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Grazie a tutti
Grazie.
Prego, signor Mingazzo. Grazie, Carlo.
Arriverò già in ritardo in ufficio.
Non venirmi a prendere per colazione.
Ah, va bene. Come vuole lei, signor Mingazzi.
Non vai a scuola oggi?
Eh?
Di nuovo?
E come mai?
Sciopero. Sciopero?
Sì.
Già. Che culo.
Eh già.
Allora potrai vedere la tua ragazza.
Lo spero.
Chissà che questa non sia la volta buona che finalmente riesci a scopartela.
Vedremo.
Davvero non te la sei mai fatta?
E cosa aspetti?
Sai, è ancora così giovane. Ci vuole del tempo.
Non preoccuparti. Prima o poi...
Non importa, è lo stesso.
Senti, a che ora ti aspetta?
Nove e un quarto.
Senti, devi... Esci adesso?
Subito?
Dove vai?
Da Barbara.
Quando?
Adesso. Me lo daresti un passaggio? Ok?
Tu devi andare da papà, vero? Sì.
Ma papà, non lo capisco più.
È cambiato, non lo vedo mai, è sempre fuori.
Sarà solo una mia impressione, ma secondo me papà trascura un po' troppo
Valentina. È sempre in casa da sola, poveretta.
È troppo brava.
Papà avrebbe avuto bisogno di una donna più energica. In tre anni di matrimonio
Valentina gli ha sempre lasciato fare quello che ha voluto e lui ne ha
approfittato. Pensa più ai suoi affari che a lei.
Ehi Giorno, cosa facciamo oggi?
Ehi Carlo, entrando hai visto Angela?
Angela?
Dov'è?
Ah, non lo so.
Non c'è.
E allora dovrai venire su tu a portarmi la biancheria.
Deve vestirsi?
Va bene.
Ecco la sua roba, signora. Vieni qui.
Uno.
Grazie. E due.
Aiutami. Vediamo.
Sono sempre complicati.
Non si muova.
Ai, fai piano.
Ho quasi fatto, ma che cavolata è?
Non sono fatto per queste cose.
Questi sono più facili.
Via qua, lasci fare a me.
Ah,
più facile toglierli che metterli.
Ecco qui.
Su, alza la gamba.
Lo sai che è una bella figa?
Su, dai.
Guardami.
Dammi vedere cosa sai fare.
Dai, su, su.
Ti piace?
Dai, continua.
Dai, fammi vedere cosa sai fare. Su.
Sì, brava.
Tiramelo fuori.
Fai in fretta.
Su, in fretta.
Sì, accarezzalo.
Fallo venire duro.
Dai.
Brava, dai. Fallo venire duro.
Adesso succhiamelo.
Dai.
Dai.
Ti prego, dai.
Ti prego, dai.
Ti piace?
Ti piace?
Prendilo in bocca, dai. Così. Dai.
Ah, brava. Oh.
Brava, così.
Dai, prendilo in bocca, così. Ah.
Ah, brava.
Mennalo così con la mano, brava, e solleccalo così.
Ti piace, eh?
Adesso lo sistemo io con il figlio di puttana.
Sono Laura.
Ciao Laura, mi hai telefonato per sapere della pratica Mingazzi, vero? Aspetta.
Non può pagare. Il bastardo.
Il suo avvocato dice che... No, sono stufa ad aspettare.
Basta. Lo so Laura, capisco.
Voglio che tu inizi subito la pratica per la richiesta di fallimento di
Mingazzi. Ma Laura...
Ha detto che pagherà, vuole solo del tempo, un mese o due.
È da troppo tempo che mi deve quei 300 milioni, mi ha presa per un banco di
beneficenza?
Adesso basta, o me li rendi immediatamente oppure lo faccio fallire,
non scherzo, hai capito? Perciò fai in modo che siano pronte tutte le pratiche
al più presto, ok? Come vuoi, Laura. Prepara tutto.
E se quel maiale non mi paga in pochi giorni, mandiamo avanti la cosa. Laura,
io esco, ci vediamo più tardi, ok? D'accordo? Aspetta un attimo, cerca di
non fare tardi, lo sai che sto in pensiero.
Stai tranquilla. Ciao, a presto, mi raccomando.
Allora Anna, appena hai tutto pronto chiamami, d'accordo?
Questa volta lo rovino quel disgraziato.
Ah, che bella figa.
Adesso succhiamelo.
Prendilo in bocca così.
ti piace?
è proprio una bella figa
Ti piace?
Sì, dammelo.
Ti piace?
aspetta che mi giro così così
figona mia
Toto! Ti piace?
Ti piace?
Godo, vengo, vengo.
Eccolo, è tutto per te, eccolo.
Piace? Prendilo in bocca, dai.
Ecco che ti piace, brava, succhialo, succhialo, brava.
Puliscilo. Brava.
Lavamelo bene, brava.
Così.
Bocchinara mia.
Capisci, mia sorella si preoccupa sempre troppo, poveretta. È così brava, farebbe
qualunque cosa per me.
Ti voglio bene, Giorgia.
Come dire, cambiamo discorso. Anch'io te ne voglio.
No.
Mi piace.
No. Perché non ti va? Non adesso.
Ma perché? Non qui.
Non voglio. Ma non c'è nessuno.
Sei matto.
Ma dai, Giorgia. Un'altra volta, Marco. Non adesso.
Hai paura?
Ma guarda come mi hai ridotto. Ma perché non vuoi?
Hai detto che mi ami. Ti capisco.
Non mi va qui.
Non te la prendere, Marco.
Va bene come vuoi.
Solo dammi un bacio.
Non te la prendere, c'è tanto tempo.
Sono due ore che ti cerco, si può sapere cosa hai fatto tutto questo tempo?
Sono andata a fare delle compere.
Non voglio sentire scuse, sei stata fuori tutta la mattina e non sei pagata
per fare i tuoi comodi. Sì signora, ha ragione, ma non succederà più, vedrà.
Staremo a vedere, adesso lascia perdere qui e preparami la vasca.
Siamo in gran forma eh?
Perché non proviamo un altro tipo di esercizi?
Che ne dici eh?
Oh, sei fantastica. Sì.
Sì.
Faccio io.
Oh,
sei brava.
Leccamelo tutto, brava.
Continua così.
Oh, sì, sì, sì, continua.
Oh, che cosce.
Sì. Oh, come sei soda.
Oh, le pale, sì.
Sì, toccami il culo.
Oh, sì, tutto.
Ancora. Tutto.
mi sentire dentro che
figa calda lunga grossa
prendimi le palle in bocca
così beccamano tutto prendimi
le palle sì stai giù
La mia troietta.
Leccami, leccami ancora.
Sì, sì.
Così è.
Leccami tutto, dappertutto, sì.
Che porca che sei.
Ha tutto in bocca, sì, sì, sì.
Prendilo, prendilo tutto.
Aspetta, aspetta, vieni qua.
Sì, spogliami. Togli tutto questo.
Adesso ti spoglio.
Nuda, togliti tutto.
Sì. Tutto, tutto.
Vieni sopra.
Sì, le mutande anche.
Aspetta, aspetta.
Che figa.
Baciami le tette ancora.
Ti piace? Apri tutta, tutta.
Spalancaci. Guarda la mia figa, sì.
Spacco. Sì, sì, leccami.
Leccami tu adesso.
Così? Sì, infilamelo. Adesso.
Ho letto tutto.
Eccolo qua.
Sì, sì. Ti piace così?
Ti piace?
sì, toccati, toccati le tette, toccati,
sentilo, sentilo tutto, ancora, ancora, ancora,
non finire mai, non finire mai, mai, mai, sì, sì, più in fretta, più in
fretta, più in fretta, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì,
sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì,
sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì,
sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì,
sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì
Fai male, fammi male.
Ancora, ancora, ancora, ancora, ancora, ancora. Tutto aperto.
Io ti vedo.
Muoviti, muoviti.
Muoviti.
Porca che sei.
Amore.
Prendimi.
Sì. Mi so. Sì, mi piedi. Mi so così.
Non ti allena.
Sì, sì, sì. Infetta.
Infetta.
Ti piacciono questi esercizi, eh?
Altro che... Sei meraviglioso, sei meraviglioso così.
Altro... Altro che gli altri.
Questi sono esercizi.
Oh, mia troia.
Sì, sì, sì.
Sì, sì, sì.
Ti mando le Olimpiadi io con questi esercizi.
Sì, qualsiasi specialità. A tutte le Olimpiadi.
Le Olimpiadi del cazzo. Le Olimpiadi vinci tutto tu.
Sì, così.
Ah, è meraviglioso, sì.
Sì, così, così, toccati.
Che culo. Oh, sbattimano addosso.
Sbattimela addosso.
Sì, così.
Così. Fatti guardare. Così, così.
Così, fatti guardare.
Muoviti. Fai male così. Godi. Fai male. Così, godi. Fatti toccare. Tutto. Vieni
qua.
Sì, baciami.
A questa. Mi piace questa posizione.
Così.
Sì, meravigliosa.
Come entra bene. Ti piacciono?
Sì, stupendo. Questi esercizi, dimmi, ti piacciono?
Eh?
Fattelo mettere tutto dentro così.
Che bei capelli. Che figa.
Sono erotici i tuoi capelli, sì.
Vengo. Vengo.
Sì, sì.
Sì, più forte, più forte.
Vengo.
Vengo. Così, così.
Vengo.
Vengo.
Sì, devo far tutto.
Così, così, puliscimelo bene.
Ogni goccia.
Questo è nettare.
Ah, brava.
Sei la mia campionessa.
Sono Daniele Mingazzi, vorrei parlare con la signora Salvini.
Mi aspettavo una tua telefonata.
Ho bisogno di vederti, è subito.
No, non c'è nessun motivo per vederci.
Ma è importante, posso essere da te in poco più di mezz'ora.
Ascoltami bene.
Parla. Forse non ti sei ancora reso conto di cosa io voglio da te.
Se tu hai già scordato quello che hai fatto a mio padre, non ho dimenticato
io.
Hai capito bene?
Ma ti dico che non è stata colpa mia, ho fatto tutto quanto era possibile per
fare quello che... Non è vero.
E tu lo sai, non chiamarmi più.
Finalmente Luca, comode.
Avevo proprio bisogno di parlare con te. Cosa c'è? E a proposito di quella donna,
la Salvini. Lei?
Laura.
E proprio lei... Insomma, ho un problema.
È una vecchia storia, le devo dei soldi, ma lei non vuole aspettare più.
Mi serve il tuo aiuto.
Ci posso contare?
Il mio aiuto? È che non vuole parlare con me. Non la conosco neppure.
E solo tu puoi aiutarmi ad uscire da questo pasticcio prima che io sia
rovinato. È solo per questo che ti ho chiamato. Con te parlerà, la conosco.
Con me no.
Io non posso discutere di ciò che non conosco. Ma ti spiegherò cosa dire. Ma
no, a cosa servirebbe?
Non preoccuparti, è un problema mio. Tu devi solo andare da lei e convincerla ad
aspettare qualche giorno, rassicurandola che i suoi soldi li avrà.
Ma... E tutto qui mi serve qualche giorno per trovare i soldi necessari.
Ma papà... Senti Luca, quella donna mi odia perché è convinta che sia io la
causa della rovina e del suicidio di suo padre.
Ed è per questo che vuole rovinarmi. Come faccio a convincerla che non è
stata colpa tua, eh?
Non mi darà retta, papà.
È possibile.
Ma questa è l'unica soluzione per poter prendere tempo, altrimenti sarà la banca
rotta.
E va bene, come vuoi tu.
Grazie, ciao.
Ciao. Ciao, fammi sapere. Sì. Arrivederci.
Ciao.
Aspetta. Vieni qui, aiutami.
Insaponami, anche davanti.
Dai, muoviti.
vedi non è difficile
Dai ora spogliati.
Angela, sei molto carina, lo sai?
Vieni.
Sei bella.
Davvero.
Bella.
Voglio esserti amica. Un'intima amica.
Che becca pelle che hai.
Scuri.
Guardami.
Ora puoi andare.
Sì?
Fallo passare.
Buongiorno. Buongiorno, signora. Si sieda.
Da quanto ho capito dalla sua telefonata, lei è qui per conto del
signor Migazzi. Sì, signora.
Bene, voglio subito che lei sappia una cosa.
Quando il signor Migazzi ha chiesto quel finanziamento, ho dovuto, non per mia
volontà, beh, concederglielo.
Però oggi le cose sono cambiate. Capisco, signora, ma vede... Mi dica.
Mio padre vuole pagare il suo debito con la vostra società, ma... Quindi così lei
sarebbe il figlio di Daniele Mingazzi?
Sì, signora. Mio padre... Suo padre è un bastardo, lo sa?
Non sono qui per sentire degli insulti. Già.
Bene. Dica a suo padre che non ho nessuna intenzione di permettergli di
continuare ad ignorare il debito di 300 milioni che lui ha.
Quindi a 24 ore... Ma penso che non ce la farà raccogliere tutto il denaro. Mi
dispiace per lui.
Ma avrebbe dovuto pensarci prima, le pare?
A questo punto è troppo tardi. I miei legali hanno già inoltrato la richiesta
di fallimento per la sua società.
Signora... Eh?
Non c'è... No, mi spiace.
Se lei potesse... No, non c'è nulla da fare.
Ho capito.
Ok.
Me ne vado. Aspetti.
Cosa c'è?
Sto pensando.
Non capisco cosa ci sia da pensare.
Si sieda.
Voglio che lei sappia perché odio suo padre.
Io e lui eravamo amanti. Lo so, me ne ha parlato. Mi stupisce, ma sicuramente non
l'avrà raccontato tutta la storia.
Che è entrato in società con mio padre e poi con un imbroglio lo ha liquidato.
Mi creda, è la verità. Questo è da vedere.
Vorrei che mi capisse.
Non deve avercela con me.
Ho le mie buone ragioni.
Vede, Luca, suo padre è un disonesto.
E non si merita altro da me.
E non mi fermerò, sino a quando non sarà sull'astrico.
Arrivederci. Addio. Sono davvero contenta di averla conosciuta.
Stia bene.
Addio.
Pronto Mingazzi?
Ah, sei tu Luca?
Che cosa ti ha detto?
Ma sei riuscito a spiegarle?
Puttana!
Soprò io come fargliela pagare a quella stronza.
Sì, stai tranquillo, so cosa fare.
Ciao.
Allo? Pino, sono Daniele, ciao.
Bravo Daniele, come ti va? Male, è per questo che ti ho telefonato.
Hai fatto molto bene?
Sono nei guai.
Grossi? Non so, sì forse.
E hai bisogno di aiuto? Sì, è così.
Me lo immaginavo.
Già, come con l'altro.
No, non proprio come sua figlia, ecco. Laura?
Sì, sì, proprio lei.
Come al solito.
Ho un debito.
Tu non vuoi pagare? Hai bisogno del mio aiuto?
Sì, Pino, è così.
Ho assolutamente bisogno di vederti per parlarne al più presto. Ecco. Dimmi
quando. Ora. Va bene.
Sì, ok. Ciao.
Ecco, è così, questo è tutto.
Spero che tu possa aiutarmi.
Non mi resta molto tempo per risolvere la situazione.
Ci sono altri creditori e se la Salvini chiedesse il fallimento per me sarebbe
la banca rotta, la rovina, capisci?
Devi agire subito.
Laura ha una sorella più giovane che abita con lei.
È l'unica sua debolezza, ecco.
Guarda, ecco, la villa è in collina dopo il parco. Ho capito.
Con il riscatto io risolverei la mia situazione. Anche per te, beh, ci
sarebbero parecchi soldi.
Pensi di agire subito? Certo.
Mi raccomando, i tuoi uomini, beh, non devono sapere che dietro a questo ci
sono io.
Stai tranquillo, Daniele, ti chiamerò quando tutto sarà fatto.
Conto su di te.
Ciao, come va?
Cosa vuoi? Guarda che ho molto da fare. Poi la padrona mi ha già rotto
abbastanza stamattina.
Hai capito?
Lo sai che sei proprio carina quando ti arrabbi?
Dai, stai buono con le mani, mettile giù.
Se hai voglia di fare certe cose, perché non vai da lei?
Eh?
Devo ancora finire di mettere a posto.
Dai, ti prego.
Dai.
Non preoccuparsi, lasciami fare.
Smettila, poi non posso, non sto bene.
Ma dai. Ti piacerà.
Dai,
non ne ho voglia. Su, fammi vedere.
Fai piano.
Smettila di parlare. E tu lasciami.
Potrebbe sentirci.
Te l'ho detto, non posso.
Finalmente.
Guarda qui cosa ho trovato.
Non le ricordavo così belle.
Smettila, Carlo.
Dai, non fare la stronza. Non posso, non ho voglia. Allora. Non ora.
Io ne ho voglia adesso.
Ginocchiati, dai.
Su, avanti.
Insomma, non so cosa devo fare, devo succhiartelo. E non fare l'ingenua, sai
benissimo cosa fare, no?
Avanti.
Dai.
Dai.
Succhialo.
Dai, succhialo.
Così, brava.
Continua.
Così.
Così, vedi che sei capace.
Vedi che ti piace.
Forza.
Continua.
Dai, su.
Su, brava.
Brava, brava, brava.
Ti piace, eh?
Forza, continua.
continua con la lingua brava con la
lingua così così così brava sei bravissima
fin in gola dai fin in gola dai
così
Non ti fermare.
Brava, tutto in gola, dai.
Dai, brava. Con quella lingua.
Vai benissimo.
Sei davvero una troia.
Brava, che bella bocca che hai.
Bravissima, così, come se avessi un bel lecca-lecca in bocca.
Anche le palle, guarda lì le palle, le palle, brava lì, così, così.
Con quella lingua.
Bravissima.
Adesso prenderli in bocca, così, brava.
Così, così, così.
Così, che puttana che sei.
Brava, che bella bocca che hai.
Godo, vengo, vengo.
Eccolo, hai tutto per te, eccolo.
Lavamelo bene, brava.
Angela!
Ho ingoiato tutto. Sì, sì, ma adesso rivestiti, prima che arrivi la padrona.
Sì, ho sentito. Sta già chiamata. Muovi. Adesso vado. Presto, vai.
Avanti, dai. Non mi lascia mai in pace.
E vaffanculo, puttano. Non può trattarmi sempre così.
Vai,
va. Ah, sta stronza. Rompe sempre le balle.
Avete capito?
Dovete fare le cose per bene.
Mi raccomando, Turi, nessuno deve vedervi.
E la ragazza portatela là, al casolare. Io vi raggiungo.
Capito?
Ok? Certo.
Turi, aspettate un attimo, le armi. Ok?
Questa è per te.
E questa è per te.
Ciao.
Allora ci vediamo stasera?
Certo.
D'accordo. Ti voglio bene.
Non tardare, mi raccomando. Allora ciao.
Ciao. Ciao.
Forza, aiutami!
Come vanno le cose tra
Daniele e te?
Non bene, per niente. Sì.
Non so se ha un'altra o...
Penso non siano questi
i veri motivi.
Può darsi, ma allora perché?
Il lavoro.
Forse come dici tu.
Però non so, perché a me non parla.
Capisci?
Noi siamo sposati da tre anni ed è come se fossimo due strani.
Lui ha soltanto la sua azienda. E Marco, ed io... Che cos'ho?
Scusa.
Oh, basta! Il diavolo, lui ha il suo lavoro.
A me non restano che le bricele. È una casa sempre vuota.
E nei guai? Se li merita.
Non ha mai tardato così. Come si chiama?
Quella sua amica.
Accidenti!
Cazzo che figa che sei!
Stavo dicendo se potevamo divertirci un pochino con la ragazza.
Ti piacerebbe?
Cosa ne pensi, capo?
Certamente. Ma dai.
Vai pure, divertiti.
Poi viene anche tu.
Lo facciamo in tre, dai. Le due arriviamo fra poco, scaldala.
Guarda che occasioni così non ne capitano tante.
Ehi, vieni qua, non mi direi che è la prima volta, no? Su!
Lasciami stare! Ehi, stai ferma!
Stai ferma!
Stai ferma. Non voglio. Non voglio.
Adesso ti faccio vedere.
Pelle liscia.
Ti prego, ti prego. Certo.
Ecco, togliamo questi pantaloncini.
via Ghisli
Grazie.
Fermati, ho detto.
Arrivo subito.
Pronto? Ah, sì. E allora?
Sì, l'avete presa. Non avevo più tue notizie, la merce è preziosa.
Beh, attento a non rovinarla, perché è l'unica arma contro la Salvini.
Le hai già telefonato?
Sì, molto bene.
Benissimo, Pino, tienla lì e mi raccomando, assolutamente non farle del
male.
Ne va del nostro piano, hai capito bene?
Sì. E mi raccomando, non toccatela.
Il casolare è isolato, ma se si mettesse a gridare... Sei tu il
responsabile.
Sì.
Non toccatela assolutamente.
Sì.
E quindi fai.
Ok, ma domani tu mi telefoni e non davi nuovo.
Che cos'è questa storia? Chi era?
Ma niente, affari, nulla che ti riguardi.
No, poche balle, che cos'hai combinato? Ti ho sentito benissimo al telefono, hai
parlato di Giorgia.
Sì.
Dio, quanto sei bella.
E dai, che ti piace.
Dio, quanto sei calda.
Sì, sì, ancora di più.
Sì.
Sì Sì
Ti
riempio, come godo E
passiamo alle notizie locali
Pare confermata la notizia attrapelata un'ora fa che l'anonima sequestri abbia
colpito un'altra volta nella nostra città.
Secondo alcune indiscrezioni, la vittima sarebbe Giorgia Salvini, sorella minore
della più nota Laura Salvini, intraprendente manager del settore
finanziario. Anche se le forze dell'ordine non hanno ancora confermato
l'avvenuto rapimento e Laura Salvini risulti irreperibile, le testimonianze
non lasciano dubbi.
I beni della famiglia.
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