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QUESTO PROGRAMMA È CONSIGLIATO AD UN PUBBLICO ADULTO.
SI CONSIGLIA LA VISIONE AD UN PUBBLICO ADULTO.
-C'è Zac? -Dipende da chi lo chiede.
Sono Deja.
Negli episodi precedenti...
-Vivi qui accanto? -Sì.
Oh, è fantastico! Oddio!
Non fare così. Alzati!
-Ti prego. -No, devo andare.
-È lei? -Sì.
-Chi è il tizio che sta abbracciando? -Me lo chiedo anch'io.
Fagli vedere la foto.
Va tutto bene laggiù, tesoro?
Cavolo, che succede? Parla. Dì qualcosa.
-Amico, calmati. -Non dice niente.
Sì, beh, dacci un taglio. Sei ubriaco.
Io sono sempre ubriaco.
Sì, non importa. Smettila.
Dì qualcosa.
Dovete andarvene.
No, amico, non andiamo da nessuna parte. Andremo fino in fondo.
-Nate, non sto scherzando, fratello. -Ok, ci penso io, Zac.
Dai, fratello. Dice sul serio.
Non me ne frega un cazzo. Non abbiamo fatto un cazzo.
-Non abbiamo fatto niente. -Guardalo in faccia. Rilassati.
Lo facciamo per il tuo bene.
Ti prego, Nate.
-Devi andartene, fratello. -Che vuoi dire?
Nate, sei ubriaco. Prendi la tua roba e vattene.
L'hai comprata tu questa roba, ok?
Sì, e l'ho comprata per divertirci,
non per farti fare i capricci.
Senti, mi dispiace, ok?
Voglio solo assicurarmi che tu stia bene.
Rilassati.
C'è una ragazza di sopra e non sai nemmeno chi cazzo è.
Vai in macchina e aspettami.
Mi dispiace.
Vai!
Fratello, stai bene?
L'hai scattata tu?
Sì. Sì, l'ho scattata oggi.
Cos'altro hai visto?
Dai, non fare così. Non è il momento, ok?
-È di sopra. -Cos'altro hai visto?
Vuoi saperlo davvero?
Tony, te l'ho chiesto, no?
Erano seduti vicini e parlavano.
Quanto vicino?
Molto vicini.
Non è stato bello.
Ehi, fratello, credo che dovresti...
Che altro? Cos'altro hai visto?
Poi lui si è messo in ginocchio e non capivo cosa dicesse,
ma le diceva qualcosa.
-Ok. -Ehi, senti...
-Credo che dovresti... -Non toccarmi.
-Senti, aspetta. -Capito.
Pensaci bene prima di fare
-o dire qualcosa... -Ho capito.
Sono Zac, tesoro. Zac tiene duro, no?
Capito. Sto bene.
Zac, sai che siamo una famiglia, vero?
Se hai bisogno di noi, sai dove trovarci.
Sono qui per te, ok?
Sì. Sì.
-Ok, ti voglio bene. -Anch'io.
Sei silenziosa
Sì.
-Stai bene? -Sì.
-Ho passato una bella giornata. -Mi fa piacere, tesoro.
Arriva un nuovo inquilino.
Ok.
Si trasferisce domani.
Va bene.
Perché non mi guardi?
Mi riposo gli occhi. È stata una lunga giornata.
Sì.
Sembra che tu abbia pianto.
Devo solo rilassarmi un po', meditare.
Si tratta di Belinda?
In parte.
E l'altra parte?
-Che stai facendo? -Beh...
È successo qualcosa di interessante al lavoro oggi?
Tante cose interessanti.
Ok.
E dopo il lavoro? Dove sei andata dopo il lavoro?
Da nessuna parte.
-Da nessuna parte? -No.
È buffo perché...
Sei tornata a casa più tardi del solito.
Sono andata al bar vicino all'ufficio.
Da sola?
Che fai?
Cosa?
Vuoi chiedermi qualcosa?
L'ho appena fatto.
Con chi sei andata al bar?
Ero con Ian.
Ian, il tuo ex?
Sì.
Perché cazzo piangi?
Zac, non farlo.
Non fare cosa?
È così importante per te?
Senti.
Vai al bar con lui?
Non perdere le staffe, Zac. No.
Prima la mia migliore amica, ora questo?
Cazzo!
Non posso.
-Non puoi? -No.
-Non puoi? -No.
Quindi ti vedi al bar con questo tizio e non me lo dici?
E quando te lo chiedo, tu sei qui
con l'aria di una che sta per morire e non puoi dirmelo?
Guardami!
Zac, non posso. Io...
-Cosa? -Mi serve tempo.
Hai tempo. Fai con calma. Io esco.
Zac.
Cosa?
Non fare stupidaggini.
Sembra che tu l'abbia già fatto.
-Ehi. -Ehi, come va, Zac? Stai bene?
-Sto arrivando. -Yo, fratello. Sicuro?
-Sicurissimo. -Amico, c'è un casino qui,
-ci scateniamo. -Tienimi un posto.
Tranquillo.
Fai qualcosa di stupido se vuoi, Zac.
Non sono dell'umore, cazzo.
Ehi.
-Ehi. -Stavo per chiamarti.
Sto bene.
Ok.
Hai da fare?
Mai troppo per te, ragazza.
Puoi passare?
Certo.
Sì.
-Grazie. -Va bene. Ciao.
Sta bene?
Fatima vuole che vada da lei.
Sta bene?
Non lo so.
Cos'è successo?
Ha visto il suo ex oggi.
-Ah. -Già.
-Zac lo sa? -Non lo so.
Ok. Vuoi che venga con te?
No, tesoro, non c'è bisogno. Torno subito.
-Ok? -Posso aspettarti in macchina.
Tranquillo. Ci vediamo presto.
-Sicura? -Sicura.
Amo il modo in cui mi ami.
-Ti amo, tesoro. -Lo so.
-Va bene, ciao. -Ciao.
Sei bellissima, tesoro.
Guarda chi c'è! Dov'è il tuo costume?
Ehi, non iniziare, amico.
-No, amico! -Non ne voglio parlare.
Va bene, ho capito, ho capito...
Ehi, rilassati, fratello.
Voglio solo assicurarmi che stia bene.
Ho bisogno di bere. Non ce la faccio.
Ehi, amico, andiamo. Qualcuno gli porti un drink.
Che schifo il servizio da queste parti, amico.
-Eccolo. -Ecco qua.
Grazie.
Grazie.
Ehi, di chi è questa casa, comunque?
Non lo so, di qualche sportivo che sarà sul lastrico tra qualche anno.
-Avete sentito? -Sentito cosa?
Il suono della gelosia. Dannazione, Tony!
Ehi, Nate. Chiudi quella dannata bocca!
Ehi, oh... Dai amico. Brindiamo.
Sì, brindiamo.
Ok! Brindiamo a Zac che ha scoperto la verità su Bestieza,
così ora può andare avanti. Urrà!
No, così non brindo. Andiamo, amico.
-Io sì. -Grazie, fratello.
Questo qua non ha sentimenti.
Fratello, mi dispiace. Come, scusa?
-Sbaglio o mi hai già visto piangere? -Ok, fratello, basta così. Smettila.
Chi è quella?
È l'amante che Zac aveva quando stava con Karen.
E cosa pensi che ci farà, Alex?
Non lo so, Jack. Ma accetto "Scopatela" per 200.
D'accordo!
Hai vinto un viaggio pagato in... Quel culo.
-Ehi! -Wow!
Siete degli stronzi. Mi serve un altro drink.
No, dai, amico. Stiamo scherzando.
Scherziamo.
Me ne vado. Questa roba non fa per me.
No, sei sicuro, amico? Rilassati.
Ehi! Dai.
Ehi, amico! Non tornare da quella tipa!
-Zitto, fratello! -No!
Rovini sempre tutto.
Amico, guarda cosa ci stanno facendo quelle stronze.
-Ehi. -Ehi.
-Zac non c'è. -Oh... Non c'è?
No. Credo che abbiano litigato.
Ok. Lo chiamo subito
per sapere dov'è.
-Grazie, tesoro. -Ok.
-Stai attenta, tesoro. -Anche tu. Ciao.
Ehi!
-Ehi. -Stavo proprio pensando a te.
Ah, sì? Che succede?
Yo, devi farmi calmare. Sono incazzato nero.
-Oh no, così non va bene. -No, per niente.
-Dove sei? -Sono a una festa assurda.
Non credo che dovresti essere lì.
No, lo so, non voglio stare qui.
Ok. Vado alla macchina.
Ok. Dov'è la festa?
È in Mission.
Ok, che ne dici se ci vediamo al ristorante laggiù?
Ok, ricevuto.
Va bene. Bene. Ci vediamo tra poco.
-Ok. -Certo.
Oh, oh, oh!
È per questo che non ho ancora avuto conferma per appartamento?
-Che si dice? -Che si dice?
-Niente di che. -Te ne vai così presto? Perché?
È solo l'inizio.
Sì, non è proprio nelle mie corde.
Sai una cosa? Neanche nelle mie.
-Ah, no? -Fumi?
-No. -Ah, no? Davvero?
-Non più. Io... -Sei proprio un bravo ragazzo.
-No. -Quindi, basta stronzate.
L'appartamento è mio o no?
-I documenti erano in regola. -Alla grande!
-Già. -Quindi, aspetta...
Significa che domani potrò prendere le chiavi?
-Ancora meglio. -Cosa?
-Aspetta. Davvero? -Sì. Vai pure.
Ok.
Ok, scusa. Un po' troppo? Mi dispiace.
-No, tranquilla. -Mi dispiace.
Sono così emozionata. Non puoi capire.
Non puoi capire.
Non puoi capire. Questo è il mio primo posto.
Ho le chiavi.
-Lo aggiungo alle altre chiavi. -Primo posto, eh?
Sì, sai, avevo un coinquilino.
È stato un incubo.
In realtà era questo tizio con cui... Insomma ci vedevamo...
Ma lui... Insomma, non importa
perché sono emozionata. Grazie mille.
-Sono contento. -Non sembri proprio contento.
No, sto bene. Sto bene.
Ok. Beh... Oh, come conosci Jerome?
-Chi? -Jerome Debois. Questa è casa sua.
Oh, non lo conosco. Mi hanno invitato i miei amici.
Oh, ok.
Ecco perché.
-Tu che ci fai qui? -Oh, sto... Lavorando.
-Lavori qui? -Sì.
Nei tuoi documenti c'era scritto che ti occupi di unghie.
Oh, sì. Sono anche brava. La migliore in città.
Durante il giorno, però.
Quindi fai il catering?
-Dici sul serio? -Sì.
Ti sembra che mi occupi del catering?
-Dannazione. Ah... -Proprio così.
-Dai su. -No, non è vero.
No, di notte ballo.
-Quindi balli? -Sì. Sì.
-Balli al palo? -Oh, assolutamente no!
Non faccio quella roba squallida con scarafaggi e alette di pollo.
No, mhm-mhm. Faccio feste private, ok?
C'è una differenza. È più elegante.
-Feste private. -Sì, ma ascolta,
non preoccuparti perché ho un gran seguito
e tutti i miei Deja-daddy faranno in modo che tu abbia l'affitto.
Deja-daddy.
-In un modo o nell'altro. -Giusto.
Beh, voglio dire, in contanti... In contanti andrà bene.
-Ok. -Va bene.
-Quindi non sei arrabbiato? -No. Perché dovrei esserlo?
Voglio dire, perché mi lasci vivere nell'appartamento accanto.
Non volevo che tu fossi... Che mi giudicassi perché ballo, sai?
-Io? -Sì.
Io? Giudicare? Non ho spazio nella mia vita per giudicare nessuno.
Ok. Beh, sai cosa puoi fare?
Cosa?
Puoi venire a giudicare questo ballo, però.
-No, non posso farlo. Non posso. -Dai, sì che puoi.
-No, vai a divertirti. -Mi guarderai mentre me ne vado?
-Forse. -Dovresti.
Verrò.
-Sì, così! -Verrò.
-Così! Così! -Questo fa di me un Deja-daddy?
-Quasi. -Va bene.
-Hai l'aspetto giusto. -Fammi strada.
Sei già di ritorno?
-Senti, amico... -Ehi.
Tieni, amico. Guarda. Bevi e basta.
-Andiamo. -Brindiamo, amico.
Goditi questo drink. Capito?
Ok.
Va bene. Ascoltate! Ascoltate!
Benvenuti a casa mia!
Stiamo per ribaltare questo posto!
-Mi avete sentito? -Sì!
Vieni qui.
Lei è la mia ragazza. E questa è la sua festa.
Quando le ho detto della festa,
le ho chiesto cosa volesse e ha risposto "degli spogliarelli".
Ho detto: "Col cavolo, non se ne parla!"
Ma lei ha detto: "No, amico, sto parlando di spogliarelliste".
Così ho detto: "Questa è la mia ragazza".
Ti amo, piccola.
Ehi, sapete che c'è? Dovevo trovare le ragazze più toste.
E non parlo solo delle donne di Atlanta.
Ho fatto venire le ragazze più toste
da tutto il fottutissimo mondo. Alziamo il volume!
-Quel tizio sarà al verde. -Yo, perché critichi sempre, Tony?
In che senso, critico sempre?
Perché fai venire delle donne da posti lontani quando puoi trovare
delle troie al "The Pole" che sono altrettanto bone.
Possiamo non parlare del "The Pole"?
Tutto tranne il "The Pole". Vi prego.
Oh, scusa. È un argomento sensibile. Scusa.
Ti prego.
Portate le ragazze!
Aspetta, quella non l'abbiamo già vista?
Sì! La tipa dell'altro giorno.
Hai detto che non la conoscevi. Hai mentito.
-Lei si che usa il cambio manuale. -Non ho mentito.
Le ho affittato l'appartamento.
No, stai mentendo. Guarda come ti guarda.
-Amico... -Dai!
-Non sono scemo. -Dannazione!
Sai una cosa?
Ti faccio vedere cosa ti perdi, ok?
No. Ehi, sai una cosa? Aspetta. Vieni qui.
-Sì. -No, no, no.
-No, no, no. -Rallenta, fratello.
Oh, cavolo. Ecco qua.
Prendi questo.
Forza! Fagli vedere cosa si è perso.
Ehi, Zac-attacco! Andiamo!
Zac-attacco! Forza.
Zac è tornato! Andiamo!
Zac è tornato! Zac è tornato!
Dacci dentro! Zack è tornato!
Dai!
Chi è?
Non lo so, chi bussa così alla porta.
Bella, hai la pistola?
Vorrei tanto, cazzo, visto l'umore che ho.
Ehi.
Perché bussi alla porta così?
Mi dispiace. Sto cercando mio fratello.
-Tuo fratello? -Sì, Zac.
Tu sei... Come si chiama?
-Jeremiah. -Sì, mi conosci?
Sì, sono Fatima.
-Chi? -Fatima.
-Ok, è qui? -No, non c'è.
Ok, digli che mia madre deve parlargli.
Ok... Certo. Deve parlargli subito?
No, puoi darmi il suo numero?
Scusa, non hai il suo numero?
No.
-Ok, beh, non posso dartelo. -Ah, no?
No.
Sì, capisco. È una bella casa.
-Grazie. -L'hai comprata?
-Scusa? -Mi dispiace.
Sai cosa? Dirò a Zac
-Che sei passato... -Ehi, sai dov'è?
No, non lo so. No.
È il tuo uomo e non sai dov'è?
È un uomo adulto.
Sì. Ok.
Questo posto è bello.
Ha fatto i soldi.
-Ok... A presto. -Posso entrare a dare un'occhiata?
No, non puoi. No.
Non c'è. Te l'ho detto.
Dai, amica. Dacci un taglio.
-Sai una cosa? No. Mi dispiace. -Sì, ok.
-Beh, digli che sono passato. -Lo farò. Ciao.
Amica, quel tipo è strano. Sì, chiudi a chiave.
Lo so, vero?
Non ha il numero del fratello?
E a quanto pare Zac non gli ha detto chi sono.
Sì, che storia è?
Non lo so. Zac ha una dinamica familiare molto strana.
Oh, ok.
Non voglio parlare di lui ora, ok?
Sai una cosa? Hai ragione. Vado a preparare del tè.
Sai una cosa? Dammi ancora un po' di vino.
-Non dirmi altro. -Già.
-Ci penso io, tesoro. -Grazie.
Dov'è la polizia delle feste?
Porta il tuo culo per bene fuori di qui!
Come va, Nathan? È bello vederti.
Sei venuto a farmi da spalla stasera?
Ehi, Tony.
Dai, amico! Si sta divertendo!
Ehi! Anche tu stai bene.
Ehi! Ehi! Come va, ragazzone?
-Come va? -Quanti ne hai bevuti?
Sto bene.
Forza, forza. Andiamo. Andiamo, Zac.
Sto bene. Sto bene.
-Per favore, portalo a casa. -No, no.
-No. No. -Puoi portarlo... Zac, Zac.
-No. -Ti prego...
Devi portarlo via di qui.
Hai detto che mi portavi a casa. Cosa intendi...
No, no, no, no Zac. Non è quello che vuoi.
Dai, amico. Andiamo!
-Perché no? -Zac, guardami.
-Sei ubriaco. -Ti sto guardando.
Sei ubriaco! Andiamo! Forza!
Lo che stai urlando... Non sei mio padre.
No?
-Forse. -Sai una cosa?
-Non posso saperlo. -Grazie. Grazie.
-Andiamo. Vieni. -Ah, cavolo.
Andiamo, amico. Forza, andiamo.
-Ehi, ehi. -Sto bene. Sto bene.
-Ehi, Zac. -Che c'è?
-Andiamo a mangiare qualcosa. -Sì, per quello me ne vado.
-Per quello me ne andrò. -Ok.
Dai, dai. Ci siamo.
Ci siamo, ragazzone. Andiamo.
-Dov'è la sua maglietta? -Avevo una maglietta?
-Ehi, Tony, Nathan. -Non avevo una maglietta.
-Dov'è la sua maglietta? -Non lo so.
Non indosso magliette.
Va bene. Forza, andiamo.
-Deja! -Ti vogliamo bene, Zac.
Dai, amico! Dai. Andiamo.
-Déjà-vu! Ti amo! -Chiamami domani.
-Ci vediamo domani. -Ti amo.
Cavolo, bella. Mi dispiace per tutto questo.
Non è colpa tua.
Parlerai con sua madre?
Non posso parlare con quella donna. Mi ama.
Lo so, ma cazzo.
Sai che non è neanche andata al suo matrimonio?
-Aspetta, cosa? -No, non sopportava quella ragazza.
Diceva che avrebbe dovuto sposare me.
Cioè, avrebbe dovuto, ma...
-Cavolo... -Già.
Era devastata.
Immagino.
Posso solo immaginare come sta male.
Bella, ascolta. Mi dispiace.
Sai, è il suo unico figlio.
Lo so.
Senti... Non puoi farci niente.
Ma... Grazie di essere qui.
Tesoro, sai che ci sono sempre per te, ok?
-Sempre. -Lo so.
Ma... Dov'è Zac?
Mi chiedevo quando l'avresti chiesto.
Beh, amica, cos'è successo?
Angela, non ero pronta a dirgli di Ian.
Volevo solo essere sicura e capire tutto.
È comprensibile, ok?
Poi oggi mi ha fatto tutte queste domande sulla mia giornata.
È stato strano.
Perché pensi che l'abbia fatto?
Non lo so.
Forse lo sa?
Senti, volevo solo...
Essere sicura prima di dire qualcosa.
Lo capisco. Lo capisco.
Ma... Tesoro, hai una relazione.
Ok? A volte, se non sai cosa dire, dì qualcosa e basta.
È il tuo uomo.
Sì. Mi sa che hai ragione.
Glielo dico stasera, quando torna a casa.
Bene.
Ma dov'è andato?
È uscito. Era arrabbiato quando se n'è andato.
Ok.
Perché l'hai detto così? "Ok"?
Spero solo che non stia facendo niente di stupido. Capisci?
Se vuole lasciarmi perché ero triste,
che vada al diavolo. Non ho bisogno di lui.
-Cioè, hai ragione... -Cazzo, dammi un po' di tregua.
Ci sto provando. Ma, sai, questa è una cosa nuova.
Non è così nuova.
Ok, come ho detto...
Cosa? Cazzo, dillo. Che c'è?
Tima, lui ha uno storico.
Lo so.
E se torna alle sue vecchie abitudini...
-Amica... -Vorrei che lo facesse.
Dopo un solo disaccordo?
-Belinda? -Sì.
Devo bloccarla. Perché mi scrive?
-Ti sta scrivendo? -Sì, ma...
Cos'ha detto?
Vuoi dell'altro vino?
Il mio bicchiere è ancora pieno. Cos'ha detto?
Tima, ascolta. Le parlo dopo. Non ti preoccupare.
Dobbiamo parlare di questo, no?
-Perché menti? -Non sto mentendo.
Angela, lo so quando menti.
La tua voce si alza e inizi a ridacchiare.
O cadi a terra.
Cos'ha detto? Fammi vedere.
-Tima... -Fammi vedere.
Io non... Bella, non è... Davvero...
Dai qua, fammi vedere. Dammelo!
-Tima, io... -Dammelo.
Davvero? Tieni ferma la faccia.
Fatima...
-Ma che... -Cavolo.
È meglio che non sia vero.
Sottotitoli: Francesca Masciullo
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