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La Matilde!
- Enzo, hai portato la televisione? - Sì, guarda!
- Se me lo dicevi, mi facevo più bella. - Vieni vicino, fai lo zoom!
- Sono freschi. - Fai vedere.
- Vai, questo qua. - Eh, ma che bello! Che bello!
Fantastico!
A Marina abbiamo offerto un caffettino?
- Ci sei? - Vai!
Io aspettavo te.
Che splendore!
- Guarda che roba! Fai un giro. - Lo splendore è passato.
Come è passato? Sei ancora bellissima! Fatti vedere!
Ecco qui, nella nostra vetrinetta.
Voilà!
Primo posto.
Campionato nazionale italiano di Mazurca.
Ruvo di Puglia, 2033.
Guarda che roba!
Un grande orgoglio questa serata.
Poi Marina si è fatta l'anca e... mazurca.
Gli ho detto di continuare a ballare la mazurca con Ada, ma non ha voluto.
Ma che continuo? Io posso ballare solo con te!
- Bravo! - Bravo!
Bravissimi, grazie.
Grazie a tutti.
Sandrone! Sandrone! Sandrone! Sandrone!
Vi amo, romagnoli! Vi amo!
Il trucco, amico mio, è partire con il fox,
un giretto di valzer, una bella mitragliata di polca
e poi la mazurca. Lì sono fuochi di artificio,
anche perché il liscio è...
È matematico, è una scienza, va calibrato.
Tu non hai fatto sempre questo nella vita.
- No, facevo tutt'altro. - Cioè?
Fino a febbraio del 2030 sono stato
direttore editoriale di ECBO Europa.
- Poi che è successo? - Eh, poi che è successo.
- Ho puntato sulla serie sbagliata. - Intendi "Pasticciona in amore" la serie?
- Quella di Emanuele Fanelli? - Esatto.
Non mi stancherò mai di dire "pannelli solari".
Pannelli solari, è una cosa importantissima!
State scherzando? Trovate immediatamente i soldi
e comprate queste cazzo di ottiche!
Io sto lavorando, sono un professionista!
- Si sta arrabbiando Malcom. - No, tutta scena.
- Tutta scena? Ha detto pure le parolacce. - Ma è un pagliaccio.
lo fa per darsi un tono.
Come un tono? Ha ragione.
Un professionista come lui che si ritrova così...
Ti posso dire? Non vale un cazzo da più di dieci anni, anche professionalmente.
- Veramente? - Scusami.
Sì.
- Monica... - Monica chi?
- Monica la ragazza, la producer. - Ah, sì.
Si è portata via tutte le ottiche. Non ti preoccupare, non è un problema.
Le stiamo aspettando da Stoccolma, però bisogna avere un po' di pazienza.
- Va bene. - È tutto sotto controllo.
- Quindi non giriamo adesso? - No, giriamo con un'ottica un po' spinta,
un po' particolare, però è perfetta, la mia preferita.
Ah, va bene. Siete voi gli artisti.
- Decidete voi. - Malcom, ma questi non si regolano.
- È una cosa vergognosa. - Io sono dalla parte tua, ricordatelo.
Squalificante.
- Ma è tanto stretto? - No, zero.
Emanuela, so che è un po' prematuro,
ma stai lavorando a qualche altro progetto?
Sì, ma non in senso canonico.
- Non è un film. - Non è un altro film.
No.
No, perché lavorare a "Pasticciona in amore"
e questo successo mi ha dato modo di riflettere
sull'essenza del mio mestiere.
Ad esempio, ora dico una cosa che magari non tutti sanno,
ma in inglese "recitare",
il verbo "recitare" si dice "to play"
che, non so se sapete, vuol dire anche "giocare".
Lo scopro ora, non ci avevo mai pensato.
- "To play", recitare. - Sì.
Lo so, magari uno non ci pensa, invece io sì.
Quindi ho proprio capito che...
avevo desiderio con un successo del genere di giocare,
ma un gioco fatto da sola non è divertente.
Lo dico qui da te per la prima volta, è una primizia.
Sto per aprire la mia scuola di recitazione.
Wow, ma che bello! Che esclusiva!
Credevo che i miei sogni fossero troppo grandi,
che non bastasse un cassetto per contenerli.
Quante volte mi è stato detto:
"Non ce la farai mai, dove credi di andare? Quando ti trovi un lavoro vero?
Ti sei accorta di avere una gamba un po' più corta dell'altra.
Non sai che i sogni non danno da mangiare?"
Più faccio male a voi
e più faccio male a me!
Finché non mi sono iscritta alla "Fucina dei cocci dei talenti"
di Emanuela Fanelli e ho capito una cosa fondamentale.
Attori non si diventa. Si nasce.
Sono aperte le iscrizioni per il nuovo anno.
Apri quel cassetto, ti aspettiamo.
E ricorda che in inglese "recitare" si dice "to play".
Sai perché? Perché è un gioco.
Sì, sai io quando...
stavo con i miei ragazzi, ci tenevo molto spesso
a ripetergli una cosa fondamentale
che in inglese "recitare"
si dice "to play"
- perché è un gioco. - Pensa!
Giocare sembra una cosa leggera,
ma leggerezza,
come dice Calvino, non è superficialità.
Leggerezza è planare sulle cose dall'alto e...
Con delicatezza...
Dunque, ci aspettano tre anni insieme
in questa Accademia,
quindi io direi fatevi un applauso.
La "Fucina dei cocci dei talenti" fondata da Emanuela Fanelli
all'apice del suo successo, ha rappresentato per anni
un polo artistico di proporzioni inestimabili.
Partiamo dalle basi, dai fondamentali.
In inglese
"recitare" si dice...
Quasi nessuno degli allievi, una volta conseguito il diploma,
ha mai calcato palcoscenici o frequentato set cinematografici.
- To play! To play! - È un gioco.
Questo è il compito dei grandi maestri,
aiutare i discepoli a decifrare il proprio talento,
facendolo fiorire nella miglior forma possibile
che non è necessariamente quella sognata.
Era to play.
È il caso di Carmen Sapri, testimonial dell'Accademia stessa,
che dopo essersi diplomata, ha trovato nella gastronomia
la sua vera forma d'arte. Conoscete il ristorante Le Tirebouchon,
la tre stelle Michelin, famoso in tutto il mondo al centro di Bordeaux?
Carmen gestisce la pizzeria al taglio a fianco,
dove marinare soprattutto wurstel, salame e tonno toccano vette paradisiache.
To play, to play, to play...
Ti ho visto, ti ho visto.
Guarda. In spagnolo "recitare" si dice "recitar".
È un gioco recitare. Non mi piace questo atteggiamento!
Merda, eh? A questo non ci siamo arrivati.
Vabbè, avevamo solo tre anni, vai!
To play, to play, to play, to play...
- Cioè? - Come cioè.
In spagnolo "recitare", "recitar".
Questi 1.250 euro al mese li state buttando.
To play! To play! To play! To play!
Ragazzi, per anni vostro padre vi ha serbato un segreto.
Di quale segreto parli, mamma?
E che significa serbato?
Per vent'anni ha avuto una relazione extraconiugale
con la signora che è stava qui.
Non so se l'avete notata, aveva una pelliccia marrone.
Quella a cui hai urlato: "Hai anche il coraggio di presentarti qui, puttana!
Sei una puttana!"
Poi la scuola, correggimi se sbaglio,
riuscisti ad aprirla grazie al successo di "Pasticciona in amore".
Il film.
- Il film, certo. - "Pasticciona in amore", il film.
Specifica bene, perché io solo di quello voglio parlare.
Certo che non vuole parlare di "Pasticciona in amore" la serie.
Perché? Che altro c'era oltre il film? Io ho visto solo quello.
Quando "Pasticciona in amore" è diventato
un film di successo internazionale, noi di ECBO ci siamo fondati
per prendere i diritti e trasformarli in una serie.
Sulla serie stenderei un clemente velo pietoso.
Era già successo con "Harry Potter", "Harry Potter" la serie.
"Roma città aperta", "Roma città aperta" la serie.
Sì, sono operazioni che si fanno, quasi di prammatica.
Si fanno, se l'autore ha l'onestà
e il desiderio di farlo.
La serie?
Pensa un po', non lo sapevo.
Non usare questo prodotto
per coprire le varie figuracce
fatte nei mesi precedenti.
Abbiamo capito.
- Pino... primo sale. - Sempre.
- Team Scamorza è Stefania Orlando. - Rigorosamente.
Rigorosamente. Fatemi tornare da Emanuela.
Emanuela, non solo cinema, per te è anche moda
- perché sei molto glamour. - Eh, sì!
Ti farei vedere la mattina a casa quanto sono glamour.
Ti mando una foto domani.
Ti faccio aiutare dalla regia. Guarda questo articolo, su Elle.
Guardate. "I pantaloni grigi di Emanuela Fanelli
sono il must sartoriale della moda autunno."
- Anche oggi sei pazzesca. - Grazie.
Lo dicevo prima. Solo tu puoi indossare questo vestito.
- Bellissimo. - Grazie.
- Colore, mise... Bellissimo. - Grazie mille.
Sì, voglio dire...
Io nella vita quotidiana vado in giro proprio....
Quando sto in giro, jeans e...
Quando metto dei vestiti, non ho nessun merito.
Mi piacerebbe dire il mio portamento,
la mia capacità di dare valore ai vestiti.
La realtà è una sola.
Essendo alta e scrocchiazeppi...
- Che cosa? - A Roma si dice scrocchiazeppi.
- Quando sei secca. - Eh, longilinea.
A Napoli diciamo mazz 'e scopa,
ma lei no perché è una bella donna.
No, quindi essendo alta e longilinea...
Sì, longilinea.
Mi stanno bene i vestiti, ma senza meriti.
- No, sei glamour. - Sì, sono glamour!
Tu sei una di quelle che puoi mangiare tutto
- e non prendi un etto? - Purtroppo sì.
- Vedi che fortuna? - Lo so.
- Saresti da strangolare. - Lo so.
Ti stiamo amando tutti. Stanno tutti a casa...
- Perché sei longilinea. - Sono alta e magra.
- Scrocchiazeppi. - Scrocchiazeppi, esatto.
Stamattina apro il telefono, una notizia.
Un'attrice, una certa Fanelli...
Mi stupisco di come un'attrice, ma soprattutto donna...
A parte tutto nel 2028 ancora, io sono allibito...
A me Emanuela Fanelli piace. Io la stimo come artista, come persona.
Io pensavo che fosse un scherzo, visto che lei è una comica e invece...
Esterrefatto.
Questa dichiarazione stupida...
Io uno scivolone così non glielo posso permettere.
Amici, io non so come sia potuto succedere.
Allibito.
Quando sei un personaggio pubblico...
Hai una voce.
Ho tentato di dire: "Sei da strangolare."
Si è scagliata contro le persone grasse.
Ci possono essere problemi di tiroide, problemi di metabolismo.
Esterrefatto.
Io vi garantisco...
Veramente senza parole.
Non si devono prendere in giro le persone sovrappeso.
Parole impronunciabili.
L'ho anche detto a Caterina Balivo.
Invitami in trasmissione, parliamone.
Allibito, esterrefatto.
Caterina non mi ha mai invitata. Evidentemente preferisce i grossofobici.
Per approfondire, vi lascio qui il link per abbonarvi a i-Newsletter.
Certo, c'ero e ricordo molto bene perché è una cosa
che mi ha sempre profondamente colpito.
No, fu...
Fu un brutto scivolone, devo dire.
Qui con me c'è Stefano Rapone.
- Stefano, hai una domanda per l'ospite? - Sì.
Come stai?
Bene.
Sono un po' nervoso perché ho iniziato la dieta tre giorni fa.
Perché la dieta? Stai benissimo.
No, ho messo su un bel po' di chili, ma...
Non è che c'è la Fanelli in giro, no?
Non ha mai trovato pace.
- In quel caso. - Diciamolo.
Emanuela è un'amica. La salutiamo con affetto.
- Ci mancherebbe. - Quando vuole venire, il posto c'è.
Magari ce lo dice prima, ci facciamo una piccola liposuzione.
- Mi sa che danno a lei il tapiro. - Eh, può essere.
Qualche giorno fa in questo studio
si è scritta una brutta, bruttissima pagina
di televisione italiana.
Il Codacons, giustamente, ha deciso di sanzionarci.
Noi ne prendiamo atto e da oggi in poi
faremo molta attenzione a chi invitare.
Qui con noi c'è Daniela Collu.
Daniela Collu è venuta perché ha qualcosa
di molto, molto importante da dirci.
- Prego, Daniela. - Caterina, grazie per questo invito.
Io attendo da molto tempo
di avere uno spazio, un momento per poter dare un messaggio importante.
È la volta buona, prego.
Le persone in sovrappeso
non si prendono in giro.
Sono stata tanto male per quella storia, tanto.
È stato un punto cruciale della mia vita,
ma non solo professionale, proprio personale.
D'altronde le grandi esperienze della vita sono quelle
che non vorremmo fare mai.
- Che bella questa tua riflessione! - Eh, magari mia.
- E' di Moravia. - Prego?
Questo aforisma di Moravia mi ha fatto tanto pensare.
Questo fanno i grandi, aprono la mente,
elevano l'animo delle persone. Come qualsiasi essere umano,
anche Emanuela da piccola sognava di scalare l'Himalaya del successo.
Ma un attimo prima di piantare la bandierina e gridare "Ce l'ho fatta",
- ecco l'inciampo, ecco la caduta. - Giulio, che stai facendo?
- Che fai? - Perché, che faccio?
- Sei impazzito. - Non sono impazzito.
- Sei stato in bagno due ore. - Giulio, tu stai fuori di testa.
Tu sei un operatore, fai l'operatore, stai al posto tuo.
- Io sono l'autore, okay? - Vabbè.
- Volevo dare una mano. - Non devi dare nessuna mano.
- Cerca di lavorare, per favore. - È arrivato il narratore.
- Sì, sono il narratore, okay? - Guarda, sei una cosa...
Sono io.
Io vado a Palestrina
dal mio cognato.
A Palestrina lui ha un negozio.
Sono tanti edifici con tutta la roba
per fare i pannelli solari.
Per questa storia che se l'era presa con le persone grasse
tu non sai quanto c'è stata male, poverina.
Io la chiamavo e le dicevo: "Emanuela, che ti importa?
Fra tre, quattro giorni si saranno scordati di tutto.
Sono tre, quattro scemi che cercano attenzione."
Niente, lei ci stava male,
ma non sai quanto c'è stata male.
Non riusciva a superare sto gap.
In quel periodo provavo a chiamarla, a invitarla a cena a casa mia.
Non rispondeva mai.
Vi ricordate quel bambino
che fino a una decina d'anni fa
veniva a casa nostra un Natale sì e un Natale no?
Chi, Ivan, il figlio del collega di papà?
Quel bambino non si chiamava Ivan.
Quel bambino si chiama Tullio junior
ed è vostro fratello!
Scusate.
No!
No!
Anche questa no!
Sai perché Fanelli non la ricorda più nessuno,
mentre Sally e Spectra sono entrate nell'immaginario collettivo?
Scarpe, scarpe, scarpe!
Loro hanno saputo ascoltare i tempi.
"Scarpe, scarpe, scarpe", ad esempio, vale per tutti.
Nessuno si è mai sentito escluso da "scarpe, scarpe, scarpe"
mentre la Fanelli, quando ha tentato di essere inclusiva, ha sbagliato.
Con lei abbiamo sbagliato anche noi, dandole fiducia,
perché, siamo sinceri, lei ha fatto "Pasticciona in amore" la serie
solo per ripulirsi l'immagine.
Io ho sempre voluto bene a Emanuela,
ma proprio tanto bene, però...
Tu dici sul Canale Uno in diretta:
"Grassoni orrendi, dovete morire tutti oggi",
ma che può capitarti se non il peggio del peggio?
Ma chi può salvarti? Abbi pazienza.
Da parte della nostra piattaforma
ci fu un investimento importante
e il risultato lo abbiamo visto tutti.
Oddio, tutti...
Quando si perde la bussola,
quando ci si ritrova senza coordinate o linee guida,
c'è solo una cosa che rimette a posto tutto.
Confrontarsi con il diverso da sé
che non va giudicato, ma solo accolto,
per nutrire il proprio animo e ampliare le proprie vedute.
Ma soprattutto per rimettere insieme i propri pezzi,
non c'è niente che funzioni meglio
di passare le feste comandate con la propria famiglia.
Ciao a tutti!
Ciao, piacere.
Ciao, piacere.
Non aveva senso nulla.
I dialoghi, le storie, le parentele.
- Hai fatto bene. - Grazie.
- Prego. Vuoi? - Sì.
In televisione la prima serata ormai inizia alle 21:30.
Hanno totalmente cancellato la fascia prime time.
All'inizio c'era solo un canale, il primo canale.
Poi si è aggiunto il secondo e quando andava uno sceneggiato,
i condòmini si riunivano nel salotto di qualcuno.
Era un rituale collettivo.
Io penso che tutti siamo uguali, che non c'è distinzione tra esseri umani.
Mannaggia alla miseria.
Quando Steve Jobs disse: "Un giorno avremo tutti un computer in casa",
li abbiamo visti in faccia, vi ricordate?
Partire da un garage e creare un impero.
È incredibile.
Sapete? Io penso che la cosa più sbagliata
che si possa fare è puntare il dito contro gli altri.
Niente, non aveva...
Così, campato in aria.
Tu avevi un rollino da 27 e te ne dimenticavi?
Sì, dopo mesi le facevamo sviluppare
e ci emozionavamo
perché quelle immagini la avevamo completamente rimosse.
Che gli avrà detto il cervello?
Volete un po' di parmigiana?
Ehi, che c'è?
Tu sei bellissimo così.
Non devi vergognarti di nulla, il tuo corpo è bellissimo.
Non dare retta ai bulli che ti insultano e di cui io non faccio parte.
Poi che significa "corpo conforme"?
Niente.
Guarda qua. Io ho un dito storto a causa degli anni nel basket,
eppure... me ne frego
e vado avanti a testa alta.
Sii fiero di te.
Sempre.
Un disastro!
No, mamma. Stai, faccio io dopo.
Faccio io dopo.
Faccio io dopo, mami.
La serie fu cancellata dopo due puntate per troppa inclusività.
Pensate, la prima serie al mondo chiusa per troppa inclusività.
Comunque un primato.
Non ha più senso nulla, non c'era nulla. È stato tutto un...
La serie era...
imbarazzante, veramente.
Malcom, grazie che non parli della serie.
- Veramente, lo apprezzo tantissimo. - Ma, Emanuela, ti pare?
No, perché all'inizio ero un po' scettica. Voglio essere sincera.
Ero un po' scettica sul tuo approccio a questo progetto.
Invece con il passare del tempo, mi sento a mio agio.
Sento che mi posso fidare perché mi sento compresa, rispettata, ascoltata.
Ah, grandissimo!
Ma brutta! Infatti quando ho letto lo script...
Ho chiamato il mio agente e gli ho detto: "Franco, qui bisogna inventarsi qualcosa.
"Diciamogli che siamo tanto, tanto, tanto impegnati,
che proseguissero senza di noi."
Borghi ride, però...
in questa storia io ci ho rimesso il lavoro, mi sono dovuto reinventare.
A questa età non è facile.
Mi sono buttato sul liscio, la mia vecchia passione.
Però a mia moglie non è mai piaciuto
e ha chiesto il divorzio.
Se lei fosse in sovrappeso, la safena sarebbe ancora più affaticata,
ma questo vuol dire che chi è in sovrappeso
può subire insulti, ingiurie, umiliazioni?
Assolutamente no.
Infatti non mi pare che qui qualcuno lo abbia fatto.
- No, dottoressa, mai, glielo giuro. - Ecco.
Adesso, papà, devo chiederle di attendere fuori.
Mi sa che quella volta Dino Risi non l'ha chiamata.
Giulio.
- Le ottiche sono tornate? - Sì, le ho montate adesso.
- Visto che si è risolto? Sono buone, no? - Sono meglio di prima.
- Allora, vedi? Ti posso dire una cosa? - Dimmi.
Parla con Malcom. L'ho sentito al telefono con il produttore, è troppo pesante.
- Ci va troppo... - Il personaggio gli fa così.
Ha detto un sacco di parolacce perché pure questi...
Un produttore che sceglie di investire soldi in questa cosa mia,
un racconto su di me, molto alto, molto intellettuale,
non è uno che guarda solo ai soldi, capito?
Vedi come ha risolto con le ottiche? Magari ha messo i soldi lui.
- Non mi stupirei. - Lui no, però i soldi si sono trovati.
A questo proposito, vuoi un caffè?
- No, ti ringrazio. - Peccato, perché...
- Mi è venuta in mente una cosa. - Questo Lavazza Tablì...
- Forse potremmo aprirci il documentario. - .. è un modello straordinario.
- È una macchina innovativa. - Ho riletto
"Le notti bianche" di Dostoevsky e...
- Vedi questo? - Sì.
- Lo metto qui. - L'ho letto e ho pensato...
- Adesso faccio un ristretto. - "I russi sono incredibili."
- È quello che preferisco. - Se leggi "Anna Karenina", ti chiedi:
- "Come posso essere identica a lei?" - Anche se c'è più caffeina,
- però a me il caffè lungo non piace. - Cioè, quanto tempo è passato?
- Quindi... - Intanto annusa, senti che roba.
- È buono. - Pazzesco.
In "Le notti bianche" c'è la figura del sognatore.
È un personaggio incredibile.
- Nessun rumore fastidioso. - Il sognatore parte dai trovatori.
- È silenziosissima. - I trovatori raccontavano un amore
più immaginato che realizzato. Dante nella "Vita nova"...
- Posso? - No, grazie.
- Bevi. - Non dormo.
- Bevi! - Un goccettino.
Lavazza Tablì. Com'è?
È buono.
Più forte "è buono".
- È buono. - Buono!
- È buono! - Perché è di Lavazza, Lavazza Tablì.
Giulio, ci sono le telecamere e dici i marchi?
- No, non sto registrando. - Ah, mi è preso un colpo!
- Figurati! - Scusa.
- Pensavo che stessi registrando. - Scuse accettate, da me e da Lavazza.
Dino Risi!
Chissà che fine ha fatto Dino Risi. Vabbè, sarà... sì.
Io mi sono perso un po' tutto.
Lei è anche un'insegnante di recitazione. Ha una sua scuola...
No, l'ho chiusa, non ce l'ho più.
Momentaneamente o definitivamente?
Per ora è così.
Non ho il tempo per dedicarmi anche all'insegnamento.
A me non piace fare le cose male,
quindi ho deciso di chiuderla per un periodo.
Salterà una generazione di attori?
Pace!
- Ah, grandissimo! - Malcom, sono Sabrina Ferilli.
- Ciao, Sabrina! Che piacere sentirti. - Sì.
Però io non ci sto mai.
Mi sono messa a disposizione, ti ho raccontato un sacco di cose,
ma finora c'è qualche stupidaggine
seminata tra una puntata e l'altra.
Sono uno dei personaggi più famosi che tu hai chiamato.
Sarebbe un suicidio se non mi dai spazio,
se non mi vedo per niente.
- Mi sembra una scelta puerile. - No, no, continua a guardare.
Che guardo? Ci sono solo nomi e cognomi.
No, quelli sono i titoli di coda.
Sei nel quinto, fidati.
Al quinto ci sto. Vabbè.
- Poi ti chiamo. Ciao, grazie. - Ciao, la tua voce è sempre un regalo.
Un abbraccio forte e forza Roma sempre.
Ha detto che sto al prossimo episodio.
Sarà vero? Vai al prossimo episodio.
Vedi se ci sto.
Sottotitoli: Audio Laser Service s.r.l.
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