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C'era una volta un paese delle dolci meraviglie, in cui ogni desiderio di
zucchero diventava possibile.
Il regno era abitato da quattro valorosi maestri del gusto che con creatività
sapevano realizzare grandi progetti facendo attenzione anche ai più piccoli
dettagli.
E in questo luogo incantato tra ricette ancestrali e tecniche sapienti era
venuto il tempo di accogliere al loro cospetto una giovane apprendista con un
grande sogno.
Giudici, ho preparato delle cosine buone per voi.
Lo sentite il profumo di cardamonio e limoncedo?
Ditemi se vi piacciono.
Mi hai fatto tornare bambino.
Dolci da sogno.
Mi hai preso il cuore.
Wunderbar!
È stato Sandokan!
Prenda, dai, vieni!
Non devi sognarlo. Bake Off Italia, il paese delle dolci meraviglie, è proprio
qui.
Però ragazzi non è che ci voglia molto, dovete ascoltare il testo e muovervi di
conseguenza. Ce la fate? Dai!
Facciamo una roba.
Entro in studio. Vi ho sopravvalutati.
Ma siamo stati bravi. Errore mio.
Errore mio.
Tra poco a Bake Off Italia.
I mitici anni... Ottanta!
Ottanta! Si esce, eh? Eh. Devi correre come una matta, eh. Sono ancora frute.
Adesso c'è da ridere.
Mi è sfuggito il caramello. È da un sacco che ci sto provando, ma non ci
riesco. Non c'è l'acqua dentro, come fai a cuocerla? Non devi pensare alla paura.
No!
Pasticceri e pasticcere, benvenuti all'ottava puntata di Bake Off!
Ce l'avete fatta!
Oggi vi prometto una puntata leggera, spenserata, ma anche movimentata, con un
tema che spero vi piacerà a tal punto da sfornare ricette golosissime. Il tutto
sotto la supervisione dei giudici di Bake Off!
Non sono rimasta male, dai.
Ma vi siete cambiati.
Ci siamo cambiati perché oggi saranno i pasticceri a farci rivivere quegli anni
lì. Esatto, infatti questa puntata è dedicata a un decennio mitico. Vi dico
solo che in quel periodo ci si vestiva con delle spalline talmente imbottite
che arrivavano fino alle orecchie. Si ascoltavano sia i Duran Duran che
Felicità di Albano e Romina. Il panino.
il bicchiere di vino.
Poi Albano è pugliese, quindi più felicità di lui e Romina non ce n'era.
Sto parlando dei mitici anni... Ottanta!
Ottanta. L'unica acqua gasata è Danila, anche perché è la più vecchia
del gruppo.
Ma c'era anche una categoria di persone che ha lanciato una moda
indimenticabile, forse giudici discutibile, con i piumini, gli scarponi
ai piedi e aria ovviamente da fighi. Come si chiamavano? I paninari!
I paninari avevano un bello stile, poi i panini sono sempre piaciuti a tutti.
E si chiamavano così perché si incontravano davanti alle paninoteche.
E infatti, giudici, cosa dovranno fare i nostri pasticceri in questa prova
creativa?
Faranno dei panini gourmet.
Ecco il mio.
Brioche bun, bello morbidoso, con dentro la classica carne e il cheddar, il bacon
croccante, la cipolla caramellata, un pochino di sedia di Dijon, l'insalatina
e il pomodorino per sgrassare.
Invece il mio mitico tropical finger sandwich.
Fatta con un chocopan senza crosta e farcita con crema spalmabile al wasabi
freschi e peperosa, rucola, mango, salmone leggermente affumicato e
un sentore di cioccolato fondente perù 70%. Il mio è
rustico, semplice e buonissimo.
Parmigiana di melanzane, burrata e salsa basilico.
Noi oggi vi chiediamo di trasformare i panini in qualcosa di gourmet. Perché
voi non siete dei paninari, voi siete dei pasticceri. Ci dovete stupire con
qualcosa di creativo e ben strutturato.
Allora, cari pasticceri, lo sapete, la scorsa puntata i giudici hanno deciso
che nessuno di voi meritasse il grembiule blu. Allora io vi esorto in
questa puntata a dare il meglio che potete perché il grembiule blu torna in
gara, ok?
Va bene.
Grazie. Partiamo tutti con le stesse carte.
Per questa prova creativa avete a disposizione 120 minuti. 3, 2,
1... Panini gourmet in forno!
Giudici, ma cosa viene in mente se vi parlo degli anni Ottanta? Le Queen,
tutta la musica metallica. Non eri Duran Duran? Battisti. Anche Duran Duran.
Puccarini o Parisi?
Parisi. Le cicale, cicale, cicale, cicale. Eh, così faceva.
E la taormina, e la formica.
Hai detto taormina.
Formidabili gli anni 80.
Io sono nata nel 79, quindi gli anni 80 sono stati la mia infanzia. Sono stati
gli anni più belli.
Negli anni 80 mi affascina la moda, la musica.
Gloria, gloria.
Poi i capelli, tutti cotonati con la permanente.
Un abbigliamento che adesso sta tornando un sacco di moda. C'erano le felpe
giganti.
Sciogli questa neve.
In Puglia c'erano i paninari come c'erano in tutta Italia.
Dani, ma chi sono questi paninari?
Devi dire che non li hai mai visti. Tipo in un furgoncino che vende i panini.
Ma no!
Ma io sono nato negli anni 2000, non le so queste cose.
Ma c'è qualcosa di quel decennio che è rimasto davvero indimenticabile. Il
panino. Negli anni 80, da semplice spuntino, diventa il simbolo di un
'intera generazione.
Merito dei paninari, che si danno appuntamento nei fast food e lo
trasformano in un'icona di stile e di costume.
E con il tempo quell'icona cambia. Pane, farciture e abbinamenti diventano sempre
più ricercati, fino a dare vita al moderno panino gourmet. Un piccolo
capolavoro di tecnica e gusto. Perché gli anni passano, ma un buon panino
resta sempre di moda.
Alessia, siamo arrivati nel momento giusto. Eh sì, ho già fatto l'impasto.
Lo so.
Sì? Quale impasto hai fatto?
Classico, farina 00 e pochissima farina, molti cereali. È molto dura.
Tiralo molto bene, metti un po' di olio sopra così non fa la crosticina, fai
fare la prima lievitazione.
Come lo farcisci?
Voglio fare una farcitura che mi ricorda un po' i miei sapori di infanzia.
Alessia si ispira ai pranzi di famiglia, unendo la dolcezza delle pesche e del
miele al bergamotto all'intensità della stracciatella affumicata e del
prosciutto crudo.
Alessia, ma tu cosa ne sai degli anni 80, che sei giovanissima? Beh, me li
hanno raccontati, ma uno dei miei cantanti preferiti è Alberto Totti.
Oh, bello!
Alessia, guarda che c'è sto grembiule blu da prendere. È vero.
Dai, buon lavoro.
Grazie. Non lo dico per scaramanzia, ma quello che ha detto Brenda mi carica
veramente tanto perché c'è la corsa al Green, Violet e Blu.
Ernst, tu vedevi i film degli anni Ottanta e uno dei protagonisti di quel
decennio fu Damien Carey, te lo ricordi? No.
Beh, io sono riuscita a recuperare un poster.
Veramente? Te lo mostro, guarda.
Sei pronto?
Sì.
Sì, adesso mi ricordo, certo.
Era l'idolo di tutti, anche delle ragazzine. Occhi di ghiaccio lo
chiamavano. Guarda che roba.
Ma sbragare, quei fotte.
Clarissa. Ciao, Clarissa. Che impasto è?
Tipo un burger buns, con la paprika e la curcuma.
Ma le lavora da mano?
Un po' su.
Però, allora, guarda. Se adesso gli dai la piega, in questo modo, guarda come
cambia l'impasto.
Guarda com'è duro. Che bello.
Il bell'impasto di Clarissa diventerà un burger bun farcito con hummus,
melanzane, asiago e speck.
Tu degli anni 80 cosa sai, Clarissa? Tu sei anche tu giovanissima. Sai che sono
stata portata in chiesa dal mio amico con una musica anni 80.
Al matrimonio? Sì. Ah, che musica era?
Oddio, adesso non mi ricordo, devo farmela venire in mente. Pensaci. Sì, ci
penso. Vogliamo sapere questa canzone?
Sì, lo so. Perché non esco, se no non mi viene in mente e mi dice su.
Tom,
tu gli anni Ottanta li stai recuperando adesso, però con la musica non ti
ricordi di Ersk Namischi? No, chi è?
Ma come no?
Si mangiava i pipistrelli.
Vabbè, comunque io ho recuperato un poster.
Aspetta.
Non te lo ricordi? Ora ho capito di chi parli. Hai capito? Eh, lui era bravo,
dove lo mettiamo? Eh, lo mettiamo qua, guarda, aiutami un po'. Oggi veramente
rivivo tutti i miei ricordi.
Ma non tutti i ricordi sono sempre piacevoli.
La scorsa puntata sono arrivata tra gli ultimi, ultimissimo, veramente rischiato
tantissimo e quindi spero di rifarmi con questo panino bello saporito proprio per
ricordare quegli anni che erano comunque anni di festa, di sapori nuovi. Per il
suo saporito hamburger Vittoria abbina barbabietola, burrata e pesto di
pistacchio e basilico. Mi sono medesimata diciamo un po' nel mio
fidanzato, l'ho creato sui suoi gusti, spero sia gourmet abbastanza.
Per sorprendere le fantomatiche superstar anni 80, Danila prepara delle
baguette con olive e caciocavallo, ripiene di stracciatella, lardo di
colonnata, cime di rapa e cipolle caramellate. Un incrocio tra Parigi e
Bari. Bello, molto bello.
Posso una piccola Barry? Una piccola Barry.
Ecco sì, in realtà ecco. Danila, ti ricordo che in palio c'è il grembiule
blu, eh? Eh, speriamo che a sto giro lo recuperiamo. Gli anni Ottanta sono per
eccellenza gli anni dei colori, quindi questo colore vediamo di cambiarlo anche
sul mio grembiule. Non so se te lo ricordi tu.
Tommy Leaf, non te lo ricordi Tommy Leaf? Tommy Leaf non l'ho mai
conosciuto. Ma sì, era proprio il re dei paninari.
No. Guarda, ho il suo poster.
Ah, quel Tommy Leaf!
Questo Tommy Leaf, te lo ricordi? Eh, famoso!
Comunque bellissimi, eh? Questi erano proprio i miei tre miti.
C'è un silenzio preoccupante. Sì, c'è un silenzio... No, non è preoccupante, è un
silenzio di quando uno è concentrato.
Speriamo tutti di non fare delle... E in effetti meglio non sbagliare,
soprattutto quando il tempo corre.
Pasticcere e pasticceri è passata un'ora.
Va bene.
Manca quindi un'ora.
Si può fare.
Sempre che gli impasti siano lievitati a dovere.
Tu quanto hai messo per lievitare?
Io... Tra poco hai finito.
Già sono fatti.
Tra poco.
Luca ciao.
Ciao. Fai dei mini baguette. Delle mini baguette, sì. E con questi?
Anche. È l'impasto e quindi gli ho dato un attimo delle pieghe per dargli un po'
di forza. Sì, però questo dovresti metterlo in un contenitore. Quando è
arrivato al 60% di abitazione lo levi delicatamente, dopo lì gli dai la
piegatura finale.
Ah, ok. Così quant'aria ti prenderà mai, capito? Forse ti sei complicato un po'
la vita con questo pane.
Luca si mette in gioco con dei panini ripieni di calamari, maionese al nero di
seppia, cipolle marinate e un'insalata di finocchio e mela.
A te questo è un panino anni 80?
Un panino gourmet.
Ho preso spunto dalla mia esperienza in Spagna quando ho mangiato il boccadillo
dei calamares. Per me è un pannino un po' confuso. Tu pensi che tutti questi
gusti stanno bene insieme? Nella mia testa sì, però adesso ci ragiono e
vedo... L'importante è che tu devi essere convinto.
Potrebbe essere confusionario, ma a me l'idea piace molto.
Quindi, cosa faccio?
Alice, nel mondo delle meraviglie, ci vuoi che nel mondo delle meraviglie?
Spero proprio di portarvi.
Il panino delle meraviglie di Alice è un ban al latte con polpo alla griglia,
stracciatella e mango.
Fai tre panini piccoli, ne fai uno grande? No, ho fatto i panini un pochino
più grandi e dopo li spennello.
Solo io con polpo, a me piace il pane rustico, non al latte.
Accontentare i giudici non sempre è facile, ma è il momento di infornare gli
impasti e passare ai condimenti.
Io ho deciso di fare un panino con una bagna cauda leggera, dedicato un po'
alla mia ragazza. Lei è piemontese e quindi è un modo per dirle che mi manca.
Per il suo romantico finger bun al grano arso, Donato punta su gamberi, bagna
cauda e un gel di arancia e bitter rosso.
Ciao Manuel. Ciao.
Ciao Manuel.
Che cos'è questo?
Una mousse al formaggio.
L'hai provata?
Sì, è un po' dolce. Quindi che ci mettiamo?
Il succo del limone e la grattugiata di lime, così ti dà proprio freschezza. Ok.
La freschezza necessaria a un pan brioche al nero di seppia con salmone,
avocado, formaggio e aneto.
Ricordaci di che anno sei?
2003. Tirami un pugno.
E senti, musica anni 80.
Madonna, non ti la ricordo. Io ascolto Baby Shark con le canzoni, con la
bambina. Spacco qualcosa.
Andiamocene via, guarda.
Dai, vieni, vieni.
Lascia là. Se nuove generazioni non capiscono i miti, lascia stare, lascia
stare. Ho capito, però.
Che figuracce.
Brenda, purtroppo loro, gli anni Ottanni, non li conoscono. Mia madre,
invece, era pazza di Damian Carey. Eh, ma anch'io. Ma mio padre, cioè, proprio
era fissatissimo solo con una. Che?
Brenda Lodi Jane.
No!
Eh? Che bella.
No, Brenda.
Ha vinto cinque Grammy.
Cioè, non è una roba così. Certo, è come faceva la canzone.
Maria, io esco. Io esco, Maria.
Non prima di un'importante comunicazione di servizio. Pasticceri è passata un'ora
e mezza, manca quindi mezz'ora.
Va bene.
Datevi una mossa ragazzi. Grazie mille. Movimenti rapidi e precisi. A ritmo.
Frullare.
No, salutare.
Mixare.
Autostop.
Ma dietro il clima di festa qualcuno comincia a preoccuparsi. Ho timore che i
parini non siano lievitati a dovere perché non sono cresciuti più di tanto e
quindi ho paura che siano rimasti un po' compatti.
Crescete, crescete.
È un progetto ambizioso, sono preparazioni complicate, però se riesce
credo proprio di riuscire a sorprendere i giudici.
Marco, ciao, buongiorno.
Buongiorno. Il panino com'è?
Il panino è... Ah, non è ancora cotto?
No, è cotto.
Marco, succo alla vita, eh? Ti vedo un po' giù, come mai? Sì, no, sono molto
concentrato. Lo vuoi riprendere il grembiolo blu o no? Sì, perfetto.
Con le idee ben chiare, Marco prepara dei panini e i porcini con crema di
robiola, petto d'anatra e una riduzione di lamponi e aceto balsamico.
Tagliala molto sottile e metto il condimento anche sulla carne, se mi
piace. Assaggiala. Ok, grazie. Buon lavoro.
E dopo Marco, tocca agli altri pasticceri sfornare i loro panini.
Sto facendo un bun in stile tarantino, perché da noi si usano tanto i panini
farciti col pesce.
Infatti ho scelto proprio il polpo come ingrediente principale.
A completare l'omaggio di Onofrio alla sua taranto ci sono stracciatella,
pomodori e una maionese al polpo in un bun al nero di seppia.
Sinceramente al nero di seppia non li ho mai provati, li ho provati qui per la
prima volta, mi sembrano ben formati, morbidi, chissà, potrebbero essere buoni
come no.
Sicuramente saranno più gustosi una volta farciti con i loro ingredienti.
Sono un po' in ritardo perché gli ho appena sfornati e stanno ancora fumando
e credo che tutti i sapori si modificheranno con questo caldo qua.
Però ci proviamo.
Pasticcere e pasticceri, il tempo per i vostri panini gourmet sta terminando e
non posso che ricordarvelo con il conto alla rovescia per eccellenza degli anni
Ottanta.
Vai Donato!
Alice, ci sono 10, 9, 8,
7, 6, 5, 4, 3,
2, 1.
Un passo indietro.
Bravi ragazzi, complimenti.
Ho fatto una prova degna di una erede paninara.
Sono soddisfatto a metà. Non so perché oggi sono un attimo sconcentrato.
Ora non resta che scoprire se i pasticceri conquisteranno i giudici con
i loro panini d'autore.
Iniziamo con il tuo panino gourmet, Marco.
Racconta.
Ho fatto un impasto con il fungo porcino e il pepe nero.
Una farcia con formaggio spalmabile, rucola, un petto d'anatra con delle
nocciole tostate e una riduzione di lampone e aceto balsamico.
Marcuccio, cominciamo dal pane.
L'idea di usare l'acqua dei funghi mi è piaciuta.
Perché caratterizza, quindi non rimane solo un guscio a sé. Il ripieno, molto
buono. Il lampone all'interno è quello che fa la differenza.
Sono d'accordo. L'anatra è grassa, quindi l'anatra ha sempre bisogno di
qualcosa che sgrassi. Il lampone, con la sua acidità e freschezza insieme all
'aceto, hai fatto un capolavoro, secondo me.
Veramente, veramente complimenti. Grazie mille. Bravo, Marco!
Sono felicissimo.
Voglio continuare così e fare tre prove dove do il meglio di me.
Con ingredienti come la bagna cauda, il gel di arancia e bitter rosso, Donato
reinterpreta l'aperitivo torinese e dedica il suo panino alla sua fidanzata,
piemontese Doc.
Madonna che attirchia!
Il pescato del giorno era quello che era.
Si doveva bandare un po'. Il pane è buonissimo, levitato veramente,
veramente bene.
Però con il grano arzo ha già questo retro gusto leggermente amarognolo. Ne
sei andata a mettere anche il bitter che a me piace.
Però secondo me copre tantissimo la dolcezza del gambero, quindi bisogna
stare attenti. Sono molto d'accordo con Damiano. Gli ingredienti sono gourmet,
ma sono pochi.
Tu vuoi essere creativo, ma per essere creativo uno deve essere bravo. Anche
perché Donato stiamo arrivando al punto che devi concretizzare, altrimenti
questa creatività va via.
Evapora. Grazie Donato. Grazie.
Mi sono un po' fregato da solo. Va bene essere creativi, ma bisogna essere più
concentrati, più con il focus, più quadrati.
Il panino gourmet di Luca rivisita il tradizionale boccadillo de calamares con
gli anelli di calamari fritti per un viaggio nei sapori spagnoli.
Luca, prima di te, sai chi è arrivato?
L'odore della cipolla.
È un peccato perché qui la cipolla prevale un po' su tutto.
Il pane è fatto bene, però il problema è all'interno. È tutto asciutto.
Vedi, manca un legante, una salsa che rendesse tutto più succulento al morso.
Sono d'accordo con Tommaso. Io non metto mai una maionese direttamente sul pane.
Il pane assorbe la maionese.
Da qui, quando io apro, vedi, ho tutti i pezzi extra.
Io un panino dovrei morderlo senza che casca un pezzo. Qui casca tutto.
Non mi piace assolutamente.
Quando un qualcosa nella tua testa credi che possa funzionare e dopo nella realtà
non funziona...
Ci rimane un po' male.
Il panino di Danila è un diretto Bari-Parigi. Eccoci.
Dove la baguette incontra ingredienti tipici pugliesi. Nell'impasto ci sono
olive e caciocavallo.
All'interno grappe stufate, lardo di colonnata, stracciatella e cipolle
caramellate.
Che ti vuoi dire a sto panino? È buonissimo. Partiamo dal pane.
Morbido al punto giusto, croccante sopra.
È cotto benissimo.
Le olive dentro possono essere generalate perché gli danno una
caratterizzazione. L'interno è spettacolare. Io penso che un panino
così buono non lo mangio da parecchio tempo. Bello, brava Danila.
Damiano? Quando si mangia si sente la cipolla caramellata che è dolciastra, la
parte sapida del lardo.
Tutto assieme veramente è un saliscendi, saliscendi, saliscendi di gusto.
Non si può far meglio.
Bravissima. Ciao Danila. Grazie.
Dopo una puntata un po' giù di tono finalmente Daniele è tornata quindi
adesso cerchiamo di fare sempre meglio insomma.
Anche Alice guarda i sapori del sud ma aggiunge un tocco esotico al suo panino
con polpo grigliato e stracciatella pugliese grazie al mango fresco.
Allora Alice.
Purtroppo è rimasto molto molto compatto, odore di lievito tanto tanto
tanto. Nell'insieme funziona, il gusto c'è, l'idea del mango è buona, gli dà
quella complessità aromatica che ci sta, ma il difettuccio è il polipo, dove
dovevi scottare più violentemente.
Sono d'accordo con Tommaso, il polipo è noto nell'acqua, non nel latte.
Io non metto mai un panino al latte con del pesce, non c'entra niente. Sono dei
piccoli eroi tecnici, togliendoli viene un super panino.
Poteva andare meglio, mi dispiace perché ci tenevo tanto.
Ho un offreo il tuo momento.
Quattro panini, bellini.
Per chi è il quarto?
Per te.
Che sei la mia, Sha?
Sei la mia Chantilly.
Stavolta niente brividi da Chantilly per Brenda.
La seduzione passa tutta dal fascino mediterraneo di un banal nero di seppia
con polpo scottato, stracciatella e pesto di pistacchio. È venuto un
bellissimo pane, molto molto buono. I tempi di lievitazione potevano essere
allungati sicuramente un pochino, ok?
E secondo me sei andato un po' troppo sul dolce.
Cioè, hai fatto molto bene il polpo, ma tutti gli altri ingredienti hanno un
pochino dolce sul dolce sul dolce e te non può essere redondante. Si può
migliorare. Io non sono fan del nero. Questo sembra un panino bruciato.
Latte nel pane no, soprattutto con il nero di seppia, non c'entra niente. Poi
qui ci voleva un po' più di agrume, un po' più di freschezza e quello che non
ci sta è il pistacchio.
Non c'entra niente. Ok, grazie.
Il nero di seppia torna protagonista anche nel panino di Manuel.
Ce lo descrivi?
Panino al nero di seppia, una crema di avocado, una tartare di salmone con il
passion fruit, una mousse al formaggio e un gel di aneto.
Manuel, a livello estetico mi piacciono tantissimo, secondo me sono molto
bellini. Ti è venuto abbastanza bene sto pane, il nero di seppia te l'ha un po'
asciugato, andrà idratato un goccino di più, però non mi dispiace. Bene.
È un panino molto, più che gourmet lo definirei ruffiano, molto piacione. Non
può non piacere un panino del genere, ma hai fatto comunque un ottimo lavoro,
molto buono. Sono d'accordo con Tommaso, quello mi mangia un po' perplesso all
'interno. Tu hai fatto una cosa classica, salmone, avocado, solo avrei
giocato con le consistenze.
Così hai un po' di masticazione diversa. E qui dentro per me un foglio di
insalata dà questa croccantezza fresca che manca in questo panino.
Grazie Manuel!
Gli anni Ottanta, si sa, non avevano certo paura dei colori sgargianti.
Vittoria! Il rosa della Barbabietola vesta il panino di Vittoria con burrata,
pancetta croccante e pesto di pistacchio e basilico.
In realtà è quello che piace al mio fidanzato e quindi è un po' dedicato a
lui, diciamo, il condimento. Come si chiama tuo fidanzato? Giovanni.
Allora, non è male, c'è un po' di difettucci all'interno. Il primo è che l
'hamburger doveva essere più schiacciato. Ci vuole la bocca di Hulk,
perché io faccio fatica, ho l'apertura di un... Boh, un aliscafo, cioè...
Purtroppo la parte del bando non ti è venuta morbida, ti fa resistenza e
quando lo schiacci esce fuori tutto.
Va bene che a Giovanni tu lo vuoi coccolare.
Toglici qualcosina. Si vede che è stato troppo cotto intorno e per quello fai
fatica a mangiarlo.
Anche il hamburger è troppo avanti di cottura e tutto il resto è un caos all
'interno che non riesco a individuare veramente bene i gusti. Questo è il mio
grande errore.
Grazie Vittoria.
Grazie. In realtà sono usciti come volevo, quindi se poi non sono piaciuti,
cioè peccato. Sì, ci rimani male, però a una certa va bene così.
Anche Clarissa gioca con il colore.
puntando sulle sfumature calde della curcuma e della paprika per il suo bun
farcito con hummus, melanzane, asiago e speck croccante. Mentre voi con grande
eleganza assaggiate il panino di Clarissa, io vorrei chiedere a Clarissa
perché ti sei sposata e in chiesa sei entrata con una canzone anni Ottanta che
prima non ti ricordavi ma che adesso ti sei ricordata. Si fa Welcome to my
world. Fa così.
Welcome to my world.
Dai, è un momento serio, gli assaggi, vai.
Clarissa, troppo a sto panino manca una cosa fondamentale.
La birra. Ah, la birra.
Mi piace perché è complesso nel gusto. È proprio piacevole da mangiare.
La melanzana l'hai lavorata benissimo, lo speck ti è rimasto croccante. La sego
dentro solo, l'avrei preferito appena appena un po' più fuffuso, ma è l'unico
accorgimento che avrei fatto. Il resto mi piace tanto il lavoro che hai fatto.
Anche il pane ti è venuto bene, è soffice, ma croccante all'esterno.
Per me sei stata un po' tirata, Clarissa, anche perché hai fatto un pane
che ti è venuto spettacolare. Però manca roba, maledizione.
Però è buonissimo, veramente, veramente buono.
Grazie. Bravo.
Si inizia bene.
Welcome to my world.
Vieni, Alessia. Mancano solo i tuoi panini gourmet.
Sono molto bellini.
Racconta. Ho fatto un panino con un impasto all'olio, con una farina
multicereali, poi ho messo stracciatella affumicata, rucola, prosciutto crudo,
pesche caramellate con il miele al bergamotto, pralinato alle mandorle e
una spolverata di pepe nero.
Perché hai deciso di fare questa forma?
Così mi ispirava a fare qualcosa di diverso rispetto al solito panino
tradizionale, rotondo, quadrato.
Mi piace molto, sono d'accordo con Tommaso.
Hai fatto un impasto all'olio che è la fine del mondo.
Io non sono amante di questo tipo di formaggio, troppo grasso, ma è proprio
un gusto mio personale, quindi se me l'hai fatto piace a me, è veramente,
veramente buono.
Brava. Grazie.
Il pane si è sviluppato bene, la cottura è perfetta. La cosa più buona lì dentro
sono le pesche.
Perché senza pesche sarebbe il risultato troppo salato. Invece la pesca ti
riprende proprio un equilibrio quasi perfetto. Grazie. Grazie Alessia, puoi
tornare a posto.
Grazie, grazie. Comunque la pesca gli dà una freschezza.
Beh, questo è l'inizio perfetto per questa puntata. Ci metterò tutta la
grinta. Compagni, preparatevi.
La grinta servirà a tutti, ma in particolare a Onofrio, Vittoria e Luca.
Non è andata benissimo, quindi adesso bisogna rifarsi alla prova tecnica. Per
fortuna, gli anni Ottanta hanno ancora molto da raccontare.
Siamo arrivati al momento della prova tecnica e ho la sensazione che il master
che sta per entrare si sia goduto appieno gli anni 80.
E allora facciamo entrare quel capolavoro che è Iginio Massari!
Ciao a tutti!
Iginio negli anni 80, non so se immaginarlo, con i capelli lunghi, con
le spalline grandi.
Era un ragazzotto negli anni 80.
Magari era anche un rubacori in discoteca.
Maestro, ma esiste un dolce che negli anni 80 andava di moda?
Ce n'erano tantissimi, ma per questa giornata ne decido uno solo.
Meno male.
Il Monte Bianco.
Mont Blanc in francese, ma un dolce italiano.
Con una sola parola, se chiudo gli occhi, mi fa tornare un film di benzina.
Ci sono cinque strati di meringa alternati con la crema allo
zavaglione per formare una cupola decorata con i fili
classici della crema di marroni e una castagna caramellata sulla cima.
Mont Blanc è un dolce che non mi sta molto simpatico.
Le castagne non mi piacciono, la meringa non mi piace, però oggi tentiamo di fare
un buon Mont Blanc.
È proprio un dolce perfetto per mettere i nostri candidati alla prova.
Ci vuole tecnica, precisione e pulizia. State attenti perché dovrà essere super
elegante e raffinato. E soprattutto fedele.
alla ricetta tradizionale e a quella di Gino. Se volete far riuscire il dolce
alla perfezione partite immediatamente con le meringhe. Vogliamo le meringhe
croccanti? Croccanti.
Chiedo ai nostri giudici di lasciarmi sola con i Gino finalmente.
Ci vediamo dopo agli assaggi.
Buon lavoro. Vado a fare un po' di stretching tipo Jane Fonda.
Do il via alla prova, eh? Vado, eh maestro?
Allora, per questa prova tecnica avete a disposizione 120 minuti. 3, 2, 1, Mont
Blanc in forno.
Mont Blanc.
Che fosse Kurma, Sestriero o Cortina, nelle vacanze di Natale anni Ottanta
degli italiani spopolava il Mont Blanc.
È un dolce iconico per gli anni Ottanta, meno male che non sono nati negli anni
Ottanta perché è proprio un dolce... No, non mi piace per niente.
Oggi può sembrare un dessert estremamente dolce, ma nel decennio in
cui tutto era esagerato, anche lo zucchero abbondava. Meglio quindi
seguire la ricetta, partendo dalla meringa.
La meringa deve cuocere un'ora e trenta.
La prova è di 120 minuti, quindi bisogna volare.
Io sto volando.
Vittoria, anticipo subito la domanda. Hai letto bene la ricetta? Ho letto bene
la ricetta.
Io veramente ho visto che tu hai già fatto un errore. E devo montare, mettere
la meringa? Allora, tu hai messo il sale senza pesarlo.
Virginia tutte le volte che arriva al mio bancone mi dice comunque cose non
tanto carine.
Perché le metti così vicine?
Giusto, così. Se tu li metti vicini come fanno a cuocere. È vero.
Però lo adoro, è proprio, è un grande.
Ho il tuo libro, sei segreti della pasticceria. Sì? Sì. Cerchi di lusingare
il maestro, Vittoria, ora sei un'aroma. No, è che lo stimo molto, allora, ma
come stimo te, Brenda?
Eh, sì, sì, infatti ne hai presi tre dei miei libri. No, è vero, è vero.
Ma per conquistare il maestro serve ben altro, magari una meringa croccante.
Maestro, la seconda volta che ci proponi un dolce con la meringa, io pensavo che
questa agonia fosse finita con la pavlova.
Questa qua è la meringa, cruda, appiccica i denti.
E me invece è ritornata peggio di prima, non con un disco, ma con cinque.
Ale, sono brutti.
Un po' sì, però... Tanto è una montagna.
I miei dischi di meringa li ho dressati velocemente, però andranno nascosti,
quindi non lo diciamo.
Mettere in forno per un'ora e trenta.
E io la metto in forno.
Dopo aver infornato i cinque dischi, la ricetta prevede di passare alla crema
allo zabaione.
È comunque una crema pasticcera, base marsala.
Deve raggiungere gli 82 gradi, ma adesso la trasferisco in un contenitore un po'
più piccolino.
Onofio, a che punto sei della ricetta?
Ho infornato subito le meringhe. Dove bisogna fare la crema zabaione?
Posso guardare il forno? Posso venire anch'io?
Certo.
Come stanno avvenendo queste meringhe, maestro? Le spirali non sono molto
regolari. Ecco. Alla fine, tondo era tondo, era soltanto che c'era qualche
puntina in eccesso.
Tanto facciamoci una risata, aspetti.
Onofrio, di che anno sei tu?
2006.
Eh, lui può ridere più forte. Eh, mi sa di sì, eh.
Senti, tu gli anni Ottanta, Onofrio... Eh, anni Ottanta purtroppo niente. Sei
messo come Manuel, mi sa.
Cantanti anni Ottanta che ti piacciono?
Giri D'Agostino, anni Ottanta.
No. Non sono nato in questa epoca.
Però da come mi è stato raccontato... Ciao Onofrio. Sembravano begli anni, si
divertivano tanto, però purtroppo sono nato nel 2006,
quindi vabbè, ormai.
Per apprezzare un'epoca non è necessario viverla, basta essere giusti.
Troppo giusti.
Secondo me anche con questa camicia sono un po' anni Ottanta, anche un po' il
capello. Secondo me avrei fatto la mia porca figura negli anni Ottanta.
Maestro, io ho recuperato una sua foto degli anni Ottanta.
Davvero? È pronto?
Pronto. Partenza.
Guardi qua che roba.
Si lo ricorda quando ha fatto questa foto?
No, non me lo ricordo.
Con quale colore di capelli si preferisce?
Questo qua dei puffi. Io questo poi me lo porto a casa. Sì.
Luca, a te sta salendo la temperatura? No, fa fatica. Fa fatica? Fa fatica,
vero? Sì.
Si ferma a 70 gradi.
Dai, 73, 74 e non sale.
Questa crema sta mettendo a dura prova i pasticceri.
Tutta altra storia per i giudici.
Non sarà buona la crema di zabaione?
Buona, eh? Buona, la zabaione è proprio una delle mie cose preferite, mi piace
tantissimo. Qui, ragazzi, l'equilibrio è alla base di tutto, eh?
Comunque, possiamo dire che secondo me la parte più difficile di questo dolce è
la stratificazione di meringa all'interno. Cinque dischi di meringa
croccante, uno sopra l'altro. Se non fanno attenzione, tutta la struttura
crolla. Poi deve essere perfetto, perché guardate i mermicelli come sono messi,
alla perfezione.
Ragazzi, comunque, secondo me, sta arrivando un temporale da lì, guarda.
Questo me lo mangio io.
Perfetto.
Il palato dei giudici è soddisfatto, ma nel tendone la crema avrà raggiunto gli
82 gradi?
No, è arrivata.
Ma secondo me è cotta.
Ma a te non è arrivata ancora?
No, non arriva. Cioè, sono qua da sei anni che sono qui. Però guarda com'è, se
non la togli... Non ho mai avuto problemi con il termometro, ce ne sono
sballato un pochettino, quindi lo lascio proprio perdere, mi affido alla visa.
Secondo te è fatta?
Secondo me sì.
È mezz'ora che sto qua.
Tanto so come deve venire una crema alla zabaione e quindi mi affido a quella.
Ora la crema, cotta e con aggiunta di pezzi di castagne, dovrà raffreddarsi.
Le mani sono quindi libere e possono lavorare la crema decorativa di marroni.
Ma non tutti sono al passo.
Sei l'unica che sta ancora facendo la crema.
Lo so, è da un sacco che ci sto provando, ma non ci riesco.
Che non c'è l'acqua dentro come fa a cuocerla. E ora? Mi stecca.
Mi stecca?
Grazie. Quest'operazione delicata che sto facendo si taccia, ecco. È la
crema di marroni in modo tale che non abbia grumi.
Sono marroni e burro.
Aia!
No, guarda, deve venire così o no? La rifaccio. Sì, rifalla, deve venire così.
Va bene.
Non vi siete spaccati le mani con setacciare i maroni?
Mi stanno venendo due maroni a me.
Il resto la riporrò nella stacca posse e poi la metto in frigo fino all'utilizzo.
La ricetta del maestro però parla chiaro. Bisogna mantenere la crema a
temperatura ambiente.
Ma sbagliare non è solo vittoria. Per molti pasticceri distrarsi è facile
quando il tempo corre veloce.
Pasticcere, pasticceri!
È passata un'ora, eh? Ok.
E allora via, si passa alla terza crema.
Quella a base di cioccolato bianco e panna, che servirà a stoccare il monte.
Metto la panna fredda a filo e la butto in abbattitore.
Andiamo a vedere la meriga?
Prego.
Il maestro intimorisce parecchio perché se lui passa e dice così una cosa
negativa sulla preparazione mi fa andare in crisi totale.
Mi sbiglio a Brenda
perché lei ha un certo ascendente sul maestro, quindi se lei ci mette una
buona parola magari il maestro sarà più clemente con i giudizi.
Vuoi fare una domandina al maestro già che è qui?
Vuoi dedicargli una canzone degli anni Ottanta?
Questione di feeling.
Forse con questo canto possiamo renderlo un po' più malleabile.
Accompagnami.
Questi sono piccoli, sono piccoli. Ti devo fare gli applausi?
A me no, non sono brava. No, io ti applaudo solo sui dolci.
La meringa ti dovrebbe dare un ottimo risultato. Grazie.
A dopo.
A dopo.
Che soddisfazione.
Il vero feeling da trovare è quello con il Mont Blanc.
Manca ancora una preparazione, il caramello.
C'è anche... come c'è un caramello?
C'è un caramello, eccoci, abbiamo perso il caramello.
Ok, ecco, anche un caramello, benissimo. Non l'avevo... mi ha sfuggito il
caramello.
Sì, il caramello, per creare un marron glacé con pennacchio da porre come cima
della montagna.
Sto caramellizzando il marrone e... Se tagliare con la forbice, se non la
sentire, continua per mezzo.
Io rimango senza parole.
Se giralo.
Oh no.
Ti lascio sola.
Grazie.
Pasticcere, pasticceri, mancano 30 minuti. Ok.
Sono ancora crude.
No.
Secondo te.
Gira.
Sì, ma le mie sono crude.
È alzato, sento qui, metti il ventilatore.
Guarda, lascia stare.
Sono un attimo preoccupato perché il rischio della meringa, se non si cuoce
abbastanza, è che si prenda l'umidità dalle creme e quindi si scioglie.
Ma nella vita vanno corsi dei rischi. Bisogna sfornare per creare gli strati
di meringa e crema, il tutto sotto lo sguardo impassibile del maestro.
Ringrossa anche lì, se no fai la montagnola che pende come la torre di
Pisa. Se metti poca crema è poco buono da mangiare.
Allì c'è la meringa.
È cruda, è crudente questa qua.
Allora la lascio ancora un po' dentro.
La meringa non deve essere cotta quando il concorso è finito.
Spero che tenendola un attimo di più in forno rispetto a quando lui me l'ha
detto si riesca a cuocere del tutto.
Ok, allora stucchiamo.
Sono velocissima a mettere la crema di copertura, non me l'aspettavo. Infatti
sono andata via proprio liscia. E quindi adesso sono pronta per mettersi gli
spaghetti di marmellone. Gli spaghetti da ricetta devono essere dressati
verticalmente sul monte bianco.
Verticalmente, non orizzontalmente.
Non esce, non esce. La crema di marroni l'ho messa in frigo e per questo errore
non riuscivo ad adressarla. Era troppo dura.
Pasticceri, vi restano pochissimi minuti. Ora, più che mai, è necessario
mantenere la calma.
E non perdere il controllo.
Avete sac a poche?
Non va.
Non va, non va.
Neanche Donato che è venuto in mio aiuto è riuscito ad adressarla. Fai quel che
riesci Marco, fai quel che riesci. Sono riuscito a fare delle palline per farla
spaggiare ma non è sufficiente.
Dieci, nove, otto. Non voglio spaccare la mia antenna.
Sette, sei, cinque, quattro, tre, due.
Uno, stop, un passo indietro.
Il Monte Bianco è pronto per essere scalato.
Meringhe, castagne e zabbaione e sei in pole position.
Prima di cominciare voglio chiedere a Tommaso se può portarci dentro l
'originale. Eccola qui.
E vabbè.
Il Mont Blanc del maestro è proprio tutto alto dolce, è proprio alto.
Sembra l'Everest, non solo la collina di un paesino, capito?
Vogliamo fare subito un commento a caldo?
O andiamo direttamente sulla prima?
No, è meglio andare sulla prima.
Il decoro con il surfetto è stato fatto molto bene.
Guardiamo il taglio, è molto molle dentro.
Non sento la croccantezza della meringa. Qua c'è la meringa cruda e la parte
sopra dei vermicelli attacca al palato.
La crema al zabaglione non è male, però il problema è che si è mescolata tutta
insieme alla meringa. È una masticazione strana perché si sente la crema al
zabaglione, però con questi granellini di meringa non si sente croccante.
Nel complesso non ci siamo. L'unica cosa che salvo è il marron glacé fatto con
una bella punta.
La meringa cruda, ma non capisco il perché. Eppure sono stato il primo a
infornarla e non lo so, è il mistero della meringa.
E andiamo avanti.
Questa più di un Mont Blanc è una collinetta.
È venuta molto bassa, larga, non regolare.
Non si vede un pezzo di meringa dentro.
Non si vede un pezzo di meringa.
Molto probabilmente, anzi, sicuramente si è sciolta tra gli strati di crema.
Ormai la frittata è fatta.
Ma il problema più grosso è che lo strato di spaghetti di castagna è
veramente molto molto spesso.
Hanno ragione loro due.
Salvo solo anche qui la punta di castagna.
Gli assaggi partono in salita. La terza. Il sentiero per scalare il Mont Blanc
potrebbe essere ripido.
Anche questo è molto piatto.
Il sac a poche però è fatto bene.
Non c'è la meringa?
Non c'è?
No. Si è sciolta.
Sì, purtroppo la crema forse è rimasta tanto liquida, si vede. Ha bagnato
completamente la meringa. Però quantomeno il lavoro con gli spaghetti
sopra è fatto abbastanza bene.
Sulla testa erano un po' di pezzettini di meringa che sono rimasti ancora,
croccanti ci stanno. Sono pochi, però finalmente qualcosina l'abbiamo trovata.
Questa qua è quella che incomincia ad alzarsi un po' di più dalle altre.
Però c'è il disco sotto. C'è un cartone sotto.
È rimasto il cartone, ma sarà rimasta anche la meringa?
Qua sotto la meringa c'è, in mezzo si è sciolta, però qua crocchia. E la
crema non è così liquida come le altre tre precedenti. Bene.
Ma forse è rimasta anche un po' più croccantina, perché è stata messa sul
cartone, che assorbe l'umidità, è stata una furbata.
Una furbata, l'ho dimenticata.
Quinta torta. Sì, quinta.
Questa è alta. Anche questa è alta.
Ha un eccesso di sparezzi. Però qua la meringa c'è e si vede pure. Eccola qua,
tutta la base.
La meringa è veramente croccante.
La crema di marsala è buonissima.
Pezzettini di castagne sono dentro.
Questa volta la meringa non mi ha fregato. Direi che siamo sulla buona
strada. La prossima, dai.
Qua il decoro è... Un po' di fantasia. Fantasioso.
Bello, no, però, il lavoro con la sac à poche, no? Ma non era quello richiesto?
No, è vero, lo so, lo so.
È il mio decoro fantastico.
La tecnica va rispettata alla lettera.
Non era male, non era brutto, era solo smagliato.
La crema.
Ha una consistenza sufficiente, regolare.
È la prima che trovo veramente pezzettini di marron glacé all'interno
anche della crema. Preferivo la crema di quella prima, però la meringa c'è, ce n
'è anche tanta, quindi si sente.
Secondo me è buona.
Nel Mont Blanc gusto ed estetica vanno di pari passo.
Che me ne pare?
Eh, questo è un po' un ciocciò.
Sbagliare la finitura vuol dire perdere uno dei gusti principali, la castagna.
Qui andiamo molto lontano dall'originale, come decorazione esterna
dei vermicelli, molto più scuro, molto più duro. Questo qua si fa fatica anche
a metterlo in bocca. Gli spaghetti, dice.
La meringa... Non pervenuta. La crema di Marsala risulta molto più dolce e si
sente un eccesso di limone che c'era dentro.
Oggi non è giornata.
Le vette sono difficili da raggiungere. Ci prova Alice a spingersi in alto con
il suo monte bianco.
Questa ci assomiglia di più all'originale. Se voi vedete, anche gli
spaghetti sono quasi chiari come quella là. Quindi vuol dire che è stata montata
meglio. Sì.
Per me la crema non è stata cotta alla perfezione e viene fuori il gusto dell
'uovo. Non tanto del marsala che dovrebbe coprire il gusto dell'uovo. Ma
la meringa è buona.
Direi che è un buon dolce.
Sì, gli spaghetti fuori sono buonissimi. Veramente si sciolgono in bocca. Forse
sono quelli più vellutati al palato. Il vermicello è il più buono che ho
mangiato fino adesso.
Perché quando si mischia il marron glacé con il burro, uno deve controllarlo
bene. E questa persona l'ha fatto veramente molto molto bene.
Bene, io non avevo così alte aspettative. A quanto pare devo crederci
solo un po' di più.
Nonna torta.
A livello estetico non ci siamo.
Però è alta, anche questa è molto alta.
Questa sembra, ti ricordi le macchine con l'antennone sopra?
Ho fatto una bella antenna, ma Montebianco è alto, deve prendere bene
tutto, no? Quindi è l'antenna giusta.
La merenga c'è, è tanta anche.
Bene. Anche se è molle.
È rimasta leggermente troppo dura la parte dei vermicelli.
Però posso dire che internamente la crema è qualcosa di straordinario.
È proprio una nuvola di zabbaglione. La meringa in qualche punto è rimasta anche
croccante, quindi la senti. E ci sono anche i pezzettini di marron glacé.
Con fatica il Monte Bianco sta per essere conquistato.
Manca solo l'ultima torta.
Questa qua è l'incompiuta.
L'incompiuta però dai.
È un misto tra un igloo.
Smettete di fare body shaming sulle torte.
Purtroppo chiunque l'ha fatta è arrivato lungo, si vede. Però la crema è molto
buona, ci sono i pezzettini di marrone e la meringa c'è e c'è tutta. La meringa
non è troppo croccante, ma è buona. E gli spaghetti non li trovo perché non li
posso valutare.
Troppo sulla tecnica se non porti a casa l'obiettivo.
Sono arrabbiato perché questa benedetta crema di marroni mi ha fregato.
Le vacanze anni Ottanta in montagna sono terminate.
Maestro, purtroppo è arrivato il momento di salutarci e stare a fianco a lei è
stato come sempre un capolavoro.
Grazie, Brenda.
Ciao, ragazzi.
E anche i giudici devono lasciare i pasticceri per valutare i loro
capolavori innevati.
A tra poco.
Ciao, ciao.
Fra meringhe sciolte, vermicelli e marroni scomparsi, un confronto è d
'obbligo per stilare una classifica dal migliore al peggiore Montebianco.
A voi la parola, giudici.
Decimo posto.
Chi ha fatto questa Mont Blanc?
Io. Marco, tua.
Peccato Marco, perché questa proprio, a differenza di tutte le altre, mancava la
sua essenza, quindi il marron glacé.
Ho fatto una stupidaggine io e ci sta, sa arrivare ultimo. Ok, andiamo avanti.
Nono posto.
Luca. No.
Non ci posso credere.
Sei in bella compagnia con Marco.
Ottavo posto. Chi ha fatto questo Mont Blanc?
Io. Alessia.
Settimo posto.
Onofrio.
Ma che è oggi la sagra degli errori?
Si è ribaltata la classifica solita.
Se fai bene all'inizio, poi i giudici si aspettano sempre progressi. Non è facile
tenere sempre alta l'asticella, quindi mi devi impegnare tantissimo alla
sorpresa. Andiamo avanti con la classifica.
Posto numero 6.
Io. Manuel.
Quinto posto.
Vittoria. Qua già cominciamo a ragionare.
Quarto posto. Alice.
Gli spaghetti più buoni che abbiamo mangiato. E siamo arrivati alla top
three. Quindi il miglior monblanc su questo tavolo è o di Donato, o di
Clarissa, oppure quello di Daniela.
Terzo posto, medalla di bronzo.
Con la punta altissima.
Io, Clarissa.
La crema era molto molto buona, complimenti. Grazie. Brava.
È la prima volta che sono così alta in una tecnica e essere alti all'ottava
puntata è una buona cosa.
E adesso chi se la gioca? Ah, i dados!
Donato, fammi una previsione.
Vince Danila.
Danila, facciamo una previsione. Chi ha vinto?
Vince Donato.
Mamma mia, siete insopportabili. Fuori da qui vi dovete aprire una pagina di
coppia.
Pronti?
Dai.
Il miglior Mont Blanc su questo tavolo è questo.
Finalmente primo posto, siamo ritornati in alto.
Un po' un riscatto delle precedenti tecniche che sono andate un po' così,
quindi finalmente.
Controprova, che ha fatto questa torta, donato, bravissimo.
Mi mangio un po' le mani, però sono felicissimo per Danila davvero.
Meno felici invece gli ultimi classificati, soprattutto Marco, Luca e
Onofrio, non abituati a queste posizioni in classifica.
Se l'obiettivo è crescere puntata dopo puntata e puntare verso la fine
sicuramente nella prova sorpresa devo recuperare.
Pasticceri siamo finalmente arrivati al momento della prova sorpresa.
Adesso mi dovete fare un favore.
Chiudete tutti gli occhi e non dovete aprirli per nessun motivo al mondo, ok?
Mi fido di voi, eh? Adesso facciamo finta che siamo nel 1981.
In quel periodo esplode la mania del fisico e ovviamente
anche dell'aerobica. Chissà che succede adesso.
Aspettate, sempre occhi chiusi.
Anche noi, anche noi. Vieni ragazzi, venite. Ora, aprite gli occhi.
Oddio! Oddio!
Tossate le fascette.
Che vergogna. Siete o non siete dei pasticceri physical?
Physical, physical.
È un po' brunetta.
È lei.
Madonna, sono già stremata, ragazzi. Possiamo chiedere alla musica di...
Sfumiamola un attimo.
Giudici, perché tutta questa pantomima?
Siamo negli anni 80 e quindi dovete sfornare una torta
fluo.
Bella. Però bella, maestosa, bella, colorata, fluo, bellissima.
Ecco la mia fluo cake.
Sei strati di cake sono fatti tutti con le puree con aggiunto del colorante e
ogni strato è farcito con il cream cheese frosting agli agrumi. All'interno
c'è il gelè di questi frutti con i frutti veri. Pensate che Herz ha fatto
fuori 20 evidenziatori per fare questa torta.
Per fare questa torta avete due paletti fondamentali. Dovrà avere almeno quattro
strati. Bene.
E sei colori diversi nella faccia o nella decorazione.
Vogliamo dei decori vivaci, eh? Secondo me è fattibile.
E per realizzare questo dolce avete a disposizione 140 minuti.
3, 2, 1, che il fluo sia con voi!
Siccome mi stanno stringendo tutti i neuroni, possiamo toglierli?
Poi abbiamo 250... Questo è aceto, vero?
Gli anni Ottanta non erano fatti per passare inosservati.
E questa prova promette di essere all'altezza del decennio.
Questa prova dovrà essere un tripudio di colori fluo e lo vediamo già dai nostri
outfit, ecco. Non sento una pazza con queste cose addosso, però insomma,
vabbè. Parliamo un po' dei colori naturali. Ad esempio, non so, se volessi
fare un... Di un colore, di un colore. Blu è facile, mirtillo... No, non è
facile. Mirtillo diventa viola.
Raga, come lo faccio il viola elettrico?
Il viola elettrico?
Fatemi voi un esempio.
Una domanda. Vai, vai, vai.
Il verde?
Beh, spinaci.
Oppure?
Basilico. Oppure?
Il temacia.
Oppure? Basta, mi sono stancata di fare questo gioco.
Archiviata la teoria, tra i banchi bisogna mettere a punto la strategia.
I coloranti possono cambiare totalmente il gusto della torta.
Dovrò dosarli al meglio, però so che per metterne di meno bisogna scaldare una
piccola parte di crema in modo tale che il colore fuoriesca. Quindi me lo tengo
per me e spero che ne valga la pena.
Sono già in crisi perché...
Ho paura ovviamente di sbagliare, di fare male.
Ho paura per la stuccatura della torta, ho paura per il decoro. I colori saranno
sicuramente il rosso, il giallo, il marrone che in realtà non è un colore
fluo, infatti mi sento di escluderlo, però poi preparerò i vari colori all
'esterno della torta.
Beh, qualcuno deve ancora mettere bene a fuoco il suo progetto e Luca non sembra
fare eccezione.
Luca, buongiorno.
Come stai? Ti vedo un po'... Sono un po' teso.
Abbacchiato? No, sono un po' teso perché vorrei far bene.
Ah sì? Questa sarà la torta che ti farà risalire?
Speriamo. Spiegami come è il tuo progetto, innanzitutto. È una sorta di
rainbow cake e quindi adesso sto colorando una piccola parte di impasto
per aggiungerlo sull'altra parte per gestire i colori. Ma i colori devono
essere fluo, eh? Fluo? Mi sembrano un po' spenti.
Io ne posso aggiungere. un po' di più. E le creme come sono?
Una crema pasticcera alleggerita con la panna e all'interno faccio una macedonia
di frutta fresca e vado a riempire tutti gli strati.
C'è un croccante dentro?
No, non c'è nessun croccante. La frutta fresca però non è croccante.
Oggi c'è qualcosa che non sta girando nel verso giusto.
La paura dietro l'angolo. Non devi pensare alla paura.
Devi crederti.
Devi guardare nello specchio e dire sono forte.
Io intanto mentre parlo con voi sto già pensando che croccante metterci dentro.
Dai Luca ti lasciamo lavorare. Va bene. A dopo.
Grazie. Vale gustoso, buono.
Non tutti partono con le stesse certezze. C'è chi è ancora alla ricerca
della strada giusta e chi invece ha già un piano preciso.
Io voglio realizzare il cubo di Rubik.
Mamma mia, Daniela. Sei sicura? L'idea è di fare tipo il gioco Pac-Man. Mi sembra
un progetto ambizioso, eh. Quanti cubi sono in tutto?
27. Farò una crema da congelamento all'inserto.
La faccio al cardamomo.
Non c'è frutta, non c'è niente dentro che spezzi.
No, ho aromatizzato la mousse all'arancia e la crema al cardamomo per
dargli un po' di... Però è grasso su grasso.
Perché non ce le congela anche più velocemente? Disegni bene, tu sei...
Comunque era preciso il percorso. Sì, è... Sai come aiutarti per farlo
preciso? Allora, praticamente, quando hai stuccato la torta, prendi un
coltello dritto e ti segni almeno le linee. Il labirinto, praticamente, di
Pac-Man. Da lì poi parti con le decorazioni. Però non viaggiare a mano
libera perché... No, no, perché... Altrimenti da Pac-Man passi a Snake. Un
attimo, eh. Dai. Ma non mi raccomando. Sì, va bene.
Si esce, eh? Eh. Devi correre come la matta, cioè tu non hai tempo da perdere,
sei già in ritardo. No, no, no, adesso corro, corro. Chi è più veloce di Speedy
Gonzalo? Sì, sì.
Per fare una gelatina, frutta della passione e mango, metto 100 grammi di
questo e mango, quanto ne metto? Metti più mango di frutta della passione.
Pasticcere, pasticceri, mancano 80 minuti. Ok.
Io vi ricordo che con un po' di attività aerobica le torte fluo
verranno sicuramente meglio.
E i pasticceri evidentemente non hanno bisogno di farselo ripetere due volte.
Faccio un po' così, un po' di corsetta sul posto.
Così? Sì, questo sì.
Sto correndo come un treno, spero di farcela e di riuscire nel progetto per
intero.
Nella prova precedente sono arrivato ultimo, quindi in questa prova non
voglio sbagliare.
Marco, allora, che combini? Voglio fare una torta a base di un pan di spagna
aromatizzato al mondarino, poi voglio fare un gilet alle amarene.
E poi voglio fare una diplomatica che ricorda un po' il fior di latte, cioè
voglio ricordare un po' la coppa che servivano negli anni Ottanta a fine
pasto. Quindi i colori li troveremo all'interno della torta come
decorazione? No, i colori saranno all'esterno. Come la decori? Faccio
degli spuntoni, poi dopo passo la spatola calda riscaldata con il cannello
e verrà una... Sfumata?
Sfumata, certo.
Ok, se vuoi puoi anche prendere la bocchetta francese, metti due sacchi o
tre sacchi assieme.
E dalla stessa sacca ti viene fuori il tricolor.
Oddio che bello. E fai tutti i sciuffetti di colori diversi, è molto
bellino. Dai vado.
È solo da correre? Sì, sto correndo.
Ciao Clarissa. Che combini di buono? Che fai? Allora, farà una dolce cioccolato e
menta. Buonissimo.
E questo volevo fare, mi sono disegnata la mia forma.
La forma di fulmine.
Il fulmine. È piccolo, eh?
Eh, lo so che è piccolo. È perché prima era del best, cioè i primi fulmini che
arrivano all'inizio. La forma di fulmine perché è una forma un po' più
particolare e un po' anche per richiamare proprio le sagome che
andavano una volta negli anni Ottanta. Il mio fulmine sarà bianco con i
contorni neri perché voglio proprio fare... L'effetto disegno. E dopo tutti
dei mini...
Fulminetti colorati. Brava.
Sai cosa è la cosa più difficile in questa porta? È la forma.
Deve essere perfetto. Perché si vede ogni errore. Va bene, io voglio provare.
Cosa hai in testa?
Una fascetta. Ma di che colore?
Blu.
Siamo vicini. Guarda che ti sta bene il blu. No, non portatemi sfortuna. Dai.
Il blu mi dona, sì, guarda, i miei occhi.
Prima da lontano ti abbiamo visto, sei ferrata in aerobica. Ho fatto aerobica
io, sì.
Questo è il riscaldamento tipo, e poi fai anche così.
Se fai la torta così sicuramente carico come un fulmine. Ok, devo fare. Vai,
spingi. Grazie, grazie.
L'energia degli anni Ottanta invita a non fermarsi mai, ma l'entusiasmo a
volte non è sufficiente.
Sto lavorando un po' nella confusione e io ho l'obiettivo di non uscire, però ho
anche l'obiettivo di fare un dolce fatto bene e sono un po' in ritardo.
Ma io non mollo fino all'ultimo secondo, lavoro come se fosse il primo giorno
della prima puntata.
Pasticceri, mancano 30 minuti al termine della prova.
Grazie Brenda.
Alice, come va?
Sto facendo una torta difficile, quindi sono un po'...
Colori? Non vedo colori. No, no, dopo, dopo, nella decorazione ci vanno i
colori. Mezz'ora è Alice.
Eh, lo so, lo so. Adesso mi muovo.
Non fa venire fluo.
Io ho usato colori puri.
Ciao Alessia. Ciao Brenda.
Che fai? Sto facendo la palla da discoteca. Bella, tu sei super discoteca
ora. Sì, sì, certo.
Dobbiamo andare a un rave appena esci, speriamo più tardi possibile.
Sì, sì, ci sto. Andiamo a sentire Polka al Bren.
Ok, brava, mi sei piaciuta. Sì, sì, quando vuoi. Va benissimo.
Voglio venire anch'io da Polka al Bren.
Tu sei più da falò, chitarra, battisti.
No, non è vero. Si vuole accollare Alessia? Non lo so se ti vogliamo. Non
lo so se ti vogliamo, sai?
Vado solo.
Donato. Ciao.
Donato-san.
Donato-san. Sei bene?
Che combini? Voglio fare un cake a tre strati con due farciture uguali. Sto
facendo l'impasto red velvet.
Che devi fare? Meringa?
Sì, sto facendo un altro. Perché non parte questa? Scusami. Eh sì, ora devo
farla partita. Doveva già essere partita.
Ma poi sembra troppo acqua questa qui.
Rimettilo dentro, se non ti sta pesando bene. È impossibile che questo sciroppo
sia 121.
606. Sei bassissimo. Prendi quella spatolina, la marisetta piccolina.
Prendi la marisetta, vieni qua.
Guarda.
Guarda. Vedi che non ti rimane dentro il buco? Quando arrivi a 120 ti fa la bolla
di zucchero.
Damiano mi insegna un nuovo trucchetto della bolla di zucchero che non
conoscevo. Visto, non viene la bolla.
Aspetta, aspetta, ti faccio vedere. Guarda.
Le risate durano un attimo, ma il conto alla rovescia continua e il viaggio
negli anni Ottanta si avvicina alla fine della sua ultima tappa.
Pasticceri, avete a disposizione ancora un minuto.
Adesso c'è da ridere.
Perché?
Io dico perché. Non c'è una c***a di idea.
Dieci.
9, 8, 5,
4, 3, 2,
1,
stop,
passo indietro.
Per qualcuno gli ultimi secondi hanno fatto la differenza.
Spostandola, la torta è andatina avanti, quindi si è rovinata avanti.
Che devo fare?
Intanto avete finito la prova.
Per altri, il risultato è lontano da quello immaginato.
Ma che cos'è?
Era un fulmine.
Non ci sono tutti i sei colori, non sono riuscita, mi sono presa tardi. Insomma,
speriamo sia buona almeno.
Ma adesso è il momento di scoprire chi con la sua torta ha interpretato meglio
lo spirito degli anni Ottanta.
Iniziamo dalla tua, Alessia.
Ragazzi, vi piace?
Secondo me stona la frutta.
Sì, sta frutta messa così... Sì, volevo fare una palla da discoteca. Ah, ma è
caduta. Eh no, non...
Non era bella e allora ho detto, vabbè, metto qualche altra cosa.
Com'è fatta? È un cake alla vaniglia con una crema a pasticcera alla vaniglia e
poi ho utilizzato l'isomalto per fare questi colori particolari e la bagna che
ho utilizzato è una bagna alla vaniglia.
Beh, i sei colori ci stanno. Che ti sei scordata?
Che si è scordata?
Il lievito ce l'hai messo?
Sì. Sì?
Senti com'è gommoso?
Eh sì.
In effetti anche io, sfornandola, l'ho vista un po' compatta, ma non mi
aspettavo così tanto.
Peccato, Alessia, perché la crema è molto buona. Grazie.
Ernst? Le fiamme di isomalt mi piacciono molto.
All'interno il cake ha una consistenza strana, sì, compatto, ma non mi dispiace
di mangiare insieme con la crema la frutta.
Ah, grazie. Bene. Grazie.
Manuel, è il tuo momento.
Ah.
Eh, dai.
Il labirinto lo vedo, le ciliegie le vedo.
Savoro Pacman.
È un cake alla vaniglia, una ganache montata al cioccolato fondente, una
composta di lamponi e una bagna al liquore d'arancia.
È veramente fatto molto bene.
Si scioglie in bocca, è acido e fresco. Questo che ci vuole è una torta.
Complimenti. Grazie.
Ce n'è altre quante?
Come Damiano? Quante altre ce ne sono ancora?
Di torte? È un po' da assaggiare. Perché?
No, perché devo calcolare quante mangiarne. È buona!
Vedersi mangiare con gusto i propri dolci davanti è sempre un piacere.
È fatto anche una tecnica molto ganza, tre sacche insieme, fatto il tricolor.
Bravo. Bravo Manuel.
In pasticceria ogni scelta può fare la differenza.
Vieni pure Marco.
E Marco resta fedele all'idea iniziale per la decorazione della sua torta, in
cui la freschezza del mandarino incontra il gusto intenso delle amarene,
protagonisti di diverse consistenze. Non è bellissima secondo me.
Ti è venuta un po' strana di colore, forse con la spatolata a caldo, come hai
deciso di fare, non era proprio il piano d'attacco che avevo in mente io quando
sono venuto da te e te l'ho detto.
Però devo dire che tutt'assieme è super fresca, è fatta bene.
Hai bagnato troppo il pan di spagna?
In Germania si dice... Ah!
No.
Vuoi vuoi vuoi vuoi vuoi vuoi vuoi vuoi vuoi vuoi vuoi vuoi vuoi vuoi vuoi vuoi
Fuori, se forse è lucida, tutta un'altra roba.
Vabbè, era brutta ma era buona.
Ma in una prova ispirata al fluo degli anni Ottanta, i colori non sono certo un
dettaglio. Sono tre colori qui, eh.
Il resto è dentro? Il resto è dentro, sì.
E nella torta di Luca ci sono anche quattro cake aromatizzati e bagnati con
frutta varia, crema chantilly e croccante di riso soffiato e cioccolato
bianco all'arancia.
Allora, l'errore più grande qui dentro è il riso soffiato. Se non è tostato alla
perfezione, messo dentro nella crema, cosa fa il riso?
Assorbe l'umidità e diventa di nuovo il chewing gum. La crema è un po' lenta, ma
il problema sono i cake, sono molto asciutti, soprattutto quella alla base.
In più, tutti i colori un po' pastello. Invece doveva essere più fluo. Ah, ok.
Cosa devo dire?
Non sono le torte che faccio io, questo è sicuro.
Clarissa?
Che cos'è? Un albero di Natale?
Dovrebbe essere un fulmine.
Però qua abbiamo il problema principale, Clarissa, sono i colori. Lo so.
Non hai collegato bene i fili, non si accesca.
La speranza è che si accenda con il sapore, grazie a un cake al cioccolato
bagnato alla rum e una diplomatica alla menta con gocce di cioccolato.
Allora, Clarissa.
Mi piace tanto l'interno, peccato per l'esterno, però quando fai questo tipo
di torta deve essere preciso e poi dovevi rispettare il tema che erano i
sei colori. E all'ottava puntata questa è inaccettabile, è veramente brutta.
Quello che penso io è sentirselo dire anche da un esterno e soprattutto da lui
fa ancora male di più.
Però dentro è tutto l'opposto, perché il pan di spagna è perfetto, la crema di
menta è incredibile.
Devi fare attenzione ai tempi.
Da più o meno dalle prime puntate che continuo a dirmelo e ci sto lavorando.
Chi sembrava aver fatto pace con i tempi invece era donato. Ma a Bake Off gli
imprevisti sono sempre dietro l'angolo.
Purtroppo al countdown del 3-2-1 l'ho solamente spostato in avanti per dire ho
finito.
L'alzatina è rimasta attaccata sul bancone che c'era un po' di crema al
burro che aveva tirato. Quindi spostando così è andata in avanti. Ma la torta era
completata. Perfetta.
Era bella, mi dispiace.
Bella? No, era bella. Era intera, era tutta intera. Era intera. Ho voluto fare
una torta dedicata all'anno 80, quindi sono un po' tuttissimi degli anni 80.
All'interno c'è una red velvet con una crema diplomatica all'ananas e poi una
decorazione con crema al burro meringata.
Allora Donato, la torta è brutta.
Non è quel bel fluo che doveva uscire fuori. Il problema più grosso poi è l
'interno. La crema è molto molto liquida. Quando fai una torta del genere
con un cake sostenuto come la Red Velvet devi fare anche una crema che sia alla
pari. Cioè non ha sostanza, sembra una crema inglese. E purtroppo mi dispiace
perché di gusto mi piaceva. A livello estetico dai, hai sempre queste belle
idee e devi cercare di mettere un punto.
La torta per me era bella perché comunque ci ho messo dell'impegno. Vieni
pure Vittoria.
Almeno ho provato a decorare in maniera diversa rispetto ai soliti decori che
vedo qui dentro.
Qualcosa che ho già visto.
Chi ha copiato chi? Chi ha ispirato chi?
Direi nessuno. Nessuno? Perché comunque era un gioco che andava tanto di moda e
mia mamma me ne parla sempre e poi in realtà ho fatto solo un pezzettino di
giochino e poi ho fatto tutte le figure geometriche. Però si capisce bene.
Sì, sì. Come hai fatto?
Ho fatto tre cake differenti, uno al cacao, uno alla ciliegia e uno al lime.
Poi ho fatto una diplomatica al lime e una crema al burro meringata all
'italiana. Allora, Vittoria.
Esternamente, carina. Con i colori ci hai giocato bene, però sono sempre 5 su
6. Quindi quello dentro non conta?
Poco fluo. Eh, lo so, sì, è vero.
Vuoi fare una polatane con me?
No, io ci provo. Ho visto Rodino, però ho letto.
Allora, ti dico, c'è tanto cake, poca farcia. Sì, hai avuto qualche problemino
sul cake.
Tutti i cake sono un po' asciutti. Qua la bagna non te l'ha presa nessuno dei
tre. Devi rivedere le tue ricette, secondo me. Ok.
La ricetta che ho fatto, quella era, il quattroquarti, famoso, utilizzato sempre
da tanti.
È una torta estremamente noiosa.
Gusto?
Esteticamente è gradevole anche solo con cinque colori, ma dentro è una grande
delusione. Lo accetto, ma non lo condivido.
Onofrio, è il tuo turno.
È molto bello.
Bella, sì, è proprio bella.
Conquistato l'occhio, tocca convincere anche il palato. Con uno sponge alla
vaniglia, con bagna allo yuzu, diplomatica al cocco e ananas a
spadellato. Si fiorilini sopra?
Innamorato, Onofrio.
Per te.
Hai fatto la crema chantilly all'interno.
Chantilly all'italiano.
Onofrio, niente da dire. Super fresca, super buona, il cake si scioglie in
bocca. È una torta...
Molto anni 80.
Mi piace.
Bravo Nofrio. Sei d'accordo con Damiano? Nofrio ha recuperato? Sono d'accordo in
parte perché la guarda esteticamente è un'esplosione di colori. Però dentro
volevo un po' più una festa. Invece la apri e diventa... Più classica. Esatto,
è come se io compro un album e all'interno c'è solo un singolo.
Buona, un po' compitino.
Mangia e sta zitto. Bravo Nofrio. Grazie.
Ti accontenti mai però.
Mi va bene nulla.
Alice, è il tuo momento.
Sto pensando a chi è più fluo, il tuo grembiullo o la torta?
Spiega cosa c'è dentro.
Allora, è una sponge cake al cioccolato fondente con un caramello salato,
arachidi salate e bagni al marsala.
Quindi ti sei ridata al caramello?
Ci ho riprovato. Ci hai riprovato.
Ma Alice è così, eh? Sono qui anche tanto per imparare, quindi se imparo
qualcosa... Hai fatto il caramello che sembra quasi un toffi.
Quindi è troppo duro, manca panna. Questo caramello non mi viene come
voglio, però io finché non ci riesco, ci devo provare.
Però la torta è veramente, veramente buona.
Sapida, dolce.
Questa la finisci. Sono d'accordo con Damiano. Mi sarebbe piaciuto dentro una
spatolata di albicocca o qualcosa.
Acidità che combaccia la dolcezza del caramello. Se c'era l'albicocca facevo
le caproni. Era perfetta.
Brava Alice, complimenti. Grazie.
Contro ogni previsione il progetto di Danila arriva fino al banco dei giudici.
A parlare per lei saranno i suoi cubi di mousse al cioccolato e geli di mango.
In così poco tempo aver fatto il cubo di Rubik veramente hai corso come una
matta. Fisicamente ho corso. Capisco la difficoltà in questa torta, è veramente,
veramente complessa.
Brava. La frolla è buona, il cremoso dentro è buonissimo.
Uso molto fantasia e devo dire, vedo il cubo di Rubik. Brava.
Danila, io ti dico che il sapore di ogni cubo è esplosivo. Ogni cubo è un piacere
e ne hai fatti 27.
C'è da stringerti la mano, brava.
Grazie. Brava Danila, brava.
Lo volevo fare a tutti i costi e ci sono riuscita, quindi sono veramente
contenta.
Tra colori fluo e nostalgia è ora di salutare un decennio indimenticabile.
È stata una puntata dedicata ai mitici anni Ottanta.
Sicuramente è partita benissimo. Non possiamo dire lo stesso della prova
tecnica. No, il Mont Blanc è stato un vero disastro. La prova sorpresa,
diciamo che non tutti hanno brillato, questi colori non erano sgargianti, però
qualcuno è venuto molto bene.
Cosa mi dite del grembiule blu?
Il grembiule blu penso che ce l'abbiamo. Sì, quello è chiarissimo. E invece avete
le idee chiare sull'eliminato o eliminata? Al netto delle tre prove, due
se la cioccano.
Dai, allora andiamo. Andiamo.
Per gli aspiranti pasticceri è il momento di ritornare al presente, ma per
uno sarà anche il momento di dire addio a Bake Off.
Ma prima, come da tradizione, arrivano sempre le belle notizie. Damiano.
Il grembiule blu va.
A te Danila.
Brava.
Finalmente questo Green, Blue e Blu lo riporto a casa, lo stavo aspettando da
un po' di puntate.
Meritatissimo, brava, complimenti. Grazie, Danila, complimenti.
Porta pure la busta blu al tuo bancone, infilala nel cassetto, all'interno c'è
un vantaggio che scopriremo insieme la prossima puntata.
Avevo proprio voglia di riscatto e quindi Green, Blue e Blu è il riscatto
perfetto dalla puntata precedente.
Ora farò il nome di tutti i pasticceri salvi. Gli ultimi tre saranno ai rischio
eliminazione. Può tornare al suo bancone.
Clarissa.
Manuel. Grazie.
Marco.
C'è posto anche per te.
Alice.
Donato.
L'ultimo per ora a passare il turno è...
Alessia. Onofrio, Luca e Vittoria, siete stati considerati peggiori dai giudici.
Fate un passo avanti.
Fa strano anche a me vedermi qui, però un po' sì, me l'aspettavo.
Io sono un po' delusa e triste, arrabbiata.
Con chi?
Con me.
Mi spiace essere di nuovo qua per la terza volta.
Quello.
Ormai siete rimasti in pochi, eh, ragazzi. Quindi ogni singola prova costa
cara. Ernst, chi è l'eliminato di questa puntata?
Chi abbandonerà oggi il tendone di Bake Off?
Sei tu.
Solo chi resterà in gara avrà l'opportunità di ambire al titolo di
miglior pasticcere amatoriale d'Italia e vincere così una fornitura per un anno
di prodotti nuovi, il grande cioccolato italiano, una selezione di attrezzatura
professionale per le sue ricette offerta dall'e-commerce chefline.it e un corso
di pasticceria presso Incibum, scuola di alta formazione gastronomica.
Oggi il tendone di Bake Off sei tu.
Luca, ci dispiace.
Un offrio vittoria, siete salvi, potete andare a posto.
Luca. Oggi ho avuto una giornata no e l'ho pagata col prezzo più caro.
È stata un'esperienza incredibile.
Ho imparato tanto, ho conosciuto tanta bella gente, ho conosciuto i giudici, ho
conosciuto te.
Che dire?
Se vuoi puoi salutare i giudici.
Luca, si chiude una porta e si apre un portone. Vai avanti così.
Grazie. Quello che mi roda è che non sono riuscito a esprimere tutto me
stesso nella pasticceria.
Hai fatto un percorso straordinario. Nessuno, penso, qua dentro si sarebbe
aspettato che tu te ne andassi oggi.
Forse nemmeno te. Sei stato veramente, veramente bravo.
Grazie. I complimenti dei giudici mi hanno fatto capire che qualcosa
di buono l'ho fatto.
Sei un grande compagno.
Grazie.
Continuerò a mettermi alla prova, non mollerò, continuerò a studiare e farò un
dolce con il marshmallow.
Ciao ragazzi, perché le sfide mi piacciono e quelle difficili mi
stimolano ancora di più.
Vedo che questa eliminazione ha colpito tutti.
Cerchiamo invece adesso di ritrovare il sorriso, l'energia, perché ci vediamo la
prossima puntata.
Un abbraccio, Brenda.
Queste streghe malefiche.
Rovescio il banco.
È un clown che ha assassinato un umano, eh. Da 30 anni ho provato a diventare
pelato. Non guardarmi così male, Giorgio.
Ormai te l'abbiamo detto 200 miliardi di volte.
Tiralo fuori.
Tiralo fuori quella torta.
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