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No, Marcello. Grazie, ma non mi va.
Queste cose non mi divertono più.
Con Lalla? Figurati!
Approfitto del ponte e passo tre giorni al mare.
Voglio proprio annoiarmi, sono stanco.
Così faccio contenta la mia mogliettina.
Mi chiamano da Riccione. Ti chiamo al ritorno.
Va bene, signorina, attacco. Ciao, Marcello.
Sì? Hotel Baltic?
Sono l'ingegner Marletti, vorrei parlare con mia moglie. Grazie.
No, quando si sveglia, le dica che suo marito arriva in mattinata.
Suo marito! Grazie, arrivederla.
- Indietro! - Vado.
Per favore, un passo indietro. Grazie.
- Si muova! - Se la prenda con quelli di Milano!
Indietro.
Prego!
Scusi, l'Hotel Baltic?
Sì, addio!
Piano!
Scusi tanto.
Permesso.
Prego. Sono fatte a mano.
Non mi dica di no, le prenda.
Marletti?
Stanza 224, secondo piano. La signora è in camera.
Tutte ricamate a mano. Guardi, sono lenzuola da corredo.
Sono sposato, sorella.
Calmi.
Siamo in ascensore!
State fermi!
- Ma che avete? - Tiramela!
Miao!
Miao!
Giuli!
- Giuliana! - Chi è?
- Sono io, Enrico. - Ciao, tesoro!
- Amore mio, sono arrivato. - Vengo subito.
Vieni fuori! Voglio vederti!
Giuggiolina!
Ti ho portato un regalino, sai?
Grazie! Mettilo lì.
Sì.
Giuliana, hai comprato delle lenzuola?
Sono lenzuola che ho comprato dalle suore per beneficenza!
Non ho potuto dire di no!
Non sgridarmi!
- No, no. - So che sono brutte.
Enrico! Cosa mi hai portato?
- Una sorpresa bellissima. - Grande?
Sì, abbastanza.
Giuggi?
- Vieni fuori! - Un attimo, tesoro.
Su! Sei al mare e fai il bagno nella vasca? Apri!
Eccomi, noiosone.
No, lasciami, ho appuntamento con il parrucchiere.
Perdo il turno.
No! Ogni volta che mi vedi pensi solo a questo.
Sì, sono tre settimane che ci penso.
Se sapevo che mi castigavi, prendevo provvedimenti.
- Dov'è il regalino? - Lì sopra.
Uno, due, tre, quattro e cinque. Grazie, signor Spilorcini!
Intanto questi li metto via.
Io vado dal parrucchiere. Tu cambiati e poi mi raggiungi.
Marletti, piacere. Non c'è male, grazie.
Porca miseria!
Però!
Signore!
La valigia.
Sì, va bene.
È la mia, lasciala pure lì.
Si bussa prima di entrare.
Ho bussato.
Vai.
Grazie.
- Con permesso. Posso? - Prego.
- Scusi. - Scusi lei.
- Giuliana, quando finisci? - Come?
Sì, domani!
Non potevi farli ieri i capelli?
Se non vuoi aspettarmi, vai nella hall o al bar.
Vanitosa!
Ciao, Giuliana! Vado in spiaggia. Ti porto giù qualcosa?
Sì, mio marito.
La signora Clelia Valdameri.
- Molto piacere. - Faccia vedere.
- Che splendore di marito! - Mi difendo.
- Viene con me? - Sì.
Non scottarti, metti l'olio.
Sì.
Tra un'oretta ti raggiungo.
Ingegnere, lei è la mia bambina.
Bellina!
Alle signore si deve baciare la mano.
Madame…
- Enchanté! - Che bella!
Non mettere le orribili mutande della Rinascente!
Andiamo, ora non c'è nessuno in spiaggia.
Da quel giorno non parliamo più con quelli là. Lei è d'accordo?
- Perfettamente. - A ogni cosa c'è un limite.
Bastava dire una parola e lo sapeva tutta la spiaggia.
È inutile parlare di amicizia.
- Le pare? - Certo.
Invece, io e Giuliana ci siamo intese subito.
Noi non sopportiamo i pettegolezzi. Pensiamo solo ai fatti nostri.
Meno gente conosciamo, meglio stiamo.
Gustavo, ti presento l'ingegner Marletti. Mio marito.
Piacere.
- Dov'è la bambina? - In acqua a giocare.
- La vado a cercare. - Sì, vai.
Non cerca la bambina, va a sbirciare le ragazze.
Un giorno lo ricoverano alla neuro!
- Buongiorno, cara. - Buongiorno.
Quelli non sono marito e moglie.
Dicono che sono sposati, ma lui è separato da Elena di Milano
che aveva sposato nella Repubblica di Salò.
Lei è tedesca e le avevano ritirato il passaporto per traffico di valuta.
Lui era federale di Perugia, non toglie mai la camicia
perché porta la testa del duce tatuata sul petto.
- Ciao, Giuliana! - Ciao.
Buongiorno.
So tante altre cose, ma non le dico perché non mi piace sparlare.
- Pelatino mio, non prendi il sole? - Ascoltavo la signora.
- Ciao, Clelia. - È bello in tuo "cachet" ramato.
Forse cambio colore anche io.
- Ti vedo stanca. - Sto benissimo.
- A che ora siete tornati stanotte? - Alle tre.
- Com'è andata? - Una noia!
Allora, ho fatto bene a non restare.
Sei bellissima.
Ti sta bene l'abbronzatura.
Per carità! Ho mal di testa.
Allora, il mal di testa ti dona.
Mi prendi in giro!
Clelia, devo cambiare stanza.
Ho una vicina che non mi fa dormire. Ogni notte cambia uomo.
Ti pare possibile?
Siamo in democrazia e ognuno può fare ciò che vuole,
però bisogna rispettare il sonno altrui.
Eccola! Ecco la stacanovista dell'amore.
È bella, vero? Ti piace?
No, sei matta?
- Dormiglioni! - Buongiorno!
Lui è il marito di Giuliana.
- Piacere. - Molto lieto.
Piacere, Marletti.
- Gli altri? - Dormono.
Ecco Pasqualino!
Ben alzato!
- È arrivato il marito di Giuliana. - Piacere.
Che matto! Simpatico.
Eccomi qua.
Come procedono i lavori a maglia?
Si volti un attimo.
Manca una manica.
Per la Manica, Hitler perse contro l'Inghilterra!
Io vado a lavorare. Permesso.
Perché leggi Pablo Neruda?
Non posso leggerlo?
Sì, ma non ti ho mai vista leggere un libro di poesie.
Allora? Adesso mi vedi.
- Salute a tutti. - Isabella!
- Lui è mio marito. - La signora Dominici.
- Marletti, piacere. - Molto lieta. Che bel marito hai!
Vado a fare il bagno. Venite?
Va bene. Noi veniamo dopo.
Ti raggiungiamo!
Come hai detto che si chiama?
Isabella Dominici.
Attento, ingegnere, fa la civetta con tutti.
Io non mi tiro indietro!
Tanto tu hai Pablo Neruda!
Non prendermi in giro come fai di solito.
Ehilà! Salve, gente. Ciao!
Clelia… Giuliana, andiamo?
- Volentieri. - Lei è il consorte?
Sì, piacere.
Fa due "scivolatine"?
- No, non è il tipo. - Ciao a tutti!
Dove vanno?
A fare sci acquatico, ma non si preoccupi di Tonino, è…
Davvero?
Ragazzi, facciamo il bagno. Ingegnere, andiamo.
Subito!
Ingegnere, conosce i signori?
- No. - Permette?
- Mia moglie. - Marletti.
Il dottor Risi.
Il dottor De Rossi.
Professor Ferri, c'è l'ingegner Marletti.
- Marletti. - Molto onorato.
- Lei è del sud, vero? - Oriundo.
Insegno latino qui a Riccione.
Beato lei che non fa ore d'auto per mettere i piedi in acqua!
Ma sono due mesi di paradiso e dieci di inferno! Guardi!
Guardi! Questa nordica longilinea.
Di qua. Guardi queste due farfallette appena sbocciate.
- Come si fa? - Notevoli!
Terribili provocazioni!
Poi arriva l'autunno e torno nella squallida solitudine delle aule.
Trentacinque giovanotti con le gambe pelose!
- Con permesso. - Prego.
Lotte! Lotte!
Lotte!
Aiuto! Un pescecane!
C'è un pescecane. Prendi questo.
Beccati questa!
La mia mano! Mamma! Chiamate un chirurgo!
Ingegnere, tu non sai nuotare, vero?
Enrico!
Sì.
Enrico!
Muoviti!
Andiamo. L'asta comincia all'una.
- Quale asta? - Andiamo.
Buongiorno.
Ossequi.
Enrico!
Brandy!
Brandy!
Signore, ha visto un volpino rosso piccolo così?
Si chiama Brandy, l'ho perso.
- Non lo so. - Non importa.
Brandy! Scusi, ha visto un volpino rosso?
- Che cos'è? - È Celentano!
Canta sabato a Villalta.
♪ Viva la pappa pappa ♪
♪ Col pomodoro ♪
- Enrico, sei pronto? - Sì.
Dai, non vai al ballo all'ambasciata.
Sono pronto. Entra.
- Muoviti. - Senti.
Amore mio…
Cosa fai?
Sei impazzito? Lasciami!
Ci possono vedere.
Ingegner Marletti…
sua moglie non l'ama più.
- Non fare il buffone! - Non mi ami più!
Ma come? Per te l'amore è solo fare quella cosa?
Sì.
Pochi piedi hanno camminato su questo tappeto vecchio di tre secoli.
Come vedete, è perfettamente conservato.
È praticamente nuovo.
Il prezzo di partenza di questo bel persiano è di lire…
Mi vergogno a dirlo, 100.000!
Cosa siamo venuti a fare? Andiamo via.
Ma siamo appena arrivati!
Qualcuno offre più di 100.000?
Portalo via.
Quel tappeto turco era un affare.
Turco? Li fanno a Busto Arsizio!
Roba per villeggianti.
Il conte ha anche una galleria a Torino. È un grande intenditore d'arte.
Allora, un giorno andremo a Torino,
ma qui non tiro fuori neanche una lira.
Saremo i soli a non comprare nulla.
- Sei la signora Spilorcini! - Uffa!
Fallo vedere ai signori.
- Questo è carino! - Non dire stupidaggini.
Non è per i soldi, ma è per non passare da fessi. No!
È una vera occasione.
Ottantamila lire.
- Novanta! - Novantamila lire!
Novanta e uno, 90 e due, 90 e tre!
Aggiudicato al signore. Grazie.
Trovato il fesso.
È incerta l'attribuzione del vaso.
Forse XVIII o addirittura XVII secolo.
Sai che i vasi cinesi portano iella?
Enrico, sei superstizioso?
Ingegnere, glielo mando in albergo.
No, grazie. Anche se si dovesse rompere, a casa non sappiamo dove metterlo!
È molto simpatico suo marito.
Posso offrire un aperitivo?
Stasera! Non voglio andare in giro con il vaso e ho fame.
- Arrivederci. - A più tardi!
- Arrivederci. - Arrivederci.
Ho quasi finito Neruda.
Mi dica il suo parere, sinceramente.
L'ho trovato molto interessante.
Anche se…
Come dire…
In certe immagini mi delude un po'.
I suoi giudizi sono sempre precisi.
Indubbiamente, in qualche punto l'immagine cede.
- Giuliana! - Sì?
Dai, ho fame!
Arrivederci.
Riprenderemo questo discorso.
Grazie, con piacere.
Chiudi, Tony!
Non ci capiamo in questo albergo!
Ti ho detto che li voglio senza sugo…
e al dente.
Invece sono conditi e scotti.
Il vino è caldissimo. Non c'è un po' di ghiaccio?
Li faccio rifare?
No, ci vogliono 20 minuti! Che pesce c'è?
Non c'è pesce.
Siamo al mare e non c'è pesce! Bene.
Cosa c'è, allora?
C'è vitel tonné, oppure…
zucchine ripiene, non so…
Tutti avanzi.
Non alzare la voce. Ci stanno guardando tutti.
In fondo, non sei al mare per mangiare.
No, anche per mangiare, non per digiunare!
Potrei consigliare il polpettone.
Siamo in piena giornata di recupero!
- Per me zucchine ripiene. - Porta le zucchine.
- Ciao! - Lui è mio marito.
- Piacere. - Marletti, piacere.
- Molto piacere. - Piacere.
Professor Ferri, le presento mio marito.
Ci siamo incontrati in spiaggia. Stamattina andava di fretta.
- Ciao! - Ciao, cara.
- Come va? - Stia comodo.
Giuliana, hai un bel maritino!
Ce lo tenevi nascosto?
Non è tutto oro quello che luccica.
Permette, ingegnere?
- Giovagnoli. - Molto piacere.
- Buon appetito. - Buongiorno!
- Buongiorno. - Buongiorno!
- Buongiorno. - Comodo…
Strizza l'occhio a tutti. Crede che in Italia si saluti così.
Grazie.
Tu sarai un essere eccezionale, potrai vivere di puro spirito.
Io sono un uomo volgare fatto di carne e ossa.
Dal 1945 non mangio zucchine ripiene.
Ora vado a cercare una trattoria.
No, Enrico, non fare così.
Ma cos'hai? Che ti prende?
Niente, niente.
Ti metti a piangere?
Ti sembra il caso?
Hai visto? Dramma in famiglia. Ines!
Tu sei malata di nervi.
Adesso mangiamo e poi…
Io ti porto a Roma, devi curarti.
Non sono neanche tanto schifose.
Guarda, guarda!
La signora Marini!
Ingegnere, quello è il poliziotto privato del marito geloso!
Buon appetito.
Alle due ci sono le prove. Clelia, non mancare.
Giuliana, alle due ci sono le prove. Vieni. Anche lei, ingegnere!
Uno, due, tre, quattro. Uno, due, tre, quattro.
Isabella, stai attenta, fai sbagliare Giuliana. Sorridete!
Uno, due, tre, quattro.
Pasqualino, sorridi.
Sono stanca, vado a riposare cinque minuti.
Brava, Clelia!
Una vera artista.
- Bravissima. - Grazie.
Tre, quattro. Tre, quattro.
Mi fanno male i piedi!
Che cos'è questa pagliacciata?
Ingegnere, è una cosa molto seria.
È una recita di beneficenza per gli orfani delle colonie estive.
Per gli orfanelli?
Uno, due, tre, quattro.
Chi è quella "bonona", la seconda?
Cosa?
La seconda a sinistra, quella bona.
È sua moglie!
Ingegnere!
Uno, due, tre, quattro. Ahia! Che calcio! Io non ce la faccio più!
Tuo marito non sa fare niente?
Ma come? Fa Wanda Osiris!
Ingegnere!
Ma dai!
Avanti, faccia qualcosa anche lei.
- Ma no! - Sappiamo che balla!
Le piume!
Cosa vi siete messi in testa?
La spalla! No, meglio quest'altra.
Giuliana!
Va bene.
Sentimental!
Musica!
Com'è bella la vita!
Tieni. Basta!
Ma quali orfanelli!
Lei è bravo.
Su, ragazze!
Basta con gli scherzi.
Giuliana!
Adesso io!
- Tu non hai bambini? - No.
Perché, non sei capace?
Sarei capace, ma poi me li mangio.
Prego.
Sei tornata.
Come hai fatto a fare tutti i giorni questa vita?
Non sei stanca?
- No. - No?
Prima non ti avevo riconosciuto.
Stavi bene.
Però, sei più bella così, ti preferisco.
Tesoro, con questo caldo!
Stanotte non ho chiuso occhio.
Quando ho telefonato, dormivi.
- Ero appena rientrata. - Da dove?
Siamo stati a ballare alla Zanzara. Pasqualino ci ha fatto tanto ridere!
È l'imbecille degli scherzi?
Non parlare male di lui, non lo conosci.
Pasqualino è spiritoso e ha due lauree.
Sì, 48!
Giuliana!
Giuliana!
Giuliana!
Chi è?
- Non lo so. - Non chiama te?
Sarà un'altra Giuliana!
Dimmi, Giuliana.
Che cos'hai?
Niente. Te l'ho detto.
Niente davvero?
Sarà un po' di malinconia.
Perché?
Non lo so, Enrico.
È una sensazione strana.
È come…
Come?
Come se sentissi la sabbia del tempo passare tra le mie dita.
Adesso riposa.
Cosa fai?
Devo far vedere la macchina.
Torno subito.
Tu hai bisogno di qualcosa?
No.
Cosa fate voi?
Ci fai fare un giretto?
Ma che giretto! Forza!
Scendete.
Su!
Tutti.
Fuori, anche tu.
Di chi è questo?
Non c'è una mamma qui?
Hai litigato con tua moglie, vero?
Ma vai!
- Desidera? - Un Cinzano.
- Un po' di selz? - No.
A che ora ha telefonato?
Alle due.
Le hai detto che ero morto?
Voleva sapere il cimitero e il numero della tomba.
Perché non te la prendi tu?
Lo sai che non posso.
Passala a lui.
Prego?
Il mio amico Sergio ha una ragazza da scaricare. La vuole lei?
Le piacciono le ragazze?
Direi di sì.
Lei conosce qualcosa di meglio?
Fuori la mille!
Ha vinto la scommessa.
Prego?
Il mio amico diceva che lei…
Io dicevo di no. Ha capito?
Perché ha pensato una cosa simile?
Mi è venuto dietro per mezz'ora, così ho pensato…
Mi sono sbagliato.
Può succedere a tutti Chiedo scusa.
Magari è anche sposato.
Sì, ho moglie. Siamo qui in vacanza.
- Marito geloso? - No.
Marito annoiato. Ha sbagliato, gli ridia la mille.
- Posso offrire qualcosa? - Grazie.
- Dammi una birra. - Subito.
- Mi chiamo Sergio. - Io Enrico. Piacere.
Lui è meglio che non glielo presenti.
Quanti siete?
Sette, otto.
Lì ce ne sono quattro. Ci chiamano i "battitori".
C'è da sgobbare.
Tu sei uno di quelli che batte molto?
In stagione alta arrivo a farne anche 70 o 80.
- È una bella media! - Insomma.
Nel complesso sono belle?
Qualcuna è bruttina, ma non si può fare i difficili.
Dobbiamo incoraggiare il turismo.
Tu preferisci le straniere?
In genere, sì.
Soprattutto la danese, è la migliore.
La tedesca è troppo sentimentale.
L'americana…
Se è ebrea, sì, altrimenti non vale niente.
Che cos'è quella cosa?
Un cocktail di mia invenzione. Ti rimette a nuovo.
Mandrillo drink.
E…
Sì! Vuole un po'?
No, grazie.
Glielo consiglio.
Latte, rosso d'uovo, vitamina, noce moscata e tanto pepe.
E le italiane come sono?
Non hanno niente da imparare tecnicamente.
Per me non sono all'altezza delle francesi.
È un'opinione personale!
Certo.
Tre anni fa me ne è capitata una di Forlì.
Mi aveva ridotto uno straccio.
Ero così esaurito che mi era anche venuto un tic.
Era una signora?
Sì. Se non hanno un marito, non mi interessano.
Secondo te, quei poveri mariti qui non…
Guarda…
- Posso darti del tu, vero? - Figurati!
Qui nessun marito si salva.
- Nessuno? - Nessuno.
Quest'anno com'è la stagione?
È appena cominciata.
Però, da come si presenta, direi piuttosto bene.
Al Grand Hotel e al Regina c'è già movimento.
Il Regina è sempre stato un albergo pescoso.
L'Hotel Baltic com'è? È pescoso?
Così così.
Niente di particolare.
Una che sta al Baltic viene adesso.
L'ho conosciuta alla Zanzara.
Come si chiama?
Si chiama…
Non ricordo.
Giuliana!
Che brutta razza, le donne! Non si vergognano mai!
I mariti sgobbano per fargli cambiare aria,
ma appena arrivano qui…
Dai, sotto!
Che schifo!
Sergio!
Sergio!
Lei è Giuliana. Ha 20 anni.
È sposata solo da due anni. Ti pare possibile?
Sergio!
- Dai, muoviti. - Vengo.
Ciao, Enrico.
Disturbo?
No. Figurati!
- Scusate, ma dovrei… - Certo.
- Lei è Giuliana. - Piacere.
Piacere.
Una di queste sere stiamo insieme.
Sì, perché no?
Con tua moglie.
Volentieri. Adesso vediamo come…
Ciao.
- Buongiorno. - Arrivederla, signora.
- Ciao, Enrico! - Ciao.
Giuliana, tuo marito.
Enrico, vieni! Dove vai?
Venga, ingegnere.
Monti!
Al passo! Avanti!
Professore, ma dove andiamo?
Partita di calcio. Scapoli contro ammogliati.
Lei sarà mio avversario.
Mi raccomando, pedali! Non faccia finta di pedalare.
Attento!
Gli scapoli conducono per 17 a nove.
L'ingegner Marletti si è impadronito della sfera.
Dai!
Forza, Gustavo!
Molla!
Fallo di mano!
Arbitro, rigore!
Quale mano? È stato involontario!
Arbitro, cornuto e venduto!
Sì, sì. Cornuto.
Sì, va bene! Fischia.
Batte il rigore l'ingegner Marletti. Finora ha siglato ben sette reti.
Professore, lo faccio di classe!
Un momento.
Sì. Non è pronto! Attento, professore.
Sempre di classe!
Ragazzi, gioco pericoloso.
Ragazzi, vi sbatto fuori!
Veloci azioni su entrambi i fronti.
Fallo?
- Non era rigore! - Asino!
Un momento, la fotografia.
Gli ammogliati stanno conducendo la partita.
La foto!
Scapoli!
Bravo!
Giuliana!
Dai, passa la palla!
L'ho presa.
Ecco, professore! Gol!
Come non era valido?
Basta con questa partita! Cambiamo discorso.
Era fallo di mano grande come una casa!
Ti fa ancora male la gamba?
No.
Vuoi farti vedere dal medico?
No, sto bene.
Ora fai la vittima.
Mi farò ricoverare in clinica, allora.
C'è vita su Marte?
Il sabato sera abbastanza!
Bella, però la conoscevo già.
Tu, invece, che hai?
Io? Niente. Perché?
Ormai ti conosco bene. Qualcosa non va? O mi sbaglio?
No, niente.
Cosa dovrei avere? Pasqualino, vieni qua.
Digli di smettere con questa lagna e di suonare "Il mondo".
Se lo faccio, che mi dai?
Un bacio!
Non ora, c'è mio marito! Ti faccio un buono.
Un buono!
Questa musica mi fa impazzire!
Giuliana.
Ho segnato alcuni versi per lei.
Mi sembra un'immagine giusta.
Li legga con calma.
Posso leggere anche io o non sono addetto ai lavori?
È Dylan Thomas, il grande poeta inglese.
- Buonasera! - Buonasera.
"Bramando…
le doglie…
e l'amore."
Giuliana.
Giuggi!
Sono quasi le nove!
Ragazzi, noi andiamo in albergo a cambiarci. Arrivederci!
- Ciao, Giuliana. - Il circo leva le tende!
- Buonasera. - Professore, raccolga le cartoline.
Stasera che facciamo?
Stasera non si mangia né si dorme. Stasera tango!
È proprio vero!
Ha perfettamente ragione!
Brava, la mia Pucci.
Stai diventando una vera donnina di casa.
Non è mica facile.
Grazie per avermi invitata a ballare.
Prego, signora!
Veramente, l'avevo invitata a cena al nostro albergo.
Voglio tanto stare con te.
Non sei con me?
L'ha fatto perché la moglie lo tradiva?
Nessuno si ammazza più per le corna!
Aveva debiti per 600 milioni!
Povero Cesana! Lo ricordi a Portofino?
Come se fosse adesso.
Il Cesana delle filande?
Credo che si tratti di lui.
Era un'anima nobile e generosa.
Con l'anima nobile non ci si salva dalla congiuntura!
Io quasi invidio gente come i Farina e i Malesotti
che si sono mangiati tutto con le donne.
Almeno hanno vissuto un giorno da leone.
Dove finirà questa povera Italia?
Andiamo!
Basta con le tristezze. Stiamo allegri!
Come dice il nostro amico Mike:
"Allegria!"
Va tutto in malora, caro Borletti.
Marletti!
È importante il gusto personale.
Dobbiamo metterci in mostra
per far vedere che siamo ancora belli, sani, forti e con il denaro.
Ha proprio ragione, commendatore.
Il ragioniere capo del mio ufficio ha avuto un infarto
e non l'ha detto a nessuno per non perdere il posto.
Diceva di avere un'influenza.
Tutte le mattine alle otto era lì più morto che vivo.
Questo è il mondo, caro amico. Cosa vuole farci?
Uno dovrebbe potersi curare l'infarto senza aver paura di perdere il posto.
Lei è un po' comunista o sbaglio, caro signor Borletti?
Marletti, commendatore!
Sì.
Io non posso vedere il mare, mi fa una paura fottuta.
Non so nuotare.
Se vedo un'onda, mi viene il mal di stomaco.
Invece, sono costretto a passare tre mesi l'anno su questa barca,
a esibirmi su una passerella come un'indossatrice per il Mediterraneo.
Oggi qui, domani là.
Confidenza per confidenza, anch'io odio il mare.
Lei?
Lei ha la fortuna di essere un uomo mediocre.
All'opinione pubblica non interessa un Barletti.
Se salto un porto, il giorno dopo nei consigli di amministrazione dicono:
"Tagliaferri è in difficoltà."
"Ha ridotto le spese, è sull'orlo del precipizio."
Si semina il panico! Non so se mi spiego.
Brutto mare schifoso!
Anche con le ragazze alla mia età devo andarci piano.
- No! - Sì.
Guai se ne licenzio una. Capisce, amico?
Sì, caro Tagliafuoco, lo so, oggi essere ricchi è un problema.
Oggi chi è ricco è più povero di…
Hai detto una grande verità.
Aspetti. La aiuto.
Devo dire che hai una conversazione veramente brillante.
Grazie.
Sei molto simpatico.
Siediti.
Mi ricorderò di te se un giorno avrò bisogno di una persona onesta.
Come?
Amen.
Dai qua.
- Bevi. - Grazie.
Bene. Domani mattina a mezzogiorno mi sveglio a Venezia.
Che città barbosa!
- Aspetti. - Enrico, lasciami dormire.
Buonanotte.
- Scusi! - Spegni la luce.
Ecco.
- A domani. - Dammi un bacio.
Pardon!
- La luce! - Buonanotte.
Enrico…
- Vieni ad aiutarmi in cucina. - Ho le mani occupate.
Ingegnere! Su!
Non mi tocchi e non mi parli più.
Come balla questo coso!
"Le donne oneste sono inconsolabili degli errori che non hanno commesso."
Sacha Guitry. Il tuo che dice?
"Per liberarsi di una tentazione bisogna cedere ad essa." Oscar Wilde.
"Ogni lasciata è persa."
Enrico Marletti.
Ingegnere e pensatore.
Venga, ingegnere. Ci dia una mano!
È pronto!
Anche a me!
Due per me.
A me piace il pesce.
- Che profumino! - Mangio tutto, anche le spine.
Enrico? Tesoro, mangia il pesce.
- Che pesce? - Questo!
Pasqualino!
Ragazzi, uno spiedino anche a noi.
- Ingegnere, vuole un po' di vino? - Sì.
Vino!
- Grazie. - Chi vuole vino?
Qui, Isabella!
Buono!
Magnifico!
Eccellente!
Ragazzi, il sole!
Sta sorgendo il sole.
Il sole!
Sorge il mattino in compagnia dell'alba.
Lo spettacolo è finito.
Gelati! Bruscolini!
Ritirata!
Che facciamo domani?
Poi decidiamo.
Enrico!
Enrico, stanno andando via tutti. Forza!
- Ho sonno. - Svegliati che andiamo.
- Dove? - A dormire.
Stai dalla tua parte! Non riesci a dormire nemmeno la notte?
Quale notte? Sono le otto del mattino.
Non riesco a dormire con la luce del giorno.
Prova. Stai cinque minuti con gli occhi chiusi.
È un'ora che sto con gli occhi chiusi. Mi viene l'angoscia.
Fai quello che ti pare.
Ho sempre fatto quello che mi pare.
A Roma hai chiuso l'acqua, la luce e il gas?
No, ho lasciato tutto aperto.
Oh!
Signore!
Ha visto un volpino rosso?
- No. - Non l'ha visto.
- Non sono stato attento. - Questi non vedono mai niente!
Brandy! Brandy!
Telline! Cannolicchi freschi!
Bomboloni alla crema!
Vado via?
Attenzione!
Cerchiamo un bambino di sei anni di nome Carlo.
È biondo, porta un berrettino a righe bianche e rosse.
Sabato 22 al Kit Kat ci sono i "Negretti del Madagascar".
♪ Una mattina mi sono alzato ♪
♪ E ho trovato l'invasor ♪
♪ O partigiano portami via ♪
♪ O bella ciao… ♪
Cin cin! Cinzano soda. È il vostro aperitivo.
- Dove sei stato fino adesso? - In giro.
- Ti sei divertito? - Sì.
Ho visto un tamponamento davanti al Grand Hotel.
Quattro macchine.
Fatti la barba. È quasi l'una e dobbiamo andare al mare.
Non la faccio, se prima non mi dai un bacio.
Avanti!
Il suo caffè, signora.
Grazie. Lo metta lì, Giovanni.
Di corsa a farti la barba. Presto!
A Giovanni gli spacco la faccia.
Tesoro, lascia stare le zanzare!
Attento al vetro del bagno!
Bravo!
- Tu-tu. - Parte un treno.
- Per dove? - Milano.
- Tu-tu. - Parte un treno.
- Per dove? - Per tu-tu.
- Ma no! - Dai!
- Dica il nome della città! - Per Tokyo.
Tu-tu.
- Parte un treno. - Devo andare, altrimenti lo perdo.
- Smettila, buffone. - Per dove?
Per Torino.
- Tu-tu. - Ma no!
Ma Enrico! Cosa fai, dormi?
Magari! Non ho chiuso occhio! Non sono capace a fare questo gioco.
- Ingegnere! - Fa penitenza?
- Abbandono! - Meglio.
- Tu-tu. - Parte un treno.
Io non parto, sono in sciopero.
- Salve. - Ingegnere!
Hai la maglietta. Ti sei bruciato, vero?
Scusi. È una penitenza.
Ah, ecco!
Lollobrigida, Sophia Loren, Brigitte Bardot.
Lollobrigida, Brigitte Bardot!
Nando, cammina! Sei sempre l'ultimo.
Cammina!
Come è andata con la tedesca?
Sono riuscito ad agganciarla.
Abbiamo anche simpatizzato, ma non sono padrone della lingua tedesca.
Le parli in latino!
Salve.
- Ingegnere? - Buongiorno!
Posso rubarla?
- Sì. - Venga.
Forza!
Soli nell'amarissimo Adriatico!
Attenta!
Finiamo in acqua.
Niente paura, signora! Sono stato in Marina.
Attenzione.
- Scusi. - Buona traversata.
Vada a pescare più a largo.
- Lo conosce anche lei? - No, perché?
So che è uno importante.
Ehi!
Questo è un bel posto. Isolato, tranquillo.
- Vogliamo addentrarci? - Eccolo.
Mascalzone, vigliacco.
- Chi? - Poteva scegliere un altro posto!
- Di chi parla? - Di quello!
- Andiamo! - Gli faccio vedere io.
- Per questo mi ha portato qui? - Certo. Cosa credeva?
- Ma è con sua moglie. - Bugiardo.
Mi aveva giurato che non avevano rapporti da due anni!
- Non faccia una scenata. - Io?
Scusate.
- Enrico, conosci il sig. Pellini? - Sì. Marletti.
- Buongiorno. - La signora Pellini.
- Come sta? - Piacere.
La signora…
- Qui è molto bello. - Sì, non c'è male.
Il mare è più…
- Molto più… - Logicamente.
Invece, là era meno…
Come dire?
Non so…
Io non credevo neanche…
Non credevo neanche.
- Che ora è? - Le due meno 20.
Accidenti! È meglio tornare.
- Capisco. - Scusate.
Di niente. Arrivederci.
- Buongiorno! - Buongiorno.
- Ha capito che uomo è? - Sì.
Io ho perso la testa per lui!
- Sono una stupida. - Sì, certo.
Cioè, no. Insomma…
Mi dispiace per lei.
No! Perché?
L'ho seguita senza secondi fini.
Remi più piano, non voglio che mi vedano in questo stato.
Sapete come fanno l'amore i porcospini?
- No. - Come?
Con molta prudenza!
Giuliana, guarda.
L'ingegnere è tornato alla base.
Bentornati!
È stato molto carino.
- Ciao, Isabella! - Ciao.
L'acqua era calda?
Caldissima.
Bollente, signora Valdameri.
Ciao.
La Nestlé vi ricorda i deliziosi bon bon alla nocciola.
Ti manca molto per finire il golf?
No. Insomma…
- Buongiorno. - Buongiorno.
Perché queste non me le presenti?
Chi sono?
Le è morto il marito la settimana scorsa.
Vengono qui perché hanno pagato per tutta la stagione.
Fanno una vita molto riservata.
Guarda!
La signora Marini sta navigando con il suo poliziotto!
- Andiamo a casa. - Guarda, Giuliana.
Sono laggiù. Su quel moscone.
Professore, mangia ogni giorno qui?
La vita di albergo mi interessa.
- Buon appetito, ingegnere. - Buongiorno.
Giuliana, ti sei accorta
che la signora Marini e il poliziotto non sono nemmeno scesi per mangiare?
Clelia, per piacere!
- Saranno in trattoria. - Insieme?
Stai zitta quando c'è la bambina!
Senti da che pulpito!
Tu scandalizzi la bambina, non io!
Non mi "lustro" la vista come fai tu.
Va bene, vuoi sempre l'ultima parola, ma ora stai zitta!
Quando non ti piace la musica, cambi disco!
Sa perché mi ha sposato?
Mi ha sposato per le mie proprietà.
Non ti sembra una ragione sufficiente? Sognavi il grande amore?
Potevi aspettare tranquillamente il principe azzurro!
- Io stavo bene a casa mia. - No!
A casa tua non stavi bene.
Vi mancava l'acqua per lavarvi e la legna per il fuoco!
Scusate, non mi sento bene.
Che peccato! Proprio oggi che avevamo deciso di stare tutti insieme.
Ingegnere.
È andata via perché hai fatto l'amore con la signora Dominici.
Ines!
Non alzare le mani su mia figlia!
- È anche figlia mia. - Lo dici tu!
No, tesoro, cara…
Non piangere, tesoro.
Permesso.
Buona, cara.
Guarda, guarda, guarda. Pasqualino, Isabella!
Gli sposini pranzano giù. Hanno lasciato la clausura.
Dove?
Si vede che gli è finito il carburante.
Scommettiamo che non arrivano al tavolo.
Giuliana!
Apri!
Buongiorno.
Giuliana!
Ti devo parlare.
Apri.
Ingegnere!
Lasci in pace Giuliana. Voi uomini non capirete mai niente.
È un equivoco cretino.
Buongiorno.
- Buongiorno. - Signora…
Quest'anno c'è una gioventù bellissima.
- Scusi. - Ingegnere!
Permette? Le presento la principessa Adolfi.
- Ingegner Marletti. - Piacere.
La principessa nasce Boncompagni, ma è una lontana parente di Milva.
Ah, sì?
Ha la raccolta completa dei dischi di Natalino Otto!
Complimenti.
- Abita a Roma. - Davvero?
- È il marito di Giuliana. - Chi?
- La moglie dell'ingegnere. - Me lo presenti!
Dottore!
Ho bisogno di lei.
- Io non sono il dottore. - È lo stesso.
È lo stesso. Ascolti.
È da diverso tempo che dopo mangiato ho gli acidi,
il bruciore di stomaco e anche qualche ruttino.
Ho fatto tante cure, ma non mi hanno fatto bene.
- Io non sono dottore. - È lo stesso.
Forse può fare qualcosa anche lei, anche se non è un dottore.
Io sono ingegnere.
Fa lo stesso. A volte anche il parere di un ignorante va bene.
Non ho ancora 91 anni!
Volevo fare qualche giretto, godermi il mondo.
Se lei avesse qualche ricetta che mi potesse far bene,
io avrei piacere di guarire.
Le mie sorelle sono morte investite.
Non ho figli e ho dei possedimenti.
Però, con questo bruciore di stomaco non ho volontà di fare niente.
Dopo che ho mangiato, sto lì come una mummia.
Cosa fa, dottore, dorme?
Signora, io se fossi dottore…
Ho sentito che è ingegnere. Non sono sorda.
Giuliana!
La chiave!
- Va via? - Vado a domandare.
- Resti qui. - Bene.
Ciao, Sergio.
Cos'è successo?
Ho dovuto dirle che era finita. Non poteva durare per tutta la stagione.
Io devo mantenere la mia media.
Devono capire che è il mio lavoro.
Invece, piangono, fanno i drammi, si disperano.
In fondo, non sono di pietra.
Vedere soffrire la gente ogni volta mi fa stare male.
- Ciao, Sergio. - Ciao.
Ciao, Enrico!
Dottore!
Ha trovato la mia medicina?
Dottore, la medicina l'ha trovata?
Dottore, ha trovato la magnesia?
Dottore, la magnesia!
Forse non è un dottore!
Giuliana!
Giuliana, apri!
Apri!
Giuliana, guarda che…
Non mi piace il tuo comportamento.
Non ti pare di esagerare?
Perché mi tieni il muso?
- Niente. - Come niente?
Credi che sia stato con quella signora?
Come si chiama? La bionda.
- No, Enrico. - Allora?
Allora?
Vieni. Andiamo a fare due passi.
Preparati, ti aspetto giù.
Eppure mi sembra di essere un marito abbastanza moderno.
Se ci sono delle novità, parliamone.
Affrontiamo queste cose.
Chi è?
Perché vuoi farmelo dire? Lo sai.
Me ne sono accorta da come lo guardavi.
Quando?
Ieri sera.
Dove?
Sulla barca di Tagliaferri.
Sì, lo so, avrei dovuto dirtelo prima.
Non ne sono stata capace.
Ti prego di avere un po' di pazienza…
e di non giudicarmi male.
Io non ho detto nulla, sai che ho fiducia in te.
Grazie.
Ingrid, scusa, ma è meglio che io non balli troppo, altrimenti dopo…
Va bene. Se non vuoi ballare e preferisci parlare, noi parliamo.
Va bene. Ballare non è il mio forte.
Professore, lei è un asso!
- Permette? - La mia povera testa! Che caldo!
Che lumacone mio marito!
Mia madre era contraria che sposassi un meridionale,
ma io non ho mai avuto pregiudizi razziali.
Ho voluto fare di testa mia, purtroppo.
Oggi la penserei in modo totalmente diverso.
Pasqualino, cosa fai?
Clelia, guarda!
Delicate come fiori.
Adesso basta, andiamo via.
Permesso!
Eccoci qua.
Uno, due, tre.
Chi mi dà una mano a tirare la mano?
Attenti, l'artrite!
Oh, mamma!
Vieni, balliamo.
Pasqualino, io ti compro!
- Ciao, Giuliana. - Ciao.
- Mio marito, Sergio. - Piacere.
Usciamo un momento, Giuliana.
Si è addormentato!
Mi creda, Antonio, è meglio così.
È meglio per tutti e due.
Forse è meglio per lei. Non discuto, ma…
Oddio, potrei anche discutere.
Per me è diverso, Giuliana.
Io…
No, non lo dico.
Sciuperei tutto.
No, Antonio, non è possibile. Non posso ingannarlo.
Dica pure che non ho il coraggio, che sono sciocca, bigotta…
ma non posso, non ne sono capace.
Non mi dirà che tra lei e suo marito…
No, si sbaglia, non è vero.
Il nostro è stato un matrimonio così completo, perfetto.
Meraviglioso!
No, io non posso.
Non voglio rovinare tutto per un capriccio.
Riprendiamo il discorso quando suo marito sarà partito?
No, il discorso è chiuso.
Anzi, sarà meglio evitare di incontrarci.
Allora, quel mobile inglese del Settecento che aveva prenotato,
che faccio, glielo mando?
Lo consideri libero.
Non potrei sopportare l'idea di vederlo in casa.
Mi ricorderebbe troppe cose. Troppe cose che è meglio dimenticare.
- Il maritone! - Isabella!
Carlo!
Ci ho messo tre ore e venti!
- Bravo! - Brava anche la Maserati.
Guardami negli occhi!
Guardami bene.
- Quante corna mi hai messo? - Tante.
Amore mio, ti ho fatto tanti cornini!
Ti presento agli amici.
Voglio farti conoscere il marito di Giuliana. È simpatico.
Ingegnere, le presento mio marito.
- Molto piacere. - Piacere.
- Si mette sulla "piazza"! - Pensi alle sue corna!
Si è offeso?
La mia schiena!
Enrico, Giuliana! Non andate a dormire.
Mangiamo gli spaghetti in casa De Rossi.
Andiamo. Vieni!
No, ho già mangiato.
Giuliana!
No, andate voi.
- Io vado a dormire. - Ingegnere!
Vado a dormire.
Enrico!
Pasqualino, smettila!
Non le piacciono gli spaghetti?
- Ho già mangiato! - Quante storie!
L'ho visto prima io!
- Che maniere! - L'ho visto prima io!
State calmi! Fatemi vedere.
Anch'io voglio vedere!
- Cosa guardate? - La luna.
Fate vedere anche a me.
Si vede?
Sporcaccioni! Gustavo, l'idea è stata tua.
Dai. Ti aiuto.
Apro. 5.000.
Sì, 5.000.
Quindici.
Non per me.
Va bene.
Clelia, non si mangia?
Vado a vedere se gli spaghetti sono cotti.
Vai!
Servo.
Una.
Una.
Ventimila.
Distinguo…
Quarantamila.
Duecentomila.
"Il calcolo dei dadi più non torna."
"Tu non ricordi.
Altro tempo frastorna la tua memoria."
Di chi è questa…
Eugenio Montale.
Già!
Quattrocentomila.
Non si scoprono gli altarini.
No?
Ragazzi, gli spaghetti!
Gli spaghetti sono pronti!
Pronti!
- Ho una fame! - Prima a me e poi donne e bambini.
Siete dei lupi affamati. Ingegnere!
Vengo. Regoliamo qui.
Allora, sono 200.000.
No, 240.000.
Ingegnere, diventano freddi!
Ci sono le 40.000 dell'altra mano.
Lo intesto a lei?
Lo lasci pure in bianco.
Enrico, vieni!
- Quando ha fatto… - Sì.
È la quarta volta che mangiamo!
- Da bere. - No, grazie.
Adelina?
Dai un piatto di spaghetti al conte Bellanca.
Sai chi è quello lì? Il sottosegretario…
- Buongiorno e buon viaggio. - È il nostro macellaio!
Ragazzi! Ci vediamo all'una in spiaggia.
Poi andiamo a mangiare al Pescatore. Va bene?
Enrico, devi proprio partire?
Quasi quasi parto adesso. Così arrivo di giorno.
Clelia, devi andare a Roma? Vai con Enrico!
Non voglio disturbare. Non sono una bella signora giovane.
No, ma si figuri! Viene anche la piccola?
Ines no.
- Che peccato! - Tutti a nanna!
- Ciao. - Diventi ogni giorno più bella.
Ritorni sabato?
- Ancora! - No, vai.
- Amore, devi guidare. - Ciao.
Bambini, sbrigatevi con quel canotto!
Uno, due, tre. Ne manca uno, Renato!
- Luca! - Dov'è?
Presto, vieni. Su!
No, questo è mio. Vieni, Pippo.
L'ho trovato, Renato!
Ingegnere, l'ho fatta aspettare!
Ma no!
Ciao, Ines. Fai la brava. E stai attenta a papà.
Enrico!
Ciao!
Ciao.
Ingegnere, lei è un gran conquistatore.
Ines si è innamorata di lei. Si è presa una bella cotta!
Ines, mi raccomando. Mangia e vai a letto presto.
- Ciao! - Ciao.
Parti? Beato te!
Ho parlato con gli amici. Stai tranquillo per tua moglie.
La nostra è una specie di mafia.
Ciao!
Lella, ti presento l'ingegner Marletti.
- I signori Solvini. - Piacere, Marletti.
- Ma dove vai? Parti? - Sì, torno domani.
Ciao. Fissami un appuntamento dal parrucchiere.
Voglio cambiare colore di capelli!
Giornale radio.
Centocinquantamila tedeschi hanno varcato la frontiera del Brennero.
Numerosi incidenti si sono verificati al confine francese.
All'ovest niente di nuovo.
Riccione e Cattolica sono occupate da tedeschi, inglesi e svedesi.
Si sono avuti numerosi scontri sull'Autostrada del Sole.
Finora 25 morti sono il bilancio di queste prime ore della giornata.
Anche Viareggio è quasi completamente occupata.
Il sindaco ha rivolto un appello…
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