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Fermo, fermo.
Grazie.
Margaret!
Margaret!
È arrivato.
Il testamento di papà.
Dov'è Elinor?
Oh, ehm, è dentro.
Elinor!
È-è solo un p-piccolo ammanco, signora.
Elinor!
- Elinor! Elinor! - Elinor.
È arrivato. È arrivato.
- Dai, aprilo! - Non ci riesco.
Ci penso io.
Qualunque cosa dica, l'affronteremo a mente lucida.
Prima papà e ora Norland.
Non è giusto.
Norland sarà sempre casa nostra.
Questo non possono togliercelo.
Tranne per legge, a quanto pare.
Le case sono tutte uguali.
Ne troveremo un'altra altrettanto bella
- con i soldi lasciati da papà. - Quali soldi?
Con una rendita di quanto?
Quattro, cinquemila l'anno?
Cinquecento, mamma.
No!
Ma i numeri sono tutti uguali.
Nelly, grazie.
Arriva qualcuno.
Oh, non John.
Avrà lasciato Londra il giorno stesso della lettura del testamento.
E dov'era tutta questa premura quando papà stava morendo?
È appena rimasto orfano, Marianne.
Sì. E quando ha perso sua madre,
ha ereditato quell'enorme casa a Londra.
Non ha bisogno di Norland.
Fanny non si ricorda mai il mio nome.
È molto gentile il vostro fratellastro a venire così presto.
Guarda come corre in nostro aiuto.
Ecco. Vieni.
Spero che John ci dia una fortuna a testa.
Non essere volgare, Margaret.
Che ci faresti con una fortuna?
Sappiamo bene cosa ci faresti tu.
Che giornata felice per i librai,
i venditori di spartiti e le stamperie.
E per i teatri e le sale da concerto.
Immagino che vorresti farmela mettere da parte.
Su. La ricchezza non c'entra niente con la felicità.
Pensate che quando vostro padre mi ha sposata,
- non avevo una dote degna di nota. - "Una dote degna di nota."
Ohh.
Guarda, Harry.
Un giorno sarai il padrone di Norland.
Non voglio essere il padrone di Norland.
Voglio tornare a casa.
Signora Dashwood.
Le mie condoglianze.
Vostro padre era il migliore degli uomini.
Non so proprio come faremo ad andare avanti senza di lui.
Già.
Possiamo fare un giro della casa?
Andiamo.
Ridammi la mia bambola!
- No! No! - Ridammi mia figlia, pirata infame!
- No! Smettila! - Torna qui!
Margaret.
Mamma, mamma!
Eccoti. Che è successo?
La cugina Margaret mi ha pugnalato.
Pugnalato?
Oh. Be', era solo un gioco.
Domani arriva mio fratello.
Può prendere la stanza di Margaret.
Dobbiamo già ricevere ospiti?
Edward non vede l'ora di vedermi sistemata.
Andiamo.
Forse l'avete dimenticato, ma Margaret ha appena vissuto
un grande cambiamento. Tutte noi.
Edward può prendere la mia stanza. Io dormirò con Marianne.
Splendido. Che conforto sarete l'una per l'altra.
Mille sterline a testa?
E perché mai?
Ah, mi sento responsabile per quelle ragazze.
Ma non sei tu a fare le leggi.
Non è certo colpa tua se le case passano ai figli maschi
anziché alle figlie.
Ma è stato l'ultimo desiderio di mio padre
che io...
...le aiutassi.
Perché chi muore deve sempre desiderare qualcosa di stravagante?
Trecento sterline a testa?
È una dote più che comoda
- per qualsiasi signorina. - Fin troppo comoda.
Se si sposano, non ne avranno alcun bisogno.
Forse sarebbe meglio fare qualcosa per la madre,
che non ha speranze di risposarsi.
Che so, un vitalizio?
Cento l'anno?
Generosissimo.
Vivrà vent'anni nella bambagia.
Vent'anni? Non ne vivrà neanche la metà.
La gente campa in eterno, quando c'è un vitalizio da riscuotere.
Che se ne fa Fanny di questi?
Sono suoi.
Avrà intenzione di venderli.
Dubito che abbia mai letto un libro in vita sua.
Marianne.
La odi anche tu.
Ammettilo.
Se avessimo più di 500 sterline l'anno,
potrei dare sfogo ai miei sentimenti.
Ma finché dipendiamo da loro, cercherò di tenerli a freno.
Vuoi mendicare la carità di Fanny?
Essere educati non è mendicare.
È così poco dignitoso.
Be', di sicuro ti sentirai molto dignitosa
a vivere in un fosso.
Uffa!
È arrivato.
Il signor Ferrars.
Elinor.
Non è bello, vero?
Non gli vediamo la faccia.
Somiglia a sua sorella.
Cosa? Da dietro?
Uh.
- Vai tu. - Io?
Sì, tu. Non sopporto
altri parenti orrendi di Fanny.
Be', per quanto orrendo possa essere,
non puoi nasconderti da lui per sempre.
Posso e lo farò.
Perdonatemi.
Edward Ferrars.
Non mi aspettavate?
No.
Sì.
Non proprio.
Elinor Dashwood.
Piacere di conoscervi, signorina Dashwood.
V-vostra madre è in casa?
Speravo di ringraziarla per l'ospitalità.
Soprattutto in simili...
simili circostanze.
Ehm, perdonatela. Al momento è occupata.
Certo.
Vostra sorella, presumo.
Suona molto bene.
Oh, Norland.
Mmh.
E molto spesso.
Spero che vi piaccia la musica, signor Ferrars.
Eccoti, Edward.
Diremo allo stalliere di occuparsi del tuo cavallo.
Ehm, gentilmente se ne sta occupando la signorina Margaret.
Una giovane donna davvero incantevole.
Margaret.
Margaret. Intendi la signorina Marianne?
Credo intenda mia sorella minore, la signorina Margaret Dashwood.
Santo cielo.
Si perde il conto.
Non me la prenderei.
A Fanny capita di dimenticare persino il mio nome.
Non è affatto vero.
Ehm, forse sarebbe più giusto dire che io sono,
nella tua mente, un po' oscurato da nostro fratello Robert.
Il caro Robert.
Speravo di averlo qui da noi,
ma è sempre così impegnato a sfrecciare col suo calesse.
Andiamo.
- Elinor. - Ti ho detto che potrai cavalcare
quando avrai imparato le tabelline.
Ma quando ce ne andremo, non potrò più cavalcare.
Ma papà non avrebbe voluto
- che trascurassi gli studi. - Devi sempre tirare in ballo
papà per averla vinta?
Margaret! Margaret! Margaret.
Margaret.
- Lasciami! - Ti prego!
- Smettila! - Ascoltami.
Fai sempre così.
Chiedo scusa.
No.
No, chiedo scusa io.
Ehm, stavo cercando di istruire mia sorella.
Le-le sue lezioni sono state un po' discontinue, ultimamente.
- Ha un nuovo precettore? - Mm.
Capisco.
Anche il mio precettore era temibile.
Mi trovate temibile, signor Ferrars?
Santo cielo, no.
Meglio non provocarla, finché è ancora armata.
Io, ehm, pensavo di approfittare di questa bella mattinata,
ma vedo che siete occupate.
No, no. Una passeggiata è un'ottima idea.
Ottima davvero.
- Ma avevi detto che non potevo... - Vieni, Margaret.
È una bella giornata.
Papà non avrebbe voluto
che stessi sempre col naso nei libri.
Certo.
Vi ha fatto odiare lo studio, Edward?
Con un precettore così temibile.
Al contrario, il mio precettore mi ha insegnato moltissimo.
Anche se mia madre direbbe che non è quello il punto.
E allora qual è il punto dell'istruzione,
se non istruire?
Rendere un uomo distinto, così mi dicono.
Ma voi non siete distinto, Edward.
- Margaret! - Oh, cielo.
Temo che dovrò prendere in prestito
il vostro righello, signorina Margaret.
Non è affatto ammissibile
che una signorina sia così perspicace.
Torna subito qui!
Basta con questo pensiero indipendente!
Forza!
Ora basta.
Basta!
Pensate che una volta mio fratello ha comprato due bastoni da passeggio
convinto di sembrare più distinto.
Sembrava più una mantide religiosa.
E la signora Ferrars, come vorrebbe che si distinguesse suo figlio?
Mia madre mi vorrebbe in Parlamento,
a pronunciare discorsi infiammati.
Altrimenti, avrebbe qualche speranza per me
se almeno guidassi un calesse.
Un calesse?
È tragico, non trovate?
Non ho la minima ambizione, e preferisco viaggiare a piedi.
Mm.
Be', un'ambizione dovrete pure averla, signor Ferrars.
Come chiunque altro, desidero essere felice.
Ma, come chiunque altro, a modo mio.
E cosa, di grazia, potrebbe rendervi felice?
Non lo so neanch'io, signorina Dashwood.
La Chiesa, forse.
Una piccola parrocchia di campagna.
Una famiglia di cui andare fiero.
Be', mi sembra che lo sappiate benissimo.
Niente male.
Harry.
Ciao.
Tutto bene, Margaret?
Marianne.
Pensare che temevo l'arrivo di Edward.
Ora spero ardentemente che resti,
almeno finché Elinor non accetterà la sua mano.
Ma a Elinor lui è indifferente.
Lui non le ha suscitato altro che la solita cortesia.
Ci vuole ben più della cortesia
per tenere due giovani così legati.
In tutte queste settimane, si è mai staccata da lui?
Non siete un modello nato, signor Ferrars.
Vi assicuro che il mio viso è immobile.
È incredibile che riusciate a parlare senza muovere la faccia.
Mia sorella non ha un gran talento, signor Ferrars?
Temo che il suo talento sarà sprecato su un soggetto così misero.
- Ma a voi piace disegnare? - Certo.
Attento, signor Ferrars.
Non sapete cosa intende mia sorella per "piacere".
Venite a vedere che eleganza.
Non vi commuove?
Non vi eccita i sensi?
Non vi scuote l'anima, Edward?
Di certo aiuta a passare il tempo.
- Per l'amor del cielo. - Mamma!
Vieni, tesoro.
Temo di aver commesso un errore.
Che c'è?
Non ti dà fastidio, Elinor,
che Edward non abbia né gusto né passione?
Non devi scambiare la sua riservatezza
nell'esprimere opinioni per assenza di idee.
E l'estasi?
Edward è l'ultima persona che andrebbe in estasi
davanti al proprio ritratto.
È l'uomo più modesto, più...
nobile che io abbia mai conosciuto.
Elinor!
Che c'è adesso?
Se lo ami, mi sforzerò di amarlo anch'io.
Be', io... non posso negare di averne grande stima.
Ne hai grande stima.
Che... che mi piace.
Che... che lo stimo moltissimo.
"Mi piace."
"Lo stimo moltissimo."
Elinor, se usi ancora quelle parole, esco dalla stanza.
Credimi, provo sentimenti più forti di quanto abbia detto.
E quelli di Edward?
Come, non ti ha detto cosa pensa?
Mmh.
Be', in qualche occasione, quasi.
Forse, timido com'è, ha bisogno di essere incoraggiato.
Mmh.
Be', sua madre vuole un matrimonio importante.
Non posso certo incoraggiarlo a sfidare la sua famiglia.
- E per cosa? - Per amore!
Un'alternativa squattrinata.
Ti invidio, Elinor.
Io non riesco proprio ad accontentarmi di così poco.
L'uomo che mi ama deve ardere d'amore,
con tutta la sua passione,
senza il minimo freno o esitazione.
E i suoi gusti devono coincidere coi miei in ogni cosa.
Se esiste un uomo così.
Già.
Non spero più di trovarlo.
Pretendo così tanto.
Ohh!
Niente da fare, temo.
Oh, non so davvero come ringraziarvi.
Avrete mandato centinaia di richieste.
Se mi importasse meno della vostra felicità, signorina Dashwood,
e più della mia, non spedirei nessuna lettera.
Complotterei per tenervi tutte qui con me.
Signorina Dashwood.
Eccovi.
Allora, dov'è vostra sorella?
Ehm, quale, signora?
- Intendete Margaret? - No.
Quella ce l'ho.
Dov'è la signorina Marianne?
Ehm, credo sia fuori a passeggiare.
Non importa. Dovremo accontentarci di due.
Anche se la vostra ospite voleva vederle tutte e tre.
Ora sei un Dashwood anche tu?
Oh, eccoti qui, mia cara.
Guarda come sei conciata.
Oh, nessun bisogno di cerimonie, signora Dashwood,
perché vedo bene...
che è la ragazza più carina del mondo,
comunque sia conciata.
- Marianne, la signora Jennings. - Mm.
- Nostra cugina. - Mm.
- Cugina? - Oh, sì.
Ehm, sono la madre della moglie...
del cugino del cugino...
di vostra madre.
Parenti più stretti di così non se ne trovano.
Ho saputo della vostra disgrazia e mi sono detta,
mi sono detta: "Devo aiutare quelle ragazze."
E sapevo che la nuova padrona di Norland
non si sarebbe opposta alla mia visita senza preavviso,
perché siamo tutti una famiglia.
Mm. Quanto siete premurosa.
Cioè, perdonatemi, ma è troppo ridicolo.
È tragico, certo,
ma mi fa proprio ridere pensare che voi siate qui
a cercare una casa, e mio genero,
Sir John Middleton, ha un villino da affittare a Barton,
e potete averlo per due soldi.
Temo che dovrebbero essere davvero due soldi.
E io abito a due passi, così posso venire a trovarvi ogni giorno.
S-siete molto gentile, signora Jennings.
A-anche se il Devonshire è
un po' più lontano di quanto avessimo pensato.
Be', ottimo.
Vi farò sposare tutte e tre in men che non si dica.
Cioè, c'è uno scapolo,
ehm, il colonnello Brandon, appena tornato dalle Indie Orientali.
Mi ha accompagnata fin qui.
E se non fosse preso da certi affari misteriosi,
sarebbe rimasto anche lui.
- Volete restare? - Lo trovereste
davvero affascinante, signorina Dashwood.
No, Elinor è già...
Elinor è già cosa, signora Dashwood?
Allora, di che affari si tratta, signora Jennings?
Oh, ciao!
Vi piace l'idea di un soldato, eh, signorina Marianne?
Fin dal primo momento che vi ho vista, ho pensato:
"Ecco un buon partito per il nostro colonnello Brandon."
Oh, davvero?
Oh, fidatevi sempre del mio giudizio sui matrimoni,
perché ho sia istinto sia passione.
E ora che le mie figlie sono sposate...
...sono decisa a far sposare quelle degli altri.
Eccoti, Feroce.
Eccoti qua.
Ah.
Allora ditemi, signora Jennings,
che tipo d'uomo è il colonnello Brandon?
Se è così misterioso, ha forse
un... un passato oscuro?
- Marianne. - Che c'è?
No, è esattamente quello che penso.
No, no.
È l'uomo più gentile che abbiate mai conosciuto.
Ah, sì?
Sì, davvero. E molto ricco.
- Oh. Mmm. - Oh? Che emozione.
Ehm, ha ereditato tutta Delaford alla morte di suo fratello.
- Oh, che tragedia. - Be', non che se la goda.
Fin dal suo ritorno,
non fa che galoppare in lungo e in largo per il paese.
Galoppare in lungo e in largo per il paese?
Allora voi e la signora Jennings siete parenti?
Direi non più di voi e la signora Jennings.
Ma che villana sono stata.
Eccomi a insistere che le Dashwood si trasferiscano nel Devonshire
quando il cuore di Elinor è qui nel Sussex.
Non c'è da stupirsi che vi sembrasse troppo lontano, signorina Dashwood.
Vi ho capita subito.
Be', a tutti noi piace la compagnia di Edward.
Sì, Edward è benvoluto ovunque vada.
Nostra madre ha grandi aspettative su di lui.
La sua unica preoccupazione è che Edward sia troppo modesto,
troppo inconsapevole del proprio valore.
- Su, Fanny... - Lo rende vulnerabile
a qualunque ragazza squattrinata che voglia accalappiarlo.
"Accalappiarlo..."
"Accalappiarlo"?
Oh. Oh, signora Dashwood.
Insomma, è troppo spinto.
"Accalappiarlo." Cioè...
Parola mia, non ho mai sentito una cosa simile...
Saremo felicissime di accettare la vostra offerta, signora Jennings.
- Ma il Devonshire è lontanissimo. - Mamma.
- Partiremo subito. - E i cavalli?
Ma non è necessario...
Insisto.
In tal caso, insisto perché accettiate un regalo.
Non c'è bisogno di insistere, amore mio.
Ho dato la mia parola a mio padre.
Abbiamo approfittato troppo a lungo della vostra generosità.
Mamma.
Elinor.
Allora, ascoltami bene, ragazzo mio.
- Questo è un... - John. John!
- Che stai facendo? - Non ci piace nemmeno.
No. No.
Torna dentro.
Siete pronta a partire?
Oh, stiamo solo aspettando
che Marianne finisca di salutare tutti.
Sta porgendo i suoi omaggi agli alberi.
- Cosa, a tutti quanti? - Sì.
Con un po' di fortuna, partiremo la settimana prossima.
Dev'essere doloroso lasciare un posto dove siete stata felice.
Io... mi ripeto
che è con la mia famiglia che sono più felice.
No, no, no!
Aspetta. Aspetta, aspetta, aspetta.
Siamo fortunati, credo.
Non in tutte le famiglie c'è tanta affinità.
Certo che no.
Mi chiedevo, signorina Dashwood...
...se potessi chiedervi...
Sì?
Prima che partiate...
Vi accompagno fuori?
Signorina Dashwood, ho un affare urgente
da sbrigare a Plymouth, ma poi mi piacerebbe molto...
Non desidero altro che venirvi a trovare a Barton.
Cioè, a tutte voi.
Anche vostra madre e le vostre sorelle.
Saremo tutte felicissime di vedervi.
Spero che Barton sia bella come Norland.
Lo sarà di sicuro.
Mamma.
Almeno lì non ci abita Fanny.
Credi che ci sarà il colonnello Brandon?
Marianne, rallenta.
Sono felicissimo
di aver affittato il mio villino a delle signore,
perché sono un cacciatore e detesto l'idea
di un altro cacciatore sulle mie terre.
Per fortuna avete una tenuta tutta vostra, colonnello.
E anche mia moglie è entusiasta, sì.
Adora le conversazioni vivaci,
proprio come sua madre. Eh?
Prego, prego. Servitevi.
Delizioso. Un bel pezzo di cervello.
Oh, felicissimo, felicissimo.
Assaggiate anche le cipolle.
Le ho raccolte io stesso.
La signora Jennings dice che siete spesso a Londra, colonnello.
Frequentate le gallerie o andate a molti balli?
Purtroppo non ho tempo per simili svaghi.
Allora preferite la campagna?
La bellezza della natura, l'emozione della caccia.
Il vero cacciatore è il nostro padrone di casa.
Allora qual è la vostra passione, colonnello? Un uomo deve averne una.
Credo che scoprirete che gran parte delle cosiddette passioni
sono, in realtà, pose.
Perché mai fingere di amare l'arte, il ballo o la natura?
Come ornamento.
Per sfoggiare il proprio buon gusto.
Se ho una passione,
è un'avversione appassionata per l'ipocrisia.
Una cosa di cui sospetto non potrete mai essere accusata.
Allora non vi dispiacerà se vi dico, colonnello,
che secondo me un uomo dovrebbe essere almeno
appassionato per finta, o sarebbe sinceramente noioso.
Marianne.
Sì, mamma?
Oggi il tempo era bello, non è vero?
Sì, bellissimo.
A un certo punto mi è sembrato che volesse piovere.
Uh.
Ma...
poi non ha piovuto.
Vi, ehm, piace l'agnello?
Mmh?
Oh, proprio come speravo.
Vedete come la guarda il colonnello?
Oh, sì.
Be', dopotutto è un ottimo tiratore.
Su, colonnello.
Siete molto silenzioso.
La signorina Marianne non suona benissimo?
È per questo che le faccio il complimento di ascoltarla.
Oh. Oh. Qui mi avete battuto.
Sono proprio un caso perso.
- Oh, bis! - Ne vogliamo ancora!
- Bis, bis! - Ne vogliamo ancora.
Vi piace la musica, colonnello?
Un tempo sì.
Sentendovi suonare, credo che potrei tornare ad amarla.
Secondo te cos'è successo al colonnello
per renderlo così incapace di sentimenti squisiti?
Be', sembra che tu gli piaccia parecchio.
Mmh.
Ne dubito.
Credo che abbia lasciato il cuore nelle Indie Orientali.
E ora è tutto inaridito,
incapace di amare di nuovo.
Be', sono contenta che papà sia stato capace di amare ancora,
o non saremmo qui, Marianne,
a fare congetture così squisite.
Ohh.
Sarete senz'altro sollevato, signor Ferrars,
come lo è stata Marianne,
nel sapere che nel Devonshire ci sono gli alberi.
E anche se abbiamo sempre compagnia,
la vostra visita è l'unica che attendo con ansia.
Signorina Dashwood?
Permesso? Signorina Dashwood?
Ah.
Siete troppo generoso.
Voglio che stiate comode.
E, ehm, i vostri giornali e la posta.
Siete molto gentile,
ma siamo perfettamente in grado di andare in città.
Oh, sciocchezze. Avrei dovuto pensarci prima.
Siete qui da settimane.
Oh. Ehm, niente dal vostro signor Ferrars.
Sì, ehm, mia, ehm, suocera mi ha detto che avete lasciato
il cuore nel Sussex.
Non importa.
Riproverò, ehm, domani.
E, ehm, tutti i giorni dopo.
Forza, ragazze.
Senti, Margaret,
si dice che l'affitto del villino sia basso,
ma ce lo fanno pagare a caro prezzo.
A me il colonnello piace, però.
È così noioso.
E ha il triplo dei tuoi anni.
Be', ha appena trent'anni.
Ed è ricco.
Adesso stai cercando di offendermi.
Ci ho pensato molto.
Non ho un patrimonio mio, né una casa.
Amerò chiunque possa darmeli.
Oh, Margaret.
Be', non mi importa se i soldi li eredita o li guadagna.
Non sono una snob.
Basta che sia davvero molto ricco.
"Basta che sia davvero molto ricco."
Santo cielo.
Come possiamo parlare di ricchezze davanti a una felicità
come questa, Margaret?!
Forza!
Oh, Marianne! Oh, ti sei fatta male?
- Aiutami ad alzarmi, ti prego. - Rie-riesci a stare in piedi?
Va bene, va bene.
Oh, cielo, no. No.
È la caviglia.
Aspetta. Va bene, aspetta qui. Aspetta qui.
Signore!
Signore! Aiutateci, signore!
Marianne, ho trovato qualcuno.
C'è qualcuno qui che ci salverà.
Andrà tutto bene.
Signorina, è una faccenda gravissima.
Permettete?
Mmh.
Non è proprio quello che preparava la cuoca a Norland.
Potrebbe considerarsi un miglioramento?
Mamma!
Margaret?
- Mamma! Mamma! - Margaret.
Mamma! Mamma!
Margaret, va tutto bene?
È Marianne. È caduta sulla spiaggia. Lei...
- Calma, tesoro. - Cerca di stare calma.
E l'ha salvata un gentiluomo.
- Un gentiluomo? - Sì.
È bello?
Oh, be', deve esserlo, per comportarsi così nobilmente.
Elinor, un bel gentiluomo ha salvato la vita a Marianne.
Non la vita, buona signora.
Solo una caviglia.
Non credo che l'osso sia rotto, ma avrà bisogno di riposo.
Sedetevi, signore. Asciugatevi.
Non ci penso nemmeno.
Ho già portato una tempesta in casa vostra.
Oh, vi prego, non-non importa.
Be', mi permettete di tornare domani?
Per vedere come procede la paziente.
Dovete.
Fino ad allora, le auguro una pronta guarigione.
Oh.
Nelly.
Nelly, puoi portare degli asciugamani?
Signore!
Vi prego, a chi dobbiamo tanta gratitudine?
Al signor Willoughby, signora.
Signora Dashwood.
E quella che avete salvato è mia figlia Marianne.
Marianne.
Incantato.
A domani, allora, buona signora Dashwood.
Ehi.
Un certo signor Willoughby.
Oh, ma è un bel nome.
Margaret, che è successo? Come sono caduta?
Sembravo aggraziata?
Che aspetto aveva?
- Ma c'eri anche tu. - Non l'hai guardato?
Non ho osato.
Perché? Te l'eri già immaginato?
Il suo coraggio e la sua spontaneità dicono più di qualsiasi ritratto.
E che anima nobile.
Si capisce.
Sì, quasi ci si scorda dei suoi foruncoli.
Oh, non ha i foruncoli!
Elinor.
Marianne e Willoughby.
Marianne e Willoughby.
Mmh.
In città hanno esagerato parecchio sulla vostra caduta.
Siete il ritratto della salute.
Come sempre.
Non sono mai stata davvero in pericolo.
Può essere...
Ah, mie care signorine Dashwood.
Vengo carico di doni.
Per voi, signorina Marianne.
Signor Willoughby.
Bentornato.
Signora Dashwood.
E per voi...
Oh.
- Grazie. - È una gioia infinita
vedere la signorina Marianne così ben assistita.
Ah, sì.
Lui è il colonnello Brandon di Delaford.
È appena tornato dalle Indie Orientali.
Willoughby è mio vicino,
viene qui ogni estate a trovare la vecchia zia ad Allenham.
Ottimi tiratori, tutti e due.
Come potremo mai ringraziarvi, signore?
Rivedere guarito un viso così squisito
è già un ringraziamento sufficiente.
Rabbrividisco al pensiero del pericolo che avrei corso
se non ci foste stato voi, signor Willoughby.
Ah, sì, siamo,
ehm, fortunati ad avere Willoughby.
Devo dare una festa, eh?
Una festa?
Sì, alla mia ultima festicciola ha ballato dalle 8 alle 4
senza mai sedersi.
Vi piace ballare, signor Willoughby?
Eccome, spesso mi ritrovo in estasi.
Oh.
Venite, colonnello.
Dobbiamo lasciare i giovani ai loro svaghi.
Quando sarete guarita, signorina Marianne,
forse potremmo ballare insieme.
Vi auguro una pronta...
Prometto di sfinirvi.
Vi auguro una pronta guarigione, signorina Marianne.
Andrà meglio la prossima volta.
Va bene, colonnello, ci vediamo alla festa.
"Vi auguro una pronta guarigione, Marianne."
Vostra sorella sembra felice.
Sì, fin troppo.
Bisogna per forza porre un limite?
Non alla felicità che può provare,
ma lei insiste a mostrare ogni sentimento.
La sua sincerità le fa onore.
Un tempo conoscevo una signora molto simile a vostra sorella...
Perdonatemi.
Non vorrei che Marianne cambiasse in nulla.
Uno spirito così è fin troppo raro.
Ah, bellissimo, bellissimo.
Be', non ho mai visto
una ballerina così elegante.
Neanche quando sono inciampata?
Quale inciampo?
Io non ho visto niente.
Sfido chiunque a dire il contrario.
La prossima volta che balliamo dovremmo farlo a Londra.
Abbaglieremo tutti con la nostra idea di eleganza.
Londra.
Sono terribilmente raffinati a Londra?
Sono malati di raffinatezza.
Ve lo faccio vedere io.
Mettetemi giù! Mettetemi giù! No.
Ci lasciate, colonnello?
Il colonnello Brandon è proprio il tipo d'uomo
che tutti lodano e a cui nessuno vuole bene.
- Smettetela. Smettetela. - È vero.
Be', di certo riguarda
la moglie del suo defunto fratello.
Cioè, il colonnello ha girato tutto il paese
per cercarla.
Non lasciamo che la sua partenza ci rovini il divertimento.
Il prossimo ballo, signorina Dashwood.
Oh.
Sto benissimo qui.
È tutta la sera che vuole ballare.
Uh, non starete mica aspettando
il nostro sfuggente signor Ferrars, eh?
Mi fareste un favore.
Sapete quanto mi piace ballare.
Sì, andate pure.
Oh, molto bene!
Oh! Oh.
Oh, molto carino.
"Il mio Damone fu il primo a destare
la dolce fiamma che non può morire;
il mio Damone è l'ultimo a cogliere
del cuore fedele il più tenero sospiro:
la vita di mezzo non vale nulla,
oh, scacciala dai tuoi pensieri!
Pensa al giorno che le diede vita,
e a questo suo dolce ritorno.
Sia sepolto tutto ciò che è stato,
o di' che nulla fu fatto di male;
perché chi può indicare la via pericolosa
in un mondo così sconcertante?
Ma l'amore sa perdonare ogni colpa,
o rimproverare con uno sguardo tenero;
e ora nulla viva nel ricordo
se non che ci incontriamo e ci amiamo."
♪ Oh, addio ♪
♪ Mio vero amore ♪
♪ Oh, addio ♪
♪ Per un po' ♪
♪ Me ne vado via ♪
♪ Ma tornerò ♪
♪ Fossero anche diecimila miglia ♪
♪ Il corvo che è ♪
♪ Così nero, amore mio ♪
♪ Di certo diventerà bianco ♪
♪ E se mai sarò infedele ♪
♪ A chi amo ♪
♪ I giorni luminosi ♪
♪ Si faranno notte. ♪
Posso fare un giro? Ti prego, Marianne.
Devi chiederlo a Willoughby.
È un regalo speciale per me.
Oh, Marianne. È bellissima.
Sir John ha esagerato.
Non è di Sir John.
È di Willoughby.
Noi... Non abbiamo una stalla.
- Né i soldi per sfamarla. - Si chiama Regina Mab.
- Il cielo ci aiuti. - Regina Mab.
Sono sicura che Willoughby non se lo può nemmeno permettere.
Dipende completamente da sua zia ad Allenham.
Devi sempre predicare la prudenza?
Se devo cadere, preferisco farlo da molto in alto.
Regina Mab se ne andrà nella sua nuova casa
molto presto, mia cara.
Il signor Willoughby ha chiesto un colloquio privato domani.
Oh.
Oh, mamma.
Come faremo senza di lei?
Ci mancherà, tesoro.
Ma sarà felice.
Elinor.
Dove sono?
Non ci vuole tanto a dire di sì.
Abbiamo comprato le focaccine.
E... la posta.
Da Edward?
Mm.
Faranno un matrimonio doppio.
Non potresti desiderare cognati migliori
di Willoughby ed Edward.
Non viene.
Ma l'aveva promesso.
Scrive che gli affari lo tratterranno a Londra
almeno fino all'anno nuovo.
Oh, tesoro mio.
Sciocchezze.
Oggi è un giorno felice.
Marianne tornerà da un momento all'altro.
Marianne.
Se n'è andato.
Andato?
Che vuol dire "andato"?
Andato dove?
A Londra.
Sua zia lo manda lì per affari.
- No. - Oh, Marianne.
Deve proprio prendersi Londra tutti gli uomini?
Margaret.
Per quanto tempo starete separati, tesoro?
Non tor... tornerà ad Allenham per...
Mamma, il mio cuore.
Oh.
Ma non ha rotto con te.
Verrà a trovarti.
Però lo dicono sempre.
- Zitta. - Margaret.
Non tornerà prima di dodici mesi.
Dodici mesi?
L'amore può resistere a una separazione simile?
Un amore come il tuo sì, tesoro.
- Io non vengo. - Ma la signora Jennings
tiene molto a farci cenare con sua figlia.
Ceniamo di continuo con Sir John e Lady Middleton.
L'altra figlia, la signora Palmer.
Non ho la forza di stare in compagnia, Elinor.
Be', dovrai trovarla.
Domani parte per Londra.
È la nostra unica occasione per conoscerla.
Vive a Londra?
In effetti ci farebbero bene conoscenze più varie.
Con un po' di fortuna, la signora Palmer non somiglierà
né a sua sorella né a sua madre.
Oh, siete tutte e due
le donne più carine del mondo.
Non è vero, signor Palmer?
Oh, il signor Palmer è così spiritoso.
Mi ignora sempre quando parlo.
Guardate.
Signor Palmer. Signor Palmer?
Fate finta di non sentirmi?
Cara, questo si chiama giornale.
Lo sto leggendo.
Oh, un giornale.
Che spasso.
Oh, ecco perché ho insistito
per portarmi una dama di compagnia a Londra.
Le battute del signor Palmer mi lasciano senza fiato.
Vi serve forse un'altra dama di compagnia?
Oh, la mia Lucy vale più di cento dame di compagnia.
Non solo è la donna più carina del mondo,
ma anche la più sfortunata.
La madre le ha lasciato molti soldi, ma quando il padre si è risposato,
li ha dati alla sua seconda famiglia.
Figli maschi. Tutti maschi.
Ve lo immaginate? Povera Lucy.
Sarete orgogliosa, signora Jennings,
di aver trovato ottimi partiti per entrambe le vostre figlie.
Oh, a-avreste dovuto vedere il partito che ho trovato per me.
Oh.
E-e io non ero affatto carina.
Ho sentito dire, Sir John, che siete un gran cacciatore.
Oh.
Anche se ultimamente non ho avuto molte occasioni.
Piove da dodici giorni ormai.
Siete ammirevole, Lady Middleton,
a seguire il tempo con tanta assiduità.
Oh.
Sì. È vero.
Signorina Dashwood,
ho sentito tanto parlare di voi.
Be', se l'avete sentito dalla signora Jennings,
temo proprio che vi deluderò.
Lei vuole un bene esagerato a tutti.
È un tratto ereditario, temo.
No, ho sentito parlare di voi da una conoscenza comune.
Ah, sì?
Un certo signor Ferrars.
Da Edward?
Il signor Ferrars mi ha fatto una visita speciale
a Plymouth, proprio di recente.
Che cosa ha detto?
Ehm...
Cioè, il signor Ferrars stava bene?
Ha detto che avete reso Norland perfettamente sopportabile.
- Molto carino. - Magnifico.
È un vero peccato che non sarete a Londra, signorina Marianne.
Mm, è lì che si combinano tutti i matrimoni.
Ah, davvero?
Mamma, non ti servirebbe una dama di compagnia?
O due.
È davvero un'idea eccellente.
Londra, Londra, Londra.
Mi servono nastri di tutti i colori per Londra.
Voglio andare a Londra.
Perché, per cercare fortuna?
Non incoraggiarla.
Odio la signora Jennings.
Si sente sola, tesoro.
Ha perso il marito e ora anche le figlie.
Ed è per questo che tu devi restare qui a farmi compagnia.
Signorina Dashwood!
Marianne!
Siete tornato, colonnello.
Proprio stamattina.
Che peccato.
Io ed Elinor partiamo per Londra proprio oggi.
Vedrete il signor Willoughby a Londra?
È proprio una delle sue maggiori attrattive.
Una possibilità? Allora non avete preso accordi?
I nostri accordi non vi riguardano affatto.
Chiedo scusa.
Credevo che Willoughby, lasciata Barton,
avesse troncato i contatti con tutti i suoi abitanti.
Non potete crederlo capace di
rompere le sue amicizie in modo così brutale.
Non intendo offenderlo,
anche se so che è capace di molto peggio.
Allora cosa intendete, colonnello?
Voglio capire, per il vostro bene, signorina Marianne,
che tipo di intesa ci sia tra voi e il signor Willoughby.
Ci intendiamo alla perfezione.
Allora a voi auguro tutta la felicità immaginabile.
E al signor Willoughby, di sforzarsi di meritarvi.
Credi che il signor Willoughby sarà lì
ad accoglierci quando arriviamo?
Tesoro, non saprà dove trovarci.
Non hai rivelato l'indirizzo della signora Jennings.
Anche Edward potrebbe conoscerlo.
Marianne.
Non spetta a noi invitare ospiti.
Non è casa nostra.
"Non spetta a noi invitare ospiti, Elinor.
Non è casa nostra."
C'è così tanto
da vedere e da fare.
C'è la Royal Academy.
Vi piacerà moltissimo, Elinor.
Tutti quei paesaggi cupi.
E poi ci sono i ritratti del, ehm,
signor Reynolds e del signor, ehm, Gainsborough.
Questo, naturalmente,
se superiamo il prossimo tratto di strada.
Tenetevi forte, mie care.
Potrebbero esserci dei briganti più avanti.
Oh. O peggio, le buche.
Grazie.
Oh.
Dov'ero rimasta?
Ah, sì.
C'è Hatchards per i libri,
e c'è St. James per la moda.
Questo l'ho comprato a St. James's,
e ha fatto la sua figura per un'intera stagione.
Le decorazioni erano di gran moda.
Attente, mie care, non respirate.
La puzza... può essere davvero insopportabile.
L'unico inconveniente.
Io non vado matta per l'arte.
Cr-credo che voi siate come me, signorina Marianne.
Vi piace la moda.
Appena torniamo,
ci prepariamo, e il giorno dopo
andiamo subito a fare compere.
Vero? Non è così?
Sì, guanti, fazzoletti,
e poi abbiamo ottimi negozi di ombrelli.
Eccoci qua.
Che guida magnifica.
Che bel viaggio.
Che bello essere arrivati.
Salve, Ross.
Entrate, signorine Dashwood.
Sì.
Spero solo che ci sia carbone in abbondanza.
Avremo tutte bisogno di un bagno.
Voglio farmi bollire...
viva.
Signore, vi mostro le vostre stanze.
Oh, grazie, Joseph.
Chi è la signorina Elinor Dashwood?
È passato un certo signor Ferrars a cercarvi.
Visto?
Londra è proprio come me l'aspettavo.
Venite, signore. C'è tanto da esplorare.
Uh, che freddo.
Oh, io e mia sorella abbiamo chiacchierato per tutto il viaggio,
vero?
Il signor Palmer è stato spiritoso. Minacciava di farci andare a piedi.
Oh.
Be', il signor Palmer potrà godersi pace e tranquillità tutto il giorno.
Prevedete che staremo fuori tutto il giorno?
Oh, ehm, pazienza, mia cara.
Aspettiamo con ansia la visita di un certo signor Willoughby.
Ma non è tempo da visite.
Quando è bello, gli uomini vanno a caccia.
Verissimo, Lady Middleton.
Vi prego, diteci, quando possiamo sperare nel brutto tempo?
Signorina Dashwood.
Forse troverete strana questa domanda,
ma visto che voi e il signor Ferrars vi conoscete così bene,
mi chiedevo se aveste già conosciuto sua madre.
Non ho mai visto la signora Ferrars in vita mia.
Di certo morite dalla curiosità di sapere perché ve l'ho chiesto.
E credetemi, ho le mie ragioni.
Anche se non sono libera di rivelarle.
Vi assicuro, signorina Steele, che non mi interessano.
Molto bene.
Vedo che dovrò dirvelo.
Ho chiesto della signora Ferrars perché sono,
da molti anni ormai, fidanzata con suo figlio.
- Fidanzata? - È un grande segreto.
La sua famiglia non approva l'unione,
e non posso certo biasimarli, visto che sono così squattrinata.
Quindi siete fidanzata con il signor Robert Ferrars?
No.
Con Edward.
Scusatemi, ma...
non possiamo parlare dello stesso Edward Ferrars.
Proprio lui.
Converrete che non posso sbagliarmi sull'identità
dell'uomo da cui dipende tutta la mia felicità.
Eppure, in tutto quel tempo a Norland,
non l'ho mai sentito fare il vostro nome.
Oh, il caro Edward.
È così discreto.
Parla di voi con tanto affetto, signorina Dashwood.
Vi considera quasi una sorella.
Vieni, Elinor.
Finalmente mi sono liberata di Lady Middleton.
Stai scrivendo di nuovo a Willoughby?
Scrivo a Combe Magna,
perché dal suo indirizzo di Londra non ho avuto risposta.
Tesoro, tu...
hai motivo di credere che il suo affetto non sia cambiato?
Nonostante il suo silenzio?
E tu hai motivo di credere che quello di Edward sia cambiato?
Cosa te lo fa pensare?
La tua agitazione di questi giorni.
Chiunque penserebbe che tu tema la sua visita.
Sciocchezze.
Non sono agitata.
- Chi è? - Non ho visto.
Un certo signor Ferrars per la signorina Dashwood.
- Signor Ferrars. - Signorina Dashwood.
Prego, sedetevi.
Dopo l'ultima lettera, mi riterrete imperdonabilmente scortese.
Oh, non importa.
C-c'è una cosa che devo spiegarvi.
Oh, lo spero tanto.
La mia condotta a Norland è stata vergognosa.
Avrei dovuto essere più cauto.
Anche se forse mi illudo soltanto
che i miei sentimenti fossero ricambiati.
Io sono...
Sono da un po' di tempo...
Signorina Dashwood, sono fidanzato.
Non è vero.
Con una certa signorina Lucy Steele.
Capisco.
Capisco.
Be'...
...le mie congratulazioni, signor Ferrars.
Vi auguro ogni felicità.
Vi prego, Elinor...
Volete umiliarmi, signor Ferrars?
Umiliarvi?
Cos'altro dovrei pensare, quando è così evidente
che siete venuto qui oggi in cerca di...
di uno sfogo di emozioni?
Sono venuto a scusarmi.
Sarebbe bastata una lettera.
Anzi, tr-trattandosi di un fidanzamento così lungo,
avete avuto tutto il tempo di scrivere.
Non sapevo di essere fidanzato.
La vostra umiltà va oltre il credibile.
Sarebbe difficilissimo per un uomo della vostra intelligenza
non accorgersi del proprio fidanzamento.
Fin da bambino, mia madre ha sempre voluto
che sposassi la signorina Steele.
Vostra madre è responsabile
di ogni dettaglio della vostra vita?
Questo è davvero ingiusto.
L'unione era stata combinata a vantaggio di entrambe le famiglie,
ma quando la signorina Steele ha perso il suo patrimonio,
mia madre ha preteso che rompessi con lei.
Mi sono rifiutato.
Non volevo aggiungere a tutte le sue sofferenze
lo scandalo di un fidanzamento rotto.
Ho scritto alla signorina Steele dichiarandomi
ancora legato a lei, anche a costo di perdere la mia famiglia.
Allora il vostro onore vale più del vostro patrimonio?
Per anni non ci siamo scritti.
Appena avete lasciato Norland, signorina Dashwood,
ho chiesto di incontrarla.
Pensavo... speravo che il silenzio della signorina Steele
volesse dire che aveva trovato un partito migliore.
Ma lei vi sposerà?
Non c'è modo di sciogliere il mio fidanzamento.
Ma non potete amarla.
Non vorrei offendere la signorina Steele,
dirò solo che all'epoca,
quando le giurai per la prima volta la mia fedeltà,
pensavo unicamente a ciò che era giusto.
Se allora avessi conosciuto l'amore,
forse gli avrei dato più importanza.
Perdonatemi.
Signorina Dashwood?
Elinor?
L'ho visto andare via.
Avete litigato?
Oh, niente affatto.
Ci siamo lasciati da amici.
"Da amici"? Avrai il cuore spezzato.
Elinor, su, non c'è niente di male ad ammettere...
Non essere ridicola.
Siamo sempre stati amici.
Bene.
Allora non dovremo mai prenderci il disturbo di confidarci.
Io perché non nascondo niente
e tu perché non riveli niente.
Marianne.
- "Amici"? - Sì.
Non ho mai sentito una sciocchezza simile.
Cioè, vostra sorella sceglierà pure di nascondere le sue emozioni,
ma quelle di lui si vedono benissimo.
Insomma, non c'è prova più sicura dell'affetto di un giovanotto
della sua smania di venire in visita.
Oh, no. Oh, no. Non abbattetevi.
Ho una bella notizia da darvi.
Sì?
Mia figlia darà il suo ballo d'inverno.
Credete che...
Oh, sì, mia cara.
Credo proprio che il vostro signor Willoughby ci sarà.
E-e anche il signor Ferrars, naturalmente.
Questa volta non salterò nemmeno un ballo.
E nemmeno voi, signora Jennings.
Oh, santo cielo.
Allora, chi ballerà con me?
Ballerò io con voi.
Oh.
- Oh. - Benvenuta, signora.
Ehm, grazie. Siamo in tre.
Da questa parte, prego. Da questa parte.
Mamma.
Be', è vero.
Oh, signorina Dashwood.
Sono tutta un fremito.
È arrivato Edward.
Non guardate.
- Non è qui. - Abbi pazienza.
Forse vi siete persi di vista mentre lo cercavi.
Tu resta qui. Io faccio un altro giro.
No, Marianne...
Non potete immaginare cosa soffriamo stando così vicini.
Possiamo parlarci ma mai esprimere i nostri veri sentimenti.
Guardarci ma mai tocc...
Credetemi, nessuno immaginerebbe il vostro affetto.
Lo pensate davvero?
Be', allora posso passare la serata al suo fianco senza rischi.
Oh, mi date così tanto coraggio, signorina Dashwood.
Elinor.
Non credo che abbiate conosciuto mio cognato,
Robert Ferrars.
La signorina Elinor Dashwood, mia sorella.
Sorellastra.
Incantato.
Siete stata brava ad arrivare fino a Londra, eh?
Le nostre conoscenze nel Devonshire sono molto generose.
- Derbyshire, eh? - No, signore, Devon...
Ho un amico nel Derbyshire. Forse lo conoscete.
Lord Courtland?
Ehm, Fanny, chi è quella deliziosa creatura?
Non cominciare anche tu.
La mamma ha faticato tanto per liberarci di ogni legame
con la signorina Lucy Steele.
Signorina Steele.
Ehm, scusatemi.
D-devo andare a cercare mia sorella.
Deve andare a cercarsi un uomo ricco, piuttosto.
Oh, colombella mia.
Mm.
- Signor Ferrars. - Signorina Dashwood.
- Siete splendida. - Ho conosciuto vostro fratello.
Ah.
Gli avete spiegato che i suoi compagni di scuola
non sono, in realtà, famosi in tutto il paese?
Signorina Dashwood, mi chiedevo se...
Forse dovremmo ballare.
Dopotutto, è un ballo.
Mmh. Mmh.
Willoughby!
Will...
Willoughby!
Oh, signorina Dashwood.
Signora Jennings.
Vi ho cercata dappertutto.
Devo parlarvi.
Che c'è?
È arrivato il signor Willoughby.
Mi dicono che è a braccetto con una certa signorina Grey.
"Non può essere vero", ho detto,
"perché è promesso alla nostra signorina Marianne."
Insomma, il loro fidanzamento lo sa tutta la città.
E l'ho detto a tutti.
Scusate. Chiedo scusa.
Scusate. Scusate.
Finalmente. Willoughby.
Buonasera, signorina Dashwood.
Che succede?
Spero che la vostra famiglia stia bene.
Santo Dio, Willoughby.
Che significa tutto questo?
Non avete ricevuto le mie lettere?
Signorina Dashwood, permettete che vi presenti la signorina Grey?
Lei è Marianne Dashwood, di cui vi ho parlato.
Quella del villino in campagna.
Oh.
Incantata.
Io e la signorina Grey siamo fidanzati.
Scusate.
- Scusate. - Oh.
- Scusate. - Oh. Oh.
Marianne. Marianne.
Willoughby!
Willoughby.
Willoughby. Non capisco.
Non...
Marianne.
Non capisco.
Marianne, lascialo stare.
Ma non...
Vieni.
Va tutto bene. Mi dispiace tanto.
Ricordatevi le mie parole, sarà un matrimonio infelice.
Ehm, perché è sempre pericoloso
quando c'è troppo denaro da una parte sola.
Su, su, mia cara.
Ho proprio quello che fa per voi.
Vino di Costanza, il migliore.
Ha-ha guarito la gotta di mio marito.
Non avrò mai pace?
Le ho detto che stai dormendo.
Non capisco.
Lui non è libero di legarsi ad altre, giusto?
Marianne, ha rotto il vostro fidanzamento?
Non c'è mai stato.
Era sottinteso ogni giorno ma mai dichiarato.
Ma il tuo comportamento.
Hai accettato i suoi regali. Sei-sei andata ad Allenham.
Non ho mai voluto ingannare nessuno.
Oh, tesoro, nessuno potrebbe crederti capace di inganno.
E vista la sua condotta, non puoi certo essere rimproverata.
Allora perché ho avvertito un rimprovero
per tutte queste settimane?
Pensi che avrei dovuto mentire sui miei sentimenti
finché non si fosse inginocchiato?
Non mentire.
Avresti potuto mostrare più riserbo.
Se avessi provato meno, ne sarei stata capace.
Ma non chiederò scusa per la mia sincerità.
Lui può chiedere scusa, perché i suoi sentimenti erano falsi!
No, i-io credo davvero che ti amasse.
Ma come avrebbe potuto, trattandomi con tanta indifferenza?
Hai visto quanto è-è stato freddo stasera,
e io-io sono stata in agonia in queste settimane,
chiedendomi se fosse morto.
Perché non ti sei confidata con me?
Perché tu hai sempre ragione!
E vorrei che non fosse così.
Vorrei...
Vorrei che l'amarezza non fosse saggezza
e che i gentiluomini meritassero quel nome.
Dev'essere terribile, Elinor...
...aspettarsi così poco
e avere sempre, sempre ragione.
Se permettete, signora Jennings,
quel vino lo bevo io.
Certamente.
Mia cara signorina Dashwood.
Vostra sorella e il vostro amico, il signor Ferrars,
hanno lasciato il ballo stasera molto turbati.
Vorrei il vostro aiuto per dare sollievo a entrambi.
Per settimane mi sono tormentato, indeciso se rivelare
ciò che so del signor Willoughby.
Forse a Marianne sarà d'aiuto sapere
a quale sorte è scampata.
Mi rimetto al vostro giudizio, signorina Dashwood.
So che è difficile da sentire,
ma Willoughby ha un passato.
Ha sedotto una vedova, poi l'ha abbandonata.
Era incinta.
Ma io lo amo.
Ma lui non ha cuore, Marianne.
Né onore, né veri sentimenti.
Oh, signorine Dashwood, dovete scendere.
- C'è vostro fratello. - Nostro fratello?
Anche Fanny.
È un tormento dopo l'altro.
È sconvolta.
Venite.
Edward fidanzato con Lucy?
Elinor.
Fanny ha sopportato tutto
con la forza d'animo di un angelo.
La prossima volta che vedo Edward, lo ammazzo.
E pensare che la signorina Steele è una ragazza così attraente,
quasi senza difetti.
È una ruffiana vanitosa e manipolatrice.
Che coraggio, a dirlo.
Ho sempre lodato la tua audacia,
non è vero, John?
Non è vero?
L'hai-l'hai certamente menzionata.
La mamma vuole diseredarli.
Edward sarà del tutto...
rovinato.
Suppongo che la rovina di Edward
farà di voi l'erede di vostra madre, signor Ferrars.
Almeno di Robert possiamo fidarci.
Oh, Signore, ma saranno così poveri.
Vedrò cosa posso dar loro per arredare la casa.
Che farabutto.
Tu ne avevi idea?
Non è come pensi.
Il loro fidanzamento l'ha deciso sua madre anni fa.
Quando la signorina Steele ha perso il patrimonio, Edward ha scelto
di onorare la sua promessa contro il volere della madre.
Da quanto lo sai?
Edward mi ha spiegato tutto appena siamo arrivate a Londra.
Elinor, non gli hai mai detto quello che provi?
Vorresti che fosse un altro Willoughby?
Che rompesse un fidanzamento
appena trovato un partito migliore?
Dio non voglia che tu debba tradire i tuoi sentimenti.
Marianne.
Di certo ti sarà risparmiata quest'umiliazione.
Edward ti farà presto una proposta.
Edward è fidanzato con Lucy.
Lucy ora non lo vorrà più. Non ha eredità.
Non resterà ad aspettare che si trovi una professione.
Gliel'ha data Brandon.
Ha offerto a Edward la parrocchia di Delaford.
Devo comunicargli la notizia domani.
Perché mai dovrebbe importare al colonnello?
Non ha mai nemmeno conosciuto Edward.
Dice di conoscere fin troppo bene
il dolore di separare due innamorati.
Ma Edward ama te!
Non cambia niente.
Che tu ti rassegni a quell'unione
è una cosa che posso sforzarmi di capire.
Ma favorirla attivamente...
Mi dispiace, Elinor, non puoi amarlo davvero.
Tu non sei in grado di capirlo,
perché pensi che la vera passione non possa mai essere frenata.
Nemmeno per il bene degli altri, per ciò che è giusto!
Pretendi che neghi a Edward la professione
che ha sempre voluto solo per garantire la mia felicità?!
Siamo uguali, io ed Edward.
Anzi, quando mi ha raccontato proprio le circostanze
che ci divideranno per sempre,
non ha fatto che dimostrare quanto siamo fatti l'uno per l'altra.
I-io non sapevo che lui...
...che lo credessi davvero l'uomo giusto per te.
Se mai potrai credermi capace di provare sentimenti,
di certo puoi immaginare quanto abbia sofferto.
Oh, Elinor, come sono stata crudele.
Voglio tornare a casa.
Non capisco perché il colonnello debba
interessarsi alla mia professione.
È un uomo molto gentile.
Allora lo conoscete bene?
Mm. Siamo vicini di casa a Barton.
Quindi con la parrocchia di Delaford...
sarò vostro vicino anch'io?
Credo di sì.
Signorina Dashwood, dovete sapere che il mio unico pensiero
quando mi promisi alla signorina Steele tanti anni fa
era salvarla dalla rovina.
Ma se, con questo matrimonio,
dovessi rovinare la felicità di qualcun altro...
Siete un uomo di parola, signor Ferrars.
È una qualità davvero ammirevole.
Potrei rompere con lei, Elinor.
Non farete niente del genere.
- Una vostra parola... - Non posso!
Non vi costringerò
a rinnegare la cosa migliore e più nobile che abbiate mai fatto.
Non vi piacereste più, se lo faceste.
E nemmeno io vi stimerei.
Allora ci sposeremo.
Vi auguro ogni felicità.
Siete stata per me l'amica più cara, signorina Dashwood.
La più cara che abbia mai avuto.
E voi per me.
Che fortuna, colonnello,
che siate qui per riaccompagnarci fino a Barton.
Grazie.
E pensare, nessun matrimonio.
Per due donne così straordinarie.
Non so cosa sia successo a Londra.
L'ala nord, quella nuova,
è tutta opera mia.
E la signora Palmer...
Be', all'epoca, ovviamente, non era la signora Palmer.
Era la signorina Jennings.
Siete troppo buono, signor Palmer,
a permetterci di fare tappa qui.
Sì, sì. Entrate.
Si sta al caldo e in pace.
Oh, cielo.
- Che bello essere qui. - Colonnello.
Sembra che voglia piovere, Marianne.
Oh.
No, prendi anche questo, cara.
E ricorda, se vedi la fontana,
fermati e torna indietro.
Non vogliamo che ti imbatta in quel buono a nulla.
Il signor Willoughby abita qui vicino?
Purtroppo.
Non ho mai visto una casa orribile come Combe Magna.
La detesto con passione.
Tu detesti tutto.
Un uomo deve avere le sue passioni, o sarebbe noioso.
Willoughby!
- Signorina Marianne. - Oh.
Visto, visto?
Lo sapevo che si sarebbe presa un malanno mortale.
- Oh. Oh. - È solo bagnata.
E presto la asciugheremo.
Uh, povera ragazza.
Signor Palmer, un po' di brandy alla ciliegia, per favore.
Certo.
Non riuscite a dormire?
Quando chiudo gli occhi, torno a Barton.
A quest'ultima estate.
Ci ha ingannati tutti, signorina Marianne.
Allora quello che avete scritto nella lettera è vero?
La vedova sedotta da Willoughby la conoscevo.
Eliza era un'orfana sotto la tutela di mio padre.
Molti anni fa, speravamo di sposarci.
Ma quando compì vent'anni,
sposò mio fratello maggiore.
Non prima che io e lei, noi, ehm...
Immagino sia difficile da credere, conoscendomi.
Non avrete...?
Siamo fuggiti insieme, sì.
Dovevate essere molto innamorati.
Ma non ci riuscimmo.
Lei sposò mio fratello, Delaford fu salva,
e io accettai un incarico nelle Indie Orientali
e ci rimasi fino alla morte di mio fratello.
Solo allora capii come viveva lei.
Il loro matrimonio era stato molto infelice.
Dopo tanti anni di maltrattamenti,
Eliza era fuggita col primo uomo che le aveva mostrato affetto.
Quando Willoughby capì che ero io, e non lei,
a ereditare Delaford, la abbandonò.
Mi ci vollero mesi per trovarla...
Colonnello.
...e per scoprire chi fosse il farabutto
che l'aveva lasciata in quelle condizioni.
E dov'è ora la vostra Eliza?
È...
È morta.
E il bambino con lei.
Uh, non potrà
viaggiare in queste condizioni.
È colpa mia.
Pensavo che scegliesse di essere fragile,
e che se solo si fosse decisa a smettere di soffrire...
Su, su, signorina Dashwood.
Darsi la colpa... ora non la aiuterà.
Venite.
Abbiamo da fare.
La signorina è in condizioni molto gravi.
C'è poco da fare, se non aspettare.
Dovete restare, tutti quanti,
finché non sarà guarita.
Non tutti.
Posso occuparmi io di lei, qui.
Non dite assurdità, figliola.
Sono stata io a portare Marianne via da sua madre.
Intendo darle le cure amorevoli di una madre.
Non avete mandato a chiamare sua madre?
Preferirei aspettare che guarisca.
Se la mamma la vede in questo stato...
Potrebbe non esserci un'altra occasione.
- Oh. - Santo Dio.
Permettete, signorina Dashwood. Parto subito.
Siete sicuro?
Mi renderò utile.
Grazie.
Va bene, va bene.
Va bene.
Uscite pure.
Non puoi lasciarmi, Marianne.
Mamma?
Mamma, è salva!
La febbre è scesa.
- Ditemi. - Willoughby?
Ditemi che è vero.
Ditemelo! È fuori pericolo?
Speriamo di sì.
Signore, non siete in condizioni...
Sì, sono ubriaco, ma...
...non avete idea di cosa abbia provato in paese
sentendo che vostra sorella stava morendo.
Quello che dovreste capire, come lo capisco io,
è che la vostra venuta qui richiede
una giustificazione davvero speciale.
Marianne deve sapere che la amo.
Nessun amore giustifica la crudeltà che avete mostrato!
Lo confesso, le mie intenzioni non sono sempre state onorevoli.
All'inizio pensavo al mio divertimento, ma col tempo...
Elinor.
Quell'estate a Barton è stata la più felice della mia vita,
e le avrei fatto una proposta
se non avessi saputo di una tragedia.
Giravano voci che minacciavano la mia posizione.
Il colonnello Brandon ci ha parlato delle "voci", come le chiamate voi.
Sull'anima mia, non sapevo del bambino!
Non lo sapevo.
Io...
Eliza era una...
...donna di mondo.
Quando l'ho lasciata pensavo
che sarebbe tornata a Delaford sana e salva.
Be', sono sollevata nel sentirlo,
perché ci addolorava pensare che foste un tale farabutto.
Sono sollevato oltre ogni dire nel sapere
di non aver perso la vostra amicizia.
Ma tra l'infamia e l'amicizia
c'è una vasta gamma di comportamenti.
Non penserete che il vostro
verso mia sorella meriti un qualche affetto!
Non le ho mai fatto promesse.
Anzi, sono stato molto attento a non...
Oh, siete stato attentissimo!
Infatti, solo con la massima attenzione
si può riuscire in un simile imbroglio!
- Quale imbroglio? - Le avete dato speranze
con attenzioni meticolose,
poi con uno scrupoloso silenzio avete prolungato la sua angoscia.
Elinor?
Ah, mamma, finalmente!
Dov'è? Dov'è la mia bambina?
Santo Dio.
Marianne è...
È salva. Mamma...
Colonnello, accompagnereste mia madre da Marianne?
Mentre io accompagno fuori il signor Willoughby.
Ma non ho visto Marianne.
Non siete venuto qui per vedere mia sorella, signore.
Siete venuto per placare
la vostra coscienza, che a ragione è turbata.
Elinor, non sapevo che foste capace di una tale scortesia.
A dire il vero, non so di cosa sono capace.
Willoughby!
Non ve lo chiederò di nuovo.
Venite con me.
Dimenticate chi siete, signore.
Questa non è casa vostra, né il reggimento.
Subito!
Elinor. Cos'è questa storia di Willoughby?
- È in casa? - C'era.
Oh, che faccia tosta.
Gliene dico io quattro!
Direi che non ce n'è bisogno.
Credo che il colonnello l'abbia appena sfidato.
Vogliono battersi in duello?
Santo cielo, figliola!
Perché non l'hai detto subito?
Oh.
Attenta, tesoro.
- Non stai bene. - Voglio vedere!
Fidati, non sparano mai.
Pistole.
Hanno le pistole.
Marianne. Attenta, attenta.
Attenta. Attenta.
Marianne.
E senza padrini.
Né un medico.
Credete che conteranno fino a dieci?
Perché ho sentito che spesso si arriva a quindici...
Ssh!
Contate voi, signor Willoughby.
Uno.
Due.
Tre. Quattro.
Si girerà.
Cinque.
Uno dei due si girerà.
- Sei. - Non si fermano.
Non lo sopporto.
Sette.
Otto.
Nove.
Dieci!
Santo cielo.
Oh.
Pensavo che ci sarebbe stato un massacro.
Sapevo che il colonnello era capace di una grande passione.
Passione? Non ho mai visto una rabbia simile.
Ma che coraggio. Hai visto che compostezza, mamma?
Presto. Presto.
Venite.
Dobbiamo mostrare la nostra disapprovazione.
Sì, sì.
O lo faranno tutti i giorni.
Sì. U-un duello andrebbe riservato alle occasioni speciali.
Ehm, un momento!
Ehm, avanti.
Oh, colonnello.
Signorina Marianne.
Siete fuori pericolo.
Non siete ferito?
Il signor Willoughby è illeso.
Ehm, chiedeva di voi.
Oh.
Sto benissimo, signorina Marianne.
Che c'è, tesoro?
Calmati, mamma.
Che cos'ha?
È solo felice.
Oh.
Sei viva!
Mmm.
Londra era meravigliosa?
Per niente.
I luoghi sono come le persone, Margaret.
Non sono mai come ce li aspettiamo.
Nessuno direbbe che siete stata così male di recente,
signorina Marianne.
Siete la stessa di sempre.
Non proprio la stessa, spero.
Per me siete la stessa.
Ma sono cambiata radicalmente.
Davvero?
Mi prendete in giro, signore?
No.
Mi credete sciocca?
Se dico che non siete cambiata, è solo perché la vostra energia,
la vostra passione, non sono state domate
come sarebbe potuto succedere a...
...a qualcuno meno straordinario.
La malattia mi ha dato modo di riflettere seriamente.
Vedrete che ho abbandonato tutte le mie massime più care.
Di certo mantenete ancora
il vostro divieto di innamorarsi una seconda volta?
È proprio quello che mi ha fatto ammalare.
Ero davvero convinta che non avrei mai più provato niente.
Quanto mi sbagliavo.
E quanto sono felice di essermi sbagliata.
Devo dedurne, signorina Marianne...
Perdonatemi...
ma intendete dire...
Credete di poter immaginare, col tempo,
di provare per un altro ciò che provavate per Willoughby?
Sì.
Col tempo, credo che potrei provare molto di più.
Forza.
Marianne! È Edward.
Dove sei stata?
- Che gli è successo? - Si è sposato.
Sir John e Lady Middleton sono appena tornati da Londra.
Non si parla d'altro che del matrimonio.
Vieni.
Pensare alle mie due ragazze
che soffrono così.
E come sei stata ricompensata per la tua forza, Elinor?
Con l'indifferenza.
Oh, che razza di madre sono?
Mi dispiace tanto.
A me no.
Ho avuto molto tempo per abituarmi all'idea.
E dopotutto...
Nonostante il fascino dell'idea
che la propria felicità dipenda interamente da un'altra persona...
...non è destino...
...non è giusto...
Non sempre è possibile.
Avessi io il tuo autocontrollo, Elinor.
È Edward.
Lo sappiamo.
Sta arrivando.
Sta arrivando adesso.
Oh, è l'ultimo...
l'ultima persona che voglio vedere oggi.
Possiamo dire che sei indisposta, tesoro.
No.
No, lasciatemi.
Devo affrontarlo.
Certo.
Venite.
Venite.
Saprò dominarmi.
Oh. Signorina Dashwood.
Signor Ferrars.
A quanto pare, sono d'obbligo le congratulazioni.
Allora avete saputo la notizia?
Proprio stamattina.
Be', c-come potete immaginare, Lucy non è mai stata così felice.
Io...
Vostra-vostra madre e le vostre sorelle stanno bene, spero.
Marianne è stata male.
- Oh. Mi dispiace tanto. Io... - Anzi,
dovrei andare da lei, quindi...
Se non avete un motivo particolare, potreste
- porgere le mie felicitazioni... - No. No.
Scusatemi, ma c'era una cosa.
L'ultima volta che abbiamo parlato, a Londra,
temo di avervi messa in una posizione impossibile.
Vi prego, ho deciso di non pensarci mai più.
Quello che avete fatto per me, quello che ha fatto Brandon,
anche se immagino che siate stata voi a convincerlo...
Vi assicuro che Brandon ha agito
di sua spontanea volontà.
Quindi non è stato...
Quindi mi sbagliavo a scorgere, nell'offerta
e nel modo in cui mi è stata comunicata,
il vostro interesse personale per la mia felicità?
Mi sta a cuore il benessere
di tutti i miei amici e vicini.
Capisco.
Avevo pensato che forse significasse qualcosa di più...
Siamo sempre stati amici, signor Ferrars.
Non ho mai detto il contrario.
Anzi, mi stupisce che siate venuto qui oggi
a interrogarmi sulla questione.
Avevo un'opinione migliore di voi.
Capisco.
Chiedo scusa. Io...
Sono stato proprio uno sciocco.
Proprio uno sciocco.
Non vi ruberò altro tempo.
Sei stata molto coraggiosa, tesoro.
Allora, avete saputo la notizia.
Signora Jennings.
Oh.
Be', ho a-appena incrociato il signor Ferrars che usciva,
e sembra triste quasi quanto voi quattro.
E come dargli torto?
Con la signorina Steele che sposa...
suo fratello minore. Oh.
- Robert? - Sì.
Non le importa quale dei Ferrars?
Be', basta che sia l'erede.
Non ha vergogna?
Be', Lucy non ha niente.
Niente soldi, niente famiglia e niente istruzione.
Insomma, non possiamo certo giudicarla.
Lucy è la signora Robert Ferrars?
Sì.
Non la signora Edward Ferrars?
No.
- Elinor. Vai. - Vai!
- Vai, tesoro. - Vai.
Vai!
Vai.
Edward.
Signor Ferrars!
Signorina Dashwood.
State bene?
Non siete sposato?
No.
Anzi, è a voi, a voi e al colonnello Brandon,
che devo la mia libertà.
A me?
L'offerta di Brandon ha reso possibile una vita
senza l'aiuto di mia madre.
Lucy non voleva una vita così.
Oh, signorina Dashwood, l'ultima cosa che desidero
è umiliarvi di nuovo.
Vi amo, Elinor.
Vi amo da quando vi ho conosciuta.
Sapete cosa ho da offrirvi. Non è molto, ma...
È tutto quello che ho sempre voluto.
Oh, stanno arrivando. Stanno arrivando.
Oh.
Sì!
L'ho sempre saputo che erano fatti l'uno per l'altra.
- Anch'io. - Non è vero.
Signora Dashwood, avrei dovuto chiedervi il permesso.
Vieni qui, sciocco di un ragazzo.
Oh, non è magnifico, signorina Marianne?
Quale sarà la vostra rendita?
La canonica di Delaford è molto grande?
Dobbiamo festeggiare.
Dobbiamo festeggiare!
- Sì. Perché no? - Un'altra festa!
Sì, una festa. Perché no?
Lo sapevo.
Lo sapevi? Si capiva?
Certo che lo sapevo.
♪ Gli alberi crescono così alti ♪
♪ E le foglie si fanno verdi ♪
♪ E tante fredde notti d'inverno ♪
♪ Io e il mio amore abbiamo visto ♪
♪ Fredde notti d'inverno, amore ♪
♪ Io e te le abbiamo passate soli ♪
♪ Il mio bel ragazzo è giovane ♪
♪ E sta crescendo ♪
♪ Oh, padre, padre carissimo ♪
♪ Mi hai fatto un gran torto ♪
♪ Mi hai legata a un ragazzo ♪
♪ Sai bene che è troppo giovane ♪
♪ Oh, figlia, figlia carissima ♪
♪ Se aspetterai ancora un po' ♪
♪ Sarai una dama mentre lui cresce ♪
♪ Manderò il tuo amore a studiare ♪
♪ Per un anno o due ♪
♪ E poi, nel frattempo ♪
♪ Lui farà al caso tuo ♪
♪ Gli comprerò dei nastri bianchi ♪
♪ Da legare al suo bel fianco ♪
♪ Così sapranno che è sposato ♪
♪ Così sapranno che è sposato ♪
♪ Sono andata a quel collegio ♪
♪ E ho guardato oltre il muro ♪
♪ Ho visto ventiquattro signori ♪
♪ Giocare con mazza e palla ♪
♪ Ho chiamato il mio vero amore ♪
♪ Ma non l'hanno lasciato venire ♪
♪ Solo perché era un ragazzino ♪
♪ E stava crescendo ♪
♪ Un ragazzino che cresceva ♪
♪ A sedici anni ♪
♪ Era un uomo sposato ♪
♪ E a diciassette anni ♪
♪ Era padre di un figlio ♪
♪ E a diciotto anni ♪
♪ L'erba gli crebbe sopra ♪
♪ La morte crudele pose fine ♪
♪ Alla sua crescita ♪
♪ E ora il mio amore è morto ♪
♪ E giace nella sua tomba ♪
♪ L'erba verde gli cresce sopra ♪
♪ Tanto, tanto alta ♪
♪ Siedo e piango la sua sorte ♪
♪ Fino al giorno della mia morte ♪
♪ E veglierò su suo figlio ♪
♪ Mentre cresce, mentre cresce ♪
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