, vedi amico, ti darò la multa perché non hai i soldi.
Lei si prepari a scendere, fra due minuti siamo a Pozzoleno.
Tu non muoverti, hai capito?
Perché? Lo fa lei il regolamento?
Ci sputa sopra il vostro regolamento.
Cosa, cosa?
Vedi le sue generalità, lei che grida tanto.
Carabiniere! Ah, voi le mie generalità.
Ma sono stato ferito tre volte, in Africa, in Grecia e in Russia.
Io facevo soldato mentre qua ci mandavano l'aria alla casa e quel po' di
roba che avevo. Sai cos'è la vogliussa tu?
È un fiume gelato di ghiaccio fra le montagne.
Sono stato caricato da altri dieci ore e quando mi hanno tirato fuori credevano
che fossi già morto.
Hai capito chi sono?
Su ragazzi, partiamo qua a piangere per uno e poi chiamo il biglietto a questo
nostro amico.
Coraggio!
Bravo, bravo!
Hai visto Fabrizio?
Impara.
Alephio, hai coraggio.
Prendi i capelli, è benissimo.
Zappa.
Beh, Zappa, vada il biglietto, il resto mangia. Mangia per te.
Vada albino, questi ce li dobbiamo bere insieme.
Eh, magari.
viaggi, è che uno ogni tanto si ferma. Eh già.
Cosa i carabinieri? I carabinieri?
Stamattina a mezzogiorno ci hanno preso il col di desert sotto la casernetta. Al
col di desert vi hanno portato dentro?
No, ci hanno fatto tornare indietro.
Ma dopo domani proveremo un'altra volta. Perché dopo domani?
Perché domani è domenica, facciamo la festa qui e ci passa la rabbia.
Lasciateli dire, io il col di peser l'ho già fatto.
Passeremo, state tranquilli.
Adesso mangiamoci sopra. Senza benzina non si va avanti.
La vituzza.
Di nuovo, mio, è primavera.
che offro io.
Questo lo vediamo dopo.
Vabbè, io non voglio offendere nessuno. Offre chi vuole, io metterò l'allegria.
Cominciamo con una bottiglia. Vino rosso, eh? Vino rosso, tabacco nero e
donna bionda. Questa è la mia regola. E pane bianco, quando ce n'è?
Signorina, ehi!
Signorina! Subito!
La nottata ci faccio. E la di qua la ti.
Che sorriso simpatico.
È sviluppata, eh?
Comanda, no?
Tanta roba, per ora tre minestre e vino rosso. Abbiamo sciolto in bottiglia.
Sciolto, sciolto. In bottiglia rosso. Beh, chi dei due devo sentire?
Della foto è buono.
E lei non parla? Ci porterò un litro d'acqua.
Ma lei non è di queste parti. No, perché?
È troppo sveglia, lei deve essere nata in città.
Ehi! Ma è lei, come va?
Previ, è lei? Ha sentito la mia mancanza?
A Torino ho pensato molto a lei e allora ho detto, le voglio portare un ricordo
di Torino. Oh, ma perché?
Eccola qui, un profumino cattivo.
Ma non si doveva scomodare, Bruno.
Ma coso, che è, così non potrei dire che non penso a lei. Ma lei vediamo, cosa mi
dà in cambio. Vabbè, veramente io non lo so.
Ma ci deve pensare con comodo, sai.
Allora vuol dire che me lo dirà lei, eh?
Signorino. Ma cosa vuole?
Ci siamo anche noi qui.
Ok, mi scusi un momento.
Allora, tre minestre e un litro di vino, tutto qui.
No, si porti anche da dei cipolli.
Spiritoso. Rosso il vino. E ci apre questa.
Per favore.
Adesso vedrai, in un posto dove c'è da mangiare è un buon letto. Sei contento?
Scusi, sa dirmi per cortesia dove abita il cavaliere Jabou, lei?
Non lo sa.
Già forse lei non è del posto.
Scusi tanto, sa, scusi.
Buonasera. Andiamo, Fabrizio.
Sai che una volta in collegio ho dormito sul tavolaccio per due notti? Che cosa
avevi fatto?
Avevo picchiato un compagno.
Picchiato un compagno? E perché?
Mi offendeva sempre. E diceva che tu... Beh, insomma, l'ho picchiato. Ah, e così
vi siete picchiati?
No, l'ho picchiato. Ah, sì, certo.
Può farsi dormire qui in qualche posto, un posto qualunque da spendere come. Mi
dispiace, tutto preso, pochi letti.
Ci sarò al pianile, no? No, niente pianile, mi ricresce.
Beh, un posto lo troveremo lo stesso, anche senza di lui.
Tanto domani è quest'ora.
Parlez-vous français, monsieur?
Porca miseria, guarda un po' se quella non ci sta pigliando in giro.
Mezz'ora per aprire una scatola.
Un momento di pazienza lo
servivo io. Lo sa che è proibito ai clienti di venire in cucina. Ma non è
proibito a tutti.
La legge non è uguale per tutti.
Buonasera.
Buonasera.
Ma minestra, una bottiglia di Barbera!
Alla vista questo è mio!
Sa che io non sono il povero!
Vada, vada, adesso le faccio scaldare e poi gliele porto io.
Grazie, signorina, grazie. Eh, niente.
Appena mangiato andiamo subito a dormire.
Non ho mica paura, papà.
Allora, minestre 3, 2, 5, una bottiglia di Barbera. La galantina, signora, la
galantina. Va bene.
Aspetto sempre quella tale risposta.
Bravo,
brava la nostra Maria.
Andreina. No.
Lia. No.
Giulia. No.
Giuseppina? No, Pierina.
Pierina. Non si faccia vedere un po' di formaggio per voi.
Per noi?
Sì, per voi domani. Grazie. Prego.
Ostia, è potente però.
Eccellenza.
Fabrizio.
Dammi, Pierina.
Sei qui?
E lei, eccellenza?
Non chiamarmi così.
Vieni più in cura.
Fabrizio, se tu sapessi quante ne ho passate.
E anch'io ne ho passate tante, da quando non sono più la sua cameriera.
Subito!
Mi raccomando.
Sì, cosa comanda di secondo?
Quello che c'è.
Papà, ti ha riconosciuto.
Andiamo via.
Non ci sono più treni fino a domani mattina. Mangia, su, stai tranquillo.
Non la lascio parlare, ci penso io.
Ma non bisogna muoverci di qui.
Non bisogna lasciarla sola.
Signorina Pierina, posso avere un vermouth dalle sue gentili mani? Sì,
subito. Grazie. Cusine. Prego.
Fabrizio, dammi il tuo temperino.
Lei sta perdendo la testa stasera.
E chi gliela fa perdere? Qualche biondino?
Mi scusi, ecco. Oh, per carità, grazie.
Papà, il mio tetto vino?
Oh, Cerea Martinotti. Cerea, buonasera. Buonasera.
Cerea Martinotti. Io proprio non è ciclo la grosso con gli occhiali.
Un ingegnere che viene da Torino e qui per dei lavori.
Perché prima mi ha fermato sulla piazza? Indovinate un po' di chi voleva sapere.
Di chi voleva sapere? Del cavaliere Jaboulet. Cavaliere Jaboulet? Il
segretario comunale? Quello che hanno fucilato. Proprio, Jaboulet. Jaboulet?
Eh già. Buono, buono. A proposito di Jaboulet, avete letto sul giornale un
milione di taglia per chi piglia quel torre? Un milione?
E che cosa vuoi che sia un milione? Eh, l'avessi io.
Eh, un milione.
Per un milione che danno a chi lo figlia.
Senta.
Padroni.
Cosa c'è che cosa vuoi?
Volevo dirgli... All'onti, papà. Quei tre ragazzi sono del mio paese.
Li lascerebbe dormire nel fienile per stanotte.
Per una notte sola, eh? Sì.
Papà, dammi il mio temperino.
ci siamo già visti, no?
Ah, può darsi, non ricordo. E dove ci siamo visti?
Vediamo un po'. Permette?
Prenda, prenda.
Grazie.
Forse a Torino, permette?
Può darsi, io abito a Torino, sono l'ingegnere De Rossi, ingegnere
elettrotecnico. Ci siamo già visti di sicuro. Un momento, mi lasci ricordare.
Ah, ecco, dal dentista.
Lei conosce i Marangoni, no?
Sì, certo.
Adesso che mi ci fa pensare, ci siamo visti nella sua anticamera.
Proprio, e lei non mi ha riconosciuto.
Beh, sacco i denti, quando vado nel dentista ho altro per il capo.
Il dottor Marangoni è un uomo bravo, vero? Sì, bravissimo, indubbiamente.
Oui, du bonheur. Molti milioni? Molti milioni.
A chi tanti, a chi niente, eh?
Non vuole che le dica altro?
Basta, no?
Se c'è la fortuna, che cosa deve esserci altro? L'amore.
L'amore?
Che c'è da ridere? Scusi, signorina.
Vuole accompagnarci in camera nostra?
Subito.
Buonanotte, signori. Buonanotte.
Beh,
è ora che se ne andiamo a dormire anche noi.
Dobbiamo essere in marzo, altro che...
Ecco, si accomodi, eccellenza.
Vai, Fabrizio.
Pierina, senti, Pierina.
Devo parlarti.
Senti, vieni qua, vieni qua, senti.
Eccoti un poco di denaro.
Eccoti... Eccoti 10.000 franchi per ora.
Ti prego, accetta.
Accetta, non vuoi?
Devi accettare.
Non parlerai, eh? Non dirai a nessuno.
Vuoi altro denaro? Rispondi.
Rispondi, non stargli a guardarmi come una stupida.
Comandi, signore.
Sì,
subito.
Giuseppe!
Fabrizio, metti a letto, che torno subito.
Un altro vermus, signorina, ma non una grafa, mi raccomando. Io non so dove va
la testa lei questa sera.
Oh, ingegnere carissimo, posso offrirle qualcosa?
Un vermus? No, grazie, un cognac.
Un cognac, signorina, un cognac e un vermus.
Pierina. Eccomi. Chiudi, che è in tardi.
Sì, subito. La nostra venente signorina Pierina. Eh, sì, sì.
Buonasera. Buonasera. Buonanotte, Pierina. Cerea Leone, buon annoi. Bella
ragazza. E deve essere anche brava.
Si tratta di capirle, le donne.
Dica la verità, lei...
Madonna mia, come si è fatto tardi. Il mio collega mi aspetterà, io sto qui a
farmi incantare dagli occhi di questa bella sirena. Cara signorina, allora mi
segna due vermouth e un coltello. No, no, no, no, faccio io.
Lei, ma come vuole incomodarsi? Come vuole, allora, grazie.
Ma va già via così presto? Debo, debbo.
Cara fiorina, io mi fermerei qui tutta la notte, ma il servizio... Emo, sono
appena le undici. No, le undici e venti.
Ingegnere. La ringrazio, è felicissimo. Anch'io.
Lei si trattiene? Certo, ma dipende da... ci rivedremo.
Arrivederci.
Sogni d'oro, signorina.
Senta, senta, volevo dirgli una cosa.
Dica.
Ma volevo dirgli che... Dica, dica.
Ecco, volevo... Dica pure, su, coraggio.
Fa niente, un'altra volta poi.
Eh, va bene.
Un'altra volta.
Ciao, tesoro. C'era io.
Comanda qualche cosa?
No, niente.
Non fa nemmeno freddo, me ne starei a passeggiare tutta la notte.
Davvero? Cos'è, il padrone?
No, no, io noi invece, io ho freddo.
Va bene, allora vuol dire che passeggerò da solo. Ma puoi venire da me, la mia
stanza è qui nel cortile al pian terreno.
Vieni dentro un momento, va.
Vieni.
Vai pure avanti.
Cosa succede?
Aspetta un momento.
Cosa guardi?
La mia stanza, eh?
Naturalmente, è la più brutta dell'albergo.
Ma almeno è una stanza, no?
Mi piace il cinema.
Perché mi hai fatto entrare qua?
Siediti, non vuoi farmi un po' di compagnia?
Non sono mica una gran compagnia.
Stanotte poi non sono neanche buono di parlare.
Vorrei distendermi su un letto e non muovermi più.
È l'ultima notte che passo in Italia.
Non so cosa mi pigna.
Tu hai sonno? Non ho sonno. Stasera mi hanno fatto passare la voglia di
dormire. Chi?
Tu.
Ti ho detto, vieni qua.
Ma sai che sei un bel tipo, cos'hai? Hai paura di me?
No, no. E allora?
Sai che strano trovare una ragazza come te in un paese di montagna come questo?
Cosa sei venuta a fare qua su?
Potresti andarti in una bella città, a Milano, a Roma.
Ci faresti la tua fortuna.
Bella fortuna.
O te la stai facendo qui la fortuna?
Boh, me le vado a dormire, tanto tu vuoi stare sola.
No, aspetta, non uscire.
Guarda come ti metti in viaggio, coi bottoni che ti cascano.
Aspetta, vieni qui.
Ci resti molto in Francia? Hai già il contratto? No, niente contratto. Ma che?
E allora come fai?
Bene, sai, andiamo all'avventura. E quanto a restarci, cosa ne so.
Può darsi che mi caccino via appena arrivo, e può darsi che mi fermi là.
Non ho più neanche la casa, ce l'hanno bombardata.
Non sembra nemmeno più il nostro paese. Vado con mio fratello, io ce la mandi
buono, tanto.
Grazie, né?
Grazie.
Tuo fratello, quello che chiamano Tembien?
Sì, quello.
Gli altri sono finiti tutti male.
Che brutta faccia ha.
Povero Cristo, gli è morto un figlio sotto le bombe, ha poco da stare
allegro. Ma perché ti sto a raccontare queste cose?
No, no, continua.
Fa bene raccontare i propri guai ogni tanto, non è vero?
Lo sai cosa ho pensato stasera quando ti ho visto con quel brigadiere di finanza?
Beh, è meglio che non te lo dica. No, dimmelo, dimmelo, va. Tanto non mi
offendo.
No, è meglio.
Il hai pensato che sarei appeso i miei fini l'Italia con te.
L'ultima notte in Italia.
Beh, adesso sai cosa penso?
Che me ne vado.
E' meglio, finirà anche questa.
Addio.
Buonanotte. No, non andartene.
Resta ancora.
Puoi vederti il padrone.
Aspetta.
Guarda il cielo com'è chiaro, chissà che ora è.
Forse sarà la luna.
Ho paura sia l'alba, chissà che ora è.
Aspetta, adesso guardo, ne?
Sono le quattro. No, aspetta, non andare.
Adesso vediamo come dice.
Ma io devo andare, mio fratello a quest'ora si sarà già alzato, mi
cercherà? No, aspetta ancora un momento, ecco.
Non dice che dirà, vedi, dice tornerà.
Tornerà, meno dice il cuore,
non temere che l'amore...
Mi fa proprio pena vederti partire.
Tornerò presto, vedrai.
Forse potresti restare a lavorare qui.
Si guadagna poco, io voglio avere abbastanza.
Mi bastano un paio d'anni, vedrai.
Un paio d'anni?
Tra un paio d'anni non mi ricorderò nemmeno più della tua faccia.
Se ci pensi te ne ricordi.
Certo che ci penso.
Quanta niente storie, va.
Eh, ma se te lo dico ci devi credere.
Sei una ragazza troppo bella.
C'è troppa gente che ti sta dietro.
Credi che non mi piacerebbe restare qui.
Ma tu non ti accontenteresti?
Tu sei abituata bene.
Sei proprio abituata bene, tu.
Guarda che esposizione.
Anche ai bagni andavi, eh?
Sì, a Ostia.
Ma tanto tempo fa.
Stavo a Roma, allora.
A Roma, sì?
E con chi?
Eh, stavo da una famiglia.
Dalla famiglia di Sua Eccellenza Torre.
L'hai conosciuto, quello che è scappato? Sì, quello che è scappato.
Che tipo?
Ci sapeva fare, mica come noi.
Ci faceva milioni, lui.
E tu vai via per guadagnarti il pane.
E forse non tornerai nemmeno.
La Francia è piena di belle ragazze. No, io torno. Torno, te lo giuro.
Gino, mi vuoi bene?
Sì, Pierina.
Davvero? Davvero.
Ruberesti per me?
Eh, forse.
E? E un uomo?
Lo uccideresti?
Perché no, se ti dà fastidio.
E la spia?
La faresti la spia? La spia? La spia no. La spia non la fa nessuno.
Ma perché me lo domando?
Niente, così.
Mi pareva già brutto partire così.
Adesso che ho conosciuto te mi dispiace ancora di più.
Tieni, imparala bene per quando ritorno.
Mi presti la sugamano? Aspetta, vengo anch'io.
Beh, adesso rientra, fa freddo.
Aspetta un momento.
Adesso sì che sei bello.
Tienimi un po'. Che paura avevo qui ieri sera.
Questa tienela per mio ricordo.
Adesso va, ti possono vedere.
Guarda, mio fratello è già alzato.
Scrivimi subito, sai, io aspetto.
Ciao!
Cosa vuole? Devo... devo parlarti.
Stai tranquilla, stai tranquilla. È stato a spiarmi fino adesso.
Stai tranquilla, non ho mai paura.
Volevo soltanto sapere, sei in questo albergo da molto tempo?
Da sei mesi. E conosci tutti, naturalmente.
Qui intorno alla stazione conosco tutti.
Anche il marisciallo dei carabinieri?
Sì.
Scommetto che viene anche lui qui la sera.
Sì. Tu capisci in che situazione mi trovo. Con una parola mi puoi rovinare.
Perché fai quella faccia? La signora, la signora... Ricordi mia moglie?
È morta, lo sai.
Ti voleva bene.
Ti abbiamo trattata tutti bene.
Sì.
Non ti farei mica incantare dalla storia della taglia?
La taglia.
Se tu vai a dire ai calabinieri dove mi trovo, sai cosa fanno?
La taglia, se la prendono loro.
E tu cosa ci guadagni?
Ma ci hai pensato?
Eh, io so come vanno queste cose. Ne ho messe parecchie di taglie quando
comandavo io.
E non è detto che non ne metta ancora.
Ma non aver paura.
Adesso sono costretto ad andarmene.
Ma un giorno ritornerò.
E stai tranquilla.
che mi ricorderò di quelli che mi hanno aiutato.
Adesso, naturalmente, si stampano tante cose su di me, ma un giorno, molto meno
lontano di quello che si pensi, di un po'. Hai già parlato?
No. Ma nemmeno una parola?
No, eccellenza.
Beh, fra quindici giorni, al massimo, se lo meriti, ti farò avere quanto denaro
vorrai. Non credi?
Io devo essere sicuro che tu non parlerai.
Parte subito.
Voglio dire parte oggi.
Sì, perché me lo domandi?
Pierina?
Pierina?
Don Rosino?
Re Buccia?
Ti vengo!
Buongiorno, ingegnere. Di buon'ora, eh?
Buongiorno.
Ne dia una grappa, doppia.
E me ne dia anche una bottiglia da portare via.
E un poco di quell'arrosto...
Ieri sera, se ne ha ancora.
Vuole un po' di latte caldo per il bambino?
No, grazie, non importa.
Vieni, Fabrizio.
Prendiamo un biscotto.
Prendi quei biscotti e quella cioccolata, Fabrizio.
Ecco, le farà bene se va su.
Oh, una piccola passeggiata.
Per le 14 deve essere a Torino.
Prenderà il treno delle 11.
Vuole il bastone?
Ma come faccio poi a restituirglielo?
Tenga, tenga pure, me lo dà quando ripassa, tanto la stazione è qui
davanti. Ah, grazie.
La sua tessera, signore, la tessera. Ah, già, grazie. Ecco.
Il resto, signore, il resto.
Adagio, adagio, Fabrizio.
Dobbiamo ancora farne, sai, della strada. Alto!
Fabrizio, vedi, Fabrizio, con la scorciatoia che abbiamo fatta abbiamo
risparmiato un'ora di strada.
Ci dovrebbe essere un cimitero qui.
Non è quello là, papà?
Ah, sì, sì, è quello.
Ma perché è tutto rovinato?
I francesi tiravano di là, dal forte del Janus.
Vieni, vieni.
Cosa c'è, papà?
Ho visto degli sciatori, sono guardia di finanza.
Vieni.
La passeggiata.
Grazie, altrettanto. Lei è di queste parti.
Ci siamo già vestiti in terra, mi pare. Conosci i posti?
Sì, sì.
Allora, ci scusi. Lei sa dirci se di qui andiamo giusti per... Per il Colle de
Serre. Sì, sì. E poi... Beh,
Fabrizio, faremo una passeggiata tutti insieme con questi bravi ragazzi.
Se volete venire con noi, vi indicherò il passaggio. Perché per un pezzo
facciamo la stessa strada.
Andiamo, andiamo, Fabrizio.
Dovete prendere a destra, dopo il ponte.
Ma guarda un po' ora che ci penso, che stupido. Meno male, lo so la volta bene.
Va là, va là, che come guida è meglio perderti che trovarti. Ti hai portato
avanti e indietro due volte.
Vediamo così.
Fra tre ore.
Ci siamo.
Sì? Ma senza mai fermarci, però.
Ecco, il confine è lassù, sotto quelle rocce.
Io ho paura di quella nuvola. Guai in montagna, il tempo cambia facilmente in
questa zona.
Speriamo che duri così.
Cazzo!
Guarda, non capisco niente. Il
francese. Il francese? E tu capisci il francese? L'ho studiato.
Questo me l'hanno dato in premio al collegio, il primo premio.
Le premier prix.
Accidenti, non ci sarai capace.
Sa il francese, veramente?
Allora, vediamo un po', vediamo un po'.
Come si dice... Come si dice neve in francese?
Neve. E albero?
Arto. Come si dice... Voglio bere una bottiglia di vino rosso.
Io voglio bere una bottiglia di vino rosso. Guarda che le zabba resti lei. E
come si dice... Addio mia bella Italia.
Si dice... Si.
Bella Italia.
Bravo Fabrizio.
Questi giovani hanno il diritto di rivedere la patria.
Se c'era ancora un bambino mio così, sulle ginocchia, credo che non me ne
andrei dall'Italia.
Vostro figlio, eh?
Disgrazie, disgrazie che capitano nella vita, caro Tambien.
Beh, vogliamo riprendere? Sono le nove e mezza e il tempo cambia. Ma lei non
torna indietro?
Io tornare indietro?
Sapete che cos'è la borsa?
Bene, un disastro improvviso. E naturalmente tutti si squagliano. Per me
la galera, per gli altri la bella vita.
Responsabile. E i creditori vogliono che io paghi. E io non ho niente.
Cioè no, ho questo ragazzo.
Senza la madre.
Mi dispiace se mi unisco a voi?
Possiamo attraversare il confine insieme.
In più siamo e più diventa facile, no?
Beh, io non voglio sapere il perché o il per come.
Certo, se c'è un bambino di mezzo.
Però non è una cosa tanto facile.
Ma non si vede niente. Cosa camminiamo a fare? Sappiamo dove andiamo. Stai zitto,
cammina. Qui c'è un sentiero.
Sulla carta è segnata una casermetta. Deve essere da queste parti.
Poveri. Se viene il vento qui, è sorpresa.
Si stava meglio ieri sera?
Ma chiudevo la porta.
Va.
Va.
E' la prima volta che...
Gli alpini prima dell'altra guerra.
Adesso ci sono passati tutti.
Tedeschi, francesi, inglesi, russi, repubblichini, partigiani.
Eh già, ci sono vent'anni di storia italiana su questi muri, si può dire.
Bella storia, ce la raccomando. Ogni tanto una rivoluzione e poi tutto come
prima.
Cosa la sfio, Len?
Fabrizio.
Con queste scarpette, ti fanno tanto male, eh? Ma no, è la stanchezza.
Se si gonfiano i piedi, come farai a rimetterti le scarpe?
Saggino, dammi quella latta, va. E in montagna, prima ancora sono le scarpe.
Eccola allora, via.
Papà! Non le pavai ricordo? Ti fa tanto male, eh?
del caffè. Lo facciamo dopo il caffè.
Pensare che era tutta l'acqua che avevamo.
Prenderemo la neve.
Mettiti entro i piedi.
La, la, porca gnova.
Ma ti sei un pozzano, eh? Sei un alpino.
Guarda sì che cambasse.
Se no, dovevamo portarlo in collo questo qua.
Ringrazio l'amico Tambien.
Vedi quante cure ha per te come esperto.
E' già capitato un'altra volta.
Al col di Nava, la tormenta e tutto il resto come qui.
C'era anche un bambino.
E adesso, lo meglio?
Sì, grazie.
Avrei fame, eh? Sai cosa volevo dirti prima?
Quando? Quando eravamo in quel boschetto. Ah, cosa?
Sembrava proprio Dante, nel mezzo del cammin di nostra vita.
Già, già.
Allora, se ne desiderate. Grazie, abbiamo qualche cosa anche noi.
E io sto a guardarvi. Tu pensa a cantare.
Ah, il formaggio di Pierino.
Questo rimette a posto lo stomaco.
E io ho quello che ci vuole per bagnarlo, grappa del Monferrato.
Accidenti! Prendete, prego.
Posso? Bevete, bevete, ho piacere di dividerla con voi.
Oh, adesso cominciamo a ragionare.
Buona, ci mettono il ginepro da queste parti. Dai.
Prenda. Oh, grazie.
Ehi, ehi, ehi, ti hai pompato la metà, oh!
Sei peggio di un lavandino, tu.
Ora sì che viene voglia di cantare.
Ha mollato, eh? Ha fatto anche troppo.
Non me l'aspettavo alla sua età.
Così somiglia tutto a sua madre.
Forse è meglio metterla a dormire lì.
Saggino, slungami un po' la scatola.
Parecchio. Ecco, zetta di niente.
E' l'ultima bevuta in Italia.
Alla salute di Pierina.
Cristo, smettila con queste malinconie, anche tu, musica allegro. Qualcosa di
più allegro? Pronti, dammi la bottiglia.
Garantella, lei non è napoletano, signor, signor... De Rossi, no, non sono
napoletano, ma fa lo stesso. Canti, canti pure.
Mille grazie.
Per impastare queste carni belle, per impastare queste carni belle, tutto
quello che mettete, tutto quello che mettete.
Cento rose incappucciate, dinta, manto, rammiscate, latte, rose, rose, latte, te
facete in corpo fatto.
Non c'è bisogno di zingara per indovinare che, come ti ha fatto mamma e
ti ha usato meglio te.
Ehi, piano, piano, mica acqua!
Non c
'è bisogno di
zingara per indovinare che...
Non c'è bisogno di zingare per...
Voi sapete sentete, bella mia tutta moneta, bella mia tutta moneta,
voi sapete che c'è in servette, voi sapete che c'è in servette.
Sommigliare fermo!
Aninaldo, sai, volevi farci anche la pelle, eh?
Non c'è bisogno di zingare, vengo a unire!
Riccardo Torre, la ragazza dell'albergo lo conosceva benissimo.
Era stata la sua serva per tanti anni.
E se l'hai visto capitare tra i piedi? E non l'ha fatto prendere!
Eccellenza!
Non sono io. E' la tua vittima come tante migliaia di altre, te ne sei
manzati di uomini tu.
Non sono io. Chi ha ordinato la rappresaglia contro il mio paese? Era
già quasi finita e tu non ne avevi ancora abbastanza. Ma non sono Torre.
Arroggia maledetta, porco schifoso. Non ti muovere.
Lasciami, lasciami, lasciami.
Siete della brava gente, non voglio più negare.
Credete incantarci?
No.
tutti cercano per ammazzare.
Certo, ho delle colpe, non nego di avere delle colpe da scontare.
Colpe, lo sentite?
Dice di avere delle colpe. Cosa ne facciamo adesso?
Te lo dirà lui che cosa ne dobbiamo fare.
Sua eccellenza conosce la legge, la legge di guerra.
Non passerai il confine, non raggiungerai i tuoi complici.
Ti stanno aspettando, eh?
Una bella villa, buoni pranzetti e magari l'automobile. Legalo.
Non si muove più.
Bene, non vale la pena di pensarsi due volte.
Se siete d'accordo... Per me?
Perché se una cosa spiccia... Papà, cos'è successo? Niente, niente. C'è
stata una discussione fra me e questi signori. Questi signori credono... Ma
non è niente, stai tranquillo, Fabrizio.
Vai via.
Hai capito che cosa ti aspetta?
Se volete fare voi il mestiere del...
Plotone di esecuzione, fate pure.
Tanto peggio per me.
Credi che non sappia cos'è?
Ho fatto anche il plotone di esecuzione.
Non l'hai fatto fare tu.
Carogna, mi hai fatto ammazzare di povera gente, gente innocente,
dappertutto. È un dovere per noi farti la pelle.
Sì, è giusto.
Forse è giusto che io sia ucciso, lo riconosco.
E poi io sono vecchio, che importa che muoia oggi o domani.
Volevo fuggire per mio figlio, per affidarlo a qualcuno.
Sono un uomo finito ormai.
Cosa volete che faccia?
Tutti mi hanno abbandonato, anche coloro che ho beneficato.
No, no, no, non mi lamento, è giusto.
Io credo nella giustizia e se mi uccidete ve ne sarò grato. Fanta
chiacchiera!
E' più bello quando fatevi i tridiscorsi.
Ricordi cosa dicevi?
Parlai sempre di ammazzare.
Col nemico la pietà è vigliaccheria, ce l'hai segnato tu.
Abbiamo la faccia da vigliacchi noi, dè!
Abbiamo la faccia da vigliacchi!
Su, andiamo! Un momento!
Ma così perderete la taglia, un milione!
Noi ci spuzziamo sopra, di quei sogni non ne vogliamo, non siamo meno come te!
Faccia di bronzo, sulla faccia come la tua, se ne imbalzano le pallottole!
Papà! Vai via tu!
E non abbiate paura, sono pronto.
momento lasciatemelo baciare.
Papà. Su Fabrizio, ti ho sempre detto che devi comportarti come un uomo e
ricordati ogni tanto di papà.
Beh finiamola, basta via.
Perché vuoi uccidere il mio papà?
Ci porteremo al paese, ci penseranno i carabinieri.
Parteremo due giorni, ma è meglio che ci pensi la giustizia.
Bisogna essere matti per andarsi a ficare con la polizia.
Gli altri carabinieri non li conoscete.
Adesso come si fa a andare giù con questa nebbia?
Aspetteremo che la nebbia se ne vada.
E scaronia, qui ci facciamo Natale.
Non dormo mica, sai.
Sono abituato a fare la sentinella. Me ne avete fatta sgobare tanta, ma è la
prima volta che la faccio con le dita.
Zino.
Oh.
Sveglia. Perché non mi slegate?
Non posso scappare.
Credo che adesso possiamo andarsene. Fiamma d'occhio, sa?
Non mi fido. Sì, sì.
Lasciatemi almeno fumare.
Vuoi prendermi una sigaretta qui nel taschino?
Sì, signore.
Qua? Sì, prendene una anche tu.
Grazie.
Finché c'è da fumare, almeno in Francia questo non mancherà.
Tutti vogliono emigrare adesso.
Ma lei Gino mi sembra un ragazzo in gamba. Perché va in Francia?
Sì, in Francia, a lavorare come un cane.
Beh, questo dipende.
Certo, la vita degli operai è molto dura.
Ma c'è modo di renderla meno dura. E voi tre avete un aspetto simpatico, onesto.
Potreste anche aspirare a qualche lavoro di fiducia.
Gli italiani sono molto apprezzati in Francia.
Ma è difficile senza conoscere nessuno, senza amicizie, senza papier de travail.
Senza cosa?
Senza papier de travail?
Ah, ma non sapete cos'è? Oh, poveri ragazzi. Voi andate in Francia a occhi
chiusi. È la carta di lavoro, è un documento essenziale. Senza quello vi
capiterà di ammazzarvi di fatica per della gente senza scrupoli che vi
pagheranno quattro soldi, che vi sfrutteranno.
Forse io posso aiutarvi.
Non si avrà. A France pas difficile, con una piccola spinta di far fortuna. Se
sa.
Ehi, basta!
Su! Andiamo, coraggio, alzatevi. Ma io cercavo soltanto di aiutarvi con qualche
buon consiglio. Sveglia, Fabrizio. Non mi freghi, andiamo ora.
Un momento.
Buonasera. Senti tu, Visarmonica, ho del denaro qui nella tasca destra. Ti prego,
prendilo e dividilo con i tuoi amici.
Tanto a me non serve più.
Prendilo tu, Fabrizio. No, faccio io, faccio io.
Credo che siano 30.000 franchi, 10.000 per uno. Sta qua.
Giù con la roba, non ti vergogni.
Aspetta.
Chi l'ha dato questa notte?
Li ho presi, un pessimo cambio, da queste parti ne approfittano.
Da chi le ha presi?
Me li ha dati quella ragazza dell'albergo.
Pierina? Sì, Pierina. Quando?
Beh, quando... Stanotte?
Sì. Un'altra storia adesso.
E lei stava nella sua camera? Sì, certo, io conosco Pierina da tanto tempo.
Ho capito.
Allora, anche prima...
Eh, che diavolo, non te la prendere, Gino, le donne sono fatte così, la vita
è un bluff.
Era stata la sua serva, questa gente se la intende sempre con le serve, le fanno
venire apposta in città.
Fabrizio, prendi la mia borsa.
Questa non ci voleva, fare un altro accorso giù fino in fondo dopo tanta
fatica.
Fai come vuoi, nessuno ti obbliga.
Puoi continuare per quanto tu... Non dico questo, certo che era meglio
liquidarlo subito.
Eh, lo so.
Condino lì presente, chi c'ha il coraggio?
Condino!
Mi sono rotto la camiglia. Alza, se la rompo io davvero.
Uccidetemi, uccidetemi. Ma cosa volete da me?
Lascialo stare, vediamo se... Uccidetemi, tanto lo faranno laggiù. Ma
non potete pretendere che io cammini.
Pagliazzo, non importa.
Tra venti minuti sarà pronta una barella.
Ti porteremo giù ad ogni costo. Chiari, dai, dammi la rivoltella.
Cosa fate?
Andiamo a prendere quattro rami. Sei capace di fargli la guardia?
Se fa l'atto di muoversi, se tenta di alzarci, gli spara in dosi, hai capito?
Andiamo!
E tu che fai lì? Andiamo, vieni con noi, Fabrizio!
Vieni!
Fabrizio, Fabrizio!
Non ce la faccio più.
Slegami le braccia, non ne posso più.
Sì, ma guai se si muove.
Che cosa posso fare?
Il confine.
Guardala, sotto quello sperone di roccia.
E il colle di Zer.
Un po' difficile, sai, ma è il confine.
Sì, essere arrivati a un passo dal confine e dover tornare indietro fino al
platone di esecuzione.
Può darsi che non la fucileranno. Se tutti la pensassero come te, sì.
Ma io sono già condannato.
Chissà, la gente cambia tanto presto oggi.
Io mi sono accorto, sai, che tu non sei contro di me.
No, non lo sei come gli altri, voglio dire.
E scommetto che tu vai in Francia senza soldi.
Vado per farli i soldi. Giusto, proprio così.
Tu ci sei stato in Francia, ma quei due... Sai perché mi portano giù?
Perché siamo ancora in Italia.
Se fossimo di là del confine, se ne fregherebbero.
Morire per una sciocchezza simile.
E tu magari non ti vergogneresti a restare con me?
Non mi vergogno mai di aver fatto una cosa, qualche volta me ne pento quando
va male.
Trentamila, molto meglio un milione, un milione e mezzo di franchi.
Pensa, metà per uno.
Eh?
Non rispondi?
Siamo fatti per intenderci, credi noi due?
Stasera stasera stessa avrai il denaro che ti spetta. E poi liberamente
deciderai se vuoi restare con me.
Qua la mano.
E intanto prendi, prendi questi pochi biglietti. Su, ma come acconto?
A tipo scaioli si tocca fare.
L'hai voluto tu?
Dovevo portarlo giù il collo. Credevo ti fosse passata. Cosa? Mi dispiace
soltanto se questo legno non serve a fargli una bella forza.
La forca, eh?
Ecco!
Ehi, cosa fai? Stai fermo! Porla giù!
Ti odio!
Ti odio!
Meglio così.
Sì, meglio così.
Non mi piacciono i mezzi termini. O l'ammazzavamo noi, o niente.
Pazienza. Forse guadagnavamo la taglia, magari non tutta, ma erano denari di
giù.
Bene.
Quali sono questi spari?
Là, guarda.
Adesso scendono.
Devono essere delle guardie di finanza. Ma perché sparano?
Che ne so io. Torniamo alle casermette, viva!
No, guarda qua.
Quelli se ne sono andati.
Ma con chi ce l'hanno? Lascia perdere.
E quello chi è? Taccetoti.
Buongiorno. Buongiorno.
Buongiorno. Ah, se questo è una vita.
Ci avete già nascosto la vostra roba qui dentro?
Chi riderà sarà la finanza. Che roba? Cosa vuole così? Senta, è un
contrabbandiere.
Cosa sono questi spari?
C'è la finanza, i carabinieri, le guardie.
Arrestano tutti.
Scappate. Ma perché?
C'è ordine di prendere tutti quelli che non sono in regola.
È stata ammazzata una donna questa notte a Ols.
Hanno ammazzato una donna?
Sì, la cameriera dell'albergo. È torre, bisogna prenderlo.
Cosa c'è?
È un chip della polizia italiana.
Ancora un'istoria.
Buongiorno.
Buongiorno. Vi permette? Sono il dottor Stiffi, della polizia di Ulx.
La notte scorsa a Ulx è stata uccisa una ragazza, una cameriera d'albergo.
Abbiamo dei sospetti, direi la certezza, che si tratta dei tre immigranti
italiani che sono partiti stamattina per la montagna.
Un nostro brigadiere di finanza, eccolo, li conosce molto bene. Le nostre
pattuglie stanno perlustrando il confine dal versante italiano e hanno l'ordine
di sparare su chiunque tenta a fuggire.
Se hanno già passato il confine, li possiamo prendere dall'altra parte, con
il vostro aiuto.
Allo, allo, c'è tu?
Il lieutenant è ancora a la vacce?
E' lì, a due passi.
Passa la testa, non passa la testa.
Calma!
Dammi la mano, dammi la mano. Aiuto il cittadino.
Presto, Fabrizio, dai.
Presto. Non cittadino, è lì.
Ha messo la chiave sotto la porta.
Guarda se viene nessuno.
Eh?
No, non c'è nessuno.
Se lì c'è un telefono, siamo salvi.
Andiamo.
Non è meglio telefonare giù dal paese.
Anzi, qui c'è meno rischio e guadagniamo tempo.
Stasera devo essere a Grenoble ad ogni costo.
Dobbiamo essere.
Allô, allô, mademoiselle, le 3424 a Grenoble, s'il vous plaît.
Oui, 3424.
Oui, vite, vite, s'il vous plaît.
Je vous en prie, je suis pressé.
Il y a beaucoup attendre.
Ah, très bien, mademoiselle.
Grazie. Qui?
Qui ci sono 737.
Grazie. Sì, molto bene.
Dammi una sigaretta.
Crede che gliela faremo?
Ma certamente.
E non fare domande stupide?
D'ora in poi, cerca di capirmi subito.
Va bene, ma ha pensato agli altri, eh? Sì, strilleranno. E quando avranno
dimostrato che sono innocenti, noi saremo già in volo.
Questo te lo assicuro io.
Innocenti?
Caro amico, sono meno fesso di quello che credi.
Tutto calcolato.
Tutto calcolato al millimetro. Al millimetro? Non capisco.
Lo leggerai sui giornali.
Che ora è?
Le cinque.
Lo sai che sono accusati...
Di omicidio.
E chi hanno ammazzato?
Sei curioso, eh?
Vuoi proprio saperlo?
Hanno ammazzato una ragazza, ieri notte.
Una ragazza?
Questa è magnifica.
Magnifica? Quello che ci voleva. Che vuoi, una disgrazia?
Non vogliamo domandare, c'è qualcuno là dentro, è meglio domandare.
Andiamo al paese, è tardi, dobbiamo trovarsi da dormire.
Qui, tu solo la fai.
Ma che fai?
Niente, sto guardando. Via di lì, imbecile, potrebbero vederti.
Ah, sono loro.
Stai zitto, non muoverti se parli ti sparo.
Mi sono spiegato? Stai attento allora.
Se ne sono andati.
Allo! Qui!
Ne cupe pa!
Qui!
Qui, qui!
A caronia!
Fermo! Hai sentito? Andiamo a vedere.
Un momento.
Forse non è lui.
Beh, andiamo a vedere, va.
Suona la fisarmonica. Su, via.
E canta.
Allo, allo. Monsieur Martin?
C'è moi, Vittorio. Vittorio.
Moi-même. Et moi-même.
Restez à l'appareil.
Doublez, doublez, mademoiselle.
Suona e canta.
cento rose incappucciate, dinta, manto, rammiscate, latte, rose, rose, latte,
tre faccette in coppo fatto, non c'è bisogno zingara per indovina con c'è,
come t'ha fatto mamma e t'ha usato meglio te, cento rose incappucciate,
dinta, manto, rammiscate, latte, rose, rose, latte.
Non parli!
Ti sei scordato anche il francese, eh?
Fermi!
Fermi tutti!
Stai fermi così o è peggio, eh?
Vai avanti tu!
Allo, allo?
C'è moi.
No, no, musica napoletana.
Oui, je suis en France.
Attendez-moi cette nuit.
Non, non, non. L'avion a capoté.
Oui, tombé.
Oui, chez vous.
Io vi prego di tenere tutti pronti. Ora dovrei lasciarvi. Arrivederci.
Ti prenderanno se ti ammazzi. Basta.
Strilli troppo per il mio carattere.
Carogna. Ti diranno voi, invece.
Non sei abbastanza furbo tu. Hai creduto di farmela e invece sono io che ti saldo
il conto.
No, non sparare, non sparare, non ammazzare. Non piantala.
Vattene, Fabrizio. Aspettami fuori.
Mi conoscete poco voi.
Dovevate lasciarmi in pace.
Non vi avrei toccato.
Bel lavoro.
Darmi al primo poliziotto per leggere poi sui giornali che mi hanno
affucilato.
Sei una iena.
Avrei dovuto schiazzarti la testa subito, senza perdere tempo. Mi sei
rimasto antipatico fin dal primo momento.
E quasi quasi comincio proprio da te.
Ma sì, spara. Non hai mai saputo fare altro. È il tuo mestiere sparare sulla
gente disarmata. Spara, ma non vedi che ti trema la mano.
Adesso vattene, Fabrizio.
Ma no, lascialo stare.
Deve imparare. Deve imparare anche lui come si fa.
E della tua razza, no?
Farazzo, insegnagli come si fa.
Ti ho detto di uscire. Esci. Vai fuori, Fabrizio.
Fabrizio!
Ascia! Ascia!
Ascia!
Che t'ha preso lui?
Fabrizio, qual'è il successo?
Stai buono, Fabrizio. Gino, quella vorrà andare.
Vai piano.
Ma che fate, lo portate giù?
Lo portiamo giù, sì.
Perché ti dispiace?
Ma che diremo, la ci restaranno subito senza farci parlare.
Vai via, che è meglio.
Sì, vattene, vattene fuori dai piedi, ci ha portato la disgrazia.
Non lasciarmi, Tembien.
Sto male.
Certo che non ti lascio, non è niente.
Adesso ti porteremo giù, ti faremo guarire. Ma bisogna che tu non ti muova.
Arrette! Le conté 4 qui?
Sì, 4, di là, di là, n'è s'pa? Di là, ecco. E me vu la France, monsieur?
Ah, merci.
Ah, oui, oui, naturalmente, naturalmente. Se sono loro, si, se son
te, io riconoscere subito. Moi, je le reconnais tout de suite.
Tranquille, soyez tranquille.
Coraggio, Fabrizio, in dieci minuti siamo al paese.
Il dottore ti guarirà.
Forse anche che non guarì.
Hai visto quanto sangue?
Sienalo su.
Sono loro.
Hai due a questa sciarpa? Sì, perché?
Arrestateli. Un momento, qui c'è un perito grave, lo stavamo portando giù al
paese. Mettele parte, posatelo giù.
Mettele giù.
Telephone per l'ambulanza.
Hai sentito, Fabrizio? Ti arrestano.
Tu lo sai che non siamo noi, è vero?
Dì. No, non siete voi.
Chi è cet'enfant?
Chi è questo bambino?
Ma perché è con voi? Chi l'ha ferito?
Tu lo sai chi è stato, Fabrizio. Dillo, non puoi farci arrestare, siamo
innocenti.
Ma non posso dirlo.
Buongiorno. Vorrei una macchina per Grenoble. Quando?
Per la notte, 5.000 francs. Molto bene.
L'Aston.
M. Julien.
Su la Renault. Molto bene.
È la nuova Renault. È piccola, ma molto comoda.
François.
Con M. Gaber, che viene di sud per un servizio. Grenoble.
Sì, signore.
Si è difenduto?
No, fumate, fumate.
Anche se mettete i fiori nella baracca.
In quanto tempo viviamo noi?
Non dobbiamo farlo.
Aspettiamo un tempo migliore.
È l'auto?
Sì, signore.
Una guerra, poi la paura, poi una nuova guerra, poi la paura ancora.
Ma che paura? No, ne ho paura.
Gaston, andiamo a vedere cosa vogliono.
Quanti?
30 litri.
Cosa fate a quest'ora?
Abbiamo un ucciso.
L'ambulanza sta a riparazione.
Un ucciso grave?
Mi sembra, è un piccolo ragazzo, un italiano, con un colpo di revolver.
Beh, mio vecchio, non è divertente.
Tu parli, lo portiamo direttamente all'obiettivo della Grenoble.
Che c'è qui?
Non c'è niente. Sto vendendo una macchina. Vuoi seguirti?
Tu lo conosci questo signore?
Non lo conosco.
Grazie, signore.
Povero figlio.
Buongiorno, dottore.
Buongiorno.
L'hanno preso troppo tardi.
Voi due venirete con noi a Grenoble, alla polizia.
Ma noi veramente... Beh, vi rilasceranno subito, state tranquilli, è solo una
formalità. Marcel, vasi.
Zenta.
È lo stesso se saliamo lì, eh?
Va bene.
È lì.
Sono un amico del bambino, permette? Ok, ok.
Ali! Guarda, ci ho portato il libro, ma l'avevi perso. Tempie, cosa è successo?
Niente. O meglio se muoio.
Ma che morire?
Non ho più nessuno.
Adesso mi rimetteranno in collegio.
Nessuno mi vuol più bene.
Stai buono. Io ti voglio bene, per esempio.
Lascialo tranquillo.
Tranquillo. Calma, calma.
No, non andar via.
Dormi. Cerca di dormire.
Cosa faccio io se vai via?
Ma non vado via.
Vedrai. Prima che troviamo lavoro, starai meglio.
Dica, dottore, guarirà presto?
Tembien, come si chiamava il tuo bambino?
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