All language subtitles for Tyler.Perrys.Zatima.S01E07.Aria.di.crisi.1080p.AMZN.WEB-DL.ITA.ENG.DDP5.1.H.264.ita

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Original subtitles

QUESTO PROGRAMMA È CONSIGLIATO AD UN PUBBLICO ADULTO.

SI CONSIGLIA LA VISIONE AD UN PUBBLICO ADULTO.

Ti occupi del catering?

Ti sembra che faccia il catering?

Cavolo.

Negli episodi precedenti...

Perché bussi alla porta così?

-Cerco mio fratello. -Tuo fratello?

Andiamo! Zac-attacco!

-Zac è tornato! -Dai!

Zac è tornato!

Sei ubriaco, amico! Andiamo, forza!

Non sei mio padre! No?

Dammelo.

-Io... -Dammelo.

Che cazzo sta...

Ok, Zac.

-Che cazzo sta... -Fammi vedere...

No, no.

Cavolo, Fatima...

È...

Li uccido, cazzo.

-Sai una cosa? -Mhm?

Vedi? Per questo ho tenuto il mio posto. Sì.

Ed è un bene che tu lo abbia fatto.

Sì, ma la mia roba è in magazzino.

Tima, va bene. Puoi venire a casa con me, ok?

Sì. Prendo la borsa. Vado a prendere la borsa.

Ok, ti aiuto.

No, no. Prendi il telefono, torno subito.

Merda!

-Ehi. -Ehi.

Gli hai parlato?

Sì. È... È in macchina con me.

L'hai beccato alla festa?

-Sì. -È ubriaco?

-Sì. -Beh, indovina.

Belinda era lì. E ha fatto una foto.

E l'ha mandata a me e a Fatima.

Fatima l'ha vista?

Sì.

Cos'ha detto?

È di sopra a preparare una borsa, viene a stare da me.

-No, che brutta storia. -Cioè, sinceramente...

Credo sia meglio così. Cioè...

Lei deve calmarsi e lui deve smaltire la sbornia.

Sì. Sono d'accordo.

Mi sente?

No. Dorme come un sasso.

Ok, quanto manca al vostro arrivo?

Perché sono sicura che lei non vorrà vederlo.

Ok. Guiderò piano.

-Ok. Grazie, tesoro. -Ok, tesoro.

Ci vediamo a casa.

-Perché dobbiamo andare piano? -Eh?

Ho sentito tutto quello che hai detto.

-Ah. -Perché dobbiamo andare piano?

L'ho detto per dire.

Andiamo, amico. Non mentire.

Bryce... Dai. Perché dobbiamo andare piano?

Belinda era alla festa. Ti ha visto con quella ragazza.

Ha fatto una foto e l'ha mandata a Fatima.

Merda.

Già.

Cos'ha detto?

Ha detto che passerà la notte da Angela.

-È una buona idea. -Sì, sono d'accordo.

Non andare piano, però. Devo pisciare, cazzo.

Ok. Tranquillo.

Ehi, amico. Se vuole andare da Angela,

può andare da Angela. Amico, non m'importa.

-Zac. Non dici sul serio. -Sì.

Sì... Eccome.

Guardami. Guarda. Guarda. Guarda.

Ah...

Dai, andiamo.

E spero che tu abbia lasciato le chiavi.

-Cosa? -Bella, andiamo. Andiamo.

-No. Cos'hai detto? -Spero tu abbia lasciato le chiavi.

Zac, entra in casa. Andiamo.

-Me ne vado, cazzo. -Andiamo.

Ah quindi salirai sull'auto che ti ho comprato

per andartene?

Ehi, fanculo tu e questa macchina! Pensi che non ne possa

avere due in una sola telefonata, Zac?

Perché ce l'hai con me?

Davvero?

Quella stronza che ti ha ballato addosso non ti è bastata?

Non provare a rigirare la frittata! Non rigirare...

Dovrei essere io ad arrabbiarmi!

Sai una cosa? Non ho tempo per queste stronzate infantili.

-Ah, no? -No!

Ok, Zac, andiamo. Dai, amico.

No! La vedi questa merda?

Eh?

Pensi di essere l'unica con una foto, eh?

Sei l'unica con una foto?

Eh? Eh? Sì. Sì.

-Pensi che non sapevo fossi lì? -Andiamo.

-È di questo che si tratta? -Lì al bar,

ad abbracciare questo tizio e te l'ho chiesto,

e non hai neanche avuto il coraggio di dirmelo.

-Forza, bella. -È di questo che si tratta?

-Proprio così, cazzo! -Non parlarmi così!

Ehi, andiamo, amico. Entriamo. Andiamo, Zac. Andiamo.

Sì, l'ho visto, Zac.

Mi ha pregato di parlare con sua madre. Ha un cancro al quarto stadio.

-Oh... Oh... -Vedi come ti comporti?

Non sapevo come dirtelo!

Ehi, ora a tutti viene il cancro quando perdono qualcuno!

E io dovrei crederci?

Ragazza, andiamo.

E sono sulle montagne russe emotive, cazzo!

Senti, Zac, io ti amo, davvero. E l'ho superato.

Ma questa merda fa ancora un male cane!

-Dai, tesoro. -No!

E poi fai una stronzata del genere?

Cosa? Cos'ho fatto?

Cos'ho fatto, Fatima?

-Sul serio, Zac? -Cosa?

Hai i brillantini su tutti i pantaloni, cazzo!

Sono brillantini, cazzo!

Che significa? Mi sono scopato una scatola di brillantini?

Ma dai!

No. Ma quello che significa...

È che ogni volta che ti arrabbi con me, la prima cosa che farai

è andare a scoparti qualche tipa.

Ecco cosa significa.

Sono brillantini! Sono dei cazzo di brillantini!

-Già. -Va tutto bene.

-Andiamo. -Brillantini. Sono brillantini?

Non ho fatto niente!

Beh, forse avresti dovuto.

Mi sentirei meglio sulla mia prossima mossa.

-Qual è la tua prossima mossa? -Andiamo.

-Qual è la tua prossima mossa? -Vaffanculo, Zac.

-Ehi, andiamo. -Qual è la tua prossima mossa?

Dai.

Come vuoi.

Ok, tesoro.

-Prendo del vino. -Ok.

Ci sono già due bicchieri qui.

-Sì. Uno era per Bryce. -Ok.

-Tieni, bella. -Grazie.

Ok. Sposto i miei vestiti dalla

stanza degli ospiti...

No. Non farlo.

Li spostiamo solo dal letto, tranquilla. Non c'è bisogno.

-Sicura? -Sì.

Ok.

Mi dispiace per tutto questo.

Non fa niente.

Cosa farai?

Stanotte ci dormirò su.

E... Ci penserò domani.

-Ho torto io? -No, tesoro. Hai ragione.

So che non ha fatto niente.

Cioè, non l'ha fatto, ma...

Se Bryce non fosse andato a prenderlo, l'avrebbe fatto?

Giusto.

Cazzo. Avrei dovuto dirglielo.

Ma non si fanno queste stronzate!

Hai ragione.

Lo so.

Fino a un certo punto.

-Cosa? -Senti.

Se era arrabbiato per Ian, aveva il diritto di esserlo.

Ma...

Sì, hai ragione. Gliel'avrei detto.

Ma questo non gli dà motivo di essere... Insomma.

-Correre dietro a... -Alle zoccole.

-Esatto. -Sì.

Ma avrebbe dovuto saperlo.

Merda.

Senti. Andiamo a dormire. Per ricaricare.

E domattina sarà tutto molto più chiaro.

-Hai ragione. -Ok.

Vuoi che ti mostri dov'è?

Sai che so dov'è la tua camera da letto.

Beh...

-Grazie. -Figurati.

Ma porterò questo vino lassù con me.

Fai pure.

-Grazie, tesoro. -Di nulla, bella.

A me toccano due bicchieri, però.

Va bene.

Dai, amico. È tardi.

No... Un altro drink.

No, no, no, no. Basta così.

-Hai bevuto abbastanza. -Sto bene, fratello.

Perché cerchi sempre di fare da padre a tutti?

-Merda! -Ehi, fratello!

-Ci penso io. -Merda.

-Ti tengo io. -Ok, ok, sto bene. Guarda.

-Sì, finalmente sei ubriaco. -No, non è così male.

Linea dritta. Guarda, cammino su una linea dritta.

-Visto? -Ok.

Va bene! Ehi! Ehi! Ehi, Fammi... Vieni qua.

-Ecco qua. -Amico mio.

Mi copri sempre le spalle, amico!

Sì, ci penso io a te. Andiamo.

Ti metto a letto e poi...

Me ne vado.

Basta così. Sì, credo che dovrei farlo.

-Andiamo, ragazzone. -Merda.

Cazzo.

Fratello, sei fortissimo! Fai pesi?

Lo sai.

Pensavo che facessi solo jogging.

-Sai, un po' mi alleno. -Facilissimo.

Sì, facilissimo...

Amico, posso dirlo giusto?

-Sì, amico. -Sì, va bene.

Sei un membro onorario.

Ecco qua.

Oh!

Ehi...

Perché...

Perché le donne devono essere così?

Beh, sai, sono...

Donne.

Che significa, fratello?

Sai... Pensiamo in modo diverso.

È come...

Se...

Potresti... Io e te? Io e te dovremmo sposarci.

Ora so che sei ubriaco.

No, non intendevo quello.

Fratello...

Voglio dire che...

Se prendessi il tuo cervello e lo mettessi nel corpo di Fatima,

saremmo tutti d'accordo...

Credo che tu abbia bevuto un po' troppo.

Sì. Ho bevuto molto, amico.

Quando hai bevuto così tanto l'ultima volta?

Non lo so.

-Io sì. -Beh...

Me lo ricordo.

Quando Karen se la faceva con un predicatore.

Un predicatore?

Un tipo sdolcinato.

Indossava sempre pantaloni cachi e jeans.

Tipo, non lo so neanche.

Sì. Non lo sai.

No.

Ehi, dovresti...

Dovresti dormire un po'.

-Ti farà bene. -Sei un tipo tosto, fratello.

Anche tu, Zac.

No, sul serio. Mi copri sempre le spalle e...

-Sì. -Va bene.

-Amico mio. -Bene.

Ehi, ehi, ehi. Dove vai? Dove vai?

-Eh? -Dove vai?

-Ehi, ehi. -Andiamo.

No, devo...

Devo farmi una doccia. Devo farmi una doccia.

Non fa niente. Torna a letto.

Torna a letto. Ecco qua.

Devo farmi una doccia,

perché se entra Fatima...

E sente l'odore di quella tipa...

Andrà fuori di testa.

No, tranquillo.

Torna a letto.

No, amico. Non posso.

Va bene.

Beh, io vado, ok?

Hai detto che devi andare, no?

Sì, è tardi.

Sicuro di stare bene?

Sì. Me la caverò.

Me la caverò.

Ehi, aspetta. Ti aiuto io.

-Sì. -Ti tengo.

Avrei dovuto mangiare qualcosa.

-Grazie. -Sì.

Sai, ti aspetto qui finché non hai finito

di farti la doccia, ok?

Oh, cavolo! Sto bene. Sto bene.

-Stai bene? -Te lo prometto. Sto bene.

-Ce la farò, amico. -Va bene, amico.

Hai detto che resterai? Non ci metterò molto, promesso.

Sì, fai con calma.

-Tranquillo. Oh... -Attento, amico.

Ora me ne porto una fredda nella doccia...

Cazzo! Sto una merda.

-Ti aiuto io. -Sì.

Ti aiuto io.

Grazie, fratello.

Sì.

Ehi, hai detto non metterci troppo?

-Sì, non metterci troppo. -È quello che ha detto lei!

Oh, merda!

-Zac, stai bene? -Sì, sì. Sto bene.

-Vuoi che venga lì dentro? -No, amico.

Ok.

-Ehi. -Oh.

Ciao, tesoro.

Come sta?

È ubriachissimo.

Già...

Fatima non è ubriaca, ma non sta molto bene.

-Sì? -Sì.

Lo so.

Grazie per essere andato a prenderlo.

-Ehi... -Sì. Beh...

È mio amico.

E tu sei davvero un buon amico.

Sì, anche tu.

Accidenti, tesoro!

-Cosa? -Perché ce l'hai così duro?

Cosa... Di che parli, tesoro?

Ma guardati. Sei così sexy.

Cosa dovrei fare?

-Smettila, è tardi. -Lo so.

-Tesoro... -Dai, tesoro.

-Ci sentirà. -Dai, tesoro.

-Bryce. -Devi solo fare silenzio.

Sai che non posso.

Puoi provarci?

Va bene, ma...

Fai piano.

Sì, piccola.

Sì, tesoro.

-Chi è? -Sono Bryce.

Ho le tue chiavi. Di ieri sera.

-Stai bene, amico. -Come va?

Mi sto rilassando.

-Come ti senti? -Di merda.

Che ore sono?

Quasi le nove.

Cavolo.

Già. Hai esagerato.

Già.

Ah... Questo era fuori dalla porta.

Grazie.

Buone notizie?

-Merda. -Che c'è?

È un contratto firmato.

Oh, ottimo!

Significa che hai un nuovo inquilino.

È la ragazza di ieri sera.

Cosa?

Valerie, l'agente immobiliare. Le ha firmato un contratto d'affitto.

Wow.

Cos'ha fatto?

Non va bene. Non può stare qui.

Sì, lo so. Cioè, non se... Ci sarà Fatima.

Non è un se.

Fatima sarà qui. Ero solo incazzato ieri sera.

-Sì. Eri arrabbiato. -Sì.

Dannazione.

Non so cosa fare. Non posso...

Devo uscirne.

Cavolo, avrei dovuto...

Avrei dovuto lasciare che me lo dicesse lei. Mi dice tutto.

Sarebbe stata una buona idea.

-Fatima si incazzerà. -Sì.

Ma devi dirle quello che hai detto a me.

Se glielo dico e vede quella ragazza qui,

-sarà un problema. -No, no.

Insomma. Devi mettere fine a tutto questo.

Sì, lo farò. Devo farlo.

Ehi. Vuoi cambiare discorso?

Ti prego, se hai buone notizie.

Dobbiamo parlare dell'ufficio.

-Oh, sì. -Sì.

Ho preparato tutti i documenti e, siamo ancora d'accordo.

-Vero? -Sì.

-Ok. -Decisamente.

Vuoi andarci adesso? Dobbiamo prendere le chiavi.

Non posso, fratello. Mi sento una merda.

E devo chiamare Valerie.

-Per anticipare la cosa. -Sì...

-Ok. Sì. -Per te va bene?

Ah, sì, va bene. Ci vediamo dopo allora.

Ok. Ehi, e...

Grazie per ieri sera.

Hai salvato la mia relazione.

Sì, certo. Sono solo...

Piacere mio.

-Grazie. Ti raggiungo. -Sì, sì, sì. Io...

Ci sentiamo dopo. Ok.

Risponde la segreteria di Fatima Wilson...

-Merda. -Lasciate un messaggio.

Ehi, come va? È Zac.

Per favore, chiamami quando senti questo messaggio.

Ti amo. Ciao.

-Ehilà. -Come va? Ho ricevuto il contratto.

Sì, era così emozionata. L'ha preso stamattina presto.

È fantastico. Posso tirarmene fuori?

Perché vorresti farlo?

Ho solo...

Devo solo tirarmene fuori.

Zac, le hai detto "sì" e le hai anche dato le chiavi.

Se ti tiri indietro ora, potrebbe farti causa.

-Per cosa? -Qualsiasi cosa, discriminazione.

Mi ha detto che l'hai vista ballare.

-Quindi avrebbe motivo per una causa. -Merda!

Scusa, c'è qualche problema?

No, nessun problema. Va tutto bene. Ci penso io.

-Sei sicuro? -Sì, sicurissimo.

Perché... Ho detto"sì" per te,

mi hai dato l'autorità nel nostro accordo.

No, va bene, Valerie. Grazie.

-Ok. -Va bene.

Scusa.

Merda.

-Ehi. -Ehi.

-Ti sei alzata presto. -Sì, sono...

-Devo prendere la roba dal magazzino. -Vuoi che venga con te?

No, tranquilla.

Ho chiamato i traslocatori e mi aiuteranno.

Devo prendere la mia roba anche da Zac.

Come pensi che andrà?

Non lo so.

Come ho detto, sono molto emotiva.

-Vuoi che ti prepari un piatto? -No, sono a posto.

Ho sentito Bryce cucinare per te stamattina.

Sì, è vero.

-Guardati, tutto innamorata. -Smettila. Ma lo sono davvero.

-Bene. -Ma...

È successa una cosa strana ieri sera.

Cosa?

Quando è tornato a casa, era duro. Duro come una roccia.

-E non l'aveva mai fatto prima. -Ok?

È entrato, ti voleva e ti ha presa.

-L'hai sentito? -Sì.

Non ho potuto fare a meno di sentirlo. Parlava giapponese?

Farai meglio a saperlo.

L'ho fatto chiamare sua madre nella sua lingua madre.

Ok!

Ho sentito.

Ma...

Pensi davvero che fosse solo quello?

Cos'altro potrebbe essere?

Non lo so. Cioè...

Penso che quando era a quella festa,

ha visto quelle ragazze ballare e si è arrapato.

E pensava a loro mentre era con me.

Dici sul serio?

Ma ti sei vista?

Ha portato a casa la fantasia.

-Tutto qui. -Ok. Ma sai,

se fosse stato Zac, ti saresti arrabbiata.

Ok, hai ragione. Hai ragione. Sì.

A proposito di Zac, ti ha chiamato?

Ho spento il telefono.

Quindi ti presenti lì e basta?

Non voglio parlare con lui adesso.

Lo chiamo quando arrivo.

Ok.

Vuoi che ti faccia un caffè?

Sai cosa? Faccio io.

-Ok. -Grazie.

Ehi, stronze. Vi avevo detto che quel tipo non valeva niente,

e mi avete trattato come se fossi pazza.

Fatima è una stupida del cazzo.

Cosa, stronza?

Ehi, bella.

Stupida del cazzo?

Sai come parliamo tra di noi.

Belinda...

Ti dico un'altra cosa, cazzo.

-Fatima. -No, Angela.

Tieni il mio nome e quello del mio uomo fuori dalla tua cazzo di bocca,

o avremo un problema serio.

Davvero? Beh, abbiamo già un problema.

Perché hai lasciato che quel tipo si mettesse tra noi.

Sai una cosa? Non ci sto.

Non ci stai mai quando si tratta di verità, cazzo!

Stronza, ti conviene stare zitta, prima che ti lanci

-questo cazzo di caffè addosso. -Ah, sì?

Beh, cazzo, sembra che abbia ragione!

-Smettila. -Hai passato la notte qui.

Sai una cosa? Gliel'hai detto tu?

-No. No. -Problemi a casa?

Sai che c'è?

Non ce la faccio.

Certo che non ce la fa.

Parleremo mai di quello che è successo?

-Ciao, Angela. -Ciao, Fatima.

Perché non mi hai detto che era qui?

-Ecco perché. -Calmati.

E perché le hai mandato quella foto?

Perché mi trattate da pazza

e doveva sapere che è un coglione.

Ti capisco. Ma non ha aiutato.

Beh, merda. Mi dispiace.

-Ci odio così. -Merda, anch'io. Cazzo.

Arrivo.

Accidenti.

Che c'è?

-Come va? -Merda. Vivi così?

Sì.

Che c'è?

Non abbracci tuo fratello?

Cavolo, amico.

-Sì. -Mi fai fare un giro?

Devo vederlo.

Sono venuto qui ieri sera e ho incontrato la tua signora.

-Cos'hai fatto? -Sì, non mi ha fatto entrare.

Stai di merda.

-Che ci fai qui? -Mamma dice che hai comprato casa.

E ti ha dato l'indirizzo?

Sì, perché tu non volevi darmelo.

Stavo solo cercando di... Sistemarmi.

A me sembra sistemato.

Cavolo. Questa roba è bella.

Mi nascondi qualcosa.

-No, non è vero. Non è vero. -Sì, invece.

No, Jeremiah, non è vero.

Dove prendi tutti questi soldi?

Ho investito in alcune azioni.

-Faccio un po' di immobili. -Piantala con le stronzate.

-Non è una stronzata, fratello. -No, tu stai spacciando.

Jay, non spaccio. Non voglio tornare in prigione.

Amico, fammi entrare nel giro.

Non faccio più niente di illegale.

Perché lo dici così?

Perché è quello che intendo! Che razza di domanda è?

Pensavo sarebbe stato facile.

-Sì. -Di che cazzo parli?

Sono stato dentro per 10 anni, tu solo per tre.

Già.

Con tutto quello che ho fatto per te,

ti comporti così?

Così come?

Sai, quando uno di noi fa un po' di soldi...

Cosa vuoi?

Quando uno di noi fa i soldi...

Che ti serve? Cosa ti serve?

No, no.

No. Quando uno di noi fa un po' di soldi...

Inizia a comportarsi in modo strano.

Non mi comporto in nessun modo.

No, è stata la mamma a dirmi che stavi bene!

Non mi hai chiamato. E sapevi che ero in difficoltà.

-Ti averi chiamato. -Sono indietro con le bollette.

Come ho detto. Jeremiah, che ti serve, fratello?

Che cazzo vuoi dire?

Sei mio fratello, dovresti prenderti cura di me.

Per questo ti chiedo cosa ti serve.

Cos'hai?

-Non lo so. -Cazzo, questo posto...

E guidi una Porsche.

-Sì. -No.

Non ti importa della tua famiglia.

Mamma dice che non la vedi da un po'. Vaffanculo.

E avevi una ragazza qui?

È per lei che spendi i tuoi soldi?

E la tua famiglia?

E tu chi cazzo sei?

Sono al verde da tre anni!

Nessuno di voi mi ha chiamato!

La mamma non mi ha chiamato!

-Ma Jay, la chiamerò io. -E porta dei soldi.

Si tratta di questo, Jay? Si tratta di questo?

Ti porterò dei soldi, Jay. Cosa ti serve?

Vuoi che faccia un assegno? Vuoi che faccia un assegno?

Prestami tipo 10 testoni.

Che cazzo significa "prestarti"?

Mi ridarai i miei soldi?

Non mi ridarai i miei soldi!

D'accordo. Siamo una famiglia.

Ok, Jay.

-Va bene. -Ok.

Ti serve un assegno? Vuoi l'assegno? Ci penso io.

-Grazie. -Ci penso io.

Cazzo, che bel posto.

Cerco solo di essere come te. Hai una birra?

Aspetta. Hai quello champagne costoso qui dentro,

Amico, sei un grande.

Dimmi cosa ti serve, Jay. E te lo scrivo.

Così puoi andare.

Mi servono 10 testoni.

-Sì, è bello, amico. -10 testoni, eh?

10 testoni, la mamma ti ha mandato qui per 10 testoni?

-O sei da solo? -Così.

10 testoni.

10 testoni.

Cerco solo di vivere come te.

Questo posto è bello.

-Dove vai? -Voglio vedere il resto.

MERCATO DI PONCE CITY

-Pronto? -Fatima.

-Scusa. Chi parla? -Sono Margaret.

Non ti ricordi la mia voce?

-Ciao, Margaret. -Come stai, tesoro?

Bene.

Che bello.

Ian mi ha detto che hai parlato con lui.

Sì.

E mi ha dato il tuo numero.

Fantastico.

È bello sentire la tua voce.

Sì. Anche per me.

Ti ha detto quanto sta male?

Sì.

Non so se te l'ha detto.

So che sta bene, ma è grave, tesoro.

Sì. Mi dispiace.

Non so cosa fare.

Mi dispiace, Margret. So che dev'essere dura per te.

Ma sono felice che tu abbia accettato esserci per noi.

Sì.

È già abbastanza difficile.

Ma averti lì per me e per lui farà la differenza.

Sì, grazie.

Avrebbe dovuto sposarti.

Non fa niente.

E mi ha detto che hai un ragazzo ora?

Sì.

Beh, immagino sia troppo tardi ora.

Mi dispiace.

Beh, ascolta. Vorresti venire a cena?

Significherebbe molto per me.

Senti... Ti richiamo

e ti faccio sapere se riesco.

Ok. Ti voglio tanto bene.

Anche io.

Sei sempre stata una ragazza dolce.

Sì, anche tu.

Ok, chiamami più tardi. Hai il mio numero?

Sì. È comparso sul mio telefono.

-Ok. Beh, ciao. -Ciao.

Merda.

Sì, assicurati di non... Me l'ha data mia nonna, quella pianta.

Stai attento con quello, ok? Ok.

Ok. E tutta la roba per la cucina è molto fragile.

Quindi state attenti.

Ok, fai attenzione con quello

perché mia nonna mi ha regalato il mio primo libro lì dentro.

È molto sentimentale. Fai con calma.

Ok. Grazie mille. Ehi, vicina!

Ciao.

Sai, il giorno del trasloco è sempre folle, ragazza.

Sono Deja.

-Deja? -E tu sei?

Sottotitoli: Francesca Masciullo

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