All language subtitles for La Guerra Degli Antò (1999)

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Ma inutile che dite, secondo me è QC. Ma che QC? Qui abbiamo problemi grossi come

in una casa.

Il problema nostro è che stiamo in crisi di idee.

La crisi di idee ce l'avrete voi.

Vi è già una destra che è tutta una teoria.

Solo che potete crescere a Amsterdam, Berlino, Londra. No qua, a Montesilvano.

Vediamo un po' se spari meglio dell'amico tuo.

Vedi te, Sonia. Un giorno sei qua, un giorno sei là.

Nessuno che ti controlla.

Tu sei il vento.

Senti, Sonia, visto che ridi, ti andrebbe di ridere su sto patacchio

trepitante? Che?

Sono 27 centimetri. Da muscio.

Permetti? Oh, che stai facendo?

Ecco chi sono gli Antò.

Questo è Antonio di Flauro, detto Antò l'Umalato.

Fa l'infermiere alla casa di cura vittoriale.

E questo è Antonio di Cicco, porta lettere alle poste di Pianella, meglio

conosciuto come Antò l'Uzombi.

Lui è Antonio Possisterno.

zorro giornalista freelance a quotidiano il centro di pescara e questo

è antonio talluto detto antolo purk nato nel lo stesso giorno che l'uomo ha

conquistato la luna vent'anni buttati

Quelli che gli corrono dietro sono i sette fratelli di Sonia la giostraia.

Fermi!

Fermi! Ma che ci vuoi ammazzare per così poco? Non siamo cattivi, siamo bravi

ragazzi! Quello non me ne adora la cultura vostra! Canta delle canzoni

vostre, canta un po'! Falli senti, canta!

Canta!

Si forte l'umore!

Ciao, sballestrera.

Siete proprio quattro teste di quarzo. Più crescete, più diventate peggio. Che

stai a fa'? Piano di studi. Ma sai che tra un paio di giorni pure vengo se a

Bologna? Al Dams.

Tu al Dams?

Ma se tu manco il nome, tu lo sai.

Ballé, ma è vero che le gemelle Cozza e figlie del cementificatore Treves

stasera hanno una bella festa in Villa? È vero sì, ma è pure vero che si sono

raccomandati con tutti di non dirvelo.

Dicono che dovete schiattare, che siete diventati troppo brutta gente.

Tutta gente nuova.

Allora questa è prova.

Guardate che merda di castello che c'ha.

Senti che schifo di canzone che hanno messo.

Compa, conosco io il modo da sopravvivere a una serata talmente

stronza.

Cattolico, muoviti, ragazzi!

Tu vai a cambiare la musica, ci vediamo al tavolo degli alcolici. Ci penso io un

po'. E questo è adesso?

Prego, compratevi e mo basta.

Acquistate l'unica punk zin del triangolo della morte.

Franca Villa, Silvi Marina, Tortoredo Lido.

Leggete l'articolo d'apertura con l'attacco frontale al cementificatore

Travers.

Rifatevi gli occhi e la mente con le riflessioni storiche di Antolo Pulk.

E muove beccate pure i dedi Kennedy's.

Sono arrivati gli Antò.

Madonna, e adesso?

Io chiamo la polizia. Ma no, tranquilli, ci parlo io con quelli. Sono normali se

vogliono. Ma quelli normali? Tu non lo sai le cose che hanno scritto il nostro

padre su quella schifezza di rivista loro?

Specie Lupur, che è uno che andrebbe carcerato?

Più che altro è un porco.

Il periodo che uscivamo insieme diceva certe cose. Il batacchio, il sifone, ti

voglio trapanà.

C'era un lungo 27 centimetri. Come 27?

Da moscio, diceva.

Non è che hai bevuto troppo?

Ma di per caso che non sopporto l'acqua?

Questo sta tutto sudato.

Fatevi respirare. Sentite a me che ho fatto il corso all'ospedale.

A me nessuno mi vuole bene.

Vi ricordate a scuola?

Vi ricordate che mi bocciavano la maturità? Solo a me!

Perché le merte supreme delle gemelle Travis furono promosse o no?

Perché loro sì o no?

Ma che madonna ti senti, Antò? Io me ne voglio andare da sto paese di merda! Me

ne voglio andare!

Questo deve da vomità.

Tiriamolo su.

Pregate che bagne!

Devi da vomità.

Qualcuno li dovrebbe tenere a fronte. E che?

Tu, questo non te l'hanno insegnato al corso.

Il corso era da portantino, mica da sola di carità.

Non voi state a preoccuparvi per me.

Faccio da solo.

Secondo me, vanno avvelenate le gemelle Treves.

E noi ci dobbiamo vendicare.

Sarebbe addianto?

Sarebbe a Dì che ci abbiamo l'occasione di vendicare tutta la questura

cementificata da Papa Treves.

Da qui fino a Ortona a Mare.

Sono mamma e papà! Togliete quelle schifezze di riviste!

Ciao mamma, ciao papà.

Fregate che ci urmette, oh.

Non fate troppo tardi.

Mi raccomando. Ciao.

Buonasera.

Guardate che camera da letto.

Non ci si può credere.

E uno questo gusto estetico gli fanno costribuire le case della gente.

Ma vi rendete conto?

Compa, la dobbiamo profanare.

Mi lascerei perdere.

A te la carriera di praticante in quello schifo di giornale ti sta a rovinà.

Antò, io so per profanare.

Io pure, profaniamo.

Fa veramente schifo questa musica.

Sei troppo buono, tu chiama la musica questa.

Pisciamo su sto stronzo di letto, compà.

Scarichiamoci tutto il sifone.

Facciamogli capire chi sono gli Antò, questi cementatori di cose.

Gazzantomo mi sa piaciuto!

Magia!

Che ci dico?

Franca, tu sei sua sorella, no? Digli qualcosa.

Teo, digli una cosa pure tu, Teo.

No, io no, io a melli che non parlo.

A me l'ingegnere Treves mi voleva far cacciare dall'ufficio vendita l'aupimo

quando ha saputo che ero cognata a questo qui.

Meglio che mi sto a zitta pure io, mamma, perché se no a questo gli devo

fare una faccia da schiaffitanda.

Ancora schiaffi? Non ti sono bastati quelle che mi rifilavi da piccolo, eh?

Andò! Non fa quel sorrisino, se poco poco vengo lì.

Prima ti battezzo e poi ti ricresco.

Figlio disgraziato, è fortuna che l'ingegnere Trevz non farà la denuncia.

Lui dice che non farà la denuncia, però noi... A me quando dici questo noi, mi

fa diventare matto. Ma noi chi?

Chi siete voi? Chi vi credete di essere voi?

Noi, da fonti segrete, abbiamo saputo che ci renderà la vita un inferno.

Beh, vi saluto quest'anno per Deltrano per Bologna. Per Bologna.

Statevi bene.

Ma che è quella faccia?

Io vado a studiare e non a giocare.

E chi ti crede? Con quei capelli lì non ti crede nessuno.

Tu ti vuoi sbandare. Tu a Bologna ti vuoi sbandare peggio di come ti sei

sbandato. I tuoi genitori sono troppo buoni con te, Andò.

Perché non ti hanno spezzato le ossa da ragazzino. Se rimandi questo viaggio

inutile a Bologna e vieni a lavorare con me in cantieri, vedi come cammo.

No, grazie, Sergio.

Io con i cantieri mi ci prendo poco.

Eulo, dì qualcosa a tu per piacere, va. Che gli devo dire?

Tu non sei nato per studiare, Andò.

Tu sei nato lavoratore, tu sei una roccia degli Abruzzi, resta! Che soste

creste, che ciazzecche coi campi, uno che di cognome fa dalluto!

Punk, no camp!

In galera ci vogliono mandare per una semplice pisciata, capito? Ho capito, ho

capito. Ma è arrivata quella notizia di quello che abbiamo fatto a Villa Trevis?

Antò, ti sei fatto un'idea sbagliata di Bologna. Noi studenti qua siamo il

popolo dell'abisso. Anche se senza di noi il reddito di questo posto cadrebbe

ai livelli di Reggio Calabria.

Vieni.

Ti affido in buone mani, qui c'è uno che ti ha procurato un posto letto. Ci

accompagna lui, si chiama Fabio Di Vasto.

Quanta volte su Abruzzese mica sordo?

Fabio, io devo scappare, ti affido un amico mio di Montesilvano. Ah, il

cubarone Panti.

Sali, fratello, sali. Terzo piano, interno 12.

Ciao, così.

Quella ci stava, eh?

Ci stava sì.

Ma è inutile che fai l'incazzata.

No, è utile sì invece.

E non è la prima volta.

Eh, non è la prima volta, però ce l'hai sempre cucita.

Stavo a combinare con quella e lui si mette in mezzo.

Vuoi stare a combinare?

Quella li stava pigliando solo per il culo. Era pure una cessa.

Era buona, non una cessa.

E Cesaretto ci stava a combinare. Tu non l'hai fatto convidare perché sei

invidioso.

Secondo te se non combini tu non devi combinare nessuno.

Vaffanculo, va. Hai permesso?

Un momento, compagno. Posa lo zaino, accomodati. Che porti dal paese?

Un po' di roba da mangiare.

Guarda se vuoi guardare.

Comunque quella ci stava, eh? Ci stava sì.

Ricominciate, ma quale ci stava?

Ma vaffanculo.

Ma vaffanculo tu.

Guardate, i parrozzi.

La centerba. Le salsicce.

Possiamo, non va?

Quello che è mio è vostro.

Fabio!

Fabio!

Queste già qua stanno, non è possibile.

Se c'avete movimento, io vi faccio un giro. Non voglio disturbare. No, no,

tranquillo. Quale movimento?

Sono Lanzarina e Laura May, sono amiche nostre.

Il movimento c'è già stato e è pure finito. Mo le faccio salire, le

presento, socializzi.

Oh, ti raccomando l'ora a me, eh. E un vino non aspira tutto.

Se aspira da me, Mimmo, Fabio, Gianni di Pesco Costanzo, Michele di Pratola,

Vinuccio d'Avezano, e pure Cesidio il Marsicano.

Allora, se mi dite che mi posso assaltare questa l'ora a me, io mi

assalto, eh.

Papà! Ciao, salite, salite, dai.

Ciao, Piero.

Oh, seppure Piero è un po'.

E le riviste porno lasciate solo il Manifesto della Repubblica. Una volta ci

fanno botarle come due cocotte.

Ma chi è questo Piero Broccoli che vi fa tanto paura? Piero Broccoli detto L

'Agnuranza. Grande leader studentesco.

Sette anni fuori corso.

Arrestato quattro volte per resistenza pubblico ufficiale. Un cervello politico

di primo ordine. Oh, femmina a cucina, eh? L'amica vostra si è aspirata pure

lui. E come no?

Meno di due settimane fa.

Stavo combinando con quella, come te lo dovevo dire?

Ma quale stavi combinando? È soltanto una pia illusione.

Potevo, in Granada ci stava.

L'ho fatto per te, l'ho salvato dal baratro.

Vaffanculo, va.

Vaffanculo tu.

Vaffanculo tutte e due, ma mi avete rotto.

Non è male questo vino.

Da dove viene?

È del compare punk che è arrivato oggi.

I punk non hanno futuro.

Sapete perché?

Perché il rifiuto per il rifiuto dà il rifiuto al quadrato.

Dio, Piero, come le pensi certe cose? Come ti vengono?

Basta ragionare.

Oggi il problema è quello dei beni primari.

Altro che punk e punk.

Abbiamo un bene primario in via di esaurimento, che è l'acqua potabile. La

prossima guerra scoppierà per via dell'acqua potabile.

Mamma mia!

Tu che dici?

Nel banco di Montesilvano veramente abbiamo fatto un'analisi un po' diversa.

La nostra analisi dice che la prossima guerra che scoprirà, scoprirà per il

petrolio.

È un'analisi vecchia, superata.

I dati che abbiamo come comitato di ricerca studentesco dicono l'acqua

potabile. Lo devi compadì, Antonio è appena arrivato, è un po' ingenuo

politicamente parlando.

È buono questo salame.

Lo fate al paese?

Lo fa mia madre, in casa.

Ah, e mentre la mamma fa il salame tu sei venuto qua a studiare.

Bravo. E cosa studi?

Popular music.

Anche la popular music è finita.

L'unico che oggi come oggi mi può ancora interessare è Hans Eisler.

Conosci?

Quanto basta.

Ecco ragazzi, vi pregherei di riflettere sull'irruzione del logos.

Qui ci viene detto in parole povere che il presentarsi alla coscienza umana dell

'idea di un compito infinito della ragione non si produce soltanto

attraverso una serie di rivoluzioni.

Le rivoluzioni sono allo stesso tempo conversioni a sé o, per spiegarci

meglio, lacerazioni di una finitezza precedente che mettono a nudo una

potenza di infinità nascosta e che restituiscono la tua voce.

Alla dinamis del silenzio.

No, hai messo in galline, ce la faccio chiudere. Questo è quello che vi volevo

dire.

Eh Laura, io c'ho il rifiuto di tutti, dello studio, del lavoro, del militare,

del matrimonio, sono per l'alternativa bohemiene, non so se tu... No, io no.

Veramente, questo mi stupisce, ti faccio molto più libera, molto più sciolta. Sì,

sono libera, però non come dici tu. Vabbè, mica è obbligatorio pensare in

grande, ci possiamo fare un po' di sesso libero. Tu hai detto no, lo capite l

'italiano voi di Pescara? No, N-O.

Oh, si può sapere perché con tutti si è come noi.

Che c'è successo? Sant'Asta è sparito?

I corsi cominciano alle 9 e ti presenti tutti i giorni alle 3. Ti devi dare una

disciplina.

Se continui così non danno esame nemmeno in 30 anni.

Senti un po', ce l'hai fatta col bidone aspiratutto Laura May?

Ma con chi ti credi di parlare? Pure fosse?

Ti pare che me lo metta in giro a tutti?

Allora cos'è questa faccia da morte?

Sballè, io mi sforzo di capire le lezioni che fanno qua. Ma che ne so che

significa le lacerazioni di una finitezza precedente che mettono a nudo

una potenza di infinità nascosta.

Ma che so, cretino.

Devo fare il classico e non il tecnico.

Cumpa, non sto mica contento qua a Bologna.

Mi credevo di restare travolto al troppo a vivere e invece sta città già mi è

calata di 20.000 punti.

Ormai è passato più di un mese.

E che è cambiato nella mia vita di punk?

Niente.

Anzi, quasi quasi mi pare che stavo meglio là, dove adesso state voi, in

quel disumano vuoto pescarese, che qua dove mo sto io.

Anche la sistemazione qua è particolarmente rimediata.

Sono in una stanza di 8 metri quadri, tipo carcere di massima sicurezza, che

affaccia su un cantiere dove faticano una manica di sconsiderati, dall'alba al

tramonto.

comandati da un capomastro molto stronzo.

Tanto valeva che restava qua.

Ma perché? Qua stiamo bene.

Io mi ammazzerei piuttosto che girare per le campagne di pianello a Porta la

Posta.

Diamoci una svegliata, va.

Facciamo sto volantinaggio contro l'esercito.

Calma con i militari.

Qua tirano a brutt'aria, stai a seguire la crisi del Golfo.

Questi sono capaci di dichiarare la guerra, è meglio che per un po' ce ne

stiamo acquattati.

Antonio, non è che niente e niente ci sta avvenendo al sistema.

È solo una ritirata tattica, compà. Mia zia è in trattativa con il Ministero

della Difesa per farmi scancellare per sempre dalle liste di Leo.

Se è una ritirata tattica, te capisco. Io ci sento puzzato opportunismo.

Ma quale opportunismo?

Qua ci vogliamo scancellare a Montesilvano. E che resta a Montesilvano

se ci scancellano a noi?

Comunque, compà, io non mi arrendo.

Tutte le mattine mi prendo un libro da rimorchio e mi vado a postare alla

biblioteca dei lettere, ripetendomi tra me e me.

Con un libro del genere appresso, ogni femmina cadrà in mio possesso.

Frega te che cule!

Dio che voce!

Come hai detto scusa? Io? No, niente, ripetevo a mezza voce.

Ballo di famiglia? Più che un libro, un evento?

Sì, direi.

Lo conosci?

Ovvio. Non lo trovi di un recchionismo un po' preoccupante?

Sì.

Però è quello il bello.

Tu sei una sentessa di?

Lingue.

Ho capito subito.

Voi ragazze di lingue avete quest'area così spigliata. Magari è perché

acquisite prima delle altre una mentalità europea, non provinciale.

Sì, è così.

E tu che studi?

Filosofia. Soprattutto il problema della finitezza che mette a nudo una potenza

di infinità nascosta.

Non so se mi puoi seguire.

Facciamo silenzio, per favore.

Ora se vuoi continuare mi faccio il passo della canna.

Che hai detto?

Che se continui me li inculo a pallettoni.

Abbiamo fatto l'amore quel pomeriggio stesso.

Lei è stata una furia. E io sono pazzo di lei.

La merò sempre.

Sempre.

Mi sono fatta la pociuta furia.

Me la sono fatta a casa di lei.

Capito? Appena entrati lei si è subito sbarazzata e reggisene.

con gesti sapienti e prostituti.

L'ho incinata e le ho dato subito una mezza dozzina di colpi.

Siamo diventati un involto umano, un mulinello di lingue e mani ingorde di

sesso.

Resta, non te la do, resta, resta! E chi se ne va?

Dimmi le cose, dimmi, dimmi!

Sei in furia tu, la faccio da furia!

Scusa, io vorrei parlare del nostro modo di fare l'amore, Antonio.

Secondo me noi non espandiamo abbastanza la nostra sensualità.

Espandiamo, espandiamo.

Eh no, scusa, io ho capito che a te piace farlo sotto la doccia, però così

guarda che si perdono tutte le fragranze.

Fragranze? Eh certo!

Scusa, non hai mai sentito parlare del decalogo di Sun Tzu Mo?

Il più grande medico samurai dell'antica Cina. Non ti dispiace se ne parliamo

dopo? Eh no, aspetta, aspetta, tu sei troppo precipitoso.

Sarà una cosa diventare vicina intermanata. Aspetta, noi dobbiamo

massaggiarci più a lungo, sai? Buono, Antò, buono.

Buono perché? Io manco di tocco, stai a far tutto tu.

Io penso al sesso come un motore naturale.

Anzi, parlando, guarda, mi annoia. Che c'entra un minimo ci vuole. Però scusa,

tu che credi che l'amicizia tra un uomo e una donna nasca soltanto grazie all

'attrazione sessuale? Sì.

Davvero? Sì, sì,

sì.

Antonio, ma che fai? Ecco, vedi che sei troppo precipitoso.

Sì, lo vedo.

E' inutile che guardi, attento, quella non ci sta. Perché non ci sta? Ma chi te

l'ha detto?

Ma vedi qui, ma non lo so io che non posso guardare così.

Sì, ma tu ci provi, ci provi, poi non mi so chi parli.

Ma non ti dico io, poi tra l'altro quella mai mi sta a guardare.

Chi te l'ha detto?

Chi te l'ha detto?

Ciao!

Ciao ragazzi!

Ma tu sei sicuro che con quella... Che ti dico, bugia?

Madonna santa, che fortuna che c'ha avuto, con quelle bocce.

Pure l'ignoranza sta a perdere la testa.

Sono parole antiche, ma sono ancora un punto di riferimento indispensabile.

Secondo te di che parlano?

Boh, prima parlavano di un certo Sun Tzu Mo, un samura cinese.

Sun Tzu Mo?

Eh, incredibile quello, sa tutto di tutto.

Bisognerebbe sempre rilassarsi, massaggiarsi molto, concentrarsi.

Sciogliere la tensione, lasciar fluire l'energia, accarezzarsi

fino all'estasi.

Il Barzacabria.

Il Barzacabria.

Madonna, come mi manca il Barzacabria. Il 124 Coupe.

Dove state, compà?

Dove state, Antò?

Filippo, vieni a vedere.

Che state a guardare?

State bene a casa vostra.

State bene con vostra mamma.

Anzi, statevi con vostra nonna. Le nonne sono meglio delle mamme.

Le nonne vi capiscono di più.

Nonna! Nonna!

Nonna. Che c'è, anima santa? Che ti hanno fatto?

Perché piangi?

Le pistole, nonna.

Voglio vedere le pistole.

Vuoi le pistole? Ve le compro io, le pistole.

Ma allora intanto e poi, dovrebbe essere oggi, mi scusi, adesso va bene.

Nonno, nonno, nonno, nonno, nonno, nonno, nonno, nonno, nonno, nonno,

nonno, nonno, nonno, nonno, nonno.

Per favore, non fare mai la stessa roba di nonna sua.

Non è

vero

signora, noi stavamo stendendo un disco.

Un disco, caro Teo. Mi dispiace, ma io in casa mia non ce l'ho un giradischi.

Sozzoni.

Te l'avevo detto io che su da nonna non si poteva fa'. Bella figura che ci siamo

rimediati. Tu non mi stai mai a sentì'. Ma che se lo potevi immaginare che quel

piccolo serpente... Ma che diventerà da grande?

Un punk.

Un inculato di punk.

Ecco che so' diventato da grande.

Capito come mi hanno trattato a me?

Dentro non si parla con gli estranei. Non date confidenza ai drogati.

Signora! Signora, un momento!

Stavo raccontando un fatto educativo della mia infanzia.

Signora, del cazzo!

Stavo raccontando che per forza una povera ragazza è stabile, difficile, per

forza!

Con la prostituta del niente, stavo così bene insieme.

Specie sotto la dolce.

Dice che perdiamo le fragranze.

Ma che ce ne frega delle fragranze?

Ti vedo messo male, non so.

Ho saputo che con quella hai rotto.

Che c'è?

Io so solo. E voi non me potete capire.

Nessuno.

Nemmeno io?

Nemmeno.

Io me ne devo andare da sto paese. Mi devo trasferire a Berlino, a Amsterdam.

Quelle sono le patrie mie.

Come fai senza una lira?

Sballè.

Io oltre che punk di razza, so pure una roccia degli Abruzzi.

Se decido di trovare la grana per il viaggio, la trovo.

Se il motore ce la fai.

Tranquillo boss, sto caricato a mille.

Già mi vedo in mezzo al mare di Molino a vento. E ti vedi?

Niente, pensieri miei.

Ho detto una settimana e crolla.

O ci fosse una volta che Antonio viene puntuale ad un appuntamento e stamattina

cominciano pure le lezioni di Umberto Eco.

Ma quello secondo me pensa che un barteco ha scritto il pozzo del pendolo,

senti a me. No, quello in questo stesso momento si sta consumando gli occhi su

qualche rivista porno con la scusa che si deve tenere informato sulle

controculture hard.

E non sono menomato, sono pure diplomato, e la faccia nera l'ho dipinta

per essere notato.

Masaniello è cresciuto, ehi, Masaniello è tornato, ma il suo padre... Ehi, la

vuoi finire con queste canzoni?

Non devi cantare, devi lavorare, va bene?

Testa di cazzo!

Siamo ridicolati tu, tua moglie e pure tua suocera.

Andateci senza fare la carrucola, veniteci!

Chiamatelo capomasso!

Non serve, ci penso io, ora vengo su!

Ehi Anto guarda che non è facile!

Tu ancora non mi hai inquadrato a me eh!

Io sono la roccia cumpà! Lascia mettere un piede di qua, un di là!

Vai bene Anto!

Vado a comandare la spada, vai già!

Sento abbastanza bene, solo le gambe non le sento. Non mi sono fatto niente, no?

Niente, niente, tranquillo.

Penso se la devi ingessare.

Ma non mi dite che mi dovete imbalzare per settimane, io devo partire.

Buono, buono, buono.

Non sono grave, no?

Ora ti rimettiamo a posto.

La gamba è un disastro, vediamo subito.

Grazie a Padre Eterno, Lucurc.

Dopo un incidente talmente grave, sei ancora vivo.

Pregheremo per te. Non te lo meriti, ma pregheremo.

Via, via, consigliette attrici! Mi avete fatto cadere voi! Mi avete rovinato voi!

C'è stato un complotto vostro e di vostro padre!

Zitto! Ci sono i tuoi genitori di sotto.

Devi farti forza.

Ancora non lo sanno che sei Cionco.

Ma che state dicendo?

Con l'ausilio del dispositivo riuscirai ad usare la gamba come se fosse sana.

Ma quale dispositivo? La protesi.

Ecco sì, non te lo volevamo dire, ma visto che ormai te l'abbiamo detto, una

bella protesi. La vuoi vedere?

Dobbiamo ringraziare il Dio che ti ha fatto capitare l'incidente qua a

Bologna. Qui i medici sono persone uniche.

Se ti scrivi a Montesilvano, bello di mamma, non ti rialzavi mai più.

Mi hanno messo un pezzo di ferro al posto dell'osso, lo sapete?

E come non lo sappiamo? Lo sappiamo sì.

Però quel metallo lì tra un po' farà tutt'uno con il corpo e tu potrai

camminare. Lo devi ringraziare quel metallo lì.

Sì, ma mi metto a ringraziare pure il metallo.

Non c'è nient'altro da fare.

Lo ringrazia pure Sant'Orso, la protettrice dei giochi.

Anton, non dì così, che me se spezza l'uore.

A me nessuno mi vuole bene, mo che non ci sto più, nonna.

Tutto a Montesilvano ti vuole bene, Anton.

Torna a casa.

A Montesilvano ti aspettano tutti a braccia aperte.

Hai capito che bellezza?

grazie a

tutti

Anto, non lo sai la stampella di Stabell?

Non puoi capire come sei stato fortunato.

Io ho visto certi disgrazi all'ospedale.

Tutti quelli che si schiantano in motorino.

Fatemi una promessa invece di cazzate.

Mia madre mi ha detto che ci sarà tutta Montesilvano quando torno.

Solo all'idea mi sono venuti i brividi.

Mi dovete aiutare.

Tutto quello che vuoi, Anto.

Lo scompartimento è qua.

Anto, questo è il biglietto per Amsterdam.

Mi raccomando, Anto, facci sapere. Sei sicuro di quello che fai?

Sì, voglio andare fino in fondo.

C'ho da vivere la vita mia.

Pia, aiutatemi a salire.

Voi scrivetemi che io vi scrivo, eh.

Antò, ti ammiro proprio.

C'hai coraggio tu.

Ho il coraggio della disperazione.

Io c'ho una paura che alleva.

Lo burgo sì che è tosto.

Sì, però pure noi mica siamo mosci.

C'ho coraggio, andiamo.

Però c'ho coraggio pure di restare a Montesilvano.

Grazie.

Ciao, da dove vieni?

Non capisco.

Italiano. Italiano. Italia.

Quale città?

Città. Montesilvano. Pescara.

Piaggia, mare, turisti, tanti olandesi.

Grazie.

Grazie

Sì, ci hanno confermato dall'Arabia Saudita che la guerra è iniziata.

Questo secondo attacco è molto più forte, molto più violento di quello

precedente.

Il fuoco antiaereo ha rallentato di nuovo.

Noi ci troviamo nella parte centrale della città, il fuoco è a circa 3

miglia, lo sentiamo bene.

L'avranno detto che sarebbe cominciato tutto dal Kuwait.

Guarda che quelli stanno ammazzando il petrolio, non per l'acqua potabile.

Lupur, la bigomio vanca aveva ragione, ha preso una cantonata di proporzioni

storiche e ignoranza.

Buonasera, adesso guardo il TG1.

Ma no, cercavo il TG3.

Buongiorno, siamo del TG3. Lei è l'ingegner Treves, siete i risultati,

gli unici due abruzzesi iscritti all'organizzazione segreta Gladio. Che

consegne avevate?

E' vero che vi dovete tenere pronti e in caso di attacco russo-yugoslavo

allertare la stazione dei carabinieri?

Ma questa gladio che era nata negli anni 50 che senso aveva ultimamente?

E' vero che lei l'ingegner Treves sapevate che qui i russi a Montesilvano

avessero una sorta di quinta colonna?

Hai capito che roba grossa è?

La guerra.

La scoperta che tuo zio è un gladiatore.

E tua madre.

Che soprattutto si dispera.

Io l'ho sempre pensato che tuo fratello Eolo è un infermo mentale. A 50 anni

passa ancora a giocare a fare la gente segreto.

Eh mamma, ma siete ingiuste però eh.

Zio Eolo era nella legge.

Sti gladiatori erano al servizio del governo.

Lo sapeva pure il presidente Cossiga. Che anzi era il primo gladiatore d

'Italia.

Questi volevano salvare la patria. Mio fratello salvava la patria.

Sto svegliando la costa con l'ingegnere Treves, ma Giovina c'ha proprio ragione.

Quello ci sta facendo prendere per il culo da tutta Montesilvano.

Da quando si è saputa sta storia io mi vergogno pure usci di casa.

Sto convinta che alla coppia mi fanno pagare la roba più cara. C'ho sta

sensazione precisa.

È per colpa di Eolo che Antonio non dà più notizie di sé e non arriva più a

casa da un mese. Io so sua madre, lo conosco. Quello si è vergogna da venutio

così. Ma io voglio che figli e morevei devere venire perché se...

Beh, io mo finisco di mangiare e poi vado ai carabinieri. No, ai carabinieri

no! Devi da passare sullo cadavere mio prima di andare a sborcare il nome di

mio figlio davanti allo maresciallo dei carabinieri.

Mamma c'ha ragione. Che può fare ai carabinieri?

Niente, invece la televisione può fare tutto.

Che c'entra in una televisione?

Ho scritto a Donatella Raffai.

Donatella Raffai? Quella di chi l'ha visto?

Buonasera.

Buongiorno. Buongiorno.

Buongiorno a voi.

Sì, sì, sì. Sì, sì, sì.

Sì, sì, sì.

Sì, sì, sì.

Sì, sì, sì. Sì, sì, sì. Sì, sì, sì. Sì, sì, sì.

Sì, sì, sì.

Antò, m'hai scritto una sola volta e poi non ho saputo più niente.

È la sesta lettera che ti mando all'ostello Nora.

Cerca di risalire la china se l'hai discesa e sei diventato un uomo da

marciapiede. Non diventare più bestia di come sei sempre stato dalla nascita.

Mi spostano anche più cure, ecco.

L'avevamo detto e scritto che la terza guerra mondiale scoppiava per il

petrolio. Te lo ricordi, Anto?

E come no? L'unica cosa che non aveva previsto è il pacifismo di sto papa

polacco che ogni giorno che passa diventa sempre più punk.

Non me lo avevo trovato.

A cosa poteva? Guarda che casino sta a combinare i babà a Bagdad.

Saddam Hussein sarà pure di babà, ma gli americani sono 40 ladroni. Gliene frega

assai del popolo del Kuwait.

Quelli vogliono combinare con l'oro nero e basta.

Compa, il casino l'hanno combinato a me. Devo raggiungere dopodomani entro la

mezzanotte l'incrociatore Lenora Duse nel golfo di Taranto.

L'incrociatore Lenora Duse? Ma per fa che?

La guerra, compa.

Questa è la cartolina del ministero.

Ma perché proprio tu?

Perché mi sono esposto troppo. Chi è che scrive a tutti gli editoriali di Mo

'Basta? Chi scrive tutti i giorni sul centro di Pescara articoli pacifisti?

Ce l'hanno con me, me danno la gaccia. E il cementatore trevesse in testa a

tutti. Mo' m'hanno preso, devo partire per forza.

Anche se preferivo non partì.

Ti capisco, Antò. Ma questa purtroppo è la guerra del petroleo. E lo petroleo è

il nostro e quelli ce l'hanno da ricaccià.

Ma che sti dì? Ma che stai diventato, filo americano?

Io non so, filo americano. Ma come la faccio funzionare l'automobile se sta da

musè se frega lo petroleo mio?

Ma come si fa a fregare il petroleo tuo se è già suo?

Non è suo, quello è il mio dittatore.

E io mi vado a far mazzà per far camminare la macchina di sto portantino

di merda. Sto portantino e me ne vanto.

Faccio un lavoro utile io, non scrivo le cazzate che scrivi tu.

Lascio perdere, guarda, ormai parli come la Gia. La Gia? Che Gia?

Questa è una questione di democrazia, questa è una questione di etica. L

'etica! Prima fai tanto il rivoluzionario e ti fai crescere i

capelli celeste metalizzato, poi all'improvviso ti presenti tutto

integrato e mi parli l'etica.

Se lo petrolio è tuo va traripigliato da lui il dittatore.

Calma, andiamo.

A me viene a parlare l'americano.

Daschiuma Wester che ci assedia a tutte le parti.

Per derubarceli in coscio nostro e farci mandare giù le guerre stellari loro.

Ci vogliono alleati, allora facciamo così.

Noi andiamo così che Margaret Thatcher, il cancelliere Gore, e loro ci danno

Stanley Kubrick, Steven Spielberg e John Lewis.

Più una saccoccia di miliardi in contanti e mo basta, cazzo!

Vabbè, ma non falli sterico solo perché non ti frega niente la macchina mia.

Mettiamoci a pensare. Cerchiamo una soluzione. Possibile mo che non troviamo

una soluzione.

Insomma, mandano i giovani dietro al fronte.

Così dice quest'amico mio.

La situazione sta precipitando.

Noi maschi siamo tutti in pericolo.

Quest'amico mio sta venendo qua a Bologna.

Gli ho detto che me l'avresti sistemato tu, Fabiè.

Lui c'ha bisogno di un'altra identità.

E poi?

Poi c'ha bisogno di risparmiare clandestinamente.

È giusto.

Contro l'illegalità della guerra non c'è altro che la pratica dell'illegalità di

massa, sballè.

sono l'amico della sballestrera, monta sei palestinese?

no, sono di vasto, sta in mani sicure sta lì

Sto fiero che ti senti. Stoppa il panico, cumpà. Hai fatto la scelta

giusta.

Le ultime notizie sono terribili, altro che bombardamenti chirurgici. Li stanno

a fa' pezzi i ragainisti, i bastardi e l'aviazione americana.

Per fabbricarti i documenti c'ho bisogno delle fototessere. Che pseudonimo ti

andrebbe? Non lo so. È urgente? Ci posso pensà? No, non ci puoi pensà. Non c'è

tempo. Io c'ho già pronti Riccardo Gronchitelli e Loris Parapani. Quale ti

piace? Non si vorrebbe fare Loris Gronchitelli.

Attento che faccio strike.

Questo è un amico mio di Montesilvano. Ciao.

Ciao.

Ciao.

Ciao. Ciao. Ciao.

Ciao.

Io sono Laura May.

Piacere. L'Orisi Gronkitelli.

Che nome simpatico.

Ciao, eh?

Non è che tante volte...

Hai portato un po' di quei salami che fanno le vostre mamme in casa, Lu?

Mia madre si chiama Gronchitelli.

Non è più Benomi e il Teramano.

Non fa salami.

Ah no, eh?

No.

Senti tutti, adesso arriva Manisco e ci dice come stanno veramente le cose.

Buonasera dal TG3. La guerra, questi gli avvenimenti più importanti di oggi,

continuano i bombardamenti aerei sulle città irachene e sui territori del

Kuwait occupati da Saddam Hussein.

Ed ecco in dettaglio le notizie dai due fronti di guerra.

Una missione ogni 15 minuti, una pioggia di bombe che si abbatte su obiettivi

militari, ma anche su città e paesi. La città di Bassora, nel sud dell'Iraq, è

sottoposta da giorni al martellamento delle forze aeree alleate. Ma il raggio

di azione si allarga di ora in ora.

Da Bassora le incursioni si spingono fino alla regione di Zorbatia, ai

confini con l'Iran.

I centri abitati della zona vengono regolarmente bombardati a ondate

successive e a intervalli di pochi minuti.

Pesanti bombardamenti anche sul Kurdistan iracheno.

Sei freddo?

Ce l'hai un posto dove dormire?

Non lo so.

Se vuoi puoi stare da me.

Gli altri obiettivi su cui si concentra il fuoco sono situati alla frontiera

tra... In effetti ciò non deve malessere.

Forse te lo posso dire.

Ho bisogno di parlare.

Dimmi.

Lo riscronchitore è uno pseudonimo.

Mi chiamo Antonio Possisdar.

Che nome importante.

Uno dei migliori alteramani.

Sono tre notti che non dormo.

Sono abbraccato alla polizia militare.

Mi vogliono mandare nel golf.

Ma io non voglio collaborare all'Arabia nel petrolio.

Non voglio essere complice del genocidio dei fratelli arabi.

Vedrai che stanotte dormi.

Dici?

Sì.

Grazie. Molto gentile.

Il generale ha negato che siano state lanciate offensive aeree contro le due

città. Ha poi aggiunto che a tutt'oggi sono state lanciate 20.000 missioni

aeree contro l'Iraq, 11.000 di bombardamento.

Amore geloso.

Che c'era non va?

Non lo so.

Io quasi quasi resterei qua.

Ma fa che? Vuoi finire in galera?

Ti avevi scordato questo a casa di Laura May. Ma dove ce l'ha la testa?

Il biglietto l'ha fatto già. Il treno parte da 35 minuti.

Forza!

La freddo qui.

Figuriamoci là.

Ancora? Ancora? Ancora? Ancora? Ancora?

Mamma mia questo.

Non si può fare questo mare modo di cliccare e cliccare tutti i santi

giorni. È stata sprocedata.

Grazie.

Madonna di Monteggiovello che esperienza!

Fregati!

Ed eccoci ai due casi principali della serata. Il ragazzo che avete visto nella

foto è un giovane punk di Montesilvano Marina.

Si chiama Antonio Talluto, detto Anto Lupurc. È scomparso da casa ormai da

cinque settimane, ma la cosa in queste ultime ore si è particolarmente

complicata, perché anche un amico intimo di Talluto è scomparso misteriosamente

da casa e non dà più notizie di sé da alcuni giorni. Pizza!

Oh! Il volume, alza il volume!

Questo ragazzo si chiama Antonio Postis D'Arno. Non si chiama Loris

Grunchitelli? Stati zitto, ogni ora fammi capire quello che sta succedendo.

Di questa scomparsa sappiamo poco. Si dice che il ragazzo abbia ricevuto tre

giorni fa una notizia sconvolgente, una cartolina di leva che gli imponeva di

raggiungere... e di imbarcarsi su una nave da guerra, l'Elenora Duse, in

partenza per il Mar Rosso. Quasi mette male per tutti. Naturalmente ci colpisce

che due giovani dello stesso paese, dello stesso gruppo, della stessa

controcultura abbiano deciso così di far perdere le loro tracce. E per cercare di

capire qualcosa di più ci siamo collegati con alcuni loro amici e

familiari e con la nostra sede Rai in Abruzzo.

Buonasera!

Buonasera. Purtroppo so che da voi le condizioni meteorologiche sono pessime,

c'è mezzo abruzzo sotto la tormenta ed è per questa ragione che mancano due

intimi amici dei ragazzi scomparsi e la sorella e il cognato di Antonio Talluto.

Ma saranno qui a minuti, noi intanto cominciamo.

Che ti avevo detto? Che dovevamo uscire prima e fare l'altra strada? Di qua non

si passa!

Tu l'hai fatta apposta.

Fatta apposta.

Scusa, ma perché non dici invece che ogni volta che capita qualche erroneo ci

sta sempre di mezzo tuo fratello? Non parlare male di Antonio!

Tu l'hai sempre odiato quel povero fratello mio. Da quella volta quando

eravamo ancora fidanzati ci sorprese che mi stiva a fa' quello che mi stiva a

fa'. Vabbè, che ti stava a fa'? Ti stava a baciare la schiena? Eh, chiama la

schiena. Tuo fratello è sempre stato inaffidabile. Sempre più affidabile!

Aspetta, ma che ti sei impazzito? Io volevo solo dire che se ero io il padre

di un figlio così... E proprio tu parli! Tu che non sei stato padre manco a farlo

un figlio!

Se avrei mai creduto che te la pigliavi così!

Franca, scusa!

Aspetta, ma ora che fai?

Dove te la vuoi andare? Oh!

Ma perché, Franca?

Franca!

Franca!

Aspetta!

Le cartoline nostre sono arrivate stamattina, pure noi dobbiamo imbarcarci

sull'incrociatore Eleonora Duse.

Ma il generale Grassi, che ha ricoverato il reparto mio, dice che l'incrociatore

Eleonora Duse non esiste.

De Vare mi ha detto che noi militari mettiamo all'incrociatore il nome di una

femmina. Esatto, pure tu ci sei arrivato. Ho controllato, ci hanno preso

per il culo. Le cartoline non sono state imbucate a Roma, ma a Montesilvano,

sulla strada provinciale a chilometro 30.

C'è il figlio Treves e dietro l'incrociatore Eleonora Duse ci sono

quelle due merda di ciovelle cozze. C'è il papà Treves, c'è la Gladio.

Antò, lo faremo appena dalla RAI. Non è che ci siamo aggacciati proprio un po'

con lo nemico De Grazze?

Chi è?

Entra.

Aperta la porta, per favore.

Anto, ma sei proprio tu?

E chi se l'ha aspettato?

Ma che bella cosa.

Anto, frate, fatte vedere.

Come stai?

Cammini bene, bravo.

Via dentro, vieni, accomodi, togli questo zaino.

Sono sconvolto, Anto, 42 ore di treno.

Che ne so, mi avranno preso i biglietti in accelerato.

Mancava poco e si ferma la scurgola marzicana.

Sono contento che stai qua.

Almeno siamo un po' insieme.

E siamo insieme sì.

Insieme questo può parlare, questo può ragionare la lingua nostra.

Perché la vita qua è dura, non so.

A proposito, hai mangiato?

Vuoi qualcosa?

Qualcosa che ce l'hai. E come no, dobbiamo festeggiare con una bella

spaghettata. Non me la facevo, ho paura di mettermi a piangere per la nostalgia.

E come me ti sei deciso a venire qua?

Sono disertore, Antò.

Sono rifugiato polizia.

Mi cerca tutta la polizia militare d'Italia.

Ma che vuoi stare?

Questo ti dico. Devi raccontare tutto, Antò. Dimmi, dimmi.

Tutto quanto, Antò. Tutto quello che sta succedendo.

Mi mancano tanto queste cose qua. Tu non puoi capire.

Posso capire, posso capire.

Quando ti mancano gli affetti ti manca tutto.

Senza di loro uno si sente l'anima nera.

Non era fredda come questa notte nordica e boreale.

Anto, ma che non ti senti bene?

Perché mi dici così?

Stai a parlare come un bacio perugino.

Guardiamo un po'. Ma non è che ti sei innamorato?

Pensateci.

Coraggio, Franca, vedrai che tra un po'... Non mi dì niente, non mi parla!

No, io volevo dire, guarda, tra un po' dovremmo arrivare a Penne, deve essere

da quella parte. Da quella parte, cessa che ti sei perso, ecco che ti stai da

quella parte!

Oddio, oddio, mi gira tutto, oddio, mi sento che mi stupo. No, no, no, non fare

così, Franca!

Basta, basta, non ce la faccio più, voglio morire! Non fare così che mi

spaventi, Franca!

Lasciami, non c'ho più forze!

Io a quest'ora dovevo essere in televisione!

Dovevo essere la portavoce di tutta la famiglia mia!

E me! La famiglia tua sono io, Franca! No!

Tu dove sei niente a me!

Voglio morire stiderata, lasciami!

Ma no, ma io non ti lascio! Non ti lascio, non può finire così, Franco!

Franco!

Franco, non gettare la spugna, Franca!

Franca, ci tocco a io, resisti!

Franca! Franca, non gettare la spugna!

Franca!

Io vedo la signora Giovina Talluto, che è la mamma di Antonio, la mamma

addolorata di Antonio.

Signora, si vuole rivolgere direttamente a suo figlio? Potrebbe essere da qualche

parte, potrebbe ascoltarla?

Ma sono già in onda?

Sì, signora, certo, parli.

Se me senti, andò, revè, andò, ma se proprio non vuoi rivenire, almeno

telefona, bello di mamma, non ci fa disperà così, andò, revè, revè.

Tutto in poche ore, la fuga da casa, Bologna, il passaporto falso, Amsterdam.

E che mi succede a me?

Non ti vado a conoscere una ragazza meravigliosa, una persona eccezionale.

Con un casino di te giuste e un corpo poi.

Mamma mia, Anto, sei proprio rincoglionito.

Sono lucido invece.

Lo so benissimo, è una cosa troppo fulmini.

E mi domando.

Ci sto insieme?

Non ci sto insieme?

Che cos'è lei per me?

Che cos'è l'amore?

Anto, è pure peggio di quello che credevo.

Ma saprai chi cazzo è questa fiamma ardente?

Si chiama Laura May.

Una delle tipe più arrazzanti del centro-sud, compa.

Laura May.

Perché la conosci?

Noi li conosciamo dalle scuole medie. Sono sempre stati degli asociali. Ecco

che è la televisione. Guarda che merda di persone fanno parlare.

Cornacchie, cozze e iettatrici. C'erano le parolacce, frequentavano gli zingari,

litigavano con tutti.

A casa nostra hanno pisciato anche sul letto di mamma e papà. Bene, sentiamo lo

zio Ciro.

Ciro? Sì?

Vuole rivolgere anche lei un appello a suo nipote?

Andò, se ne vieni io manco ti faccio aprire la bocca! Io ti sfraccio!

Ma io sto in buon giro. Ciro, lascia perdere. Come hai capito che se fai così

questo non torna più?

C'ho ragione, c'ho ragione, Michele.

Senta, Michele, è vero che Antonio è sempre stato motivo di preoccupazione

per lei?

Ma no, Donatella, era strano, sì, però bravo. Michele, scuso se te lo dico,

ma tu a quel figlio tuo non hai saputo trasmettere il senso della vita

regolata, del rispetto delle tradizioni.

Gladiatore, spione, venduta ai servizi segreti, toglietegli il microfono, io lo

conosco a quello là, non deve parlare. Dopo quello che tu hai saputo

inculcargli, la realtà è questa, bello mio.

Signora Donatella, la realtà purtroppo...

Vedo che finalmente sono arrivati i due amici del cuore dei due Antonio.

Prego ragazzi, venite avanti, accomodatevi.

Buonasera.

Buonasera.

Ci volete spiegare quali sono secondo voi le ragioni per cui questi due

giovani hanno abbandonato la famiglia, il paese, gli amici?

No.

Come no? Forse il suo amico vuol dire qualcosa?

No.

Coraggio ragazzi, volete fare almeno un appello ai vostri amici?

Voi potete scordare che siamo venuti qui alla TV di Stato per dire agli amici

nostri tornate a casa.

Fidatevi della famiglia, delle istituzioni militari, della televisione,

ma noi siamo contro la famiglia, siamo contro le istituzioni militari, siamo

contro la televisione, contro tutto!

Figuriamoci se ci mettiamo a dì, tornatevene alla casa da mamma e papà.

Col cazzo! Noi siamo qui per denunciare all'Italia intera la cementificazione

delle coste di Montesilvano ad opera del padre!

Di queste due cosacce qui!

Ma odia il linguaggio e lasci quel microfono per cortesia. Il microfono qua

tende a tutti quelli che ha spagato il lucatone.

Noi stiamo qui per difendere la reputazione dei martiri della cultura

punk e di Montezza e il panel del mondo intero. Viva Nike Spuns!

Viva Yaron Butterfly! Viva Sex Pistols!

Viva Sid Vinicius!

Viva Antony Burke!

Viva Antony Zorro!

A parto le gemelle Travis!

I loro genitori e tutti quelli che sono la rovina!

che sto per il paese e terrà meglio la gioventù italiana.

Figlio mio, voglio figlio, ma ancora e bene, e bene.

Voglio figlio, no, voglio figlio. Grazie, scusate, mi dispiace proprio, ma

dobbiamo purtroppo lasciare la sede Rai d'Abruzzo perché ci chiede la linea del

telegiornale. La vita non è mixer cultura, la vita non sono i vostri talk

show, non sono nelle balle...

Ci sono notizie urgenti sulla sorte di un altro abruzzese, il capitano

Cocciolone, che come sapete è scomparso col suo aereo durante un'azione nei

cieli dell'Iraq.

La pace!

Grazie!

Grazie! Grazie!

Anto, te lo devo dire.

Prima mi hai fatto nervosi quando ti ho detto di Laura May.

Hai fatto una faccia da vongola.

Mi è sembrato pure che un certo momento ti veniva da ride.

Queste non sono cose che si ride.

Hai detto che la conosci, poi però hai svicolato.

Mi sei messo a parlare dei quadri di Vermeer, dell'X-Museum.

Ti ho visto strano.

Se la conosci, parla.

La conosco sì.

E allora?

E allora.

È una prostituta da niente, quella.

Mette paura per quanto è prostituta.

Antò, ma che stai a dire?

Sto a dire quello che so.

Quella è un ubbidono aspiratutto, Antò.

Nubidone. Aspira tutto.

La dà da tutti.

Laura May.

A me no, se devo essere sincero.

Sennò te lo direi.

Laura Mia.

Non fa così.

Ma che cazzo stai a fare?

Non è nubidone, aspira tutto.

E' buono, e' bravo, e' silenzioso.

Non me ne metto! Non me ne metto!

non so com'è vieni qua attacca la metto

Quello ha sgamato Antonio, è finito.

Capirai, documenti falsi, disertore, piromane. Ne ha processi e quando ci

serviamo.

Come ti chiami?

Gronchitelli.

Sì, sì.

Andiamo.

A me mi piace vedere con la sabbatura, anche se è morena, muove la

cintura. E a me mi piace vedere con la sabbatura, anche se è morena, muove la

cintura. E a me mi piace vedere con la sabbatura.

Ora, mujer!

Mi sentivo meno solo a Amsterdam.

La stagione dell'amore viene e va, i desideri non

invecchiano quasi mai con l'età.

Se penso a come ho speso male il mio tempo,

che non tornerà, non ritornerà più.

Viene e va, all'improvviso senza accorgerti, la vivrai,

ti sorprenderà.

Ne abbiamo avute di occasioni, perdendole,

non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.

Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.

La stagione dell'amore viene e va, i

desideri non invecchiano quasi mai con l'età.

Grazie.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.