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Luka!
Luka!
A
Ab
Abe
Abel
Mi piace.
Sì, anche a me.
I
Iv
Iva
Ivan
Ivan.
-Non ti convince. -No. Non mi piace.
Se fosse femmina,
tu cosa vorresti?
Che avesse le tue lentiggini.
D'accordo, promesso.
E i tuoi occhi.
E la tua barba.
Perfetto.
L
Li
Lia
È carino.
Un po' hipster, no?
Sì.
C'è un nome che adoro...
A
Az
Azu
Azuc
Azuce
Azucen
Azucena
Nome da vecchia, lo so.
È tremendo.
Impossibile da pronunciare.
No, questo lo scartiamo.
Luka.
-Vado io.
La ginecologa ha detto che devi riposare.
Non ricominciamo...
Azucena.
Azucena.
Sono pronti? Li prendiamo?
-Sono gli ultimi? -No. Controllo e ti dico.
-Secondo me ne mancano alcuni. -Okay.
Mancano trenta vasi.
Scusa. Trenta vasi e venti tazze.
Hai tempo, no?
Mi hanno già chiamato tre volte stamattina.
-Ramiro, hai ancora un sacco da fare. -Ti ho detto che non ho tempo.
Di' ad Ángela di aiutarti quando finisce, i vasi li fai domani.
Sì, signora.
Indovina.
Ancora tre e sono tutta tua.
Grazie.
-Un brindisi al bambino. -Sì, al bambino!
Congratulazioni!
Non vedo l'ora di vederlo,
di sapere se è maschio o femmina.
Che emozione!
-Non vedo l'ora. -Sarà una sorpresa.
Era anche ora, no?
Chi vi tiene il piccolo?
-I suoi genitori. -I miei. Avevamo bisogno di staccare.
Vediamo se Juan lo sa...
Qual è il segno per quel poeta sordo?
Adrián?
Luc, hanno incontrato Adrián in Galizia.
-Chi? -Il poeta.
Ti ricordi?
-Quell'amico. -Sì, un pessimo poeta.
Qualche tempo fa ha sposato la sua editrice.
-Davvero? -Sorda o udente?
Udente.
Certo. Così ha qualcuno che lo aiuta.
Ehi!
Guarda che ci sono.
Appunto, per aiutarla.
Sei tremenda!
Sei nata sorda?
No, udente.
Si conosce la causa della sordità?
Sai qual è la causa?
No, non si è mai saputo.
-I suoi genitori sono sordi? -Può parlare direttamente con lei.
-Scusi. -Le legge il labiale.
I tuoi genitori sono sordi?
No, udenti.
Udenti. Bene.
C'è qualcun altro sordo nella tua famiglia?
-Nella mia famiglia? -Famiglia.
Mia nonna paterna
e una zia.
Bene.
Allora potrebbe essere congenita.
Con le informazioni che mi ha dato,
il bambino potrebbe essere sordo.
Il bambino potrebbe essere sordo.
Possono fare qualche esame?
C'è un esame per saperlo...?
Lo sapremo solo dopo la nascita.
Lo sapremo solo dopo la nascita.
Non ci sono esami.
Quali sono le probabilità?
Le probabilità sono al cinquanta per cento.
Il mio consiglio è di prepararvi a entrambe le possibilità.
Potrebbe essere sordo o udente.
Vuoi assaggiare?
Troppo piccante?
No...
È buonissimo.
-Ehi... -Che c'è?
Non diciamoglielo oggi, va bene?
Come vuoi.
Li faccio entrare?
-Buongiorno! -Ciao!
-Come state? -Benissimo!
Qui si sta proprio bene, al fresco, vero?
Avete fame?
-Che avete portato? -Il dolce, che altro?
Ho fatto un mix tra cucina italiana e indiana,
spero vi piaccia. -Assaggiamo.
-È buonissimo. -Vero?
Carmen l'ha fatto l'altro giorno
e visto che a Héctor piace...
darò la ricetta a lui, perché so che tu non lo farai.
Fede!
-Non vuoi un po' di torta? -Sì, un minuto.
Lo sta annoiando a morte.
Tuo padre è insopportabile.
-Insopportabile. -Sì, insopportabile.
Che c'è?
Ti vedo proprio bene.
Meglio che mai.
Perché?
Non lo so.
Ti vedo serena.
Mi vedi con Héctor e ti senti più tranquilla.
Finalmente uno che sente.
Elvira, dicevo a Fede
che dovrete aiutarci con i fichi.
-Non farmi lavorare. -No, a mangiarli.
-Quello volentieri. -Finché sono freschi.
-Ne avremo chili. -Dimmi che ne pensi.
-Sembra buonissimo. -Fresco.
L'ho trovato l'altro giorno. Ti può servire?
Sicuramente.
Ti piace?
-Moltissimo. -Davvero?
Ángela!
Ángela!
Mi piace moltissimo.
L'ha fatto per te.
Il suo genero preferito.
-Perché sei l'unico. -Beh...
Adesso dovete dargli un nipotino.
Stai bene così.
-Perché? -Non ne hai bisogno.
Che c'è?
Sono incinta.
Davvero? Era programmato?
-Papà! -Non lo so, tesoro.
Alla tua età non ce l'aspettavamo.
Qualcuno pensa di farmi gli auguri, o no?
Sì, sì, certo.
-Però... -Auguri, nonna.
Che sorpresa...
-Vieni qui, papà. -Beh!
Un nonno giovane, eh?
E quindi...
-Quando nasce? -A ottobre.
Avete fatto gli esami?
Sì.
Il bambino sta bene?
E si sa già se...?
Lo sapremo solo dopo la nascita.
-Prendo del sidro per brindare? -Sì.
Vuoi un tè?
Irene ha bisogno che firmi una cosa per la maternità.
Va bene. Vado quando finisco.
No, devi andare adesso.
Non lo so.
-Sorpresa! -Sorpresa!
Spavento. Sorpresa.
-Non l'hai cercato su internet? -Sì.
-Allora complimenti... -Va bene, forse no...
Tieni. Da parte di noi tre.
Anzi, più da parte mia, visto che l'ho fatto io.
-È bruttissimo! -È orrendo!
L'idea era buona,
-ma poi si è complicata un po'. -A me piace!
Quel povero bambino avrà gli incubi.
Sentite, non era mica facile.
Cioè... guardate quella mano.
-Grazie. -Prego.
Sì, almeno tu hai fatto qualcosa. È bellissimo, Ramiro.
-Ci hai lavorato tanto. -Potevi farlo tu.
Questo puoi mangiarlo.
SENTIRE BENE MIGLIORA LA VITA
Da quello che mi ha detto...
Sì, aspetti.
-Un attimo. -Ángela.
-È questo. -Ha un indicatore audio grafico
a cinque livelli e una buona portata.
Luce?
-Come? -Ha una luce?
Ah. Ehm...
-No. È troppo caro. Un altro. -Ángela...
Abbiamo detto che te lo regaliamo noi.
No, no. Un altro.
Se ce l'ha, possiamo vedere un altro modello?
Mamma, sto parlando io, okay?
Sì, tesoro. Sì.
Dobbiamo dirle degli apparecchi acustici.
-Fallo tu, a me stacca la testa. -Non li vorrà.
Perché non cerchiamo degli apparecchi acustici per te, tesoro?
-I tuoi ormai non funzionano più. -Con me non funzionano mai.
-Magari ci sono modelli nuovi. -No, no.
Senti, Ángela.
Con il bambino avrai bisogno di tutto l'aiuto possibile.
No, non rimetterò gli apparecchi acustici.
Tutte le madri hanno bisogno d'aiuto, tu più delle altre.
Elvira...
Ma...
Questo ha una luce e copre tutta la casa.
-Vibra? -Come, scusi?
Le sto chiedendo se vibra.
E se lavorate con persone sorde, dovreste imparare la lingua dei segni.
Non la capisco.
Comprate quello che volete.
Amore mio, amore mio, tu hai qualcosa che nessun altro ha
Quando guardi la mia bocca...
Cosa dice?
Sei venuto alla finestra
sul finire del giorno
C'era una luce che ti brillava nel petto
Il tuo petto era così bello, una luna bianca
Non coprirlo, la camicia è solo d'impaccio
Questa ferita mi condanna senza darmi tregua
Bacio profondo e morte profonda, ce l'hai scritto in faccia
Bacio profondo e morte profonda, ce l'hai scritto in faccia
Dai cinque mesi crescono in fretta.
E poi...
per il bagnetto.
-È facilissimo. -Sì, vero.
-Fino a che età? -Un anno e mezzo.
Perfetto.
...dipende, se fa caldo puoi toglierlo.
Guarda.
Aveva un pancione enorme, si vedevano i calci.
Ti ricordi?
Volevo partorire in piedi, ma non mi capivano.
Voleva stare in piedi, potersi muovere,
così avrebbe avuto meno dolore, ma non ce l'hanno permesso.
Non avete protestato?
Tu non hai paura di dire quello che pensi.
Non preoccuparti del dolore,
dopo lo dimentichi. Appena lo vedi te ne innamori.
Ma quando mai.
Non dimenticherò mai di averla vista soffrire durante il parto,
e poi aveva ancora dolore.
Era prematuro, è stata durissima.
E i tuoi genitori che dicono?
Che dovrei mettere gli apparecchi.
Ma non li sopporto.
-I tuoi genitori o gli apparecchi? -Tutti e due.
-Lasciali perdere. -Sì, infatti.
Con me non funzionano.
-A me piacciono. -Io non li metto da anni.
Mi dai il telefono?
-Solo un po'... -Vai a giocare con Ana.
-Sono troppo piccoli. -Quando siamo fuori non si usa.
-Allora dammi... -Fallo con i segni!
Mi annoio.
Non vuole nemmeno uscire dalla sua stanza.
A scuola sta bene, con i suoi amici,
ma con noi non vuole neanche uscire.
Si vergogna che ci vedano segnare.
Che bel castello! È grandissimo!
Sì, l'abbiamo fatto grande.
Cosa stai facendo?
-È El Deafo? -Sì.
Ti piace disegnare?
-Non ascolta. -Sì.
-Gli piace? -Sì.
-E a te? -Anche a me.
A cosa stai giocando?
Ai puzzle. Ne sto iniziando uno nuovo.
Che bella forma. È un gatto?
-Una tigre. -Ah, una tigre. Che paura.
-Sto attenta. -Ti fa paura?
Certo.
-Secondo me è un gatto. -No, una tigre.
Un gatto, una tigre... Lei dice che è una tigre.
-Una tigre. -Non è una tigre, è un gatto.
Una tigre con le strisce come la tua maglietta.
Che coincidenza!
-Secondo me è una tigre. -Può darsi... Decidi tu.
Come va? Tutto bene?
Vuoi un bicchiere d'acqua?
Cosa vuoi mangiare?
Ti preparo una frittata?
Un'insalata?
Non ho voglia di niente.
Magari poi non mangi per ore.
Dovresti mangiare qualcosa.
Dai, siediti. Siediti.
Ciao, Elvira.
Sì, siamo ancora a casa.
No, no. Non sono ancora ravvicinate.
Credo sia il momento.
Lo voglio avere qui.
E se non capisco qualcosa?
Sarò sempre con te.
-E se sbaglio qualcosa? -Ángela. Ángela.
Andiamo?
Mi metto qui dietro.
Dille di inarcare la schiena, come un gatto.
Se arriva una contrazione, avvisami e mi fermo.
Dille di alzare la testa.
-Alza la testa. -Prova soltanto.
Mi preparo.
Stai andando bene.
Ángela, dammi il braccio, ti misuro la pressione.
Dille che è per la pressione.
E abbassalo.
Dov'è l'altra? Questa non la capisco.
Hanno cambiato turno.
È per il battito...
sul dito.
Ti metto una flebo. Ricorda di non piegare il braccio.
-Altrimenti si stacca. -Ricordati.
Okay, dille di prepararsi e stare ferma.
Cominciamo, okay?
Stai ferma.
Testa giù.
Le faccio un'anestesia locale.
Dille che sentirà un po' di bruciore, okay?
Dimmi se ha una contrazione, ma non deve muoversi.
-Non muoverti. Stai ferma. -Stai ferma.
Aspetta, stai ferma.
Potrebbe venirle un crampo a una gamba.
Se succede, non deve muoversi.
Okay? Non deve muoversi.
Resisti, Ángela.
Resisti, non muoverti. Stai ferma.
Okay, testa su. Finito.
Testa su. È finito!
È finito!
-Sei stata bravissima. -Adesso sentirai un po' di sollievo.
-Continua, continua, continua. -Spingi forte.
-Ancora un po'! -Un altro po'!
Brava, brava!
Respira a fondo. La contrazione è passata.
-Bravissima, Ángela. -Tranquilla.
Dille che sta andando benissimo. Aspettiamo la prossima.
Fa malissimo.
Dice che le fa male.
Sente pressione? Chiediglielo.
-Senti pressione? -Sì.
È la testa della bambina. L'epidurale non la toglie.
-Arriva un'altra contrazione! -Pronta?
Spingiamo. Dille di spingere.
Spingi.
-Dai, Ángela. Spingi. -Forte, forte, forte.
Brava, brava, brava!
Così, brava.
-Ancora. Così. -Un altro po'!
-Così. -Continua.
-Okay. Dai. -Respira a fondo.
Così. Respira a fondo.
Brava, così.
Aspettiamo la prossima.
Bene. Raccogli le forze.
Eccone un'altra.
Dai, Ángela. Respira a fondo e spingi!
Così. Forte, forte, forte.
-Forte, forte, forte. -Il monitor.
-Li chiamo? -Sì, subito.
-Cosa succede? -Smetti di spingere, ora ti spiego.
-Smetti di spingere. -Cosa succede?
Respira. Aspetta.
Aiutami a girarla sul fianco sinistro.
-Così. -Respira. Respira piano.
La bambina è stanca. Stanno chiamando la ginecologa.
Deve restare così, per provare a riprendersi.
Cosa sta succedendo?
Stanno chiamando la ginecologa.
-Perché? -Per aiutarci.
-Com'è la situazione? -Bradicardia.
È qui.
-Da quanto? -Tre ore e mezza.
Bradicardia al monitor. Andiamo.
Ángela, mettiti a pancia in su. Do un'occhiata.
Cosa dicono?
Ti deve controllare.
-Legge il labiale? -Sì, ma è stanca.
-Héctor, il suo compagno. -Sono la ginecologa. Ti aiuto io.
Devi dirle di spingere.
Ángela, spingi!
Ángela, spingi, spingi!
Dai! Continua, continua, continua!
-Continua, continua! -Ancora, ancora!
-Dai, dai! -Ancora. Continua!
-Bravissima, Ángela! -Respira, respira.
Brava, brava.
-Ha una contrazione? -No.
No. Okay.
Adesso arriva.
Dille di spingere forte.
Ángela, spingi!
-Ancora, ancora! Continua! -Spingi forte!
Ancora un po', ancora un po'!
-Ancora! -Bravissima, Ángela!
-Non si muove. -Chiamate il pediatra.
-Héctor, aspetti lì. -No, deve vedermi.
-Sarà subito dietro di lei. -Devo tradurre.
-Non posso lasciarla. -Solo un secondo.
Adesso la aiuto,
ma deve spostarsi per la ventosa.
Stia lì dietro. Vedrà tutto.
Non mi sposto.
Sono qui. Con te.
Ti guarderò sempre.
Dobbiamo farlo adesso.
Okay, perfetto.
Respira, respira.
Fatelo tornare!
Chiamate il pediatra.
Altra contrazione. Applico gli strumenti.
-È a termine? -Sì.
-Prendo la culla. -Okay.
-Userò la ventosa. -Okay.
-Cosa dice? -Se no, cesareo...
Preparo la culla di rianimazione.
Ángela!
Adesso ti aiuto. Devi spingere forte!
-Ángela, tesoro. Devi spingere! -Calmati!
Ángela, Ángela!
Ángela, guardami! Ti aiutiamo noi, okay?
Spingi quando te lo diciamo. Okay.
Forza, tesoro. Andiamo.
-Ha una contrazione. -Ángela, spingi! Forte!
Ancora, ancora, ancora!
-Più forte, più forte. Continua! -Ancora, ancora!
-Continua, continua, continua! -Sì! Brava!
Ángela, calmati. Rilassati!
-Ángela, tesoro. Respira. -Respira.
-Respira a fondo. -Stai andando benissimo.
-Dimmi quando arriva la contrazione. -Non ancora.
-Adesso! Sta arrivando! -Ángela, spingi!
-Se non esce, andiamo... -Forte, forte!
-Forte, forte, forte! -Dai, dai, dai...
Bene, bene! Sta uscendo!
Ángela, respira. Non spingere!
Non spingere, sta uscendo!
-Non spingere, sta uscendo. -Sta uscendo!
-Sei stata bravissima! -Sì, sta bene. Puoi venire.
Perché non mangi qualcosa prima che chiuda la cucina?
Sì, già che siamo qui.
Okay, muoio di fame. Vuoi qualcosa?
Una bottiglia d'acqua.
- Se succede qualcosa, chiamami. - Certo.
Prendila in braccio.
No, no.
No, piccolina.
-Piccola. -Così.
Che facciamo? La svegliamo?
-No, lasciala riposare. -Okay, però...
Ecco, così.
Con la mamma. Con la mamma.
L'esame non è conclusivo.
-Non ci dice se sente. -Perché?
A volte resta del liquido amniotico, dalla pancia della mamma,
nei condotti uditivi, e l'apparecchio non rileva bene.
L'esame non è valido, non è chiaro.
Perché ha del liquido amniotico nelle orecchie.
-È normale? -Succede. È abbastanza comune.
Dovremo ripetere l'esame tra qualche mese.
Prima di andare...
Faranno un altro esame tra due mesi.
-Vi fisseranno l'appuntamento. -Okay, perfetto.
Bene... Grazie.
Arrivederci.
Dobbiamo aspettare.
Va tutto bene.
Guarda che ciglia.
Le ciglia.
Ona...
Mi piace.
Ona.
Ona, Ona.
Ona.
Ona.
Sento una signorina che piange? Vediamo.
Chi vuole vedere la nonna? Vieni qui, piccolina.
No, no, no, no.
Non piangere con la nonna.
Nonna.
Ti mangerei!
Piccola dolcezza, non mangiare la copertina.
Guarda chi arriva! C'è Luci!
Vieni qui.
Come stai?
Ciao!
Come stai?
-Luci, sei bellissima! -Grazie.
Guardala!
Non mi somiglia?
Due gocce d'acqua.
Hai visto Luka?
Come stai? -Così così.
Mi sento uno schifo. Malissimo.
Siediti.
Che bella bambina!
Mamma.
È bellissima.
Abbiamo portato un regalo.
-Cosa? -Abbiamo portato un regalo.
Per me?
No, per Ona.
È bellissimo!
Glielo leggiamo insieme?
-Sì, sì. -Okay.
-Allora io vado a... -Sì, anch'io.
-...si è mosso ed è caduto. -...dondolava al vento.
-L'ha rosicchiato. -Il topo rosicchiava e rosicchiava...
Sto guardando gli asili nido.
Questo e questo sono i più vicini a noi.
Ah, sì.
Per zona ci spetterebbe questo.
Sono pubblici, quindi ci metteranno una vita a darci un posto.
Però posso scrivere e chiedere.
Non sappiamo ancora se è sorda o udente.
Se è sorda, non potrà andare lì.
Dovrà andare all'associazione.
Sì, certo.
Aspettiamo e vediamo come va.
Bene, l'esame è normale. Sente perfettamente da entrambe le orecchie.
Sente.
Congratulazioni. Lasciatela mangiare, crescere e giocare.
-Grazie mille. -Grazie.
C'era una volta una barchetta piccolina.
C'era una volta una barchetta piccolina.
-Dirigi tu. -Che non poteva,
non poteva, non poteva navigare.
Evviva!
-Sono pazzi di lei. -Héctor, fai una foto col mio telefono.
Dai.
-Papà ci fa una foto. -Mettetevi in posa.
-Dai, un selfie. -Ángela!
Dai, tesoro. Ci sta facendo una foto.
Per favore. Tutta la famiglia.
-Dai. -Così.
Fede, avvicinati un po'.
-Va bene così? -No, abbiamo la luce dietro.
Dall'altra parte. Prendi il cucchiaio e...
-Avvicinati, tesoro. Più avanti. -Pum, pum.
Così.
-Adesso. -Guarda qui.
-Guarda qui. -Uno, due, tre.
-Ona. -Basta foto, è stanca.
È il sole l'essere più potente del mondo?
No, perché arrivano le nuvole e ne coprono i raggi.
Allora...
è la nuvola l'essere più potente del mondo?
No.
Perché quando soffia il vento,
le nuvole spariscono.
Allora...
È il vento...?
È il vento...
l'essere più potente del mondo? No.
No, perché per quanto...
Per quanto... No, sono qui.
Per quanto il vento soffi forte,
non può spostare la montagna.
Oddio...
Non so se ha ancora fame, non ho più latte.
Cosa?
Che c'è?
Oddio...
Vieni qui. Che succede?
Lo so. Dai, basta così.
Tesoro. Basta così.
Su, su, su, su.
Su, su, su, su.
Su, su, su. Sì.
Così. Così, così, così.
Sei proprio disperata. Lo so, va bene.
Lo so, va bene.
Vuoi andare là?
C'è un bel sole e che arietta piacevole.
Si sta benissimo.
Scusi, è suo?
Mi sente?
Scusi. Come va?
Mio figlio ce l'aveva in mano. Credo l'abbia preso dal vostro passeggino.
È della vostra bambina?
Era nel vostro passeggino. Dove l'hai preso?
-Non glielo dirà. -Ciao.
-Ciao. -Che succede?
Mio figlio ce l'aveva in mano. Credo...
credo l'abbia preso dal vostro passeggino. -Non è nostro.
Pensavano fosse di Ona.
-Noi andiamo. Mi dispiace. -No, si figuri.
Come stai? Come va, piccola Ona-orsetta?
Ti è piaciuto il parco?
Ti è piaciuto il parco? Sì?
La cena è pronta.
Comincia tu.
Ti aspetto.
È crollata dal sonno.
Cominceremo a darle il biberon.
Va bene.
Lo so che va bene.
Che c'è?
Niente.
Sì. Che c'è?
Non segni con Ona.
-Sì che lo faccio. -Prima no.
-Quando? -Al parco.
Con le mamme?
Sì.
E non hai tradotto per me.
Hai risposto tu al posto mio.
Sì, ho risposto... non ci ho pensato.
Cercavo di aiutarti.
Così non mi aiuti.
Se me ne dimentico, dimmelo.
Non voglio dovertelo chiedere, lo sai.
Ma adesso con Ona è più difficile.
Certo.
Certo, adesso è tutto più difficile.
Lo so.
Lo so che adesso è tutto più difficile.
Mi dispiace.
Mi perdoni?
Guarda, ci sono i nonni!
I nonni!
Ciao!
-Guarda, ci sono i nonni! -Ma Fede.
-Com'è cresciuta! -Tra due giorni cammina!
-Non la ferma più nessuno. -Guarda cosa ti ha portato il nonno.
-Ma che bello. -È bellissimo!
Come? Per terra?
-Per terra? -Ciao, tesoro.
-Ecco. -Guarda qui.
Tua madre ha insistito perché te lo portassimo.
Non sai quante volte sono stata per buttare questa scatola, ma...
tuo padre ha detto di portarla a Ona.
Cosa?
Questo cagnolino è stato la mia salvezza.
I medici mi dicevano di continuare a parlarti.
Non ci riuscivo. Non ci riuscivo.
Continuavo a pensare che tu non potessi sentirmi.
Non ce la facevo.
Con il cagnolino...
lo usavo come un pupazzo, ti cantavo...
ci facevo un sacco di cose.
Quando gli premevi il cuore, diventava tutto rosso.
Adesso non funziona più, però...
a te piaceva tantissimo.
Non te lo ricordi?
Che tenero.
E qui...
Era la prima estate che sei andata al mare con Luci.
Avrai avuto quindici anni, più o meno, no?
Non ti toglievi mai quella fascia...
Per tutta la scuola, per coprire gli apparecchi.
Elvira!
-Elvira! -Cosa?
Dove hai messo il sacchetto con le radici?
Tuo padre.
È sul tavolo in cucina, Fede.
Cucù. Chi c'è?
Un cavallo !Hiiii!
È bellissimo! E adesso, adesso...
Cucù. Chi c'è?
La mucca Lola! Che verso fa la mucca?
Il papà di Sofia, la mucca fa...?
-La mucca fa muu. -Papà lo sa, bravissimo!
E adesso...
-La pecora. -La pecorella!
La mamma di Raúl, la pecora fa...?
La pecora fa beee.
Bravissima!
E adesso... Cucù. Chi c'è?
Il leone!
Il papà di Ona, il leone fa...?
-Grrr! -Mi hai spaventata, papà!
E adesso... Cucù. Chi c'è?
Aspetto fuori.
-...sono andati il compagno e la madre. -Giusto.
-Benissimo. -Magnifico.
Ciao, stavamo pensando di creare un gruppo WhatsApp
per mamme e papà, se a qualcuno serve qualcosa.
Io sono Rocío, la mamma di Raúl, quel bambino lì. E tu?
Sì, sì.
Davvero? Ti va? Tu...?
Metto te o il tuo compagno? Qual è il tuo numero?
Grazie.
-...la sierra, e il panorama... -Vanno tagliati anche questi?
-Sì, quattro e poi... -Tutti!
Finalmente. Non vedevo l'ora. Come stai?
-Cosa? -Scusa, ho perso l'abitudine.
Come stai?
-Benissimo. -Davvero?
Ciao, bella!
E Ona? Sarà cresciuta dall'ultima volta.
Sì, tantissimo.
Portala un giorno.
-Quando vuoi. -Vuoi un caffè?
-Ce n'è ancora? -Sì, ne ho fatto tanto.
-Hai visto Carlos? -È nel suo ufficio.
Non lasciarmi più sola con lei, per favore.
Sai com'è andata...
-Ciao! -Guarda chi c'è!
Ciao. Mamma mia, com'è cresciuta!
Secondo me il libro le è piaciuto.
A proposito, José Luis ha già portato le macchine...
Gli ho detto cosa ne penso.
Del terreno.
Ah, okay.
Quando dà il diserbante, che cerchi di farlo senza vento.
-Ma dai. -Hai proprio una bella faccia tosta.
Dobbiamo recuperare quell'orto, e in fretta.
Eccome.
Quello è buonissimo. Quello, delizioso.
Prendi quello che vuoi, sono tutti buonissimi.
Ogni venerdì porta dei dolci in ufficio.
-Parlate uno alla volta, per favore. -Sì, sì. Scusa.
Porta dolci ogni venerdì.
In ufficio ci abbuffiamo, vero?
Il venerdì ci porta sempre dei dolci.
-Sono buonissimi. -Cosa vuol dire questo?
Vuol dire dolce. Dolce o dolore.
Dipende dalla faccia che fai. Che c'è, tesoro?
Questi dolci sono...
buonissimi.
Sono buonissimi!
-Ehi! -Guarda che faccia.
-Per favore. -Tu ridi, però...
quello di Miral ha la testa sulle spalle.
Ogni settembre organizza un evento, fa un panino e riempie il locale.
La pasticceria è piena per tre giorni.
Potremmo fare una degustazione di verdure,
-di stagione. -Un festival. L'Orgia vegana.
-Wow! -Questa è bella!
Vero? Lo chiamiamo L'Orgia vegana...
-Fattelo tatuare. -Me lo tatuo.
Forse non è proprio il nome più adatto.
Non sapete cosa ha fatto mentre eri in maternità.
-Racconta. Ma non esagerare. -Sì, certo.
-Racconta. -I vicini si stavano preparando
a riempire di nuovo il canale d'irrigazione.
A un certo punto li vede, esce e comincia a urlare:
"Siete una manica di questo e di quest'altro!".
-Una scenata. -Perché sono degli stronzi.
Pagano la multa e finisce lì.
Oh, ciao! Come si chiama?
Come si chiama?
-Luka. -Luka?
Luka. E come va Luka con la piccola?
-Vanno molto d'accordo. -Davvero?
Non è gelosa?
È gelosa?
-Non è affatto gelosa. -Perché non hai portato Lily?
Portare Lily? No.
-Perché? -È una peste. La spaventerebbe.
-Lily è molto territoriale. -Perché non fate un figlio?
-Verrebbe fuori come Lily. -Ma che dici? Dai!
-Un criceto è più grande di lei. -La vizia troppo.
-È colpa tua. -Che c'è, tesoro?
La metto giù, deve riposare.
Ma sono appena arrivati, resiste ancora un po'.
-È stanca. -Ah.
Se non dorme, stanotte sarà un incubo.
Certo.
Ciao ciao!
Un bacino.
-Ciao. -Ciao.
-Poverina. -Sì.
-Com'è cresciuta, crescono in fretta. -Com'è grande.
Che papà, eh?
Cagnolino.
Guarda, guarda, guarda.
Guarda, dov'è Luka?
Luka.
Cosa vuole Luka?
Cantiamo.
Luka.
Pinocchio va a pescare al fiume.
Viola. Tromba.
Blu.
La signora Settimana ha sette bambini,
cinque sono laboriosi e due molto birichini.
Lunedì, martedì, mercoledì,
giovedì, venerdì, sabato e domenica felici.
Guarda come nuota la tartaruga.
E come si muove la stella marina.
Guarda...
È tutto così bello.
È tutto così bello.
Sì, sì.
Grazie, grazie, grazie.
Cominciamo.
Tanti auguri a te
Tanti auguri a te
Tanti auguri, cara Luci
Tanti auguri a te!
Grazie! Baci, baci!
Esprimi un desiderio.
Evviva!
-Ti voglio bene. -Anch'io, tanto.
Che carina, si è addormentata.
Stiamo parlando del viaggio al mare.
Quest'anno c'è una stanza per voi tre.
Grazie, ma lo sai
che adoro piantare la tenda in veranda.
...provare le cose tipiche.
Mi piace molto.
Per il viaggio al mare...
loro partono venerdì pomeriggio.
Noi potremmo andare venerdì o sabato.
-Quando sarebbe? -L'ultima settimana di settembre.
Quel sabato...
andiamo da mio padre.
Per il compleanno di Ona, ricordi?
-Ha già organizzato tutto? -Sì, certo.
Urrà, urrà!
Che bella macchina! È fortissima.
Lasciala giocare con gli altri bambini.
Voleva giocare con la macchina.
-Vuoi qualcosa da bere? -No.
-Ehi, programmi per stasera? -Festa. Andiamo a ballare.
-Vieni! -Non posso.
È stanca.
Sei stanca, tesoro?
Finisco la birra e poi andiamo.
-Vieni a fare festa. -Impossibile, Ona è stanca.
-Dai, non esci mai. -Lo so.
Fai come vuoi.
Bevo solo una cosa al volo, non faccio tardi.
Papà si occupa di te, okay?
A dopo.
Vieni?
Ciao.
-Ciao. -Sì!
Davvero? Sei sicura?
-Conosco il posto. -Chissenefrega se i drink costano.
Un altro.
Sono sordi.
Niente, se non è gratis. Sono al verde.
Che hai da guardare?
Ángela.
Che ore sono?
Si sveglierà.
È tardissimo.
Andiamo a dormire.
Da mettere via...
Guarda quello!
Oh, oh. Oh, oh, oh.
Non questo.
Non questo.
Sì. Non questo. No, no, no.
No, quello nella scatola non lo vogliamo.
Lo vogliamo? Vogliamo questo. Questo sì.
Mettilo dentro, però... Lancialo. Lancialo.
Sì. Dentro, okay.
Sì! Brava, brava, brava!
Vediamo, vediamo, vediamo.
Andiamo dalla mamma. Dov'è?
Dov'è la mamma? Che giochi ha?
Guarda. Così.
Mamma. Vuole giocare con te.
Ecco, ecco.
-Io vado. -Io resto ancora un po'.
Anche oggi?
Siamo in pari con gli ordini.
Preferisco portarmi avanti.
Vuoi solo farmi lavorare di più.
Furbetta.
-Ti serve un passaggio o viene Carlos? -Vengo con te.
Okay, andiamo.
-Chiudi tu? -Sì.
-A domani. -Ciao.
Un bacio.
Ancora un po'.
Brava.
No? Non ne vuoi più?
Com'è andato il pomeriggio?
Siamo andate al parco con le bambine della sua classe.
Preparo la cena?
È già pronta.
Vuoi dell'acqua?
Acqua.
Acqua.
Ha detto "acqua".
Acqua?
L'ha detto a voce.
La cagnolina Luka corse verso l'albero sulla montagna.
Era un'alba bellissima, guarda.
Corse verso la montagna.
Che stai facendo?
Giochiamo.
Okay, okay, okay...
Stavamo giocando.
Non vedi che piange?
Stavo per togliergliele.
Faccio una doccia e ti aiuto.
È tutto pronto. Devi solo fare la valigia.
Dai, Ona, ancora un po' di anguria.
Dai, solo questo pezzettino.
Dai.
Brava.
Hai visto il mio caricatore?
No.
Faremo tardissimo.
Okay, okay, sono quasi pronta.
Ona dorme.
Adesso si sveglierà in macchina.
Potevi svegliarmi.
Potevi mettere la sveglia.
E non stare mezz'ora sotto la doccia.
Okay, okay. Non voglio iniziare il viaggio così.
Non devi venire se non vuoi.
Cosa?
Vuoi venire o no?
Perché me lo chiedi adesso?
Non voglio litigare.
Andiamo e basta.
Senti, vuoi che venga?
Sì, voglio che tu venga. Ma io sono in piedi da due ore.
Ho dato la colazione a Ona, ho preparato tutto.
E tu? Dove sei?
Sono settimane che torni tardi.
Non vai a prendere Ona, trovi scuse per non esserci.
Mi sto abituando alla tua assenza.
Perché vuoi che ci sia?
Perché vuoi che vada io a prenderla a scuola?
Ci sei tu per tutto, per parlare con tutti,
per leggerle le storie,
per insegnarle a parlare. -E cosa dovrei fare?
Non farlo?
Niente, niente. Non fare niente.
Continua a fare il padre perfetto e goditi tua figlia.
A cosa servo io qui...
Non gira tutto intorno a te, Ángela.
Intorno a me? Io sono fuori da tutto.
Perché mi vuoi qui? Non mi lasci nessuno spazio.
Ma che dici? Per tre anni mi sono dedicato a te.
Non ho visto nessuno. Ho fatto di tutto perché stessi bene.
L'ho fatto perché volevo, ma adesso c'è Ona.
Non siamo più solo io e te.
Certo, è cambiato tutto.
Sì, è cambiato. Certo.
Prima ero la ragazza sorda che rendeva magica la tua vita.
Ma adesso...
da quando è arrivata Ona, io cosa sono?
Un fastidio.
-Un peso. -Cosa?
Cosa?
Sii sincero.
Sei tu che non mi vuoi qui.
Non vuoi venire
e ti inventi tutto questo per non sentirti in colpa.
Stai rigirando tutto.
-Segna! -Sai cosa?
Tu vuoi un compagno sordo e una figlia sorda.
Ma hai scelto me, e io sono udente.
E lo è anche tua figlia.
E lo è anche il mondo.
Credi che non lo sappia?
Me lo ricordi ogni giorno.
Da quando c'è Ona, io sono sparita.
Ti senti? Fai a gara con tua figlia.
Non faccio a gara!
Siamo in due, tu scegli Ona. Io non esisto!
Io non scelgo. Mi occupo di Ona perché tu non lo fai!
Ti occupi di Ona perché pensi che io non sia capace!
-Perché non ti fidi di me! -No, non è vero.
Lo sai come mi guardi?
Come ti guardo? Come?
Come mi ha sempre guardata il mondo degli udenti: da incapace!
E se Ona lo vede, farà come te e si vergognerà anche lei di me!
Io non mi vergogno di te. Non dire così, cazzo!
Ho lottato tutta la vita per vivere con dignità, e adesso di nuovo!
Non sono abbastanza né per badare a lei né per stare con te!
Stai facendo la vittima, Ángela.
Tre anni buttati via! Tu non ne hai idea!
Nessuna idea!
Di cosa?
Di cosa vuol dire essere sordi!
Ah, adesso non lo so. Perfetto!
Essere sordi è una merda! Una merda, cazzo!
Lo so, ma non è colpa mia se sei sorda.
Mi dispiace.
Vattene.
Puoi andartene?
Vai.
Vai...
Ti ho detto di andare. Vattene!
Vattene.
Guardami.
Ti prego, guardami.
Che ci fai qui?
Ona ha la febbre alta.
Héctor è rimasto a prendersi cura di lei.
-E il viaggio dal padre di Héctor? -Ci andremo un'altra volta.
Ti prendo la valigia, okay?
-Sei venuta da sola? -Sì.
Non hai ancora mangiato?
L'ho detto ad Ana: niente bagno se non finisci il pranzo.
E tu...
prima di entrare in acqua,
devi digerire.
È una leggenda.
Tanto non posso fare il bagno, non ho il costume.
Davvero? Perché?
L'ho dimenticato.
Io ne ho qualcuno. Te ne presto uno.
Perché Héctor non è venuto?
Ona avrebbe la stessa febbre qui come là.
Era più complicato.
Non preoccuparti.
Lasciala stare.
Io pagherei per un weekend da sola.
Per staccare.
Oggi ti lasciano giocare?
Non sto giocando, ascolto musica.
Cosa ascolti?
M... of a. La conosci?
...fama...
...festa...
È malato, ci pensiamo noi.
Non lo sapevo. Cos'ha tuo padre?
Gli stanno facendo degli esami. Ha dolori qui sotto.
Dorme.
Lo portiamo dentro?
Come stai?
Bene.
Ona?
L'ho appena messa a dormire.
E tuo padre come sta?
Vecchio.
Sono stanco, vado a letto.
Ciao.
Oggi tocca a te.
Sono appena uscita dal lavoro...
...dal primo.
Ciao...
...come va...
(Il suono sparisce)
Ciao.
Oggi è il compleanno di Ona.
Ho portato questo.
Oh...
Guarda... corona...
Cosa?
...festeggiamo adesso...
Sì.
...andiamo.
Ciao! Come stai?
Ona.
...anti auguri a te...
...Ona... tanti au...
Tanti auguri a te Tanti auguri a te
Tanti auguri a te Tanti auguri a te
Tanti auguri, cara Ona
Tanti auguri a te
Guarda la terra
e la pioggia.
Dov'è Luka?
Dov'è?
Luka.
Traduzione e sottotitoli: CINEQUARANTENA
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