All language subtitles for Il Patriarca S02E01_2

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Original subtitles

La malattia è andata troppo avanti, Ferro.

Fai quello che devi.

Non ce la faccio nemmeno.

Non lo posso fare.

Ho dimenticato il nome dei miei figli.

Avevi promesso che quando sarebbe successo mi avresti ucciso.

Ma l'hai detto quel giorno?

Devi solo sparare, Ferro.

L'hai fatto tante volte.

Spara, vero?

Spara.

Raul, perché sei qui?

Per ucciderti, Nemo.

Amore, stai bene?

Sì.

È stato solo un brutto sogno.

Dio, che paura.

Dai, continua a dormire, è presto.

No, no, no, non dormirei comunque, tu stai bene, amore.

Bene.

A volte mi capita di parlargli come se fosse ancora qui, vicino a me.

Sarà una bellissima cerimonia, amore.

C'era Raul nel mio sogno.

È arrivato e qui a Levante lo sento. Hai paura di lui?

No, ho paura che la malattia non mi dia il tempo e la forza necessarie per

combatterlo. No, questo non succederà mai.

Andiamo a fare colazione, dai.

Pronto? Voglio chiederti un casino, mi senti?

Aspetta che abbassi.

Ti sento, dimmi. Che dici, tutto a posto? A posto, sì.

E che vuoi che mi succeda? Sono l'uomo più protetto del mondo.

Mi viene a ritirare l'estato che sono quasi pronto.

Passo io, come al solito. Stato buono.

Allora? Il carico è pronto, lo vado a prendere.

Ferro, mi raccomando, questi soldi sono ossigeno per la Dipsy.

Tranquillo, cumbà.

Aspettavo la tua chiamata.

Com'è andato il volo?

Tranquillo. E lì come vanno le cose?

Benissimo.

Oggi Nemo avrà una bella sorpresa. La prima di molte.

Secondo te il nero mi dona?

Eh, dipende.

Quanta pelle lascio scoperta?

Non molta.

Vado a messa.

Arriverà presto anche il turno del padre.

Sarà un giorno di festa.

Ti aspetto.

Grazie.

Ancora preoccupato?

No. E non esserlo neanche tu per quanto riguarda la dipsy.

Avremo i soldi che ci servono per l'aumento di capitale che vuole fare tua

sorella. Non sono preoccupata.

Sistemeremo tutto, amore. Ok?

Io sono qui accanto a te. Lo so.

Ti prometto che lasceremo un'eredità pulita al nipote che Nina ci darà.

Ah, e così io non sono una figlia, ma solo la mamma dell'erede? No, tu sei la

mamma dell'erede e sei anche la donna più importante di casa. Sto scherzando.

Avrò bisogno di te Nina, bisogno di Mario e di tua madre ovviamente.

Mario non scende a fare colazione?

È uscito presto in realtà, è andato a vedere i lavori alla casa dei suoi.

Da quando Carlo non c'è più dorme poco e male.

Dormiamo tutti poco e male da quando Carlo non c'è più.

Ciao.

Ehi.

Allora?

Procedono bene i lavori, no?

Sì, sì, bene.

Che c'è che non va?

Anche negli ultimi tempi sono successe talmente tante cose brutte che speravo

che almeno qui i pensieri se ne sarebbero andati, ma... Niente.

Neanche per un po'.

Lo so, con quello che è successo a Carlo e tutto il resto, insomma,

fa ancora male.

Sì.

Ascolta, se è fatto tardi noi dovremmo andare, altrimenti rischiamo di fare

tardi alla messa.

Ti accompagno io?

Non serve, ho la macchina.

Hai la macchina?

Ho la macchina.

Non venirmi a dire che è quel catorcio che ho visto parcheggiato qua fuori, eh?

Sì. Dai, andiamo insieme.

È meglio di no.

Ti sto offrendo giusto un passaggio, è così compromettente, Lara.

Ti permetto di farmi la scorta.

Accetto. Vediamo quanto corre questo catorcio.

Prova a starti dietro, allora.

Ferro. Ferro.

Dai, non fare sempre questi scherzi.

Ferro.

In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Che il Signore sia con voi. Se è lo Spirito di Dio.

che ha resuscitato Gesù dai morti, abita in voi.

Colui che ha resuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi

mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

Facciamo una cosa veloce, voglio...

Voglio...

È consuetudine in queste circostanze che un congiunto o un amico pronunci qualche

parola in suo ricordo.

Mario, io non me la sento, vuoi dire qualche parola tu?

Io ci voglio bene, ma sei tu che mi distingi.

Nemo è come un padre per me.

E dunque Carlo era davvero un fratello.

Io che avrei dovuto proteggerlo sono stato il primo a trovarlo. Ad assistere

alla sua morte, però...

Penso che Carlo resterà nei nostri cuori per sempre giovane. Non conoscerà

sofferenze e errori. Ci posso credere. E delusioni che peseranno sempre di più

sulle nostre spalle con il procedere degli anni.

Spero che chiunque abbia amato Carlo possa trovare un

minimo di conforto in questo pensiero.

Non ci posso credere. A cosa?

Mario Rizzi che parla da un altare e Nemo Bandera dentro una chiesa.

Praticamente due bestemmie.

Ma adesso la festa sta per finire.

Monte Rosso, cosa hai in mente?

Lo sai, io non avrò pace fin quando Nemo non pagherà per la morte di Buscemi.

Nemo Bandera dovrà pagare per tutti i suoi crimini, non solo per quello.

Giusto.

Ci vediamo in commissariato. E non fare cavolate che sei appena stato

reintegrato.

Ti fermi a pranzo, Lara?

Non posso, devo tornare al lavoro. Ho chiesto un permesso per venire qui.

Ok. Ciao, tesoro. Ciao, papà.

Ciao.

Elisa, grazie ad essere venuta. Ma figurati, è il minimo.

Non so bene cosa dire perché, insomma, è sempre difficile trovare le parole

giuste in queste situazioni.

Io non ho avuto figli, ma comprendo il dolore che si prova a perdermi uno.

Dicono che il tempo guarisca molte ferite e qualche volta succede.

Qualche volta succede.

E poi adesso avrete un erede.

È il segno che la vita continua.

Sono sicura che Mario sarà un ottimo padre e un buon marito.

Leale e sincero.

Lo sarà di sicuro.

Ciao Elisa, grazie ancora.

Mi hai portato il dossier che ti avevo chiesto? Sì, è in macchina.

Adesso la porto in comune.

No.

Fammi fare un po' di public relation.

Voglio parlare con i miei cittadini.

Buongiorno.

Salve. Che bello vederti qua.

Demo.

Ti devo parlare.

Che è successo? Il carico è sparito. Va bene. Oh, signore. Va bene, facciamo

così. La recita è finita, puoi anche andare via. Tanto Carlo non era niente

per te.

Ti sbagli.

Ti ho prestato i soldi per il suo riscatto.

Hai preteso la metà della Dipsy.

Ma questo ti sembra amore?

No. Sono affari.

So tenere separate le due cose. Da quando sei diventata così?

Monica.

Devo parlare con tuo marito.

È un po' difficile, non è qui.

Non prendermi in giro, Monica.

So che è a Levante, ci devo parlare.

Che succede?

Non avremo i soldi per l'aumento di capitale della Debsi.

Dovete inventarvi qualcosa, abbiamo bisogno di un po' di tempo.

In qualche modo faremo.

Serena, ti aspetto in un'azienda.

Va bene.

Buongiorno, avvocato.

Ma che bel discorso. Che cosa vuoi?

Lo sai cosa c'è qua dentro?

Non mi interessa, qualunque cosa sia non mi interessa, levati.

Secondo me invece ti interessa.

Guarda.

Beh, il video già lo conosci.

La vera sorpresa è che sono stato io a farlo.

Come ti sei sentito in queste ultime settimane?

Hai avuto paura, vero?

Ti sarai sentito smarrito, un po' perso.

Tu eri lì, hai visto tutto e non hai fatto niente.

Hai soltanto filmato.

Che razza di poliziotto sei.

Una volta ero un bravo poliziotto.

E adesso che non lo sono più.

E poi che cosa avrei dovuto fare?

Impedirti di diventare un assassino.

Ma tu guari già.

E adesso io ti tengo per le palle, avvocato.

Che cosa vuoi da me? Tu per me non conti niente.

Io è l'amo bandera che voglio.

Devi dirmi dove si trova il bambino che ha visto uccidere Buscemi.

Non so dove è.

Magari è vero.

O magari no.

Ma questo non cambia niente.

Perché tu me lo darai.

Quel ragazzino testimonierà e Nemo Bandera andrà in galera.

Ascoltami, io non posso.

Ti è chiaro questo?

Va bene.

Va bene.

Allora manderò il video a Nemo.

Sai che mi ucciderebbe per questo, non posso farlo.

Ma tu sei un bravo avvocato.

Ma certo che puoi. Sta tranquillo.

Scusate l'attesa.

Siamo tutti qui?

Sì. Bene.

Molto bene.

Noi siamo pronti a sottoscrivere l'aumento di capitale.

Lì dentro trova i certificati di deposito dell'intera somma.

Ce li avete i soldi?

Altrimenti la vostra quota qui dentro passa dal 50 al 5%. Mario.

Sì. Lo statuto dice che abbiamo 15 giorni per aderire o no all'aumento di

capitale. Quindi per ora... È vero.

E va bene.

State solo allungando la vostra agonia.

I soldi non ce li avrete neanche tra 15 giorni.

Andiamo.

Signori.

La faremo anche stavolta.

Alla prossima volta puntuale, grazie.

Elisa.

Un momento sbagliato? Sì, no, comunque, dimmi, che c'è?

Ci sono problemi.

Problemi?

Senti, perché uno di questi giorni non viene a fare un salto da me?

Ci penso, va bene.

Potremmo parlare un po'? Ok, allora appena posso

verrò da te.

Ci conto allora.

Sì.

Tempo passa.

Anche per te?

Ma non c'era un posto migliore di questo per incontrarci.

In fondo eravamo amici e non ci vediamo da moltissimo tempo.

Hai cominciato una guerra, Raul.

Ecco, qui vedi come andrà a finire.

Ci saranno altri morti, anche innocenti.

E tu?

Vuoi restare vivo, Nemo?

Lascia la tipsy.

Lascia Levante.

E sparisci.

La stessa alternativa che era da me.

Levante è mia.

Lo sai che non la lascerò mai.

Non è tua.

Me l'hai rubata.

È una storia vecchia, Raul.

Però... Come vuoi.

Ho perso un figlio, sai.

E' seppellito qui.

Anche tu hai un figlio.

Daniel, giusto?

Io non voglio che succeda ancora.

Le nostre famiglie devono rimanere fuori da questa storia.

Sono d'accordo. Abbiamo un patto, Raoul.

Cerca di non dimenticartelo.

Dovevo ucciderlo trent'anni fa.

Salva la vita a un infame.

E quello vorrà prendersi la tua.

Scusatemi, ci metto un minuto.

Rosy, che succede? Non sento niente.

Hanno messo i sigilli all'associazione.

Come i sigilli? Chi? Il comune, la sindaca, le mura sono le loro.

Per la posizione fa gola. Vorranno venderla a un privato.

Jessica, no!

E mo basta.

Che cosa ha fatto? Jessica ha fatto un casino tanto per cambiare.

Vabbè, senti, io sono al lavoro.

Finisco il turno e chiedo un parere legale. Ci sarà qualcosa che possiamo

fare? Va bene.

Noi da qui non ce ne andiamo.

Noi da qui non ce ne andiamo!

Jessica, non puoi fare tutto sto casino.

Comunque va bene, noi saremo qua a presidiare l'associazione.

Va bene.

Ciao. Mi sei mancato.

Hai visto Nemo?

Sì, sì.

Però adesso ci sono questioni più certe. Per esempio?

Resente.

Perché Raul è qui, lo potete immaginare.

Saranno tempi molto duri.

Com'è andata la Dipsy?

Beh, l'aumento del capitale è ancora bloccato e abbiamo soltanto due

settimane per trovare i soldi.

Voglio venire anch'io alla Dipsy.

Voglio fare la mia parte.

Ora c'è bisogno di tutti noi.

E noi siamo una famiglia, no?

Sì, però Nina, nel tuo stato forse... Sono scinta, non sono malata.

Poi neanche si vede ancora.

Beh, alla Deep Sea c'è l'aria molto tesa.

E sarà anche peggio adesso che è arrivato Raoul. E con questo?

Va bene, Nina.

Hai ragione.

Siamo una famiglia e dobbiamo essere tutti uniti.

Solo così ne usciremo.

Non ti va?

Sì, è solo che... Scusa. È perché sono incinta.

Dicono che alcuni uomini non fa un bel effetto. No.

No. Ma ti piaccio ancora.

Certo che mi piaci che ti dice.

Che c'è?

C'è un'altra.

Nina, ascolta, sono solamente un po' stanco e niente di più.

Tu adesso dirai che gli ormoni mi confondono il cervello.

Ma in chiesa perché sei arrivato con Lara?

Amore, ascolta, è stato veramente solo un caso.

Qual è il problema? Non capisco.

Anche tu pensi che lei sia meglio di me?

Cosa ti sei messa in testa? Nessuno lo pensa, Nina.

Lei ha salvato papà quando Freddy stava per sparargli. L'avresti fatto anche tu.

Se ti fossi trovata lì in quel momento l'avresti fatto anche tu.

Giusto?

Ora cerca soltanto di riposare un po', va bene?

E vado a prendere una boccata d'aria.

La realtà verso Bandera vale più della tua vita.

Il tempo passa, avvocato.

Alla tua età dormivo come un sasso.

È un po' di tempo che non riesco.

Tutto bene con Nina?

Sì, certo.

Tutto a posto.

Da quando è tornata a Levante non ha avuto un attimo di pace.

Sì, lo so.

Come tutti quanti noi ultimamente.

Però lei è più fragile.

Sì.

A volte mi sembra ancora una bambina.

Buongiorno. Buongiorno.

Buongiorno.

Caffè? Sì, grazie.

Maria, porti un po' di caffè?

Sì, subito.

Ma che è successo? Mi arriva di psi.

Devi già avere pieno controllo.

Una banale questione di statuto.

Per sottoscrivere l'aumento di capitale hanno ancora 15 giorni.

Io ho bisogno della Dipsy.

Perché la Dipsy controlla il porto.

E il porto è la chiave di tutto.

Lo sai anche tu questo.

Te l'ho detto.

È solo una questione di tempo.

Tempo? Io non ho tempo, Monica.

La prima consegna è stasera.

E io ancora non ho il porto.

Tranquillo, capo.

Per stasera non c'è alcun problema.

Ho già trovato un posto sicuro e avremo anche la luna piena.

Vedi che va da tutto liscio.

E adesso guardi questa illustrazione.

Che ora segna l'orologio?

Segnale le due meno dieci.

Guardi meglio.

Ah no, le dieci e dieci.

Bene, abbiamo finito.

Rispetto all'ultima visita c'è stato un peggioramento.

La buona notizia è che è lieve. Perciò continui a prendere i farmaci e a fare

gli esercizi di memoria che le ho consigliato.

Quanto tempo mi rimane?

Voglio dire, prima di perdermi del tutto.

È una previsione che non posso fare.

L'obiettivo è quello di rallentare la malattia il più possibile.

La ricerca sta facendo progressi importanti e ci sono dei nuovi farmaci

sperimentali che stanno dimostrando efficacia.

Tenga allenata la mente.

Va bene.

Grazie, professore.

Arrivederci. Arrivederci.

Poi, è una battaglia anche questa. Te la vinceremo. Non mollare, papà. Non

mollare.

Ok. Va bene.

Cosa vuoi?

Il tempo passa, avvocato.

Sto facendo quello che posso.

Che stai facendomi? Mi stai spiando?

Dovrei? No.

È tempo perso.

Non ho nulla da nascondere.

Te la ricordi questa?

Tu, io e quell'infame Itoli.

E Raul, che l'ha scattata.

E te lo ricordi quel giorno con me?

Avevamo consegnato un grande carico di sigarette.

E guadagnati il primo milione di lire.

Ma ci pareva che eravamo ricchissimi. Ma non so neanche 500 euro, una miseria.

Alfio, è arrivato.

E perché?

È venuto a prendere i soldi per il bonifico.

Che bonifico? Il bonifico per i ragazzini, non è mo'.

Alfio, benvenuto. Buongiorno, come va?

Bene, spero.

E tua figlia come sta?

Bene, bene. Ti ringrazio tanto per il lavoro che hai trovato.

È davvero buono.

L'hanno messo in regola, la pagano tutti i mesi. Ma se lo merita, è una brava

ragazza. E quella è tutta sua madre, è per forza una brava ragazza. E poi tu se

non provo voglia, Alfio, qua c'è pure la parte tua.

Grazie. Figurati, grazie a te come sempre.

Ciao Alfio, come mai qui?

Buongiorno.

È venuto a portare un po' di pesce fresco.

Stasera è grigliata.

Vorrà dire che mi terrò leggero a pranzo.

Ciao Mario. Ciao, a dopo.

Grazie.

Grigliata.

E mo' che ci aveva a dice?

Adesso devi comprare il pesce.

Tu, e lo paghi.

No, e mo'. Pescato.

Fresco.

Dimmi. Ci siamo quasi.

Hai quello che mi serve? No, ma tu puoi farmelo avere.

Ti do un nome, Alfio Longo.

E che ci faccio? Il tuo mestiere.

Fammi avere il tuo stratto conto. E perché dovrei?

Ascolta, Nemo sicuramente manderà dei soldi ai genitori del bambino.

E se lo fai attraverso un prestanome avrei dovuto pensarci prima.

Se è solo per prendere tempo, te ne faccio pentire. Sta zitto, ascolta, vuoi

il bambino? Tu fammi accedere a quel conto.

Questa è tua.

E questo qua, fammi questa cortesia, portateli tutti.

Aspetta un attimo.

Ciao.

Ciao Reis.

No.

Perdonami, volevo venire alla messa, ma qua non si può mollare un altro.

Non c'è problema.

Se sei qua, qualche problema c'è.

Ti ricordi Raul Morabito?

Certo. L'ultima volta che l'ho sentito parlare era in Croazia.

Adesso è qui.

A Levante?

Questa non è una buona notizia.

Sai di che cosa si occupa ultimamente?

Armi?

Evidentemente vuole fare base qua.

Albania, la Turchia, il Medio Oriente.

L'ha pensata bene.

L'ha pensata proprio bene.

Ma tu qua sei il padrone.

Al porto non passa niente.

Sì, però potrebbe trovare un altro modo per far entrare le sue armi.

Orecchie aperte.

Orecchie e occhi aperti. Io e i miei ragazzi.

Ci conto.

Per!

Ancora non ti sei arrugginito?

La prima volta che l'ho sentita, puzzava ancora di là.

Stai tabù.

Sì, procuratore.

Esigenze investigative.

Va bene, allora attendo sue notizie.

La prego, è una cosa piuttosto urgente.

Grazie.

Che cosa è urgente?

Presto lo saprai.

Non lo so cosa ha in mente, ma sono sicura che è sbagliato.

Allora, secondo me la frase perfetta è sindaca uguale ladra. Genio.

Jessica, ma mica puoi scrivere che la sindaca è una ladra, no?

Come no? Quella si vuole prendere l'associazione per darla a qualche

privato, quindi sì, la sta rubando.

Eh vabbè, però ci vuole un po' di ironia nella vita.

Eh, glielo pure tu.

Non guardarmi. Io sono già sorpresa che Jessica sappia scrivere.

Vabbè, comunque è meglio che la controlliamo perché qua ci becchiamo una

guerrera per diffamazione.

Camerai, quella è pure un avvocato.

Oh, a proposito.

Oì, mi servirebbe un consiglio legale, tu puoi richiamarmi appena possibile?

Grazie.

Ciao Lara.

Ciao. Ciao.

Ciao. Ah, scusa, Rosy, Jessica, lei è Nina.

Nina. Non ti ho mai vista qui.

Carino però. Sì, scusa, il casino stiamo sistemando per una manifestazione contro

la sindaca. Ci ha messo i sigili, vuole riprendersi il posto.

Possiamo parlare un attimo? Ti va?

Sì, certo.

Ragazze, ciao.

Ciao. Ciao.

Allora, Carlo mi diceva sempre che quando veniva qui si sentiva meno

bandera.

Ora capisco che voleva dire.

Già.

Ora che non c'è più mi sono resa conto che lo conoscevo molto poco.

In questione abbiamo fatto vite separate.

Lui qui, io a Parigi, non ci vedevamo praticamente mai.

Certo.

Tu lo conoscevi molto meglio.

Non lo so.

Se veramente l'avessi conosciuto meglio avrei potuto aiutarlo.

In qualcuno di quei momenti bui.

Vengono dei tossici qui da te?

Sì, certo.

Tra gli altri.

Com'è possibile che uno a cui non è mai mancato nulla nella vita comincia a

farsi così?

Che ti devo dire?

Carlo era una persona sensibile.

E ci sono persone che hanno la pelle più sottile di altre.

A volte mi sento anche una di quelle persone.

Anche Mario lo conosci meglio di come lo conosco io.

Non solo Carlo.

Eravamo vicini di casa, bambini, giocavamo sulla spiaggia.

E vi frequentavate anche mentre ero a Parigi?

Siamo solo amici, Nina.

Mi devi credere, siamo solo amici.

Se me lo dici ti credo.

È davvero carino questo posto.

Grazie. Insomma, facciamo quello che possiamo.

È Mario.

Gli avevo chiesto un consiglio legale per questa storia dell'associazione, la

manifestazione. Rispondi, rispondi, tanto io me ne sto andando. Sì, ma

insomma, magari se ti va possiamo rivederci. Ma certo.

Ok, ciao. Ciao.

Mario. Ho visto il tuo messaggio. Che succede?

Niente, in realtà mi serviva una consulenza legale. Stiamo organizzando

una manifestazione contro l'esproprio dell'associazione.

Volevamo evitare grane con la sindaca. Certo.

Ho una telefonata importante a cui devo rispondere. Ti richiamo io.

Ok.

Che vuoi? Tra poco avrò l'estratto conto che mi hai chiesto. Poi la palla passa a

te, avvocato.

E non fare scherzi o te ne pentirai.

Ehi, allora, avvocato?

Inutile. Siamo da sola.

Cerchiamo di... fare cose intelligenti.

Jessica.

Birra? Ti prego.

Un uccellino mi ha parlato.

E che ti ha detto?

Che ci sono movimenti. Raiz, non ti far cacciare le parole con le pinze. Dov'è

quando stanno sti movimenti?

Hai fatto buona, Raiz.

Ringrazia l'uccellino.

Nella casella a sinistra, indicare solo i simboli nella prima colonna.

Nemo.

Mi sembra di essere tornato all'elementare.

Ma forse è proprio così.

Raul non ha perso tempo.

E questa notte.

Allora prendiamoci un caffè.

Dobbiamo rimanere svegli.

Però fallo tu.

E Rose è brava.

Devo contarli, no?

Non ce n'è bisogno, vero? Non ce n'è bisogno, lo sai.

E mi tratti, oh, e mi tratti, oh, e mi tratti come un cane.

Abbassate le armi ragazzi!

Come ti chiami?

No.

Ci conosciamo, noi ci siamo già visti.

Salutami tanto il tuo padrone.

A posto.

Ma com'è possibile?

Eh?

Come?

La consegna.

Sapevano della consegna.

Bandera, occhio e orecchie dappertutto. Ma che scusa, eh?

Se non te l'ho sparato loro, lo dovrei fare io, lo dovrei fare.

Serve una mano?

Magari.

Le hai fatte tu?

Sono la pittrice.

Diciamolo vero.

Non dipinge più.

Sono belle, dovresti continuare.

Grazie.

Sai, i colori mi ricordano molto il Garde Saint-Lazare di Monet.

Tu conosci Monet?

Ho visto quel quadro non molto tempo fa al Museo d'Orsay. Io ci abitavo a

Farigi. Io sono Daniel.

Nina.

Magari potremmo rivederci una di queste sere per parlare degli impressionisti.

Sicuro?

Devo andare.

Aspetta, posso?

Questo qui è il mio numero.

Magari ci ripensi.

Originale però.

Però dovresti fargli una foto perché la mano mi serve.

Ci vediamo allora.

Ciao.

Ah, porta sfortuna cancellarlo, eh?

Buongiorno, Nemo.

Buongiorno, Monica.

Di solito lascio che sia serena ad occuparsi degli affari della TPSI.

Oggi ho fatto un'eccezione.

Questi sono i soldi per sottoscrivere l'aumento di capitale.

E di a tuo marito che a Levante si vive ancora con il mio permesso.

Adesso però calmati.

Avere fretta su quella consegna di armi è stato un errore.

Ma agli errori si può rimediare.

Questo errore è costato due milioni di euro. Lo so. E il controllo della Dipsy.

Che hanno sottoscritto con i soldi che mi hanno rubato.

Qualcuno gli ha passato l'informazione.

Abbiamo ancora troppi alleati qui a Levante.

Dobbiamo trovare il modo di levarglieli.

A cominciare da quelli che proprio alleati non sono.

A chi pensi?

Io ho procurato un appuntamento con la sindaca.

Qui c'è tutto quello che devi sapere su di lei.

Ciao, Pa.

Daniel.

Vieni qua, vatti a abbracciare.

Che faccia scura.

Eh, problemi.

Problemi che intendo risolvere.

Noa, ciao.

Tutta faccia anche la tua.

Daniel. Che succede?

Ci vediamo stasera a cena, eh?

Va bene.

Ciao, Daniel.

Monica, perché stanno tutti così nervosi? Meglio che te lo dica tuo

padre.

Prendi le tue cose, ti faccio vedere la tua stanza.

Signor Morabito, sua moglie mi ha detto che era interessato a conoscermi ma non

mi ha detto perché.

È semplice.

Voglio far diventare Porto di Levante il principale hub del Mediterraneo

orientale. Ah.

Insomma voglio fare i soldi.

E farli fare a molti qui in città.

Ma detto così sembra facile.

E dica, come sono i suoi rapporti con Nemo Bandera?

Non le dà fastidio che Mario Rizzi abbia sposato sua figlia?

Dicono che stava con lei prima.

O sbaglio?

Com'è che ora si sta parlando di miei affari e non più dei suoi?

Dicono pure che lei e Mario Rizzi ho provato a ottenere il controllo della

Dipsy.

Ma che Rizzi sposando la figlia di Bandera, che è incinta, abbia deciso di

fare gioco alla sé.

Malinità, immagino.

Però, se fosse vero, un po' di rancore nei confronti di Bandera in generale

sarebbe inevitabile, no?

Parliamo del suo, di rancore.

Mi dicono che in passato lei e Bandera eravate molto legati.

Qui a Levante se lo ricordano in tanti.

E mi dicono anche che trent'anni fa è dovuto scappare di corsa da qui, proprio

costretto da Bandera.

Quindi se è tornato ci vuole poco a capire che è per sistemare i conti con

lui.

O sbaglio?

Lei è un bravo avvocato. Sì, lo sono.

I bravi avvocati hanno un pregio.

Sanno quello che possono ottenere.

In cambio di cosa.

Adesso arriva l'offerta.

Se li riprenda.

Come l'ho detto,

Io sono venuto qui per creare ricchezza.

Ma se a lei non interessa... Non abbiamo finito.

I soldi non mi interessano.

Non ora.

Ma qualunque cosa accada tra lei e Bandera, io voglio trarne il massimo

vantaggio.

Però, se vuole stabilire un patto con me, deve conquistare la mia fiducia.

E per ottenerla deve fare qualcosa di concreto.

Capisci cosa intendo?

Credo che andremo d'accordo.

Lo penso anch'io.

un lauretto per te questa notte

Mario

aspetta grazie di essere venuto

Dici che ci arresteranno tutti?

No, però protestare in questo modo non vi porterà nulla.

Ed è qui che entri in campo tu.

Ti ho portato tutto, ci sono il comodato d'uso originario, le utenze tutte pagate

e anche la revoca dell'amica tua. La conosci?

Piuttosto, questo che cos'è?

Non ne sai nulla tu, eh?

Un colpo di vento?

Diciamo che siete partiti col piede sbagliato, eh? Però cerco di fare

chiarezza e ti faccio sapere qualcosa.

Grazie. Come segno della mia gratitudine.

Non ci... Ok. Ti sta bene? Ti svecchia? Mi raccomando.

Caruccio, eh?

Ma smettila tu, cercheri di non fare altre scemate, piuttosto.

Sì? Ho il decreto d'accesso del conto che mi hai chiesto.

Ci vorrà un po' di tempo prima che diventi esecutivo. Non presto potrai

consultarlo.

Sei contento? La pagherai, Monterosso.

Saperti felice mi rende felice.

Papà, dovresti essere contento. Il pericolo che quelli si prendessero la

dipsia è scampato.

Per adesso.

Mamma ha ragione.

Morabito non è tipo da prendere uno schiaffo senza reggire.

Farà qualcosa.

Non pensiamoci ora. Andiamo a tavola? Vi raggiungo subito.

Bene.

Sai perché ti ho fatto venire qui?

Il posto è bello. Magari farò qualche bagno.

Sbagliato.

C'è in corso una guerra.

E tu devi aiutarmi a vincerla.

E contro chi sarebbe questa guerra?

Contro Nemo Bandera.

Era un fratello un tempo.

Ma poi mi ha tradito.

Bandera ha vissuto la mia vita.

E ora io me la riprendo.

Dai, dai, dai. Ne parliamo meglio domani.

Vatti a fare un giretto con Noah.

Che è levante by night.

Nasconde un sacco di sorprese.

Nemo.

Deve farlo Daniel.

Quindi, dove mi porti? So di un paio di posti dove ci si può divertire, ma prima

però dobbiamo fare una cosetta.

Come pizza.

Ah, te lo ricordi anche tu, eh?

E quella cubana?

Quella che ti si era appiccicata addosso.

Soledad. Soledad. Quella ragazza non aveva una cosa a una che non era al suo

posto. Perfetta.

Se non ti trascinavo via ancora un po' e te la sposavi.

Sicuro. Quella a che serve?

Ah, tranquillo, lo vedrai.

L'ultima volta che hai detto così un altro po' mi arrestano.

Non l'hanno fatto, no? Perché tu sei un armadio e nessuno ci proverebbe.

Non è vero! Non è vero!

17.000 like, fantastico! Abbiamo spaccato oggi.

Ragazzi. Sì, ma adesso sarà anche il momento di pensare a qualche nuova

iniziativa. Sì, però senza farci querelare, ti prego, perché lo sai che

io proprio con gli avvocati ci faremo il possibile.

Bene, io devo tornare in associazione a mettere a posto chi mi dà una mano?

No, non credo.

E chi ti dà una mano?

Chi mi dà una mano? Io, io, come sempre.

Cosa farei senza di te? Sì, però fammi prendere le birre, se no rimaniamo

senza.

E qua?

Che ci facciamo?

Togliamo di mezzo un mucchio di spazzatura. Ma quale spazzatura?

Quella.

Dai, andiamo. Ma perché?

Perché vuoi dargli fuoco?

Perché me l'ha detto tuo padre.

Io questa cosa non la faccio.

Ok, come vuoi.

Te la vedrai tu con tuo padre.

No, Rosy, le scritte sui muri con le bombolette, no!

Ma perché no? Scusami, quelle tutte le vedono, no?

Anche chi non viene alle nostre manifestazioni.

Ma perché è vandalismo? È illegale?

Aspettiamo Mario che ci dice cosa dobbiamo fare. Aspettiamo Mario che ci

dice cosa dobbiamo fare.

Il tuo amichetto. Tu sei cretino.

Ci voleva tanto?

C'è un uomo laggiù.

Dove?

Là. Forse ci ha visto.

Ma non c'è nessuno là.

Ma guarda questo!

Va bene. State forti.

Per noi o per gli altri?

Arrivate, San Alberto. Hai visto?

Veramente non ho mai saputo parcheggiare. Vabbè, imparerò. Cioè, ti

c'ho tempo, sono giovane.

Allora, queste birre? Ma ti pare che non ho preso le birre?

Non lo so.

Prima entriamo e poi ce le beviamo, no?

Bene, bene, bene.

Che giornata assurda. L'ultima.

No, no!

Che scemo.

Vieni ad aiutarmi.

Guarda che è perché ho la giacca. Quando ero ragazzina lo facevo benissimo.

Dio, che casino.

Ma tu non ce lo vedi un problema nel fatto che Mario Rizzi prima stava con la

sindaca? Si sa che per gli uomini l'ex non sono mai del tutto ex.

Allora anch'io sono una ex.

Mario Rizzi è stato il mio primo bacio. Ah, interessante.

Vado a buttare questo.

Che casino anche qua.

Ma cos'è? Cosa?

Lo faremo analizzare, ma direi che ciò che resta è un innesco a tempo.

Probabilmente era fissato al contenitore di una sostanza infiammabile.

In ogni caso, ci stanno pensando anche i pompieri.

Va bene.

Aspetto il rapporto, eh? Certo.

Lara.

Cos'è successo? Non lo so, papà.

Ha preso... Ha preso fuoco tutto e... e non ce l'ha fatta, papà. Non ce l'ha

fatta. Te la senti di rispondere a qualche domanda?

Ti sembra il momento?

Sì.

Sì.

Avete ricevuto minacce in questi giorni?

No. Credi che sia doloso?

È un'ipotesi.

Mentre... Mentre venivamo a... C'era una macchina, c'era una macchina che

veniva... Da questa parte ed era molto veloce.

Ti ricordi il modello? Magari il colore?

Era...

Era grande, era chiara e... Scusate, dobbiamo andare.

Sì, è meglio che ti fai visitare, cara. Dai, dai.

Nemo, Nemo, non ti ci posso vedere sopra un'ambulanza, ti porto io in macchina.

Vado io.

Ok, Mario, mi raccomando, ci vediamo in ospedale.

È il tuo telefono? No, è di Mario, l'ha lasciato qua.

Nina, sono papà. Perché rispondi tu? Dov'è Mario?

Mario è su un'ambulanza con Lara, c'è stato un problema all'associazione.

Spero che non sia nulla di grave.

Poi ti dico no.

Puoi dire a Mario se mi richiama per piacere? Sì, certo.

Tu di a mamma che è tutto a posto.

Ciao.

Sì, lo so che t'ho svegliato. Mi dispiace.

Ma tu mi vuoi sempre bene a me.

Prego signorina, si accomodi.

Tranquilla, siamo qui fuori, ok?

Mario, ora vai a casa. Ti ha cercato Nina, c'era il tuo telefono nel

cappotto. Prendi la macchina nostra, noi dobbiamo con un taxi.

Fammi sapere. Certo.

Tranquillo, compa.

Vedrai che Lara non si è fatta niente.

Quella è capatosta come a te.

Nemo.

Ciao.

Come stai?

Bene.

Voglio tornare a casa, papà.

Certo, amore.

Andiamo.

Sei ancora sveglia?

Ti aspettavo.

Perché eri sull'ambulanza con lei?

Me l'ha detto papà. Non sarai mica gelosa.

Stringimi forte.

Mi vuoi ancora?

Ma certo.

Dimostralo. Non aspettavo altro.

Eri tu che dovevi dar fuoco a quel capannone.

Non mandarci Noah.

Dovevi dirmi lo stesso. Sveglia, Dani.

La ricreazione è finita.

Raul, vieni a vedere.

Anzi, tutte e tre.

Venite. Un repentino intervento dei vigili del fuoco non è bastato per

salvare la vita a una di loro.

Nell'incendio è infatti morta la fondatrice dell'associazione Rosaria

Altamura e con lei si trovava Lara De Grecis al momento ricoverata in

ospedale.

Non c'era nessuno lì dentro.

Doveva essere arrivato dopo.

Lara DeGracis. Sì, la prima figlia di Nemo.

E adesso lui penserà che qualcuno voleva uccidere proprio lei.

Non c'è nulla che possa... Chiudi quella bocca!

Chiudi quella cazzo di bocca e sparisci!

Vattene e sparisci!

Quella ragazza è morta.

E io ero là.

Benvenuto nel mio mondo.

Che cosa pensi di fare?

Per ora nulla.

Non è detto che ne moriva in noi.

Le cose vanno avanti come avevamo pensato.

Fagliela passare.

Daniel?

Come stai?

Non è colpa mia se è morta quella ragazza.

Lo so, non lo è.

Perché ti tormenti?

Magari perché la colpa è di mio padre.

Ma perché non lo sai chi è e che cosa fa tuo padre?

Oppure finché ha soddisfatto tutti i tuoi capricci non te ne importava?

Doveva lasciarmi con mia madre.

Voleva un figlio che fosse suo e solo suo.

E io non gliel'ho dato.

Voleva crescere la sua immagine e somiglianza.

Allora vuol dire che non sono io.

Per questo sei qui.

Per diventarlo.

Partiamo dalle cose semplici.

Io mi occupo della società che io e tuo padre vogliamo conquistare.

Vieni lì domattina alle nove.

Ti spiegherò un po' di cose.

Purtroppo la tua amica non ha parenti che possano procedere al riconoscimento

ufficiale.

Mi dispiace che debba toccare a te.

Un attimo.

Ah.

Li riconosci?

Li aveva addosso.

Sì, sono i suoi. Per certificare l'avvenuto riconoscimento ho una firma

qui e una qui.

Grazie.

Grazie.

Vorrei vederla.

È meglio ricordarla com'era e non come è adesso.

Sì, probabilmente ha ragione.

Se fossi in lei mi sceglierei un socio un po' più attento.

Qui dentro ci sono le immagini di quello che è successo ieri sera.

E' sorpresa, il figlio di Morabito e il suo scagnozzo con una bella tanica di

benzina a mano.

Ho pensato che le potesse far piacere averlo.

Ma che bravo!

E come hai fatto?

Diciamo che essere stato capo dei vigili ha i suoi vantaggi.

Morabito è fuori da dieci minuti che aspetta. Cosa faccio? Lo faccio entrare?

Sì, fallo accomodare.

È arrivato il momento di vedere a che gioco vuole giocare.

Signora sindaca.

Signor Morabito.

Mi dica.

Mi dica lei.

L'incidente è l'associazione.

Basta come credenziale.

Abbiamo un'alleanza.

Basterebbe se non fosse morta una donna.

Eh, effetti collaterali indesiderati.

Capitano. Beh, è capitato anche che ci fosse la figlia di Bandera lì dentro.

E questo dimostra che era un incidente.

Io di certo non volevo che le succedesse nulla.

È stato un incidente.

Io e Bandera abbiamo un patto. Le famiglie devono stare fuori dalla nostra

guerra. E intendo rispettarlo.

Per ora.

C'è una telecamera che inquadra quella zona.

E qui dentro c'è tutto quello che è registrato.

Mi interessa?

Mi interessa che non cada nelle mani sbagliate.

Questa è la mia città, signor Morabito.

Ce ne saranno altri di effetti collaterali indesiderati?

No, non ci saranno.

Bene.

Ti ho detto cosa mi piace degli avvocati.

Ora ti dico cosa non mi piace.

A volte tengono i piedi in due scarpe.

Dimmi, sindaca, cosa intendi fare con i tuoi bei piedini?

Ho 300 paia di scarpe, ma mi piace indossarne una alla volta.

Bene.

Stiamo per stringere un accordo non revocabile.

Quindi pensaci attentamente prima di dire che ci stai.

Ci stai?

Ci sto.

Ma ho una condizione.

Ogni mossa andrà concordata prima.

Va bene.

Ah, c'è un'altra cosa.

C'è un mio uomo, Palumbo. L'hai visto prima quando sei entrato.

Era il capo dei vigili e gli ho evitato tanti anni di galera quando l'ho difeso,

quindi mi deve molto.

Lui qui sa come muoversi e tu no.

Quindi lo prenderei con te.

Come vuoi.

Signora sindaca.

C'era una telecamera, non l'hai vista?

Fare altre cazzate?

No, scusa.

Che ci fai qui, Lara?

E tu?

Tuo padre mi ha mandato a vedere se salta fuori qualcosa che possa aiutarci

a capire chi è stato.

Questo è quello che rimane di Rosie.

E troveremo Lara.

Te lo prometto.

Di solito qui la sera ci vengono le coppiette in macchina da portarsi.

E dove ci sono le coppiette, ci sono i guardoni.

Da casa, Lara.

Stare qua non serve a niente, serve solo a interessarsi di più.

Hai ragione.

Non ci voglio più stare qui.

Che vuoi dire?

Lascia perdere.

Che ti sei messa in testa, Loren?

Che capatosta.

Io non ce la faccio più qui.

Me ne vado, tolerante.

Cosa vuoi? Ti ho mandato le credenziali del conto che volevi.

Ora dimmi quello che voglio sapere, perché la mia pazienza sta per finire.

Ci fai qui? Tu davvero vuoi andare qui?

Cos'altro deve succedere Mario?

Lara ti prego rimani. Questo posto è maledetto.

Ascolta un attimo.

Prima mia madre, poi Carlo, Alex, per quello che ne so anche Malcom, adesso

anche... anche Rosy.

Io non ho più nessuno, non ho più una famiglia, non ho più amici, non ho più

un cazzo Mario.

Se è per questo nemmeno io una famiglia vera l'ho mai avuta, né tanto o meno un

amico.

Ci sei soltanto tu.

Lara, io ho bisogno di te.

Ho bisogno di te per non sentirmi solo come un cane.

È la verità.

Adesso sì che me ne devo andare.

Lara.

Che ci fai tu qua? Che ci fai tu qua?

Io sono venuto a vedere la società che vuole comprare mio padre. La Dipsy ne ha

già metà, cioè la moglie.

Tu sei il figlio di Raul Morabito?

Sì, perché?

Perché la Dipsy è della mia famiglia.

E tuo padre e sua moglie, che poi sarebbe mia zia, non l'avranno mai.

Tu sei una bandera?

Sì.

Non sapevo che fossi la figlia di Nemo Bandera. Non parlarmi. Non qui. Ah, non

possiamo nemmeno parlare?

Andiamo bene?

Potevi anche dirmelo comunque.

E non pensavo che fosse così importante.

Dai, Nina, ma che c'è? Lasciami stare.

Tu non devi parlarmi qua.

Va bene.

Però senti, venendo qui sulla Litorania ho visto un biale con delle palme.

Alla fine c'è uno spiazzo con un ristorante abbandonato. Sicuramente lo

conosci. Ci vediamo lì domani alle 10, così parliamo.

Lo vedi quello?

Sì. È mio marito.

Ti aspetto alle 10.

Chi era?

È il figlio di Raul Morabito.

E che voleva?

Niente.

Ma ti senti come stai?

Meglio.

Ti piace quello che bevi?

Dice la lista, scegli quello che vuoi. E leggila tu, tu ci vedi bene, giusto?

Vorrei stare tranquillo, ti lascio il tavolo.

Qualcuno ti ha dato il permesso di muoverti? Te sta qua a cuccia.

Mi hanno detto che tiene un hobby, diciamo così, che si fa di notte in

mezzo ai cespugli.

Non so, di che... Ti ricordi dell'ingegno dove è

morta quella ragazza? Tu ci stavi?

Rispondi per bene e ti faccio arrivare una pallottola dritto dritto là.

Sì.

Mi hanno detto che tiene a memoria le macchine che vanno e che vengono e che

disegna le targhe su un quadernetto, è così?

E tiralo fuori, sto quadernetto.

Lo vedi che stiamo diventando amici?

Mario.

Ciao. Hai bevuto, puzzi d'alcol?

Ne ho bevuto, ma non sono ubriaco.

Vieni che mi stavo facendo un caffè, penso che tu ne abbia bisogno.

Allora, dai, dimmi. Lo sai che dimmi e ti puoi fidare.

Monterosso.

È lui che ti ricatta.

Se l'avevo immaginato, sai, vi ho visto discutere fuori dalla chiesa.

Mi ha costretto a tradire Nemo.

No, vabbè.

Non sarebbe la prima volta, sai, lo hai già tradito quando ti sei sposato Nina e

l'hai messa incinta per avere la dipsi.

Elisa lo sai, la dipsi mi spettava di diritto.

Semmai è lui che ha tradito me, dandole prima ai suoi figli e poi a Serena.

Ma nonostante tutto, lui per me resta pur sempre un padre.

Vabbè, cosa hai fatto?

Cos'ha per le mani per ricattarti? Liberati di questo peso.

Io... Non riesco neanche a dirlo.

Questa cosa non mi fa più dormire, me ne pento, ma non potevo fare altrimenti.

E Monte Rosso lo sa?

Sì, ne ha la prova.

Nemo finirà in galera e ci resterà per sempre.

Ho dovuto dire a quello sbirro dove trovare il bambino che lo ha visto

uccidere Buscemi.

Ma vedi il lato positivo, no?

Lo farà testimoniare.

Con Nemo fuori dai giochi, non hai più ostacoli.

Rimani l'unico uomo di casa.

E la Dipsy sarà tua.

I Morabito hanno già la metà.

E senza Nemo si prenderanno tutto il resto.

Io... Non è a questo prezzo che la volevo. Mario, non ti riconosco.

Affronta la situazione, fai quello che sai fare. Trova soluzioni.

Ho paura che questa volta non ce ne siano.

E allora vorrà dire che la troveremo insieme?

Come vecchi tempi.

Bevi.

Grazie.

Hai fatto presto, bravo. Ti ringrazio.

Indovino.

Hai trovato di chi è la macchina che è andata via prima dell'incendio?

Sì. E non ti piacerà.

E' indestato alla società del signor Raul Morabito.

Lo immaginavo.

Che mi fai?

E che mi fai?

Bye.

Giovane, ci siamo persi.

Se non può, per andare verso Varano, ormai da là, da là, o da qua. Fermo,

fermo, fermo, che sei malato.

Calma.

Te lo sai chi sono io? Sì, che lo so, Daniel Morabito.

Vici.

Giù.

Veloce, eh?

Apprezzami, voglio...

Sì, ti mando l'indirizzo.

Dove vai?

Monte Rosso? Ho da fare.

Qual è il tuo profilo migliore? Oh, cicciabello!

Stai fermo che ti devo fare la fotografia.

Fai schifo come il padre.

E spegniamo la luce.

Ehi, ehi, ehi. Buona, buona cicciabello.

L'ho appena mandato.

L'ha vista.

Raul. Nemo?

Avevamo un patto.

Le famiglie non si toccano.

Sei tu che l'ha violato.

Mia figlia ha rischiato di morire.

È stato un incidente. Non c'era nessuno là dentro quando...

E ti dovrei credere? È la verità.

Non fare del mare al mio figlio non c'entra nulla.

Ti posso dimostrare come sono andate le cose. Ho la prova. Te la posso mostrare

anche subito.

Lascia andare Daniel.

Se è vero quello che dici, lo farò.

Ferro. Non c'è cane più fedele di te, eh?

No.

Sono trent'anni che cambi come un abusivo.

Solo perché Nemo non ti ha ficcato una pallottola in testa quando tu vivi.

Ma ha un errore a cui posso sempre rimediare.

Perciò chiudi la bocca e entra.

Muoviti.

Nemo? Hai detto di poter dimostrare che non volevi uccidere mia figlia.

Sto aspettando.

Tua figlia e la sua amica sono arrivate dopo.

Il mio uomo non le ha viste.

E non poteva immaginare che arrivassero a quell'ora.

Ti ho detto la verità.

È stato un incidente.

E chi l'ha provocato deve comunque pagare.

Mettila giù.

Ti devo qualcos'altro?

Allora libera mio figlio.

Ferro. Perché hai dato fuoco all'Associazione?

Quello che ti dovevo te l'ho dato e non ti devo altro.

Andiamo, sbrigati.

Sbrigati!

Qui pulisci tu.

No!

Se non voleva ammazzare Lara, perché l'ha fatto?

È quello che dobbiamo scoprire.

Ma è sicuro che Nemo Bandera voglia fargli del male?

Purtroppo sì, signore.

Però non si preoccupi. Se Biagio dirà quello che ha visto, non succederà

niente. Io vi faccio mettere in un programma di protezione, va bene?

Sì. Ora però dobbiamo andare.

Ok.

Ciao.

Forza, andiamo.

Gli è stato a sangue freddo.

No, era amico mio.

Ma smettere di panicolare come una femmina.

Eh? Perché l'ha ucciso?

Se ne vanno odiato.

Se posso stare più attenti, non mi sarei dovuto umiliare come una serva davanti a

Bandera.

Avevano un patto, le famiglie non si toccano. E io l'ho rispettato. È lui che

l'ha violata, hai capito? È lui che l'ha violato.

E la pagherà per questo.

E' bravo Ferro, per caso mi sei diventato vegetariano. A pranzo, la sera

no.

Invece dovresti fare il contrario, lo sai.

Avvocato, chi si fuggisce e si alza sui, cambia cent'anni.

Tu vuoi cambiare ancora?

La madre di piaggio, è questo che voglio ora.

Antonia carissima, dimmi tutto.

Quando? No, no, no, no, Nemo non vuole fare del male a tuo figlio, credi a me.

Bravo, hai fatto bene a chiamare.

Ci pensiamo noi, tranquillo.

Problemi?

Ponderoso sta portando qua il bambino che ha visto Nemo uccidere Buscemi.

Lo vuole fare testimoniare, ma questo come ha fatto a trovarlo?

Che vuoi?

Ci ha appena chiamato la madre del bambino dicendoci quello che stai

facendo. Non ci credo, bastardo.

Sei stato tu a dirlo a Nemo. Ma vaffanculo, non lo capisci che sto

cercando di salvarti la vita.

Nemo sorveglierà tutte le strade e i caselli.

Ora dimmi che è un posto sicuro dove stare.

E dove lo trovo adesso?

Vedo quello che posso fare.

Avete fatto?

Vai, andiamo.

Elisa, ascolta, io avrei bisogno che... Credo che tu possa darmi una mano.

Vogliono o vogliono ogni incrocio.

Mi raccomando, a occhio.

I ragazzi stanno sorvegliando pure le strade intorno al commissariato e al

palazzo di giustizia. Voglio che al bambino non succeda nulla. Devono solo

bloccarlo, gliel'hai detto? Forte e chiaro. E appena fermiamo a Monte Rosso,

gli facciamo la sorpresa della pistola magica.

Scusate, di che parliamo?

Quale pistola magica?

La pistola sua, quella di Monte Rosso.

La pistola dello sbirro, Nemo.

Quella che abbiamo noi, quella che ci ha data la Santa.

Non mi ricordo.

Quella con cui hanno ammazzato Riccardi.

Con quella lo teniamo in pugno.

Aspettate qui.

È questo il posto?

Sì, perché non ti piace?

Dammi le chiave, Vata.

Io sarei venuto a risparmiarti un po' di galera.

Tu a me?

Sì, come no. Ascolta, Nemo, la tua pistola, quella che ti è stata rubata,

quella che ha ucciso Riccardi, per intenderci, è stata la santa a

consegnargliela. Se questa pistola c'è, come mai esce fuori solo adesso?

Stai bleffando?

Ascolta, io non ne sapevo nulla, altrimenti te l'avrei sbattuta in faccia

subito quando mi hai minacciato.

Pensaci.

Quella pistola non significa niente. L'hai detto tu, me l'hanno rubata.

Vabbè, sì, certo.

Sicuramente i giudici ti crederanno.

O forse penseranno che il furto è solo una finta e che Riccardi l'hai ucciso

proprio tu.

Anche perché, in fin dei conti, non è che andavate molto d'accordo voi due.

Sbaglio?

Nemo non se la caverà per questo.

Io comunque farò testimoniare quel ragazzino. Ecco, bravo. Così scopriremo

se per mandare Nemo all'ergastro sei disposto a farlo anche tu.

No?

E allora adesso te lo dico io cosa devi fare. Tu domani li riporti da dove li

hai presi e se per caso tiri fuori quel video appare magicamente anche la

pistola.

Capito?

Io lo incastro, Nemo.

E poi incastrerò anche te.

E poi ti svegli tutto sudato.

Ti disturbo?

No, vieni.

Grazie.

Vuoi qualcosa da bere?

No, sto bene, grazie.

Com'è andata la soluzione che ti ho trovato per Monterosso?

A proposito di Monterosso, non tradirò più Nemo. Ho scoperto che anche lui può

essere ricattato e domani riporterà quel bambino da dove è venuto.

Mi ero passato solo per dirti questo.

Sono felice per te.

La fortuna esiste.

E questa volta ti ha concesso di non essere il traditore che credevi.

Lo sai o non lo sai?

Lo so.

Ma almeno per una volta mi è riuscito di non esserlo.

Per due.

È Mario che mi ha costretto a mettermi quella storia.

Come Mario Scudoni.

È proprio vero.

La vendetta è un piatto che si gusta meglio freddo.

Nessuna novità su Monte Rosso. E la cosa non mi piace, Kumba.

Noi avremmo pure la pistola dello sbirro. Ma se lo sbirro non lo sa. Lo

sa, lo sa. Ho trovato Monte Rosso.

E come hai fatto?

Ho avuto una soffiata dalla procura.

Monterosso aveva contattato il magistrato senza dare nessun tipo di

dettaglio. Solo per un primo contatto.

Dimmi dove sta. Devi stare tranquillo che gli ho messo paura io.

Riporterà sia il bambino che il padre da dove sono venuti. No, ce li riporto io.

No, lo fa lui, siamo rimasti d'accordo così.

Nemo, non mi fido.

Monterosso è spaventato, non farà scherzi.

A me questa cosa... Ehi, Ferro.

Bravo, Mario.

Non capisco.

Ti hai portato qui per far testimoniare il viaggio.

E adesso?

La situazione si è complicata, lo so.

Ma dove andremo?

Il posto mi trovo. Viaggio testimoniera in sicurezza.

Dov'è il tablet?

L'ho dimenticato.

Arrivo subito, lo prendo io.

Allora è deciso.

Lara, per favore, ripensaci.

No. No, non posso.

Ascolta, devo dirti una cosa.

È successo un fatto che mi ha convinto che... Che le cose possono cambiare.

Cambiare? Sì, cambiare. Anche le cose peggiori in qualche modo possono essere

sistemate e persino io posso cambiare. E voglio cambiare, voglio farlo per te.

Trovato!

Grazie.

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