All language subtitles for 30.Coins.Trenta.Denari.1x06.Guerra.Santa.iTALiAN.1080p.WEBRip.AAC.x265-Pir8

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

L'unità,

in mezzo alla pluralità religiosa e culturale.

L'unità delle comunità plurali...

ha un unico riferimento...

così che...

con un solo cuore...

e una sola bocca...

possa glorificare Dio.

Dio è fonte di pazienza...

ci incoraggia ad avere un unico sentimento.

Fratelli,

unitevi a me e...

- Elena? - Padre Vergara?

Sono giorni che cerco di contattarla.

- Qui non c'è molto campo. - Dove si trova?

È meglio che tu non lo sappia. Ho chiamato da Roma.

Lo so. Era così urgente? È ancora lì?

No, non era un posto sicuro. Ascolta, Elena.

Devi stare molto attenta.

A causa mia, verranno a cercarti.

Gli ho detto della moneta,

gli ho detto che ce l'hai tu.

Perdonami.

Mi dispiace.

In tutti questi mesi, ho cercato di nascondere la verità.

L'ho nascosta a te, a tutti...

Anche a me stesso.

Non volevo vederla.

- Dove si trova, Padre? - Non importa.

Quello che importa è che scappi.

Faranno qualsiasi cosa per recuperarla.

Voglio venire da lei.

Questo non è possibile.

Padre Vergara, non posso farlo da sola. Deve aiutarmi.

Mi dica dove si trova, non importa quant'è lontano.

Non voglio fare la fine di Sandro.

Avviserò Paco, sua moglie e tutti i nostri amici. Risolveremo tutto insieme.

Tu non sai chi è Sandro.

Sì, sì che lo so.

Eravate amici,

in seminario, a Roma. Me l'ha raccontato lei.

Altrimenti, come potrei saperlo?

Perché non dice niente?

Non si fida più di me?

Traduzione di Maleva

Salve.

- Grazie. - Sindaco!

- Buongiorno. - Buongiorno!

Come va?

Le ho portato una zucca.

Molto buona, molto buona.

La migliore della zona, 50 chili!

- Ne sono sicuro. - Venga qui.

Forza, la tiri su! La tiri su! Coraggio, ce la fa!

Dai, che ce la fa!

Ben fatto, sindaco!

- Grazie, Rogelio. - No, è per lei, la tenga.

No, per favore. Non posso portarla, Rogelio.

L'ho portata per lei. Le durerà per un anno.

- È un piacere vedervi. - Bene!

Piedad! Sei ringiovanita!

Grazie!

- E non usi creme né niente, vero? - Solo acqua e sapone.

- Davvero? - Sì, sì!

Dammi un bacio. Tu sì che la sai lunga.

Sei un adulatore...

Tutto a posto, sto bene.

- Possiamo parlare un attimo? - Adesso?

Solo un momento.

Manolo!

Vieni, per favore.

Come posso spiegartelo?

Paco, non abbiamo tutto il giorno.

Cosa c'è?

Non ce la faccio più, Marche.

A fare che?

Tutto questo.

- La campagna elettorale? - No, no...

Tutto.

Paco, cosa stai cercando di dire?

Non posso continuare a salutare la gente, a fare la faccia contenta... Non ci riesco.

Non ci riesci?

Fantastico.

Non me la sento, Merche.

Non ho mai voluto fare il sindaco, lo sai. Faccio fatica a sorridere alla gente tutti i giorni.

Non mi va.

Non gli va...

E tu credi che a me vada?

Credi che io abbia voglia di tutto questo?

- Non lo so. - Credi che lo faccia perché mi piace?

- É... - Paco, questo è lavoro, non una festa!

Gli altri vengono per rimpinzarsi di vino e salsicce, ma noi stiamo lavorando.

- Mettitelo in testa. - Sì, Merche.

Sono anni che ci stiamo lavorando, e ancora non l'hai capito. Cazzo, sei un bambino!

- All'improvviso ti annoi e vuoi andartene! - Prima non mi importava, ma ora...

Ehi, sindaco!

- Ho un nodo in gola, Merche. - Allora scioglilo, perché adesso devi parlare.

- Adesso? - Sì.

Ti stanno aspettando.

Grazie mille a tutti per essere venuti.

Beh, vedete com'è il paese...

pieno di amici che sono venuti qui a condividere con noi il meglio della nostra terra.

Già tre anni a difendere la sigla di questo partito.

Chi l'avrebbe detto?

E ogni anno che passa...

sono sempre più orgoglioso di lottare per le nostre tradizioni.

Bene, adesso mi taccio, di sicuro avrete fame e nessuno mangia più di noi, vero?

Cosa posso dire che non sappiate già?

Ogni anno dico le stesse cose.

Arriva un momento in cui le cose sono quello che sono.

O no?

O no, perché si può anche cambiare, non so... girare di... 180 gradi.

Reinventarsi, come dicono oggi. Uscire dalla zona di confort.

Beh...

è quello che farò io.

Lasciare che parlino altri. Forse hanno cose importanti da dire.

E...

per quanto mi riguarda,

vi ringrazio per tutti questi anni. Mi sono sentito apprezzato...

e orgoglioso di essere il vostro sindaco.

Quindi...

grazie a tutti.

- Sergente Laguna? - Sì.

María Salcedo.

La mia collega, Cristina Miralles.

- Mi dica. - Lavoriamo per il Dipartimento di Sicurezza.

- Ci mandano da Madrid. - Sì, ho ricevuto...

una e-mail, ma vi aspettavo per domani.

Beh, siamo qui.

Ma se è troppo occupato in questo momento...

No. No, no, ora...

va benissimo.

Se volete venire con me, mia moglie vi ha preparato due camere in centrale.

No, non si disturbi, non è necessario. Stiamo in hotel.

Ah, in hotel. Bene.

Certo, molto più comodo, non c'è paragone.

Allora, se volete...

Qui ci sono tutte le informazioni.

Sono i dossier dei casi degli ultimi anni.

Se volete esaminarli, fate con calma. Io vi aspetto in piazza.

Non è necessario, li abbiamo già letti tutti.

Bene.

È piuttosto strano l'aumento dei casi negli ultimi mesi, no?

Sì.

La verità è che è stato un anno piuttosto movimentato.

- Movimentato? - Molto lavoro, fuori dall'ordinario.

In cinque anni, avete redatto tre rapporti.

Negli ultimi 6 mesi, 25.

Tra cui diverse morti,

una scomparsa,

due tentati suicidi,

Sì, non capisco neanch'io.

Non so cosa sta succedendo in questo paese.

- Per questo siamo qui. - E non sapete quanto ve ne sia grato.

Sono settimane che sto chiedendo rinforzi.

Noi non siamo i rinforzi.

Adesso siete voi i rinforzi.

A partire da oggi, prendiamo il comando di questa divisione territoriale, e voi

riporterete direttamente a noi.

Certo.

Vorremmo cominciare dall'evento più recente.

Se per lei va bene.

Jesús Ágreda García.

Disturbo della quiete, spari sulla pubblica via, resistenza alle autorità...

Jesus è un brav'uomo, ha perso la testa.

- Dov'è ora? - A casa, in attesa del processo.

- Non ha fatto del male a nessuno. - Vorremmo parlargli.

Non è uno che parla molto, ma se vuole domani lo chiamo e...

Meglio farlo subito, non crede?

Sì, certo, meglio ora.

Perché aspettare domani?

Mamma,

è di nuovo Laguna.

Ed è con due persone.

Ciao, Rosario. Guarda com'è cresciuto!

Siamo qui per fare qualche domanda a Jesús.

È con gli animali.

- Vai a chiamare tuo padre. - No, resta col bambino, vado io.

Che carino.

- Come si chiama? - Jesús,

come il nonno.

- E suo padre? - Non sappiamo chi è il padre.

Io lo so, ma non ho intenzione di dirlo.

Vivi nella nostra casa. Non credo sia troppo chiedere un po' di fiducia.

Sì. Così mio padre può piantargli due proiettili in corpo.

Non sa quello che dice. Mio marito è una persona normale.

Un po' all'antica,

ma niente di più.

Jesús!

Dobbiamo parlare.

Stai tranquillo, va tutto bene,

ma sono venute delle persone da Madrid a controllare un po' tutto e vogliono farti qualche domanda.

- Cosa mi chiederanno? - Tu limitati alle dichiarazioni che hai fatto a noi.

Quindi...

- devo mentire di nuovo. - Cazzo, Jesús, ne abbiamo già parlato.

Se dici di aver ucciso qualcuno, vai in prigione, che sia chiaro.

Hai preso il fucile perché eri sconvolto per la faccenda di tua figlia,

sei corso in paese, hai cominciato a sparare e punto.

Il resto è stato molto tempo fa, è dimenticato.

Due anni fa, ho ucciso un uomo.

E poi lui era vivo, in piazza.

Che cosa vuoi, fottermi?

Vuoi fottermi?

Non ci sto capendo un cazzo di quello che sta succedendo,

ma per aiutare te e la tua famiglia, sto zitto.

E tu farai lo stesso, chiaro?

Non so chi cazzo hai ucciso due anni fa, ma non era il marito di Elena.

Quindi toglitelo dalla testa. Capito?

Ti stanno aspettando.

Un attimo di pazienza, ora arriva.

Non dorme da un mese. Di notte si alza, cammina per casa...

Credetemi, è molto pentito.

- Suo marito beve? - Come?

- Consuma alcolici o altre sostanze? - Mio padre sarà uno stronzo,

ma non è un alcolizzato né un drogato, ok?

Lui stesso ha dichiarato che era ubriaco.

Quel giorno in particolare, sì,

ma non è una cosa abituale.

Non so perché ci metta tanto. Che sta facendo?

Andiamo.

La cosa non mi piace per niente.

Non scapperà, ve lo assicuro.

E perché dovrebbe scappare?

No!

Cosa succede?

Avete visto Elena?

Qualcuno ha visto Elena?

Ad ogni modo, c'era da aspettarselo.

Tu non ti sorprendi mai di niente.

E tu sembri avere le testa fra le nuvole.

- Non hai visto come lo guardava? - Se lo mangiava con gli occhi.

- Da quando è arrivata, non ha mai smesso di scopare. - Con lui e con molti altri.

Brutta puttana fottuta.

Mentre Merche soffre come un cane.

Tieni, tesoro.

- Tu cos'hai da guardare? - Questo è il peggiore.

- È il più colpevole di tutti. - Prima la coinvolge con le sue pazzie,

- e poi la lascia sola, terrorizzata. - Padre, ne vuole un po'? Per placare la fame!

Come faccio a sapere che sei tu?

So dov'è il tuo nascondiglio segreto.

In chiesa,

dietro una Madonna di legno.

Ok, dimmi qualcos'altro. Qualcosa che sappiamo solo io e te.

Ti piaccio...

e questo ti rende nervoso.

Ti fa sentire in colpa.

Questo succede a mezzo paese.

Lavi i proiettili nell'acqua santa.

Elena, stiamo sognando, ma non siamo soli. Ci possono sentire.

Torna in paese, ci vediamo lì.

Dipende tutto da te. Se trovano la moneta, siamo finiti.

Devi difenderla con la tua vita finché non torno.

Non ce l'ho più.

- Come, non ce l'hai più? - Mi influenzava.

Ho cercato di separarmene,

lanciandola lontano, come un sasso nel mare,

e non voglio che torni.

Cosa?

Dicono che tornerà da me.

Che tornerà?

Hanno detto questo?

Mi dispiace, Rosario.

Non mi toccare!

È tutta colpa tua!

Che diritto avevi di venire a casa mia a fare domande,

- e raccontare a tutti della disgrazia di mia figlia? - Mamma, ti prego.

Lui non era così!

Tra tutti quanti, l'avete fatto impazzire!

E anche voi,

dicendo che era un alcolizzato e non so che altro!

Dov'è?

Dov'è l'altro?

Dov'è Laguna?

Dov'è?

Fatti vedere, se hai il coraggio!

Dov'è?

Due caffè con poco latte.

- Vuole due "cortado"? - No, il cortado ha poco latte,

ne voglio un po' di più, ma non troppo.

- È idiota? - Calma. E porta un po' di rispetto.

Siamo funzionari del Comune.

- Dov'è Isabel? - Al cimitero.

Si sente che manca.

Che situazione!

Sono venuti dal Ministero per vedere cosa succede qui.

E adesso trovano questo...

Un altro suicidio.

Non capisco com'è che uno che spara per la strada viene rilasciato il giorno dopo.

E con un'arma in casa.

Dammene un altro, Ricardo.

- Non vuoi parlarmi? - No, non ho niente da dirti.

Anzi, sì,

abbiamo due agenti del Ministero qui in hotel.

Suppongo che vorranno parlare con te, se sei ancora il sindaco.

- Cosa ci sta succedendo, Merche? - Quello che ci sta succedendo è evidente, Paco.

L'hai detto in mezzo alla piazza, davanti a tutti, così,

- all'improvviso, senza consultare nessuno. - Questo non è vero, Merche.

Io volevo parlare con te, ma tu non ascoltavi.

Certo.

Dev'essere tutto quando e come vuoi tu.

"Mi sono stufato di fare il sindaco", e voilà, lascio tutto senza problemi.

Non ti rendi conto di quanto sei egoista?

- Pensi solo a te stesso. - Ok.

Ti fermi mai a pensare...

che quello che fai influisce su tutti quelli intorno a te,

sulla tua famiglia,

su quello che stiamo costruendo insieme?

Non puoi obbligarmi a fare qualcosa che non voglio fare.

Per favore... Alla fine sono io quella che deve scusarsi...

Perché devi essere sempre tu la vittima!

Chi soffre di più sei tu! Noialtri siamo qui per consolarti.

- Ma io non mi sono sposata per questo! - E allora perché ci siamo sposati?

Dimmelo. Perché ci siamo sposati, Merche?

Se devi parlare così, è meglio che te ne vada.

Avevamo un progetto in comune, che era molto semplice: essere felici.

Pensi davvero che siamo felici ora?

- Non voglio parlare di questo. - É proprio di questo che dobbiamo parlare.

É la cosa più importante.

Che cosa vuoi dirmi, Paco?

Che da un anno a questa parte, sembra che siamo solo soci in un'impresa.

Non so se c'è altro che ci unisce.

Lo sapevi dall'inizio.

Sapevi che io... che io non posso avere figli!

Ora non venirmi a dire che siamo solo un'impresa!

- Non ho detto questo. - Vaffanculo!

Cosa credi, che sia un'idiota?

- Che non sappia da dove viene tutto questo? - Da dove viene?

Pensi di avere possibilità con lei?

Credi che adesso che suo marito è morto, verrà di corsa da te?

Se n'è andata, Paco. Se n'è andata!

Ti ha scaricato!

Vattene a cercarla!

Vattene, ma lasciami in pace!

Io so cosa sto facendo della mia vita, hai capito?

Voi...

che cazzo avete da guardare?

Parli spagnolo?

- Se qualcuno mi ascolta, sì. - Io mi chiamo Ahmed.

Io traduco.

Perché sei qui?

Il mio lavoro è aiutare la gente.

Se davvero volessi aiutarci,

prenderesti un'arma, come ho fatto io.

Non tutto si risolve con le armi.

Chi nasconde una croce sotto i propri abiti, è nostro nemico.

Chi ti ha mandato a spiarci?

Chi non la pensa come voi, è vostro nemico?

Il nostro nemico è il demonio, che vuole porre fine ad Allah.

Allora siamo dalla stessa parte.

È sua moglie?

Sì, mia moglie.

E il nostro ragazzo, Alfonso.

La foto è di quando lavoravo a Burgos.

Aveva circa 4 anni.

Adesso studia a Madrid. Telecomunicazione.

E mia moglie è di sopra che prepara la cena.

Se volete, salite a conoscerla.

Un'altra volta.

Ora vorremmo parlare con Paco, se non le spiace.

Sinceramente non so cosa potrebbe apportare al caso parlare con paco.

È il sindaco, no?

È anche sposato con Mercedes Gandía,

la proprietaria del mattatoio e dell'hotel.

Sì, è così.

Ma, stando a questo, stava con Elena Echevarría, la veterinaria.

Era insieme alla veterinaria, quando il marito di lei si è suicidato?

E cosa c'è di male?

Buonasera.

Si sieda, prego.

A cosa pensi?

Sembri molto distante.

Penso alle lasagne.

- Sai qual è il mio problema? - No.

Faccio fatica a riconoscere la felicità, quando la vedo.

Non l'ho mai avuta davanti, mi ha sempre schivato.

Mi scivolava tra le dita.

E ora che ce l'ho davanti...

non lo so...

Non voglio perderla.

Ho fame.

Anch'io.

Credo che ce lo meritiamo tutti e due.

Sai quante volte ho immaginato di stare così,

come stiamo adesso?

Non sono per il sesso, eh?

È... questa sensazione di...

alzare le carte...

- e avere in mano 4 assi. - Non credo sia stata fortuna.

Ci hai lavorato.

Eri così ostinato, ci hai provato ancora e ancora.

E alla fine...

Quando voglio qualcosa...

vado fino in fondo.

Sempre.

Buonasera, signore.

Tu dici che non è questione di fortuna, ma io dico di sì, fidati.

Mi è successa una cosa che ti farà ridere.

Cosa?

Ricordi il ristorante giapponese dove volevo portarti?

Quello dove puliscono il pesce al tavolo e te lo servono?

Quello.

Un mese fa, ci ho portato degli amici.

E la verità è che stavo un po' male, non riuscivo a smettere di pensarti.

Insomma,

il fatto è che lo chef

ha infilato una mano nel pesce e...

ha tirato fuori questo!

No, la scatola no, quello che c'è dentro.

Mi stai facendo una proposta di matrimonio?

Sei impazzito?

State chiedendo a me se Elena avesse un buon rapporto con suo marito?

Sì.

Era contenta che fosse tornato, dopo essere sparito per due anni, senza alcuna spiegazione?

Certo che era contenta. Dove volete arrivare?

A quello che è successo veramente alla diga. Lei era lì.

- Anche Laguna. - Abbiamo già la sua deposizione.

Come definirebbe la sua relazione intima con lei?

Intima?

Migliore o peggiore di quella che aveva con suo marito?

Questa conversazione comincia ad irritarmi, ok?

Bene. Allora... Beh...

Roque!

Senti, tu mi piaci molto,

- e oggi è stato meraviglioso, ma... - No, è che non sapevo dove metterlo.

Cos'è?

Aprilo.

Rimarrai a bocca aperta.

- Cos'è quella? - Perdonami, Elena.

Non sapevo che ti avrebbe sconvolta, pensavo ti sarebbe piaciuta. È...

una moneta identica a quella che mi avevi mostrato, ricordi?

- Mi avevi detto di averla persa. - Non l'ho persa.

L'ho buttata perché volevo liberarmene, capisci?

Come potevo saperlo? L'ho tenuta perché credevo fosse un segno del destino che ci univa.

Ho pensato "Wow, la moneta che ha perso Elena era nella viscere di un pesce!"

- "Tornerà da te..." - Cosa?

Torno subito, Roque.

Posso?

Elena, finalmente! Ho provato a chiamarti diverse volte...

- È tornata. - Cosa?

La moneta. È tornata, è sul tavolo.

Il doppio l'aveva detto ed è tornata.

- Sei sicura che sia la stessa? - Paco...

- ho paura. - Non preoccuparti, arrivo. Dove sei?

Sono... sono a Parigi.

- Va tutto bene, signore? - Sì.

Vi porto le lasagne?

No, no. Il conto, per favore.

E porti via questo.

Porti via tutto.

Elena!

Elena!

Elena!

No, no, no...

Elena!

Andiamo.

Cristo, cosa ti succede, Paco?

Cosa fai? Perché non sei tornato?

Roque...

Sta bene?

Credo che sia morto.

Cosa?

Ma cos'è successo?

Non lo so...

Cosa diavolo è tutto questo, Paco?

Si può sapere che cazzo stai facendo?

- Per il momento, sono qui. - Se sei ancora vivo è perché

non ho tradotto neanche una parola di quello che hai detto.

Qui non funziona così, non c'è modo di dialogare.

Ammetti tutte le loro accuse e stai zitto.

- Perché mi hai aiutato? - Non si illuda, padre.

Odio tutto quello che rappresenta.

Per questo sono qui, a lottare e morire per qualcosa che valga la pena.

- Le cose non sono come le immaginavi, vero? - Niente è come lo immaginiamo.

Ma è meglio un secondo di verità...

che una vita intera di menzogne.

Un secondo, sì, per prendere un coltello e tagliare la gola a qualcuno con un sacco sulla testa.

Ma le cose si complicano quando devi farlo una volta dietro l'altra.

- Ti dà tempo per pensare. - Osa darmi lezioni di giustizia.

Tutto questo...

l'ha causato gente come te,

che usa belle parole e guarda dall'altra parte,

quando i morti si contano a migliaia!

Era questo che volevi dirmi?

Abbiamo altri due prigionieri.

Un giornalista... e una donna di una ONG.

Sarete giustiziati tutti e tre domani,

all'alba.

Ragazzi, quello è da togliere subito, per favore!

Domani abbiamo un battesimo, e dev'essere tutto libero.

- Merche, tesoro. - Merche, bellissima.

- Come stai, cara? - Come sempre, al lavoro.

- Che successo il comizio di tuo marito! - Non è stato male, credo che vinceremo.

Certo. La gente vi apprezza moltissimo.

- Già. - Senti...

volevamo solo dirti che puoi contare su di noi per qualsiasi cosa. Lo sai, vero?

- Se vuoi parlare, siamo qui. - Nel bene e nel male.

- Se non ci sosteniamo a vicenda... - chi altri lo fa, se no?

- Grazie. - Quando Remedios me l'ha detto,

- non potevo crederci. - Non è definitivo.

Mio marito ha molto lavoro e...

è solo stanco.

È perché è stanco che è andato a vivere in una pensione?

- Quale pensione? - Quella del bar.

Le camere che affittano al piano di sopra.

L'ha detto Remedios?

Dice che ha visto arrivare tuo marito con due valige.

Non so, sarà...

Non devi spiegarci niente. Non sei la prima a passare per una situazione del genere.

A quell'età, gli uomini diventano idioti.

Hanno paura perché stanno invecchiando e vogliono recuperare il tempo perduto.

Con me non ha perduto tempo, Consuelo.

Certo che no, anzi!

Ha vinto la lotteria, conte!

È la verità. Non sanno apprezzare il buono che hanno a casa.

Senti, non pensare a questo. Quello che devi fare è concentrarti.

- Su cosa? - Metterti carina, uscire, farti vedere bella.

Ti metti un vestito nuovo, ti trucchi un po', che hai sempre la faccia pulita.

Che ti aspetti? Lavora sempre.

Devi buttare un po' di benzina sul fuoco, Merche!

E mescolare le braci in modo che non si spengano.

Inoltre, che rimanga tra di noi, tu-sai-chi...

è a Parigi.

Ce l'ha detto Puri, quella che fa le pulizie al castello.

- È con Roque. - É un buon momento per provarci.

- Non puoi gettare la spugna. - Quei due hanno una storia.

E questo cosa c'entra con mio marito?

Com'è tardi!

- Devo preparare la cena. - Beh, Merche, abbi cura di te.

Ci vediamo.

Mio Signore Gesù Cristo,

so che la mia vita è nelle tue mani.

Come quella di Sandro,

e di tanti altri che sono morti...

per questo pezzo di legno.

Cosa vuoi da me?

Capisco,

non merito la tua misericordia,

non merito il tuo perdono.

Anni fa, qualcuno mi disse che...

ti piace vederci soffrire.

Io mi offesi.

Eppure, adesso...

Ahmed?

Cosa vuoi fare?

Cosa vuoi fare?

Cos'è quella faccia felice?

È qui.

È qui.

Sta arrivando!

- Vai a farti fottere! - Sta arrivando!

Antonio!

- È qui! - Chiudi quella bocca!

È qui!

Sta arrivando!

- Zitto, che mi svegli il bambino! - È qui!

Sta arrivando! È qui!

Sta arrivando!

È qui!

Antonio!

È qui!

Mettila via. Cos'hai intenzione di fare?

Antonio?

Per servirla.

È tardi,

chi stai aspettando?

- Il nuovo prete. - Viene un altro prete?

L'altro se n'è andato. Non si fa più la messa, solo a Sepulveda.

Ma hanno chiamato il vescovo di Segovia e ne hanno chiesto uno nuovo.

- Le stampelle le porti perché hai avuto un incidente? - Non è stato un incidente, mi sono buttato dal campanile.

E perché?

Mi hanno detto di farlo.

Chi?

Le voci.

Certo...

- Tu conosci tutti, qui, vero? - Sono nato qui.

Che ne pensi di venire con noi, così parliamo un po'?

Non posso, sto aspettando il nuovo prete.

E se ti offro un caffè?

Con i churros?

- Non abbiamo churros. - Allora un panino con la pancetta.

Antonio,

cosa sta succedendo in paese?

Cosa intende?

Cose strane,

morti,

sparizioni.

Quello che succede qui è normale.

È vero che i paesani hanno incendiato la clinica della veterinaria?

- Io no, non c'ero. - Ma sai chi c'era?

Tutti tranne me.

E perché l'hanno fatto?

Perché gliel'ha chiesto il prete.

Padre Vergara ha chiesto loro di bruciare la clinica?

No.

Non il vero prete,

il suo riflesso nello specchio.

Il prete, il sindaco e la veterinaria erano dall'altro lato.

Quando uscirono dallo specchio, non poterono fare più nulla,

era già tutto bruciato.

Capisco.

E cosa stavano facendo dall'altro lato dello specchio?

Prima, mandarono un bambino che era un ragno,

per spaventarli.

Ma non ci riuscirono,

lei è molto coraggiosa.

Allora, provarono con una ragazza,

quella che è scomparsa,

ma non riuscirono a convincerlo neanche stavolta.

A convincere chi?

Il prete.

Convincerlo di cosa?

Cosa vogliono dal prete?

Le voci vogliono che diventi uno di loro,

ma lui non vuole.

Ora vogliono solo ucciderlo.

Per questo è andato a Roma e ha raccontato tutto al Papa.

Cos'è successo al marito della veterinaria?

- Si è suicidato? - No,

l'ha ucciso Jesus. Quello che si è buttato nella diga era un altro.

Chi era?

Uno spaventapasseri.

Cristo.

È qui.

- È qui! - Antonio.

È arrivato!

È qui!

È arrivato!

È qui!

Guardalo, poveraccio.

È qui!

- Sta arrivando! - Dobbiamo convincerlo a scendere.

È ferito, potrebbe cadere.

È questa la cosa triste dei paesi:

ignoranza, superstizioni, storie di vecchie...

Sembra tutto innocuo, ma può finire per causare grandi danni.

Quello cos'è?

Cosa?

Lì, in strada, non lo vedi?

- Non vedo niente. - Ma sì, cazzo.

È...

è una persona.

Cazzo,

è un prete.

Non ci credo...

È qui!

Sta arrivando!

È qui!

È arrivato!

Cos'ha in mano?

Buonasera.

Scusate il ritardo,

L'auto si è rotta a 2 Km da qui.

Sono dovuto venire a piedi.

Ma chi è lei?

Sono il nuovo sacerdote.

Mi manda il vescovo di Segóvia.

Traduzione di Maleva

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.