All language subtitles for friulane 27 ott 26

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Original subtitles

risponde, eccola qua!

Ciao! Buongiorno, buongiorno!

Buongiorno! Ciro ti presento Camilla! Ciao Camilla! Ciao Ciro, buongiorno! Tra

l'altro so che stai a Roma!

Sì, io sono a Roma!

Eppure io! Ah, dove? In che zona sei?

Zona Parioli!

Ah, perfetto! Allora ci possiamo incontrare! Io sono Tiburtina!

Eh, ottimo!

Sì, sì, Antonella!

E tu di cosa ti occupi?

Eh bella domanda, di un po' di cose, io diciamo mi occupo

di progettazione, diciamo progettazione di tutto quello che un po' riguarda

diciamo la maestranza italiana, ora non mi odio la parola maestranza, però a

livello di diciamo enogamia territoriale Antonella buongiorno

ciao Antonella buongiorno buongiorno tutto bene?

tutto bene ciao Antonella buongiorno Camilla la conosci di là qui c'è Ciro

Formisano ciao piacere carissimo Antonella

allora aspetta che collego anche

Ho qui mio fratello, se vuoi evitiamo.

Buongiorno. Buongiorno.

Ciao Riccardo.

Ciao, ciao, ciao.

Ciro, Riccardo. Buongiorno, piacere.

Buongiorno, piacere.

Ora provo ad aggiungere i vostri genitori. Eh, vediamo.

Gli abbiamo iscritti bene, eh.

Fantastico.

Sono davvero, guarda, è stato proprio davvero bello proprio conoscervi, ma

loro sono dei... Sono terribili, guarda. Allora, adesso si sono messi in testa di

fare dei lavori, hanno casa al lago di Santa Croce. Io che ho visto, ho 83

anni, voglio fare delle variazioni. Per cui avevano queste cose impostate, l

'altro ieri il costruttore l'ha chiamata... Oh!

Buongiorno!

Buongiorno, buongiorno, buongiorno, buongiorno, buongiorno,

buongiorno, buongiorno,

buongiorno.

Allora, cosa ti raccontate?

Allora, siamo qui, sempre io e Camilla.

Oggi volevo introdurvi, presentarvi, Ciro Fornisano.

Buongiorno signora.

Buongiorno caro. Buongiorno. Che si chiama? Ciro. Ciro. Non l'ho sentito,

non sono sorda.

Pensato come regista del progetto, in

quanto oltre ad essere un bravissimo regista, ha vinto premi

importanti come il Globo d'Oro, ha vinto anche

in Oriente, in Giappone, non

in Cina, un premio molto importante, eccetera, eccetera.

Però quello che lo distingue, dal mio avviso, come ho detto a

Antonella, è che è una persona veramente con un grandissimo

cuore.

Grazie, Ivo. E delizione. Non mi devi ringraziare, è la verità.

Io ci ho lavorato, anche se non proprio direttamente, ora nell'ultimo film

che... che ho fatto e ci tenevo quindi che

voi lo conoscevate, anche se ora tramite

schermo, perché come ho detto l'altra volta, io,

sì, poi c'è il produttore, ma non decido niente senza

di voi, specialmente per un tema così importante

e dedicato perché qui si sta parlando della vostra vita

quindi voglio che siamo credo che sia anche l'unico modo per poter fare

veramente una squadra degna di quello che vogliamo fare

e quindi ecco qua Ciro Orminzano

aspetta che una cosa sola io penso che alla base di tutti tutto Ivo ci sia la

semplicità, la semplicità penso di tutti noi e partendo da questo si creano

grandi cose, semplicità e umiltà da quel che vedo soprattutto da parte vostra che

non è facile trovare soprattutto nel vostro ambiente, al di là del mondo ma

nel vostro ambiente, per cui penso che se alla base ci siano queste due cose

qui le cose andranno alla grande, ecco.

Chiedo una cosa, visto che abbiamo una certa età, volevo chiedere questo, c'è

un grosso impegno per noi?

No.

Dobbiamo, posso fare domande?

Certo. Dobbiamo andare fuori, come si svolge questo film?

Posso sapere qualcosa?

Signora Guardi, io credo che da parte sua debba esserci semplicemente una

chiacchierata che facciamo con una macchina da presa che ormai sono

talmente piccole che non intimoriscono più nessuno, ma in realtà è come se la

facesse con me, con noi che magari siamo dietro e semplicemente racconta...

la storia della sua vita, ma è poi concentrato soprattutto sulla storia di

questa vostra azienda, se posso chiamarla così.

Una cosa volevo chiedere, ma si svolge in casa, dobbiamo andare fuori?

Come volete, come volete, si può fare in interni, in casa, senza nessun problema,

tanto poi a comporre tutto il film ci saranno.

delle immagini di repertorio che chiederemo a voi, quindi fotografie

Super 8, VHS, immagini che nel tempo magari avete girato per la vostra

famiglia, però dove si vedono anche scorci dell'azienda e che di solito...

Io sono figlio di artigiani, quindi so che bene o male il lavoro fa sempre

parte anche della vita privata, non è mai separato, quindi...

In ogni ricordo della mia famiglia c'è sempre la pasticceria di mio padre

dietro.

E quindi

questo. E poi invece quello che viene girato

per la manifattura, cioè la parte moderna, non dovete esserci

necessariamente lei e suo marito, ma magari...

chi manualmente si occupa attualmente della

composizione, della creazione delle

scarpe, delle friulane, e

poi girare quotidianamente di quello che

accade all'interno del laboratorio.

Quindi non è che non dobbiamo spostarci. No, no, no, assolutamente. In uno spazio

massima resa. Sì, brava.

Sì, sì, importante è questo, insomma, perché avendo una certa età qua, il

cacciacco, insomma. Sì, ma signora, ma poi ci arriviamo, ma poi

ci arriviamo a tutto, a tutto.

Ovviamente quello che verrà fuori, dovrà essere una cosa

che esalta la vostra famiglia

perché quando Ciro qui quando si parla di azienda si parla di famiglia questa

è una attività che nel 2027 comprerà 100 anni

e l'unico modo

cui questo è possibile è perché dietro c'è una

bellissima, per quel poco che l'ho visto ma già lo

sento, bellissima, solida e importante famiglia,

importante intendo di valori che fino ad ora ho

percepito, tanto sono i valori più importanti di tutti.

come dice Antonella, la semplicità, il rispetto, il lavoro.

Vista piccoli loro hanno sempre saputo quello che facevano, sempre.

Da piccolini è sempre spiegato tutto.

Quindi quello che sa uno lo sappiamo tutti.

Anche adesso.

Anche adesso.

Perché se c'è qualcosa, lo sai, uno lo sa tutto.

Tutto. E tutto lo sa i bambini anche quando erano piccoli.

Un'altra cosa volevo dire, ci dobbiamo vestire ancora a Venezia oppure non c'è

da più?

Ci dobbiamo? Le ride!

Le ride!

Ci dobbiamo?

Si assurda mamma, si assurda!

Signora noi possiamo venire anche lì nella casa dove si trova in questo

momento a farle l'intervista, non c'è problema.

Ma sai, tra il giro, la fa più grande di quello che è, perdonami, cioè sono in

gamba, la testa ce l'hanno, un po' sordo, quello sì, vabbè, ma basta alzare

un po' il tono della buccia e già dovresti parlare.

Due apparecchi, non ce l'ha neanche adesso, capito? La fa andare negli

apparecchi il primo giorno.

Mamma mia, vabbè comunque qua a posto ce n'è.

abbiamo una casa grande, una bella tavola,

una bella tavola, un piatto di torti e tutti gli altri.

Signora, vogliamo dare un attimino

a Ciro, un attimino l'idea, l

'idea un minimo di storia un minimo di cosa forse

Antonella insieme ai tuoi riesci

a costruire non tanto costruire anche semplicemente di racconti tanto

Ciro sa cosa capire come tu sei riuscita a

stregare a stregare me

in tabaccheria vorrei che e Camilla nell'altra

call vorrei che si desse qualcosa a

Ciro capito?

anche perché Ciro l'importanza di

questo progetto è il fatto

della

dell'artigianalità della Codra, della tradizione che si mantiene,

degli sforzi che si fanno oggigiorno per poter mantenere la

tradizione che ci rende unici nel mondo, fieri di essere

italiani e fieri di quello che riusciamo a...

da avere e produrre artigianalmente.

Infatti, Ivo, Ciro, scusate se interrompo, quando mi ha conosciuto Ivo,

secondo me ha fatto sta rabbia, sta voglia di emergere proprio per non

essere schiacciati dai finti artigiani.

Mio papà è un insegnante di yoga e mi dice sempre, no stai tranquilla, io gli

battisco sempre che no, cioè o ti fai avanti o ti mangiano vivi. Io sono di

questa idea qua. I sacrifici che ci sono dietro in cent'anni sono tantissimi.

Come ribadivo, non sono sacrifici fisici e mentali di miei

genitori a manetta, però dietro c'eravamo noi. Io avevo dieci anni, lui

aveva tredici. I dieci anni passati sopra il ponte di Rialto, sotto il sole

dove tutti passavano, che andavano le famiglie in spiaggia.

Ti giuro che penso che non dimenticherò mai. E quando avevate i compleanni?

Quando avevate i compleanni? Quanti festeggiati a casa? Mai.

Vero o no? Che chiedevi tuo papà, per favore.

Andiamo in montagna.

Ci sono più ricordi qui.

Che a 53 anni capisci. Non ci può.

A 53 anni capisci, a 10 non capisci. Chiaro, chiaro, certo.

Prendendo questa cosa qua.

Per cui quando mi ha conosciuto Ivo mi ha conosciuto un po' arrabbiata, un po'

c'ho questa cosa dentro perché penso che qualsiasi adolescente ha voglia di stare

con la famiglia, ha voglia di andare in spiaggia tutti i giorni, infatti è

quello che sto facendo con mia figlia perché non voglio e per fortuna ho la

possibilità di permettermi di andare in spiaggia tutti i giorni.

come dicevo a Divo in quel giorno Antonella i tuoi genitori stavano

facendo un'intervista con Rai proprio sul ponte di Rialto bravissimo proprio

sul ponte di Rialto perché facevano anche un video e adesso gli fanno un

libro gli dedicano delle pagine di un libro e colui che non vuole far

capire il nome uscirà tra un paio di mesi Oltre i miei genitori viene

nominata mia nonna più di una volta su altri libri, libri con l'artigianato di

Venezia. Appunto la storia parte, tantissime persone come dicevo a Divo

non sanno neanche la storia delle friulane perché adesso è diventato un

business, è diventata moda e tutti questi signoroni vengono dentro, ti

prendono i colori, ti scegliono.

a voler sapere la storia che è una cosa che dà un fastidio contesto perché non è

adesso diventata di gran moda però vedo tante cose dietro ci sono tanti

sacrifici ricordi che ho di mia nonna che mi diceva che ancora oggi mi dicono

mi ricordo tua nonna Maria che si mangiava la polenta sulla mano e io

quando mia nonna abitava sopra

sopra di noi e alla sera lei era una partita del gioco del lotto e c'era l

'estrazione e ogni volta mi dicevano bella dai vieni che fanno l'estrazione e

ci sedevamo sul lettone e aspettavamo l'estrazione e quando mi dicevano mi

raccontavano di mia nonna che venivano in negozio e mi dicevano salutami tua

nonna salutami tua nonna alcune cose alcuni racconti che lei mi faceva del

tipo

che mangiava la polenta sulle mani.

Una volta glielo ho chiesto, ho detto, nonna, ma perché la polenta sulle mani?

Non è un piatto che volevano anche che li accomodassi con loro a tavola, perché

artigiani semplici.

E lei mi rispondeva, perché prima scaldavo le mani e dopo la mangiavo.

Adesso il furlane le prende così, ma non sai neanche la storia, non sai cosa c'è

dietro, non sai i frattifici, non sai, viveva su un magazzino mia nonna, cioè

veniva qua.

e quando era stanca che non ritornava a sua casa viveva su magazzini, su

pallone.

Stiamo parlando dei patrigni, ma non indifferenti, voglio dire.

Adesso invece è diventato totalmente un business.

Ma io lo dico, non lo trovo come

giusto che sia mostrato.

Come è giusto che sia presentato.

Ti faccio un esempio Ciro, perché poi alla fine

questo deve anche venire fuori.

Alla fine Riccardo gestisce l

'azienda, il laboratorio dove fanno le sue mani e alla fine

è un business, il business cos'è?

però per farti capire a 150 metri dalla tabaccheria che

Antonella ha aperto con suo marito lei ha uno scomparto dove ha tutte le

fiulanine a 150 metri le vendono a 280 euro

loro le vendono ancora a 50 euro perché? perché per loro

non è È importante il prodotto che vendono e cosa la presenta. La filanina

nasce per... è la scarpa di tutti.

E poi ora si torna a come nasce la filanina e come... Antonella,

da come nasce la filanina a come arriva a Venezia è importante.

L'altra volta mi ero appuntata perché poi su 100 anni secondo me

è importante ma pare...

Dei passaggi cruciali, come il 1927, il

1952, in cui viene data la prima concessione di un banco sul ponte

di Rialto, poi c'è tutto il percorso dal 96-97 in cui la produzione

torna dall'essere data in contro terza a essere messa tutta al 100% legata a voi.

fino ad oggi anche gli sviluppi che avrà, quindi secondo me è importante

iniziare a livello cronologico, perché poi è un centenario che deve venire

fuori, capire quali sono i punti a livello nel tempo che sono stati degli

snodi importanti di questa storia. Perché scusate, prima voi rifornivate

anche altri negozi?

Praticamente mio papà ha iniziato prima, all'inizio del 1927 quando è partita mia

bisonna, le facevano nelle case durante il periodo invernale e poi durante

l'estate i signori prendevano la sua germa o terretto e venivano in pianura,

una delle prime tappe è stata a Venezia dove venivano a vendere le fiorane ai

mondoglieri perché non si volavano.

sulla barca perchè c'è il copertone di bicicletta però sono stati noi gli

impulsatori la cosa bella era anche perchè il copertone di bicicletta anche

quello è interessante perchè si usavano le biciclette in Friuli perchè c'erano

tutte le strade sotto l'ocea con i giochi si usavano queste ruote e allora

cosa facciamo con queste ruote? e da lì l'idea di metterle sotto la scarpa,

capito? bellissimo ma perché?

ecco Antonella, ci serve appunto proprio questo adesso, perché

Ciro sarà quello che poi ci costruirà la

storia che poi andremo a fare.

E questo dice la Camilla, è fondamentale, però c'è ancora un

passaggio, ci avete detto l'altra volta.

Perché i copertoni?

Perché pioveva.

e quindi c'era da coprire il piede dalla... Prima cosa secondo me

molto importante è che l'unico divertimento che era per il mio papà

quando finiva la scuola era la bicicletta, perché era l'unico

divertimento che c'era all'epoca.

Essendo montagna, stassoso, i copertini bicicletta partivano non due al giorno,

li buttavano nei giardini, esteticamente non era bello da vedere.

E ha ben pensato la seconda generazione, la mia nonna, visto che con tutta di

stoffa, perché nasce con pezzi di recupero, con grentuli, con divani,

nasce tutta di stoffa. La seconda generazione, mia nonna, ha ben

pensato, siccome quando andiamo a messa, perché era la scatta della domenica, ci

bagniamo i piedi.

Cos'è che facciamo? Prendiamo la sua pola, l'hanno tagliata e l'hanno cucita

sotto. Per cui risolvevano due problemi in uno.

Certo.

Recuperavano i copertoni e lì è iniziata un po' l'idea di questa friulana.

E qui hanno cominciato a portarla a Venezia mia nonna con sua mamma. Hanno

visto che il business era molto consistente, che hanno venduto tutti in

un giorno.

Dopo anni hanno ben pensato, che la faccio corta, hanno ben pensato di

trasferirsi a Venezia, inizialmente vivendo... Da? Scusami, da dove?

Da Friuli, da Clout.

Da? Noi siamo divinati da Clout, c'è ancora la casa lì, mio fratello...

Clout?

Sì. Ok.

C'è un problema,

ho sentito una cosa.

È proprio questo che non devi fare adesso.

Non devi farla corta.

Perché?

Perché ovviamente quello che tu

pensi possa non essere importante per Giro potrebbe essere uno spunto

fondamentale. Esatto, esatto.

Capito? Cioè, questo è quello che ci serve,

perché, ti spiego, quello che noi andremo a fare,

visto noi, come Carlo mi ha chiesto, noi soliti non ne

chiediamo, anzi, magari...

No, ma è giusto, è giusto, ma magari riusciremo a farvele arrivare qualcuno?

Quindi cosa dobbiamo fare noi?

Noi creeremo insieme un progetto che poi presenteremo

alla Regione Veneto, al Fondo Veneto per il Cinema, al

Fondo per la tutela delle tradizioni, al RAI documentari, eccetera, eccetera,

eccetera. Quindi dobbiamo romanzarlo un po'. Come è stato il

viaggio fino a Venezia quando vi siete trasferiti? Con cosa vi siete

trasferiti?

A piedi col carnetto venivano. Venivano a piedi col carnetto e

facevano le varie tappe.

nei vari paesi dove trovavano alloggio per dormire per la notte e

anche la facevano un po' il baratto cioè loro magari i

comporti gli davano farina in cambio le nostre le davano il mestolo in legno e

le davano le gallane ok facevano un po' di baratto in questo senso dopodiché

quando

Quanto che c'erano le notti anche al giro per i paesi, a Murano, Curano,

Chios, era per tutto.

E lì quando andavi anche tu con tua nonna.

Appunto, allora quando iniziavano, hanno visto che

vendevano il prodotto porta a porta praticamente nelle isole, nei paesi,

dappertutto, hanno visto che Provenez era quella che aveva più, diciamo,

riscontro per il prodotto.

È successo che poi, venendo a Veneto spesso, si sono informati e hanno

chiesto un posto fisso per la vendita di questi prodotti e sono riusciti ad avere

un posto nel sesto gradino del Ponte di Rialto. Perché gliel'hanno dato? Perché

mio nonno?

Perché? Allora, prima hanno avuto il posto.

Mio nonno lavorava nel bosco tutti i giorni praticamente e

a questo punto quando non ha avuto il posto ha provato a

venire a Veneto anche lui e si è messo sul confine di alto il primo giorno e

mio nonno invece ha continuato a vendere a porta a porta nelle isole, cioè non è

rimasta là. Ah ok, quindi si sono divisi? Si sono divisi comunque.

ok che guerra? la seconda stiamo parlando?

Mi raccontava mia suocera, lei girava che andava dappertutto, con la

cesta, con i mestoli, carica di roba.

Quando andava lì, quando ritornava nel banco, mia suocera rimaneva solo a

lavorare e metteva le cassette della frutta con le furlane dentro sulla

spalliera del ponte che andava in su, cioè uno cammina e si appoggia.

Quello era il suo banco.

Dopo lui è stato bravo e l'ha fatto di ferro, con dei cassetti

meravigliosi, pesanti, perché facevamo 5

gradini per portarlo su. Io ero giovane e forte, quindi lo portavo su

tranquillamente. Adesso sono meno forte, ma non lo faccio più.

Quando lo portava su, il mio suocero che lavorava, allora lui lavorava, quando

arrivava la mia suocera, gli diceva, Maria, hai lavorato?

Chiami il magazzino, ti faccio vedere cosa prendo.

E l'altro, davvero?

E guarda io!

Gli faceva vedere la tasca.

Ma sei stanca?

Ma che stanca? Come c'era io ancora?

Per perdere soldini?

E quella soddisfazione l'abbiamo avuta anche noi.

Una cosa grande.

Quando facevamo le fiere noi, in Campo San Bortolomino, con legno, solo legno,

non patofole, lui rimaneva con Riccardo sul ponte di Rialto.

E quando eravamo alle 5 del mattino, qui caretti di roba di legno tutto il ponte

di Rialto. Noi finivamo con la stella da mura. Solo il banco di ferro.

Solo quello, arrivamo qui cari, finiti morti, lui e anche suo papà,

loro portavano tutta sta roba.

Dopo loro ritornavano lì e io e Antonella preparavamo il banco,

però in quel periodo andavamo anche a scuola, c'erano le vacanze, allora uno

da una parte e uno dall'altra.

L'Antonella diventava matta, perché era piccolina, era piccolina.

Allora un giorno è successo che sono andata in bagno, solo questa lei dico.

Lei è rimasta sola.

Gli ho detto a Tonella devo andare in bagno, ce la faccio, devo fare il ponte

di rialzo e vado in bagno in bar.

Va bene mamma va.

Ritorno di corsa, ma di corsa, la trovo piangendo sul ponte di rialzo. Ha

lasciato il banco.

Sa perché?

È venuta la finanza.

Lei aveva venduto un mestolo.

E non aveva fatto la bolletta. La dicevo, mamma, mamma, abbiamo preso la

multa, non importa.

Andiamo giù e vediamo. Sono arrivata là e c'era la finanza.

E le dicevano, sta tranquilla, non succede niente. Ma lei aveva paura che

magari io le sgridasse, ma non succedeva questo.

Allora mi ha detto, sta tranquilla, vedrai che tua mamma paga

tranquillamente. Non c'è stesso niente.

Quando avevo bisogno di andare altre volte, mi dicevo mamma no, mamma no,

allora chiedevo alle altre persone, che avevano altri banchi, se la guardassero

un momento, perché come facevo, però lei felice.

Le racconto questa, sai cosa è successo un giorno? Voi conoscete i papussotti?

Quelli di con il cane? Eh mamma no, non ci facciamo un attimo, non ci facciamo

un attimo.

No, no, no, no, no.

Mio papà le ha detto, guarda Antonella, noi abbiamo tanta roba, ti faccio un

banchetto piccolino.

Un metro quadrato.

Un metro quadrato di banco.

Ti do tutti i papusotti che vendi tu e ti tieni tutti i soldi.

Non vi dico.

Ho venuto qua e le ho messo in bottega.

Mamma, mamma quanti, mamma quanti. Papà, dove le scatolano che prendiamo,

mettiamo i papusotti.

Diventava amata.

Lei ha iniziato così e diceva sempre, io apro un negozio. Cosa sono i

papusciotti?

Aperto di intimo. Aperto di intimo. Aspetta mamma, pare camminare.

No, perché io purtroppo poi massimo alle 9.40 devo spaccare, io vorrei lasciarvi

con delle cose. No, no, no, volevo, io, cioè, delle cose che a me della storia

hanno colpito molto, no, per dare un po' a tutti se siamo allineati. Al di là di,

appunto, delle date.

che secondo me sono molto importanti nel racconto tra cui anche il prossimo

novembre in cui aprirà il primo monomarca perché finora loro hanno fatto

soltanto rivendita ad altri quindi questo secondo me è un punto importante

poi a me al di là della storia appunto di come sono nate quindi questo

copertone della bicicletta che poi ha avuto una sua funzione il perché il

copertone della bicicletta Un altro passaggio appunto è il ponte di Rialto e

quindi questo passaggio dal Friuli a Venezia è importante da fare perché

comunque adesso sono confuse con un qualcosa di veneziano, cosa che non è

così. Un'altra cosa importante è il tema del colore perché

nascevano nere.

Ah ok.

E quindi questo passaggio dal nero al colore è un punto importante e bello. E

quando è avvenuto?

Sono nate nere con il colore bianco, poi una stilista che mi pare faceva fare

appunto terzi, dandogli tutti i materiali a questo laboratorio, ci ha

chiesto di fare il bordino invece di farlo bianco, farlo nero.

E l'abbiamo iniziato a farne anche nere, solo nero però, nero con il quadro nero.

quando ci siamo portati la produzione che avevamo iniziato a produzione io e

mia moglie nel 97 a cloud e abbiamo iniziato a fare anche gli altri colori

tono su tono quindi siamo stati i propri primi a bordare il bordo della

suola con lo stesso colore della tonalia ok e da praticamente siamo

partiti con il laboratorio e dopo avevamo già i negozi a Venezia che

vendevamo il nostro prodotto, naturalmente anche il nostro prodotto,

dopodiché per esigenze più di distanza abbiamo portato il

laboratorio, abbiamo aperto qui a Pannuni, qua a Modiano, dove abbiamo

fatto la produzione e naturalmente abbiamo ampliato il lavoro.

E adesso il centro si chiude perché a parte aprile, novembre, prima o meno

manca, è gennaio anche lei, e cosa facciamo?

Stiamo creando un consorzio per tutelare questo prodotto perché

tutti quanti le chiamano flulane e in realtà l'80% non sono flulane,

sono incollate, non hanno la cucitura a mano, sono montate.

Allora, la comunità europea a fine 2025 ha deliberato che anche i prodotti non

alimentari possono avere la zona di tutti, quindi adesso ci stiamo muovendo

in tre aziende, che siamo le uniche tre che fanno il prodotto come deve essere

fatto, e devo spezzare anche una lancia a nostro favore, nel senso che noi siamo

gli unici che le fa ancora ambideste.

Esatto, questo era un altro punto.

Questo ha una forza secondo me che nessuno ne fa più come una volta. Con la

stessa forma, naturalmente noi l'abbiamo un po' allargata perché non calzavano

benissimo. L'abbiamo un po' modificata, l'abbiamo fatta calzare meglio.

Adesso questa possibilità...

che la comunità europea ha dato anche i prodotti alimentari ad avere una zona

IGP, ci può proteggere da tutte quelle aziende che non fanno il prodotto come

deve essere fatto.

Questo è importantissimo il consorzio, perché davvero, aprire un consorzio a

una masteranza italiana, secondo me qua nel racconto va veramente fatto capire

cos'è una friulana a livello proprio di semplice.

Altra cosa, scusatemi.

Perché poi davvero io devo scappare, delle note che non so se possono essere

affine a tutti, ma che a me da uditrice della vostra storia mi hanno colpito

molto, è anche il nome vostro, perché un conto sono le friulane, un conto è il

nome che voi avete dato, e poi una

data che mi sembra, la data che vi hanno rubato, tra virgolette.

52. Esatto, quando vi è stata data la concessione, adesso se ne vantano tutti

di questa cosa, ma loro sono stati i primi e anche questo è una cosa

importante e un tema che secondo me è molto bello è questo tema di che cos'è

il lusso, perché il lusso giustamente secondo la storia di quello

che sono stati i vostri percorsi familiari, di imprenditoria familiare,

che non è esclusivo in termini che esclude, ma è accessibile perché

include, in termini proprio di voler mantenere, nonostante la storicità, l

'autenticità, il prezzo volutamente accessibile, che poi differenzia da

quello che l'industria globale ci ha creato intorno.

cosa che non è quello e rendendolo falsamente esclusivo, ma veramente nel

concetto di escludere e non includere, mentre il vostro approccio è sempre

stato legato all'inclusione, che secondo me è una cosa molto molto bella, che

secondo me è proprio da legare al tema della famiglia.

Esattamente. E scusa, una cosa sola, un cognome è una garanzia, perché il nostro

cognome c'è solo in Friuli.

C'è solo qui, dalla parte di Barcis, Pordenone, Buclau, c'è solo sulla parte

lì c'è il nostro cognome, capire di Coppa Lutta, un cognome è una garanzia,

perché siamo friulani che continuano a fare le friulane, è come chiedere a un

veneziano di fare una pizza napoletana.

Io credo che da tutte queste cose, è una storia che può,

tra virgolette,

smascherare un sacco di bugie brava e quindi è una cosa anche di insomma

sul quale però dobbiamo secondo me darci delle tempistiche quindi anche una

timeline io poi appunto vivo a Roma Ciro vive anche a Roma quindi benvenga a

vederti certo e questo insomma ma riusciremo a

fare un vis a vis certo

Ma è fondamentale, è fondamentale.

Farutto vada per tutto.

Farutto vada per tutto. Farutto vada per tutto.

Bello questo!

Farutto vada per tutto.

Bello questo slogan!

Bellissimo! Ma ne hanno fatto degli altri dopo?

Sì, ne hanno fatto degli altri.

Con le scarpe di Farutto cammini dappertutto.

Con le scarpe di Farutto cammini dappertutto. Bellissimo.

È vero. È buono veramente.

Beh, insomma.

No, vabbè, io ti dico, va bene qui dirsi tutto.

Anche solo per conoscerci, eccetera, eccetera.

Io in questa call rispetto a quella dell'altra volta, forse

perché ci stiamo conoscendo con Ciro, eccetera, eccetera, devo

dire che sento un po' meno di romanticismo rispetto all'altra

volta. Antonella, lo senti anche te?

Forse perché sta scocciando, ci siamo un po' gasati nel fatto che

comunque

siamo contenti che

riusciamo un po' a emergere, non volermene sempre schiacciate.

Allora mio papà mi ha sempre spiegato una cosa, quando ci siamo messi nel

commercio, sia anche mio fratello, mi ha detto nella vita, Nel commercio ci vuole

tanto sacrificio, però ci vuole anche un goccio di fortuna

nella vita, nel corso del commercio.

Il sacrificio ci vuole, però ci vuole anche il goccio di fortuna e questo

penso non ci sia un breve dubbio. La storia è una storia lunga.

E qual è stata la vostra fortuna secondo te?

Delle volte incontrare gente come Evo, ma non Evo.

No, no, ma andando più indietro.

Beh diciamo che a livello commerciale siamo stati fortunati, io per esempio mi

ricordo quando ero piccola una paura che avevo tantissimo è quando mio padre e

mia madre avevano la bancheretta sopra il ponte di Rialto, non nego che erano

pieni di debiti, c'erano dei locali che vendevano a Rialto, tutti ci stavano

sotto, mio papà si è ulteriormente indebitato e io avevo il terrore di

essere rapita perché pensavo di essere rotta brutta.

Io ho paura di essere la vita. Sì, non dormivo neanche da sola perché avevo

paura di essere la vita perché mi sembrava che mio padre, perché avesse

preso questo locale, fosse miliardario, che non era così, voglio dire. Però ci

sono delle cose che a dieci anni... Non capisci. Certo.

Bravissimo, che non capisci, questo dico.

I sacrifici che ci sono dietro sono tanti, adesso vedono solo i risultati, l

'invidia della gente, ma i sacrifici che ci sono dietro ci sono.

Non sono cose da poco, questo dico.

È stata una fortuna portare avanti il prodotto comunque.

Durante gli anni, anche con tutte le difficoltà che ci possono essere state,

abbiamo creduto sul prodotto e l'abbiamo portato sempre a far

conoscere in giro, anche per il mondo, perché diciamo che abbiamo clienti un

po' in tutto il mondo.

In che modo?

Passati sicuramente a Venezia, conosciuti in negozio, clienti

conosciuti in negozio, che poi ci hanno... Bellissime!

e poi ci hanno iscritto e abbiamo iniziato l'apporto di lavoro quindi

scusate non è il primo negozio che aprite adesso a novembre

spiegatemi un attimo abbiamo scoperto negozi plurimarca cioè nel senso oltre

che plurilane noi vendiamo anche scarpe in genere adesso però a novembre apriamo

proprio il primo negozio dandogli proprio un'immagine per le plurane

quindi poi l'eloscozio quello sarebbe quello come no nelle

città più importanti ad avere diciamo un paio di negozi

con il nostro marchio sempre con lo stesso regamento con la stessa

immagine novembre e gennaio anche Riccardo novembre e gennaio si a Venezia

novembre e gennaio a Venezia Dopo vedremo, intanto abbiamo questi due qua.

Ah, sono due i negozi quindi?

Sì, uno a novembre e uno a gennaio. E poi quello mio storico che ho a Rialto

allora, quello mio storico, anche là faremo una ristituazione a febbraio,

finito il carnevale, che do proprio un angolo dedicato alle fiulane.

con lo stesso allevamento, con la stessa immagine del negozio.

Ne avremo tre a Veneta, diciamo.

Veneta è uno dei posti dove Fulane, anche perché noi ormai siamo conosciuti

come venditori e anche produttori di Fulane, a Veneta siamo conosciuti.

Perdonatemi davvero, ma io devo andare.

Come Ivo, poi mi fai sapere, insomma, tanto noi ci sentiamo.

Certo. Mi fai sapere, insomma, mi fate sapere voi.

Certo, certo, certo.

Allora, grazie mille a tutti, ci risentiremo presto. Ciao, buona

giornata. Buona giornata. Ciao.

Ciao Camilla.

No, perdonami, c'era una parola in più.

Infatti, come dicevo a Ivo...

il mio messaggio mi piacerebbe se venisse creata questa cosa al

pubblico sarebbe quello non di compassione ma di forza

nel senso che compassione scusami no perché vedono tutti i semplici magari

che sono stati fatti tutte le cose raccontate insomma che come dicevo prima

10 anni

No, ma Antonella, scusami, come

noi abbiamo detto l'altra volta,

la cosa importante che noi dobbiamo fare

non è un video aziendale delle

frullanine, non è un video promozionale.

promozionale eccetera eccetera eccetera qui si

tratta di far emergere l

'importanza la solidità la passione

l'unione e la perseveranza poi anche la perseveranza della

vostra famiglia

cioè le friulanine qui verranno fuori ovviamente ma

sarà quasi diciamo quasi diciamo

il pretesto per come io ho fatto col documentario su

Paolo Rossi che il documentario su Paolo Rossi il calcio era il pretesto per

piegare per spiegare un'altra cosa poi è chiaro

che verrà fuori anche la per questo prima ti dicevo il

romanticismo perché la gente si appassiona a vedere

la lotta che uno fa che poi magari non ci arriva ma è molto

più interessante vedere uno che lotta e non ci arriva

piuttosto che vedere il figlio di Ferragamo che ha già tutto pronto

e non ci arriva.

Queste sono le cose meravigliose, queste sono le cose di

tua mamma che prende il tuo babbo per gli orecchi e gli dice, oh, noi ci siamo

due figlioli qui, basta con queste ciudanine che stanno pieni di debiti.

Bisogna farli mangiare. No, stai tranquilla, che questa cosa sfonda a

livello mondiale. Io lo so, lo so, lo so, lo so.

E lì arrivano i risultati che sono guadagnati. Però poi si parla sempre

delle filanine. Tac, oggi, monomarca a rialto, capannone,

capannone mi.

Capito? Questo è il senso.

L'invidia di questi stronzi che dispacciano per cinesi il

prezzo che devono essere vendute, lì il discorso di questi che si

attribuiscono, come fanno tutti oggi, perché è importante?

Perché oggi il sacrificio non esiste più?

Perché la gente si intesta?

l'azienda, la società al nome 1952 rubandola a voi dopo

tutti i sacrifici, perché il sacrificio non esiste più, questo è il discorso,

per quello dicevo prima il discorso del

romanticismo, perché sapere che la tua bisnonna

Ha visto i copertoni e ha detto, ma sai che io mi bagno i piedi qui, questi

copertoni non li mettiamo via, li mettiamo sotto le scarpe e si cammina.

Lì è il discorso. Perché Ciro ti ha chiesto come andavano a

Venezia? Perché andavano a Venezia? Come ci arrivavano lì? Perché un conto, come

ho detto prima, un conto è... Il figlio di Ferragamo oggi apre una cosa e ci va

in elicottero. Però prima ci andavano, magari erano

viaggi lunghissimi, magari ci accompagnavano per dormire mezz'ora con

i panini per il pranzo e per la sera.

Queste sono le cose che non ci sono... Queste sono le cose...

Sono le cose che fanno la storia.

Posso dire una cosa?

Deve, certo.

Ecco, sai com'ero io d'estate sul banco?

Io soffro tantissimo il caldo. Qualcosa venivo sotto la piomba del sole, col

caldo sulla schiena, da morire.

Sai come mi vestivo?

Con l'epradito, prendevo le bottiglie di acqua, fredda, la fontanella, che c'era

una fontanella dietro i piedi. Camporiato nuovo.

Buttavo l'acqua dall'alto delle gambe, andavo dietro il magazzino e buttavo l

'acqua per far fresca.

Perché io sono un nemico.

E perciò tutti mi dicevano, non puoi buttare tutta quell'acqua.

Ho le dita così dei piedi.

Ho le dita così, che mi fanno male tremendo. E perché?

Perché? Ho sofferto tanto l'anno. E invece io ho fatico sempre il freddo.

Cosa, Torella?

L'inverno giocavamo a campanone, con i gesti, facevamo... No, no, no, no, no,

no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no,

no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no,

no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no,

no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no,

no, no, no,

non so dove schiacciare

va bene va bene allora Carlo l'altra volta ci aveva raccontato

come nascevano le fulianine perché perché c'era erano tutti

boscaioli

Giusto? Gli uomini erano al 90% tutti boscaioli. Sì.

D'inverno, quando si lavorava nel bosco, allora gli uomini facevano i manufatti

in legno, cassioi, eccetera, forchette, e le donne in

primavera prendevano il carezzo, quello classico con le ruote grandi, con due

manici per prenderle in mano e con una colla sulla spalla.

andavano giù nelle valli a vendere tutto.

I miei avi sono capitati a Venezia.

Infatti, inizialmente, quando ero piccolo, mi ricordo che erano due o tre

gruppi di famiglie a Venezia che vendevano tutte le priulane, perché le

priulane venivano fatte d'inverno a cloud, perché non c'era altro da fare

con la neve alta.

nevicava in maniera pazzesca.

Adesso è cambiato il mondo, nevica il sud e il nord non nevica più.

Ecco. E quando c'era la neve, quindi quando c'era la neve per produrre

qualcosa, allora, visto che non potevano lavorare il giorno, e alla primavera

incominciavano le donne, specialmente a dar giù posti i caretti, a vendere i

manufatti in legno e le friulane. E i migliavi sono capitati a Venezia.

casa per casa, su tutte le isole, eccetera. Mia bisnonna era una di queste

e poi mia mamma, poi mio papà che ha avuto la mancanella sul ponte di Rialto

e adesso siamo noi, i figli e i nipoti.

E quindi la storia continua.

Spieghi a Scarlo quando c'era la neve. Quando c'era la neve sul ponte di

Rialto, lui prendeva il badile.

e quando lavoravamo facevamo tre giorni di ferie all'anno,

Natale, San Stefano e il primo dell'anno e se no facevamo tutto dritto, tutto

uno, tutto uno e quando c'era la quarta

Vendevamo anche gli stivali perché la quarta arrivava sul primo gradino e

tutti gli avvocati che andavano in tribunale non potevano passare perché

non volevano mangiarsi i piedi. E noi vendevamo gli stivali a loro e loro

tutti contenti e anche noi.

Vendevamo un magazzino, dovevamo chiudere perché non ne avevamo più.

Mentre a giornata portavamo una scatola di scarpe piena di soldi.

è bellissima l'immagine dei soldi nella scatola di scarpe dove prima c'erano le

scarpe è meraviglioso

erano loro, prendevo la scatola di spazio, la buttavo qui e là, la buttavo

per terra e tutti che l'accoglievano risalivano, era un'altra situazione

perché non si usavano le carte, erano solo contanti, e io sono rimasto con i

contanti, viaggio sempre con i contanti allora il registro sulle casse non

potevamo averlo perché passava la gente e ti portava via tutto, allora eravamo

immassuti

Allora, quando arrivavo in magazzino, era pieno, no?

Portavo una scatola e la portavo fuori con quello vuoto.

Perché se me lo portavano via, cosa facevo?

E lui lo stesso, in magazzino, lo portava nella scatola di scatola. Una

scatola grande, però, eh? Con quelle piccole, come si impavano.

Una soddisfazione enorme.

E quando suonavano le sirene, anche alle 5 del mattino, 4 del mattino,

Non volevo

nessuno

a casa che mi pulisse la casa, lavavo e tiravo fino a luna di notte.

e Riccardo comunque basta non parlo più no no

una cosa importante che non so per le immagini eccetera che Riccardo per il

discorso del 1952 tramite avvocati questo discorso qua per fare togliere la

data chi l'ha messa

aspetta un attimo mamma non so se

Sì, stiamo praticamente facendo, stiamo iniziando, perché abbiamo dato delle

difide a questa azienda che non può usare quella data anche perché

nel sito usava proprio la nostra storia che sono partite dal Ponte Vigliato,

questa azienda.

È un americano questo personaggio. È piedaterra. È piedaterra, quello che sei

tanto San Stefano.

e abbiamo fatto fare anche un'aprizia sul suo sito, ok, da un

'informatica, quindi abbiamo tutti i dati con tutte le modifiche che ha fatto

il sito dopo che ha avuto la difida e adesso loro, siamo stati su

avvocato, cioè chiamato una volta sola in un anno, chiamiamolo anche su queste

difide. ci ha risposto solo ultimamente e dice che il suo cliente, cioè questo

Peter Pepp, non vuole saperne di togliere niente, che

la storia è sua e questo.

Allora adesso sicuramente andremo in giudizio perché non è possibile

insomma... Paola, ma noi, quindi un documentario è anche perfetto, perché un

documentario si basa proprio su fonti,

su cose dimostrabili, capito? Ascolta, l

'intervista RAI che avete fatto ce l'avete? È recuperabile?

Quando ci

siamo conosciuti noi, Antonella? Sì, sì, sì, certo.

signori russi che stanno facendo il libro ah ok, ma non era Rai abbiamo

fatto solo le foto che stanno facendo questo libro ah non era un

'intervista ho capito male io che era un'intervista Rai che era un... no, no,

no, non era un'intervista anche io l'ho capito così erano solo foto che hanno

fatto dei fotografi russi che ci hanno chiamato

un intermediario veneziano ok ok capito che conosce la felicità dei miei

genitori io con la gerla l'ha vista l'ha vista questo?

eccola lì bellissima io l'ho vista però che non l'intervistavo con la valivola

diretta con Paterina Valivola la diretta l'hanno scorso per il discorso di Bezos

ok ok ma lui ha parlato però si ma no

Ok,

ok.

Certo,

certo. Ah,

sì?

Una storia grande, una storia grande, che di molto ha nascuta, ci siamo tutti

dieci anni.

Certo.

Quando chiudevamo il parco, no, aspetta, parla Antonella.

No, no, vada, vada signora. Parli pure lei signora.

Antonella aveva il negozio d'intimo, allora aveva bisogno di me, perché lei

non voleva nessuno in negozio, perché era delicata.

Deve essere tutto in ordine, tutto ben fatto, tutto ben messo, pulito.

Niente nessuno, mamma.

Devo fare vetrina stasera a Tornella, non ce la faccio più. E' rimbalzo tutto

il giorno.

Allora lui chiudeva, andava a casa a mangiare, che preparavo io.

E noi due negozi, prima a mezzanotte l'una, per preparare la vetrina, perché

il giorno non poteva prepararla.

E' giusto, di notte non ti lascio da sola.

E rimanevo lì.

Una vita tremenda. Tutti e due i 18 anni. Tutti e due i 18 anni abbiamo

avuto un negozio. Tutti e due.

E sai cosa ha detto Carlo?

Io vi aiuto fino a qua.

Vi prendo il negozio, vi prendo quello che avete voluto.

Dovete camminare con le vostre gambe.

Se volete consiglio, volete qualcosa, siamo qua.

Però dovete camminare con le vostre gambe. E così è stato fatto.

Se andate in fabbrica con la sorella, aveva preso

soldi in negozio.

Vi racconto questa, quant'era umida questa ragazza.

Arriviamo a casa, mi dice, mamma, dobbiamo andare a prendere la roba

intima perché ho finito tutto.

Ma non ho soldi.

E quando hai preso?

Eh, adesso non mi ricordo la cifra che aveva preso.

Arrivo a casa, papà, domani andiamo a prendere la roba con la mamma. E io

sempre dietro con lei perché non la ciavo sola.

Andavamo in treno, dopo venivano a prenderci con la macchina in negozio

dove andavamo in fabbrica.

Mamma, questi sono i soldi.

E mamma mi dice, oh che intorno è? Gli chiediamo il papà. Il papà mi dà.

Gli chiediamo.

Mi deve credere.

Arriviamo in fabbrica.

Guarda mamma, questo mi serve il carottiere da uomo, il slip da uomo, il

slip da donna.

E quante ne prendi? Mamma poche.

Ma come poche?

Non ti dà niente il negozio. Non ti può dare il negozio. Ma non voglio sorgere

papà. Non li voglio.

Carta e penna?

Carta e penna? Perché lui ha detto,

lui ha fatto tanto, ha fatto tanto, camminiamo con le nostre gambe, come ha

detto papà.

Faccio per dirle, la responsabilità di tutti e due è stessa di Riccardo.

Tanta responsabilità si sono presi. E quando siamo arrivati a casa, erano

quasi poco i paesi.

Perché non ne avevo più.

E lui diceva, ma te li davo.

No papà, no, non voglio niente. E andava con le mutandine, questi slipetti.

Donnella, come ti fanno al negozio? Ti chiedo due slip e lo tira.

E lei non li voleva.

E sempre aiutata, perché io andavo in fabbrica con lei, lo lasciamo solo in

banco perché tornavo di giorno.

E di notte...

Stavamo per la vetrina, per fare la vetrina, l'aiutavamo quando arrivava la

roba, andavamo in magazzino.

E per fare il commercio anche tutti e quattro? Sì, sì. E l'hai fatto tutto

fatto temporaneamente?

Cosa?

Non ti vedo. E per fare il commercio tutti e quattro?

Ah, proprio nati, nati per il commercio. E lei aveva quattro negozi quando si è

riuscita, perché ne ha cinque?

Cinque. Cinque.

Ne ha avuti cinque a Venezia.

contemporaneamente a san marco altonella siete

riusciti a fare quella lista di personaggi ok e quell

'articolo guarda io ti mando la lista entro oggi l

'articolo poi ti mando tutte le foto vecchie che abbiamo tutto quello che ho

di documenti che secondo me ti possono servire e io ti invio tutto.

Sì, allora, io direi, Ciro, correggimi se sbaglio. Dimmi, dimmi tutto.

C'è, c'è quest'articolo che era uscito, che, dove era uscito, Antonella?

Allora, nel Gazzettino, però era uscito per chi?

Se ti ricordi l'articolo è per Gazzettino.

Dove era uscito?

Allora, abbiamo anche il gazzettino fisico, voglio dire, la questione di

gazzettino l'abbiamo tenuta. Allora è riuscito perché?

Perché un signore dell'Accademia gli avevano fatto un'intervista e ha

praticamente degradato le nostre friulane, nel senso che...

aveva detto una frase dicendo appunto ormai i friulani si vedono dappertutto,

persino in tabaccheria, chissà da dove arrivano, saranno i cinesi e questo l'ho

letto sul gazzettino, quella sera stessa mi sono arrivate 20 messaggi da amiche

che mi dicevano proprio voi siete storici, hanno detto una cosa del

genere, ero nera, alle 11 di sera ho chiamato il gazzettino e gli ho detto io

devo parlare con chi ha scritto l'articolo che c'era sotto nome e

cognome.

Non mi hanno fatto parlare e mi hanno detto che deve prendere appuntamento.

Allora gli ho detto che se entro domani mattina e non conosco questo giornalista

che sta tirando fuori il falso, vi scatta una denuncia a tutti quanti. Io

non rompo a nessuno, però neanche voi dovete rompere a noi.

Al mattino mi è capitato in tabaccheria con l'avvocato perché mi ha sentito

evidentemente male.

provata perché appunto addirittura attaccarci e da lì praticamente

hai capito un po' la mia intenzione allora per scusarti ci ha fatto quel po'

di articoli in prima pagina ah bellissimo questo episodio mi ha detto l

'unica cosa che io posso fare mi ha detto allora ho detto tu devi

assolutamente noi siamo storici, se tu non conosci la nostra storia, io posso

denunciarti che hai dichiarato un falso, siamo storici qua a Venezia e ripeto,

tutte le mie amiche mi mandavano i messaggi dicendo, Madonna ma proprio voi

che siete storici vi hanno attaccato e da lì ci ha fatto quel tuo po' di

articolo, facendo proprio, creando tutta la nostra storia, la

pubblicità.

C'è tutta la storia degli snogni di tutti.

Eh sì, ha un po' accorciato anche quello.

Bisognerebbe, guarda, se mi permetti, io con mio fratello e mio papà magari la

scriverei per scrivere i propri passaggi.

Ok. Che all'inizio intanto ve la leggete e poi...

Sì, fatela questa, vi serve anche per il sito, scusami. Eh certo, fatela.

Sì, comunque sul sito c'è, non so se hai tirato giù Instagram quel giorno, Ivo.

Ma lei è una pubblica che si può mandare?

No, l'ho vista, sì, però insomma... Ah, grazie mille!

Cioè, la spezzettoni di qui e di là, capito, non ci... Una promozione... Fare

una pagina sul vostro sito con tutta la storia bella com'è...

Cioè sarebbe bello, sarebbe bello. Allora dico questo, avete visto che è

venuto a Venezia, Tom Cruise?

Sì, sì, sì.

Sì, sì, sì. Sì, sì, sì. Sì, sì, sì.

Sì, sì, sì.

quasi finito mi faceva così con la mano di notte alle 4 di mattina faceva così

thank you thank you e io le mandavo i baci bellissimo ho

le foto ho tutto io bellissimo non

manca niente sono contenti anche quella del punto di rialzo è stata bellissima

avevo il cuore che mi veniva fuori

Che bello.

Io dicevo, io dicevo, vorrei tornare, vorrei tornare, pensa.

Bellissimo.

E che le porte non ci sono più.

Tante porte, a 83 anni abbiamo.

Certo.

Complimenti.

Grazie.

non ci manca però. E' bella!

Ancora arrivo, ricapitola!

E' una cagolona!

Basta adesso, dai!

E' nulla via!

Dobbiamo vederti ancora!

Andiamo ancora 10 giorni qua, penso!

E vabbè, dopo vedremo, adesso mi accordo un attimo con loro, ti mando tutti i

documenti. Io ti manderei tutti i personaggi, però magari facciamo io e te

una videochiamata con Ricky per spiegarti un po', cioè per esempio

Yvon Sean viene in negozio e basta che tu gli accendi la tabaccheria, se ha le

burlane, se può aiutarci, se pensi che può servire, eccetera.

Poi ci sono dei collegamenti, tipo mia nipote con Laura Pausini, con il Papa,

per dare lo spunto al personaggio di capire chi siamo, perché non penso che

siamo giornalmente nei loro pensieri.

Certo. Ok, magari ci sentiamo e... Prima te la mando e poi ne

parliamo un attimo.

Certo.

Va bene, Anzianella?

Perfetto. Io guarda...

Butterei giù intanto una struttura di quello che può essere il

film e poi ne parliamo assieme.

Vuoi aspettare?

Aspetta un attimo che Antonella ci manda l'articolo. Va bene, va bene. Magari mi

legge anche l'articolo. Però si butta... Sì, sì.

Almeno per una struttura, insomma.

La cronologia.

Mando tutti i nominativi, la storia, l'articolo, tutto quello che ho di

documenti, foto, a grandi linee per fare un attimo di ordine.

Va bene.

Facciamo così?

Allora, diciamo che la struttura del film viene fatta con l'intenzione

di chiedere quello che poi saranno le risposte, capito?

Però forse è meglio che leggi direttamente, se no così capisci poco.

Certo. Secondo me è anche il messaggio di che cos'è la friulana.

Certo. Il messaggio di che cos'è la friulana.

Anche perché le chiamano le veneziane, mi dicono se sono le friulane o le

veneziane. Guarda, Ciro, sai cosa mi ha chiesto prima Ciro?

Ma perché...

Ma perché in Friuli?

Perché il paese era povero, dovevano

inventarsi qualcosa, mi dà l'idea, dovevano inventarsi, nasce per esigenza,

nasce perché erano scalzi fondamentalmente, per cui dovevano

inventarsi qualcosa, però loro le chiamano le veneziane e la gente mi

dice, ma... Le friulane non sono le veneziane, invece le chiamano veneziane

perché sono arrivate a Venezia. Sono le friulane.

Certo, certo. Non sanno neanche distinguere, cioè fanno confusione.

Non lo sapevo neanche io, sono sincero. Eh, capisci. Però, no, certo, certo,

però scusa che do del tu perché... No, certo.

Cioè, la gente che le compra è talmente abbagliata dal business della

friulana. che li chiamano venetane sudane e ribadiscono non vogliono sapere

neanche la storia ma non sanno neanche il nome non sanno neanche il nome

diciamo che cos'è la friulana come nasce ma che cos'è la friulana ma certo

ma ci arriviamo sicuramente è ovvio comunque

facevano un matrimonio che adesso se fanno un matrimonio vogliono tutto

Grazie a tutti.

degli alberi di altra gamma, tipo il Gritti, l'Eccezio, e sono

tutte cose, sono tutti agganci che ho preso io, come parlando con

Ivo, allora il direttore del Gritti è venuto a pagare una bolletta da me,

perché avendo la tabaccheria aveva pagato la bolletta,

un ragazzo fuori mi ha accennato e mi ha detto guardi quello è il direttore del

Gritti e io nel mente gli ho detto dottore scusi la posso scusami il

direttore di?

del Gritti dell'hotel dell'hotel di alta gamma e da lì gli ho

detto guardi noi siamo degli umili artigiani friulani che fanno le friulane

e lui mi ha detto guardi Mi prendo un po' in contropiede e sono venuta a

pagare una bolletta, giustamente.

Mi dice, guarda, in albergo io le ho già.

Allora io gli dico, giuro che le ho detto così. Allora gli dico, a Le

Piolane non posso chiederle che vita le serve.

Sono delle artigiane italiane, non faccio nomi.

E io l'ho guardato e gli ho detto, lei è sicuro? Mi è andata a vedere l'azienda,

lei che ha un albergo così di alta gamma, è sicuro di avere un prodotto

italiano?

Da lì si è aperto un mondo, mi ha detto, vabbè facciamo così, vieni con tuo

fratello domani e ne parliamo.

E' andato mio fratello e continua il rapporto, perché non sapeva neanche la

storia dello simulacro.

E l'abbiamo legata a noi, stiamo parlando che ha fatto un ordine di 500,

1000, 1000, 1000, 1000, 1000, 1000.

Signori, la rabbia mia, non so come dirvi, all'interno dei gritti dove si

paga 1500 euro una notte, gli proponeva un prodotto non italiano, gli proponeva

anche del suo albergo, fate attenti, si confondono.

Ecco, l'eccesso è stata la stessa cosa, ho conosciuto la moglie del direttore

che non sapevo, lei mi diceva ma sono comodissima le vostre strane, ma sono

comodissima, poi la vedo, una foto sul Gazzettino di Venezia con suo marito,

lui dice scusa ma tu sei la moglie del direttore, sì, allora anche lei mi ha

invitato all'eccesso e abbiamo preso l'eccesso, ma come faceva mia nonna a mi

renda dire porta a porta.

Chiaro. sempre a porta a porta questa è una cosa bellissima che hai

detto meravigliosa questa è una cosa bellissima che hai detto perché si

torna alle origini e si ritorna

in un mondo come questo email, computer no,

no

se te ci credi in una cosa non devi lasciarla andare come ha fatto tuo padre

sul ponte di Rialto voglio l'eccesso vado all'eccesso non è che mando la mail

le cose no io ci vado punto bravo gli ho detto

fanno altro che dirci di no forse l'abbiamo perso mezza giornata abbiamo

perso allora il direttore del Gritti ti sei complimentato?

Io fratello dicendo, madonna che sorella sveglia che hai, perché io parto da tre

supposti, che non ho niente da perdere. Esatto, sì, sì, assolutamente.

Quando passo per la strada mi dicono, guarda quella scema che mi ha fatto.

Quante cose, quante cose, quante cose ci sono.

Certo. Solo nel, solo, guarda, è come ti ho detto, ma guarda che a Ciro gli ho

mandato l'assunto della prima corsa, qui si è fatto male anche a te.

si si bellissimo poi però ci ho parlato e

anche con lui mi ha fatto Ivo ma è un video commerciale? no

assolutamente qui c'è tutto dietro i valori che ci contraddistinguono nel

mondo a noi italiani la nostra tenacia

Capito? La nostra artigianalità, i nostri valori, quelli veri, puri,

sinceri e semplici. Sì, è bravo, perché una più di lì, quanti con la Valivo mi

hanno detto farai la diretta? Allora, io non vi dico, nella mia semplicità, che

già ero emozionatissima, mi ero preparata 25 mila discorsi, avevo tre

minuti per parlare, avevo preparato 25 mila discorsi. Quando mi sono trovata

davanti alla telecamera...

Ho detto tutt'altra cosa, normale, ho detto tutt'altra cosa. È sempre così.

Alla presentatrice le avevo detto che avevo conosciuto nei giorni precedenti,

le avevo detto, Daniela, io vi dico così così, lei mi ha detto, sì, va bene,

basta che non nomini l'azienda, eccetera, va benissimo.

Quando ho detto tutt'altra cosa, sono andata da lei, mi sono scusata, le ho

detto, guarda Daniela, perdonami, però la telecamera d'avanti, così, presi in

punto chiede, non so cosa mi è riuscita, e lei mi ha detto.

giuro che veramente per quello dico che ho anche fortuna nel commercio perché

lei mi ha detto Antonella tu sei quello che sei sei semplice è inutile

farti dei discorsi artefatti perché poi infine quello che hai detto è andato

benissimo è andato benissimo per cui

esce la mia più semplicità che sono se è il miliardario che si porta il

rappresentante che parla per lui tu sei quella che sei per quello dico c'è anche

il goccio di fortuna a trovare gente semplice che capisce autentica

autentica autentica questa è un'altra cosa importante autentica

va bene allora rimaniamo così Anto Ci mandi... Allora Ciro, te

fai questa scaletta e ce la mandi.

Sì.

Va bene. Prima magari tutto giù una cronologia io di date che forse va

meglio. Va bene, sì, grazie. A collocare un po'. Io mando a te tutto il dovuto e

anche la cronologia se vuoi passargliela poi te, ne parlate assieme dopo se

avete... Sì, parlo un po' alla scuola.

Ivo, dalle i miei contatti e lo mandi a tutti quanti, insomma. Sì, sì, si fa

un gruppo, una cosa. Esatto.

Va bene, perfetto. È stato un grande piacere, grazie.

Non avrei mai creduto a far sta fine qua.

E che fine?

È solo l'inizio di un bel percorso.

è solo l'inizio

grazie

mille

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