All language subtitles for Tyler.Perrys.Zatima.S04E03.La.porta.aperta.1080p.AMZN.WEB-DL.ITA.ENG.DDP5.1.H.265.ita

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Original subtitles

Ti hanno fatto causa per la custodia e gli alimenti di Michael.

Dice che io e Heather non siamo genitori adatti.

Negli episodi precedenti...

Sono spariti tutti, anche i commenti cattivi.

-Sì, proprio come dovrebbe essere. -Sono così sollevata.

Il cancro si sta diffondendo. Ti servirà supporto.

Cosa stai nascondendo? Rubi dal tuo negozio?

Non sto rubando dal negozio. Non ti serve sapere altro.

Sto sistemando le cose.

-Dove vai? -Eh?

Mi sono appena svegliato.

Dove vai?

No, devo solo andare un attimo in ufficio.

-In ufficio? Zac? -No, continua a dormire.

-Abbiamo visite. -No, stai giù.

Lascia che ti aiuti. Siediti bene.

Grazie.

Che c'è?

Mi ha chiamato Preston.

Ci sono delle cose da controllare per il nuovo accordo.

Zac, è sabato.

Lo so, ma sto cercando di costruire un impero.

Ma niente. Dovevamo stare insieme.

Ho capito, ma Roma non è stata costruita in un giorno.

Non l'hai neanche usata bene.

Sì, invece.

Zac, lo dico per te e i tuoi soci. Dovresti essere qui ad aiutarmi.

Tesoro, lo capisco, ma devo andare.

-Come vuoi, che stronzata. -Non fare così.

Ascoltami. Che ne dici se ti rilassi un po'?

Io vado e quando torno possiamo fare tutto quello che vuoi.

Te lo prometto. Non devi preoccuparti.

Tanto Preston preparerà il primo. Fai un pisolino.

Lo so, sono contenta per il gumbo,

ma ho paura che tornerai troppo tardi.

Non lo farò. Comunque devi riposare.

Ti sei addormentata di nuovo truccata dopo il lavoro.

Questa gravidanza ti fa sembrare un orso.

-Russi come una pazza. -Io non russo per niente.

-Chi non russa? -Io.

-Non russi? -No, non russo.

Mi dice pure che russo.

-Tu non russi, Fatima? -Non russo, Zac.

-Caspita. Mi hai davvero registrato? -Sì.

-Non sono io. -Sei decisamente tu.

-Sei tu e ti ho registrata. -Cancellalo subito. Cancellalo.

No. E visto come ti comporti, potrei postarlo.

Ok.

-Va bene. -Cosa?

-Ho qualcosa per te. -Non hai niente su di me.

-Ah, no? -No!

Guardati, ti sbavi addosso.

-Quando l'hai scattata? -Lascia stare.

No. E perché posi vicino a me?

Attento! Il bambino.

Sei una bugiarda. Non ti resta molto per usare questa scusa.

-Zac, abbiamo così tanto da fare. -No.

Ascolta. Ognuno porta qualcosa a questa cena.

Ok? Lascia che gli ospiti facciano il lavoro pesante.

Nel peggiore dei casi, ordinerò da mangiare.

No, Zac, volevo farlo per te e i tuoi soci.

Soprattutto dopo aver fatto firmare tutti gli inquilini.

-E i soldi che entrano. -Esatto.

Dovremmo festeggiare.

Di' a Bryce e Preston di non mettere l'uvetta nel cibo.

Sai come sono .

So che Bryce non metterà l'uvetta nel cibo,

ma non sono sicuro di Preston. E ora che ci penso,

quel gumbo non mi entusiasma.

Giusto.

-Ti amo. -No.

Ah, proprio così?

Va bene.

Bacerò l'altra mia ragazza.

-Sì, ok. -E cancella quella foto.

-Tu cancella la tua. -Mai.

Questa non la cancello sicuro.

-Come va, amico? -Come va il tuo sabato?

Sono qui che ti guardo e mi sorridi.

Come pensi vada il mio sabato? Cosa ti serve?

Mi chiedevo se avessimo ancora piani per stasera.

Sì. ci vediamo per cena stasera.

-Oh, fantastico. Perché... -Ma...

Cosa?

-Fatima non è pronta. -Davvero? Dovremmo rimandare?

Perché ho questa fantastica bottiglia di vino rosso che porterò.

Sta bene, sta bene.

Le serve solo un po' di tempo. Tutto a posto però.

-Oh, ok. -E il vino? Hai del vino?

Sì. Molto costoso.

Bello. Che cucini però? Ognuno porta qualcosa.

-Pensavo... -Pensavi cosa?

Pensavo... Pensavo che i neri non mangiano il cibo di tutti.

No. A meno che non sia una cena in cui tutti portano qualcosa.

Già.

Non pensavo di cucinare. Per questo ho preso il vino.

Quindi vuoi portare del vino da far mangiare a mia moglie incinta?

-Per la sua cena? -Sì, pensavo che Fatima potesse...

-È incinta. -Sì, amico. Lo so.

Non può bere vino. Né mangiarlo.

No, hai ragione, scusa. Non ha senso.

È che sono esausto. Ho cucinato per Angela tutta la mattina.

Ah, hai cucinato per Angela, eh?

Sì a casa sua, dopo averle fatto vedere delle cose.

-Le hai fatto vedere delle cose? -Mhm-mhm.

-A casa sua? -Sì. Sì.

-Sporcaccione. -Oh, no.

Zac, no! Cioè... Non abbiamo fatto niente del genere.

Sì, ma hai detto che le hai mostrato delle cose.

Sì.

Almeno l'hai annusata?

No, purtroppo.

-Ah, no? -No!

Hai detto che le hai mostrato delle cose. Che stavi facendo?

Ho ripulito completamente il suo profilo informatico.

I video sono spariti.

Sei andato lì e hai giocato a Geek Squad?

E poi hai fatto da mangiare come una casalinghe di periferia?

Sì. Sì, insomma, è stato piuttosto piacevole.

Caspita. Ti sta prendendo in giro.

Cosa? No.

-Cioè, tu credi? -Cos'altro ti ha fatto fare?

Ok, beh, l'altra sera si è spaventata e mi ha chiamato,

così sono andato da lei e ho dormito sul divano.

-Per protezione, sai? -Accidenti.

-Oddio. -Sì.

-Oh, no. -Sì.

-Ti sta prendendo in giro. -Mi prende in giro.

-Sì. -Non voglio essere preso in giro.

Ok, aspetta, cosa dovrei fare, Zac?

Ehm... Guarda.

-Ok, allora... -Sì.

Tu sei Angela. Io sono te. Ok?

Ecco cosa devi fare, devi guardarla negli occhi.

-Di': "Ehi, Angela. Sono un uomo". -Ok.

"Non faccio pigiama party e non faccio le faccende di casa.

"Se ti piaccio, ti piaccio. Perché ho queste troie in fila".

-Ok. Ok. -Capisci cosa intendo?

Sì. Capisco cosa intendi.

-Angela? -No, con le palle.

-Dillo con le palle. -Ok. Ehi, Angela.

-Sono un uomo. Non faccio... -Dei cazzo...

Non dormo, cazzo. Non faccio pigiama party.

-Troia! -No. No, no, non così.

No. Non ho detto... Non chiamarla troia.

-Sì. -Dille che hai delle troie.

-"Ho delle troie." -Ok.

Aspetta però, lei sa che non è vero.

Bryce, non importa se è vero o no. È una questione di sicurezza.

È una questione di sicurezza. Capisci cosa intendo?

-"Ho delle troie." -Sicurezza. Sì.

-Capito? Dalle palle. -Dalle palle. Ok. Sì.

-Ciao, Angela. -Vedi?

Ho delle troie. Delle troie a quattro zampe.

-Senti queste palle. -Giusto.

-Senti queste palle. -Sì, ok, ok.

Rimani pure lì. Non sono Angela.

-Senti queste palle, baby. -Sono Zac.

-Senti queste palle. -Ok...

Preston, senti queste palle.

-No, grazie. -Scusa. Scusa, amico.

Zac mi stava facendo vedere una cosa.

No. Zac non gli mostra niente.

Sto lavorando.

Io vendo proprietà. Non so lui cosa venda.

-Se preferite restare soli, ditemelo. -No.

-Parliamo di proprietà. -Ok, meglio così.

A proposito di proprietà...

dato che siete qui possiamo parlare del prossimo affare.

Hai detto che ne avevi uno grosso.

Posso procurarci uno spazio commerciale.

-Bum. -Davvero?

Sì. Il mio broker ha un contatto in una società

che vende un centro commerciale ad Alpharetta.

Chiedono una raccomandazione

prima di metterlo sul mercato, ma con possibilità di ROI alte.

-Oh, dannazione. -Sì, facciamolo.

Non sarà facile, però.

Gli spazi commerciali possono diventare molto difficili.

Abbiamo esperienza, e capitali liquidi.

-Non dovrebbe essere così difficile. -Ma voi siete minoranze.

E allora?

Ci saranno degli stronzi pronti a buttarci fuori per questo.

Oh, andiamo, ragazzi. Cioè, sarebbe...

Razzista. Sì, di solito va così nel settore immobiliare.

Ancora di più quando si tratta di spazi commerciali.

Cioè, dovremo avere delle spese molto alte.

Ma se riusciamo ad averle...

Ti capisco. Ti capisco.

Aspettate un momento. Abbiamo così tanto capitale?

Sì, ce l'abbiamo. Ci sto. Facciamolo.

Ok, faccio una telefonata,

vediamo come ottenere una lettera di intenti.

Voi procuratevi dello champagne, stasera festeggiamo.

Oh, ehi.

Ehi, cosa porti stasera, Preston?

-Preparerò il gumbo. -Gumbo? Sai fare il gumbo?

Me la cavo in cucina. Quindi sì, porto il gumbo.

A titolo informativo...

non metti l'uvetta in questo gumbo, vero?

No, non c'è uvetta in nessun gumbo che io abbia mai sentito.

Mi piace molto l'uvetta, suona bene.

Sono felice che non cucini.

Già, lasciamo perdere.

Oh, Zac, possiamo portare qualcuno stasera?

Non vedo perché no. Fammi chiamare Fatima prima. Va bene?

-Ok. -E ricorda, non sei un giocattolo.

Sì, non un giocattolo. Sì, sai,

pensavo di portare Angela,

quindi potresti dirglielo tu per me?

-Col cavolo! -Cosa?

-Ok, hai ragione. Sicurezza. -Io... me ne vado.

-Pronto? -Ehi, ragazza.

-Ragazza. -Che succede?

Sto cercando di preparare la cena

per Zac e i ragazzi da sola.

Aspetta, perché Zac non ti aiuta?

-È al lavoro. -Ma sei incinta.

-Dovresti rilassarti. -Lo so.

Volevo farlo per loro.

Pensavo che Zac mi aiutasse con la spesa.

-Cosa vuoi che faccia? -Davvero?

Certo. Sai che ci penso io.

E poi Bryce mi ha chiesto di accompagnarlo comunque.

Aspetta. Cosa?

No, non ti hanno chiesto se potevano portare ospiti?

No, non l'hanno fatto.

Merda.

Tu... È Zac. Ora lo uccido.

Ma aspetta. Non dirgli che te l'ho detto.

Ok? Fammi sapere cosa ti serve.

-Va bene, bella. -Ciao.

-Ehi. -Oh-oh. Sono nei guai?

Tu che dici? Bryce porta Angela?

Gli ho detto che ti avrei avvisato prima.

Sono andato in bagno e ho iniziato a giocare al telefono.

-E ora lo sai. -Fammi indovinare.

-Ti sei distratto. -Sì.

Ho pensato che problema c'è, lei è una tua amica...

Tranquillo, Zac. Mi darà anche una mano.

Preston porta qualcuno?

Non credo, non ha menzionato nessuno.

Va bene, cucineremo in più comunque.

Tesoro, sei la migliore. Lo sai?

-Non farlo più, Zac. -Non lo farò.

Va bene. Sto tornando a casa comunque.

Ehi, Zac.

Se mettessimo un videogioco in ufficio?

Oh, sì! Ma dev'essere Street Fighter.

-Ehi, tesoro. Devo andare. -Ciao.

Questo negro.

Oh, uno piccolo grande.

Oh, mio Dio.

-Oh. -Negro.

Che c'è?

Non metti giù il giornale?

-Prendo tutti i ritagli. -No no.

È ora che te ne torni a casa. Sono passati tre giorni, Nathan.

-È sabato. -Lo so.

È ora che tua moglie faccia il suo turno.

-È sabato? -Sì, è sabato.

Il tempo vola quando ti diverti, vero?

Vero. Ma è ora di volare. Ci siamo!

-Sei un pilota? -Sono il capitano.

Allora vola via da questa casa, amico!

Belinda, pensavo saresti stata felice di avermi qui.

Diavolo, no! Devi pensare anche a tua moglie.

Oh, vieni qui. Sono tuo a tempo pieno, tesoro.

Non ti piace Nate a tempo pieno?

Nate cucciolotto?

Toglimi le mani di dosso! No. Merda.

-Perché non puoi andare a casa? -Non posso.

Non posso uscire, Belinda. Lori ha mandato i suoi fratelli a cercarmi.

Per cosa?

Mi costringeranno a lavorare sul mio matrimonio.

Lo so. È terribile, vero?

Non posso crederci. Questi tizi sono dei pitbull.

-Sono feroci. -No. Oh, mio Dio.

Devo liberarmi della tua faccia di merda.

Non sapevo che fosse lì.

Cosa stai...

-Che stai facendo con la mia roba? -No, no, no.

Ehi! Perché butti la mia roba, B? Belinda.

Non sto buttando la tua roba. Sto buttando fuori te.

L'ultima volta che siamo stati insieme, ad una festa,

dei negri sono entrati sparando.

Hanno quasi ucciso un innocente.

Col cazzo. È ora che tu te ne vada.

-Merda. -Prendi la tua roba.

Va bene, hai ragione. Posso prendere un sacco per la mia roba?

No, non puoi prendere nessun sacco. Vattene!

Cavolo, Belinda. Non posso prendere un sacco per la mia roba?

Dannazione, Nathan. Mi dai i soldi per l'affitto? No.

Va bene. Va bene. Sai una cosa?

-Ti pentirai di avermi cacciato. -Davvero?

-Sì, non torno più. -Non torni?

-No, qui non ci torno. -Non tornerai.

Nathan!

Ti prego, non lasciarmi!

-Va bene, B. -Ti prego, non lasciarmi.

D'accordo, B. Ho capito.

Vattene, cazzo!

Merda!

Dovevi portare via anche le tue unghie!

Che c'è, Nate?

Ehi.

Perché sembri un senzatetto?

Perché lo sono. Belinda mi ha appena cacciato da casa sua.

Beh, non avresti dovuto essere lì.

Lo so. Lori è ancora arrabbiata con me, amico.

Ma dice che vuole parlare.

Beh, è una buona cosa, giusto?

Lori parla con i pugni, Tony.

-Già. Sì, hai ragione. -Beh, non puoi restare qui.

Non l'avrei neanche chiesto, Tyrone.

Sei un bugiardo. Vedo la disperazione sul tuo volto.

Devi solo andare a casa e affrontare tua moglie, giovanotto.

Ehi, Tony, posso stare di nuovo con te?

-Oh, non posso, amico. -Perché no?

-Non voglio. -Amico, è così, fratello?

Ehi, senti, forse Lori sarà più comprensiva. Ok?

"Mazza da baseball sulla testa" Lori?

Sì, hai ragione.

Oh.

Ah, merda. Forse avete ragione entrambi.

È passato tanto tempo ormai, forse non sarà così male.

Forse.

E ho appena preparato un testamento,

così in caso succeda qualcosa, i miei figli hanno delle basi solide.

-Come vuoi, amico. -Non sono molti soldi, ma...

Ragazzi, mi frustrate.

Dovete imparare a gestire le donne.

Non esiste che una donna mi insegua con una mazza da baseball.

Tu cosa faresti?

Me ne starei a casa sul divano a torso nudo e con le gambe sollevate.

-Tutto qui? -Così.

Ma dopo che l'avrò sfinita in camera da letto.

Capito cosa intendo? È questo che manca.

Non la fai addormentare. È sveglissima.

Sai, ha ragione.

Cioè, non può colpirti se è esausta, giusto?

Già. Già, dicono che il sesso riparatore sia il sesso migliore.

Già.

Devo solo andare a casa e darci dentro.

-Sissignore. -Il segreto è tutto qui.

Capito cosa intendo? Falle vedere chi comanda.

Ecco di cosa parlo. Ora vai a farle vedere chi comanda.

Sai una cosa? Hai ragione.

Qualcuno di voi ha una di quelle pillole?

Ho bisogno di forza e durata, non so se mi spiego.

-Fuori di qui. -Levati dalla mia sedia.

Non ti serve una pillola per quel cosino che ti ritrovi tra le gambe.

Ehi, il tuo alito puzza di "cosini".

Auguratemi buona fortuna.

Odio essere io a dirlo, ma non ce la farà.

Beh, diglielo tu.

Ecco a te, giovanotto.

Ecco fatto. Finito.

Che fai? Te ne vai?

Sì, amico.

È un po' presto.

-Ma per te non conta. -Tyrone, non oggi, ok?

Devi solo chiudere il negozio, ok?

-Ci penso io. Vai. Stammi bene. -Grazie.

Aspetta. Aspetta, T. Devo parlarti.

Che c'è?

Devo sapere che stai bene.

Sì, amico. Sto bene.

-Sicuro? -Sì, sono sicuro.

Ok, amico.

Non correrò più alcun rischio per risolvere i tuoi problemi.

E l'ultima cosa di cui ho bisogno è che ricadano su di me.

-Non succederà. -Va bene.

È solo che...

Mi sento in colpa.

Amico, lo capisco. Ho capito.

Ma devi ricordarti una cosa. Ti stavi difendendo. Ok?

Quando hai picchiato quel ragazzo, hai sbagliato a fare come lui,

ma avevi il diritto di difenderti.

Tyrone, lo so.

Ho ucciso una persona.

È roba pesante.

-Merda, Tony. -Che c'è?

Se non ti dai una regolata, farai qualcosa

o dirai qualcosa che ci farà finire entrambi dentro per molto tempo.

-Non lascerò che ti accada. -E io ci credo. Ti credo.

Ed è per questo che ho fatto quello che ho fatto per te.

Perché non voglio che ti succeda niente.

Ho promesso a tuo padre che mi sarei preso cura di te. Va bene?

Sono preoccupato per te. Hai capito?

Devi riprenderti, amico.

-Io... Ti capisco. -Va bene, andiamo.

-Mi sto riprendendo. -Va bene, forza.

-Che stai facendo? -Oh, merda.

Smettila, cazzo. Vuoi farmi passare per uno sentimentale?

-Non lo sei. -Fai quello che devi. Fuori di qui.

Non tornare per il resto della giornata. Chiudo io. Vai.

Va bene, amico.

Già che ci sei, trovati un amico da coccolare.

Con cui condividere questa roba sdolcinata.

-Lucy, sono a casa. -Ehi.

Ho la spesa per te.

Hai le uova e il condimento che ti avevo chiesto?

Ho preso le uova.

-Fammi vedere. -Non sono sicuro del condimento.

Zac, ti ho detto di portarmi il condimento cajun.

Oddio, Zac.

Hai preso tutti i condimenti tranne quello giusto.

Quando hai detto di prendere un condimento,

pensavo intendessi uno qualsiasi.

Uno a caso. Quindi ho preso tutti i condimenti.

Non preoccuparti, Zac.

La cena è quasi pronta. Metti gli involtini in forno.

Oh, oh, oh. Devi rilassarti. Stai facendo troppo.

Posso ordinare qualcosa.

-Zac, è troppo costoso. -Tesoro, tesoro.

Ce la facciamo.

Zac! Sto cercando di fare qualcosa di speciale per voi.

Qualcosa di speciale sarebbe farti riposare, ok?

Beh, non è che cucinerò tutto io.

Preston porterà il gumbo.

E Bryce porterà il vino, siamo a posto.

No, Bryce porterà Angela, il che significa che porterà un piatto vero.

Ah. Quindi deve avergliene dette un paio.

Cosa intendi?

L'ha messa in riga, finalmente.

Che stai dicendo? Messa in riga?

Fatima, sul serio, yo.

Non può starti bene che la tua amica usi Bryce e altri tizi così.

Zac, la stanno usando.

Mi prendi in giro? Prende in giro Bryce da un po'.

Gli ho dato dei consigli.

Consigli?

Sì.

-Zac, cosa gli hai detto? -Non te lo dico.

Devi solo vedere quando arrivano.

Zac, non fare casini.

Non sto facendo casini.

Non pensavo andasse con Bryce.

È il mio socio in affari.

Non puoi guardare un amico che si fa fregare così.

Amico? Quindi ora è tuo amico?

Sai cosa intendo. Smettila di sviare.

Dico per dire.

Zac, non lo sta usando, ok?

-Dico per dire. -Lo diresti.

Vieni qui.

Prendi un cucchiaio.

Mhm-mhm.

Mmm.

Assaggia questo.

-Ti sei superata! -Sì.

Mettilo da parte. Gli altri mangiano il resto.

Ne ho fatto abbastanza, puoi portarne un po' al lavoro domani.

Bene.

-Stai bene? -Sì, Zac. Ci penso io, ok?

Lo so. Mi assicuro solo che non ti sforzi troppo.

Beh, prima ero arrabbiata.

Davvero? Perché? Perché non ero qui per aiutarti?

Sì, Zac, perché non eri qui per aiutarmi.

Scusa. Volevo essere qui.

-No, non è vero. -No, sul serio. Volevo essere qui.

Non volevo essere qui, ma l'avrei fatto per te.

Ok? Non voglio che ti stressi.

Ti voglio bella sciolta e succosa.

Ascolta, non sono stressata.

-Ah, no? -No!

Ok, allora come posso alleviare lo stress in altri modi?

Sì. Ora sì che ragioniamo.

-Ah, sì? -Oh, sì.

-Che c'è? Che c'è? -Puoi iniziare...

Mettendo via i vestiti sporchi. Ok?

-Sì. -Sul serio pensavi a questo?

Oh, pensavi te l'avrei data due volte in un giorno.

Come una volta.

Sì, beh, c'è qualcosa nei vestiti sporchi lasciati in giro che...

-Ok, va bene. -Mi stressa.

Ok. Va bene. Se è quello che vuoi. Che altro?

-Porta fuori la spazzatura. -Porto fuori la spazzatura.

-...prima che straripi. -Non trabocca spesso.

-Zac. -Fatima.

Dici sul serio?

Cosa? Mi sembra che tu mi stia prendendo in giro,

come Angela prende in giro Bryce. È così che mi sento.

-Beh, indovina un po'? -Cosa?

L'anello che ho al dito, questo?

Dice che non posso giocare con te.

Quando ha iniziato a dirlo?

Dice che stai facendo il tuo dovere.

Oh, il mio dovere. Beh, sai cosa?

-Cosa? -Farai il tuo dovere più tardi.

-È il campanello. -Apri la porta.

Sto aprendo la porta. Altre faccende da sbrigare.

-Ehi. -Come va? Entrate.

-Come va? -Bene. Come stai?

-Che c'è? -Ciao, bella.

-Ehi. -Ehi, Fatima.

Ciao Bryce.

Ciao Fatima, ho portato del vino.

Grazie, Bryce. Grazie per aver portato un piatto.

Certo.

Ho dovuto preparare una pentola di spaghetti all'ultimo minuto.

Spero che la prossima volta Bryce mi avverta.

Ma sai, le donne devono di nuovo salvare la situazione.

-È quello che facciamo. -Sì.

Angela?

Sì?

Io ho pagato gli ingredienti, tu li hai cucinati.

È così che funziona. Niente mamma di periferia.

Scusa?

-Ehi, lascia che... -Lo so. Lo so.

Forse mi sono espressa male. Ok. Con chi diavolo parli?

Angela. Ascolta. Aiutami con i piatti, ok?

Con chi parli? Sono io l'uomo.

-Non ora. -Sai una cosa?

-No. -Zac, prendilo.

Apri la porta.

-Come va, Preston? -Come va?

-Vai a casa, Deja. -Ehi, Preston.

Hai sentito l'odore del cibo.

-Non c'è un piatto per te. -Ho un appuntamento.

Sono con Preston. Non lo vedi?

-Che diavolo succede, amico? -È il mio più uno.

Tieni. Ho portato le crocchette di salmone.

Deja, che diavolo ci fai qui? Vattene.

Ce l'ho portata io.

Preston, che ci fai con lei?

Preston mi sta insegnando a cavalcare.

Cavalli. Cavalli.

-Io cavalco. -Cavalli.

-Esatto. -Con lui nel weekend.

Cos'altro c'è da mangiare?

Zac, sarà meglio che te ne occupi tu prima di me.

-Ci penso io, fidati. -Mhm-mhm.

Mamma.

Mamma.

Dove sei, mamma?

Ciao, mamma.

Ciao, tesoro.

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