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Cosa le faresti in cambio di due mesi d'affitto gratis?
Due mesi d'affitto gratis?
Negli episodi precedenti...
Portala sul retro.
Tesoro, aspetta!
Perché l'ha fatto?
Smettila. Non guardare.
- Come te lo sei procurato? - Tramite una collega.
Dammelo e passami il cestino.
- L'ispettore non viene. - Perché?
Si è informato su di me.
Il salone funziona, ma non posso continuare così.
Sii sincero con lei.
Potresti riscaldarmi in un altro modo...
- Ci vediamo dopo. - Ti aspetto.
Aspetta, cosa?
Sì.
Hai detto che hai avuto un infarto, Angela?
Sì, bella. Su quale di queste poltrone mi vuoi?
- Quale? - Sì, bella.
Ho dovuto farla muovere.
Voleva che andassi tu da lei,
nonostante debba camminare.
Sì, amica, scusa. So che non lavori da casa.
Oh, diavolo, no.
- Che diavolo le prende? - Scusa.
Va' a parlarle.
Facciamo il colore.
- Partiamo dalle punte. - Ehi, B.
- Ancora qua stai? - Cosa?
- Che ti prende? - Ho detto: "Ancora qua stai?"
Cosa? Che ti prende?
- Sul serio? - Sul serio cosa?
Angela, hai avuto un infarto.
Ed è stato terrificante.
- Ok. - Ok.
E non mi avete detto niente?
Oh, capisco.
- Belinda... - No, no, no.
Non voglio stronzate del tipo:
"Scusa, non pensavamo volessi saperlo".
Sono stati giorni pesanti.
Sì, non ci abbiamo capito niente.
Io ho capito che non siamo amiche.
- Ecco cosa ho capito. - Belinda.
MI riferisco soprattutto a te, stronza.
Stronza?
Stronza. S-T-R-O-N-Z-A.
- Mi hai sentito. - Sai una cosa?
Sei fortunata che ti parlo ancora.
Avrei dovuto chiudere con te.
- Proprio così. - Chiudi pure,
almeno non sento queste stronzate.
- Lo farò. - D'accordo. Aspettate.
Sapete cosa? Levatevi dal cazzo.
- No, alzati, cazzo. - No, tu stai seduta, cazzo.
Belinda, non puoi cacciarci.
Non posso?
Chi è che sta sfidando? Non starà mica sfidando me.
- Invece sì. - Stammi lontana.
Il mio cuore sarà malato, ma le mani sono ancora buone.
Porta fuori il tuo culo prima che lo prenda a calci.
È appena uscita dall'ospedale.
Pensi non ti affronti solo perché sei incinta?
Stronza, io ti faccio il culo.
- Mettimi alla prova. -Basta. Belinda, basta.
- Lasciami stare. - Sì.
- Sicurezza. - Tienila ferma.
Non c'è la sicurezza.
Lasciami.
B, B, basta.
Smettila.
Fatima, stai bene?
Sì, sto bene.
Belinda, ti lascio andare, ma se non la smetti,
ti prendo a calci nel culo.
- Va bene. - "Va bene" cosa?
Va bene, non la picchio.
Merda.
Mi dispiace.
Non dovrei fare queste cose.
- Angela. - Fatti controllare la testa.
Sto bene. Sto bene.
Ve ne volete andare?
Belinda, senti.
Mi dispiace. Avrei dovuto avvisarti.
Dovevi essere una delle prime persone a saperlo.
- Ma non l'hai fatto. - Lo so.
Volete andarvene? Dannazione.
Belinda, avrei dovuto chiamarti.
- Ok? - Dici?
Non pensavo che...
È questo il problema. Tu non pensi. Non pensate a me.
A voi non importa di me e, onestamente,
posso fare a meno
di stronze opportuniste come voi.
Belinda.
No, dico sul serio.
Ahi.
Scusa, bella, non mi voglio sfogare su di te.
Perché non vai al lavandino?
Si è già pettinata.
Belinda, mi dispiace. Ok? Avrei dovuto chiamarti.
Saresti potuta morire, Angela.
- Credi che non lo sappia? - Pensi che non m'importi?
Posso solo dirti che mi dispiace. Ok?
Non pensavo ti importasse.
Certo. Non pensavi mi importasse.
Voi siete importanti per me. Siete mie amiche.
So che io non conto niente per voi.
So che per voi non è lo stesso.
Belinda... Ti capisco.
Capisco se sei arrivata al limite.
Ora che ci penso, avrei reagito proprio come te.
Ma se sei disposta ad aprirci il tuo cuore,
possiamo trovare un modo per farci perdonare.
Non lo so.
Non fare così.
Così come? Come voi?
Hai ragione. Ok?
Stai bene?
Devo riprendermi, ma sto bene.
Che ne dici se ne parliamo stasera al bar?
Serata tra ragazze?
Non lo so. Io voglio stare con voi stronze.
E andiamo...
Va bene.
Fatti dare una sistemata, stronza.
Non c'erano pettini in ospedale?
- Non devi neanche... - Uh.
Andiamo al lavandino.
Tesoro, devi alzarti di nuovo.
Benvenuti. Accomodatevi.
Ciao, Zac.
Come va, dottor Reid?
Che ci fai qui? Devi venire solo due volte a settimana.
Le dispiace se partecipo a questa seduta?
C'è qualcosa che non va?
No. Tutto bene.
Ah, sei venuto solo per il mio bel faccino.
Ci vada piano.
So che c'è qualcosa che non va.
Come lo sa?
Perché sei qui, Zac.
Che succede?
Non è niente di che.
Gruppo.
Vi dispiace se ascoltiamo Zac?
Va' pure.
Grazie.
Come va? Allora...
Ehm...
Credo di essere vittima di razzismo.
Che situazione spiacevole.
Sì, e sono incazzato.
Beh, è normale.
So cosa esattamente cosa sta succedendo,
ma non posso espormi, non so se mi spiego.
- Credo di aver capito - Ok. Bene.
Ma sto cercando di capire...
Il mio socio ha escogitato un piano
e io avrò presto una risposta.
Quindi non sei sicuro al 100% che si tratti di razzismo?
Andiamo, dott. Reid. Lo sa come funziona.
So che il razzismo esiste e che è diffuso nella nostra società.
Giusto.
So che alcuni gruppi di persone
lo sperimentano più di altre.
Perché ci gira intorno?
Questa faccenda ti ha sicuramente turbato.
Sì.
Ma non certo sia quello che pensi.
Ehm... Ehm...
Giusto.
O mi sbaglio?
No?
No.
Sei giunto a conclusioni affrettate.
Da quanto tempo ti senti così?
Da quando è successo, oggi.
È tutto il giorno che ci pensi?
Sì.
E ti stai muovendo per appurarlo,
- spero in modi legali... - Sì, sì. Sì.
Se dovesse essere razzismo, cosa farai?
- Non lo so ancora. - Ah-ah.
Però ci pensi da tutto il giorno.
Che vuole dire?
Quello che voglio dire, Zac...
E questa è anche una grande lezione per il gruppo...
Devi appurare il motivo della rabbia prima di provarla.
Ok.
Essere certo che qualcuno ti sta mancando di rispetto.
Senza congetture.
Devi appurare che chi ti sta ferendo,
abbia effettivamente cattive intenzioni.
Devi avere delle prove.
Idealmente, dovresti parlare con l'altro per capire meglio.
Invece di andartene in giro arrabbiato.
Esatto.
Perché indovina un po'?
Potrebbero non avere cattive intenzioni.
È vero.
Se ti approcci a lui con calma e razionalità,
è molto probabile che otterrai la verità.
Usa gli strumenti che hai imparato qui
per affrontare la cosa. Hai capito?
Mi sta dicendo che devo affrontare questo tizio faccia a faccia?
Non è quello che ho detto.
- Sto scherzando. - Ah.
Stavo per dirlo. Scusa.
- C'è lui. - Ho detto bene.
Pensava che sbroccassi.
Tranquillo, non sono quel tipo di persona.
No. Capisco cosa intende.
- Ok. - Ho capito. Ho capito.
Bene, perché per ora è solo una tua supposizione.
E noi ti capiamo.
Ma devi prima capire se ci hai preso o meno.
Altrimenti, gli dai una via d'uscita.
Se vado da lui e gli chiedo se è razzista...
Pensi che lo ammetterà?
No. Mentirà. Mi farà gaslighting.
Allora è chiaro.
La mia ragazza usa sempre questa parola.
Dice che le faccio gaslighting.
"Mi fai gaslighting, Zac".
Sì, lo dice spesso.
Beh, questa è tutta un'altra storia.
Sì.
Tu ricorda che, quando veniamo trattati male,
noi tendiamo a ingigantire le cose.
Se è grande così, ma tu la fai diventare grande così,
- la vittima diventa l'altra persona. - Giusto.
Non dargli una via d'uscita.
Non fare come Lori, che passa alla mazza da baseball.
Hai ragione.
- A proposito, dov'è Lori? - Lori sta bene.
Ha terminato il percorso, ma...
Buon per lei.
Ha rispettato l'ordine del tribunale, sta bene.
Ce la farò anche io.
Lo so. Ce la farai anche tu.
Ok, bene.
Chi vuole condividere il prossimo argomento?
Che acconciatura ti fai per il baby shower?
Cerco di decidermi sfogliando questa rivista.
- Ma... - Lo so.
È vicino.
Non ho avuto tempo.
Devo scegliere il vestito.
Ho così tanto da fare oggi.
Allora perché sei qui?
Perché vuole farmi da babysitter.
Ti sentiamo. Non c'è bisogno di urlare.
Comunque, a che ora finisci oggi?
Angela è la mia ultima testa per ora.
Ok. Vieni con noi.
- Davvero? - Sì.
Ok.
Dobbiamo fare shopping.
- Mi mancano le scarpe. - Ma sei a zero!
Ho avuto tanto da fare.
Devo fare tutto prima di accompagnare
Connie alla chemio, e devo pure mangiare.
- Merda. - Sì, vengo con te,
ti farebbe comodo una mano.
- Grazie. - Figurati.
Ma che diavolo?
- Ehi. - Shawn?
Ehi, Shawn.
- Ciao, Angela. - Come va?
Bene. Tu come stai?
- Vedo che ti sei ripreso subito. - Angela.
Quindi tutte quelle menate sull'amore
erano soltanto stronzate?
Angela, non...
L'ha detto anche a te?
Come, scusa?
Chi è questa? Fammi indovinare.
È tua moglie? È tua moglie, Shawn?
Non sono sua moglie.
È casto anche con te?
- O ti sta scopando? - Oh.
Angela.
Ti stai mettendo in ridicolo.
Ho avuto un infarto, Shawn. Sono appena uscita dall'ospedale.
- Cosa? - Sì.
E non mi hai nemmeno scritto.
Aspetta. Aspetta.
Hai avuto un infarto?
Sì.
Angela, mi dispiace. Non lo sapevo.
Come potevi saperlo, Shawn?
Non mi hai mai chiesto come stessi.
Mi hai detto di lasciarti da sola.
Perché pensavo che fossi da solo.
- Sono da solo. - E chi è questa stronza?
- "Stronza"? - Sì, stronza.
- Sai cosa? - Chi è?
- Chi è? - È mia cugina.
- Tua cugina? - Sì.
E per tua fortuna mi sono appena fatta i capelli.
Angela.
Che ti prende?
Hai davvero avuto un infarto?
Sì.
Mi dispiace. Non lo sapevo.
Non è colpa tua. Va tutto bene.
No, non va bene. Sei qui che urli.
Scusa, Shawn.
Devo fare pace con me stessa.
Provo ancora qualcosa per te, Angela,
ma tu fai troppi giochetti.
Lo so, ma questa faccenda mi ha aperto gli occhi.
Sono contento, ma ormai è tardi.
Non perché mi scopi un'altra.
Gli uomini non sono tutti uguali.
Andiamo, Shawn. Nostra zia ci sta aspettando.
Con permesso.
Senti, devo andare da mia zia.
È stato bello vederti, e ti auguro una pronta guarigione.
Oh, ok.
Ciao, Shawn.
Oh, bella.
E quello cos'era?
Stronza, non dici niente? Cos'era quello?
Sono innamorata di due uomini.
- Dici sul serio? - Smettila di urlare. Dannazione.
Ti trovo bene, Connie.
Grazie.
Ne riparliamo quando sarò imbottita di farmaci.
Quando ti taglierai i capelli?
Oh, non lo so.
Non mi stanno ancora cadendo.
Lo so, ma certi ne fanno un affare di stato.
Fanno una festa, si radono insieme a degli amici.
Non mi va di far diventare calvo nessuno.
Capisco.
Sai, col cancro è difficile
controllare le cose, ma tagliarsi i capelli
è una delle poche cose che può ridarti il controllo.
- Lo sai? - Sì, forse hai ragione.
Al momento, ho poche cose sotto il mio controllo.
Beh, sembra che tu stia bene.
Vuoi che ti porti un libro ?
No. Chiuderò solo gli occhi.
Ok. D'accordo.
- Dottoressa. - Sì?
Dov'è Betty?
Abbiamo più o meno gli stessi orari.
- La signorina Porter. - Sì, proprio lei.
È morta, tesoro.
Mi dispiace.
- Torno tra un'ora, ok? - Ok.
- Non è da questa parte. - Sì, invece.
Non segui nemmeno le indicazioni.
- Sei serio? - Sono serio.
Visto?
Zac, Fatima.
- Siamo qui. - Oh, mio Dio.
Sono così felice di vedervi.
Ti avevo detto che saremmo venuti.
Sì, è vero.
Angela e Belinda sono di sotto.
Davvero?
È tutto il giorno che cerchiamo un vestito per la festa.
Sono così emozionata.
- Hai qualcosa da metterti? - Sì. Sì.
- Bene. - È così bello vedervi.
- Siamo qui. - Zac.
Continua a dirlo come se non se l'aspettasse.
Te l'avevo detto.
Sì. Sono felice che siate qui.
Zac, prendi qualcosa su cui sederti.
Devo dirvi una cosa piuttosto importante.
Ok.
Potrei morire.
Connie, smettila.
Zac, dico sul serio.
- È di questo voglio parlarvi. - Ha ragione, Zac.
Dobbiamo parlarne proprio adesso?
- Tipo... - Sì.
Se il cancro dovesse diffondersi,
verrò sottoposta
a un trattamento più aggressivo.
Se dovesse succedermi qualcosa,
i miei figli andranno in Florida.
Staranno con mia sorella maggiore.
Lei mi ha detto che è disposta a prenderli con sé.
Quindi...
...vi chiedo...
- solo una cosa. - Ok.
- Ok. - D'accordo.
Seppellitemi qui. Ok?
E...
restate in contatto con i miei figli.
Va bene?
Assicuratevi che vengano a trovarmi.
So che mia sorella non lascerà mai la Florida, ma...
non perdeteli di vista.
Fateglielo capire.
Fategli sapere dove sono. Va bene?
E poi, quando saranno grandi abbastanza, potranno...
...venire a trovarmi.
Quando vogliono.
So di chiedervi molto, ma...
Connie... non ci stai chiedendo molto.
È solo che è molto difficile... pensare che non ci sarai più.
Ma...
Lo so. Lo so.
Potrebbe succedere.
Già.
Stai tranquilla.
Connie, questo è lo scenario peggiore, ok?
Per ora, ti aiuteremo a mettere insieme i pezzi.
Sto lottando.
Bene.
Mi riprenderò i miei figli. Darò loro una vita migliore.
Sì, e ce la farai.
Va bene.
Va bene. Smettetela di piangere.
Allora...
Fammi vedere. Cos'hai preso?
Ehm... Sì...
Va tutto bene, tesoro.
Ho comprato questo vestito.
- Carino. - Grazie.
Tu non puoi vederlo.
Non è l'abito da sposa.
Lo vedrai alla festa.
- Fammi vedere. - Zac, ha detto di no.
No.
Non farmi chiamare le infermiere per farti cacciare.
- Mi adorano. - Prima piangete
e poi vi coalizzate contro di me?
- Così stanno le cose? - Gioco di squadra.
COMPLESSO RESIDENZIALE CROFTAN
Ci siamo.
- Pronto? - Ehi, come va, Nate?
Niente, amico. Me la spasso. Mi diverto.
Yo, dove sei?
Sono allo strip club, amico.
È un po' presto, fratello.
Che succede? Che ti serve?
Nah, lascia stare.
Signore, un momento di pausa.
Possiamo fermarci un attimo?
Mi tengo il resto per la prossima canzone.
- Ma per favore... - Ashley.
Chiamami quando hai più soldi.
Andiamo, bella. È il mio amico.
Ti prometto che arriveranno altri soldi.
Tony, spero ne valga la pena.
Hai rovinato la seconda metà del balletto.
Che succede, amico?
Nate...
Hai mai fatto qualcosa
convinto di averla fatta franca,
ma poi scopri che non è così?
Sai che Lori mi ha sempre beccato.
No, amico. Non in quel senso.
Qualcosa di brutto.
Qualcosa di molto brutto.
Tony, di che parli?
Ho fatto una cosa.
Ho commesso un errore. Credo.
Non lo so.
Tony, ascolta, sono sincero,
non so cos'è successo ma io ti conosco.
Tu sei un bravo ragazzo.
Non faresti mai intenzionalmente del male a qualcuno.
Sì, ma perché non riesco a voltare pagina?
Amico, ascolta. A volte non riusciamo a perdonarci
per cose che abbiamo fatto in passato.
Noi non ci perdoniamo, ma magari chi abbiamo ferito sì.
No, non penso che si possa perdonare una cosa del genere.
Hai detto la parola chiave: "penso".
Non pensare. Lascia fare a Dio.
Ti consiglio di smettere di pensare e iniziare a chiedere.
Chiedi perdono, vada come vada.
Qualsiasi cosa accada, io ci sono.
Sì, hai ragione, fratello. Ti ringrazio, amico.
Quando vuoi, lo sai. Ti voglio bene.
Va bene. A dopo.
Ci sentiamo dopo. Ah! Ah! Ehi, Tony.
Dimmi.
Mandami 40 dollari.
Voglio portare queste signore nella sala VIP.
Ma ti prego...
Mi hai bruciato la seconda metà del balletto.
Perché siamo ancora amici, B?
Perché a volte ti do dei buoni consigli.
A dopo.
Va bene, a dopo.
Signore, arrivano altri soldi.
- Ehi! - Ehi, forza. Andiamo.
Tornate in piedi.
Oh, sì.
Oh... Oh, quanto culo!
Ehi, tu.
Sei tu.
Sei tu a lasciare i soldi davanti alla mia porta.
Sì, signora.
Beh, grazie.
Ma perché, figliolo?
- Figliolo? - Eh?
Non mi chiami figliolo.
La prego.
Ok. Non lo farò.
Quelli sono altri soldi?
Sì, gli ultimi,
Oh.
Stavolta ho pensato di darglieli e rispondere
alle sue domande.
- Vuoi entrare? - No. Ehm.
Sto bene qui. Non ci vorrà molto.
Allora, ragazzo,
ricevere queste buste è stata una vera benedizione.
Ma sono un po' confusa.
E a dire la verità, ho un po' paura.
Paura?
Sì, viviamo in un mondo freddo e crudele.
Gli sconosciuti non se ne vanno in giro
a lasciare buste alla porta degli altri.
Non tutti gli sconosciuti devono espiare le proprie colpe.
Mi dispiace per suo figlio.
Sì.
Ora ti riconosco.
Vieni. Accomodati.
Forza, parla con me.
Prendo questa sedia.
Quando trovarono Davante, mio nipote,
mi sentii sollevata.
Sollevata?
L'abbiamo fatto cremare e abbiamo fatto un piccolo funerale.
Ma mi sono sentita sollevata.
- Sai perché? - No.
Perché Davante,
Signore, abbi pietà...
aveva fatto del male a così tante persone innocenti.
Ah.
Sì, mio nipote non aveva...
Non aveva ancora trovato la pace.
È dura.
È dura dirlo ad alta voce.
Molte madri e nonne non ne sono in grado.
Non ci riescono.
Ma lui era pericoloso.
Dava la colpa a me e a come l'avevo cresciuto.
Dava la colpa a sua madre perché aveva abbandonato lui
e i suoi giovani fratelli.
Lei li aveva affidati a me.
Sapere che aveva trovato la pace è stato un sollievo.
E Dio sa che ho fatto tutto il possibile per lui.
Ne sono certo.
Eccome se l'ho fatto.
Ho lavorato.
Gli ho dato un tetto.
Ma lui ha comunque preferito la strada.
Non ci ho potuto fare niente.
Gli ho corso dietro da quando ha mosso i primi passi,
cercando di portarlo sulla retta via,
di farlo comportare bene.
Di renderlo una brava persona.
Ma non lo è mai stato.
Oh, e poi è finita così.
Io...
Ci ho provato.
Ho pregato per lui.
Ogni domenica.
Ho piantato semi.
Io... Io...
A dire la verità, io...
Non gli parlavo né lo vedevo da due anni.
Caspita. Mi dispiace.
Era...
pericoloso per molte persone. Ha ferito molte persone.
Ma quando ha ferito me,
non ce l'ho più fatta.
Quindi, sì, mi sento sollevata.
Per una serie di motivi.
Ho fatto la stessa cosa con mia madre.
Le ho fatto passare l'inferno finché non mi ha mandato da mio padre.
A differenza di Davante,
io ho avuto una seconda possibilità.
So perché sei qui.
So perché mi stai dando questi soldi.
Ma lascia che ti dica una cosa.
Lascialo andare.
Non portarti questo peso.
È una croce che non puoi portare da solo.
Affidala al Signore.
Sì, signora.
Posso pregare per te?
Sì, la prego.
Padre dei Cieli,
ti rendo grazie per questo giovane uomo.
Prego affinché tu possa vegliare su di lui.
Aiutalo, Padre. Aiutalo ad andare avanti.
Donagli la pace nel cuore, la stessa che hai donato a me.
Sia fatta la Tua volontà, Signore.
Guidalo, insegnagli, mostragli la via.
E dona a lui la pace.
Nel nome di Cristo, amen.
Amen.
No. Non posso. Ehm...
No, devi riprenderteli.
Sì, signora.
Se mai dovessi sentirti giù,
sai dove vivo.
Mi farebbe piacere avere tue notizie.
Non so se sia la cosa migliore.
Io sono Thelma.
Io sono Tony.
Ti auguro una vita piena di felicità.
Tony.
Anche io, Thelma.
- Abbi cura di te. - Grazie.
Grazie. A che ora arrivano i ragazzi?
- Quando vogliono loro. - Ok.
Sicura che non vuoi che veniamo con te?
È una serata tra ragazze. Tu pensa a divertirti.
- Va bene. - Oh.
Ehi, ehi, ehi.
Zac, cos'è tutta questa roba?
Merda.
Pensi che Leslie possa aver chiesto a Malachia di mandarci una bomba?
Merda.
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